venerdì 17 gennaio 2020

Attenti figli Miei dell’emisfero occidentale!



Gli attacchi contro di Noi la notte sono forti e malvagi, Miei amati figli, ma con la vostra preghiera, soprattutto i vostri rosari, ci date sollievo e allontanate molti piani maligni e molte invocazioni maligne, perché, Miei amati figli, la vostra preghiera è potente e può tenere testa al maligno!

Figli Miei. Continuate a pregare secondo le Nostre intenzioni, soprattutto secondo le intenzioni del Mio Santo Figlio. Pregate molto e pregate profondamente e siate consapevoli, del potere della vostra preghiera!

La fine dei tempi fu profetizzata come brutta e crudele e ciò che è fatto a molti dei Nostri amati figli, da parte di quelli che vengono mal guidati dal diavolo quindi che sono fuorviati, smarriti, arroganti, prepotenti e si autoglorificano, è per molti di voi una sofferenza indicibile. Questi figli infatti accettano la sofferenza di Mio Figlio nella forma più brutale e crudele che sia commessa da mano umana. Essi portano la loro croce nell’amore e nella fede e in profonda fiducia in Mio Figlio, questa è un’accettazione che sarà ricompensata dal Padre con un perfetto, puro e guarente amore, ma è una croce che moltissimi del vostro mondo occidentale, non sono in grado di portare.

Figli Miei. Pregate per questi vostri fratelli che sono maltrattati e assassinati nel modo più brutale e pregate per i loro parenti, i sopravvissuti, in modo che possano vivere con questo peso, cioè l’ aver visto davanti ai loro occhi l’ abuso e l’omicidio.

Pregate che queste atrocità finiscano, perché sono milioni di uomini, donne e bambini che sono uccisi in questo modo così brutale e crudele, solo perché credono in Mio Figlio e in Me.

Figli Miei. L’odio sulla vostra terra da qualche tempo non conosce più limiti, le punizioni del Padre cadranno su di voi e là dove la pazienza del Padre è messa troppo alla prova, là la Sua ira cadrà dal cielo sotto forma di fiamme di fuoco incandescente.

Attenti quindi, figli Miei dell’emisfero occidentale perché voi vivete nella corruzione e nella vergogna! Il Signore vi punirà e sarete resi bisognosi perché la vostra “libertà” che utilizzate per la lussuria\corruzione vi sarà presa e se non vi convertitei luoghi di culto del diavolo saranno distrutti, essi non saranno più ritrovabili sulla vostra terra e vi colpirà grandissima sofferenza e tormento. Questo perché non vi siete convertiti, non vi siete dichiarati per il Signore e in questo modo raccoglierete l’ira del Padre prima che il Grande Giudizio sia dato a ognuno di voi singolarmente!

Figli Miei. Convertitevi! Ritrovate la via verso Gesù e con LUI la via verso il Padre! Pregate, pregate, pregate che la sventura più grande non si riversi su di voi! Soltanto la conversione vi preserverà da questo male e il Sigillo del Padre vi preserverà dal grande castigo! Credete e abbiate fiducia e PREGATE, figli Miei! La vostra preghiera è oramai l’unica arma che avete contro il male, cioè contro quello che il diavolo ha pianificato per il dominio del mondo e allo stesso tempo mitiga l’ira del Padre, che Miei amati figli, vi ama moltissimo.
Così sia.

La vostra Mamma Celeste che vi ama.

Mamma di tutti figli di Dio e Madre della Salvezza. Amen.

Il problema dell'ora presente. Antagonismo tra due civiltà




GUERRA ALLA CIVILTA' CRISTIANA


SECONDA SEZIONE
LE DUE VIE

CAPITOLO IV.
IDEE DIRETTRICI

"Il fine supremo dell'uomo è la felicità", disse Bossuet (Méditation sur l'Evangile). Ciò non è proprio di lui solamente; ma è il fine a cui tendono, senza eccezione, tutte le intelligenze. Il grande oratore ben lo riconosce : "Le nature intelligenti altro non vogliono nè desiderano che la felicità". Ed aggiunge : "Niente di più ragionevole, poichè qual cosa migliore che desiderare il bene, vo' dire la felicità?" (Euvres oratoires de Bossuet, Sernion pour la Toussaint). Perciò trovasi nel cuore dell'uomo uno stimolo invincibile che lo spinge alla ricerca della felicità, e se anche lo volesse, non potrebbe farne a meno, essendo il fondo di tutti i suoi pensieri, il gran movente di tutte le sue azioni; ed anche allora che si getta in braccio alla morte, è persuaso di trovare nel nulla una sorte preferibile a quella in cui egli vive.

