venerdì 31 gennaio 2020

AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTR O TEMPO



Documentazione testuale delle testimonianze 
del demonio Belzebù, estratte dagli esorcismi del 
25 aprile, 13 luglio e 8 dicembre 1977 

AVVISI DALL’ALTRO MONDO sulla Chiesa odierna 


I demoni hanno mentito? 


(testi abbreviati del 13 luglio 1977) 

E: In quali testi che sono già fissi (cioè che sono scritti) avete mentito? Dov'è nascosto l’errore? Ti ordino di dircelo nel nome...! 

B: (grida rabbiosamente cd evidentemente forzato) Se dovessi dire questo, non dovrei dire niente!... LEI [la Beatissima Vergine] fa dire... e la Trinità... fa dire: É triste, è triste, che dovettero lasciar parlare così tanto i demoni dato che non si crede ai privilegiati. Tanto ha dovuto dire tramite la possessa... e tante grazie essa ha concesso a ciò... e gli uomini non ci credono e criticano continuamente volendolo comprendere meglio. Ognuno vuol sapere di più di quello che sanno QUELLI IN ALTO (grida pieno di odio e di rabbia). LEI chiede se quelli in Alto (mostra in alto) non. lo sanno meglio degli uomini. Così pensa Lei e così pensa la Trinità (esclama con grandissima dispersione e furibondo). LEI ci fa sapere ancora un’ultima volta, dobbiamo ripeterci (grida questo con voce terribile furibonda) ...: è la piena inalterabile verità, quella che abbiamo dovuto dire! É la verità e nient'altro che la verità! (ansa terribilmente). Che lo dobbiamo dire! 

E: Ci sono errori in testimonianze minori! Sì o no? Nel nome... la verità e soltanto la verità! 

B: (grida rabbioso): Tre volte «Santo»! 


(Le preghiere vengono recitate). 


E: Dì adesso la verità nel nome…! 

B: Non ci sono errori affatto. Può darsi che qualche volta si siano espressi un po’ incompletamente, ma non si possono stampare dei volumi di enciclopedia, dopo tutto. Dovrebbe bastare come sta nel libro (grida disperatamente e con riluttanza). Inoltre ESSI LÀ IN ALTO, Lei, l’ALTA e la Trinità... fanno dire che è un'immensa ingratitudine come gli uomini criticano la loro misericordia e non ci credono. Essi non accettano la preoccupazione DEGLI ALTI. Ognuno crede dì poter criticare e di saperlo meglio (ansa tormentato), mentre ciascuno dovrebbe pregare almeno alcuni salteri allo Spirito Santo, prima di condannare senz’altro la prima metà o il più delle testimonianze. Poi, quando avrà pregato, è bene che egli riceva degnamente la santa comunione e si chieda poi nel suo intimo: Non agisco contro l’ALTA e contro il cielo se smentisco o critico queste testimonianze?... Ecco cosa Essa fa dire (grida rabbioso e pieno di odio). Voi siete tutti assieme dei miseri, sporchi salterelli in confronto a LORO nel cielo ed ai Santi. E tali sporchi salterelli hanno l’arroganza di distruggere frase per frase di ciò che LEI (mostra in alto) ha costruito. 

E: Soltanto la verità nel nome…! 

B: Pensi veramente che vogliamo dire questo?... Credete veramente che vogliamo dire questo?... Ci piacerebbe altrettanto dire che la metà sono bugie o che un quarto sono menzogne. Ma purtroppo, ripeto purtroppo, non abbiamo il diritto di dirlo. La cosa è troppo seria… (pronuncia le parole a stento e con interruzioni). In questa cosa LEI è troppo impegnata... 

E: Nel nome... confessaci se la Madre di Dio suggerisce tutte queste testimonianze? 

B: LEI (mostra in alto) ha suggerito tutto e continua a suggerire tutto. Se ciò non vi basta ancora, allora raccogliete tutta la vostra robaccia e buttatela fuori dalla finestra!... (brontola furiosamente). 

Bonaventura Meyer

PREGHIERE CHE SCONFIGGONO I DEMONI



Preghiere per l'Auto-Liberazione

Spezzo tutte le maledizioni generazionali di orgoglio, ribellione, lussuria, povertà, stregoneria,  idolatria, morte, distruzione, fallimento, malattia, infermità, paura, schizofrenia, e rifiuto nel nome di  Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti generazionali ed ereditari che operano nella mia vita attraverso le  maledizioni di essere legati e scacciati nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti di lussuria, perversione, adulterio, fornicazione, impurità, immoralità  di uscire dal mio carattere sessuale nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti del male, rifiuto, paura, rabbia, collera, tristezza, depressione,  sconforto, dolore, amarezza, e mancanza di perdono a uscire fuori dalle mie emozioni nel nome di  Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti di confusione, smemoratezza, controllo mentale, malattia mentale,  doppiezza mentale, fantasia, dolore, orgoglio e richiamo di memoria a venire fuori dalla mia mente nel  nome di Gesù. 
              
Io spezzo tutte le maledizioni di schizofrenia e comando a tutti gli spiriti di doppiezza mentale,  rifiuto, ribellione, e alla radice di amarezza di uscire fuori nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti di colpa, vergogna, e condanna di uscire dalla mia coscienza nel nome  di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti di orgoglio, testardaggine, disobbedienza, ribellione, arbitrio, egoismo  e arroganza di uscire dalla mia volontà nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti di dipendenza a uscire fuori dal mio appetito nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti di stregoneria, magia, divinazione, e occultismo a uscire nel nome di  Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nella mia testa, occhi, bocca, lingua e gola a uscire nel  nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nel mio petto e polmoni di uscire nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nella schiena e nella colonna vertebrale a uscire nel nome  di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nel mio stomaco, ombelico, e addome di uscire nel nome  di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nel mio cuore, milza, reni, fegato e pancreas di uscire nel  nome di Gesù. 

