venerdì 15 novembre 2019

Voi siete una nazione “dell’epoca glaciale” perché i vostri cuori sono congelati.



Il Santo Bonaventura dice tristemente:

La situazione della vostra terra mi preoccupa, invece di aiutarvi vicendevolmente e di esserci l’uno per l’altro, preferite fare solo i vostri interessi, vivete come volete e causate in questo modo grande sofferenza.

Non vi aiutate più vicendevolmente, condannate altri senza fare un’analisi critica, siete concentrati solo sul vostro ego e non sapete più come si fa a vivere insieme, senza discordia, senza odio e senza invidia.

È proprio un peccato ciò che avviene oggigiorno sulla vostra terra perché essa è meravigliosa, creata dal Nostro Signore e Maestro il Creatore di ciò che è. Non curate più la vostra terra, non la rispettate così come non onorate ne rispettate Dio e non vi amate né rispettate reciprocamente.

Siete una nazione dell’epoca glaciale, perché i vostri cuori sono ghiacciati! Un cuore che non prova amore per il suo prossimo né per la terra sulla quale vive, che non ha amore per suo Padre Celeste, può solo congelare perché è l’amore che lo riscalda e l’amore che lo fa star bene è l’amore che lo tiene protetto e al sicuro e gli regala pace e benessere.

Figli Miei. Senza l’amore non siete in grado di vivere, senza di esso mandate in rovina voi stessi e i vostri fratelli. Senza l’amore non trovate la via verso il Padre e il diavolo s’impadronirà di voi, se non l’ha già fatto.

Voi non ve ne accorgete, non lo volete riconoscere, ma là dove il cuore si raffredda, il diavolo è già penetrato! Analizzate i vostri sentimenti! Se non è presente l’amore dovete cambiare, dovete chiedere aiuto per ritrovare la via dell’amore divino. Dovete percorrere questa via e restarci e Noi, i vostri Santi e gli Angeli, il Cielo intero e unito siamo qui per voi, per aiutarvi.

InvocateCi, Noi vi guideremo! Vi concederemo protezione dal male e vi condurremo a Dio Padre, perché Noi aiuteremo chi ci prega di farlo.

IL PADRE NEGLI ULTIMI TEMPI



«VOGLIO ESSERE COME UN BAMBINO PICCOLINO... »
 "Voglio essere come un bambino piccolino... che tira la veste al suo Papà e con il sorriso gli chiede le cose più semplici, che al mondo possono sembrare le più impossibili..."
La piccolina del Padre


La grande conversione

10) «Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra».
L'unico "segno" del Figlio dell'uomo è la Croce. Tale segno comparirà impresso a fuoco in ciascun'anima. Ogni spirito lo riconoscerà, comprenderà la sua ingratitudine e la sua dimenticanza per l'Amore crocifisso, si batterà il petto e sarà salvo: la sua redenzione sarà compiuta.
Ma questo non sarà espressione unicamente di qualche singola conversione: "tutte le tribù della terra si batteranno il petto". Sarà quindi un fenomeno di massa.
Nella Dives in Misericordia leggiamo: "Quel figlio, che riceve dal padre la porzione del patrimonio che gli spetta e lascia la casa per sperperarla in un paese lontano, vivendo da dissoluto, è in certo senso l'uomo di tutti i tempi".
In questi ultimi tempi tornerà finalmente a casa.

Padre Andrea D'Ascanio

giovedì 14 novembre 2019

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



O Passione della Sacra Umanità

Vedo Gesù sulla Croce con le mille piaghe sanguinanti, avvolto dalla gloria della Divinità, dal Verbo Divino, unito ipostaticamente a quelle membra, gementi sotto lo strettoio del dolore. O calvario, o altare, o mistica montagna, ardente per gli olocausti divini!
O Passione della Sacra Umanità di Cristo, ispirata dalla Potenza, sostenuta dalla Sapienza, avvalorata dall'Amore di Dio! - Raccogli il Sangue che esce da ogni piaga e riportalo nel Cuore: non perché io abbia sollievo, ma perché possa prodigarlo nuovamente, continuamente alle anime. - q. 12

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

NON DIMENTICHIAMOLI



La preghiera per i nostri cari defunti 
è un bisogno del cuore, 
è un dovere che noi abbiamo verso coloro 
che in vita ci amarono tanto 
e ci fecero del bene.

