giovedì 21 maggio 2020

ANNUNCIA AI SACERDOTI CHE PAPA WOJTYLA È AL SUO ESORDIO CON BENEDETTO XVI NELL’ANNUNCIARE LA VENUTA DI CRISTO!



Vigilate, o uomini, i tempi sono giunti,
a La Salette Maria annunciò tutto questo, e poi ancora a Fatima.

Ecco, tutto è compiuto! Figlia mia, annuncia a tutti i sacerdoti che Papa Wojtila è al suo esordio con Benedetto XVI nell’annunciare la venuta di Cristo!
Chiedo a tutti i consacrati di prepararsi degnamente all’incontro con il Signore, di prendere in mano la situazione della Chiesa nella verità di Cristo. Siano servi fedeli al Dio che li ha unti, per non cadere nelle Geenna.
E su voi tutti che celebrate Cristo nei vostri cuori, discenda la sua benedizione.

La Chiesa fa acqua da tutte le parti, è divenuta un colabrodo, ora giunge la tempesta che affonderà la barca.
Dio interviene per mettere ordine dove ordine non c’è più, riprenderà in mano la sua Chiesa e metterà in Essa il Sigillo di sua appartenenza e sarà guidata da Lui stesso. Prenderà al suo fianco i suoi veri sacerdoti, quelli che sono stati fedeli al vero Magistero e con loro condurrà la Nuova Chiesa, quella santa.
Andate a radunare il gregge che avete disperso, o sacerdoti di Dioponete rimedio agli errori commessi, dite di no a Satana e armati dell’amore del Signore Gesù Cristo sollevatevi in piedi contro questa dittatura.
Mi hanno torturato in tutti i modi perché mettessi la mia firma di accettazione al loro piano diabolico, ma io non conosco che un solo Pastore, il mio Signore Gesù Cristo.
Rannicchiato al Cuore Immacolato di Maria supplicavo il suo aiuto, Ella è Madre Suprema! In Lei si è compiuto il Miracolo dell’Amore: … suo Figlio Gesù per la nostra salvezza.
Sollevatevi in piedi, mostratevi degni del ministero
al quale siete stati unti dal Sacerdote Supremo Gesù Cristo,
per essere suoi validi servitori.

È giunta l’ora del vostro sì a Cristo, alzate il vostro cuore a Lui, benedite nel suo santo nome e proclamate la sua gloria. Non abbiate paura, Dio è con voi se voi rispondete al suo Magistero in fedeltà assoluta.
Piangerà tutta la Chiesa quando il Miracolo si presenterà al mondo perché si riconoscerà l’errore commesso, il terribile abominio perpetrato dagli uomini a Dio.
Credete  a queste mie parole e dimostratevi uomini di valore nella Chiesa di Dio! Uscite allo scoperto, Maria ora vi raggiungerà per prendervi per mano, e con Lei, combattere questa battaglia contro Satana. Mettevi in santità perché Lei possa avervi al suo fianco per portarvi vittoriosi a suo Figlio Gesù.   … Miserum est!
Date onore a Dio, non state sottomessi a Satana, rinunciate alle sue seduzioni, il tempo a voi concesso è ormai finito, rinunciate al desiderio di avere un pezzo d’argento in più per non perdere la vostra anima.
Avanti, io pregherò per voi e con voi combatterò
per la vittoria in Cristo Signore.

Non abbiate paura di difendere la Verità.
                   Aprite le porte a Cristo!
Carbonia 18.05.2020

mercoledì 20 maggio 2020

SAN GIUSEPPE: IL PIÙ SANTO DEI SANTI



ASSUNZIONE DI SAN GIUSEPPE 

Uno dei privilegi speciali concessi da Dio a san Giuseppe, secondo alcuni santi, è quello della sua Assunzione al cielo in anima e corpo. Lo affermano il famoso teologo spagnolo Suárez, san Pier Damiani e san Bernardino da Siena, san Francesco di Sales, sant’Alfonso Maria de’ Liguori, la venerabile Madre Maria Jesus di Agreda, Bossuet, sant’Enrique de Ossó y Cervelló e altri ancora. 

Per quale motivo? Perché Cristo è, soprattutto, redentore dei suoi genitori, che amò di un amore totale e che santificò con una tale pienezza da renderli modello degli altri redenti. Inoltre perché Giuseppe ebbe una missione universale specialissima e perché sembra ragionevole che la Sacra Famiglia, predestinata ad iniziare una vita divina del lignaggio umano in anticipo su tutti gli uomini, abbia iniziato anche la vita gloriosa della risurrezione prima di essi.  