Ordino a tutti gli spiriti che operano nei miei organi sessuali di uscire nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nelle mie mani, braccia, gambe e piedi di uscire nel nome  di Gesù. 
              
Ordino a tutti i demoni che operano nel mio sistema scheletrico, tra cui le mie ossa,  articolazioni, ginocchia e gomiti, di uscire nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nelle mie ghiandole e nel sistema endocrino di uscire nel  nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nel mio sangue e sistema circolatorio di uscire nel nome  di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti che operano nei miei muscoli e nel sistema muscolare di uscire nel  nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti religiosi di dubbio, incredulità, errore, eresia, e tradizione che sono  venuti attraverso la religione di uscire nel nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti del mio passato che ostacolano il mio presente e il futuro di uscire nel  nome di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti ancestrali che sono entrati attraverso i miei antenati di uscire nel nome  di Gesù. 
              
Ordino a tutti gli spiriti nascosti che si nascondono in ogni parte della mia vita di uscire nel  nome di Gesù. 

La preghiera



La preghiera è un germoglio della mansuetudine e dell’assenza di collera.  

Apocalisse di S. Giovanni



LA PRIMA COPPA  DELL’IRA DI DIO

«Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette Angeli che avevano sette flagelli, gli ultimi poiché con essi si deve compiere l’ira di Dio» (Ap. 15, 1). 

«Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette Angeli: “Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio”. Partì il primo e versò la sua coppa sopra la terra; e scoppiò una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che recavano il marchio della Bestia e si prostravano davanti alla sua statua» (Ap. 16, 1-2)

Sin dall’inizio della mia collaborazione con Don Luigi Villa, notai la frequenza dei suoi riferimenti all’Apocalisse di S. Giovanni e, quasi sempre, relativamente al periodo delle sette coppe dell’ira di Dio.
Per diversi anni non feci altro che ascoltarlo su questo argomento che terminava quasi sempre con queste parole: «L’Apocalisse è il libro più difficile del Nuovo Testamento, ma che, una volta, era letto e studiato, ma oggi, negletto e divenuto il libro più dimenticato nel mondo della cultura e delle masse scristianizzate. Certo, è un libro difficile, ma oggi, che stiamo vivendo il periodo delle coppe dell’ira di Dio, dovremmo riuscire a comprendere un po’ meglio gli eventi storici che viviamo e quelli che seguiranno».

Data la frequenza e l’insistenza con la quale Don Villa mi parlava di questo argomento, mi sentii in dovere di leggere questo libro del Nuovo Testamento se non altro, per poter entrare nel merito del discorso, perché avevo compreso che questo era l’obiettivo che si poneva don Villa.
Alla successiva occasione, al termine del discorso di Don Villa, feci questa osservazione: «Padre, Lei afferma che noi stiamo già vivendo il periodo delle sette coppe dell’ira di Dio, ma poiché la seconda coppa non è ancora arrivata, perché quando arriverà nessuno potrà dire di non averla vista o udita, per i milioni di morti che si avranno in poche ore, significa che noi stiamo vivendo il periodo della prima coppa». 
«Esattamente» fu la risposta.
«Ma gli uomini che recano il marchio della bestia e si prostrano davanti alla sua statua esistono da sempre, mentre la prima coppa dell’ira di Dio si riferisce ad un periodo specifico, relativo al regno dell’Anticristo e della Prostituta di Babilonia, un periodo che non si ripeterà più nella storia dell’umanità. Quindi, questi uomini che hanno la “piaga dolorosa e maligna”, che caratterizza la prima coppa, non sono quelli sempre esistiti, ma possono essere i ministri di Dio che gli avevano giurato fedeltà, ma che poi l’hanno tradito, odiato e che lo combattono. Cioè, si tratta della Massoneria ecclesiastica».
«Esattamente» fu ancora la risposta. «La piaga è una lacerazione della pelle o della mucosa, come avviene anche per l’ulcera che sicuramente è anch’essa “dolorosa e maligna”. E l’ulcera, generalmente, viene quando una persona è sottoposta ad una tensione profonda e continuata, e questo deve essere il caso di tutti i Ministri di Dio, che Lei ha smascherato e che continua a smascherare, additandoli alla riprova zione generale dei membri della Chiesa di Cristo».
«Esattamente» rispose.
«Ma non è proprio questo l’incarico che le ha dato Padre Pio, chiedendole di difendere la Chiesa di Cristo dall’opera della Massoneria ecclesiastica? E non era questo lo scopo del mandato papale che Lei ha ricevuto dal Papa Pio XII?».
Si potrà pensare che, sicuramente, Padre Pio, quando affidò questo incarico a Don Luigi Villa, agisse per volontà di Dio, ma su questo non seppi mai nulla da Don Villa. Mi disse solo che, oltre i tre incontri principali con Padre Pio, ne aveva avuti anche altri, ma molto brevi.
Infatti, dopo la sua morte, in un suo diario, lessi di due visite lampo che don Villa fece a Padre Pio, a San Giovanni Rotondo, perché era disperato: a Brescia lo stavano bloccando, gli impedivano ogni iniziativa, ogni movimento soprattutto all’estero, gli davano imposizioni e sempre con la minaccia di chiudergli l’Istituto.
In entrambe le visite, Don Villa si lamentò: «Padre Pio, non ce la faccio più, mi stanno paralizzando».
E Padre Pio, entrambe le volte, gli disse ad alta voce: «Vai avanti, è la volontà di Dio!». 
Con le sette coppe della sua ira, Dio annienterà i nemici della sua Chiesa su tutta la terra. E non era forse più che saggio cominciare dai nemici più pericolosi, e cioè quelli interni alla Chiesa? E questi non sono forse i Ministri che lo hanno tradito, che si sono prostrati davanti a Satana per adorarlo, che si sono prostituiti al potere politico mondiale e che hanno ricevuto l’ordine dei Superiori in Massoneria di distruggere la Chiesa di Cristo dall’interno, impresa realizzabile solo se questa azione satanica fosse partita dal suo vertice? 
E come faceva un povero Sacerdote, come Don Luigi Villa a fronteggiare un simile potere mondiale? Come po teva egli “difendere la Chiesa di Cristo dall’opera della Massoneria ecclesiastica” senza sostenitori e collaboratori, senza mezzi finanziari, senza appoggi politici e sempre isolato, ignorato, calunniato, perseguitato, fatto segno anche di ben sette tentativi di assassinio?
Evidentemente, Don Luigi conosceva il segreto di questo suo incarico e mandato papale: egli sapeva che il vero potere dei Capi Incogniti della Massoneria non risiede nella potenza finanziaria, politica, militare o mediatica, ma risiede nel Segreto; un segreto che solo loro conoscevano e che loro stessi hanno riconosciuto e riconoscono essere il loro VERO POTERE. 
Quindi, l’incarico e il mandato papale dato a Don Luigi Villa aveva un obiettivo: non solo di smascherare i Ministri traditori nella Chiesa, ma, in modo particolare, quello di smascherare la Seconda Bestia venuta dalla terra, e cioè il presunto Vicario di Cristo, ma in realtà il Vicario di Satana che, dopo aver tradito Nostro Signore, si era persino incorporato all’Anticristo con relativi e dovuti altri titoli massonici: Patriarca del Mondo, Patriarca della Massoneria, Supremo Pontefice della Massoneria Universale, Capo Supremo dell’Ordine degli Illuminati di Baviera.

