lunedì 17 febbraio 2020

I doni profusi dallo Spirito Santo su PADRE PIO



Vittima: 1° dicembre 1910 

Lettera a Padre Agostino del 20 settembre 1912 riferendosi a Gesù: "Egli si sceglie delle anime e tra queste, contro ogni mio demerito, ha scelto anche la mia per essere aiutato nel grande negozio dell'umana salvezza. E quanto più queste anime soffrono senza alcun conforto tanto più si alleggeriscono i dolori del buon Gesù." (Epist. I, 304)  

La vita di Padre Pio si concentrò sin dalla più tenera età sull'adempimento di: Due Comandamenti: "Ama Dio" (Matteo 12,30) "Ama il prossimo." (Matteo 12, 31) 

Nel corso della sua vita Padre Pio spinse l'offerta fino al limite umanamente possibile: "Sono divorato dall'amore di Dio e dall'amore del prossimo.... fiamme divoratrici che il cuore mi bruciano senza alcuna tregua."(Epist. I, 1247) 

Dalla fusione di amare Dio e il prossimo al massimo grado ne scaturisce la decisione di offrirsi come: Vittima 

La chiamata: 

Gesù (dalla lettera di Padre Pio a Padre Agostino il 12 marzo 1912): "Figlio mio, ho bisogno delle vittime per calmare l'ira giusta e divina del Padre mio; rinnovami il sacrificio di tutto te stesso e fallo senza riservatezza alcuna." (Epist. I, 343) 

Offerta:  

Lettera a Padre Benedetto il 29 novembre 1910: "Padre, vengo a chiederle un permesso. Da parecchio tempo sento in me un bisogno di offrirmi al Signore vittima per i poveri peccatori e per le anime purganti. A me pare che lo voglia proprio Gesù. Sono sicuro che ella non troverà difficoltà nell'accordarmi questo permesso. " (Epistolario I, 206)   

Conferma dell'offerta:  

Dalla lettera di Padre Benedetto a Padre Pio il 1°  dicembre 1910: "Fà pure l'offerta di cui mi parli che sarà accettissima al Signore." (Epistolario I, 207) 

Accettazione dell'offerta:  
26 agosto 1912: "Oh che bella cosa divenire vittima d'amore." (Epistolario I, 300) 

5 novembre 1912: "Gesù mi ha fatto comprendere purtroppo tutto il significato di vittima. Bisogna giungere al consummatum est  ed all'in manus tuas. Gesu' vuole che io soffra senza alcun conforto." (Epistolario I, 311) 

18 novembre 1912: "Gesù', la sua diletta Madre, l'Angiolino con gli altri mi vanno incoraggiando, non tralasciando di ripetermi che la vittima per dirsi tale bisogna che versi tutto il suo sangue." (Epistolario I, 314-5) 

 13 febbraio 1913: ""Gesù mi va ripetendo non temere, io ti farò soffrire, ma te ne darò anche la forza. Desidero che l'anima tua con quotidiano ed occulto martirio sia purificata e provata. Niente prevarrà contro coloro che gemono sotto la croce per amor mio e che io mi sono adoperato per proteggerli." (Epistolario I, 339) 

Gesù: "Figlio mio, l'amore si conosce nel dolore, lo sentirai acuto nello spirito, e più acuto ancora lo sentirai nel corpo." (Epist. I, 328) 

G. C.

Charles de Foucauld



Tutta la nostra vita, per quanto muta essa sia, la vita di Nazareth, la vita del deserto, la stessa vita pubblica devono essere una predicazione del Vangelo fatta con l’esempio. 
Tutta la nostra esistenza, tutto il nostro essere deve gridare che noi apparteniamo a Gesù, deve presentare l’immagine della vita evangelica. Tutto il nostro essere deve diventare una predicazione viva, un riflesso di Gesù, un profumo di Gesù, qualcosa che gridi Gesù, che faccia vedere Gesù, che risplenda come un’immagine di Gesù. 

INVOCAZIONI ALLA SACRA FAMIGLIA



1. O Sacra Famiglia, che nella motte del Natale appariste a conforto del mondo e delizia del cielo, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

2. O Sacra Famiglia, che foste rallegrata dalle melodie angeliche, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

3. O Sacra Famiglia, che accoglieste benevola i pastori e i Magi venuti al Presepio, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

4. O Sacra Famiglia, trafitta dalla profezia di Simeone, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

5. O Sacra Famiglia, che fuggiste dall’ira del perfido Erode, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

6. O Sacra Famiglia, che santificaste l’esilio a consolazione di noi figli di Eva, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

7. O Sacra Famiglia, che nell'entrare in Egitto vedeste cadere a terra gli idoli, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

8. O Sacra Famiglia, che con gli esempi e con i consigli illuminaste i ciechi idolatri, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

9. O Sacra Famiglia, che all'avviso dell'Angelo ritornaste prontamente a Nazareth, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

10. O Sacra Famiglia, che nel cammino foste difesa dagli Spiriti celesti, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

11. O Sacra Famiglia, che fermaste il soggiorno stabile a Nazareth, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

12. O Sacra Famiglia, che vi offriste vittima per i vivi e per i defunti, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

