sabato 9 novembre 2019

COME VA CONSERVATO IL BUON NOME PRATICANDO L’UMILTÀ



Per una virtù ordinaria non ci si scomoda a lodare, ad onorare, a dare gloria a chi la possiede; questo si fa soltanto quando la virtù è eccellente.
Con la lode, infatti non vogliamo portare gli altri ad avere stima per le ottime qualità di qualcuno; con l’onore facciamo sapere a tutti che quella stima noi l’abbiamo; la gloria, poi, a mio parere, è il lustro della reputazione che scaturisce dalla somma di molte lodi e onori: possiamo dire che le lodi e gli onori sono come pietre preziose, dalla composizione delle quali, come un gioiello, nasce la gloria.
L’umiltà non accetta che noi pensiamo di essere migliori e che abbiamo diritto di essere anteposti agli altri; non permette nemmeno che andiamo alla caccia di lodi, di onori, di gloria, cose che devono essere tributate soltanto all’ottimo.
Accetta il consiglio del Saggio che dice di aver cura del nostro buon nome, perché il buon nome è la stima, non dell’ottimo, ma soltanto di una semplice e ordinaria prudenza e onestà di vita, che l’umiltà non ci impedisce di riconoscere in noi stessi; di conseguenza non ci vieta di desiderarne il relativo buon nome.
È vero che l’umiltà disprezzerebbe il buono nome se la carità non ne avesse bisogno; ma visto che è uno dei fondamenti della società umana, e che, senza di essa, noi siamo addirittura dannosi per la gente e non soltanto inutili, a motivo dello scandalo che daremmo; la carità richiede e l’umiltà di buon grado accetta, che noi desideriamo e conserviamo con cura il buon nome.
Prendi a paragone le foglie degli alberi che, di per sé, non valgono gran che, e tuttavia rendono un grande servizio, non solo nel dare un bell’aspetto all’albero, ma anche nel proteggere i frutti finché sono teneri; è la stessa cosa per il buon nome che, per sé, non è da considerare fortemente; tuttavia è molto utile, non soltanto come abbellimento della vita, ma anche per proteggere le nostre virtù, in modo particolare quelle ancora tenere e deboli.
L’obbligo di conservare il buon nome e di essere realmente come la gente ci stima, esige che abbiamo un coraggio generoso sostenuto da una forte e dolce violenza.
Conserviamo le nostre virtù, cara Filotea, perché sono gradite a Dio, grande e sommo fine di tutte le nostre azioni; ma allo stesso modo che coloro i quali vogliono conservare i frutti, non si accontentano di fare marmellate, ma li sigillano in vasi adatti alla conservazione, così, pur rimanendo l’amore di Dio la principale garanzia per le nostre virtù, possiamo servirci, a tale scopo, anche del buon nome e con utilità.
Tuttavia nella difesa del nostro buon nome non dobbiamo essere troppo zelanti, esatti e puntigliosi: quelli che sono delicati e sensibili in modo esagerato per tutto ciò che concerne la loro reputazione, assomigliano a quelli che ingurgitano medicine per il minimo disturbo: costoro, infatti, volendo proteggere la loro salute, la rovinano del tutto; così, chi vuole, con troppa premura, proteggere il proprio buon nome, lo perde del tutto, e sai perché? La tenerezza verso se stessi rende strani, ribelli, insopportabili, pasto ideale per i maldicenti.
Non dar peso e disprezzare l’ingiuria e la calunnia, ordinariamente è un rimedio molto efficace del risentimento, della contestazione, della vendetta: il dispetto le rende evanescenti; chi se ne inquieta, invece, dà l’impressione di confessare.
I coccodrilli fanno del male soltanto a coloro che ne hanno paura; la maldicenza fa del male solo a chi se ne preoccupa.
 Il timore eccessivo di perdere il buon nome dimostra mancanza di fiducia nel suo fondamento, che è la vita onesta. Le città dotate di ponti di legno su grandi fiumi, ad ogni alluvione temono di vederli travolti; quelle invece che sono dotate di ponti in pietra, temono soltanto in caso di piene eccezionali. Similmente coloro che hanno un’anima cristiana con solide basi, non fanno abitualmente caso alle alluvioni delle lingue malefiche; coloro invece che si sentono deboli, temono di essere travolti ad ogni occasione.
Chi vuol godere di un buon nome nei confronti di tutti, lo perde proprio nei confronti di tutti: merita di perdere l’onore chi vuole mendicarlo da coloro che il vizio ha reso indiscutibilmente infami e senza onore.
Il buon nome è l’insegna che indica dove alloggia la virtù; è evidente che la virtù viene prima. Ecco perché, se ti dicono: sei un ipocrita perché ti sei incamminata nella devozione; se ti considerano un uomo senza carattere perché hai perdonato un’ingiuria, lascia correre, non farci caso. Per prima cosa abbi presente che tali giudizi sono emessi da persone vuote e superficiali; quand’anche poi il buon nome si perdesse davvero, l’importante è non perdere la virtù e non deviare dal suo cammino; mi pare logico che si dia la preferenza ai frutti sulle foglie, ossia ai beni spirituali interiori su quelli esteriori. Va bene essere gelosi del proprio buon nome, ma non idolatri! È vero che non bisogna scandalizzare l’occhio dei buoni, ma nemmeno si deve contentare quello dei cattivi. La barba è un ornamento adatto al volto dell’uomo e i capelli a quello della donna: se si strappano alla radice i peli dal mento o i capelli dalla testa , probabilmente non rispunteranno più; ma se li tagli soltanto, o magari anche li radi, rispunteranno molto presto, più forti e più folti. Lo stesso avviene per il buon nome: la lingua dei maldicenti può tagliarlo o anche addirittura raderlo, giacché, dice Davide, è come un rasoio affilato; ma niente paura! Rispunterà presto più bello di prima e anche più forte! Se invece il nostro buon nome viene distrutto dai nostri vizi, dalle vigliaccherie, dalla nostra cattiva condotta, beh! Allora possiamo aspettare tutto il tempo che vogliamo, e non rispunterà! Sarà inutile l’attesa perché abbiamo estirpato la radice.
La radice del buon nome è la bontà e l’onestà della vita; finché sono presenti in noi, possono sempre rigenerare il buon nome giustamente conquistato.
Lascia quella vuota conversazione, quell’attività inutile, quell’amicizia frivola, quella compagnia equivoca, se danneggiano il tuo buon nome, perché il buon nome vale più di tutte quelle vuote soddisfazioni; ma se la gente mormora, riprova o calunnia perché ti impegni nella pietà per avanzare nella devozione e nel cammino verso il bene eterno, lascia abbaiare i cani contro la luna; anche se dovessero riuscire a costruire un’opinione negativa sul tuo buon nome, e in tal modo tagliare e radere i capelli e la barba del buon nome, sta tranquilla che presto rispunterà. Il rasoio della maldicenza sarà utile al tuo onore, come la roncola alla vigna, perché la rende copiosa di frutti.
Teniamo sempre gli occhi fissi a Gesù Cristo crocifisso, camminiamo al suo servizio con fiducia e semplicità, accompagnata da saggezza e devozione: sarà lui a proteggere il nostro buon nome. Se permette che ci sia tolto è solo per darcene uno migliore o per favorirci nella crescita dell’umiltà. Ricorda bene che un’oncia di umiltà vale più di mille libre di onore.
Se veniamo ripresi ingiustamente, opponiamo serenamente la verità alla calunnia; se persiste, insistiamo nell’umiltà. Mettiamo il nostro buon nome, unitamente alla nostra anima nelle mani di Dio,; non potremo trovare migliore garanzia.
Serviamo Dio nella buona e nella cattiva fama, sull’esempio di S. Paolo; potremo così dire con Davide: Mio Dio, è soltanto per Te che ho sopportato l’obbrobrio e che ho tollerato che la vergogna coprisse il mio volto.
Faccio eccezione per certi crimini talmente atroci e infamanti che nessuno deve accettare di vedersene attribuita la paternità; anzi bisogna liberarsi anche del sospetto se si può fare nel rispetto della giustizia.
La stessa eccezione va fatta per le persone dal cui buon nome dipende l’edificazione di molti; in tali casi è necessario perseguire la riparazione del torto ricevuto, e questo secondo la più rigorosa morale teologica.

