sabato 2 maggio 2026

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


PARERI FAVOREVOLI 


Da parte di uomini di scienza 

Padre Agostino Gemelli, fondatore e rettore dell'Università  Cattolica di Milano, psichiatra e psicologo di fama internazionale,  nello studio fatto su Adelaide esclude ogni ipotesi di spiegazione  naturale delle apparizioni, e lascia intendere che l'unica  spiegazione è quella soprannaturale. 

La prof. Agata Sidlauskaitè, assistente del laboratorio di  psicologia dell'Università cattolica di Milano, studiosa dei  problemi dell'età evolutiva, dopo nuove e prolungate osservazioni  sulla bambina Adelaide Roncalli, conferma ampiamente il  giudizio di padre Gemelli. 

La dott. Eliana Maggi, medico condotto di Pontida  (Bergamo), dal 19 maggio 1944 ha partecipato a tutte le apparizioni. Ha osservato attentamente Adelaide durante e dopo l'estasi, e l'ha definita:  "mens sana in corpore sano", cioè, mente sana in un corpo sano. 

È stata testimone di guarigioni prodigiose, di fenomeni luminosi  straordinari. Ha sempre manifestato la sua convinzione sulla attendibilità delle  apparizioni. 

Il dott. Giulio Loglio, medico condotto di Bonate Sopra  (Bergamo), presente alle apparizioni dal 20 maggio, dinanzi alla guarigione di  Previtali Olimpia, come ho già scritto, disse: "Io non sono un cattolico fervente,  ma se questo non è un miracolo, bisogna negare tutti i miracoli di tutti i santuari". 

Lo stesso dott. Loglio, l'11 giugno 1946 dichiarò: "Anche in passato,  quantunque poco praticante, ho sempre avuto fede nella religione cattolica, ma da  quel tempo, (cioè dalle apparizioni, n.d.r.) ho sentito nascere in me una fede  religiosa più viva e ardente, che dura ancora". 

Il dott. Pietro Ruggeri di Ponte S. Pietro (Bergamo), presente ad alcune apparizioni, afferma l'autenticità dell'estasi di Adelaide. 

I dottori Zonca Giovanni e Borroni Vittore, descrivono l'estasi di Adelaide, rilevandone la naturalezza e l'autenticità. 

Il prof. Ferdinando Cazzamalli di Como, che non si può  certo porre tra i favorevoli alle apparizioni, segnala in coscienza le  guarigioni di Villa Anna e di Sala Anna come degne della  massima considerazione dal punto di vista delle guarigioni  prodigiose. 

Il prof. Antonio Poli, direttore dell'Istituto Ortopedico Matteo Rota di Bergamo, dichiara la guarigione improvvisa di suor Antida  Gasparini, avvenuta con modalità non consona alle leggi naturali. 

Il dott. Ferruccio Galmozzi, primario della divisione sanatoriale  dell'Ospedale maggiore di Bergamo, condivide il giudizio del prof. Poli ed  aggiunge che la guarigione di suor A. Gasparini, non è spiegabile al lume  delle nostre conoscenze scientifiche. 

Il dott. Massimo Moretti di Bergamo dichiara che Giulia  Pagnoncelli è guarita prodigiosamente in dipendenza di un fatto  soprannaturale. 

Il prof. Giuseppe Lazzati, già rettore dell'Università Cattolica  di Milano, personalità di straordinaria ricchezza del laicato cattolico italiano,  dal lager di Oberlangen (Germania), dove era internato, a proposito delle  apparizioni di Ghiaie, il 16 agosto 1944, al fratello Agostino, tra l'altro, scrive: 

"...Che da tutto questo marasma venga il sospirato bene! Non ne sarà  (parola illeggibile) il fatto di Bonate? Ne sono giunte tante e talora così  gratificanti voci da farmi pensare non si tratti di fantasia ma di una nuova  Fatima. Lo voglia il Cielo!"(v. Marilena Dorini, Giuseppe Lazzati:  Gli anni del Lager, 1943-1945, A.V.E., Roma 1989, pp. 125-126). 

È da notare che le apparizioni di Ghiaie furono conosciute nel mondo con  una rapidità ed estensione che ha dell'incredibile, date le difficoltà del tempo di  guerra per la comunicazione di notizie come questa, anche nei luoghi dove  era più difficile farle arrivare, a causa della censura rigorosa, come nei lager  nazisti, o nei campi degli alleati, in India, nel Medio Oriente, ecc., dove erano  rinchiusi i prigionieri italiani. 

Tutto ciò è senza una spiegazione adeguata? No sicuramente. 


Da parte di esperti di vita spirituale 

Fra Cecilio, di Serina (Bergamo), cappuccino di eccezionali virtù unanimemente riconosciute, fu incaricato dal cardinale Ildefonso Schuster di interrogare la bambina Adelaide  Roncalli quando era ospite della sig.na Ersilia Galli, di Milano. 

A chi rammaricandosi gli diceva: le apparizioni di Ghiaie  non sono ancora riconosciute dalla Chiesa, rispondeva: "Il  Signore sa che noi abbiamo dei cuori duri; però aspetta ancora  per vedere se può modificarci meglio...Noi che crediamo a  Bonate non offendiamo nessuno". 

Monsignor Bartolomeo Verzeroli, di Cene (Bergamo),  professore di filosofia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, fu sempre convinto dell'autenticità delle apparizioni e dopo l'atto vescovile del 30 aprile 1948, disse: "Se oggi  non consta, domani consterà". 

Monsignor Giuseppe Piccardi, di Castione della Presolana (Bergamo), affidò sempre alla Vergine la sua vita di sacerdote; fu guida spirituale illuminata, parroco e poi canonico della  cattedrale. Con la prudenza e la capacità di discernimento, proprie dell'uomo incline alla vita contemplativa, e aperto all'azione dello Spirito, aderì fin da principio alle apparizioni. 

Monsignor Vittorio Masoni, di Almenno San Bartolomeo (Bergamo), canonico della cattedrale, vicario capitolare tra  il 1914-1915, inviò nel maggio 1945, al parroco di Ghiaie, don  Cesare Vitali, uno scritto in difesa delle apparizioni, spinto dall'amore alla Madonna e dalla riconoscenza per le tante grazie  da Lei ricevute. 

La difesa delle apparizioni di monsignor Vittorio Masoni  è degna di attenzione, perché scritta da un sacerdote stimato per  la scienza, l'integrità della vita, e da un testimone diretto di quei  fatti straordinari. 

Monsignor Masoni, tra l'altro, scrive: "La piccola Adelaide Roncalli, di soli 7 anni, ingenua, semplice ed incapace di  fingere ed inventare le cose che essa dice di aver sentito dalla  Signora da lei vista e che le parlò in dialetto bergamasco, fu sottoposta a parecchi esami e fu trovata sana e normale (relazione  di P. Gemelli), né suscettibile di illusioni ed allucinazioni. Monsignor vescovo stesso volle personalmente interrogare la fanciulla sui fatti che la riguardavano. Le apparizioni ad Adelaide  della Signora biancovestita avvennero nei giorni ed ore previamente ad essa indicati dalla medesima. 

Parimenti i movimenti e le variazioni della luce del sole si  verificarono a vista di tutti, nei giorni e nelle ore in cui avvenivano le manifestazioni della Signora ad Adelaide... 

Ora mi sembra che ci si possa e debba chiedere, di quale  natura sono e da dove provengono queste manifestazioni e questi  fatti insoliti... 

Sono forse effetto del caso? Se fosse così sarebbe troppo  valorizzata questa causa che realmente non esiste, e che non può  ritenersi sufficiente per spiegare non un avvenimento qualunque,  ma una serie di fatti concatenati, previsti e prima annunciati. 

Se non sono prodotti dal caso da dove essi provengono?  Hanno origine da un essere intelligente e superiore  all'uomo, e non può essere che il demonio o Dio benedetto.  Certamente non può essere il demonio perché Dio non può permettere a questo suo nemico e dell'uomo di avvalersi delle cose  più sacre e religiose, e specialmente della Beata Vergine, che gli  schiacciò il capo, per confondere e ingannare i fedeli. Come si  potrebbero spiegare lo spettacolo di immense folle in preghiera  sul luogo delle apparizioni e le numerose conversioni di peccatori, non esclusi ecclesiastici e religiosi?... 

D'altra parte, la Chiesa per formulare il suo giudizio sulla  natura delle apparizioni o rivelazioni private, cioè fatte a persone private, tiene conto della persona cui fu fatta l'apparizione, del contenuto delle rivelazioni, delle circostanze che accompagnarono e degli effetti che seguirono tali fatti (v. don Ceriani, 

Italia di Milano, 21 giugno 1944). 