13. O Sacra Famiglia, modello di concordia perfetta nel conversare domestico, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

14. O Sacra Famiglia, abisso di nascondimento e di umiltà, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

15. O Sacra Famiglia, prodigio di rassegnazione nelle tribolazioni, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

16. O Sacra Famiglia, prototipo ammirabile di adempimento dei doveri civili e religiosi, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

17. O Sacra Famiglia, prima sorgente dello Spirito del Cristianesimo, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

18. O Sacra Famiglia, vertice della perfezione cristiana, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

19. O Sacra Famiglia, esemplare e scudo delle famiglie religiose, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

20. O Sacra Famiglia, patrona e maestra delle famiglie cristiane, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

21. O Sacra Famiglia, torre di difesa della Religione Cattolica, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

22. O Sacra Famiglia, àncora di sicurezza per il Capo Supremo della Chiesa, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

23. O Sacra Famiglia, arca di salvezza per l'umanità travagliata, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

24. O Sacra Famiglia, pegno di protezione per il clero, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

25. O Sacra Famiglia, vanto, tutela e vita della nostra umile società, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

26. O Sacra Famiglia, pace, speranza e salvezza per chi ti invoca, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

27. O Sacra Famiglia, nostro soccorso in vita e nostro sostegno in morte, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

28. O Sacra Famiglia, unita in terra e unita in cielo, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

29. O Sacra Famiglia, dispensatrice di ogni favore temporale e spirituale, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

30. O Sacra Famiglia, terrore degli spiriti maligni dell'abisso, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

31. O Sacra Famiglia, gioia e delizia dei Santi, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

32. O Sacra Famiglia, spettacolo di ammirazione agli Angeli, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

33. O Sacra Famiglia, oggetto delle compiacenze divine, benediteci, accompagnateci, soccorreteci

Atto di offerta Eterno Padre, ti offriamo il sangue, la passione e morte di Gesù Cristo, i dolori di Maria Santissima e di San Giuseppe, in sconto dei nostri peccati, in suffragio delle anime sante del Purgatorio, per i bisogni della santa madre Chiesa, e per la conversione dei peccatori. Amen.

L’ERA DELLA PROVVIDENZA DI DIO AI SUOI FIGLI È IN ARRIVO, PREPARATE IL VOSTRO CUORE PERCHÉ DIO POSSA METTERVI DI SÉ.



L’Era della provvidenza di Dio ai suoi figli è in arrivo, preparate il vostro cuore perché Dio possa mettervi di Sé.
Figli miei adorati, o voi che ancora venite a Me con tutto il vostro cuore, in verità in verità vi dico: Siete belli ai miei occhi, …siete puri agli occhi del vostro Dio, …Io vi scelsi quando ancora voi non eravate. Figli dell’Amore siete! Carità e amore appartengono al vostro Dio, e carità e amore apparterranno a voi come immagine e somiglianza al vostro Dio.
Lasciatevi abbracciare dall’Amore, abbandonatevi all’Amore per unirvi all’Amore! Suonano già le campane a festa, il Cielo attende di incontrare i suoi figli.
Ah, uomini lontani dal vostro Dio!
O voi che vi siete fatti abbagliare dalle false luci, in verità vi dico:
….sta per venire giù sulla Terra, un grande diluvio,
…verrete travolti, … se non vi ravvedrete e tornerete a Me.

Sono il Padre vostro, il vostro Dio Amore, sono il vostro Salvatore, il vostro Creatore, sono Colui che vi richiama alla sua sequela in amore e verità.
Non abbandonate la via di Dio, siete stati scelti per questo, per seguire le Orme del vostro Dio, mettete i vostri passi sui suoi Passi per non perdervi lungo la via.
Stenderò il mio manto sui miei figli e li delizierò di Me, il loro cuore palpiterà di gioia e griderà a Me tutto l’amore fedele.

Maria Santissima anche oggi è qui con voi in questo sacro Colle! Figlioli, vi chiamo a seguirmi in quest’ultima tappa, … ultima salita dolorosa di Calvario. Siete giunti ormai alla fine di questa salita, avete sofferto e offerto per la salvezza dei vostri fratelli per amore al vostro Dio Gesù Cristo. Ora finalmente arriverete in cima al monte, lì troverete Gesù che vi abbraccerà a Sé e metterà il vostro cuore in amore infinito.Vi prenderà con Sé e vi porterà nel suo Tutto, … nel suo infinito Amore.
Il tempo è passato, siete giunti alla fine di una storia antica, … state per entrare nel nuovo mondo. “Aprirò a voi il Cancello della vita e vi chiederò di entrarvi: … mentre entrerete in questo mondo meraviglioso, sentirete il vostro cuore vibrare di gioia, … vi immergerete in esso per abitarlo per sempre! Con tutti i vostri fratelli godrete delle bellezze infinite di Dio!
Avanti con forza e coraggio, il tempo a voi concesso è finito, ora entrerete nella missione vera, il vostro Dio vi guiderà. Maria Santissima sarà la vostra tenera Madre e vi affiancherà nella vita eterna.
Ora che siete sapienti delle Cose di Dio, in verità di dico: non allontanatevi dalla missione, ponete in essa la vostra vita, sia il vostro vedere verso di Me e non più verso le cose di questo mondo.
Il Verbo si è fatto Carne, … ecco che torna ad abitare con voi!

