mercoledì 22 gennaio 2020

TRATTATO DELLA PREGHIERA E MEDITAZIONE



In questo giorno penserai ai benefìci che ricevi da Dio per ringraziarne il  Signore e accenderti di maggior amore per chi ti fece tanto bene. Sebbene  questi doni siano innumerevoli, tu puoi almeno considerare questi cinque, la  creazione, la conservazione, la redenzione, la vocazione, con gli altri  benefici particolari e non evidenti. 

In primo luogo, riguardo al beneficio della creazione, pensa con molta  attenzione ciò che eri prima di essere creato e ciò che Dio fece con tè e ciò  che ti diede prima di ogni tuo merito: 

questo corpo con tutte le tue membra e i tuoi sensi e l'anima così eccellente  con le sue grandi possibilità: intelletto, memoria e volontà. E bada bene che  darti tale anima ha significato darti tutte le cose, poiché non c'è alcuna  perfezione in nessuna creatura che l'uomo a suo modo non abbia, dal che  risulta che darci questo solo elemento ha voluto dire darci insieme tutto.  Riguardo al dono della tua conservazione, guarda quanto tutto il tuo essere  sia legato alla provvidenza divina, come non vivresti un attimo, ne’ faresti  un passo se non fosse per lui, come abbia creato tutte le cose per la tua  utilità, il mare, la terra, gli uccelli, i pesci, gli animali, le piante, persino gli  angeli del cielo. 

Pensa alla salute che ti concede, alle forze, alla vita, al sostentamento con  tutti gli altri aiuti temporali. Oltre a tutto ciò, pensa alla miseria e alle  sventure in cui ogni giorno vedi cadere gli altri uomini e nelle quali tu pure  saresti potuto cadere se Dio, per sua pietà, non te ne’ avesse preservato. 

Quanto al dono della redenzione, puoi considerare due cose: la prima, quanti  e quanto grandi siano i beni che ci ha dato mediante il dono della  redenzione, la seconda quanti e quanto grandi siano stati i mali che patì nel  suo corpo e nella sua santissima anima per ottenerci questi beni. Per capire  di più ciò che devi a questo Signore per ciò che ha patito per te, puoi  meditare queste quattro circostanze che conviene conoscere nel mistero della  sua sacra passione: chi soffre, cosa soffre, per chi soffre e per quale causa  soffre. 

Chi soffre? Dio. Cosa soffre? I più grandi tormenti ed oltraggi che mai  furono sofferti. Per chi soffre? Per creature infernali e abominevoli simili,  nell'operare, ai demoni stessi. Per quale causa soffre? Non per suo vantaggio e neppure per nostro merito, bensì per l'intima forza della sua infinita carità e  misericordia. 

Quanto al dono della vocazione, pensa prima di tutto quale grande  misericordia fu da parte di Dio farti cristiano, chiamarti alla fede per mezzo  del battesimo e farti anche partecipe degli altri sacramenti. 

E se, dopo questa chiamata, perduta la tua innocenza, ti ha tolto dal peccato,  riportato alla sua grazia, ritornato allo stato di salvezza, come potrai  abbastanza lodarlo di questo dono? Che grande misericordia fu aspettarti per  tanto tempo, sopportare tanti peccati e mandarti tante ispirazioni e non  tagliarti il filo della vita, come fu tagliato ad altri nelle stesse condizioni e,  infine, richiamarti con grazia tanto potente da resuscitarti da morte a vita e  da aprirti gli occhi alla luce! Che misericordia fu, dopo averti convertito,  darti la grazia per non tornare al peccato, vincere il nemico e perseverare nel  bene! Questi sono i doni evidenti e conosciuti: ce ne sono altri segreti che  conosce solo quello che li ha ricevuti e altri ancora tanto segreti che non li  conosce neppure quello che li ha ricevuti, bensì solo quello che li ha donati.  Quante volte avrai meritato per la tua negligenza o superbia o ingratitudine  che Dio t'abbandonasse, come ha abbandonato altri per la stessa causa, e non  lo ha fatto! Quanti mali od occasioni di male avrà prevenuto il Signore con  la sua provvidenza, disfacendo le reti del nemico, tagliandogli la strada e  non realizzando le sue azioni e i suoi consigli! Quante volte avrà agito con  ciascuno di noi nel modo che disse a san Pietro: "Guarda che satana aveva  ottenuto di vagliarvi tutti come il grano, ma io ho pregato per te, perché non  venga meno la tua fede" (Lc 22, 31). Chi dunque può conoscere questi  segreti se non Dio? 

Questi sono i benefìci conosciuti, ma ci sono quelli nascosti. Per questi come  per gli altri, è giusto che ringraziarne sempre il Signore e che comprendiamo  di quanto siamo debitori; quanto è di più ciò che dobbiamo di quanto  possiamo pagare non lo possiamo infatti neppure comprendere. 

San PEDRO DE ALCÁNTARA 

Geremia



Il Signore parla alle nazioni

14Così dice il signore: 'Ho un messaggio per tutti i popoli malvagi vicini d'Israele. Essi hanno messo le mani sulla terra che avevo dato al mio popolo. Io li sradicherò dalla loro terra e libererò la gente di Giuda dalle loro mani. 15Ma poi avrò compassione di quei popoli: farò tornare ogni nazione alla sua terra e al suo paese di origine. 16Hanno insegnato a Israele a giurare per Baal. Ma se impareranno a comportarsi davvero secondo le leggi del mio popolo e a dire nei loro giuramenti: 'Come è vero che il Signore vive...' potranno far parte del mio popolo e avere prosperità. 17Ma se qualche nazione non ubbidirà, la sradicherò definitivamente e la distruggerò'. Così ha detto il Signore.

