sabato 8 febbraio 2020

MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA 6 FEBBRAIO 2020



FIGLI DEL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO!

L’inesorabile trascorrere del tempo sta accelerando le profezie.
Tra l’umanità si sta percependo il contagio del demonio che non si ferma nel suo agire e, mentre i figli di Dio stanno dormendo, il male non dorme, bensì agisce in modo feroce ed attacca senza pietà.

PER QUESTO VI INVITO A CONTINUARE A STARE ATTENTI A QUELLE DECISIONI CHE CALPESTANO LA PAROLA DIVINA, CHE STANNO PORTANDO GLI UOMINI FUORI STRADA E CHE LI FANNO E LI FARANNO AGIRE E COMPORTARE CONTRO LA VOLONTÀ DIVINA.

La confusione nel Corpo Mistico di Cristo ha aperto la strada allo scisma, nel quale sfocerà la Chiesa del Nostro Re e Signore Gesù Cristo.

Siate fedeli, siate persone che si alimentano del Corpo e del Sangue del Nostro Re e Signore Gesù Cristo e che nella Sacra Eucaristia trovano la forza per quello che vi riserverà il futuro. (Cfr. Gv 6, 55-57)
Da ogni Eucaristia ricevuta, sempre e quando l’abbiate ricevuta nelle condizioni spirituali necessarie, godrete del frutto del quale avrete bisogno quando non potrete ricevere la Comunione Sacramentale, cosicché non abbiate a patire la fame spirituale.

Pregate in ogni momento (Cfr. 1 Tes 5,17), la preghiera permanente, l’unità con il vostro Re e Signore Gesù Cristo, sono imprescindibili perché possiate essere ricolmi della speranza necessaria per andare avanti senza fermarvi.

CONTINUATE A STARE ATTENTI, MOLTO ATTENTI ALLE NOVITÀ CHE INDEBOLISCANO LA PAROLA DIVINA ESPRESSA NELLA SACRA SCRITTURA!

Grandi prove si stanno abbattendo sulla Chiesa del Nostro Re e Signore Gesù Cristo. Cambiamenti ingiustificati, stanno portando sciagure spirituali che permettono ai demoni di entrare nelle persone.

Guai a coloro che con il loro permissivismo, asseconderanno la caduta dei figli dell’Altissimo!

Grandi catastrofi incombono sulla terra intera: l’uomo non troverà riparo né sulle montagne, né nelle praterie, né nelle città, perché è arrivato ad obiettare contro il Suo Re e Signore.

L’essere umano si è svincolato dal Suo Re e Suo Signore, per darsi ai bassi istinti, a un livello tale, che gli stessi demoni faranno festa quando gli uomini si scaglieranno contro gli stessi uomini, in un modo peggiore di quello delle bestie.

Sarà allora che tutto il creato si stupirà e si vergognerà dell’uomo e di come si stia comportando sulla terra e gemerà nel subire tanto abominio.

I terremoti aumenteranno la loro intensità, che supererà quella di questo momento, i mari saranno agitati a causa dei movimenti che nasceranno dalle profondità della terra e da quelle dei mari.

Gli eco-sistemi, compromessi dalla mano dell’uomo, obbligheranno gli insetti a cercare cibo in altri habitat e le città saranno invase da locuste, da cavallette e da “saltamartino”, che lasceranno l’uomo senza cibo.

Vi manca l’umiltà per elevare preghiere alla vostra Regina e Madre di tutti gli uomini.

Il Nostro Re e Signore Gesù Cristo non respinge chi si rivolge a Sua Madre perché interceda.

Pregate tutti, pregate. Le pestilenze stanno avanzando in silenzio, alcune nascono davanti agli occhi degli uomini, altre sono causate dalla scienza
mal utilizzata.

Pregate tutti, pregate. Di fronte alla verità che sta venendo silenziata, siate prudenti, non esponetevi alle malattie che percorreranno la terra.

Pregate tutti, pregate. Vari paesi patiranno a causa di grandi terremoti che colpiranno la terra, tra i quali: il Centro America, il Cile, l’Equador, l’Indonesia, il Giappone, il Messico, Porto Rico.
Lo Stato della California e la città di San Francisco si muoveranno con grande forza. L’Argentina tremerà.

Grandi vulcani entreranno in attività e la maggioranza degli uomini lo ignoreranno fino a quando non saranno loro stessi a subirne le conseguenze.

Questa è la grande ignoranza degli uomini che seguono gli idoli della musica, dello sport, ma degli annunci del Cielo non sanno nulla e ignorano quello su cui il Cielo li sta avvisando.

Voi, Popolo di Dio. Popolo orante e praticante della Legge di Dio e timorosi di offenderlo, PREGATE, NON SOLO CON LA PAROLA, MA SVEGLIANDO I VOSTRI FRATELLI CHE SONO ADDORMENTATI.

Vi chiedo di non vacillare, di rimanere saldi nella Fede, vi chiedo di essere veramente fratelli.

Noi, gli Eserciti Celesti, vi custodiamo. Invocateci affinché vi possiamo assistere, non dimenticatevi di avere gli Angeli Custodi: invocateli, parlate con Loro, date Loro il permesso di intervenire e di non lasciarvi andare sulla cattiva strada.

Popolo di Dio, dovrete affrontare delle prove, ma affinché possiate godere del Cielo anticipato, dovete anche camminare verso la META restando uniti al vostro Re e Signore Gesù Cristo, tenendo per Mano la vostra Regina e Madre.

Non temete, siate amore! Siate umiltà, siate carità ed il resto lo riceverete in sovrappiù!

IN ONORE AL NOSTRO RE E SIGNORE DEI CIELI E DELLA TERRA.
UNITI NELL’AMORE DELLA TRINITÀ SACROSANTA.

CHI È COME DIO?
NESSUNO È COME DIO!


San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Ancora una volta San Michele Arcangelo ci invita alla preghiera attiva. Ci chiama e ci sollecita perché in quanto figli di Dio siamo anche figli della nostra Madre Santissima, che intercede per l’umanità.

Siamo avviati alle prove che sapevamo sarebbero arrivate, quindi comportiamoci conseguentemente, rispondendo con rettitudine e con amore nei confronti di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

venerdì 7 febbraio 2020

Un monito del Padre celeste ai Suoi figli



Così parlò il Signore a me e in me  per ciascuno, e ciò è vero, fedele e sicuro:

1. «Chi vuol parlare con Me, costui venga a Me, ed Io gli metterò la risposta nel cuore; tuttavia solo i puri, il cui cuore è pieno di umiltà, percepiranno il suono della Mia Voce.

2. E chi preferisce Me al mondo intero, e Mi ama come una tenera sposa ama il suo sposo, con costui Io voglio camminare a braccetto. Egli sempre Mi vedrà come un fratello vede l’altro fratello, e come Io lo vedevo fin dall’eternità, prima ancora che egli fosse.

3. Dì però agli ammalati, che essi non devono affliggersi nella loro malattia, ma devono rivolgersi seriamente a Me e fidarsi assolutamente di Me. Io li consolerò, ed un fiume del balsamo più prezioso si riverserà nel loro cuore, e la sorgente dell’eterna Vita si rivelerà in essi, inesauribile; essi guariranno e saranno ristorati, come l’erba dopo una pioggia a dirotto.

