giovedì 6 febbraio 2020

La Stolta Superbia e Soave Umiltà



L’ANTICRISTO

Nell’avvenire, l’orgoglio proseguirà la sua marcia tionfale, infettando l’Umanità con un crescendo di malizia che raggiungerà il parossismo con l’Anticristo. Sarà il regno di Satana. La superbia è totalitaria: vuole sempre di più, vuole tutto...

Prodromi

“Il mondo ripete se stesso negli errori e nei ravvedimenti, con questa differenza che gli errori si sono sempre più moltiplicati con l’evoluzione della razza verso la così detta “civiltà”, mentre i ravvedimenti sono sempre più diminuiti. Col passare dell’Umanità dall’età fanciulla alla età adulta, sono cresciute la sua malizia e superbia. Ora siete al culmine dell’età del mondo e avete anche raggiunto il culmine della superbia e della malizia. Siete al culmine, ma ciò non significa che avete ancora altrettanto da vivere quanto siete già vissuti. La parabola discendente del mondo verso la fine non sarà lunga quanto quella ascendente: sarà un precipitare nella fine. Vi faranno precipitare appunto superbia e malizia, due pesi che vi trascinano nel baratro finale, al tremendo Giudizio. Inoltre vi ottundono talmente lo spirito da rendervi sempre più incapaci di fermare la discesa con un sincero ravvedimento. Ma se voi avete proceduto a ritroso nel bene e a capofitto verso il male, Io, l’Eterno, sono rimasto nella mia esatta, immutabile posizione rispetto al bene e al male. L’unico cambiamento sta nel fatto che prima dovevate regolarvi sulla Legge  e i Profeti, mentre dopo, avete avuto Me per ammaestrarvi con la mia Parola, per purificarvi col mio Sangue, per fortificarvi con lo Spirito Santo, mediante i Sacramenti. Cosa ne avete fatto? Nuova responsabilità!”
(Quad. ‘43, p. 226)
“L’Umanità si scinde sempre di più. La parte spirituale, esigua al sommo, sale. La parte carnale scende a una profondità di vizio spaventosa. Quando sarà venuto il tempo dell’ira, il mondo avrà raggiunto la perfezione del vizio. Non sono Io che faccio la selezione, siete voi che vi selezionate spontaneamente: gli uni salgono incontro alla Luce, gli altri precipitano nelle Tenebre e continueranno a precipitare, a compiere alleanze col male, preparando così la strada al Figlio del Male, all’Anticristo” (Quad. ‘43, p. 151, 84).
“Poiché i tempi stringono, uso talvolta dei mezzi speciali per accelerare la pienezza dell’ammaestramento e della formazione dei veri miei discepoli. L’uomo procedendo verso l’ultima ora, deve raggiungere la spiritualità. Dio è spirito, Satana è spirito, ma il primo è spirito di perfezione, l’altro è spirito di perversione. La massa umana scissa in due parti per volontà propria che Dio rispetta, segue ognuna la parte prescelta. I figli dell’Altissimo e fratelli miei scelgono la parte di Dio e per amore suo, spiritualizzano la carne. I servi di Satana e figli della Bestia, per schiavitù da loro voluta, uccidono lo spirito sotto la carnalità e fanno della loro anima una natura corrotta e ripugnante”, materializzando, si potrebbe dire, lo spirito.
“E’ avvenuto dell’Umanità come di un liquore che si depura: ciò che è pesante è precipitato nel fondo, mentre le parti pure sono salite e hanno galleggiato. Così è avvenuto delle anime nel corso dei secoli. Chi ha voluto rimanere carne è precipitato sempre più in basso. Chi invece ha preferito vivere nello spirito è diventato sempre più spirituale. In mezzo, i tiepidi senza numero. Sono i due moti opposti della massa. Una parte, sventuratamente la più vasta, sempre più assorbe Satana e scende sotto il livello dei bruti. L’altra parte, quella più esigua, assorbe Cristo, nutrendosi della sua Parola che non tace da venti secoli, e diventa sempre più capace di accogliere lo Spirito: è la parte eletta dl mio gregge” (Quad. ‘43, p. 139).
“L’uomo è partito da una tenebra fonda e da un peso immane di fango, dopo avere liberamente perduto la Luce divina, ubbedendo alla seduzione nemica adombrata nel frutto del bene e del male, svelando all’uomo quanto, per suo bene, Dio aveva nascosto alla carne, alla mente e al cuore umano. Come puri e sereni saremmo stati se non avessimo morso la triplice concupiscenza così dolce alla bocca e così amara all’anima.
Piombato dal Paradiso sulla Terra, schiacciato dalla scoperta della sua carne profanata dalla lussuria, torturato dal rimorso di avere causato il suo male, angosciato dalla persuasione di avere provocato l’ira di Dio Creatore, l’uomo non era più che un povero essere quasi animale in cui lievitavano e si affrontavano tutte le forze inferiori. I precetti di Mosè erano nella loro urtante crudità, necessari per frenare le tendenze dell’uomo, pezzo di carne in cui era appena infuso un moto spirituale dato da un’anima ferita a morte e tramortita in un coma spirituale. Il ricordo della luce perduta, persistente nel fondo dell’anima spingeva i cuori verso l’alto, cammino molto faticoso, perché la materia pesa più dello spirito e trascina verso il basso. Ogni tanto l’eterna Bontà dava all’Umanità come dei fari per la sua tempestosa traversata verso la Luce vera: i Patriarchi e i Profeti, fiaccole dell’Umanità che cerca il porto della Verità. Finalmente giunse Colui che Giovanni chiamò: “La luce vera che illumina ogni uomo” (Gv. 1,9). Sono Io che ho raccolto nella mia Persona tutta la Luce della Trinità per portarvela e riannodarvi a Dio col mio sacrificio. Con la mia morte vi ho ottenuto la venuta dello Spirito Divino, ma l’Umanità lo ha sempre più respinto, come ha respinto Me, il Figlio, e come aveva respinto il Padre” (Quad. ‘43, p. 136).
“Una prima volta, mio Padre ha mandato un lavacro di acqua per purificare la Terra. La seconda voltà, mandò un lavacro di Sangue, e che Sangue! Né il primo, né il secondo lavacro sono valsi a fare degli uomini dei figli di Dio. Ora il Padre è stanco, e a fare perire la razza umana, lascia che si scatenino i castighi dell’Inferno, poiché gli uomini hanno preferito l’Inferno al Cielo. Lucifero, il loro dominatore, li tortura e li spinge a bestemmiare Dio per farli completamente suoi. Verrei una seconda volta a morire per salvarli da una morte più atroce ancora, quella eterna, ma il Padre non lo permette. Il mio Amore lo permetterebbe, la Divina Giustizia, no. Sa che sarebbe inutile! Perciò verrò solo all’ultima ora, ma guai a coloro che in quell’ora mi vedranno, avendo preferito Lucifero per loro Padrone. Oh, se gli uomini volessero volgersi a Me che sono la salvezza! Piango perché vedo che nulla è capace di fare loro alzare il capo verso il Cielo da dove loro tendo le braccia. Dite ai buoni di sopperire a quel mio secondo martirio che il Padre non mi permette. Ad ogni persona che si immola, è concesso di salvare qualche anima” (Quad. ‘43, p. 84).
“Nell’attuale tragedia sono già in moto le forze di Satana, il quale ha mandato i suoi neri angeli a muovere i Regni della Terra l’uno contro l’altro. La battaglia soprannaturale è già iniziata dietro le quinte delle piccole battaglie umane. Non è il misero motivo umano la loro origine. E’ un’altro, il vero motivo che dei fratelli fa tante belve omicide che si mnordono e uccidono a vicenda. Vi battete con i vostri corpi, ma in realtà, sono le anime che si battono. Credete di battervi per quattro o cinque potenti, ma non è così! Uno è l’autore di questa carneficina, uno che è sulla Terra, perché voi lo volete, ma non è di questa Terra. E’ Satana che tiene i fili di questa carneficina nella quale sono più le anime che muoiono che non i corpi. L’Anticristo ha bisogno di un cemento fatto di sangue e di odio per consolidare il suo regno. Coloro che non sanno più amare, lo servono a dovere e si scannano a vicenda, mentre Dio lotta con i suoi Angeli per tutelare ciò che è suo: la fede e la bontà nel cuore dei suoi figli” (Quad. ‘43, p. 151).
E’ il caso di ripetere: “Satana ha chiesto di vagliarvi” (Lc. 22,31). Dal vaglio risulta che la corruzione è come nel tempo del Diluvio, aggravata dal fatto che voi avete avuto Cristo e la sua Chiesa. Quella attuale, è lotta fra Cielo e Inferno. Voi non siete che un bugiardo paravento. Dietro le vostre schiere battagliano Angeli e Demoni. Dietro i vostri pretesti, vi è la ragione vera: la lotta di Satana contro Cristo. Questa è una delle prime selezioni dell’Umanità che si avvicina alla sua ora ultima, per separare la messe degli eletti dalla messe dei reprobi. Purtroppo la messe degli eletti è piccola rispetto all’altra. Quando Cristo verrà per vincere l’eterno suo Antagonista nell’Anticristo, suo profeta,troverà pochi segnati nell’anima dalla Croce” (Quad. ‘43, p. 183).
“Lucifero nelle sue manifestazioni; ha sempre cercato d’imitare Dio. Dio ha dato ad ogni nazione il suo Angelo Custode, così Satana le dà un demonio (pervertitore). Come i diversi Angeli delle Nazioni ubbidiscono ad un unico Dio, così i diversi demoni delle Nazioni ubbidiscono ad un unico Lucifero. L’ordine dato da Lucifero nella presente congiuntura ai diversi demoni, non è diverso per i diversi stati: è un ordine unico per tutti. Donde si capisce che il regno di Lucifero non è diviso, perciò dura. Questo ordine può essere espresso così: “Seminate orrori, disperazione, errori, di modo che i popoli si stacchino da Dio, maledicendolo”.
I demoni ubbidiscono e seminano orrore e disperazione, spengono la fede, strozzano la speranza, distruggono la carità. Sulle rovine seminano odio, lussuria, ateismo, seminano l’inferno e riescono, perché trovano terreno propizio. Anche i miei Angeli lottano a difesa della Nazione a loro affidata, ma non trovano terreno propizio, collaborazione, perciò né rimangono soccombenti rispetto ai nemici infernali. Per vincere, i miei Angeli dovrebbero essere aiutati da anime viventi in Me. Ne trovano, ma troppo poche in confronto di coloro che non credono né amano, non perdonano né sanno soffrire”.
“Satana si chiamava “Lucifero” o Portaluce, e odia la luce! Cerca l’oscurità per agire. Oggi intensifica i suoi sforzi perché sa che è la sua ora, la sua festa. Sa pure che si avvicina anche la mia ora in cui verrà vinto in eterno. Perciò la sua infernale intelligenza e astuzia sono un continuo operare il male per aumentare la sua preda. Sa che troppe cose mancano oggi all’uomo per opporsi a lui. Ormai agisce apertamente” (Quad. ‘43, p. 183), da padrone!
“La luce sembra oscurarsi e la morte venire. La corruzione dilaga e sale con le sue pesanti onde. Non temete, è quello che ci vuole per scuotere gli assopiti e farli desiderosi di voci dall’alto. La lotta è utile per mantenere in forma l’atleta. La nausea della corruzione fa desiderare ciò che è puro. Le tenebre spingono a cercare la luce. Il materialismo spinto a limiti paurosi genera spinta verso lo spirituale. L’umanità, afferrata come una palla da Satana, perché si era addormentata nella nebbia di epoche senza lotte religiose, e gettata con scherno nel fango. Per reazione alla percossa, rimbalzerà verso l’alto. L’era dello spirito verrà dopo questa della materia. L’era della Luce ritornerà dopo l’attuale oscurità. L’era della vita succederà alla quasi mortale agonia. L’era di Dio trionferà su quella di Satana. In piedi, cristiani, nella pienezza della vostra carità verso Dio, la Chiesa e voi stessi” (Libro di Azaria, p. 373).