Caterina da Genova


“...essere separate da Dio e private della sua vista...” 

“I patimenti delle Anime del Purgatorio sono terribili per i loro peccati e per la lunga purificazione. Ma di gran lunga il dolore più grande per loro è quello di essere separate da Dio e private della sua vista”.
O Dio onnipotente ed eterno, come ho potuto accumulare anni su anni di lontananza dalle tue grazie! Perdonami, mio Signore e mio Dio! Non permettere che io perda nuovamente le grazie che mi hai dato. 
Ti supplico di concedere le tue grazie e la tua misericordia ai fratelli del Purgatorio. Allevia, ti prego, le loro sofferenze, abbrevia il loro esilio e mostra loro presto la tua beatitudine.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte.
O Maria, concepita senza peccato e Madre di Dio, trasmettitrice di tutte le grazie, Regina di tutti i santi, vittoriosa in tutte le battaglie di Dio, vieni in nostro aiuto e in aiuto ai nostri fratelli del Purgatorio con la tua potente intercessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Eterno Riposo

TRATTATO DELLO SPIRITO SANTO



Lo Spirito del bene e lo Spirito del male.

***
La preghiera ha una forma più elevata della parola, ed é il sacrifizio. Questa seconda forma più facile a chiarirsi, essendo ella sempre palpabile, non è meno universale della prima. Essendo il sacrifizio in uso presso tutti i popoli, in tutti i tempi e sotto tutte le latitudini, esso si è offerto ad esseri buoni o malvagi, ma sempre stranieri al mondo inferiore. Il sangue di un toro non ha mai scorso sugli altari in onore di un toro o di un altro essere materiale, neppure di un uomo.
Il diritto al sacrifizio non comincia che allorquando l’adulazione vede in lui un genio personificato, ed é a questo genio che si volge il sacrifizio ; o quando ritraendolo dal mondo inferiore, la morte ha fatto di lui l’abi­tatore del mondo soprannaturale. Ora, nel pensiero dell’uman genere, il sacrificio ha la stessa significazione della preghiera. Offerto perpetuamente, egli é dunque la prova perpetua della fede, dell’umanità nell’influenza permanente del mondo superiore su quello inferiore. 
L’uomo non si è mai contentato d’ammettere un’azione generale e indeterminata degli agenti soprannaturalisul mondo e su lui. Interrogato in qualunque momento che vi piaccia, sulla sua lunga esistenza, egli vi dirà : Io credo nel governo del mondo materiale, a motivo del mondo spirituale, come io credo al governo del mio corpo pel bene dell'anima mia ; io credo che ciascuna parte del mondo inferiore sia diretta da un agente spe­ciale del mondo soprannaturale, incaricato a conser­varla ed a mantenerla nell'ordine. Io credo a queste verità, come credo che nei governi visibili (pallido ri­flesso di quel governo invisibile), l'autorità sovrana per­sonificata nei suoi funzionarli è presente in ogni parte dell' impero, ad oggetto di proteggerla, e di farla con­correre airarmonia generale.