Ponetevi in adorazione al Crocifisso e parlate a Lui, riconoscete in Lui il Dio vivente!
Roma è per essere assediata dai nemici.
Satana è in agguato, il suo male è nel mondo, ora tenterà di distruggere ogni cosa che appartiene a Dio, e cercherà di trascinare a sé le sue amate creature.

Figlioli pregate, pregate per i sacerdoti perché possano aprire gli occhi alla verità e possano tornare alla Verità.
Pregate per la vera Chiesa di Dio affinché apra nuovamente le sue porte al suo popolo in attesa.

Credete fermamente in Colui che vi ha creati e che oggi torna a liberarvi, La schiavitù in Satana deve finire, questa è l’ora in cui ogni uomo dovrà capire, dovrà ravvedersi per non cadere  nelle fiamme dell’Inferno.
Figli miei, voi che siete i miei soldati, voi che Mi attendete con ansia e amore, ecco che in verità vi dico: Sono al vostro passo, vengo a prendervi in Me: … come sentirete l’urlo del Padre echeggiare nell’Universo, sappiate che quello è il momento che Dio unirà a Sé tutti i suoi.
Avanti, la vita qui sulla Terra in condizioni di peccato è giunta alla sua fine, tutto sta per iniziare nuovo, la nuova Primavera porterà nuovi frutti per i miei figli, essi si delizieranno in Me e apparterranno a Me.
Siate forti in Me, la battaglia è in atto ma Dio vi prenderà sulle sue braccia e sarete vittoriosi in Lui.
Maria Santissima aggiunge: è giunta la mia ora, ecco che vengo prendervi con Me per guidarvi alla fine di questa battaglia. Satana è alla sua fine; il mondo entrerà nel terrore, la sua furia sarà grande, ma Dio è il “Vittorioso!” Amen
Benedizione e grazia a voi.

PIO IX



1846-1849: L'ORA DELLA SCELTA


Un Papa secondo i nostri bisogni.

«Giungere con piccoli mezzi ben graduati, benché mai definiti, al trionfo dell'idea rivoluzionaria per mezzo del Papa» 10: questo il disegno enunciato con spregiudicata lucidità nelle carte dell'Alta vendita sequestrate dalla polizia pontificia ai congiurati.
«Il lavoro al quale noi ci accingiamo - spiega l'istruzione segreta permanente data ai membri della setta nel 1817 - non è l'opera d'un giorno, né di un mese, né di un anno. Può durare molti anni, forse un secolo: ma nelle nostre file, il soldato muore e la guerra continua. (...) Quello che noi dobbiamo cercare ed aspettare come gli ebrei aspettano il Messia, si è un Papa secondo i nostri bisogni. (...) Con questo solo noi andremo più sicuramente all'assalto della Chiesa, che non cogli opuscoletti dei nostri fratelli di Francia e coll'oro stesso dell'Inghilterra. E volete sapere il perché? Perché con questo solo, per stritolare lo scoglio sopra cui Dio ha fabbricato la sua Chiesa, noi non abbiamo più bisogno dell'aceto di Annibale, né della polvere da cannone e nemmeno delle nostre braccia. Noi abbiamo il dito mignolo del successore di Pietro ingaggiato nel complotto, e questo dito mignolo val per questa crociata tutti gli Urbani II e tutti i san Bernardi della Cristianità» 11.
 Queste direttive da leggersi accanto alle istruzioni di Buonarroti, di Mazzini e dei principali esponenti del movimento rivoluzionario nell'età della restaurazione, ci aiutano a ricostruire gli avvenimenti che si dispiegano in Italia e in Europa a partire dal 1846 e a comprendere il significato di opere come Del primato morale e civile degli italiani di Vincenzo Gioberti 12, pubblicata nel giugno 1843 a Bruxelles dove l'abate piemontese era esule. In quest'opera Gioberti auspicava la creazione di un'unità politica, su base federativa, fra i vari Stati della penisola sotto la bandiera di un Papato "riformato". L'Italia, nel quadro giobertiano, diventava il nuovo Israele e il Pontefice il suo redentore. L'omaggio reso dall'abate al Papato era in realtà, come egli stesso confessava, puramente strumentale 13; dei due fondamenti del suo pensiero, la religione e la nazione, la prima era subordinata alla seconda. Lo avvertivano i liberali più coerenti, come Cesare Balbo ne Le speranze d’Italia (1844) e soprattutto gli scrittori gesuiti, che l'abate piemontese percepì immediatamente come i più temibili avversari del suo progetto. Nel 1845 egli corredava la nuova edizione del Primato con una Avvertenza o Prolegomeni, in cui, per prevenire le critiche, apriva contro i gesuiti una polemica tanto aspra, da allarmare molti cattolici moderati come Niccolò Tommaseo, Cesare Cantù e Silvio Pellico 14.
Ne Il gesuita moderno, apparso a Lucerna nel 1847, Gioberti presenta il "gesuitismo", retrivo e oscurantista, come il principale ostacolo all'incontro tra il Cattolicesimo e la civiltà moderna nata dalla Rivoluzione francese. «Stimo assai più i Turchi che amano le riforme e i miglioramenti, dei cristiani che le ripulsano - scrive il 4 ottobre dello stesso anno all'amico Dalmazzo -. Stimerei più un diavolo riformatore che un angelo retrogrado» 15. L'opera lo accreditò come il "profeta" della riscossa nazionale, ma i cattolici più avvertiti, anche se di sentimenti liberali, ancora una volta non nascosero la loro preoccupazione 16.
Giuseppe Montanelli, che fu vicino a Gioberti, traccia un efficace quadro della strategia rivoluzionaria che andava delineandosi in quegli anni. «V'erano due Italie: l'Italia dei letterati, dei dotti, degli avvocati, dei medici, degli artisti, degli studenti; e l'Italia dei contadini, degli operai, dei preti e dei frati. Dalla prima, imbevuta più o meno dello spirito moderno, uscivano le congiure liberali, la seconda vedea passare le rivoluzioni, apparire e scomparire la bandiera tricolore, senza commuoversene punto. Cotesta indifferenza politica del popolo traeva le sue origini soprattutto dal disaccordo che regnava tra la Chiesa Romana e lo spirito nuovo. Per entrare nel liberalismo, era d'uopo sentirsi la forza di affrontare le censure ecclesiastiche. Ora il popolo si confessava; ed il confessore minacciava del fuoco eterno chiunque avesse partecipato alle iniziazioni ed alle imprese dei novatori. Per far penetrare l'idea nuova nella coscienza popolare, non c'erano che due vie: o togliere questa alla direzione del clero, mutando la forma religiosa insieme con la forma politica, o persuadere il clero di mettersi egli stesso alla testa del progresso liberale. I Carbonari e la Giovine Italia avevano invano tentato il primo mezzo; Gioberti volle sperimentare il secondo. Pellegrino avventuriero della libertà, egli si pose in cammino per piantare la bandiera tricolore sul duomo di San Pietro» 17