René Vuilleumier

RINGRAZIAMENTO ALLA SACRA FAMIGLIA



Siate benedetta, o Famiglia Santissima, dalle lingue di tutti gli Angeli, di tutti i Santi, di tutti gli uomini, dai presenti e dai futuri per la misericordia che avete usato con me, concedendomi la tanto sospirata grazia. Risuonino pure i vostri nomi grandi e gloriosi per ogni parte del mondo, vi predichino i vergini, i padri, le spose, le madri, i giovani, i vecchi, il popolo, il Clero; l'universo intero sia una voce per rendervi il dovuto ringraziamento. Perché io non ho cento bocche e cento lingue? Perché non possiedo i cuori di tutte le creature per amarvi e per farvi amare?
Perché non posso vedere compiuta la vostra piena glorificazione in tutta la terra? Sì, o Famiglia Santissima, per quanto so e posso, vi ringrazio, ed in segno di riconoscenza vi offro il mio povero cuore: unitelo in un santo nodo ai vostri cuori purissimi; legatemi a voi con un vincolo indissolubile per cui, con i vostri tre sacri nomi sulle labbra io viva, con questi tre sacri nomi sulla bocca io muoia, e questi tre sacri nomi io venga a glorificare eternamente in cielo, per passare così tutti i secoli nell'interminabile ringraziamento alla Trinità divina, Padre e Figlio e Spirito Santo, e a Voi potentissimi Protettori Gesù, Maria, Giuseppe. Così sia. Tre Pater, Ave, Gloria.

