giovedì 14 novembre 2019

I Dieci Comandamenti



Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta

IL QUINTO COMANDAMENTO: “NON UCCIDERE”. 

“La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente”60. 

Le catechesi all’Acqua Speciosa: “Non ammazzare”.  

Gesù è sempre stabile all’Acqua Speciosa e continua le sue catechesi sui Dieci Comandamenti

 10 marzo 1945.

«"Non ammazzare" è detto. A quale dei due gruppi di comandi appartiene questo? "Al secondo" dite voi? 
Sicuri? Vi chiedo ancora: è peccato che offende Dio o il colpito?
Voi dite: "Il colpito"? Anche di questo ne siete sicuri?
E ancora vi domando: non è che peccato di omicidio?
Uccidendo non fate che questo unico peccato? "Questo solo" dite?
Nessuno ne ha dubbio? Dite a voce alta le vostre risposte.
Uno parli per voi tutti. Io attendo».
E Gesù si china ad accarezzare una bambinella che è venuta vicino a Lui e che lo guarda estatica, dimenticando persino di rosicchiare la mela che la madre le ha dato per tenerla quieta.  
Si alza un vecchio imponente e dice: «Ascolta, Maestro. Iosono un vecchio sinagogo e mi hanno detto di parlare per tutti.
Parlo. Mi sembra, e ci sembra, di avere risposto secondogiustizia e secondo quanto ci hanno insegnato. Appoggio la mia sicurezza al capo della legge sull'omicidio e le percosse.
Ma Tu lo sai perché siamo venuti: per essere ammaestrati,riconoscendo in Te sapienza e verità. Se dunque io sbaglio,illumina la mia tenebra acciò il vecchio servo vada al suo Re vestito di luce. E, come con me, fallo a questi che sono del mio gregge e che sono venuti col loro pastore a bere le fonti della Vita», e si inchina, avanti di sedersi, col massimo rispetto.  
«Chi sei, padre?».  
«Cleofa, di Emmaus, tuo servo».  
«Non mio, di Colui che mi ha mandato, perché al Padre va data ogni precedenza ed ogni amore in Cielo, in Terra e nei cuori. Ed il primo a dargli questo onore è il suo Verbo che prende ed offre, sulla tavola senza difetto, i cuori dei buoni come fa il sacerdote coi pani della proposizione.  
Ma ascolta, Cleofa, acciò tu vada a Dio tutto illuminato come è tuo santo desiderio. Nel misurare una colpa occorre pensare alle circostanze che precedono, preparano, giustificano, spiegano la stessa.  
"Chi ho colpito? Che cosa ho colpito? Dove ho colpito? Con quali mezzi ho colpito? Perché ho colpito? Come ho colpito? 
Quando ho colpito?": questo si deve chiedere, prima di presentarsi a Dio per chiedergli perdono, quello che uccise.  
Chi ho colpito? Un uomo. Io dico: un uomo. Non penso e non considero se è ricco o se è povero, se è libero o se è schiavo. 
Per Me non esistono schiavi o potenti. Esistono solo degli uomini creati da un Unico, perciò tutti uguali. Infatti davanti alla maestà di Dio è polvere anche il più potente monarca della Terra. E ai suoi ed ai miei occhi non esiste che una schiavitù: quella del peccato e perciò sotto Satana.  
La Legge antica distingue i liberi dagli schiavi e sottilizza fra l'uccidere di un colpo e l'uccidere lasciando sopravvivere un giorno o due, e così se la donna incinta è condotta a morte per la percossa, o se ucciso è solo il suo frutto.  
Ma questo fu detto quando la luce della perfezione era ancora lontana. Ora è fra voi e dice:  
"Chiunque colpisce a morte un suo simile pecca".  
E non solo verso l'uomo pecca, ma anche contro Dio.  
Cosa è l'uomo? L'uomo è la creatura sovrana che Dio ha creato per essere re nel creato, creato a sua immagine e somiglianza, dandogli la somiglianza secondo lo spirito, e l'immagine traendo questa perfetta immagine dal suo pensiero perfetto.  
Guardate nell'aria, sulla terra e nelle acque. Vedete forse un animale od una pianta che, per belli che siano, uguaglino l'uomo?  
L'animale corre, mangia, beve, dorme, genera, lavora, canta, vola, striscia, si arrampica. Ma non ha favella. L'uomo anche sa correre e saltare, e nel salto è così agile che emula l'uccello; sa nuotare, e nel nuoto è tanto veloce che pare il pesce; sa strisciare e pare il rettile; sa arrampicarsi e pare la scimmia; sa cantare e pare l'uccello. Sa generare e riprodursi. Ma inoltre sa parlare. E non dite: "Ogni animale ha il suo linguaggio". Si. L'uno mugge, l'altro bela, l'altro raglia, l'altro cinguetta, l'altro gorgheggia, ma dal primo bovino all'ultimo sempre avranno lo stesso ed unico muggito, e così l'ovino belerà sino alla fine del mondo, e l'asino raglierà come ragliò il primo, e il passero sempre dirà il suo corto cinguettio, mentre l'allodola e l'usignolo diranno lo stesso inno al sole la prima, alla notte stellata il secondo, anche se sarà l'ultimo giorno della Terra, così come salutarono il primo sole e la prima notte di essa.  
L'uomo invece, perché non ha solo un'ugola e una lingua, ma un complesso di nervi che si accentrano nel cervello, sede dell'intelletto, sa afferrare le sensazioni nuove e pensare su esse e dare ad esse un nome. Adamo chiamò cane il suo amico e leone quello che gli parve più somigliante nella chioma folta, ritta sulla faccia appena barbuta. Chiamò pecora l'agnella che lo salutava mite, e disse uccello quel fiore di penne che volava come la farfalla ma diceva dolce un canto che la farfalla non ha.  
E poi, nei secoli, ecco che i figli di Adamo crearono sempre nuovi nomi, mano mano che "conobbero" le opere di Dio nelle creature o che, per la scintilla divina che è nell'uomo, non generarono solo figli ma crearono anche cose utili o nocive ai figli stessi, a seconda che erano con Dio o contro Dio.  
Sono con Dio quelli che creano e operano cose buone.  
Sono contro Dio quelli che creano cose malvagie di danno al prossimo. Dio fa le vendette dei figli suoi torturati dal mal genio umano.  
L'uomo è dunque la creatura prediletta di Dio. Anche se ora è colpevole, è sempre quello a Lui più caro. E testimonia di ciò l'avere mandato il suo Verbo stesso, non un angelo, non un arcangelo, non un cherubino, non un serafino, il suo Verbo, rivestendolo della umana carne, per salvare l'uomo66.  Non ha riputato essere indegna questa veste per rendere passibile di soffrire ed espiare Colui che, per essere come Lui purissimo Spirito, non avrebbe potuto soffrire ed espiare la colpa dell'uomo.  
Il Padre mi ha detto: "Sarai uomo: l'Uomo.  
Io ne avevo fatto uno. Perfetto come tutto ciò che Io faccio.  
A lui erano destinati una dolce vita, una dolcissima dormizione, un beato risveglio, un beatissimo soggiorno eterno nel mio celeste Paradiso.  
Ma, Tu lo sai, in esso Paradiso non può entrare ciò che è contaminato, perché in esso Io-Noi, uno e trino Iddio, abbiamo trono. E davanti ad esso non può stare che santità. Io sono Colui che sono. La mia divina Natura, la misteriosa nostra Essenza non può essere nota che da coloro che sono senza macchia.  
Ora l'uomo, in Adamo e per Adamo, è sozzo. Vai. Mondalo. 
Lo voglio. Sarai Tu, d'ora in poi, l'Uomo. Il Primogenito. Perché per primo entrerai qui con carne mortale priva di peccato, con anima priva di colpa d'origine. 
 Quelli che ti hanno preceduto sulla Terra e quelli che ti seguiranno avranno vita per la tua morte di Redentore".  
Non poteva morire che uno che era nato. Io sono nato ed Io morrò.  
L'uomo è la creatura prediletta di Dio.67 Ora ditemi: se un padre ha molti figli, ma uno è il suo prediletto, la pupilla del suo occhio, e questo viene ucciso, quel padre non soffre più che se l'ucciso fosse un altro figlio? 
Ciò non dovrebbe essere, perché il padre dovrebbe essere giusto con tutti i suoi figli.  
Ma avviene perché l'uomo è imperfetto.  
Dio lo può fare con giustizia perché l'uomo è l'unica creatura, fra i creati, che abbia comune col Padre Creatore l'anima spirituale68, segno innegabile della paternità divina.  
Uccidendo un figlio al padre, si offende solo il figlio?  
No. Anche il padre. Nella carne il figlio, nel cuore il padre. 
Ma ad ambi è data ferita.  
Uccidendo un uomo, si offende solo l'uomo?  
No. Anche Dio. Nella carne l'uomo, nel suo diritto Dio. 
Perché la vita e la morte da Lui solo devono essere date e tolte.  
Uccidere è fare violenza a Dio e all'uomo.  
Uccidere è penetrare nel dominio di Dio.  
Uccidere è mancare al precetto d'amore.  
Non ama Dio chi uccide, perché disperde un suo lavoro: un uomo.  
Non ama il prossimo chi uccide, perché leva al prossimo ciò che l'uccisore per sé vuole: la vita.  
Ed ecco che ho risposto alle due prime domande.  