Chi ottiene la Misericordia di Dio, non è l'altezzoso ma l'umile, non è colui che umilia, ma colui che si arrende con umiltà, non è colui che nega il perdono, ma colui che perdona con umiltà, non è colui che vuole sopraffare, ma colui che va incontro al prossimo e lo accoglie con amore, non è il dotto, ma colui che, poiché è umile, viene illuminato dallo Spirito Santo.



MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA
19 GENNAIO 2020

Amato Popolo di Dio:

VI CHIEDO DI NON ASPETTARE A CONVERTIRVI, GRATI ALLA TRINITÀ SACROSANTA.

La Nostra Regina e Madre di tutto in creato, vi invita a fare questo passo ADESSO!

Sto vedendo i demoni affrontare l’uomo, favorire i fallimenti, le disillusioni, li vedo puntare sull’ego umano per farvi perdere la pace, la Fede, la fiducia e per lasciarvi nella disperazione, cosicché vi sentiate abbandonati dal Nostro Re e Signore Gesù Cristo.  

Vi trovate in un momento di dura battaglia tra il bene ed il male (Cfr. Gn 3,6).
Il bene avanza in modo discreto mentre il male si scaglia su tutto e contro tutto, travolgendo al suo passaggio quello che può essere un impedimento ai suoi piani nefasti; adesso ha smesso di essere strisciante, alza la voce, individua le sue prede da lontano e, quando le vede fragili in qualche aspetto spirituale, le attacca. 

Popolo di Dio, voi vivete nel mondo, ma non siete del mondo (Cfr. 1 Gv 2,15) però lo dimenticate molto facilmente e soprattutto quando siete in preda a scoraggiamenti spirituali vi comportate come quelli che sono del mondo, scordandovi che, siccome fate parte del Corpo Mistico del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, dovete comportarvi ed agire con decoro, anche quando vi invade il dolore.

NON VI SIETE ANCORA ADDENTRATI NELLA DESOLAZIONE, PER FARLO DOVETE ESSERE FORTI, DOVETE ESSERE PERSONE DI FEDE, DOVETE COMPIERE LA VOLONTÀ DIVINA E NON DOVETE TITUBARE, PER POTER RIUSCIRE A CONTINUARE IN QUELLO A CUI CIASCUNO DI VOI È CHIAMATO: ESSERE DEGNI FIGLI DEL RE.  (Cfr. Gv 1, 12-13).

La terra tremerà intensamente e porterà l’umanità nella paura. L’uomo, che continua a rimanere lontano dalla Santissima Trinità, volgerà lo sguardo al cielo, cercando una risposta, mentre l’ha già dentro di sé.

Come generazione dovete pregare e mettere in pratica la preghiera, dovete ricevere il Corpo ed il Sangue del Nostro Re e Signore Gesù Cristo e mettere in pratica questa Comunione, altrimenti le azioni non daranno frutto, si disperderanno su un terreno arido e l’essere umano non darà frutti di Vita Eterna.

È per questo che vi dovete preparare in anticipo e per non cadere nuovamente nelle stesse azioni peccaminose, dovete pentirvi debitamente dei mali commessi e fare fermo proposito di ammenda.

Come Popolo di Dio, sapete bene che il superbo ed orgoglioso Satana lotta contro di voi, anche se non ve ne accorgete (Cfr. 1 Pt 5,8-9), perché lavora sui minimi dettagli, quelli che per voi sono impercettibili e in questo modo ferisce l' “ego". Lui viene per svolgere il suo compito, mentre voi non lo riconoscete.

Popolo di Dio, l'arroganza spirituale, la superbia spirituale, è il male peggiore per i figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo e sarà questo male, che porterà parte di questa umanità a disertare, perché non riconoscerà i propri errori e perché non metterà al primo posto la carità con i propri simili e l'amore fraterno. (Cfr. 1 Gv 2,26; Rom 12,16; Prov 8,13).

Se volete trovare veramente il Nostro Re e Signore Gesù Cristo, non cercatelo su strade che Lui non vi ha indicato.
L’uomo curioso, quello che vuole provare cose sconosciute, troverà una croce più pesante, un peso imprevisto e vacillerà, fino a quando non diventerà una persona che si meriterà di essere degna della Misericordia Divina.

Il Popolo di Dio deve fortificarsi ed aumentare la Fede, deve cercare l’unità e non deve allontanarsi dagli umili; stanno infatti per arrivare molte persone che fingeranno grande sapienza e che terranno grandi discorsi, con eloquenza vi presenteranno novità inerenti ogni aspetto della vita, ma saranno messaggeri di satana, inviati per allontanarvi dal vero cammino che conduce alla Vita Eterna.

Non esistono metodi per raggiungere la santità, è un lavoro continuo, arduo, che necessita di sforzarsi di essere più umili ed in questo modo essere considerati da Dio con Misericordia.  

Chi ottiene la Misericordia di Dio, non è l'altezzoso ma l'umile, non è colui che umilia, ma colui che si arrende con umiltà, non è colui che nega il perdono, ma colui che perdona con umiltà, non è colui che vuole sopraffare, ma colui che va incontro al prossimo e lo accoglie con amore, non è il dotto, ma colui che, poiché è umile, viene illuminato dallo Spirito Santo.

Popolo di Dio, non dovete aspettare, convertitevi, non accogliete falsi idoli mondani, non cadete nella tentazione, SIATE FEDELI IN QUESTO MOMENTO, PIÙ CHE IN ALTRI MOMENTI.

POPOLO DI DIO, ERAVATE IMPAZIENTI E VI LAMENTAVATE CHE GLI ACCADIMENTI ANNUNCIATI NON SUCCEDEVANO, ADESSO SIATE PERSEVERANTI E NON CROLLATE, PERCHÉ LA FORZA DEGLI EVENTI VI FARÀ SVEGLIARE.

