venerdì 21 febbraio 2020

SOPPORTARE I DIFETTI DEGLI ALTRI



Quei difetti, nostro od altrui, che non riusciamo a correggere, li dobbiamo sopportare con pazienza, fino a che Dio non disponga altrimenti. Rifletti che, per avventura, questa sopportazione è la cosa più utile per te, come prova di quella pazienza, senza della quale ben poco contano i nostri meriti. Tuttavia, di fronte a tali difficoltà, devi chiedere insistentemente che Dio si degni di venirti in aiuto e che tu riesca a sopportarle lietamente. Se uno, ammonito una volta e un'altra ancora, non si acquieta, cessa di litigare con lui; rimetti invece ogni cosa in Dio, affinché in tutti noi, suoi servi, si faccia la volontà e la gloria di Lui, che ben sa trasformare il male in bene. Sforzati di essere paziente nel tollerare i difetti e le debolezze altrui, qualunque essi siano, giacché anche tu presenti molte cose che altri debbono sopportare.   
  
2.     Se non riesci a trasformare te stesso secondo quella che pure è la tua volontà, come potrai pretendere che gli altri si conformino al tuo desiderio? Vogliamo che gli altri siano perfetti; mentre noi non correggiamo le nostre manchevolezze. Vogliamo che gli altri si correggano rigorosamente; mentre noi non sappiamo correggere noi stessi. Ci disturba una ampia libertà degli altri; mentre non sappiamo negare a noi stessi ciò che desideriamo. Vogliamo che gli altri siano stretti entro certe regole; mentre noi non ammettiamo di essere un po' più frenati. In tal modo, dunque, è chiaro che raramente misuriamo il prossimo come noi stessi. Se fossimo tutti perfetti, che cosa avremmo da patire dagli altri, per amore di Dio? Ora, Dio così dispone, affinché apprendessimo a portare l'uno i pesi dell'altro (Gal 6,2). Infatti non c'è alcuno che non presenti difetti o molestie; non c'è alcuno che basti a se stesso e che, di per sé, sia sufficientemente saggio. Occorre, dunque, che ci sopportiamo a vicenda, che a vicenda ci consoliamo, che egualmente ci aiutiamo e ci ammoniamo. Quanta virtù ciascuno di noi abbia, ciò appare al momento delle avversità: non sono le occasioni che fanno fragile l'uomo, ma esse mostrano quale esso è. 

L'Imitazione di Cristo

VITA DI CRISTO



La preistoria di Cristo  

Il Signore che deve nascere da Maria è la sola Persona al mondo che abbia mai avuto una preistoria: una preistoria che non va studiata nel limo e nella giungla dei primordi, ma nel seno dell'Eterno Padre. Sebbene Egli apparisse in Betlemme come l'uomo della Caverna, giacché nacque in una stalla scavata nella roccia, il Suo cominciamento nel tempo in quanto uomo fu senza inizio nell'eternità in quanto Dio. Solo progressivamente Egli rivelò la Propria Divinità, e non già perché andasse via via acquistandone coscienza, ma perché intenzionalmente volle rivelare quanto più tardi possibile il fine della Propria venuta.  

Di Lui in quanto Figlio di Dio, S. Giovanni riferisce la preistoria all'inizio del suo Vangelo:  

«In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era al principio presso Dio. Tutto per mezzo di lui è stato fatto e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò ch'è stato fatto» (Giov. 1: 1-3)  

«In principio era il Verbo». Qualsiasi cosa nel mondo è fatta secondo il pensiero di Dio, perché non v'è cosa che non implichi pensiero. Ogni uccello, ogni fiore, ogni albero è stato fatto secondo un'idea esistente nella Mente Divina. I filosofi greci sostenevano che il pensiero fosse astratto; ora, il Pensiero del Verbo di Dio si rivela sotto forma di Persona; la Sapienza assume aspetto di Personalità. Antecedente alla Sua esistenza terrena, Gesù Cristo è eternamente Dio, la Sapienza, il Pensiero del Padre.  

Nella Sua esistenza terrena, Egli è codesto Pensiero o Verbo di Dio che parla agli uomini. Una volta concepite e pronunziate, le parole degli uomini passano, ma la Parola di Dio è pronunziata fin dall'eternità e non può mai cessare di essere pronunziata.  

Con la Sua Parola, l'Eterno Padre esprime tutto ciò che comprende, tutto ciò che sa. Come la mente conversa con se stessa per mezzo del proprio pensiero, e per mezzo di codesto pensiero vede e conosce il mondo, così, come in uno specchio, il Padre vede Se stesso nella Persona della Propria Parola. L'intelligenza finita abbisogna di molte parole per esprimere certe idee; Dio, invece, parla una volta per sempre entro di Sé, e una Sua sola Parola raggiunge l'abisso di tutte le cose conosciute e conoscibili. In codesta Parola di Dio si celano tutti i tesori della sapienza, tutti i segreti delle scienze, tutti i disegni delle arti, tutte le cognizioni del genere umano. Cognizioni però che, paragonate al Verbo non costituiscono che una sillaba quanto mai debolmente balbettata.  

Nella perenne giovinezza dell'eternità, il Verbo era presso Dio.  

Ma ci fu, nel tempo, un momento in cui Esso non provenne dalla Divinità, così come c'è un momento in cui il pensiero formulato dalla mente dell'uomo non è ancora pronunziato. Allo stesso modo che il sole non è mai privo di splendore così il Padre non è mai privo del Figlio; e allo stesso modo che chiunque pensi non è mai privo di pensiero, così, su una scala infinita, alla Mente Divina si accompagna sempre la Parola. Dio non aveva impiegato i giorni eterni in una sublime quanto solitaria attività: aveva avuto sempre presso di Sé un Verbo a Lui affatto pari.  

«Tutto per mezzo di lui è stato fatto e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò ch’è stato fatto. In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. E la luce splende fra le tenebre e le tenebre non l'hanno accolta» (Giov. 1: 3-5)  

Tutto ciò che esiste nello spazio e nel tempo esiste in virtù del Potere creatore di Dio. La materia non è eterna, l'universo ha dietro di sé una Personalità intelligente, un Architetto, un Costruttore, un Sostegno. La creazione è opera di Dio. Lo scultore lavora sul marmo, il pittore sulla tela, il meccanico sulla materia, ma nessuno di essi può creare. Essi non fanno che formare nuove combinazioni di cose già esistenti: la creazione appartiene solo a Dio.  