Gersone , il grande devoto di san Giuseppe, parlò della risurrezione e dell’Assunzione del nostro santo in cielo con anima e corpo nell’omelia pronunciata al Concilio di Costanza l’8 settembre del 1416. 

San Pier Damiani (1007-1072) parla dell’Assunzione di san Giuseppe nel Sermone su san Giovanni Battista. Il venerabile Bernardino Bustos riferisce che, mentre san Bernardino da Siena (= 1444) stava predicando nella città di Padova sull’Assunzione di Giuseppe in corpo ed anima al cielo, gli ascoltatori videro sul capo del santo predicatore una croce come di oro splendente, che emanava meravigliosi raggi di luce. Il santo stava dicendo: devotamente si deve credere, però non affermare come di fede, che il benignissimo Gesù, Figlio di Dio vivo, con ugual privilegio adornò suo padre adottivo e sua madre Santissima; e che così come quando morì la Vergine Purissima se la portò in cielo con corpo ed anima, allo stesso modo il giorno della Risurrezione Gesù si portò con sé il giustissimo patriarca san Giuseppe nella gloria della Risurrezione; affinché come quella santa famiglia, cioè Cristo, Maria e Giuseppe, visse unita sulla terra una vita laboriosa e in grazia, così nella gloria dell’amore viva in cielo in anima e corpo 26 . 

San Leonardo da Porto Maurizio afferma: Dite che san Giuseppe, quando morì, fu trasportato all’empireo in corpo ed anima per privilegio particolare citato nei Proverbi: “Tutti i suoi di casa hanno doppia veste” (Prov 31, 21), vale a dire, quelli della famiglia della donna forte, o della Vergine Maria, indossano doppia stola, che per gli interpreti di sacra scrittura si intende la glorificazione dell’anima e del corpo 27 . 

Il grande teologo spagnolo Francisco Suárez (1548-1617) afferma parlando di san Giuseppe: Non tralascerò di dire che secondo un’opinione abbastanza diffusa, il nostro santo regna con Cristo nella gloria in corpo ed anima; perché, siccome morì prima di Nostro Signore, è verosimile che fosse tra quelli che risuscitarono al momento della morte o della risurrezione del Salvatore, i quali risuscitarono a vita immortale di anima e corpo 28 . 

Madre Maria di Gesù da Agreda (1602-1665) dice: il giorno della risurrezione, con ogni bellezza e gloria, si alzò il nostro Salvatore dal sepolcro e, in presenza dei santi e dei patriarchi, promise al lignaggio umano la risurrezione universale come effetto della sua, nella stessa carne e corpo di ciascuno dei mortali e che in essa sarebbero stati glorificati i giusti. In pegno di questa promessa e come in ostaggio della risurrezione universale, dispose Sua Maestà che le anime di molti santi che si trovavano là, si riunissero ai loro corpi e risuscitassero a vita immortale. 

Immediatamente venne eseguito questo divino comando e risuscitarono i corpi di cui, anticipando il mistero, riferisce Matteo (Mt 27, 52). E tra di essi si trovavano sant’Anna, san Giuseppe, san Gioacchino ed altri antichi Padri e Patriarchi, che si erano distinti nella fede e nella speranza dell’Incarnazione e con maggior desiderio l’avevano anelata e chiesta al Signore. Così, a ricompensa di questi meriti, venne loro anticipata la risurrezione e la gloria dei corpi 29 . 

Dice san Francesco di Sales: Non dobbiamo in alcun modo dubitare che questo glorioso santo gode di molto credito in cielo presso Colui che l’ha favorito così tanto da elevarlo fin lassù in anima e corpo; il che spiegherebbe come mai sulla terra non ci sia rimasta alcuna reliquia; e a me pare che nessuno possa dubitare di questo perché come avrebbe potuto negare a san Giuseppe questa grazia Colui che gli fu obbediente per tutta la vita?... E, se è vero, cosa che dobbiamo credere, che in virtù del Santissimo Sacramento che riceviamo, i nostri corpi risusciteranno nel giorno del giudizio, come possiamo dubitare che Gesù abbia fatto salire in cielo in corpo ed anima il glorioso san Giuseppe che aveva avuto l’onore e aveva ricevuto la grazia di portarlo con tanta frequenza sulle sue braccia, tra le quali Nostro Signore tanto si compiaceva? è dunque innegabile che san Giuseppe sia in cielo in anima e corpo. Quanto saremmo felici se potessimo meritare le sue sante intercessioni! Poiché a lui nulla viene negato, né da parte di Nostra Signora, né dal suo glorioso sposo 30 .  