Ora nel caso nostro la persona, cioè Adelaide, esclude  ogni sospetto; il contenuto delle rivelazioni, non solo non è contrario alla fede e alla morale cristiana, ma ad esse è in tutto  conforme; le circostanze e gli effetti, seguiti a questi fatti, sono  tali da far ritenere le une e gli altri esenti da ogni sospetto di  intervento diabolico. Sennonché, come scrive nell'Italia il  precitato Ceriani, il 22 giugno 1944, la prova decisiva che  porta ad un giudizio positivo sulla esistenza e la natura  soprannaturale delle apparizioni e rivelazioni private è data  sempre ed esclusivamente dal miracolo, rigorosamente provato  nella sua certezza storica e documentato nel suo valore  preternaturale...". 

Prese in esame alcune obiezioni all'autenticità delle apparizioni di Ghiaie, monsignor Vittorio Masoni si sofferma, in particolare, su due: la supposta mancata profezia della fine della  guerra entro due mesi, e la asserita mancanza di guarigioni che  resistano all'esame della scienza medica. 

Alla prima risponde: "Il cardinale Schuster di Milano  quando vide che passati i due mesi previsti non era venuta la  pace, in una lettera inviata alla sua diocesi, scrisse che il non  essersi verificato l'evento che si sperava, non voleva dire che  esso fosse stato erroneamente predetto, perché nelle manifestazioni di cose future vi possono essere delle oscurità, che si chiariscono con gli avvenimenti futuri. Applichiamo questo principio al caso nostro, e si vedrà che ciò che fu predetto avvenne.  Dapprima è da rilevare, che quando si prediceva la fine  della guerra e la venuta della pace, non si voleva dire che la  guerra sarebbe cessata di punto in bianco...Sarebbe stato un  miracolo, un avvenimento inconcepibile, che Dio poteva fare,  ma che nell'andamento delle cose umane, nelle quali agiscono  le cause seconde, non suole fare. 

Ciò premesso, si osservino le date e gli avvenimenti seguiti alle apparizioni delle Ghiaie. I due mesi indicati dalla  fanciulla dovevano decorrere da quando ella li predisse, cioè,  non prima del 21 maggio 1944. Orbene il 20 luglio, e cioè due  mesi da allora, avvenne l'attentato a Hitler autore della guerra.  L'attentato fallì, ma se anche Hitler fosse morto, la guerra non  sarebbe finita subito...È vero storicamente che dal luglio 1944,  la guerra virtualmente finì...". 

Alla seconda obiezione, sulle guarigioni non provate dalla  scienza medica, egli replica: "Esse sono molte e furono costatate da chi aveva incarico ufficiale di farlo...Fra le altre accenno  a quella dell'operaio di Rovetta (Bergamo), prodigiosamente  guarito..." 

Le guarigioni, i fenomeni solari, le conversioni ed altri  segni rendono così credibili le apparizioni da fare scrivere a  monsignor Masoni: "Come si può dubitare della verità dell'apparizione della bianca Signora a Roncalli Adelaide? Ma chi era  poi questa bianca Signora? Tutti lo sanno, tutti lo pensano e  sanno di non sbagliare. E allora se non si vuole chiamare  Madonna delle Ghiaie la Vergine che ivi è apparsa, come si  chiama di Lourdes, di Fatima la Madonna apparsa in tali località, si permetta almeno che il luogo delle Ghiaie sia consacrato  alla memoria dei fatti avvenuti, con la celebrazione della Santa  Messa nella cappella già costruita ad onore della Beata Vergine,  senza impedire che i fedeli, spinti dalla loro devozione, vi si  rechino anche con pellegrinaggi. 

Meno di questo non so che cosa si possa chiedere; almeno  questo è necessario dare, perché non si tramutino in una vera  turlupinatura fatti così importanti, avvenuti alla luce del sole,  sotto gli occhi di migliaia di persone, costatati da persone a ciò  autorevolmente designate. 

Mi si potrebbe chiedere: a quale scopo ho fatto questo  lavoro, mentre da chi ne ha il diritto e il dovere, si sta redigendo  un processo regolare? Ecco la mia risposta. Essa naturalmente  non servirà che a me personalmente, ma è questo che per me  importa. 

Orbene dico: o il giudizio che si darà dall'autorità ecclesiastica sarà che nei fatti delle Ghiaie si verificò una illusione,  una esaltazione collettiva, in modo che è da ritenersi fatto come  dimostrato ed autorevolmente costatato, nulla essersi verificato  di preternaturale, ovvero che non consta in detti fatti e manifestazioni sia intervenuto qualche cosa di soprannaturale. Nella  prima ipotesi docilmente mi piegherò ed accetterò la sentenza  pronunciata supponendo che chi così giudica abbia avuto prove  evidenti che escludono l'intervento del soprannaturale. Invece  nella seconda ipotesi conserverò la mia libertà di pensare diversamente; cioè penserò che veramente nei fatti di cui si tratta  intervenne la mano di Dio, il quale quando che sia e a Lui piaccia farà trionfare la verità". 

Il 18 maggio 1945, monsignor Vittorio Masoni scrive ancora a don Cesare Vitali. 

Egli ritorna sul fatto della contemporaneità delle apparizioni e dei fenomeni solari, avvenuti in alcuni giorni e preannunciati da Adelaide, e si chiede: "Il fatto o le manifestazioni a  Roncalli Adelaide sono illusioni o sono invenzioni? Ritengo che  nessuno penserà di rispondere affermativamente alle domande  fatte perché Roncalli Adelaide è sanissima, e all'infuori del  tempo che passava vedendo la bianca Signora, continuava la sua  vita di giochi e trastulli colle compagne, forse anche bisticciando con loro. Essa era sempre la buona Roncalli Adelaide di  prima. 

Detti fatti e manifestazioni furono causati unicamente  dalla prima, diciamo così, investitura che Adelaide ebbe dall'alto, e da quel primo fatto avvenuto ad insaputa sua e di tutti  seguirono gli altri. Quel fatto fu dunque fuori e superiore alle  forze della natura;provenne da causa non umana, certamente non  diabolica, perché l'Adelaide disse che la Madonna le aveva  indicate le cause della guerra e le aveva detto che era necessario  pregare e fare penitenza per ottenere la pace. Tutto ciò non  sapeva, né poteva inventare una fanciulla di appena 7 anni". 

Alla fine della lettera, monsignor Masoni scrive: "Dopo  quanto ho detto, e quasi per vedere se sia possibile avere altre  conferme delle apparizioni della Madonna alle Ghiaie, mi si  potrebbe chiedere se la Madonna in quelle giornate sia là apparsa  anche ad altre persone oltre che all'Adelaide. 

A proposito di tale domanda...mi limito a fare il nome di  due persone. La prima è il prevosto attuale di Vertova sac. dott.  Bartolomeo Ferrari che di ritorno a Bergamo, in una delle  domeniche di maggio 1944, mi disse di aver visto colà la  Madonna. Con lui erano anche altre persone che esso potrà indicare. 

La seconda è Paruta Maria abitante qui in via Arena n. 4,  come domestica del sig. Ponti Giulio. Essa è sicurissima di aver  vista la Madonna alle Ghiaie in una determinata domenica e  come lei la videro anche altre persone che erano vicine a lei (non  tutte però...perché forse questo è il mistero di Dio). Inoltre essa  avendo invocata la Madonna delle Ghiaie in un gravissimo  frangente, che le poteva costare la vita, dice di averne sensibilmente sentito aiuto e soccorso, Essa potrà precisare fatti e circostanze di somma rilevanza. 

Caro prevosto ho scritto quello che sentivo in coscienza di  dire e spero che anche altri i quali sono persuasi della verità  delle cose, non facciano i muti adesso". 

Viene spontaneo chiedersi se le persone indicate da monsignor Masoni, e molti altri testimoni sono stati interrogati dalla  commissione teologica e dal tribunale ecclesiastico. 

Intanto il tempo passa, e muoiono i testimoni diretti dei  fatti che soli contano per stabilire la verità delle apparizioni,  mentre si aspettano chissà quali altri avvenimenti. 

Monsignor Vittorio Masoni, il 20 novembre 1945, manda  una nuova lettera a don Cesare Vitali. Egli scrive: "Dopo aver  letto attentamente l'elaborato a stampa, senza revisione ed  imprimatur dell'autorità ecclesiastica, del sac. Luigi Cortesi intorno a quello che egli chiama il problema delle Ghiaie di  Bonate, credo bene farvi conoscere alcuni miei rilievi...autorizzandovi, anche questa volta, a fare del mio scritto quell'uso che  giudicate migliore...e di comunicarlo, se credete, anche a monsignor vescovo. Si tratta di cose della più alta importanza sotto  ogni rispetto, e mi pare bene che chi sente il dovere esprima e  faccia conoscere i suoi apprezzamenti e le sue vedute, per amore  della verità e più ancora per l'onore della nostra cara Madre, la  Madonna, ed anche della nostra diocesi, alla quale Essa si  mostrò anche nelle altre disastrose guerre così benigna e buona... 