Dove ho colpito? Si può colpire per via, nella casa dell'aggredito o attirando la vittima nella propria.  
Si può colpire l'uno o l'altro organo dando sofferenza più grave, e facendo anche due omicidi in uno se si è colpita la donna che ha il seno gravido del suo frutto.  
Si può colpire per via senza averne intenzione. Un animale che ci prenda la mano può uccidere il passante. Ma allora in noi non c’è premeditazione, mentre se uno si reca, armato di pugnale sotto le ipocrite vesti di lino, nella casa del nemico - e sovente è nemico chi ha il torto di essere migliore - oppure lo invita nella sua casa con segni d'onore e poi lo sgozza e lo getta nella cisterna, allora c'è premeditazione e la colpa è completa di malizia e ferocia e violenza.  
Se uccido il frutto con la madre, ecco che di due Dio me ne chiederà ragione. Perché il ventre che genera un nuovo uomo secondo il comando di Dio è sacro, e sacra è la piccola vita che in esso matura, alla quale Dio ha dato un'anima. 

Con quali mezzi ho colpito?  
Invano uno dice: "Non volevo colpire" quando è andato armato di arma sicura.  
Nell'ira anche le mani divengono arma, e arma la pietra raccolta per terra, o il ramo strappato alla pianta.  
Ma chi freddamente osserva il pugnale o la scure e, se gli paiono poco taglienti, li affila e poi se li assicura al corpo in modo che non siano visti ma possano essere branditi con facilità e va dal rivale così pronto, non può certo dire: "Non c'era in me voglia di colpire".  
Chi prepara un veleno cogliendo erbe e frutti tossici e ne fa polvere o bevanda e poi la offre alla vittima come spezie o come sicera, non può certo dire: "Io non volevo uccidere.”   
Ed ora ascoltate, voi, donne, tacite ed impunite assassine di tante vite.  
È uccidere anche staccare un frutto che cresce nel seno perché è di colpevole seme o perché è un germe non voluto, peso inutile ai vostri fianchi e alla vostra ricchezza. Vi è un solo modo di non avere quel peso: rimanendo caste.  
Non unite omicidio a lussuria, violenza a disubbidienza, e non crediate che Dio non veda perché l'uomo non vede. Dio tutto vede e tutto ricorda. Ricordatevelo voi pure.  
 
Perché ho colpito?  
Oh! per quanti perché! Dall'improvviso squilibrio che crea in voi un'emozione violenta, quale è quella di trovare il talamo profanato, o il ladro in casa, o un lurido intento a far violenza alla propria figlia fanciulla, al freddo e meditato calcolo di liberarsi da un testimonio pericoloso, da un che intralcia la via, da uno di cui si aspira il posto o la borsa: questi sono tanti e altrettanti perché.  
E se ancora Dio può perdonare a chi nella febbre del dolore diviene assassino, non perdona a chi lo diviene per avidità di potere o di stima fra gli uomini.  
Agite sempre bene e non temerete l'occhio di alcuno né la parola di alcuno. State contenti del vostro e non aspirerete all'altrui fino a divenire assassini per avere ciò che è del prossimo.  
 