Dio scrive il Proprio nome sull'anima di ogni uomo. La ragione e la coscienza sono la Divinità entro di noi nell'ordine della natura. I primi Padri della Chiesa erano usi a raffigurar la sapienza di Platone e di Aristotele come la presenza inconsapevole del Cristo entro di noi. Gli uomini sono come tanti libri che escono dalla tipografia divina, e sul cui frontespizio, anche se essi non recano alcun altro scritto, è perlomeno indissolubilmente stampato il nome dell’Autore. Dio è come la filigrana sulla carta, che quando vi sia impressa non ne scompare mai. 

Venerabile Mons. FULTON J. SHEEN

PERCHÉ DIO HA DETTO “BASTA!” ALL’UMANITÀ DI OGGI



RIVELAZIONI DI DIO SUL DILUVIO “UNIVERSALE”

(GFD/3/129) 5. [Dice il Signore:] «Nella città di Hanoch si  eresse un istituto di bellezza femminile, e questo consisteva in un  grande edificio che venne costruito appositamente, nel quale  vennero accolte da tutta la città-sobborgo, come pure dalle  campagne e dalle dieci città, parecchie migliaia di ragazze di età  fra i dodici e i vent’anni, e bastava che avessero solo gli arti diritti.  6. In questo istituto, al quale venne dato il nome di “Onore del re”,  le ragazze venivano nutrite con i cibi e le bevande più raffinate,  venivano lavate con le più raffinate specie di oli e ricevevano anche  un’educazione nella quale Dio c’entrava a mala pena qualcosa di più  di quanto c’entri nell’educazione di oggigiorno(4), quando cioè nelle  scuole femminili, e come anche in tutti gli altri istituti di educazione,  l’istruzione della religione occupa l’ultimo posto. [...]  

(GFD/3/130) 1. Se qualcuno volesse chiedere se in questo istituto  per l’abbellimento delle donne venisse effettivamente procurata in un  certo qual modo una nuova bellezza al corpo della donna, a costui sia  detto che, in primo luogo, il Nemico della vita degli uomini sulla Terra  [Satana] fa’ certo ogni sforzo possibile e immaginabile perché simili  imprese degli uomini, destinate a portare acqua al suo mulino, trovino  favorevole realizzazione; in secondo luogo poi l’esperienza insegna  quasi ad ognuno quanto un vestire conveniente e adatto possa dare  risalto alla persona della donna. Quali illusioni ottiche vengono non di  rado prodotte, e quanto spesso la sensazione esteriore viene ingannata  da una acconciatura del capo ben scelta, da un vestito di seta all’ultima  moda e da molti altri simili mezzi di Satana! 

2. Ma se già l’attuale snervato genere umano può ancora venire  attirato nelle reti di Satana mediante tali mezzi, allora è facile  immaginare come a quel tempo una nazione molto più sana e  robusta di nervi e ricca di fantasia potesse venire ingannata con tanta  maggiore facilità con mezzi del genere. 

3. E siccome la forza dell’inventiva umana non si dà mai pace,  neanche a quel tempo essa stava tranquilla. Di anno in anno  venivano fatte nuove invenzioni nel campo dell’abbellimento delle  donne, e bastava che una ragazza avesse gli arti diritti, ciò che allora  era quasi sempre il caso senza eccezione, e lei poteva senz’altro  venire abbellita. 

4. Infatti gli artisti dell’abbellimento dicevano: «Ogni essere  femminile sano lo si può ingrassare e con ciò lo si può rendere  grasso e più arrotondato, e una veste che aderisca perfettamente alla  persona la rende sempre interessante; vi si aggiunga poi una  opportuna e incantevole educazione e qualsiasi maschio che venga  in contatto con una simile bellezza rifatta è catturato!» 

5. E questo succedeva anche in realtà. Ma siccome ben presto non  venne attribuito più alcun valore ad una donna se non fosse uscita  dall’“Onore del re”, allora qualsiasi altra donna cominciò anzitutto a  sentirsi disonorata e profondamente offesa. 

6. Visto però che con il sentirsi offesa si otteneva poco o  assolutamente nulla, allora le donne, per così dire “esterne”, le quali  cioè non erano uscite dall’istituto “Onore del re”, parlarono con gli  artisti dell’abbellimento per vedere se, versando delle buone  ricompense, non fosse possibile rendere belle anche loro. 

7. E considerato che quegli artisti non disdegnavano il guadagno,  allora essi accolsero nel loro istituto anche donne più anziane e le  ingrassarono e le acconciarono a tal punto che era una cosa  vergognosa.

8. Ma tutto ciò non danneggiava minimamente la cosa. Bastava  solo che la carne tornasse di nuovo, e poi tutto era già di nuovo  guadagnato; infatti eliminare le grinze dalla faccia era solo uno  scherzo per i nostri artisti. 

9. Con l’andare del tempo l’“Onore del re” dovette venire ampliato  ancora di dieci volte; ma da ciò si può chiaramente rilevare in quanta  considerazione fosse salito questo istituto. 

Jakob Lorber – Giuseppe Vesco

IL PADRE NEGLI ULTIMI TEMPI



«VOGLIO ESSERE COME UN BAMBINO PICCOLINO... »
 "Voglio essere come un bambino piccolino... che tira la veste al suo Papà e con il sorriso gli chiede le cose più semplici, che al mondo possono sembrare le più impossibili..."
La piccolina del Padre


LA "PIOGGIA DI FUOCO"