La chiamata (il rimpatrio) di operai della Vigna - Continua fervente attività



E se ora i Miei Piani sono orientati diversamente, dovete anche adeguarvi e sapere che non  può essere altro che bene. Perché non potete non vedere ciò che serve a tutta l’umanità, e per Me non ha importanza, se voi agite sugli uomini dall’aldilà oppure siete ancora attivi  sulla Terra, perché nel Mio Piano di Salvezza tutto è da tempo contenuto, ed è importante sempre  soltanto la libera volontà, come questa si decide. Vi potete quindi affidare tranquillamente a Me ed  alla Mia Guida, finché voi stessi lo volete, che Mi serviate e vi diate senza ostacoli a Me, perché  allora Io Stesso agisco in voi.

Più si va ora verso la fine, più evidente agirò Io in voi, che Mi rimaniate fedeli e non vi perdiate in  colui che è il Mio avversario e che vi vuole anche riconquistare. Ma questo non lo permetterò mai,  perché possiedo totalmente la vostra volontà e soltanto questa Mi conferisce il diritto di procedere  contro di lui.

Ma l’Angelo della morte terrà il raccolto anche fra i Miei. Però pure allora sappiate, che è la Mia  Volontà, che Io proteggerò ognuno che ha ancora il compito di servire Me fino alla fine. Continuate  a non preoccuparvi e dedicatevi più che mai al lavoro per il Mio Regno e siate ferventi nella vostra  attività, perché tutti voi non sapete chi Io richiamo prima del tempo, e non dovete nemmeno  scervellarvi su questo, ma entrare in ogni giorno con cuore lieto, perché tutto ciò che viene su di  voi, è bene e destinato dal Mio Amore.

Chi Io intendo per “i Miei”, anche questo vi voglio spiegare, affinché non vi inquietiate, perché  alcuni Mi sono già così vicini, che possono abbandonare il corpo terreno con tutto il diritto, per  entrare nel Regno della Luce e della Beatitudine. Ma questo lo so soltanto Io, ed a questi voglio  risparmiare il tempo dell’ultima lotta sulla Terra. Li porto qui da Me, da dove possono anche agire  sugli abitanti della Terra.

Ma non dovete temere quest’ultimo tempo, perché Io vi provvedo con la Forza ultranaturale,  affinché conduciate con successo l’opera fino alla fine, per il quale vi impegnate coscientemente e  perciò Mi siete diventati un grande aiuto.

Così accogliete tutto come viene e non pensate, che il Padre vi abbia abbandonato, perché Io  conosco una via d’uscita per tutto, e sono veramente pronto a farvi trovare questa via d’uscita,  anche se temporaneamente vi sentite impediti nel vostro lavoro. Perché Io so allacciare tutti i fili, Io  conosco i Miei e li guiderò insieme ed assegnerò il loro lavoro. Ma credete sempre che ho il Mio  Compiacimento nella vostra attività, che una volta vi ricompenserò, o nel Paradiso della nuova  Terra oppure anche nel Regno dell’aldilà.

Amen.

Bertha Dudde 10 agosto 1965

LA VITA DI SAN BENEDETTO



La profezia per Totila

Totila allora si avviò in persona verso l'uomo di Dio. Quando da lontano lo vide  seduto, non ebbe l'ardire di avvicinarsi: si prosternò a terra. Il servo di Dio per due volte gli gridò: "Alzati!", ma quello non osava rialzarsi davanti a lui. Benedetto  allora, questo servo del Signore Gesù Cristo, spontaneamente si degnò  avvicinarsi al re e lui stesso lo sollevò da terra. Dopo però lo rimproverò della sua  cattiva condotta e in poche parole gli predisse quanto gli sarebbe accaduto. "Tu  hai fatto molto male - gli disse - e molto- ne vai facendo ancora; sarebbe ora che  una buona volta mettessi fine alle tue malvagità. Tu adesso entrerai in Roma,  passerai il mare, regnerai nove anni, al decimo morirai". Lo atterrirono  profondamente queste parole, chiese al santo che pregasse per lui, poi partì. Da  quel giorno diminuì di molto la sua crudeltà.

Non molto tempo dopo andò a Roma, poi ritornò verso la Sicilia; nel decimo  anno del suo regno, per volontà del Dio onnipotente, perdette il regno e la vita. 

Veniva spesso a trovare il servo di Dio il vescovo di Canosa, e Benedetto lo  amava molto per la sua degnissima vita. Un giorno discorreva con lui dell'entrata  di Totila in Roma e della distruzione della città che per opera di quel re sarebbe  stata distrutta e resa inabitabile. Il servo di Dio gli rispose: "Roma non verrà  distrutta dai barbari; ma colpita dalle tempeste, uragani, fulmini e terremoti, cadrà  da se stessa in rovina".

Il mistero di questa profezia lo vediamo chiaramente manifesto sotto i nostri  occhi, perché vediamo abbattute le mura, diroccate le case, distrutte le chiese dal  turbine e gli edifici già fatiscenti per lunga vecchiaia cadere a terra in sempre  crescenti rovine.

Questa profezia me l'ha riferita il suo discepolo Onorato: egli però attestava di  non averla mai udita dalla sua bocca ma era stata riferita a lui dai fratelli che  l'avevano ascoltato parlare così.

tratto dal Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno

La Corredentrice



Gesù parla della Corredentrice negli scritti di Maria Valtorta

Anche Nostro  Signore sa essere “Teologo con i teologi, Mistico con i mistici”… Con il Vangelo in  mano, chi oserà contestare nessuna di queste parole? “La mia dottrina non è mia, ma  di Colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua Volontà, conoscerà se questa  dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso”  (Gv.7,16-17). 
  
