mercoledì 28 gennaio 2026

La fede nella Forza e Potenza di Dio

 


La fede in Dio


La fede nella Forza e nel Potere di Dio è diventata per gli uomini un concetto vuoto, altrimenti vorrebbero condurre una vita diversa. Ma così perdono totalmente il timore di Dio. Finché credono ancora in un Dio come Forza creativa, questa Divinità sta loro totalmente lontana, perché loro stessi si credono totalmente indipendenti da Lei. Di conseguenza non temono nemmeno che Dio potesse loro chiedere la resa dei conti e che quindi vengono a sentire il Suo Potere e Forza, sulla Terra oppure nell'aldilà. Negano ogni collegamento, appena viene loro fatto notare seriamente che Dio pone certe condizioni agli uomini che devono essere adempiute. Non credono né nel Potere né nell'Amore di Dio, cioè né in una punizione né in una ricompensa per la loro vita terrena. Riconoscono la Forza di Dio solamente come Origine della Creazione della natura. E meno è rappresentata fra l'umanità la fede nella Forza e nel Potere di Dio, meno verrà anche seguita la Dottrina dell'amore cristiano, perché ognuno cerca solamente di far valere il suo proprio potere e la propria forza, perché nella Creazione della natura si considera l'essere superiore e quindi vuole comandare, cioè vorrebbe sottomettersi il debole nell' errata immagine di essere il signore, appena si sente superiore corporalmente al prossimo. Nella fede nella Forza e nel Potere di Dio l'uomo si sentirebbe piccolo e pure i suoi prossimi, cosa che lo indurrebbe ad aiutare costui come fratello e non si eleverebbe al di sopra di lui come padrone. Solo la minima parte degli uomini si sente dipendente da un Essere, il Quale E' oltremodo potente e colmo di Forza e si sottomettono a Costui anche consapevolmente. Si danno alla Sua Guida ed ora vengono anche condotti dalla Sua Volontà, mentre coloro che sono senza fede lasciano sempre valere la loro propria volontà, quindi si allontanano, cioè conservano la loro resistenza contro Dio, perché non Lo riconoscono. Dio Si fa bensì riconoscere a loro, mentre fa valere la Sua Forza e la Sua Potenza in tutto ciò che circonda l'uomo ed anche nell'uomo stesso. Nulla sarebbe senza la Forza di Dio, nulla potrebbe accadere senza il Suo Potere e soltanto da ciò l'uomo dovrebbe già riconoscere, che non può negare questa Potenza e Forza ad un Essere superiore, perché lui stesso non può creare nulla da sé di ciò che lo circonda. Ma egli non bada a questa chiara dimostrazione, oppure considera sé stesso come uomo del tutto isolato da questa Forza creativa. Non riconosce che Questa afferra anche lui, non riconosce nessuna Entità, con la Quale lui stesso è in collegamento indissolubile. E perciò anche Dio lo considera come stando lontano da Lui, e non può rivolgergli l'Irradiazione del Suo Amore, ma a volte gli fa sentire il Suo Potere, affinché impari a riconoscerLo. Ma anche questo si svolgerà sempre nella cornice della naturalezza, affinché l'uomo non sia costretto alla fede. Potrà anche sempre trovare una spiegazione puramente naturale, quando la Potenza e Forza di Dio Si manifestano in lui in modo che il suo proprio potere e la sua propria forza vengono sconvolti. Ciononostante questa fede è assolutamente necessaria, se l'uomo vuole condurre una vita terrena corrispondente alla Volontà di Dio; perché solamente quando riconosce un'Entità che sta al di sopra di lui, la Quale E' perfetta in tutto e che perciò dev'anche Essere oltremodo potente e colma di Forza, cerca di adeguarsi a Lei attraverso il tendere spirituale. Così tende verso l'Alto, perché riconosce di stare nell'abisso, cerca di stabilire con Lei il collegamento, per poter cogliere da Lei la Forza che rende facile questa risalita. Quindi conduce un cammino di vita che corrisponde alla Volontà di Dio. Dato che crede, non teme soltanto questa eterna Divinità, ma L'ama e cerca di rendersi degno del Suo Amore. Appena tende verso Dio, viene afferrato dal Suo Amore e Si rivela agli uomini come l'eterno Amore, il Quale desidera le Sue creature.

Amen

 15. maggio 1943

Ciò che Isaia disse ad Ezechia re, è ciò che vi avviene.

 


Dice Gesù: 

«Se anche ti fa male, scrivi. È ancora una profezia che si compie. E alla lettera. Ciò che Isaia disse ad Ezechia re61, è ciò che vi avviene. Insisto col chiedere preghiere. E poiché sei sfinita, ti dico le parole del re: “Sia pace e verità nella tua vita”. 

DA: I QUADERNI DEL 1943 

CHI ERANO I TERRIBILI MOABITI NELLA BIBBIA? | LA STORIA SEGRETA DEI FIGLI DI MOAB


 

Preghiera per la Luce della Verità

 


MIO DIO, riconosco che Tu puoi illuminare le mie tenebre, e che soltanto Tu lo puoi. Desidero che si faccia luce nelle mie tenebre. Non so se Tu lo vorrai, ma il fatto che Tu lo puoi ed io lo desidero, è sufficiente per giustificare la mia preghiera. Sin d’ora prometto che con l’aiuto della Tua grazia, che imploro, abbraccerò tutto ciò che, alla fine, sarò certo essere la verità. E con la Tua grazia riuscirò a non ingannare me stesso, a non lasciarmi portare a seguire ciò a cui inclinerebbe la natura, anziché quello che la ragione approva.

John Henry Newman

Pregate il rosario per la pace nel mondo.

 


Apparizione di San Padre Pio il 12.01.2026


Vedo San Padre Pio nella luce e vedo che porta tra le braccia il Santo Bambino Gesù e viene da noi con Lui. Il Bambino Gesù ci benedice tutti:

“Nel nome del Padre e del Figlio - che sono Io - e dello Spirito Santo. Amen”.

San Padre Pio ci dice:

"Nel nome di Gesù posso parlarvi, perché è Sua volontà. Pregate il rosario per la pace nel mondo. Questa è la mia grande richiesta per voi! Non avete ancora capito che dovete pregare, chiedere, supplicare per la pace. Cosa deve succedere perché vi svegliate? Pregate per la conversione delle persone, dei cuori, verso Dio! Sono venuto con il mio Signore per consolarvi, per incoraggiarvi a vivere la vostra fede cattolica. Rimanete fedeli alla Chiesa cattolica e seguite gli insegnamenti della Chiesa! Pregate per coloro che si sono smarriti. Il tempo sta avanzando verso un grande evento. Sono felice di essere con voi e di pregare con voi. Guardate Colui che porto tra le mie braccia. È il Signore che si è fatto uomo per voi. È Lui che vi porterà in cielo, se vivete nei Sacramenti della Sua Chiesa, nella Sua grazia. Abbiate coraggio, non scoraggiatevi! Ciò che conta è la vostra professione di fede! Ora e nella vostra ultima ora. Prego volentieri per voi".