È interessante notare che papa Giovanni XXIII, nell’Omelia pronunciata nella festa dell’Ascensione, il 26 maggio 1960, per la canonizzazione di Gregorio Barbarigo, espresse la sua opinione personale che san Giuseppe si trova in cielo in corpo e anima; e la espose come opinione accettabile. Disse letteralmente: Così piamente noi possiamo credere 31 . 

Naturalmente l’Assunzione di san Giuseppe non è dogma di fede, ma speriamo che lo diventi in un futuro non molto lontano. Come direbbe il grande filosofo cattolico Jean Guitton: Ho l’impressione che non sia ancora arrivato il tempo di san Giuseppe. Non è ancora uscito dall’ombra, incomincia soltanto ora. Vedrete come il futuro ci riserva molte belle sorprese su di lui 32 . 

P. ÁNGEL PEÑA

VEDERE E SENTIRE CRISTO NELL’UOMO



Non saper vedere e amare nel mondo che le anime dei nostri fratelli.
  
Anime di piccoli, 
  
anime di poveri,
  
anime di peccatori,
  
anime di giusti,
  
anime di traviati,
  
anime di penitenti,
  
anime di ribelli alla volontà di Dio,

anime ribelli alla Santa Chiesa di Cristo,
  
anime di figli degeneri,
  
anime di sacerdoti sciagurati e perfidi,
  
anime sottomesse al dolore,
  
anime bianche come colombe,
  
anime semplici pure angeliche di vergini, anime cadute nella tenebra del senso e nella bassa bestialità della carne, anime orgogliose del male, anime avide di potenza e di oro, anime piene di sé, 
  
che solo vedono sé,
  
anime smarrite che cercano una via, anime dolenti che cercano un rifugio o una parola di pietà,
  
anime urlanti nella disperazione della condanna, o anime inebriate dalle ebbrezze della verità vissuta: tutte sono amate da Cristo, per tutte Cristo è morto,
  
tutte Cristo vuole salve
  
tra le Sue braccia e sul Suo Cuore trafitto.

La nostra vita e tutta la nostra Congregazione deve essere un cantico insieme e un olocausto di fraternità universale in Cristo.
  
Vedere e sentire Cristo nell'uomo. Dobbiamo avere in noi la musica profondissima della carità.
Per noi il punto centrale dell'universo è la Chiesa di Cristo
  
e il fulcro del dramma cristiano, l'anima.
  
Io non sento che una infinita, divina sinfonia di spiriti, palpitanti attorno alla Croce, e la Croce stilla per noi goccia a goccia, attraverso i secoli, il sangue divino sparso per ciascun'anima umana.
  
Dalla Croce Cristo grida "Sitio".
  
Terribile grido di arsura, che non è della carne, ma è grido di sete di anime, ed è per questa sete delle anime nostre che Cristo muore.
  
Io non vedo che un cielo; un cielo veramente divino, perché è il cielo della salvezza e della pace vera: io non vedo che un regno di Dio, il regno della carità e del perdono dove tutta la moltitudine delle genti è eredità di Cristo e regno di Cristo.
  
La perfetta letizia non può essere che nella perfetta dedizione di sé a Dio e agli uomini, a tutti gli uomini, ai più miseri
  
come ai più fisicamente, moralmente deformi, ai più lontani, ai più colpevoli, ai più avversi.
  
Ponimi, o Signore, sulla bocca dell'inferno, perché io, per la misericordia tua, la chiuda.

Che il mio segreto martirio per la salvezza delle anime, di tutte le anime, sia il mio paradiso e la suprema mia beatitudine.
  
Amore delle anime, anime, anime!
  
Scriverò la mia vita con le lacrime e col sangue.
  
L'ingiustizia degli uomini non ci affievolisca
  
la fiducia piena nega bontà di Dio.
  
Sono alimentato e condotto
  
dal soffio di speranze immortali e rinnovatrici.
  
La nostra carità è un dolcissimo e folle amore di Dio e degli uomini che non è della terra.
  
La carità di Cristo è di tanta dolcezza e i ineffabile che il cuore non può pensare, né dire, né l'occhio vedere, né l'orecchio udire.
  
Parole sempre affocate.
  
Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifìggersi e adorare.

Lume e pace di cuore.
  
Salirò il mio Calvario come agnello mansueto.
  
Apostolato e martirio; martirio e apostolato.
  
Le nostre anime e le nostre parole devono essere bianche, caste, quasi infantili e devono portare a tutti un soffio di fede, di bontà, di conforto che elevi verso il Cielo.
  
Teniamo fermo l'occhio ed il cuore nella divina bontà.
  
Edificare Cristo! Edificare sempre!
  
"Petra autem est Christus!"