Niuno ignora che i popoli deirantichità pagana, senza alcuna eccezione, hanno ammessa l’esistenza di eroi, semidei, ai quali attribuiscono i fatti maravigliosi della loro storia, le loro legislazioni, e lo stabilimento de’loro imperi. Niuno ignora che essi hanno creduto, scritto, cantato che ogni parte del mondo materiale è animata da uno spirito che presiede'alla sua esistenza ed ai suoi movimenti; che questo spirito è un essere sopranna­turale, degno degli omaggi dell'uomo, e potente abba­stanza per fare della creatura, la cui conservazione gli è affidata, un istrumento di bene o un istrumento di male. La stessa credenza è anche oggidì in pieno vi­gore presso tutti i popoli idolatri delle cinque parti del mondo.
In questa unanime credenza, base della religione e della poesia, come altresi della vita pubblica e privata del genere umano, non v' è nessuna particella di vero. A meno che non si sia dementi, chi oserebbe soste­nerlo? Il mondo dei corpi è governato dal mondo degli spiriti: tale é, benché l'abbiano alterato in alcuni punti secondari, il domma fondamentale che l’uman genere ha sempre posseduto.
Vogliamo noi averlo in tutta la sua purità? r ile g g ia m o  i divini oracoli. Sino dalla prima pagina dell’antico Testamento, noi vediamo lo Spirito del male farsi sensibile sotto la forma del serpente, e questo seduttore sopran­naturale esercitare sull'uomo e sul mondo un dominio che non ha mai perduto. Vediamo da un altro lato gli Spiriti del bene governare il popolo di Dio, come i ministri di un re governano il suo regno. Da Abramo, padre della eletta nazione, sino ai Maccabei, ultimi campioni della sua indipendenza, tutti gli uomini della Bibbia,sono diretti, soccorsi, protetti da agenti sopran­naturali, la cui autorità determina i grandi eventi regi­strati nella storia di questo popolo, tipo di tutti gli altri. 
Il popolo cristiano successore, o meglio, svolgimento del popolo giudaico, ci offre lo stesso spettacolo. Ma, se le società le più perfette sono state sempre, e sono tut­tora poste sotto la direzione del mondo angelico, con più potente ragione quelle meno perfette, si trovano, a causa altresì della loro inferiorità, sottoposte allo stesso governo.
Quanto alle creature puramente materiali, ascoltiamo la testimonianza dei più grandi genii che hanno illu­strato il mondo: « Gli Angeli, dice Origène, soprinten­dono a tutte le cose, alla terra, all’acqua, all’aria, al fuoco, vale a dire, agli elementi principali; e secondo quest’ordine, pervengono a tutti gli animali, a tutti i germi e perfino agli astri del firmamento.1 » Sant*Ago­stino non è meno esplicito: « In questo mondo, egli dice, ogni creatura visibile è affidata ad una angelica potenzasecondo la testimonianza, più volte ripetuta, delle sante Scritture.1 » Lo stesso linguaggio udiamo in bocca di san Girolamo, di san Gregorio Nazianzeno e degli or­gani più autentici della fede dell’uman genere rige­nerato.
Di questa fede universale ed invincibile, la vera filo­sofìa porge due perentorie ragioni: l'armonia dell’uni­verso, e la natura della materia.

