domenica 16 febbraio 2020

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Le magnificenze di Dio distribuite nelle anime

Ogni anima riceve da Cristo quanto vuole, rispecchia Cristo come vuole e si rispecchia in Lui in proporzione della vita che attinge dal suo Cuore.
O verità ineffabili, o misteri di carità, di potenza, di sapienza e di grazia!
O magnificenze di Dio effuse nella mente, nel cuore, nell'anima di Cristo!
O luce che riveli così eccelse meraviglie!
O grazia che sostieni nella soavissima contemplazione! O vita soprannaturale, scaturiente dall'unione con Cristo!
Chi corrobora lo spirito con queste elevazioni supreme? Il Sangue del mio Gesù! Esso stilla dal suo Capo adorabile, quasi a corona della verità che rifulge nella sua mente; esso sgorga a fiotti dal Cuore, gareggiando con le fiamme di amore; esso è la veste regale della sua anima, anelante a tutti i martiri della Passione per la gloria del Padre e per la salvezza del mondo.
Così le magnificenze di Dio, raccolte da Cristo con tutta la potenza della Divinità, sono distribuite alle anime con tutta la virtù della sacra Umanità.
Gesù ha versato il suo Sangue per la giustizia, per la verità, per la santità, e per mezzo del Sangue, noi raggiungiamo la santità, la verità, la giustizia di Dio stesso. q. 13 :febbraio, s.g.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


DIO E’ AMORE



L'uomo per sua natura tende alla felicità, non farebbe nulla  contro se stesso se non nell'illusoria convinzione che esso sia  un bene.Dalla libertà di arbitrio scaturiscono delle  disposizioni, cioè delle scelte, che sono il prodotto  dell'intelletto e della volontà. 

Quando la volontà e l'intelletto sono uniti alla Grazia l'uomo  compie sempre le scelte giuste, si orienta sempre verso il vero  bene.La tentazione è come un cuneo che si insinua tra la  volontà, l'intelletto e la Grazia, presente nell'anima unita a  Dio. Questa dissociazione produce un orientamento al male,  che l'uomo ritiene essere erroneamente un bene per se  stesso.L'abilità del maligno consiste nel presentare sempre il  male come un bene facendo leva sull'ignoranza e sull'egoismo  umano, la sua specialità, infatti, è la capacità di ingannare.  Solo il santo discernimento rende inefficace la tentazione e  quindi l'inganno. Esso è un dono dello Spirito Santo che si ottiene per mezzo della preghiera. Essa è un mezzo efficace  per riconoscere e vincere la tentazione.  

Quando l'anima esce dalla tentazione e l'ingannatore è vinto,  l'uomo è più forte nel combattimento spirituale e passando di  vittoria in vittoria acquista la fortezza, che è una delle virtù  fondamentali per progredire spiritualmente nelle vie della  perfezione cristiana. L'amore di Dio si manifesta anche nelle  tentazioni: esse non sono mai superiori alle nostre forze  spirituali, e sono permesse da Dio per la santificazione delle  anime. 

La tentazione è un pensiero, una rappresentazione mentale,  che l'intelletto gradisce ed apprezza, allettando la volontà.Se  la volontà unita alla Grazia divina respinge quanto l'intelletto  propone la tentazione è vinta. Se al contrario essa aderisce alla  proposta l'anima entra nelle dinamiche del peccato ed è vinta e  sedotta, perdendo la Grazia divina. 

La successiva esecuzione del progetto è soltanto la  concretizzazione, l'attuazione dell'atto peccaminoso.Così  come di vittoria in vittoria sulle tentazioni l'anima acquista la  virtù della fortezza e si stabilizza nella  Grazia, allo stesso  modo di sconfitta in sconfitta l'anima scivola sempre più nel  vizio e si stabilizza nel peccato. 

Questa pessima condizione dell'anima ne produce la morte  spirituale, che ha come conseguenza l'indurimento del cuore,  l'insensibilità della coscienza ai richiami dello Spirito Santo e  l'inclinazione al male.Il persistere dell'anima per molto tempo  in queste condizioni di morte spirituale determina la perdita  graduale, ma inesorabile, delle tre virtù infuse dalla Grazia  divina: la fede, la speranza e la carità. 

In queste condizioni l'anime è nelle tenebre, totalmente  acquiescente ai peggiori moti dello spirito, moltiplica i propri  peccati e vive nell'odio verso il prossimo e verso  Dio.Convinta di bastare a se stessa, sempre più pervasa  dall'amor proprio, dall'orgoglio e dall'egoismo, diventa  incapace di amare, ed avvitandosi sempre più in una spirale di  male e di odio, finisce per odiare se stessa avviandosi verso il  fallimento e l'autodistruzione. 

In questa disastrosa situazione solo l'amore divino può  salvarla con una speciale grazia di conversione, ed a questo  proposito sono molto efficaci le preghiere della Chiesa per la  conversione dei peccatori.Ma Dio non forza mai le coscienze.   Egli è sommamente rispettoso della libertà umana, ma attende  con pazienza che il cuore umano gli apra uno spiraglio, una  piccola fessura nella quale lo Spirito Santo possa entrare con  la sua luce per rinnovare tutto, per fare nuove tutte le cose, per  ridare speranza e gioia all'esistenza umana. 

Gioacchino  Ventimiglia

Al di là della sofferenza



Felici voi!

Gesù chiama felici, «beati» e fortunati coloro che soffrono riponendo la loro fiducia e la loro speranza in Dio. 
Cosa serve «godere» ed essere «felici» della felicità che dà il mondo, se alla fine ci sentiamo vuoti e tristi per non aver compiuto adeguatamente la nostra missione? Meglio è accettare la volontà di Dio che, a volte, permette la sofferenza nelle nostre vite, avendo così l’opportunità di crescere e maturare spiritualmente, per potere poi godere ed essere molto più felici per tutta l’eternità.
Gesù, nelle Beatitudini, che è come la Magna Charta del Vangelo, illumina la vita di coloro che soffrono dando loro una grande speranza. Il loro dolore, quale che sia, (infermità, vecchiaia, persecuzione, disprezzo...) non resterà senza ricompensa, se viene accettato con pace e amorevole rassegnazione.

