venerdì 30 gennaio 2026

Lo spirito del disamore - L’Intervento divino

 


Miseria spirituale - Motivazione per l’Intervento divino 


Lo spirito del disamore domina la Terra ed i suoi abitanti, e l’avversario ha riportato la vittoria su innumerevoli esseri, la cui vita era priva di qualsiasi amore. Ed ora innumerevoli uomini verranno spinti nel caos, che è la sua opera e che è diventata eseguibile appunto attraverso questo disamore, che ha attizzato un inimmaginabile odio e disaccordo fra l’umanità. Ogni ragionevolezza è svanita dagli uomini, perché li guida lo spirito dell’oscurità, e cattura anche il pensare degli uomini oppure lo deforma in modo, che non sanno più che cosa fanno. E’ ben vero che l’umanità si è raramente subordinata così totalmente alla volontà dell’avversario, com’è ora il caso, e perciò anche il provvedimento opposto dovrà essere aspro come lo è stato raramente, se si deve di nuovo sviluppare uno stato spirituale superiore e la cecità spirituale del tempo attuale debba essere sospesa. La miseria spirituale richiede quindi un Intervento divino, e l’Amore e la Sapienza divini prevedono un avvenimento per sospendere questa miseria, che fa dubitare bensì l’umanità dell’Amore e della Sapienza divini, ma che è comunque ancora l’unica possibilità per salvare gli uomini dal sicuro naufragio. Gli uomini rimangono incorreggibili, non possono essere mossi in altro modo all’accettazione della fede, e seguono ancora molto meno il Comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo. E l’uomo deve giungere nuovamente al giusto pensare, se gli deve rimanere risparmiata la miseria del tempo in arrivo ed essergli lasciata la vita terrena. Perché con potenza elementare il Mandato divino irromperà sugli uomini, nessuno sarà preparato, se già prima non si è unito con Dio. Vi sarà un panico che soltanto Dio può di nuovo distogliere, se Lo si prega per questo intimamente. Agli uomini però mancherà la fede in Dio, perché persino coloro, che stanno nella fede e nell’amore, cadranno in timorosi dubbi, dato che anche a loro la Voce di Dio è percettibilmente udibile. Il loro spirito si rifugerà bensì in Dio, ma l’anima attenderà timorosa e scoraggiata le cose che verranno ancora. E non potranno quasi portare conforto ai prossimi e loro stessi dovranno combattere per la fede, ma Dio li assisterà, affinché non vacillino nella fede in Lui. Ma coloro che non riconoscono Dio, cercano la salvezza sulla Terra e non troveranno nessun aiuto. Devono cambiare il loro pensare, oppure diventeranno vittime degli elementi, i quali Dio, il Signore Stesso, ammonisce di servirLo. E vi sarà una indescrivibile confusione, perché soltanto ancora la miseria più estrema può agire per cambiare i peccatori ostinati, soltanto la paura per la vita terrena ammorbidisce gli uomini e li rende duttili e pronti a chiedere. Ma senza preghiera non può venire dall’Alto nessun apporto di Aiuto, perché soltanto la preghiera fornisce la sicura garanzia, che Dio Stesso Si prenda Cura dei Suoi figli terreni e li salvi da ogni disagio. E l’ora sembrerà terribilmente lunga per gli uomini che vedono esposto alla distruzione tutto ciò che valeva loro come desiderabile. E malgrado ciò, quest’ora non può essere risparmiata agli uomini, perché tutto l’Amore e la Bontà di Dio viene rifiutato e nessun altra via è percorribile per uscire dalla miseria spirituale. La Longanimità di Dio ha rimandato ancora ed ancora questo avvenimento, ma la sua Profezia deve finalmente trovare l’esaudimento. Perché è venuto il tempo, in cui soltanto la più grande debolezza di volontà ed assenza di fede possono ancora produrre questa catastrofe. Il tempo è vicino che il Signore ha annunciato tramite la Sua Parola, quando Egli dimorava sulla Terra ed ha indicato agli uomini questo tempo della decadenza da Dio, perché la sua Parola è eterna Verità e si adempirà fino all’ultima lettera. 

Amen

9. giugno 1940

TESORI DI RACCONTI

 


La mano di un morto.  

Il 4 novembre 1859 moriva d'apoplessia fulminante nel convento delle Terziarie in Foligno, una buona suora per nome Teresa Margherita Gesta, che da molti anni era maestra delle novizie ed incaricata della povera guardaroba del monastero. Dodici giorni dopo, il 17 novembre, la suora Anna Felicita, che l'aveva aiutata nel suo ufficio, e che dopo la sua morte era a lei succeduta senz’altra in aiuto, saliva alla camera della guardaroba, e mentre stava per entrarvi, sentì certi gemiti, che sembravano venire dall'interno della camera stessa. Quasi atterrita apre tosto la porta, e non vede alcuno. Ma nuovi gemiti si fecero sentire, così espressivi, che, malgrado il suo ordinario coraggio, si sentì presa dalla paura, - Gesummaria! gridò, che cosa è questo? - Non aveva terminato di dire, che una lamentevole voce si fece sentire accompagnata da questo doloroso sospiro: - Oh Dio! peno tanto! - Meravigliata la suora, riconobbe tosto la voce della povera Suor Teresa. Rianimatasi alla meglio, le domandò: - E perché? - Per causa della povertà - rispose suor Teresa. - Come! rispose la buona suora: voi che eravate così povera? - Non è per me stessa, ma per le sorelle, alle quali ho lasciata troppa libertà in questo riguardo: e tu guardati bene per te stessa. In quel punto una folta nube di fumo riempì la camera ed apparve l'ombra di suor Teresa che si dirigeva verso la porta strisciandosi verso il muro. Giunta vicino alla porta fortemente gridò: - Ecco una testimonianza della misericordia di Dio. E ciò dicendo batte nel fondo superiore della porta, vi lascia impressa nel legno carbonizzato l'impronta perfettissima della sua destra e scompare.  

La povera suor Anna Felicita era rimasta quasi morta dallo spavento: tutta atterrita si mise a gridare e a chiamare soccorso. Accorse una delle sue compagne, poi un'altra, poi tutta la comunità; si affollano intorno a lei, tutte meravigliate di sentire odore di legno bruciato. Cercano, guardano e si avvedono della terribile impronta sulla porta. Esse tosto riconoscono la forma della mano di suor Teresa, che era notabilmente piccola. Spaventate fuggono al coro, e passano tutta la notte in preghiere, in singhiozzi, ed in penitenze per la povera defunta e la mattina fanno tutte la Comunione in suffragio di lei.  

Si diffonde la notizia; i Padri Minori Osservanti, i buoni ecclesiastici amici del monastero, e tutte le comunità religiose della città uniscono le loro preghiere e devozioni a quelle delle Francescane. Questo slancio di carità aveva qualche cosa di soprannaturale ed affatto straordinario.  

Alla suor Felicita, quantunque ancor conturbata da tante emozioni, fu ordinato di andare al riposo. Obbedì ferma nel proposito di fare ad ogni modo scomparire il domani l'impronta carbonizzata, che aveva sparso lo spavento per tutta Foligno. Ma ecco che suor Teresa le apparisce nuovamente.  