L'uomo può ingannarsi, e di fatto s'inganna assai di sovente nella ricerca della felicità, nella scelta della via che deve condurvi. "Collocare la felicità ove esiste, è la sorgente d'ogni bene - dice ancora Bossuet - coni' è la sorgente d'ogni male riporla dove non si conviene" (Méditation sur l'Evangile ). Ciò è vero così per la società come per l'individuo. L'impulso verso la felicità viene dal Creatore, e Dio vi aggiunge la luce che ne rischiara il sentiero, direttamente colla sua grazia, indirettamente mercè gl'insegnamenti della sua Chiesa. Ma spetta all'uomo, individuo o società, spetta al libero arbitrio di dirigersi e pigliarsi la sua felicità là dove a lui piace di collocarla, in ciò che è realmente buono, e, superiore ad ogni bontà, nel Bene assoluto, Dio; ovvero in ciò che non ha se non le parvenze di bene, o che è un bene soltanto relativo.

Fin dalla creazione dei genere umano, l'uomo ha smarrita la via. Anzichè prestare fede alla parola di Dio ed ubbidire al suo comandamento, Adamo ascoltò la voce ammaliatrice che gli diceva di porre il suo fine in se stesso, nella soddisfazione della sua sensualità, nelle ambizioni dei suo orgoglio. "Voi sarete come dei" ; "il frutto dell'albero era buono a mangiare, bello a vedere; e d'un aspetto che ne destava il desiderio". Avendo così deviato, fin dal primo passo, Adamo travolse la sua stirpe nella falsa direzione da lui presa.

Essa si mise su tal via, si avanzò, vi si sprofondò per lunghi secoli. La storia è là per dire i mali ch'essa incontrò in questo lungo traviamento. Ma Dio ne ebbe pietà. Nel suo consiglio d'infinita misericordia e d'infinita sapienza, risolvette di riporre l'uomo sulla via della vera felicità. E a fine di rendere più efficace il suo intervento, volle che una Persona divina venisse sopra la terra per additarne il sentiero colla sua parola e tracciarlo coi suo esempio. Il Verbo di Dio incarnossi e passò trentatre anni in mezzo a noi per trarci dalla via di perdizione ed aprirci il cammino d'una felicità non fallace.

La sua parola come i suoi atti sconvolgono tutte le idee fino allora accettate. Egli diceva: Beati i poveri! Beati i miti, i pacifici, i misericordiosi! Beati i mondi di cuore! Prima di Lui si era detto: Beati i ricchi! Beati quelli che imperano! Beati quelli che tutto possono concedere alle loro passioni! Egli era nato in una stalla, erasi fatto il servo di tutti, aveva sofferto dolori e morte, affinchè le sue parole non fossero prese per declamazioni, ma bensì per lezioni, oltre ogni dire persuasive, perchè date da un Dio e da un Dio annichilito per nostro amore.

Egli volle perpetuarle e renderle sempre parlanti ed operanti agli occhi e all'udito di tutte le generazioni venture. A questo scopo fondò la santa Chiesa. Stabilita nel centro dell'umanità, essa non cessò, mercè l'insegnamento de' suoi dottori e l'esempio dei suoi santi, di ripetere a tutti quelli che si vide passare sotto gli occhi: "Voi cercate, o mortali, la felicità, e cercate una cosa buona; badate però di non cercarla dove non è. Voi la cercate sulla terra, e non è ivi la sue dimora, non è là che si trovano quei giorni felici di cui ha parlato il divino Salmista: Diligit dies videre bonos... Qui ci sono i giorni della miseria, i giorni del sudore e del travaglio, i giorni dei gemiti e della penitenza a cui possiamo applicare le parole del profeta Isaia: "Il Popolo mio, quelli che ti dicono beato, t'ingannano e sconvolgono tutta la tua vita". Ed ancora: "Quelli che fan credere al popolo ch'egli è felice sono ingannatori". Dunque dove trovasi la felicità e la vera vita, se non nella terra dei viventi? Quali sono gli uomini beati, se non quelli che sono con Dio? Quelli si che vedono i bei giorni, perchè Dio è la luce che li illumina. Essi vivono nell'abbondanza perchè Dio è il tesoro che li arricchisce. Essi in ne sono beati, perchè Dio è il bene che li appaga, ed è tutto in tutti" (Euvres oratoires de Bossuet, Sermon pour la Toussaint).

