domenica 30 agosto 2020

Il peggior errore che commettono i Miei figli sulla terra è quello di non fare caso alle Avvertenze del Cielo, sì, perché queste vi stanno ricordando costantemente che bisogna che vi prepariate spiritualmente e materialmente per i tempi difficili.



Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo, dato a Discipulo, l’8 settembre 2018

A tutti i Miei figli sulla terra: Ascoltate la Voce del Buon Pastore!

Io, Gesù, sto sempre aspettando che il peccatore si penta, per restituirgli la Grazia della purezza e perché viva nella luce della Verità.

Io voglio dire al Mio Popolo che deve tenere in grande stima i profeti!
Quegli uomini e quelle donne che Io Ho chiamato e che Ho voluto utilizzare come strumenti per trasmettervi i messaggi celesti e divini del Mio Cuore Santissimo e di quello della Mia Santa Madre.


Loro sono l’eco della Mia Voce!, in mezzo a un’umanità traviata, in mezzo a un’oscurità che sempre di più sta guadagnando terreno tra le anime, sommergendole nell’ignoranza o nel peccato e l’ignoranza ed il peccato, sono due catene letali che satana mette alle anime quando non c’è obbedienza e non c’è rispetto per le cose Sacre, quando ci si dimentica della preghiera, del digiuno, della penitenza, del sacrificio e delle buone opere.

Cari figli, in questi momenti tanto cruciali per l’umanità e per la Mia Chiesa… Io voglio che apprezziate ogni parola, l’essenza di ogni messaggio, di ogni frase che vi trasmetto attraverso i Miei servi, i profeti.

A loro è stata affidata una dura missione, perché si trovano in un mondo che non capisce, che è accecato dalle invidie e dalle insidie del demonio, che vuole allontanare tutte le anime dal cammino della Verità e togliermi dai cuori.

Il peggior errore che commettono i Miei figli sulla terra è quello di non fare caso alle Avvertenze del Cielo, sì, perché queste vi stanno ricordando costantemente che bisogna che vi prepariate spiritualmente e materialmente per i tempi difficili.


Il dominio del male è andato crescendo giorno dopo giorno, con nuove cose che non sono delle novità, perché sono sempre esistite, ma ora, la perversità ha guadagnato molto terreno, soprattutto tra i giovani, perché nemmeno loro

prestano ascolto ai Messaggi del Cielo e per questo cambiano opinione e vivono una vita in base ai loro sentimenti, al loro modo di pensare e ai loro interessi.


La vita del Mio Vangelo e la vita della Mia Croce, consistono soprattutto nel sacrificio e nella rinuncia di tutto quello che vi può tenere imprigionati, figli Miei.
È arrivato il momento in cui dovete affrontare voi stessi e voi state già partecipando ad una difficile prova spirituale, quella del deserto spirituale e questo è per il bene delle vostre anime, perché attraverso questo deserto, potrete valorizzare e comprendere i Sacri Misteri della Fede, che Io Ho affidato in Deposito alla Chiesa, affinché li conservasse come il vero Sacro Deposito nel quale dovete credere, che dovete difendere nei momenti in cui la persecuzione e la confusione cresceranno, giorno dopo giorno.

Dura missione quella dei Miei profeti, che Io ho scelto, poiché la maggioranza non li considera, né vuole ubbidire a quello che Io chiedo per loro tramite.

Questa Mia connessione, tra loro ed il Mio Cuore, vi fa rimanere in allerta e vigili di fronte ad ogni genere di pericoli spirituali, perché ogni giorno sono sempre più sofisticati e ogni giorno sono più delicati e più difficili da comprendere e da capire con la mente.
Molti vogliono validi motivi, molti ricorrono al loro intelletto, a quello che hanno studiato, a quello che hanno imparato, per scoprire l’essenza di un semplice messaggio che è sempre stato trasmesso con l’urgenza e con la serietà che il tempo richiede.


Perciò, obbedite ai vostri profeti, figli Miei, loro vi portano la Verità, perché loro non vi diranno menzogne nel Mio Nome, in quanto sono l’eco della Mia Voce e perché loro riflettono la vita di grazia che viene dalla Luce del Mio Cuore. Tutte le loro azioni, tutte le loro parole, sono santificate ogni giorno nel martirio interiore del loro cuore, perché loro soffrono con Me, perché loro vogliono far conoscere con Me, quello che Io desidero che si conosca.