Presento al Padre e al Bambino Gesù tutte le richieste e le preghiere. Poi sentiamo un profumo di rose e di olio di nardo.

Il Padre ci comunica che sta chiedendo al Signore la guarigione per noi e che più tardi ci benedirà insieme al sacerdote.


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Settimana d'intervallo, 22-27 maggio 


Lunedì, 22 maggio 
Anche oggi molti pellegrini vanno a Ghiaie, a pregare sul luogo delle apparizioni, con la speranza di vedere e di parlare  con la veggente. 
Martedì, 23 maggio 
Continua l'afflusso dei pellegrini al luogo delle apparizioni. 
Adelaide passa gran parte della giornata nella scuola materna di Ghiaie. Mentre sta mangiando pane e noci, viene  avvicinata da due sacerdoti, i quali le chiedono: 
 Com'era Gesù Bambino? Era serio o rideva? 
 Era serio — risponde Adelaide. 
 Ma no: i bambini ridono sempre! 
 Al Bambì l'è mia u sccet come i óter (Il Bambino non è un bambino come gli altri). 
I sacerdoti si guardano meravigliati e dicono: 
 Questa è una risposta filosofica -. Quindi, rivolti ad Adelaide, aggiungono: 
 Hai ragione: Il Bambino Gesù non è un bambino come  gli altri. (v. A. Ballini, Andiamo alle Ghiaie a vedere, p. 46). 
La sera Adelaide viene portata a Bergamo, nel Collegio delle Suore Orsoline di via Masone. 
Per mascherare la sua presenza, le viene dato lo pseudonimo di Maria Rosa Simonini. 
Quando Adelaide si trova sola, in un ambiente estraneo, lontana dalla famiglia, tenta di fuggire, si butta a terra e tra i singhiozzi dice: 
Voglio mia mamma. Voglio andare a vedere la Madonna. 
 Ma se l'hai vista domenica per l'ultima volta? -, le dice la direttrice. 
 No, mi ha detto di andare ancora il giorno della Prima Comunione fino a mercoledì. 
A cena rifiuta il cibo e in dormitorio, dinanzi a quel lettino bianco, le si  rinnova l'incubo della solitudine e dell'esilio (v. Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 122). 
Nel colloquio del 5 marzo 1986, avvenuto nell'Ospedale maggiore policlinico di Milano, la signora Adelaide rievocò il fatto: 
 Quel giorno fui prelevata dalla scuola materna di Ghiaie, col pretesto  della gita in automobile, e portata dalle suore Orsoline a Bergamo, non con il  consenso dei genitori, ma all'insaputa dei medesimi. 
- Come mai i genitori non reagirono? 
 I genitori erano poveri, senza una particolare cultura, semplici -, aggiunse la sorella Caterina, presente. 
 Sì, erano semplici e avevano una grande fede, una fiducia immensa nei sacerdoti, e perciò pensarono che, nonostante tutto, ero in buone mani. 
La sorella Caterina aggiunse, a proposito della fiducia nei sacerdoti, che la  mamma aveva insegnato ai figli una tale stima e rispetto per i sacerdoti, visti  come i ministri di Cristo, che un giorno lei, da ragazza, baciò i gradini della porta  dove prima era passato il sacerdote che era andato a benedire la sua casa. 

Mercoledì 24 maggio 
Dalla cronaca redatta dalle Suore Orsoline si legge: 
"Nelle prime ore del pomeriggio, Padre B. sorprese la nostra buona  fede, chiedendo di vedere la bambina. Aveva con sé un gruppo di figliole  dell'Azione Cattolica... 
Adelaide, alle loro domande, rispose: 
 La Madonna aveva un vestito così (e indicava il colletto bianco di una  delle presenti), senza cintura, il manto come questa (e afferrava la gonnella  azzurra di un'altra), raccolto sul davanti e portava due rose ai piedi. 
- È vero che la guerra finirà entro poco? -, Adelaide annuì. 
 Entro quanto? 
Adelaide presentò due dita. - Due anni? -, soggiunsero. 
No, due mesi, se pregheremo e saremo buoni. 
- Verrà ancora le Madonna? 
- Sì, domenica, quando io farò la Prima Comunione, fino a mercoledì. 
- E possiamo venire anche noi? 
- Se volete... 
  E la vedremo anche noi, la Madonna? 
- No, la vedo solo io. 
 E per che ora? 
 Alle sei. 
- Dì, e come parlava la Madonna? 
 In dialetto. 
 Dialetto di Bonate? 
- No, come me. 
- Dì a Maria che ci dia la grazia di amarla tanto, perché io la amo poco -, disse una. 
La bambina fece una faccina scura e scappò via. 
Più tardi vide due Madri Canossiane attraversare il giardino: 
- Guarda vengono due uomini. 
 Ma no, sono due suore -, rispose suor Michelina. - Non ho mai  visto le suore vestite di caffè. Sono vestite come S. Giuseppe. 
Questo fu l'unico contatto che Adelaide ebbe con estranei nella nostra  casa, perché, dopo le prescrizioni di don Cortesi, non fu più  avvicinata se non da quelli che avevano autorizzazione" (v. L. Cortesi, Storia  dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 125). 


Giovedì 25 maggio 

I pellegrini arrivano a Ghiaie già dal mattino. Si nota in  loro grande devozione: molti passano attraverso il paese pregando  la Vergine con il Santo Rosario. Il luogo delle apparizioni,  durante il giorno, è sempre gremito di gente. Si sparge la voce di  guarigioni. Oggi, il quotidiano cattolico l'Eco di Bergamo smentisce la pseudocorrispondenza cattolica della radio  repubblichina, che attacca i fatti di Ghiaie (v. diario di don Italo  Duci). 
Venerdì 26 maggio 
Don Italo nel suo diario scrive: 
"Anche oggi arrivano a Ghiaie molti pellegrini animati da grande fede; giungono spesso da lontano, ancora digiuni per  potere ricevere la Santissima Eucaristia. 
Il nostro lavoro pastorale è molto aumentato. 
Alcuni sacerdoti delle parrocchie vicine hanno iniziato a combattere le apparizioni, da loro definite una montatura". 
Adelaide si prepara al sacramento della Riconciliazione. Le Suore Orsoline scrivono: 
"Suor Michelina richiamò alla bimba il pensiero della prossima confessione. Mentre la introduceva a un rapido esame di  coscienza, Adelaide, come tutti i bimbi innocenti, anticipava la sua  confessione alla suora: 
- Non ho pregato come gli angeli... Ho rubato alla  mamma il pane. No, lo zucchero non l'ho rubato, perché non mi piace... Ho picchiato la mia Palmina e la mia Nunziata. 
 Ma perché le hai picchiate, poverine? -, domanda la suora. 
- Perché a me piace fare: cic, ciac... Poi ho fatto qualche bugia. 
- Anche riguardo alla Madonna? -, domanda la suora. 
 No, quello che riguarda la Madonna è tutto vero" (v. L. Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c., pp. 129-130). 
Sabato 27 maggio 
Adelaide riceve il Sacramento della Riconciliazione. A sera ritorna a Ghiaie, ma non a casa, come desiderava. 
Dormì nella casa del parroco. 
La mamma e i parenti, venuti più tardi, non poterono vederla (v. L. Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p.132). 