Roberto De Mattei

Quando la radice dell'albero buono sarà sradicata, la zizzania si diffonderà.




Cari figli, dateMi le vostre mani e Io vi condurrò a Mio Figlio Gesù. Curate la vostra vita spirituale. Tutto in questa vita passa, ma la Grazia di Dio in voi sarà Eterna. Quando la radice dell'albero buono sarà sradicata, la zizzania si diffonderà. State attenti. Vivete nel tempo dei dolori. Siate miti e umili di cuore, perché solamente così potete raggiungere il Cielo. Allontanatevi da tutto quello che è contrario al Vangelo e agli insegnamenti del vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. Voi siete del Signore e solamente Lui dovete seguire e servire. Non vi allontanate dal cammino che vi ho indicato. Pregate molto davanti alla croce per la Chiesa del Mio Gesù. Coloro che rimarranno fedeli fino alla fine saranno proclamati Benedetti del Padre. Avanti nella difesa della verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


domenica 16 febbraio 2020

INTERCESSIONI AL VOLTO SANTO




1 - Dio misericordioso, che mediante il Battesimo ci hai fatti rinascere ad una vita nuova, fa' che di giorno in giorno diventiamo sempre più conformi alla tua immagine!

2 - In Cristo Gesù, o Dio Padre, hai rinnovato l'uomo, creato a tua immagine, rendici conformi all'immagine del tuo Figlio!

3 - O Signore, ti preghiamo di liberarci dagli affanni delle cose che passano, perché possiamo collaborare con rinnovato entusiasmo all'opera del tuo amore, per godere in cielo la visione del tuo Volto.

4 - O Dio, nostro Padre, che apri le porte del tuo Regno agli umili e ai piccoli, fa che seguiamo con serena fiducia la via che ci ha indicato il tuo Figlio Gesù, perché anche a noi si riveli la gloria del tuo Volto!

5 - O Padre, concedi alla tua Chiesa di rinnovarsi incessantemente, perché, sempre più conforme al modello evangelico, possa manifestare al mondo il vero Volto del tuo Figlio Gesù.

6 - Padre, Tu che ci hai rivelato il tuo Volto in Gesù, fa' che riconosciamo in ogni uomo la tua immagine.

7 - Nel Volto di Cristo hai fatto risplendere la luce della tua gloria.
Suscita in tutti i cristiani lo spirito di contemplazione e la disponibilità al servizio.

8 - Aiutaci a riconoscere il tuo Volto nei nostri fratelli e a servirti in ciascuno di essi.

9 - Luce delle genti, ricordati di quanti sono immersi nelle tenebre dell'errore, mostra loro il tuo Volto perché ti riconoscano come Dio e Signore.

10 - O Signore, con la luce del tuo Spirito aiutaci a scoprire in Cristo il tuo Volto umano e il nostro vero volto divino.

11 - A coloro che sono oppressi sotto il peso del peccato fa' brillare la luce del tuo Volto perché ritrovino la pace con Te e con i fratelli.

12 - Mostra il tuo Volto ai giovani desiderosi di seguire Cristo Maestro e Pastore.
Fa' che rispondano generosamente alla vocazione per il Regno dei cieli.

13 - O Dio, fa che in ogni circostanza siamo perseveranti nel tuo servizio e camminiamo nella luce del tuo Volto!