- Io so veramente, disse, che tu vuoi togliere il segno che ho lasciato: sappi che non è in tuo potere farlo, questo è prodigio ordinato da Dio ad istruzione e correzione di tutti. Per suo giusto e terribile giudizio sono condannata per quaranta anni alle terribili fiamme del purgatorio, per le frequenti debolezze da me commesse con alcune delle nostre suore. Ringrazio te e le tue compagne di tante preghiere, che il Signore per la sua bontà applicò tutte all'anima mia; in particolar modo i sette salmi penitenziali che mi furono di un grande sollievo. - Poi tutta sorridente aggiunse: - Oh, beata povertà che tanta gioia procuri a tutti quelli che realmente ti osservano! - E scomparve.  

Il giorno dopo, 19, suor Anna Felicita essendosi all'ora solita coricata ed addormentata, si sente chiamare a nome, si sveglia di soprassalto tutta spaventata, si siede e resta immobile senza proferire parola. Questa volta ancora essa aveva benissimo riconosciuta la voce di suor Teresa. Nello stesso punto ai piedi del letto vede un risplendente globo di luce che illuminava tutta la cella, come se fosse pieno giorno, e sente suor Teresa che con voce giuliva e trionfante le dice queste parole: - Sta forte nel portare la croce, sii coraggiosa nel soffrire! Ed aggiungendo: Addio ... addio... addio! trasfigurandosi in leggerissima nuvoletta bianca e risplendente se ne volò al cielo e scomparve.  

Il Vescovo ed i Magistrati della città di Foligno ordinarono tosto un processo canonico. Venne aperta la tomba di suor Teresa Margherita il 23 novembre, alla presenza di un gran numero di testimoni; e si riconobbe essere l'impronta carbonizzata della porta esattamente uguale alla mano della defunta.  

Il risultato del processo fu di constatare con giudizio ufficiale la verità e la perfetta autenticità di quanto abbiamo fin qui riferito. Si conserva con venerazione nel convento la porta coll'impronta carbonizzata. 

DON ANTONIO ZACCARIA 


A quei pochi, diletti del Cuore Mio, vengo ad impartire un Battesimo di Fuoco.

 


Dice Gesù: 

«Vi è battesimo e battesimo, figlia che amo. Tutti voi che siete cattolici avete il Battesimo che lava la colpa d’origine e che dovrebbe avere le stesse conseguenze di santità per tutti, se tutti miraste al Cielo in luogo di essere confitti con gli occhi dello spirito e con le radici del vostro essere nel fango della Terra. 

Il Battesimo, sacramento da Me istituito in luogo del battesimo di Giovanni precursore, ha in sé tutti gli elementi per portarvi alla santità. Vi dà la Grazia e chi ha la grazia ha tutto. 

Ma siete voi che della Grazia non tenete conto e la gettate come inutile dono. Fra il severo dovere per essere fedeli a questa Grazia, la quale altro non è che Dio in voi con tutti i suoi doni, e il facile compromesso con la carne ed il sangue, col denaro, col Male pur di godere, o credere di godere durante quei pochi attimi di eternità che sono la vostra vita della terra, voi preferite il compromesso. 

Quando il Figlio di Dio, Colui che vi ama, viene fra le turbe segnate del suo indelebile segno, quel segno che è più glorioso di una corona regale perché vi dà una regalità ultraterrena di figli e eredi dell’Altissimo Re, trova che pochi hanno lottato contro l’istinto e contro Satana, o lavato le macchie di Satana e dell’istinto col pentimento, in modo da avere terso e operante quel segno di predestinazione. A quei pochi, i diletti del Cuore mio, Io, Figlio di Dio al quale ogni potere di giudizio è deferito dal Padre, vengo ad impartire un battesimo di fuoco ardente, che arde e consuma in loro ogni umanità per fare libero lo spirito e renderlo capace di ricevere lo Spirito che parla. 

Selezione severa e elezione dolorosa nel suo gaudio. Poiché chi non è mondo, chi non è mantenuto o reso mondo dall’amore e dal pentimento, non può essere accettato per mio grano. La pula sterile e vuota, il loglio e la cuscuta dannosa, gli inutili viticci parassiti, saranno separati dal mio rigoroso esame. 

La pula sono gli orgogliosi: orgogliosi di cuore o di pensiero per la loro scienza razionalizzante e errata, i farisei e gli scribi del tempo attuale. Il loglio e la cuscuta, i ribelli alla Legge e gli avvelenatori dei cuori: corruttori, gli scandalosi per i quali meglio sarebbe stato se fossero stati espulsi dal seno materno già estinti. I viticci sono i deboli, i tiepidi che vogliono beneficiare della comunione dei santi ma senza sforzarsi di dare ad essa il contributo della benché minima fatica. Sono i pigri dello spirito, coloro che hanno sempre bisogno di sprone, di sostegno, di calore, per vivere la loro povera vita spirituale; senza i coefficienti di diversi aiuti, striscerebbero al suolo incapaci di tendersi al cielo a sarebbero calpestati dal Maligno: calpestati dico, non colti. Sono sprezzati anche da esso. Non se ne cura perché sa che da se stessi si dànno la morte dell’anima. 

Elezione dolorosa perché bisogna, come spiga destinata a divenire farina di Dio, accettare i colpi della trebbia, l’immolazione della macina, la purificazione del frullone, ossia dolori, dolori, dolori, mortificazioni, ascetismo senza misura. 

Oh! per essere farina da ostie occorre sapersi far spogliare di ogni impurità dall’amore. Nessun’altra cosa come l’amore è assoluto nell’operare questa depurazione della vostra personalità per renderla atta a vivere in Cielo. 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


O PADRE DI TUTTI I PADRI

 


O Padre di tutti i padri, Padre più di tutti i padri, tenerezza increata, pienezza di bontà patema, Padre carissimo e mille volte benedetto, visibile con tanta chiarezza e tuttavia così adorabilmente invisibile, così vicino per il tuo amore, così lontano per la tua maestà; come lodar'I'i, se non con il silenzio? come amarTi, se non confessando con dolore la nostra impotenza ad amarTi degnamente? Dolce Fanciullo di Betlemme, mostraci il Padre. Ci basterà, perchè niente possiamo domandare di più, e meno non appagherebbe il nostro desiderio. Sì, come dice Filippo: "Ci basta". Il Padre ci basta. 

Faber

Vivete nei sacramenti del Signore e chiedete la pace!"

