mercoledì 24 giugno 2026

CRISTO, VITA DELL'ANIMA

 


CRISTO, CAUSA EFFICIENTE DI OGNI GRAZIA  

 

Parleremo ancora della persona adorabile di nostro Signore. Non vi stancate mai di sentir parlare di lui. Nessun oggetto deve esserci più caro e può esserci più utile: in Cristo noi abbiamo tutto e all'infuori di lui non c'è né salvezza, né santificazione possibile. Più si studia il disegno divino nelle Sante Scritture, più se ne vede scaturire e dominare tutto un profondo pensiero. Gesù Cristo, Vero Dio e vero uomo, è il centro della creazione e della redenzione. Tutte le cose si riferiscono a lui; per mezzo suo ci è data ogni grazia, ed ogni gloria è resa al suo Padre.  

     La contemplazione di nostro Signore, non è soltanto santa, ma santificante; ci santifica soltanto il pensare a lui, il guardarlo con fede ed amore. Per certe anime, la vita di Gesù Cristo è un soggetto di meditazione fra molti altri; ma ciò non è abbastanza. Cristo non è uno dei mezzi della  vita spirituale; egli è tutta la nostra vita spirituale. Il Padre vede tutto nel suo Verbo, nel suo Cristo; egli trova tutto in lui. Benché abbia delle esigenze infinite di gloria e di lode, egli le trova nel Figlio suo, nelle minime azioni di suo Figlio. Cristo è il suo Figliuolo adorato nel quale mette tutte le sue compiacenze. Perché Cristo non sarebbe anche per noi il nostro tutto? il nostro modello, la nostra soddisfazione, la nostra speranza, colui che ci supplisce, la nostra luce, la nostra forza, la nostra gioia? Questa verità è tanto capitale per cui voglio insistervi.  

   La vita spirituale consiste! soprattutto nel contemplare Cristo per riprodurre· in noi il suo stato di Figlio di Dio e le sue virtù. Le anime che hanno Sempre gli occhi fissi su Cristo vedono, nella sua luce, ciò che in esse si oppone all'espandersi della vita divina. Esse cercano allora in Gesù la forza di togliere gli ostacoli per piacergli; gli domandano di essere l'appoggio della loro debolezza, di mettere e di aumentare in esse continuamente questa disposizione fondamentale - alla quale tutta la santità si riferisce - di ricercare sempre ciò che piace a suo Padre.  

   Queste anime entrano pienamente nell’idea divina; avanzano rapidamente e sicuramente nella via della perfezione e della santità. Non hanno né la tentazione di scoraggiarsi, quando cadono per debolezza - esse sanno troppo bene che, per sé stesse, non possono niente (1); - né la tentazione di trarre la minima vanità dal proprio avanzare, perché sono convinte che se i loro sforzi personali sono necessari per corrispondere alla grazia esse devono pertanto la loro perfezione a Cristo che abita, vive e opera in esse. Se portano molti frutti è, non soltanto perché esse sono in Cristo per mezzo della grazia e della fedeltà del loro amore, ma anche perché Cristo è in esse (2).  

Beato Dom COLUMBA MARMION 


"CHE IO AMI CON IL VOSTRO CUORE GLI ALTRI."

 


"MARIA VI OFFRE IL SUO CUORE DI MADRE AFFINCHÉ PER MEZZO DI ESSO CONOSCIATE E IMPARIATE A DARE AMORE."


Dettato dal Sacro Cuore.


Io sono amore, chi mi ama deve essere amore ed essere umile. Vi dico che il mio Cuore è l'Arca della Salvezza nella quale stanno entrando tutti coloro che lo desiderano, perché solo lì saranno al sicuro, perché in Esso c'è la vita, la fonte stessa di quell'acqua viva, affinché si sazino tutti coloro che sono assetati d'amore. I tristi troveranno consolazione, gli afflitti: pietà e rimedio per tutte le loro pene.

Amore sono, vi dico, e chi trova Me, trova la via per la salvezza, venite tutti che Io vi accoglierò come un padre che attende i suoi figli buoni e cattivi, li stringe nel suo cuore, perché a chiunque mi ami Io darò la Vita eterna.

Vi chiedo che voi siate esempio nell'amore, che vi amiate come Io vi amo e che il vostro cuore sia tutto mio, che in esso non ci siano divisioni poiché Io vi chiedo che tutti i vostri amori siano per il mio amore. Che io ami con il vostro cuore gli altri, i malati, i prigionieri, i lebbrosi, gli ingiusti, coloro che sono lontani dal mio Cuore.

Il mondo ha bisogno d'amore e Io desidero darlo attraverso di voi, affinché vedendo voi vedano Me e ascoltando voi ascoltino Me. Siete il sale del mondo e desidero che gli doniate sapore, perché se voi non sapete amare con questo mio amore, il mondo non mi conoscerà, sarà tutto passeggero e mai il mondo avrà il mio amore. Io sono venuto a portare questo amore e ve l'ho dato affinché lo doniate agli altri. Non desidero che questi tesori rimangano chiusi, sono per tutti coloro che mi cercano assetati d'amore.

Vi benedico e avrete come esempio in questa bontà Maria, mia Madre, che vi cura e vi offre il suo Cuore di Madre affinché attraverso di esso conosciate e impariate a dare questo amore.

7 GIUGNO 1991


Il Giudizio Universale

 


“Via, lontano da Me, maledetti, nel fuoco eterno” (Mt 25,41)


San Giovanni Climaco ci riferisce che un solitario lasciò il suo monastero per passare in un altro e fare lì maggiore penitenza. La prima notte, fu citato davanti al tribunale di Dio che gli mostrò che egli era debitore verso la sua giustizia di cento libbre d’oro. Ahimè! Signore, gridò quello, cosa devo fare per estinguere il mio debito? Rimase tre anni in quel monastero, dove Dio permise che fosse maltrattato e disprezzato da tutti gli altri, al punto che sembrava che nessuno potesse sopportarlo. Nostro Signore gli apparve una seconda volta, dicendogli che ancora aveva estinto solo un quarto del suo debito. Ah! Signore, gridò quello, che cosa dunque occorre che io faccia per essere giustificato? Si mise a fare il pazzo per tredici anni, facendo tutto ciò che gli veniva richiesto; lo si trattava duramente 