14 - Benedici i nostri familiari, amici, conoscenti e quanti ci fanno del bene in tuo nome: mostra loro il tuo VoLTo e colmali di ogni consolazione.

15 - Perché riconosciamo il tuo Volto in ogni uomo, Signore, aiutaci ad amarti di più.

16 - Re della gloria, attendiamo il giorno splendido della tua manifestazione, quando contempleremo il tuo Volto senza veli e saremo simili a Te!

17 - Tu sei l'irradiazione della gloria del Padre e l'impronta della sua sostanza, Signore Gesù, fa' che al termine della vita contempliamo il tuo Volto insieme ai tuoi santi.

18 - Concedi al popolo, che cammina alla luce del tuo Volto, di contemplarti un giorno faccia a faccia per godere in eterno la pienezza della gioia.

19 - Sii misericordioso, Signore Gesù, con tutti i tuoi defunti, ammettili a godere la luce del tuo Volto!

20 - Hai creato l'uomo a tua immagine e somiglianza. Concedi ai nostri fratelli defunti di contemplare in eterno il tuo Volto.

21- Accogli nella luce della tua dimora i nostri fratelli e sorelle defunti, perché possano contemplare per sempre il tuo Volto.

Tratte da: “Cerco il tuo Volto” – Istiututo Religiose del Santo Volto – San Fior TREVISO

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Le magnificenze di Dio distribuite nelle anime

Ogni anima riceve da Cristo quanto vuole, rispecchia Cristo come vuole e si rispecchia in Lui in proporzione della vita che attinge dal suo Cuore.
O verità ineffabili, o misteri di carità, di potenza, di sapienza e di grazia!
O magnificenze di Dio effuse nella mente, nel cuore, nell'anima di Cristo!
O luce che riveli così eccelse meraviglie!
O grazia che sostieni nella soavissima contemplazione! O vita soprannaturale, scaturiente dall'unione con Cristo!
Chi corrobora lo spirito con queste elevazioni supreme? Il Sangue del mio Gesù! Esso stilla dal suo Capo adorabile, quasi a corona della verità che rifulge nella sua mente; esso sgorga a fiotti dal Cuore, gareggiando con le fiamme di amore; esso è la veste regale della sua anima, anelante a tutti i martiri della Passione per la gloria del Padre e per la salvezza del mondo.
Così le magnificenze di Dio, raccolte da Cristo con tutta la potenza della Divinità, sono distribuite alle anime con tutta la virtù della sacra Umanità.
Gesù ha versato il suo Sangue per la giustizia, per la verità, per la santità, e per mezzo del Sangue, noi raggiungiamo la santità, la verità, la giustizia di Dio stesso. q. 13 :febbraio, s.g.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


DIO E’ AMORE



L'uomo per sua natura tende alla felicità, non farebbe nulla  contro se stesso se non nell'illusoria convinzione che esso sia  un bene.Dalla libertà di arbitrio scaturiscono delle  disposizioni, cioè delle scelte, che sono il prodotto  dell'intelletto e della volontà. 

Quando la volontà e l'intelletto sono uniti alla Grazia l'uomo  compie sempre le scelte giuste, si orienta sempre verso il vero  bene.La tentazione è come un cuneo che si insinua tra la  volontà, l'intelletto e la Grazia, presente nell'anima unita a  Dio. Questa dissociazione produce un orientamento al male,  che l'uomo ritiene essere erroneamente un bene per se  stesso.L'abilità del maligno consiste nel presentare sempre il  male come un bene facendo leva sull'ignoranza e sull'egoismo  umano, la sua specialità, infatti, è la capacità di ingannare.  Solo il santo discernimento rende inefficace la tentazione e  quindi l'inganno. Esso è un dono dello Spirito Santo che si ottiene per mezzo della preghiera. Essa è un mezzo efficace  per riconoscere e vincere la tentazione.  

Quando l'anima esce dalla tentazione e l'ingannatore è vinto,  l'uomo è più forte nel combattimento spirituale e passando di  vittoria in vittoria acquista la fortezza, che è una delle virtù  fondamentali per progredire spiritualmente nelle vie della  perfezione cristiana. L'amore di Dio si manifesta anche nelle  tentazioni: esse non sono mai superiori alle nostre forze  spirituali, e sono permesse da Dio per la santificazione delle  anime. 

La tentazione è un pensiero, una rappresentazione mentale,  che l'intelletto gradisce ed apprezza, allettando la volontà.Se  la volontà unita alla Grazia divina respinge quanto l'intelletto  propone la tentazione è vinta. Se al contrario essa aderisce alla  proposta l'anima entra nelle dinamiche del peccato ed è vinta e  sedotta, perdendo la Grazia divina. 

La successiva esecuzione del progetto è soltanto la  concretizzazione, l'attuazione dell'atto peccaminoso.Così  come di vittoria in vittoria sulle tentazioni l'anima acquista la  virtù della fortezza e si stabilizza nella  Grazia, allo stesso  modo di sconfitta in sconfitta l'anima scivola sempre più nel  vizio e si stabilizza nel peccato. 