Dice Gesù:

«Beati i poveri,
perché vostro è il regno di Dio. 
Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati. [...]
Beati voi che ora piangete,
perché riderete.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, 
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi, quando gli uomini vi insulteranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli» (Lc 6, 20-23).

Potremmo riassumere le Beatitudini dicendo: «Beati coloro che soffrono per amor di Dio, perché saranno eternamente felici in cielo». Diversamente, succederà quello che dice il profeta Geremia. «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno, e il cui cuore si allontana dal Signore» (Ger 17, 5).
Per questo voi che soffrite, sollevate il vostro cuore a Dio e accettate tutto come venuto dalle sue mani amorevoli di Padre. Veramente è meraviglioso sapere che la nostra vita non dipende dal caso o da un destino cieco o dal movimento delle stelle, né è sottoposta a qualsiasi altra causa sconosciuta e impersonale. La nostra vita è nelle mani di Dio che ha presente anche i minimi dettagli e «anche tutti i capelli del vostro capo sono tutti contati» (Lc 12, 7).
Dio è buono, è nostro Padre e vuole la nostra felicità. Per questo è esigente e vuole il meglio per noi. Sa molto bene che spesso una sofferenza permessa da lui può aiutarci a migliorare e a crescere molto più di cinquant’anni di vita normale e senza problemi di nessun tipo. Perciò, l’amore di Dio nostro Padre a volte permette sofferenze nelle nostre vite anche se la nostra mente umana non le può capire. In questi casi l’unica cosa che ci rimane è accettarle senza disperazione e dire come Gesù: «Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14, 36).
Il conforto che il nostro dolore non è inutile, ma portatore di bene per noi e per il mondo intero, ci fa vedere la vita e il mondo dal punto di vista dell’amore di Dio che tutto tiene presente e tutto permette per il nostro bene. 
Che Dio sia benedetto!

..Padre Angel Peña

Il Signore quale Padre dei Suoi figli



Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno, e ciò è vero, fedele e sicuro: 

1. «Io sono un buon Padrone di casa; neanche una briciola va perduta. Chi investe da Me il suo capitale, a quegli esso darà alti interessi e resterà registrato nel Mio Cuore, e gli interessi cresceranno in tutte le eternità delle eternità. Guarda in alto, tu stolto, e contempla il cielo stellato! Chi mai ha contato i soli, il cui numero non ha fine, e le terre tutte, che Io ho creato a migliaia attorno ad ogni singolo sole?! E Io ti dico, Io che sono veritiero e fedele in ciascuna delle Mie parole: “Per un centesimo do una terra, e per un sorso d’acqua fresca un sole”. In verità, Io ti dico: “Il minimo servizio di amore del prossimo sarà compensato nel modo più eccezionale e più indicibile!”.

2. Tu Mi domandi se è possibile che proprio dappertutto ci siano uomini come qui sulla Terra che tu abiti, e Io ti dico: “Sì, ci sono dappertutto uomini che provengono dalle Mie viscere, e Mi riconoscono secondo il tipo di viscere; e quelli che provengono dalle Mie mani e Mi riconoscono dalle Mie mani; e quelli che provengono dai Miei piedi e Mi riconoscono dai Miei piedi; e quelli che provengono dalla Mia testa e Mi riconoscono dalla Mia testa; e quelli che provengono dai Miei capelli e Mi riconoscono dai Miei capelli; e quelli che provengono dai Miei lombi e Mi riconoscono dai Miei lombi; e in generale quelli che provengono da ogni e ciascuna singola parte della Mia Entità corporea, e Mi riconoscono secondo tale parte. E la loro vita e la loro beatitudine corrispondono alla parte da cui sono scaturiti, e tutti sono Mie creature, che Mi sono care; poiché Io sono tutto Amore, e dappertutto sono l’Amore Stesso.

3. Ma gli uomini di questa Terra li suscitai dal centro del Mio Cuore, e li creai perfettamente a Mia immagine e somiglianza, ed essi non dovrebbero essere soltanto Mie creature, ma i Miei cari figli, che Mi devono riconoscere non come Dio e Creatore, ma solo come il loro buon Padre, Colui che, dopo un breve periodo di prova, vuole riprenderli interamente con Sé, affinché essi abbiano tutto quello che ha Lui Stesso, e possano abitare presso di Lui eternamente, e con Lui regnare e governare l’Universo. Ma vedi, tutte le Mie creature Mi amano come loro Creatore nella loro grata gioia di esistere; invece i Miei figli non vogliono il loro Padre e disdegnano il Suo Amore!

4. Vedi, Io sono triste quando vedo come ad ogni ora, a mille e mille migliaia, essi inaridiscono e muoiono! Oh, se solo potessi aiutarli! Non è triste quando l’Onnipotente non può dare aiuto?!

5. Tu Mi chiedi di nuovo: "Ma come può essere possibile questo?". O sì, Io ti dico, questo è ben possibile! Vedi, tutte le Mie creature dipendono dalla Mia Potenza, ma i Miei figli dipendono dal Mio Amore! La Mia Potenza comanda, e avviene come Io comando; ma il Mio Amore desidera soltanto, e comanda con ogni dolcezza ai liberi figli, e i liberi figli si tappano le orecchie e non vogliono guardare il Volto del loro Padre. Perciò, poiché essi sono liberi, come Io lo sono, non posso aiutarli se essi non lo vogliono. Infatti la Mia Potenza va al di sopra di ogni cosa; ma la Mia Volontà è soggetta ai Miei figli. Questo però ognuno deve metterselo bene in testa: “Io sono vostro Padre, sono però anche vostro Dio, e all’infuori di Me non ce n’è un altro. Mi volete come Padre – oppure come Dio?”. Le vostre azioni Mi daranno la risposta decisiva.

6. Dunque tenetelo a mente: “L’Amore dimora solo nel Padre, e si chiama ‘il Figlio’. Chi disdegna l’Amore, cadrà in mano alla potente Divinità e sarà spogliato della propria libertà eternamente, e la morte sarà la sua parte; la Divinità infatti abita anche nell’Inferno, ma il Padre abita solo in Cielo. Dio giudica tutto secondo la Sua Potenza; ma la Grazia e l’eterna Vita è solo nel Padre e si chiama ‘il Figlio’. La Divinità uccide tutto; ma il Figlio, ovvero l’Amore in Me, ha vita, dà vita e rende vivi”.