come una bestia da soma. Il buon Dio gli apparve una terza volta dicendo che aveva estinto la metà del debito. Ah! Signore, rispose quello, poiché l’ho voluto [il peccato], devo soffrire per soddisfare la tua giustizia. Ah! Dio mio! Non aspettare il giorno del giudizio per punire i miei peccati! San Giovanni Climaco ci riferisce un altro episodio che fa tremare. C’era una volta, egli narra, un solitario che, da quarant’anni, piangeva i suoi peccati nel folto di una foresta. La vigilia della sua morte, all’improvviso, fuori di sé, aprendo gli occhi, guardando a destra e a sinistra del suo letto, come se avesse visto qualcuno che gli chiedeva conto della sua vita, rispondeva con voce tremante: Sì, ho fatto questo peccato, ma l’ho confessato e ne ho fatto penitenza per tanti anni, fino a quando il mio Dio mi ha perdonato. Ma hai commesso anche quest’altro peccato, diceva la voce. – No, gli rispose, non l’ho commesso. Prima di morire lo si sentì gridare: Dio mio, Dio mio, togli, togli, per favore, i miei peccati dalla mia presenza, non posso più sopportarli. Ahimè! Che ne sarà di noi, se il demonio ci rimprovera perfino i peccati che non abbiamo mai commessi, noi che siamo tutti coperti di peccati, e non abbiamo fatto nessuna penitenza? Ahimè! Che dobbiamo aspettarci in quel terribile momento? Se i santi sono a mala pena sicuri, che faremo noi? Cosa dobbiamo concludere da tutto ciò che abbiamo detto, fratelli miei? Ecco: la conclusione è che non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che, un giorno, saremo giudicati senza misericordia, e che tutti i nostri peccati appariranno agli occhi di tutto l’universo; e che, dopo questo giudizio, se ci troveremo ancora in quei peccati, andremo a piangerli nell’inferno, senza poterli più né cancellare, né dimenticare. Oh! Quanto siamo ciechi, fratelli miei, se non approfittiamo del poco tempo che ci resta da vivere, per assicurarci il cielo! Se siamo peccatori, abbiamo in questa vita la speranza del perdono, mentre se aspettiamo quel momento (del giudizio), non avremo più risorse. Gridiamo dal fondo dell’anima: Mio Dio!... Fammi la grazia di non perdere mai il ricordo di quel terribile momento, soprattutto allorché sarò tentato: non lasciarmi soccombere. E così quel giorno sentiremo queste dolci parole uscire dalla bocca del Salvatore: “Venite voi, benedetti dal Padre mio, a possedere il Regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo”.

S. Giovanni Maria Vianney


GIUDIZIO UNIVERSALE SPIEGATO: COSA SUCCEDE ALLA TUA ANIMA DOPO LA MORTE?


 

Sono venuto da voi per piantare un altro giglio nel vostro cuore, il giglio della fede.

 


Il Giglio della Fede


San Giuseppe dice:

Che bello potervi vedere, che bello potervi parlare, trasmettervi un messaggio di speranza perché siete avvolti nelle pieghe del Sacro Manto di Maria; siete istruiti, guidati da lei. Vi vengono rivelati misteri e tesori nascosti che sono stati custoditi per le anime semplici e umili.

Figli miei, vi chiamo oggi: così come ho accettato la paternità di Gesù, vi adotto come miei figli spirituali.

Sono sceso dal Cielo su richiesta della mia fedele sposa: Maria e del mio Amatissimo figlio Gesù.

Sono venuto da voi per piantare un altro giglio nel vostro cuore, il giglio della fede. Giglio che vi porterà a credere fermamente in Dio, senza averlo visto.

Giglio che vi sottrarrà dalle cose del mondo perché nel vostro cuore crescerà il Santo timore del Signore. Giglio che vi renderà come i grandi Patriarchi e Profeti, Giglio che vi farà camminare sempre guidati dalla luce dello Spirito Santo e dalla voce del Maestro dei maestri. Giglio che vi farà camminare convinti di agire secondo il Divino volere. Giglio che vi aiuterà a vincere ostacoli, a vincere voi stessi, ad affrontare difficoltà e vicissitudini nell'esercizio della vostra missione.

Nella fede, essi compirono prodigi di Amore Divino perché credettero in Dio e nelle sue promesse.

Nella fede, molti di loro lasciarono le loro famiglie, i loro villaggi e camminarono in esodo, alla ricerca della terra promessa.

Nella fede, piegarono se stessi, rinunciarono ai loro sogni, ai loro progetti e accettarono la chiamata del Signore.

Chiamata che infiammò i loro cuori di desideri di santità, di aneliti di sogni.

Chiamata che tagliò legami, paure, insicurezze.

Chiamate che li resero uomini e donne saggi.

Figli miei: agite secondo gli insegnamenti di mio Figlio Gesù e secondo gli insegnamenti della Vergine Maria. Non lasciatevi deviare dal cammino. Non lasciatevi offuscare da altre teorie, da altri pensieri, da altre filosofie.

Non lasciatevi intimidire dalla paura, perché la paura non viene dal Signore.

Abbiate piena fiducia nella Provvidenza Divina.

Abbiate un'adesione assoluta alla personalità e ai tratti Divini di Gesù.

Ogni uomo deve compiere una missione sulla terra.

Ogni uomo è chiamato a vivere in santità e a praticare le virtù del Povero di Nazaret.

Ogni uomo deve lavorare duramente per la salvezza della sua anima.

Ogni uomo deve riconoscersi come viaggiatore, come passeggero in cerca di una Patria migliore.

Ogni uomo deve vigilare per adempiere ai precetti e ai comandamenti del Signore.

Ho fatto un voto di castità con l'Altissimo. Ho fatto un voto di consacrare la mia vita al suo servizio.

Dio aveva sulla mia piccolezza un piano di Amore Divino; piano che mi portò all'obbedienza e alla sottomissione al suo santo volere.

Piano che mi portò a prendere Maria come mia sposa.

Piano che fece di me, il custode e protettore dei Cuori di Gesù e di Maria.

Piano che invase il mio cuore di una pace celestiale, di un anelito autentico di dare gloria al Santo Nome di Dio.

Piano che mi rivelava Misteri Divini. Misteri che alla luce della ragione umana sono incomprensibili. Ma quando ci si apre all'azione del Signore, il cuore deve traboccare di gioia, di pienezza, di allegria speranzosa.

Consegnatemi figli miei: il ramo secco dell'incredulità. Il ramo secco dello scetticismo. Il ramo secco delle paure. Il ramo secco dei legami, delle imperfezioni; il ramo secco della vostra testardaggine.

Spargerò sulla terra sterile dei vostri cuori, un po' dell'acqua viva che sgorga dal Sacro Costato di mio Figlio Gesù e ve la farò fiorire; ve la profumerò con uno dei gigli che coltivo, in un piccolo appezzamento in Cielo e vi inebrierò di purezza, vi inebrierò di santità, vi inebrierò dello spirito di trascendenza e di docilità assoluta ai misteri di Dio e alla sua Divina Volontà.