 


Apparizione del Santo Arcangelo Michele il 20/01/2026


Vedo una grande sfera di luce dorata e, alla sua destra, una piccola sfera di luce dorata che fluttuano nel cielo sopra di noi. Da esse proviene una luce meravigliosa che ci avvolge tutti. La grande sfera di luce dorata si apre e vedo il Santo Arcangelo Michele. È vestito da soldato romano in bianco e oro. Indossa un mantello da generale rosso e sulla testa porta una corona principesca, sulla cui parte anteriore è incastonato un rubino ovale. Il mantello è tenuto fermo da una fibbia dorata a forma di testa di leone. Il santo arcangelo Michele tiene nella mano destra una spada di fuoco rivolta verso il cielo. Sento il crepitio delle fiamme di questa spada. Nella mano sinistra tiene il suo scudo e lo tende verso di noi. Sul suo scudo vedo la sua preghiera scritta in latino. È un invito alla preghiera rivolto a noi e noi preghiamo:

"Sancte Michael Archángele, defénde nos in práelio, contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium. Imperet illi Deus, súpplices deprecámur: tuque, Princeps milítiae caeléstis, sátanam aliósque spíritus malígnos, qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo, divína virtúte in inférnum detrúde. Amen."

Il santo arcangelo Michele ci guarda e dice:

«Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo vi benedicano! Quis ut Deus! Non abbiate paura! Vengo a voi dal trono del Signore in segno di amicizia. Avete ancora tempo per chiedere la pace! Prendete sul serio le mie parole. È volontà del mio Signore che io venga da voi e vi chieda con insistenza di pregare per la pace, perché voi potete chiedere la pace! Pregate per la Chiesa, affinché la vigna del Signore produca uva buona! Amate la santità e non la rifiutate. Chi rifiuta la santità e fa del male il bene, avrà Mosè e Giovanni Battista come testimoni contro di sé. Vivete nei sacramenti del Signore e chiedete la pace!"

Ora la piccola sfera di luce dorata si apre e vedo che Santa Giovanna d'Arco, vestita con un'armatura dorata e con una bandiera su cui sono scritti i nomi “Gesù” e “Maria”, viene verso di noi. Ci dice:

"Cari amici della Croce, abbiate coraggio e pregate per la pace! Santificatevi nei sacramenti della Chiesa cattolica. Ricordate che sono morta per voi e sono scesa dal trono di Dio per venire a voi e mettere la santità nei vostri cuori. Prego molto per le famiglie! Non perdano il coraggio: non perdano il coraggio, non perdano la preghiera - anche l'uno per l'altro - e vivano nei sacri sacramenti. Guardino alla Sacra Famiglia! Anche la Sacra Famiglia ha dovuto superare numerosi ostacoli e subire persecuzioni. Abbiate fiducia in Dio! Trovate la vostra forza in Dio e potrete superare tutto con il mio Signore Gesù. Ricordate che le famiglie sono sacre per Dio! Guardate alla Sacra Famiglia in tutto ciò che dovete superare e fatevi coraggio. Ricominciate sempre da capo in Gesù!


Ora vedo che Santa Giovanna d'Arco tiene tra le mani la Vulgata (Sacra Scrittura). La Vulgata è aperta e lei è inginocchiata con la Vulgata tra le mani davanti al Santo Arcangelo Michele e vedo il capitolo aperto del libro di Isaia 5 (Isaia 5):

1Canterò del mio amico, / il canto del mio amato sulla sua vigna. Il mio amico aveva una vigna / su un colle fertile. 2La zappò, ne tolse le pietre / e vi piantò viti pregiate. Costruì una torre al centro / e vi scavò anche un torchio. Poi sperò / che la vigna producesse uva, / ma essa produsse solo bacche marce. 3E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, / giudicate tra me e la mia vigna! 4Che cosa avrei potuto fare ancora per la mia vigna / che non abbia già fatto? Perché speravo che producesse uva? / E ha prodotto solo bacche marce! 5Ma ora vi farò sapere / cosa farò alla mia vigna: toglierò la sua siepe, / affinché sia pascolata; abbatterò il suo muro, / affinché sia calpestata. 6La trasformerò in un terreno incolto. / Non sarà potata, / non sarà zappata, affinché crescano spine e cardi. / E ordinerò alle nuvole di non far cadere pioggia su di essa. 7Perché la vigna del Signore degli eserciti / è la casa d'Israele e gli uomini di Giuda / sono la piantagione che egli ama. Egli sperava nella giustizia, / ma ecco: violazione della legge; nella concessione di giustizia, / ma ecco: grida di aiuto. 8Guai a quelli che aggiungono casa a casa e uniscono campo a campo, finché non ci sia più spazio e voi soli abitiate nel paese. 9Il Signore degli eserciti ha giurato alle mie orecchie: / «In verità, molte case saranno desolate. Per quanto grandi e belle siano, / saranno disabitate. 10Una vigna di dieci gioghi produce solo un bat di vino, / un homer di seme produce solo un efa di grano. 11Guai a coloro che al mattino presto / inseguono la birra e al crepuscolo resistono a lungo, / quando il vino li riscalda. 12Ci sono la cetra e l'arpa, / il tamburo e il flauto e il vino nei loro banchetti, ma non guardano alle opere del Signore / e non hanno visto l'opera delle sue mani. 13Perciò il mio popolo va in esilio / per mancanza di conoscenza. I suoi nobili soffrono la fame / e la sua moltitudine muore di sete. 14 Perciò l'inferno ha spalancato la sua bocca e ha aperto la sua bocca senza misura, così che la sua magnificenza e la sua moltitudine scendono, la sua folla rumorosa e chi vi esulta. 15 L'uomo si è chinato, l'uomo è caduto e gli sguardi degli arroganti si sono abbassati. 16 E il Signore degli eserciti era eccelso nel giudizio e il Dio santo si è mostrato santo nella giustizia. 17 Allora gli agnelli pascolano come nei loro pascoli, come ospiti di passaggio mangiano le rovine dei grassi. 18 Guai a coloro che traggono la colpa con corde di inganno e il peccato come con funi di carri. 19 Dicono: «Si affretti, acceleri la sua opera, perché noi la vediamo; si avvicini e si compia il disegno del Santo di Israele, perché noi lo conosciamo». 20 Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene, che fanno delle tenebre la luce e della luce le tenebre, che rendono amaro ciò che è dolce e dolce ciò che è amaro. 21 Guai a coloro che sono saggi ai propri occhi e si ritengono intelligenti. 22 Guai a coloro che sono eroi nel bere vino e forti nel mescolare bevande inebrianti, 23 che concedono giustizia al colpevole in cambio di regali e negano giustizia al giusto. 24Perciò, come la lingua del fuoco divora la stoppia e come il fieno crolla nella fiamma, così la loro radice sarà come marciume e il loro fiore volerà via come polvere. Poiché hanno respinto l'istruzione del Signore degli eserciti e hanno disprezzato la parola del Santo di Israele. 25Perciò l'ira del Signore si è accesa contro il suo popolo; / ha steso la sua mano contro di esso e lo ha colpito. Allora le montagne hanno tremato / e i loro cadaveri giacevano come immondizia in mezzo alle strade. Nonostante tutto ciò, la sua ira non si è placata e la sua mano rimane ancora stesa. 26Egli alza uno stendardo per le nazioni lontane, le chiama dal capo della terra ed ecco, esse accorrono, veloci, si affrettano. 27Non c'è tra loro chi sia stanco o chi barcolli, nessuno che sonnecchi o dorma. A nessuno si scioglie la cintura dai fianchi, / né si spezza la cinghia dei sandali. 28Le sue frecce sono affilate, / tutti i suoi archi tesi. Gli zoccoli dei suoi cavalli sono come ciottoli / e le sue ruote come tempesta. 29Il suo ruggito è come quello di una leonessa, / come il ruggito dei leoncini. Sibilando, afferra la preda, la nasconde / e nessuno gliela strappa. 30E in quel giorno infuria contro di lui / come infuria il mare. Se si guarda la terra, / ecco: oscurità opprimente / e la luce è oscurata da nuvole scure sopra di essa.