Ma loro incontrano anche il rifiuto di quelli che si ritengono saggi ed intenditori, di quelli che governano le nazioni, di quelli che governano la Chiesa ed occupano il posto della Cattedra di Pietro.


È per questo che il nemico vi confonde, perché volete giustificare e trovare una ragione chiara e precisa riguardo ai messaggi, che si possono invece solamente comprendere e vivere con il cuore.

Il sufficiente raziocinio vi fa perdere nelle supposizioni, cari figli, e tutto quello che il Mio Cuore desidera dirvi, lo cambiate, non comprendete le parole e non ubbidite, come se lo spirito fosse sordo. E ci sono spiriti di sordità in molti dei Miei figli, soprattutto nei gruppi di preghiera, dove c’è un profeta, ci sono spiriti di cecità spirituale, ci sono spiriti di paralisi spirituale.

Per questo non comprendete che i messaggi trasmessi da Me e dalla Mia Santa Madre, devono essere recepiti in modo immediato, affinché il nemico non li distorca e non vi dia un’idea diversa da quella che Io desidero trasmettere.

Per questo vi dico, cari figli, che adesso state entrando in questa prova
così difficile per tutti quei Miei figli che desiderano seguire la Mia Vera Dottrina, che vogliono seguire la Vera Tradizione ed il Vero Magistero della Chiesa.

Molti sono ancora confusi e non sanno che decisione prendere e questa confusione è propria di questi tempi e si estenderà ancora di più, ma prima di tutto, che ciascuno discerna interiormente quello che il Mio Spirito desidera dire alla Chiesa attraverso questi Miei messaggi, attraverso i Miei profeti.
Lo Spirito vi vuole dire molte cose… soprattutto… che rimaniate in fedeltà ed in Amore nella Mia Parola, nel rispetto e nella carità vicendevole, perché allora si compie la perfetta unione di chi sta con Me ed è in questo modo che Mi aiutate.
Invece, quelli che non stanno con Me, non Mi aiutano; a volte impediscono agli altri di camminare nella Fede, perché antepongono il loro modo di pensare ed il loro modo di essere, a tutto quello che Io dico attraverso i Miei

Messaggi, che sono un gran tesoro per vivere nella virtù, nell’obbedienza e nella castità, nell’amore per la Croce, nell’amore per il sacrificio.


Dovete stare in allerta, sempre vigilanti, sempre con un occhio vigile, sempre osservando quello che vi sta succedendo attorno, di modo che non siate sorpresi dalle menzogne, dal re della menzogna.

Svegliatevi, umanità intera, figli Miei!
Venite al Mio Cuore, perché da questo Sacro Cuore sgorgano tutte le Parole d’amore e di forza, affinché possiate avanzare in questo tempo di purificazione e di tribolazione.


Vi ha parlato Gesù il Buon Pastore, ricevete la Mia Benedizione, anche quella di Mio Padre, vostro Padre, la Benedizione dello Spirito Santo, della Madonna e di San Giuseppe.

Amen.


Nel Nome del Padre, nel Nome del Figlio, nel Nome dello Spirito Santo.

Amen.

sabato 29 agosto 2020

Comunione sulla mano? NO! é sacrilegio!



Le “ragioni” essenziali del dogma eucaristico

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E allora, perché si è arrivati al “permesso” di dare e di ricevere la “Comunione sulla mano” se, come abbiamo visto, è sicuramente un gesto contro il dogma della “transustanziazione”, sia della particola intera che dei suoi frammenti? Come possono scusarsi i Vescovi che hanno voluto questo cambiamento di rito, quando la dottrina cattolica ha sempre voluto e sostenuto e difeso la “Comunione in bocca”, perché più ispirata alla fede nel Mistero eucaristico? Forse che non si resero conto che costringevano il “popolo di Dio” ad esporsi a pericoli gravissimi e per il culto e per l’ortodossia?

Purtroppo, i “fatti” - come ora vedremo! - hanno già dimostrato più che abbondantemente la fondatezza dei timori che i più illuminati e ricchi di fede eucaristica avevano largamente e autorevolmente previsti e preannunziati!

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del sac. dott. Luigi Villa

L'azione soprannaturale.