***
Monsignor GAUME

Geremia



Invito alla conversione

1Il Signore dice: 'Popolo d'Israele, se davvero cambi condotta, puoi ritornare a me. Se elimini quegli idoli che io non posso sopportare e ti mantieni fedele a me, 2se tu giuri sul mio nome nella verità, nel diritto e nella giustizia, allora anche gli altri popoli vorranno essere benedetti da me e mi canteranno le loro lodi'.
3Il Signore dice agli abitanti di Giuda e di Gerusalemme: 'Arate di nuovo i campi lasciati incolti, non seminate più fra le spine, 4ma rinnovate il vostro patto con me. Cambiate sinceramente vita, abitanti di Giuda e di Gerusalemme. Se non farete così, il mio furore divamperà come fuoco. Brucerà e nessuno lo potrà spegnere a causa del male che avete commesso'.

PREGHIERE CHE SCONFIGGONO I DEMONI



 Parlare ai Monti 
              
Parlo ad ogni montagna nella mia vita e ordino che venga rimossa e gettata nel mare (Marco 
11:23). 
              Dico ad ogni montagna finanziaria di essere rimossa dalla mia vita nel nome di Cristo. 
              Fa che ogni monte malefico ascolti la voce del Signore e sia rimosso (Mic. 6:2). 
              Io profetizzo alle montagne e ordino loro di ascoltare la Parola del Signore e di essere rimosse 
(Ez 36:4). 
              Fa che le montagne tremino alla presenza di Dio (Abacuc 3:10). 
              Io contendo con ogni monte e ordino loro di sentire la mia voce (Mic. 6:1).  
              Posa il monte di Esaù (la carne) alla desolazione (Malachia 1:3). 
              Stendi la tua mano, Signore, e rovescia le montagne dalle radici (Gb 28:9). 
              Dico ad ogni montagna di debiti di essere rimossa e gettata in mare. 
              Signore, Tu sei contro ogni montagna di distruzione (Ger. 51:25). 
              Fa che i monti fondano alla Tua presenza, o Dio (Giudici 05:05). 
              Devasta le montagne del male nella mia vita, Signore (Is. 42:15). 
              Trebbio ogni monte, li riduco in polvere, e rendo le colline simili alla pula (Is. 41:15). 
              Ogni montagna sulla mia strada diventerà una pianura (Zaccaria 4:7). 

PARADISO



La Madre della Salvezza: la morte presto non avrà più alcun potere sull‟uomo. 

Miei cari figli, la Crocifissione di mio Figlio è stato significativa in molti modi. Egli non fu ucciso solo per mano dei soldati romani, ma lo fu per ordine di coloro che sostenevano di essere devoti seguaci della Parola di Dio. 

La sua flagellazione, la sua persecuzione e la sua morte furono eseguite sotto le istruzioni di coloro che guidavano i fedeli nel Tempio di Dio. Essi respinsero tutto ciò che sapevano essere la Verità, perché rifiutarono di accettare che mio Figlio, Gesù Cristo, fosse il Messia. Essi disprezzarono ogni legge dettata da Dio, mentre prendevano piacere nell‟esecuzione di mio Figlio. 

Prima che venga il giorno del Signore, essi ripeteranno la Sua crocifissione. Essi Lo flagelleranno attraverso il tradimento della Sua Santa Parola. Perseguiteranno coloro che rimangono fedeli a Lui e, allora, profaneranno il Suo Corpo. Ma non riusciranno ad ucciderLo, perché il Suo Corpo, la Sua Chiesa, non può morire e rimarrà in piedi, anche se in una situazione precaria, fino alla fine. 

In questi tempi, dovete ricordarvi che ogni vita viene da Dio. La morte non ha potere su Dio. 
La vita, una volta data, non potrà mai morire. La morte presto non avrà più alcun potere sull‟uomo e, mediante la Risurrezione di mio Figlio, l‟uomo possederà anche la Vita Eterna del corpo e dell‟anima. Coloro che hanno fiducia in Cristo e Gli rimangono fedeli avranno la vita. 
Solo quelli che Lo respingeranno completamente non l‟avranno mai. 

Rallegratevi nel sapere che una vita gloriosa aspetta tutti voi che aderite alla Santa Parola di Dio, poiché la morte non vi potrà mai distruggere. 

La vostra amata Madre, 

La Madre della Salvezza. 

10 Ottobre 2014

TRATTATO DELLA PREGHIERA E MEDITAZIONE



In questo giorno penserai ai benefìci che ricevi da Dio per ringraziarne il Signore e accenderti di maggior amore per chi ti fece tanto bene. Sebbene questi doni siano innumerevoli, tu puoi almeno considerare questi cinque, la creazione, la conservazione, la redenzione, la vocazione, con gli altri benefici particolari e non evidenti. 

In primo luogo, riguardo al beneficio della creazione, pensa con molta attenzione ciò che eri prima di essere creato e ciò che Dio fece con tè e ciò che ti diede prima di ogni tuo merito: 

questo corpo con tutte le tue membra e i tuoi sensi e l'anima così eccellente con le sue grandi possibilità: intelletto, memoria e volontà. E bada bene che darti tale anima ha significato darti tutte le cose, poiché non c'è alcuna perfezione in nessuna creatura che l'uomo a suo modo non abbia, dal che risulta che darci questo solo elemento ha voluto dire darci insieme tutto. 
Riguardo al dono della tua conservazione, guarda quanto tutto il tuo essere sia legato alla provvidenza divina, come non vivresti un attimo, ne’ faresti un passo se non fosse per lui, come abbia creato tutte le cose per la tua utilità, il mare, la terra, gli uccelli, i pesci, gli animali, le piante, persino gli angeli del cielo. 