Pregate Popolo di Dio, pregate per la perseveranza.

Pregate Popolo di Dio, pregate per la Fede.

Pregate Popolo di Dio, pregate per l’unità.

Continuate ad essere fedeli al vero Magistero della Chiesa del Nostro Re e Signore Gesù Cristo.

Siate fedeli!
Si dirà: oggi c’è il sole e ci scalda e inaspettatamente arriverà la pioggia.
Si dirà: abbiamo l’acqua, quindi usiamola e inaspettatamente sopraggiungerà la contaminazione.
Si dirà: qui non c’è contaminazione e le pestilenze correranno nell’aria e questo ve l’avevo già detto, correranno nell’aria perché verranno diffuse per mezzo degli aerei.

IL TERRORISMO NON AGISCE SOLO SULLA TERRA, MA ANCHE NELL’ARIA.

Popolo di Dio, pregate il Santo Rosario e invocate la Nostra Regina e Madre di tenervi per mano, non allontanatevi dalla Nostra Regina e Madre, rimanete nelle Mani Divine, cosicché non vi portino fuori strada con novità che vi sorprenderanno.

SE CONTINUERETE AD ESSERE FEDELI AL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO, DARETE FRUTTI, ANCHE SE SEMBRERÀ CHE
NON SIA COSÌ.

Popolo di Dio, non fatevi sopraffare dalla solitudine, voi siete amati dalla Trinità Sacrosanta.

Che la solitudine non vi invada, voi siete amati dalla Nostra Regina e Madre. Che la solitudine non vi invada, noi vi proteggiamo e vi accompagniamo, invocateci, figli di Dio, noi teniamo costantemente gli occhi su di voi.

Siate forti, rimanete saldi, voi non siete abbandonati, vivete la vita vera, vivete PER DIO E CON DIO.

NON TEMETE, NON TEMETE, NON TEMETE!
VOI SIETE LA PUPILLA DEGLI OCCHI DI DIO.

FORZA POPOLO DI DIO!

CHI È COME DIO?
NESSUNO È COME DIO.

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Siamo un Popolo in cammino, ma non camminiamo sulle sabbie mobili.
Siamo un Popolo che vuole la Salvezza Eterna.
Siamo un Popolo che ha una Madre e Lei ci ama.

San Michele Arcangelo, con i suoi insegnamenti, ci sta portando a meditare e a non allontanarci DALLA VIA, DALLA VERITÀ E DALLA VITA.  (Cfr.Gv 14,6).

 Se anche portiamo la croce come il nostro amato Signore Gesù Cristo, ricordiamoci che è una Croce di Gloria e Maestà e quindi non dobbiamo venire meno. 

Siamo un Popolo in cammino, ma è necessario mantenere l’umiltà e un’attitudine servizievole, per essere lavoratori nell’esteso Campo del Signore.

Amen.

Siete voi a scegliere dove volete trascorrere l’Eternità!



I vostri giorni terreni ora finiscono e siete voi a scegliere dove volete trascorrere l’Eternità.

Nell’ora della sua morte, quando lui (l’uomo) è impotente e confuso, i demoni verranno e siccome non ha voluto saperne di Gesù, non ha preparato la sua anima e se stesso per il Signore, sarà catturato dai demoni degli inferi, che lo getteranno per via diretta nel lago di fuoco. L’inferno sarà il suo soggiorno e là brucerà, finchè i 1000 anni della pace sono terminati. Poi ci sarà nuovamente la possibilità di una decisione, però riguardo a questo non posso comunicarvi altro per ora.

Riflettete bene voi, uomini blasfemi e senza Dio, quanto siano lunghi 1000 anni. I vostri giorni terreni non sono nulla in confronto ad essi e già questi vi appaiono lunghi e dolorosi. Chi quindi è ragionevole si dichiari ora per il Signore, perché solo con LUI raggiungete il Nuovo Regno e l’Eternità al fianco del Nostro Padre.

Molto presto i paesi soccomberanno e il peccato sarà bruciato e chi non porta il Sacro Sigillo di Dio soggiacerà a profondo dolore.

Così sia.

Dichiaratevi per Gesù il vostro Salvatore e diventate  ricchi e gioiosi figli del Signore.

Amen.

La vostra Mamma Celeste e l’Angelo del Signore. Amen.

Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!



QUESTA,INVECE, E LA DOTTRINA CATTOLICA: 


Unità e Trinità di Dio 

37. Che significa "Unità di Dio"? 
"Unità di Dio" significa che c'è un Dio solo. 

38. Che significa "Trinità di Dio"? 
"Trinità di Dio" significa che Dio sono tre Persone uguali, realmete distinte: Padre, Figlio e Spirito Santo. 

39. Che significa "Tre Persone realmente distinte"? 
"Tre Persone realmente distinte" significa che in Dio una Persona non è l'altra, pur essendo tutte e tre un Dio solo.  

40. Comprendiamo noi come le tre Persone divine, benché realmente distinte, sono un solo DIO? 
Noi non comprendiamo né possiamo comprendere come le tre Persone divine, benché realmente distinte, son un Dio solo: è un mistero. 

