martedì 5 gennaio 2021

Comunione sulla mano? NO! é sacrilegio!

 


Il  pensiero  della  Chiesa  

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Qui, credo opportuno ricapitolare: 1. la “concessione” di dare la “Comunione sulla mano” non è stata né raccomandata dalla Santa Sede e neppure giustificata, per cui non comporta alcun dovere per alcuno. Perché, concedendo questa “possibilità”, la Santa Sede non ha conferito ai fedeli alcun diritto, nel senso giuridico del termine, né alcun dovere di farlo da parte del sacerdote! Anzi! 

2. È una “concessione” che ha ridotto il senso della grandezza di Dio, avvilendola al livello di funzione nutritiva. L’elemento sensibile, infatti, prevale, ora, sul Mistero della “Presenza Reale”. Gesù-eucaristico viene preso in mano, ormai, come un oggetto, come una “cosa” che viene messa su di una mano che tocca tutto, anche le cose più ripugnanti! 

3. La dispersione immancabile dei “frammenti” costituisce la più grave e dogmatica difficoltà per un sacerdote che veramente crede alla “Presenza Reale” di Cristo, per cui, di conseguenza, deve sentirsi obbligato, in coscienza, a non distribuire la “Comunione sulla mano”, essendo un atto “formaliter sacrilego”, dopo la definizione del Concilio “de fide” di Trento sulla “Presenza Reale” anche nei frammenti dell’ostia. Un vero sacerdote non può non rendersi conto che la “nuova disciplina” produce, inevitabilmente, un affievolirsi della riverenza verso il SS. Sacramento, facilita la sua profanazione e discioglie la stessa dottrina che lo riguarda. («Mutatio enim in re tanti momenti, quae antiquissima et veneranda traditione innititur, praeterquam quod disciplinam pertingit, pericula etiam secumferre potest, quae timentur forte oritura ex novo modo sacram Com munionem ministrandi, ne scilicet perveniatur sive ad minorem eraga augustum altaris Sacramentum reverentiam, sive ad eiusdem Sacramenti profanationem, sive ad rectae doctrinae adulterationem…»)118. Non fu per questo, forse, che moltissimi Vescovi avevano ritenuto che non si dovesse mutare la prassi tradizionale, perché la “nuova prassi”, infatti, avrebbe sicuramente causato vilipendio a Gesù eucaristico e anche offesa alla maggior parte dei fedeli? («… Episcopos longe plurimos consere hodiernam disciplina haudquaquamesse immutandam: quae immo si immutetur, id tum sensui tum spirituali cultui eorundem Episcoporum plurimorumque fidelium offensioni fore…»119). E non fu per questo che Paolo VI aveva giudicato di non dover modificare la forma finora seguita nel distribuire la “Comunione sulla lingua”? («Summo Pontifici non est visum modum jamdiu receptum sacrae Communionis fidelibus ministrandae immutare…»120). E non fu per questo che i Vescovi, i sacerdoti e i fedeli vennero vivamente esortati a rispettare la tradizione nuovamente confermata? («Quapropter Apostolica Sedes Episcopos et sacerdotes et fideles vehementer hortatur, ut validae iterumque confirmatae legi studiose obsequatur…»121).

Ora, dopo tali “testimonianze” autorevolissime, non dovrebbe occorrere altro per convincere ogni cristiano che la più intima volontà della Chiesa, Madre e Maestra, è ancora ancorata alla consuetudine antica che risale - come abbiamo già dimostrato! - all’èra apostolica! Perciò, noi ripetiamo ancora una volta: è teologicamente obbligatorio negare la “Comunione sulla mano”, perché costituisce “sacrilegio”122 la dispersione e la conseguente profanazione delle Sacre Specie, anche sotto forma di piccolissimi frammenti, ma che pure essi sono il Corpo santissimo di N. S. Gesù Cristo! Il “sacrilegio” consiste appunto in questo: nel fatto che, nel dare e nel ricevere la santa Comunione, dall’Ostia si staccano, spessissimo, dei “frammenti”, i quali, mentre con la Comunione data in bocca si usa il “piattello” su cui cadono sopra - e che poi vengono ricuperati! - con la “Comunione sulla mano”, invece, i frammenti che cadono vanno dispersi per terra e, di conseguenza, calpestati o spazzati via e, quindi, inevitabilmente profanati! E siccome non si tratta di disgrazia, ma di un atto che è volutamente causato, perché conosciuto e previsto, risulta, perciò, un vero e proprio “sacrilegio”! Difatti, per il Diritto Canonico, il “sacrilegio” consiste nella «profanazione di “persona”, cosa e luoghi sacri o consacrati con rito religioso»123. Ebbene, Gesù nel SS. Sacramento non è, forse, una “Persona”? (E che “Persona”!.. “Figlio di Dio” e “Dio” Lui stesso!). Quindi, delle “profanazioni” che riceve nel SS. Sacramento, questa è la più grave, perché la Sua presenza, anche nei frammenti, è integra - Corpo, Sangue, Divinità! - come definita dal Concilio di Trento “de fide”, per cui chi non vi crede o vi disattende - perché i “frammenti” finiscono inevitabilmente per terra dove vengono calpestati o portati via per finire nella spazzatura - diventa “anatema”, ossia “scomunicato”!