Questa pessima condizione dell'anima ne produce la morte  spirituale, che ha come conseguenza l'indurimento del cuore,  l'insensibilità della coscienza ai richiami dello Spirito Santo e  l'inclinazione al male.Il persistere dell'anima per molto tempo  in queste condizioni di morte spirituale determina la perdita  graduale, ma inesorabile, delle tre virtù infuse dalla Grazia  divina: la fede, la speranza e la carità. 

In queste condizioni l'anime è nelle tenebre, totalmente  acquiescente ai peggiori moti dello spirito, moltiplica i propri  peccati e vive nell'odio verso il prossimo e verso  Dio.Convinta di bastare a se stessa, sempre più pervasa  dall'amor proprio, dall'orgoglio e dall'egoismo, diventa  incapace di amare, ed avvitandosi sempre più in una spirale di  male e di odio, finisce per odiare se stessa avviandosi verso il  fallimento e l'autodistruzione. 

In questa disastrosa situazione solo l'amore divino può  salvarla con una speciale grazia di conversione, ed a questo  proposito sono molto efficaci le preghiere della Chiesa per la  conversione dei peccatori.Ma Dio non forza mai le coscienze.   Egli è sommamente rispettoso della libertà umana, ma attende  con pazienza che il cuore umano gli apra uno spiraglio, una  piccola fessura nella quale lo Spirito Santo possa entrare con  la sua luce per rinnovare tutto, per fare nuove tutte le cose, per  ridare speranza e gioia all'esistenza umana. 

Gioacchino  Ventimiglia

Al di là della sofferenza



Felici voi!

Gesù chiama felici, «beati» e fortunati coloro che soffrono riponendo la loro fiducia e la loro speranza in Dio. 
Cosa serve «godere» ed essere «felici» della felicità che dà il mondo, se alla fine ci sentiamo vuoti e tristi per non aver compiuto adeguatamente la nostra missione? Meglio è accettare la volontà di Dio che, a volte, permette la sofferenza nelle nostre vite, avendo così l’opportunità di crescere e maturare spiritualmente, per potere poi godere ed essere molto più felici per tutta l’eternità.
Gesù, nelle Beatitudini, che è come la Magna Charta del Vangelo, illumina la vita di coloro che soffrono dando loro una grande speranza. Il loro dolore, quale che sia, (infermità, vecchiaia, persecuzione, disprezzo...) non resterà senza ricompensa, se viene accettato con pace e amorevole rassegnazione.

Dice Gesù:

«Beati i poveri,
perché vostro è il regno di Dio. 
Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati. [...]
Beati voi che ora piangete,
perché riderete.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, 
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi, quando gli uomini vi insulteranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli» (Lc 6, 20-23).

Potremmo riassumere le Beatitudini dicendo: «Beati coloro che soffrono per amor di Dio, perché saranno eternamente felici in cielo». Diversamente, succederà quello che dice il profeta Geremia. «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno, e il cui cuore si allontana dal Signore» (Ger 17, 5).
Per questo voi che soffrite, sollevate il vostro cuore a Dio e accettate tutto come venuto dalle sue mani amorevoli di Padre. Veramente è meraviglioso sapere che la nostra vita non dipende dal caso o da un destino cieco o dal movimento delle stelle, né è sottoposta a qualsiasi altra causa sconosciuta e impersonale. La nostra vita è nelle mani di Dio che ha presente anche i minimi dettagli e «anche tutti i capelli del vostro capo sono tutti contati» (Lc 12, 7).
Dio è buono, è nostro Padre e vuole la nostra felicità. Per questo è esigente e vuole il meglio per noi. Sa molto bene che spesso una sofferenza permessa da lui può aiutarci a migliorare e a crescere molto più di cinquant’anni di vita normale e senza problemi di nessun tipo. Perciò, l’amore di Dio nostro Padre a volte permette sofferenze nelle nostre vite anche se la nostra mente umana non le può capire. In questi casi l’unica cosa che ci rimane è accettarle senza disperazione e dire come Gesù: «Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14, 36).
Il conforto che il nostro dolore non è inutile, ma portatore di bene per noi e per il mondo intero, ci fa vedere la vita e il mondo dal punto di vista dell’amore di Dio che tutto tiene presente e tutto permette per il nostro bene. 
Che Dio sia benedetto!

..Padre Angel Peña

Il Signore quale Padre dei Suoi figli



Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno, e ciò è vero, fedele e sicuro: 

1. «Io sono un buon Padrone di casa; neanche una briciola va perduta. Chi investe da Me il suo capitale, a quegli esso darà alti interessi e resterà registrato nel Mio Cuore, e gli interessi cresceranno in tutte le eternità delle eternità. Guarda in alto, tu stolto, e contempla il cielo stellato! Chi mai ha contato i soli, il cui numero non ha fine, e le terre tutte, che Io ho creato a migliaia attorno ad ogni singolo sole?! E Io ti dico, Io che sono veritiero e fedele in ciascuna delle Mie parole: “Per un centesimo do una terra, e per un sorso d’acqua fresca un sole”. In verità, Io ti dico: “Il minimo servizio di amore del prossimo sarà compensato nel modo più eccezionale e più indicibile!”.