Come ho colpito?  
Infierendo anche oltre e dopo il primo scatto impulsivo? 
Talora l'uomo non si può frenare. Perché Satana lo getta nel male come il frombolatore getta la pietra.  
Ma che direste di una pietra che, dopo aver raggiunto il segno, tornasse da sé alla frombola per essere di nuovo lanciata e tornare a colpire? Direste: "È posseduta da una forza magica ed infernale". 
Così è l'uomo che dopo il primo desse un secondo, un terzo, un decimo colpo, senza che la sua ferocia cada. Perché l'ira cade e subentra ragione subito dopo il primo impeto, se è impeto che viene da ancora giustificabile motivo.  
Mentre la ferocia aumenta, più la vittima è colpita, nel vero assassino ossia nel satana che non ha, non può avere pietà del fratello perché, essendo satana, è odio. 
 
Quando ho colpito?  
Nel primo impeto? Dopo che questo è caduto? Fingendo perdono mentre è sempre più lievitato il rancore? Ho atteso forse degli anni a colpire per dare doppio dolore uccidendo il padre attraverso i figli?  
Voi vedete che ammazzando si offende il primo e il secondo gruppo di comandi. Perché vi arrogate il diritto di Dio e perché conculcate il prossimo.  
Peccato dunque contro Dio e contro il prossimo. Fate non solo un peccato di omicidio. Ma fate peccato di ira, di violenza, di superbia, di disubbidienza, di sacrilegio, e talora, se uccidete per rubare un posto o una borsa, di cupidigia.  
Né, ve lo dico appena, ma ve lo spiegherò un altro giorno meglio, né si pecca di omicidio solo con l'arma e il veleno.  Ma anche con la calunnia.  
Meditate. E ancora vi dico: il padrone che, percuotendo uno schiavo, lo fa con l'astuzia che non gli muoia fra le mani, è doppiamente colpevole. L'uomo schiavo non è denaro del padrone: è anima del suo Dio. E maledetto in eterno sia colui che lo tratta peggio del bue».  
Gesù sfavilla e tuona. Tutti lo guardano stupiti, perché prima parlava pacato. 
 «Maledetto sia. La Legge nuova abolisce questa durezza, che era ancora giustizia quando nel popolo d'Israele non erano ipocriti che si fingono santi e aguzzano l'ingegno solo per sfruttare e eludere la Legge di Dio. Ma ora in cui Israele trabocca di questi viperini esseri, che il proibito lo fanno lecito solo perché essi sono essi,  miserabili potenti che Dio guarda con odio e schifo, Io dico: ciò non è più.  
Cadono gli schiavi sui solchi o alle macine. Cadono con le ossa frante e i nervi denudati dai flagelli. Li accusano, per poterli colpire, di menzogneri delitti per giustificare il proprio sadismo satanico. Persino il miracolo di Dio si usa come accusa per avere diritto di colpirli. Né la potenza di Dio, né la santità dello schiavo converte la loro anima bieca.  Non può essere convertita. Il bene non entra dove è saturazione di male. Ma Dio vede e dice: "Basta!".  
Troppi sono i Caini che uccidono gli Abeli.  
E che credete, immondi sepolcri dall'esterno imbiancato e coperto dalle parole della Legge, e dall'interno in cui passeggia re Satana e pullula il satanismo più astuto, che credete? Che sia stato Abele solo il figlio d'Adamo e che il Signore guardi benigno solo coloro che schiavi d'uomo non sono, mentre rigetti da Sé l'unica offerta che può fare lo schiavo: quella della sua onestà condita di pianto? No, che in verità vi dico che ogni giusto è un Abele, anche se carico di ceppi, anche se morente sulla gleba o sanguinante per le vostre flagellazioni, e che sono Caino tutti gli ingiusti che dànno a Dio per orgoglio, non per culto vero, che dànno ciò che è inquinato del loro peccare e macchiato di sangue. Profanatori del miracolo. Profanatori dell'uomo, uccisori, sacrileghi!  
Fuori! Via dal mio cospetto! Basta! Io dico: basta. E dire lo posso perché sono la divina Parola che traduce il Pensiero divino. Via!».  
Gesù, ritto sulla sua rozza predella, è spaurente tanto è imponente. Col braccio destro teso ad accennare la porta d'uscita, gli occhi che sono due fuochi d'azzurro, sembra fulminare i peccatori presenti. La piccolina ai suoi piedi si mette a piangere e corre dalla mamma.  
I discepoli si guardano stupiti e guardano a chi va l'invettiva.  
La folla pure si gira, con occhio interrogativo. Finalmente ecco spiegato l'arcano. In fondo, fuori della porta, seminascosto dietro un gruppo di alti popolani, si mostra Doras.69 Ancor più secco, giallo, grinzoso, tutto naso e bazza. Ha con lui un servo che lo aiuta a muoversi perché pare mezzo accidentato. E chi lo aveva visto là in mezzo alla corte? Osa parlare con la sua voce chioccia:  
«A me dici? Per me?».  
«Per te, sì. Esci dalla mia casa».  
«Esco, Ma presto faremo i conti, non dubitare».  
«Presto? Subito. Il Dio del Sinai, te l'ho detto, ti attende».  
«Anche Tu, malefico, che hai fatto venire addosso a me i malanni e gli animali nocivi nelle terre. Ci rivedremo. E sarà la mia gioia».  
«Si. E non vorrai rivedermi. Perché Io ti giudicherò».  
«Ah! Ah! Maled…».  
Annaspa, gorgoglia e cade.  
«È morto!», urla il servo. «È morto il padrone! Che Tu sia benedetto, Messia, nostro vendicatore!».  
«Non Io. Dio, Signore eterno. Nessuno si contamini. Solo il servo pensi al suo padrone. E sii buono col suo corpo. Siate buoni, voi tutti, suoi servi. Non tripudiate con astio per il colpito, onde non meritare condanna. Iddio e il giusto Giona vi siano sempre amici, ed Io con loro. Addio».  
«Ma è morto per tuo volere?», chiede Pietro.  
«No. Ma il Padre entrò in Me... È un mistero che non puoi capire.  Sappi solo che non è lecito colpire Iddio. Egli da Sé si fa le vendette».  
«Ma non potresti allora dire al Padre tuo di fare morire tutti quelli che ti odiano?». 
«Taci! Tu non sai di che spirito sei! Io sono Misericordia e non Vendetta».  
Si accosta il vecchio sinagogo: «Maestro, Tu hai risolto tutte le mie domande, e la luce è in me. Sii benedetto. Vieni nella mia sinagoga. Non ricusare ad un povero vecchio la tua parola».  
«Verrò. Va' in pace. Il Signore è con te».  
Mentre la folla se ne va piano piano, tutto finisce. 
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a cura del Team Neval 
 