Se si ammette quello che don Cortesi afferma nell'epilogo  del suo lavoro e cioè che le visioni della Beata Vergine avute da  Adelaide sono il prodotto di una bugia da essa continuata ed  ostinatamente mantenuta fino a poco tempo fa, bisogna dire che  quella bambina di appena sette anni, fu di una capacità straordinaria, sorprendente e ragionevolmente inammissibile". 

Monsignor Masoni rileva che il Cortesi, come risulta dal  suo libro, prima indusse Adelaide a dire che le sue visioni erano  tutte inventate, eccetto la prima, e poi, spinse la bambina ad  affermare che non era vera nemmeno la prima. Per questo ed  altri motivi egli chiama l'azione del Cortesi una inquisizione  sleale, subdola. 

Egli scrive: "Don Cortesi fu il costruttore della prima relazione sulle apparizioni, ne era entusiasta...relazione che indusse  mons. vescovo a permettere l'acquisto del terreno, l'erezione  della Cappella fatta sullo stesso luogo, poi chiamata rifugio contro ogni ragione, e a fare la visita personale sul luogo, dove  recitò pubblicamente con i fedeli presenti il S. Rosario. Ora  invece don Cortesi nel suo elaborato vuole essere il demolitore  spietato di quanto aveva prima costruito. Chiedo: quale delle due  relazioni espone la verità? Si deve credere alla prima o alla  seconda? Per essere benevoli bisognerebbe dire: né all'una, né  all'altra perché don Cortesi che dice il sì ed il no della stessa  cosa non è attendibile. Invece bisogna ritenere vera la prima perché fatta al tempo degli avvenimenti e perché essa è  conforme alle relazioni in argomento fatte da altre persone  appositamente incaricate da mons. Vescovo, quale la dott. Maggi  di Pontida, che nel dicembre 1944, inviò una relazione scritta a  mons. vescovo...". 

Mons. Masoni afferma che l'indagine del Cortesi è superficiale, lacunosa ed in essa non sono messi nella giusta luce fatti  fondamentali per accertare la verità delle apparizioni, come le  guarigioni, i fenomeni solari e i frutti spirituali. Inoltre, egli si  domanda: perché don Luigi Cortesi si è presa la libertà di parlare  e di scrivere contro le apparizioni, mentre era già costituita la  commissione teologica che doveva indagare su quei fatti. 

Dopo aver auspicato un processo regolare, in conformità  alle leggi canoniche, per l'esame dei fatti di Ghiaie, conclude:  chi dice, con il Cortesi, che l'Adelaide mentì afferma, pure, che  il Signore a la Vergine con i loro interventi prodigiosi hanno  avvalorato tale menzogna, cioè bestemmia. Ed aggiunge: "La  bugia l'Adelaide la fece dopo, quando cioè, don Cortesi avendola  prima lungamente e subdolamente lavorata arrivò a persuaderla  ed a farle dire ed anche a scrivere, di non avere vista la  Madonna, ma di aver fatto e mantenuto per tanto tempo una  bugia...Ma di questa bugia l'unico responsabile è il rev. Don  Cortesi...". 

Padre Giuseppe Petazzi S.J., di Sesto S.Giovanni  (Milano), professore di filosofia, scrittore e predicatore noto in  tutta Italia, fu ispiratore e guida di congregazioni religiose; diede  inizio alla Pia Associazione Lampade Viventi, all'Istituto  secolare Ancelle della Madre di Dio e al periodico Lampade  viventi. 

Dedicò molta parte della sua vita, caratterizzata da un amore filiale alla Madre di Dio, alla direzione spirituale. 

Padre Petazzi, in risposta ad una lettera del parroco di  Ghiaie, don Cesare Vitali, il 21 novembre 1944, così scrive: "Rev.  E carissimo parroco, le sono molto riconoscente per la sua graditissima lettera. Mi affligge il sapere che vi siano delle opposizioni,  proprio da parte di chi dovrebbe godere delle glorie di Maria Santissima. Finché sono i farabutti, è, direi quasi cosa naturale; ma  costoro? Io penso che l'opposizione non può partire se non da chi  crede di prendere un atteggiamento superiore contraddicendo a ciò  che pensa il popolo, oppure da chi è mosso da motivi passionali,  come sembra nel caso a cui lei accenna. Ma lei pensa di tacere? Se  si trattasse solo del suo onore, potrebbe dissimulare; ma trattandosi  dell'onore della Madonna, mi sembra che dovrebbe farsi sentire.  Per conto mio, se appena avessi i dati necessari non esiterei a  farlo. Quel libello non può avere certamente l'approvazione ecclesiastica; quindi non dovrebbe essere difficile il confutarlo. Nella  vita del santo Curato d'Ars si legge che quando egli, per motivi  che credeva molto gravi, dubitò della verità dell'apparizione della  Salette, ne rimase molto afflitto e diceva di temere che la Madonna  fosse malcontenta di lui, e fu felice quando poté rimuovere i  dubbi. Ecco come pensano e agiscono i santi; coloro che agiscono  e procedono diversamente non sono certamente santi. 

Tutti i giorni nella S. Messa io faccio una intenzione speciale perché il Signore affretti l'approvazione di codeste apparizioni, perché sono persuaso che ne proverrà un gran bene alle  anime; adesso poi mi propongo di fare assieme una intenzione  speciale per lei perché la Madonna la conforti nelle sue pene.  Però dopotutto l'opposizione è un buon segno, perché si capisce  che il demonio freme, e così è avvenuto sempre anche in tutte le  altre apparizioni; e lei deve benedire il Signore perché la sua  causa è coinvolta con quella della Madonna; anche questo per  lei deve essere di grande consolazione...". 

Padre Petazzi inviò altre lettere, il 5 ottobre e il 9 novembre 1945, a don Cesare Vitali. Di esse venne inviata copia alla  Curia di Bergamo. 

Padre Mario Mason S.J., scrittore e predicatore, nel  periodico Lampade Viventi di cui è stato direttore, più volte ha  manifestato la sua convinzione sull'attendibilità delle apparizioni di Ghiaie, confermata dalla testimonianza scritta rilasciatami il 3 dicembre 1986, che riporto: "Il 6 luglio 1944, ho avuto  nella Curia di Bergamo un colloquio, prima con il prof. Don  Luigi Cortesi e poi, con il vescovo mons. Adriano Bernareggi e  tutti e due mi assicurarono testualmente: 

1. La bimba Adelaide Roncalli era sincera, normale, veritiera  nelle apparizioni: tutto avveniva senza finzione o illusioni  psicopatiche... 

2. Il contenuto delle apparizioni era "Ortodosso", non c'era nessun errore contro la fede e la morale, anzi una grande conferma della fede e vita morale specialmente per le famiglie.  3. Certe espressioni, descrizioni, giudizi di Adelaide, dopo le  apparizioni, non potevano essere frutto della sua fantasia di  bambina e sono escluse suggestioni di altre persone mature!  4. Miracoli auenttici, già denunciati da esaminare attentamente  e fenomeni del sole roteante, "in relazione e nel tempo delle  apparizioni". 

5. L'afflusso enorme di pellegrini, senza nessun avviso e programmazione, nonostante la guerra e la mancanza di mezzi  di trasporto (treni, auto), i pericoli di bombardamenti...Le  conversioni, confessioni, preghiere spontanee, rosari, comunioni come nei grandi santuari. 

6. Attendiamo il 20 luglio, diceva don Cortesi e così il  vescovo...(il famoso giorno dell'attentato a Hitler: "il segno  come sarebbe finita guerra"). 

Queste sei osservazioni mi sono impresse fortemente nella memoria come se le avessi sentite ieri. 

Scrivo questa testimonianza anche per ringraziare la  Madonna "di Bonate" perché il 29 giugno e il 6 luglio 1944 ero  andato da Padova a Bonate proprio per chiedere la grazia della  salvezza per mio fratello Ottorino, catturato dalle SS tedesche e portato a Dachau (Germania). Fu buttato nella camera a gas  come cadavere e salvato "miracolosamente" da un amico. Invocava con un' "Ave Maria la Madonna di Bonate" ogni giorno,  come e quando poteva, dal 30 giugno 1944 al 28 aprile 1945,  giorno della fine della sua prigionia a Dachau". 