Dal I al XIII secolo, i popoli divennero sempre più attenti a questo discorso, e il numero di coloro che ne fecero la luce e la regola della loro vita andò ognora più crescendo. Certamente, vi erano delle defezioni, defezioni di nazioni e di anime. Ma il concetto nuovo della vita rimaneva la legge di tutti, la legge che i traviamenti non facevano perdere di vista, ed a cui tutti sapevano e sentivano il bisogno dì ritornare, tosto che se ne fossero allontanati. N. S. Gesù Cristo, col suo Nuovo Testamento, era il dottore ascoltato, la guida seguita, il re obbedito. La sua dignità reale era ammessa a tal segno dai principi e dai popoli, che la proclamavano perfino sulle monete. Su tutte era impressa la croce, l'augusto segno dell'idea che il cristianesimo aveva introdotto nel mondo e che doveva governarlo, lo spirito di sacrificio opposto alla idea pagana, cioè lo spirito di godimento.

Man mano che lo spirito cristiano penetrava negli animi e nei popoli, animi e popoli salivano verso la luce e il bene, si sublimavano per ciò solo che miravano in alto la loro felicità e vi aspiravano. I cuori divenivano più puri, gli spiriti più intelligenti. Gli intelligenti e i puri introducevano nella società un ordine più armonioso, quello descrittoci da Bossuet nel sermone sull'alta dignità dei poveri. L'ordine più perfetto rendeva la pace più generale e più profonda, la pace e l'ordine generavano la prosperità, e tutte queste cose davano adito alle arti ed alle scienze, riflessi della luce e della bellezza dei cieli. Di guisa che, come osservò Montesquieu: "La religione cristiana, che sembra non avere altro oggetto che la felicità dell'altra vita, ci rende felici anche su questa terra" (1). Del resto S. Paolo avea ciò annunziato quando disse: Pietas ad omnia utilis est, promissiones habens vitae quae nunc est et futurae. "La pietà è utile a tutto, avendo le promesse della vita presente e della futura" (Tim. IV, 8). Nostro Signore non aveva detto anch'egli: "Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia, ed il resto vi sarà dato per giunta"? (Matth. VI, 33). Non era quella una promessa d'ordine soprannaturale, ma l'annunzio di conseguenze che dovevano derivare logicamente dalla nuova orientazione data al genere umano.

L'ascensione, non dirò delle anime sante, ma delle nazioni toccò il suo punto culminante nel secolo XIII. S. Francesco d'Assisi e S. Domenico, coi loro discepoli S. Luigi di Francia e S. Elisabetta d'Ungheria, accompagnati e seguiti da tanti altri, mantennero per qualche tempo il grado di civiltà cristiana che era stato raggiunto mercè gli esempi che tanti altri santi avevano dati di distacco dalle
 cose di questo mondo, di carità verso il prossimo e d'amor di Dio. Ma mentre che queste nobili anime guadagnavano le più alte cime della santità, molti altri si raffreddavano nell'amor di Dio ; e sulla fine dei secolo XIV, si manifestò apertamente il movimento retrogrado che trascinò la società e produsse la situazione presente, cioè il prossimo trionfo, il regno imminente del socialismo.

Bisogna esaminare a fondo il carattere dì questo regresso e le sue peripezie per ben conoscere lo stato in cui ci troviamo.

(1) Esprit des lois, livre XXIV, ch. III. De Tocqueville ha spiegato cosi questo fatto: "Nei secoli di fede, si pone lo scopo finale della vita dopo la vita. Gli uomini di quel tempo si avvezzano dunque naturalmente, e, per così dire senza volerlo, a considerare per lunga serie d'anni un oggetto immobile verso il quale si muovono senza tregua, ed imparano, con un progresso insensibile, a reprimere mille piccoli desideri passeggeri per giungere meglio a soddisfare questo grande e permanente desiderio che li tormenta. Allorchè questi uomini vogliono occuparsi delle cose della terra, si ritrovano queste abitudini. Essi fissano volentieri alle loro azioni di quaggiù un fine generale e certo, verso il quale tutti i loro sforzi si dirigono. Non si vedono fare ogni giorno nuovi tentativi; ma hanno intendimenti stabili che non cessano di proseguire.