S. Francesco di Sales

Per le anime di coloro che commettono omicidio



O caro Gesù, 
Ti chiedo pietà per chi commette omicidio. 
Ti invito alla clemenza per chi è in peccato mortale. 
Offro la mia sofferenza e le mie difficoltà a Te,  
affinché Tu possa aprire il Tuo Cuore e perdonare i loro peccati. 
Ti chiedo di coprire col Tuo Prezioso Sangue tutti coloro che hanno 
intenzioni malvagie nelle loro anime,  
affinché possano essere lavati e purificati dalle loro iniquità 
Amen. 

PARADISO



Non permetterò che quelli tra voi che entrano nel Mio Nuovo Paradiso soffrano il dolore della morte fisica. 

Mia amata figlia prediletta, molte persone credono erroneamente che i Miei Avvertimenti all‟umanità creino un senso di disperazione e inutili preoccupazioni. Ciò è comprensibile, ma sappiate questo. Il futuro del mondo che verrà è meraviglioso, Glorioso in tutti i sensi. Il Paradiso che è stato preparato per voi, vi riempirebbe di stupore, di entusiasmo e di un grande senso di eccitazione, se Io vi rivelassi anche solo uno scorcio di esso. Poiché l‟uomo ha paura dell‟ignoto e manca di fiducia verso la Mia Promessa di portare a ciascuno di voi la Vita Eterna, molti che cercano di prepararsi per il Mio Regno si trovano in difficoltà. 

