domenica 23 novembre 2025

IL SACERDOTE



IL SACERDOTE È FIGLIO PREDILETTO DI MARIA


Mentre Gesù moriva in Croce volle rivelare alla Mamma il mistero del Sacerdozio: l'Ordine Sacro rende presente Gesù nel Sacerdote.
Gesù dice alla Mamma: «Donna, ecco il tuo Figlio!». Si sono dati a queste parole tanti significati, tutti belli, veri e santi: ma il più consolante per il Sacerdote è che Gesù voleva dire a Maria: «Mamma, tu non mi perdi, tu mi trovi in Giovanni, tu mi trovi nel Sacerdote».
Maria, da quel momento, compie un ufficio eminentemente materno verso il Sacerdote che giustamente Ella chiama e considera il Mio Gesù.
Che cosa vede Maria nel Sacerdote:
1) Vede in qualche modo se stessa nella sua missione e nella sua santità.
2) Vede anche il suo Gesù che continua la missione di salvezza nel tempo e nello spazio. Anzitutto Maria vede se stessa nella sua santità.
Maria è tutta santa, immacolata, piena di grazia.
Che cosa deve essere il Sacerdote se non santo, immacolato, tanto ricco di grazia da donarla agli altri?
San Paolo dice dei cristiani che Dio ci ha predestinati prima della creazione del mondo ad essere «santi e immacolati».
Tale è Maria in modo eminente.
Tale deve essere in modo particolare il Sacerdote da modello del gregge.
Maria forma Gesù in sé, lo genera e dona agli altri.
Anche il Sacerdote deve formare Gesù in sé e formarlo negli altri.
Già san Paolo lo affermava di sé: «Io sento le doglie del parto finché non sia formato Cristo in voi».
È, dunque, il Sacerdote partecipe della funzione materna di Maria che si vede perpetuata nella missione generatrice del Sacerdote.
Questo vale anche con una certa analogia nella celebrazione eucaristica quando alla Consacrazione si fa presente il mistero dell'Incarnazione.
In Maria l'Incarnazione avviene per opera dello Spirito Santo: nella Consacrazione della
Messa la presenza di Gesù avviene per opera dello Spirito Santo.
II Sacerdote in unione con Maria e in nome di Maria è aiuto dei cristiani, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatore degli afflitti, potente come la Vergine contro il maligno.
La mano del Sacerdote schiaccia satana come lo schiaccia il piede verginale di Maria. Lo schiaccia specialmente quando stritola satana con l'assoluzione sacramentale. Es.: san Paolo nella lettera ai Romani cap. 16, vers. 20 e seguenti afferma: «Ben presto il Dio della pace stritolerà satana sotto i vostri piedi!».
Maria vede Gesù nel Sacerdote.
Il Sacerdote diventa Gesù per una trasformazione ontologica operate dall'Ordine Sacro. Gesù vive, è presente ed operante nel Sacerdote in quanto Capo del Corpo mistico insignito delle potestà di Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote.
La Madonna vede e contempla nella luce della SS. Trinità le realtà divine di cui il Sacerdote è ricco, vede davvero Gesù nel Sacerdote e non può non amarlo di amore di predilezione.
La Madonna vede che la trasformazione operata nel Sacerdote è opera dello Spirito Santo e che perciò il Sacerdote è diventato strumento congiunto di cui si serve lo Spirito Santo per compiere l'opera della salvezza.
La Madonna vede Gesù operante nel Sacerdote in particolare nell'esercizio delle tre funzioni (munus) e potestà: Maestro - Pastore - Santificatore.
Maria vede nel Sacerdote Gesù Maestro: e Lei lo aiuta a trasmettere la vera, sana e intatta dottrina ai fedeli, Lei che è la Virgo Fidelis.
Maria aiuta il Sacerdote ad essere un Vangelo vivente e vissuto in modo tale che ai fedeli giunga prima la predica dell'esempio e poi quella della parola.
Maria vede nel Sacerdote Gesù Pastore: Lei è stata chiamata da un Padre: la divina Pastora. Vuol vedere nel Sacerdote Gesù che vive in funzione della salvezza delle anime, delle pecorelle e degli agnelli ed aiuta con la sua materna intercessione il Sacerdote ad essere pastore pronto a sacrificare anche la vita perché nessuna pecora vada perduta.
In questa funzione di Pastore Maria è alleata del Sacerdote come il Sacerdote lo è di Maria. Maria è la Madre del gregge: il Sacerdote ne è il Padre.
Maria vede nel Sacerdote Gesù Santificatore delle anime attraverso la sua attività ministeriale e lo aiuta ad essere santo perché tutti i figli di Maria siano santi.
Nessuno più di Maria desidera e vuole che il Sacerdote sia santo davvero soprattutto con la vita immolata e spesa tutta per Dio e per le anime.
La Madonna anima il Sacerdote alla rinunzia come atto di amore e scelta di amore, sostenendolo affinché sia santo nell'anima e nel corpo con l'esercizio gioioso della purezza del cuore, della mente, dello spirito e del corpo.
Maria vede nel Sacerdote la estensione della sua fecondità verginale per opera dello Spirito Santo. Lei ha detto: «Non conosco uomo» e Dio l'ha resa feconda per opera dello Spirito Santo facendola Madre del Cristo e della chiesa, del Capo e del Corpo.
Il Sacerdote liberamente e per amore col celibato dice: «Non conosco donna» e lo Spirito Santo lo fa padre e madre (come san Paolo che dice ai figli: sento le doglie del parto finché Cristo non sia formato in voi) e lo rende fecondo sul piano divino e soprannaturale di innumerevole prole.

sabato 22 novembre 2025

La Grazia del diretto Discorso di Dio

 


Tutto dipende dalla Benedizione di Dio


Vi viene data l’ultragrande Grazia che Io Stesso Mi chino a voi e vi parlo, come un figlio viene interpellato dal padre suo, ma non potete afferrare nel suo valore questa grande Grazia. Cogliete il Mio Discorso come qualcosa di naturale e non vi rendete conto della grandezza del Dono di Grazia che potete cogliere giornalmente dalla Mia Mano. E non lo potreste nemmeno sopportare, se afferrereste il significato più profondo del Mio Discorso, perché state ancora in una sfera molto terrena e non entrate in collegamento con il Regno spirituale, benché il Mio Amore vi crea questo legame. Perché per poter sentire il Mio Discorso, dovete essere uniti con Me, perché voi stessi stabilite questo legame nella libera volontà, per cui Io Mi chino a voi e vi parlo, che premette però una libera dedizione a Me. Ed allora si svolge un Miracolo del Mio Amore, Mi potete sentire, potete sentire il Mio Discorso e sentire sempre l’Amore del vostro Padre nel Cielo, che Si manifesta a voi nel modo che vi parla. Perché le Mie Parole sono anche Parole d’Amore e di Misericordia, Parole di Preoccupazione per voi e da ciò procedono Parole di urgente Ammonimento ed Avvertimento, perché il Padre Si preoccupa dei figli Suoi e li vuole aiutare in ogni tempo. Voi uomini dovete camminare sulla Terra nella Mia Volontà; e se lo fate, allora adempite anche i Miei Comandamenti dell’amore per Dio e per il prossimo e riceverete la Forza nella forma più diversa, ed allora potrò anche parlarvi e trasmettervi direttamente la Mia Forza. E per esortarvi sempre di nuovo all’adempimento della Mia Volontà, vi parlo e vi annuncio personalmente la Mia Volontà. Finché posso parlare ai figli Miei, finché Mi aprono orecchio e cuore, quando voglio parlare a loro, fino ad allora è ancora possibile il diretto apporto di Forza di cui voi uomini avete così urgentemente bisogno. Perché senza aiuto non potete procedere verso l’Alto, vi muoverete sempre soltanto sulla Terra piana, perché la meta è in Alto ed è questa che dovete raggiungere. Perciò vi parlo dall’Alto, affinché solleviate i vostri occhi a Me, affinché Mi vediate e tendiate alla Meta che Io Stesso voglio Essere per voi. E perciò dapprima voglio conquistare il vostro amore, attraverso il Mio Discorso voglio accendere questo amore in voi e poi dovete lasciare tutto dietro a voi e poi volete ascoltare solo ancora Me per il tempo e per l’Eternità. Voglio conquistare il vostro amore e perciò vi parlo, perché nelle Mie Parole dovete sentire il Mio Amore e corrisponderlo nei vostri cuori, finché il cuore non è del tutto colmato con l’amore ed Io Stesso posso prendervi dimora per rendervi eternamente felici. Il Mio infintio Amore Si manifesta tramite la Mia Parola che Io guido sempre di nuovo a voi, attraverso la quale vi voglio conquistare, che vi deve rendere felici nel tempo e nell’Eternità e guidarvi a Me, il Quale Sono la Parola dall’Eternità. Voglio sempre di nuovo parlare a voi persino, quando non potete afferrare la grandezza di questo Dono, ma una volta saprete che cosa ha significato per voi l’apporto della Mia Parola. E beato chi l’ha accettato, che l’ha ascoltato e messo in pratica, beato colui che accetta la Mia Parola e la muove nel cuore. Perché sperimenterà la sua Benedizione ancora finché vive sulla Terra, verrà afferrato dal Mio Amore che non lo lascia più, e si unirà costantemente con Me, finché non si può mai più di nuovo separare da Me, finché non è inesprimibilemnte beato nel costante legame con Me. Perciò cercate di immaginarvi il profondo Amore del Padre vostro, il Quale manda sempre di nuovo la Sua Parola sulla Terra, il Quale vi parla sempre di nuovo per conquistre il vostro cuore, Che Si china al più piccolo e più basso, per renderlo beato attraverso la Sua Parola. Ascoltatela, muovetela nel vostro cuore e vivetela fino in fondo, e sperimenterete sempre di più l’Amore del vostro Padre, Egli toccherà i vostri cuori e questi corrisponderanno il Suo Amore, verrete a Me nella libera volontà e vi unirete con Me e sarete e rimarrete beati eternamente. 