"Ciò spiega perchè i popoli religiosi hanno spesso compiute cose durevoli. La ragione consisteva in ciò che occupandosi dell'altro mondo, avevano trovato il gran segreto di riuscire in questo. Le religioni danno l'abitudine generale di comportarsi in vista dell'avvenire. In ciò esse non sono meno utili alla felicità di questa vita che alla felicità dell'altra. A uno dei loro più grandi lati politici. Ma a misura che i lumi della fede si oscurano, la vista degli uomini si restringe e si direbbe che ogni di l'oggetto delle azioni umane lor sembri più vicino.
"Una volta che si sono avvezzati a non occuparsi più di ciò che deve accadere dopo la loro vita, si veggono ricadere facilmente in questa indifferenza completa e brutale dell'avvenire che non è che troppo conforme a certi istinti della specie umana. Appena hanno perduto l'abitudine di porre le loro principali speranze a lunga scadenza, sono naturalmente portati ad attuare subito i loro minimi desideri, e sembra che dal momento che essi disperano di vivere una eternità, siano disposti ad agire come se non dovessero vivere che un giorno solo.
"Nei secoli d'incredulità, é dunque sempre a temere che gli uomini si abbandonino senza tregua all'avventura nei loro desideri quotidiani, e che rinunciando interamente ad ottenere ciò che non si può acquistare senza sforzi, non formino niente di grande, di pacifico e di durevole".

 Delasuss, Henri

Geremia



L'alleanza con Dio è stata tradita

1-3Il Signore mi affidò un messaggio per gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme:
'Ascoltate i termini dell'alleanza! Io, il Signore Dio d'Israele, maledico chiunque non li mette in pratica. 4È la stessa alleanza conclusa con i vostri antenati quando li ho fatti uscire dall'Egitto, dove stavano come in una fornace per fondere il ferro. Allora dissi: 'Se ubbidite alla mia voce e mettete in pratica quel che io vi comando, diventerete il mio popolo e io sarò il vostro Dio'. 5Ora io ho mantenuto il giuramento fatto ai vostri antenati. Ho dato loro una terra dove scorre latte e miele, proprio quella che voi ora abitate'. Io risposi: 'Va bene, Signore, porterò il tuo messaggio'. 6Allora il Signore mi disse: 'Va' nelle città di Giuda e per le strade di Gerusalemme. Proclama il mio messaggio, esorta il popolo ad ascoltare i termini di questa alleanza e a metterli in pratica. 7Da quando ho fatto uscire i loro antenati dall'Egitto fino ad oggi, ho scongiurato ripetutamente il popolo di ubbidire alle mie parole. 8Ma essi non hanno ascoltato e non hanno ubbidito. Ognuno ha continuato ad essere testardo e ostinato nel fare il male. Io avevo ordinato di osservare gli impegni di questa alleanza, ma essi non lo hanno fatto: perciò ho applicato contro di loro le sanzioni previste'.
9Il Signore mi disse ancora: 'Ho visto che gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme hanno fatto una congiura contro di me. 10Sono tornati a commettere i peccati dei loro antenati. Anch'essi hanno rifiutato di ubbidire alle mie parole, hanno seguito gli dèi stranieri e li hanno adorati. Così gli abitanti d'Israele e di Giuda hanno rotto l'alleanza che avevo concluso con i loro antenati. 11Per questo, - dice il Signore, - manderò una sciagura e non potranno evitarla. Essi mi chiameranno a gran voce perché li aiuti, ma io non li ascolterò. 12Allora gli abitanti di Gerusalemme e delle altre città di Giuda andranno a implorare aiuto agli dèi ai quali hanno offerto sacrifici. Ma quando arriverà il disastro, gli dèi non potranno in nessun modo salvarli. 13La gente di Giuda ha ormai tanti idoli quante sono le loro città. Per adorare quel vergognoso idolo di Baal gli abitanti di Gerusalemme hanno costruito più altari che strade. 14Geremia, non pregare per questo popolo, non piangere e non supplicarmi in suo favore. Quando saranno colpiti dalla sciagura e cercheranno il mio aiuto, non li ascolterò'.
15Dice il Signore:
'Il popolo che io amo
ha commesso azioni malvagie.
Che cosa viene a fare ora nel mio tempio?
Pensa forse di allontanare il disastro
con promesse e con sacrifici di animali?
Pensa forse di farla franca?
16Io avevo fatto diventare il mio popolo
forte e ricco come un ulivo carico di frutti,
ma ora gli darò fuoco,
le sue foglie bruceranno con grande rumore
e spezzerò i suoi rami.
17Io, il Signore dell'universo, lo avevo piantato. Ma ora ho deciso di far venire una sciagura sul mio popolo, Israele e Giuda, per il male che hanno commesso. Mi hanno offeso: hanno offerto sacrifici in onore di Baal'.