Il Santo Arcangelo Michele dice:

«Tutto ciò che è scritto lì mostra qual è la situazione della Chiesa. La Sacra Scrittura è la Parola di Dio. Mettete la Parola di Dio nel vostro cuore. Immergetevi nel Prezioso Sangue del mio Signore. Se lo farete, vi offrirò la mia protezione».

M.: «La tua protezione?»

Il Santo Arcangelo Michele mi spiega che ci dona una preghiera, il “mantello protettivo del Santo Arcangelo Michele”. Mi dice anche come devono essere disposte le preghiere:

“Santo Arcangelo Michele, accompagna i miei passi nella mia vita. Proteggimi con la tua spada e con il tuo scudo. Veglia su di me quando dormo”.

Sancte Michael Archángele

Credo

Padre nostro

Ave Maria

Gloria al Padre

Questo è il “Mantello protettivo del Santo Arcangelo Michele”, che contiene le preghiere fondamentali della Santa Chiesa. Il Santo Arcangelo Michele mi spiega che il suo mantello protettivo per noi sono queste preghiere della nostra Santa Chiesa. Per la pace, ci chiede di recitare il rosario e di aggiungere questa preghiera. Continua dicendo:

“Fate ciò che vi ho detto e recitate il rosario per la pace. Ve lo ripeto ancora una volta: è ancora tempo di chiedere la pace!”

Poi mi istruisce su come usare il pozzo.

M.: “Hai ascoltato la mia richiesta riguardo alla fontana”.

Il Santo Arcangelo Michele ci dà questa indicazione:

“Mettete una ciotola nella fontana, affinché le persone possano immergervi le mani e benedirsi”.

Mi dà un'altra istruzione speciale per la fontana e mi chiede di pregare in modo particolare per la Chiesa tedesca. Segue una conversazione personale. Poi guarda tutti noi e dice:

«Abbiate coraggio e rimanete fedeli al Signore! Quis ut Deus!»

M.: «Grazie di cuore!»

Il Santo Arcangelo Michele porta le nostre richieste davanti al trono del Signore e ci dona, come dice lui, una “benedizione guaritrice”:

“Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo vi benedicano. Amen.”

Ora torna nella luce e lo stesso fa Santa Giovanna d'Arco. Entrambi scompaiono nella luce.

Sievernich

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Undicesima apparizione, lunedì 29 maggio 

Il dott. Giulio Loglio che ieri era assente, oggi è presente all'apparizione. Egli scrive nella relazione: 
"Una folla imponente l' attendeva e numerosi erano gli  infermi. Alle 18,10 la piccola Adelaide fu portata sul luogo dell'apparizione e dopo 20 minuti di preghiera iniziò la visione, e  precisamente alle 18,32. Eccone i rilievi: il polso da 80, dopo 10  minuti, ridiscende a 70; riflesso corneale presente; ammiccamento presente; anestesia alle punture di spillo; non reagì ad un  colpo di rivoltella sparatole vicino; ha invece risposto ad una  domanda sussurratale dalla dott.ssa Maggi di Pontida. La visione  termina alle 18,50. Non fu possibile interrogare la fanciulla". 
La dott.ssa Maggi, alle osservazioni del dott. Loglio, aggiunge: 
"Come nella precedente visione la bimba ebbe timore della folla che la subissava. La visione ebbe luogo alle 18,32 e durò  ancora 18 minuti. 
Recitò il Rosario e si ripeté il bisbiglio: le chiesi se era venuta la Madonna ed essa mi rispose: "Sé, l'è riada". La risposta non fu pronta ma si fece aspettare qualche secondo. 
Così non batté ciglio a tutti i colpi d'arma da fuoco sparatile vicino dalla G.N.R. per far indietreggiare la folla che ci travolgeva e schiacciava. 
Pregò muovendo ad intervalli le labbra; il polso ebbe lo stesso comportamento delle sere precedenti: 80 prima della  visione, 70 durante questa; l'occhio fu sempre limpido, lucente,  splendente, si velò a volte di tristezza fugace e di pace serena  guardando sempre ad oriente fissamente in avanti". 

Dal quaderno di Adelaide: 
"Anche in questa apparizione la Madonna apparve con gli angioletti; vestiva di rosso col manto verde e la sua manifestazione fu preceduta da due colombi e dal punto luminoso. Fra le  mani aveva ancora due colombi dalla piuma oscura e sul braccio la corona del Rosario. 
La Madonna mi sorrise e nei disse: "Gli ammalati che vogliono guarire devono avere maggiore fiducia e santificare la loro sofferenza se vogliono guadagnare il Paradiso. 
Se non faranno questo, non avranno premio e saranno severamente castigati. Spero che tutti quelli che conosceranno la  mia parola faranno ogni sforzo per meritarsi il Paradiso. Quelli  che soffriranno senza lamento otterranno da me e dal Figlio mio  qualunque cosa chiederanno. Prega molto per coloro che hanno  l'anima ammalata: il Figlio mio Gesù è morto sulla croce per salvarli. Molti non capiscono queste mie parole e per questo io  soffro. 
Mentre la Madonna portava la mano alla bocca per mandarmi un bacio con l'indice e il pollice uniti, le due colombine  le svolazzarono d'intorno e accompagnarono la Madonna mentre  si allontanava adagio adagio". 

Severino Bortolan 

giovedì 29 gennaio 2026

L’assenza di fede – L’Intervento divino

 



Miseria spirituale - Motivazione per l’Intervento divino 


La spensieratezza degli uomini nel rapporto spirituale assume delle dimensioni, che da Parte del Creatore divino dev’essere affrontata giustamente, perché l’intera vita terrena è senza senso e scopo, quando l’anima abbandona nello stesso stato l’involucro terreno come lo ha ricevuto. Ed una vita trascorsa così inutilmente è un abominio per il Signore, perché Egli ha dato agli uomini questa vita per lo sviluppo verso l’Alto dell’anima, ma non per viverla spensieratamente e nell’inseguire delle gioie terrene. Guai a coloro, che non riconoscono il loro compito sulla Terra. A costoro verranno messi molti ostacoli sulla via, affinché vi si urtino e rivolgano obbligatoriamente il loro sguardo là da dove tutto proviene. Ed un tale ostacolo può talvolta procurare una svolta del pensare e sospendere la trascuratezza ed indifferenza nei confronti di tutto lo spirituale. E perciò la Volontà di Dio interverrà sempre là, dov’è prevedibile una decadenza spirituale. Perché se l’anima umana si trova così vicina davanti alla fine, allora decisive vicissitudini devono aggravare l’animo, se nell’ultima ora deve ancora essere trattenuta dall’abisso.