Per cui diciamo: possibile che l’episcopato, che ha concesso il “nuovo rito” della “Comunione sulla mano”, non sapesse di questa “verità” di fede, dichiarata solennemente da due Concilii “de fide”? («Se qualcuno negherà… che Gesù Cristo si trova sotto le singole parti di ciascuna specie, fatta la separazione, SIA SCOMUNICATO»124). E che non sapesse che il Signore permane realmente presente nel Pane consacrato (e, quindi, anche nei frammenti!) pure dopo la celebrazione eucaristica? («Se qualcuno dirà che… il Corpo e il Sangue di N. S. Gesù Cristo… è presente solo fino al momento della Comunione… e non oltre, e che nelle Ostie consacrate (non consumate) dopo la Comunione non rimane il vero Corpo del Signore, SIA SCOMUNICATO!»)125. E allora? quali erano le deduzioni che i signori Vescovi dovevano fare? Avevano, forse, accettate le “eresie” del “Nuovo Catechismo Olandese”, in cui si nega appunto la permanenza della “Presenza reale” nei frammenti minuscoli del Pane consacrato? Perché è solo negando la “transustanziazione” e il carattere sacrificale della Messa che il fedele può prendere la particola sulle sue mani e mettersela in bocca da solo! Perché è solo così che si comprende come le “briciole” che cadono dalle Ostie consa crate possano essere gettate via con tanta indifferenza, come si fa con gli “avanzi” di una “cena”! Da qui, perciò, la nostra sicurezza nel denunciare come “sacrilego” questo permesso di dare la “Comunione sulla mano”, appunto perché i “frammenti”, che pur contengono la “Persona di Cristo in toto”, vengono dati inevitabilmente alla spazzatura e, di conseguenza, si viene a compiere un vero e proprio “sacrilegio”! Quindi... che Dio vi illumini, Eccellenze!

del sac. dott. Luigi Villa






Il mio Cuore è appassionato d’amore per gli uomini... Aiutatemi a salvarli!

 


La «Voce» alla Povera Anima

Resta quanto ti ho manifestato... È l’amore per gli uomini che mi spinge a questo. Aiutatemi a salvarli... sono opera del Padre mio. Tutto si deve tentare pur di raggiungerli... Aiutatemi a salvare anime... Voi, miei intimi, che potete comprendermi di più... aiutatemi a salvare le anime, esse sono parte del mio Cuore!... Datemi questa soddisfazione... Un giorno comprenderete quanto è grande, preziosa un’anima. Nulla quindi si deve lasciare d’intentato pur di salvarle. Anche quanto ora io domando a voi... è per questo bisogno del mio Cuore... di salvarle...

— Non c’è più tempo.

La preghiera ti conduce sulla via della salvezza. Se puoi e lo desideri, prega chiedendo a Dio di inviare sante vocazioni alla mia opera d'amore.

 


Messaggio di Nostra Signora Madre Protettrice degli Afflitti alla Vergine Sovrana


"Cari figli,

Ecco il Servo del Signore!

Figli miei, vi parlo e molti non hanno ancora sentito la Mia Voce e stanno ancora dormendo in un sonno profondo. Svegliati, ti sto chiamando! Appare sulla Terra per il bene di tutti. Sai che è Dio che ti chiama e la risposta viene dagli uomini. Se i miei figli non pregano, la vostra vocazione è incompleta. La preghiera ti conduce sulla via della salvezza. Se puoi e lo desideri, prega chiedendo a Dio di inviare sante vocazioni alla mia opera d'amore. Ho bisogno di raccogliere qui tanti cuori assetati di amore per mio Figlio Gesù. Per quanto riguarda i miei figli che sono già qui, vi chiedo di continuare con il cuore rivolto alla Grazia di Dio. Qui il Signore ha aperto una porta di misericordia. Ricorda chi è ancora fuori da questo rifugio. Salvate voi stessi e volete salvare anche gli altri, pregando per tutti. Non rimani con i tuoi cuori induriti alla grazia di Dio. Ti ama e ti chiama a percorrere il sentiero della vera pace. Abbiate pietà nei vostri cuori e accogliete con gioia le anime che Dio vi affida. Possa la pace fiorire nei vostri cuori oggi e per sempre. I miei figli aiutano il mio Cuore Immacolato e capiscono quanto soffre per tutti. Non ignorare le mie chiamate, ascoltami sempre!

Che Dio ti benedica e ti conceda la sua pace!

Ti amo! Tutti rimangono nel nome della Santissima Trinità ".

25 dicembre 2020

BANNON INTERVISTA VIGANO'

 


Pubblichiamo l'intervista che l’arcivescovo Mons. Carlo Maria Viganò ha rilasciato a Steve Bannon. Great Reset, il ruolo di McCarrick, l'accordo segreto del Vaticano con la Cina. Tre cose indispensabili per far crollare il deep state e la deep church  


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§§

INTERVISTA

di Stephen K. Bannon

a S.E. Mons. Carlo Maria Viganò, Arcivescovo



1. Ora che il Vaticano ha rinnovato il suo insidioso accordo segreto con la Cina, accordo che lei ha più volte condannato in quanto promosso da Bergoglio con l’aiuto di McCarrick, cosa possono fare concretamente i “figli della luce” del Grande Risveglio per minare questa empia alleanza con questo brutale regime comunista?

La dittatura del Partito Comunista Cinese è alleata del deep state mondiale, da un lato per raggiungere gli scopi che essi hanno in comune, dall’altra perché i piani del Great Reset rappresentano un’occasione per aumentare il potere economico della Cina nel mondo, ad iniziare dall’invasione dei mercati nazionali. Contestualmente a questo progetto ad extra, la Cina persegue ad intra il piano di instaurazione della tirannide maoista, che può essere ottenuto solo con la cancellazione delle religioni (e principalmente di quella Cattolica), sostituita da una religione di Stato che, in definitiva, ha molti elementi in comune con la religione universale voluta dall’ideologia globalista, di cui Bergoglio è il leader spirituale.

La complicità della deep church di Bergoglio in questo progetto infernale priva i Cattolici cinesi di quella indefettibile difesa che era rappresentata dal Papato, il quale fino al precedente Pontificato di Benedetto XVI non era sceso a patti con la dittatura di Pechino, rivendicando al Romano Pontefice il diritto esclusivo circa la nomina dei Vescovi e il governo delle Diocesi. Ricordo che sin dai tempi dell’amministrazione Clinton l’ex-Cardinale McCarrick è stato il punto di collegamento tra la deep church e il deep state americano, assolvendo per conto dell’Amministrazione missioni politiche in Cina. E i sospetti che le dimissioni di Benedetto XVI vedano coinvolta la Cina sono molto forti e coerenti con il quadro che si va definendo in questi mesi.Ci troviamo quindi dinanzi ad un tradimento infame della missione della Chiesa di Cristo, ad opera dei suoi stessi vertici e in aperto conflitto con gli esponenti della Gerarchia cattolica cinese sotterranea rimasti fedeli a Nostro Signore e alla Sua Chiesa, ad iniziare dal Cardinale Zen, esimio confessore della fede, che Bergoglio recentemente si è vergognosamente rifiutato di ricevere. Il miei pensieri affettuosi e la mia preghiera sono per loro e per il Cardinale Zen, esimio confessore della fede, che Bergoglio di recente si è vergognosamente rifiutato di ricevere.