Tu provi forse difficoltà a credere che gli avvenimenti abbiano una  tale connessione ed un tale significato. Sospettavi così poco finora, che la fantasmagoria esteriore potesse in fondo contenere delle realtà  cosi vitali! È questa una delle sventure della tua vita superficiale, che  è ormai tempo di far cessare. Ma ecco qualche cosa di più  meraviglioso ancora; voglio dire il concatenamento dell'ordine  soprannaturale con l'ordine naturale.
Ogni creatura, spirituale o materiale, piccola o grande, che agisce  su di te, produce nelle tue facoltà uno scotimento. C'è in questo fatto  un'azione esercitata su di te: azione fisica, morale, o intellettuale;  esercitata sulla tua mente, sul tuo cuore, o sui tuoi sensi. Sai che cosa  contiene quest'azione? Nient'altro che la grazia attuale. Essa si  chiama attuale, perché da una parte è il fatto di un'azione esercitata  su di te e dall'altra ti spinge all'azione, per il fatto stesso dell'impulso  che la contiene. - Ma allora la grazia attuale è dappertutto! Sì,  dappertutto; non c'è nulla di assolutamente ed esclusivamente  naturale nella tua vita di cristiano; il naturale è intimamente e  costantemente legato al soprannaturale. Diciamo la parola, il naturale  è il veicolo del soprannaturale, secondo l'espressione pittoresca di S.  Agostino. Qui c'è già una parte del gran mistero dell'Incarnazione. Tu  sai che Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, s'unì alla nostra  natura umana, e pigliando la nostra natura, restaurò tutte le cose,  dice S. Paolo39. Come le restaurò? Facendo di tutte le cose gli  strumenti della sua grazia, affinché tutte le cose la possano portare  agli uomini. Tutto quello che Dio fa nel mondo porta la sua grazia.

Le creature sono strumenti. Tu vedi questi strumenti agire,  muoversi, lavorare. Da qual mano sono messi in moto? Dalla mano di  Dio. Che lavoro fanno? Portano la grazia. Poi mettere in dubbio che il  movimento naturale degli esseri tocchi così dai suoi due lati il mondo  divino? Da un lato, Dio che dirige con la sua Provvidenza; dall'altro, la  grazia attuale, che è il risultato finale del movimento; fra l'uno e  l'altra gli strumenti. Ecco la verità vera circa l'economia delle relazioni  degli esseri.

- Ma allora quante grazie! - Oh sì, quante grazie! poiché ve ne sono  dappertutto; difatti Dio agisce continuamente e con ogni specie di  strumenti! Vedi qual è stata finora la tua ignoranza. Questo via vai  della vita, tu l'hai contemplato press'a poco come un bambino che  ascolta il tic-tac d'un orologio. L'interesse più nobile che in esso hai  trovato, fu quello della curiosità. Ma non ti sei affatto preoccupato di  veder Dio che agisce e la grazia che deriva da quest'azione divina.  Capisco che in questo modo i veri aspetti della vita sono stati sottratti  ai tuoi sguardi? Tu non hai avuto finora il senso divino della vita.  Almeno saprai d'ora innanzi leggere negli avvenimenti ed utilizzarli? Non è forse deplorevole il vedere le anime cristiane, che  dovrebbero conoscere Dio e l'azione di Dio, restarsene in  un'ignoranza quasi assoluta e proprio per questa loro ignoranza  rendere inutile la maggior parte delle sue grazie? Difatti non conoscendole, esse non vi corrispondono; e non corrispondendovi,  non le utilizzano. Oh! che brutta malattia è l'ignoranza!

François de Sales Pollien

«LISTA NERA» DELLE ETEROSOSSIE, CRIPTO-ERESIE E AFFERMAZIONI EQUIVOCHE DI PAPA BERGOGLIO



17 novembre 2015: “[NEL GIORNO DEL GIUDIZIO] NON TI SARÀ CHIESTO SE SEI ANDATO A MESSA […] MA SE LA TUA VITA L’AVRAI USATA PER FARE MURI O PER SERVIRE […] Tutti noi battezzati, luterani e cattolici, siamo in questa scelta: il servizio, l’essere servo” (S. Bernardo: "si merita di più ascoltando devotamente una S. Messa, che col distribuire ai poveri tutte le proprie sostanze e col girare pellegrinando su tutta la terra"; S. Curato d'Ars: "Il martirio non è nulla in confronto alla Messa, perché il primo è il sacrificio dell'uomo a Dio, mentre la seconda è il sacrificio di Dio per l'uomo!", ndr.).