4. A coloro che Mi cercano, dì loro: “Io sono il ‘Vero dappertutto, e il ‘Vero da nessuna parte’. Sono dappertutto dove Mi si ama e si osservano i Miei Comandamenti, da nessuna parte, invece, dove Mi si adora e Mi si venera soltanto”. Non è dunque l’amore più che la preghiera, e l’osservanza dei Comandamenti più che la venerazione? In verità, in verità Io ti dico: “Chi Mi ama, costui Mi adora in spirito, e chi osserva i Miei Comandamenti, costui è colui che mi venera nella verità!”. I Miei Comandamenti però nessuno può osservarli se non colui che Mi ama; ma chi Mi ama non ha più alcun comandamento che questo: e cioè di amare Me e la Mia Parola viva, che è la vera, eterna Vita.

5Ai deboli annuncia dalla Mia bocca: “Io sono un Dio forte. Essi devono tutti rivolgersi a Me, ed Io li completerò. Da un acchiappa-mosche voglio fare un domatore di leoni, e i timorosi debbono distruggere il mondo, e i forti della Terra devono essere dispersi come pula”.

6Ai danzatori e alle danzatrici dì, senza timidezza, che essi sono tutti quanti burattini manovrati da Satana. Egli infatti li afferra tutti quanti per i piedi e gira attorno con loro velocemente in un vortice, affinché essi siano in tal modo completamente storditi da non poter né stare, né andare, né sedere, né dormire, né sostare, né vedere, né udire, né tastare, né odorare, né gustare, né percepire; essi infatti sono come morti, per cui non si può né consigliarli né aiutarli. E se ancora volessero volgersi a Me, si sentirebbero come uno che una persona robusta prendesse per i piedi e facesse girare in circolo attorno a sé; anche se costui guardasse su al cielo, non vedrebbe il sole, ma solo una striscia luminosa che lo accecherebbe, così che poi vorrebbe chiudere gli occhi e non vedere più nulla del tutto.

7. Colui in cui l’occhio del corpo è cieco, a costui sta ancora aperta la vista dello spirito; ma chi diventa cieco nello spirito, costui rimane cieco eternamente!

8Ai giocatori puoi dire che essi giocando perdono per prima cosa la loro vita, e poi tutto ciò che fu dato loro per questa stessa vita. Il gioco infatti è una fonte piena di velenoso sudiciume; i giocatori però credono che sia una fonte d’oro nascosta. Perciò essi frugano giornalmente in questa immondizia, assimilano nelle narici l’alito pestilenziale, si avvelenano fin nelle più intime fibre e, al posto del presunto oro, trovano l’eterna morte dello spirito.

9Coloro che possiedono la Scrittura e non la leggonoassomigliano a un assetato alla fontana in cui vi è acqua pura, che essi però non vogliono bere. Agiscono così o per una certa idrofobia spirituale, a somiglianza dei cani rabbiosi i quali, per calmare la sete bruciante, mordono le pietre più dure anziché cacciare il muso nell’acqua e guarire; oppure anche, il più delle volte, essi agiscono così per una certa indifferente pigrizia, e preferiscono perciò farsi offrire da certuni indolenti servitori, per calmare la loro sete, del fango puzzolente dalla più vicina pozzanghera, per poi perire malamente tutti quanti.

10. Ma ai fornicatori e alle fornicatrici dì questo: “Chi cammina nella carne, cammina nella morte, e il suo piacere sarà presto trasformato in cibo per i vermi. Solo chi cammina nello spirito, arriva alla Luce, la Sorgente di ogni Vita; la sua parte sussisterà in eterno e si moltiplicherà”.

11. Ai patiti dell’abbigliamento lussuoso e della moda dì seriamente che essi stanno nudi davanti al loro giustissimo Giudice. Il loro lusso passerà come una schiuma; la loro sete di potere ed il lusso saranno tramutati nella più bassa schiavitù, ed essi dovranno vergognarsi eternamente della loro stoltezza. Non è dunque un grande stolto colui che si propone di dorare un mucchio di immondizia, ed invece fa incastonare le pietre preziose nel più sudicio escremento anziché nell’oro? Oh, ma quanti, quanti ce ne sono di pazzi ora a questo mondo! La luce la prendono per tenebra, e la tenebra per luce!

12. Già sta una stella nell’est, che aprirà la via ad Orione, e il fuoco del Grande Cane tutti li consumerà; e Io voglio scagliarne in grande quantità di stelle dal Cielo sulla Terra, affinché tutti i malvagi periscano e la Mia luce brilli ovunque.

13. Io, Jehova, Dio dall’eternità, il Veritiero e il Fedele, come ultimo avvertimento! Amen!

14. A te, che hai scritto questo malamente sotto dettatura, ciò vale per primo, poi però per tutti gli altri! Amen! Questo dice il Primo e l’Ultimo! Amen!».

(Jakob Lorber)

LEGGENDA PERUGINA



( COMPILAZIONE DI ASSISI )


ISTRUZIONI PER LE DIMORE DEI FRATI

14. In altro tempo, trovandosi presso Siena per farsi curare gli occhi, sostava in una  cella, dove, dopo la sua morte, fu edificato in sua venerazione un oratorio. Messer  Bonaventura, che aveva donato ai frati il terreno su cui era stato costruito il convento,  disse al Santo: «Cosa ti sembra di questo luogo?». Rispose Francesco: «Vuoi che ti dica  come devono essere fatti i luoghi dei frati?». E Bonaventura: «Volentieri, padre». Il  Santo prese a dire: «Quando i frati arrivano in una città dove non hanno un luogo per  loro, trovando un benefattore disposto ad assegnare ad essi un terreno sufficiente per  costruirvi il convento con l’orto e le altre cose indispensabili, i frati devono innanzi tutto  determinare quanta terra basterà, senza mai perdere di vista la santa povertà che  abbiamo promesso di osservare e il buon esempio che siamo tenuti a dare al prossimo in  ogni cosa».

Parlava così il padre santo, perché era sua volontà che sotto nessun pretesto i frati  violassero la povertà nelle case e chiese, negli orti e altre cose a loro uso. Non voleva  che possedessero luogo alcuno con diritto di proprietà, e anzi vi abitassero sempre come pellegrini e forestieri.

A tal fine, voleva che nei vari luoghi i frati non fossero numerosi, poiché gli sembrava  difficile osservare la povertà quando si è in tanti. Fu questa la sua volontà, dal momento  della conversione fino al giorno della morte che la santa povertà fosse osservata perfettamente.
15. 
Il Santo proseguì: «Poi, si rechino dal vescovo della città e gli dicano: “ Messere, un  benefattore, per amore di Dio e per la salvezza della sua anima, ha intenzione di offrirci  il terreno bastante per costruire un luogo. Ricorriamo a voi per primo, poiché siete padre  e signore delle anime di tutto il gregge affidato a voi, e anche nostro e degli altri frati  che risiederanno in questo luogo. Vorremmo edificare una casa con la benedizione del  Signore Dio e vostra».

Francesco diceva questo perché il bene delle anime, che i frati vogliono realizzare tra il  popolo, sarà maggiore se, vivendo in concordia con i prelati e il clero, essi guadagnano  a Dio e popolo e clero, che se convertissero solo il popolo scandalizzando prelati e  chierici. Diceva: «Il Signore ci ha chiamati a rianimare la fede, inviandoci in aiuto ai  prelati e chierici della santa madre Chiesa. Siamo quindi tenuti ad amarli, onorarli e  venerarli sempre, in quanto ci è possibile. Per questo motivo sono detti a frati minori “,  perché devono essere i più piccoli di tutti gli uomini del mondo, sia nel nome, sia  nell’esempio e nel comportamento.

