mercoledì 20 maggio 2020

IL PURGATORIO NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI



ESISTENZA DEL PURGATORIO

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La preghiera per i morti

Nel sesto secolo si introduce l'uso dell'Ufficiatura dei Morti, e  da allora in poi le testimonianze della tradizione si accumulano  in modo che è impossibile citarle tutte. Sul finire del decimo  secolo nella Certosa di Cluny, per opera del santo abate  Odilone ebbe origine la Commemorazione dei Morti, che da  quel tempo si celebra ogni anno dalla Chiesa cattolica il 2 novembre, giorno seguente a quello in cui si celebrano le gioie  della Chiesa trionfante con la Festa di Tutti i Santi. Due secoli  più tardi il grande Alighieri, che va considerato come  l'interprete e lo specchio del suo tempo, riassumendo nella sua  magnifica epopea tutte le pie credenze dell'epoca, esponeva coi  canti più sublimi e con le più commoventi ispirazioni le pene  del Purgatorio. Sappiamo d'altra parte quanta fosse nel medio  evo la devozione verso i defunti. In alcune città quando  scendevano le ombre della notte e ciascuno si riposava dai  lavori della giornata, si udiva per le strade la voce del banditore  notturno, che in quel cupo silenzio andava ripetendo - O buoni  fratelli che vegliate, pregate per i defunti. - Gli uomini dei  nostri giorni, che aboliscono con tanta cura gli emblemi della  morte, troverebbero certamente troppo lugubre un simile  avvertimento, ma in quell'età di fede i popoli erano meno  delicati. La Chiesa militante formava una sola famiglia con la  Chiesa purgante: il ricordo dei poveri morti non turbava il  sonno di nessuno; col pretesto della sensibilità non si cercava  di farlo scomparire dalla mente di coloro che i trapassati  avevano amato. Ai nostri giorni tutto è cambiato. Il ricordo dei  defunti spesso ci riesce importuno: rari i pellegrinaggi alle  tombe, fievole la riconoscenza, pochi i suffragi. Si è tentato  perfino di distruggere i corpi dei nostri trapassati, per impedire  così le salutari lezioni che vengono dalle loro tombe: al rito  cristiano della inumazione si vorrebbe sostituire quello pagano  della cremazione.

Nel secolo decimoquinto il Concilio di Firenze si occupò  lungamente della questione del Purgatorio. Non già che la  Chiesa latina e la greca non si trovassero d'accordo circa  l'esistenza di codesto luogo di pena, ma la controversia era  sorta sulla natura è sulla durata delle pene e, come vedremo  altrove, per non porre ostacolo alla desiderata unione della  Chiesa greca alla latina, il Concilio si astenne dal pronunziarsi su questo punto. Nel secolo seguente una voce blasfema si fece  udire nella Chiesa, condannando per la prima volta la preghiera  per i defunti. Era la voce di Lutero, che voleva infrangere quei  vincoli sacri, che ci uniscono ai fratelli d'oltre tomba,  soffocando la preghiera sulle labbra e la speranza nel cuore di  coloro che rimpiangono dilette memorie. Non più Purgatorio,  non più stato intermedio tra la beatitudine del Cielo e le pene  eterne dell'Inferno; cose tutte contrarie, diceva l'eresiarca, ai  sentimenti più santi, alle ispirazioni più commoventi del cuore  umano. Per una felice incoerenza non pochi protestanti si  riconobbero cattolici presso la tomba di persone a loro care, e  malgrado i sofismi del loro spirito, uscì spontanea da quei petti  la preghiera in suffragio dei morti. Tolte però queste eccezioni,  è certo che il Protestantesimo non ammette la preghiera per le  anime dei trapassati. A codeste negazioni infondate, la Chiesa  cattolica, vera madre delle anime, oppose, una splendida  reazione, poiché dopo avere rivendicato solennemente nel  Concilio di Trento l'antica fede sul Purgatorio, dichiarando  anatema chiunque negasse la sua esistenza e l'utilità dei  suffragi pei morti (Sess. VI cap. 3o, Sess. XXII cap. 2, Sess.  XXV decretum), essa promosse per ogni parte la formazione di  pie Società con lo scopo di pregare per i defunti. Così vediamo  a Roma Paolo V autorizzare e incoraggiare la pia pratica di  comunicarsi in una domenica di ogni mese a suffragio dei  defunti, e a Bruxelles stabilirsi una Congregazione il cui scopo  è di pregare per la liberazione delle anime del Purgatorio,  poiché, dicono gli statuti di questa Congregazione, se vi sono  nella Chiesa Ordini religiosi fondati col pio scopo di redimere  gli schiavi, con più forte ragione devono esistere congregazioni  e confratelli che si occupino non a liberare dai ceppi i corpi dei  cristiani, ma a trarre le loro anime dalle pene del Purgatorio.  Queste pie confraternite si moltiplicarono e diffusero per tutto  il mondo cristiano, e dappertutto furono arricchite di privilegi e  di numerose indulgenze dai Vescovi e dai Sommi Pontefici. 

Pure ai nostri dì molto si prega per le anime sante del  Purgatorio. La pratica dell'atto eroico a vantaggio dei defunti,  che nei tempi passati era in uso solo qua e là, quasi come  eccezione, ai giorni nostri si è talmente generalizzata, che  intere comunità religiose hanno più volte rinunziato a tutto il  merito delle loro opere buone per convertirlo a pro dei defunti,  e in quasi tutte le parrocchie è invaso il pio costume di  consacrare l'intero mese di Novembre a suffragare le anime del  Purgatorio. Finalmente in questi ultimi anni si è formato un  Ordine religioso con lo scopo di procurare per mezzo della  preghiera e del sacrificio il sollievo di quelle povere anime.  Così il ricordo dei morti rimane, e rimane a dispetto della lotta  ché si è fatto e si sta facendo a danno di quei cari che,  lasciandoci, sperarono nel nostro soccorso, e non è un ricordo  sterile, ma fatto di rimedi efficaci, di preghiere, di sacrifici, di  opere buone, offerte alla giustizia divina, onde affretti il  soggiorno beato della perpetua pace nella visione beatifica alle  anime sante di coloro, che ci precedettero nel travaglio della  vita terrena.

Sac. Luigi Carnino

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