domenica 24 novembre 2019

I SEGNI DI DIO




 ANTICO TESTAMENTO 

L'Antico Testamento si apre con il miracolo per eccellenza: la Genesi. Con la Sua Parola il Signore crea tutto l'universo (Genesi 1,1 seg.). E crea l'uomo a "Sua immagine e somiglianza", diverso quindi da tutti gli altri animali...comprese le scimmie. Possiamo assimilare la "Genesi" alle fondamenta di una casa: se si "distruggono" le fondamenta di quest'ultima, anche tutto l'edificio crolla.  Mettere in dubbio la veridicita' della Genesi prelude alla critica del resto della Bibbia e quindi di tutto l'edificio cristiano. A chi giova questo? Ovviamente a satana che, mediante i suoi seguaci, consci o meno di tale compito, opera in tal senso "Cari Figli! Anche oggi desidero dirvi: Io sono con voi anche in questi giorni inquieti, nei quali satana vuole distruggere tutto quello che Io e Mio Figlio Gesù stiamo costruendo. Egli vuol rovinare specialmente le vostre anime e condurvi il più lontano possibile dalla vita cristiana e dai Comandamenti che la Chiesa vi invita a vivere. 
Satana vuole distruggere tutto quello che e' santo in voi e attorno a voi. 
Perciò figlioli, pregate, pregate, pregate, per poter comprendere tutto quello che Dio vi da' attraverso le mie venute."xix (Medjugorje 25 settembre 1992- Messaggio della Madonna al mondo - ). 
Per meglio spiegare quanto prima detto riporto integralmente un articolo del dott. Franco Adessa. 
"Nel 1859 venne pubblicata l'opera di Charles Darwin, Sulla origine della specie. Pur non essendo la prima opera sostenitrice dell'evoluzionismo, essa contribui' a riaccendere la disputa su questo tema. 
Darwin sosteneva che l'uomo non era stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, ma che era semplicemente il risultato di una lenta e progressiva evoluzione spontanea guidata dal caso, e sostenuta da una selezione che faceva prevalere gli esseri più forti, i quali davano, poi, origine a nuove specie!. 
Con questa teoria, da figli di Dio siamo precipitati alla condizione di figli...di una scimmia! 
Il contrasto con il racconto biblico della Genesi e' stridente! E' difficile allontanare il sospetto che dietro a questa scimmia si celi colui che viene chiamato la scimmia di Dio: cioe' satana! 
Dal libro "Il problema delle origini", del padre Luigi prof. Iammarone, traggo alcuni spunti su questo argomento. 
Soltanto due ipotesi sono possibili: o si ammette che la vita ha avuto origine mediante un intervento creativo di Dio, oppure si ammette che la vita ha avuto origine dalla materia inorganica, la quale l'avrebbe prodotta, per semplice evoluzione guidata dal caso, senza alcuna direttiva finalistica. 
Ci troviamo, dunque, contrapposte tra loro Scienza e Fede? Nulla di più falso e fuorviante! Il vero scopo della teoria dell'evoluzionismo fu proprio quello di colpire e scuotere alle fondamenta la Fede cattolica, escludendo il Creatore dell'universo e, contemporaneamente, di eliminare il concetto di casualita', che e' il fondamento della vera e autentica scienza! 
Si e' parlato di fanatismo cattolico preconcetto, ostile alle nuove scoperte scientifiche e al progredire della scienza! Nulla di più falso e gratuito! Mentre i cattolici possono sostenere la possibilità e il fatto dell'evoluzione, adeguatamente integrata, senza per questo venir meno alla loro fede in Dio Creatore, gli atei e i materialisti, escludendo a priori l'intervento di Dio sull'universo, devono sostenere ad ogni costo la teoria dell'evoluzione spontanea come una tesi preconcetta, persino contro l'evidenza dei fatti! Quindi, mentre il credente e' libero nella scelta, il materialista non lo e'! 