Agli inizi della mia nuova vita, quando mi separai dal mondo e dal mio padre terreno, il  Signore pose la sua parola sulle labbra del vescovo di Assisi, affinché mi consigliasse  saggiamente nel servizio del Cristo e mi donasse conforto Per questa ragione e per le  altre eminenti qualità che riconosco nei prelati, io voglio amare, venerare e considerare  miei signori non soltanto i vescovi, ma anche gli umili sacerdoti».

16. «E dopo aver ricevuto la benedizione del vescovo, vadano e facciano scavare un  gran fossato tutto intorno al terreno ricevuto, e vi piantino a guisa di muraglia una  spessa siepe, in segno di santa povertà e umiltà. Poi si facciano apprestare delle case  poverelle, costruite con fango e legname, e alcune cellette separate, dove i frati possano  raccogliersi a pregare e lavorare con più devozione e lontano da discorsi oziosi.

Facciano costruire anche la chiesa. Però i frati non devono far erigere grandi chiese, al  fine di predicare al popolo o sotto altro pretesto. C’è maggiore umiltà e migliore  esempio quando vanno a predicare in altre chiese, osservando la santa povertà e  mantenendosi umili e rispettosi. Se talora venissero da loro prelati o chierici, religiosi o  secolari, le povere case, le cellette e le chiese dei frati dimoranti nel luogo saranno per  gli ospiti una predica, e ne trarranno edificazione».

Aggiunse: «Molto spesso i fratelli si fanno fabbricare grandi costruzioni, violando la  nostra santa povertà, provocando nel prossimo malesempio e mormorazione. Poi, sotto  pretesto di un luogo più comodo o più santo abbandonano il luogo primitivo e i suoi  edifici. Allora quelli che diedero elemosine e la gente, vedendo e udendo ciò, ne restano  molto scandalizzati e urtati.

È più conveniente che i frati abbiano luoghi e edifici poveri, restando fedeli al loro  ideale e dando buon esempio al prossimo, anziché fare del bene in contrasto con la loro  professione religiosa e dando malesempio al popolo. Allora sì, se accadesse ai frati di  abbandonare i luoghi modesti e le abitazioni poverelle in vista di un’abitazione più  adatta, il malesempio e lo scandalo sarebbero meno grandi».

VERGILIO GAMBOSO

L E 24 ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO



La Serva di Dio Luisa Piccarreta scrive „Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C.’ contemplando il suo Sposo Crocifisso e condividendone le pene Leggiamo nell’epistolario di Luisa: 


TERZA ORA 
Dalle 7 alle 8 della sera 
La Cena Legale 

O Gesù, già arrivi al Cenacolo insieme con gli amati discepoli e Ti metti a cena con loro. Quanta dolcezza, quanta affabilità non mostri in tutta la tua Persona, nell’abbassarti a prendere l’ultima volta il cibo materiale! Tutto è amore in Te. Anche in questo Tu non ripari solo i peccati di gola, ma impetri anche la santificazione del cibo, e come questo si converte in forza, così impetri per noi la santità anche nelle cose più basse e più comuni. 

Gesù, mia Vita, il tuo sguardo dolce e penetrante pare che 
 scruti tutti gli Apostoli, ed anche in quell ’atto di prendere il cibo, il tuo Cuore rimane trafitto nel 
 vedere i tuoi cari Apostoli deboli e fiacchi ancora, specie il perfido Giuda, che già ha messo piede nell’inferno. E Tu, dal fondo del Cuore, amaramente dici: “ Qual’é l’utilità del mio Sangue? Ecco un’anima da Me tanto beneficata, è perduta!”. 
E con i tuoi occhi sfavillanti di luce e di amore lo guardi, come a volergli far comprendere il gran male che si accinge a fare. Ma la tua suprema carità Ti fa sopportare questo dolore e non lo fai manifesto neppure ai tuoi amati discepoli. E mentre Ti addolori per Giuda, il tuo Cuore si riempie di gioia nel vederti alla sinistra il tuo amato discepolo Giovanni, tanto che, non potendo più contenere l’amore, dolcemente attirandolo a Te, fai a lui posare il capo sul tuo Cuore, facendogli provare il paradiso anticipato. Ed è in quest’ora solenne che nei due discepoli vengono raffigurati i due popoli, il reprobo e l’eletto: il reprobo in Giuda, che sente già l’inferno nel cuore; l’eletto in Giovanni, che in Te riposa e gode. 

O dolce mio Bene, anch ’io mi metto a te vicino, e insieme al tuo amato discepolo voglio poggiare il mio capo stanco sul tuo Cuore adorabile, e Ti prego di far sentire a me, anche su questa terra, le delizie del Cielo, onde la terra non sia per me più terra, ma Cielo, rapita dalle dolci armonie del tuo Cuore. Ma in quelle armonie dolcissime e divine, sento che Ti sfuggono dolorosi palpiti; sono per le anime perdute! O Gesù, deh, non permettere che nuove anime si perdano! Fa’ che il tuo palpito, scorrendo nel loro, faccia sentire i palpiti della vita del Cielo, come li sentì il tuo amato discepolo Giovanni e, attratte esse dalla soavità e dolcezza del tuo amore, possano tutte arrendersi a Te. 
O Gesù, mentre rimango nel tuo Cuore, dà anche a me il cibo, come lo desti agli apostoli: il cibo dell’amore, il cibo della tua divina parola, il cibo della tua Divina Volontà. O mio Gesù, non mi negare mai questo cibo che tanto Tu stesso desideri darmi, perché si formi in me la tua stessa vita. Dolce mio Bene, mentre me ne sto a Te vicino, vedo che il cibo che Tu prendi insieme ai tuoi cari discepoli, non è altro che un agnello. 

E ’ questo l’agnello figurativo; e come in questo agnello non rimane umore vitale per la forza del fuoco, così Tu, Agnello mistico, che tutto devi consumarti per le creature per forza d’amore, neppure una goccia di Sangue serberai per Te, versandolo tutto per amore nostro. 
Sicché, o Gesù, niente Tu fai che non raffiguri al vivo la tua dolorosissima Passione, che hai sempre presente nella mente, nel Cuore, in tutto; e ciò m’insegna che, se anch’io avessi innanzi alla mente e nel cuore il pensiero della tua Passione, mai mi negheresti il cibo dell’amor tuo. Quanto Te ne ringrazio! 
O mio Gesù, nessun atto Ti sfugge che non abbia me presente e che non intenda farmi un bene speciale. Perciò ti prego che la tua Passione sia sempre nella mia mente, nel mio cuore, nei miei sguardi, nei miei passi, nelle mie pene, affinché dovunque mi volga dentro e fuori di me, trovi Te sempre a me presente; e Tu fammi la grazia che mai io dimentichi ciò che hai fatto e patito per me. Questa sia la mia calamita, che attirando tutto il mio essere in Te, non mi faccia più allontanare da Te. 