S. Luigi Orione

19 maggio 2020 – Non permettete a Satana di togliervi la fiducia che avete nella Mia Grazia




Ancora una volta, vedo una Grande Fiamma che ho conosciuto essere il Cuore di Dio Padre. Egli dice:

“Figli, trattate ogni momento presente come un dono da parte Mia. Perseverate nella santità personale. Non permettete a Satana di togliervi la fiducia che avete nella Mia Grazia. Ogni momento presente è un’occasione per cambiare il cuore del mondo. Siate forti nei vostri sacrifici non contando il costo a voi stessi.”
“Credete che sono sempre con voi. Il vostro amore per Me rende tutte le cose possibili. La vostra fede in Me alleggerisce ogni croce.”
Leggi Romani 8:28
Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno
Holy Love

Geremia



Geremia è gettato in una cisterna

1Sefatia figlio di Mattan, Godolia figlio di Pascur, Iucal figlio di Selemia e Pascur figlio di Malchia vennero a sapere che Geremia continuava a ripetere a tutta la gente 2questo messaggio del Signore: 'Chi vuol rimanere in città, morirà in guerra, o di fame o di peste. Ma chi decide di uscire per arrendersi ai Babilonesi, non sarà ucciso: avrà salva la vita. 3Questa città cadrà certamente in mano all'esercito del re di Babilonia e sarà occupata. Lo dice il Signore'. 4Quei dignitari andarono a dire al re Sedecia:
- Bisogna eliminare questo Geremia. Con i suoi discorsi egli scoraggia i soldati rimasti in città e tutta l'altra gente. Non cerca il bene del popolo, ma soltanto il suo male.
5Sedecia rispose:
- Quand'è così, fatene quel che volete. Anche se sono il re, non posso mettermi contro di voi. 6Allora quelli fecero prendere Geremia per gettarlo nella cisterna di uno della famiglia reale, Malchia, che era situata nell'atrio della prigione. Lo calarono con delle corde nella cisterna. Non c'era acqua ma solo fango e Geremia vi sprofondò.


Il profeta viene liberato

7Un certo Ebed-Melech, originario dell'Etiopia, alto funzionario del palazzo reale, venne a sapere che avevano gettato Geremia nella cisterna. Mentre il re si trovava presso la porta di Beniamino per amministrare la giustizia, 8Ebed-Melech uscì dalla reggia e andò ad esporgli il caso:
9 - Re mio signore, - gli disse, - quegli uomini si sono comportati male con il profeta Geremia! L'hanno gettato nella cisterna e là dentro morirà di fame, perché non c'è più pane in città.
10Allora il re diede a Ebed-Melech, l'Etiope, quest'ordine:
- Prendi subito con te tre uomini e tira fuori Geremia dalla cisterna prima che muoia.
11Ebed-Melech ritornò alla reggia con i tre uomini, prese nel ripostiglio del magazzino stracci e panni vecchi, li calò con delle corde a Geremia nella cisterna, 12e gli disse:
- Presto, mettiti gli stracci e i panni vecchi alle ascelle, e poi sotto fa' passare le corde.
Appena Geremia fu pronto, 13Io tirarono su dalla cisterna con le corde. Da quel momento, Geremia rimase nell'atrio della prigione.

GOVERNO UNICO, MONETA UNICA, RELIGIONE UNICA




SANTISSIMA VERGINE MARIA


Miei amati, non continuate a respingere le Mie chiamate, tutto questo fa parte della dolorosa realtà di un’umanità sottomessa al dominio dei potenti e della tremenda lotta per un governo unico. 

13.05.2012

SIGNORE,



SIGNORE, OGNI GIORNO CHE PASSA HO BISOGNO SEMPRE PIU' DI TE.

SIGNORE, NON RIESCO A VIVERE NON PENSANDO A TE;

SIGNORE, LA MIA ANIMA STANDO A CONTATTO CON TE SI ILLUMINA D'AMORE.

SIGNORE, IL MONDO SENZA DI TE E' NULLA, LA VITA SULLA TERRA SENZA DI TE E' NULLA.

SIGNORE TI PREGO ANTICIPA LA TUA VENUTA, SALVA LE ANIME CHE SI STANNO PERDENDO, E RAFFORZA LE ANIME CHE STANNO CON TE.

SIGNORE NELLA MIA UMILTA' TI CHIEDO DI ASCOLTARE QUESTA SEMPLICE PREGHIERA.

AMEN

Tutti soffriranno, a causa dei loro peccati. Figli miei, così accadrà, e il mondo continua a peggiorare, perché il diavolo vuole che tutto cada.