Noi credenti dobbiamo agire a livello spirituale con la preghiera, invocando da Dio una speciale protezione sulla Chiesa in Cina, e con la continua denuncia delle aberrazioni perpetrate dal regime cinese. A questa azione va anche affiancata un’opera di sensibilizzazione dei Governi e delle Istituzioni internazionali non compromesse con la dittatura comunista cinese, affinché le violazioni dei diritti umani e gli attacchi alle libertà della Chiesa Cattolica in Cina siano denunciate e punite con sanzioni e forti pressioni diplomatiche. È questa la linea che il Presidente Trump sta perseguendo con decisione e coraggio. Vanno parimenti portate alla luce le complicità con Pechino da parte di esponenti politici e religiosi coinvolti in torbide operazioni di speculazione e fenomeni di corruzione. Queste cointeressenze rappresentano un gravissimo tradimento dei politici e dei funzionari pubblici nei confronti della Nazione e degli ecclesiastici nei confronti della Chiesa. Penso inoltre che in taluni casi questo tradimento non venga dai singoli, ma dalle istituzioni stesse, come nel caso dell’Unione Europea: è di questi giorni un accordo commerciale con la Cina, nonostante la sistematica violazione dei diritti umani e le forme di repressione violenta del dissenso.

Sarebbe una irreparabile sciagura se Joe Biden, sul quale gravano pesanti sospetti di essere complice della dittatura cinese, dovesse venire designato alla Presidenza degli Stati Uniti.


2. Lei è stato molto fiducioso che Dio desidera una vittoria di Trump per sconfiggere le forze del male insite nel Grande Reset dei globalisti. Cosa direbbe per convincere i contrari che sono ambivalenti all’idea che questa è una battaglia epocale tra i figli della luce e i figli delle tenebre?

Mi limito a considerare chi è il suo avversario, e quali siano i suoi legami con la Cina, con il deep state e con i fautori dell’ideologia globalista. Penso alla sua intenzione di condannarci a portare la mascherina, come ha candidamente ammesso. Penso al fatto che, incontestabilmente, egli sia soltanto un fantoccio nelle mani dell’élite, pronto a dimettersi non appena essa avrà deciso di sostituirlo con la vice Kamala Harris.

Al di là dello schieramento politico, dobbiamo inoltre capire che – soprattutto in una situazione complessa come quella attuale – è indispensabile che la vittoria del futuro Presidente sia garantita nella sua assoluta regolarità, fugando ogni sospetto di brogli e prendendo atto delle prove schiaccianti, emerse in alcuni stati. Un Presidente proclamato tale dai media mainstream affiliati al deep state lo priva di ogni legittimità ed espone la Nazione a pericolose interferenze straniere, peraltro già provate nelle presenti elezioni.


3. Lei sembra suggerire che l’amministrazione Trump potrebbe essere strumentale per aiutare a riportare la Chiesa a un cattolicesimo pre-Francesco. Come fa l’amministrazione Trump a fare questo, e come possono i cattolici americani lavorare per salvare il mondo da questo “reset” globalista? 

L’asservimento di Bergoglio all’agenda mondialista è palese, e il suo contributo all’elezione di Joe Biden è altrettanto evidente. Così come evidente sono l’ostilità e i ripetuti attacchi di Bergoglio contro il Presidente Trump, che egli considera il principale avversario, l’ostacolo da rimuovere, in vista della attuazione del Great Reset.

Da un lato abbiamo quindi l’amministrazione Trump e quei valori tradizionali che essa ha in comune con quelli dei Cattolici; dall’altra il deep state del sedicente cattolico Biden, asservito all’ideologia globalista e alla sua agenda perversa, antiumana, anticristica, infernale.

Per porre fine alla deep church e restaurare la Chiesa Cattolica, si dovrà rivelare quale sia stato il coinvolgimento degli ecclesiastici con il progetto massonico-mondialista, quali i casi di corruzione e i reati che possano aver compiuto rendendosi così ricattabili, proprio come in campo politico avviene per i membri del deep state, Biden in primo luogo. Sarebbe quindi auspicabile se eventuali prove in possesso dei servizi segreti venissero alla luce, specialmente in relazione ai veri motivi che hanno portato alle dimissioni di Papa Benedetto XVI e alle cospirazioni soggiacenti all’elezione di Bergoglio, permettendo così di cacciare i mercenari che hanno occupato la Chiesa.

I Cattolici americani sono ancora in tempo per denunciare questo sovvertimento globale e fermare l’instaurazione del Nuovo Ordine: pensino a quale futuro vogliono per le nuove generazioni, alla distruzione della società. Pensino alla responsabilità che essi hanno, come Cattolici, come padri e madri di famiglia, come patrioti dinanzi a Dio, ai loro figli, alla Nazione.


4. Contro ogni previsione, gli americani medi si battono per denunciare il furto massiccio e coordinato delle nostre elezioni: che consiglio darebbe ai nostri politici recalcitranti su ciò che è in gioco per la nostra nazione e per il mondo se ci sottomettessimo a questo furto?

La Verità potrà essere negata dalla maggioranza per un certo tempo o da alcuni per sempre; ma essa non potrà mai esser nascosta a tutti e per sempre. Ce lo insegna la Storia, che ha svelato inesorabilmente i grandi crimini del passato e coloro che li hanno perpetrati.