Amen

26. dicembre 1959

LA DIFFERENZA TRA LE VERE AMICIZIE E QUELLE FUTILI

 


Fa attenzione, Fílotea: voglio metterti in guardia perché tu non corra pericolo. Non so se tu sappia che il miele di Eraclea, molto velenoso, assomiglia incredibilmente al miele comune; e il pericolo di prendere uno per l’altro è reale, come pure quello di mischiarli: nel qual caso l’inganno è anche peggiore perché la buona qualità dell’uno non impedisce l’effetto velenoso dell’altro.

Bisogna fare attenzione a non lasciarsi trarre in inganno nelle amicizie, soprattutto quando si stringono tra persone di sesso diverso, poco importa per quale motivo; spesso Satana si sostituisce a coloro che amano.

Si comincia sempre dall’amore virtuoso, ma, se non si è molto saggi, si insinua presto l’amore frivolo, poi si passa all’amore sensuale, poi a quello carnale; il pericolo esiste persino nell’amore spirituale, se non si fa molta attenzione; benché in questo sia molto più difficile la confusione e l’equivoco, perché la sua purezza e il suo nitore rendono più evidenti le brutture che Satana vuole insinuarvi: ecco perché il diavolo, quando ci prova, fa le cose con maggior finezza e tenta di far scivolare le brutture quasi impercettibilmente.

Distinguerai l’amicizia mondana da quella santa e virtuosa, esattamente come si distingue il miele di Eraclea dall’altro: il miele di Eraclea è più dolce al palato dei miele ordinario; è l’aconito che gli aumenta la dolcezza; così fa abitualmente l’amicizia mondana che sforna a ripetizione quantità enormi di parole melliflue, una pioggia di frasette appassionate e di lodi sulla bellezza, la grazia e le qualità sensuali: l’amicizia sana invece ha un linguaggio semplice e schietto, loda soltanto la virtù e la grazia di Dio, unico suo fondamento.

Il miele di Eraclea, una volta ingoiato, provoca dei capogiri; allo stesso modo l’amicizia futile provoca dei disorientamenti di spirito che rendono insicura la persona nella castità e nella devozione. La conducono a sguardi languidi, vezzosi, insistiti; a carezze sensuali, a sospiri equivoci, a piccole lamentele di non essere amati a sufficienza; ad artifici ben mascherati, ma abili e cattivanti: galanterie, abuso di baci e altre libertà e familiarità che portano alla volgarità e sono sicuro presagio di una imminente resa dell’onestà.

L’amicizia santa, invece, ha occhi semplici e casti; gli atti di cortesia sono controllati e schietti; se ci sono sospiri, saranno per il cielo, le libertà solo per lo spirito, i lamenti saranno soltanto perché Dio non è abbastanza amato, prova infallibile dell’onestà.

Il miele di Eraclea turba la vista; l’amicizia mondana turba il senno, di modo che coloro che ne sono colpiti, pensano di agire bene mentre agiscono male, e sono convinti che le loro scuse, i loro pretesti, e le loro parole sono motivi validi. Temono la luce e amano le tenebre. L’amicizia santa invece ha gli occhi luminosi e non si nasconde, anzi si fa vedere volentieri dalla gente per bene.

Infine il miele di Eraclea lascia un forte sapore amaro in bocca: avviene lo stesso nelle false amicizie che si tramutano e finiscono in parole e richieste carnali e degne delle fogne; in caso di rifiuto, esploderanno le ingiurie, le calunnie, le imposture, le tristezze, le confessioni e le gelosie che si concludono quasi sempre nell’abbrutimento e in isterismi; l’amicizia pulita è sempre uguale nell’onestà, educata e amabile, e si muta soltanto in una unione degli spiriti più pura e più perfetta, immagine vivente dell’amicizia beata che regna in Cielo.

S.Gregorio di Nazianzo dice che il pavone quando fa la ruota, emette il suo verso caratteristico e si pavoneggia, eccitando le femmine che l’odono, alla lubricità. Allo stesso modo, quando vedi un uomo pavoneggiarsi, agghindarsi e così parato, avvicinarsi per fare chiacchiericcio, per sussurrare, mercanteggiare alle orecchie di una donna matura o di una giovane, e tutto senza alcuna intenzione di matrimonio, beh, sta certa che è soltanto per tentarla a qualche impudicizia; la donna onorata turerà le proprie orecchie per non udire il verso di quel pavone e la voce dell’incantatore che vuole sedurla; se ascolterà sarà l’inizio della perdita del cuore.

I giovani che fanno gesti leziosi, smancerie, e carezze, o dicono parole che non vorrebbero che fossero udite dai loro padri, madri, mariti, mogli o confessori, dimostrano in tal modo che si stanno occupando non proprio dell’onore e della coscienza.

La Madonna rimase turbata vedendo un Angelo in sembianza di uomo, perché era sola e la stava lodando con molta solennità: non dimentichiamo che erano lodi celesti! 0 Salvatore del mondo! La purezza teme un Angelo in forma umana; perché la nostra purità non dovrebbe temere un uomo, anche se in sembianza di Angelo, quando tesse lodi sensuali o almeno umane?

S. Francesco di Sales

 

CROCIFISSO - V

 


CAPITOLO V


Pedro Morel partì da R... con il cuore leggero, pieno di gioia. Essendo arrivato, tornò a casa con quella tristezza che non lo aveva lasciato da due anni. La tristezza del suo amore, incatenato, lo accompagnava. Egli tornava a Tolone, fiducioso nel futuro, con i dubbi dissipati e la speranza radicata. Allora la vita doveva scorrere dolce e luminosa! Si preparava a renderla bella e gloriosa, più di quanto non fosse mai stata, per Cecilia, desiderando offrirle, con il cuore fedele, un'aureola di onore, una carriera brillante, desiderando, più che mai, diventare un ufficiale di valore, affinché la sua gloria potesse riflettersi in lei.