Riflessioni di Giovanna Busolini  
  

I NOSTRI MORTI



Come vederli 
Come aiutarli
Come ci aiutano

LA RESURREZIONE DEI MORTI NEL NUOVO TESTAMENTO

La risurrezione del morti al centro della fede cristiana 

La risurrezione dei morti è una verità difficile da accettare per la terribile esperienza che si prova quando si riapre una bara dopo pochi anni dalla sepoltura. Per questo l'apostolo Paolo, affermata la verità e datane la ragione, al fine di convincere maggiormente i fedeli, li porta a considerare le conseguenze che deriverebbero dal rifiuto di tale verità. Dopo aver asserito che la risurrezione di Gesù, testimoniata da numerose apparizioni agli Apostoli, a più di cinquecento fratelli in una sola volta e infine a lui stesso, Paolo continua: Ora se si predica che Gesù è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dei morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede... Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se noi poi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno, però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il Regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. L 'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte (1 Cor. 15,12-25). Abbiamo riportato integralmente il testo dell'apostolo Paolo per le meravigliose verità che racchiude, e per la forza dialettica della sua argomentazione: a) la vitalità della predicazione e il valore della fede dipendono dalla risurrezione di Gesù, senza la quale l'edificio del suo Vangelo è vano e crolla; b) la risurrezione di Gesù e la nostra sono verità correlative e reversibili: negare la nostra risurrezione equivale negare quella di Gesù e viceversa; c) Gesù è la primizia dei risorti, primizia che richiede necessariamente l'intero raccolto: la risurrezione di tutti gli uomini, buoni e cattivi; d) la risurrezione dei morti è una verità correlativa a quella del peccato originale: Come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo, il nuovo Adamo. e) dopo il peccato, la morte è il più grande nemico di Dio, il Vivente per natura. Ebbene Gesù ha distrutto il peccato con la sua morte redentrice e ha distrutto la morte con la sua risurrezione, che egli, come primizia, estenderà a tutte le creature. Solo così si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov 'è, o morte, la tua vittoria? Dov 'è, o morte, il tuo pungiglione? (1 Cor. 15,54-55). 
          Anche l'Apocalisse, ultimo libro della rivelazione divina, conferma la risurrezione dei morti e il conseguente giudizio universale. Ecco le parole dell'apostolo Giovanni: Poi vidi i morti, piccoli e grandi, ritti davanti al trono. Furono aperti i libri. Fu aperto anche un altro libro: quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri ciascuno secondo le sue opere. Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli Inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la morte e gli Inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco (Ap. 20,12-14). Questa visione profetica di Giovanni è chiara nel suo contenuto e molto efficace. Essa attesta che la morte verrà distrutta per sempre e non avrà più potere sull'uomo e sul creato. 

Del Padre francescano Pasquale Lorenzin

IL FUOCO DELLO SPIRITO SANTO



Lo Spirito Santo riscalda, accende e infiamma i cuori col Fuoco del divino amore, infondendo così nelle anime il germe della santità, il principio della beatitudine eterna. - Felice chi non estingue quei santissimi ardori con putride acque d'immondi affetti, o con soverchio attacco ai beni della terra.
Pensa, o anima pia, che il divino fuoco dello Spirito Santo - vuol esser nutrito colle legna di generosi sacrifizi. Esso tutto abbrucia e consuma ciò che noi con animo sincero gli sacrifichiamo. E quando avrà consumato ogni affetto men puro, e ripulito l'anima dalla ruggine dall'amor proprio e d'ogni vizio, essa apparirà così bella come l'oro purificato nel crogiuolo.
Deh! lasciati sì ben purificare, o anima cristiana, dal fuoco del divino Amore, affinchè tu non debba poi abbruciare nel fuoco della divina giustizia.

Di Suor Elena Guerra 

La Chiesa del Mio Gesù sarà colpita dai traditori della fede e molti dei Miei poveri figli cammineranno come ciechi che guidano altri ciechi.




Cari figli, sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. La Chiesa del Mio Gesù sarà colpita dai traditori della fede e molti dei Miei poveri figli cammineranno come ciechi che guidano altri ciechi. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Non tiratevi indietro. La verità di Gesù sarà sempre verità. Credete fermamente nel Vangelo. Non permettete che gli uomini perversi con le loro false ideologie vi allontanino dal cammino della salvezza. Siete del Signore e solamente Lui dovete seguire e servire. Io vengo dal Cielo per condurvi a Colui che è la vostra Via, Verità e Vita. Siate docili. Accettate la Volontà di Dio per le vostre vite. Non vi allontanate dalla preghiera. Quando siete lontani dalla preghiera, voi tornate bersaglio del nemico di Dio. DateMi le vostre mani e Io vi condurrò alla vittoria. Quando vi sentite deboli, cercate forze nell'Eucaristia. La vostra vittoria è nell'Eucaristia. La Presenza di Mio figlio Gesù nell'Eucaristia è una verità non negoziabile. Non incrociate le braccia. Dio ha fretta. Quello che dovete fare, non lasciatelo per il domani. Coraggio. Io vi amo e pregherò il Mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Il Mistero dell’Iniquità



“Il diavolo è omicida e bugiardo fin dal principio.”