L'opera di Darwin venne, infatti, applaudita dagli atei e dai materialisti radicali, non tanto perchè opera scientifica, quanto perchè costituiva un'arma efficace per combattere ogni forma di religione! 
In una lettera a Lassalle, Carlo Marx esultava perchè a Dio era stato dato "un colpo mortale"! 
Il celebre biologo J. Rostand, pur riconoscendo che l'evoluzionismo "lascia senza risposta la formidabile questione sull'origine della vita", proclama l'evoluzionismo quale "unica ipotesi razionale" perchè esclude la "creazione diretta", che egli non vuole assolutamente ammettere. 
Per l'Enciclopedia Treccani, l'evoluzionismo va ammesso, soprattutto, per non cadere, altrimenti, nella "creazione diretta" (D. Rosa). 
Per il professore di genetica  G. Sermonti, il credere che il mondo si sia sviluppato da solo "e' l'unica alternativa al creazionismo, il quale non deve prendersi neppure in considerazione"! 
Questo si' che e' fanatismo!!! 
La vita, secondo gli evoluzionisti atei e materialisti, e' nata dalla materia, per caso e spontaneamente! Ma questa ipotesi non regge neppure ad obiezioni di ordine matematico. E' stato calcolato che le probabilita' che una proteina enzimatica, tra le più semplici, possa formarsi per caso e spontaneamente, stanno nell'ordine di 1 su 10 seguito da 130 zeri! Per comprendere l'enormita' di questo numero si dovrebbe pensare che gli atomi esistenti in tutto l'universo sono nell'ordine di 10 seguito da 80 zeri! Il tempo poi, che servirebbe per la realizzazione di questa infima probabilità, supera persino l'eta' dell'intero universo! Quando si passi, poi, a strutture più complesse, il numero degli zeri sale nell'ordine delle migliaia! 
Oltre alla comparsa della vita, si dovrebbe spiegare come e' stato possibile lo sprigionarsi del fenomeno sensitivo, conoscitivo, intellettivo e della realta' dell'anima; tutte domande, queste, senza risposta! 
Infatti, il punto centrale della teoria dell'evoluzionismo sta nel fatto che eliminando il Creatore dall'Universo deve far sparire anche il concetto di casualita'! Il caso viene elevato a guida suprema del processo spontaneo di evoluzione, e con questa parola si ha la pretesa di voler cancellare, con un colpo di spugna, ogni ricerca di casualita'. Ma il caso non esclude la casualita'; tende solo ad occultarla! Infatti, se ad esempio, mi rompessi un braccio e, per caso si trovasse sul luogo un medico che mi soccorre e impedisce che muoia dissanguato, non posso dire che e' stato il caso a salvarmi, ma devo dire che e' stato il medico che sapeva cosa fare per salvarmi! 
Quindi attribuire al caso la responsabilita' dell'evoluzione, significa, come fanno i pagani, considerare l'universo come un'entita' animata da forze spirituali, capaci di libere scelte; questo escluderebbe la possibilità di formulare leggi fisiche costanti! Fu proprio il cristianesimo che, negando la divinita' dell'universo, rese possibile il sorgere del pensiero scientifico, legato alla ricerca delle leggi fisiche mirabilmente definite dalla sapienza del Creatore! 
Ma la storia dell'evoluzionismo, per "partito preso", e' costellata di falsificazioni e di equivoci, celati dietro lo schermo dell'apparente obiettività scientifica! 
Si potrebbe citare le falsificazioni dello zoologo Ernesto Haeckel, gli imbrogli del biologo viennese Paolo Kammerer, il colossale equivoco di Thomas Huxley; ma la frode più rovinosa proviene dai "falsi" dei fossili ritrovati: I cosiddetti anelli di congiunzione tra l'uomo e la scimmia. Questi sono: l'uomo di Giava, l'uomo di Plitdown, l'uomo di Pechino e l'uomo di Neandertal. 