La mattina della partenza, il giorno dopo l'intervista, preparata da sua madre, con il capitano e la figlia, la signora Morel, impaziente di sapere l'effetto prodotto in lui dalla ragazza, gli chiese: "Allora, che tal?" Era facile vedere che l'eccellente signora pensava che il figlio fosse entusiasta.

"Sono persone attraenti," rispose Pedro, senza entusiasmo.

"Odette, soprattutto..."

"Sì, mi sembra una ragazza ben educata..."

"Credo sia una eccellente donna di ufficiale!"

"È possibile..."

"Allora, vedendo che il figlio non voleva, comprese..."

"Pensavamo a lei, per essere tua moglie... È necessario che tu pensi a sposarti, mio amico, non puoi restare così... I militari quasi non hanno tempo per pensare a queste cose, ecco perché pensai di fare bene, anticipandoti."

Il giovane ufficiale sorrise al pensiero di sua madre, che sapeva essere sempre lì, vegliando su di lui, ma sorrise anche pensando che ella considerava il matrimonio come un affare, un buon affare, tanto quanto possibile. E ciò che c'era di borghese e di prosaico in tali casi, gli sembrò grottesco e ridicolo, quando, anche separato dalla buona mammina che amava come un vero figlio.

"Ho tempo per pensarci, non ho fretta."

"Ma è bene approfittare dell'occasione, Odette ha vent'anni e le proposte non le mancano. Inoltre, cento e cinquantamila franchi di dote e tanto ancora in speranza."

"Molto calmo, non apprezzo."

"Buona madre," rispose Pedro molto calmo, "questa è una ragione che non apprezzo. Quando mi sposerò, sarà un cuore che sposerò, e non un affare."

"Tuo padre sarebbe molto contento di questo matrimonio," accentuò la signora Morel, che sapeva quanto grande fosse la deferenza che Pedro aveva per il padre.

"Sì, ma mio padre è molto ragionevole per contrariare le mie preferenze. E, inoltre, dato che non gli ho mai detto nulla che avessi nascosto fino ad ora, non ho motivo di cominciare oggi: sono già impegnato. Fai sapere al comandante che lui non ha nulla da aspettarsi da me."

"Impegnato?" disse la madre. "Allora, avevi progetti di matrimonio e noi non sapevamo nulla?"

"Sì, ma progetti così recenti che non ho avuto tempo di comunicarli a voi, mio padre e la signora, per farveli conoscere. Ora, ecco: amo Cecilia e, o lei sarà mia moglie, o nessun'altra."

"Cecilia Riscai! Ma non pensi a quello che dici, mio amico? Hai dimenticato che suo padre ha fatto una opposizione formale a questo matrimonio. Inoltre, sappi che noi stessi avevamo espresso il desiderio di vedere interrotte le relazioni. Ella non ha fortuna... Cinquantamila franchi, appena!"

Il signor Riscai è morto, disse l'ufficiale; la sua proibizione non potrà essere un ostacolo alla nostra unione. Quanto alla dote, penso che Cecilia lo possieda infinitamente superiore a quello della signorina Ganti, perché io la amo e lei mi ama, e questo è la vera fortuna.

- Ci contraddici molto, disse la signora Morei, con un mugugno. - Mi dispiace, mia madre, ma devo anche riconoscere che i miei trentadue anni e il mio passato mi danno il diritto di voler scegliere io stesso la mia donna. La madre non insistette, pensando, con tutto, che sarebbe odioso contrariare il desiderio del figlio, la cui gloria tanto la orgogliava.

- Ma, chiese lei, sei sicuro che lei voglia ancora sposarti? - Oh! esclamò una voce grossa da dietro, era già il signor Morei, che aveva sentito la fine di quella conversazione. Era un uomo tanto retto nei suoi atti quanto nel commercio. Possedeva quella sincerità di sentimenti che arriva, alcune volte, alla brutalità, ma che piace, così stesso, poiché è una delle forme, per la debolezza.

- Pedro, disse lui, ami Cecilia? - Sì, non amo che lei. - Bene! Lei ti deve amare; è forza. Chi potrebbe non amarti? - Sì, lei non ha mai pensato ad un altro, oltre a me, per suo marito. - Perfettamente. Fai ciò che intendi. Quando già si è guadagnato questo, come tu hai guadagnato, lui mostrava il nastro della Legione d'Onore - si ha il diritto di non avere sempre dietro un papà o una mamma a prendersi cura dei propri atti. - È vero; pensai a Odette per tua moglie, perché il padre sembrava un buon uomo, ma, alla fine dei conti, lei ha un carattere un po' levigato. 

Ti comprendo molto bene: non vuoi una bambola per divertirti; vuoi una donna coraggiosa e seria che sia un sostegno nella vita. - Non sapevo che il capitano fosse uno dei tuoi amici, disse Pedro. - Uno dei miei amici? - disse il signor Morei, un po' imbarazzato. - Questo è, amico di uno dei miei amici. Posso dirti questo, alla fine dei conti. Ho fatto conoscenza con lui quindici giorni fa, al matrimonio della signorina Lill Lareille.

Il buon Papaud, che tu conosci bene e che ti ama come un nipote, mi presentò a lui. E, come la figlia di lui mi piacesse, non volesse accoppiarla se non con un ufficiale, io lo invitai pensando che lei fosse un eccellente partito per tornare. È tutto. Ma, se lei non ti piace, metti tutto questo nella scatola degli oblii e marciamo verso Cecilia. 

Penso che la zia di lei, che è un po' beota, avrà abbastanza spirito per non opporsi al matrimonio. - D'altronde, tra un anno Cecilia sarà maggiorenne, dichiarò Pedro, questo è assolutamente lineare nei suoi atti. 

L'ufficiale già abbracciò il padre e la madre. Questa, già consolata di vedere naufragare un sogno fatto di capriccio, pianse lacrime di tenerezza per la bontà, per la missione di quel caro figlio che già era circondato dall'amore della gloria militare, raccontava ai suoi genitori i suoi progetti di difficile futuro, con una semplicità infantile. E, da allora, il signor e la signora Morei si abituarono a considerare Cecilia come la loro nuora, per un futuro molto vicino. 

C'erano appena quindici giorni che Pedro si era riunito alla sua guarnigione, quando ricevette una lettera di R...

La lettera dell'indirizzo gli fece subito riconoscere il contenuto di quella cara visitatrice che gli portava il profumo di... "Grazie per la sua bella lettera della settimana scorsa; essa è come una consacrazione del giuramento che abbiamo fatto. "Sì, ha ragione... non ci separiamo, se non per la distanza, ma le nostre anime sono unite, sempre nello stesso pensiero. Ho presente davanti a Dio, nel più profondo del cuore, ancora doloroso per il lutto. "La mia vita solitaria, la amo, la comprendo, la benedico, perché essa mi prepara per un'altra, che noi dobbiamo portare, molto presto. In essa concentro forze, mi raccolgo per la grande missione che è il matrimonio. "No, non è indiscrezione da parte sua; tutto ciò che ho ora può considerarlo come suo; e le minime circostanze della sua vita sono, per me, notizie importanti che voglio conoscere. Ogni giorno, davanti al Santissimo Sacramento, prego lungamente per Voi, il tempo passa in fretta quando si prega per coloro che sono amati." 

Pedro assaporava queste dolci parole, e ciò equivaleva a una gioia che pulsava nel suo cuore. Gli sembrava di non avere nulla di più da desiderare, in tal modo trovava buona quella inquieta e deliziosa attesa. Ogni settimana, gli arrivava una lettera, tutta profumata di affetto e tenerezza. Già costruivano insieme la loro felicità, regolavano il modo in cui avrebbero vissuto, parlavano della casa che abiterebbero, degli amici che avrebbero. Ella esprimeva i suoi pensieri e desideri per la vita di ogni giorno, esprimeva la volontà di poco a poco vedere il mondo. 