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1 ottobre 2013: "Non esiste un Dio cattolico"

20 dicembre 2013: "La Madonna ha sempre taciuto, anche ai piedi della Croce... Il Vangelo non ci dice nulla: se ha detto una parola o no. Era silenziosa, ma dentro il suo cuore, quante cose diceva al Signore! 'Tu, quel giorno - questo è quello che abbiamo letto - mi hai detto che sarà grande; tu mi ha detto che gli avresti dato il Trono di Davide, suo padre, che avrebbe regnato per sempre e adesso lo vedo lì!'. LA MADONNA ERA UMANA! E FORSE AVEVA VOGLIA DI DIRE: 'BUGIE! SONO STATA INGANNATA!'..."

7 luglio 2014: “Vivi e lascia vivere è il primo passo per la felicità” (11° comandamento?..., ndr).

11 maggio 2015“Le religioni ci aiutano tutte perché tutte hanno un Comandamento che è comune: amare il prossimo” (Giovanni 14, 6 “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me", ndr)

29 maggio 2015: "Se una persona è gay chi sono io per giudicare"?

LIBRO DEL PROFETA GEREMIA



Commento teologico


Nella presentazione si è detto che il Libro del Profeta Geremia è un processo che Dio fa al suo popolo. È però un processo particolare, unico, differente da ogni altro processo che si celebra tra gli uomini. È un processo non per emettere una sentenza. Essa è già stata emessa. È invece un processo per trovare un qualche motivo, una qualche ragione perché la sentenza venga revocata.

Prove perché la sentenza venga revocata non ne esistono. Per questa ragione, il Signore chiama Geremia, lo costituisce profeta, lo manda in mezzo al suo popolo, perché sia lui a creare una prova che sia sufficiente per la non applicazione della sentenza di distruzione già emessa dal Signore all’inizio della creazione e rinnovata al momento della stipula del patto dell’alleanza.

Così l’invio del profeta si rivela come vero atto di purissima misericordia del Signore. Il profeta infatti è il frutto della misericordia del Signore. Per la sua opera, il Dio d’Israele dovrà essere messo nelle condizioni di poter far grazia al suo popolo disobbediente, infedele, idolatra, trasgressore della giustizia, immerso nella falsità.

Parole di Geremia, figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che risiedevano ad Anatòt, nel territorio di Beniamino. A lui fu rivolta la parola del Signore al tempo di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda, l’anno tredicesimo del suo regno, e successivamente anche al tempo di Ioiakìm, figlio di Giosia, re di Giuda, fino alla fine dell’anno undicesimo di Sedecìa, figlio di Giosia, re di Giuda, cioè fino alla deportazione di Gerusalemme, avvenuta nel quinto mese di quell’anno.

Mi fu rivolta questa parola del Signore:

«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni». Risposi: «Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane». Ma il Signore mi disse: «Non dire: “Sono giovane”. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti». Oracolo del Signore.

Il Signore stese la mano e mi toccò la bocca, e il Signore mi disse: «Ecco, io metto le mie parole sulla tua bocca. Vedi, oggi ti do autorità sopra le nazioni e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare». Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Che cosa vedi, Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». Il Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla».

Mi fu rivolta di nuovo questa parola del Signore: «Che cosa vedi?». Risposi: «Vedo una pentola bollente, la cui bocca è inclinata da settentrione». Il Signore mi disse:

«Dal settentrione dilagherà la sventura su tutti gli abitanti della terra. Poiché, ecco, io sto per chiamare tutti i regni del settentrione. Oracolo del Signore. Essi verranno e ognuno porrà il proprio trono alle porte di Gerusalemme, contro le sue mura, tutt’intorno, e contro tutte le città di Giuda.

Allora pronuncerò i miei giudizi contro di loro, per tutta la loro malvagità, poiché hanno abbandonato me e hanno sacrificato ad altri dèi e adorato idoli fatti con le proprie mani.

Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi, àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro. Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti». Oracolo del Signore (Ger 1,1-19).

Chi è il Signore? Colui che vigila perché la sentenza emessa il giorno della creazione dell’uomo e rinnovata al Sinai quando Israele concluse l’alleanza con il suo Dio, venga eseguita alla perfezione, senza che nulla sia tralasciato, dimenticato, omesso. Dio è attentissimo in questo. Ogni sua Parola deve trovare nel tempo e nell’eternità il suo perfetto compimento. Mai il Signore ha parlato o parlerà invano.