Severino Bortolan 

martedì 27 gennaio 2026

L’Amicizia del Signore – Richiamata anzitempo

 


Gesù ti consola!


Quanto siete soli voi uomini senza di Me, benché possiate contare su molti amici terreni! Vi possono abbandonare in ogni ora, possono essere richiamati in ogni ora e lasciarvi indietro, e nessuno può offrirvi la garanzia che quando avete bisogno che essi ci siano per il vostro aiuto. Perché questi vostri amici sono uomini che non sono ancora perfetti e perciò possono anche fallire. Ma se avete scelto Me come vostro Amico e Fratello, se vi siete uniti a Me, allora potete anche contare su di Me con certezza in ogni miseria ed oppressione, perché non vi abbonderò mai, non andrò mai via da voi o assisterò inerme quando capitate nella miseria. Siete da considerare incommensurabilmente ricchi quando vi siete conquistati la Mia Amicizia, cosa che è oltremodo facile se soltanto volete quest’Amicizia, se è il vostro desiderio di darvi a Me con tutto l’amore. Perché anch’Io vi desidero e perciò vi vengo subito incontro quando riconosco questa vostra volontà. Una via terrena senza di Me non condurrà mai a nessun successo anche se vi è destinata terrenamente una vita regolare con apparente successo. Ma l’anima non conquista nulla durante la sua vita terrena, e perciò questa sarà stata vissuta invano. Perciò dico: Quanto voi uomini siete solitari senza di Me, perché così descrivo la sorte dell’anima che non ha nessuno a fianco e nessun aiuto per il perfezionamento. Se soltanto tutti gli uomini volessero fare un tentativo si affidarsi al loro Dio e Creatore, al loro Padre dall’Eternità, di donare a Lui un posto nel cuore e lasciarsi consigliare da Lui come Amico e Fratello. Ma dove manca la fede in Me o è soltanto una fede morta, nel qual caso non si pensa a Me, e non viene nemmeno approfittato del Mio Aiuto, così che la vita terrena viene coscientemente vissuta fino in fondo in un’auto sicurezza, che fa riconoscere chiaramente da chi sono dominati gli uomini. E le loro anime rimangono sole, perché gli amici mondani non possono dare ciò di cui ha bisogno. Una vita senza di Me non può condurre alla meta e per questo motivo termino molto sovente anzitempo il cammino terreno di un uomo per dargli ancora la possibilità nel Regno dell’aldilà di progredire d’un passo, cosa che è comunque ancora dubbioso, ma ciononostante possibile. E prima della fine di questa Terra la Mia Misericordia deve ancora infierire qualche ferita, che può contribuire alla guarigione dell’anima malata, sia questo attraverso l’improvvisa richiamata di questa oppure anche attraverso miserie e sofferenze di ogni genere, che possono già agire in modo educativo sull’uomo nella vita terrena. Li devo mettere in tali miserie affinché si guardino intorno per un Aiutante, per poi avvicinarMi Io Stesso a loro, per venire poi riconosciuto da loro come Amico e Fratello, al quale si possono ora affidare incondizionatamente. Una Vita senza di Me è una corsa a vuoto, e si parla quasi sempre di successo terreno, perché là agisce il Mio avversario, dove la Mia Presenza è esclusa. Ma Io tento con ogni uomo di avvicinarMi a lui e perciò ogni uomo avrà anche da combattere temporaneamente in modo insolito e da registrare dei fallimenti, ed allora attendo che si rivolga a Me. Se questo è inutile, allora è anche di nuovo all’opera il Mio avversario, e la distanza da Me diventa sempre maggiore. L’anima diventa sempre più misera, e la Mia Misericordia la libera poi sovente dal suo involucro, ed allora inizia nell’aldilà la lotta per quest’anima, affinché là riconosca la sua solitudine ed il suo stato misero ed ora si rivolga a Colui Che da Solo la può aiutare. Ma una volta il suo pentimento sarà molto grande quando riconoscerà, quanto poco ha utilizzata la vita terrena e quanto poco ha ottenuto, perché non Mi ha lasciato camminare accanto a sé, Che l’avrei davvero guidata bene. Amen

26. ottobre 1956

CHIEDIAMO UNA NUOVA EFFUSIONE DELLO SPIRITO SANTO

 


O Spirito Santo, grazie, che nel Nome del Padre e del Figlio e spinto dal tuo amore, sei disceso dal cielo e sei venuto sulla terra.

Sei venuto per continuare l'opera di Gesù, per comunicare la salvezza ad ogni persona, per essere l'anima di ogni fedele e di tutta la Chiesa.

Sei venuto per essere consolatore e sostegno, maestro e guida, santificatore e forza degli apostoli.

Sei venuto con potenza, segni e prodigi.

Sei venuto ricco di doni e di carismi per tutti. Grazie, o Spirito Santo.

O Spirito Santo, dal giorno di Pentecoste la tua effusione continua sempre sul mondo, sulla Chiesa, su ogni persona che ti apre il cuore.

Sì, vieni! C'è bisogno di Te, oggi come allora. Anzi oggi più di allora. Senza di Te non c'è vita. Vieni e la faccia della terra sarà rinnovata.

Vieni sulla Chiesa, sulla comunità, sui vescovi, sui sacerdoti, sui laici: santifica, riunisci, rianima.

Vieni, o Spirito Santo, vieni.

O Spirito Santo, vieni sulle famiglie: rendile focolari di amore e di vita.

Vieni sui peccatori: perdona, purifica, converti, rinnova. Vieni sugli infermi: guarisci, risana, consola.

Vieni su tutti i sofferenti: dona loro la forza di portare la croce per il bene loro e per la salvezza del mondo.

Vieni su di noi, su ciascuno di noi che ti apriamo il cuore per accoglierti.

Vieni, o Spirito Santo, vieni.