Invito quindi i politici, al di là della loro appartenenza politica, a farsi paladini della Verità, a difenderla come tesoro irrinunciabile che solo può garantire credibilità alle Istituzioni e autorevolezza ai rappresentanti del popolo, in coerenza con il loro mandato, con quanto hanno giurato e con la loro responsabilità morale dinanzi a Dio. Ciascuno di noi ha un ruolo che la Provvidenza gli ha affidato e al quale sarebbe colpevole sottrarsi. Se gli Stati Uniti perdono questa occasione, adesso, saranno cancellati dalla Storia. Se consentiranno che si insinui nelle masse l’idea che il verdetto elettorale dei cittadini, prima espressione della democrazia, possa esser manipolato e vanificato, essi saranno complici della frode e meriteranno l’esecrazione del mondo intero, che all’America guarda come ad una nazione che ha conquistato e difeso la propria libertà.


5. Nella sua lettera al presidente del 25 ottobre, la solennità di Cristo Re, lei ha parlato degli sforzi del Deep State come “l’assalto finale dei figli delle tenebre”. C’è uno sforzo concertato da parte dei globalisti e dei loro partner mediatici per nascondere e oscurare la vera agenda tirannica implicita nel Great Reset, definendola una selvaggia teoria di cospirazione. Cosa direbbe agli scettici che ignorano beatamente i segni e progettano di sottomettere l’umanità al dominio delle élite globali? 

Il piano del Great Reset si avvale dei media mainstream come di un indispensabile alleato: gli editori sono quasi tutti parte attiva del deep state e sanno che il potere che verrà loro garantito in futuro dipende esclusivamente dalla loro adesione pedissequa all’agenda.

Chiamare teorici del complotto coloro che denunciano l’esistenza di un complotto conferma casomai che questo complotto esiste e che i suoi autori sono molto contrariati dal fatto di essere scoperti e denunciati alla pubblica opinione. Eppure sono proprio loro a dircelo: Nulla sarà più come prima. E ancora: Build back better, facendoci credere che i cambiamenti radicali che vogliono imporci siano resi necessari da una pandemia, dal progresso tecnologico, dal cambiamento climatico.

Chi parlava anni orsono del Nuovo Ordine Mondiale era chiamato complottista: oggi tutti i leader mondiali, compreso Bergoglio, parlano impunemente del Nuovo Ordine Mondiale descrivendolo esattamente nei termini in cui era stato delineato dai cosiddetti complottisti. Basta leggere le dichiarazioni dei globalisti per comprendere che il complotto c’è e che si vantano di esserne gli artefici, fino al punto di ammettere la necessità di una pandemia per raggiungere i loro obbiettivi di ingegneria sociale.

Agli scettici chiedo: se i modelli che ci sono proposti oggi sono così orribili, cosa potrà attendere i nostri figli, quando l’élite sarà riuscita ad avere il totale controllo delle nazioni? famiglie senza padre e madre, poliamore, sodomia, bambini che possono cambiare sesso, cancellazione della Religione e imposizione di un culto infernale, aborto e eutanasia, abolizione della proprietà, dittatura sanitaria, pandemia perpetua. È questo il mondo che vogliamo, che volete per voi stessi, per i vostri figli, per i vostri cari?

Dobbiamo tutti prendere coscienza di quanto i fautori del Nuovo Ordine Mondiale e del Great Reset abbiano in odio i valori irrinunciabili della nostra civiltà greco-cristiana, quali la Religione, la famiglia, il rispetto della vita e dei diritti inviolabili della persona umana, e la sovranità nazionale.


6. Lei ha ripetutamente avvertito che lo “Stato profondo” e la “Chiesa profonda” hanno complottato in vari modi per rovesciare Benedetto e il presidente Trump. Oltre a Theodore McCarrick, chi altro c’è dietro questa infernale alleanza, e in che modo i cattolici la minano e la smascherano? 

È evidente che McCarrick ha agito per conto del deep state e della deep church, ma non l’ha fatto certamente da solo. Tutta la sua attività lascia comprendere una struttura organizzativa molto efficiente, in cui sono stati collocati personaggi che lo stesso McCarrick ha fatto promuovere e coprire da altri complici.

I fatti che hanno portato alla rinuncia di Benedetto XVI sono ancora da chiarire, ma uno dei membri della deep church, il defunto Cardinale Danneels, un Gesuita come Bergoglio, ammise di esser parte della cosiddetta Mafia di San Gallo, che avrebbe dovuto sostanzialmente portare a compimento gli auspici di una primavera della Chiesa contenuti nelle email di John Podesta, il capo staff di Hillary Clinton, pubblicate da Wikileaks.

Vi è quindi un gruppo di congiurati che ha operato e opera tuttora in seno alla Chiesa per fare gli interessi dell’élite. In buona parte essi sono identificabili, ma i più pericolosi sono quelli che non si espongono, quelli di cui i giornali non parlano mai. Sono loro che, se Bergoglio non obbedirà ai loro ordini, non esiteranno a costringere anche lui a dimettersi, dopo Ratzinger. Questi vorrebbero trasformare il Vaticano in una casa di riposo per Papi emeriti, demolendo il Papato e garantendosi il potere: esattamente lo stesso di quanto avviene nel deep state, dove come ho già detto Biden è l’equivalente di Bergoglio.

Per far crollare il deep state e la deep church sono indispensabili tre cose:

1º anzitutto, prendere consapevolezza di quale sia il piano del globalismo, e di quanto esso sia strumentale all’instaurazione del regno dell’Anticristo, poiché ne condivide i principi, i mezzi e i fini;

2º in secondo luogo, denunciare con fermezza questo piano infernale e chiedere ai Pastori di difendere la Chiesa, rompendo il loro silenzio complice: Dio chiederà loro conto della loro diserzione;

3º infine, occorre pregare il Signore di dare a ciascuno di noi la forza di resistere – resistite fortes in fide, ci ammonisce San Pietro – alla tirannide ideologica che ci viene quotidianamente imposta non solo dai media, ma anche da Cardinali e Vescovi, succubi di Bergoglio.