***

di Arrigo Muscio

SE MI APRI LA PORTA...



Il ponte dell'umiltà

Cresci nel mio amore per mezzo dell'umiltà. Tra Me, Dio, e voi, anime care, vi è una differenza infinita, colmata da un amore immenso: soltanto gettandovi sopra il ponte dell'umiltà si può venire a Me, passandovi sicuri.
Io ho sempre prediletto quanto mi portava all'umiliazione e al volontario annientamento, per cui anche adesso non posso resistere e l'amore mi induce a cercarli ancora avidamente. Scendo quindi nelle anime più miserabili, perché possono di più appagare questo mio desiderio; e mentre innalzo la creatura con i miei insegnamenti, Io mi abbasso verso voi ancora di più.
Sono sempre stato laborioso in vita; ora vado cercando la fatica in quelle anime che per la loro debolezza e povertà possono procurarmela di più, e così posso appagare questa mia passione.
Perché lo sono la luce stessa, mi piace portarmi ove sono tenebre fitte, per rallegrare quest'anima portando in essa la grazia e la festa.
Per un Cuore buono come il mio, l'umiltà ha una potenza irresistibile. Nessun amante corre così pazzamente ove sta il suo amore, come lo mi porto, più celere della corrente elettrica, verso l'anima umile.
Non so resistere; ne sono talmente preso che, se fosse possibile, la metterei sul mio trono. Più l'anima cerca di essere umile e più lo l'arricchisco di cognizioni, di lumi e di spinte al bene, da renderla sapientissima, fosse anche incolta per natura e per istruzione.
Più vi ritenete per nulla e più lo vi innalzo. Sono come il sole che va in cerca della goccia d'acqua per elevarla, quasi per assorbirla in sé.

Ti piace essere innalzata in Cielo? Abbassati, mentre vivi su questa terra. Più sarai vuota di orgoglio, del pensiero di te stessa e più, come piuma leggera, potrai essere trasportata dal vento della grazia e raggiungere il mio trono.
Tutte le virtù dipendono dall'umiltà. Le mie grazie le timbro tutte con l'umiltà, perché le strade che non sono lastricate da essa non sono né sicure né durevoli, a causa della vostra incostanza nel corrispondermi.
Lasciatevi lavorare dalla grazia dell'umiltà: è la vostra salvezza, come per il naufrago l'asse che lo tiene a galla. All'anima che vive nascosta in Me procuro consolazioni sorprendenti; quasi mai si trovano nel tumulto del mondo.

DON RENZO DEL FANTE 

Questa preghiera guiderà chi la prega attraverso questi tempi fuorvianti e confusi.



Oh, mio Signore ti amo così tanto.Tl regalo la mia fedeltà e il mio amore per Te .
Vieni anche tu adesso, mio Santo Spirito, e illumina il mio cuore con la Verità. Ricolmalo con l’amore divino e regalami chiarezza e purezza.
Oh miei Celesti Aiutanti, venite anche voi al mio fianco. Aiutatemi a restare nella chiarezza, nella purezza e preservatemi dalle insidie del nemico malvagio.
Amen.

Chi è don Luigi Villa?



Nato a Lecco, il 3 febbraio 1918, Luigi Villa, dopo aver compiuto i suoi studi ginnasiali, liceali e teologici, fu ordinato Sacerdote, il 28 giugno 1942.
Celebrò la sua prima Messa nella cattedrale di Lecco, suo paese d’origine ed esercitò il suo ministero sacerdotale nell’Istituto Comboniano, per circa una decina d’anni.
Don Villa era un vero cacciatore di vocazioni ed uno stimato predicatore e conferenziere ed i suoi interventi erano apprezzati e richiesti in molte città e luoghi d’Italia. Inoltre, egli si dedicava in modo particolare alla formazione dei giovani.
Fu proprio questo suo legame con i giovani e la sua influenza che egli esercitava su di essi che gli procurò una condanna a morte. Infatti, il Gerarca fascista Ministro della Giustizia, Roberto Farinacci, emise una condanna a morte nei suoi confronti. La motivazione era la seguente: «Padre Luigi Villa non si sa chi sia; pare mandato in giro a sobillare i giovani contro la Repubblica». L’esecuzione della fucilazione non ebbe luogo grazie ad una “soffiata” fatta da un ufficiale del Ministero di Giustizia che, segretamente e tempestivamente, preavvisò un confratello di don Villa, Padre Ceccarini - che viveva presso l’Istituto Comboniano di Crema con don Luigi - perché fuggisse. 
Così, don Villa scavalcò una finestra e fuggì, proprio mentre stava arrivando una jeep con sei soldati armati del plotone di esecuzione.
Questa condanna pesò su don Villa per tutta la durata della Repubblica di Salò; intorno a lui, vi fu sempre un’atmosfera di provvisorietà ed una minaccia permanente che, solo con la fine della guerra, il 25 luglio 1945, segnò la sua liberazione da quell’incubo!
Durante la guerra, don Villa si prodigò anche per salvare intere famiglie di ebrei. Infatti, in obbedienza alle disposizioni di Pio XII, don Luigi mise in salvo 57 ebrei, in tre viaggi sui monti al confine tra Italia e Svizzera, rischiando la sua vita ad ogni viaggio. 
Agli inizi del 1953, per problemi familiari, egli uscì dall’Istituto comboniano e, su invito dell’arcivescovo di Ferrara, mons. Ruggero Bovelli, si incardinò in quella diocesi, per fondare un Movimento Missionario Internazionale.