Maria De Jesus Coelho - 6 maggio 2020

Sì Figlia mia, io sono la tua Madre Immacolata senza peccato originale. Sono venuta con il mio amore per darti un altro messaggio che viene dal mio Cuore materno al tuo cuore. Tutto ti è dato dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo. Sì Figlia mia scrivi, perché grandi cose ti saranno date dal Padre che ti ha creata con grande amore, e che ti vuole attenta a tutto ciò che vuole darti per il bene delle tue anime. Sono in gioco le vostre vite e Dio vuole portarvi via da tutto ciò che verrà molto presto per tutta l'umanità.
Dio non vuole che vi troviate nella tribolazione, e vuole che facciate i bagagli in modo che (siete pronti e) non vi succeda nulla, ma non vi allarmate perché andate in un luogo sicuro, perché Dio non vuole lasciarvi nella tribolazione. Il mondo non sta bene e non cambierà in meglio, perché le persone con i loro peccati e le loro vite distruttive hanno fatto cadere tutto, ed è così che il diavolo vuole. Tutti soffriranno, a causa dei loro peccati. Figli miei, così accadrà, e il mondo continua a peggiorare, perché il diavolo vuole che tutto cada.
Se le persone non vogliono cambiare, le cose peggioreranno, con molta più tristezza, perché non vogliono cambiare come Dio vuole, ma dovete vedere questo perché Dio vuole portarvi fuori da questo mondo, in un luogo sicuro, perché qui non ci sarà pace finché tutto sarà come è. Dovrete essere in pace, perché non morirete senza pace, e senza sapere cosa fare, perché tutto cadrà. L'atmosfera cambierà, e nulla passerà senza che tutto accada, perché è stato scritto. Dio vi vuole in pace e non vuole che diventiate deboli, ma che rimaniate vivi, finché Dio non vi darà ciò di cui avete bisogno.
Il mondo non sta bene e perché è così, Dio ha preparato tutto perché non ne subiate le conseguenze. Io sono tua Madre, so di cosa hai bisogno e voglio vederti felice, ma anche fare la tua parte. Pregate e obbedite a Dio, perché Lui cambierà tutto perché un giorno possiate vivere nella pace e nell'amore di Dio, senza peccato e senza cambiamenti. Oggi la gente pensa che tutto è buono e che non c'è più peccato, per questo Dio vuole portarti via da qui e ti purificherà perché tu possa vivere nell'amore e nella pace.
Dovete essere purificati per la venuta di Gesù, allora non avrete più nulla da temere e con cui soffrire perché il peccato è opera del diavolo e il diavolo vuole vedere tutti soffrire. Figlioli, cercate la pace e l'amore per i vostri cuori, e chiedete perdono perché possiate cambiare la vostra vita, perché senza perdono Dio non può entrare (vivere) nei vostri cuori. Tutti sono chiamati ad entrare nella porta che vi porta a Dio, perché tutti sono chiamati Figli di Dio.
Io vi amo. Maria è il mio nome. Amen.

FUGGITA DA SATANA



MICHELA


La mia lotta per scappare dall'Inferno



In fuga da maggiorenne

Tutte queste vicende mi avevano da tempo spinto alla decisione che, non appena avessi compiuto diciotto anni, sarei andata via di casa. Ed esattamente la mattina del decimo giorno dopo il fatidico compleanno guardai i miei negli occhi e dissi:
«Ora sono maggiorenne e vaccinata». Presi la valigia che avevo già preparata e mi avviai verso l'uscita. Mio padre si pose di fianco alla porta e mi disse che, se l'attraversavo, per lui ero come morta. A bruciapelo gli risposi: «È da quel dì che tu sei morto per me».
Sono andata via e non mi sono mai pentita di averlo fatto, nonostante le tante tragedie che mi sono successe in seguito, poiché per me in quel momento la fuga dalla mia famiglia adottiva era l'unica maniera per poter sperare di sopravvivere. Ho dovuto tacitare anche un forte senso di colpa: quello per aver lasciato con loro mio fratello, che difatti per un lungo periodo non mi ha più voluto parlare, accusandomi di averlo abbandonato.