Le testimonianze del rev. Padre Mario Mason S.J. sono importanti, essendo egli un testimone dei fatti di Ghiaie. 

Severino Bortolan

venerdì 1 maggio 2026

300.000 Testimoni: Il Miracolo Nascosto in America che Sconvolge la Scienza


 

2026 e le Profezie di Daniele: Il segreto sul Rapimento che le Nazioni nascondono


 

Dio E’ l’Amore

 


Dell’Essere di Dio 


Tutto è sorto dalla Forza d’Amore di Dio. Egli Stesso E’ la Fonte dall’Eternità della Forza, il Suo Elemento dall’Eternità è l’Amore, Egli Stesso E’ quindi l’Amore. E ciononostante Egli E’ un Essere che agisce e crea secondo il più saggio Benestare. Egli E’ un Essere, che porta i Suoi Pensieri all’Esecuzione, Che fa sorgere delle Creazioni in continuazione che però adempiono sempre il loro scopo Che irradia la Sua Forza d’Amore nell’Infinito, che non agisce arbitrariamente, ma è determinato dalla Sapienza e Potenza di Dio nel suo Effetto. Dio E’ l’Amore. Voi uomini non comprenderete questa espressione finché non potete sondare l’Essere dell’Amore, che richiede una auto formazione nell’amore. Perché voi osserverete sempre l’Amore come una Caratteristica, che riconoscete all’Essere più sublime e più perfetto. Ma che questo Essere E’ l’Amore Stesso, vi rimarrà incomprensibile, finché camminate come uomo sulla Terra. E voi tutti siete proceduti da quell’Amore, siete Forza irradiata, nella vostra costituzione primordiale siete l’amore stesso, ma pure degli esseri che possono pensare e volere, la dimostrazione di una “Essenza”. Nulla di ciò che è sorto e di ciò che sorgerà è perciò senza un piano. Tutto è stato pensato nella piena Sapienza, tutto è un insieme di Pensieri di un Essere sublimemente perfetto, che voi uomini chiamate “Dio”. E questo Essere Si E’ moltiplicato. Da Sé Stesso ha fatto sorgere degli esseri simili, la Sua Forza d’Amore è defluita e le ha dato delle forme. Esso Creò. Tutto ciò che Dio ha creato, è e rimane Amore nella sua sostanza Ur. E’ e rimane una Forza, che deve diventare attiva secondo la Volontà divina. Ma se viene ostacolata nella sua Efficacia, allora l’Ordine divino viene rovesciato. Il Principio d’Amore viene invertito nel contrario. All’Essere, che E’ in Sé Amore, Sapienza e Potenza, cioè che E’ “Dio”, viene opposto resistenza, cosa che può bensì avvenire da parte degli esseri che Egli ha chiamato in vita, perché li ha anche provvisti con la libera volontà come le Sue Immagini, ma allora l’essere esce dal suo Ordine di Legge, si inverte nel contrario, continua bensì ad esistere, ma non lascia però agire la Forza d’Amore, e questo significa irrigidirsi, significa immobilità, significa la morte di ciò che una volta irradiava da Dio come “Vita”. Nella sua sostanza Ur l’uomo è amore, ma quasi sempre si trova ancora nella resistenza contro Colui il Quale lo aveva irradiato come un essere. E perciò non riconosce nemmeno che cosa è l’Amore. Per questo motivo gli è anche inafferrabile l’Essere di Dio, Che E’ l’Amore Stesso. Perché l’Amore è contemporaneamente anche Luce, che però brilla ancora poco all’uomo, finché il suo amore è debole. Perciò non può riconoscere Dio nel Suo Essere, può solamente credere ciò che gliene viene comunicato, ma appena queste comunicazioni corrispondono alla Verità, gli porteranno anche la Luce, perché allora si sforzerà di cambiare il suo essere nell’amore, e si rivolgerà anche a quell’Essere, Che E’ ultraperfetto e che ora comincia a riconoscere come “l’Eterno Amore”. Ma non sarà mai in grado di sondare l’Essere di Dio, perché Egli E’ il Centro di Forza dall’Eternità, mentre tutti gli esseri creati sono delle scintille di Forza, che sono state irradiate, che però nella loro piccolezza non potevano mai contemplare il Fuoco UR senza svanire. L’uomo potrà già riconoscere sulla Terra l’Amore, la Sapienza e il Potere di un Dio essenziale, se la sua volontà è buona ed il suo cuore aperto alla rinnovata Irradiazione d’Amore dell’Essere, dal Quale ha avuto la sua origine, perché questo Essere ultraperfetto Si rivela alle Sue creature. E questa è la massima dimostrazione d’Amore di Colui, il Quale E’ l’Amore Stesso, che Egli Stesso Si annuncia, che fornisce il chiarimento su Sé Stesso agli esseri creati, fin dove lo possono afferrare, e che con ciò Egli vuole di nuovo far divampare l’amore, affinché diventi di nuovo attivo rispetto all’elemento Ur, affinché le Sue creature entrino di nuovo nell’eterno Ordine, per poter creare ed agire secondo la loro destinazione come era in principio.

Amen

19. gennaio 1962 

Il Santo Rosario: l'Amore che non si stanca mai ...

 


A tutti coloro che si lamentano del Rosario dicendo che è una preghiera monotona, che fa ripetere sempre le stesse parole, che alla fine diventa automatica o si trasforma in una cantilena noiosa e stancante, è bene ricordare un significativo episodio che capitò al celebre Vescovo della televisione americana, monsignor Fulton Sheen. Lo racconta lui stesso così:  

«... Una donna venne da me dopo l'istruzione. Mi disse:  

"Io non diventerò mai cattolica. Voi dite e ripetete sempre le stesse parole nel Rosario, e colui che ripete le stesse parole non è sincero. Io non crederei mai a una simile persona. Nemmeno Iddio le crederà".  

Le chiesi chi fosse l'uomo che la accompagnava. Mi rispose che era il suo fidanzato. Le chiesi:  

"Vi vuole bene?".  

"Certamente mi vuole bene".  

"Ma come lo sapete?".  

"Me lo ha detto".  

"Che cosa vi ha detto?".  

"Ha detto: ti amo".  

"Quando ve lo ha detto?".  

"Circa un'ora fa".  

''Ve lo aveva detto prima?".  

"Sì, l'altra sera".  

"Che cosa disse?".  

"Ti amo".  

"Ma non lo disse mai prima?".  

"Me lo dice tutte le sere".  

Risposi: ''Non credetegli. Egli si ripete, non è sincero!"».  

«Non vi è ripetizione - commenta lo stesso monsignor Fulton Sheen – nell’"Io ti amo" perché vi è un nuovo momento nel tempo, un altro punto nello spazio. Le parole non hanno lo stesso significato di prima».  

Così è il Santo Rosario. È una ripetizione di atti di amore alla Madonna. La parola Rosario deriva dalla parola di un fiore, la rosa, che è il fiore per antonomasia dell'amore; e il termine Rosario vuole appunto significare un fascio di rose da offrire una per una alla Madonna, rinnovandole l'atto di amore filiale dieci, trenta, cinquanta volte ...  

Padre Stefano Manelli


DOVREBBERO VEGLIARE

 


Hai letto le parole del Vangelo di questa mattina da Me rivolte a Pietro? "Tu sei Pietro e su questa pietra Io edificherò la mia Chiesa e le porte degli Inferi non prevarranno su di essa". 

In queste ultime parole: "le porte degli Inferi non prevarranno" è chiaramente indicata la tremenda e gigantesca lotta, l'urto continuato, lo scontro inevitabile delle potenze del bene contro le oscure e misteriose potenze del male. Ma se non si crede più a Me, Verbo eterno di Dio, con che coraggio si osa ancora predicare in mio nome? 

O se non credono, o fortemente dubitano perfino coloro che sono deputati a plasmare e formare i miei futuri sacerdoti di domani, che cosa si potrà pensare del domani? Potrà mai un albero cattivo produrre frutti buoni? Quanto ripugna al mio Cuore misericordioso, la visione delle rovine spirituali che vengono compiute nei seminari, nei conventi, nelle famiglie religiose.  

Ma come evitare la giusta ira del Padre mio? Oh sì, figlio mio, la frana è un atto; sarà tremenda la sua discesa travolgente. In un esercito in guerra se gli ufficiali, anziché vigilare e far di tutto per scoprire le mosse del nemico, dormono e si trastullano in divertimenti, la disfatta è inevitabile. Nella mia Chiesa, la battaglia divampa su tutti i fronti, le sentinelle non tutte sono vigilanti. Coloro che dovrebbero vegliare, troppo hanno dormito e troppo dormono; non si fa uso dei grandi poteri dati ai miei sacerdoti, e purtroppo molti si trovano in un tale torpore da fare fortemente dubitare del loro risveglio. 