Maria SS. è intimamente e indissolubilmente associata a Cristo unico Mediatore in  tutta l’opera della nostra salvezza, sia nell’operarla (prima fase), sia nell’applicarla ai  singoli membri dell’umanità attraverso i secoli (seconda fase). In forza della sua associazione nell’operare la Redenzione dell’umanità, Maria SS. appare come Corredentrice  insieme al Redentore. In forza invece della sua associazione nell’applicare la Redenzione ai singoli individui dell’umanità, Ella appare come Mediatrice o Dispensatrice di  tutte le Grazie. 
La Corredenzione è una cooperazione al riscatto del genere umano dalla schiavitù del  peccato e della morte, mediante il versamento di un prezzo (cioè, i meriti e le  soddisfazioni del sacrificio di Gesù e di Maria). Anche Ella, come Cristo suo Figlio, è stata “chiamata da Dio ad una missione di Redentrice” (“Quaderni del ‘43”, p. 311), per cui “il suo Cuore, come quello del figlio suo Gesù, fu spezzato dal e per il genere umano” (“Quaderni del ‘43”, p. 312). “Ella è Salvatrice come Gesù” (“Poema”, vol. VI, p. 966) e  in Gesù, unico Salvatore. 
“Noi abbiamo avuto Gesù perché Maria, 34 anni prima della Passione di Lui, ha  accettato di bere il calice dell’amarezza. Sull’orlo del calice che Gesù ha bevuto, fra sudori di sangue, Egli ha trovato il sapore delle labbra di sua Madre e l’amaro del pianto di Maria era fuso col fiele del suo sacrificio. E, crediamolo, farla soffrire –lei che  non meritava dolore– è stata per Gesù la cosa più terribile. Ricordiamo la sua vita  martirizzata di Corredentrice, senza la quale Gesù non sarebbe stato uomo tra gli  uomini e nostro Redentore eterno” (“Quaderni del ‘43”, p. 313). 
“Maria testimonia l’infinito amore misericordioso di Dio verso l’uomo, perché  attraverso Maria, Madre del Redentore, Dio ha operato la salvezza del genere  umano” (“Quaderni del ‘43”, p. 308). 
“Tutta la Grazia si è adunata in una Donna ed Ella l’ha partorito al mondo, perché  fosse redento”  (“Poema”, vol. III, p. 79-80).  
L’associazione di Maria a Cristo Redentore le imponeva la dolorosissima rinunzia a  tutti i diritti materni che Ella aveva sopra di Lui. In ogni istante della sua vita, Ella doveva  ricordarsi –come di fatto si ricordò sempre– che “la vocazione ha diritto di precedenza  sui diritti del sangue” (“Poema”, vol. IV, p. 777). E che ne è allora del quarto Comandamento?  Esso viene appunto dopo i Comandamenti verso Dio.  
E’ doveroso, “quando pensiamo a Maria, meditare questa sua agonia durata 34  anni, fin dal primo istante della sua Maternità, e culminata ai piedi della Croce. Ella  l’ha sofferta per noi” (“Poema”, vol. IX, p. 16). “Del resto tutte le madri rimangono unite  ai figli per sempre” (“Poema”, vol. IV, p. 765). “Col suo sacrificio ha dato inizio alla Redenzione” (“Quaderni del ‘43”, p. 307). “Lei ha rinunziato al Figlio suo, sin dal  momento che l’ha avuto. A Dio lo ha dato. A noi lo ha dato”  (“Poema”, vol. I, p. 192).  

Pablo  Martín  Sanguiao

CONTEMPORANEI DELLA SS TRINITA’



Tutta la Trinità è amore

«La sostanza del Padre è Amore e così grande è il suo amore per l'uomo che egli ha dato il suo proprio Figlio per la redenzione del mondo. La sostanza del Figlio è Amore e un amore così grande, per il Padre come per gli uomini, che egli stesso si è offerto al dolore per salvarli, in onore del Padre. Quanto a me, terza Persona, la mia sostanza è l'Amore, che concorre col Padre e col Figlio alla gloria della Trinità, partecipa al mistero dell'incarnazione, accompagna Gesù durante tutta la sua vita, attesta la sua divinità e sigilla l'opera della redenzione, protegge la Chiesa, la mia Sposa immacolata.
La sostanza del Padre è Amore e potenza. La mia sostanza è Amore e vita, la sostanza del Figlio è Amore e sofferenza. La sostanza delle tre Persone divine è Carità, cioè l'Amore più puro che si comunica. Ecco perché lo chiamano Carità, a causa di questo dono di sé. È il più perfetto amore di carità.
La sofferenza, o la croce, divinizzata dal Figlio, è la sola e unica scala per innalzarsi sino all'amore di carità.
Capisci ora il valore della croce? 1 più crocifissi sono coloro che amano di più, perché la sofferenza, emblema di Gesù, attira a sé le tre Persone divine. Noi abitiamo 'in quest'anima e io vi fisso la mia dimora» (D. 9 luglio 1895).

Conchita (1862-1937)

La battaglia continua



DA CHE  PARTE SONO GLI SCISMATICI?

L’Eucarestia è il sigillo dell’unità ecclesiale. 
La celebrazione dell’Eucarestia fu affidata da Gesù Cristo solo “ai sacerdoti”. Il sacerdote, nella celebrazione eucaristica, non agisce come “presidente” dell’assemblea, ma come Ministro del Signore “in persona Christi”. Con le formule pronunciate da Gesù nel Cenacolo vengono transustanziate le specie del pane e del vino. 
L’Offertorio ha il carattere pre-consacratorio col carattere principalissimo di essere “Sacrificio” della Croce e il Sacrificio della Messa, però non sono due cose, bensì “essentialiter et numerice unum et idem”, ossia essenzialmente e numericamente uno e identico oggetto.
In ogni Messa, quindi, si moltiplica il “sacramento”.
Ogni Messa ripresenta il Verbo incarnato, sacerdote e vittima.
Questo, Lutero non lo comprese e rinnegò il carattere sacrificale della Messa; poi, con i suoi seguaci, rinnegò anche la
“Presenza reale” del Signore sotto le specie eucaristiche transustanziate e, conseguentemente, anche il carattere sacerdotale del celebrante. Così, fece sparire la voce “sacrificium”, facendo credere che si trattava solo di un “sacrificium laudis”, e così all’altare sacrificale lo si sostituì con una “tavola” per la “cena “ simbolica commemorativa.
La celebrazione, di conseguenza, non fu più rivolta al tabernacolo; cessarono le genuflessioni; il digiuno eucaristico diventò insignificante. Infranto tutto, fu lo scisma! La Santa Messa fu considerata “sacrilega”, a poco a poco si arrivò a un “Novus Ordo Missae” protestante, nel quale sparirono i tre caratteri dogmatici essenziali della Messa cattolica: il “Ministero sacerdotale”, la “Presenza Reale”, il “Sacrificio redentivo”.
Il “NOVUS ORDO MISSAE” di Paolo VI sottintese i tre caratteri essenziali della Messa cattolica, ma non manifestò più la “lex orandi”, per cui non corrispondeva più alla “lex credendi” cattolica. Un vero “trapianto cardiaco”, poiché la Messa per noi è veramente il cuore della Chiesa cattolica e vero sigillo dell’unità sacerdotale. 

Quel trapianto cardiaco, dovuto, soprattutto, dal “Novus Ordo Missae” di Paolo VI, che epurò la Messa cattolica tradizionale dai tre caratteri essenziali sopra citati, da allora la stragrande maggioranza della Cristianità cominciò a rimpicciolirsi fino a diventare il “pusillus grex” già previsto dal Fondatore della Chiesa, Gesù Cristo, pronunciando, contemporaneamente, le sue parole di conforto: «Nolite timere, pusillus grex», risucchiato, oggi, dal vortice dello scisma di Paolo VI.

Certamente l’intenzione di Paolo VI non fu una retta intenzione perché, di fatto, il suo comportamento, determinato all’azione, fu un miraggio che lo dominava e spingeva a procedere con tenacia indifferente alle distruzioni che operava, insensibile al dolore dei fedeli che si vedevano rubare il loro tesoro più sacro.

San Pio X l’aveva predetto là dove scriveva che il modernista procede la sua marcia verso la sua utopia al modo dei sonnambuli.
Purtroppo, allo scisma di Paolo VI si formò una “rivoluzione”, la più radicale. Altari, libri liturgici, paludamenti sacri, musiche, tesori d’arte e di fede inestimabili, tutto fu imbrattato e distrutto.