41. Qual è la prima Persona della Santissima Trinità? 
La prima persona della Santissima Trinità è "il Padre". 

42. Qual è la seconda Persona della Santissima Trinità? 
 La seconda persona della Santissima Trinità è "il Figlio".  

43. Qual è la terza Persona della Santissima Trinità? 
La terza persona della Santissima Trinità è "lo Spirito Santo". 

sac. Luigi Villa 

martedì 21 gennaio 2020

LA VERGINE MARIA



negli scritti di Luisa Piccarreta


Tutte le pene immense del Cuore di Gesù, Egli le sente nel Cuore di sua Madre 

“Figlia mia, tra tante ferite che contiene il mio Cuore, vi sono tre che Mi danno pene mortali e tale  acerbità di dolore da sorpassare tutte le altre ferite insieme, e queste sono le pene delle anime amanti  mie. Quando vedo un’anima tutta mia soffrire per causa mia, torturata, conculcata, pronta a soffrire  anche la morte più dolorosa per Me, Io sento le sue pene come se fossero mie e forse di più ancora.  Ah, l’amore sa aprire squarci più profondi, tanto da non far sentire le altre pene. In questa prima ferita  entra per prima la mia cara Mamma. Oh, come il suo Cuore, trafitto per causa delle mie pene,  traboccava nel Mio e ne sentiva al vivo tutte le sue trafitture!  E nel vederla morendo e non morire, per  causa della mia morte, Io sentivo nel mio lo strazio la crudezza del suo martirio e sentivo le pene della mia morte che sentiva il Cuore della mia cara Mamma, e il mio Cuore ne moriva insieme. Sicché tutte le  mie pene, unite insieme innanzi alle pene della mia Mamma, sorpassavano tutto. Era giusto che la mia Celeste Mamma avesse il primo posto nel mio Cuore, tanto nel dolore quanto nell’amore, perché ogni  pena sofferta per amor mio apriva mari di grazie e di amore, che si riversavano nel suo Cuore trafitto. 
In questa ferita entrano tutte le anime che soffrono per causa mia e per solo amore…” (12°, 27-1-1919) 

a cura di P. Pablo Martín

Maria



Vi siano specialmente care le parole della Vergine, scelte come motto della nostra Congregazione: "Ecco l'ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola".         
*
Ricordati ai piedi di Maria che ella è la Regina del cielo e del mondo e vuole per tutti – senza alcuna eccezione – impetrare la salvezza.
*
Ama, prega, supplica! Oggi sono necessari coloro che pregano per quanti non pregano.
*
Andate sulla strada dell’amore di Dio che racchiude l’amore del prossimo sulla strada dell’umiltà e della santa gioia. Andate tenendo fortemente per mano colei che è la nostra Madre, regina, nostra fulgida Stella del Mare che ci condurrà sicuramente anche attraverso il mare più agitato della vita al porto della salvezza.
*
Se la paura ci assale alziamo gli occhi verso la nostra Stella luminosa; invochiamola, domandiamo il suo aiuto e la sua protezione. Anche se intorno a noi infuria la tempesta dentro di noi si fa una grande calma perché Maria è con noi e dove è Maria, vi è Dio.
*
Maria, per venire in vostro aiuto, compirà un miracolo piuttosto che abbandonarvi.
La via più sicura che porta alla felicità, alla santità, al cielo, a Gesù – è Maria.
*
Come bambino in braccio a sua madre, così voi, rimanete ai piedi di Maria in pace, anche se alle volte infuria la tempesta.

MADRE ORSOLA LEDÓCHOWSKA

SORGENTE DI AMORE E DI VERITÀ...



“Il Padre vi darà un altro Paràclito, 
il Consolatore,
perché rimanga con voi per sempre.
Egli rimane presso di voi e sarà in voi”.
(Giovanni 14,16-17)


Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito di sapienza:
donami lo sguardo e l'udito interiore, 
perché non mi attacchi alle cose materiali, 
ma ricerchi sempre le realtà spirituali.
Vieni in me, Spirito Santo, 
Spirito dell'amore:
riversa sempre più 
la carità nel mio cuore.
Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito di verità:
concedimi di pervenire
alla conoscenza della verità
in tutta la sua pienezza.
Vieni in me, Spirito Santo,
acqua viva che zampilla
per la vita eterna:
fammi la grazia di giungere 
a contemplare il volto del Padre
nella vita e nella gioia senza fine. Amen.
(Sant’Agostino)

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Decima apparizione, domenica 28 maggio 

È la festa di Pentecoste. Oggi Adelaide riceve per la prima volta Gesù nella Santissima Eucaristia. 
Finita la funzione religiosa, viene riportata a Bergamo, nel collegio delle Suore Orsoline. 
Nel pomeriggio, all'ora solita, ritorna sul luogo delle apparizioni. 
La bambina è in piedi sulla grossa pietra di granito che era stata messa per indicare il punto preciso dell'apparizione e perché  potesse essere vista meglio dai fedeli. 
La dott.ssa Maggi scrive: 
"Gli esami fisici sulla piccola da me praticati furono limitati per l'intervento di altri sanitari che li facevano e mi spiaceva  punzecchiarla per nulla. La reazione alla puntura dello spillo ed alla  luce fu sempre la stessa: reazione presente che non aveva però la  forza di distogliere l'attenzione della bimba. 
La visione avvenne alle 18,50, durò diciotto minuti: gli stessi prodromi del 21. E durante la visione lo stesso comportamento  della bimba, in più la si sentiva bisbigliare il S. Rosario rispondendo  all'invisibile Interlocutrice e sentii nettamente dire "amen" mentre  scorreva con le dita la corona, poi bisbigliò parole mozze non  precisabili poiché muoveva le labbra quasi senza emettere suono.  Spontaneo e naturale fu il gesto di offerta che fece alla Persona invisibile di un mazzo di garofani bianchi che teneva fra le mani,  gesto che fu accompagnato da un movimento di tutta la persona,  tanto che io ebbi l'impressione che dovesse cadere poiché barcollò  lievemente. Pure spontanea ed accorata fu la dolorosa constatazione  che fece al termine della visione di averlo ancora fra le mani (i è  ché amò?)". 

