giovedì 27 agosto 2020

PREGHIERA DI LIBERAZIONE ALLE PIAGHE DI GESÙ



Eterno Padre Santo, siamo qui alla tua presenza, davanti al tuo trono. A te l’onore la gloria  nei secoli! Ci mettiamo dinanzi all’Agnello senza macchia che si è donato e immolato per  la salvezza e la redenzione di tutto il genere umano. Grazie per il suo Sangue prezioso.  Infondi il tuo Spirito d’amore su di noi figli. Siamo a tua immagine, eredi e coeredi del tuo  Figlio Gesù Cristo. Gesù, per il tuo Cuore squarciato, invochiamo la tua misericordia, la  tua luce, la tua potenza nello Spirito Santo, coprici con le tue mani amorose. Il tuo cuore si  commuove davanti alla nostra sofferenza e ai nostri peccati, noi fiduciosi della tua santa  misericordia ti invochiamo, pietà di noi. 
Padre Onnipotente, ci mettiamo sotto la santissima croce del tuo Figlio Gesù, possa Lui  legare, inchiodare il nostro peccato, il male, la sofferenza alla sua santa croce e inchinati  sotto di essa, scenda come effusione il suo Preziosissimo sangue. Gesù, ci hai comprato a  caro prezzo, grazie ad esso e alle tue santissime piaghe siamo stati guariti. Gesù, vogliamo  contemplare la piaga della tua mano destra inchiodata, trafitta da questo chiodo fino al  legno della croce, da dove sgorga sangue fino a noi e tu ci parli dicendo: “mi sono lasciato  inchiodare per amor tuo, mettiti dentro questa piaga che mi procura tanto dolore, affidati  ad essa perché con essa ti ho creato e ti voglio guarire. Contempla la mia mano sinistra  inchiodata fino al legno della croce: gronda di sangue per la tua salvezza, affidati a questa  mano, per essere guidato e perché essa sia sempre sopra di te per proteggerti. Contempla i  miei piedi inchiodati da quest’unico chiodo, mi fa un male terribile! Guarda il mio piede  destro forato, sanguinante, affidati a questo mio piede, chi cammina con me, cammina  nella luce e non inciamperà mai! Io ti sostengo quando vacilli. Guarda il mio piede sinistro  attraversato da questo chiodo, il mio sangue cade su di te, affidati a questa piaga del mio  piede. Io sono la via che conduce al Padre, Io sono la verità che ti illumina, Io sono la vita  che si dona per te. Contempla il mio costato squarciato dalla lancia, esce sangue e acqua,  questo sangue che ti salva dalla morte donandoti la vita, dalle tenebre donandoti la luce,  dall’odio donandoti l’amore. L’acqua che sgorga dal mio costato ti lava da tutti i tuoi  peccati. Anche se i tuoi peccati sono rosso come scarlatto, io li farò diventare bianchi come  lana. Contempla il mio capo trafitto da questa corona di spine, esso è uno dei dolori più  atroci del mio corpo, tutto il mio volto è sanguinante. Ti voglio coprire con questo sangue e  questo mio dolore, perché i miei pensieri siano i tuoi pensieri, il mio amore sia il tuo  amore, perché tu abbia pensieri di giustizia e rettitudine. Tutto il mio corpo è dolorante e  sanguina in continuazione per la salvezza dell’umanità! Così io ho preso tutti i vostri  peccati e li ho inchiodati a questa croce vittoriosa”. 
A te ho gridato, Signore, e tu mi hai guarito; ti loderò per sempre. Perché nel nome di  Cristo Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo in terra e sotto terra e ogni lingua proclami  che Gesù è il Signore a gloria di Dio Padre. 
Chi è come Dio? Nessuno è come Dio! 
Chi è come Dio? Nessuno è come Dio! 
Chi è come Dio? Nessuno è come Dio! 
Fuggite potenze nemiche! Gesù Cristo ha vinto! 
Fuggite potenze nemiche! Gesù Cristo ha vinto! 
Fuggite potenze nemiche! Gesù Cristo ha vinto! 
Per intercessione del grande Principe delle milizie celesti, l’Arcangelo San Michele,  difendici nella battaglia contro le potenze malefiche, distruggi il potere delle tenebre e  incatena gli spiriti immondi. Amen. 
Per intercessione del grande Principe, l’Arcangelo San Gabriele, potenza e forza di Dio,  donaci la potenza di combattere il male, la forza della fede, la forza della speranza, la forza  della costanza, la forza della temperanza e reca il lieto annuncio della pace, della serenità e   della gioia nel cuore. Amen. 
Per intercessione del grande Principe, l’Arcangelo San Raffaele, medicina e guarigione di  Dio, guarisci tutte le nostre infermità del corpo e dell'anima, liberaci dai mali che ci  assoggettano nel tempo presente. Amen. 
Per intercessione di tutta la corte celeste angeli e santi di Dio pregate per noi. 
Per intercessione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Grazia e di misericordia,  coprici col tuo manto materno, proteggici in tutti i nostri passi, prendici per mano e portaci  al tuo Figlio Gesù. Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio Santa Madre di Dio, non  disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine  gloriosa e benedetta. Amen. 