7. Tutto questo dice il buon Padrone di casa e Padre parsimonioso a tutti i Suoi figli, perché abbiano a correggersi, per prendere un giorno l’eredità che Io ho preparato e conservato per loro tanto fedelmente dall’eternità.

8. Ai tuoi amici e fratelli dì pure con ogni amore: “Io, il vostro amorevolissimo Padre, ho già spalancato entrambe le braccia per stringerli tutti quanti al Mio Cuore eternamente, eternamente. Mai più devono distogliersi da Me, ma costantemente devono guardarMi in Volto, e il Mio occhio dirà loro - sì lo annuncerà forte - quanto Io li ami, e come sono rette le Mie intenzioni verso di loro”.

9. Dì loro che ho allontanato dai Miei occhi i loro peccati, e li ho lavati e resi bianchi come la neve; ora non c’è più alcun ostacolo. Non voglio più essere per loro un Padre invisibile; essi devono guardarMi sempre, e trastullarsi con Me e scherzare e rallegrarsi; tutte le loro preoccupazioni devono ora affidarle a Me.

 10. Oh, con quale gioia voglio provvedere ulteriormente per loro! Oh, che cosa sono per Me, il Padre, tutte le gioie e le beatitudini dei Miei Cieli in confronto a quella di essere amato dai Miei diletti figli quale unico e vero Padre! 

11. Vedi, tutte le beatitudini ve le do in cambio di questa sola, che Io ho stabilito solo per Me, e perciò i Miei figli non devono neanche chiamare nessuno loro Padre se non unicamente e soltanto Me; poiché Io anche lo sono, e lo sono pure con ogni diritto, e nessuno può toglierMi questo diritto, poiché Io sono l’Unico, il Solo, e all’infuori di Me non c’è più nessuno.

12. Ecco, a te e ai tuoi amici e fratelli voglio indicare per nome ciò che ancora voi adorate in voi stessi: I (Inferno) - P (Passione) - R (Ragione) - T (Talento) - E (Egoismo) - GM (Gioia Maligna) - A (Attaccamento fedele ad ogni splendore mondano - A (Ambizione mondana) - S (Sensualità) - C (Cerimoniale). 

Tali amici e fratelli devono tutti ricevere il Mio paterno saluto e oggi stesso, se vogliono, devono essere aperte per loro le porte dei Cieli, che sono gli occhi del loro spirito, e oggi stesso Io voglio abitare nei loro cuori. Una cosa soltanto essi devono fare con costanza, e cioè la loro carne devono lavarla e purificarla alla fontana al cui interno c’è acqua viva, e devono prendere un bastone che è mezzo nero e mezzo bianco; lo devono spezzare a metà, e la parte nera devono gettarla sotto i piedi del mondo, e la parte bianca tenerla per sé in segno che essi hanno rotto per sempre col mondo e con la loro carne.

13. Ma ciò è come dire che essi devono entrare seriamente in se stessi, riconoscersi interamente e poi presentare fedelmente e sinceramente a Me, nel loro cuore, i difetti che hanno trovato. Io cancellerò la sporcizia dai loro cuori e li riempirò col fuoco del Mio Amore divino-paterno. E così purificati essi devono poi mostrarsi al sacerdote attraverso la Confessione e nella Confessione; e subito dopo Io verrò e terrò con loro il banchetto di gioia all’altare.

14. Inoltre, aggiungi ancora che essi non devono affatto scandalizzarsi della Chiesa e nella Chiesa(4); infatti ogni cibo che Io raccomando, lo purifico per colui che lo vuole gustare nello spirito e nella verità, e allora egli lo deve gustare senza preoccupazione. Quello che Io do ai Miei figli è puro e non viene profanato dalla forma esteriore per coloro per i quali Io l’ho benedetto. Io benedirò il tempio, e sarà santo il luogo dove essi si troveranno; poiché Io, il vostro Padre santo, sarò in mezzo a loro là dove essi andranno, e a loro non dovrà essere torto un capello.

15. Dì pure a loro, in tutta certezza e sicurezza, che il Mio Amore li attende, e le Mie braccia non le voglio chiudere se non quando tutti quanti riposeranno fra le Mie braccia, dove vedranno il loro amorevolissimo Padre santo faccia a faccia, e la loro gioia non avrà mai più fine. Amen!

16. Dì a tutti quelli che Mi cercano, che Io sono sempre a casa, non esco mai, e che non ho stabilito solo certe ore o tempi in cui si possa venire da Me, come dai re della Terra e da tutti i grandi del mondo. Dunque non solo nel settimo giorno o nelle festività, ma in ogni minuto Mi è gradito un cuore che ama, e perfino di notte non ho mai chiuso a nessuno la porta in faccia; dunque, in qualunque momento busserete, voglio dire "Avanti!".

17. Tu devi e puoi pure dirlo ora francamente e liberamente se ti ho mai costretto a qualche cosa in un tempo stabilito, o se non è sempre stato lasciato alla tua libera volontà di venire da Me e di chiederMi qualunque cosa tu abbia voluto sapere, e se ti sono mai rimasto debitore ad una domanda. E se tu Mi hai interrogato dall’Inferno, Io ti risposi; e se eri sulla Terra, parlai con te; e nei Cieli parlai con te. Di giorno e di notte, il Mio orecchio è costantemente rivolto a te. Quello che tu scrivi qui, lo scrivi soltanto secondo il tuo orario e il tuo comodo, e per Me va sempre benissimo, e fino a quando vuoi e quanto vuoi, e vedi, a Me va bene! Perciò dì loro con tutta fedeltà: “Per Me è proprio uguale il quando qualcuno viene da Me: egli (in qualunque momento) viene ascoltato e accolto!

18. Dì ai figli che non devono burlarsi di Me, ma che devono prendere questo seriamente! Dì loro che non sono per niente un buffone, né sto a qualunque scherzo; poiché Io ho intenzioni serie con tutti, con grandi e piccoli, con giovani e vecchi, con maschi e femmine. Da Me non si fanno eccezioni.