Era una reciproca scambio di quella infinita dolcezza; amorosa, che sono i fiori del primo sole che riscalda il cuore e fa espandere l'anima. Un giorno, accanto alla lettera attesa, Pedro trovò sul tavolo una piccola scatola delicata, avvolta con cura come una cosa molto preziosa. Aprì la busta, contando già con l'esplicazione di quella scatoletta misteriosa. Cecilia scrisse: "Dallo stesso corriere ho ricevuto un scrigno che contiene la più bella delle mie gioie. È un ricordo caro di colui che non vive più... È il crocifisso della madre di papà! Fu a sua volta che il mio caro progenitore, dopo aver rifiutato l'ultimo soccorso della religione, si convertì. Già vi ho raccontato quella scena in una delle mie lettere." 

Confido in esso, lo presto, in quanto spero che esso sia la proprietà, il tesoro di noi entrambi. Mio padre, nel momento supremo, me lo confidò, dicendo: "Eli porterà a te la felicità". Già sento il beneficio della sua protezione, da cui ho ritrovato nel mio cammino colui che amavo quando la notte già si faceva nella mia anima. "Oh, se sapessi la forza divina che si sprigiona dall'immagine di Gesù crocifisso! Ho imparato ad amare il crocifisso, il nostro santo vicario. La sua opera ha fatto meraviglie. Ora spero tutto da questa devozione, che è la prima e più diretta dopo l'Eucaristia. "Guardi il mio crocifisso, portalo con sé ovunque vada." 

Pedro disimballò lo scrigno, lo aprì con pietà, baciò il crocifisso, commosso al pensare che questo aveva ricevuto gli ultimi sospiri e i baci delle labbra di colei che lo amava. Allora, con una fede profonda, lo posò sopra il tavolo, si inginocchiò, pregò con tutto il fervore davanti al Cristo di pietà. Sembrava a lui di grazia e che ineffabili effluvi si levassero, fluttuando sopra di lei e che fosse il proprio spirito e sopra di lei. Coloro che prendevano le sue anime e le fondevano l'una nell'altra.

--- Sì, mormorò lei, sì, lo terrò, perché Dio attribuisce un valore particolare alle immagini della sua passione.

Un colpo discreto alla porta lo strappò da quel sogno. Entrò l'ordinanza: 

- - .\eu tenente, il colonnello ti chiama in fretta, per trattare un affare urgente.

--- Bene, vengo subito. 

Si cinse la spada, abbottonò la tunica e immediatamente scese. 

Nel patio incontrò un compagno che si avvicinò, sorridendo: 

- - Anche tu, sei della festa? 

-- Quale festa? 

- Ma come? Non sai che duecento uomini del reggimento e quindici ufficiali sono designati per far parte del corpo di spedizione in Cina? 

Era agosto del 1900. Le nazioni preparavano eserciti per andare a sostenere, da lontano, l'onore dei loro padiglioni. 

Tutti i giornali riportavano, in titoli enormi: 

"l'assassinio del ministro della Francia a Pechino. - Il saccheggio della legazione francese!"

Cara amica,  

Lasciami darti questo nome per la prima volta.  

"Temo l'università, più che mai, di avvicinarci con tutti i mezzi.  

"Parto per la Cina. Devi già sapere cosa è successo là. La bandiera francese ha bisogno di difensori. Mi hanno scelto: non ho potuto rifiutare. Ritirarmi di fronte a una simile missione sarebbe una vergogna. Ah! Se sapessi quanto questo dovere mi pesa! Il pensiero che ci separa con uno spazio così grande, tanti mesi, tanti pericoli, mi pesa sul cuore come un enorme fardello.  

"E, nel frattempo, ti offro questo sacrificio, per condividerlo tra noi due, poiché ora le pene e le gioie di uno di noi due sono condivise dall'altro.  

"Ah! Grazie per il crocifisso che mi hai inviato. L'ho ricevuto questa mattina. È stato Dio a ispirarlo. Parto domani. Quando leggerai questa lettera, sarò nella febbre di una partenza precipitata. Ma, nella disordine di tutto, nella traversata, davanti al nemico, davanti... (qui c'era una parola accuratamente cancellata. Lui aveva scritto la morte; poi, spaventato, pensando all'effetto che quella parola avrebbe prodotto, l'aveva soppressa)... il pericolo, porterò nel cuore, insieme al ricordo caro che porto, l'immagine di Cecilia.  

"Perdonami queste parole un po' folli e che mi traboccano dal cuore.

Mi è stata necessaria la brutalità di questa separazione affinché io sentissi, in tutta la sua estensione, la grandezza del mio amore.

"Addio, cara Cecilia; da lì, ti scriverò. Prega per me. Accompagnami con il tuo amore. Dillo a Dio affinché lui me lo invii. A ogni ora del giorno il mio ricordo andrà a trovare il tuo davanti al trono del Signore.

"E, coraggio. Poiché è necessario, poiché Dio lo vuole, va bene, è buono. Addio."

Il giorno dopo, due ore prima della partenza, quando il tenente Morei stava conferendo con gli ufficiali, gli fu consegnato un telegramma. Con vivacità, lo aprì e lesse:

"Desolata, ma coraggiosa. Aspetta con fiducia."

Cecilia accettava il sacrificio, come degna sposa di colui che partiva per difendere il nome della Francia. Ma, di notte, quando si inginocchiò per pregare, ripeté il grido del suo cuore terrorizzato, venti volte uscito dalla sua anima da quando aveva ricevuto la dolorosa notizia:

"O mio Dio! Abbi pietà di me! Proteggilo, che un nuovo lutto non venga ad aggiungersi al vecchio. Porto con dolore il lutto di mio padre..."

La giovane donna non sapeva tutto ciò che un cuore può soffrire di colpi e tormenti senza morire.


Appello materno della Regina del Cielo

 


Figlia carissima, sento l’irresistibile bisogno di scendere dal Cielo per farti le mie visite materne.

Se tu mi assicurerai il tuo amore filiale, la tua fedeltà, io rimarrò sempre con te nell’anima tua, per esserti maestra, modello, esempio e Madre tenerissima. Io vengo per invitarti ad entrare nel Regno della tua Mamma, nel Regno cioè della Divina Volontà, e busso alla porta del tuo cuore perché tu mi apra... Sai? Con le mie stesse mani ti reco in dono questo libro; te l’offro con premura materna, perché tu, a tua volta, leggendolo, impari a vivere di Cielo e non più di terra.

Questo libro è d’oro, figlia mia; esso formerà la tua fortuna spirituale, la tua felicità anche terrena. In esso troverai la sorgente di tutti i beni: se sei debole acquisterai la forza; se sei tentata acquisterai la vittoria; se sei caduta nella colpa incontrerai la mano pietosa e potente che ti rialzerà; se ti senti afflitta troverai il conforto; se fredda, il mezzo sicuro per riscaldarti; se affamata, gusterai il cibo prelibato della Divina Volontà. Con esso non ti mancherà nulla, non sarai più sola, poiché la tua Mamma ti farà dolce compagnia e con ogni sua cura materna prenderà l’impegno di farti felice. Io, l’Imperatrice Celeste, penserò a tutti i tuoi bisogni, purché tu acconsenta di vivere unita a me.

Se tu conoscessi le mie ansie, i miei sospiri ardenti e anche le lacrime che verso per i figli miei. Se tu sapessi come io arda dal desiderio che tu ascolti le mie lezioni tutte di Cielo ed impari a vivere di Volontà Divina.