Pensa alla salute che ti concede, alle forze, alla vita, al sostentamento con tutti gli altri aiuti temporali. Oltre a tutto ciò, pensa alla miseria e alle sventure in cui ogni giorno vedi cadere gli altri uomini e nelle quali tu pure saresti potuto cadere se Dio, per sua pietà, non te ne’ avesse preservato. 

Quanto al dono della redenzione, puoi considerare due cose: la prima, quanti e quanto grandi siano i beni che ci ha dato mediante il dono della redenzione, la seconda quanti e quanto grandi siano stati i mali che patì nel suo corpo e nella sua santissima anima per ottenerci questi beni. Per capire di più ciò che devi a questo Signore per ciò che ha patito per te, puoi meditare queste quattro circostanze che conviene conoscere nel mistero della sua sacra passione: chi soffre, cosa soffre, per chi soffre e per quale causa soffre. 

Chi soffre? Dio. Cosa soffre? I più grandi tormenti ed oltraggi che mai furono sofferti. Per chi soffre? Per creature infernali e abominevoli simili, nell'operare, ai demoni stessi. Per quale causa soffre? Non per suo vantaggio e neppure per nostro merito, bensì per l'intima forza della sua infinita carità e misericordia. 
 
Quanto al dono della vocazione, pensa prima di tutto quale grande misericordia fu da parte di Dio farti cristiano, chiamarti alla fede per mezzo del battesimo e farti anche partecipe degli altri sacramenti. 
 
E se, dopo questa chiamata, perduta la tua innocenza, ti ha tolto dal peccato, riportato alla sua grazia, ritornato allo stato di salvezza, come potrai abbastanza lodarlo di questo dono? Che grande misericordia fu aspettarti per tanto tempo, sopportare tanti peccati e mandarti tante ispirazioni e non tagliarti il filo della vita, come fu tagliato ad altri nelle stesse condizioni e, infine, richiamarti con grazia tanto potente da resuscitarti da morte a vita e da aprirti gli occhi alla luce! Che misericordia fu, dopo averti convertito, darti la grazia per non tornare al peccato, vincere il nemico e perseverare nel bene! Questi sono i doni evidenti e conosciuti: ce ne sono altri segreti che conosce solo quello che li ha ricevuti e altri ancora tanto segreti che non li conosce neppure quello che li ha ricevuti, bensì solo quello che li ha donati. 
Quante volte avrai meritato per la tua negligenza o superbia o ingratitudine che Dio t'abbandonasse, come ha abbandonato altri per la stessa causa, e non lo ha fatto! Quanti mali od occasioni di male avrà prevenuto il Signore con la sua provvidenza, disfacendo le reti del nemico, tagliandogli la strada e non realizzando le sue azioni e i suoi consigli! Quante volte avrà agito con ciascuno di noi nel modo che disse a san Pietro: "Guarda che satana aveva ottenuto di vagliarvi tutti come il grano, ma io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede" (Lc 22, 31). Chi dunque può conoscere questi segreti se non Dio? 

Questi sono i benefìci conosciuti, ma ci sono quelli nascosti. Per questi come per gli altri, è giusto che ringraziarne sempre il Signore e che comprendiamo di quanto siamo debitori; quanto è di più ciò che dobbiamo di quanto possiamo pagare non lo possiamo infatti neppure comprendere. 

San PEDRO DE ALCÁNTARA 

Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!