Se sapremo dimostrarci forti nell’affrontare questa prova; se sapremo tenerci ancorati alla roccia della Chiesa senza lasciarci sedurre da falsi cristi e falsi profeti, il Signore ci permetterà di veder sconfitto, almeno per ora, l’assalto dei figli delle tenebre contro Dio e contro gli uomini. Se per pavidità o complicità seguiremo il principe di questo mondo rinnegando le promesse del Battesimo, saremo con lui condannati alla sconfitta inesorabile e alla dannazione eterna. Tremo per quanti non si rendono conto della responsabilità che hanno davanti a Dio per le anime che Egli ha loro affidato. Ma a quanti combatteranno con coraggio per difendere i diritti di Dio, della Patria e della famiglia il Signore assicura la Sua protezione: Egli ha posto al nostro fianco la Sua Santissima Madre, Regina delle Vittorie e Aiuto dei Cristiani. InvochiamoLa fiduciosi in questi giorni difficili, nella confidente certezza del Suo intervento.



+ Carlo Maria, Arcivescovo


Die Octavæ Nativitatis Domini

1 Gennaio 2021


Del 04 Gennaio 2021

Il sacramento della confessione



Perché dobbiamo confessare.

Dio, nel suo amore paterno, vuole che tutti i peccatori tornino a lui. Vuole che ci allontaniamo dai nostri peccati, che ci rivolgiamo a Lui, il nostro Signore supremo e fine eterno. Gesù Cristo ci dice nel Vangelo: "Fate penitenza, perché il Regno dei cieli è vicino". (Mat. IV, 17).

Ma per aiutarci a fare penitenza, Dio ci dà una virtù speciale in modo che abbiamo la forza di pentirci dei nostri peccati. Questa forza speciale è la virtù della penitenza.

Per la virtù della Penitenza, che Dio pone nei nostri cuori, ci porta a riconoscere tutta la sua bontà, tutta la sua santità e come lo offendiamo e lo rattristiamo quando commettiamo i nostri peccati. Solo conoscendo la Santità, la Giustizia e l'Amore di Dio possiamo riconoscere come i nostri peccati offendono Dio.

Dio vuole che abbiamo un grande pentimento per i nostri peccati.

Cosa significa "pentirsi"?

Pentirsi significa non voler in alcun modo continuare con un'anima contaminata dal peccato, provare un profondo dolore per aver tradito la bontà di Dio, per aver offeso e rattristato Dio, che ci ama tanto.

Nella nostra famiglia abbiamo un buon esempio di cosa sia il pentimento quando rendiamo i nostri genitori tristi e offesi. Presto arriva quel dolore, quella vergogna e, allo stesso tempo, la certezza che ci perdoneranno, se chiediamo scusa, perché sappiamo che ci amano molto. Questo è anche il caso di Dio. Con questa differenza: il pentimento dei nostri peccati ci riapre le porte del Paradiso, ci restituisce l'amicizia con il nostro Dio, che è morto sulla Croce per salvarci.

Ma se non abbiamo pentimento, Dio ci perdonerà dei nostri peccati? È facile vedere che senza un sincero pentimento Dio non può perdonarci.

Esistono diversi tipi di pentimento per il peccato:

- Pentimento umano: ci dispiace perché abbiamo paura della punizione che riceveremo dai nostri genitori. Questo pentimento umano è inutile per il perdono dei peccati.

- Pentimento imperfetto: è anche chiamato contrizione imperfetta o attrito - ci dispiace perché abbiamo paura della punizione di Dio.

- Pentimento perfetto: si chiama anche contrizione perfetta - non ci dispiace più per la punizione dei genitori o di Dio, ma perché offendiamo Dio, tradiamo l'amore di Dio, nostro Padre buono e amorevole, nostro Redentore e Salvatore. Questo dolore è chiamato perfetto perché proviene dall'amore che proviamo per Dio. È questa contrizione perfetta che manifestiamo quando diciamo l'Atto di Contrizione. Dobbiamo conoscere l'atto di contrizione a memoria per dirlo nel confessionale e anche in ogni momento di tentazione e pericolo nella nostra vita.

"Dio mio, mi dispiace molto di aver peccato, perché ti ho offeso, mio ​​sommo Bene, e ho meritato le pene della tua giustizia. Perdonami, Signore, non voglio più peccare".

C'è un atto di contrizione più bello e più completo:

«Signore mio Gesù Cristo, Dio e vero Uomo, mio ​​creatore e redentore, perché sei quello che sei, sommamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, e perché ti amo e ti adoro, Signore, pesami con tutti i miei il tuo cuore per averti offeso; Mi dispiace anche di aver perso il paradiso e di aver meritato l'inferno; e mi propongo fermamente, aiutato con l'aiuto della Tua divina grazia, di correggermi e di non offenderti mai più. Spero di ottenere il perdono delle mie colpe per la Tua infinita misericordia. Amen."

Tuttavia, il solo pentimento non è sufficiente! Deve essere accompagnato da un buon proposito. Qual è lo scopo?

È il desiderio fermo e sincero di non commettere più quel peccato.

Se abbiamo la contrizione perfetta e il fermo proposito di non peccare più, dobbiamo aspettare con fiducia il perdono di Dio. È infinitamente misericordioso, persino mandando suo Figlio, il Verbo incarnato, Gesù Cristo, a morire pagando per i nostri peccati.

Questa virtù della Penitenza non è solo per il pentimento e il dolore per aver peccato nei nostri cuori. Ci aiuta anche a compiere certi atti esterni, le opere di penitenza, che servono ad attenuare la pena del Purgatorio, che dovremo pagare prima di andare in Paradiso; serve a dominare le nostre cattive inclinazioni, i nostri difetti dominanti; e anche per fortificarci per sempre.

Sono opere di penitenza: pregare, digiunare, elemosinare, sopportare pazientemente le sofferenze e le sconfitte, accettare i disagi della vita. Il miglior lavoro di penitenza è ricevere il Sacramento della Penitenza, che è la Confessione.