Chiedete a Dio che la vostra fede cresca, germogli, rifiorisca.

Chiedetegli di essere guariti dalla vostra miopia spirituale per poter vedere molto oltre ciò che altri non possono vedere.

Rispondete a Gesù e a Maria a questo grande invito che vi fanno, di far parte come semplici soldati del loro Esercito Vittorioso e anch'io vi accompagnerò, anch'io intercederò per voi davanti al Cielo.

Di tanto in tanto, se la santa obbedienza me lo permette, verrò da voi per consolarvi, verrò da voi per incoraggiarvi, verrò da voi per accendere il fuoco dell'Amore Santo e Divino.

Guardate che molte anime si perdono perché non rispondono alle chiamate del Signore.

Guardate che molte anime naufragano nell'incomprensione, nella vita senza senso, perché agiscono secondo il proprio volere, ma non secondo la Divina Volontà.

Sentitevi pieni, sentitevi felici di essere i meno adatti, i meno capaci per questo Apostolato di Riparazione.

Così, come io, nella mia umile falegnameria: segavo, martellavo, riparavo mobili e oggetti in legno danneggiati: riparate voi, i vostri peccati e i peccati del mondo intero.

Segate, figli miei, le vostre debolezze, le vostre imperfezioni, le vostre fragilità.

Confitte nel legno della Croce del Martire del Golgota, il vostro peccato e applicate sul vostro cuore una vernice guaritrice e liberatrice, la vernice di Gesù.

Conducete una vita umile, una vita semplice, una vita senza complicazioni.

Fate delle vostre famiglie: tabernacoli, chiese domestiche e siate esempio di vita per i vostri fratelli.

Figli miei: i misteri di Dio sono imperscrutabili, i misteri di Dio si devono credere con la luce e la ragione dell'anima e del cuore.

I misteri di Dio rimarranno misteri fino al giorno in cui sarete alla sua presenza e potrete vedere la sua gloria, la sua Magnificenza, la sua Onnipotenza.

Le anime si privano delle grazie del Cielo, le anime si privano dei doni che il Signore regala in questa fine dei tempi e il demonio fa il suo: scoppia in risate beffarde davanti all'incredulità e all'indifferenza religiosa di moltissimi uomini.

Il dubbio dovete seppellirlo, così come io lo seppellii dal momento di quel sogno rivelatore.

Il dubbio è un ostacolo per la vostra crescita spirituale e religiosa.

Abbiate cuore di bambino, ma comportamenti da uomini maturi nella fede.

Come vorrei vedervi raggruppati come pulcini in cerca del riparo della loro madre.

Come vorrei vedervi con le vostre uniformi e provviste da soldati.

Come vorrei vedervi combattere nei campi di concentramento, difendendo i principi della nostra Chiesa, difendendo e dando onore e gloria al Nome del Signore.

Come vorrei vedervi rivestiti di una forza soprannaturale per intimidire il demonio e i suoi seguaci.

Come vorrei vedervi annunciare la Parola del Signore, ma portandola nel vostro cuore e vivendola.

State, dunque, saldi nella vostra fede; decisi a perseverare. Decisi a raggiungere la meta per ricevere il premio che vi è stato promesso.

Figli miei: nutritevi della preghiera quotidiana, nutritevi del sacrificio, nutritevi della penitenza e della mortificazione silenziosa; e così, raccoglierete frutti abbondanti. Così, potrete raccogliere la messe e guadagnarvi il giusto salario per le vostre buone opere.

Imparate a fare delle cose ordinarie, cose straordinarie.

Vivete in santità secondo il vostro stato di vita: il sposato come sposato, il single come single, il religioso come religioso, il vedovo come vedovo.

Evitate eccentricismi nella fede. Non avete bisogno di attirare l'attenzione dei vostri fratelli per dire che credete in Dio. Dovete conservare l'umiltà del cuore.

Consideratevi sempre i più piccoli, i più minimi tra i piccoli.

Ricordate che il Signore si serve dei semplici, dei più elementari agli occhi del mondo.

Diffondete la devozione delle sette domeniche; riceverete grazie, riceverete benedizioni come piogge copiose sulla terra arida. È una devozione che vi porta alla pietà, al fervore religioso; è una devozione che vi porta alla crescita spirituale.

Non tenetemi così dimenticato ed escluso nelle vostre vite. Se sapeste come vi amo. Se sapeste lo spreco che c'è nel mio povero cuore per voi. Se sapeste il desiderio che ho di abbracciarvi il giorno che passerete al Regno dei Cieli, mi avreste più in considerazione nella preghiera; suscitereste la santa inquietudine nel cuore dei vostri fratelli affinché ricorressero alla mia protezione e intercessione.

Come ricompensa: scenderò nel momento della vostra morte e vi condurrò dal transito di questo mondo alla vita eterna.

Coltivate questo nuovo giglio profumato della fede con la vita Sacramentale, con la meditazione e la lettura della Parola di Dio e con l'esercizio delle buone opere.

Vi lascio, ma vi porto nel mio cuore.

18 dicembre 2009 


LA LIBERAZIONE DEL GIGANTE

 


Romanzo storico su San Tommaso d’Aquino 


***

Una campana argentina si mise a suonare. L'ottimo, vecchio e ignaro fra Filippo annunciava il vespro... un vespro che non si sarebbe cantato mai. Con terrore fra Vincenzo vide il volto del suo superiore contrarsi in un pianto silenzioso. E la campana continuava a suonare.  

L'imperatore arrivò cinque ore dopo con un seguito di circa sessanta nobili e qualche centinaio di servitori. Era già buio, non però nel cortile del monastero. Il conte di Caserta aveva terminato i preparativi. Lungo i muri, a intervalli regolari, ardevano le fiaccole. Tutte le campane suonavano insieme. Il conte, in abito di velluto orlato di pelliccia, senza armatura, fece un profondo inchino, baciò la staffa dell'imperatore e l'aiutò a scendere da cavallo.  

Federico ebbe un momento di esitazione.  

«Fiaccole viventi:» disse «per la barba del profeta, è un bello spettacolo!» Ogni fiaccola era fissata sulla testa d'una ballerina e illuminava un corpo affascinante il cui vestito consisteva esclusivamente in ampi calzoni orientali e in collane scintillanti. «Il tuo gusto, conte di Caserta, si è molto raffinato. Ma non tenerle troppo a lungo nel cortile. La notte è fresca, e se si pigliano un raffreddore l'attaccano poi a tutti i miei amici. Non so come avvenga, ma sta di fatto che avviene.»  