Don Leonardo Maria Pompei

Questi giorni saranno realmente terribili, i giorni dell’Anticristo sono in mezzo a voi, i giorni dell’anti-papa sono in mezzo a voi, i sacrilegi, le comunioni sterili, le confessioni sterili, gli abusi nella chiesa… colpa dei cattivi pastori… quelli che non ascoltano il cuore della Madre,



Messaggio della Santissima Vergine Maria, dato a Discipulo, l’8 di settembre del 2018

Mie amati figli, Io sono vostra Madre, la vostra Regina e la Signora del Buen Consuelo (la Madonna della Consolazione), della Speranza e della Pace.  

Io sono vostra Madre della Rosa Mistica, Madre di tutti i sacerdoti, Madre di tutti i consacrati, Madre di tutta l’umanità…  
Con questa investitura… con questa dignità, dico ai Miei figli in tutti i continenti della terra, di prepararvi adeguatamente in questo tempo, poiché tutta la Chiesa ha incominciato a vivere la prova più difficile e più dura per la Fede.
Molti consacrati volteranno le spalle e faranno marcia indietro sul buon cammino, perché lo spirito di Jezabel, lo spirito di Asmodeo e lo spirito di Giuda Traditore, stanno facendo la ronda attorno al corpo Mistico di Mio Figlio, che è la Chiesa.
Ma Io sono la vostra Madre che vi difende, Io sono la vostra colonna della Verità, alla quale dovete appoggiarvi, cari figli.
Il Mio Cuore Immacolato desidera solo il bene.
Io desidero la perfetta unità dei Miei figli in tutto il mondo e che lavorino per conformare i veri squadroni di battaglia.

Ah… Il Mio esercito giovanile che presto si formerà ed è un anelito del Mio Cuore, che questo esercito risorga per difendere la Fede, affinché molti non facciano marcia indietro, ma si mantengano saldi anche in mezzo alle critiche, alle persecuzioni e alle prove più dure che dovevano succedere in questo tempo e che già sono su di voi, non come una pioggia tardiva, né come una pioggia precoce, ma come una pioggia adeguata al tempo che state vivendo.