Ripensando ai libri, ai dossier e ai numeri speciali di “Chiesa viva” su questo argomento, pubblicati da Don Villa, si può dire che egli condusse alla perfezione questa battaglia smascherando, in modo particolare, Paolo VI e poi Benedetto XVI.
Per quanto riguarda Paolo VI, diverse volte Don Villa mi confidò: «Nella mia seconda principale visita a Padre Pio, avvenuta nella seconda metà dell’anno 1963, Padre Pio mi passò il “testimone”, indicandomi l’obiettivo della mia missione: Paolo VI»!

Le parole che Padre Pio gli disse:
«Coraggio, coraggio, coraggio, perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria» e le successive: «La Massoneria è già arrivata alle pantofole del Papa (Paolo VI)» significavano forse che Padre Pio era già a conoscenza, a quel tempo, dell’orrore dell’intronizzazione di Satana nella Cappella Paolina, avvenuta il 29 giugno 1963, con le due messe nere celebrate contemporaneamente a Roma e a Charleston (USA)? Sapeva già che quella data segnava l’inizio del regno dell’Anticristo, e cioè l’inizio del Settimo Sigillo? Conosceva già Padre Pio la vera identità di Paolo VI come Seconda Bestia venuta dalla terra e le sue altre cariche che lo presentavano come vertice supremo della Massoneria mondiale? Sapeva Padre Pio che l’incarico che aveva dato a Don Luigi Villa era quello di essere l’artefice della prima coppa dell’ira di Dio? 
E sapeva Don Luigi Villa che l’incarico ricevuto da Padre Pio consisteva proprio in questo? Mi sono fatto questa domanda tante volte, ma la risposta è stata sempre la stessa: anche se l’avesse saputo, non aveva alcun senso comunicarmelo, perché quello che dovevamo fare non era scrivere di essere a conoscenza di un importante segreto, ma dimostrare l’esistenza e la vera realtà di quel segreto!
E, ancora, sapeva Papa Pio XII che il mandato papale che aveva conferito a Don Villa era quello di essere l’artefice della prima coppa dell’ira di Dio?
Don Villa, poco prima di morire, mi raccontò questo fatto: dopo la richiesta di mons. Bosio al Pontefice, tramite il card. Tardini, per far avere un mandato papale a Don Villa e svolgere l’incarico assegnatogli da Padre Pio, Pio XII chiamò il card. Tardini e gli disse: «Dica a Mons. Bosio che accetto (...) e che è la prima volta, nella storia della Chiesa, che viene affidato ad un giovane sacerdote un simile incarico. E gli dica anche che è l’ultima!».
Pio XII, quindi, era cosciente del fatto che il mandato che assegnava a Don Luigi Villa, era unico nel suo genere, nella storia passata, presente e futura della Chiesa! 