Persino il “Catechismo” delle verità dogmatiche e morali, immutabili, fu affogato da una ondata di catechismi modernisti, permissivi, che aprivano il “Sesamo, apriti!”, ossia un nuovo paradiso in terra!
Le stesse formule dei Sacramenti furono sostituite, e persino le pre-consacratorie e consacratorie della Messa, venne tolto l’ “hunc calicem” per far credere che il calice della Messa non era l’azione in atto di Gesù presente, ma solo il “racconto” di un fatto che ci fu. Nel frattempo, si diffuse la “creatività” del “presidente dell’assemblea”, fino a divenire del grottesco e del sacrilego. Nel contempo, si aggiunse il terremoto del Calendario cristiano, per distruggere le pie tradizioni, legate ai Santi del Calendario tradizionale. 
Poi, venne Assisi, dove la nostra “Religione Rivelata” fu equiparata a quelle degli uomini: erronee, superstiziose, guaste, sacrileghe, confermando, così, gli errori degli infedeli, mentre, invece, i Papi hanno il dovere di convertire gli infedeli e confermare i fedeli. 
Ora, il problema non è una questione di lingua, di sentimento, ma dogmatico, mentre, con quella scenata di Assisi, il dogma fu, prima agonizzante, poi fu la sua morte.
Una tragica prova avvenne con il “nuovo Codice di Diritto Canonico”, che abrogò tutte le scomuniche comminate dal precedente Codice, spalancando, così, tutte le porte e le finestre ad ogni eresia ed errori del mondo.
Eppure, tutti Vescovi e sacerdoti, prima della rivoluzione di Paolo VI, avevano sposato la Messa di sempre. 

Oggi, hanno tradito! Per questo, tutti dovrebbero essere scomunicati, perché gravemente rei di colpa davanti a Dio. Cosa dovrebbe fare, allora, il Papa in questa situazione?.. Certo, la colpa è dalla parte di coloro che hanno fatto la “rivoluzione”, ma, comunque, questo problema rimane ancora aperto per una necessaria, inequivocabile e decisiva soluzione dogmatica.

sac. dott. Luigi Villa

Geremia



Geremia si lamenta con il Signore ma Dio lo conferma nella sua missione

10Quanto sono infelice!
Perché mia madre mi ha messo al mondo?
Tutti in questo paese mi sono nemici!
Non ho fatto debiti, non ho fatto prestiti,
eppure tutti mi maledicono.
11Il Signore mi rispose:
'Farò andare tutto a tuo favore,
te lo prometto!
Farò cadere i nemici ai tuoi piedi
quando ti troverai in grave pericolo.
12Sarai come l'acciaio temprato nel nord,
che non può essere spezzato
dal ferro o dal rame.
13Lascerò nelle mani dei nemici
le ricchezze e i tesori del mio popolo,
per punirlo di tutti i peccati
commessi sul suo territorio.
14 Il mio popolo diventerà schiavo
dei suoi nemici
in una regione che non conosce,
perché la mia ira si è accesa come un fuoco
che arderà contro di lui'.
15Allora dissi:
'Signore, tu mi conosci bene!
Ricordati di me, aiutami!
Vendicami dei miei persecutori.
Se tu sei troppo paziente con loro,
quelli mi uccidono!
Ricordati che mi insultano per causa tua.
16 Ero affamato delle tue parole,
e quando le trovavo
mi sentivo il cuore pieno di gioia
ed ero perfettamente felice,
perché appartengo a te,
Signore, Dio dell'universo.
17 Non ho mai cercato la mia felicità
tra gente allegra e chiassosa,
perché tu mi hai costretto
a rimanere da solo,
in disparte, pieno di sdegno.
18 Perché continuo a soffrire?
Il mio dolore è come una piaga
che nessuna medicina riesce a guarire.
E ora, anche tu mi deludi,
come un torrente dalle acque incostanti'.
19Allora il Signore mi rispose:
'Se tu tornerai verso di me,
io ti accoglierò di nuovo
al mio servizio.
Se tu saprai distinguere
tra le cose importanti e le cose da poco,
io continuerò a parlare per mezzo tuo.
La gente di Giuda deve imparare da te,
non tu da loro.
20 Nei confronti di questo popolo,
ti renderò come un muro di bronzo
durissimo;
combatteranno contro di te,
ma non ti vinceranno
perché con te ci sono io
a difenderti e salvarti.
Te lo prometto io, il Signore!
21Ti libererò dal potere dei nemici,
ti strapperò dalle loro mani violente'.

La concretezza della Parola di Dio



I partners di satana 

Come ripeto ho effettuato alcune videointerviste al prof. Simone Morabito (psichiatra), pubblicate sul nostro sito www.genitoricattolici.net , riguardo all’importanza di scegliere con cura il compagno/a della vita. Purtroppo, l’assenza nella chiesa “moderna” delle catechesi sull’empietà e sull’attività multiforme del demonio, ha creato molte/i “cappuccetto rosso” che finiscono tra le fauci del “lupo cattivo”. I giovani per bene, soprattutto se cristiani, sono un boccone prelibato per il diavolo il quale li avvicina tramite i suoi “figli spirituali” per deviarli dalla retta via. L’accostamento di un partner diabolico costituisce una delle tattiche più diffuse  ed efficaci utilizzate dal maligno per ottenere il suo scopo. Molte persone sono finite nelle sette, si sono rovinate la vita o hanno distrutto precedenti relazioni per la comparsa di compagni/e demoniaci. Soltanto la preghiera incessante, l’accostamento frequente ai sacramenti e la lettura quotidiana della Bibbia forniscono la corazza in grado di neutralizzare ogni opera diabolica. 
Anche in questo caso l’eterna parola di Dio agisce concretamente nella nostra vita, se opportunamente vissuta. 

O Spirito Santo, liberami da ogni male.



O Spirito Santo, difendimi e allontana da me tutte le forze del male: annientale,  distruggile perché possa stare bene e operare il bene.  

Caccia via da me i malefici, le stregonerie, le fatture, le legature, le maledizioni, il  malocchio, l'infestazione, l'ossessione diabolica e ogni strana malattia.  

Brucia tutti questi mali con il tuo Fuoco Divino. Comanda a tutte le presenze degli  spiriti che mi molestano di lasciarmi per sempre, così che possa vivere nella salute e  nella pace, nell'amore e nella gioia.  

O Spirito Santo, liberami da ogni male.

O Spirito Santo, libera la mia casa da ogni presenza diabolica, forse sensibile con  rumori e distrubi. Manda via da essa ogni influenza e potere maligno.  

Infondi sulla mia casa la tua benedizione perché tutti i membri della famiglia possano  vivere nella libertà, nella salute, nella pace.  

O Spirito Santo, benedici e proteggi la nostra famiglia. Grazie, o Spirito Santo, che  sei la mia forza e la mia speranza.