Miei cari discepoli, Miei piccoli cari, sappiate che non permetterò che quelli tra voi che entrano nel Mio Nuovo Paradiso soffrano il dolore della morte fisica: questo è il Mio Dono per questa generazione benedetta. Questa transizione dal mondo in cui vivete oggi al Mio Nuovo Paradiso, avverrà in un batter d‟occhio; tale è il Mio Grande Amore per voi. Prima di quel Gran Giorno, Io vi devo preparare, in modo che tutti voi ereditiate il Mio Regno. Non vorrei sottoporvi a queste prove che sopportate ora e a quelle ancora da venire – è vero. Tuttavia devo preparare molte persone che danno la Mia Parola e la Mia Misericordia per scontate. Come posso purificarvi, se non vi ricordo la Verità? Solo la Verità vi farà liberi dalle catene che vi legano al maligno, che vi trascina via da Me alla minima occasione. Egli sa che vincerà, se voi non rispondete al Mio Appello per garantire la vostra legittima eredità nel Mio Regno. Allora voi, essendo stati ingannati da lui, non riuscirete più a riconciliare la vostra anima con la Mia Divina Misericordia. 

Solo chi segue Me, passo dopo passo, fino al Paradiso, riuscirà ad ottenere la Salvezza Eterna. 
Vi chiedo di essere pazienti. Prestate attenzione alla Mia Chiamata. Non respingetemi, quando cerco di raggiungervi attraverso questi messaggi. Imparate ad avere fiducia in Me, attraverso la Mia Santa Parola che già avete conosciuto nel Libro di Mio Padre. 
Quando parlo del male, Io vi rivelo semplicemente l‟inganno che dovrete affrontare. Il problema con l‟inganno è che esso vi rende ciechi alla Verità e vi fa deviare fino a credere in una fede che vi risucchierà in una falsa dottrina. Se in questa nuova dottrina non sono Io, Gesù Cristo, ad essere venerato, allora potete esser certi che essa non è dettata dallo Spirito Santo. 

Lasciate che i vostri cuori siano tranquilli, che la vostra fiducia sia come quella di un bambino e amatemi semplicemente come Io vi amo. Non opponete mai resistenza alla Mia Misericordia, non abbiate paura di Me, non provate rabbia verso di Me, e in modo particolare quando soffrite in questa vita. Perché presto vi porterò a casa. Appena arriverà l‟alba del Grande Giorno, il mondo nascerà, e una nuova e meravigliosa vita attenderà voi e tutti i vostri cari. Tutti voi sarete legati a Me, senza un nemico in vista – senza paura, pericoli o sofferenze di qualsiasi tipo. Allora perché temere il Mio Regno? Esso vi porterà la felicità e l‟amore che avete cercato per tutta la vostra vita sulla Terra, ma che non avete mai veramente realizzato per quanto vi siate sforzati di anticipare questi doni. 

Il Mio più grande Dono per voi è la Vita Eterna. Attendete il Mio Dono senza paura. Attendete piuttosto con amore e anticipazione il Mio Nuovo Regno, perché lo dovete aspettare con impazienza. 

Il vostro Gesù. 

23 Aprile 2014

Dio Punirà l'Umanità punirà per i Suoi Peccati - Padre Paul Kramer


ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



La Creazione forma la gloria muta di Dio. Nel creare l’uomo fu un giuoco d’azzardo, ma fallito, e di questo gioco il Creatore si deve rifare. (Volume 19 - Marzo 9, 1926)