 Satana spadroneggia 

Non si crede, figlio, all'evidenza, perché si vive superficialmente. Basterebbe meditare, riflettere un poco, su quanto sta avvenendo nella Chiesa e nel mondo, per arrivare alla logica conclusione che quello che sta succedendo nel mondo non è frutto di tabù, ma bensì del Principe delle tenebre e dei suoi seguaci. Non si è dato peso ai miei molteplici interventi. Non si sono debitamente ascoltati i suggerimenti della Madre mia nei suoi numerosi interventi, per indicare ai cristiani, e ai sacerdoti in particolare, il modo per arginare con preghiera e mortificazione, l'azione omicida di Satana e dei suoi seguaci. Non hanno valso i molteplici richiami del mio Vicario; anzi ci si è ulteriormente materializzati, ipocritamente parlando di rinnovamento. 

No, figlio; il solo rinnovamento possibile è una vera, sincera conversione. Satana con orgogliosa tracotanza spadroneggia; e molti miei ministri insensibili non se ne accorgono o fingono di non accorgersene. Fino a quando? Per molto tempo ancora? Prega, ripara, offrimi le tue sofferenze, voglimi bene, figlio. Tu sei nel mio Cuore misericordioso. Tu, "la piccola goccia d'acqua", sarai assorbito nell'oceano infinito di amore del mio Cuore, squarciato per la salvezza di tutti. Ti benedico. 

25 agosto 1975 

Don Ottavio Michelini

Luisa deve passare una terribile prova, lottando contro i demoni

 


Ora, chi può dire il cambiamento che succedette nel mio interno? Tutto era orrore per me; quell’amore che prima sentivo in me, [48] ora me lo sentivo convertito in odio atroce. Che pena di non poterlo più amare! Mi straziava l’anima il pensare che quel Signore, che era stato tanto buono con me, ora mi vedevo costretta ad aborrirlo e bestemmiarlo, come se fosse il più crudele nemico, e non poterlo guardare neppure nelle sue immagini, ché a guardarle, tenere corone fra le mani, baciarle, mi venivano tali impeti di odio e tanta forza, che farlo e mettere tutto in pezzi era lo stesso; e delle volte facevo tanta resistenza, che la natura tremava da capo a piedi. O Dio, che pena amarissima. Io credo che se nell’inferno non ci fossero più pene, la sola pena di non poter amare Dio formerebbe l’inferno più orribile. 

Molte volte il demonio mi metteva innanzi le grazie che il Signore mi aveva fatto, ora come un lavorio della mia fantasia e quindi per poter menare una vita più libera, più comoda, ed ora come vere, e mi rimproveravano col dire: “Questo è il bene che ti voleva? Questa [49] è la ricompensa, che ti ha lasciato nelle nostre mani? Sei nostra, sei nostra, per te tutto è finito, non c’è più da sperare!” E nell’interno mi sentivo gettare tali impeti di sdegno contro il Signore e di disperazione, che parecchie volte, essendomi trovata qualche immagine fra le mani, era tanta la forza dello sdegno, che la ruppi; ma mentre ciò facevo piangevo e la baciavo, ma non so dire come, ero costretta a farlo. 

Ora, chi può dire lo strazio dell’animo mio? I demoni facevano festa e se la ridevano; chi faceva rumore sia da un punto che dall’altro, chi strepitava, chi mi assordava con grida dicendo: “Vedi come sei nostra? Non ci resta altro che portarti all’inferno, anima e corpo, e poi vedrai che lo faremo”. 

Delle volte mi sentivo tirare, ora le vesti, ora la sedia dove stavo inginocchiata, e tanto la movevano e strepitavano, che non potevo pregare; e delle volte era tanto il timore che, credendomi di dover liberarmi, me ne andavo [50] a coricare nel letto, siccome questi fracassi succedevano la maggior parte di notte, ma anche là mi seguivano, col tirarmi il cuscino e le coperte. Or, chi può dire lo spavento, la paura che ne provavo? Io stessa non sapevo dove mi trovavo, o sopra la terra o nell’inferno. Era tanto il timore che davvero mi portassero, che gli occhi non si potevano più chiudere al sonno; stavo come uno che tiene un crudele nemico, che ha giurato che a qualunque costo gli deve togliere la vita, e questo credevo che mi doveva succedere al primo chiudere gli occhi. Quindi mi sentivo come se uno mi mettesse una cosa dentro, in modo che ero costretta a tenerli spalancati per vedere quando mi dovevano portare; chissà che potessi farmi forza ed oppormi a ciò che volevano fare. Quindi mi sentivo sollevarmi i capelli sulla mia testa uno per uno, un sudore freddo per tutta la persona, che mi penetrava fino [51] nelle ossa, e mi sentivo disgiungere i nervi e le ossa, uno per uno, e si dibattevano insieme per la paura. Altre volte mi sentivo incitare a tali tentazioni di disperazione e di suicidio, che qualche volta, essendomi trovata vicino al pozzo, oppure a qualche coltello, mi sentivo tirare a menarmi 48 dentro, oppure a prendere il coltello e a uccidermi, ed era tanta la forza che dovevo farmi per fuggire, che mi sentivo pene di morte, e mentre fuggivo me li sentivo venire appresso e mi sentivo suggerire che per me inutile era il vivere, dopo aver commesso tanti peccati. Dio mi aveva abbandonato, perché non ero stata fedele; anzi, mi vedevo che avevo fatto tante scelleratezze, che mai anima al mondo aveva commesso, quindi per me non c’era più misericordia da sperare. Nel fondo dell’anima mia mi sentivo ripetere: “Come puoi vivere, nemica di Dio? Sai tu quale è quel Dio che hai tanto oltraggiato, bestemmiato e odiato? Ahi, quel Dio immenso, che da per tutto ti circondava, [52] tu, sotto i suoi occhi stessi, hai ardito di offenderlo!  Hai perduto     il Dio dell’anima tua. Chi ti darà più pace, chi ti libererà da tanti nemici?” 

Era tanta la pena, che non facevo altro che piangere. Delle volte mi mettevo a pregare e i demoni, per accrescere il mio tormento, me li sentivo venire sopra, e chi mi percuoteva, chi mi pungeva e chi [mi] soffocava la gola. Una volta ricordo che, mentre pregavo, mi sentii tirare i piedi da sotto, la terra aprirsi ed uscire le fiamme, ed io vi sprofondavo dentro. Fu tale lo spavento ed il dolore, che rimasi mezzo morta, tanto che per riavermi da quello stato venne Gesù Cristo e mi rincuorò, mi fece capire che non era vero che avevo messo la volontà di offenderlo, e che io stessa lo potevo conoscere dalla pena amarissima che ne sentivo; che il demonio era un bugiardo e che non dovevo dargli retta; che per ora dovevo avere pazienza a soffrire quelle molestie e che poi doveva venire la pace. 

Così [53] succedeva di tanto in tanto, quando proprio giungevo agli estremi, e delle volte, per mettermi in più aspri tormenti, nell’atto di quel conforto, l’anima si convinceva, perché innanzi a quella luce è impossibile che l’anima non apprenda la verità, ma dopo che mi trovavo nella lotta,     mi trovavo allo stesso stato di prima. 

Mi tentava ancora a non farmi la Comunione, persuadendomi che dopo che avevo commesso tanti peccati, era una baldanza l’andarvi, e che se ardivo, non Gesù Cristo sarebbe venuto, ma il demonio, e che tanti tormenti mi avrebbe dato, che mi avrebbe dato la morte; ma l’ubbidienza lo vinceva. È vero che delle volte soffrivo pene mortali, sicché a stento potevo riavermi dopo la Comunione, ma siccome il Confessore voleva che assolutamente la facessi, non potevo fare diversamente; sicché ricordo che parecchie volte non la feci. Ricordo pure che, delle volte, mentre pregavo la sera, mi smorzavano la lampada. [54] Delle volte mettevano ruggiti tali da fare spavento; altre volte, voci flebili, come se fossero moribondi; ma chi può dire tutto ciò che facevano? È impossibile. 


A Gesù, nel suo Volto divino

 


Come è bello il tuo Volto, o Signore!

Dopo venti secoli è dato a noi, tuoi redenti, di bearci nelle regali fattezze, che ci hai lasciate nella sacra tua Sindone, e rileggervi la tua passione, il tuo amore per noi!

Apri quei tuoi occhi, Gesù, guardami! Dammi uno sguardo solo, che incendi il mio cuore, che mi faccia capire chi sei tu e chi sono io. Guardami, Signore!