Riflessioni e Pratiche 
Prima di prendere il cibo, uniamo le nostre intenzioni a quelle del nostro amabile e buon Gesù, immaginandoci di avere nella nostra bocca, la bocca di Gesù, e muoviamo la nostra lingua e le nostre guance insieme con le sue. Così facendo, non solo attireremo in noi la vita di Gesù Cristo, ma ci uniremo con Lui, per dare al Padre la gloria, la lode, l’amore, il ringraziamento, la riparazione completa dovuta dalle creature, e che il buon Gesù faceva 
in quest ’atto di prendere il cibo. 
Immaginiamoci anche di stare a tavola vicino a Gesù Cristo, ed ora di dargli uno sguardo, ora di pregarlo a dividere con noi un boccone, ora di baciare un lembo del suo manto, ora di contemplare il muoversi delle sue labbra, dei suoi celesti occhi, ora di notare il subitaneo annuvolarsi del suo amabilissimo Volto, quando prevede tante umane ingratitudini. 
Come l ’amante Gesù durante la cena parlava della sua Passione, così noi, prendendo il cibo, faremo qualche riflessione sul modo come abbiamo fatto Le Ore della Passione. Gli Angeli pendono dalle nostre labbra per raccogliere le nostre preghiere, le nostre riparazioni, e portarle innanzi al Padre per mitigare, in qualche modo, il suo giusto sdegno per le tante offese che riceve dalle creature, come le portavano quando il nostro Gesù stava sulla terra. E noi, quando preghiamo, possiamo dire che gli Angeli sono stati contenti, che siamo stati raccolti, riverenti, in modo da poter essi portare in Cielo con gioia, le nostre preghiere come portavano quelle del nostro Gesù, ovvero ne sono stati contristati?

Mentre l ’afflitto Gesù prendeva il cibo, restava trafitto alla vista della perdita di Giuda, e in Giuda, vedeva tutte le anime che dovevano andare perdute; ed essendo la perdita delle anime il più grande dei suoi dolori, non potendo contenerlo, tirò a Sé Giovanni per averne ristoro. Così noi Gli staremo come Giovanni, sempre d’appresso, compatendolo nei suoi dolori, sollevandolo e dandogli riposo nel nostro cuore. Faremo nostra la sua pena, c’immedesimeremo in Lui, e così sentiremo i palpiti di quel Cuore Divino, trafitto dalla perdita delle anime. 
E noi Gli daremo i nostri palpiti per togliere quelle trafitture, e al posto di quelle trafitture Gli metteremo le anime che vogliono andare perdute, perché si convertano e si salvino. 
 Ogni palpito del Cuore di Gesù è un ti amo, che si ripercuote in tutti i palpiti delle creature, che vorrebbe racchiudere tutte nel suo Cuore, per avere in ricambio il palpito di esse; ma l’amante Gesù, da molti non lo ha, e perciò il suo palpito resta come soffocato ed amareggiato. E noi, preghiamo Gesù che segni il nostro palpito col suo ti amo, affinché anche il nostro cuore possa fare la vita del suo Cuore che, ripercuotendosi nel palpito delle creature, 
 le costringa a dire Ti amo, Gesù! Anzi ci fonderemo in Lui, e l’amabile Gesù ci farà sentire il suo ti amo. E’ tanto immenso questo ti amo, che riempie Cielo e terra, circola nei Santi, scende in Purgatorio. Tutti i cuori delle creature sono toccati da questo ti amo; gli stessi elementi sentono nuova vita, in modo che tutti ne provano gli effetti. 

Gesù, anche nel suo respiro, Si sente come soffocare per la perdita delle anime; e noi Gli 
 daremo il nostro respiro d ’amore a suo sollievo; e prendendo il suo respiro toccheremo le anime 
 che si distaccano dalle sue braccia per dar loro vita del respiro divino, affinché invece di 
fuggire, possano ritornargli, e stringersi di più a Lui. E quando ci troviamo in pena e sentiamo 
 che quasi il nostro respiro non esce libero, pensiamo allora a Gesù che nel suo respiro 
 contiene il respiro delle creature. Anch ’egli, come le anime vanno perdute, Si sente togliere un 
 respiro; e noi mettiamo allora il nostro respiro dolente e affannato nel respiro di Gesù per 
sollevarlo, e con la nostra pena corriamo appresso al peccatore per costringerlo 
 a rinchiudersi nel Cuore di Gesù. 
 Amato mio Bene, il mio respiro sia grido continuo ad ogni respiro di creatura, che la costringa a 
 rinchiudersi nel tuo respiro. La prima parola che l ’amante Gesù disse sulla croce, fu la parola del perdono, per scusare innanzi al Padre tutte le anime e cambiar la Giustizia in Misericordia. E noi Gli daremo i nostri atti come scusare il peccatore, affinché intenerito dalle nostre scuse, nessun’anima possa andare all’inferno. 
Ci uniremo con Lui per fare la sentinella ai cuori delle creature, affinché nessuna l ’offenda. Lo faremo sfogare nell’amore, accettando di buon animo tutto ciò che disporrà di noi: freddezze, durezze, oscurità, oppressioni, tentazioni, distrazioni, calunnie, malattie ed altro, per rinfrancarlo di ciò che riceve dalle creature.

Non è col solo amore che Gesù Si sfoga con le anime, ma molte volte, quando sente il freddo delle creature, se ne va dall’anima e le fa sentire il suo freddo per sfogare con lei; e se l’anima l’accetta, Gesù Si sentirà rinfrancato di tutte le freddezze delle creature, e questo freddo sarà di sentinella al cuore altrui per fare amare l’amante Gesù. Altre volte, Gesù sente la durezza dei cuori nel suo, e non potendola contenere, vuole sfogare e viene da noi. 
Fa toccare il suo Cuore al nostro, facendoci parte della sua pena; e noi facendo 
 nostra la sua pena, la metteremo intorno al cuore del peccatore per sciogliere la sua durezza e 
ricondurlo a Lui. Amato mio Bene, tu soffri tanto per la perdita delle anime, ed io per 
 compassione, metto a tua disposizione l ’essere mio; prenderò su di me le tue pene e le pene dei 
 peccatori, e lascerò Te sollevato, e il peccatore avvinto a Te. 
O mio Gesù, deh! Fa ’ che tutto il mio essere si sciolga in 
amore, affinché possa essere di continuo sollievo per raddolcire 
 tutte le tue amarezze. 
( Preghiera di Ringraziamento, pagina 19 ) 


Gesù comunicò Se stesso 
Dal Volume 11 del 8 Settembre 1916 
[ Luisa dice:] 
Questa mattina, dopo la Comunione, sentivo che il mio amabile Gesù in modo speciale mi assorbiva tutta nel suo Volere, ed io nuotavo dentro di Esso. Ma chi può dire ciò che provavo? Non ho parole per esprimermi. E Gesù mi ha detto: 
 “ Figlia mia, per quanto tempo l‟ anima sta nella mia Volontà, tanto di vita divina può dire che fa sulla terra. Come Mi piace quando vedo che l‟anima entra nella 
 mia Volontà per farvi vita divina! Molto Mi piace vedere le anime che ripetono nella mia Volontà ciò che faceva la mia Umanità in Essa. 
 Quando Io istituii il Sacramento Eucaristico e comunicai gli Apostoli, Io comunicai Me stesso nella Volontà del Padre; e con ciò non solo riparavo tutto, ma trovando nella Divina Volontà l’immensità, l’onniveggenza di tutto e di tutti, quindi abbracciavo tutti, comunicavo tutti. E vedendo che molti non avrebbero preso parte 
 al Sacramento, ed il Padre offeso che non volevano ricevere la vita, Io davo al Padre 
 la soddisfazione, la gloria, come se tutti avessero fatto la santa Comunione, dando al Padre per ciascuno la soddisfazione e la gloria di una vita divina. 
 Anche tu, fa ‟ la Comunione nella mia Volontà, ripeti ciò che feci Io, e così non solo riparerai tutto, ma darai Me stesso a tutti com‟Io intendevo di darmi a tutti, e Mi darai gloria come se tutti si fossero comunicati. 
 Il mio Cuore si sente intenerito nel vedere che la creatura, non potendo darmi nulla da sé che sia degno di Me, prende le cose mie, le fa sue, imita come l‟ho fatto Io, e, per piacermi Me le dà. Ed Io, nel mio compiacimento, vo ripetendo: Brava alla figlia mia, hai fatto proprio ciò che facevo Io ”. 