Tentazione, peccato e sacramento della confessione

Dio vuole che la nostra vita qui sulla Terra sia un momento di prova, in modo che possiamo raggiungere la gloria del Paradiso, non solo come dono ma anche come premio per la vittoria. Ecco perché ci permette di essere tentati e anche se, per la nostra debolezza, pecchiamo, mettendo così a repentaglio la nostra Eterna Salvezza.

La tentazione

Quando Gesù fu tentato nel deserto, il diavolo lo portò su una montagna molto alta, gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: "- Tutto questo ti darò se, prostrato a terra, mi adori. Gesù: "Allontanati da Satana! Perché sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e servirai solo Lui. Poi il diavolo lo lasciò ed ecco, gli angeli vennero e Lo servirono". (S. Mateus, IV, 8-11).

Finché viviamo sulla Terra siamo soggetti alla tentazione. Il diavolo usa tutta la sua astuzia e malvagità per farci peccare e condannarci per sempre.

Dio permette la tentazione. Vuole la nostra vittoria, ma allo stesso tempo vuole che sappiamo riconoscere le nostre debolezze rimanendo umili: la lotta deve anche rafforzarci perché la nostra ricompensa un giorno sia ancora più grande.

Dio ci aiuta nella tentazione. È fedele: se ci lascia tentare, ci dà anche le grazie per vincere la tentazione. Dio è sempre dalla nostra parte.

Come farlo quando siamo tentati?

Dobbiamo resistere immediatamente alla tentazione e invocare l'aiuto di Dio. A volte sarà sufficiente una preghiera giaculatoria o il segno della croce. Spesso la cosa migliore è ignorare la tentazione, occuparsi di qualcos'altro e finire per dimenticare il peccato. Dobbiamo evitare la cattiva compagnia che può portarci a tempi di peccato.

Si è tentati di peccare?

No. Ci sarà peccato solo se acconsentiamo alla tentazione, cioè se accettiamo il peccato che la tentazione propone. Ma è già peccato esporsi o meno alla tentazione di combatterla con fervore.

Per la mia vita: nella tentazione dirò: mai, mai! e io pregherò: Signore, aiutami!

La tristezza e lo sconforto sono i più grandi alleati della debolezza e del male. Quindi sii sempre felice.

I santi ci insegnano:

"Chi non è provato non è provato: chi non è provato non progredisce" (Sto. Agostinho).

"Più combatti, più si mostra l'amore per Dio" (Sta. Tereza D'Ávila).

"Se ci lasciamo condurre dalla mano di Dio, vinceremo il diavolo: se combattiamo da soli, saremo sopraffatti" (Sto. Agostinho).

Il peccato

Spesso non diamo ascolto ai consigli di Dio, ma acconsentiamo alla tentazione. Abbiamo peccato contro Dio, la Sua volontà e il Suo ordine. Abbiamo consapevolmente disobbedito alla Legge di Dio, volendo peccare.

Il peccato può essere mortale o veniale.

Peccato mortale - Il peccato mortale è un peccato su una questione grave, in cui disobbediamo ai comandamenti di Dio o della Chiesa. Per essere mortali, devono esserci cose serie e una ferma volontà di peccare.

Cosa significa cosa seria? Facciamo un esempio. Tutti sanno che rubare è un peccato. Se rubi una pallottola a un amico a scuola, la questione del peccato è leggera, è molto poco. Se rubi un sacchetto di caramelle o un portafoglio di soldi, la questione del peccato è seria.

Cosa significa impresa? Diciamo anche: avere pieno consenso al peccato. Cioè, sai perfettamente che è un peccato, potresti rifiutare, ma lo fai comunque. Ogni volta che facciamo qualcosa contro i dieci comandamenti della Legge di Dio e contro i cinque comandamenti della Chiesa, in cui c'è una questione seria e il pieno consenso, commettiamo peccato mortale.

Il peccato mortale è un grave danno a Dio. Con il peccato mortale, l'uomo si ribella al suo Creatore e Signore. In tal modo offende Dio, infinita Santità, e ricambia con la più vergognosa ingratitudine l'amore del suo buon Padre e del suo Redentore crocifisso.

Il peccato mortale è, allo stesso tempo, una terribile disgrazia per l'uomo: lo priva della vita di grazia e dell'amicizia di Dio: perde tutti i meriti che aveva già conquistato; comincia a meritare l'eterna condanna dell'inferno e delle pene temporali. Fino a quando il peccatore non si pentirà, sarà morto al Cielo.

"È impossibile che l'uomo che prega con vero fervore e invoca continuamente Dio commetta un peccato mortale" (San Giovanni Crisostomo).

Peccato veniale - È il peccato che non ci allontana completamente da Dio, mostra una certa trascuratezza del nostro amore e servizio da parte di Dio, ma non è un grave tradimento. Questi peccati possono essere perdonati senza Confessione, semplicemente dicendo un Atto di Contrizione, chiedendo sinceramente perdono a Dio e non volendo più farlo. Dio perdona così il peccato veniale. Non portano alla morte eterna e all'inferno, ma feriscono comunque le nostre anime e aumentano il tempo del Purgatorio.

Il peccato veniale viene commesso quando si pecca in questioni meno gravi, come quello che abbiamo visto dal furto di proiettili. Possiamo anche commettere peccato veniale per mancanza di una ferma volontà di non peccare.

Pertanto, la grande importanza della frequente confessione. Anche se ci dispiace aver fatto qualcosa che consideriamo sbagliato, la cosa migliore da fare è confessare. Nella Confessione, il Padre potrà chiarire tutti i nostri dubbi, e saremo certamente più sereni e felici per aver ricevuto la Santa Comunione e vivendo in un costante stato di grazia.