Le osservazioni della dottoressa sono confermate dalle testimonianze, tra gli altri, dei medici Giovanni Zonca e Giacomo  Locatelli. 
Adelaide così descrive nel suo quaderno la decima apparizione: 
"28 maggio: In questo giorno feci la mia prima Comunione.  Come le altre sere fui portata sul luogo delle apparizioni e il  punto luminoso apparve di nuovo manifestando la Madonna con  gli angioletti e due Santi ai fianchi. La Madonna mi disse: "Prega  per i peccatori ostinati che fanno soffrire il mio cuore perché non  pensano alla morte. Prega pure per il Santo Padre che passa  momenti brutti. Da tanti è maltrattato e molti attentano la sua vita.  Io lo proteggerò ed egli non uscirà dal Vaticano. La pace non tarderà, ma al mio cuore preme quella pace mondiale nella quale  tutti si amino come fratelli. Solo così il Papa avrà meno da  soffrire". 
La Madonna aveva fra le mani due piccioni neri che simboleggiano l'unione che devono avere i coniugi per formare sante  famiglie al vigile sguardo della Madonna. Insegna ancora che non  vi può essere santa famiglia senza vivere fiduciosi fra le mani  materne della Madonna. 
La Madonna non mi rivelò il nome di quei due Santi che aveva ai suoi fianchi. Solo, per ispirazione interna ebbi chiara  intuizione del loro nome: S. Matteo e S. Giuda. Il nome Giuda ha  per me un ricordo triste perché sia pure involontariamente ho  tradito la Madonna. In questa apparizione io vedo la carità  squisita della Madonna la quale mostrandomi Giuda Santo ha  voluto con questo nome prevenirmi e mettermi guardinga nelle  prove che avrei incontrato per affermare la sua parola materna e  sicura che purtroppo non seppi sostenere. 
Nel mio cuore sento pesare il mio grosso sbaglio, ma pur avendo imitato Giuda il traditore voglio tuttavia santificarmi  seguendo l'esempio di Giuda Santo coll'essere apostola e martire  per amore a Gesù e alla Madonna. 
San Matteo ispira al mio cuore fiducia di salvezza perché anche lui peccatore ha seguito Gesù e si è fatto apostolo del suo  nome".

Il racconto sobrio di Adelaide non dice particolari, che conosciamo da ciò che disse lei stessa nell'interrogatorio fattole  subito dopo l'apparizione, e dalla relazione del pittore Galizzi. 
La Vergine Maria apparve solenne, maestosa, circondata dagli angeli: veste rossa, manto verde lunghissimo, "che arrivava  fino a Roma", rose bianche sui piedi, diadema in testa, con una  fila di stelle circolarmente alla base. Teneva tra le mani due  piccioni neri e la corona del rosario, dai grani bianchi. 
In questa apparizione soprattutto si nota il duplice messaggio delle parole e dei simboli. 
È l'apparizione di Maria Regina della Famiglia. 
La Vergine potente quella sera guarì improvvisamente la signora Villa Anna dal morbo di Pott. 

Severino Bortolan 

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



L'inferno visto dai Santi


Beata Anna Caterina Emmerick

Emmerick Anna Caterina nacque 1'8 settembre 1774 a Flamske bei Coestfeld (Westfalia) entrò nel Monastero di Agnetenberg in Duelmen (Westfalia) delle Canonichesse Regolari di S. Agostino. Morì a Duelmen il 9 novembre 1824. La B. Emmerick tra i tanti doni ricevuti, è famosa soprattutto per le stimmate e le visioni avute. Ella ebbe una visione dell'inferno quando vide scendere il Salvatore negli inferi. "Vidi (...) il Salvatore avvicinarsi, severo, al centro dell'abisso. L'inferno mi apparve come un immenso antro tenebroso, illuminato appena da una scialba luce quasi metallica. Sulla sua entrata risaltavano enormi porte nere, con serrature e catenacci incandescenti. Urla di orrore si elevavano senza posa da quella voragine paurosa di cui, a un tratto, si sprofondarono le porte. Così potei vedere un orrido mondo di desolazione e di tenebre. L'inferno è un carcere di eterna ira, dove si dibattono esseri discordi e disperati. Mentre nel cielo si gode la gioia e si adora l'Altissimo dentro giardini ricchi di bellissimi fiori e di frutta squisite che comunicano la vita, all'inferno invece si sprofondano cavernose prigioni, si estendono orrendi deserti e si scorgono smisurati laghi rigurgitanti di mostri paurosi, orribili. Là dentro ferve l'eterna e terribile discordia dei dannati. Nel cielo invece regna l'unione dei Santi eternamente beati. L'inferno, al contrario, rinserra quanto il mondo produce di corruzione e di errore; là imperversa il dolore e si soffrono quindi supplizi in una indefinita varietà di manifestazioni e di pene. Ogni dannato ha sempre presente questo pensiero: che i tormenti, ch'egli soffre, sono il frutto naturale e giusto dei suoi misfatti. Quanto si sente e si vede di orribile all'inferno è l'essenza, la forma interiore del peccato scoperto. Di quel serpe velenoso, che divora quanti lo fomentarono in seno durante la prova mortale. Tutto questo si può comprendere quando si vede, ma riesce inesprimibile a parole. Quando gli Angeli, che scortavano Gesù, avevano abbattuto le porte infernali, si era sollevato come un subbisso d'imprecazioni, d'ingiurie, di urla e di lamenti. Alcuni Angeli avevano cacciato altrove sterminate torme di demoni, i quali avevano poi dovuto riconoscere e adorare il Redentore. Questo era stato il loro maggior supplizio. Molti di essi venivano quindi imprigionati dentro una sfera, che risultava di tanti settori concentrici. Al centro dell'inferno si sprofondava un abisso tenebroso, dov'era precipitato Lucifero in catene, il quale stava immerso tra cupi vapori. Tutto ciò era avvenuto secondo determinati arcani divini. Seppi che Lucifero dovrà essere scatenato per qualche tempo: cinquanta o sessant'anni prima dell'anno 2000 di Cristo, se non erro. Alcuni demoni invece devono essere sciolti prima di quell'epoca per castigare e sterminare i mondani. Alcuni di essi furono scatenati ai nostri giorni; altri lo saranno presto. Mentre tratto questo argomento, le scene infernali le vedo così orripilanti dinanzi ai miei occhi, che la loro vista potrebbe perfino farmi morire" Per Emmerick dunque: 
a) L'inferno è un immenso antro tenebroso, illuminato appena da una scialba luce quasi metallica. All'entrata ci sono enormi porte nere con serrature e catenacci incandescenti. All'inferno si sprofondano cavernose prigioni, si estendono orrendi deserti, laghi smisurati rigurgitanti di mostri paurosi, orribili. 
b) I demoni sono imprigionati dentro una sfera, che risulta di tanti settori concentrici. Al centro dell'inferno si sprofonda un abisso tenebroso, dov'è precipitato Lucifero in catene, e dove sta immerso tra cupi vapori. 
c) L'inferno è un carcere di eterna ira dove si soffrono supplizi in una indefinita varietà di manifestazioni e di pene. E perciò urla di orrore si elevano senza posa da quella voragine paurosa. In questo mondo di desolazione e di tenebre, si dibattono esseri discordi e disperati. Questi hanno sempre presente il pensiero che i tormenti sofferti sono il frutto naturale e giusto dei loro misfatti. 
d) Quanto si sente e si vede di orribile nell'inferno è l'essenza, la forma interiore del peccato rivelato appieno in tutta la sua spaventosa virulenza. 
e) L'inferno è l'opposto del cielo: il cielo è come un giardino bellissimo di fiori e di frutti squisiti che comunicano la vita. La vita eterna è come alimentata da un cibo ... Siamo di fronte all'albero della vita, come lo era già nell'Eden? La visione di Emmerick presenta tratti teologici molto originali: ne rileveremo qualcuno più in là. 