[…]   “Tutta la Creazione dice:  ‘Gloria, adorazione verso il nostro Creatore, amore verso le creature’.  Sicché la Creazione è una gloria, un’adorazione muta per Noi, perché non le fu concessa nessuna libertà, né di crescere né di decrescere;  l’uscimmo fuori di Noi ma la restammo in Noi, cioè dentro della nostra Volontà a decantare, sebbene muta, la nostra Potenza, Bellezza, Magnificenza e Gloria;  sicché siamo Noi stessi che ci decantiamo la nostra Potenza, la nostra Gloria, l’infinito Amore nostro, Potenza, Bontà, Armonia e Bellezza.  La Creazione nulla Ci dà da per sé stessa, sebbene essendo essa lo sbocco di tutto il nostro Essere Divino, serve di specchio all’uomo come guardare e conoscere il suo Creatore, e le dà lezioni sublimi di ordine, d’armonie, di santità e d’amore.  Si può dire che lo stesso Creatore, atteggiandosi a Maestro Divino, dà tante lezioni per quante cose creò, dalla più grande alla più piccola opera che uscì dalle sue mani creatrici.
Non fu così nel creare l’uomo.  Il nostro Amore fu tanto per lui, che sorpassò tutto l’amore che avemmo nella Creazione.  Perciò lo dotammo di ragione, di memoria e di volontà, e mettendo la nostra Volontà come al banco nella sua perché la moltiplicasse, la centuplicasse, non per Noi che non avevamo bisogno, ma per suo bene, affinché non restasse come le altre cose create, mute ed in quel punto come Noi le uscimmo, ma che crescesse sempre, sempre in gloria, in ricchezze, in amore ed in somiglianza col suo Creatore.  E per fare che lui potesse trovare tutti gli aiuti possibili ed immaginabili, le demmo a sua disposizione la nostra Volontà, affinché operasse con la nostra stessa potenza il bene, la crescenza, la somiglianza che voleva acquistare col suo Creatore.
Il nostro Amore nel creare l’uomo volle fare un giuoco d’azzardo, mettendo le cose nostre nella piccola cerchia della volontà umana come al banco: la nostra Bellezza, Sapienza, Santità, Amore, eccetera, e la nostra Volontà che doveva farsi guida ed attrice del suo operato, affinché non solo lo facesse crescere a nostra somiglianza, ma le desse la forma d’un piccolo dio.  Perciò il nostro dolore fu grande nel vederci respingere questi grandi beni dalla creatura, ed il nostro giuoco d’azzardo per allora andò fallito, ma per quanto fallito, era sempre un giuoco divino che poteva e doveva rifarsi del suo fallimento.  Perciò, dopo tanti anni volle di nuovo il mio Amore giocare d’azzardo, e fu con la mia Mamma Immacolata.  In Lei il nostro giuoco non andò fallito, ebbe il suo pieno effetto, e perciò tutto le demmo e tutto a Lei affidammo  […]
(E qui, Gesù, rivolto espressamente a Luisa, continua:) 
Ora, tu devi sapere che il nostro Amore anche con te vuol fare questo giuoco d’azzardo, affinché tu, unita con la Mamma Celeste, Ci faccia vincere nel giuoco col farci rifare del fallimento che Ci procurò il primo uomo, Adamo;  onde la nostra Volontà rifatta nelle sue vincite può mettere di nuovo in campo i suoi beni che con tanto amore vuol dare alle creature;  e […] farò risorgere il Sole della mia Volontà, perché faccia la sua via in mezzo alle creature.  […] ”.

dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta... 

Tradimenti 

San Giovanni Rotondo fu il teatro di una battaglia continua, quotidiana, durissima, anima per anima, fra il monaco santo e il suo avversario. Che utilizzò ogni strumento, ordinario e straordinario, per togliere di mezzo quello che evidentemente giudicava un combattente temibile. A San Giovanni Rotondo vi furono manifestazioni eccezionali del diavolo, ma soprattutto fu lì che si sviluppò, con il concorso e l'aiuto di uomini di chiesa, l'operazione principale contro Padre Pio: l'attentato alla sua credibilità. Fu un capitolo doloroso, che portò a una disgraziatissima «Visita apostolica», (una specie di indagine della Santa Sede, fatto sempre traumatico, dove avviene, che sia una diocesi, un convento, o un seminario) e addirittura a spiare, con microfoni e registratori i colloqui e probabilmente - checché se ne dica ufficialmente - anche le confessioni di Padre Pio: una violazione gravissima del Sacramento della riconciliazione. Possiamo solo accennare alle linee portanti della questione, d'altronde notissima, per rendere comprensibile quello che racconteremo. 
Padre Pio veniva accusato di avere comportamenti non leciti con alcune sue figlie spirituali, del gruppo delle «pie donne»; cioè quelle che seguivano il suo apostolato con particolare fervore. L’accusa giungeva - anche, ma non solo - da una o più seguaci, che si sentivano meno privilegiate, o scavalcate; e in particolare da Elvira, una delle sorelle Serritelli, residenti a San Giovanni Rotondo. E una vicenda dai contorni che hanno dell’incredibile. Il professore Antonio Bianchi, uno dei testimoni sentiti dagli autori della Positio, dirà: «... La loro denuncia non è il prodotto di un inconsulto raptus di follia. La loro follia è fredda e paziente: cerca un aggregazione e una risonanza. Una visita apostolica non si decide dalla sera al mattino. Quasi certamente non era nelle previsioni delle Serritelli. Eppure, quando si profila, esse non accusano incertezze ed entrano in scena come se da tempo avessero studiato il copione e previsto comparse collaterali. Le Serritelli cercarono adesioni anche in un’altra direzione. Trovarono sintonia e gamma d'onda in padre Giustino. Attorniavano puntualmente l'altare dove celebrava padre Giustino prima della messa del Padre. Dall'intesa la partecipazione del segreto che le Serritelli, sia pure con cautela, si studiavano che non rimanesse segreto. Di qui l'atteggiamento secco e sprezzante di padre Giustino nei confronti del Padre, la collocazione di un suo confessionale con le spalle girate e in alternativa a quello di Padre Pio e il susseguente accanimento anche dopo la morte del Padre, che trova una spiegazione nella fede prestata alle confidenze delle Serritelli.» 

Padre Giustino è l’ideatore e l’autore delle registrazioni scandalose; un cappuccino «esiliato» a Malta, e fatto richiamare in convento a San Giovanni Rotondo proprio da Padre Pio. Di lui dice padre Carmelo. 