Sì, figli Miei, è una Pioggia di Benedizioni del Cielo. Vostro Padre non può che inviarvi benedizioni ogni giorno!
Ma molti dei Miei figli le disprezzano, pensando ad altre cose e facendo altre cose che non sono nel Suo Piano Divino. Lui vi ha voluto indottrinare e formare nella divina volontà, nel divino abbandono, nel divino volere della Divina Provvidenza e quello che avete è Divino.
Questi tempi che oggi stanno iniziando, cari figli, che oggi vengono presentati a tutti i Miei figli tramite questo mezzo profetico, tramite il dono profetico del mio piccolo, che riceve nel suo cuore le Mie parole e fa lo sforzo di trasmetterle una ad una, con una tale fedeltà e chiarezza, che non ci sono dubbi che Sia Io, vostra Madre, che sto parlando al cuore dei Miei figli.
Parlo con la Verità del Vangelo di Mio Figlio Gesù Cristo, con il Vangelo della Croce, con la Forza e la Grazia dello Spirito Santo, affinché queste parole abbiano un vero effetto nei vostri cuori e possano convertirsi in qualcosa di meraviglioso che possa darvi luce, che possa darvi la grazia, che possa darvi la virtù, che possa darvi la Pace.
 Il Popolo di Israele nel deserto venne guidato da una nube durante il giorno e da una colonna di fuoco durante la notte, per mezzo di Mosè ed Aronne e del gruppo che stava con lui e furono fedeli alla Voce di Vostro Padre, vivendo in un deserto non solo materiale, ma anche spirituale. Con loro c’era il Potere di vostro Padre, che in quel momento poteva decidere chi fossero quelli che avrebbero potuto continuare a vivere, per entrare nella Terra Promessa e quelli che sarebbero rimasti lungo la strada, perché si erano ribellati contro il Suo santo servo Mosè, contro suo fratello Aronne e il loro gruppo.
Con Giosuè, il Popolo di Israele sorse e conquistò la Nuova Terra, entrò nella terra dove scorreva latte e miele, la Terra Promessa.  
Allo stesso modo… figli Miei, state entrando in una prova terribile, nell’aridità del deserto. Ma non si tratta di un’aridità materiale, di mancanza di acqua o di alimento, ma di una scarsità e di un’aridità di carattere spirituale, nella quale hanno una grande importanza il Santo Sacrificio Eucaristico ed il vero significato dell’Eucaristia, che vi dà la Vita Eterna, in grazia ed in santità, quando la ricevete con amore, liberi da ogni difetto, liberi da ogni peccato. 
A partire da questo momento, cominciate a contare giorno dopo giorno, perché la situazione andrà aggravandosi… perché lo scisma dei traditori che si sono introdotti nella Mia Chiesa, della quale sono Madre, stanno traendo il maggior vantaggio per il regno delle tenebre e stanno confondendo anime che non avrebbero dovuto essere confuse e che attraverso lo Spirito Santo avrebbero dovuto avere una chiara visione ed avere un discernimento sincero e chiaro nei loro cuori.
Un discernimento come l’otterrebbero i Miei figli attraverso la preghiera e la lettura della Parola di Dio ed un attento ascolto, perché in questo frangente, in questo deserto spirituale, il discernimento sarà veramente necessario per scoprire quale è la cattiva semente, per scoprire tutto quello che non edifica le vostre anime.
A partire da questo momento… ci sono 40 giorni di deserto spirituale… sì… figli Miei… i giorni, come ora li state vivendo che non sembrano più di 24 ore, perché in realtà adesso, a partire da questo giorno, sono di 14 ore.
Per questo il tempo passerà più in fretta, per questo vedrete nel cielo la luce dell’asteroide, sempre più visibile, man mano che si avvicina alla terra, come un preludio, come un avviso di preparazione per i Miei figli, perché si sta avvicinando il grande giorno dell’illuminazione delle Coscienze, in cui ciascuno darà conto dei propri peccati personali particolari, in cui ciascuno sarà partecipe di un giudizio particolare, che sarà praticato nel medesimo momento ad ogni abitante della terra e questo giudizio particolare avrà luogo contemporaneamente, per ciascuna persona. 