a cura dell’Ing. Franco Adessa

Santi Martiri del I – II e III Secolo



Le opposte vie di Saulo e di Gamaliele alla santità.

Mentre lo stavano lapidando Stefano dice a Saulo:  

«Amico mio, ti attendo sulla via di Cristo». 

Ci bastano solo queste poche parole per capire, perché Saulo è stato totalmente di Cristo. Infatti da lì a poco Saulo sarà folgorato sulla via di Damasco.  
Sentiamo ancora le parole di Gesù da I Quaderni del 1944, 26 dicembre. 

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Dice Gesù: 
« […] Gamaliele, Nicodemo e Saulo erano “dottori difficili” e cercavano di spiegarsi il soprannaturale, che non sapevano e non accettavano che teoricamente, con il naturale. Ma quando la mia Grazia li prese perché... perché anche nel loro errore vi era un fondo che rendeva non maligno l’errore - cosa che Io non perdono, perché è la malizia quella che mi fa ribrezzo - quando la mia Grazia li volle, essi divennero colui che difende il primo martire, colui che mi stacca dalla croce, colui che mi predica fra le genti con la forza di un uragano di Grazia.5 
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Folgorazione di Saulo dagli Atti 9, 1-6. 

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[1] Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote [2] e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. [3] E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo [4] e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?". [5] Rispose: "Chi sei, o Signore?". E la voce: "Io sono Gesù, che tu perseguiti! [6] Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare". 
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Dagli Atti degli Apostoli, o dal Libretto di Paolo e la Chiesa6 possiamo conoscere tutti gli eventi di Paolo fino all'arrivo a Roma preceduto da San Pietro e San Marziale come appresso specificato. 
  
A cura di Mario Ignoffo 

LE SETTE ARMI SPIRITUALI


Santa Caterina da Bologna


La via della croce 

Iddio le ama di amore paterno e, per questo, le mette al più presto sulla via della croce per farle coeredi dei beni del Figlio, permettendo ai nemici infernali di assalirle nascostamente, sotto l'apparenza del bene. Il diavolo mette tanta angoscia nei loro cuori che, se non fosse per la vergogna, tornerebbero alla vita di prima, pentite di essere entrate in convento con tanto ardore; questo capita, soprattutto, a quelle che renderanno maggior frutto sulla via di Dio e tanto sono tormentate, che ad esse pare di non averlo trovato, come speravano, e dubitano di essere private di Lui, di ogni grazia e di ogni devozione. Infatti, prima di entrare in convento, con grande fervore desideravano lasciare parenti e amici, per amore di Dio: ma il nemico le tenta del contrario col dare tanta memoria, tenerezza e nostalgia degli affetti famigliari che, vegliando o dormendo, pare loro di non potere pensare ad altro; inoltre, esse desideravano fare molta penitenza: ma il nemico le tenta di sensualità e di golosità, sicché non osano neppure prendere il pane posto loro innanzi e tanto sono stimolate che, in poco tempo, perdono ogni gusto di devozione; così, entrano in uno stato di grande tristezza, che fa loro dire: - Veramente io ero migliore prima di venire qui e servivo meglio Dio e con più devozione, che non ora. - e in questo modo, sotto forma di bene, il nemico le combatte spingendole a tornare indietro.  