Che i Cristiani, gli Ebrei e i Musulmani hanno lo stesso Dio è una frase che fu detta già all'inizio del secolo XIX dal famoso prete apostata Giacinto Loyson. Oggi, questa frase, lanciata da Papa Giovanni Paolo II, la si legge sulle riviste e sui giornali, la si sente nei discorsi e rimbalza in tutti i colloqui ecumenici. Ma questo dimostra quanto sia stato infausta quella "Dichiarazione" conciliare, "Nostra aetate", sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane'. 
Ora, proprio per questo, è necessario domandarci: ma è davvero così, che noi cristiani abbiamo lo stesso Dio degli ebrei e dei musulmani? La risposta a questa domanda necessita, anzitutto, di fare delle "distinzioni": 
l) da un punto di vista oggettivo, si può anche dire che i musulmani e gli ebrei hanno lo stesso Dio, in quanto è vero che c'è un Dio solo, Creatore e Salvatore, Giudice Supremo di tutti, credenti e atei. Quindi, tutto e tutti sono governati da uno stesso Dio; 
2) da un punto di vista soggettivo, invece, non lo si può né dire né lo si può credere, perché, soggettivamente, non si tratta più della sovranità di Dio su tutti gli uomini, poiché esiste una differenza abissale tra la realtà divina, nella sua essenza, e le raffigurazioni umane di Dio, quali ce lo propongono le false religioni. Negare questo, sarebbe un vanificare la Rivelazione divina, e il Cristianesimo, allora, sarebbe una delle tante religioni. 
Perciò, fuori della Rivelazione divina non ci possono essere che dei parziali avvicinamenti al Dio-Trino del cristianesimo da parte di quelle religioni prive del lume della Fede soprannaturale e, di conseguenza, anche deformate dalla mano dell'uomo, come appunto è, ad esempio, l'Islam, il cui Dio è fabbricato sul fondamento di tradizioni ebraiche, e ben poco a quello che Gesù ci ha rivelato! Quindi, ciò che sanno di Dio i musulmani, attraverso il Corano, non comporta necessariamente una vera conoscenza della Realtà divina! 
Quel loro "dio" -monarca, inaccessibile e solitario, infatti, che resta inconoscibile, che premia i suoi credenti con sensualità innominabili persino nel suo paradiso di harem, non può essere che un "dio" che esisteva solo nel cervello distorto di Maometto e dei suoi seguaci settari! 
Al contrario, il Vangelo ci svela, categoricamente, che solo Gesù poteva rivelarci la persona del Padre: "lo sono la porta" (Gv. 10, 9), "Nessuno viene al Padre se non per Me" (Gv. 14, 6), "Se mi conosceste, conoscereste anche il Padre mio" (Gv. 14, 7), "Chi rifiuta il Figlio, non ha neppure il Padre" (l Gv. 2, 23), "Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo" (Mt. 11, 27) ... 
Come si vede, sono affermazioni che dimostrano l'incapacità delle altre religioni di pervenire a una conoscenza salutare del nostro Dio, Uno e Trino, e adorarLo "in spirito e verità", per cui non si può dire che i musulmani abbiano lo stesso Dio di noi, appunto perché essi hanno di Dio un'immagine degradante che annulla l'essenza divina, e perché la negazione di Gesù, come Figlio di Dio, comporta la misconoscenza del Padre. 
Ora, se è erroneo dire che abbiamo lo stesso Dio dei musulmani e dei giudei, non si potrà neppure dire che il Cristianesimo, il Giudaismo e l'Islam siano tutte e tre delle religioni monoteiste. 
Per definizione, la parola "monoteismo" significa "credenza in un Dio unico". Noi cristiani, infatti, diciamo:  "Credo in unum Deum". Sì, anche gli ebrei e i musulmani dicono di credere in un unico Dio, ma questo non può autorizzare a dire che questa è una nozione comune alle tre religioni, e perciò un punto "ecumenico" d'incontro e di partenza. 
Il padre Marananche S. J., nella sua opera: "Le monothéisme chrétienm ha denunciato questa falsa deduzione, scrivendo: « ... la Rivelazione corre il rischio di aggiungersi come un piano sovrapposto a questo pianoterra indispensabile. La Trinità non influisce realmente sull'Unità, non porta a ripensarla da cima a fondo. Di qui, la tendenza degli apologisti a svendere la differenza cristiana in nome di un ecumenismo di cortesia o .•. d'impazienza» (p. 18). «È impossibile per la cristianità pensare una divinità fuori del giuoco della carità attraverso la quale si comunica: essa non esiste senza il dono (d'amore) che fa di se stessa e che è essa stessa. Ciò che in noi è separato, in Dio coincide» (p. 226). 