Solo la Verità conduce alla Luce



Voi potete fare un lungo cammino terreno e non giungere lo stesso alla meta, se questa via vi  conduce nell’errore. E per questo IO vi lascio apparire su questa via terrena costantemente dei messaggeri di Luce, che voi potete bensì anche respingere, se le loro indicazioni sulla  retta via voi non le volete ascoltare. E questo avverrà sempre, perché il Mio Amore non vuole  lasciarvi andare nello smarrimento. Se soltanto vorreste badare che non camminate mai per le vostre  vie senza avviso, che da un Lato vi vengono sempre fatte delle proposte per l’agire bene,  amorevole. Perché allora ricevereste sempre una Luce, voi la riconoscereste, quando camminate  nell’errore, ed allora sarebbe passato il pericolo, di allungare inutilmente la vostra via, che conduce  in Alto. Allora IO potrei sempre farvi giungere la Forza per il sempre rinnovato agire nell’amore.  Così presto si farebbe luce in voi e sarebbe chiaro, che potreste percorrere la via terrena senza  timore, per raggiungere la giusta meta.

Perché soltanto l’errore è l’ostacolo per la vostra risalita sicura, perché l’errore è l’agire del Mio  avversario, che fa di tutto per andare contro la Verità e finché state sotto il suo dominio, vi opporrete  anche contro la Verità. Ma IO vi ho dato l’intelletto, che ora dovete anche usare nel modo giusto,  mentre dovete riflettere, che cosa potrebbe ben essere il motivo della vostra imperfezione, che  dovreste riconoscere. Quando questo pensiero è serio in voi, vi giungerà anche una risposta  soddisfacente, che voi valutate anche soltanto come risultato di pensieri, che però non potete  abbattere con pronte contro- dimostrazioni, in modo che ora ne siete pienamente convinti.

Perché in voi esiste un silenzioso ammonitore, che vi è stato aggiunto, e che, se siete onesti verso  voi stessi, può essere riconosciuto come la Mia Voce. Tutto vi sarà facile, se soltanto riconoscete  sopra di voi un Dio e Creatore e vi sottomettete a LUI volontariamente. Allora IO Stesso vi guido; e  veramente è una via che non vi apparirà faticosa, perché IO Stesso Sono per voi il Sostegno, al  Quale potete tenervi e che non perderete più, perché IO vi guido finché avete raggiunto la vostra  meta.

IO pretendo da voi soltanto questa fede, altrimenti camminate solitari ed abbandonati attraverso la  vita terrena e diventate una palla da gioco per colui che vi vuole guidare nell’abisso. Vi deve venire  soltanto offerta la Verità, che risplende come una chiara Luce e vi renderà felici e la Verità procede  da ME, e verrà offerta una volta ad ogni uomo, ma deve essere accettata nella libera volontà, perché  non può essere trasmessa obbligatoriamente.

Nemmeno il Mio avversario vi può costringere, di rifiutare la Verità. E’ lasciato a voi stessi, in  modo in cui vi disponete verso la Verità e con ciò anche verso ME. Ma una volta trionferete sopra  colui che voleva guidarvi nell’errore, quando gli potete contrapporre la Verità.

Ed allora starete di nuovo nella Luce come in principio, quando stavate nella più chiara  conoscenza ed eravate beati. E perciò badate ai Miei messaggeri, che stanno lungo la via e che  vogliono accendere a tutti ancora una piccola Luce, ed ascoltateli senza resistenza, anche se non  accettate subito il contenuto del loro discorso. Quindi riflettete su questo, e lasciate che ci Sia  anch’IO come vostro Dio e Creatore. Guiderò davvero bene i vostri pensieri e vi farò anche sempre  notare l’errore, affinché non lo accettiate senza esame. Allora testimoniate già del desiderio di stare  nella Verità, e di questonr viene tenuto conto.

Perché questo è il male più grande, che il mondo terreno è edificato soltanto sull’errore, dato che  cela gli spiriti una volta caduti da ME, che il Mio avversario ha precipitato nel pensare errato, e che  questi non saranno liberati prima, finché la pura Verità si sia affermata, che però deve fare l’uomo  stesso attraverso la sua libera volontà. Perciò c’è solo poca Luce tra gli uomini. Ma ognuno, che ha  questa seria volontà e si dà a ME nella piena fiducia, che IO lo introduco nella Verità, allora verrà  anche ricompensato secondo la sua volontà e può arrivare alla Luce.

Amen.

Bertha Dudde 11 agosto 1965

mercoledì 5 febbraio 2020

CANTI ALL'AMATO SIGNORE



PIUTTOSTO DARE LE MIE MEMBRA

Mio Dio, mio Dio! Se il mio occhio dovesse soltanto tentare di offenderti, allora strappalo o io stessa lo strapperò. Se le mie mani, i miei piedi, la mia lingua dovessero anche soltanto tentare di offenderti, allora tagliali. Fai a pezzi il mio corpo fra i più atroci dolori, piuttosto che permettere che un mio membro ti offenda.