Durante che padre Giustino, già da studente di teologia: «Per il suo legalismo di “zelota”, si adoperò con tutti i mezzi, anche con ricorsi arbitrari a Roma, di far rinviare l'ordinazione sacerdotale a uno o più confratelli da lui ritenuti indegni. Tra gli studenti scoppiò un dramma insanabile».  

Padre Giustino vedeva sesso e peccato ovunque; incaricato di occuparsi di Padre Pio, che ormai era nei settant'anni, temeva in maniera maniacale per la salvezza della sua anima. 
Insieme a fra’ Masseo; fu lui, grazie alla sua esperienza di muratore, che installò cavi, microfoni e registratore. Fra’ Masseo da San Martino in Pensilis, racconta padre Carmelo Durante, «del padre Giustino fu fedelissimo collaboratore, esecutore e segretario. Entrambi, per consiglio di una certa suor Lucina, arrivarono, secondo testimonianze di testi oculari, a seguire Padre Pio, esorcizzandolo, con getti di acqua santa, convinti che fosse invasato dal demonio!...». 

MARCO TOSATTI 

INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO



O Spirito Santo, nel giorno del Battesimo sei 
venuto in noi e hai cacciato lo spirito maligno: 
difendici sempre dai suoi continui tentativi di 
rientrare in noi.  
Hai infuso in noi la vita nuova della grazia: 
difendici dai suoi tentativi di riportarci alla morte 
del peccato.  
Sei sempre presente in noi: liberaci dalle paure e 
dalle angosce, togli debolezze e abbattimenti, 
risana le ferite inferte in noi da satana.  
Rinnovaci: rendici sani e santi.  

Spirito di Gesù, rinnovaci.  

O Spirito Santo, Vento Divino, caccia via da noi 
tutte le forze del male, annientale, distruggile 
perché possiamo stare bene e operare il bene.  

O Fuoco Divino, brucia i malefici, le stregonerie, le 
fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, 
l'infestazione diabolica, l'ossessione diabolica e 
ogni strana malattia che ci può essere in noi.  

O Potenza Divina, comanda a tutti gli spiriti cattivi 
e a tutte le presenze che ci molestano di lasciarci 
per sempre, così che possiamo vivere nella salute 
e nella pace, nell'amore e nella gioia.  

Spirito di Gesù, rinnovaci.  

O Spirito Santo, scendi su di noi, tanto spesso 
malati e afflitti, agitati e sconvolti: donaci salute e 
conforto, serenità e calma.  

Scendi sulle nostre famiglie: togli via 
incomprensioni, impazienze, discordie e porta 
comprensione, pazienza, armonia. Scendi sulla 
nostra Chiesa perché compia con fedeltà e 
coraggio la missione che Gesù le ha affidata: 
annunciare il Vangelo, guarire le malattie, liberare 
dal demonio.  

Scendi sul nostro mondo che vive nell'errore, nel 
peccato, nell'odio e aprilo alla verità, alla santità, 
all'amore.  

Spirito di Gesù, rinnovaci.  

Se esiste divisione nel proprio paese, il diavolo continuerà a vincere!



Figli Miei. Se non vi unite, il male vi travolgerà. Sarete “interdetti”e non avrete più alcun diritto di parola. Vi costruite da soli la vostra trappola e fate il gioco di quelli che v’imbrogliano! Svegliatevi, unitevi invece di combattere l’uno contro l'altro!

Se in un paese c'è la discordia, il diavolo continuerà a vincere! Egli vi deriderà, fomenterà il vostro orgoglio e la vostra presunzione, perché sa che in questo modo può catturarvi e avere gioco facile con voi. Siete talmente sviati da ciò che è realmente fondamentale per voi, che vi smarrite nelle insidie del male!

Mettete da parte l' orgoglio e la superbia, perché non vengono da Dio! TUTTI siete fratelli e sorelle, vivete quindi insieme nell'amore e nella gioia! È il vostro orgoglio che v’intralcia, è la vostra superbia che vi farà cadere perché davanti a Dio, tutti i figli sono uguali! Voi invece vi sentite superiori ai vostri fratelli e ciò causerà la vostra caduta nell'abisso del lago di fuoco. L’orgoglio e la superbia infatti vengono dal diavolo stesso e se voi vivete con il diavolo, se vi appropriate delle sue caratteristiche (perché non sono qualità!) e vivete secondo esse, allora vi resta come ultima dimora solo l'abisso!

"Quelli di voi invece, che vivono in pace e nell'amore gli uni con gli altri Io il vostro Gesù, vi porterò con Me e vi riserverò un posto nel Regno di Mio Padre. Perché sono loro a soffrire fra voi a causa del vostro comportamento temerario, per questo Io li innalzerò, manderò su di loro il Mio Santo Spirito e li ispirerò con la grazia divina di Mio Padre. Starò al loro fianco e combatterò per la loro anima.