Ma la prima coppa è silenziosa, non fa rumore, non fa notizia, coinvolge relativamente poche persone, ma è la coppa più sottile, umanamente più laboriosa, foriera di sofferenze e di dolore per il suo artefice, e con una durata che supera quella di tutte le altre coppe. Ma questa coppa, ora giunta quasi al termine, ha assestato un colpo fatale alla Massoneria ecclesiastica e sopratutto ai suoi Capi Incogniti, perché li ha colpiti nel punto più delicato, il più occulto che doveva persino essere sconosciuto anche agli stessi vertici della Massoneria, perché questo costituiva il centro del loro potere che risiede nel SEGRETO. E questo era il segreto più profondo e più gelosamente custodito; un segreto che rappresentava la chiave per svelare i “misteri” ad esso strettamente connessi. 
E qual era questo segreto?
Nel febbraio del 2006, poco prima di inviare agli abbonati il Numero Speciale intitolato: “Una nuova chiesa dedicata a San Padre Pio – Tempio massonico?”, Don Luigi Villa mi disse: «Prima di spedire questa Edizione Speciale, la devo informare che questo studio sul Tempio Satanico dedicato a San Padre Pio è l’attacco pubblico più potente che sia mai stato lanciato contro la Massoneria, negli ultimi trecento anni».
La potenza di questo attacco consisteva nella pubblicazione, con tanto di rappresentazione geometrica e relative spiegazioni, della blasfema e satanica Triplice Trinità massonica.
Questo era il segreto più gelosamente custodito dai Capi Incogniti della Massoneria. 
La Triplice Trinità massonica rappresenta la Redenzione gnostico-satanico-massonica di Lucifero con la quale i Capi Incogniti della Massoneria vogliono sostituire la Redenzione del Sacrificio di Cristo in croce, e cioè essi vogliono sopprimere l’evento che ha cambiato la storia dell’umanità: col Suo Sacrificio Gesù Cristo  aveva strappato a Satana il potere assoluto che aveva sull’uomo, un potere che questo Nemico dell’uomo usava per gettare milioni e milioni di anime all’Inferno! 
Pertanto, dovunque si ravvisi la presenza della simbologia occulta della blasfema e satanica Triplice Trinità massonica, si è costretti a riconoscere di essere di fronte al piano di Lucifero di restaurare il suo potere di assassinio e di perdizione di milioni e milioni di anime, anche se la forma esteriore, che cela questa diabolica simbologia occulta, è presentata con l’inganno di espressioni che esaltano la “misericordia”, ma una “misericordia” che non salva le anime, per il loro pentimento, ma che le danna per l’eternità per il sol fatto che, con satanica astuzia, viene eliminata la ragione stessa del pentimento: il peccato!
La conoscenza del segreto della Triplice Trinità ha consentito una chiara e immediata “lettura” della realtà misteriosa sulla vera identità della Seconda Bestia venuta dalla terra, chiamata anche Patriarca della Massoneria, Supremo Pontefice della Massoneria Universale, Capo Supremo dell’Ordine degli Illuminati di Baviera e Patriarca del Mondo.
È stato proprio questo segreto a costituire la chiave che ha permesso a Don Luigi Villa di smascherare Paolo VI, e poi Benedetto XVI, come la Seconda Bestia venuta dalla terra e, nello stesso tempo, il Capo della Prostituta di Babilonia, cui spettavano anche gli altri titoli del grado supremo e mondiale della Massoneria Universale.
Fu proprio lo scoprire la simbologia della satanica Triplice Trinità massonica sul tombale della madre di Paolo VI, da lui stesso progettata, e la stessa simbologia sullo stemma papale di Benedetto XVI che, a conclusione dei prolungati attacchi teologici di Don Villa contro queste due Alte Autorità alla sommità della Chiesa, a smascherare definitivamente la loro vera identità di Seconda Bestia venuta dalla terra dell’Apocalisse di S. Giovanni, senza più alcuna ombra di dubbio!
A La Salette, la Madonna ci aveva avvertito: dopo aver parlato della corruzione di certa parte del clero, chiamandola: “cloache di impurità” e “adoratori di se stessi che dominano con orgoglio”, disse: «Roma perderà la Fede e diventerà la sede dell’Anticristo».
A Fatima, la Madonna completò il discorso su questa corruzione, con le parole: «Satana effettivamente riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa».

Negli ultimi mesi della sua vita, Don Luigi Villa completò una monumentale edizione speciale di 128 pagine su Benedetto XVI, che fu distribuita il 25 gennaio 2013. Dopo due settimane, Benedetto XVI dava, invalidamente, le sue dimissioni. 
Poco prima di morire, Don Villa pronunciò ripetutamente queste frasi: 

«Benedetto XVI è l’ultimo della serie...». Si tenga presente che Francesco è solo un Antipapa, perché le dimissioni di Benedetto XVI sono invalide.
«Loro temono solo i tribunali e i giudici...». Don Villa non era a conoscenza del processo in atto contro Benedetto XVI e la cui condanna giunse in Vaticano il 25 febbraio 2013, ma sapeva che il colpo decisivo poteva venir solo da un Tribunale. 
«Siamo arrivati... siamo arrivati... siamo arrivati...». Con queste parole, Don Villa intendeva dire che eravamo arrivati... alla seconda coppa dell’ira di Dio!

a cura del dott. Franco Adessa

EPISTOLARIO



LA DIREZIONE SPIRITUALE 

***

Effetti
I consigli, le norme, i suggerimenti e le assicurazioni del direttore  producevano calma e serenità all'anima spesso avvolta in dense tenebre ed  agitata da suggestioni diaboliche, da dubbi ed incertezze sul proprio  comportamento, sull'autenticità di certi fenomeni mistici e sulla finalità dei  doni gratuiti.  
Ecco alcune testimonianze: 