Cara "Piccolina del Padre",
continuiamo il discorso iniziato nel numero precedente. (…) 
Circa venti anni fa parlammo anche noi di una "pioggia di fuoco" a proposito della seconda Lettera di San Pietro, nel l° volume della trilogia "Dio è Padre". Da vario tempo lunghi stralci di quel libro vengono riportati nella rivista dei Padri Gesuiti Messaggero dell'O. R. P., e questo ci ha fatto tanto piacere. Attingiamo anche noi a quanto scrivemmo allora, anche per fare un po' di pubblicità a questi tre volumetti scritti per volontà di Madre Eugenia che ci suggerì anche i titoli. Non sono entrati tra i bestsellers ma, se vanno bene per i Gesuiti, può darsi che meritino la fatica che ci sono costati.
Tu, Piccolina del Padre, mi scrivi ancora: "Secondo me è meglio la conversione di tutti, la conversione dei cuori, in un istante, in un attimo, il tempo di un respiro". Ma come ciò può concretizzarsi? Credo che la cosa sia un pochino più complessa, perché una vera conversione comporta una profonda maturazione interiore che può realizzarsi solamente attraverso il vaglio di una sofferta macerazione. Il figliol prodigo insegna.
Però è possibile che questa "maturazione" avvenga in modo simultaneo per molti, sotto una eccezionale pressione dello Spirito che può determinare in contemporanea un capovolgimento interiore a livello di massa. Potrebbe essere il frutto dei famosi "tre giorni di buio" di cui tanto si parla, durante i quali si addizionerebbero tutte le catastrofi che dovrebbero provocare la fine del mondo... del male. Perché durante questa... "Tre giorni" - che simboleggiano la passione e la morte di Gesù - ogni uomo vivrà la propria agonia spirituale. In questa morte interiore verranno demolite tutte le false strutture costruite dal proprio "io": questi - che Padre Pio da Pietrelcina ha più volte definito il vero "satana" - sarà distrutto dall'azione potente del Padre mediante la "pioggia di fuoco", che sarà pioggia di Spirito Santo e che va perciò intesa in senso spirituale.
Per dare la giusta interpretazione a questa "pioggia di fuoco" di cui parla San Pietro, è fondamentale precisare i concetti di "cielo", "cieli" e "terra" nella Scrittura.

Padre Andrea D'Ascanio

Nessuna malattia o peste arriverà vicino alla mia abitazione



(90) Dialogo sulla protezione divina

(salmista)
1-2Tu che trovi rifugio nell'Altissimo,
trascorri la notte sotto la sua protezione,
di' al Signore, l'Onnipotente:
(fedele)
'Tu sei mia difesa e salvezza.
Sei il mio Dio: in te confido!'.
(salmista)
3 È vero: il Signore ti libererà
dalle trappole dei tuoi avversari,
da ogni insidia di morte.
4Ti darà riparo sotto le sue ali,
in lui troverai rifugio,
la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.
5Non temerai i pericoli della notte,
né di giorno alcuna minaccia,
6la peste che si diffonde nelle tenebre,
la febbre che colpisce in pieno giorno.

7Mille potranno morire al tuo fianco,
diecimila alla tua destra,
ma tu non sarai colpito!
8Basterà che tu apra gli occhi
e vedrai come Dio punisce i malvagi.
(fedele)
9 'Signore, tu sei il mio rifugio!'.
(salmista)
Ti sei messo al riparo dell'Altissimo,
10e non ti accadrà nulla di male,
nessuna disgrazia toccherà la tua casa.
11Il Signore darà ordine ai suoi angeli
di proteggerti ovunque tu vada.
12Essi ti porteranno sulle loro mani
e tu non inciamperai contro alcuna pietra.
13Camminerai su vipere e serpenti,
metterai sotto i tuoi piedi leoni e draghi.
14'Egli si affida a me, dice il Signore,
lo libererò, lo proteggerò,
perché mi conosce.
15Quando mi invocherà, gli risponderò.
Sarò con lui in ogni pericolo,
lo salverò e lo renderò onorato.
16 Gli donerò una vita lunga e piena,
gli farò provare la mia salvezza'.

IL PURGATORIO NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI



La difesa

A questo punto sorge spontanea la domanda se nell'ora del giudizio l'anima si trovi sola davanti al suo Giudice, ovvero gli  spiriti celesti siano presenti a quell'atto. Non v'è dubbio che  l'Angelo custode accompagni ed assista l'anima, sulla quale  vegliò durante la vita, come non è escluso che anche il  demonio si trovi presente a quell'atto. Nelle rivelazioni di Santa  Brigida si legge di un soldato pio e caritatevole, ma tuttavia  non immune da colpe. L'anima di costui comparve, dopo  morto, al tribunale di Dio: era alla sua destra l'Angelo custode  in qualità di avvocato, ed alla sinistra il demonio accusatore.  Grazie alla devozione avuta per la Vergine, il soldato era morto  in grazia di Dio, e a nulla valsero le accuse del maligno (Santa  Brigida; Riv., libro Vi, cap. 35).

Una celebre visione, scolpita sulla tomba di S. Dionigi in Francia, ci mostra il re Dagoberto condotto dai demoni all'inferno e strappato dagli artigli dei medesimi dai Santi Martiri Dionisio e Maurizio, coadiuvati dal glorioso pontefice  San Martino. Verso codesti Santi Dagoberto aveva avuto infatti  una particolare devozione ed in loro onore aveva costruito  sontuose basiliche. Quanto all'intervento della Vergine, molte  sono le rivelazioni avute dai Santi, e qui basterà riferire quanto  racconta Sant'Alfonso de' Liguori nella Parafrasi della Salve  Regina. Una santa religiosa, per nome Suor Caterina e  S. Agostino, aveva la bella abitudine dì pregare per tutti i  defunti da lei conosciuti su questa terra. Or nel suo paese  viveva una donna di cattivi costumi,per nome Maria, i cui  scandali erano tali che gli abitanti del vicinato, indignati dalla  sua condotta, la cacciarono dal paese. Ella si diede allora alla  vita dei boschi, e dopo qualche mese morì senza assistenza e  senza sacramenti. Il suo corpo fu trattato come quello di una bestia e sepolto in un campo, senza una preghiera. Nessuno dubitava che quella vecchia peccatrice, dopo una simile fine,  fosse immediatamente perduta, e per conseguenza nessuno  pregava per lei, neppure Suor Caterina. Passarono così quattro  anni, alla fine dei quali la pia religiosa vide un giorno un'anima  del Purgatorio, che gemendo le disse: - Quanto sono infelice,  Suor Caterina! Voi che avete il pio costume di raccomandare al  Signore tutti i conoscenti trapassati, per me sola non pregate. -  E chi siete? - domandò la suora. - Io sono la povera Maria, che  morì abbandonata nella grotta. – Come, voi siete salva? - Si, io sono salva per intercessione della Vergine, allorchè mi vidi presso a morire, sola e senza aiuti, considerando il numero e  l'enormità dei miei peccati, mi rivolsi con fiducia alla Madre dì  Dio, dicendole: O mia Regina, voi che siete il rifugio dei  peccatori e dei derelitti, vedete in questo momento il mio  supremo abbandono e venite in mio aiuto; voi siete l'unica mia  speranza, voi sola potete soccorrermi. La Vergine santissima  esaudì le mie preghiere e mi ottenne la grazia di una perfetta  contrizione, sicché morendo fui salva. Ma la divina Madre non  limitò a questo le sue misericordie, poichè quando fui al divino giudizio, mi ottenne dal suo Figlio divino che il mio purgatorio  fosse notevolmente abbreviato, e siccome la giustizia di Dio  non può nulla cedere al suoi diritti, così volle che soffrissi in intensità quel che avrei dovuto soffrire di più in durata. In questo momento non ho più bisogno che di qualche Messa, e  appena queste saranno celebrate, io verrò liberata dalle mie  pene. Siate dunque pietosa verso di me facendomele applicare,  ed io vi prometto che quando sarò in cielo non cesserò di  pregare Iddio e la Vergine Santa per voi. Suor Caterina si  affrettò a far celebrare le Messe implorate da quell'anima, e  pochi giorni dopo la vide salire al cielo e ringraziarla della sua  carità. - Questi esempi da noi riportati sono, è vero,  convincenti, ma posti a riscontro con gli insegnamenti della  teologia non si può fare a meno di sentirsi scemare quella  fiducia, che sembrerebbe dovessero ispirare. È certo che la  sorte eterna dell'uomo è irrevocabilmente fissata nel punto  della sua morte, e chi credesse che le preghiere dei vivi e  l'intercessione della Vergine e dei Santi possano ottenere la  salvezza a colui che muore in peccato mortale, s'ingannerebbe.  Bisogna perciò interpretare le visioni or ora riferite e quelle  dello stesso genere, come una espressione simbolica delle  grazie ottenute per intercessione dei Santi al peccatore moribondo per condurlo alla penitenza e alla salute.