La Russia si ribellò a Me

 


Signore,
Padre e Maestro della nostra vita,
non abbandonarci né ora
né nell’ora del dolore;

Signore,
Padre e Maestro della nostra vita,
aiuta la Russia a crescere nel Tuo Spirito;
Tu che hai trafitto
il Dragone Rosso
che l’aveva assediata;

Signore,
Padre e Maestro della nostra vita,
liberaci dal Ribelle
che è ancora fra noi;

ah, figlia Mia, Io insegnerò a tutti voi per mezzo del Mio Fuoco Purificatore; aspetta e vedrai; ora AscoltaMi e scrivi, figlia Mia:

poco tempo fa, la maggior parte delle nazioni del mondo non avrebbe mai creduto che il nemico, il Dragone Rosso, avrebbe perduto il suo potere in Russia così improvvisamente; Vassula, se la tua sorella la Russia si ribellò a Me, questo è dovuto ai peccati e ai crimini del mondo; la tirannia proviene dal basso;

Ma che cosa hanno patito i suoi figli, quei martiri che Ti appartenevano?

come potrei descrivere ciò che i suoi figli hanno sofferto, a cosa potrei compararli, figlia? tutto il Cielo era in lutto per i suoi figli; i suoi figli erano impotenti, ma chi era accanto a loro per compiangerli? c’era fra loro qualcuno che fosse abbastanza forte per trafiggere il Dragone? non fin tanto che la loro pelle era incollata alle loro ossa; i suoi figli andavano mendicando Pane, oppressi dal nemico soccombevano sotto il loro fardello; se venivano in segreto a trovare rifugio in Me o a cercare protezione fra le Mie Braccia, venivano severamente puniti; non era permesso loro di mostrare il loro zelo per Me; i loro inseguitori erano più rapidi di vipere e spiavano ogni passo che facevano, e se avevano qualche sospetto che sotto il loro materasso fosse nascosto il Libro della Vita, i Miei figli e le Mie figlie erano vessati e braccati e poi catturati;

ah, figlia, i Miei Occhi hanno costantemente pianto nel vedere questa nazione costretta al silenzio con la spada; sacerdoti e profeti erano fatti prigionieri ed erano forzati ad abitare nell’oscurità; molti di essi sono stati massacrati senza pietà sotto i Miei stessi Occhi; – questa nazione che una volta Mi onorava e Mi lodava apertamente, raggiante come zaffiro, una Cittadella di delizie, fu ridotta ad un deserto, ad un paese assetato a causa dei peccati e dei crimini del mondo; Io ti dico, figlia Mia, la Russia, tua sorella, non vi ha ancora mostrato ciò che essa compirà nel Mio Nome;

il Giorno della Festa deve ancora giungere,

e come vorrei che fosse già qui!

pregate, pregate per questo Giorno Glorioso;

3 Settembre 1991

Vassula

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Nona apparizione, domenica 21 maggio 

L'apparizione di domenica 21 maggio doveva essere l'ultima, invece fu l'ultima del primo ciclo delle apparizioni. 
Fin dal mattino si riversò nel piccolo paese una grande  folla, che a sera raggiunse le 200.000 persone. Gruppi di pellegrini arrivavano a piedi, sui carri, sui tram. Pregavano ad alta  voce e cantavano inni alla Vergine Maria. 
Attorno al luogo delle apparizioni si era preparato un solido recinto di grossi tronchi. 
Nel pomeriggio alcune crocerossine aiutate da volenterosi, lavoravano per collocarvi e assistere numerosi malati. 
La dott.ssa E. Maggi nella relazione afferma che Adelaide risultò normale dopo un esame obiettivo fattole nel pomeriggio.  Durante le molte ore passate con lei notò che la bambina non era  golosa, ma accettava i dolciumi che le venivano regalati e li dava  con generosità ai presenti. 
La bambina senza stancarsi si divertiva a prendere dalla finestra gli oggetti che la gente le gettava per farglieli toccare. 
Dopo aver mangiato un pezzo di pane e bevuto in po' d'acqua, volle recarsi al luogo delle apparizioni, dove incominciò  a pregare e attendere calma e serena. Non l'eccitavano gli  ondeggiamenti paurosi di quella marea umana, né le facevano  perdere la pazienza le continue richieste di grazie che le giungevano scritte su biglietti, da presentare alla Vergine. 
Adelaide, dopo aver vagato con lo sguardo nel cielo antistante mostrando di cercare qualcuno, concentrò la sua attenzione  in un punto preciso. Interrogata, rispose che la Vergine era  presente. Il polso presentò gli stessi caratteri di altre volte: prima  70, poi salì a 80 per ritornare a mantenersi normale (7072)  durante l'apparizione. 
Alle varie prove fatte, la bambina ebbe una lieve reazione che non distolse la sua attenzione dall'oggetto che immensamente  la interessava. 
Riportata a casa, Adelaide raccontò la visione degli animali che pregano nella chiesa, dinnanzi la S. Famiglia. 
Aggiungo alle osservazioni fatte dalla dott.ssa Maggi, quelle del dott. Loglio, il quale nella sua relazione scrive: 
"21 maggio: Assistetti la fanciulla anche il giorno seguente (seguente il 20, n.d.r.). La ressa della folla era aumentata; la  piccola Adelaide fu portata sul luogo alle 18 circa. Anche questa  volta notai la sua indifferenza per quanto avveniva per lei, e  stette in preghiera assai più del giorno precedente. Durante la  visione, durata più a lungo del 20, rilevai gli stessi sintomi del  giorno prima; il polso aumenta da 72 a 80 per poi ridiscendere a  70. Terminata la visione, la veggente fu portata via, ma ebbi modo di avvicinarla in casa sua. Quel giorno la Madonna non le  parlò; vide solo la S. Famiglia riunita in una chiesa, ma nei giorni  precedenti le aveva detto che "Bisogna pregare e fare penitenza e — ripeto le esatte parole — in cò du m is ederì cosa ghe sarà": =  fra due mesi vedrete cosa ci sarà. E non disse altro perché fu  chiamata dal sig. Verri". 
La dott.ssa Maggi continua: 
"Ricollegandomi a questa visione (degli animali che pregano nella chiesa dinnanzi la S. Famiglia, n.d.r.) mi permetto di far notare che una bimba di sette anni, vissuta isolata e priva di  fantasia non può creare nella sua mente una così strana visione e  spiegarla nettamente con tutti i particolari, illustrandola meglio  quando le si creavano delle contraddizioni; (questo come nota  clinica di osservazione di contro a molte voci denigratrici ed  insulse). 
Volli esaminare Adelaide due giorni dopo all'asilo presso  le R. Suore, dove era stata portata. La trovai ritrosa e di cattivo  umore perché stanca ed assonnata; mi raccontò poi che oltre alla  visione simbolica descritta, le era stato detto che se faceva la  brava avrebbe avuto altre visioni: il giorno della sua prima S.  Comunione ed ancora per altri tre giorni di seguito. E mi segnò  con la manina, mostrandomi quattro ditini, sillabando: domenica,  lunedì, martedì, mercoledì. 
Volli accertarmi se ricordava le punture fattele, e la prova termica, ma la piccola meravigliandosi della mia domanda rispose di non ricordare nulla e che io non le avevo fatto niente". 
Adelaide scrive: 
"21 maggio: Anche questa apparizione fu preceduta dai colombi e nel punto luminoso si manifestò la Sacra Famiglia,  vestita come ieri, in mezzo a una chiesa. Verso la porta principale c'era: un asino color grigiastro, una pecora bianca, un cane  dal pelo bianco con macchie marrone, un cavallo del solito color  marrone. Tutte le quattro bestie erano inginocchiate e muovevano la bocca come se pregassero. Ad un tratto il cavallo  si alzò e passando vicino alle spalle della Madonna uscì dalla  porta aperta e s'incamminò sull'unica strada che conduceva ad un  campo di gigli, ma non fece a tempo a calpestarne quanti voleva perché S. Giuseppe lo seguì e lo riprese. Il cavallo appena vide  S. Giuseppe cercò di nascondersi vicino al muricciolo che serviva  da cinta al campo dei gigli, qui si lasciò prendere con docilità e  accompagnato da S. Giuseppe ritornò in Chiesa ove si  inginocchiò e riprese la preghiera. Quel giorno spiegai questo fatto  solo col dire che il cavallo era una persona cattiva che voleva  distruggere i buoni. Ora pur semplicemente posso spiegare  meglio i sentimenti prodotti in me da quella visione. Nel cavallo  vidi una persona superba e cattiva avida di dominio, la quale abbandonata la preghiera voleva distruggere i gigli di quel magnifico campo, calpestando e distruggendo di nascosto la loro  freschezza e il semplice candore. Da notare che mentre il cavallo  faceva strage in quel campo manifestava un senso di malizia  perché cercava di non essere visto. Quando il cavallo vide S.  Giuseppe muoversi per rintracciarlo abbandonò il furtivo danno e  cercò di nascondersi vicino al muricciolo di cinta del campo. S. Giuseppe avvicinatoglisi lo guardò con dolce sguardo di rimprovero e lo condusse nella casa di preghiera. Mentre il cavallo faceva il danno gli altri animali non interruppero la preghiera. 
I quattro animali rappresentano quattro virtù indispensabili per formare una S. Famiglia. Il cavallo capo che non deve abbandonare la preghiera perché lontano da essa è capace solo di  disordine e rovina. Ripudia la pazienza la fedeltà la mitezza e silenzio  familiare raffigurate nelle simboliche bestie. In questa visione  nessuno parlò e lentamente tutto scomparve. 
N.B. Le macchie particolari del pelo del cane sono figure della fedeltà familiare tanto corrotta. La porta aperta del tempio è  figura della libertà che Dio dona ad ogni creatura". 