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MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

Preghiere dei fedeli



- O Gesù, Figlio dell'Amore del Padre,
Dacci il gusto della sua Volontà, per essere con Te, figli diletti delle compiacenze del Padre.
- Gesù, Tu che ci hai fatto conoscere il Padre come gioia del cuore,
- Gesù, Tu che ci hai indicato il Padre come motivo unico delle nostre aspirazioni,
- Gesù, Tu che ci hai offerto il Padre come unico valore da ritrovare e da non perdere,
- Gesù, Tu che ci hai rivelato il Padre come fondamento per costruire sulla terra un'umanità come famiglia unica dei popoli,
- Gesù, Tu che ci hai dimostrato che la reale speranza nel Padre è la certezza del nostro vivere fra le incertezze della vita terrena,
- Gesù, Tu che dal luogo dove si nasce ci hai indicato l'esilio da dove si aspira alla Casa del Padre, - Gesù, Tu che in questa vita nel tempo ci hai dimostrato l'uscita per l'eternità come vera dimora del nostro esistere nel Padre,
O Gesù, Figlio Unigenito del PADRE e, come Verbo incarnato, vero Figlio di Maria Vergine, aiutaci a rendere operosa ed efficace l'Opera di Redenzione che hai portato a termine come fedeltà al PADRE.
Te lo chiediamo con lo stesso spirito con il quale Tu ce lo raccomandi. Amen.          

Madre Eugenia E. Ravasio

La clemenza romana e una dura legge di guerra.



LA CITTÀ DI DIO 

Perché dunque il nostro discorso dovrebbe volgersi qua e là ai  molti popoli che fecero guerra gli uni contro gli altri e non  risparmiarono mai i vinti nei templi dei propri dèi? Esaminiamo i  Romani stessi, riferiamoci e consideriamo, dico, i Romani, a cui lode  singolare fu detto risparmiare i soggetti e assoggettare i superbi 18, 
anche per il fatto che, ricevuta una ingiuria, preferivano perdonare  che vendicarsi 19. Giacché, per estendere il proprio dominio, hanno  saccheggiato dopo l'espugnazione e la conquista tante e grandi  città, ci si mostri quali templi avevano usanza di esentare perché  chiunque vi si rifugiasse rimanesse libero. Forse essi lo facevano  ma gli scrittori di quelle imprese non ne hanno parlato? Ma davvero  essi che andavano in cerca principalmente di fatti da lodare  avrebbero omesso questi che per loro erano nobilissimi esempi di  rispetto? Marco Marcello, uomo illustre nella storia di Roma, occupò  la ricchissima città di Siracusa. Si narra che prima la pianse mentre  stava per cadere e che alla vista della strage versò lagrime per lei.  Si preoccupò anche del rispetto al pudore col nemico. Infatti prima  che da vincitore desse l'ordine d'invadere la città, stabilì con editto  che non si violentassero persone libere 20. Tuttavia la città fu  distrutta secondo l'usanza delle guerre e non si legge in qualche  parte che sia stato comandato da un condottiero tanto pudorato e  clemente di considerare inviolabile chi si fosse rifugiato in questo o  quel tempio 21. Non sarebbe stato omesso certamente giacché non  sono stati taciuti il suo pianto e l'ordine del rispetto al pudore. Fabio  che distrusse la città di Taranto è lodato perché si astenne dal  saccheggio delle statue. Il segretario gli chiese cosa disponesse di  fare delle molte immagini degli dèi che erano state prese. Ed egli  abbellì la propria morigeratezza anche con una battuta scherzosa.  Chiese come fossero. Gli risposero che erano molte, grandi e anche  armate. Ed egli: Lasciamo gli dèi irati ai Tarentini 22. Dunque gli  storiografi di Roma non poterono passare sotto silenzio né il pianto  del primo né l'umorismo di quest'ultimo, né la pudorata clemenza  del primo né la scherzosa morigeratezza del secondo. Quale motivo  dunque di passar sotto silenzio se per rispetto di qualcuno dei  propri dèi avessero risparmiato degli individui proibendo in qualche  tempio la strage o la riduzione in schiavitù? 