Apri le tue labbra soffuse di grazia e parlami! Fa che io senta quella voce che apriva gli occhi ai ciechi, dava salute ai malati, vita ai morti, che calmava, consolava, che convertiva... parlami, Gesù.

Piega il tuo orecchio, o Gesù, e ascolta la mia povera voce. Fa' che io veda, o Signore!... Purifica il mio cuore, Gesù! Gesù, Figlio di Davide, abbi di me pietà! Salvami, Gesù!

Perché mi vedo perduto! Spero in te, o Signore. Non sarò confuso in eterno!


Tutto a breve sarà nuovo per i figli di Dio, essi dimenticheranno il passato e inizieranno una vita nuova in Me.

 


Carbonia 26.04.2026

Dio Padre:

Perché vi scandalizzate davanti a Me?

…Io sono l’Amore Perfetto!

Io sono Colui che gestisce la storia!

Io, Dio, vi richiamo all’amore perfetto.

Siate i Miei veri figli, coloro che celebrano nel proprio cuore l’Amore.

È tempo di cose nuove nell’Amore, …è tempo di correre davanti a Me saldi nella fede, pronti per lo scontro finale.

La battaglia è alle porte, il conflitto è a momenti: gli uomini si combattono senza sosta, senza riflettere sui danni che comportano i loro cattivi esempi.

Figli Miei, state pronti, la Verità sia sempre in voi. È verità infinita che Io vi amo e desidero ardentemente riavervi tutti Miei.

Il Sole del mattino sorge nuovo sui figli di Dio! L’Amore è Verità infinita.

Attenti! …un giudice terreno sta per colpire una testata nucleare, …verrà esplosa! …grandi saranno le conseguenze per questa Umanità.

Figlioli, oh voi che Mi state ascoltando e seguendo, in verità vi dico: non abbiate paura degli uomini, cercate sostegno in Me.

La Mia Opera sta per essere manifestata nella sua grandezza, farò nuove tutte le cose e metterò fuori gioco l’avversario.

Il Mio colle è da sostenere! Nella Mia chiamata, vi concedo la Mia grazia. Salverò coloro che porteranno avanti questa chiamata, li metterò al Mio altare e saranno benedetti in eterno.

Siate amore tra di voi, il Cielo discende in mezzo a voi per toccarvi nello spirito, ricolmarvi di amore vero e fede vera.

Grazie, amici Miei, grazie, figli Miei, grazie, dal vostro Gesù e dalla vostra Mamma celeste.

Camminate con lo sguardo rivolto al Cielo, il mondo a breve sarà avvolto nell’Inferno, il male fatto a Me ricadrà su coloro che Mi hanno ferito e ancora Mi crocifiggono.

Seguite il Mio santo Vangelo non perdetevi nelle cose di questo mondo.

In verità, in verità vi dico: tutto a breve sarà nuovo per i figli di Dio, essi dimenticheranno il passato e inizieranno una vita nuova in Me.

Il Rapimento degli eletti è pronto! State nella purezza, il Verbo si Manifesterà nella Carne e vi prenderà in Sé.

Non sia turbato il vostro cuore, Dio conosce, Dio prepara, Dio pretende dai Suoi figli il loro totus tuus.

Avanti, tornate alle vostre case pieni di spirito d’amore, tornate ad essere Miei figli nella serenità e nell’amore, la Mia luce sia su ognuno di voi.

Non fatevi colpire dall’ira, lasciate a Me il giudizio e non guardate più ciò che non vi appartiene.

Ora è il tempo di Maria Immacolata nel Suo grande Trionfo, accompagnatela nell’obbedienza e nell’amore a Me.

Vi esorto alla prudenza e alla carità verso i vostri fratelli, pregate per coloro che ancora non comprendono, il tempo è nella verità di Dio, tutto è per essere nella Mia eterna luce.

Vi benedico, vi bramo tutti Miei, state uniti tra di voi, esercitate i doni dello Spirito Santo, curate gli ammalati e ammaestrate le genti,

portate i cuori dei lontani, a Me, Dio dell’eterna salvezza.

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie 


Risveglio di fede 

Il rinnovamento spirituale partito da Ghiaie è una realtà  storica da prendere in considerazione, se si vuole giudicare della  autenticità delle apparizioni. 

Lo stesso monsignor A. Bernareggi, vescovo di Bergamo,  nella lettera inviata alla diocesi, il 6 luglio 1944, rilevava l'ampiezza e la profondità di questo rinnovamento. Le pagine tratte  dal diario di don Felice Murachelli, ne sono una ulteriore conferma. 

L'Eco di Bergamo, quotidiano cattolico, il 22 maggio 1944, dopo la cronaca dei fatti di Ghiaie, così commentava: 

"In margine alla cronaca, ci preme tuttavia subito sottolineare, come questi fatti abbiano dimostrato in modo straordinariamente imponente e grandioso quale sete cocente di soprannaturale bruci in fondo all'anima di questa nostra generazione travagliata. È bastato che una speranza posasse per un attimo sul  cuore, fra tanta amara depressione, per vedere un popolo sollevarsi, e schierarsi e incamminarsi spontaneamente, senza che  nessuna campana suonasse, senza che un sacerdote si mettesse a  capo, anzi tra diffidenze e scetticismo, verso il richiamo di una  bambina. 

Persuase o meno sulla portata delle cose registrate, quelle  migliaia e migliaia di persone, nel tornare alle loro case, hanno  sentito e dimostrato con il loro comportamento che è comunque  sempre bello e confortevole mettersi in strada per andare verso  la Madonna e che un'ora di speranza è sempre un buon dono  materno. A prescindere per il momento da tutto, il gesto spontaneo di questa folla enorme è un dato di fatto di grande importanza che va sottolineato e, che è tale da indurre l'animo a  profonde e confortevoli considerazioni". 

Don Italo Duci, allora coadiutore nella parrocchia di  Ghiaie, ci fa conoscere l'influsso spirituale fatto sentire dalle  apparizioni, fin dai primi giorni. 

Scrive nel suo diario: 

"In questi giorni in paese si notò un risveglio spirituale.  Uomini e giovani si accostano ai sacramenti in buon numero.  Alcuni un po' restii alla Chiesa e ai sacramenti si sentirono  scossi. Le messe, anche nei giorni feriali, contro il solito erano  affollate. Alla gente sembrava che quello che avveniva non si  potesse spiegare umanamente, e diceva: "La bambina è troppo piccola perché possa ingannare". 

Dopo mezzogiorno (giovedì 18 maggio, n.d.r.) cominciò  ad arrivare gente che andava ad ammassarsi sul luogo delle  apparizioni: avrà raggiunto gli otto o dieci mila". 

Il 21 maggio, alla nona apparizione, andarono a Ghiaie più di 200.000 persone. 

Il giorno dopo don Duci si recò sul luogo delle apparizioni per la prima volta. 

"Appena giunto — scrive — mi sentii preso da commozione. Sembrava passato un uragano, un'alluvione, un bombardamento. Il vivaio del sig. Ferrari per una parte era stato ridotto  in uno stato pietoso. La maggioranza dei pellegrini per ricordo  asportavano un ramoscello di quei pini o di quelle piante. Alcune  piante furono letteralmente schiantate per l'enorme peso di grappoli umani. Il terreno di Colleoni Luigi era completamente  calpestato e ridotto come una piazza. Distrutti i filari di vite, di  granoturco, di frumento. Folla numerosa pregava commossa.  Molti passano per il paese recitando il Rosario". 

Il sabato 27 maggio molta folla affluì col proposito di pernottare all'aperto, pur di assistere alla prima comunione di Adelaide. Don Italo Duci annota: 

"Questa sera sono uscito dal confessionale alle 22.30.  Nell'uscire di chiesa trovai seduti sui gradini della porta principale pellegrini che alla mia meraviglia risposero: "Potremo  essere i primi a prendere posto in chiesa domattina!". Sul luogo  delle apparizioni già da parecchi giorni cominciano ad essere  portati ammalati; ma oggi il loro numero è aumentato. Anche  molti di loro hanno pernottato all'aperto. Tutta la notte sul luogo  delle apparizioni fu un susseguirsi di preghiere". 

Il 28 maggio, don Italo scrive: "Alle ore 5.30 la chiesa è  letteralmente gremita di forestieri desiderosi di partecipare alla  funzione della prima comunione della piccola Adelaide. Numero  straordinario di confessioni e di comunioni. Anche la piazza era  gremita di gente in attesa della bambina... La funzione si svolse  con la semplicità solita degli altri anni. Di straordinario c'era la  folla". 