Padre Antonio Maria Di Monda

SALVA LA TUA ANIMA




Salvarti l'anima! È ciò che dev'essere alla cima dei tuoi pensieri. La vita ti è stata data per questo. Tu invece te ne sei forse servito per perderti. Iddio ti ha dato un'anima immortale, creata a sua immagine, fatta per il cielo. Tu, al contrario, la butti nel fango, l'hai esposta all'inferno. Gesù Cristo l'ha ricomprata a prezzo del suo Sangue. E tu la baratti per vane soddisfazioni. Pensa che, salvata l'anima, tutto è salvo. Perduta l'anima, tutto è perduto. Gesù ha detto: « Che vale guadagnare tutto il mondo, e perdere l'anima? ». Quanti martiri, quanti santi ha suscitato questa parola! Che vale una breve vita di onori, di piaceri, di ricchezze, e poi perdere l'anima, per un'eternità che non finisce mai? Come sarà più felice chi, dopo una vita di tribolazioni e di stenti, si salva! Il ricco Epulone passò tutta la vita nei bagordi, e si dannò. Lazzaro passò la sua vita negli stenti e fu salvo. Gli uomini avrebbero creduto invidiabile l'Epulone. Agli occhi di Dio è invidiabile invece Lazzaro. Come cambiano le cose di fronte all'eternità! Se comprendessi che cosa perdi, perdendo la tua anima! Pensa: Gesù ha fatto di tutto per salvarla. Fa' ora la tua parte. Confessati. Un'anima sola si ha, se si perde che sarà? Se ora tu dovessi morire, che sarebbe di te? A questa domanda, che cosa ti risponde la coscienza? È voce di Dio.

GESÙ HA DETTO

«Nessuno può servire a due padroni; perché o vorrà male all'uno e amerà l'altro, o sarà affezionato al primo e disprezzerà il secondo; non potete servire a Dio e a Mammona (il dio delle ricchezze)... Non ammassate tesori sulla terra, dove la ruggine e la tignola consumano e dove i ladri sfondano e derubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né ruggine né tignola consumano e dove i ladri non sfondano né derubano» (Mt. 6, 24, 19-20).

LE 24 ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO



La Serva di Dio Luisa Piccarreta scrive „Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C.’ contemplando il suo Sposo Crocifisso e condividendone le pene Leggiamo nell’epistolario di Luisa: 

“La mente al Cielo, lo sguardo al Crocifisso, 


SECONDA ORA 

Dalle 6 alle 7 del pomeriggio 
 Gesù si separa dalla sua Santissima Madre 
e s’ avvia al Cenacolo 
( Preghiera di Preparazione, pagina 19 ) 