Sant'Agostino

ILLUSTRAZIONI DI UNA SERVA DI DIO SULL'APOCALISSE DI S. GIOVANNI




signor Le Maitre de Sancy

Precursore nella morte come nella vita




Illustre precursore della grazia e messaggero della verità,
Giovanni Battista, fiaccola di Cristo,
diventa l’evangelista della Luce eterna.
Oggi firma col sangue e col martirio
la testimonianza profetica che non aveva mai smesso di dare,
con le parole, tutta la vita e le azioni.
Aveva sempre preceduto il suo Maestro:
alla nascita aveva annunciato la sua venuta nel mondo.
Col battesimo dato ai penitenti al Giordano,
aveva prefigurato chi sarebbe venuto ad istituire il suo battesimo.
E la morte di Cristo Redentore, suo Salvatore, che ha dato la vita al mondo,
Giovanni Battista l’ha vissuta prima,
versando il sangue per lui, per amore.
Un tiranno crudele vuole metterlo in prigione e in catene,
ma in Cristo le catene non possono legare
colui che è ormai aperto al Regno dal suo cuore libero.
Come possono il buio e le torture di un’oscura prigione
aver ragione di colui che vede la gloria di Cristo
e che riceve da lui i doni dello Spirito?
Volentieri offre la testa alla spada del carnefice;
come può perdere la testa
chi ha per Capo il Cristo?
Oggi è felice di compiere il ruolo di precursore
lasciando questo mondo.
Era stato testimone durante la vita
di Cristo che viene e che è qui,
con la morte oggi lo proclama.
Il soggiorno dei morti può trattenere questo messaggero che gli scappa?
I giusti, i profeti e i martiri sono nella gioia,
vanno con lui incontro al Salvatore.
Tutti sono intorno a Giovanni con la loro lode e il loro amore.
Con lui, supplicano Cristo di venire ormai verso i suoi.
Grande precursore del Redentore, vedrai: non tarderà più,
colui che ti libera per sempre dalla morte.
Dietro il tuo Signore,
entra, coi santi, nella gloria!

San Beda il Venerabile (ca 673-735)
monaco, dottore della Chiesa
Inno per il Martirio di Giovanni Battista; PL 94, 630

Quando i miei figli sono lontani da mio Figlio Gesù, correte il rischio di precipitare nell'oscurità profonda.




Messaggio di Nostra Signora Madre Protettrice degli Afflitti alla Vergine Sovrana


23 . Agosto . 2020
"Cari figli,
Ecco il Servo del Signore!
Sono tua madre e sono qui per aiutarti! Non voglio obbligarvi, ma vi chiedo di continuare a pregare affinché il mio Cuore trionfi in fretta.
Non posso fare a meno di ringraziarti per le tue preghiere. Pregate e rimanete uniti tra voi e Gesù in questa grande battaglia spirituale. Nelle vostre pene e afflizioni non state lontani dal mio Signore, perché quando i miei figli sono lontani da mio Figlio Gesù, correte il rischio di precipitare nell'oscurità profonda. Guardate, figli Miei, per non cadere in tentazione. Io sono con voi, ma è necessario dedicare i vostri cuori al Sacro Cuore di Mio Figlio Gesù e, se possibile, al Mio Cuore Materno.
La mia presenza in questo luogo serve a dimostrare le dimensioni del mio amore per te. Ascoltami e non disperderti in questo momento in cui è importante per la tua crescita spirituale.
Il diavolo fuggirà da te quando ci sarà una grande resistenza da parte dei Miei figli. Confida sempre nella mia protezione e aiuta il Mio Cuore a trionfare nelle tue vite e, così, il diavolo scapperà da te. Eccomi, figli miei! Desidero porre i vostri cuori sotto la protezione del Mio Mantello.
Che Dio ti benedica e ti conceda la sua pace!
Ti amo! Tutti rimangono nel nome della Santissima Trinità ".

Perché Bergoglio ce l’ha con Maria?





La domanda nasce dalla ripetizione di concetti semplici e facilmente comprensibili che Bergoglio esprime con cadenza periodica. Non appena se ne presenta l’occasione egli non manca di ricordare che la Madonna è stata, in realtà, una donna come le altre e che i titoli e gli attributi a lei assegnati nei secoli sarebbero solo delle iperboli create dai fedeli che considerano colei che ha dato la vita terrena e ha cresciuto Gesù, come una donna eccezionale.
L’ultima occasione si è presentata lo scorso venerdì della prima settimana di Passione, 3 aprile, giorno in cui la liturgia cattolica commemora i “Sette Dolori di Maria”. Bergoglio ha ribadito gli stessi concetti, sottolineando che non si deve parlare di Maria come “co-redentrice”. Maria, dice Bergoglio, è solo discepola e Madre.
Concetti semplici: Madre, perché è innegabile che ella ha dato alla luce terrena il Bambino Gesù; discepola, perché ha seguito il Figlio nel corso dei tre anni del Suo ministero pubblico. Elementare.
Ma perché Bergoglio si rifiuta di soffermarsi, per esempio, sul fatto che, come Madre di Gesù, ella è inevitabilmente anche Madre di Dio? Si potrebbe pensare che lo fa perché vorrebbe negare la maternità trascendente di Maria, ma la cosa è invece molto più semplice: lo fa perché non riesce a capire il senso della “Maternità di Dio”, che è veramente difficile da capire e che giustamente viene definito “mistero”, e non riesce a capire questo mistero perché il suo intelletto non riesce ad andare oltre il concetto elementare di genitrice umana. Per Bergoglio, Gesù è nato uomo per mezzo di una donna, come accade per tutti gli uomini: niente di più e niente di complicato.