"Solo un po' di calma la trovo nel pensare e nel leggere i suoi ammaestramenti"  (10 1 1911).  
"Solo questa [la voce che lo dirige] io seguo e da questa solo provo in qualche  istante un po' di calma in mezzo a tante tempeste" (4 12 1916).  
"Il solo sostegno che mi rimane in mezzo a tanto ruggire di tempesta è la sola  autorità, cruda e nuda, senza conforto e senza refezione di spirito" (30 1  1921).  
Bisogna però riconoscere che i direttori non sempre riuscivano a calmare e  tranquillizzare lo spirito, ma ciò avveniva in determinate circostanze dello  stato di purificazione, quando ogni espressione men che chiara o qualche  osservazione men che opportuna aumentava l'amarezza con una certa violenza:   "Ogni espressione che possa avere un doppio significato, per me, durante questo mio attuale stato, è una spada acutissima, che mi trafigge l'anima e mi riduce  all'agonia di morte" (15 4 1915).  
Si sa che queste reali o apparenti incomprensioni dei direttori sono parte di  quel complesso di circostanze, permesse da Dio per compiere la purificazione  richiesta per l'unione trasformante. Ecco un altro esempio:  
"La vostra lettera mi è giunta in un momento di estrema amarezza spirituale e  dessa, lungi dal sollevarmi in qualche modo, ha dato il colmo traboccante alla  misura [...]. In queste disposizioni d'animo mi sono trovato questa mattina nel  ricevere la vostra lettera. La ho aperta in tutta fretta nella speranza di  trovarvi qualche poco di conforto. Ma che!, fin dal leggere le prime righe piene  di rimproveri, mi sono sentito proprio venir meno la vita. Ero lì per vestirmi per entrare con la messa, ma ho dovuto ritirarmi dalla sacrestia per andare a  soffocare nel pianto la mia amarezza" (3 6 1921).  
Un altro effetto della direzione era la garanzia e la sicurezza che riceveva  l'anima per proseguire alacremente l'itinerario e per riaffermarsi sempre più nella realtà dei fenomeni soprannaturali e nella verità delle divine ispirazioni. In essa trovava la tavola di salvezza e la norma indiscutibile ed  indiscussa. Appena interviene l'autorità con una decisione o con un semplice  suggerimento, l'anima si affida ad essa "qual bambino sulle braccia della  madre":  
"Se mi reggo, si è perché il buon Dio ha riservato l'ultima e più sicura parola  all'autorità su questa terra e che non è norma più fedele del volere e del  desiderio del superiore"  (15 8 1916).  
"Io mi protesto, abnegando ogni mio volere e sapere, gusto e notizia; io mi  protesto figlio ubbidientissimo della mia guida in tali rigori dell'Altissimo"  (4 6 1918; cf. anche 4 12-1916; 1 3 1918; 21 8 1918). 
"I vostri avvisi, i vostri suggerimenti non che le vostre paterne riprensioni  fattemi a viva voce, per me sono tante leggi immutabili, che mediante il divino  aiuto mi vado adoprando di praticarle" (14 6 1920; cf. anche 17 3 1922; 22 2  1922; 28-1 1921; 20 1 1921).  
"Credenza secca".   Da quanto siamo venuti dicendo, qualcuno potrebbe concludere  che un'adesione così assoluta ed incondizionata alla volontà di Dio, manifestata per mezzo dei direttori, non implicasse delle difficoltà o ripugnanze. Invece  non fu così. L'autorità assicurava inconfutabilmente che si camminava sulla via  giusta, ma essa non la illuminava lungo tutto il percorso. Il più delle volte si  trattava d'un'accettazione dolorosa alla natura, sostenuta soltanto da fede  pura, senza nessun conforto sensibile.  
E' questo un fenomeno caratteristico nel nostro caso, come potrà osservare il  lettore. Scegliamo ora soltanto alcuni testi:  
"Mi sforzo di stare alle assicurazioni di chi tiene le veci di Dio, ma  nell'anima non può mai scendere un raggio di luce. Una credenza secca, senza  alcun conforto e solo bastevole a non gittare l'anima nella disperazione" (27 2  1916).  
"A questa autorità mi affido qual bambino sulle braccia della madre e spero e  confido in Dio di non andare errato, sebbene il mio sentimento mi vuol far  credere tutto il possibile"  (15 8 1916). 
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PADRE PIO DA PIETRELCINA

giovedì 30 gennaio 2020

La battaglia continua



ERRORI DOTTRINALI DEL VATICANO II

È bene, qui, rifarsi a quanto disse il Vescovo Mons. Marcel Lefebvre il 21 settembre 1974: «Nata dal “Liberalismo” e dal “Modernismo”, questa “Riforma” è interamente avvelenata; essa sgorga dall’eresia e termina nell’eresia, anche se tutti i suoi atti non sono formalmente eretici». 
Vediamo, allora, alcuni di questi atti e alcune affermazioni dei Pontefici di allora.
Si sa, ormai, che il Vaticano II è l’equivoco dei suoi testi. Essi non negano apertamente alcun dogma, ma permettono, però, una comprensione eterodossa, che può dirsi negazione. Per questo, noi cerchiamo di dimostrare l’opposizione di controsenso che esiste tra certe dichiarazioni dei Padri conciliari e la fede di prima il Concilio, consacrandone le conseguenze nella vita pratica dei fedeli.
Iniziamo con esporre gli “errori” sulla “Libertà di religione”, e vedremo che l’opposizione di contraddizione tra l’insegnamento del Vaticano II e la dottrina della Chiesa di sempre, è più che evidente. 


Questo emerge nel confronto degli atti ufficiali della “Dignitatis humanae” e quella della “Quanta cura”. Un vero dialogo tra sordi, in quanto i medesimi testi furono interpretati da ciascuno con un senso differente.
Si veda, ad esempio, la “Libertà Religiosa”, che costituisce la grande rottura del Vaticano II nella riforma ufficiale operata dal Governo della Spagna attuale, per accordare una delle sue leggi con l’insegnamento della Chiesa del Vaticano II. Mentre prima autorizzava solo l’esercizio privato dei culti non cattolici con l’articolo 6, al paragrafo 1: 
«La professione e la pratica della Religione Cattolica, che è quella dello Stato Spagnolo, godrà della protezione ufficiale»; e al paragrafo 2: «Nessuno verrà inquietato per la sua credenza religiosa, né per l’esercizio privato del suo culto. Non saranno permesse altre cerimonie, né altre manifestazioni esteriori all’infuori di quella della Religione Cattolica», dopo il Vaticano II, la “Ley Organica del Estado” (10 gennaio 1967) viene a sostituire il paragrafo 2 dell’articolo 6, con la disposizione seguente: 
«Lo Stato assumerà la protezione della libertà religiosa, che sarà garantita da una efficace tutela giuridica a salvaguardia, in pari tempo, della morale e dell’ordine pubblico». E nel preambolo della “Carta” degli Spagnoli, modificata dalla Legge Organica del 10 gennaio 1967, dichiara: 
«… data, infine, la modifica introdotta nel suo articolo 6 della Legge Organica dello Stato, ratificata col referendum della Nazione, allo scopo di adattare il suo testo alla Dichiarazione conciliare sulla “Libertà Religiosa”, promulgata il 7 dicembre 1965 e richiedente il riconoscimento esplicito di questo diritto, e in conformità al secondo del Principi fondamentali del Movimento, secondo cui la dottrina della Chiesa deve ispirare la nostra legislazione…».
È chiaro che il p. 2 dell’articolo 6 è stato fatto per realizzare l’accordo con la Dichiarazione del Vaticano II.  Ora, la rottura del Diritto naturale del Vaticano II, sta appunto nel fatto che non esiste per l’uomo un diritto naturale alla “libertà religiosa”, per il quale l’uomo potrebbe esercitare liberamente, in pubblico, una religione falsa. Pio IX, nella sua enciclica “Quanta cura” dell’8 dicembre 1864, ricordava questa dottrina costante della Chiesa:

«La libertà di coscienza e dei culti è un diritto proprio a ciascun uomo, che deve essere proclamato in ogni società ben costituita».

Invece, la Dichiarazione del Vaticano II, il p. 2 dell’articolo 6 del 1965, DIVENTA INTRINSECAMENTE CATTIVO, perché formalmente contrario a un diritto fondamentale dell’uomo, ossia al diritto alla libertà civile in materia religiosa, che il Vaticano II afferma, come diritto per tutti, qualunque sia la religione praticata, vera o falsa che sia.
Chiare, quindi, la contraddizione tra il Vaticano II e la dottrina tradizionale su un principio di diritto naturale.

***
sac. Luigi Villa

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Tredicesima apparizione, mercoledì 31 maggio 

È l'ultima volta che la Vergine appare ad Adelaide Roncalli. 
L'afflusso dei pellegrini a Ghiaie è imponente. Le autorità sono molto preoccupate per motivi di ordine pubblico e di carattere politico-militare. 
Cito dal Cortesi (v. Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p.170):  "Il vescovo è in ansie e mi fa chiamare al telefono: vuole avere notizie, vuole che la bambina preghi la Madonna a non comparirle mai più. Prendo sul serio quest'ordine e lo comunico alla piccola: - Stasera devi dire alla Madonna che, per piacere,  non venga più. Lo chiede il vescovo, sai chi è il vescovo? 
Adelaide s'affretta ad avvertirmi che l' ordine è inutile: -Sì, sì, te l'ho detto che questa è l'ultima sera... 
Il vescovo chiama al telefono la Direttrice: insiste perché Adelaide preghi la Madonna a non comparirle più; vuole che,  chiuso il ciclo delle apparizioni, Adelaide venga trasferita,  subito, domani stesso, nel convento di Gandino". 
Il dott. Giulio Loglio scrive: 
"31 maggio: Sono presenti a questa visione circa 300.000 persone e numerosi medici: dott. Zonca, dott.ssa Maggi, dott.  Sala, dott. Moroni, prof. Cazzamalli ed altri. La Roncalli viene  portata sul luogo alle 18,25, ma è alquanto disturbata da dolori  intestinali e la visione ha inizio solo alle 19,52 per terminare  alle 20,05. Il polso è di 110 alle 18,25; 116 alle 18,30; 120 alle  18,40; 108 alle 19,18; poi discende a 74 alle 20,03. Si notano i  sintomi soliti degli altri giorni. Adelaide reagisce ad un pizzicotto del dott. Zonca e porta la mano destra alla regione temporale destra per ravviare i capelli che sulla fronte, madida di  sudore, le davano noia. Come le altre volte non fu possibile interrogarla dopo la visione". 
Relazione della dott.ssa Maggi: 
"Adelaide giunse al luogo del convegno alle 18,25. Gli esami furono uguali come risultato ai precedenti e furono praticati da più medici e psichiatri. Ma quella sera la bambina non  stava bene e ad un certo punto accusò violentissimi dolori  all'addome, con tutti i caratteri clinici di una colica intestinale.  La sindrome dolorosa era così forte da costringere la piccola a  raggomitolarsi su se stessa. 
A prima vista può essere un paradosso ma devo confessare che fui soddisfatta di questo incidente che mise in risalto la  figura di una bimba che ebbe a soffrire di un comune, banale  mal di pancia in un momento tutt'altro che opportuno poiché  ritardò il colloquio misterioso. E con questo episodio avvenuto in mezzo a tanti medici e psichiatri che de visu hanno potuto  constatare e controllare le sue sofferenze fisiche, tanto che  hanno cercato con molta premura e con ogni mezzo di sollevargliele, Adelaide dimostrò di non essere un'illusa, né tanto meno  una volgare simulatrice, o un'isterica, o un'ipnotizzata come da  molta gente è stata giudicata, perché i sintomi stessi del male ne  erano efficace e dimostrativo elemento di negazione. 
Il suo viso era di un pallore terreo, con occhiaie profonde e  lineamenti stirati, labbra pallide violacee, polso frequente:  110-116, figura piegata su se stessa per i crampi addominali,  sudore diffuso, estremità gelide. 
Nonostante le sue sofferenze non solo non riuscii a persuaderla a lasciare il luogo per andare e casa, ma non si riuscì a  farle prendere nulla di quello che gentilmente il prof. Cazzamali  aveva offerto e preparato come calmante; la pozione a lei destinata fu invece bevuta dai circostanti per accontentare la sua  volontà un po' capricciosa a prima vista. Fu infatti contenta e  soddisfatta quando vide il bicchiere vuoto. 
I dolori continuarono ancora e lo stato fisico della bambina non accennava a migliorare; improvvisamente però balzò in piedi con visibile fatica e iniziò a pregare: dopo qualche tempo si verificarono i soliti prodromi della visione, il suo sguardo sofferente diventò limpido e raggiante fisso in avanti,  ormai parlava già con l'Invisibile Interlocutrice perché si sentivano i bisbigli: con naturalezza passò la mano destra sulla  fronte per ravviare i capelli madidi di sudore che erano molto in  disordine. 
Cronometrai il polso più volte ed a distanza durante la visione, esso scese progressivamente a 107 all'inizio e dopo qualche minuto a 74, mantenendosi tale fino alla fine. Il viso  della piccola si fece serio e triste, sembrò compresa di qualcosa  di grave, abbassò gli occhi sui circostanti: nel cielo ormai non  vedeva più nulla. 
Rapidamente venne portata via attraverso i campi per sot trarla al fanatismo della folla che la impauriva e ben a ragione povera piccola, perché oltre agli urtoni, alle manate, si è  sentita strappare anche ciocche di capelli. Accompagnai la bimba  che era sfinita fino all'automobile che attendeva sulla riva del  Brembo, cercando di allontanare, anche in malo modo, elementi  della folla che ci rincorrevano. Finalmente la bimba chiusa in  macchina fu al sicuro e poté andare a riposare tranquilla". 
Adelaide descrive l'ultima apparizione: 
"La Madonna in questo giorno apparì alle ore otto. Vestiva come nella prima apparizione. Sorrideva ma non era il suo sorriso  bello come nelle altre sere, però la sua voce era soave. Mi disse:  "Cara figliola, mi spiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata,  non sgomentarti se per un po' non mi vedrai. Pensa a quello che ti  ho detto, nell'ora della tua morte verrò ancora. In questa valle di  veri dolori sarai una piccola martire. Non scoraggiarti, desidero  presto il mio trionfo. Prega per il Papa e digli che faccia presto  perché voglio essere premurosa per tutti in questo luogo.  Qualunque cosa mi si chiederà la intercederò presso mio Figlio.  Sarò la tua ricompensa se il tuo martirio sarà allegro. Queste mie  parole ti saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto con  pazienza. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non  verranno in paradiso se prima non avranno riparato e si saranno  pentiti profondamente. Sta allegra che ci rivedremo ancora piccola  martire". 
Sentii un dolce e soave bacio posarsi sulla mia fronte, poi come le altre sere scomparve. 
N.B. Ogni visita della Madonna era preceduta dalle due bianche colombe. La Vergine aveva sempre le rose bianche ai  piedi". 
Quella sera avvenne la guarigione immediata e completa "da sindrome atopica da trauma cranico chiuso" di Anna Sala, di  Mandello Lario (Como).