“Già è in azione il mistero dell’iniquità; solamente v’è colui che lo trattiene ora e lo tratterrà fino a che sia tolto di mezzo.”  ... 2 Tessalonicesi 2:7

Se non verrà compiuta presto la corretta Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, la Terza Guerra Mondiale ed il terrificante regno dell’anticristo che ne deriverà, non sono eventi lontani nel tempo.

“La venuta di costui [L’Anticristo] avrà luogo per opera di Satana, con ogni potenza e segni e prodigi 
bugiardi: 

“E con tutti gli inganni di ingiustizia per quelli che periranno per non aver accolto l’amore della verità in maniera da salvarsi. E per questo manderà loro Iddio forza d’inganni sì che credano alla menzogna.” ... 2 Thess. 2:9-10


L’attacco sistematico a Dio nella nostra epoca

“Questa mentalità, questa cultura programmaticamente atea non si scontra solamente contro la città di Dio dal suo esterno (come la città dell’uomo secondo il senso agostiniano) – essa penetra anche all’interno delle sue mura, infettando surrettiziamente col proprio veleno i fedeli, e persino i religiosi e i sacerdoti. Prendiamo ad esempio i frutti del naturalismo, della sfiducia e della ribellione che sono nati all’interno della Chiesa…

“La nuova società atea è governata da gente che opera in modo assai efficace e assolutamente premeditato; gente che impiega sofisticati strumenti tecnologici, scientifici, sociali ed economici; che segue una strategia elaborata alla perfezione, e che esercita un controllo pressoché completo sulle organizzazioni internazionali, sulle banche d’affari, sulle reti di comunicazione, sulla televisione, sulla radio, sulla stampa, e in mille altri modi ancora.”

Don Pedro Arrupe S.J., Padre Generale della Compagnia di Gesù, durante un discorso della Quarta Sessione del Concilio Vaticano Secondo, nel settembre 1965. (Cfr. Gianni La Bella, Pedro Arrupe, general de la Compañia de Jesús: nuevas aportaciones a su biografia, pp. 588-589.)


Introduzione: Una guerra contro l’umanità – invisibile ma reale

“La Massoneria si oppone implacabilmente al Dio trascendente.”

- Padre Denis Fahey, durante le sue lezioni ai suoi studenti -

A) Una guerra invisibile

Ne L’arte della guerra, Sun Tzu definisce l’elemento fondamentale di base della sua dottrina sulla tecnica bellica: “Tutta l’arte bellica è basata sulla dissimulazione”. Ancor prima della strategia, delle tattiche militari, della preparazione logistica e degli armamenti, ciò che porta alla vittoria è l’impiego con successo della dottrina della dissimulazione – e questo può avvenire solo grazie all’invisibilità. Quando è possibile ottenere l’invisibilità, un esercito può sferrare un attacco senza che l’esercito avversario ne conosca addirittura l’esistenza, finché non è troppo tardi e quest’ultimo ha due sole scelte: arrendersi o venire distrutto. Come afferma Sun Tzu, quindi, la vittoria contro il nemico viene ottenuta come “massi che rotolano giù da una montagna ed infrangono i gusci delle uova.” Noi siamo le uova. 
È infatti in atto una guerra senza tregua per il dominio del mondo, che viene combattuta su scala mondiale sin dal XVIII secolo e che sta raggiungendo il suo apice proprio in questo periodo della nostra storia. 
Sfortunatamente, la maggior parte dell’umanità sembra esserne ignara, così come sembra ignorare il pericolo mortale che incombe su tutti noi. Inoltre, la maggioranza di coloro che sanno dell’esistenza di tale conflitto, ha tuttavia una conoscenza della sua natura assolutamente fuorviante. Prendiamo ad esempio le masse che furono plagiate dai nazisti, il secolo scorso, e da questi convinte che il male che minacciava il mondo e che andava sconfitto a tutti i costi fosse costituito dalla razza ebraica. Oppure pensiamo a tutti quelli che, negli ultimi due secoli, hanno ritenuto che il male risiedesse nel Bolscevismo, nell’Impero Britannico, nel fascismo, nel capitalismo o nell’imperialismo americano. Chi è a conoscenza di questa guerra, quindi, ha in genere una conoscenza di essa profondamente fuorviata, perché la sua comprensione si è formata sotto l’influenza interessata e manipolatrice degli organi d’informazione e di un sistema istruttivo a sua volta corrotto dalle ideologie. 
Il pericoloso richiamo delle ideologie sta nel fatto che esse non sono mai del tutto false o totalmente malvagie, perché forniscono sempre una certa caricatura della verità, confezionata ad arte da interessi superiori che mirano a contraffare la realtà dei fatti affinché le soluzioni da loro proposte risultino le più allettanti e vengano accettate dall’opinione pubblica. Quest’immagine contraffatta serve al duplice scopo di offrire una spiegazione plausibile degli eventi mondiali, che sia di facile comprensione, e allo stesso tempo a nascondere i veri motivi, gli scopi reconditi, e le vere identità dei suoi creatori occulti. 
Prima ancora di poter perpetrare le loro atrocità, i leader ideologici dei movimenti politici più grandi e distruttivi della storia non sarebbero mai potuti diventare così pericolosi e immensamente dannosi per l’umanità se non fossero rimasti essi stessi vittime delle ideologie che li hanno consumati – ideologie create in realtà dai loro padroni occulti e date in pasto a loro (o ai loro mentori) nelle logge e nei luoghi d’incontro delle società segrete, con tutto il sostegno segreto necessario alla loro ascesa al potere. 
Gli ideologi giurano sempre eterna lotta contro gli esponenti delle ideologie rivali, ma queste sono in realtà assai più simili tra loro di quanto i loro stessi esponenti si preoccupino di rendere noto, o persino di ammettere. Come spiega Zbigniew Brzezinski,”comunismo, fascismo, nazismo...”, sono “generalmente imparentati, storicamente collegati e politicamente alquanto simili.”1 Dopo aver siglato il patto di non aggressione con Stalin (23 agosto 1939), Hitler subì un vero e proprio fuoco di fila da parte di diversi membri del Partito Nazista, e dovette difendere la propria mossa durante un raduno dei Gauleiter nazisti, dichiarando che “il comunismo ed il nazional-socialismo sono essenzialmente la stessa cosa.”2 Non è pertanto un’esagerazione, quella di Brzezinski, quando descrive la guerra tra la Germania nazista di Hitler e la Russia sovietica di Stalin come “una guerra fratricida tra due filoni di una fede comune.”3 Le altre ideologie che ho ricordato poco fa, cioè il fascismo, l’imperialismo britannico e quello americano (che sono oramai fusi in un neo-fascismo anglosassone rappresentato dal neo-Impero Angloamericano4), sono anch’essi collegati tra loro. Tutte queste ideologie, infatti, condividono un genitore comune, sono tutti movimenti pseudo-messianici e fanno tutti parte dei frutti dello stesso albero malvagio. Quest’albero è in realtà un’Idra dalle molte teste, una bestia che indossa mille maschere. Osa definirsi ebrea (Apo 2:9), ma è in realtà il frutto del seme del più antico nemico dell’ebraismo e del popolo ebraico (1 Re 18; Esther; Giuditta; 1 & 2 Maccabei), simbolicamente rappresentato nel libro della Genesi con l’immagine della Torre di Babele. 