Accolse la rispettosa risata dei nobili col sorriso comune a tutti gli svevi, un sorriso nel quale gli occhi non avevano parte.  

«Caserta è un mago» rise il margravio Pallavicini. «Come hai fatto, amico, a trasformare i frati in questo modo? Quale sarebbe l'abate? Ti prego di presentarmelo. È la prima volta che mi viene questo desiderio.»  

«E i frati?» domandò brevemente Federico.  

Il conte alzò le spalle:  

«Trottano nella notte... verso sud». «E chi suona le campane?»  

«Già, le campane» sorrise il conte. «Forse, mio signore, vi piacerebbe vedere come si suonano...»  

«Vediamo pure» assentì Federico smontando finalmente. «Vieni, cugino Cornovaglia, e anche tu, Absburgo. Pallavicini! Ezzelino! Andiamo a vedere le campane del conte di Caserta. Per la Caaba della Mecca, prevedo un bello scherzo.»  

I nobili chiamati scesero da cavallo e lo seguirono verso il campanile.  

«E io, babbo?» domandò una voce di fanciulla.  

«Per quanto conosco il conte, non è roba adatta a un giovinetto come te, Selvaggia» rise Federico senza voltarsi.  

Tutti si misero a ridere. Per la cavalcata la principessa Selvaggia si era vestita da uomo: così giovane e snella, quella foggia le stava bene. Solo il viso era decisamente femminile, con quelle labbra tumide e rosse, il nasino all'insù e gli occhi grigi e un po' a mandorla come gli occhi di sua madre.  

Ezzelino si volse a guardarla e le gettò un bacio, ma lei gli mostrò la lingua come un monello e rise forte. Un giovanissimo cavaliere del seguito di Cornovaglia non poté far a meno di scuotere il capo.  

«Non dovete scandalizzarvi, cavaliere» mormorò accanto a lui una voce beffarda. «I due si sposano questa settimana.»  

Il giovane inglese alzò lo sguardo e vide un uomo della sua età (al massimo poteva avere vent'anni), di bella statura e relativamente alto per essere italiano, con una bella fronte, occhi scuri e ridenti e labbra strette e vivaci: uno di quegli uomini coi quali non si può essere in collera a lungo, e per i quali Piers Rudde aveva sempre provato una punta d'invidia. In Italia (e anche in Francia) s'incontravano abbastanza spesso di questi giovani eleganti e leggeri dai modi così disinvolti che potevano permettersi d'essere sfacciati persino con una testa coronata, ricavandone non di rado addirittura una collana d'oro. Egli stava per dare una risposta altezzosa, e invece si limitò a dire: «Mi sento molto confuso».  

Il giovane italiano scoppiò a ridere:  

«Non mi stupisce. Sono cose che in Inghilterra non accadono, vero?».  

«Certamente no» replicò con freddezza Piers Rudde.  «Ma spiegatemi, prego, per chi o che cosa ho udito giurare l'imperatore? A che profeta alludeva?»  

«Oh, via!» fece l'italiano crollando le spalle: "Per la barba del profeta, vero? Maometto, beninteso. Certo anche gli altri profeti avranno avuto la barba: pare sia una condizione necessaria. Quanto più lunga è la barba, tanto migliori sono le profezie. Ma lui alludeva a Maometto. Non avete sentito dire "per la Caaba della Mecca"?»  

«Sì, ma che cos'è?»  

«Una grande pietra nera in mezzo alla Città Santa dei musulmani. A quanto si dice, è la pietra sulla quale Abramo voleva sacrificare il figlio Isacco: l'angelo Gabriele la trasportò poi gentilmente alla Mecca».  

«E l'imperatore ci crede?» domandò l'inglese sbalordito. «È vero che, come dicono i preti, si è fatto musulmano?»  

«Abbassate la voce, cavaliere» mormorò l'italiano. «No, non credo che sia vero. Recentemente sentii dire da lui:  

"Non mi sono liberato da una catena per farmi legare a un'altra". Ma invocare i simboli maomettani è di moda. E questa moda fu introdotta proprio dall'imperatore.»  

«Forse è meglio così» commentò oggettivamente Piers Rudde. «In tal modo egli lascia stare i nomi sacri. Questo è un convento, vero?»    

«Almeno lo era fino a poche ore fa» fu la risposta disinvolta. «Mi piacerebbe sapere che cosa avranno pensato quei frati vedendo entrare il serraglio imperiale. È stata un'idea della sua mente augusta. Egli si diverte a giocare di questi tiri da quando...»  

S'interruppe perché menzionare la scomunica dell'imperatore non era di buon gusto.  

«Quale serraglio? Queste... queste giovani?» L'italiano rise di cuore:  

«Ah, buona, proprio buona, cavaliere! ... E poi dicono che nel vostro paese nebbioso non si sa ridere!». Ma si fece serio vedendo lo stupore dell'inglese. «Per i benedetti califfi e per tutti i santi, mi avvedo che la vostra domanda era seria: dunque perdonate la mia allegria. Io intendevo le bestie, i quadrupedi che l'imperatore ha raccolto in tutti i continenti. Alcuni sono vere rarità, ed egli non si mette mai in viaggio senza portarli con sé. Come mai non siete informato che li ha mandati avanti col conte di Caserta? Già, voi ci avete raggiunto solo nel pomeriggio e non potevate sapere. Non mi meraviglio della vostra confusione. Noi tutti viviamo un po' confusi.»  

«Pare anche a me» rispose l'altro brevemente.  

«Meglio così» assicurò l'italiano. «È quasi un vivere divino. Ci moviamo in un mondo stupendo che ci appartiene.

***

LOUIS DE WOHL 


FIGLI MIEI, PREPARATEVI, L'AVVERTIMENTO È ALLA VOSTRA PORTA!

 


(MESSAGGIO DELLA NOSTRA MADRE CELESTE MARIA, REGINA DELL'UNIVERSO, 21 GIUGNO 2026)


Figli miei amati, preziosi e valorosi apostoli degli ultimi tempi, preparatevi!

La situazione geopolitica mondiale sta per ribaltarsi. Le forze anticristiane operano con potenza e furia per assicurarsi che il mondo cada definitivamente sotto il loro giogo. Molte cose si tramano nell'ombra. Inganno, tradimento, violenza, corruzione, menzogne ed esoterismo sono le loro armi. Sono guidate, direttamente o indirettamente, dal gruppo malefico guidato dall'Anticristo.