Mio adorabile Gesù, mentre insieme con Te ho preso parte ai tuoi dolori e a quelli dell ’afflitta Mamma, vedo che Ti decidi a partire per andare dove il Voler del Padre Ti chiama. E’ tanto l’amore tra Figlio e Madre che Vi rende inseparabili, per cui Tu Ti lasci nel Cuore della Mamma, e la Regina e dolce Mamma si depone nel tuo, altrimenti Vi sarebbe stato impossibile il separarvi. Ma poi, benedicendovi a vicenda, Tu Le dai l’ultimo bacio per rafforzarla negli acerbi dolori che sta per sostenere, Le dai l ’ultimo addio, e Te ne parti. Ma la pallidezza del tuo Volto, le tue labbra tremanti, la tua voce soffocata come se volesse dare in pianto nel dirle addio, ah, tutto mi dice quanto l’ami e soffri nel lasciarla! Ma per adempiere la Volontà del Padre, coi vostri Cuori fusi uno nell’altro, a tutto Vi sottoponete, volendo riparare per quelli che, per non vincere le tenerezze dei parenti ed amici, ed i vincoli e gli attaccamenti anche leciti e santi, non si curano di adempiere il Voler Santo di Dio e di corrispondere allo stato di santità a cui Dio li chiama. 
Qual dolore non Ti danno queste anime nel respingere dal loro cuore l ’amore che vuoi dar loro, per contentarsi dell’amore delle creature! Amabile Amor mio, mentre con Te riparo, permettimi che rimanga con la tua Mamma per consolarla e sostenerla mentre Tu parti; poi accelererò i passi per venirti a raggiungere. Ma con sommo mio dolore vedo che la mia angosciata Mamma trema, ed è tanto il dolore che, mentre fa per dire al Figlio: „Addio’, la voce le muore sulle labbra e non può articolar parola, quasi viene meno, e nel suo deliquio d’amore dice: “Figlio mio, Figlio mio, Ti benedico! Che amara separazione, crudele più d ’ogni morte!”. Ma il dolore le impedisce ancora di parlare e la rende muta. Sconsolata Regina, lasciami che Ti sostenga, Ti asciughi le lacrime e Ti compatisca nel tuo amaro dolore. Mamma mia, io non Ti lascerò sola, e Tu prendimi con Te; insegnami in questo periodo sì doloroso per Te e per Gesù ciò che devo fare, come devo difenderlo, come ripararlo e consolarlo, e se devo mettere la mia vita per difendere la sua. No, non mi sposterò da sotto il tuo manto; ai tuoi cenni volerò da Gesù e Gli porgerò il tuo amore, i tuoi affetti, i tuoi baci insieme ai miei, e li metterò in ogni piaga, in ogni goccia del suo Sangue, in ogni pena ed insulto, affinché, sentendosi in ogni pena i baci e l’amore della Mamma, le sue pene restino raddolcite. Poi ritornerò sotto il tuo manto, portandoti i suoi baci per raddolcire il tuo Cuore trafitto. Mamma mia, il cuore mi batte, voglio andare da Gesù; e mentre io bacio le tue mani materne, Tu benedicimi come hai benedetto Gesù e permettimi che vada da Lui. 
Mio dolce Gesù, l ’amore mi addita i tuoi passi, e Ti raggiungo mentre percorri le vie di Gerusalemme insieme ai tuoi amati discepoli. Ti guardo e Ti vedo ancora pallido, sento la tua voce dolce sì, ma mesta, tanto da spezzare il cuore dei tuoi discepoli che ne sono conturbati. “È l’ultima volta”, Tu dici, “che percorro queste vie da Me solo; domani le percorrerò legato, trascinato, tra mille insulti”.

E additando i punti dove sarai più vituperato e straziato, segui a dire: “La mia vita sta per tramontare quaggiù, come sta per tramontare il sole, e domani a quest ’ora non ci sarò più. Ma come sole risorgerò il terzo giorno”. Al tuo dire, gli apostoli divengono mesti e taciturni e non sanno che rispondere. Ma Tu soggiungi: “Coraggio, non vi abbattete, Io non vi lascio, sarò sempre con voi; però è necessario che Io muoia per il bene di voi tutti”. 
Sì dicendo, sei commosso, ma con voce tremula continui ad istruirli. E prima che Ti chiudi nel Cenacolo, guardi il sole che tramonta, come sta per tramontare la tua vita, offri i tuoi passi per quelli che si trovano al tramonto della vita, e dai loro la grazia che la facciano tramontare in Te, riparando per quelli che, ad onta dei dispiaceri e disinganni della vita, si ostinano a non arrendersi a Te. Poscia guardi di nuovo Gerusalemme, il centro dei tuoi prodigi e predilezioni del tuo Cuore che, per contraccambio, già Ti sta preparando la croce, aguzzando i chiodi per compiere il deicidio, e Tu fremi, Ti si schianta il Cuore e piangi la sua distruzione. Con ciò ripari per tante anime a Te consacrate che, con tanta cura, cercavi di formarne portenti del tuo amore, ed esse, ingrate ed incorrispondenti, Ti fanno patire più amarezze. Voglio riparare insieme con Te, per raddolcire lo schianto del tuo Cuore. Ma vedo che resti inorridito alla vista di Gerusalemme e, ritirando lo sguardo, entri nel Cenacolo. Amor mio, stringimi al tuo Cuore, affinché faccia mie le sue amarezze, per offrirle insieme con Te, e Tu guarda pietoso l ’anima mia, e versando in essa il tuo amore, benedicimi. 