Le spose di Gesù



Gradi di preghiera

La preghiera orale di solito viene considerata come il primo grado di preghiera. Molti cristiani recitano soltanto preghiere imparate a memoria senza spontaneità e forse senza rendersi nemmeno conto di quello che dicono. In molti casi il rapporto personale con Dio si riduce a questo. Ma la preghiera orale ben fatta può costituire il tuo cammino verso la contemplazione e puoi usarla per tutta la vita, anche negli stadi più avanzati di orazione.
In certe occasioni sarà l’unica preghiera possibile, quando ti sentirai stanca, distratta o incapace di concentrarti. Ripetere una breve frase, lentamente, con amore, può essere una bellissima preghiera e far diventare tutte le attività una lode a Dio. Perciò ogni volta che c’è uno spazio vuoto nella tua vita, riempilo d’amore. Ripeti ad esempio: «Gesù, Maria, vi amo, salvate anime». 
In questo modo, santificando tutto ciò che fai, puoi rendere la tua vita una continua preghiera.
Quando la preghiera orale passerà dalle tue labbra al tuo cuore, diventerà orazione affettiva e potrà costituire l’inizio della contemplazione, soprattutto quando reciterai tutti i giorni il Rosario e l’Ufficio divino.

Padre Angel Peña

L'ARALDO DEL DIVINO AMORE



DOTTRINA E MISSIONE DI S. GELTRUDE
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Studiando la sua religione profonda, forte, affettuosa, è impossibile non notare lo stridente contrasto con l'errore gelido e tenebroso che doveva nascere e svilupparsi, due. secoli dopo, proprio nei luoghi ove Geltrude era vissuta. Tale coincidenza è troppo rilevante per passarla sotto silenzio: « Nel 1483 - dice il continuatore dell'Anno liturgico - Lutero nasceva ad Eisleben e la sua mente disordinata gettava le basi dell'odioso sistema che doveva fare del Dio infinitamente buono che i nostri padri avevano conosciuto, l'autore diretto dei male e della dannazione, che crea il peccatore per il delitto e per l'eterno supplizio, affine di proclamare la sua onnipotente autocrazia » (Anno liturgico, tempo dopo la Pentecoste: libro I - Festa del Sacro Cuore).

La migliore risposta a quell'eresia, che aveva per pretesto la negazione delle indulgenze, e per fine quella della grazia, non era forse la rivelazione dei tesori d'amore e di misericordia racchiusi nel sacratissimo Cuore di Gesù? Fu appunto questa la divina risposta rivelata dal Salvatore alle vergini di Helfta, due secoli prima che nascesse l'errore: essa però restò per lungo tempo dominio privato. Siamo quasi tentati di pensare che Dio aspettasse per manifestarla, che il protestantesimo avesse prodotto i suoi peggiori effetti: ma, ohimè, il divino pensiero non fu corrisposto, e neppure ai nostri giorni si è saputo trarne logiche conseguenze. Dio attese per altro l'ora sua, ora che non lasciò ignorare alla diletta Sposa, S. Geltrude. Un giorno essa chiese al Discepolo prediletto come mai non avesse rivelato i misteri del Cuore di Gesù, che pur aveva così bene conosciuto, riposando sul suo petto. Rispose Giovanni: « La mia missione, in quei primi tempi della Chiesa, doveva limitarsi a dire sul Verbo divino, Figlio eterno del Padre, poche, altissime parole che l'intelligenza umana potesse sempre meditare, senza mai esaurirne la ricchezza: agli ultimi tempi era riservata la grazia di sentire il grido eloquente del Cuore di Gesù. A questo grido il mondo invecchiato ringiovanirà, si scuoterà dal torpore e l'infiammerà ancora il fuoco del divino amore » (Libr. IV, cap. IV).
Giunta la pienezza di questi ultimi tempi, Nostro Signore intervenne direttamente, e, mediante il concorso di S. Margherita Maria Alacoque, nonchè dei Padri della Compagnia di Gesù, rivelò al mondo i misteri ineffabili del suo divin Cuore.
L'inferno fremette e i Giansenisti vomitarono la loro bava su quella « novità indecente ».
Però nessuno dei santi, che in questi ultimi secoli furono chiamati da Nostro Signore a diffondere il culto pubblico del suo sacratissimo Cuore, ne ha esposti i misteri con la precisione e l'insistenza della nostra cara Santa, dalla quale non si può separare S. Matilde.
L'intuizione profonda ch'Ella ebbe dei misteri del Cuore di Gesù sorprende, se non si considera come la prova più convincente della verità della sua ispirazione. Essa venne eletta per accogliere questa rivelazione. Ora il divin Cuore le appare come un forziere che racchiude tutti i tesori: ora è una lira arpeggiata dallo Spirito Santo, le cui melodie rapiscono la SS. Trinità e tutta la Corte celeste. Poi appare come una sorgente freschissima, che, con un triplice getto, reca ristoro alle anime purganti, fortezza alla Chiesa militante e torrenti di delizie alla Chiesa trionfante. Altrove il divin Cuore è rappresentato da un incensiere d'oro da cui s'innalzano tante onde di profumo quanti sono í popoli, per i quali il Salvatore è morto in Croce. Altra volta è un altare sul quale i cristiani depongono le loro offerte, gli eletti i loro omaggi, gli angeli le loro adorazioni, e su cui l'eterno Sacerdote immola Se stesso. Il divin Cuore è anche rappresentato da una lampada sospesa fra cielo e terra, da una coppa alla quale si dissetano i Santi, non però gli Angeli, i quali vi attingono anch'essi delizie ineffabili.
La preghiera del Signore, il Pater Noster è un frutto squisito del Sacro Cuore di Gesù.
Inoltre l'adorabile Cuore è il divino supplemento per riparare le negligenze nel servizio di Dio: Eglii si fa nostra servo, nostro pegno per aiutarci ad adempiere i nostri obblighi: soltanto, in Esso le opere possono rivestirsi di quella perfezione e nobiltà che le rendono gradite allo sguardo del Padre: dal Cuore di Gesù passano tutte le grazie che discendono a ristorare la terra. Infine, è il benedetto santuario ove le anime dei morenti possono trovare sicuro rifugio, in attesa di essere la loro delizia per tutta l'eternità.
All'indomani di un secolo che ha visto i progressi e gli sviluppi del culto al Sacro Cuore, nel secolo attuale che può notare nei suoi fasti la solenne consacrazione del genere umano al divin Cuore, pare che non ci sia libro migliore da raccomandare utilmente alle anime delle Rivelazioni di S. Geltrude. Esso le aiuterà a penetrare nei segreti ineffabili dell'amore incomprensibile che ha prodotto il mistero dell'Incarnazione, affinchè loro sia dato di proclamare con fierezza soprannaturale: a Et nos cognovimug et credidimus caritati quam habet Deus in nobis. E noi pure abbiamo capito qual'è l'amore di Dio per noi e vi abbiamo creduto » (Giov, IV, 16).