Io non potrò salvare voi, che non abbandonate l'orgoglio e superbia, perché vi siete imbrigliati nella rete del diavolo e le sue corde si sono strette sempre più intorno a voi , a causa del peccato d’ orgoglio e di presunzione, dovrete passare la vostra esistenza sottoposti a lui.

Mettete quindi da parte i vostri peccati, pentitevi e fate penitenza. Iniziate a trattare i vostri fratelli e sorelle di nuovo con amore, trattateli così come vorreste essere trattati voi: con amore, gioia e pace nei vostri cuori.

La vostra amorevole Mamma Celeste e Gesù, che vi ama moltissimo.

La fine dei tempi è cominciata, l'anticristo è fra voi, il falso profeta vi mente e v’inbroglia



Maria Madre di Dio

Voi conoscete le rivelazioni, ma non riuscite a interpretarle. Non le comprendete e tantomeno le associate al vostro mondo d’oggi e ciò avrà delle brutte conseguenze, perché la fine dei tempi è adesso! VOI vivete in essa! Non verrà più tardi, non è neanche una “storia” o una “leggenda “che Giovanni già allora vi profetizzò. No. È qui e adesso! Succede a voi e la vostra gioia dovrebbe essere grande, perché molti dei vostri antenati, che allora erano saldamente radicati nella fede, aspettavano ardentemente questa vostro tempo attuale in modo da poter finalmente ottenere la pace, che fu loro predetta e promessa da molto tempo.

Figli Miei. Miei amati figli, voi avete la grazia di vivere in questo tempo ricco di grazie, in cui ciascuno di voi ha la possibilità di entrare nel Nuovo e Pacifico Mondo: la Nuova Gerusalemme. Conoscerete Gesù, potrete stare con LUI personalmente. Molte anime prima di voi, hanno aspettato questo momento e voi beati, lo potrete vivere!

Beati voi, Miei amati figli, che potete vivere in questo tempo, perché il più grande di tutti i regali sta ai vostri piedi!
Purtroppo moltissimi dei Nostri figli non lo vedono, sono ciechi per questi regali di Dio, cechi per il tempo attuale e assolutamente persi nel mondo materiale che è il loro unico vero mondo; infatti per loro non esiste altro che questo mondo dell'apparenza costruito per voi dal diavolo. Figli evadete da quest’apparenza perché non è altro che finzione:una cortina di nebbia che v’impedisce la vista e vi rende ciechi per la Verità .

La fine dei tempi è cominciata, l'anticristo è fra voi, il falso profeta vi mente e v’inbroglia, e moltissimi dei Nostri figli di Dio si lasciano ingannare da lui e lo seguono.

Figli, svegliatevi! Ascoltate con attenzione quello che dice, guardate con senso critico quello che fa! Osservate come si pone! Egli ama le masse, ama il riconoscimento ed è pieno di orgoglio. Non lo vedete, figli Miei tanto amati! Egli vi prende in giro e voi lo seguite cecamente. Non appena si mostrano i suoi coinvolgimenti con l’ anticristo, voi dovete essere vigili e allontanarvi, perché insieme giocheranno con voi come con delle marionette, vi useranno e imbroglieranno.Vi prendono i vostri diritti e apparentemente compiono dei “miracoli”. Siate avvisati perché non sono miracoli del Signore, non fanno altro che diabolica stregoneria, ma voi li considererete veri miracoli!

La vostra unica salvezza è Mio Figlio.

Ascoltate il vostro cuore e seguite la Nostra Parola 

Così sia.

PENSIERI SULL’AMORE DI DIO



Oh, Signor mio, come ci serviamo male dei vostri benefici! Per farci conoscere l'amore che ci portate, ricorrete ad ogni sorta di mezzi e d' invenzioni; e noi, nella nostra scarsa esperienza del vostro amore, ne facciamo poco conto. Male abituati a quest'esercizio, lasciamo che i nostri pensieri vadano dove sono soliti andare, senza curarci di approfondire i grandi misteri che lo Spirito Santo ha racchiuso nelle sue parole. Non dovrebbe forse bastare ad accenderci d'amore il pensiero che di questo linguaggio si è servito Dio stesso, e che ciò non dev'essere senza una profonda ragione? 