Quindi, un "Dio naturale", che viene supposto comune alle "tre religioni monoteiste", è una concezione puramente umana senza fondamento nella realtà. E cita l'ortodosso J ean Zizoulias che dice: «Sarebbe impensabile parlare di un "Dio-uno", prima di parlare del Dio che è "comunione", cioè della SS. Trinità. La Santissima Trinità è un concetto ontologicamente primordiale, e non una nozione che si aggiunge alla sostanza divina». (p. 227) Quindi, separare il Dio-uno e il Dio-trino potrebbe dare l'impressione che la Trinità sia "un correttivo, aggiunto in un secondo tempo all'unità divina», mentre essa non è affatto "un'aggiunta secondaria o facoltativa", perché la Trinità delle Persone è l'essenza divina; è il modo inimitabile che ha Dio di essere uno! Il monoteismo cristiano, quindi, differisce totalmente dalla religione ebraica e islamica, perché il contenuto di ciascuna di queste religioni è essenzialmente e radicalmente diverso!". 
A questo punto, si pone il problema della riunione ecumenica di Assisi, il 27 ottobre 1986, dove vennero radunati i rappresentanti delle principali religioni, in cui Giovanni Paolo II assicurò che si trattava non di "pregare insieme", ma di "essere insieme per pregare". 
Ora, per comprendere il vero pensiero di Giovanni Paolo II, bisogna rifarsi al suo discorso ai Cardinali\ nella sala Clementina (22 dicembre 1986), in cui cercò di definire "lo spirito d'Assisi", "l'evento di Assisi", il "ministero di Assisi", in funzione dell'"unità di Assisi", e questo in funzione della "unità dell'unico popolo di Dio", quale è descritta nel Decreto "Unitatis Redintegratio" del Vaticano II. 
Ora, sembra che Giovanni Paolo II creda che questa unità della Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, e scopo dell'ecumenismo, provenga dal fatto che uomini e donne siano capaci di pregare; infatti, disse: «Anche questo si è visto ad Assisi: l'unità che proviene dal fatto che ogni uomo e donna sono capaci di pregare: cioè di sottomettersi totalmente a Dio, e di riconoscersi poveri davanti a Lui» (par. Il). 
Ma questa affermazione papale pone il teologo davanti a una grave questione: come può essere questo senza una distinzione tra "ordine naturale" e "ordine soprannaturale"? •• Certo, sul piano naturale, ogni uomo e donna sono "capaci di pregare e di sottomettersi a Dio", perché questo è inerente al sentimento religioso, umano e naturale; ma questa preghiera non fonda l'unità del Corpo Mistico, che è di ordine decisamente superiore, soprannaturale, per cui la Chiesa, Sposa mistica di Cristo, non può essere il frutto di una semplice capacità naturale di pregare! Sarebbe un'eresia! 
L'unità del Corpo mistico, infatti, esige il merito e l'intercessione di una preghiera anch'essa soprannaturale, che solo la Fede e la Carità possono far nascere nell'anima. 
Diversamente, sarebbe un negare l'Incarnazione e la RedenziOne. 
L'economia della salvezza sta in questo e non a livello di relazioni umane. Sarebbe naturalismo! Quindi, quella giornata di Assisi, che riunì, attorno al Papa, infedeli, idolatri e pagani, non fu altro che un incontro umano per un sentimento religioso umano, estraneo perciò alla vera Fede e assolutamente impotente a salvare! 
Il sentimento religioso, infatti, non è la Fede! Possibile che non si ricordi più (o non si crede più?) che la nostra natura è decaduta in Adamo? E che "da una natura decaduta non può uscire che un sentimento religioso anch'esso decaduto? 
La natura non può risollevarsi da sola, e il sentimento religioso, puramente naturale, non può assolutamente ricondurre l'uomo a Dio, né trarlo dal peccato"4• Questo perché il sentimento religioso è insufficiente a salvare, perché lascia l'uomo privo del mezzo indispensabile alla vera conoscenza di Dio e della vita eterna. Ora, questo mezzo indispensabile è la Fede teologale, virtù infusa, ricevuta col Battesimo. 
Quindi, la distinzione tra Fede e sentimento religioso è la distinzione tra ordine naturale e ordine soprannaturale. Questo è il vero perno intorno al quale gravitano tutti i problemi teologici; quindi, anche il mistero della Chiesa e la salvezza degli infedeli! 