Ma non è perché il peccato veniale è mite che possiamo vivere peccando così. Ogni peccato, anche veniale, è un'ingratitudine verso il nostro Padre celeste. Dobbiamo sforzarci di evitare anche i peccati veniali. Inoltre, ci danneggiano, soprattutto quando li commettiamo deliberatamente. Abbiamo perso molte grazie a causa loro, e l'amore di Dio e il gusto del bene diminuiscono in noi, e poi, con un'anima indebolita con molti peccati veniali, presto verranno i peccati mortali. Come ogni peccato, il peccato veniale ci porta pene temporali che dovremo pagare o con le nostre sofferenze qui sulla Terra o con tante sofferenze in Purgatorio.

Per la mia vita: Quando, in tentazione, mi viene un pensiero del genere: ... dopotutto, questo è solo un peccato veniale, risponderò a me stesso: il Divin Salvatore sulla Croce ha dovuto soffrire anche per i peccati veniali.

Il sacramento della confessione

1) L'istituzione del sacramento della penitenza

Nel pomeriggio del giorno della Risurrezione, Gesù apparve agli Apostoli e disse loro: "Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, così io mando voi. Dopo queste parole alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. i peccati saranno perdonati e chi li osserverà sarà trattenuto "(Vangelo di San Giovanni, Cap. XX, 19-23).

Gesù Cristo, nel suo amore, viene in aiuto del peccatore attraverso uno speciale sacramento. Durante la sua vita terrena, ha perdonato i peccatori pentiti e alla Croce ha espiato la colpa di tutta l'umanità. Il giorno della sua risurrezione, ha dato agli apostoli e ai loro successori nel sacerdozio il potere di perdonare i peccati in loro nome. Così istituì il Sacramento della Confessione o Penitenza e lo affidò alla sua Chiesa.

2) Quando dobbiamo confessarci

Tutti coloro che hanno commesso un peccato mortale dopo il battesimo devono ricevere il Sacramento della Penitenza. Non vi è alcun obbligo di confessare i peccati veniali, poiché possono essere perdonati anche in altri modi, come compiere un perfetto atto di contrizione, pregare devotamente un confiteor, fare una buona azione per amore di Dio. Ma è molto utile confessarli anche loro, perché nella Confessione Gesù Cristo ci viene in aiuto attraverso abbondanti grazie proprie di questo Sacramento, per esempio, forze speciali per non peccare più. È quindi molto utile confessare regolarmente, anche i peccati veniali.

La Confessione, oltre a confessare i peccati mortali e veniali, serve anche a smascherare un dubbio che ci affligge, a chiedere consiglio al Padre, a chiedere spiegazioni. Queste cose si possono dire in un altro momento, ma il confessionale aiuta a parlare di vita spirituale e morale.

3) La forma e la materia della confessione

Gesù Cristo ordinò che nel Sacramento della Confessione i peccati fossero perdonati o trattenuti, cioè non perdonati o lasciati per la prossima Confessione. Spetta al Padre giudicare, da giudice chi è, se c'è vero pentimento. Poiché il Padre non può indovinare i nostri peccati, dobbiamo confessarli, cioè dichiararli, dirli chiaramente, senza nasconderli. I nostri peccati così detti davanti al Padre costituiscono la materia del Sacramento della Confessione.

Dopo che abbiamo confessato i nostri peccati nel pentimento, il Padre ci assolve con le parole della forma del Sacramento: Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vediamo così che tre cose principali sono necessarie in questo Sacramento: materia (peccati confessati), forma (assoluzione del Padre) e pentimento.

4) Gli effetti della Confessione

Quando il Sacerdote ci assolve, Gesù Cristo, il nostro Redentore, ci perdona tutti nei nostri peccati. Noi, che eravamo separati da Dio attraverso il peccato, siamo riconciliati con il Padre celeste, attraverso il perdono dei peccati e la punizione eterna. La confessione ci ripristina, ci dà la grazia santificante, l'amicizia di Dio, così come i meriti che abbiamo perso a causa del peccato. La confessione ci offre molti punti di forza per smettere di peccare.

L'eterna pena ci è perdonata. Cosa significa?

Quando commettiamo un peccato mortale, siamo soggetti a due tipi di punizione:

- punizione eterna, che è condanna all'inferno, dove non vedi mai Dio e dove provi odio per Dio, te stesso e tutti;

- la pena temporale, che è la sofferenza del fuoco che brucia le anime dell'inferno.

Quando ci pentiamo del peccato e riceviamo l'assoluzione, veniamo immediatamente perdonati della pena eterna, cioè non andremo più all'inferno. Ma siamo ancora soggetti a penalità di tempo, fuoco. Per pagare questa pena temporale e per poter entrare in Paradiso perfettamente pure, le anime passano per il Purgatorio. Là soffrono molto, soffrono anche nel fuoco, ma questa sofferenza ha la consolazione di sapere che presto saranno in Paradiso, nell'Eterna Felicità, vedendo Dio faccia a faccia e potendo amarlo e adorarlo eternamente. Ma le anime del Purgatorio soffrono molto. Ecco perché dobbiamo pregare molto per loro, chiedendo a Dio, Nostra Signora, San Michele Arcangelo, di portare queste anime sofferenti in Cielo.

Ma Dio ci aiuta anche a ridurre il tempo che dobbiamo trascorrere in Purgatorio. Piace?

Ci permette di avere molte sofferenze qui sulla Terra. Quando siamo cattolici e sappiamo tutte queste cose che stiamo studiando, impariamo a offrire queste sofferenze a Gesù, invece di lamentarci e maledire Dio.

Le nostre preghiere servono anche a diminuire la nostra penalità di tempo. Per questo, nella Confessione, il Padre ci fa penitenza. Questa preghiera, o l'opera che il Padre ci dice di fare (digiuno, elemosina, sacrificio) serve a diminuire la nostra pena temporale. Pertanto, invece di desiderare penitenze piccole e veloci, dovremmo rallegrarci quando il Padre ci chiede qualcosa che dobbiamo fare con un certo sforzo, poiché ridurremo ulteriormente il nostro tempo di pena.