In questo libro tu vedrai meraviglie: troverai una Mamma che ti ama talmente, da sacrificare il suo diletto Figlio per te, onde poterti far vivere di quella medesima vita di cui ella stessa visse sulla terra. Deh, non darmi questo dolore, non respingermi; accetta questo dono del Cielo che ti reco; accoglila mia visita, le mie lezioni...! Sappi che io percorrerò tutto il mondo, andrò da ciascun individuo, in tutte le famiglie, nelle comunità religiose, in ogni nazione, presso tutti i popoli, e se occorrerà girerò per secoli interi, sino a quando non abbia formato come Regina il mio popolo e come Madre i miei figli, i quali conoscano e facciano regnare ovunque la Divina Volontà.

Eccoti spiegato lo scopo di questo libro. Coloro che lo accoglieranno con amore saranno i primi fortunati figli che apparterranno al Regno del Fiat Divino, ed io a caratteri d’oro scriverò i loro nomi nel mio materno cuore.

Vedi, figlia mia? Quello stesso amore infinito di Dio che nella Redenzione volle servirsi di me per far scendere il Verbo Eterno sulla terra, mi chiama un’altra volta in campo e mi affida l’arduo compito, il sublime mandato, di formare sulla terra i figli del Regno della sua Divina Volontà. Maternamente premurosa mi metto quindi all’opera e ti preparo la via che ti dovrà condurre a questo felice Regno. A tale scopo ti darò sublimi e celesti lezioni ed infine t’insegnerò speciali e nuove preghiere, mediante le quali impegnerai il cielo, il sole, la creazione, la mia stessa vita e quella del Figlio mio, tutti gli atti dei santi, affinché a nome tuo essi impetrino il Regno adorabile del Volere Divino. Queste preghiere sono le più potenti, perché compromettono lo stesso operato divino. Per mezzo loro Dio si sentirà disarmato e vinto dalla creatura. Forte di questo sussidio tu affretterai l’avvento del suo Regno felicissimo e con me otterrai che la Divina Volontà si faccia come in Cielo così in terra, secondo il desiderio del Maestro Divino.

Coraggio, figlia mia; fammi contenta ed io ti benedirò.


ORAZIONE

 



OH PIETOSISSIMA VERGINE MARIA, MADRE E RIFUGIO DEI PECCATORI, A CUI IL DIO DELLE VENDETTE HA CEDUTO L'IMPERO DELLA MISERICORDIA; POICHÉ IN QUEL RIGOROSO GIUDIZIO NON POTRÒ RIVOLGERMI ALLA VOSTRA INTERCESSIONE, VI SUPPLICO ORA CHE MI CONCEDIATE LA GRAZIA DI UNA SINCERA PENITENZA E DI UNA PERFETTA RIPARAZIONE DELLA MIA VITA, AFFINCHÉ, PRESENTANDOMI DOPO LA MIA MORTE DAVANTI AL TRIBUNALE DIVINO, MERITI UNA SENTENZA FAVOREVOLE DI SALVEZZA ETERNA. PER I MERITI DI VOSTRO FIGLIO, NOSTRO SIGNORE, CHE IN UNIONE DEL PADRE E DELLO SPIRITO SANTO, VIVE E REGNA PER TUTTI I SECOLI DEI SECOLI. AMEN.

Ricompensa

 


Man mano che cresce l'amore che hai per Me, cresce ancora di più ciò che ho da darti. I diritti sacri sono stati dati da Me. Coloro che hanno goduto di più nella vita sono stati quelli che Mi hanno seguito. Hanno trovato una Fonte di potere superiore, da cui sgorgano raggi di Luce da tutte le parti, e in essa c'è l'Acqua della Vita. Chi l'ha bevuta non smette di ringraziarmi.

Guardate, figli miei, Io, Gesù, sono questa Fonte di cui ho parlato a quella donna che ha avuto diversi mariti, mentre attingeva acqua da quel pozzo. Non è stato facile per lei capire; tuttavia, subito dopo è andata ad annunciare di aver parlato con un Uomo che conosceva tutta la sua vita (Gv 4,7-30).

Bento, mio caro figlio, la ricchezza di una persona non sta in ciò che possiede, ma nella fede che ha nel suo Creatore. Quando questa persona inizia ad adorarlo senza alcun dubbio, lo Spirito Santo riposa su di lei e vi dimora per sempre, portandola così alla conoscenza di tutta la verità, come nel tuo caso, figlio mio. Io, che sono il tuo Salvatore e quello di tutta l'umanità, non mi interessa se sei istruito o meno. Chi cerco per lavorare nella mia vigna riceve un salario giusto. Vedi che per questo non è necessario avere un diploma. Io non faccio come fanno gli uomini: chi ha studiato molto guadagna di più e chi ha studiato meno soffre la fame. Questa legge non è stata creata da me, ma dal mio nemico. È lui che disprezza i più deboli e dà a piene mani ai corrotti e ai mafiosi che non hanno mai bevuto di quest'Acqua, e non la berranno mai, perché sono persone che non hanno mai saputo condividere con i più poveri.

Chi si è allontanato da questa Via, per qualsiasi motivo nella sua vita, soffrirà ciò che non si aspettava. L'energia di tutto il Mio Potere rimarrà eternamente solo nel cuore di coloro che hanno sempre saputo condividere con chi ha meno. In determinati momenti, solo pochissimi si uniranno per ricevere il loro Salvatore, perché gli altri sono coinvolti nelle loro ricchezze e altri ancora nei loro inganni e nella loro sporcizia.

Ora sta arrivando il momento in cui molti dei Miei figli riceveranno ciò che meritano in questa vita e, nell'altra, molto di più. Tutto ciò che ho detto si adempirà, perché la mia Parola è quella di un Re.

La ragione della mia vittoria sono i frutti che ho lasciato, che sono cresciuti belli e gustosi. Queste persone di cui sto parlando sono i discendenti di Abramo, che, per la sua fede, non ha negato il suo unico figlio, per offrirlo in sacrificio al suo Dio. Tuttavia, il Signore non permise che suo figlio fosse ucciso. Lo fece solo per mettere alla prova la sua fede (Gn 22,1-13).

Così sono coloro che oggi mi restano. Molti hanno attraversato grandi difficoltà, ma non hanno smesso di credere nel loro Dio. Questi riceveranno la loro ricompensa, perché hanno avuto la pazienza di aspettare questo Giorno.

Figlio mio Bento, cosa ne pensi di avere ciò che hai sempre sognato? (Qui c'è una pausa) Grazie, figlio mio. Ti amo sempre di più, perché mi sei obbediente. Rimani nella mia pace. Gesù

19/11/1995


IL SACERDOTE



IL SACERDOTE RENDE PRESENTE GESÙ

Gesù ha voluto condizionare la sua presenza eucaristica al segno del pane e del vino. Se manca il pane e il vino non vi può essere la presenza eucaristica.
Gesù ha voluto condizionare la sua presenza di Pastore, di Maestro e di Salvatore all'azione e alla collaborazione del suo Ministro Sacerdote.
Ecco alcuni punti evangelici di riferimento che devono trovare il loro riscontro nella vita e nell'attività apostolica del Sacerdote.

1) «Siate miei imitatori come io lo sono di Cristo» può dire san Paolo ai suoi fedeli. Questo deve poter dire il Sacerdote ai fedeli per essere credibile.

2) «La mia dottrina non è mia, ma è del Padre mio», dice Gesù, e ancora: «Tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi».
Così il Sacerdote deve essere la bocca della verità perché egli non insegna ai fedeli delle opinioni, ma solo quello che insegna la Chiesa nel suo Magistero.
Se il Sacerdote non è con il Papa non è nemmeno con Gesù.

3) Gesù dice:
Così i fedeli saranno santi se il Sacerdote è santo. «Il mondo cammina sulle orme dei Sacerdoti», è stato detto.