2. Tu Mi domandi se è possibile che proprio dappertutto ci siano uomini come qui sulla Terra che tu abiti, e Io ti dico: “Sì, ci sono dappertutto uomini che provengono dalle Mie viscere, e Mi riconoscono secondo il tipo di viscere; e quelli che provengono dalle Mie mani e Mi riconoscono dalle Mie mani; e quelli che provengono dai Miei piedi e Mi riconoscono dai Miei piedi; e quelli che provengono dalla Mia testa e Mi riconoscono dalla Mia testa; e quelli che provengono dai Miei capelli e Mi riconoscono dai Miei capelli; e quelli che provengono dai Miei lombi e Mi riconoscono dai Miei lombi; e in generale quelli che provengono da ogni e ciascuna singola parte della Mia Entità corporea, e Mi riconoscono secondo tale parte. E la loro vita e la loro beatitudine corrispondono alla parte da cui sono scaturiti, e tutti sono Mie creature, che Mi sono care; poiché Io sono tutto Amore, e dappertutto sono l’Amore Stesso.

3. Ma gli uomini di questa Terra li suscitai dal centro del Mio Cuore, e li creai perfettamente a Mia immagine e somiglianza, ed essi non dovrebbero essere soltanto Mie creature, ma i Miei cari figli, che Mi devono riconoscere non come Dio e Creatore, ma solo come il loro buon Padre, Colui che, dopo un breve periodo di prova, vuole riprenderli interamente con Sé, affinché essi abbiano tutto quello che ha Lui Stesso, e possano abitare presso di Lui eternamente, e con Lui regnare e governare l’Universo. Ma vedi, tutte le Mie creature Mi amano come loro Creatore nella loro grata gioia di esistere; invece i Miei figli non vogliono il loro Padre e disdegnano il Suo Amore!

4. Vedi, Io sono triste quando vedo come ad ogni ora, a mille e mille migliaia, essi inaridiscono e muoiono! Oh, se solo potessi aiutarli! Non è triste quando l’Onnipotente non può dare aiuto?!

5. Tu Mi chiedi di nuovo: "Ma come può essere possibile questo?". O sì, Io ti dico, questo è ben possibile! Vedi, tutte le Mie creature dipendono dalla Mia Potenza, ma i Miei figli dipendono dal Mio Amore! La Mia Potenza comanda, e avviene come Io comando; ma il Mio Amore desidera soltanto, e comanda con ogni dolcezza ai liberi figli, e i liberi figli si tappano le orecchie e non vogliono guardare il Volto del loro Padre. Perciò, poiché essi sono liberi, come Io lo sono, non posso aiutarli se essi non lo vogliono. Infatti la Mia Potenza va al di sopra di ogni cosa; ma la Mia Volontà è soggetta ai Miei figli. Questo però ognuno deve metterselo bene in testa: “Io sono vostro Padre, sono però anche vostro Dio, e all’infuori di Me non ce n’è un altro. Mi volete come Padre – oppure come Dio?”. Le vostre azioni Mi daranno la risposta decisiva.

6. Dunque tenetelo a mente: “L’Amore dimora solo nel Padre, e si chiama ‘il Figlio’. Chi disdegna l’Amore, cadrà in mano alla potente Divinità e sarà spogliato della propria libertà eternamente, e la morte sarà la sua parte; la Divinità infatti abita anche nell’Inferno, ma il Padre abita solo in Cielo. Dio giudica tutto secondo la Sua Potenza; ma la Grazia e l’eterna Vita è solo nel Padre e si chiama ‘il Figlio’. La Divinità uccide tutto; ma il Figlio, ovvero l’Amore in Me, ha vita, dà vita e rende vivi”.

7. Tutto questo dice il buon Padrone di casa e Padre parsimonioso a tutti i Suoi figli, perché abbiano a correggersi, per prendere un giorno l’eredità che Io ho preparato e conservato per loro tanto fedelmente dall’eternità.

8. Ai tuoi amici e fratelli dì pure con ogni amore: “Io, il vostro amorevolissimo Padre, ho già spalancato entrambe le braccia per stringerli tutti quanti al Mio Cuore eternamente, eternamente. Mai più devono distogliersi da Me, ma costantemente devono guardarMi in Volto, e il Mio occhio dirà loro - sì lo annuncerà forte - quanto Io li ami, e come sono rette le Mie intenzioni verso di loro”.

9. Dì loro che ho allontanato dai Miei occhi i loro peccati, e li ho lavati e resi bianchi come la neve; ora non c’è più alcun ostacolo. Non voglio più essere per loro un Padre invisibile; essi devono guardarMi sempre, e trastullarsi con Me e scherzare e rallegrarsi; tutte le loro preoccupazioni devono ora affidarle a Me.

 10. Oh, con quale gioia voglio provvedere ulteriormente per loro! Oh, che cosa sono per Me, il Padre, tutte le gioie e le beatitudini dei Miei Cieli in confronto a quella di essere amato dai Miei diletti figli quale unico e vero Padre! 

11. Vedi, tutte le beatitudini ve le do in cambio di questa sola, che Io ho stabilito solo per Me, e perciò i Miei figli non devono neanche chiamare nessuno loro Padre se non unicamente e soltanto Me; poiché Io anche lo sono, e lo sono pure con ogni diritto, e nessuno può toglierMi questo diritto, poiché Io sono l’Unico, il Solo, e all’infuori di Me non c’è più nessuno.