Nostro Padre, Dio Onnipotente, permette tanta distruzione e impurità ai Suoi occhi santi perché è stanco; deve permettere che tante anime si perdano per non lasciarne molte altre perire per la Sua inazione. Abbiamo raggiunto il punto di non ritorno.

Approfittate di questi ultimi istanti di pace apparente sulla terra finché ne resta. Presto, l'inferno si scatenerà sul pianeta, anche nel mondo fisico. Il fuoco si diffonderà ovunque. La natura si ribellerà contro il peccato, ed entreremo nell'Apocalisse.

Le forze del male sono disperate, e i servi del nemico di Dio agiscono con accanimento, commettendo atti insensati ed estremi, tuttavia meticolosamente e maliziosamente organizzati. L'economia crollerà, la Chiesa istituzionale sarà sommersa e diventerà una madre sterile, rimanendo per sempre falsa e corrotta. Solo coloro che sono veramente con Noi – e non solo a parole – saranno preservati nella tempesta e presto trasformati e rapiti dal mondo per compiere il loro dovere di valorosi santi, soldati di Gesù Cristo, Mio Figlio, in modo benefico per il Regno dei Cieli per la salvezza finale delle anime.

Rimanete uniti, voi che vi amate gli uni gli altri come veri fratelli. E amate sempre i vostri fratelli, anche quelli che vengono a voi per derubarvi o addirittura uccidervi. Non scartate il martirio come l'ultima prova di fedeltà al vostro Dio e un'opportunità di salvezza per gli altri, se tale è la volontà di Nostro Padre.

L'Avvertimento è alla porta. Viene come un ladro nella notte. Mio Figlio vi ha avvertito, voi lo sapete. Preservate la vostra santità nella preghiera, nell'integrità facendo la volontà di Dio, che è anche la Mia volontà e quella di tutto il Cielo, e tale deve essere anche la volontà degli apostoli degli ultimi tempi sulla terra.

Che nulla vi turbi. Siete protetti dagli eserciti angelici e custoditi dalla volontà del Padre Onnipotente riservata a ciascuno di voi, Miei Eletti. Sapete da tempo che tutto questo deve accadere e accadrà. Sappiate che ora è il vostro turno di combattere per conquistare le ultime anime al Regno Eterno della Gloria.

Preparatevi, tenete l'olio nelle vostre lampade. Pochi istanti vi separano dal momento decisivo. Non lasciatevi sorprendere.

Vostra Madre Celeste che vi ama infinitamente.


Quanto più è intenso il lavoro esteriore, tanto più profondo deve essere il fondamento di preghiera...

 


La vostra vita si trasformi in preghiera e Dio sarà con voi. Nella preghiera troverete colui che amate. Nella preghiera stringetelo fortemente a voi e non lo lasciate mai.

La preghiera è infatti il ponte che unisce il temporale all'eterno, la terra al cielo, l'uomo a Dio. E perciò la vita della religiosa deve essere vita di preghiera... Senza preghiera non c'è vita per Dio, non c'è servizio a Dio!...

Pregate continuamente, figlie mie, come vuole Gesù. Offrite a Dio le vostre azioni... rivolgendo spesso lo sguardo dell'anima verso il tabernacolo, verso la croce ».

Madre Orsola Ledochowska


Io salverò coloro che recitano il Rosario

 


LA RIVELAZIONE DELL’AMORE DIVINO


14 novembre 1949: La sera stavo recitando il Rosario con la mia famiglia. Ero arrivata al mistero gaudioso di Gesù, ritrovato nel Tempio. Pensai, come sempre, al dolore e all'angoscia con cui la Madonna aveva cercato il Suo divino Figlio. Mentre le mie labbra recitavano I'Ave Maria, il mio cuore pregava: "Cara Madre di Dio, Tu che sei pure la Madre nostra, con lo stesso dolore materno che soffristi allora e che ferì il Tuo cuore mentre cercavi il Tuo carissimo Bambino, fa' in modo di cercare i Tuoi figli che Gesù Ti affidò morendo, e conducili a Gesù. Fa' che le Tue lacrime di Madre non siano perdute per nessuna anima". Allora, improvvisamente, come successe anni prima, vidi in spirito un'innondazione, i cui flutti ancor più alti e più sporchi stavano per far annegare tanta gente. Al di sopra di questa innondazione fluttuava nell'aria la Madonna, con un vestito candido come la neve, avvolta in una luce tenue. Si sarebbe detto che il suo vestito fosse fatto di luce. Io La vidi fluttuare più lontano, porgendo il Rosario a tutti coloro che stavano per affogare. E in fondo al mio cuore sentii queste parole: "Io salverò coloro che recitano il Rosario". La Vergine purissima ed immacolata mostrò a me, povera peccatrice, il mezzo con cui Ella vuole salvare il mondo peccatore, e condurre anche i peccatori più grandi alla Misericordia divina. E' la notte di Natale del 1949. Alla fine della Messa offro di nuovo questo S. Sacrificio a Dio, e prego con tutto il mio cuore per il mio popolo davanti al SS. Sacramento. Stavo pregando soprattutto per la nostra gioventù, affinchè Dio faccia avere a questi giovani orrore del vizio, dei piaceri cattivi e dei peccati d'impurità, e fu come se sentissi queste parole fra le mie preghiere: "Solamente per mezzo di Mia Madre". Per me fu come se Gesù mi indirizzasse verso Sua Madre, affinchè io La preghi di guidare la nostra gioventù. Io pregai il Suo cuore materno, così puro, implorando grazia e pietà per questa gioventù traviata e vittima di una falsa educazione e dell'ambiente corrotto. Io La supplicai di salvarla da questo diluvio del male, e lo feci con tutto il cuore, avendo compassione di queste anime. Poi recitai I'Ave Maria con la folla. Alla seconda Ave mi sentii chiamare: "Figlia mia!". Alzai gli occhi. Vidi davanti a me, la Vergine Santissima che fluttuava nell'aria sopra i fedeli, bianca come la neve ed avvolta nella luce. Non aveva il manto, ma le mani giunte, e mi disse: "Vieni, mia cara figlia, vieni presto!" Queste parole non si cancellarono più dal mio cuore. Ancora oggi so che arrossii, mentre il nostro curato fece l'aspersione dell'acqua benedetta. Io temevo che lui o altri avessero visto ciò che mi era capitato. Il mio cuore era pieno di amore per la Madonna. Appena potei andai in camera a pregare, e a riflettere alle parole udite. Tutto fu chiaro per me: la Madonna vuole dare il Suo potente aiuto a coloro che credono in Dio: ma Satana, se Dio lo permette, può servirsi della creazione per nuocerci. Egli tenta di allontanare gli uomini dalla fede in Dio che ci ama, dalla Provvidenza divina che ci governa, per mezzo di ogni specie di sofferenze e di sventure, per spingere così molte persone alla disperazione. Satana arde dall'odio e desidera vendicarsi e stabilire il suo regno nel mondo. Allora, incoraggiata, mi rivolsi al SS. Cuore di Maria, domandandoLe di venire in nostro aiuto. Nel mio cuore sentii la risposta: "Quando sarà proclamato il dogma della Mia Assunzione al cielo". Ma fui un po' delusa quando lessi sul giornale che questo dogma non sarebbe stato proclamato solennemente a Roma che il I° novembre 1950, nella festa di Tutti i Santi. Quante anime malate non possono aspettare tanto, per essere aiutate. Allora dissi alla Madonna che se era per l'onore e la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, era necessario che Ella mi facesse conoscere se voleva veramente che il S. Padre proclamasse solo in quel giorno il dogma della Sua Assunzione al Cielo con il corpo mortale. Ella mi fece segno di sì. Sentii queste parole: "Per me è la prima e la più cara festa della Mia elezione." Sono sicurissima che nella Sua bontà e nel Suo amore materno Ella ci mostrerà che nel Suo cuore purissimo e misericordioso pregherà per noi e ci aiuterà nelle nostre grandi tribolazioni. Grazie al Suo Dio leverà la maledizione del peccato a coloro che Egli scelse per essere gli strumenti della Sua Misericordia. Allora la Madonna sarà incoronata solennemente dalla S. Chiesa come Regina del Cielo e della Terra. II Suo Cuore Immacolato trionferà sul peccato e sull'Inferno, e allora ci sarà la pace. 18 febbraio 1962: Questa sera ero sola e recitavo il Rosario in ginocchio, per terra. Pregai Maria Santissima di guidarmi, affinchè io realizzi i desideri del Cuore di Gesù e i Suoi. Durante il primo mistero la Madonna mi disse: "Figlia mia, dammi coloro che soffrono". Io risposi: "Io devo abbandonare alla divina Provvidenza coloro che si lamentano delle loro sofferenze." Maria mi disse: "Sì, bene, figlia mia; domanda loro discretamente se preferiscono soffrire o se promettono di incaricarsi di realizzare i miei desideri; se preferiscono soffrire o recitare ogni giorno il Rosario per la conversione dei peccatori".