Nei giorni seguenti l'afflusso dei pellegrini si accentuò. Per  alloggiare i malati si trasformarono in dormitorio, le aule, il  salone e il palcoscenico del teatro della scuola materna. Furono  mobilitati anche gruppi Unitalsi di Bergamo, Ponte S. Pietro,  Seriate, ecc. 

Il 31 maggio, ultimo giorno delle apparizioni, una folla immensa si riversò a Ghiaie. 

Don Italo scrive: 

"Per tutta la giornata un susseguirsi di confessioni e  comunioni. Alcuni sacerdoti vi celebrano la S. Messa. Le ultime  confessioni e comunioni furono alle 13.30. Gli ammalati raggiunsero quasi il migliaio. A detta di molti perfino sui treni e sui  tram si pregava e si cantavano inni sacri in onore di Maria. Le  vie che conducono a questa borgata da giorni non risuonano che  di preghiere e di canti. La maggioranza, per non dire tutti, passano con il Rosario in mano. In questi giorni in paese non è dato  sentire canti profani. Si è formata da sé come un'atmosfera di soprannaturale". 

Il 13 giugno, a un mese dalla prima apparizione,  giunsero a Ghiaie circa centomila pellegrini. La notte  precedente la chiesa parrocchiale rimase aperta. La  celebrazione delle sante Messe iniziò alle tre del mattino. 

"Sembrava — dice don Duci — di vedere la folla del Vangelo  che per tre giorni seguì Gesù dimentica degli stessi interessi materiali. Gli ammalati erano accomodati molti sui banchi, altri sul pavimento e su carrozzelle. Era un mormorio continuo di preghiere". 

In quei giorni cominciarono ad arrivare in treno pellegrinaggi  bene organizzati e diretti da sacerdoti. Non si possono citare tutti. A  causa di un riferimento storico vengono ricordati quelli del 6 luglio. 

"Già dalle quattro — annota don Duci nel suo diario — sono  in chiesa e celebro per quelli di Mandello. Alle sette giungono  pellegrinaggi dalla parrocchia di S. Lazzaro (Brescia), Cesano  Maderno (Milano), Turate (Como). La chiesa per tutta la mattina è gremita. Proprio al momento del "Sanctus" della Messa  che celebravano quelli di Saronno e di Turate, si sente passare  una squadriglia di apparecchi, e subito un bombardamento assordante. La ferriera di Dalmine è stata colpita e molti operai  vi sono periti. Dalmine è poco distante dal luogo delle apparizioni. In quel momento saranno state sul luogo delle apparizioni  migliaia di persone..." 

Il 12 e 13 luglio furono giorni di intenso lavoro per i mille  sacerdoti presenti, che si prodigarono a soddisfare la pietà di  trecentomila pellegrini, giunti a Ghiaie come a luogo sicuro, che  la Madonna proteggeva dai bombardamenti e mitragliamenti. 

Molti pellegrini giungevano a piedi da lontano e alcuni a  piedi scalzi. Dopo la mezzanotte nei tre altari della chiesa parrocchiale, iniziò la celebrazione delle sante Messe, che si susseguirono fino alle ore 14 e molti sacerdoti furono costretti ad  andare a celebrare nei paesi vicini e nella città di Bergamo (v.  D. Argentieri, o.c., pp. 103-106). 

Don Luigi Cortesi, nei suoi scritti ci dà notizie importanti su questo meraviglioso movimento spirituale. Egli afferma che il  recinto costruito sul luogo delle apparizioni, per difendere la  veggente e i malati dalla pressione della folla, era custodito  giorno e notte, da un denso cerchio di anime in preghiera. 

"Nella parrocchiale — egli scrive — le balaustre e i  confessionali erano affollati, a tutte le ore...L'asilo e la canonica  erano un ricovero, un albergo e un ospedale, sempre aperti. 

Le strade, fino a Ponte S. Pietro, erano altrettante propaggini della chiesa: la volta era il cielo, l'incenso era l'odor dei fieni  e delle siepi, che s'associava al coro ininterrotto di preghiere e di  canti offerti a Dio e alla sua dolce Madre" (v. Storia dei fatti di  Ghiaie, o.c. p. 108). 

"Dal Maggio al luglio circa 3.000.000 di pellegrini accorsero spontaneamente alle Ghiaie, non curando gli inenarrabili  disagi dei lunghi viaggi, soprattutto la fatica, la fame, la sete, il  sonno, la pioggia e il sole canicolare. Più di 30.000 malati  affluirono...Non si contano i pellegrinaggi collettivi provenienti  da varie località della diocesi bergamasca...dell'Italia settentrionale...perfino dall'Austria e dalla Jugoslavia" (v. Il problema  delle apparizioni di Ghiaie, o.c., p. 175). 

"L'eco di Ghiaie — aggiunge don Luigi Cortesi — fu una  travolgente ondata di fervore, la quale, ovunque pervenne, ridonò  ai cuori provati dalla disperazione la nostalgia della virtù, la  letizia del bene, le dolci speranze del cielo, strappò le anime  perdute dai camminamenti paludosi e tenebrosi del vizio,  risvegliò le energie sopite delle anime tiepide, incendiò le anime  pie e le rapì con ideali di vita eroica, in tutte le anime fecondò e  maturò una rigogliosa messe di preghiere e di penitenze" (v. Il  problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c., p. 188).   

Nel promemoria del 1969, in parte già riportato, don Italo Duci scrive: 

"I fatti avvenuti nel 1944...meritano rispetto ed hanno  avuto degli aspetti spirituali positivi, di non poca importanza. 

Lo si può attestare ancor oggi alla distanza di tanti anni. La  maggioranza dei pellegrini arrivava recitando il Rosario o cantando inni alla Madonna...Era uno spettacolo commovente vedere  questa fiumana di popolo d'ogni condizione, che aveva l'aspetto  di una alluvione straripante...Sin dai primi giorni i pellegrini  iniziarono a riversarsi in chiesa, per accostarsi ai sacramenti,  sentendo il bisogno di purificarsi prima di andare sul luogo delle  apparizioni. Molte anime tornarono alla Chiesa ed ai sacramenti dopo decine di anni di lontananza. Da molti sacerdoti,  specialmente da quelli che aiutarono nelle confessioni, si  sentirono narrare fatti meravigliosi operati dalla grazia...Al termine di certe giornate era tanta la folla, che la chiesa rimaneva  aperta, e per tutta la notte si vegliava, si pregava, si confessava e  dopo la mezzanotte le centinaia di sacerdoti iniziavano la celebrazione della santa Messa e la distribuzione dell'Eucaristia...". 

Alle testimonianze citate, aggiungo quella di un vescovo.  Monsignor Giuseppe Maritano, del Pontificio Istituto  Missioni Estere (P.I.M.E.) di Milano, vescovo emerito di Macapà  (Brasile), cappellano di un lebbrosario nell'Amazzonia, nella  lettera di ringraziamento inviata il 19 agosto 1988, a padre  Mauro Mezzalonna che gli aveva mandato in omaggio il mio  libro sulle apparizioni di Ghiaie, tra l'altro, scrive: 

"In quei giorni era impressionante sentire le notti che pregavano (!), cioè sentire echeggiare nella notte i canti alla  Madonna, per le strade, nei dintorni di Ghiaie, senza la preoccupazione dei bombardamenti e delle rappresaglie. Erano carri e  barocci pieni di gente che ritornava felice dalle Ghiaie, perché  aveva sentito vicina la presenza della Madonna. Una Madonna  così semplice e buona che parlava il dialetto bergamasco. Rileggendo adesso le parole che diceva alla sua piccola Adelaide, mi  pare di sentirla rimproverare Gesù quando lo incontrò nel tempio.  In quel tempo ero vicedirettore del seminario teologico  del P.I.M.E. che era stato trasferito alla Grugana. Dopo pranzo, mentre gli alunni di teologia si riposavano, prendevo la bicicletta e la corona del Rosario e correvo alle Ghiaie e poi ritornavo in fretta. 

Al sabato e alla domenica andavo a Bernareggio (Milano)  ad aiutare in parrocchia e là non si parlava d'altro che della  Madonna di Bonate. Tutti ci andavano e ritornavano felici. C'erano anche quelli che non ci credevano, ma quando ci andavano  ne ritornavano profondamente impressionati. So che anch'io a  volte rimanevo senza saper che cosa pensare, perché non sono  molto a favore delle apparizioni, ma c'erano delle cose che non  erano nella normalità e che sembravano proprio manifestazioni  della presenza della santa Madonna. E alla Madonna io ho sempre voluto molto bene e gliene voglio assai, nonostante la mia  miseria che Lei conosce molto bene e sopporta con tanto amore. 