Per nessun motivo la sposa di Cristo deve cadere in questi inganni; anzi, con forza e prontezza di spirito, deve forzare il suo libero arbitrio e dire a sé stessa: - Anche se il mio Signore Dio permettesse che io fossi tentata fino all'ultimo dei miei giorni, non consentirò mai e starò nei miei propositi sempre più forte. - e, dopo questo proponimento, andare alla orazione e pregare con tutto il cuore, così: - Signore mio Gesù Cristo dolcissimo, per la infinita carità che vi fece stare legato al crudele tormento della colonna e sopportare l'atroce flagellazione dai vostri nemici, vi prego, per la mia salute, di darmi tanta forza da vincere i miei nemici e, mediante la vostra grazia, sostenere con pazienza questa e ogni altra futura battaglia. - poi, al nome di Gesù, inginocchiarsi circa cento volte più o meno secondo che può invocandolo sempre a ogni genuflessione. Qualunque persona stia certissima di ricevere aiuto e conforto, se farà tale orazione con cuore sincero, secondo ciò che disse il santissimo frate Bernardino, di dolce memoria.  

Bernardino io lo ritengo il Paolo del nostro patriarca San Francesco, dal momento che Cristo, quasi volesse specchiare la sua vita in lui, promise a uno dei suoi frati di fargli seguire l'esempio dell'apostolo Paolo, che mai non si saziava di pronunciare il nome di Gesù. È noto a tutti come e quanto San Bernardino abbia, ai nostri giorni, esaltato il nome di Gesù non solo nel suo predicare, ma anche estendendolo all'ordine da lui riformato; per questo, giustamente, lo si può chiamare il Paolo di Francesco.  

Tornando all'argomento, se compiuta la predetta orazione, per divina volontà la tentazione non se ne andasse, subito, senza timore e senza vergogna, la sposa di Cristo vada dal suo padre o dalla sua madre spirituale e si confidi così: - Mi accuso di essere fortemente tentata di andarmene da questo monastero e di ciò mi dispiace molto; vi prego di aiutarmi e di mettermi in catene o in cella sotto chiave, finché non sia cessata questa battaglia e possa rimanere nel luogo ove Dio mi ha chiamata. - ma intenda bene, che lo deve fare solo se è condotta con forza al consenso; e Dio pietoso, nel vedere la violenza alla quale si dispone da sé stessa, comanderà ai diavoli di andarsene e la arricchirà di molte virtù e grazie in questa vita e la coronerà, nell'altra, di inenarrabile gloria. Di questo ne abbiamo un esempio e ve lo narrerò.  

Un uomo, toccato dalla grazia divina, lasciò parenti e amici per andare, con grande fervore, in un monastero. Ma, dopo poco tempo, gli venne tanta nostalgia della famiglia che, al massimo grado tentato di ritornarvi, come ebbro del loro ricordo, correva in qua e in là per il monastero sgraffiando le mura con le unghie, quasi volesse arrampicarvisi. Nel vedere questo, i frati, mossi a compassione, provarono ogni cosa per aiutarlo, ma senza riuscirvi; finché, dopo tanti vani tentativi, pensarono di metterlo in ceppi. Dopo qualche tempo di quella penitenza, piacque all'altissimo Dio di comandare alla tentazione di andarsene e quell'uomo fu arricchito di tante e tali virtù, da essere stimato santo.  

Chi sostiene con pazienza le tentazioni per amore di Dio, viene illuminato dalla sua grazia; sicché beati e più che beati sono quei religiosi sempre tentati e mai consenzienti, come è scritto nella Apocalisse: «Farò colonna nel mio tempio di colui che ha vinto.» e come disse il glorioso apostolo San Giacomo: «Beato l'uomo che sopporta la tentazione; poiché colui che è stato provato riceverà la corona della vita». S'ingannano coloro che vanno al servizio di Dio convinti di trovarvi dolcezza, soavità di spirito e pace mentale: non sono queste le cose che Dio richiede ai suoi servi fedeli, ma al contrario li invita alla battaglia e dice: «Chi vuole seguire me rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua.» e Lui stesso diede l'esempio quando discese dal Cielo non certo per riposare, ma ricevere per onore disprezzo, per riposo fatica, per ricchezza povertà, per sazietà fame e sete e per combattere tanta e tale guerra da morire, in poco tempo, sul campo di battaglia.  