DAGLI APPUNTI DI MARIA GRAF – SUTER


CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ

 


Signore Gesù,
Redentore del mondo,
oggi mi avvicino con fiducia
al Tuo Sacro Cuore,
fonte inesauribile d'Amore,
di misericordia e di speranza.

Ti consacro la mia vita,
la mia mente, il mio cuore
i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni,
le mie gioie, le mie sofferenze,
la mia famiglia e tutto ciò che sono e che possiedo.

Regna nel mio cuore, Signore Gesù.
Purificami da ogni peccato,
cura le mie ferite
e trasforma la mia vita secondo la Tua volontà.

Fa' che impari dal Tuo Cuore
ad amare sinceramente,
a perdonare con generosità,
a servire con umiltà
e a rimanere saldo nella fede.

Sacro Cuore di Gesù,
in Te deposito le mie preoccupazioni,
i miei bisogni e il mio futuro.
Non permettere che io mi allontani da Te
e concedimi di vivere sempre
nella Tua Grazia e nella Tua amicizia.

Ti consacro anche la mia famiglia,
la Chiesa e tutta l'umanità.
Fa' che il Tuo amore sia conosciuto,
che la Tua pace regni nei cuori
e che coloro che sono lontani
ritornino alla luce della Tua Misericordia.

Sacro Cuore di Gesù,
in Te confido.
Sii il mio rifugio nelle prove,
la mia forza nella debolezza
e la mia speranza fino alla fine.

Amen.


LA CONFUSIONE (1) SI DIFFONDERÀ OVUNQUE, PER ALLONTANARVI DAL MIO DIVIN FIGLIO E PORTARVI A UN CERTO PUNTO, A NEGARLO COME VOSTRO SIGNORE E VOSTRO DIO.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARIA

21 GIUGNO 2026


Amati figli del Mio Cuore Immacolato, benedico ognuno di voi, vi amo e intercedo per ciascuno di voi presso il Mio Divin Figlio.


LA CONFUSIONE (1) SI DIFFONDERÀ OVUNQUE, PER ALLONTANARVI DAL MIO DIVIN FIGLIO E PORTARVI A UN CERTO PUNTO, A NEGARLO COME VOSTRO SIGNORE E VOSTRO DIO.


Mantenetevi alla costante ricerca di diventare più spirituali, di concentrarvi sull'unità, sulla bontà, sull'amore e sull'umiltà, senza dimenticarvi che il Mio Divin Figlio vi ha amato per primo.
 
I tempi sono cambiati e attualmente c’è una parte dell'umanità che si compiace nel vedere i propri fratelli caduti, in quanto l'ego umano (2) si è impossessato dell'uomo e lo ha portato ad avere un'illimitata superbia.


FIGLI, GUARDATE I SEGNI E I SEGNALI DEI TEMPI, PREGATE PER QUEGLI ACCADIMENTI CHE VOI NON RIUSCIRETE A COMPRENDERE.


Mantenete una Fede che abbia profonde radici, siate persone di Fede, determinate a dare tutto per il Mio Divin Figlio e pregate lo Spirito Santo affinché, grazie alle vostre suppliche, vi colmi dei Suoi Doni e delle Sue virtù e, dinnanzi ai prossimi eventi che porteranno l'umanità, tutta l'umanità, a vivere nel caos senza che se lo aspetti, voi riusciate a discernere.


Pregate figli, pregate affinché possiate continuare sulla retta via e perchè vi convertiate.

Pregate figli, pregate adorando Dio, Uno e Trino.

Pregate figli, pregate, non vergognatevi di pregare.

Pregate figli, pregate, l'umanità sarà sdegnata a causa di ciò che vedrà dappertutto.


NON TEMETE FIGLI,  
Il Mio Divin Figlio è con voi…
Questa Madre è con voi...
NON ABBIATE PAURA, VIVETE IN STATO DI GRAZIA COSICCHÈ LO SPIRITO SANTO VI POSSA ILLUMINARE.


Pregate, invocate il cambiamento totale dell'umanità che ha perso la Fede, voi figli non vedrete la Fede svanire: siete il Popolo del Mio Divin Figlio, questo incidetelo nel cuore.

Dovete mantenervi in Stato di Grazia, pregare il Santo Rosario e il Santo Trisagio.