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Falsi cristi e falsi profeti



Guardatevi da falsi cristi e falsi profeti. Da questi vi ho avvertiti quando camminavo sulla  Terra, perché sapevo dell’agire del Mio avversario, dei suoi cappi e macchinazioni senza scrupoli, con cui cerca di tirare voi uomini nella rovina. Impiega tutti i mezzi e questo del  tutto particolarmente nel tempo della fine, per raddensare l’oscurità nella quale l’umanità langue. Ci  saranno ovunque degli uomini, che si spacciano come sapienti ed iniziati nei Segreti della  Creazione, che pretendo il riconoscimento dagli uomini e pretendono la fede nelle loro vicissitudini  spirituali e che sono soltanto degli strumenti del Mio avversario, perché rappresentano del  patrimonio spirituale e lo diffondono, che contraddice totalmente la Verità. Sorgeranno in gran  numero falsi cristi e falsi profeti.

Tutti si metteranno sulle spalle il mantello di inviati divini, tutti affermeranno di sapere e di stare  in contatto con degli inviati più alti. Si spacceranno come messaggeri di Luce e loro stessi  cammineranno nella più profonda oscurità e perciò diffonderanno anche soltanto oscurità fra i  prossimi. Non possono irradiare nessuna Luce, perché loro stessi non ne possiedono, ma appaiono  così sicuri di sé, perché gli uomini non osano di dubitare nella missione divina di coloro che in  Verità lavorano comunque per il Mio avversario. Ma riconoscere questi saranno in grado soltanto  quegli uomini, che si muovono loro stessi nella Verità e costoro verranno nuovamente descritti  come falsi profeti dagli altri. E sarà difficile convincersi della missione divina dei veri profeti, ma  non è impossibile, perché che esistano dei veri profeti, lo dimostra il Mio Avvertimento dai falsi  profeti.

Ma voi dovete soltanto seriamente volere di non diventare vittime degli ultimi, ed in Verità, allora  saprete anche a chi vi rivolgete, perché i Miei messaggeri vi portano un messaggio che tocca la  vostra anima in modo confortante e guaritore, che viene percepito da voi anche davvero come Cibo  fortificante e Bevanda rinfrescante, di cui avrete poi sempre di nuovo il desiderio e ne troverete  visibile fortificazione per la via della vostra vita terrena, mentre invece degli insegnamenti falsi vi  trasmetteranno un apparente sapere, che non può convincervi come Verità e che non significa  nessuna edificazione o ristorazione per la vostra anima. E’ e rimane un sapere vuoto, che vi appare  poco credibile e con cui potete fare poco, che fa piuttosto scaturire in voi paura e spavento e non  siete in grado di riconoscere nessun Dio amorevole, il quale agisce come un Padre sui Suoi figli. 

Dei falsi profeti non potranno mai portare la pura Verità agli uomini e l’avversario ha anche  soltanto l’intenzione di minare la Verità, di ingarbugliare gli uomini nell’errore ed il suo più  fervente tendere è di nascondere agli uomini la Verità su Gesù Cristo e la sua Opera di Redenzione,  sulla Divenuta Uomo di Dio in Gesù, oppure di confondere il loro pensare talmente, affinché non  prendano la via verso la Croce e così la loro via terrena rimanga senza successo per le loro anime.  Per questo non gli è mai troppo cattivo nessun mezzo, perché Gesù lo ha vinto attraverso la Sua  morte sulla Croce e lui cerca di nuovo di svincolarGli i Frutti della Sua Vittoria. Lui perde le anime  che si rivolgono a Gesù, di conseguenza egli cerca di dare agli uomini una Immagine totalmente  falsa su Gesù, in modo che non vedano nessun motivo di prendere la via verso la Croce. La  rappresentazione secondo la Verità dell’Opera di Redenzione ha anche un Effetto salvifico e questo  significa per il Mio avversario, che perde il suo seguito, cosa che cerca di impedire con tutte le  astuzie e perfidie.

Voi uomini stessi potete facilmente riconoscere i falsi profeti nel fatto, che egli vi nasconde il  sapere sulla Redenzione tramite Gesù Cristo, quindi lo potete rifiutare giustificati come “falso  profeta”. Proprio nel tempo della fine potrete constatare sempre più sovente, che in campo spirituale  vengono date le più differenti rappresentazioni da parte di coloro, che si presentano come profeti  della Verità, ma che sono unanime in questo punto, che la Redenzione tramite Gesù Cristo, il  Sacrificio della Croce dell’Uomo Gesù come estinzione della grande colpa di peccato, viene  discusso, perché la fede in questo significa per il Mio avversario la perdita del suo seguito, che lui  non lo vuole perdere.

Già attraverso dei secoli Gesù Cristo viene conteso, perché sorgevano sempre di nuovo falsi  profeti, che erano influenzati dal Mio avversario di comparire contro Gesù e già solamente questo  dimostrava la loro appartenenza a lui. Certo, a loro non era possibile di rinnegare totalmente il  Cammino terreno dell’Uomo Gesù e quindi estirpare totalmente il sapere su di Lui, ma il vero scopo  della Sua Esistenza terrena – la Sua Missione salvifica – veniva sempre di nuovo descritta come  Dottrina d’errore e con ciò veniva tolta ogni speranza agli uomini, di venir liberati dalla loro colpa  di peccato, se questa non venisse espiata da loro stessi, appena credevano quindi a quei falsi profeti.  Ma l’uomo non sarà mai in grado di liberare sé stesso senza l’Aiuto di Gesù Cristo dalla sua grande  colpa di peccato; un uomo non sarà mai capace, di perfezionare sè stesso con la propria forza senza  Gesù Cristo, perché la colpa primordiale lo esclude totalmente, per cui non è nemmeno possibile  nessuna “auto redenzione” per quanto uno vi tendesse seriamente, perché la volontà dell’uomo è  troppo debole e fallirebbe sempre di nuovo.

E comunque ora gli uomini vengono istruiti, Gesù Cristo non viene rappresentato come il Figlio  di Dio e Redentore del mondo, nel Quale Io Stesso Mi Sono incorporato, allora non siete istruiti  nella piena Verità e non vi libererete eternamente perché la Verità soltanto vi rende liberi. Ed Io  Stesso vi trasmetto questa Verità, Io Stesso, vostro Dio e Creatore dall’Eternità, il più grande e più  perfetto Spirito dell’Infinito. Vi guido direttamente le Rivelazioni e vi guido nella Verità, perché  vorrei di nuovo donarvi la Luce della conoscenza, a cui una volta avete rinunciato liberamente e che  riotterrete, se soltanto l’accogliete liberamente, quando vi lasciate istruire da Me Stesso e vi date a  Me nell’amore, quindi compiete anche la Mia Volontà, se ora trasformate voi stessi nell’amore ed  assumete il vostro essere Ur, nel quale eravate inesprimibilmente beati. Solo Uno vi può promettere  tutto questo, ed Uno Solo può aiutarvi, e quest’Uno E’ Gesù, il quale E’ totalmente fuso con Me,  quindi Egli ed Io E’ Uno, Dio dall’Eternità in Eternità.