SANTA TERESA DI GESÙ

FRATELLO ESORCISTA



Dopo il pellegrinaggio a Fatima 

Ritornato Tobia dal pellegrinaggio di Fatima, dopo le prime informazioni, gli chiedo subito come sta. Mi riferisce che alla notte non ha mai dormito e desidera venire per le preghiere di liberazione. Concordo per il primo pomeriggio. 
Durante le preghiere chiedo al demonio: “Hai fatto un buon viaggio, sei rimasto a guardare la Madonna a Fatima?”.  
“Ho sofferto moltissimo, sapessi quanto”!  
 “La Madonna, aggiungo, ti porta via tutte le anime: è per questo che soffri?”  
“Quante me ne porta via! Ma ne porto via anch’io. Soffro moltissimo, ma soffre anche lei”.  
“Ma la Madonna non soffre”.  
“Anche lei soffre quando le porto via le anime”. 
“Ma tu ti sei divertito a portare via le valige di Tobia e della sua ragazza Sara!”.  
“Sì, sì”! E si mette a ridere tutto contento, non si ferma più per la soddisfazione di avere deviato le valige. Aggiungo:  “Ma non sei riuscito ad impedire ai due giovani di andare a Fatima e di pregare per 4 giorni. Hanno sofferto, ma sono stati contenti. E adesso le valige arriveranno a casa loro”.  
 “Piano, vedremo”! 
Tobia mi aveva già raccontato la storia delle valige: sono arrivate a Fatima quando loro sono ritornati a casa. P. Dino, due giorni prima del viaggio, dopo l’esorcismo, aveva avvertito i due giovani: “State attenti alle valige”. Entrambi i giovani temevano, presagivano che le valige non sarebbero arrivate con loro. Per questo si erano premurati di raccomandare agli addetti, di controllare, sempre con il presentimento che qualcosa sarebbe successo. Accade più volte il disguido delle valige nei viaggi in aereo, ma non con queste circostanze e con il demonio che conferma il suo intervento e divertimento. 
Tobia mi racconta le sofferenze di quei giorni, la tentazione di tornare a casa subito, la parestesia ai piedi e la difficoltà di camminare. Vedo una grande somiglianza con quanto avviene nel suo settimanale pellegrinaggio a S. Martino di Schio, sia nella sua sofferenza, sia nella dolorosa sopportazione del demonio di dover stare là a guardare la Madonna, e per questo si era vendicato facendo soffrire il giovane posseduto.  
Soffre ancor più durante e soprattutto dopo gli esorcismi. 
Il demonio con l’esorcismo viene bastonato dalle preghiere, e dopo si vendica sul corpo del giovane posseduto.  
Tormenta il giovane anche durante la partecipazione agli incontri di preghiera e adorazione eucaristica personali. Ogni presenza di Maria che il demonio deve stare a guardare e sopportare e ogni preghiera compiuta per arrivare alla liberazione, gli danno forte fastidio. Cerca di opporsi ad essa facendo soffrire e infondendo sfiducia al giovane.    
Nell’esorcismo al ritorno dal pellegrinaggio di Fatima, dopo un primo inizio attivo durante il Rosario, il demonio, durante le preghiere del testo, sembra stanco, sfinito, morente. Gli dico: “Ormai sei agli sgoccioli, stai male perché devi tornartene all’inferno”.  
Allora reagisce con orgoglio:  
“Io sono il forte e rimango qua finché voglio, sempre”. 
Gli ricordo:  
“Tu vi rimani finché il Signore te lo permette e poi moggio moggio ritornerai all’inferno. Ormai il tempo è fissato e sta per avvicinarsi la fine”. Ribadisce:  
“Non è vero, rimango finché voglio”: ma non ha più la sicurezza e l’arroganza di un tempo.  Gli chiedo una seconda volta:  
“Hai sofferto più a Fatima o a S. Martino”? Mi dà la stessa risposta già vista sopra: 
“Molto di più a S. Martino, finché c’era Lei (Maria)”. 
“Allora è proprio apparsa la Madonna a S. Martino!”. 
“Certo, cretino, non lo sai”?! 
Avvalendomi della esperienza e autorevolezza di Fra Benigno, in un successivo esorcismo, chiedo al demonio:  
“In nome di Gesù, dimmi, è veramente apparsa la Madonna a Renato Baron a S. Martino di Schio?”. 
“Certo, che è apparsa, non lo sai ancora, cretino”!   

Il buon samaritano delle vittime del demonio 

venerdì 8 novembre 2019

Sanctum Rosarium de Beata Virgine Maria



Ai veggenti di Maracaibo (Venezuela 1988), durante le apparizioni della Vergine Maria, è stato rivelato dall’Angelo che il Rosario che ripugna di più a Satana è il Rosario pregato in latino.

- In nomine Patris, Filii et Spiritus Sancti.
- Amen. 

Orazione a San Michele Arcangelo
Sancte Michael Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus,
supplices deprecamur: tuque,
Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.


Credo in Deum Patrem omnipotentem, Creatorem caeli et terrae. Et in 
Iesum Christum, Filium eius unicum, Dominum nostrum, qui conceptus 
est de Spiritu Sancto, natus ex Maria Virgine, passus sub Pontio Pilato, 
crucifixus, mortuus, et sepultus, descendit ad infernos, tertia die 
resurrexit a mortuis, ascendit ad caelos, sedet ad dexteram Dei Patris 
omnipotentis, inde venturus est iudicare vivos et mortuos. Credo in 
Spiritum Sanctum, sanctam Ecclesiam catholicam, sanctorum 
communionem, remissionem peccatorum, carnis resurrectionem et vitam 
aeternam.
Amen.

Pater noster, qui es in caelis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua,
sicut in caelo et in terra.
Panem nostrum quotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem,
sed libera nos a malo.
Amen.