Severino Bortolan

ANGELI IN AZIONE



L’Angelo dei nostri sogni

A volte Dio può permettere ad un angelo di comunicarci messaggi per mezzo di un sogno, come fece con Giuseppe al quale venne detto: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo... Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore” (Mt 1, 20-24).
In un’altra occasione, l’angelo di Dio gli disse in sogno: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggì in Egitto e resta là finché non ti avvertirò” (Mt 2, 13).
Morto Erode, di nuovo si presenta in sogno l’angelo e gli dice: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele” (Mt 2, 20).
Anche Giacobbe, mentre dormiva, fece un sogno: “Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa... Ecco il Signore gli stava davanti... Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: ... Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo!” (Gn 28, 12-17).
Gli angeli vigilano sui nostri sogni, salgono al cielo, discendono sulla terra, potremmo dire che agiscono così per portare a Dio le nostre preghiere e le nostre azioni.
Mentre dormiamo, gli angeli pregano per noi e ci offrono a Dio. Quanto prega il nostro angelo per noi! Abbiamo pensato di ringraziarlo? E se chiedessimo preghiere agli angeli dei nostri familiari o amici? E a coloro che stanno adorando Gesù nel tabernacolo?
Chiediamo orazioni per noi agli angeli. Loro vigilano sui nostri sogni.

Padre ángel Peña

ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE



Le cose spirituali sopra ogni altra occupazione. 