Sac. Luigi Carnino

Il dolce abbraccio della Madre




In quell'istante, ho visto che la Vergine scendeva dal Cielo, restando sospesa nell'aria; andava a posarsi ai piedi di mia  madre e ho visto che tendeva le mani verso di lei. Sopra un braccio, la Vergine teneva una veste bianca… Mia madre ha  allungato la mano, come per ricevere o toccare qualcosa, e ho potuto vedere come la Vergine le prendeva la mano.  Mamma ha perso conoscenza in quel momento, per circa un minuto, e quindi è spirata. Quando la sua testa rimase  immobile nelle mie mani, poiché io la stavo sostenendo, ho pensato che la Visione sarebbe svanita, ma,  immediatamente, ho visto l’istante nel quale l'Anima di mia madre si è staccata, separandosi dal suo corpo... Si è  diretta verso la Vergine, che in quel momento le ha presentato la veste bianca con le due mani, come se dovesse  metterselo sopra la camicia da notte, che aveva indosso. E immediatamente è apparsa vestita con quella veste... 

La Vergine aveva un’espressione dolcissima e sorrideva, poi ha preso mia madre, abbracciandola alle spalle; anche la  mamma ha fatto lo stesso, appoggiando la sua testa sulla spalla della Vergine e hanno cominciato ad elevarsi assieme a  tutto il seguito dei personaggi presenti alla scena. La stanza era rimasta quasi vuota. San Giuseppe ci risolve uno  sguardo, toccò la mano di San Silvestro e questo impartì a tutti la Benedizione. Poi, si girò e salì in alto, seguito da San  Giuseppe.

Gesù mi disse, in modo molto solenne: 

“Raccontalo al Mondo, affinché gli Uomini diano il valore che merita alla Grazia che viene offerta nello stare vicino a un  moribondo che, così assistito, parte per il Cielo.

Il raccoglimento deve essere assoluto, visto che una parte del Cielo viene ad incontrarsi in quel luogo. È il momento nel  quale Dio visita quel luogo”.

Conclusa la visione, mi sono inginocchiata, per rendere Grazie a Dio, piangendo, perché ci aveva regalato tutte quelle  Grazie e per avermi permesso di vedere una tale meraviglia e poterla raccontare, oggi, a tutti, affinché tutti si rendano  conto dell'importanza e del dovere che abbiamo di aiutare sia i nostri moribondi che tutti i moribondi e possano, in  questo modo felice, iniziare il viaggio verso l'Eternità dell'Amore di Dio.

Catalina Rivas

ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE



DELLA STIMA DA FARSI DEL NOSTRO PROFITTO SPIRITUALE 

Esempi.

Raccontasi di S. Doroteo che, avendo la cura della foresteria e andando a dormire molto tardi e levandosi alcune volte di notte, per dar ricapito agli ospiti, non lasciava per questo di levarsi cogli altri a fare la sua orazione; e aveva pregato uno, che lo svegliasse, perché quegli che aveva l'ufficio di svegliatore non lo faceva, per l'occupazione che sapeva aver egli avuta, e perché ancora non era guarito affatto di certa febbre (18). Questo era buon desiderio di non far mancamento nei suoi esercizi spirituali e di non tralasciarli per qualsivoglia occasione, e poi stare sconcertato tutto il giorno. Ed ivi si nana anche d'un santo vecchio, che vide un angelo, il quale incensava tutti quelli che erano andati con diligenza all'orazione, ed anche i luoghi vacanti di quelli che, impediti pèr ubbidienza, vi mancavano; ma non così i luoghi vacanti di coloro che vi mancavano per loro negligenza. È buona questa cosa, sì per consolazione di quelli che per occupazioni dell'ubbidienza non possono trovarsi a tempo cogli altri agli esercizi spirituali; sì per procurare di non mancare in essi per nostra negligenza e trascuraggine.

ALFONSO RODRIGUEZ 

State attenti! La partenza del Difensore del vero Magistero della Casa di Dio, causerà grande dolore al Popolo di Dio, mentre la festeggeranno quelli che lo considerano un ostacolo al poter portare il Popolo di Dio nella Religione Unica.



MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA
16 FEBBRAIO 2020

Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

QUALE PRINCIPE DELLE LEGIONI CELESTI, VENGO INVIATO DALLA TRINITÀ SACROSANTA A CHIAMARVI, PERCHÉ SIETE
IL POPOLO DI DIO, AFFINCHÈ VI UNIATE, NON SOLO NELLA PREGHIERA, MA NELLA RIPARAZIONE E NELLA PENITENZA, IN QUANTO L’UMANITÀ HA SOTTOVALUTATO, HA RIFIUTATO E HA NEGATO I MESSAGGI CHE STATE RICEVENDO ATTRAVERSO
QUESTO STRUMENTO.