19. Poiché, vedi, le Mie creature che non sono atte a nulla, le distruggo all’istante e le anniento per l’eternità; ma anche per i Miei figli ho punizioni in quantità, e voglio castigare i disubbidienti fino all’ultima goccia del loro sangue, ed essi poi riconosceranno sicuramente che Io sono per lo meno il Padrone di casa, se proprio non vogliono riconoscerMi come il loro santo e amorevole Padre.

20. Ma guai a coloro che non comprendono i Miei paterni castighi e li interpretano falsamente! Dico ancora una volta: “Guai a loro! Costoro il Padre li scaccerà, e allora avranno a che fare col loro Dio eternamente inesorabile”.  

Questo dico a te, un cattivo e pigro servitore. Amen. Io, Jehova, Amen».

JAKOB  LORBER

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta... 


Complotto 

Che monsignor Maccari, il suo segretario e una misteriosa “segretaria” che li accompagnò  nei due mesi di indagine a San Giovanni Rotondo siano stati uno strumento dell’aggressione  diabolica nei confronti di Padre Pio è opinione condivisa da molti, e ne abbiamo trovato numerose testimonianze all’interno della Positio, la monumentale raccolta di documenti  che è servita di base alla beatificazione prima, e poi alla canonizzazione del monaco santo.  Dalla mole di interviste, studi e dichiarazioni raccolte nel corso degli anni da Gerardo di Flumeri, Alessandro da Ripabottoni e dal postulatore della causa, padre Cristoforo Bove,  emergono circostanze e particolari di grande interesse. In particolare abbiamo trovato una  testimonianza, quella di un sacerdote, don Francesco Putti, residente presso la Chiesa di  San Francesco Saverio, ad Avellino, che getta una luce inquietante, e rivelatrice sulla  «leggenda nera» che travagliò per anni e anni Padre Pio. E interessante, questa deposizione, perché avanza, documentandola, la tesi che sia stato messo in opera un vero e proprio  complotto per screditare il monaco del Gargano. Un complotto “autonomo” rispetto alla  visita apostolica di Maccari, con propaggini in tutta Italia; ma le sue autrici - perché si trattava di donne - alcune delle quali, secondo quanto affermava nella Positio don Francesco  Putti, collegate alla Massoneria, approfittarono con grande tempismo dell’occasione offerta  dalla presenza a San Giovanni Rotondo di un indagatore così decisamente prevenuto e ostile. L’effetto della loro azione, collegato con la «bomba Serritelli» naturalmente fu  devastante. 

«Tra le persone interrogate dal Visitatore Apostolico» raccontava don Francesco Putti «vi sono state alcune donne, che erano dei veri demoni incarnati: ciò mi era notorio precedentemente alla Visita apostolica. Sarebbe ridicolo pensare che tali persone, che ci tenevano a camuffarsi da angeli, abbiano deposto negli interrogatori dell'attivo Visitatore apostolico cose che siano in armonia con lo sviluppo dell'apostolato di bene che Padre Pio compie a gloria di Dio e a salvezza delle anime; invece mi consta, con certezza materiale e morale, che infami furono le loro deposizioni contro Padre Pio, perché infame era il loro comportamento. Del resto spudoratamente se ne vantarono. » 

É noto che ci fossero gelosie e rivalità, come sempre accadono in situazioni del genere,  anche nel mondo femminile che gravitava intorno al convento di San Giovanni Rotondo, e  in particolare fra le «figlie spirituali» del santo. Ma qui, se è vero quanto affermato dal  sacerdote avellinese, il panorama è totalmente diverso. Non si tratta soltanto di sfoghi  caratteriali, ma di un piano organizzato, di una vera e propria strategia, studiata a tavolino,  lontano dal monastero del Gargano, e poi messa in atto con cura lungo un arco di tempo  non circoscritto a pochi giorni o episodi. «Io ho esaminato il comportamento di tali donne» diceva don Francesco Putti «e ho constatato che le loro singole azioni erano spesso rivolte al male, non per errore, ma con malizia e atto di volontà. La loro prolungata e difficoltosa presenza a San Giovanni Rotondo aveva uno scopo ben definito che fu portato a termine attraverso dichiarazioni, deposizioni segrete, giurate e firmate, per trarre in inganno la Santa Madre Chiesa. » 

Ma a quale obiettivo tendeva, questa congiura? L’effetto principale dell’azione svolta da  questo gruppo di cospiratrici sarebbe stato quello di modificare l’atteggiamento di alcuni  frati e sacerdoti, fino a quel momento devoti stimatori di Padre Pio da Pietrelcina. Non solo:  anche il momento più alto della vita spirituale del monaco santo sarebbe stato  strumentalizzato, per ottenere “materiale” da usare in riti di tutt’altro genere. Raccontava  don Francesco Putti: «Non vi faccio nomi, ma vi porto solo un esempio: c'è stata una donna, era tedesca, e secondo l'uso massonico, dopo la Santa Comunione, in finto atto di adorazione, nel mentre nascondeva il suo volto in un libro di preghiera, fu sorpresa nel far ricadere l'ostia consacrata fra le pagine del libro stesso».  

Il sacerdote parla di «uso massonico»; chi però ha una certa conoscenza del mondo  legato alle sette sataniche, sa che l’ostia consacrata ha un’importanza tutta particolare, in  quell’ambiente; il possesso di un’ostia consacrata è fondamentale per celebrare le messe  nere, e perciò la “particola” dopo la transustanziazione è ricercatissima dai satanisti.  Possiamo immaginare quanto fosse ricercata un’ostia consacrata da Padre Pio, la cui missione era la lotta al demonio nelle sue varie manifestazioni. 

E il gusto perverso e particolare con cui poteva venire celebrata una messa satanica con  un’ostia trafugata dalle mani del monaco santo. 