Ed i giorni dell’asteroide sulla terra saranno terribili, figli Miei.
Se non avete imparato a conservare quello che vi ho chiesto tramite tanti messaggi… state commettendo un vero errore… e state lasciando passare il tempo…
Vi ho detto chiaramente quali alimenti avere, vi ho detto tutte le cose che dovete mettere da parte, per utilizzarle nelle diverse occasioni che si presenteranno.
Perché l’Illuminazione delle Coscienze non sarà terribile solo per il suo effetto spirituale, ma anche per il suo effetto materiale.   
Sarà un fuoco che brucerà tutto, assolutamente tutto ... Avvelenerà l'aria, avvelenerà l'acqua. E ve l'ho detto molte volte, cari figli, dovete condizionare i locali il prima possibile ... ... presto ... più presto che potete perché presto la Croce di luce nel cielo, apparirà nel firmamento!!
Perché i Miei figli non hanno prestato attenzione all'installazione della Croce di Dozulé? Quel messaggio che il vostro Signore diede all'Umanità e che ora, attraverso il Mio piccolo Discipulo, Strumento del Mio Signore, del Mio Gesù, ve lo ricorda ancora, che questa Croce sarebbe stata di protezione e di benedizione.
Qui figli Miei, dovete fare una pausa e riflettere…
Cosa state facendo? 
In che cosa impegnate il vostro tempo? In discussioni sterili, nella pigrizia, dormendo? Preoccupandovi unicamente di quello che mangerete, perché non confidate nella Divina Provvidenza.   Vostro Padre vi darà tutto se siete fedeli, non vi mancherà nulla…
Quindi di cosa vi preoccupate tanto?  In che cosa perdete il tempo? ... in mormorazioni… in tutte quelle cose che non edificano la vostra vita spirituale? 
Ascoltate la vostra Madre del Cielo che ogni giorno vi fa un appello, con sempre più urgenza e con maggiore serietà, perché la Croce di Luce è pronta a manifestarsi nel Cielo ed Io ve l’ho detto tramite il Mio piccolo… durerà solo 7 giorni e 7 notti nel cielo.
E dopo cosa succederà?
Dopo starete vivendo la più terribile delle prove. 
Guardate, figli Miei, a partire da questo giorno, sabato (8 settembre 2018)… contate 40 giorni di prova e di deserto spirituale… Perché una volta terminati i 40 giorni, incomincerete a vivere le 40 settimane che si dovranno vivere. 
E questi… sono tempi e modi dei vostri calendari, quelli che avete in tutto il mondo…
Ed Io, come vostra Madre della Rosa Mistica, sto abbracciando tutte le nazioni della terra ed ogni nazione.  
Tutti coloro che ascoltano i messaggi e li mettono in pratica, hanno il grave obbligo ed il dovere di prestare attenzione alla loro Madre del Cielo.
Perché presto vi troverete sprovvisti di tutto quello che avreste potuto aver messo da parte e lo avete sprecato invece di perdere tempo mettetevi a pensare a queste cose, perché nessuno avrà una scappatoia dai giudizi di Dio.
Questi giorni saranno realmente terribili, i giorni dell’Anticristo sono in mezzo a voi, i giorni dell’anti-papa sono in mezzo a voi, i sacrilegi, le comunioni sterili, le confessioni sterili, gli abusi nella chiesa… colpa dei cattivi pastori… quelli che non ascoltano il cuore della Madre, quelli che non hanno pregato prima di uscire a celebrare la Santa Messa e a dare la Comunione, a dare il Corpo Sacro di Mio Figlio, che ha tanta forza e valore, quando si riceve nella purezza, nella fede e nella virtù.  
Questo è il Mio Appello per i Miei consacrati, Io Sono Maria della Rosa Mistica. Pastori della Mia Vera Chiesa, prendete l’elmo della Verità e la spada della Giustizia, perché vi siete introdotti poco a poco nel veleno del maligno con lingue eretiche ed avreste molto bisogno di questa protezione.
Lo Spirito Santo è con voi.
Tutti coloro che mettono in pratica ed ascoltano i messaggi della vostra Madre Celeste vengono benedetti con il Suo Cuore Immacolato.
Siate benedetti da San Giuseppe, siate benedetti da Padre Pio, siate benedetti da tutta la Corte Celeste, da San Michele, da San Gabriele e da San Raffaele Arcangeli.  