Severino Bortolan

lunedì 26 gennaio 2026

Ore di solitudine – Separazione obbligatoria dal mondo

 


Gesù ti consola!


Le ore della solitudine sono ben adeguate per indurre l’uomo alla riflessione e perciò deve cercare sovente l’occasione per sfuggire a tutto il trambusto terreno, per dedicarsi alle auto contemplazioni interiori che possono avere un effetto benefico. L’uomo nella sua arroganza crede sovente di supplire alle richieste che Dio pone ai suoi figli terreni, cioè non fa il minimo per formarsi spiritualmente oppure per educarsi ad un grado superiore di maturità, quindi di nobilitare il suo essere. Crede che di essere stato creato da Dio così com’è, non si rende minimamente conto fin dove spetta a lui stesso la formazione del suo essere. E su questo può essergli data chiarificazione soltanto quando sottopone sé stesso ad un’osservazione critica, se confronta il suo agire e pensare con le Pretese di Dio, che Egli pone agli uomini attraverso i Suoi Comandamenti dell’amore. Allora attraverso la voce interiore gli verrà tenuto davanti il suo modo di vivere oppure gli verrà fatto notare quando il suo agire e pensare devia da ciò che Dio vuole. E nuovamente dipende dal fatto fin dove dà ascolto alla voce interiore; dipende dal fatto se è predisposto alla resistenza oppure accetta volonterosamente l’ammonimento di coloro che lo vogliono aiutare. Di conseguenza predisporrà anche la sua futura vita, tenderà o a nobilitarsi oppure cercherà anche di coprire la voce interiore con discorsi contrari, che manifestano ancora troppo il desiderio per il mondo. Perché l’uomo che è ancora attaccato al mondo, non se la prende troppo precisamente con l’adempimento dei Comandamenti divini, per assicurarsi vantaggio terreno. E così l’uomo di mentalità terrena non sarà nemmeno volonteroso di andare sovente nella solitudine, cioè la sua anima non ha nostalgia per delle ore di contemplazione interiore, ma cerca di assordarsi e di coprire la voce interiore con il frastuono del mondo. Ed è una Grazia di Dio quando mette tali uomini per costrizione in situazioni, dov’è esposto alla solitudine. In quegli uomini può manifestarsi anche il desiderio per il mondo con maggior forza ed una tale solitudine non porta nessuna utilità per la sua anima; ma l’uomo riconosce anche l’inutilità del suo modo di vivere e ritorna alla vita del mondo come uomo diverso. La riflessione interiore gli ha portato la conoscenza, che il suo pensare ed agire finora non era quello giusto, e cerca di cambiare sé stesso ed il suo essere e rivolge più attenzione alla vita al giusto pensare. E così un apparente male, una obbligatoria separazione dal mondo, può avere sovente un effetto estremamente benefico, perché quando il mondo terreno si è allontanato dall’uomo, il mondo spirituale gli si avvicina; dove delle distrazioni terrene non influenzano il pensare dell’uomo, ora possono agire le Forze dell’aldilà e dare all’uomo il chiarimento in forma di pensieri sul vero senso e scopo della vita. Ed il successo nell’educazione spirituale può risarcire l’uomo abbondantemente per ciò che gli rimaneva rifiutato come gioie terrene. 

Amen

19. settembre 1940

Siate vigili, rimanete svegli

 


San Michele Arcangelo dice:

Sono San Michele Arcangelo: sono disceso dal Cielo tenendo nelle mie mani la potente spada. Spada con la quale, insieme alla madre del cielo, sconfiggeremo il principe delle tenebre e i suoi seguaci.

Sono San Michele Arcangelo che stendo il mio mantello celeste su di voi per avvolgervi con i raggi di luce del Cielo, per proteggervi e difendervi da ogni spirito maligno.

Sono San Michele Arcangelo che vi chiama: a unirvi volontariamente all'Esercito Vittorioso, comandato dalla Santissima Vergine Maria; a vivere il Fiat di Nostra Signora, a non lasciarvi sviare dal cammino perché potreste perire, potreste finire in labirinti di oscurità, in abissi dai quali non c'è via d'uscita.

Sono l'Angelo della fine dei tempi

che vi porta una grande notizia, una notizia che dà speranza, una notizia liberatrice. Aspettate molto presto il ritorno di Gesù, la sua seconda venuta. Siete nei tempi della tribolazione.