4) «Venite a Me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed Io vi darò ristoro», dice il Signore.
E questo l'atteggiamento interiore che deve animare il Sacerdote perché attraverso il suo ministero i fedeli scoprano la presenza di Gesù Consolatore e Salvatore.
In questo senso il Sacerdote deve «essere mangiato» dai fedeli, proprio come il Corpo di Cristo, che diventa Cibo e Nutrimento spirituale per le anime.
Ricordiamo il Vangelo che ci presenta Gesù e i dodici che non hanno nemmeno il tempo per prendere cibo e riposarsi... Invitati dal Maestro erano andati al di là del lago per riposarsi... la folla li precedette... Gesù allora non fece un gesto di scontento o di stizza. Egli - dice il testo - ne ebbe pietà perché erano come pecore senza pastore.
Se il Sacerdote non ha questi sentimenti e questo programma di vita rischia di paralizzare l'opera di Gesù il quale ha deciso di salvare le anime attraverso l'opera del Sacerdote.
Non vive così ogni mamma degna di questo nome? La mamma non ha un orario di lavoro stabilito dalla legge, ma ha un orario stabilito dall'amore!

5) San Paolo afferma: «Figlioli miei che io di nuovo partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi» (Gal 4,19).
È lo stesso discorso di Gesù quando dice: «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,26).
La fecondità del Sacerdote è proporzionata al suo essere crocifisso con Gesù Crocifisso.
Ai fedeli incombe il dovere di pregare e offrire sacrifici per ottenere Sacerdoti numerosi e santi.
Il Sacerdote realizza la presenza di Gesù Via, Verità e Vita:
«Via»: perché il Sacerdote è il Pastore che guida per le vie del bene il gregge di Gesù.
È il munus regendi, cioè il compito di governare che è proprio del Pastore.
«Verità»: perché il Sacerdote - se unito e fedele al Papa e al Vescovo - è il Maestro della vera Fede.
È il munus docendi, ossia il compito di insegnare come Gesù Maestro.
«Vita»: perché attraverso la sua azione ministeriale e attraverso i Sacramenti il Sacerdote dona e alimenta la vita divina nelle anime.
È il munus sanctifzcandi, cioè il compito di santificare il gregge di Dio, partecipando in prima persona all'azione redentrice di Cristo.

venerdì 21 novembre 2025

Ricerca sull’Essere di Dio, sulla Volontà di Dio – Cercate e troverete

 


Trinità


Ogni pensiero per l’Essere di Dio condurrà in Alto. Non vi è nulla di arbitrario quando lo spirito dell’uomo si occupa con Dio, ma allora è diventata attiva la volontà per tendere in Alto. Dapprima dev’essere impiegata la volontà, i pensieri devono essere guidati al Potere di un Essere che tutto domina, il Quale è ancora incomprensibile per l’uomo. Quindi la volontà deve mobilitarsi per afferrare questo Incomprensibile e per questo deve inviare il suo spirito in regioni dove gli viene dato il chiarimento sulle domande che lo occupano. Ma il desiderio per questo sarà differentemente forte e questa è la spiegazione del perché anche il voler penetrare nella Verità più profonda produrrà anche i successi più differenti. Certi uomini si accontentano che esiste una eterna Divinità, mentre altri cercano di sondare Questa e non hanno nostalgia per altro che ricevere il pienissimo chiarimento su questo problema. Costoro riceveranno anche il chiarimento, perché ogni pensiero desiderio verrà esaudito dagli esseri di Luce che hanno la conoscenza e quindi possono istruire l’uomo mediante trasmissioni mentali del loro sapere. Più l’uomo cerca quindi la Verità, più precisa gli viene offerta, ma il Padre celeste non lascia mai senza chiarimento Suo figlio terreno che desidera la Luce. Per riconoscere l’eterna Divinità nella Sua più sublime Perfezione, ci vuole bensì lo stato della maturità maggiore, che l’essere sulla Terra non raggiunge, ma l’uomo che desidera la Luce gli viene data affinché il suo stato spirituale maturi e gli sia quindi possibile trovare comprensione per tutto l’Agire divino. E così viene perciò introdotto lentamente nel sapere su Dio, gli viene portato davanti agli occhi l’Agire e Regnare dell’eterna Divinità e questo sapere risveglia perciò in lui l’amore per questo Essere Dio. Ma l’amore è Forza, ed ora gli giunge la Forza di poter risolvere dei problemi sempre più profondi sull’eterna Divinità. Gli viene dato in certo qual modo la facoltà di riconoscere ciò che è l’Origine di ogni Vita. “Cercate e troverete.... ” Dio Stesso ci dà la Promessa che ogni ricerca per la Verità sarà di successo, .... ”bussate e vi sarà aperto.... ”, dobbiamo desiderare la Verità, per poterla ricevere, perché Dio apre il Suo Orecchio ad ogni voce che sale a Lui dall’abisso e dà all’uomo ciò che richiede in relazione spirituale. Dio vuole che i pensieri degli uomini siano per Lui, Egli vuole che a loro sia data la Luce nell’oscurità dello spirito; quindi guiderà anche gli uomini affinché si avvicinino a questa Luce. Egli ha dato agli uomini la facoltà di riflettere sui problemi più differenti, quindi non lascerà nessuna domanda senza Risposta che sono sul Suo Essere divino, perché è Luce e Verità che manca agli uomini, ma Dio come l’eterna Verità, vorrebbe diffondere la Luce ovunque e vuole soltanto vedere risvegliato negli uomini il desiderio appunto per questa Luce. Allora gli affluisce in tutta la pienezza. Lui Stesso parla al figlio terreno che ha il desiderio per la Verità e gliela spiega, Egli si fa riconoscere, aiuta l’essere terreno debole, mentre cerca di spiegargli tutto comprensibilmente e quindi il suo spirito viene aperto per ricevere la Verità divina più profonda. Egli dà all’uomo la Forza di afferrare la Sapienza divina, con ciò aumenta il desiderio e l’uomo viene introdotto nel sapere sull’Essere divino per quanto sia alla portata per il tempo terreno, perché Dio vuole che gli uomini Lo riconoscano, Egli vuole che cerchino di sondarLo, Egli vuole che gli uomini desiderino la pura Verità, poi trasmette loro tutta la Sapienza. 

Amen

15. giugno 1940

 


LE IMPOSSIBILITÀ

 


CHE DIO ABBIA CHIUSO OGNI CONTATTO COL SUO POPOLO


Ci sono moltissimi cristiani ed anche tanti sacerdoti avversari irriducibili di tutti i prodigi e di tutte le apparizioni di Gesú o della Madonna. La loro argomentazione è semplice: « Questi prodigi e queste apparizioni sono troppi; dunque sono falsi tutti. Non abbiamo bisogno di essi per credere; ci basta il Vangelo ».

L'equivoco è evidente: altro è la fede, altro la riconferma o la riproposizione della fede o anche solo il richiamo alla vita cristiana. Siamo d'accordo: che il rivelatore e il perfezionatore della fede è uno solo, Gesú; e che la tradizione è fonte di fede soltanto nella misura che risale e si riallaccia agli insegnamenti orali di Gesú e degli apostoli non fissati nei libri del Nuovo Testamento.

Non siamo d'accordo nella irrazionalità e nella inutilità dei prodigi e delle apparizioni. I motivi sono questi:

1. Non possiamo e non dobbiamo essere noi a giudicare l'opportunità di un prodigio o di un'apparizione, ma Dio; né, tanto meno, possiamo assumerci il ruolo di consiglieri di Dio, o di suoi superiori ai quali egli debba domandare il permesso prima di un suo intervento.

2. Le prove che portano gli avversari di qualunque intervento di Dio nella storia della Chiesa sono che questi prodigi e queste apparizioni sono troppi; e quindi sono tutti falsi. A controprova riportano la provata falsità di un po' di prodigi o di un po' di apparizioni. Senza volerlo, essi cosí portano la prova che ci debbono essere i prodigi veri e le apparizioni vere; infatti nessuno fabbricherebbe biglietti falsi da £. ioo.ooo se non ci fossero i relativi biglietti veri. Come la bravura del cassiere non è nel dire che tutti i biglietti da £. 1oo.ooo sono falsi o che tutti sono veri (perché la direzione sua lo toglierebbe da cassiere), ma nel saper distinguere i biglietti falsi da quelli veri; cosí la bravura del cristiano e del sacerdote consiste nel sapere distinguere i prodigi e le apparizioni veri da quelli falsi. I criteri per fare un sicuro giudizio in merito ci sono e sono questi:

a) La credibilità dei relativi messaggi. b) L'ortodossia dei relativi messaggi.

c) Buoni frutti per la salvezza delle anime. d) La garanzia data da Dio con i miracoli.