sac. Luigi Villa

PREGHIERA DI LIBERAZIONE



INVOCAZIONE AL PADRE  

Padre, liberaci dal male, cioè dal maligno, la 
persona e la potenza che è tutto male.  
Il maligno è stato sconfitto dal tuo Figlio Gesù, 
crocifisso e risorto, e dalla sua Madre, la Vergine 
Maria, la Nuova Eva, l'Immacolata.  
Ora si avventa contro la sua Chiesa e contro tutta 
l'umanità, perché non giunga alla salvezza.  
Anche noi siamo sotto la sua pressione, siamo in 
tempo di lotta.  
Liberaci da ogni sua presenza e influenza. Fa' che 
non cadiamo sotto la sua schiavitù.  
Padre, liberaci dal male.  

Padre, liberaci da tutti i mali che ci fa il maligno. 
Liberaci dal vero grande male delle nostre anime, 
il peccato, al quale ci tenta in tutti i modi.  
Liberaci dalle malattie del corpo e della psiche, 
che egli causa o sfrutta per farci dubitare del tuo 
amore e farci perdere la fede.  
Liberaci dai malefici che ci fanno i maghi, i 
fattucchieri, i seguaci di satana.  
Padre, liberaci dal male.  

Padre, libera le nostre famiglie dai mali che 
provengono dal maligno: divisioni tra sposi, tra 
genitori e figli, tra fratelli, danni sul lavoro e la 
professione, corruzione morale e perdita della 
fede.  Libera le nostre case da ogni insidia, da 
ogni infestazione, da ogni presenza del diavolo, a 
volte sensibile con rumori e disturbi.  
Padre, liberaci dal male.  

IO non potrò portare con Me chi non si prepara, e costui avrà l’inferno come dimora per 1000 anni.



Figli Miei. Bambina Mia , il Mio Regno sarà bello. Supererà qualsiasi cosa voi abbiate conosciuto fino ad ora. Vi saranno regalati figli perfetti, perché nel Mio Regno ognuno sarà perfetto. Vivrete l’amore e proverete grande gioia. Anche qui però continuerete a “crescere” IO, il vostro Gesù, che vi amo tantissimo, sarò in mezzo a voi e vi guiderò.

La Mia Chiesa risorgerà e Pietro, a cui diedi questa promessa, la guiderà. Sì, figli Miei, Miei tanto amati figli. Pietro sarà con voi così come tutto il Cielo! “Conoscerete” i vostri Santi, quelli che già sono in contatto con voi e staranno al vostro fianco anche nel Mio Nuovo Regno.

Rivedrete i vostri antenati e potrete conoscere in modo nuovo alcuni di loro, ma solo quelli che provano amore per voi, perché nel Mio Regno vive l’amore! Esso è ricolmo dell’amore divino di Mio Padre, il quale si rallegra moltissimo per questa pacifica era ! Vedere i Suoi figli riuniti con Me, il Suo Santo figlio, LO riempie di grande gioia perché così l’aveva previsto e così presto ora sarà.

Vivremo tutti insieme nell’amore e manterremo la pace per 1000 anni. Quando poi questo tempo finirà i Nostri figli, cioè voi, sarete sottoposti alla tentazione del diavolo, allora dovrete essere abbastanza forti da opporvi a lui, il male. Tutti i figli che allora resteranno fedeli al Padre, entreranno nel Suo Regno Celeste. Il Mio Regno finirà e noi vivremo per l’eternità con il Padre.

Riguardo a questo, figli Miei non rompetevi la testa per comprendere, perché la cosa importante è il qui e l’adesso. IO non potrò portare con Me chi non si prepara, e costui avrà l’inferno come dimora per 1000 anni.

Vi riveleremo sempre di più riguardo a quest’argomento, però l’essenziale per voi è la vostra preparazione.

Il vostro Gesù che vi ama.