Ma se rimarrete fedeli alla sana dottrina, al Magistero della Chiesa, se camminerete tenuti per mano da Maria, non dovrete preoccuparvi di nulla. Lei vi custodirà nel rifugio del suo Cuore Immacolato. Non abbiate paura di tutti gli eventi che stanno per arrivare nel mondo intero. Tutto dovrà accadere affinché la creazione torni al suo ordine originario.

Sono l'Angelo vincitore dell'anticristo: state attenti, non lasciatevi marcare con il segno della bestia, tappatevi le orecchie, copritevi gli occhi il giorno in cui usurperà il trono che non gli appartiene. Lasciatevi piuttosto marcare con il segno degli eletti di Dio.

Sono l'Angelo del Giudizio Universale: presto Gesù verrà a mettere alcuni alla sua sinistra e altri alla sua destra. Vi giudicherà con due misure: una di misericordia e l'altra di giustizia.

Invocatemi e io vi proteggerò. Invocatemi e io indebolirò le forze di Satana.

Invocatemi quando sarete tentati, quando vi sentirete assediati dal nemico: immediatamente alzerò la mia spada e annienterò lo spirito ingannatore.

Invocatemi perché, nel giorno del vostro giudizio, quando sarete chiamati, vi porterò nel luogo delle espiazioni e, una volta purificati, vi porterò in Paradiso.

Siete in guerra e in battaglia spirituale. C'è una lotta tra il bene e il male. I demoni sono stati liberati dalle profondità dell'inferno per tentare, sedurre, ingannare, per portare con sé il maggior numero di anime.

Siate vigili perché Satana si traveste da angelo di luce.

State attenti perché ci sono molti lupi travestiti da agnelli.

State attenti perché siete negli ultimi tempi, l' avvento dei falsi profeti. Siete negli ultimi tempi in cui tutto ciò che è scritto dovrà compiersi.

Molto presto, molto presto sentirete il suono delle trombe.

Molto presto, molto presto apparirà la donna vestita di sole, in piedi sulla luna con una corona di dodici stelle. Donna che con il tallone calpesterà la testa del serpente.

Il Cielo mi ha conferito il compito di accompagnare, assistere e proteggere i soldati semplici dell'Esercito Vittorioso dei Cuori Trionfanti.

Risveglierò in voi lo zelo per la gloria del Santo Nome di Dio. Vi rivestirò di forze affinché non soccombiate alle tentazioni.

Molto presto, molto presto avverrà il trionfo del Cuore Immacolato e il Regno del Sacro Cuore.

Molto presto: i fedeli alla dottrina, alla tradizione e ai principi dati da Gesù nei Vangeli saranno perseguitati.

Molto presto avverrà il grande miracolo. Molto presto l'umanità intera rimarrà sbalordita, stupita davanti al grande segno che apparirà nel cielo.

Siate quindi vigili, rimanete svegli. Condurrete una vita di santità, una vita coerente con gli insegnamenti di Gesù. Ascoltate i messaggi trasmessi ai veri profeti del Signore e munitevi dell'armatura di Dio affinché non siate distrutti, affinché non siate strappati dalle sue mani.

Grandi prove arriveranno all'umanità. I dolori del parto sono iniziati. Ma conservate la calma. Conservate la pace nel vostro cuore e aspettate il pronto ritorno di Gesù. Scrivete nella memoria del vostro cuore gli insegnamenti di Maria, Profetessa degli ultimi tempi, Madre della seconda venuta. Lezioni che vi preparano, lezioni che sono un avvertimento per tutta l'umanità dell'imminente castigo e della dura prova.

Esercito Vittorioso dei Cuori Trionfanti: San Michele Arcangelo, l'Angelo della fine dei tempi, l'Angelo vincitore dell'anticristo, l'Angelo del giudizio finale: vi incoraggia alla perseveranza; vi incoraggia ad affrontare le difficoltà, ad aggirare, tenendovi per mano a Gesù e a Maria, i momenti difficili di prova che vi attendono.

Ricordate che: diverse anime saranno rapite prima delle 72 ore di oscurità.

Esercito Vittorioso dei Cuori Trionfanti: per il vostro sì al Signore, portate nelle vostre mani la mia spada. Per il vostro sì al Signore, godete della mia protezione e assistenza sulla terra.

Per il vostro sì al Signore, la Santissima Vergine Maria vi custodisce in una delle Stanze del suo Cuore Immacolato.

Per il vostro sì al Signore, riceverete il trofeo della vittoria.

Per il vostro sì al Signore, farete parte della lista degli eletti, della lista di coloro che sono stati segnati dal Cielo.

Per il vostro sì al Signore, alcuni di voi passeranno al godimento del Cielo eterno e altri potranno vedere cieli nuovi e terra nuova.

Contate sulla mia protezione, sulla mia intercessione presso il Cielo. Vi avvolgo dolcemente sotto il mio mantello e vi lascio per occuparmi di altre questioni del Cielo.

17 dicembre 2009

CHIEDIAMO LA LIBERAZIONE DAL MALE

 


O Spirito Santo, difendimi e allontana da me tutte le forze del male: annientale, distruggile perché possa stare bene e operare il bene.

Caccia via da me i malefici, le stregonerie, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, l'infestazione, l'ossessione diabolica e ogni strana malattia.

Brucia tutti questi mali con il tuo Fuoco Divino. Comanda a tutte le presenze degli spiriti che mi molestano di lasciarmi per sempre, così che possa vivere nella salute e nella pace, nell'amore e nella gioia.

O Spirito Santo, liberami da ogni male.

O Spirito Santo, libera la mia casa da ogni presenza diabolica, forse sensibile con rumori e distrubi. Manda via da essa ogni influenza e potere maligno.

Infondi sulla mia casa la tua benedizione perché tutti i membri della famiglia possano vivere nella libertà, nella salute, nella pace.

O Spirito Santo, benedici e proteggi la nostra famiglia. Grazie, o Spirito Santo, che sei la mia forza e la mia speranza.


PERCHÉ GESÙ NON HA DISTRUTTO LUCIFERO NEL MOMENTO DELLA SUA RIBELLIONE? (MISTERO BIBLICO)


 

Il Mio intervento divino è per accadere, avrete la visione di un mondo nuovo ed entrerete festanti ad abitarlo.

 


Carbonia 25.01.2026

Come neve al sole tutto si scioglierà, presto avrete ogni bene in Me e sarete come Io, Dio, vi avevo pensati.

La Mia Creazione è stata per voi, figli Miei, per farvi conoscere la Mia grandezza nella bellezza infinita del Mio Tutto.

Cavalcherete mondi nuovi e conoscerete tutto ciò che Mi appartiene, avrete la conoscenza a figli di Dio e prenderete della Mia stessa natura divina.

Amati Miei, il tempo che state vivendo è passeggero, presto incontrerete il vostro Creatore e a Lui vi abbraccerete, avvertirete nel vostro cuore il Suo amore e sarete riscaldati da questo amore.

Figli Miei, le cataratte dei cieli si aprono, il Mio intervento divino è per accadere, avrete la visione di un mondo nuovo ed entrerete festanti ad abitarlo.