Riflessioni e Pratiche 

Gesù, con prontezza, si separa dalla sua Santissima Madre, sebbene il suo Cuore tenerissimo ne subisca uno schianto. Siamo noi così pronti a sacrificare, per adempiere i divini voleri, anche gli affetti più legittimi e santi? (Esaminiamoci specialmente nei casi di allontanamento della divina presenza sensibile, o della sensibile devozione). 
Gesù, facendo gli ultimi passi, non li faceva a vuoto; in questi glorificava il Padre e chiedeva la salvezza delle anime. Nei nostri passi dobbiamo mettere le stesse intenzioni che metteva Gesù, cioè, di sacrificarci per la gloria del Padre e per il bene delle anime. Dobbiamo inoltre immaginarci di mettere i nostri passi in quelli di Gesù Cristo. E come Gesù Cristo non li metteva a vuoto, ma racchiudeva nei suoi tutti quelli delle creature, riparando tutti i passi cattivi, per dare al Padre la gloria dovuta, e vita a tutti i passi cattivi delle creature perché potessero camminare per la via del bene, così faremo ancora noi, mettendo i nostri passi in quelli di Gesù Cristo, con le sue stesse intenzioni. Per la strada andiamo modesti, raccolti, in modo da essere di esempio agli altri? Mentre l’afflitto Gesù camminava, rivolgeva di tanto in tanto qualche parola agli apostoli, parlando loro della sua imminente Passione. E nei nostri discorsi, che diciamo? Facciamo noi, quando si offre l’occasione, argomento dei nostri discorsi la Passione del Divino Redentore? L’amante Gesù, vedendo gli apostoli tristi e scoraggiati, cercava di confortarli. Nei nostri discorsi, mettiamo noi l’intenzione di sollevare Gesù Cristo? Cerchiamo noi di farli nella Volontà di Dio con l ’infondere negli altri lo spirito di Gesù Cristo? Gesù va al Cenacolo. 
I pensieri, gli affetti, i palpiti, le preghiere, le azioni, il cibo, il lavoro, dobbiamo racchiuderli nel Cuore di Gesù Cristo nell’atto di operare, e così facendo, le nostre azioni prenderanno l’attitudine divina. Ma essendo difficile poter tenere sempre quest’attitudine divina, perché l’anima difficilmente può fondere continuamente in Lui i suoi atti, può supplire allora con l’attitudine della s ua buona volontà, e Gesù lo gradirà  tanto che si farà vigile sentinella d’ogni suo pensiero, d’ogni parola, d’ogni palpito; e se li metterà in corteggio dentro e fuori di Sé, guardandoli con grande amore come frutto del buon volere della creatura. Quando poi l’anima, fondendosi in Lui, fa i suoi atti immediati con Gesù, il buon Gesù Si sentirà tanto tirato verso quest’anima, che farà insieme ciò che essa fa, e trasmuterà in divino l’operato della creatura. Tutto questo è effetto della bontà di Dio, che fa conto di tutto e premia tutto, anche un piccolo atto nella Volontà di Dio, per fare che la creatura non resti defraudata in nulla. 

O mia Vita e mio Tutto, i tuoi passi dirigano i miei, e mentre calpesto la terra, fa’ che i miei pensieri siano nel Cielo. 

( Preghiera di Ringraziamento, pagina 16 ) 

“Signore, insegnaci a pregare!”



Raccolta di preghiere della Serva di Dio LUISA  PICCARRETA 


A che serve pregare così nella Divina Volontà? 

Stavo fondendomi nel Santo Volere Divino, per girare in ciascuna intelligenza di creatura e  dare al mio Gesù il ricambio di amore di ciascun pensiero delle creature. Ma mentre ciò facevo,  un pensiero mi ha detto: a che giova pregare in questo modo? Anzi, mi pare che siano  spropositi, anziché preghiere!   
Ed il mio sempre amabile Gesù, movendosi nel mio interno, mi ha detto:  “Figlia mia, vuoi  sapere a che giova e quale ne è l’effetto? La creatura che viene a gettare nel mare immenso della  mia Divinità la pietruzza della sua volontà, come la getta, se la sua volontà vuole amare, le acque  del mare infinito del mio Amore s’increspano, si agitano, ed Io sento le onde del mio Amore che  esalano il loro celeste profumo, e sento il piacere, le gioie del mio Amore agitate dalla pietruzza della volontà della creatura. Se adora la mia Santità, la pietruzza della volontà umana agita il  mare della mia Santità ed Io mi sento ricreare dalle aure purissime della mia Santità. Insomma,  qualsiasi cosa vuol fare la volontà umana nella Mia, come pietruzza vi si getta in ciascun mare  dei miei attributi e, agitandoli ed increspandoli, Io sento darmi le stesse cose mie e gli onori, la  gloria, l’amore che in modo divino può darmi la creatura. Sicché avviene come ad una persona,  che essendo molto ricca e avendo tutti i beni in casa sua, fonti freschissime, fonti profumate, fonti  calde, un’altra persona che entri in questa casa non ha che darle, perché quella possiede tutto,  ma vuole farle piacere, vuole amarla; e che fa? Prende una pietruzza e la getta nella fonte fresca;  le acque agitate esalano una delicatissima freschezza e il Signore di quella casa gode il piacere  della freschezza della sua fonte, gode degli stessi beni che possiede, ma perché? Perché quella  tale si è presa il pensiero di agitare quella fonte, perché le cose agitate allora esalano più intenso  il profumo, la freschezza o il calore che contengono. Ecco che significa entrare nella mia Volontà:  agitare, smuovere il mio Essere e dirmi: Vedi quanto sei buono, amabile, amante, santo,  immenso, potente? Sei il tutto e io voglio muoverti tutto per amarti e farti piacere... E a te pare  poco?”  (Vol. 15°, 01.07.1923). 

a cura di D. Pablo Martín

Un ordine verrà dato e ci sarà grande danno nella formazione dei giovani nei seminari.




Cari figli, un ordine verrà dato e ci sarà grande danno nella formazione dei giovani nei seminari. Soffro per quello che viene per voi. Piegate le vostre ginocchia in preghiera per la Chiesa del Mio Gesù. La missione dei consacrati è annunciare la verità. Tempi difficili verranno per gli uomini e le donne di fede. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede e di non allontanarvi dal cammino che vi ho indicato. Il Mio Gesù è al vostro fianco, anche se non Lo vedete. Una grande guerra verrà e nella Casa di Dio ci saranno pianto e lamenti. Pregate. Pregate. Pregate. Un fatto tenebroso accadrà in questa terra e molti avranno la loro fede scossa. DateMi le vostre mani e Io vi condurrò a Mio Figlio Gesù. Conosco ciascuno di voi per nome e pregherò il Mio Gesù per voi. Cercate forze nelle Parole del Mio Gesù e nell'Eucaristia. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera, perché solamente così potete sopportare il peso delle prove che verranno. Non perdetevi d'animo. Io sono con voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.