La mia meta era una comunità di suore che avevo conosciuto nell'ottobre precedente, quando erano venute nella mia parrocchia per una missione popolare, insieme con diversi ragazzi e ragazze di quella congregazione. Avevo avuto un colloquio con il Padre responsabile di quella comunità e lui mi aveva detto che percepiva in me una vocazione alla vita consacrata e mi aveva invitata a trascorrere qualche giorno da loro. Approfittando delle feste natalizie mi ero recata nella loro comunità ed era stato bellissimo: un'accoglienza straordinaria, tutti che mi facevano festa e dicevano che sarebbero stati contentissimi se mi fossi aggregata anch'io... Rientrata a casa, una delle loro suore cominciò a scrivermi regolarmente. Mi raccontava le cose che facevano, mi confidava quanto fosse bello vivere in comunità. Non dico che si sia trattato di un plagio, ma comunque fece leva sulla mia fragilità del momento per convincermi a fare una scelta per la quale ero certamente impreparata.
Nei primi tempi l'avventura andava piuttosto bene. Agli inizi del nuovo anno scolastico mi dissero che era opportuno che conseguissi il diploma di maestra d'asilo, in modo da potermi impegnare in uno dei loro istituti. Così ho cominciato a studiare da privatista e nel contempo collaboravo a diverse attività relative alla vita del santuario, dalla pulizia ad altri semplici servizi. Non è che fossi il massimo della perfezione, nel seguire la vita della comunità. Continuavo a essere piuttosto ribelle, non rispettavo facilmente le regole. Però i responsabili non mi pressavano più di tanto, lasciavano correre qualche mia disubbidienza, come il fumare di nascosto o il non essere assidua alle preghiere in cappella.
Dopo un anno e mezzo come postulante, in settembre avrei dovuto entrare in noviziato. Durante l'estate precedente, però, avevo cominciato ad accorgermi che c'era qualcosa che non andava. Venni poi a sapere che alcuni novizi avevano denunciato di aver subito abusi sessuali e che per questo motivo era stata disposta dal Vaticano un'ispezione canonica.
Onestamente io non ho mai visto né vissuto niente di simile. Fatto sta che il sacerdote responsabile mi suggerì di lasciare la comunità. Così, nella notte fra il 7 e l'8 settembre, andai via. Quando lo salutai, questo sacerdote mi benedisse e pronunciò una frase davvero profetica: «Tu troverai la morte dell'anima e una donna ti ridarà la vita».

DELL'ULTIMA PERSECUZIONE DELLA CHIESA E DELLA FINE DEL MONDO




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 P. B. N. B.

Guardate in quale inganno vivete!



Gesù nel Santissimo Sacramento:

Bambina Mia. Mia amatissima figlia. Comunica ai Miei fedeli figli che Io sono con loro. Dì loro che non li lascio soli e riferisci a coloro che non hanno ancora trovato Me, il loro Gesù di convertirsi e trovarMi, perché solo stando con Me non andranno perduti, solo attraverso di Me, grazie al loro Gesù avranno la Salvezza e attraverso di Me, il loro Gesù, riceveranno la vita eterna nel regno Celeste del Padre, Dio, l’Altissimo. Devono convertirsi, Mia amata Figlia, altrimenti andranno TUTTI perduti. Dillo loro per favore da parte Mia, da parte del loro Gesù.

Il tempo che vivete, amati figli, è il tempo per provare rimorso, fare penitenza per dare un nuovo orientamento alla vostra vita che deve essere indirizzata a Me, al vostro Gesù per ricevere la vita eterna e anche per rendere migliore il vostro mondo, renderlo più degno d’ amore e più vivibile. Quello per cui, infatti, la maggioranza di voi vive non è altro che superficialità, e del tutto senza valore anzi peggio vi allontana sempre più da Me, il vostro Gesù. Vi divide da Me, dal vostro Salvatore, e porterà alla rovina la vostra anima. Non ci credete Miei amati Figli? Lasciatevi allora dire quanto segue:

Siete ciechi alla verità, ciechi per ciò che conta veramente, ciechi, ingannati, smarriti, vivete in un tempo che può essere mitigato solo dalla conversione e dalla preghiera costante e profonda a Me, al Padre e allo Spirito Santo. Vi siete già diretti nelle reti di cattura del maligno, anche se voi lo negate, ma guardatevi attorno e incominciate a comprendere! Il tempo in cui vivete non considera importante ciò che lo è e ciò che è assolutamente inutile vi sembra ora importante! Che cosa vi porta la buona considerazione degli altri se la vostra anima è macchiata di nero? Che cosa vi portano il denaro e i beni terreni se la vostra anima è divenuta una pietra nel guadagnare sempre di più? Che cosa vi dà il vostro bel lavoro, la vostra bella macchina e gli altri beni terreni se la vostra anima si sta atrofizzando? Cosa, figli Mie? Cosa? Io ve lo chiedo e voi internamente interrogatevi con sincerità:

Siete pronti per Me, per il vostro Salvatore? Siete pronti a presentarvi davanti al Padre? Lo siete? Siete pronti per il Mio Ritorno? Lo siete? Siete pronti a stare davanti a Me che sono il vostro Salvatore e contemporaneamente vostro giudice? Lo siete? Siete pronti figli Miei? Siete pronti o siete legati ai vostri beni terreni, alla vostra buona fama, alla vostra posizione sociale, al vostro denaro? Lasciate che vi dica: “A chi importa più della stima che gli altri hanno di lui che di Me, il suo Salvatore, è ancora molto lontano da Me! A chi importa più del suo denaro che del suo prossimo, anche costui è ancora molto lontano da Me, il suo Gesù. Chi preferisce le ricchezze a Me, il suo Gesù, non è con Me e chi accumula denaro e vuole sempre di più anche costui non è con Me!