Maria SS.ma sarà con voi, tutto il Mio Cielo si abbraccerà a voi cantando lodi a Me, Mi urleranno il loro infinito amore per Me.

La mietitura è a breve, soffio il Mio alito di vita sui Miei amati figli, Io stesso entrerò in essi per sommergerli di Me e abbracciarli in Me.

La nebbia fitta invaderà la terra, il buio crescerà a dismisura, l’uomo non avrà il controllo su ciò che succederà.

Particelle di fuoco cadono sulla terra!

Asteroidi verso la terra!

Questa Umanità sarà provata, le sarà tolto tutto, allora, solo allora si metterà a urlare il Mio Santo Nome, ma sarà troppo tardi!

Addio! Addio! Figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta. Addio!

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Ottava apparizione, sabato 20 maggio 

Il 20 maggio, Adelaide, accompagnata dal parroco don Cesare Vitali e dalla cugina Maria, va dal vescovo di Bergamo per riferirgli il segreto della Vergine. 
Maria parla al vescovo dell'annuncio dato da Adelaide di  un miracolo che sarebbe venuto alla fine del primo ciclo delle apparizioni. Il vescovo nel suo diario, in data 20 maggio 1944,  scrive: "La cugina è stata molto prudente. Chiede che si debba  fare, se accompagnare o no la bambina stasera. Ha detto che ci  sarà un miracolo domani e se non fosse sarebbe un colpo per la  fede di molti. Io dico di non potermi pronunciare". (v.  D. Argentieri, o.c., p. 96). 
La sera è vicino ad Adelaide anche il dott. Giulio Loglio, medico condotto di Bonate Sopra (Bergamo), che da oggi sarà  presente, eccetto il giorno 28, alle apparizioni, e del quale riferirò giorno per giorno, parte della sua relazione, inviata il 30  settembre 1944, al vescovo di Bergamo. 
Egli scrive: 
"20 maggio: Vi era già notevole folla e parecchi erano  anche coloro che attendevano grazia di guarigione. Pur fra gli applausi e le invocazioni notai come la Roncalli mantenesse piena indifferenza; dopo un breve periodo di preghiera, ebbe inizio la visione. Tenne lo sguardo fisso alla cima di un albero,  il viso si fece un po' cianotico ed abbondante sudorazione le  scendeva dalla fronte, a tratti ammiccava gli occhi e sembrava  bisbigliasse parole non udite. Con uno spillo provai a punzecchiarla leggermente sul collo e sulle mani, senza ottenere reazioni visibili; con la punta di un foglietto di carta saggiai la reazione congiuntivale: essa fu assai vivace. Leggeri pizzicotti la  lasciarono indifferente. Non ho cronometrato né il polso, né la  durata della visione, la fanciulla, fu subito portata via e non la  potei interrogare". 
Alle osservazioni del dott. Loglio, la dott.ssa Maggi  aggiunge che la bambina, durante l'estasi, non avvertì né l'urlo  che si alzò dalla folla dinanzi ai fenomeni celesti, né i colpi di  fucile che venivano sparati per calmare questa. 
Adelaide scrive: 
"Come tutte le altre sere andai sulla pietra in attesa della cara Madonna. Apparve di nuovo la Sacra Famiglia e la Madonna mi disse: "Domani sarà l'ultima volta che ti parlo, poi  per sette giorni ti lascio pensare bene quanto ti ho detto. Cerca  di capirlo bene perché fatta più grandicella ti servirà molto se  vorrai essere tutta mia. Dopo questi sette giorni ritornerò ancora  quattro volte". La sua voce era tanto armoniosa e bella che per  quanto io abbia cercato d'imitarla non riuscii mai. 
Durante l'apparizione si videro fenomeni straordinari nel  sole e nel cielo. Previtali Olimpia, di Paderno d'Adda (Como), guarì improvvisamente da una paralisi che la torturava da quattro  anni. Nell'abitazione del sig. Verri, la Previtali veniva sottoposta  ad un primo controllo medico dal dott. Loglio. Questi, attese le  condizioni precedenti della malata rivelate dalle sue  deposizioni, credette di poter concludere l'esame obiettivo,  dinanzi al parroco ed all'ing. Villa allora giunti, con queste  parole: 
"Io non sono un cattolico fervente, ma se questo non è un  miracolo, bisogna negare tutti i miracoli di tutti i santuari" (v. L.  Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 85). 

Severino Bortolan

domenica 25 gennaio 2026

Dio E’ l’Amore

 


Gesù E’ l’Amore


Tutto è sorto dalla Forza d’Amore di Dio. Egli Stesso E’ la Fonte dall’Eternità della Forza, il Suo Elemento dall’Eternità è l’Amore, Egli Stesso E’ quindi l’Amore. E ciononostante Egli E’ un Essere che agisce e crea secondo il più saggio Benestare. Egli E’ un Essere, che porta i Suoi Pensieri all’Esecuzione, Che fa sorgere delle Creazioni in continuazione che però adempiono sempre il loro scopo Che irradia la Sua Forza d’Amore nell’Infinito, che non agisce arbitrariamente, ma è determinato dalla Sapienza e Potenza di Dio nel suo Effetto. Dio E’ l’Amore. Voi uomini non comprenderete questa espressione finché non potete sondare l’Essere dell’Amore, che richiede una auto formazione nell’amore. Perché voi osserverete sempre l’Amore come una Caratteristica, che riconoscete all’Essere più sublime e più perfetto. Ma che questo Essere E’ l’Amore Stesso, vi rimarrà incomprensibile, finché camminate come uomo sulla Terra. E voi tutti siete proceduti da quell’Amore, siete Forza irradiata, nella vostra costituzione primordiale siete l’amore stesso, ma pure degli esseri che possono pensare e volere, la dimostrazione di una “Essenza”. Nulla di ciò che è sorto e di ciò che sorgerà è perciò senza un piano. Tutto è stato pensato nella piena Sapienza, tutto è un insieme di Pensieri di un Essere sublimemente perfetto, che voi uomini chiamate “Dio”. E questo Essere Si E’ moltiplicato. Da Sé Stesso ha fatto sorgere degli esseri simili, la Sua Forza d’Amore è defluita e le ha dato delle forme. Esso Creò. Tutto ciò che Dio ha creato, è e rimane Amore nella sua sostanza Ur. E’ e rimane una Forza, che deve diventare attiva secondo la Volontà divina. Ma se viene ostacolata nella sua Efficacia, allora l’Ordine divino viene rovesciato. Il Principio d’Amore viene invertito nel contrario. All’Essere, che E’ in Sé Amore, Sapienza e Potenza, cioè che E’ “Dio”, viene opposto resistenza, cosa che può bensì avvenire da parte degli esseri che Egli ha chiamato in vita, perché li ha anche provvisti con la libera volontà come le Sue Immagini, ma allora l’essere esce dal suo Ordine di Legge, si inverte nel contrario, continua bensì ad esistere, ma non lascia però agire la Forza d’Amore, e questo significa irrigidirsi, significa immobilità, significa la morte di ciò che una volta irradiava da Dio come “Vita”. Nella sua sostanza Ur l’uomo è amore, ma quasi sempre si trova ancora nella resistenza contro Colui il Quale lo aveva irradiato come un essere. E perciò non riconosce nemmeno che cosa è l’Amore. Per questo motivo gli è anche inafferrabile l’Essere di Dio, Che E’ l’Amore Stesso. Perché l’Amore è contemporaneamente anche Luce, che però brilla ancora poco all’uomo, finché il suo amore è debole. Perciò non può riconoscere Dio nel Suo Essere, può solamente credere ciò che gliene viene comunicato, ma appena queste comunicazioni corrispondono alla Verità, gli porteranno anche la Luce, perché allora si sforzerà di cambiare il suo essere nell’amore, e si rivolgerà anche a quell’Essere, Che E’ ultraperfetto e che ora comincia a riconoscere come “l’Eterno Amore”. Ma non sarà mai in grado di sondare l’Essere di Dio, perché Egli E’ il Centro di Forza dall’Eternità, mentre tutti gli esseri creati sono delle scintille di Forza, che sono state irradiate, che però nella loro piccolezza non potevano mai contemplare il Fuoco UR senza svanire. L’uomo potrà già riconoscere sulla Terra l’Amore, la Sapienza e il Potere di un Dio essenziale, se la sua volontà è buona ed il suo cuore aperto alla rinnovata Irradiazione d’Amore dell’Essere, dal Quale ha avuto la sua origine, perché questo Essere ultraperfetto Si rivela alle Sue creature. E questa è la massima dimostrazione d’Amore di Colui, il Quale E’ l’Amore Stesso, che Egli Stesso Si annuncia, che fornisce il chiarimento su Sé Stesso agli esseri creati, fin dove lo possono afferrare, e che con ciò Egli vuole di nuovo far divampare l’amore, affinché diventi di nuovo attivo rispetto all’elemento Ur, affinché le Sue creature entrino di nuovo nell’eterno Ordine, per poter creare ed agire secondo la loro destinazione come era in principio. 