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum;
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, Mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus,
nunc et in hora mortis nostrae.
Amen

Gloria Patri, et Filio,
et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio,
et nunc, et semper,
et in saecula saeculorum.
Amen. 


Misteria Gaudii 

IAnnuntiatio  
In mense autem sexto missus est angelus Gabriel a Deo in civitatem 
Galilaeae, cui nomen Nazareth, ad virginem desponsatam viro, cui nomen 
erat Ioseph de domo David, et nomen virginis Maria. Et ingressus ad eam 
dixit: "Ave, gratia plena, Dominus tecum". Ipsa autem turbata est in 
sermone eius et cogitabat qualis esset ista salutatio. Et ait angelus ei: "Ne 
timeas, Maria; invenisti enim gratiam apud Deum. Et ecce concipies in 
utero et paries filium, et vocabis nomen eius Iesum. Hic erit magnus et 
Filius Altissimi vocabitur, et dabit illi Dominus Deus sedem David patris 
eius, et regnabit super domum Iacob in aeternum, et regni eius non erit 
finis". Dixit autem Maria ad angelum: "Quomodo fiet istud, quoniam 
virum non cognosco?". Et respondens angelus dixit ei: "Spiritus Sanctus 
superveniet in te, et virtus Altissimi obumbrabit tibi: ideoque et quod 
nascetur sanctum, vocabitur Filius Dei. Et ecce Elisabeth cognata tua et 
ipsa concepit filium in senecta sua, et hic mensis est sextus illi, quae 
vocatur sterilis, quia non erit impossibile apud Deum omne verbum". 
Dixit autem Maria: "Ecce ancilla Domini; fiat mihi secundum verbum 
tuum". Et discessit ab illa angelus. (Lc 1,26-38)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.


II. Visitatio 

Ex surgens autem Maria in diebus illis abiit in montana cum festinatione 
in civitatem Iudae et intravit in domum Zachariae et salutavit Elisabeth. 
Et factum est ut audivit salutationem Mariae Elisabeth, exsultavit infans 
in utero eius, et repleta est Spiritu Sancto Elisabeth et exclamavit voce 
magna et dixit: "Benedicta tu inter mulieres, et benedictus fructus ventris 
tui. Et unde hoc mihi, ut veniat mater Domini mei ad me? Ecce enim ut 
facta est vox salutationis tuae in auribus meis, exsultavit in gaudio infans 
in utero meo. Et beata, quae credidit, quoniam perficientur ea, quae dicta 
sunt ei a Domino". (Lc 1,39-45)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.


III. Nativitas Domini nostri Jesu Christi 

Factum est autem in diebus illis exiit edictum a Caesare Augusto, ut 
describeretur universus orbis. Haec descriptio prima facta est praeside 
Syriae Quirino. Et ibant omnes, ut profiterentur, singuli in suam 
civitatem. Ascendit autem et Ioseph a Galilaea de civitate Nazareth in 
Iudaeam in civitatem David, quae vocatur Bethlehem, eo quod esset de 
domo et familia David, ut profiteretur cum Maria desponsata sibi, uxore 
praegnante. Factum est autem cum essent ibi, impleti sunt dies, ut 
pareret, et peperit filium suum primogenitum; et pannis eum involvit et 
reclinavit eum in praesepio, quia non erat eis locus in deversorio. (Lc 2,1-
7)
Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.

IV. Presentatio 

Et postquam impleti sunt dies purgationis eorum secundum legem 
Moysis, tulerunt illum in Hierosolymam, ut sisterent Domino, sicut 
scriptum est in lege Domini: "Omne masculinum adaperiens vulvam 
sanctum Domino vocabitur", et ut darent hostiam secundum quod dictum 
est in lege Domini: par turturum aut duos pullos columbarum. (Lc 2,22-
24)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.

V. Inventio in Templo 

Et ibant parentes eius per omnes annos in Ierusalem in die festo Paschae. 
Et cum factus esset annorum duodecim, ascendentibus illis secundum 
consuetudinem diei festi, consummatisque diebus, cum redirent, 
remansit puer Iesus in Ierusalem, et non cognoverunt parentes eius. 
Existimantes autem illum esse in comitatu, venerunt iter diei et 
requirebant eum inter cognatos et notos et non invenientes regressi sunt 
in Ierusalem requirentes eum. Et factum est post triduum invenerunt 
illum in templo sedentem in medio doctorum, audientem illos et 
interrogantem eos; stupebant autem omnes, qui eum audiebant, super 
prudentia et responsis eius. Et videntes eum admirati sunt, et dixit Mater 
eius ad illum: "Fili, quid fecisti nobis sic? Ecce pater tuus et ego dolentes 
quaerebamus te". Et ait ad illos: "Quid est quod me quaerebatis? 
Nesciebatis quia in his, quae Patris mei sunt, oportet me esse?". Et ipsi 
non intellexerunt verbum, quod locutus est ad illos. (Lc 2,41-50)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.

***