B) Chi è il nemico?

Se vogliamo cogliere la vera natura di questo conflitto, dobbiamo prima rispondere a questa domanda: “Chi è il nemico?” Troveremo che la risposta ci è stata data molteplici volte dalle Sacre Scritture. Fu Nostro Signore Gesù Cristo a parlare di questo conflitto, nei Suoi discorsi sulla fine dei tempi, ed esso è rivelato nonché predetto profeticamente nei tanti testi escatologici delle Scritture. Il nemico è “il Mistero dell’Iniquità” (2 Tess 2:7), che oggigiorno opera nella Massoneria. 
In quanto ente geopolitico organizzato, ad esso fanno riferimento entrambi i Testamenti col nome di “Babilonia” (Is 21,9; Apo 14,8; 16-9; 17,5-6; 18,2.9-10.21). Se vogliamo sapere come sconfiggere questo nemico, possiamo trovare la risposta nel Segreto di Fatima. 
Solo pochi mesi fa mi sono incontrato in Vaticano con un arcivescovo che non ritiene che vi sia alcun motivo di preoccupazione in merito ad una nuova guerra mondiale. Secondo la sua opinione, esiste qualche legittima preoccupazione solo in relazione al terrorismo (mi ha citato addirittura Al-Qaeda), ma non vi sarebbe nessuno sviluppo geopolitico di gravità tale da minacciare la pace nel mondo. Gli ho risposto dicendogli che era interessante il fatto che avesse nominato Al-Qaeda, perché quell’organizzazione è stata creata in realtà dalla CIA, con la collaborazione di altre agenzie d’intelligence. L’arcivescovo non mi ha assolutamente creduto – era come se gli avessi detto che Vladimir Putin è un alieno e che i suoi eserciti sono schierati sulla faccia nascosta della luna, pronti all’attacco! 
Quella dell’arcivescovo non è altro che una risposta condizionata, proprio come quelle dei cani di Pavlov. Queste persone sono addestrate dal “controllo della percezione” a non vedere le azioni ostili che stanno accadendo davanti ai loro occhi, sono addestrate a ignorare la presenza del nemico che si trova a pochi metri a loro. Come quell’arcivescovo, tanti altri sono stati resi ciechi, proprio come lo furono i nativi della Terra del Fuoco, in Sud America, che all’arrivo delle navi da guerra spagnole, pronte a sparare e a poca distanza da loro, non colsero l’immenso pericolo cui andavano incontro, perché non avevano mai visto delle navi così grandi prima d’allora. Se vogliamo riacquistare la vista non dobbiamo permettere che il governo e gli organi d’informazione ragionino al posto nostro; dobbiamo al contrario usare la nostra mente ed il nostro intelletto per analizzare la realtà dei fatti e le verità che sono davanti ai nostri occhi. 
Se saremo in grado di evitare di formulare giudizi basati su riflessi condizionati, se sapremo  esaminare le prove e a sottoporre tutto alla nostra analisi critica, allora non ci vorrà molto per capire l’assurdità di tante “verità” che siamo stati indotti per troppo tempo a credere e accettare, e giungeremo finalmente a comprendere l’esistenza di una guerra mondiale che viene combattuta da secoli. Non si tratta certo della cosiddetta “guerra contro il terrorismo,” quella che i governi ci dicono venire combattuta contro oscuri gruppi terroristici sostenuti da militanti islamici o regimi comunisti! Assolutamente no, si tratta di una guerra condotta contro noi tutti noi, al fine di creare un nuovo governo mondiale, uno stato di polizia perverso e genocida che è contro i cristiani, gli ebrei, i mussulmani e contro Dio.5        

C) Cosa dobbiamo fare per riuscire a comprendere la verità prima che sia troppo tardi