Varie volte andai alle Ghiaie ad aiutare per le confessioni.  Una volta, non ricordo bene se era in occasione della prima  comunione dell'Adelaide; mi pare di sì, perché c'era molta  incertezza se la Madonna sarebbe venuta o no. Quel giorno era  piovuto molto e il posto delle apparizioni era tutta una pozzanghera. Vi era preoccupazione quindi, per la folla enorme che il  giorno dopo certamente sarebbe venuta. 

In una pausa delle confessioni, durante la giornata, andai  anch'io sul posto, in un'ora in cui non c'era nessuno, e poi rientrai nel confessionale, nella chiesa parrocchiale. Passai praticamente tutta la giornata confessando; uscii alle ore 23 per celebrare la liturgia delle ore, e poi rientrai nel confessionale. Era  forse l'una dopo la mezzanotte, quando m'accorsi che stavo  sonnecchiando, perché mi sorpresi a dire ad un penitente: "Per  penitenza bisognerebbe incanalare l'acqua dentro un tubo..."  (dato quello che aveva visto prima, non era poi fuori posto,  n.d.r.). Per fortuna mi svegliai e corressi in fretta la penitenza e  uscii, perché non ce la facevo più. E di gente da confessare ce  n'era ancora una fila enorme. Ed erano confessioni, te lo dico  io, che valeva la pena ascoltare. Qualcuno può dubitare che la Madonna sia venuta o no a farsi vedere; certamente si è fatta sentire, e ha dato un forte scossone non soltanto alla gente delle  Ghiaie, ma più ancora, a molti che venivano da lontano". 

Molti in Italia e all'estero, in quegli anni bui, guardavano  alla luce che s'irradiava da Ghiaie, diventata oasi di pace e di  grazia, motivo di speranza per tutti. 

Chi andava a Ghiaie restava colpito dal numero enorme dei  pellegrini, dal loro spirito di preghiera e di sacrificio, dalle  testimonianze di conversioni, dalla fioritura delle opere di carità,  a vantaggio soprattutto dei malati, che a migliaia vi affluivano. 

Che valore ha tutto questo? È sufficiente a dimostrare l'autenticità delle apparizioni cui si ispira? 

Domenico Argentieri (o.c., p. 107) scrive: 

"Il vescovo di Tarbes, monsignor Laurence, nel suo  famoso "Mandement" del 18 febbraio 1862 trovava appunto nel  risveglio spirituale più ancora che nei miracoli, la prova della  realtà delle apparizioni di Lourdes...Traduciamo alla lettera le  parole di monsignor Laurence (e il lettore noti che ogni frase,  ogni parola, si adatta perfettamente a Bonate): 

"Se si deve giudicare l'albero dai frutti, noi possiamo dire  che l'apparizione raccontata dalla fanciulla è soprannaturale e  divina; giacché ha prodotto effetti soprannaturali e divini. Che  cosa è successo, fratelli nostri carissimi? L'apparizione era  appena conosciuta, che se ne sparse la notizia con la rapidità del  lampo...Ecco che tutta la contrada si agita: ondate di popolo si  precipitano verso il luogo della apparizione; si attende con una  religiosa impazienza l'ora solenne; e mentre la fanciulla rapita in  estasi, è assorbita dall'oggetto che contempla, i testimoni di  questo prodigio, commossi, inteneriti, si confondono in uno  stesso sentimento di ammirazione e di preghiera. 

Le apparizioni sono cessate, ma il concorso continua; i pellegrini venuti da contrade lontane, come dai paesi vicini, accorrono. Si vedono affrettarsi tutte le età, tutti i ceti, tutte le condizioni. E quale è  il sentimento che spinge tutti questi numerosi visitatori? Oh! Vengono per  pregare e domandare alcuni favori all'Immacolata Maria. Provano, col loro  atteggiamento raccolto, di sentire come un soffio divino Anime già cristiane si sono fortificate nella virtù; uomini agghiacciati dall'indifferenza  sono stati ricondotti alle pratiche della religione; peccatori ostinati si sono  riconciliati con Dio. Queste meraviglie della grazia, che portano un carattere  d'universalità e di durata, non possono avere che Dio per autore; non vengono esse,  per conseguenza, a confermare la verità dell'apparizione?". 

Nel giudizio positivo dato da monsignor Laurence, sulle apparizioni di  Lourdes, hanno avuto un peso determinante i frutti spirituali e la pronta e generosa  risposta del popolo, che ha accolto il dono di Dio, attingendo alla nuova fonte di  grazia. 

Severino Bortolan

giovedì 30 aprile 2026

Parole amorevoli del Padre

 


Parole d’Amore del Padre


Voi rimarrete nella Mia Protezione fino alla fine della vostra vita e nulla deve perciò spaventarvi, non dovete diventare impauriti e nulla sembra insuperabile, quando avete una volta trovato la fede nella Mia more? Che ha il Potere per questo e vuole attirarvi a Sé? E così vi tolgo anche la miseria terrena, appena siete pieni di fede. E perciò non temete, portate tutto con pazienza e rassegnazione nella Mia Volontà e sappiate, che è necessario per il bene della vostra anima, che però non vi carico più di quello che potete portare e vi assisto sempre aiutandovi, se non riuscite più da soli ad essere padroni della situazione. Ma che non possa evitarvi tutta la miseria, è motivato nel Mio Amore perché il tempo fino alla fine è breve e voglio dischiudervi, a voi che siete Miei, l’eterna Vita in tutta la Magnificenza e perciò purificare le vostre anime, affinché diventino mature per il Regno spirituale. Quando soffrite, tenetevi soltanto il Mio Amore davanti agli occhi, che è incommensurabile e che vuole aiutarvi alla definitiva liberazione nell’ultima spanna della vostra vita terrena. E potrete portare tutto con più leggerezza ed imparerete ad amarMI sempre più intimamente, perché il Mio Amore vi attira potentemente, Ma non vi abbandonerò mai più in eterno. Togliere all’umanità la miseria significa definitiva rovina per tempi eterni; ma voglio salvare ciò che non si sottrae al Mio amorevole Aiuto. E voi dovete vivere questo tempo di miseria, benché non avete bisogno nella stessa misura della stessa, ma avrà l’effetto benedicente per voi, ed una volta la riconoscerete come una Mia particolare Grazia. Ma se non Mi escludete dal vostro pensare, anche la massima miseria sarà sopportabile per voi, perché il Mio Giogo è mite ed il Mio peso è leggero. E la Mia Parola è Verità. Se Io Stesso vi prometto il Mio Aiuto, se voglio aiutarvi in ogni tempo a portare la croce, dato che Me lo chiedete, non dovete temere di crollare sotto il peso, che vi ho caricato per via di voi stessi. InvocateMi nella miseria ed Io Sono prono in ogni tempo per l’Aiuto. Credete in Me, e la forza della fede la bandirà in un attimo. E sappiate che voi soffrite solamente, quando la vostra fede è debole. Allora pregate e lottate ininterrottamente per una fede forte e supererete ogni miseria, e la vostra fine sarà beata.

Amen 

19. maggio 1946

Seguendo la croce - Molti sacerdoti hanno tradito il loro primo amore

 


Molti sacerdoti hanno tradito il loro primo amore


«I sacerdoti spesso cedono a un falso ottimismo quando presentano il tempo presente come se fosse chissà quanto buono. No, no, Miei servitori, vi sbagliate di grosso.»

Con lungimiranza profetica, Barbara rimprovera i religiosi politicizzati e la loro eccessiva fiducia nelle associazioni e nei giornali: si rivolge contro coloro che leggono solo per criticare e politicizzare, che vorrebbero smantellare tutto, perché fanno più politica che sottomettersi alla fede.

«Sappiate, voi dotti e voi che non siete dotti, ma siete troppo superficiali per comprendere qualcosa, perché siete troppo invischiati nelle attività terrene alla ricerca denaro e beni, tutto questo vi servirà a ben poco; tutti i vostri tesori, tutta la vostra erudizione tratta dai libri, vi serviranno a ben poco per l’eternità.”

«Per questo chiedo a tutti i servitori della Chiesa cattolica della Germania: smettetela con queste cose, con queste frasi che prendete dai giornali.

Questi non sono altro che uomini che si guadagnano da vivere così, non i pilastri della Mia Chiesa.»

«Ma a voi, fedeli servitori del Mio Cuore, dico: Non seguite tali spiriti eruditi, non prendete in mano alcun giornale e non studiate le vostre prediche dal giornale; poiché con i giornalisti e gli autori di letture, che sono ossessionati solo dalla cultura, dall’illuminismo e dalla scienza, Io non vado d’accordo.»