Figli svegliatevi realizzate in quale inganno vivete. Nulla di ciò che vi sembra importante sulla terra- ed Io mi riferisco a quello che vi ho detto prima- vi conduce a Me al vostro Gesù. Solo con la conversione e il nuovo orientamento della vostra vita verso di Me, il vostro Salvatore, renderete il vostro mondo nuovamente più amabile e più vivibile e vi avvicinerete a Me, il vostro Gesù.

Sfruttate quindi questo tempo e pentitevi di tutto quello che avete fatto di sbagliato. Convertitevi espiate, provate rimorso fate penitenza figli Miei, espiate. Fate sacrifici e pregate! La vostra preghiera è talmente importante, per voi e per il vostro mondo. Amen.

Vi amo molto. Sono un Salvatore misericordioso, ma Io sarò (anche) giudice e per questo giorno dovete essere pronti preparatevi per questo giorno perché un’anima che non si è resa pura non potrà entrare nel Mio Nuovo Regno. Andrà perduta e soffrirà grandemente.

Convertitevi dunque, amati figli, e siate sempre pronti per Me, per il vostro Gesù. Amen.

Ti amo e vi amo molto.

Il tuo e vostro Gesù. Io Sono misericordioso, pieno d’amore per ciascuno di voi e Salvatore vostro e del mondo. Amen.

(die Vorbereitung)

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Non vedo che Sangue e fuoco

Il Sacrificio dell'altare, se è incruento per il Sangue, è cruento per l'amore! O Sangue adorabile, che scendi come una pioggia di fuoco da tutte le piaghe del mio Salvatore! Ogni scintilla è una goccia del Sangue del mio Signore e la fiamma ardentissima che lo avvolge è il fiume regale della sua vita di grazia.
Non vedo che Sangue e fuoco, fuoco e Sangue: la Passione nel suo supremo dolore; la Redenzione nel suo amore supremo! La mia vita è nelle piaghe di Cristo!
Non c'è sterilità per l'anima che vive, ama e s'immola a piè della Croce. Il Sangue non ha stagioni o leggi come la rugiada e la pioggia: esso scende in tutti i terreni, anche in quelli incolti, sempre, feconda anche quelli che non hanno seme, poiché il seme di vita spirituale lo porta lui, lo seppellisce lui nei solchi dell'anima, facendo germogliare una messe ubertosa.
O Signore, quanto Sangue e quanta luce e quanta grazia! Quid retribuam?

- Dammi, o figlia, i frutti dello spirito di fede e dello spirito di umiltà, essi produrranno i frutti dell'amore. - q. 14

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

IL PURGATORIO NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI



ESISTENZA DEL PURGATORIO

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La preghiera per i morti

Nel sesto secolo si introduce l'uso dell'Ufficiatura dei Morti, e  da allora in poi le testimonianze della tradizione si accumulano  in modo che è impossibile citarle tutte. Sul finire del decimo  secolo nella Certosa di Cluny, per opera del santo abate  Odilone ebbe origine la Commemorazione dei Morti, che da  quel tempo si celebra ogni anno dalla Chiesa cattolica il 2 novembre, giorno seguente a quello in cui si celebrano le gioie  della Chiesa trionfante con la Festa di Tutti i Santi. Due secoli  più tardi il grande Alighieri, che va considerato come  l'interprete e lo specchio del suo tempo, riassumendo nella sua  magnifica epopea tutte le pie credenze dell'epoca, esponeva coi  canti più sublimi e con le più commoventi ispirazioni le pene  del Purgatorio. Sappiamo d'altra parte quanta fosse nel medio  evo la devozione verso i defunti. In alcune città quando  scendevano le ombre della notte e ciascuno si riposava dai  lavori della giornata, si udiva per le strade la voce del banditore  notturno, che in quel cupo silenzio andava ripetendo - O buoni  fratelli che vegliate, pregate per i defunti. - Gli uomini dei  nostri giorni, che aboliscono con tanta cura gli emblemi della  morte, troverebbero certamente troppo lugubre un simile  avvertimento, ma in quell'età di fede i popoli erano meno  delicati. La Chiesa militante formava una sola famiglia con la  Chiesa purgante: il ricordo dei poveri morti non turbava il  sonno di nessuno; col pretesto della sensibilità non si cercava  di farlo scomparire dalla mente di coloro che i trapassati  avevano amato. Ai nostri giorni tutto è cambiato. Il ricordo dei  defunti spesso ci riesce importuno: rari i pellegrinaggi alle  tombe, fievole la riconoscenza, pochi i suffragi. Si è tentato  perfino di distruggere i corpi dei nostri trapassati, per impedire  così le salutari lezioni che vengono dalle loro tombe: al rito  cristiano della inumazione si vorrebbe sostituire quello pagano  della cremazione.