«Ci fu un'altra che si presentò a un frate, con una teca ancora con dei frammenti di ostie consacrate, asserendo che lei stessa, per incarico della Massoneria, aveva profanato, dopo la Comunione, le ostie, consegnandole direttamente ai massoni» 

La testimonianza di don Francesco Putti naturalmente non può ignorare le maggiori  accusatrici di Padre Pio nella visita apostolica di monsignor Maccari, mosse dalla gelosia  nei confronti del monaco del Sannio. Don Putti giudica «interessante che le cinque sorelle Serritelli (da come si dice, autodefinitesi le “Cinque piaghe di Padre Pio"), residenti da sempre a San Giovanni Rotondo, proprio loro, spontaneamente facessero conoscere le deposizioni firmate e giurate fatte al Visitatore Apostolico». Oggi, contrariamente a ciò che si credeva,  non tutto è rimasto segreto... Sono a conoscenza che Emmanuele Brunatto è in possesso di  ventidue deposizioni delle persone interrogate da monsignor Maccari, Visitatore  Apostolico. Emmanuele Brunatto, il grande difensore di Padre Pio, è morto il 10 febbraio  1965, da solo, dopo aver manifestato il timore di essere ucciso. Una valigia piena di  documenti, che voleva affidare a Luigi Peroni, un altro protagonista della battaglia a favore  di Padre Pio, scomparve quella mattina; e non fu mai più ritrovata. Brunatto il giorno prima  aveva telefonato a casa di un amico di anni, confidando: «Vogliono farmi la pelle». Sul corpo  di Brunatto non venne eseguita nessuna autopsia; era anziano, cardiopatico... ma le sue  azioni di quelle ultime ore - la telefonata, il desiderio di consegnare la valigia di documenti,  prima possibile - a Luigi Peroni lasciano un’ombra inquietante sulla sua fine. 

La testimonianza di don Francesco Putti risale agli anni Sessanta, qualche anno dopo la  visita apostolica di monsignor Maccari, ed è stata acquisita alla Positio nel 1986. Fra l’altro,  il sacerdote ebbe in mano la copia fotostatica di un documento di eccezionale rilevanza. Si trattava di una dichiarazione firmata dell’architetto Mario Schierano, che riportiamo qui di  seguito, contenuta al N. 2284 della Positio. «Nel maggio 1964 andai con il prof. Di Raimo a San Giovanni Rotondo» scrive l’architetto «per vedere Padre Pio. In un colloquio da solo, gli chiesi se era vero che avevano messo microfoni nel suo confessionale. Mi rispose: “Sì, hanno osato tanto”. Roma, 23 aprile 1986. In fede, Mario Schierano». 

Luigi Peroni si recò a trovare don Francesco Putti, per chiedergli che cosa avesse potuto  concludere, dopo aver ricevuto il documento. «Proprio nulla» fu la risposta. «Le persone che mi affidarono il documento si attendevano da me la soluzione di un problema di cui io non sono l'arbitro. Quale azione corrispondente al mio dovere, informai alcuni Superiori e penso che essi si siano resi perfettamente conto dell'importanza del documento. Tuttavia qualcuno mi consigliò di disinteressarmi di tutto; un altro mi rispose: “Che ci posso fare io?”. Certamente la situazione è molto intricata, soprattutto perché la verità è solo in parte conosciuta.» 

I microfoni furono messi anche in confessionale, oppure no? La versione ufficiale,  consolidata, sostiene il “no”; forse anche per non colorare di tinte ancora più cupe un  quadro di per sé già fosco, che vede dei sacerdoti impegnati a spiare, violandone l'intimità  spirituale, un monaco santo. 

Da alcune frasi di Padre Pio, però, si può ricavare un'impressione diversa. Ricorda Luigi  Peroni, che «a un sua affezionata figlia spirituale, accorsa da Torino al primo diffondersi della notizia dello scandalo, la quale sgomenta, gli chiede: “Ma è vero, padre, dei registratori in confessionale?” egli risponde: “Altroché, figlia mia, è vero... e come!... Quando io ero in confessionale, lavoravano su; quando io ero su, lavoravano qui!”.» E alcuni anni più tardi,  parlando con il Delegato Apostolico padre Clemente da Santa Maria in Punta, Padre Pio  dirà: «Se io avessi saputo prima che c’erano i registratori in confessionale, non sarei andato a confessare per non esporre il sacramento della confessione a un orribile sacrilegio». 

É più che probabile che la violazione del segreto sacramentale legato alla confessione ci  sia stato comunque, perché Padre Pio ascoltava i penitenti anche in parlatorio. E anche  comprensibile che in seguito si siano cercate di evitare conseguenze di immagine ancora  più pesanti, che in ultima analisi si sarebbero riversate sulla Chiesa. E così, lo stesso Padre  Pio sulla vicenda dei microfoni in confessionale si è sempre mostrato molto dolorosamente  reticente, quasi che ne sentisse il peso della vergogna. Tutto per dimostrare un teorema. 
«Egli è accusato di immoralità con donne» diceva don Putti, «come già ai tempi di monsignor Gagliardi, vescovo di Manfredonia e compagni, le cui gesta sono note. » 

Padre Pio accusato di rapporti illeciti con le donne: «Non solo non ci credo, ma mi ripugna il pensarlo. Non si ha rispetto neanche dei settantacinque anni del frate! Però la verità è che chi aveva interesse che così fosse creduto, ha orchestrato tutto al fine di raggiungere una parvenza di verità». 

La Positio registra a questo punto un'accusa gravissima, a cui abbiamo già accennato  all'inizio del capitolo, ma che adesso vi presentiamo in tutta la sua ampiezza. Cioè a un vero  e proprio complotto. «I fatti ci sono, e ancor più le prove» ha raccontato don Francesco Putti,  che era intervistato a sua insaputa. «Ponete mente al diabolico e perfido sistema per far colpire dalla stessa Chiesa un sacerdote. Ecco il caso pratico, come infatti è avvenuto. In primo luogo è necessario che alcuni confratelli, o altri sacerdoti, vengano legati al segreto naturale o della confessione sacramentale con alcune donne, e mi spiego. Un bel giorno, ossia un brutto giorno, una figlia del demonio in carne e ossa, incaricata espressamente “da chi ha interesse” di agire contro il sacerdote N.N., si presenta al confessore A.B. e dice che il sacerdote N.N. si è comportato male con lei, tentando e facendo cose innominabili. Altra volta, altra figlia del demonio riferisce al confessore C. D. che il sacerdote N.N. di cui sopra le ha fatto proposte oscene e ha avuto un cattivo comportamento proprio con lei stessa. E così di seguito a ottenere che più donne, figlie del demonio, si rivolgano ai singoli propri confessori, accusando iniquamente sempre lo stesso sacerdote N.N. di impurità e complicità in peccato turpe. Con tale operazione diabolica, fatta per lungo tempo con perfetta arte, ogni singolo sacerdote viene a sapere che il sacerdote N.N. si è comportato male. D'altra parte il singolo confessore non ha motivo di dubitare della sincerità dell'accusa circostanziata, anche perché la penitente, nel complesso, si mostra all’apparenza retta e timorata di Dio, mentre in realtà è un'emissaria incaricata di rovinare il sacerdote N.N. Nel caso di un’inchiesta sul sacerdote N.N. è logico che i suoi confratelli non prendano nessuna iniziativa in difesa del creduto colpevole, perciò l’Autorità ecclesiastica troverà la strada libera per i provvedimenti di rigore, richiesti dal caso suddetto, e il sacerdote N.N. è rovinato per sempre». 