Il primo passo che dobbiamo intraprendere, al fine di giungere alla giusta comprensione della vera natura dell’attuale crisi globale, è quello di mettere da parte i nostri preconcetti e riconsiderare il problema dall’inizio. Come sempre, quando vogliamo risolvere un problema difficile dobbiamo riuscire a riconsiderarlo da capo e da altri punti di vista, a prescindere da quanto siano salde le nostre considerazioni iniziali. È una delle lezioni più importanti che ho appreso mentre studiavo filosofia all’Angelicum. Un nostro professore, il noto studioso domenicano Klemens Vansteenkiste, O.P., a lezione spiegò che San Tommaso d’Aquino riconsiderava sempre da capo qualsiasi problema, ogni volta che gli veniva posto, a prescindere da quante volte lo avesse già analizzato in passato. 
Molte persone sono poco disposte a farlo, e il risultato è che la loro mente diventa prigioniera delle loro stesse convinzioni. Questi convincimenti, però, non sono il frutto di un’analisi basata su solide prove, bensì l’esito acritico prodotto da un’abitudine mentale a lungo nutrita che spinge molti ad accettare dei presupposti basati solo su prove parziali accuratamente preselezionate ed imboccate loro con il cucchiaino. Sono perciò convincimenti privi di un forte sostegno fondato su prove accertate e fattuali. 
Dobbiamo allenarci a infrangere questa forma mentis sbagliata e ad effettuare noi stessi, quando possibile, un esame accurato delle prove. 
Questo vuol dire ricercare e investigare da soli, piuttosto che affidarsi alle prove pre-selezionate che ci vengono accuratamente fatte leggere dai governi e dai mass-media, entrambi assolutamente sotto il controllo delle elite finanziarie mondiali.6 Il nostro giudizio deve tornare ad essere obiettivo e deve basarsi interamente ed esclusivamente sull’analisi razionale delle prove, e non deve quindi essere soggetto all’indebita influenza di pressioni politiche, sociali od economiche. 
L’oggettività richiede che si presti la giusta attenzione ad un 
argomento e alle prove a suo sostegno, al fine di emettere un proprio giudizio solo sulla base di quelle prove. La verità è la conoscenza della realtà basata su premesse a) rivelate infallibilmente, b) evidenti di per sé o 3) dimostrate in modo rigoroso. Se ci adagiamo in uno stato mentale che accetta acriticamente le premesse spacciateci dagli organi d’informazione, dai governi, dalle istituzioni educative; o se permettiamo che pressioni sociali e considerazioni di carattere economico influenzino eccessivamente il nostro pensiero, allora possiamo stare sicuri che non arriveremo mai a trovare la verità oggettiva nelle cose più importanti per la razza umana. 
Chi rifiuta una tesi solo perché indignato dall’accusa d’essere stato condizionato a pensare in un certo qual modo o a sostenere chi propone una certa idea, è esso stesso prigioniero dei propri preconcetti ed è quindi incapace di un giudizio critico che porti all’ottenimento della verità oggettiva. 
Che si tratti di vanità o di mero interesse personale, quasi sempre accade che la gente “normale”, al fine di rimanere all’interno dei sicuri parametri del “socialmente accettabile”, si rifiuta acriticamente di ascoltare le tesi e le argomentazioni di coloro che la “società” – condizionando così l’opinione pubblica – ha bollato come strani o “fuori dalla norma”. In genere si rischia la carriera o la reputazione in una comunità, cose che per la maggior parte delle persone sono molto più importanti che trovare una risposta alla domanda “Quid est veritas?” 
[“Che cos’è la verità?”] Per queste persone, vivere in una menzogna è un prezzo accettabile da pagare per evitare conseguenze indesiderate, che potrebbero avere un impatto negativo per le proprie vite. Queste persone non si rendono conto che la loro Fede Cattolica e le loro opinioni conservative in materia sociale stanno venendo sempre più bollate come “fuori dalla norma”,7 e per loro sarà oltremodo difficile riuscire a gestire la verità del Segreto di Fatima.

D) Il Terzo Segreto di Fatima, nella sua integralità,  vi aprirà gli occhi!

Il Terzo Segreto di Fatima è stato tenuto completamente nascosto per più di mezzo secolo, e ciò che è stato rivelato il 26 giugno 2000 ne costituisce solamente la parte più “politicamente corretta”. Nel novembre 1984 venne pubblicata un’intervista al cardinale Joseph Ratzinger, nella quale venne fornita la chiave per accedere ai contenuti essenziali del Segreto. Il Cardinale Ratzinger collegò il contenuto del Terzo Segreto ai “novissimi” (cioè i testi escatologici delle Scritture) e ai messaggi celesti rivelati in varie apparizioni Mariane. il Segreto di Fatima svelerebbe quindi il “Mistero dell’Iniquità” che San Paolo, quasi 2.000 anni fa, disse essere “già in atto” (2 Tess 2,7). Quando avremo cominciato a cogliere la vera natura e l’assoluta gravità di questo mistero e delle sue ramificazioni a livello geopolitico, non avremo problemi a capire perché Giovanni XXIII impallidì e quasi svenne, dopo aver aperto la busta contenente il Segreto e averne letto le sue circa 25 righe di testo.  
Persino Papa Giovanni non riuscì ad affrontare i contenuti del Segreto e decise di rimetterlo nella sua busta, richiudendola. Non è quindi strano il fatto che anche altre persone, di spessore e caratura decisamente inferiori rispetto a quelle del Santo Padre, non siano riuscite ad affrontarne i contenuti. Non ci sono più scuse, tuttavia, perché sono passati da allora più di cinquant’anni e il testo del Terzo Segreto con le “parole che la Beata Vergine ha confidato ai tre pastorelli sotto forma di segreto”8 non è stato ancora rivelato – mentre gli eventi di cui parlava la Madonna hanno avuto già inizio e si stanno manifestando nella nostra epoca. È giunto il momento in cui dobbiamo affrontare la verità racchiusa nel Segreto, piuttosto che tenerla nascosta. È giunto il tempo di accettare quella verità e di fare i conti con essa, prima che i terribili e cataclismatici eventi predetti nel Segreto e nelle Scritture devastino l’umanità e riducano gran parte della terra in un immenso cimitero.

di Padre Paul Kramer

mercoledì 13 novembre 2019

I MIEI COLLOQUI CON LE POVERE ANIME



Una quantità di donne e di uomini

21 Marzo 1923. Durante la notte venne Vittorio B... da me, mi guardò triste, non diede alcuna risposta e se ne andò.
22 Marzo. Mi svegliai all'una e mi sentii dire: "Vuoi aiutare questi, come hai aiutato me?" Io accesi la luce ed ecco che vidi accanto al mio letto il Parroco S......; non posso dire di sicuro perchè egli era ormai sparito. Allora vidi per la prima volta che cosa c'era ancora lì. Una quantità di donne e di uomini.
C'era di nuovo anche Vittore; era una cosa molto pesante, ma se ne andarono presto; non potei contare quanti erano.
23 Marzo di notte: ai nuovo, rimasero a lungo, sono 16. Io: "Si prega per voi, non dovete venire più". Allora Vittore dice: "Noi dobbiamo". - Io: "E chi lo vuole?" Nessuna risposta. Essi si fermarono ancora un poco, mi guardarono tutti e poi se ne andarono. Vennero tutte le notti, ma non c'è niente da fare con loro. Io prego e dopo un po' essi se ne vanno.
26 Marzo. Sono soltanto nove, del tutto sconosciuti. Domando: "Dove sono gli altri?" ma non ricevo risposta *.