12. Ecco, a te e ai tuoi amici e fratelli voglio indicare per nome ciò che ancora voi adorate in voi stessi: I (Inferno) - P (Passione) - R (Ragione) - T (Talento) - E (Egoismo) - GM (Gioia Maligna) - A (Attaccamento fedele ad ogni splendore mondano - A (Ambizione mondana) - S (Sensualità) - C (Cerimoniale). 

Tali amici e fratelli devono tutti ricevere il Mio paterno saluto e oggi stesso, se vogliono, devono essere aperte per loro le porte dei Cieli, che sono gli occhi del loro spirito, e oggi stesso Io voglio abitare nei loro cuori. Una cosa soltanto essi devono fare con costanza, e cioè la loro carne devono lavarla e purificarla alla fontana al cui interno c’è acqua viva, e devono prendere un bastone che è mezzo nero e mezzo bianco; lo devono spezzare a metà, e la parte nera devono gettarla sotto i piedi del mondo, e la parte bianca tenerla per sé in segno che essi hanno rotto per sempre col mondo e con la loro carne.

13. Ma ciò è come dire che essi devono entrare seriamente in se stessi, riconoscersi interamente e poi presentare fedelmente e sinceramente a Me, nel loro cuore, i difetti che hanno trovato. Io cancellerò la sporcizia dai loro cuori e li riempirò col fuoco del Mio Amore divino-paterno. E così purificati essi devono poi mostrarsi al sacerdote attraverso la Confessione e nella Confessione; e subito dopo Io verrò e terrò con loro il banchetto di gioia all’altare.

14. Inoltre, aggiungi ancora che essi non devono affatto scandalizzarsi della Chiesa e nella Chiesa(4); infatti ogni cibo che Io raccomando, lo purifico per colui che lo vuole gustare nello spirito e nella verità, e allora egli lo deve gustare senza preoccupazione. Quello che Io do ai Miei figli è puro e non viene profanato dalla forma esteriore per coloro per i quali Io l’ho benedetto. Io benedirò il tempio, e sarà santo il luogo dove essi si troveranno; poiché Io, il vostro Padre santo, sarò in mezzo a loro là dove essi andranno, e a loro non dovrà essere torto un capello.

15. Dì pure a loro, in tutta certezza e sicurezza, che il Mio Amore li attende, e le Mie braccia non le voglio chiudere se non quando tutti quanti riposeranno fra le Mie braccia, dove vedranno il loro amorevolissimo Padre santo faccia a faccia, e la loro gioia non avrà mai più fine. Amen!

16. Dì a tutti quelli che Mi cercano, che Io sono sempre a casa, non esco mai, e che non ho stabilito solo certe ore o tempi in cui si possa venire da Me, come dai re della Terra e da tutti i grandi del mondo. Dunque non solo nel settimo giorno o nelle festività, ma in ogni minuto Mi è gradito un cuore che ama, e perfino di notte non ho mai chiuso a nessuno la porta in faccia; dunque, in qualunque momento busserete, voglio dire "Avanti!".

17. Tu devi e puoi pure dirlo ora francamente e liberamente se ti ho mai costretto a qualche cosa in un tempo stabilito, o se non è sempre stato lasciato alla tua libera volontà di venire da Me e di chiederMi qualunque cosa tu abbia voluto sapere, e se ti sono mai rimasto debitore ad una domanda. E se tu Mi hai interrogato dall’Inferno, Io ti risposi; e se eri sulla Terra, parlai con te; e nei Cieli parlai con te. Di giorno e di notte, il Mio orecchio è costantemente rivolto a te. Quello che tu scrivi qui, lo scrivi soltanto secondo il tuo orario e il tuo comodo, e per Me va sempre benissimo, e fino a quando vuoi e quanto vuoi, e vedi, a Me va bene! Perciò dì loro con tutta fedeltà: “Per Me è proprio uguale il quando qualcuno viene da Me: egli (in qualunque momento) viene ascoltato e accolto!

18. Dì ai figli che non devono burlarsi di Me, ma che devono prendere questo seriamente! Dì loro che non sono per niente un buffone, né sto a qualunque scherzo; poiché Io ho intenzioni serie con tutti, con grandi e piccoli, con giovani e vecchi, con maschi e femmine. Da Me non si fanno eccezioni.

19. Poiché, vedi, le Mie creature che non sono atte a nulla, le distruggo all’istante e le anniento per l’eternità; ma anche per i Miei figli ho punizioni in quantità, e voglio castigare i disubbidienti fino all’ultima goccia del loro sangue, ed essi poi riconosceranno sicuramente che Io sono per lo meno il Padrone di casa, se proprio non vogliono riconoscerMi come il loro santo e amorevole Padre.

20. Ma guai a coloro che non comprendono i Miei paterni castighi e li interpretano falsamente! Dico ancora una volta: “Guai a loro! Costoro il Padre li scaccerà, e allora avranno a che fare col loro Dio eternamente inesorabile”.  

Questo dico a te, un cattivo e pigro servitore. Amen. Io, Jehova, Amen».

JAKOB  LORBER