La migliore dimostrazione è la continua retrocessione spirituale che si manifesta ovunque chiaramente. Si mette forse in collegamento il più piccolo avvenimento con Dio? Si dà l’onore a Dio ed a Lui il ringraziamento, quando la vita quotidiana si svolge in modo liscio? L’uomo non sperimenta ogni giorno nuovi Miracoli intorno ed al di sopra di sé, e si ricorda del suo Creatore con queste costanti vicissitudini? E quante volte la Grazia di Dio guida l’uomo attraverso miseria e pericolo, e l’uomo lo accetta con naturalezza, mentre dovrebbe lodare e glorificare Dio senza sosta. Solo un animo credente in Dio riconosce in tutto la Guida del Signore, soltanto un figlio credente confida in tutto nel divino Creatore e Redentore. Ma l’umanità non conosce quasi più la fede, e l’esperienza spirituale le è così infinitamente lontana, che il Dio dell’Amore vuole assisterla nella miseria spirituale. E così è arrivato il giorno, in cui il Mare dell’Amore divino si riversa nuovamente sull’umanità, perché la fede in Dio come Guida del Cielo e della Terra deve nuovamente risorgere attraverso segni del genere meraviglioso.

Chi ha un cuore buono, il suo spirito riconoscerà chiaramente e limpidamente l’Agire di Dio, costui insegnerà e lo farà notare al suo prossimo, affinché anche lui impari ad interpretare giustamente i segni. A voi uomini cadrà dall’Alto del patrimonio spirituale, ma il vostro occhio sarà rivolto all’esteriore, e se non vi adoperate a percepire la Voce interiore, il suono di ogni Parola rimane un tono vuoto, e perciò devono parlare i segni per la Sapienza e la Potenza di Dio. Ne sperimenterete in gran numero, e tutti indicano visibilmente verso l’Alto, perché in questi segni non riconoscete l’influenza umana, ma unicamente la Volontà e la Destinazione del Signore. E questo tempo è vicino, e quindi anche il tempo della miseria spirituale può essere terminato per ognuno che bada a questi segni e ne trae l’utilità per la sua anima. 

Amen 

22. agosto 1939

GESU’ OSTIA

 


All’incredulo perché sia meno scettico, e al sacerdote perché sia meno tiepido.


UNO SGUARDO NEL CIELO DELLA CHIESA


Sant'Ignazio, vescovo d'Antiochia, è una delle più grandi figure dei primi secoli della cristianità. La sua vita eucaristica raggiunge il culmine col martirio, nell'arena di Roma, sotto l'imperatore Traiano intorno all'anno 107. «Lasciate - scrive nella lettera "Ai Romani" - che io sia il pasto delle belve: solo così raggiungerò Dio. Sono frumento di Dio, e devo essere macinato dai denti delle fiere, per diventare pane di Cristo».

 

San Tarcisio, vissuto nella seconda metà del IV secolo, viene considerato il primo martire dell'Eucaristia.

L'autorevole iscrizione sulla sua tomba, composta dal Papa Damaso, informa: «Tarcisio portava i Misteri di Cristo, quando una mano criminale tentò di profanarli. Egli preferì lasciarsi massacrare, piuttosto che consegnare ai pagani il Corpo del Signore». Il Martirologio Romano, compilato più di mille anni dopo, precisa che sul cadavere del santo martire «non fu ritrovato niente del Sacramento, né in mano né tra le vesti».

Le devote rievocazioni di questo martirio spiegano la sparizione della sacra particola immaginandola rimasta impressa sulla carne di Tarcisio, come un sigillo, formando così, con lui, un'unica ostia immacolata.

 

San Saturnino, presbitero cartaginese, viene sorpreso con i membri della sua famiglia ed altri compagni, fra i quali donne e bambini, durante la celebrazione dell'Eucaristia in una casa privata. È il periodo in cui vige il primo editto dell'imperatore Diocleziano: la chiusura delle chiese e il divieto del culto. Avendo violato l'ordine, i quarantasei componenti di questo gruppo sono arrestati e processati. Alla richiesta sul motivo della loro trasgressione alle disposizioni imperiali, la risposta è: «Perché noi, senza la Messa, non possiamo vivere». Moriranno tutti in prigione nell'anno 304, ad Albitina in Africa. Il Martirologio Romano li festeggia 1'11 febbraio.

 

San Benedetto da Norcia (480-550) «volendo testimoniare l'amore che nutriva per il SS. Sacramento, non potè renderGli un onore, né una dimostrazione più eloquente della sua fede e della sua carità che spirando alla sua santa presenza, affidando gli ultimi palpiti del suo cuore a questa adorabile Ostia... per generare, nel tempo fissato da Dio, figli del suo Ordine, che sino alla fine del mondo, gli renderanno adorazione, riverenza e testimonianza d'amore e di ininterrotta riparazione».

A parlare così del santo 'patriarca', che muore pregando in piedi davanti all'altare, è Madre Mectilde de Bar, la grande benedettina del secolo XVII.

Lei stessa spiega: «Non vedete, sorelle mie, che S. Benedetto muore in piedi, per farci capire che egli in un supremo atto d'amore 'esala' l'istituto sacro che professiamo? Lo concepisce nell'Eucaristia, perché nasca quasi dodici secoli dopo».

Madre Mectilde (di cui si parlerà più avanti) fonda, infatti, una Congregazione per l'adorazione riparatrice.

Così è ricordato San Domenico Guzmàn (1170-1221) da uno dei figli migliori del suo Ordine, Padre Giocondo Lorgna: «Com'è dolce pensare a San Domenico, di cui si legge che non appena ebbe posti i fondamenti dell'Ordine, subito prese il costume di passare le intere notti in chiesa dinanzi a Gesù.

Il Santo, sebbene sì sapiente, sentiva il bisogno di essere illuminato dalla incarnata Sapienza, d'essere acceso dalle fiamme dell'infinito Amore; e perciò Gesù era il sospiro del suo cuore, la calamita possente che lo attirava a passare le notti, non potendolo di giorno, accanto a Lui».


PREGHIERA PER I MALATI

 


O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, ti presentiamo i malati che sono qui o in casa o negli ospedali.

O Madre Addolorata, ottieni per loro pazienza e forza. Fa' loro accettare con pazienza e amore la croce per il bene loro e del mondo.

Fa' loro capire che l'importante è avere la salute dell'anima. Dà pazienza e carità a tutti i familiari che li devono assistere. O Salute degli infermi, ci rivolgiamo con fiducia a Te perché intercedi presso il tuo Gesù per la loro guarigione. Tante volte l'hai fatto quando ti abbiamo pregato nei tuoi santuari. Che Gesù ascolti anche oggi la tua preghiera: apra il suo cuore, mostri la sua potenza.

Noi crediamo che Lui può e vuole guarirli.

Manifesti la sua gloria e accresca la nostra fede per testimoniare agli altri le meraviglie dell'amore di Dio.

O Vergine potente contro il male, una volta hai liberato tanti paesi dalla peste, liberaci dalla peste che oggi ha altri nomi: il cancro, l'aids...

Liberaci da satana e da tutti i suoi influssi sulle persone e sulle abitazioni.