Leggiamo di quei Padri dell'eremo, che per non potere star sempre leggendo, meditando ed orando, spendevano il tempo che avanzava loro in fare sporte ed altri lavori manuali, per non stare.in ozio: e che alcuni di essi alla fine dell'anno davano fuoco a tutto quello che avevano fatto; perché non ne avevano bisogno per il loro sostentamento, ma solamente lavoravano per occuparsi e non stare in ozio (CASSIODORUS, de Abb. Paul. De coenob. inst. l. 10, c. 24). Così noi altri abbiamo da metter l'occhio principalmente nel nostro proprio profitto, e gli altri negozi ed occupazioni, benché siano coi prossimi, prenderli nel modo che quei santi Padri prendevano il fare le sporte, non per scordarci ed avere per questo meno cura di noi medesimi, né per perdere mi punto di perfezione. E così abbiamo da fabbricar sempre sopra questo fondamento e tenerlo come primo principio; che gli esercizi spirituali, toccanti il nostro proprio profitto, siano sempre posti da noi nel primo luogo, né mai siano per cosa alcuna tralasciati; perché questo è quello che ci ha da conservare e portare avanti nella virtù; e mancando noi in questo, subito si conoscerà il nostro scapito. E pur troppo l'esperienza ci fa conoscere, che quando non camminiamo come dovremmo, ciò sempre avviene per esserci allentati negli esercizi spirituali. «Il mio cuore si è inaridito, perché mi sono scordato di mangiare il mio pane» (Ps. 101, 5). Se ci manca il cibo e nutrimento dell'anima, chiara cosa è che resteremo deboli e scaduti. Onde il nostro Santo Padre c'ingiunge grandemente questa cosa, e molte volte ce ne avverte nelle sue Costituzioni. Dice in un luogo: «Lo studio che faranno quelli che stanno in probazione, e tutti gli altri, dev'essere intorno a quello che riguarda alla loro abnegazione, e per andar sempre più crescendo in virtù e perfezione». Dice in un altro luogo: «Tutti diano il tempo determinato alle cose spirituali, e procurino devozione, secondo la misura della grazia loro comunicata da Dio Nostro Signore». E in un altro luogo: «Ciascuno dia ogni giorno con ogni diligenza nel Signore ai due esami di coscienza, all'orazione, meditazione e lettura quel tempo che gli sarà ordinato» (Const. p. 3, c. 1, § 27; Summ, 21; Reg. com. 1; Epit, 207, § l; 181, § l; 182, § 1.). E notinsi quelle parole, «con ogni diligenza». 
Da questo potrà vedersi che, siano quante si vogliano le occupazioni che uno abbia dall'ubbidienza e dal suo ufficio, non è mai volontà dei Superiori che tralasci i suoi ordinari esercizi spirituali per queste: perché non v'è Superiore che voglia che uno trasgredisca le sue regole, e regole tanto principali, quanto sono queste. E così non vi sia chi pretenda di colorire e coprire la sua imperfezione e negligenza negli esercizi spirituali col velo e manto dell'ubbidienza, dicendo: Non ho potuto far orazione, o esame, o lettura spirituale, perché mi ha occupato l'ubbidienza; ché non è l'ubbidienza che mette quest'impedimento, ma la negligenza e trascurataggine della persona particolare, e la poca affezione che ha alle cose spirituali. S. Basilio dice (S. BASIL. Serm. de renunc. saeculi etc. n. 8), che abbiamo da procurare d'essere molto fedeli nel dare a Dio i tempi, che abbiamo assegnati per l'orazione e per i nostri esercizi spirituali: e se alcuna volta, per qualche necessaria occupazione, non abbiamo potuto far l'orazione o l'esame a suo tempo, abbiamo da restare con una certa fame e desiderio di supplire e ristorare il mancamento quanto più presto potremo. In quella guisa che quando ci manca la porzione corporale del cibo, o il sonno necessario, per essere stati tutta la notte confessando infermi e assistendo loro per aiutarli a ben morire, subito procuriamo di supplire; e non ci manca tempo per farlo. Questa è la volontà dei Superiori, quando occupano qualcuno nel tempo assegnato agli esercizi spirituali, per essere alcune volte ciò necessario: non vogliono per questo che li tralasci, ma che li differisca, e supplisca di poi ad essi molto compiutamente, conforme a quello che dice il Savio: «Nessuna cosa ti ritenga dal sempre orare» (Sir 18, 22). Non dice, non impedire, ma non sii impedito, non vi sia impedimento né disturbo alcuno che ti tolga il far sempre la tua orazione. E pel buon religioso mai non v'è; perché sempre trova tempo in cui rimetterla e rendersi disoccupato per farla. 

ALFONSO RODRIGUEZ

TRATTATO DI DEMONOLOGIA



I DUE FRATELLI TEOBALDO E JOSEF BURNER
Illfurt, Alsazia, 1864-1869


l diavolo si diverte a far dispetti alla gente

C’erano alcune categorie di persone verso le quali il demonio faceva vedere una spiccata antipatia,  anzi ostilità aperta. Verso costoro, potendo, non mancava di farsi sentire nei modi più impensati e  provocanti. Tra questi, oltre i due piccoli pazienti, occupavano un posto di primo piano coloro che  erano già convinti della presenza diabolica nei due fanciulli e che si adoperavano in tutti i modi per  liberarli, i sacerdoti, gli esorcisti e i laici del paese, specialmente il sindaco Tresch e la famiglia  Brobeck. Coloro invece che mettevano in dubbio l’ossessione e la negavano, godevano delle  simpatie dei demoni, i quali talvolta rivolgevano loro lodi ed elogi. Questa antipatia e ostilità non si  limitava solo a parole col fiorito vocabolario che conosciamo, ma anche con dispetti e vendette  molto più gravi.
Un giorno Teobaldo, seduto alla finestra di casa, vide venire la carrozza sulla quale sedeva il padre  Treurnpf, verso il quale il demonio dimostrò sempre un odio particolare, e un altro sacerdote, e li  riconobbe subito: «Ah! le canaglie — gridò — eccoTi di nuovo. Aspetta che li faccio divertire!».  Due minuti dopo una ruota della carrozza uscì dall’asse, la carrozza si rovesciò e i due sacerdoti  dovettero fare a piedi il resto della strada.
Tutte le case di Illfurt, in un modo o nell’altro sentirono la sinistra presenza e l’odio dello spirito  delle tenebre e il parroco Karl Brey fu spesso chiamato a benedire le loro case e le loro stalle per  liberarle da quell’ingrato ospite, ma erano le famiglie Brobeck e Tresch le più bersagliate. In due  notti il demonio distrusse le api di venti alveari appartenenti ai vicini della famiglia Brobeck, tutte  le api erano state decapitate. Satana stesso fece sapere più tardi che era stata opera sua. I Brobeck  fecero benedire gli alveari e in poco tempo gli sciami furono ricostruiti come prima senza che le  infestazioni diaboliche si ripetessero. Alla famiglia Tresch fu giocato un bruttissimo scherzo: tutte le noci raccolte in autunno furono trovate vuote, senza gheriglio, lasciando intatto solo il guscio:  stupore comprensibile per i proprietari quando si accorsero del disastro pur essendo rimasto il mallo perfettamente intatto. Al Signor Tresch — che poco prima aveva fatto una visita in casa Burner —  una delle mucche della sua stalla si ruppe una gamba. Qualche giorno dopo gli morirono due vitelli  senza una causa apparente. Trascorso un po’ di tempo il sindaco scendendo le scale si ruppe un  braccio. Il demonio si dichiarò tutte le volte autore di quelle disgrazie.

Paolo Calliari