Cosa indica questa semplicità? Indica che Bergoglio vive entro un orizzonte limitato alla natura e al terreno, dal quale sfugge ogni elemento soprannaturale e celeste.
Non che lui non lo conosca e non ne riconosca la portata, ma perché per lui l’unica cosa che c’è di certo e di importante in tale elemento soprannaturale e celeste è la poesia, la genialità umana di abbellire gli accadimenti umani, avvolgendoli in un alone di fulgore in grado di far sognare e di deliziare l’immaginario.
Quando, per esempio, in questa occasione egli sottolinea che Maria non può essere co-redentrice perché il Redentore è uno solo è “questo titolo non si raddoppia”, non fa altro che guardare a Maria solo con gli occhi umani, non con gli occhi del cuore e tantomeno con gli occhi della fede: Maria è una Madre che vede morire suo Figlio e, come tutte le madri, è addolorata.
In questa visione non può esserci posto per il dolore soprannaturale di Maria, che Bergoglio non riesce neanche a supporre. Ed accade che non può esserci posto neanche per la mortalità soprannaturale di Gesù, per la Sua immolazione come atto sacrificale da offrire al Padre per il riscatto dei peccati degli uomini. Per Bergoglio, Gesù muore solo perché è un uomo che dà la propria vita  per gli altri uomini, come San Martino che si toglie il mantello per offrirlo a chi ha freddo e non ce l’ha.
E’ evidente che per lui la stessa idea del Padre che accetta il sacrificio del Figlio per la soddisfazione della giustizia divina, è un’idea irreale, un’idea e basta, che magari fa sognare l’uomo peccatore, ma che non corrispondere ad alcunché di soprannaturale.
Lo stesso dicasi per la fede. Bergoglio la fede ce l’ha, ma ha la fede in ciò che vede, in ciò che tocca, in ciò che sente, in se stesso, che sente respirare. La fede intesa come adesione dell’intelletto e della volontà alla Rivelazione di Dio, è cosa che Bergoglio vive alla sua maniera, visto che la Rivelazione lui la concepisce a seconda della possibilità del suo intelletto, la realtà di ciò che sfugge a questa possibilità non lo sfiora nemmeno.

Da qui si capisce perché Bergoglio è convinto che Dio giudicherà gli uomini, non per i loro peccati che arrecano offesa a Dio, ma per la loro azione caritatevole nei confronti dei poveri e dei meno fortunati.
La visione di Bergoglio è talmente rinchiusa nell’orizzonte terreno che non riesce neanche a capire perché, oltre alla terra, possa esserci anche il cielo. E se è costretto a guardare in alto e a constatare che la terra è circondata dal cielo, egli lo vede come atmosfera, come la parte meno pesante della stessa terra, come l’ambito in cui la terra vive e palpita e che pertanto va preservato in chiave meramente ecologica, come si usa dire oggi. Insomma: se c’è il cielo è perché esso fa parte della natura creata, l’habitat in cui vive l’uomo, che va preservato come “madre terra”.
Impossibile spiegare a Bergoglio che esiste una dimensione sopra-naturale, perché lui non riesce a cogliere questa possibilità neanche per se stesso: la sua anima è un mero modo di dire per indicare quella parte non tangibile della sua esistenza, che lui percepisce, ma non capisce.
Dunque, Maria non può essere che Madre, perché non si potrebbe parlare del Figlio se non come generato da una madre. E l’Incarnazione per mezzo dello Spirito Santo? Cosa verissima concepisce Bergoglio, ma come poesia prodotta dall’uomo per esaltare un atto semplicemente naturale. E la Verginità di Maria? Cosa verissima, concepisce Bergoglio, ma come elemento immaginario che conferisce alla nascita di Gesù un alone di fulgore atto a farla percepire come una cosa naturale eccelsa, in grado di entusiasmare gli uomini e soddisfare il loro bisogno di sognare.