Come Popolo di Dio, dovete considerare, per mezzo dello spirito, le cose sulle quali il Cielo vi ha messo in guardia e vi ha avvertito e che vi aveva assicurato sarebbero successe all’umanità, se non aveste esaudito gli appelli della Nostra Regina e Madre dei Cieli e della Terra… e voi non li avete esauditi, per mancanza di rispetto e per ribellione e tuttora non state obbedendo, pur sapendo che la causa di tutti i mali è la superbia che si è impossessata dell’uomo. (Cfr. Prov 8,13; Ger 50,31)

State guardando con preoccupazione quello che sta minacciando l’umanità, UNA MALATTIA CHE HA SUBITO UNA MUTAZIONE E CHE PRESTO DIMENTICHERETE SENZA DARLE IMPORTANZA, ma dimenticando le prevenzioni, la malattia si propagherà ovunque.

La maggioranza dei figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, vive di attimi, non sono perseveranti, dimenticano in fretta ed è questo che vi fa cadere nelle grinfie del male. 

È in questo modo che le orde di satana si sono infiltrate nella società, nell’educazione, nella religione, nella politica, nell’alimentazione, nella salute e nell’identità di ogni persona, sfidando tutto e tutti, allo scopo di creare la generazione che darà il benvenuto all’anticristo e che si consegnerà al demonio.

DOVETE STARE ATTENTI E RIMANERE IN UNITÀ, PER POTER LOTTARE CONTRO LE FORZE DEL MALE CHE HANNO INVASO LA CASA DI DIO E QUELLI CHE NON VI AMANO VI STANNO PORTANDO NELL’ABISSO.

Questa generazione verrà provata fino a non poterne più, molti cadranno lungo la via, a destra e a sinistra, ma voi rimanete fedeli!

Il male non si riposa ed i figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo non stanno vedendo la verità che si nasconde sotto il manto del male.

Il Popolo di Dio sta dormendo, compreso nel proprio ego che lo acceca, cosicché non veda gli inganni ai quali vi hanno portato, nel profanare la Casa di Dio.

Saprete di visite sotto mentite spoglie nella culla del comunismo, non vi rallegrate, non fatelo! Il comunismo come leone ruggente (Cfr 1 Pt 5,8-9) si scaglierà sulla terra portando grande dolore e vi invaderà e… ci sarà la guerra.

State attenti! La partenza del Difensore del vero Magistero della Casa di Dio, causerà grande dolore al Popolo di Dio, mentre la festeggeranno quelli che lo considerano un ostacolo al poter portare il Popolo di Dio nella Religione Unica.

ATTENTI! NON CEDETE, VOI SIETE SULLA RETTA VIA, NON TRAVIATEVI!

NOI, LE LEGIONI CELESTI, VI ACCOMPAGNIAMO IN OGNI ISTANTE.
NON TEMETE, AL CONTRARIO, SIATE PERSONE D’AZIONE,
NON VENITE MENO NEMMENO PER UN ISTANTE, COSICCHÈ POSSIATE PROCEDERE CON SICUREZZA.

NON TEMETE, IL TRIONFO FINALE È DEL POPOLO DI DIO!
NON TEMETE, LA VOSTRA REGINA E MADRE DEI CIELI E DELLA TERRA NON VI ABBANDONERÀ, LEI CONTINUA A STARE DAVANTI A VOI, LEI È LA MADRE DELL’UMANITÀ, LEI È LA “PORTA DEL CIELO”.

VIVETE CON CRISTO EUCARISTIA!

CHI È COME DIO?
NESSUNO È COME DIO!

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

Il mistero della Creazione



1. (Il Signore:) «Chi ha orecchi per udire, oda, e chi ha occhi per vedere, veda; poiché, vedi, Io voglio svelarvi un grandissimo mistero, affinché possiate vedere come il vostro Padre amorevolissimo e santo vuole mostrarSi fraternamente a voi faccia a faccia e farvi gioire del Suo Aspetto. Poiché i figli devono essere introdotti fin dall’eternità nella grande gestione della casa del loro Padre!

2. La Divinità era fin dall’eternità la Forza che compenetrava tutta l’infinità dell’infinità, ed era ed è e sarà eternamente l’Infinità Stessa. Al centro della Sua profondità Io ero, dall’eternità, l’Amore e la Vita Stessa in Essa; ma vedi, Io ero cieco come un embrione nel corpo materno! Ma la Divinità Si piacque nell’Amore e Si strinse totalmente al Suo Amore. E all’Amore venne sempre e sempre più caldo nel Suo centro, e masse e masse della Divinità vi si affollarono, e tutte le potenze e le forze si precipitarono su di Esso.

3. E vedi, allora sorse un grande rumoreggiare, fremere e infuriare, e vedi, l’Amore venne angustiato e premuto da tutte le parti, così che l’Amore tremò fin nell’intimo! E l’Amore percepì tutto ciò, e il rumoreggiare divenne un suono, ma il suono divenne nell’Amore una Parola, e la Parola disse: “Sia Luce!”. E allora divampò nel cuore la fiamma dell’Amore che si era acceso, e fu Luce in tutti gli spazi dell’infinità!

4. E Dio vide in Sé la grande gloria del Suo Amore, e l’Amore fu rafforzato con la Forza della Divinità, e così la Divinità si unì con l’Amore per sempre, e la Luce scaturiva dal Calore.

5. E vedi, allora l’Amore vide nella Divinità tutte le glorie, al cui numero non vi è fine, e la Divinità vide come tutto ciò si riversava dall’Amore per passare in Lei, e l’Amore vide nella Divinità i Propri pensieri, e trovò grande compiacenza in essi. Allora l’Amore Si accese di nuovo, e le forze della Divinità rumoreggiarono attorno ad Esso, e vedi: “I pensieri dell’Amore erano essi stessi amore ed erano senza numero”.

6. Allora la Divinità vide la Propria Gloria, e l’Amore percepì la Propria Potenza. E allora così parlò l’Amore nella Divinità: “Lasciamo che i pensieri della Gloria rimangano stabili (‘fissati’), ed escano, perché diventino liberi, e possano percepirCi e vederCi, come Noi li percepiamo e li vediamo, e come Noi li percepimmo e li vedemmo prima ancora che la Luce illuminasse le loro forme!”