Dilettissime sorelle, la sposa che vuole congiungersi a Cristo suo sposo, deve conformarsi a Lui ed essere sempre pronta a sopportare ogni tormento corporale e mentale; ma, sempre, tenendo ben presente di non prendere iniziative personali senza il consenso della sua superiora, perché la virtù della vera obbedienza precede, per importanza, tutte le altre e conduce al Cielo chi la pratica. Essa è sempre sicura, se la religiosa manifesta le sue tentazioni a chi la deve guidare, perché la piaga nascosta non può essere medicata e curata; inoltre, quanto più la cosa che vuole fare le sembri buona, tanto più la esponga, per non essere indotta in errore sotto forma di bene, come è accaduto a quella della quale si parla e che fu ingannata dal nemico nelle sembianze di Cristo e della Vergine Maria.  

Illuminata Bembo

sabato 23 novembre 2019

Sanctum Rosarium de Beata Virgine Maria



Ai veggenti di Maracaibo (Venezuela 1988), durante le apparizioni della Vergine Maria, è stato rivelato dall’Angelo che il Rosario che ripugna di più a Satana è il Rosario pregato in latino.


- In nomine Patris, Filii et Spiritus Sancti.
- Amen. 

Orazione a San Michele Arcangelo
Sancte Michael Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus,
supplices deprecamur: tuque,
Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.

Credo in Deum Patrem omnipotentem, Creatorem caeli et terrae. Et in 
Iesum Christum, Filium eius unicum, Dominum nostrum, qui conceptus 
est de Spiritu Sancto, natus ex Maria Virgine, passus sub Pontio Pilato, 
crucifixus, mortuus, et sepultus, descendit ad infernos, tertia die 
resurrexit a mortuis, ascendit ad caelos, sedet ad dexteram Dei Patris 
omnipotentis, inde venturus est iudicare vivos et mortuos. Credo in 
Spiritum Sanctum, sanctam Ecclesiam catholicam, sanctorum 
communionem, remissionem peccatorum, carnis resurrectionem et vitam 
aeternam.
Amen.

Pater noster, qui es in caelis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua,
sicut in caelo et in terra.
Panem nostrum quotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem,
sed libera nos a malo.
Amen.

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum;
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, Mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus,
nunc et in hora mortis nostrae.
Amen

Gloria Patri, et Filio,
et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio,
et nunc, et semper,
et in saecula saeculorum.
Amen. 


Misteria Gloriae 

I. Resurrectio 
Sero autem post sabbatum, cum illucesceret in primam sabbati, venit 
Maria Magdalene et altera Maria videre sepulcrum. Et ecce terrae motus 
factus est magnus: angelus enim Domini descendit de caelo et accedens 
revolvit lapidem et sedebat super eum. Erat autem aspectus eius sicut 
fulgur, et vestimentum eius candidum sicut nix. Prae timore autem eius 
exterriti sunt custodes et facti sunt velut mortui. Respondens autem 
angelus dixit mulieribus: "Nolite timere vos! Scio enim quod Iesum, qui 
crucifixus est, quaeritis. Non est hic: surrexit enim, sicut dixit. Venite, 
videte locum, ubi positus erat. Et cito euntes dicite discipulis eius: 
"Surrexit a mortuis et ecce praecedit vos in Galilaeam; ibi eum videbitis". 
Ecce dixi vobis. (Mt 28,1-7)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.


II. Ascentio 
Et cum haec dixisset, videntibus illis, elevatus est, et nubes suscepit eum 
ab oculis eorum. Cumque intuerentur in caelum eunte illo, ecce duo viri 
astiterunt iuxta illos in vestibus albis, qui et dixerunt: "Viri Galilaei, quid 
statis aspicientes in caelum? Hic Iesus, qui assumptus est a vobis in 
caelum, sic veniet quemadmodum vidistis eum euntem in caelum. (At 1,9-
11)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.