Nel secolo decimoquinto il Concilio di Firenze si occupò  lungamente della questione del Purgatorio. Non già che la  Chiesa latina e la greca non si trovassero d'accordo circa  l'esistenza di codesto luogo di pena, ma la controversia era  sorta sulla natura è sulla durata delle pene e, come vedremo  altrove, per non porre ostacolo alla desiderata unione della  Chiesa greca alla latina, il Concilio si astenne dal pronunziarsi su questo punto. Nel secolo seguente una voce blasfema si fece  udire nella Chiesa, condannando per la prima volta la preghiera  per i defunti. Era la voce di Lutero, che voleva infrangere quei  vincoli sacri, che ci uniscono ai fratelli d'oltre tomba,  soffocando la preghiera sulle labbra e la speranza nel cuore di  coloro che rimpiangono dilette memorie. Non più Purgatorio,  non più stato intermedio tra la beatitudine del Cielo e le pene  eterne dell'Inferno; cose tutte contrarie, diceva l'eresiarca, ai  sentimenti più santi, alle ispirazioni più commoventi del cuore  umano. Per una felice incoerenza non pochi protestanti si  riconobbero cattolici presso la tomba di persone a loro care, e  malgrado i sofismi del loro spirito, uscì spontanea da quei petti  la preghiera in suffragio dei morti. Tolte però queste eccezioni,  è certo che il Protestantesimo non ammette la preghiera per le  anime dei trapassati. A codeste negazioni infondate, la Chiesa  cattolica, vera madre delle anime, oppose, una splendida  reazione, poiché dopo avere rivendicato solennemente nel  Concilio di Trento l'antica fede sul Purgatorio, dichiarando  anatema chiunque negasse la sua esistenza e l'utilità dei  suffragi pei morti (Sess. VI cap. 3o, Sess. XXII cap. 2, Sess.  XXV decretum), essa promosse per ogni parte la formazione di  pie Società con lo scopo di pregare per i defunti. Così vediamo  a Roma Paolo V autorizzare e incoraggiare la pia pratica di  comunicarsi in una domenica di ogni mese a suffragio dei  defunti, e a Bruxelles stabilirsi una Congregazione il cui scopo  è di pregare per la liberazione delle anime del Purgatorio,  poiché, dicono gli statuti di questa Congregazione, se vi sono  nella Chiesa Ordini religiosi fondati col pio scopo di redimere  gli schiavi, con più forte ragione devono esistere congregazioni  e confratelli che si occupino non a liberare dai ceppi i corpi dei  cristiani, ma a trarre le loro anime dalle pene del Purgatorio.  Queste pie confraternite si moltiplicarono e diffusero per tutto  il mondo cristiano, e dappertutto furono arricchite di privilegi e  di numerose indulgenze dai Vescovi e dai Sommi Pontefici. 

Pure ai nostri dì molto si prega per le anime sante del  Purgatorio. La pratica dell'atto eroico a vantaggio dei defunti,  che nei tempi passati era in uso solo qua e là, quasi come  eccezione, ai giorni nostri si è talmente generalizzata, che  intere comunità religiose hanno più volte rinunziato a tutto il  merito delle loro opere buone per convertirlo a pro dei defunti,  e in quasi tutte le parrocchie è invaso il pio costume di  consacrare l'intero mese di Novembre a suffragare le anime del  Purgatorio. Finalmente in questi ultimi anni si è formato un  Ordine religioso con lo scopo di procurare per mezzo della  preghiera e del sacrificio il sollievo di quelle povere anime.  Così il ricordo dei morti rimane, e rimane a dispetto della lotta  ché si è fatto e si sta facendo a danno di quei cari che,  lasciandoci, sperarono nel nostro soccorso, e non è un ricordo  sterile, ma fatto di rimedi efficaci, di preghiere, di sacrifici, di  opere buone, offerte alla giustizia divina, onde affretti il  soggiorno beato della perpetua pace nella visione beatifica alle  anime sante di coloro, che ci precedettero nel travaglio della  vita terrena.

Sac. Luigi Carnino