Si tratta di un caso teorico? Secondo don Francesco Putti, tutt’altro; quello che abbiamo  appena esposto sarebbe il canovaccio della tragedia del monaco santo del Gargano. Una  strategia che il sacerdote residente ad Avellino non ha esitazioni nell'attribuire a forze  oscure. «Questa che vi ho raccontato è la storia di Padre Pio, e ve lo dimostro. In primo luogo, nell’estate del 1960 mi capitò di incontrare un padre cappuccino che mi aprì il suo addolorato animo, e proprio in tale circostanza ebbi occasione di citare, a nostro esempio, non solo le virtù di Padre Pio, ma principalmente la silenziosa accettazione della sofferenza che offre in favore delle anime. Dopo di ciò sorse tra di me e quel confratello di Padre Pio una divergenza di giudizio sulla realtà delle virtù di Padre Pio, e in modo speciale sulla castità. Detto padre affermò che sinceramente non poteva condividere l’elogio sulla castità di Padre Pio. Alla mia sorpresa, avvalorò il suo pensiero dicendomi: "Purtroppo non è come lei dice; a me risulta differentemente. Infatti una donna mi ha confessato che Padre Pio proprio con lei stessa si era comportato moralmente male, perciò...”. A mia volta, istintivamente, sapendo per esperienza che in qualsiasi caso il nome del complice in peccato turpe, non viene mai fatto, domandai se fosse stato lui a richiederlo. La risposta fu precisa: "No, spontaneamente mi è stato fatto il nome di Padre Pio quale complice in peccato turpe”. Restai perplesso sentendo che era stato fatto il nome del complice spontaneamente, ripeto ciò non avviene mai! In secondo luogo, il comportamento di molti, anzi troppi confratelli di Padre Pio è e rimane totalmente ingiustificabile. Da entusiasti quali erano verso il loro confratello si sono tramutati in veri e acerrimi nemici. In alcuni c è stato un mutamento radicale e repentino che non trova alcuna giustificazione: l'unica spiegazione viene fornita soltanto da quanto sopra esposto.» 

Quante volte è stata ripetuta questa operazione di perfidia eccezionale? É impossibile  saperlo. Fu un'operazione di estrema efficacia; la sua forza derivava, e ancora adesso deriva  dall'essere strettamente collegata a un Sacramento così delicato come quello della  Riconciliazione. Il sacerdote che riceve la confessione è “vulnerabile”, in quanto deve  presupporre la buona fede di chi ammette le proprie colpe, in maniera gratuita, e  apparentemente, senza secondi fini; e nello stesso tempo, essendo vincolato al segreto, non  può farne parte a nessuno, confrontare la sua esperienza o le confidenze ricevute. Un  obbligo che garantisce la riservatezza, e la copertura della macchinazione, praticamente  per sempre. Da quanto abbiamo letto, questo attacco alla credibilità di Padre Pio non era  limitato a San Giovanni Rotondo. Ecco un altro brano della deposizione, registrata senza  che il suo autore ne fosse a conoscenza. «Il padre Cappello, S.J. che esercitava il suo apostolato nella chiesa di Sant'Ignazio in Roma e che io ho avuto il piacere di conoscere e di avvicinare più volte, mi risultava personalmente che verso Padre Pio nutriva amore, stima e venerazione. Dopo circa un mese che un demonio di donna, G.F. aveva lasciato San Giovanni Rotondo e si era trasferita a Roma, alle calcagna di padre Cappello, anche questi (che ora è in cielo) ebbe la sua metamorfosi nei riguardi di Padre Pio: aveva cessato di considerare Padre Pio come l’uomo di Dio, giungendo a influenzare negativamente le alte sfere ecclesiastiche e a sconsigliare vari sacerdoti di frequentare Padre Pio. Lo stesso visitatore apostolico, durante la visita apostolica, a un sacerdote che da diverso tempo si tratteneva a San Giovanni Rotondo ingiunse di partire, dicendo: “Qui lei non può stare, questo non è un luogo adatto per sacerdoti!”. A San Giovanni Rotondo spesso hanno preso la residenza per lungo tempo donne che da prima si sono ostentatamente mostrate perfette cristiane e devotissime - con forme esteriori anche fuori del normale - verso Padre Pio; poi gradatamente aumentando l’ostentazione della loro rettitudine e devozione verso il padre, si sono fatte scoprire, anche in modo sciocco, per quello che veramente erano: immorali, bugiarde, figlie del demonio. Il momento in cui si sono fatte scoprire è stato quando hanno creduto che fosse giunta l’occasione propizia per attuare il male; il demonio è più scaltro che intelligente.» 

É evidente che una Visita apostolica come quella compiuta da monsignor Maccari  avrebbe rappresentato un'opportunità unica ed eccezionale per coronare un lungo lavoro  di scavo intorno alle fondamenta della fama di integrità di Padre Pio. Laddove una serie  infinita di attacchi frontali, fisici e spirituali, aveva fallito e continuava a mostrarsi  inefficace, la sottile velenosa perfidia di una calunnia mascherata da pentimento poteva  finalmente avere effetti dirompenti. In un'ottica spirituale e religiosa l'uso maligno di un  futuro successore degli apostoli, come monsignor Maccari, è motivo di riflessione sul «mysterium iniquitatis», e della libertà di agire concessagli da Dio. 