TENETE I SACRAMENTALI SU DI VOI, NON DIMENTICANDO CHE DOVETE ESSERE NEL DEBITO STATO DI GRAZIA E ACCOSTATEVI AL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE.


Nutritevi della linfa della Parola Divina, cingetevi la cintura e cercate costantemente il Mio Figlio Divino, cosicché non siate di quelli che sentono di essere autosufficienti e di non avere bisogno dell'Aiuto Divino. Questi figli rimangono sul loro piedistallo con il loro orgoglio, voi siate umili, l'umile agisce con saggezza, non è debole, ma è prudente.

Agite con saggezza, non c'è peccatore pentito che non riceva il perdono dei suoi peccati se si avvicina con umiltà e veramente consapevole dei suoi peccati.

Non temete i figli, non temete, consacratevi al Sacro Cuore del Mio Divin Figlio.

Vi amo figli, vi amo.

Mamma Maria


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO




COMMENTO DI LUZ DE DI MARIA


Fratelli:

Questo è un Messaggio molto urgente, ma carico di Misericordia Divina.
La nostra Madre Santissima ci chiede, prima di tutto, di fare una profonda riflessione spirituale.

Stiamo vivendo in una lotta contro il tempo, tutto sta avvenendo talmente in fretta che non riusciamo a renderci conto di quello che sta accadendo realmente e l'uomo, ritenendosi autosufficiente, si è dimenticato della gravità dei peccati che commette.

Dobbiamo vivere cercando ardentemente quella resistenza spirituale che ci metta in grado di non allontanarci dal nostro Signore Gesù Cristo, per questo veniamo chiamati alla preghiera, a causa del grande pericolo di cadere e di credere che non serva l'aiuto di Dio per rialzarsi.

Fratelli, noi abbiamo l'opportunità di pentirci e abbiamo a disposizione il Sacramento della Riconciliazione, del perdono dei nostri peccati, che apre all'uomo la grandezza dell'Amore Misericordioso di Dio.

Di fronte alla Richiesta della nostra Madre Santissima di consacrarci al Sacro Cuore di Gesù, prepariamoci a questo grande Atto d'Amore nelle debite condizioni di coscienza.


Adorato sia il Sacro Cuore di Gesù,
fonte d'amore per tutti gli uomini!


Amen. 

 

RABBUNI’ GESU’ IL MAESTRO INTERIORE

 


"A me basta questo Dio appeso a quattro chiodi» (Paul Claudel)

"Il giorno in cui tu non brucerai più di amore per Cristo, molti moriranno dal freddo" (Frangols Mauríac)


LA NOSTRA VITA VEGETATIVA E IL NOSTRO MAESTRO INTERIORE

La nostra vita vegetativa è quella parte di noi che vive vegetando, alla maniera delle piante. Di questa nostra parte noi non abbiamo un controllo se non indiretto, in quanto, cioè, abbiamo il dovere di prestarle quel tanto di cibo e di bevanda che le permetta di portare avanti quel suo processo vegetativo. Tuttavia, essa è quella parte di noi che, insieme al conforto di tante nostre gioie fisiche, ci offre anche, e forse con maggior generosità, lo sconforto di tanti nostri dolori fisici.

Ed è proprio qui che si inserisce, primariamente, l'attività didattica del nostro Maestro interiore, proprio perché qui ci imbattiamo in una delle conseguenze più evidenti del peccato originale.

Infatti quell'astuto Serpente che - invidioso di quella divina felicità che vedeva permeare, dentro e fuori, le belle membra dei nostri progenitori - si mosse per tentarli, sapeva molto bene cosa intendeva quando disse alla donna: "Voi sarete come Dio e conoscerete il bene e il male" (Gn 3, 5).

Sapeva molto bene, infatti, che quelle sue parole erano una perfida menzogna con la quale proponeva loro quella stessa tentazione, dalla quale lui stesso era stato vinto, quando volle sostituirsi a Dio; sapeva dunque per esperienza che, come non ci può esser che un Dio solo, così non ci può esser che una sola norma che stabilisce ciò che è bene e ciò che è male, sapeva tutte queste cose, eppure si riteneva certo che quella tentazione, dalla quale lui stesso era stato vinto, avrebbe fatto crollare anche la donna e, con lei, anche l'uomo.

Difatti, noi sappiamo che, dopo la disobbedienza, essi non solo non hanno potuto godere di alcuna conoscenza del bene e del male, ma si sono trovati dentro la drammatica esperienza di scoprirsi privati del loro bene e dominati dal male... Per fortuna, in tanta obbrobriosa colpa, avevano l'attenuante di essere stati ingannati; perciò la grave sentenza: 'Voi morirete!'; non ebbe effetto immediato, così che Dio ebbe modo di organizzare il suo piano per recuperarli.

È importante qui ricordare e comprendere bene il principio seguito da Dio per realizzare quel suo piano: sia quello relativo a tutta l'opera della redenzione, sia, quindi, anche quello relativo all'opera che poi continuerà in ciascuno di noi il nostro Maestro interiore. È un principio che pervade un po' tutta la Sacra Scrittura, e compare proprio qui, subito dopo il peccato originale, quando Dio dice al serpente: `poiché tu hai fatto questo (cioè hai ingannato la donna) io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: essa ti schiaccerà la testa. " (Gen. 3, 15).

Lo stesso principio viene poi ripreso dalla liturgia: "Colui che ha vinto dal legno (l'albero dell'Eden) sarà vinto dal legno (l'albero della Croce)". Sarà pure importante ricordare come Gesù, dopo aver vinto sulla Croce il Maligno e con lui tutti i mali, e aver insieme santificato per noi la Croce stessa e tutte le sue possibili espressioni, ha poi voluto che noi pure fossimo partecipi della sua vittoria, invitando tutti a seguirlo portando ciascuno la propria croce.

Così, obbedendo con Lui a Dio, con Lui saremo vincitori: conosceremo il bene e il male e potremo anche cambiare il male in bene.

Eccoci dunque alla scuola del nostro Maestro interiore, dentro la realtà della nostra vita vegetativa.

Come in una qualsiasi scuola avviene una lotta tra il sapere e il non sapere, per giungere in fine ad una composizione, cioè ad un sapere che elimini sempre più il non sapere, così anche a questa scuola avverrà una certa lotta tra quei tanti dolori fisici e gli altrettanti diletti fisici che caratterizzano questa nostra vita vegetativa.