Geremia rivela la tremenda eterna responsabilità che grava sulle spalle di ogni uomo. Il Signore ha posto nelle sue decisioni la morte e la vita, l’edificazione e la distruzione, il bene vero dell’umanità e il suo grande male. Tutto è dalla scelta che ogni uomo farà.




LIBRO DEL PROFETA GEREMIA


Il popolo del Signore aveva perso la fede nel suo Dio? Il suo Dio gli propone ancora una volta la salvezza per mezzo della fede. Ma il popolo non ha creduto e il regno di Giuda fu raso al suolo. Di esso nulla è rimasto. Solo un piccolo resto per mantenere intatto il diritto di proprietà. Eppure nella conversione il Signore avrebbe perdonato.

Così dice il Signore: «Scendi nella casa del re di Giuda e là proclama questo messaggio. Tu dirai: Ascolta la parola del Signore, o re di Giuda che siedi sul trono di Davide, tu, i tuoi ministri e il tuo popolo, che entrano per queste porte. Dice il Signore: Praticate il diritto e la giustizia, liberate il derubato dalle mani dell’oppressore, non frodate e non opprimete il forestiero, l’orfano e la vedova, e non spargete sangue innocente in questo luogo. Se osserverete lealmente quest’ordine, entreranno ancora per le porte di questa casa i re che siedono sul trono di Davide, montati su carri e cavalli, insieme ai loro ministri e al loro popolo. Ma se non ascolterete queste parole, io lo giuro per me stesso – oracolo del Signore –, questa casa diventerà una rovina.

Poiché così dice il Signore riguardo alla casa del re di Giuda: Tu sei per me come Gàlaad, come una vetta del Libano, ma ti ridurrò simile a un deserto, a città disabitate. Sto preparando i tuoi distruttori, ognuno con le armi. Abbatteranno i tuoi cedri migliori, li getteranno nel fuoco.

Molte genti passeranno vicino a questa città e si chiederanno: “Perché il Signore ha trattato in questo modo una città così grande?”. E risponderanno: “Perché hanno abbandonato l’alleanza del Signore, loro Dio, hanno adorato e servito altri dèi”».

Non piangete sul morto e non fate lamenti per lui, ma piangete amaramente su chi parte, perché non tornerà più, non rivedrà la terra natale. Poiché dice il Signore riguardo a Sallum, figlio di Giosia, re di Giuda, che regna al posto di Giosia, suo padre: «Chi esce da questo luogo non vi farà più ritorno, ma morirà nel luogo dove lo condurranno prigioniero e non rivedrà più questa terra».

Guai a chi costruisce la sua casa senza giustizia e i suoi piani superiori senza equità, fa lavorare il prossimo per niente, senza dargli il salario, e dice: «Mi costruirò una casa grande con vasti saloni ai piani superiori», e vi apre finestre e la riveste di tavolati di cedro e la dipinge di rosso. Pensi di essere un re, perché ostenti passione per il cedro? Forse tuo padre non mangiava e beveva? Ma egli praticava il diritto e la giustizia e tutto andava bene, tutelava la causa del povero e del misero e tutto andava bene; non è questo che significa conoscermi? Oracolo del Signore. Invece i tuoi occhi e il tuo cuore non badano che al tuo interesse, a spargere sangue innocente, a commettere violenze e angherie.

Per questo così dice il Signore su Ioiakìm, figlio di Giosia, re di Giuda: «Non faranno per lui il lamento: “Ahi, fratello mio! Ahi, sorella!”. Non faranno per lui il lamento: “Ahi, signore! Ahi, maestà!”. Sarà sepolto come si seppellisce un asino, lo trascineranno e lo getteranno al di là delle porte di Gerusalemme». Sali sul Libano e grida e in Basan alza la voce; grida dai monti Abarìm, perché tutti i tuoi amanti sono abbattuti. Ti parlai al tempo della tua prosperità, ma tu dicesti: «Non voglio ascoltare».

Questa è stata la tua condotta fin dalla giovinezza: non hai ascoltato la mia voce. Tutti i tuoi pastori saranno pascolo del vento e i tuoi amanti andranno schiavi. Allora ti vergognerai e sarai confusa, per tutta la tua malvagità. Tu che dimori sul Libano, che ti sei fatta il nido tra i cedri, come gemerai quando ti coglieranno i dolori, come le doglie di una partoriente!

«Per la mia vita – oracolo del Signore –, anche se Conìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, fosse un anello da sigillo nella mia destra, io me lo strapperei. Ti metterò nelle mani di chi vuole la tua vita, nelle mani di quanti tu temi, nelle mani di Nabucodònosor, re di Babilonia, e nelle mani dei Caldei. Scaccerò te e tua madre che ti ha generato in un paese dove non siete nati e là morirete. Ma nella terra in cui brameranno tornare, non torneranno».

Questo Conìa è forse un vaso spregevole, rotto, un oggetto che non piace più a nessuno? Perché dunque lui e la sua discendenza sono scacciati e gettati in una terra che non conoscono? Terra, terra, terra! Ascolta la parola del Signore! Dice il Signore: «Registrate quest’uomo come uno senza figli, un uomo che non ha successo nella vita, perché nessuno della sua stirpe avrà la fortuna di sedere sul trono di Davide e di regnare ancora su Giuda» (Ger 22,1-30).