«Tra le persone interrogate dal visitatore apostolico vi sono alcune donne, che erano dei veri demoni incarnati: ciò mi era noto precedentemente alla Visita apostolica. Sarebbe ridicolo pensare che tali persone, che ci tenevano a camuffarsi da angeli, abbiano deposto negli interrogatori dell'attivo visitatore apostolico cose che siano in armonia con lo sviluppo dell'apostolato di bene che Padre Pio compie a gloria di Dio e a salvezza delle anime; invece mi consta, con certezza materiale e morale, che infami furono le loro deposizioni contro Padre Pio, perché infame era il loro comportamento. Del resto spudoratamente se ne vantarono. Ho esaminato il comportamento di tali donne e ho constatato che le loro singole azioni erano spesso rivolte al male, non per errore, ma con malizia e atto di volontà. La loro prolungata e difficoltosa permanenza a San Giovanni Rotondo aveva uno scopo ben definito che fu portato a termine attraverso dichiarazioni, deposizioni segrete, giurate e firmate, per trarre in inganno la Santa Madre Chiesa». 

Sull'operato di G.F., la donna che seguì fino a Roma padre Cappello, don Francesco Putti  non aveva dubbi: «Costei è l'ultimo demonio in ordine di tempo (ma primo per importanza per le infamie che asserisce di aver “visto” riguardo a Padre Pio che ho scoperto). Già da prima venne a Roma per preparare il suo diabolico piano, avvicinando più ecclesiastici, e si allontanò definitivamente da San Giovanni Rotondo trasferendosi a Roma dopo la visita apostolica di monsignor Maccari. Ma non prima di aver compiuto la sua missione diabolica contro Padre Pio». 

Non era sola, dunque, secondo don Putti, la calunniatrice nel confessionale; era  coadiuvata da altre persone, donne anch'esse; e quando gli fu chiesto, come risulta dalla Positio se pensava che quelle persone avessero il compito di denigrare Padre Pio ubbidendo  agli ordini di qualche organizzazione, la risposta è stata positiva: «Certamente, e non poche. 
Del resto dovete ben comprendere che il gettare maldicenza con fango secco e fresco attraverso la certezza che quanto si dice resta rinchiuso nel rigoroso segreto degli archivi del Santo Uffizio, è allettante per qualsiasi demonio incarnato. É stata veramente per questa gente un'occasione propizia e impensata. Era giunto il momento adatto, sapendosi fuori di ogni possibile controllo, responsabilità, confronto o denuncia, il completare il servizio al loro iniquo padrone che, per tale scopo, le aveva istruite. Notate che l'azione così come è stata ideata, guidata e attuata è veramente un capolavoro d’infamia». 

Il collegamento con la visita apostolica che portò a conseguenze così umilianti per Padre  Pio, fino a quando non cambiò papa, e le sanzioni vennero abolite, è diretto; in pratica la  visita apostolica ebbe come effetto quello di impedire il ministero pastorale, cioè la lotta  che Padre Pio conduceva con l'avversario per strappargli delle anime. «Si assiste a San Giovanni Rotondo a un fenomeno stranissimo» sottolineava don Putti, «altrove si cerca di attirare i fedeli con ogni mezzo moderno e dispendioso, lì invece si caccerebbero tutti via se fosse possibile. Difatti la chiesa (dei Cappuccini) lavora alacremente contro le direttive della santa Madre Chiesa: il voluto disservizio nell'amministrazione dei sacramenti ai fedeli - e ancor peggio per i poveri malati del luogo - tocca punte altissime; le devozioni che altrove la santa Madre Chiesa insistentemente raccomanda per il bene delle anime, nella chiesa (dei Cappuccini) se possibile sono soppresse, altrimenti ostacolate; le sante Messe, per maggior incomodo dei fedeli non possono essere celebrate dopo le ore 8.30, neanche dai sacerdoti forestieri. Quanto sopra insieme a tante altre cose, che mi astengo di elencare è fatto scientemente, poiché, così dicono, questi sono gli ordini lasciati dal Visitatore apostolico. 
Questi interrogativi e punti oscuri sono e rimangono un mistero per i loro controsensi.» 

Se si accetta l'ipotesi che anche questa persecuzione non fosse che un episodio della  guerra, si può pensare che il nemico giurato di Padre Pio sia rimasto molto soddisfatto di questa particolare “campagna". Quanto agli strumenti umani del complotto don Francesco  Putti ha lasciato una sua interpretazione: «Padre Pio ha convertito, nel suo lunghissimo e fecondo apostolato, tra tanti peccatori, diversi esponenti della Massoneria. Questo fatto ha provocato una rabbiosa reazione, che è stata attuata con una programmazione lenta e sicura. 
Nessun altro mezzo avrebbe potuto frenare Padre Pio nel suo apostolato che un'accusa di immoralità, come infatti è avvenuto. Con tali sistemi sono stati rovinati non pochi sacerdoti e non è il caso che ora vi faccia t nomi. Basta rammentarsi di sant'Alfonso. Accusato di immoralità, fu disprezzato, vilipeso e morì fuori dell'Ordine da lui fondato, perché discacciato. 
Contrariamente a ogni aspettativa di allora, è salito alla gloria degli altari: la sua gloria è la sentenza contro gli accusatori.» 