Si tratterà tuttavia di una lotta singolare: perché, se sul piano fisico il dolore è vero male, e il diletto è vero bene, sul piano morale, invece, né l'uno né l'altro è male, né l'uno né l'altro è bene: saranno ambedue un bene se ambedue verranno accettati, dai discepoli di questa scuola, come un dono di amore della divina volontà; in caso contrario, ambedue resteranno un male, perché sul piano morale non ci può essere vero bene se non dentro l'ordine dell'amore.

Ora, in questa scuola del divino Maestro, sia il dolore che il diletto provengono dalla volontà divina, e perciò sono un vero bene sia l'uno che l'altro.

Se dunque il discepolo saprà accettare i diversi dolori fisici come un dono dell'amore divino, quei dolori avranno ancora il sapore di una medicina amara perché dovranno liberarlo dalla schiavitù dell'egoismo, ma, proprio per questo, quando lui in seguito verrà a trovarsi dinanzi ai diletti fisici, non si perderà più in essi egoisticamente, come per il passato, ma saprà accettare anche quelli come un dono dell'amore divino.

Raggiunto poi questo primo traguardo - dal quale appare chiaro che la croce serve anche per trasformare in bene lo stesso vano piacere - il discepolo che andrà mano mano accettando come dono dell'amore, ora i dolori e ora i diletti fisici, vedrà contemporaneamente crescere la sua stessa capacità di amare, così da avvertire ormai vicino lo stesso traguardo finale, cioè quella composizione dove tutto, il diletto come il dolore, avrà il sapore di un unico bene: dell'amore, appunto! Cioè di quella felicità che c'era prima del peccato e che conseguiva tutta dal compimento della volontà paterna di Dio!

Così, quel male con cui quell'astuto aveva avvelenato la nostra esistenza, nel disegno di Dio è stato il mezzo per riconquistare quella felicità che lui ci aveva rubato.

Ora, questa impresa è, certamente, possibile per tutti. Bisognerà solo ricordare alcune condizioni alle quali è già stato accennato; cioè: in primo luogo, una fede sicura nel credere che c'è questo Maestro interiore e, quindi, che è Lui e Lui solo che regola dentro di noi, cioè nella nostra vita vegetativa, quel poco simpatico alternarsi di gioie e di dolori che a ciascuno è riservato; in secondo luogo: una fede viva che ci faccia vedere nell'una e nell'altra cosa, nient'altro che un dono del suo amore; in terzo luogo: che anche noi ci sforziamo di rispondere all'amore con amore, ricordando le parole di Agostino: "Colui che ama, o non fa alcuna fatica, o la fatica stessa viene amata. ".

Infine, cercheremo anche di ragionare insieme al vecchio Giobbe: `Se abbiamo ricevuto dalla mano di Dio i beni, perché non dovremo accettare anche i mali?".

Sarà bene ricordare, in proposito, anche i santi, i quali non conoscevano altro bene fuori della volontà di Dio; perciò tutto quello che accadeva loro era sempre volere di Dio, e quindi sempre un bene. Naturalmente sono giunti a questa meta seguendo la via che ci è stata insegnata dal nostro Maestro, e vi sono giunti tanto bene che alcuni - come Santa Teresa di Gesù Bambino - si chiedevano come avrebbero potuto abituarsi alla vita del Paradiso, dove non avrebbero avuto più croci da portare.

La grande Santa Teresa, poi, percorrendo la stessa via, avrà presto la felice sorpresa di constatare che per lei le gioie e i dolori sono la stessa cosa, e scriverà: `Attualmente mi sembra di non aver altro motivo per vivere fuorché quello di soffrire e spesso dico con tutto il cuore: - Signore, o patire o morire!:

Queste non sono storie, questa è storia! Storia di tutti i santi, dei santi di tutti i tempi, dei santi di oggi: e basterebbe pensare a Padre Pio da Pietrelcina che ogni giorno soffriva la passione di Cristo!... Ci conviene fidarci!

 

"Che la vita sia negli uomini, negli animali o nelle piante, é sempre la Vita; e quando viene il minuto, il punto inafferrabile che chiamiamo morte, é sempre Gesù che si ritira, sia da un albero che da un essere umano." (Leon Bloy)

PADRE VIRGINIO CARLO BODEI C. D.


martedì 23 giugno 2026

Mi sono sentita chiamata da Te. Mi chiedevi di venire a vederti, di venire con te.

 


Mi sono sentita chiamata da Te. Mi chiedevi di venire a vederti, di venire con te.

—Voglio andare dove Tu sei, Signore.

Sento la tua presenza. La tua presenza impregna tutto di significato e di amore. Sono andata a Messa, in essa guardavo il Cielo. Mi sono seduta dietro dove non mi vedeva nessuno e da lì guardavo il Cielo, cercavo Te, Signore.

Indegna, sempre indegna. Perché mi chiami? Perché mi chiedi di andare a Messa? Guarda la mia indegnità. La mia indegnità mi perde, ma Tu... mi sollevi.

Ho sentito la mia anima estasiata per tutto il giorno. In me non c'è nulla capace di estasiare, sei Tu nel Tuo Amore, il Tuo che accende la mia anima. Continua ad essere accesa.

Signore, ancora il Tuo Amore. Ancora Tu.

Arriva l'ora della comunione e vedo che non posso riceverti. Sono in peccato e non c'è confessore. Ma è per Te o non è per Te che faccio questo? Battaglia persa, io a terra. Ma sento il Tuo Amore. Sento il Tuo Amore e Te in una forma tale che rimango.

Ho voglia di riceverlo, ma ascolto: "non comunicarti". E decido di rimanere pregando senza andare. "Fai una comunione spirituale". E così rimango. In quella comunione ti sento così vicino a me! Ricordo il Vangelo: "Venite a me tutti voi che siete affaticati e oppressi".

All'improvviso ho una visione futura, vedo gente di ogni tipo e di tutte le razze comunicarsi in peccato. Non capisco. Ragiono: "ma esiste la confessione". Certo, c'è gente che vuole rimanere nella propria vita con quello stato. Non capisco nulla, vedo gente che pecca e che tutti si comunicano senza altro: mentitori, ladri, adulteri... comunicandosi senza confessarsi.

Non capisco, vedo una grande quantità di persone e di culture diverse comunicarsi senza confessarsi.

Non capisco nulla. Come può essere possibile? Perché vedo questo? Questo non si può fare. Lui me l'ha insegnato. Ma questo è un sacrilegio! Penso alle conseguenze. Questo è pericoloso, la Chiesa chiede la confessione perché la gente si penta e cambi. Senza di essa, senza la confessione, non lo faranno. Lo riceveranno senza altro.

Scarto quella visione futura come qualcosa del demonio, qualcosa di impossibile, tuttavia, per averla vista, la annoto.

GIUGNO 2012

s.t.G.