Ultima verità che merita di essere menzionata in questa introduzione riguarda il giudizio di Dio sulle nazioni. Anche questo giudizio sulle nazioni è fondato sulla prima parola detta da Dio all’uomo: “Se ne mangi, muori”. Questa parola va così tradotta: “Tu popolo d’Egitto, tu, popolo di Edom, degli Ammoniti, dei Moabiti, di Siria, dei Filistei, dei Caldei e di ogni altra parte della terra, sappi che se fai il male, sarai distrutto. Se farai il bene, sarai da me benedetto. La mia parola vale in eterno. Essa ti è stata consegnata nel tuo padre Adamo. È per lui ed è per tutta la sua discendenza”.

Geremia rivela la tremenda eterna responsabilità che grava sulle spalle di ogni uomo. Il Signore ha posto nelle sue decisioni la morte e la vita, l’edificazione e la distruzione, il bene vero dell’umanità e il suo grande male. Tutto è dalla scelta che ogni uomo farà. Ognuno però deve sapere che la sentenza è già stata proferita il giorno stesso della creazione dell’uomo e non è per quelli che credono nel vero Dio, ma per ogni uomo. Questa parola è per l’uomo, non per la religione dell’uomo. Questa parola è prima di ogni religione ed è la religione. Lo stesso Cristo Gesù viene per vivere questa parola e insegnare ad ogni altro uomo che essa va vissuta.

Con Geremia nasce una visione nuova sia di Dio che dell’uomo. Dio è colui che sempre chiama alla conversione, finché c’è tempo per essa. L’uomo è sempre il chiamato alla conversione per avere la vita. Non è Dio che punisce o castiga, ma è l’uomo che fruttifica morte e vita a seconda della sua scelta.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, aiutaci a scegliere sempre la Parola come unico nostro vero albero di vita, benedizione, gioia eterna. Angeli e Santi non permettete che percorriamo vie di perversione e di malvagità, di non fede e di ostinazione nel male, per la nostra rovina oggi e nell’eternità.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI


CRISTO, VITA DELL'ANIMA



I. - IL DISEGNO DIVINO NELLA NOSTRA PREDESTINAZIONE ADOTTIVA IN GESÙ CRISTO 

Come effettua Dio questo disegno magnifico, pel quale egli vuole farci partecipi di questa vita, che eccede le proporzioni della nostra natura, che oltrepassa i suoi diritti e le sue energie, che non è reclamato da nessuna delle sue esigenze, ma che, senza distruggere questa natura, la colmerà di una felicità non sospettata dal cuore umano? Come Dio ci farà «entrare nella società ineffabile» (2) della sua vita divina per farcene condividere l'eterna beatitudine? Adottandoci come suoi figli.  
   
Dio, per mezzo di una volontà infinitamente libera, ma piena di amore (3), ci predestina a non essere più soltanto delle creature, ma figli suoi (4), a partecipare così alla sua natura divina (5). Dio ci adotta per suoi figli. Che cosa vuol dire con ciò S. Paolo? Che cosa è l'adozione umana?  

È l'ammissione di un estraneo in una famiglia. Per mezzo de ll’adozione, l'estraneo diventa membro della famiglia, ne prende il nome, ne riceve il titolo, ha diritto di appartenere alla stessa natura; per esser adottati dagli uomini, bisogna esser membri della specie umana. Ora, noi, che non siamo della natura di Dio, che siamo delle povere creature, che siamo, per natura, più lontani da Dio che non  lo sia l'animale dall'uomo, che siamo infinitamente lontani da Dio, hospites et advenae (1), come possiamo essere adottati da Dio!  
   
Questa è la meraviglia della sapienza, della potenza e della bontà divine. Dio ci dà una misteriosa partecipazione della sua natura, che chiamiamo «grazia» (2).  
   
La grazia è una qualità interiore, prodotta in noi da Dio, inerente a ll’anima, che abbellisce l'anima e la rende piacevole a Dio. Così, come nel campo naturale la bellezza e la forza sono qualità del corpo, il genio e la scienza qualità dello spirito, la lealtà ed il coraggio qualità del cuore.  
   