MARCO TOSATTI 

LA VERGINE MARIA



Gesù e Maria formano una sola cosa, un solo anello: Maria ha il primato nell’Amore 

Stavo dicendo al mio dolce Gesù: –“Possibile che io sia il secondo anello di congiunzione con la tua  Umanità? Ci sono anime a Te tanto care, che io non merito di stare sotto i loro piedi; e poi c’è la tua  indivisibile Mamma, che occupa il primo posto in tutto e su tutto. Mi pare, dolce Amor mio, che vuoi proprio  scherzare con me, eppure sono costretta dall’ubbidienza, col più crudo strazio dell’anima mia, a mettere ciò su  carta. Mio Gesù, abbi pietà del mio duro martirio!”  
Mentre ciò dicevo, il mio sempre amabile Gesù, carezzandomi, mi ha detto: “Figlia mia, perché ti  affanni? Non è mio solito forse eleggere dalla polvere e formarne dei grandi portenti, dei prodigi di  grazia? Tutto l’onore è mio, e quanto più debole ed infimo è il soggetto, più ne resto glorificato. E poi,  la mia Mamma non entra nella parte secondaria del mio Amore, del mio Volere, ma forma un solo anello  con Me. Ed è anche certo che ho le anime a Me carissime, ma ciò non esclude che Io possa eleggere  una anziché un’altra ad un’altezza d’ufficio, e non solo d’ufficio, ma ad altezza tale di santità, quale  conviene al vivere nel mio Volere…” (12°, 9-2-1919) 

negli scritti di Luisa Piccarreta

AIUTAMI AD ANDARE FINO IN FONDO



Spirito Santo, dammi la capacità
di andare fino in fondo.
Quando vedo che c’è bisogno di me.  Quando sento che posso essere utile.
Quando mi prendo un impegno.
Quando c’è bisogno della mia parola. Quando c’è bisogno del mio silenzio.
Quando posso regalare gioia.
Quando c’è da condividere una pena. Quando so che è un bene.
Anche se sono l’unico che si impegna.
Anche se ho paura.
Anche se è difficile.
Anche se non capisco tutto.
Spirito Santo, dammi la capacità
di andare fino in fondo. Amen.

(Madre Teresa di Calcutta)

NON ABBANDONATE LA VERA DOTTRINA DELLA CHIESA.



Oh uomo! Uomo ingrato, quale sarà il tuo dolore, ancora non lo puoi capire!
Ti sei troppo allontanato da Me, tuo Dio Creatore.
La carestia inizia ora con questo grande flagello.
Pioverà dal cielo la grandine che metterà in ginocchio l’Umanità. Tutto ciò che è stato piantato dall’uomo seccherà, tutto il raccolto andrà perduto. Premunitevi di fare qualche provvista per non trovarvi senza nulla, poche cose, Dio moltiplicherà ogni bene.

Figli miei, o voi che ascoltate la mia voce, che siete sempre con Me, in verità vi dico, sono giunti gli attimi fatali, quelli annunciati dalle Sacre Scritture, siete giunti alla fine di un tempo vecchio. Il vostro Dio ha fretta.
Il vostro cuore sia fermo nella fede in Cristo Gesù, non abbandonate la vera dottrina della Chiesa. State con Gesù, unitevi a Lui. Quando non potete prendere l’Eucaristia, fate la comunione spirituale, state sempre con Gesù, figli miei, state con Gesù e Maria.

La voce del Cielo annuncia il tempo della giustizia di Dio! Ferventi nella fede andate a sbaragliare il mondo, annunciate che Dio è al suo intervento divino. Purificherà la Terra e donerà ai suoi figli fedeli una Terra nuova, purificata. Questa Terra sarà di nuova Creazione, tutto sarà nel bene e nell’abbondanza di Dio Creatore. L’uomo camminerà a fianco del suo Dio Amore e non cesserà di amarlo e lodarlo in eterno.
Confido nel vostro buon amore per Me, siate quei figli che tanto il Padre attende, siate soldati valorosi nella missione, non distogliete il vostro sguardo dalle cose di Dio, allontanatevi dalle cose caduche, dalle cose di questo mondo che ormai verrà chiuso.
Sono con voi in questo Colle sacro dove a breve non potrete mettere i piedi con i calzari ma dovrete entrare a piedi nudi, vi inginocchierete a Me che sarò presente e vi prostrerete a Me chiedendomi perdono per tutte le offese ricevute da questa Umanità perversa, ormai figlia di Satana, perché vendutasi a lui.
La cecità dell’uomo è incredibile, il suo sguardo è ancora sulle cose di questo mondo, non apre il suo cuore al suo Dio amore, vive nella tenebra e si accompagna a Satana.
Oh, figli miei adorati, voi che non Mi ascoltate, voi che fate di testa vostra, voi che decidete il vostro futuro senza di Me, oh, che fine brutta farete! … sarete nelle mani di Satana che gestirà il vostro essere a suo piacere e vi metterà nel suo Inferno.
Grido con tutto il mio amore di Dio e di Padre di aprire il vostro cuore alla salvezza, figli miei, mettetevi in condizione di salvarvi.

La Croce che presto si manifesterà al mondo sarà la Croce di salvezza.
Chi si inginocchierà alla Croce luminosa
e chiederà perdono con cuore sincero, avrà la salvezza.

Ponetevi in cammino verso la salvezza, non tentennate più. Ho ricevuto grandi offese dal mio popolo, non posso più attendere. Il tempo è venuto meno, tutto ora si chiude. Il cancello della vita nuova si apre solo ai figli dell’Altissimo.
Non sciupate la vostra vita nelle cose che non Mi appartengono, tutto verrà sepolto dalla mia ira quando lancerò le saette dal mio Cielo per dire il mio Basta!
Tuoneranno i cieli, si apriranno, e verrà lo sconvolgimento totale sulla Terra. L’Umanità impaurita non saprà dove andare, non troverà rifugio perché Io non permetterò questo, solo i figli di Dio saranno messi al sicuro in Dio.

L’orribile e osceno atto satanico è in corso, Dio vi chiama alla salvezza. Non siate né sordi né ciechi, il mio dito sta segnando la fine del tempo. Amen.
Carbonia 12 bis febbraio 2020

Geremia



Altra preghiera del profeta

14Signore, solo tu puoi guarirmi,
solo tu puoi salvarmi.
Tu mi hai sempre dato
un motivo per lodarti!
15La gente mi dice:
'Dove sono finite le minacce del Signore?
Si realizzino, una buona volta!'.
16 Io non ho insistito
per essere un tuo profeta
non ho desiderato
che venisse il giorno del castigo.
Signore, tu lo sai,
ho sempre parlato apertamente con te.
17 Non mettermi paura anche tu:
tu sei l'unico mio rifugio
quando mi trovo in pericolo.
18Copri di ridicolo quelli che mi perseguitano,
ma risparmia me;
riempì loro di paura, non me.
Fa' cadere su di loro tutte le disgrazie,
falli completamente a pezzi.