Per questo, o Madre di Dio e Madre nostra, prega per noi il tuo Gesù.


Venite al Tabernacolo

 


Miei piccoli, se poteste comprendere quanto vi amo, vi sciogliereste sentendovi avvolti dalle fiamme d'amore del mio Cuore Immacolato, fiamme d'amore che, se vi avvicinerete ad esso, vi impregneranno del suo fuoco Divino.

Figlioli che camminate molto velocemente, fermatevi lungo il vostro cammino e venite al Santuario dove sto adorando la grandezza del Figlio di Dio. Desidero ardentemente vedervi entrare dalle porte del Santo Atrio e coprirvi con il mio manto materno per parlare al vostro cuore e dirvi di volgere lo sguardo a mio figlio Gesù, che vi aspetta con il cuore aperto e le braccia pronte ad abbracciarvi e a coprirvi con i suoi baci.

Quando sentite il desiderio di solitudine e il rumore soffoca il vostro essere, venite al Santuario e depositate nel mio Cuore le vostre angosce, che io presenterò al mio Divino Figlio affinché il vostro cuore trabocchi della sua pace.

Sono molte le ore della sua solitudine, abbiate compassione e venite da Lui per parlargli, come a un amico, confidandogli i segreti più reconditi della vostra anima, ed Egli vi aiuterà, perché il suo Cuore è sempre aperto al vostro dolore, dolore che porterà con sé alleviando il peso della vostra croce.

Ciò che farete a favore di mio Figlio Gesù, lo farete a me, perché il mio Cuore sarà sempre nel suo Cuore Divino.

Camminate seguendo il suo magnetismo d'amore che vi attira, vi spinge al silenzio, silenzio che vi parlerà nella sua follia d'amore, follia d'amore che dovete portare all'estremo abbandonandovi completamente al suo Cuore Divino, Cuore Divino che vi aspetta per ricoprirvi della sua dolcezza, della sua mitezza, della sua purezza e della sua umiltà.

Regalategli parte del vostro tempo, tempo che Lui vi ha dato; distribuitelo equamente, ritagliandovi degli spazi per venire ad abbeverarvi alle Fonti del suo Cuore Divino

. 4 settembre 2007 

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Decima apparizione, domenica 28 maggio 

È la festa di Pentecoste. Oggi Adelaide riceve per la prima volta Gesù nella Santissima Eucaristia. 
Finita la funzione religiosa, viene riportata a Bergamo, nel collegio delle Suore Orsoline. 
Nel pomeriggio, all'ora solita, ritorna sul luogo delle apparizioni. 
La bambina è in piedi sulla grossa pietra di granito che era stata messa per indicare il punto preciso dell'apparizione e perché  potesse essere vista meglio dai fedeli. 
La dott.ssa Maggi scrive: 
"Gli esami fisici sulla piccola da me praticati furono limitati per l'intervento di altri sanitari che li facevano e mi spiaceva  punzecchiarla per nulla. La reazione alla puntura dello spillo ed alla  luce fu sempre la stessa: reazione presente che non aveva però la  forza di distogliere l'attenzione della bimba. 
La visione avvenne alle 18,50, durò diciotto minuti: gli stessi prodromi del 21. E durante la visione lo stesso comportamento  della bimba, in più la si sentiva bisbigliare il S. Rosario rispondendo  all'invisibile Interlocutrice e sentii nettamente dire "amen" mentre  scorreva con le dita la corona, poi bisbigliò parole mozze non  precisabili poiché muoveva le labbra quasi senza emettere suono.  Spontaneo e naturale fu il gesto di offerta che fece alla Persona invisibile di un mazzo di garofani bianchi che teneva fra le mani,  gesto che fu accompagnato da un movimento di tutta la persona,  tanto che io ebbi l'impressione che dovesse cadere poiché barcollò  lievemente. Pure spontanea ed accorata fu la dolorosa constatazione  che fece al termine della visione di averlo ancora fra le mani (i è  ché amò?)". 

Le osservazioni della dottoressa sono confermate dalle testimonianze, tra gli altri, dei medici Giovanni Zonca e Giacomo  Locatelli. 
Adelaide così descrive nel suo quaderno la decima apparizione: 
"28 maggio: In questo giorno feci la mia prima Comunione.  Come le altre sere fui portata sul luogo delle apparizioni e il  punto luminoso apparve di nuovo manifestando la Madonna con  gli angioletti e due Santi ai fianchi. La Madonna mi disse: "Prega  per i peccatori ostinati che fanno soffrire il mio cuore perché non  pensano alla morte. Prega pure per il Santo Padre che passa  momenti brutti. Da tanti è maltrattato e molti attentano la sua vita.  Io lo proteggerò ed egli non uscirà dal Vaticano. La pace non tarderà, ma al mio cuore preme quella pace mondiale nella quale  tutti si amino come fratelli. Solo così il Papa avrà meno da  soffrire". 
La Madonna aveva fra le mani due piccioni neri che simboleggiano l'unione che devono avere i coniugi per formare sante  famiglie al vigile sguardo della Madonna. Insegna ancora che non  vi può essere santa famiglia senza vivere fiduciosi fra le mani  materne della Madonna. 
La Madonna non mi rivelò il nome di quei due Santi che aveva ai suoi fianchi. Solo, per ispirazione interna ebbi chiara  intuizione del loro nome: S. Matteo e S. Giuda. Il nome Giuda ha  per me un ricordo triste perché sia pure involontariamente ho  tradito la Madonna. In questa apparizione io vedo la carità  squisita della Madonna la quale mostrandomi Giuda Santo ha  voluto con questo nome prevenirmi e mettermi guardinga nelle  prove che avrei incontrato per affermare la sua parola materna e  sicura che purtroppo non seppi sostenere. 
Nel mio cuore sento pesare il mio grosso sbaglio, ma pur avendo imitato Giuda il traditore voglio tuttavia santificarmi  seguendo l'esempio di Giuda Santo coll'essere apostola e martire  per amore a Gesù e alla Madonna. 
San Matteo ispira al mio cuore fiducia di salvezza perché anche lui peccatore ha seguito Gesù e si è fatto apostolo del suo  nome".

Il racconto sobrio di Adelaide non dice particolari, che conosciamo da ciò che disse lei stessa nell'interrogatorio fattole  subito dopo l'apparizione, e dalla relazione del pittore Galizzi. 
La Vergine Maria apparve solenne, maestosa, circondata dagli angeli: veste rossa, manto verde lunghissimo, "che arrivava  fino a Roma", rose bianche sui piedi, diadema in testa, con una  fila di stelle circolarmente alla base. Teneva tra le mani due  piccioni neri e la corona del rosario, dai grani bianchi. 
In questa apparizione soprattutto si nota il duplice messaggio delle parole e dei simboli. 
È l'apparizione di Maria Regina della Famiglia. 
La Vergine potente quella sera guarì improvvisamente la signora Villa Anna dal morbo di Pott. 