Secondo S. Tommaso, questa grazia è una «similitudine partecipata dalla natura di Dio» (3). La grazia ci rende partecipi della natura di Dio, in un modo di cui il limite ci sfugge. Per la grazia noi siamo elevati al disopra della nostra natura; diventiamo in qualche modo degli dei. Noi non diventiamo uguali, ma simili a Dio; perciò Nostro Signore diceva ai Giudei: «Non è forse scritto nei vostri libri sacri: io ho detto: Ecco, voi siete degli dei?». (4)  
   
Dunque la nostra partecipazione a questa vita divina si effettua per mezzo della grazia, in virtù della quale Dio conosce sé stesso, di amare Dio come Dio si ama, di godere Dio come Dio. è pieno della propria beatitudine; e così di vivere della vita di Dio stesso.  
   
Questo è l'ineffabile mistero della nostra adozione divina. 

Ma c'è una profonda differenza tra l'adozione divina e l'adozione umana. Questa è soltanto esterna, fittizia, stabilita indubbiamente per mezzo di un documento legale, ma non penetra la natura di colui che è adottato. Adottandoci, dandoci la grazia, Dio invece penetra il fondo della nostra natura. Senza cambiare ciò che è essenziale nell’ordine di questa natura, egli la eleva interiormente per mezzo di questa grazia, al punto che noi siamo veramente i figli di Dio. Questo atto di adozione ha tanta efficacia che noi diventiamo realmente, per mezzo della grazia, partecipi della natura divina. E siccome la partecipazione alla vita divina costituisce la nostra santità, questa grazia è chiamata santificante.  

La conseguenza di questo decreto divino della nostra adozione, di questa predestinazione così piena d'amore per la quale Dio vuol renderci suoi figli, è di dare un carattere speciale alla nostra santità. E qual è questo carattere?  

Che la nostra santità è soprannaturale.  
   
La vita alla quale Dio ci eleva è, in rapporto a noi, come in rapporto ad ogni creatura, soprannaturale, vale a dire, eccede le proporzioni e le forze, i diritti e le esigenze della nostra natura. Perciò noi non dobbiamo più essere santi come semplici creature umane; ma come figli di Dio, per mezzo di atti ispirati ed animati dalla grazia. La grazia diviene in noi il principio di una vita divina. Che cosa è vivere? Per noi, vivere è muovere sé stessi in virtù di un principio interno, sorgente di azioni che tendono alla perfezione del nostro essere. Sulla nostra vita naturale si aggancia, per così dire, un'altra vita, in cui la grazia è il principio. La grazia diventa in noi sorgente di azioni e di operazioni, che sono soprannaturali e tendono verso un fine divino: possedere Dio un giorno e godere di lui, come egli si conosce e gode delle proprie perfezioni.  
  
 Questo punto è d'una importanza capitale e desidero che non lo perdiate mai di vista. Dio avrebbe potuto accontentarsi di accettare da noi l'omaggio di una religione naturale; essa sarebbe stata la sorgente di una moralità umana, naturale, di un'unione con Dio conforme alla nostra natura di esseri ragionevoli, fondata sulle nostre relazioni di creature col nostro Creatore e le nostre relazioni coi nostri simili.  
   
Ma Dio non ha voluto limitarsi a questa religione naturale. Noi tutti abbiamo incontrato degli uomini che non sono battezzati e che tuttavia sono retti, leali, integri, equi e giusti, compassionevoli. Ma questa non può essere che un'onestà naturale (1). Senza respingerla, tuttavia Dio non se ne accontenta. Dio domanda che la nostra unione con lui sia una unione, una santità soprannaturale, che abbia la grazia per principio, poiché egli ha deciso di farci partecipare alla sua vita infinita, alla sua beatitudine. Ciò costituisce per noi il fine soprannaturale.  
   
All'infuori di questo disegno non c'è per noi che perdita eterna. Dio è padrone dei suoi doni, ed ha decretato da tutta l'eternità che non saremo santi davanti a lui se non vivendo, per la grazia, come figli di Dio.

O Padre Celeste, accordatemi di salvaguardare nella mia anima la grazia, che fa di me un vostro figlio! Preservatemi da ogni male che possa allontanarmi da voi!...  

Beato Dom COLUMBA MARMION