III. Decensus Spiritus Sancti 
Et cum compleretur dies Pentecostes, erant omnes pariter in eodem loco. 
Et factus est repente de caelo sonus tamquam advenientis spiritus 
vehementis et replevit totam domum, ubi erant sedentes. Et apparuerunt 
illis dispertitae linguae tamquam ignis, seditque supra singulos eorum; et 
repleti sunt omnes Spiritu Sancto et coeperunt loqui aliis linguis, prout 
Spiritus dabat eloqui illis. (At 2,1-4)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.


IV. Assumptio Beatae Mariae Virginis 
Ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes, quia fecit mihi 
magna, qui potens est. (Lc 1,48-49)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.


 O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.


V. Coronatio in Coelo 
Et signum magnum apparuit in caelo: mulier amicta sole, et luna sub 
pedibus eius, et super caput eius corona stellarum duodecim. (Ap 12,1)

Pater..., Ave..., Gloria...

Domine Iesu, dimitte nobis debita nostra,
salva nos ab igne inferiori,
perduc in caelum omnes animas,
praesertim eas,
quae misericordiae tuae maxime indigent.

O Maria concepta sine peccato
ora pro nobis qui ad Te confucimus
Ora quoque omnes qui ad te non confugiunt,
praecipue aversos a Sancta Ecclesia
et omnes qui tibi se commiserunt.


L'ULTIMO A VINCERE E’ CRISTO E VINCE NELLA MISERICORDIA ...



Cristo è risorto! Oh! risorga Cristo anche in noi se mai fossimo venuti meno lungo la via: viva in noi con la sua grazia, e noi viviamo in Lui e di Lui, ché fuori di Lui non c'è vita né consolazione che valga.

Vivere Cristo e far vivere tutto il mondo di Cristo! Che la vittoria del Signore sia anche la nostra vittoria, e la morte, anche per noi, sia un passaggio a vita novella, e abbia a renderci un di radioso questo corpo, che la tomba non riceverà che in deposito.

Cristo è risorto! Ma è ancora in mezzo di noi, è sempre con noi, per asciugare ogni lagrima, e trasformare tutti i dolori in amore.

Leviamo lo sguardo della fede, o fratelli: ecco Cristo che viene vivo coi vivi, a darci vita con la sua vita, nell'effusione copiosa della redenzione. Egli procede raggiante, avvolto nel gran manto della misericordia, e avanza amabile e possente, "con segno di vittoria incoronato".

Avanza al grido angoscioso dei popoli: Cristo viene portando sul suo cuore la Chiesa, e, nega sua mano, le lacrime e il sangue dei poveri: la causa degli afflitti, degli oppressi, delle vedove, degli orfani, degli umili, dei reietti.

E dietro a Cristo si aprono nuovi cieli: è come l'aurora del trionfo di Dio. Sono genti nuove, nuove conquiste, è tutto un trionfo non più visto di grande, di universale carità, poiché l'ultimo a vincere è Lui, Cristo, e Cristo vince nega carità e nella misericordia.

L'avvenire appartiene a Lui, a Cristo, Re invincibile; Verbo divino che rigenera; Via di ogni grandezza morale; Vita e sorgente viva di amore, di progresso, di libertà e di pace ...

S. Luigi Orione

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I convertiti dal Protestantesimo


Ronald Knox (1888-1957)

Grande umanista inglese, fu professore dell’Università di Oxford. Quand’era ancora sacerdote anglicano, amava Maria, come scrive nella sua Eneide spirituale. La lettura del libro di Hugh Benson, Confessioni di un convertito, lo aiutarono molto nel suo cammino verso la Chiesa. Gli sorse il dubbio di non essere un vero sacerdote come anglicano e che le sue messe non erano vere né che vi fosse Gesù nell’ostia consacrata che egli teneva tra le sue mani celebrando la messa anglicana. Si ritirò a meditare nell’Abbazia benedettina francese di Farnborough e lì si convertì definitivamente. Prima credeva che divenire cattolico significasse porsi in un rigido internato, dove gli avrebbero proibito tutte le libertà, come schiavi del Papa di Roma, e ora si sentiva libero con una fede sicura e salda. 
Si convertì nel 1917 e scrisse il libro The belief of catholics (ciò che credono i cattolici). Tradusse la Bibbia Vulgata di san Gerolamo in inglese e fu il miglior convertito inglese dopo Henry Newman.

Padre ángel Peña