Amen

19. gennaio 1962

ANGELI E DEMONI LA LOTTA CONTRO IL POTERE DELLE TENEBRE

 


Ecco i santi angeli, principi degli eserciti del Signore, ma anche nostri amici e protettori.


IL MERAVIGLIOSO MONDO ANGELICO


Conoscenza e comunicazione angelica

Tutto ciò che riguarda la conoscenza angelica, la comunicazione tra loro e il loro atto di volontà è oggetto di libera discussione; è certo che la loro capacità di conoscere, sebbene incomparabilmente superiore a quella dell'uomo, è limitata: essi non conoscono naturalmente i misteri divini, né il futuro libero o contingente;* è anche certo che hanno pieno libero arbitrio.

*Gli angeli (e anche i demoni, che sono angeli pervertiti), per loro stessa natura, non hanno la capacità di conoscere il futuro che dipende da un atto libero di Dio o dell'uomo; tuttavia, data la loro intelligenza acutissima e la loro conoscenza della natura e delle sue leggi, possono prevedere lo sviluppo degli eventi, poste certe cause. Possono anche, grazie alla loro profonda penetrazione psicologica e alla conoscenza dell'anima umana, fare congetture più o meno probabili su come gli uomini reagiranno in determinate circostanze, e così prevedere ciò che ne deriverà.

Per dare un'idea della perfezione della conoscenza angelica, sembra opportuno trascrivere la spiegazione del Cardinale Lepicier, grande esperto in materia.

Confrontando il modo di conoscere umano con quello angelico, il Cardinale sottolinea che Dio ha infuso nell'intelletto degli angeli, appena li ha creati, rappresentazioni di tutte le cose naturali. Queste immagini "non solo rappresentano principi generali che regolano ogni scienza particolare, ma contengono anche, distintamente, tutti i dettagli virtualmente contenuti in quei principi, in modo che una stessa immagine informa la mente angelica delle particolarità di ogni scienza. Non ci può quindi essere confusione nella mente angelica quando passa dall'osservazione di una cosa all'osservazione di un'altra...

"Un angelo, con un semplice sguardo all'immagine che rappresenta – diciamo – il regno animale, conosce non solo le varie specie di animali esistenti, ma anche ogni individuo che esista o sia esistito in ogni specie, così come le sue proprietà particolari e i suoi mezzi di azione. E lo stesso vale per la conoscenza di qualsiasi oggetto, qualunque esso sia, che si trovi nel regno della natura, sia organico o inorganico, materiale o spirituale, visibile o invisibile.

Si chiama futuro libero o contingente quello che dipende, sia dalla volontà divina, sia da quella umana. Si distingue dal futuro necessario, che non dipende dal libero arbitrio, ma deriva da cause che, una volta poste, portano necessariamente a un determinato effetto. Così, alla notte segue il giorno; il seme, gettato nella terra, germoglierà entro un certo tempo, se si verificano tutte le condizioni necessarie, indipendentemente dalla volontà divina (che è già manifestata nell'atto della creazione della specie) o da quella umana.

"Da ciò si può vedere che la scienza umana è molto superata dalla scienza della mente angelica, sia in estensione che in precisione".*

* Cardinale A. LEPICIER, Il Mondo Invisibile, pp. 42-43.

San Tommaso spiega la comunicazione degli angeli tra loro nel modo seguente: come noi uomini, gli angeli hanno il verbo interiore o verbo mentale, con il quale parliamo a noi stessi o formuliamo i concetti interiormente. Ma, mentre noi possiamo comunicare questo pensiero agli altri solo attraverso la parola orale o altri mezzi esterni, poiché tra noi e gli altri c'è la barriera del nostro corpo, che vela il pensiero, gli angeli non hanno questa barriera corporea; così, basta loro, con un atto di volontà, rivolgersi ad altri angeli, perché il loro pensiero – cioè questo verbo interiore o verbo mentale – si manifesti a loro.

Poiché gli angeli sono diversi tra loro, e alcuni sono più perfetti di altri, i più perfetti illuminano i meno perfetti comunicando loro ciò che vedono di più in Dio.

Allo stesso modo, possono illuminare gli uomini, comunicando loro buoni pensieri, sebbene in modo diverso da quello con cui un angelo comunica con un altro. Poiché la mente umana ha bisogno del concorso della fantasia per comprendere le cose, gli angeli comunicano le verità all'uomo attraverso immagini sensibili.

Per quanto riguarda la volontà umana, solo Dio o l'uomo stesso sono in grado di muoverla efficacemente; l'angelo, o un altro uomo, possono muoverla solo attraverso la persuasione.

Gustavo Antônio e Luiz Sergio Solimeo