* Nota. Domande che esprimono soltanto curiosità e desiderio del sensazionale, non ricevono risposta. Il lettore potrà constatare ripetutamente questo fatto.

Ora questi sono nove; vengono tutte le notti. Non è pesante; io prego e dopo un po' essi se ne vanno.
29 Marzo. Tutti e sedici sono di nuovo qui. Una di loro che non conosco mi viene molto vicina e dice: "Ti ringraziamo''. Io non ho il coraggio di toccare la sua mano, lei mi stese ambedue le mani. Io domando: "Potete far Pasqua in Cielo?" Essa dice: "Alla luce", molto chiaramente: non potè dire altro.
Allora mi vengono tutte vicine, non comodo, io aspergo con acqua santa, ed ecco subito spariscono. Strano che i sedici adoperavano ben poco spazio, stava davanti a me un piccolo mucchietto eppure erano figure grandi e piccole. Colei che mi parlò era molto giovane con una espressione amica, un vestito nero, una sciarpa bianca; tutte erano vestite da lavoro.

EUGENIA VON DER LEYEN

Preghiere con comando diretto alle legioni diaboliche



Nel Santo nome di Cristo Gesù e per il suo preziosissimo sangue che ha vinto gli inferi, con l’intercessione di Maria Santissima e di tutti i Santi Arcangeli, in particolare di San Michele Arcangelo, di tutti i Santi angeli e di tutti i Santi, in particolare di San Francesco, San Padre Pio, Santa Gemma Galgani, Sant’Antonio da Padova, Giovanni Paolo II, io comando e ordino a Satana  alle sue legioni, a Belzebul e alle sue legioni, a Lucifero e alle sue legioni, a Dan, a Abù, a Asmodeo, a Alimai e a ogni altra legione diabolica, spiritica e di stregoneria, a tutti gli spiriti immondi di fallimento, di debito, di miseria, di andare via immediatamente da me, dalla mia vita, dalla mia persona, dai miei affetti, dalla mia casa, e di non tornare mai più. Io lo comando e ordino nel santo nome di Gesù Cristo.

Il SÌ a Mio Figlio è il presupposto per l'ingresso in questo meraviglioso Regno.



Maria Madre di Dio

Mia cara bambina il Nuovo Regno di Mio Figlio durerà 1000 anni. Vivrete in 12 nazioni con una sola lingua. L'adorazione sarà la vostra gioia quotidiana, perché i vostri cuori saranno pieni di gratitudine, colmi e realizzati con il puro divino Amore, e voi vorrete tributare grandi onori al Signore e Padre perché così esprimerete consapevolmente il vostro ringraziamento e la vostra gioia.

Ci saranno molti luoghi dedicati all'adorazione, templi, che troverete dappertutto, perché in ogni città e in ogni luogo ci sarà posto per questo meraviglioso modo per onorare il Nostro Signore. L'adorazione quotidiana vi realizzerà ancora di più, e il vostro ringraziamento e la vostra gioia saranno grandi.
Solo i figli della terra che praticano la propria fede possono comprendere cosa significhi, perché solo chi adora potrà fare un’esperienza realizzante. Tuttavia nel Nuovo Regno sarà diverso, perché diverrete sempre “più capaci” di accogliere il totale e perfetto Amore del Padre.
Figli Miei. Siate felici. Sarà un tempo meraviglioso. Preparatevi per questo tempo perché solo chi è preparato lo vivrà in questo modo meraviglioso. Chi non si prepara, non entrerà in questo Regno, perché il Sì a Mio Figlio è il presupposto per l'ingresso in questo meraviglioso Regno.

La Parola di Dio illumina il tuo cammino



Salmo 90 (89)

Signore, Tu mi amavi quando ancora non esistevano le cime innevate, i fiori dei campi e le sorgenti sui monti, quando ancora l'uomo non aveva dato un nome ad ogni cosa. Prima che il sole brillasse negli spazi infiniti e la prima alba spuntasse all'orizzonte,Tu mi amavi e mi chiamavi per nome. Quando il canto della prima notte non aveva ancora cullato le stelle e il primo giorno dei miliardi di anni d’età dell'universo non era ancora iniziato,Tu pensavi a me, perché Tu sei eterno.
Quando non esisteva la notte per scandire il tempo, né il sole brillava nel firmamento azzurro, prima della creazione dell'universo, Tu, Dio mio, già pensavi a me. Quando tutto era silenzio e vuoto nell'eternità del tempo, Tu già mi accarezzavi nel tuo cuore e progettavi grandi cose per me, versando infinite benedizioni sulla mia vita.
O Signore, Tu sei eterno, esisti da sempre e per sempre. Col trascorrere dei secoli l'idrogeno delle stelle si trasformerà poco a poco in elio e gli astri si spegneranno uno a uno. 
L'universo morirà per mancanza di energia. Tutto sarà silenzio e vuoto, ma Tu esisti dall'eternità e per l'eternità e mi hai fatto eterno come te. Ora comprendo quanto è prezioso essere tuo figlio, figlio del l'eternità, eternamente felice con Te.
Però, com'è fragile e fugace la vita! Anche se un uomo vive settant'anni e un altro più robusto novanta, il tempo passa veloce e vola. Insegnami, Signore, a valorizzare la mia vita e a sfruttare bene il tempo che mi regali. Abbi pietà di me, che la mia vita sia gioia e letizia per lodarti benedirti eternamente. Benedici la mia vita, rendi prospere le opere delle mie mani! Amen.

Impatto Roma