Severino Bortolan 

mercoledì 28 gennaio 2026

La fede nella Forza e Potenza di Dio

 


La fede in Dio


La fede nella Forza e nel Potere di Dio è diventata per gli uomini un concetto vuoto, altrimenti vorrebbero condurre una vita diversa. Ma così perdono totalmente il timore di Dio. Finché credono ancora in un Dio come Forza creativa, questa Divinità sta loro totalmente lontana, perché loro stessi si credono totalmente indipendenti da Lei. Di conseguenza non temono nemmeno che Dio potesse loro chiedere la resa dei conti e che quindi vengono a sentire il Suo Potere e Forza, sulla Terra oppure nell'aldilà. Negano ogni collegamento, appena viene loro fatto notare seriamente che Dio pone certe condizioni agli uomini che devono essere adempiute. Non credono né nel Potere né nell'Amore di Dio, cioè né in una punizione né in una ricompensa per la loro vita terrena. Riconoscono la Forza di Dio solamente come Origine della Creazione della natura. E meno è rappresentata fra l'umanità la fede nella Forza e nel Potere di Dio, meno verrà anche seguita la Dottrina dell'amore cristiano, perché ognuno cerca solamente di far valere il suo proprio potere e la propria forza, perché nella Creazione della natura si considera l'essere superiore e quindi vuole comandare, cioè vorrebbe sottomettersi il debole nell' errata immagine di essere il signore, appena si sente superiore corporalmente al prossimo. Nella fede nella Forza e nel Potere di Dio l'uomo si sentirebbe piccolo e pure i suoi prossimi, cosa che lo indurrebbe ad aiutare costui come fratello e non si eleverebbe al di sopra di lui come padrone. Solo la minima parte degli uomini si sente dipendente da un Essere, il Quale E' oltremodo potente e colmo di Forza e si sottomettono a Costui anche consapevolmente. Si danno alla Sua Guida ed ora vengono anche condotti dalla Sua Volontà, mentre coloro che sono senza fede lasciano sempre valere la loro propria volontà, quindi si allontanano, cioè conservano la loro resistenza contro Dio, perché non Lo riconoscono. Dio Si fa bensì riconoscere a loro, mentre fa valere la Sua Forza e la Sua Potenza in tutto ciò che circonda l'uomo ed anche nell'uomo stesso. Nulla sarebbe senza la Forza di Dio, nulla potrebbe accadere senza il Suo Potere e soltanto da ciò l'uomo dovrebbe già riconoscere, che non può negare questa Potenza e Forza ad un Essere superiore, perché lui stesso non può creare nulla da sé di ciò che lo circonda. Ma egli non bada a questa chiara dimostrazione, oppure considera sé stesso come uomo del tutto isolato da questa Forza creativa. Non riconosce che Questa afferra anche lui, non riconosce nessuna Entità, con la Quale lui stesso è in collegamento indissolubile. E perciò anche Dio lo considera come stando lontano da Lui, e non può rivolgergli l'Irradiazione del Suo Amore, ma a volte gli fa sentire il Suo Potere, affinché impari a riconoscerLo. Ma anche questo si svolgerà sempre nella cornice della naturalezza, affinché l'uomo non sia costretto alla fede. Potrà anche sempre trovare una spiegazione puramente naturale, quando la Potenza e Forza di Dio Si manifestano in lui in modo che il suo proprio potere e la sua propria forza vengono sconvolti. Ciononostante questa fede è assolutamente necessaria, se l'uomo vuole condurre una vita terrena corrispondente alla Volontà di Dio; perché solamente quando riconosce un'Entità che sta al di sopra di lui, la Quale E' perfetta in tutto e che perciò dev'anche Essere oltremodo potente e colma di Forza, cerca di adeguarsi a Lei attraverso il tendere spirituale. Così tende verso l'Alto, perché riconosce di stare nell'abisso, cerca di stabilire con Lei il collegamento, per poter cogliere da Lei la Forza che rende facile questa risalita. Quindi conduce un cammino di vita che corrisponde alla Volontà di Dio. Dato che crede, non teme soltanto questa eterna Divinità, ma L'ama e cerca di rendersi degno del Suo Amore. Appena tende verso Dio, viene afferrato dal Suo Amore e Si rivela agli uomini come l'eterno Amore, il Quale desidera le Sue creature.

Amen

 15. maggio 1943

Ciò che Isaia disse ad Ezechia re, è ciò che vi avviene.

 


Dice Gesù: 

«Se anche ti fa male, scrivi. È ancora una profezia che si compie. E alla lettera. Ciò che Isaia disse ad Ezechia re61, è ciò che vi avviene. Insisto col chiedere preghiere. E poiché sei sfinita, ti dico le parole del re: “Sia pace e verità nella tua vita”. 

DA: I QUADERNI DEL 1943 

CHI ERANO I TERRIBILI MOABITI NELLA BIBBIA? | LA STORIA SEGRETA DEI FIGLI DI MOAB


 

Preghiera per la Luce della Verità

 


MIO DIO, riconosco che Tu puoi illuminare le mie tenebre, e che soltanto Tu lo puoi. Desidero che si faccia luce nelle mie tenebre. Non so se Tu lo vorrai, ma il fatto che Tu lo puoi ed io lo desidero, è sufficiente per giustificare la mia preghiera. Sin d’ora prometto che con l’aiuto della Tua grazia, che imploro, abbraccerò tutto ciò che, alla fine, sarò certo essere la verità. E con la Tua grazia riuscirò a non ingannare me stesso, a non lasciarmi portare a seguire ciò a cui inclinerebbe la natura, anziché quello che la ragione approva.

John Henry Newman

Pregate il rosario per la pace nel mondo.

 


Apparizione di San Padre Pio il 12.01.2026


Vedo San Padre Pio nella luce e vedo che porta tra le braccia il Santo Bambino Gesù e viene da noi con Lui. Il Bambino Gesù ci benedice tutti:

“Nel nome del Padre e del Figlio - che sono Io - e dello Spirito Santo. Amen”.

San Padre Pio ci dice:

"Nel nome di Gesù posso parlarvi, perché è Sua volontà. Pregate il rosario per la pace nel mondo. Questa è la mia grande richiesta per voi! Non avete ancora capito che dovete pregare, chiedere, supplicare per la pace. Cosa deve succedere perché vi svegliate? Pregate per la conversione delle persone, dei cuori, verso Dio! Sono venuto con il mio Signore per consolarvi, per incoraggiarvi a vivere la vostra fede cattolica. Rimanete fedeli alla Chiesa cattolica e seguite gli insegnamenti della Chiesa! Pregate per coloro che si sono smarriti. Il tempo sta avanzando verso un grande evento. Sono felice di essere con voi e di pregare con voi. Guardate Colui che porto tra le mie braccia. È il Signore che si è fatto uomo per voi. È Lui che vi porterà in cielo, se vivete nei Sacramenti della Sua Chiesa, nella Sua grazia. Abbiate coraggio, non scoraggiatevi! Ciò che conta è la vostra professione di fede! Ora e nella vostra ultima ora. Prego volentieri per voi".

Presento al Padre e al Bambino Gesù tutte le richieste e le preghiere. Poi sentiamo un profumo di rose e di olio di nardo.