7. Allora la Parola trapassò nella Divinità, e la Divinità divenne ovunque Amore. E vedi, allora disse la Divinità per la prima volta: “Sia fatto!”, e da Dio divenne libera una schiera di spiriti, il cui numero non ha fine, e l’Amore vide Se Stesso moltiplicato all’infinito, e vide in maniera perfetta la Sua infinita Bellezza. 

8. Ma tutti gli esseri non erano ancora vivi, e ancora non percepivano, e ancora non vedevano; poiché essi erano ancora forme ‘fissate’ nella Divinità fuori dall’Amore.

9. E ciò rincrebbe all’Amore, ed Esso Si agitò, e l’agitazione salì nella Divinità, e la Divinità diede i Suoi prigionieri all’Amore, e l’Amore compenetrò tutto. E vedi, allora le forme divennero vive, e si meravigliarono, e si scaldarono ai fiumi di fiamme del divino Amore, e ottennero così movimento e attività autonomi! Ma ancora non si riconoscevano.

10. Allora disse nuovamente l’Amore: “Facciamo in modo che si riconoscano, perché possano poi riconoscere Me e anche Te attraverso Me!”.

11. Allora la Parola salì di nuovo nella Divinità, e nella Divinità risuonò la Parola, e la Parola divenne Legge, e la Legge era l’Amore e si riversò in tutti. 12. E vedi, allora furono formati tre, e da essi ne vennero sette! E i tre erano simili all’Amore, alla Luce e alla Divinità, e i sette erano simili ai sette spiriti di Dio, e si chiamano e si chiameranno eternamente:

I. Amate l’Amore.

II. Temete la Divinità - la quale uccide -, per non essere uccisi.

III. L’Amore in voi è santo; perciò stimatevi l’un l’altro, come l’Amore nella  Divinità vi stima e prova gioia per voi.

IV. Ognuno è proprietà di se stesso e proprietà dell’Amore di Dio; perciò nessuno diventi preda dell’altro.

V. Nessuno copra mai il proprio volto davanti all’altro perché l’altro non  sappia com’è l’amore, e ciò affinché voi siate come l’Amore che vi  chiamò a divenire.

VI. Il vostro interno sia anche il vostro esterno, perché non sorga in voi  alcun falso impulso e voi non periate.

VII. Il vostro esterno sia il fedele riflesso del vostro specchio interno, nel quale l’Amore della Divinità Si contempla; altrimenti lo specchio interno verrà spezzato e il vostro aspetto diventerà orribile.

13. Allora la Divinità tuonò negli infiniti spazi un terribile giudizio di punizione per i trasgressori, e così nel sommo timore fu comandata l’adorazione della Divinità, e fu loro comandato di amare l’Amore. Ed essi furono posti fuori nella massima libertà e potevano fare ciò che volevano, e nulla doveva e deve ostacolarli nella loro libertà e fino al tempo in cui si saranno riconosciuti nella loro libertà e nella loro umiltà, affinché la Legge diventi la loro propria legge, ed essi allora diventino perfettamente liberi.

14. Sennonché giunse il tempo in cui essi si riconobbero nella loro grande potenza e nella gloria e maestà che irradiavano su tutto, e il più alto dei tre, simile alla Luce della Divinità, si accese nella sua avidità per impossessarsi completamente della Divinità. Attraverso lui si accese una grande parte degli spiriti che sorsero per suo tramite; e tramite costoro anche la Divinità arse nella sua Collera, così come i due spiriti più bassi fra i tre, e lanciò la cattiva masnada nel profondo del profondo della propria Ira.

15. E i due e quelli che erano proceduti da loro, e i sette, nel cui numero erano giusti, furono trovati nella fedeltà della loro umiltà e furono accolti nelle sfere della Potenza di Dio; e l’Amore vide che essi erano stati trovati puri, e si rallegrò della loro completezza. E vedi, la Forza della Divinità nell’Amore si erse e la Divinità Si mosse, e i creati percepirono il movimento della Divinità, e la Divinità Si mosse verso il Proprio Amore, e ai creati furono aperti gli occhi, ed essi videro per la prima volta l’eterno Amore.

16. Allora le schiere degli innumerevoli si stupirono, e sorse un grande giubilo e una grande gioia fra loro; poiché essi videro la Potenza di Dio nell’Amore, e videro l’Amore in se stessi, e anche la Forza che li chiamò ad esistere, e si riconobbero, e riconobbero l’Amore e riconobbero Dio.

17. Ora Si mosse la Divinità, e i creati ebbero timore della Divinità, e l’Amore vide il loro timore e vide che il loro timore era giusto, e il timore divenne per loro ubbidienza, e l’ubbidienza era l’umiltà, e l’umiltà era il loro amore, e l’amore divenne la loro legge, e la legge la loro eterna libertà, e la libertà divenne la loro vita, e la vita la loro beatitudine in eterno.

18. Ora vedi, l’eterno Amore li interpellò, ed essi compresero la Parola! Allora le loro lingue si sciolsero, e la prima parola che sfuggì dalle loro labbra fu "amore". E alla Divinità piacque il suono del loro linguaggio, e la Divinità fu mossa dall’Amore, e il movimento prese forma nei creati, e la forma divenne suono, e il suono fu la seconda parola e fu "Dio".

19. Ed ora soltanto i creati erano completi. E l’Amore disse ai creati: “Il primo fra voi andò perduto; perciò assumo Io il suo posto e sarò fra voi eternamente!”.

 20. Allora le loro lingue si sciolsero di nuovo, e le loro ginocchia si piegarono, ed essi adorarono l’Amore. 

21. Adesso, guarda ancora tutto quello che fece l’Amore, e Dio nell’Amore, e l’Amore in Dio! Vedi, l’Amore si dolse per i perduti; ma la Divinità fremette nella Sua Ira, e in tutti gli spazi dell’infinità di Dio fu udito un grande tuono. E il tuono penetrò fin nell’intimo dell’eterno Amore, e l’Amore soltanto comprese il tuono della Divinità, e il tuono in Lui divenne Parola, e così disse: “Ogni potenza Ti sia soggetta; fa’come Ti piace e dì ‘Sia!’, e così sarà fatto!”.

22. E vedi, l’Amore fu commosso fin nell’intimo, e la prima lacrima fluì dall’occhio dell’eterno Amore, e questa lacrima fluì dal Cuore della Divinità e si chiamava e si chiama e si chiamerà eternamente la "Misericordia".