Nessuna cattiveria, quindi, nessuna mala volontà, Bergoglio non nega alcuna verità trascendente per il semplice motivo che non la concepisce neanche. Per lui parlare di Maria come co-redentrice è come parlare di Gesù come Figlio di Dio. La prima è semplice Madre che piange la morte del Figlio, il Secondo è semplice uomo che dà eroicamente la propria vita per altri uomini. E, attenzione, questa stessa accezione di eroicità, per lui va vista alla luce del sentimento umano che si nutre di iperboli in grado di abbellire un atto umano. In realtà, ciò che conta è che un uomo si è privato di qualcosa di suo per offrirlo a chi ne soffre la mancanza: un pezzo di pane ad un affamato.
L’amore per il prossimo in nome dell’amore per Dio? Un modo di dire per indicare quanto sia importante aiutare i bisognosi. E il “non si vive di solo pane“? Un modo di dire per indicare che dare un pane a chi non c’e l’ha è cosa meritoria agli occhi degli uomini. E “si vive di ogni parola che esce dalla bocca di Dio“? Un’iperbole che trasferisce nell’immaginario la considerazione meramente umana che per vivere bisogna pur mangiare e che tutti dobbiamo essere solidali in questa necessità: come la madre che si priva di un pezzo del suo pane per darlo al figlio che ha fame.

Questa concezione minimalista e pesantemente umana del soprannaturale è prodotto di sessant’anni di erudizione sviluppatasi nel moderno mondo cattolico a partire dalle idee pseudo-cattoliche concepite e sviluppate dai duemila vescovi troppo umani del Vaticano II.
Si volle accantonare il superiore per esaltare l’inferiore, il soprannaturale per esaltare il naturale, il divino per esaltare l’umano. E Bergoglio è il tipico prodotto di questa operazione di reductio ad hominem, prodotto che mai, in tempi normali, sarebbe arrivato a collocarsi sul trono di Pietro e che invece vi è giunto sulla spinta sovversiva prodotta da Ratzinger con la sua rivoluzione del concetto stesso di Papato, e sulla base della volontà dei cardinali vestiti da cattolici che tra tutti scelsero il più adatto a predicare un Gesù e una Maria solo umani a scapito del Figlio e della Madre di Dio.
E Bergoglio è partito in quarta e mentre pone sulla polvere il Signore e la Madonna, colloca sugli altari gli idoli che rappresentano la “madre terra”, e arriva perfino a scrivere delle false encicliche per invitare i fedeli cattolici ad adorare l’ambiente e a sacrificare al riscaldamento climatico, nuove divinità che invano nutrono la pretesa di sostituirsi al vero Dio. E ciò nonostante, il signore argentino abitante in Vaticano non smette di interpretare in senso minimalista il Vangelo e l’insegnamento di Gesù, non smette di accantonare la salvezza delle anime per predicare la salvezza dei corpi: saremo giudicati – ha detto ultimamente – per come ci siamo comportati con i poveri. Non per come ci siamo comportati con Dio, quindi, No. Il centro del Vangelo, sostiene Bergoglio, è l’insegnamento che Gesù sarà presente nei poveri. Non che Gesù sarà presente in mezzo a chi lo invocherà e pregherà con Figlio di Dio e Redentore degli uomini, no.
Sarà presente nei poveri, dice Bergoglio; perché la sua visione di Dio lo porta a vederLo in terra, confuso sentimentalmente con i poveri, e non in Cielo, trionfante sulla povertà e sulla morte, ed elargente la grazia per nutrire la povertà dell’anima che così potrà salvarsi e portare in Cielo anche il corpo terreno, trasfigurato nella luce divina.
La concezione bergogliana non riesce ad andare oltre l’orizzonte terreno e concepisce il Cielo solo come fonte di luce e di calore per il benessere del corpo.

Ingiusti e irriverenti? No. Realisti, e ci piacerebbe esserlo ancora di più parlando di Bergoglio che crede in Dio, ma è lui stesso che afferma di non credere nel Dio cattolico, perché Dio non ha aggettivi, Dio per Bergoglio è senza aggettivi come è senza attributi la Madonna e come è senza gloria celeste Gesù Cristo. Dio è un concetto, un’idea, non una realtà, e la stessa idea la si ritrova presso tutti i popoli: dal popolo di Roma ai popoli dell’Amazzonia.
E come potrebbe essere diversamente, visto che Bergoglio guarda il cielo e vi vede la terra?


di Belvecchio - aprile 2020