Il Padre ci comunica che sta chiedendo al Signore la guarigione per noi e che più tardi ci benedirà insieme al sacerdote.


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Settimana d'intervallo, 22-27 maggio 


Lunedì, 22 maggio 
Anche oggi molti pellegrini vanno a Ghiaie, a pregare sul luogo delle apparizioni, con la speranza di vedere e di parlare  con la veggente. 
Martedì, 23 maggio 
Continua l'afflusso dei pellegrini al luogo delle apparizioni. 
Adelaide passa gran parte della giornata nella scuola materna di Ghiaie. Mentre sta mangiando pane e noci, viene  avvicinata da due sacerdoti, i quali le chiedono: 
 Com'era Gesù Bambino? Era serio o rideva? 
 Era serio — risponde Adelaide. 
 Ma no: i bambini ridono sempre! 
 Al Bambì l'è mia u sccet come i óter (Il Bambino non è un bambino come gli altri). 
I sacerdoti si guardano meravigliati e dicono: 
 Questa è una risposta filosofica -. Quindi, rivolti ad Adelaide, aggiungono: 
 Hai ragione: Il Bambino Gesù non è un bambino come  gli altri. (v. A. Ballini, Andiamo alle Ghiaie a vedere, p. 46). 
La sera Adelaide viene portata a Bergamo, nel Collegio delle Suore Orsoline di via Masone. 
Per mascherare la sua presenza, le viene dato lo pseudonimo di Maria Rosa Simonini. 
Quando Adelaide si trova sola, in un ambiente estraneo, lontana dalla famiglia, tenta di fuggire, si butta a terra e tra i singhiozzi dice: 
Voglio mia mamma. Voglio andare a vedere la Madonna. 
 Ma se l'hai vista domenica per l'ultima volta? -, le dice la direttrice. 
 No, mi ha detto di andare ancora il giorno della Prima Comunione fino a mercoledì. 
A cena rifiuta il cibo e in dormitorio, dinanzi a quel lettino bianco, le si  rinnova l'incubo della solitudine e dell'esilio (v. Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 122). 
Nel colloquio del 5 marzo 1986, avvenuto nell'Ospedale maggiore policlinico di Milano, la signora Adelaide rievocò il fatto: 
 Quel giorno fui prelevata dalla scuola materna di Ghiaie, col pretesto  della gita in automobile, e portata dalle suore Orsoline a Bergamo, non con il  consenso dei genitori, ma all'insaputa dei medesimi. 
- Come mai i genitori non reagirono? 
 I genitori erano poveri, senza una particolare cultura, semplici -, aggiunse la sorella Caterina, presente. 
 Sì, erano semplici e avevano una grande fede, una fiducia immensa nei sacerdoti, e perciò pensarono che, nonostante tutto, ero in buone mani. 
La sorella Caterina aggiunse, a proposito della fiducia nei sacerdoti, che la  mamma aveva insegnato ai figli una tale stima e rispetto per i sacerdoti, visti  come i ministri di Cristo, che un giorno lei, da ragazza, baciò i gradini della porta  dove prima era passato il sacerdote che era andato a benedire la sua casa. 

Mercoledì 24 maggio 
Dalla cronaca redatta dalle Suore Orsoline si legge: 
"Nelle prime ore del pomeriggio, Padre B. sorprese la nostra buona  fede, chiedendo di vedere la bambina. Aveva con sé un gruppo di figliole  dell'Azione Cattolica... 
Adelaide, alle loro domande, rispose: 
 La Madonna aveva un vestito così (e indicava il colletto bianco di una  delle presenti), senza cintura, il manto come questa (e afferrava la gonnella  azzurra di un'altra), raccolto sul davanti e portava due rose ai piedi. 
- È vero che la guerra finirà entro poco? -, Adelaide annuì. 
 Entro quanto? 
Adelaide presentò due dita. - Due anni? -, soggiunsero. 
No, due mesi, se pregheremo e saremo buoni. 
- Verrà ancora le Madonna? 
- Sì, domenica, quando io farò la Prima Comunione, fino a mercoledì. 
- E possiamo venire anche noi? 
- Se volete... 
  E la vedremo anche noi, la Madonna? 
- No, la vedo solo io. 
 E per che ora? 
 Alle sei. 
- Dì, e come parlava la Madonna? 
 In dialetto. 
 Dialetto di Bonate? 
- No, come me. 
- Dì a Maria che ci dia la grazia di amarla tanto, perché io la amo poco -, disse una. 
La bambina fece una faccina scura e scappò via. 
Più tardi vide due Madri Canossiane attraversare il giardino: 
- Guarda vengono due uomini. 
 Ma no, sono due suore -, rispose suor Michelina. - Non ho mai  visto le suore vestite di caffè. Sono vestite come S. Giuseppe. 
Questo fu l'unico contatto che Adelaide ebbe con estranei nella nostra  casa, perché, dopo le prescrizioni di don Cortesi, non fu più  avvicinata se non da quelli che avevano autorizzazione" (v. L. Cortesi, Storia  dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 125). 


Giovedì 25 maggio 

I pellegrini arrivano a Ghiaie già dal mattino. Si nota in  loro grande devozione: molti passano attraverso il paese pregando  la Vergine con il Santo Rosario. Il luogo delle apparizioni,  durante il giorno, è sempre gremito di gente. Si sparge la voce di  guarigioni. Oggi, il quotidiano cattolico l'Eco di Bergamo smentisce la pseudocorrispondenza cattolica della radio  repubblichina, che attacca i fatti di Ghiaie (v. diario di don Italo  Duci). 
Venerdì 26 maggio 
Don Italo nel suo diario scrive: 
"Anche oggi arrivano a Ghiaie molti pellegrini animati da grande fede; giungono spesso da lontano, ancora digiuni per  potere ricevere la Santissima Eucaristia. 
Il nostro lavoro pastorale è molto aumentato. 
Alcuni sacerdoti delle parrocchie vicine hanno iniziato a combattere le apparizioni, da loro definite una montatura". 
Adelaide si prepara al sacramento della Riconciliazione. Le Suore Orsoline scrivono: 
"Suor Michelina richiamò alla bimba il pensiero della prossima confessione. Mentre la introduceva a un rapido esame di  coscienza, Adelaide, come tutti i bimbi innocenti, anticipava la sua  confessione alla suora: 
- Non ho pregato come gli angeli... Ho rubato alla  mamma il pane. No, lo zucchero non l'ho rubato, perché non mi piace... Ho picchiato la mia Palmina e la mia Nunziata. 
 Ma perché le hai picchiate, poverine? -, domanda la suora. 
- Perché a me piace fare: cic, ciac... Poi ho fatto qualche bugia. 
- Anche riguardo alla Madonna? -, domanda la suora. 
 No, quello che riguarda la Madonna è tutto vero" (v. L. Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c., pp. 129-130). 
Sabato 27 maggio 
Adelaide riceve il Sacramento della Riconciliazione. A sera ritorna a Ghiaie, ma non a casa, come desiderava. 
Dormì nella casa del parroco. 
La mamma e i parenti, venuti più tardi, non poterono vederla (v. L. Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p.132). 

Severino Bortolan