23. Questa lacrima divenne una grande massa d’acqua, e l’acqua si riversò in tutti gli spazi dell’infinità e si riversò nel profondo delle profondità dell’Ira della Divinità, e mitigò il fuoco della Collera di Dio.

24. E vedi, lo Spirito di Dio nella Sua Forza soffiò dolcemente sulle acque della Misericordia, e le acque si divisero. E Dio parlò dal Suo Amore, e il Suo Amore era la Parola, e la Parola scese nel profondo delle profondità e aleggiava sulle acque, e le acque furono separate come gocce di rugiada, e furono divise in grandi e piccole secondo il numero dei perduti, il quale non ha fine, in tutti gli spazi dell’infinità.

25. E vedi, l’ultima goccia che rimase era la più interna delle acque, ed era la più interna della Misericordia; e quella non fu divisa, ma rimase dov’era rimasta, e fu destinata come punto centrale e come teatro della più grande delle azioni dell’eterno Amore.

26. E ora vedi: “Quest’ultima goccia fu creata come Terra, che tu e i tuoi fratelli abitate!”. E le altre gocce furono create come soli, terre e lune di ogni genere, il cui numero non ha fine; e vedi, così sorsero il cielo visibile con le sue stelle, con il sole, la luna, e la Terra visibile con i mari e con la terraferma! 

27. Ed ora vedi e alza gli occhi in alto, e comprenderai le meraviglie dell’eterno Amore! Tu vedi sempre lo splendore del sole, la luce della luna e il brillio e scintillio delle stelle nelle loro svariatissime posizioni, che voi chiamate costellazioni; tu vedi anche le più disparate formazioni in tutti e tre i regni della Terra naturale; sennonché fino ad ora nessuno ha mai conosciuto a fondo e correttamente compreso che cos’è e da dove viene lo splendore del sole, e come esso gli fu conferito, e così la lucentezza della luna, e il brillio delle stelle e il loro scintillio, e le loro svariatissime posizioni, e tutte le formazioni della Terra.

28. Poiché vedi, i Miei figli devono essere iniziati in tutte le cose belle che il loro santo e amorevolissimo Padre ha da donare a loro, e precisamente a quei figli che Lo riconoscono e che amano sopra ogni cosa Lui esclusivamente, e che si amano l’un l’altro per amore del loro Padre.

29. Ora vedi: “Quando i soli con le loro terre sorsero per la Potenza dell’Amore misericordioso dell’eterno e infinito Dio, essi non avevano ancora splendore, né lucentezza, né brillio, né scintillio, poiché vi era ancora una grande notte su tali soli e terre e lune. Ma nel centro dei soli l’eterno Amore fece scendere una piccola scintilla della Sua Grazia, e questa scintilla, con rapidità maggiore di quella di un grande lampo, compenetrò di splendore le masse oscure, e vedi, esse illuminarono le terre, e con grande splendore, come tuttora illuminano e illumineranno fino a quando la scintilla di Grazia non sarà loro tolta.

30. E vedi, allora anche le terre e le lune risplendettero, e furono distribuite ai soli in giusto numero, e l’Amore alitò su di essi con la Forza e la Potenza della Divinità, e vedi, la luce tremolò sui soli, i mari delle terre ondeggiarono e si agitarono vorticosamente nei loro flutti, e le arie e i venti fluirono e spirarono sopra le terre, simili allo Spirito di Dio sopra le acque della Misericordia! E le lune si alzarono poderosamente al di sopra delle loro terre, a cui furono date come un frutto all’albero, e incominciarono a girare intorno ad esse in vaste orbite, come perenni accompagnatrici delle loro origini; e dove ce n’erano molte, esse furono unite in orbite fisse; ciò in segno dell’amore dei figli che devono guardare costantemente il Volto del loro Padre, come le lune le loro terre, perché esse non vengano, a motivo della loro soffice costituzione, strappate dalle loro orbite e distrutte.

31. Poiché, vedi, le lune non sono compatte, ma molto soffici, e sono simili alla schiuma del mare quando diventa più compatta e più solida, e sono nude e senz’acqua; e l’aria della Terra è come l’acqua delle terre (lune), e l’aria è simile all’etere tra soli e terre. Ed esse (le lune) sono destinate ad accogliere coloro che sono fanatici del mondo, e a racchiudere gli spiriti della materia, e a provare la loro costanza, e a renderli maturi per ricevere la Grazia.

32. E i continenti delle terre sono la parte dell’Ira della Divinità addolcita dalla Misericordia, e rinchiudono, in solidi legami, gli spiriti degli smarriti fino al tempo stabilito del loro inconsapevole scioglimento, quando essi poi vengono messi in una materia più tenera, e tuttavia però sempre per loro abbastanza solida, e cioè legati singolarmente; da questa materia poi possono uscire solamente quando vengono di nuovo risvegliati dall’eterno Amore; e i mari e le acque ne sono pieni, affinché essi vengano posti in umiltà, e l’aria ne è piena, affinché vengano purificati. E l’eterno Amore è la forma in tutto; però l’Ira della Divinità sulla Terra è solo attenuata, ma non per questo abolita.

33. Questo però tieni a mente in modo del tutto speciale: “Nel centro del Sole giace la scintilla di Grazia, ed essa, mediante il fuoco dell’Ira della Divinità, dà luce al mondo. Nel centro della Terra però si trova una scintilla d’Ira della Collera di Dio, simile a un drago di fuoco, e tiene le cattive masnade fissate come pietre, le quali solo mediante l’acqua della Misericordia devono essere ammorbidite, qualora uno debba essere di nuovo sciolto per una seconda prova, per la libertà e l’eterna vita. Ed ora comprendi il mistero del tuo essere, e stupisci per il grande Amore dell’eterna Potenza: quante volte Esso ti ha già fatto nascere da capo, per riguadagnare te, che eri perduto, all’eterna vita, alla libertà, alla legge, all’amore e alla luce, e alla contemplazione del Suo Volto; e vedi, tutto questo Io voglio farlo sapere e riconoscere a te, e con ciò anche a molti altri, affinché stavolta possiate finalmente scorgere quanto estremamente buono dev’essere l’eterno Amore, poiché esso, instancabilmente, fa e tollera per voi disubbidienti così tante e grandi cose!