Amen.

Bertha Dudde 4 maggio 1963

Giurare fedeltà al magistero di Bergoglio?



SATANA IN VATICANO

Per dare inizio al regno dell’Anticristo si dovevano, prima, realizzare le parole della Madonna de La Salette:
«Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo», e quelle della Madonna di Fatima: 
«Satana effettivamente riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa». Questo avvenne il 29 giugno 1963, otto giorni dopo l’elezione di Paolo VI, con una doppia messa nera, celebrata simultaneamente a Roma e a Charleston (USA) con la quale Satana fu intronizzato nella Cappella Paolina, luogo in cui il Papa ricopre il ruolo di “Custode dell’Eucarestia”.

LA NASCITA DELLA “NUOVA CHIESA”

Fu a conclusione di quella doppia messa nera che il Delegato Internazionale Prussiano lesse la Legge di Autorizzazione davanti ai presenti di Roma: «Chiunque, attraverso questa Cappella Interna, fosse designato e scelto come successore finale dell’Ufficio Papale, dovrà giurare lui stesso, e tutti coloro che egli comanderà, di essere il volonteroso strumento e collaboratore dei Fondatori della “Casa dell’Uomo sulla Terra” ... Così sarà modellata la “Nuova Era dell’Uomo”».
Il 29 giugno 1963, quindi, nasceva la “Nuova Chiesa Universale dell’uomo” di ispirazione satanica che aveva il compito di sopprimere la Chiesa di Cristo, ma in modo particolare, doveva eliminare dalla faccia della terra la Redenzione del Sacrificio di Cristo sulla Croce, e sostituirla con la redenzione blasfema e satanica della Triplice Trinità massonica, di cui mons. Montini ben conosceva la rappresentazione geometrico-simbolica, per averla personalmente progettata e fatta scolpire, nel 1943, sul tombale della madre, Giuditta Alghisi, nel cimitero di Verolavecchia (Brescia).
Poche ore dopo l’evento della doppia messa nera, Paolo VI fece il giuramento da Papa. Quel “giuramento” fu uno “spergiuro” perché, de facto, Paolo VI lo annullò in tutto con la sua “rivoluzione” che non salvò alcun aspetto del Dogma, della Morale, della Liturgia, della stessa Disciplina.
I quindici anni di pontificato di Paolo VI videro la nascita e lo sviluppo della “Casa dell’uomo sulla Terra” o meglio della “Nuova Chiesa Universale dell’Uomo” d’ispirazione satanica. Questa fu la “nuova chiesa di Paolo VI” che, secondo le parole della Madonna de La Salette, avrebbe “eclissato la Chiesa di Cristo” come un corpo nero eclissa un corpo lucente.

del dott. Franco Adessa

La grande guerra è quasi alle porte! Solo la vostra preghiera sarà in grado di fermarla!



La vostra vita è fugace e soltanto i vostri valori interiori contano. Nell’Eternità non resterà nulla di chi si perde seguendo il diavolo, si abbandona a lui, si bea nell’esteriorità, non si prepara, non si purifica e non sviluppa il suo potenziale spirituale, perché si è rallegrato per tutta la vita dei beni del diavolo e non ha preparato la sua anima per l’Eternità.

Figli Miei. Svegliatevi, lo scintillio e l’apparenza non vi portano a Me, al vostro Salvatore, ma vi conducono nelle braccia del diavolo che vi calpesterà non appena lascerete questa terra!

Venite a Me, figli Miei e preparatevi finalmente per il Mio ritorno! Io, il vostro Santo Gesù, salverò e riscatterò ciascuno di voi! Io vi libererò da tutte le insidie del male e Mi prenderò cura di voi! Voi però dovete dornarMi il vostro Sì e incominciare a riconoscere la Verità! Luccichio, apparenza, patrimoni e bellezza non sono beni, che vi apriranno le porte del Cielo, invece amore, umiltà, purezza e fede, vi porteranno prima da Me e poi al Padre.

Figli Miei. Siate pronti per Me, perché molto presto starò davanti a voi! Non abbiate paura, ma correteMi incontro! Venite a Me e inchinatevi davanti a Me, così potrò benedire ciascuno di voi e il Mio amore fluirà attraverso di voi. Sarete pronti per Me senza paura, senza esitazione, senza dubbi, ma in profonda fede e fiducia!

Figli Miei. Il tempo stringe molto. Sempre più guerre minacciano di intensificarsi, per questo contrapponetevi con la vostra preghiera! Pregate molto e pregate profondamente! Pregate in ogni minuto libero! Pregate non importa, dove vi trovate!

Ascolterò ogni preghiera e prometto, che se abbastanza figli pregano per la pace sulla terra, Io manderò benevolenza su di essa, in modo che i cuori di quelli che sono indignati e litigiosi, assetati di potere e violenti si calmino e si ammorbidiscano.

Illuminerò con la Mia Luce quelli che prendono le decisioni riguardo alla guerra o alla pace e in questo modo terrò lontano da voi molto male.

Pregate, figli Miei, pregate perché la grande guerra è quasi alle vostre porte! Soltanto la vostra preghiera è in grado di fermarla! Unicamente la vostra preghiera ha il potere di evitarla! Pregate quindi, Figli Miei, pregate perché non è ancora cominciata la sofferenza più grande.

In profondo amore,

Il vostro Gesù che vi ama tanto.

Ogni giorno la provvidenza di Dio sorge prima del Sole.