Beata Mirjam di Gesù Crocifisso

INTERVISTE COL MALIGNO



SESTO INCONTRO: L'ATTACCO ALLA CHIESA  

Un pomeriggio ero appena entrato in camera quando fui raggiunto da un improvviso  rumore di galoppo che mi tenne col fiato sospeso; mi accorsi che si trattava di lui. 
- "Questa volta sei venuto col proposito di spaventarmi." 
- "Se potessi farlo, saprei bene come farti morire di paura. Tu non sai che ho la forza di  far tremare tutta la terra, se voglio. Ho la forza di agguantare questo pianeta su cui abitate e scaraventarlo contro gli altri astri o addirittura buttarlo in una delle bolge  solari e incenerirlo." 
- "Hai detto: se voglio. Ma è proprio quello che non puoi volere. II mondo è in mano a  Colui che lo ha fatto, non nelle tue mani, buffone! So bene di che cosa saresti capace;  ma, incatenato come sei, non puoi far paura nemmeno a un bambino. Tu sei un cane  legato alla catena. L'innocenza di un bambino ti fa paura quanto la spada fiammeggiante  di un arcangelo." 
- "Goditi la tua sicurezza. Ora ti dico che stanno per venire giorni nei quali tutto il  mondo tremerà alla mia avanzata. Sto preparando uno sconquasso universale che non  puoi Immaginare." 
-"La bomba atomica?" 
- "Molto di peggio! Prima, e più di tutto questo, mi preme lo sconvolgimento  dell'umanità intera, a cominciare dalla chiesa cattolica, che dev'essere la prima a  scomparire." 
- "Se Dio ti lascerà fare..." 
- "Lo so: vi rifiugiate nel vecchio ritornello 'le porte dell'inferno non prevarranno'... E  invece prevarremo. Metteremo a soqquadro la vostra chiesa combattendola dal di  dentro." 
- "Sarà una prova un po' più forte di tante altre sofferte in passato; una nuova grossa  burrasca, ma poi il Signore ti dirà: 'Basta!' e sulle tue rovine splenderà di nuovo il sole  del suo trionfo." 
- "II colpo, invece, che sto preparando non sarà come gli altri. Finora, nella chiesa che  prendevo d'assalto c'era un punto invincibile di resistenza che mi ha fatto perdere molti  attacchi; ma ora vedrai!" 
Una pausa lunga, durante la quale guardavo la mia Madonnina e mentalmente la  invocavo. La voce riprese con tono rauco, rabbioso come il ruggito di una belva. Il  Maligno sottolineava così i suoi propositi catastrofici. 
- "Ora sto preparando un attacco frontale anzitutto contro di lui, contro quello vestito di  bianco. Lui ha i suoi giannizzeri. Mi fa ridere. Si provino a scontrarsi con i miei! Questi  li prenderò anzitutto tra i suoi. Saranno le leve migliori. Comincerò chiudendolo, a poco  a poco, in un isolamento completo. Convincerò interi settori della cristianità ad  abbandonarlo. Poi ci sarà l'assalto che dovrà eliminarlo." 
- "Parli con una sicurezza che ti rende soltanto ridicolo." 
- "Con una sicurezza tale, come vedi, che non ho nemmeno paura di rivelarti i miei  piani. Dei resto che cosa puoi fare tu contro di essi?" 
- "Pregare il Signore che ti fulmini e che la Madonna tenga in buona custodia quello  vestito di bianco. Allora vedremo..." 
Rispose con un versaccio e subito riattaccò: "In un secondo momento mi lavorerò uno  per uno i preti e li metterò contro il loro pastore. Oggi il concetto di autorità non  funziona più come una volta: sono riuscito a dargli uno scossone irreparabile. Il mito  dell'obbedienza sta tramontando. Su questa strada la chiesa sarà portata alla  frantumazione. Intanto vado avanti con la decimazione continua dei preti e dei frati, fino  ad arrivare allo svuotamento totale dei seminari e dei conventi. Tolti di mezzo i suoi  ministri, subentreranno i miei e avranno via libera nel loro lavoro di distruzione." 
- "Sembri uno stratega ricco di fantasia, non c'è che dire. Ma fai i conti come se Cristo, il  vero capo della Chiesa, l'avesse abbandonata per sempre e fosse nuovamente morto senza speranza di risurrezione. Tu, buffone millantatore, sai molto bene che la Chiesa  è Lui, è il suo Corpo mistico. Sai bene che dietro il pastore visibile c'è Lui... invisibile  ma presente e fedele alla parola data: 'Non abbiate paura, io sono con voi fino alla  consumazione dei secoli'. Provati pure, dovrai scontrarti con Lui. Scapperai al suo solo  apparire! E inoltre c'è Maria, Madre della Chiesa. Basta un suo cenno per tener a bada  tutte le schiere infernali." 
- "Le solite vecchie fandonie. Siete tutti imbottiti di frasi fatte. Oggi, i primi a deridere  questi slogans sono i vostri preti, i vostri sapienti, quelli che io ho ben gonfiato di  orgoglio e di spirito di rivolta. AI posto della teologia hanno messo i grandi ideali della  storia. Mi sono preparato e ho tirato dalla mia parte i preti politicanti, i preti annoiati che  a malapena - dicono messa, i preti chiaccheroni, i preti che credono di convertire il  mondo accontentandolo e cioè approvando i suoi vizi o quanto meno tacendo su questi, i  preti che preferiscono piacere alla gente piuttosto che a lui, i preti che amano la vita  comoda e gaudente condita con molti piaceri. Sono i miei apostoli e sono questi i miei  migliori operai." 
- "In passato hai già percorso le stesse strade e Dio ti ha lasciato conseguire anche dei  successi. Ma quando sembrava che la piaga dovesse incancrenirsi ed estendersi a tutto il  corpo, Egli è intervenuto senza mobilitare contro di te eserciti spettacolari, ma lavorando  con pochi, in silenzio. Tu conti sulla massa, Egli conta su pochi. Quante volte ci ha fatto  vedere che alla Chiesa serve più un piccolo numero di sacerdoti, di religiosi, di anime  veramente impregnate di spirito evangelico, pronti alla rinuncia, disponibili al sacrificio  totale, voglio dire: pochi santi, che una massa di preti burocrati, secolarizzati e imbevuti  di mondanità! Questi Dio te li lascia, non sa che farsene, si servirà di pochi, ma suoi,  totalmente suoi. Ti sarai accorto, ne son sicuro, che oggi nella Chiesa è in atto una  marcia di anime silenziose, di ogni categoria e condizione, specialmente di sacerdoti e di  religiosi che si preparano allo scontro con te. Molti di essi si uniscono nel nome di  Maria; sono avidi di preghiera, di amore alla Chiesa e di obbedienza al Papa. Lavorano  per una Chiesa consolidata nella sua unità. Accettano ogni legittimo rinnovamento, ma  respingono le innovazioni arbitrarie. Convinti del servizio insostituibile del romano  pontefice, si stringono attorno a lui come al solo principio veramente solido di unità.  Questa convinzione si va facendo segretamente strada anche tra alcuni fratelli separati.  Sono anime silenziose, che invece di agitarsi, lavorano; invece di declamare paroloni  pappagalleschi, pregano; Invece di reclamare continuamente riforme, si riformano.  Anime nascoste, delle quali è impossibile conoscere il numero, ma si sa che esistono e  che si stringono in vincoli di fraternità. La Chiesa conta su questi, sulla loro capacità di  fermentare la massa. Sono le rivalse della generosità divina a favore della Chiesa. Anime  che portano avanti un apostolato capillare, che vanno scoprendo il volto di Cristo nella  difesa della verità e nell'esercizio della carità verso i loro fratelli, i poveri, gli emarginati.  No, spirito ribelle! II bilancio dell'azione di Dio nel mondo e nella Chiesa non è  fallimentare come vorresti farmi credere. II corso della sua azione non è paralizzato dal  tuoi sabotaggi. Essa ha direzioni e sbocchi invisibili e lontani, ma si attua sempre.  L'invincibile è Lui! Tu questo lo sai bene. Soltanto vuoi sfruttare al massimo il tempo  che ancora ti resta, il tempo che lui ti concede. Il giorno che ti sentirai nuovamente  intimare: 'Chi è come Dio?', sarà la tua sconfitta, per sempre!" 
Ma qui il mio interlocutore era già partito. 