3. Per i prodigi di lacrimazioni il criterio è molto piú semplice: la credibilità dei testimoni. Voler negare un fenomeno quando ci sono decine o centinaia o, addirittura, migliaia di testimoni è proprio da presuntuosi e da ottusi. Quando su un fatto ci sono testimoni sicuri, basta avere un pizzico di buon senso per doverlo ammettere. Può restare una spiegazione da darvi: tale fenomeno può avere una causa naturale? Oppure può venire dal diavolo? Oppure viene da Dio? Escluse le prime due cause, quando ci sono frutti buoni, resta da dire che l'autore del prodigio è Dio. E sconcertante, e certamente a Dio spiacente, la posizione preconcetta anti-prodigio di tanti cristiani e di tanti sacerdoti. E sintomatico quanto, in merito, a me è successo. Dal dicembre 1980 al marzo 1981 giornalmente piansero, prima lacrime umane, poi lacrime di sangue in Adrano, casa Orofino, le immagini di Gesú misericordioso e della Madonna di Fatima. Testimoni migliaia di persone. Una volta fui presente anch'io e raccolsi dal volto di Gesú misericordioso quattro gocce di sangue, formatosi sotto gli occhi miei e di altre 30 persone per ben tre volte, a distanza l'una dall'altra, di alcuni minuti. Il sangue da me fatto esaminare risultò sangue umano gruppo AB. Qualche mese dopo, in una riunione ecclesiale, io fui violentemente attaccato perché credevo a tali lacrimazioni e ne parlavo. Io allora con molta calma dissi: « Amici, se i vostri occhi sono privilegiati e valgono molto di piú dei miei e di quelli di migliaia di testimoni, avete ragione. Se credete che i vostri occhi valgano quanto quelli miei e di tutti gli altri testimoni, sarete piú intelligenti se non ne parlerete piú ». Da quel giorno nessuno ha osato piú criticarmi in faccia; ma molte persone continuano a non credere a tale prodigio, sebbene io abbia raccolto i verbali di oltre cento testimoni, che tengo a disposizione di tutti. Dinanzi a questi contestatori non c'è da meravigliarsi di quegli astrologi che, invitati da Galileo a osservare col suo cannocchiale le macchie nel sole, si rifiutarono, dicendo che nel sole non ci potevano essere macchie, perché gli astri sono incorruttibili.

4. Non c'è alcun motivo di escludere interventi di Dio nella storia della Chiesa. Infatti il popolo ebreo era figura della Chiesa, nuovo popolo eletto e Corpo Mistico di Gesú. E, se Dio accompagnò con tanti prodigi il popolo ebreo, accompagna con cura maggiore il Corpo Mistico del suo Figlio.

Infatti i prodigi e le apparizioni di Gesú e specialmente della Madonna lungo tutta la storia della Chiesa sono migliaia e migliaia; tanti da non potersi neanche contare. Le piú celebri apparizioni della Madonna sono quelle di Parigi, della Salette, di Lourdes, di Fatima, delle Tre Fontane di Roma, di Medjugorie, di Schio, di Oliveto Citra, ed ora di Belpasso.

I prodigi piú vistosi e recenti di lacrimazioni della Madonna o di Gesú sono quelli di Siracusa, di Adrano, di Rocca Corneta, di S. Damiano, di Porto S. Stefano, di Niscima (CL), di Chicago, di Ravenna, di Carpi, di Aci S. Filippo (CT), ecc.

5. Quando Dio interviene in simili casi non lo fa per dare spettacolo, ma per guidare il suo popolo al paradiso, come al tempo di Mosè compi tanti miracoli e fece tanti prodigi per guidare il popolo ebreo verso la Palestina.

Infatti noi vediamo quale importante ruolo hanno avuto ed hanno nella vita della Chiesa i santuari per la pietà popolare; sappiamo che tutti o quasi tutti i santuari sono legati a segni straordinari o ad apparizioni, a cominciare dalla basilica di S. Maria Maggiore di Roma o dal santuario di Loreto, da quello di Lanciano, ecc.

6.1 messaggi che ci vengono dalle apparizioni autentiche non propongono mai verità nuove di fede, ma ripropongono verità del deposito della fede, spesso dimenticate o alle volte contestate, come, ad es., il paradiso, il purgatorio, l'inferno che la Madonna ha addirittura fatto vedere ai veggenti di Fatima, di Medjugorie, di Belpasso. Tali messaggi spingono i cristiani alla conversione, alla penitenza, alla preghiera, e, soprattutto in questi ultimi di Medjugorie e di Belpasso, alla adorazione, all'apostolato, alla lettura quotidiana del Vangelo, alla S. Messa e alla comunione quotidiana. Noi vediamo come in tali luoghi avvengono innumerevoli conversioni dall'incredulità, dal peccato o dalla tiepidezza al fervore. Smorzare l'entusiasmo del popolo senza motivo è fare un servizio al diavolo.

A Belpasso una moltitudine di persone, me compreso, hanno assistito a prodigi solari o luminosi, e il Padre S. Civerra, direttore della TV di Andria presso il Santuario del SS. Salvatore, vi ha filmato con la sua cinepresa il prodigio solare.

ILDEBRANDO A. SANTANGELO


Voglio tutto quello che vuole Gesù, costi quel che costi

 


3 - Oggi sono un po' calma, e ne approfitto per ubbidire e notare qualche cosa dei giorni trascorsi. È ben poca cosa quello che si può scrivere!... Le notti dei 27, 28, 29 marzo furono terribili. Il maligno tentò tutte le forme per condurmi alla disperazione. Mi tenne per più ore come paralizzata, incitandomi a bestemmiare Gesù e il suo S. Volto. Parecchie volte mi minacciò di finirmi se avessi parlato ancora al Padre... minacce e paure per ricevere Gesù... mi vedeva come dannata, preda del nemico, ipocrita tutta la mia vita... nessun aiuto sensibile da parte del Cielo... impossibilità di ricorrere al Gesù della terra... Il giorno trenta si ebbe il ritiro, sfinita in tutti i sensi passai la giornata in una angoscia e in un isolamento terribile... non potevo parlare al Padre, o era il nemico che agiva su di me, e mi teneva legata. Nell'ora di adorazione sentivo come un'impressione d'essere odiata da Gesù, una spinta a lasciare la Cappella per non contaminarla, ma poi quando il Padre, rivolto a Gesù gli parlava per noi, cercai di ripetere le sue parole e provai un poco di sollievo; Gesù mi ottenne la grazia di aprire il mio animo e mi ridiede la calma!

La notte dei 31 fu pure di lotta, ma fortificata dalla parola del Padre, e risoluta ad obbedire seppi conservarmi calma, per pura grazia del Signore.

- Il demonio lo vincerò con l'ubbidienza e l'umiltà

Il primo e il due aprile il nemico aumentò gli attacchi. Credetti di perdere la ragione. Insinuò di togliermi la vita... il solo ricordo mi fa spavento. O Gesù non sia mai che abbia a cedere... Mi trascinò per il corridoio più volte, e mi ossessionava con tal forza, che se non ho fatto uno sproposito lo devo alla bontà di Gesù che sostiene e difende stando nascosto.