34. Vedi, così è stato dato il movimento alle terre attorno ai loro soli e attorno al loro centro con l’alito della Misericordia dell’Amore, come segno che i figli devono regolare tutto il loro agire secondo il movimento delle terre attorno ai soli e delle lune attorno alle terre, e i deboli devono essere come le lune, e i forti devono essere come le terre, e i rinati devono essere come il sole. E i deboli devono guardare il Vigore dell’Amore che non li lascia mai cadere se essi, come le lune, si volgono costantemente al Volto dell’Amore e se Gli girano attorno da tutte le parti in orbite più piccole, e tuttavia per la Sua Forza vengono ugualmente attirate nell’orbita grande. E i forti devono essere simili alla Terra, con rotazione spontanea, per tenersi costantemente pronti a ricevere la luce e il calore dalla Grazia dell’Amore, il quale illumina e riscaldando vivifica mediante la Forza che è in Esso, affinché i forti possano portare frutti di ogni genere dalle opere dell’amore, delle quali i deboli possano saziarsi, ed essi possano ristorare gli incarnati e possano deliziare i rinati. E i rinati dalle acque dell’Amore misericordioso, nei quali la Grazia è perfetta, devono essere come il Sole, e la loro luce deve brillare in tutti i luoghi, e il loro calore deve animare i deboli e deve far fruttificare i forti per il nutrimento dei deboli, perché ci sia una comunità tra i figli di un unico e stesso Padre.

35. E vedi, tu devi guardare ancora più profondamente il come e il perché Io ho preparato tutto così! Vedi, la luna ha macchie e molti punti scuri, e la Terra ha poli freddi ma stabili, e ha montagne alte, e ha basse valli, e ha sorgenti, ruscelli, torrenti, fiumi, laghi e grandi e piccoli mari; e il sole ha macchie, grandi e piccole. Ora vedi, tutto questo è l’effetto dell’Amore e della Grazia, ovvero del corrispondente calore e della luce, e tutto ciò è l’eterno Amore e la Potenza della Divinità attraverso l’Amore. Perciò guarda i deboli e la luna come si assomigliano, e ti sarà dischiuso il suo essere; osserva i forti secondo tutto il loro agire, e davanti ai tuoi occhi giacerà svelata la Terra; e da un polo all’altro deve esserci la rigida quiete dello spirito nell’amore per l’Amore, affinché tutto ciò che circonda lo spirito si muova in un perenne ordine e possa essere così operante per lo scopo comune dell’eterna conservazione. Poiché vedi, dalla quiete dipende tutto; senza questa non si può raggiungere nulla, e chi non è come i poli della Terra, quegli non penetra nel proprio intimo come la linea congiungente i due poli penetra nel centro della Terra. E il vostro amore deve essere freddo come il ghiaccio dei poli, perché voi siate atti a ricevere tutto il calore del divino Amore. Poiché vedi, ciò che è caldo, non è adatto a ricevere il calore; ma ciò che è freddo nella sua quiete, questo è atto a ricevere l’Amore in pienezza e a lasciarlo affluire in tutte le parti della vita. Poiché vedi, chi riceve il calore, il quale è l’Amore di Dio, lo trattiene saldamente in sé e non lo lascia ulteriormente affluire, quegli è un avaro, e sarà dissolto in sé, e si distruggerà come il ghiaccio al fuoco; ma chi riceve il calore come i poli, e immediatamente lo dà di nuovo a tutti quelli che sono attorno a lui, vicini e lontani, da lui il divino Amore è al posto giusto e corrisponde interamente alla Volontà del grande e santo Donatore.

36. Questo amore porterà molti frutti e diventerà luce di Grazia, e contemplerà con sguardo costante le incommensurabili profondità della Divinità, simile ai poli, i quali gettano lo sguardo sugli infiniti spazi delle creazioni dell’Amore di Dio, e ad occhi spalancati assorbono in sé i dolci raggi dall’immensità di tutti gli infiniti spazi, nei quali circolano innumerevoli gli esseri della Misericordia, ciascuno secondo la propria specie, e così si accendono di estasi e diletto nel loro amore all’Amore e per l’Amore, e simili a un sole divengono essi stessi luminosi, simili alla luce dei poli della Terra.

37. Perciò chi rimane costantemente nel centro dell’amore della conoscenza, la qual cosa è la Grazia, i suoi lombi diverranno incandescenti per l’amore da Dio, come la cintura della Terra, e i suoi occhi brilleranno per la conoscenza come i poli, e le sue braccia si muoveranno come i torrenti, i ruscelli e le sorgenti, e le azioni affluiranno ai mari delle divine misericordie, che sono salati con la Grazia e con le conoscenze dell’eterno Amore e dell’eterna Vita.

38. Ora, qua avete la chiave per aprire e per penetrare con lo sguardo la Terra che vi porta».

Jakob Lorber

Geremia



Geremia nella bottega del vasaio

1Il Signore mi diede quest'ordine: 2'Presto, Geremia! Va' giù nella bottega del vasaio e là ti farò capire qual è il mio messaggio'. 3Io mi recai dal vasaio e mi fermai a guardarlo mentre lavorava al tornio. 4Ma il vaso, che egli stava modellando con la creta, a un certo punto si guastò tra le sue mani. Allora il vasaio prese altra creta e fece un nuovo vaso, a suo piacere. 5A quel punto, il Signore mi fece capire il suo messaggio: 6'Gente d'Israele, non potrei forse comportarmi con voi come fa questo vasaio con la creta? Voi siete nelle mie mani proprio come la creta nelle mani del vasaio. 7A volte, nei riguardi di una nazione o di un regno io vorrei sradicare, abbattere o distruggere. 8Ma se quella nazione smette di fare il male per il quale l'avevo minacciata, io rinunzio al castigo che pensavo di mandarle. 9'A volte invece, nei riguardi di un'altra nazione o di un altro regno vorrei edificare e piantare. 10Ma se quelli compiono il male che io disapprovo, senza curarsi dei miei avvertimenti, allora io mi rifiuto di dare l'aiuto che avevo promesso. 11'Ed ora, va' ad annunziare alla gente di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme che io, il Signore, ho preso una decisione contro di loro e mi preparo a punirli. Esortali a rinunziare al loro comportamento malvagio, a migliorare le loro abitudini e le loro azioni. 12Ma essi agiranno sempre peggio e diranno: 'È inutile insistere! Continueremo a fare di testa nostra''.