P. Domenico Mondrone S. J.

ILLUSTRAZIONI DI UNA SERVA DI DIO SULL'APOCALISSE DI S. GIOVANNI




signor Le Maitre de Sancy

ILDEGARDA DI BINGEN



LA  SPIRITUALITÀ  DI  SANT’ILDEGARDA NEL  QUADRO  DEL  XII  SECOLO

Prima di incominciare il tema d’oggi, vorrei dire due cose: una riguardante il XII secolo, e l’altra riguardante Ildegarda. Vorrei che si pensasse a lei in modo corrispondente a lei stessa. Sento dire spesso che Ildegarda è “una donna dei nostri tempi”; direi piuttosto: è una donna dei suoi tempi, o meglio, di tutti tempi, per quel che personalmente vale e per quel che personalmente può dare, ma è una donna del suo tempo. Che cosa dice Ildegarda di se stessa? Vi abbiamo accennato anche la volta scorsa. La prima cosa: che lei è “creatura Dei, ipsius gratia”, creatura di Dio, per la sua grazia. Il fatto d’essere creature di Dio è da lei pienamente inteso e compreso, ne conosce il significato; è una gran cosa, essere creatura di Dio e questo lo è ciascuno di noi, una creatura di Dio, per la sua grazia. Di se stessa dice in particolare che è “la poverella, la persona semplice, fragile e indotta”, che “fa parte della discendenza della fragile costola d’Adamo”, “cenere di cenere, putredine di putredine”, timorosa quando deve parlare, che non conosce nessun insegnamento dei maestri umani, “non sa leggere con intelligenza le opere dei filosofi”. Ma nello stesso tempo dice pure che lei è “docta interius per mysticum spiramen (= lei ha avuto l’insegnamento nell’intimo per il soffio dello Spirito Santo. Questa è Ildegarda, una donna semplice e, nello stesso tempo, per grazia di Dio, una grande donna.

Che cosa dice Ildegarda della donna e dell’uomo? Anche questo è da sapere per evitare falsi giudizi sulla dottrina d’Ildegarda, considerandola come un’iniziatrice del femminismo. Commentando il passo di San Paolo della prima lettera ai Corinzi (1 Cor 7) dice che, come la donna è stata formata dall’uomo, così pure l’uomo è formato per mezzo della donna. Ogni cosa poi viene da Dio, lei dice così, iniziando con la formula che usa quasi sempre quando commenta la Scrittura: “La donna è stata creata per l’uomo e l’uomo è stato fatto per la donna, cioè, per mezzo della donna, perché, come Eva è stata tratta dall’uomo, così anche l’uomo nasce dalla donna; essi collaborano ad un’unica opera. Essi fanno come l’aria e il vento, che s’implicano a vicenda nella loro opera. In che modo? L’aria è mossa dal vento e il vento s’intreccia con l’aria, cosicché nel loro ambito, là dove sono, quanto vive e cresce dipende da loro. Così l’uomo e la donna sono impegnati insieme nell’opera filiorum, nella procreazione di figli. L’uomo e la donna esistono e per volontà e secondo le disposizioni di Dio, perché Dio li ha fatti secondo la sua volontà”. Penso che, incominciando questa spiegazione, dica: l’uomo e la donna sono diversi; appunto, l’uno si chiama ‘uomo’ e l’altra, ‘donna’.

Quanto riguarda il XII secolo, non vorrei pronunciarmi sul XII secolo in generale, ma sul XII secolo in Germania. La storia della cultura ha uno sviluppo diverso nei vari paesi: la spiritualità della Germania del XII secolo forse non corrisponde in tutto alla spiritualità in Italia nello stesso secolo. Mi rifaccio in parte alle poesie e composizioni di carattere popolare piuttosto che ai documenti culturali, che pure citeremo. Nel XII secolo troviamo una grande ricchezza di motivi e novità di interessi. Se, come spesso si è fatto nel passato, il Medioevo è considerato come un tempo di oscurantismo, si vive in un malinteso di un tempo scuro, in cui la filosofia è schiava della teologia e la storia della cultura europea è vista esclusivamente in due tempi: quello della cultura classica greco-romana e quello del Rinascimento; in mezzo, le tenebre.

Questa visione di comprensione unilaterale di quello che è cultura, avrebbe per conseguenza di non portarci a conoscere Ildegarda di Bingen, o considerarla come la monaca indotta che parla solo sotto l’ispirazione dall’alto e ci renderebbe quasi impossibile di giungere alla conoscenza di questa personalità che unisce, insieme ai doni spirituali straordinari, un’acuta intelligenza e comprensione dei problemi del tempo e un vivo interesse per ogni campo di sapere. Ildegarda vive nel suo tempo nel conoscerne le aspirazioni, in parte condividendole. Ne prova le difficoltà, ne sente pure i pericoli.

Come data dell’inizio del Medioevo ci sono varie proposte: 365, 395, 476 a.D. Non importa. Anche per la fine ci sono varie proposte: la scoperta d’America, o, prima, la caduta di Costantinopoli. Attraverso i primi autori cristiani il Medioevo ci trasmette quanto di positivo ha fatto il Medioevo per la cultura: un patrimonio di cultura antecedente non indifferente; non solo dal II secolo in poi, ma anche del periodo classico. Autori classici sono letti, studiati, copiati. Per dare un esempio, nella rilegatura di un manoscritto d’Ildegarda, quello del “Libro dei meriti di vita”, (manoscritto nove di Dendermonde) si è trovato pagine di codice degli Epodi d’Orazio, quindi si vede che quest’autore fu letto nel convento, dove il manoscritto fu steso.

Ildegarda nasce alla fine del XI secolo e vive durante una gran parte del XII secolo. Il XII secolo è il frutto più ricco e straordinario del Medioevo; quello che più tardi sarà il Rinascimento, lo è questo periodo per il Medioevo. Segna una svolta e un inizio della cultura europea. Perché? In parte possiamo trovarlo nelle condizioni di vita che stanno mutando: le città cominciano ad acquistare importanza, la vita politica nella città si annuncia nell’interesse degli abitanti nel divenirne partecipi e a liberarsi dalla dipendenza dai vescovi. La cultura si arricchisce con il contatto con l’Oriente più evoluto nei campi delle scienze e della filosofia. Ed è appunto la filosofia, quell’aristotelica, che è curata e sviluppata dagli arabi e che determina un nuovo indirizzo nella ricerca del pensiero. La teologia, poi, continua con nuovi metodi ad inserirsi nella filosofia, cui a poco a poco, nelle epoche successive, lascerà il posto. Il che non vuol dire che la teologia non esisterà più.

Sr. ANGELA CARLEVARIS osb

I nemici agiscono per distruggere il Sacro, ma il Signore ha i Suoi fedeli nella difesa della verità.




Cari figli, avanti per il cammino della verità. I nemici agiscono per distruggere il Sacro, ma il Signore ha i Suoi fedeli nella difesa della verità. Fatevi coraggio e testimoniate la vostra fede. Non vi dimenticate: la vostra grande arma di difesa sarà sempre la verità. Ancora vedrete orrori nella Casa di Dio. Vi chiedo di essere uomini e donne di preghiera. Cercate forze nel Vangelo del Mio Gesù e nell'Eucaristia. Il Mio Gesù venne al mondo per salvarvi; vi lasciò la Sua Chiesa, che ha la missione di annunciare la Sua Santa Dottrina e portare a tutti gli uomini la speranza di tempi migliori, ma sempre amando e difendendo la verità. Pregate molto per la Chiesa di Mio Figlio Gesù. Quelli che amano la verità berranno il calice amaro della sofferenza. Non perdetevi d'animo. Le glorie di questo mondo passano. La vostra grande ricompensa verrà dal Signore. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.