Ho telefonato al Padre per avere un aiuto e mi calmai un poco. Il maligno però mi fece un tranello. Mi telefonò come fosse il Padre e tale io lo credetti, dicendomi - ho pensato che è meglio lasci la S. Comunione perché non vorrei che fosse in peccato mortale. Tornai in cappella e passai un'ora di angoscia indescrivibile. Alla Comunione, sento toccarmi la spalla, non faccio caso, un secondo tocco più marcato, mi volto e, S. Silvestro è al mio fianco: su, su andiamo alla Comunione che t'accompagno io - Ricevetti Gesù vicino al mio caro santo, si fece gran luce nell'animo mio, compresi l'arte diabolica, e in una pace profonda Gesù mi disse che era contento di me, e che aveva con le mie sofferenze illuminate tante anime. Il mio caro Santo mi stette vicino più ore. Quanto è buono Gesù con me, che diffido tanto di lui in certi momenti!

Sono ancora in tenebre, provo un'amarezza che non so spiegare, ma sono calma, disposta a seguire Gesù al Calvario, a dare tutto tutto, ma in cambio voglio tante anime! Una sola cosa Ti chiedo o Gesù: che nulla trapeli all'esterno; che possa compiere i miei doveri, a bene delle anime che mi hai affidato e che mi sono tanto care... Se è di Tua volontà che queste lotte acute si sospendono, te lo chiedo per ubbidienza. Io non voglio nulla di mia volontà, ruina di tutto, ma voglio tutto quanto vuole l'ubbidienza, e lo voglio per l'unico fine di piacerti. Primo venerdì del mese - Il maligno mi ha fatto un brutto tiro... al mattino mi impedì la Comunione... Ho provato una pena così profonda, che non posso esprimere... Ma Gesù sempre buono coi miserabili mi consolò con... Grazie, Gesù, grazie.

5 - Questa notte mentre stavo in preghiera, Gesù si mostrò in uno stato impossibile a descrivere e mi disse: SOFFRO, SOFFRO TANTO... e dicendo io perché soffrisse tanto mi rispose: SOFFRO PER TANTE ANIME A ME CONSACRATE CHE Si RIFIUTANO DI SOFFRIRE E NON POSSO FARE DI LORO QUANTO VORREI. ACCETTI TU DI SOFFRIRE IN QUESTI GIORNI CON ME, GRANDI PATIMENTI PERCHÉ IO POSSA DARE TANTA LUCE A QUESTE ANIME SVENTURATE E NON VENGA SCACCIATO... O Gesù, tutto quello che Tu vuoi, risposi, sempre che l'ubbidienza lo permetta. QUANTO MI CONSOLA LA TUA SOTTOMISSIONE, mi disse Gesù con tenerezza infinita; e mi trovai perduta in un oceano di amore. Quando mi riebbi, l'animo mio era in una pace profonda, provai un grande desiderio di dare a Gesù ogni genere di martirio... Mi vedo tanto debole, tanto miserabile, che all'atto pratico tremo... ma Gesù mi conosce, farà Lui tutto!

7 - Ho passato ore opprimenti! sentivo sopra di me il peso dell'ira di Dio... il demonio si scatenò furiosamente e tentò in tutti i modi di turbarmi. So per fede che Gesù mi ama. Basta.

8 - Questa notte, presa da forti dolori di stomaco, e credendo fossero le undici e minuti, stavo per prendere un poco di laudano, quando mi sento fermare il braccio. Era il mio caro S. Silvestro - No, no, figliuola, sono le dodici e cinque, dopo ti accorgi e non fai la Comunione. Ti fa male qui - Mi fece una croce, e il dolore scomparve. Da una decina di giorni non ritenevo cibo, e anche questo disturbo passò. Nell'adorazione Gesù mi disse: - VUOI PARTECIPARE ALLA TRISTEZZA DELLA MIA ANIMA NEL GETSEMANI? - Sì, Gesù, risposi, sempre se sia nell'ubbidienza. Fui all'istante invasa da questa pena, impossibile a descrivere...

9 - Il nemico mi fece passare momenti angosciosi - fece di tutto perché giurassi di non parlare al Padre.

La giornata di oggi la passai nell'impossibilità di agire in tutti i modi. Ribellione, tristezza, durezza... e Gesù nonostante la mia cattiveria, mi usò un atto di delicata carità... il Padre mi aiutò a parlare, a vincere il nemico che mi teneva legata, e mi ritornò la calma.

10 - Questa notte, nuovi assalti, più feroci su lo stesso punto... la parola del Padre mi fece tanto bene... Quando Gesù è sceso nel mio cuore, ho detto - ma Gesù, dove eri questa notte, mentre io lottavo tanto? Gesù con tenerezza mi disse: SUOR PIERINA, IO ERO NEL TUO CUORE, E TU ERI NEL MIO CUORE - Si fece tanta luce nell'animo mio, Gesù mi svelò nuove bellezze su la preziosità della sofferenza, su l'immolazione per la salvezza delle anime... furono brevi momenti, ma quanta forza ricevetti...

Aprile 1941

Di Madre M. Pierina De Micheli Apostola del Volto Santo


GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 


Mio dolce Gesù, voglio rivestirmi delle tue stesse divise; voglio dimorare nella tua Volontà, per accedere ai decreti divini per far fronte alla Divina Giustizia perorando per tutti i miei fratelli. Voglio soggiornare nella tua Volontà per far miei tutti i frutti divini della tua Umanità Santissima e rivestirmi di Essa e, come un altro Te stesso, presentarmi innanzi alla Divinità e disarmare la Giustizia Divina impetrando rescritti di perdono per le umane creature.

Mio amato Gesù, voglio, in Te e nella tua Volontà, con Te vivere in ogni creatura ed a bene di tutte. Voglio vivere come sole: ogni mia preghiera ed ogni atto e riparazione e tutto ciò ch’io faccio, come raggio di sole voglio far che scenda su ogni creatura. (Cfr. Vol. 11 - 2.5.1915)

Serva di Dio LUISA PICCARRETA


SIETE GIUNTI ALLA FINE DI UN'EPOCA, QUESTO MONDO IN CUI ABBONDANO I PECCATI STA PER SPARIRE. UN NUOVO MONDO SI APRIRÀ DAVANTI A VOI. PREGATE, FIGLI MIEI!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE il 20 novembre 2025)


IO SONO DIO PADRE, «RE DI TUTTO L'UNIVERSO», IO SONO!

Vi ringrazio, figli miei: grazie a tutte e tre per aver recitato il rosario... Presto, figli miei, molto presto «Tutti i miei messaggi cesseranno, per molto tempo», vi ho avvertiti, così come la VERGINE MARIA, affinché vi preparaste e vi convertiste: prima che le grandi tenebre calino sul mondo e «voi ci siete in mezzo, figli miei», poiché siete giunti alla FINE DI UN'ERA!

Questo mondo in cui abbonda il peccato scomparirà e: un nuovo mondo si aprirà a voi, «questo mondo in cui risplenderà la luce di DIO e regnerà l'Amore di DIO»!

AMEN, AMEN, AMEN,

Il vostro Padre del CIELO, «DIO Onnipotente», vi dà la SUA Santissima Benedizione: Insieme a quella della Beata VERGINE MARIA, che è tutta Pura e Santa: La Divina Immacolata Concezione e San GIUSEPPE, il Suo castissimo sposo:

NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DELLO SPIRITO SANTO!

AMEN, AMEN, AMEN.


PREGATE, FIGLI MIEI:

– Pregate per il mondo

Per la FRANCIA

Per la Chiesa

Pregate per i giovani

Pregate per tutti i membri della vostra famiglia , AMEN

Vi do la Mia PACE, figli miei , vi do la Mia PACE e vi chiedo ancora, miei amati, di amarvi gli uni gli altri: come il vostro Padre del CIELO che vi ama!

IO SONO l'Amore che vi ama e che viene a salvarvi .

IO SONO , Amen!


( La messaggera MYRIAM ha pregato in lingue )

( Alla fine del messaggio , abbiamo cantato )

Gesù dolce e umile di Cuore

Sii REGINA nelle nostre case