Il 9 aprile 1929 mentre pregava in una chiesa gli rubarono i suoi documenti. Gli avevano rubato il permesso per viaggiare gratis in treno e dovette andare al relativo ministero per chiedere un nuovo permesso. Dopo un po’ di attesa e dopo aver sbrigato le pratiche, il capo ufficio rimase così ammirato dal suo comportamento e dalle sue parole che gli chiese di confessarsi, e subito dopo lo fece anche un secondo impiegato. 
Don Orione disse: “Dio permette il male per tirare fuori il bene. Dio permise che mi derubassero per darmi l’occasione di salvare anime. Che se ne vada il denaro e che vengano le anime!”(42)
Un giorno in cui aveva grossi debiti, andò a visitare un milionario, noto per la vita scandalosa. Don Orione gli parlò delle sue opere e delle sue necessità. Quell’uomo gli dette 200.000 lire e lui disse: “La provvidenza si serve anche dei peccatori che vogliono convertirsi”.
Giovanni Paolo II lo canonizzò nel 2004.
Il beato Giovanni Calabria († 1954) è stato anche lui uno dei santi più convinti nella provvidenza di Dio. Racconta che un giorno, giovane sacerdote, non riuscendo a dormire si mise a leggere il Vangelo e lo lesse tutto in una notte. Provò un’emozione straordinaria, come se non l’avesse mai letto prima. Iniziò a scoprire l’amore di Dio in ogni pagina del Vangelo, soprattutto quando Gesù parla del Padre che si prende cura degli uccelli e dei fiori; e scoprì la grande verità dell’amore provvidente di Dio per tutte le sue creature. A partire da quel mo-mento, decise di mettere in pratica questa grande verità. Accoglieva tutti i bambini poveri che incontrava e Dio non gli faceva mancare il cibo tramite benefattori ed a volte toccava anche con mano l’aiuto di Dio manifestato da miracoli speciali.
Per esempio, una volta volle comperare una casa più grande, perché quella che aveva era troppo piccola per accogliere tutti i suoi bambini. Alla fine, ne trovò una adatta e firmò il contratto. Non aveva il denaro ma confidava nella provvidenza, e questa non venne meno e la comprò. Per continuare la sua opera, cercò persone disponibili e fondò la Congregazione dei Servi dei Poveri della divina provvidenza e le Serve dei Poveri della divina provvidenza. Molte volte, meditava le parole di Gesù: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta”. Si commuoveva nel verificare che era così e poteva garantirlo con la propria esperienza. Diceva: “O si crede o non si crede nel Vangelo. Se si crede in esso, dobbiamo credere nell’amore di Dio e nella sua amorosa provvidenza”. Un giorno aveva bisogno di denaro per pagare i debiti. Andò alla posta, sperando in qualche buona notizia, ma trovò solo cinquanta lire. Allora cercò alcuni poveri nelle vicinanze per distribuire questa piccola somma, convinto che in questo modo la provvidenza l’avrebbe aiutato, poiché Gesù disse: “Date e vi sarà dato” (Lc 6, 38) e così accadde. 
Diceva ai religiosi della sua congregazione: “Il fine della Congregazione è ravvivare nel mondo la fede e la fede in Dio Padre mediante il totale abbandono nelle mani della sua divina provvidenza, secondo l’insegnamento di Gesù: Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta”.
Il servo di Dio Fulton Sheen, arcivescovo di New York, racconta: “Stavo studiando all’Università di Lovaine (Belgio) e, desiderando celebrare il quinto anniversario della mia ordinazione sacerdotale, decisi di andare a Lourdes. Avevo abbastanza denaro per andare a Lourdes, ma non sufficiente per vivere lì, una volta arrivato. Decisi che se avessi avuto abbastanza fede per andare a Lourdes, sarebbe spettato alla Madonna trovarmi da alloggiare. Arrivai a Lourdes senza un centesimo, alloggiai in uno dei migliori hotel, il che non era una bella cosa. Avevo deciso che se la Santissima Vergine mi avesse pagato il conto dell’hotel, sarebbe stato per lei lo stesso pagarne uno grande o uno piccolo. 
Il mio proposito era rimanere nove giorni e fare una novena di supplica. Il quinto giorno, ricevetti il conto dell’hotel: era veramente terrificante. Ebbi visioni di gendarmi, carceri francesi, avvocati americani... Così arrivò il nono giorno. Al mattino non accadde nulla, la cosa si fece seria. Decisi di dare un’altra opportunità alla Madonna. Perciò alle dieci di sera mi diressi alla grotta e mi inginocchiai per fare un’ultima supplica. Mentre ero inginocchiato, un signore mi toccò la spalla e disse: 
- è americano? - 
- Sì. Parla francese? - 
- Sì. 
E mi propose di andare con la sua famiglia a Parigi per fare da interprete. Poi mi chiese qualcosa di veramente interessante: “Ha pagato il conto dell’hotel? 
Io gli diedi il conto. Andammo a Parigi, dove rimasi con lui una settimana. Al termine mi chiese: Le dispiacerebbe prendere il mio indirizzo al fondo di un assegno?
- No, gli risposi. Ritornai a Lovanio con molto più denaro di quello che avevo alla partenza... L’insegnamento è che i miracoli iniziati a Cana di Galilea per intercessione di Maria, non sono ancora terminati”(43). 

giovedì 6 febbraio 2020

Regina della Famiglia



La Madonna modello di educatrice 

La Vergine Maria dice ad Adelaide: devi essere buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo, sincera. Con parole semplici  e allo stesso tempo essenziali dà un programma di vita valido per  Adelaide e per tutti. 
Invita la piccola veggente ad essere buona. Chi è buono?  Nessuno è buono, se non Dio solo, come leggiamo nel Vangelo.  La bontà ha la sua fonte in Dio, anzi è Dio stesso, colui che solo  è degno di essere amato con tutto il nostro essere: cuore, anima,  mente, corpo; lui che è la sorgente della felicità dell'uomo. 
Gesù ci insegna che per essere buoni dobbiamo riconoscere, imitare Dio affinché risplenda in noi la sua perfezione, la sua bontà. 
La Vergine chiede alla bambina di essere ubbidiente.  L'obbedienza è una virtù ed è anche uno dei doveri che i figli  hanno verso i genitori. Si parla spesso dei doveri dei genitori  verso i figli, meno dei doveri dei figli verso i genitori. A volte pare che i ruoli siano invertiti e perciò sono i figli che comandano nella famiglia, mentre occorre che ognuno stia al proprio  posto e compia il suo dovere, altrimenti la famiglia va in rovina  con danno di tutti i suoi membri. Gesù ci dà l'esempio. Egli  venne nel mondo per fare la volontà del Padre e fu obbediente  fino alla morte di Croce. Così nella sua vita a Nazareth Gesù fu  obbediente a Maria e a Giuseppe. Solo una volta, a Gerusalemme, si fermò nel tempio obbligando i genitori a tornare a Gerusalemme per cercarlo e al lamento della madre per quanto  aveva fatto, rispose che doveva attendere alle cose del Padre suo  che è nei cieli, rivendicando la priorità dei diritti di Dio su ogni  altro diritto. 
La Vergine Maria raccomanda ad Adelaide il rispetto  verso il prossimo e quindi il rispetto per i genitori. Questo è un dovere di riconoscenza verso coloro, che con il dono della vita, il  loro amore e il loro lavoro, hanno messo al mondo i loro figli e  hanno reso possibile a loro di giungere alla maturità. 
Nella Bibbia leggiamo: "Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore  tuo Dio" (Es 20,12). Il quarto comandamento è l'unico a cui si  lega subito una promessa. Il bene sociale e anche quello personale, dipende dal bene di questo primo rapporto fondamentale  per tutte le relazioni nella vita dell'uomo. Perché il quarto  comandamento parla solo del dovere dei figli rispetto ai genitori? La Sacra Scrittura vuole insegnare che ognuno di noi è  prima di tutto figlio di Dio e figlio dei suoi genitori. L'essere  figli viene prima dell'essere genitori, i quali non devono dimenticare i loro doveri davanti a Dio e ai loro stessi genitori. Il  quarto comandamento è quindi fondamentale per mettere in pratica l'amore del prossimo. 
La Vergine dice ad Adelaide di essere sincera. La sincerità è una virtù naturale di straordinaria importanza. È la verità con  se stessi e con gli altri. Senza di essa sono impossibili i rapporti umani, perché non ci si può fidare di chi è bugiardo, ipocrita,  opportunista. La sincerità si manifesta nella rettitudine delle  intenzioni, nella fuga dall'ipocrisia, dall'inganno, soprattutto ai  danni dei più deboli, degli anziani, dei malati. Chi è sincero  rifiuta di prestarsi, in qualunque modo, alle manipolazioni dell'opinione pubblica attuate con i potenti mezzi della comunicazione sociale per interessi di chi comanda o di gruppi di potere.  La prima apparizione parla dei diritti e dei doveri dei figli e dei genitori e di quello che gli uni e gli altri devono fare perché la  famiglia sia unita, benedetta da Dio e quindi sia felice. E insegnando le verità fondamentali alla bambina Adelaide, la  Madonna mostra ai genitori quale sia il loro ruolo, la loro missione più importante. 

Severino Bortolan