5) Come dovremmo confessare

Esame di coscienza. Dobbiamo pregare il Divino Spirito Santo che ci illumini sui nostri peccati. Riflettiamo, cerchiamo di ricordare tutti i peccati che abbiamo commesso dall'ultima Confessione. Potremmo aver offeso Dio con pensieri, atti peccaminosi, omissioni nel nostro dovere.

Dobbiamo ricordare il peccato, ma anche il numero di volte in cui lo commettiamo e qualcosa che potrebbe aver aggravato o ridotto la gravità del peccato. Tutto questo dobbiamo dire al Padre.

Quando sappiamo già più o meno cosa diremo al Padre, ci avviciniamo al confessionale con rispetto e raccoglimento. Molti bambini non capiscono che la confessione è una cerimonia religiosa, un rito e non una conversazione con il Padre. Siamo lì davanti a Dio.

Chiediamo la benedizione al Padre, diciamo quando è stata la nostra ultima Confessione, e diciamo tutti i peccati, uno dopo l'altro, con il numero e qualche dettaglio importante, senza approfondire troppo i dettagli che ci hanno portato a commettere il peccato. Se sono necessari ulteriori dettagli, il padre chiederà. Non possiamo nascondere alcun peccato grave, poiché ciò renderebbe invalida la Confessione e abuseremo della bontà di Dio. Molte persone, per la vergogna, nascondono qualche peccato. Il Padre, che non può indovinare, dà l'assoluzione, ma Dio non perdona un'anima bugiarda. Poi quella persona va a messa e comunica ancora, commettendo il peccato di sacrilegio. Siamo sempre sinceri nelle nostre confessioni.

Quando abbiamo finito di confessare, abbiamo ascoltato il consiglio di mio padre. In questo momento impariamo sempre qualcosa di buono per la nostra anima. Prestiamo molta attenzione! E cerchiamo di agire secondo questo consiglio, soprattutto quando si tratta di riparare i danni causati ad altri, come chiedere scusa a qualcuno, restituire qualcosa di rubato, ecc. Il Padre, in questo momento, ci darà la penitenza, che pregheremo al più presto, preferibilmente subito dopo la Confessione, in unione con la Passione di Nostro Signore. Poi ci dice di recitare l'Atto di Contrizione. Mentre preghiamo, ci dà l'assoluzione, che si conclude con questa bella preghiera:

“Possa la passione di Nostro Signore Gesù Cristo, i meriti della Beata Vergine Maria e di tutti i Santi, e qualunque cosa tu abbia fatto del bene e sopportato il male, essere applicata a te per la remissione dei peccati, l'aumento delle grazie e per la ricompensa della vita eterna. Amen."

Possa Dio non permetterci di allontanarci mai dalla pratica della Confessione regolare, un mezzo sicuro per ottenere la salvezza eterna!

PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE.

 


O Madre del mio Dio e mia Signora Maria,
mi presento a Te che sei la Regina del Cielo e della terra
come un povero piagato davanti ad una potente Regina.

Dall’alto trono dal quale tu siedi, non sdegnare,
Ti prego, di volgere gli occhi su di me, povero peccatore.

Dio Ti ha fatta così ricca per aiutare i poveri
e Ti ha costituita Madre di Misericordia
affinché Tu possa confortare i miserabili.

Guardami dunque e compatiscimi.

Guardami e non mi lasciare se non dopo avermi trasformato
da peccatore in Santo.

Mi rendo conto di non meritare niente, anzi, per la mia ingratitudine dovrei essere privato di tutte le grazie che per tuo mezzo ho ricevuto dal Signore; ma Tu che sei la Regina di Misericordia non cerchi i meriti, bensì le miserie per soccorrere i bisognosi. Chi è più povero e bisognoso di me?

O Vergine sublime, so che Tu, oltre ad essere la Regina dell’universo, sei anche la mia Regina. Voglio dedicarmi completamente ed in modo particolare al tuo servizio, affinché Tu possa disporre di me come Ti piace. Perciò Ti dico con San Bonaventura: “O Signora, mi voglio affidare al tuo potere discreto, perchè Tu mi sostenga e governi totalmente.

Non mi abbandonare”. Guidami Tu, Regina mia, e non lasciarmi solo. Comandami, utilizzami a Tuo piacere, castigami quando non Ti ubbidisco, poiché i castighi che mi verranno dalle Tue mani mi saranno salutari.

Ritengo più importante essere tuo servo piuttosto che signore di tutta la terra. “Io sono tuo: salvami”. O Maria, accoglimi come tuo e pensa a salvarmi. Non voglio più essere mio, mi dono a Te.

Se nel passato Ti ho servito male ed ho perduto tante belle occasioni per onorarti, in avvenire voglio unirmi ai tuoi servi più innamorati e fedeli.

No, non voglio che da oggi in poi qualcuno mi superi nell’onorarti e nell’amarti, mia amabilissima Regina. Prometto e spero di perseverare così, con il tuo aiuto.

Amen.

Sant'Alfonso Maria de' Liguori

La strada dell'anticristo si sta aprendo, ma voi siate sereni perché il fuoco dello Spirito Santo, sarà sopra i miei figli, che non si lasceranno ingannare.

 


Trevignano Romano 3 gennaio 2021


Figli miei, grazie per essere qui nella preghiera e per avere risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, accendete le candele della fede e continuate con la preghiera; in questo momento abbiamo bisogno di voi cristiani e di coloro che sono nella verità. Figli miei, fate attenzione perché tutto quello che sta per accadere dovrebbe far aprire gli occhi e far vedere che la giustizia e il castigo di Dio sono su di voi. Molte le nazioni che hanno voltato le spalle alle leggi di Dio facendone altre proprie che non hanno a che vedere con il divino.
Figli, pregate per coloro che hanno promosso leggi sull'aborto, perché grande sarà la loro sofferenza. Figli,
la strada dell'anticristo si sta aprendo, ma voi siate sereni perché il fuoco dello Spirito Santo, sarà sopra i miei figli, che non si lasceranno ingannare. Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

AVVERTIMENTO