giovedì 16 gennaio 2020

PREGHIERA PER GLI AFFLITTI



O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, ti presentiamo tutti gli afflitti.  
Non solo le malattie del corpo, ma tante altre cause ci fanno soffrire.  
O Madre, trafitta nell'anima dalla spada del dolore, sai che sono tanti i mali che  affliggono i nostri cuori: tristi ricordi del passato, preoccupazioni per il presente,  paura per il futuro, angosce, traumi, dubbi, insicurezze, depressioni, tristezze,  mancanza di amore e di stima, solitudine, offese, persecuzioni.  
Consolatrice degli afflitti, guarisci le ferite del nostro cuore. Sorgente della nostra  letizia, donaci la salute interiore: la pace, la serenità, la tranquillità in tutte le  circostanze della vita. Dà coraggio a chi è sotto la croce.  
Dà luce a chi è nel buio. Dà conforto a chi è in pena. Fa' sentire la tua presenza a chi è  solo. Ridà la speranza a chi l'ha persa.  
Per questo, o Madre di Dio e Madre nostra, prega per noi il tuo Gesù.  

ILLUSTRAZIONI DI UNA SERVA DI DIO SULL'APOCALISSE DI S. GIOVANNI
















signor Le Maitre de Sancy

IL PADRE NEGLI ULTIMI TEMPI



«VOGLIO ESSERE COME UN BAMBINO PICCOLINO... »
 "Voglio essere come un bambino piccolino... che tira la veste al suo Papà e con il sorriso gli chiede le cose più semplici, che al mondo possono sembrare le più impossibili..."
La piccolina del Padre


Nasce finalmente la nuova Chiesa

13) «Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli»
Sarà semplice per gli angeli, allo squillo della "grande tromba", riunire in un solo Spirito tutti i figli, quando questi si saranno riconosciuti figli di un unico Padre. Saranno gli uomini stessi ad agevolare l'opera degli angeli e a formare l'Unità.
Gli angeli, oltre che i nostri invisibili fratelli del cielo, saranno i sacerdoti della nuova Chiesa che avranno tutta la potenza (la "tromba") di Dio Padre. Sono detti "angeli" sia perché il sacerdozio è stato istituito da Dio per portare agli uomini la Parola e la Luce - compito che prima della venuta di Gesù era riservato proprio agli angeli; sia perché negli «ultimi tempi» i sacerdoti saranno coloro che guideranno sulla terra la lotta contro i demoni, come in cielo l'avevano condotta Michael e gli altri angeli (Ap 12,79). A tutti i Suoi "Michael" - i nuovi Sacerdoti - il Padre darà la pienezza della sua Grazia ("con una grande tromba") e il "grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana" (Ap 12,9) sarà sconfitto anche sulla terra (Ap 12,10-12).

Padre Andrea D'Ascanio

Guarigione attraverso la presenza di Dio (Lc 5,17)



"E la potenza del Signore era con lui per compiere guarigioni" La lode e l'adorazione è lì per  invitare la presenza di Dio in modo che le persone vengano guarite. Non è una sorta di  riscaldamento per prepararsi al messaggio. 

DI JOHN ECKHARDT 

Non devono avere paura, di lasciare le cerchie della bestia, perché il Sant’Arcangelo Michele è pronto ad aiutarli!



Figlia Mia. Dì ai Nostri figli che devono convertirsi, perché solo così, potranno entrare nella Nuova Gloria del nostro Signore, solo così Gesù, il Mio Santissimo Figlio, li porterà con sé nel Nuovo Paradiso e solo così la loro anima sarà guarita e il loro cuore sarà felice e potranno vivere insieme in eterna pace.

Figli Miei. Mio Figlio è la Via per il Nuovo Regno. Il vostro Salvatore, l’ unigenito Figlio del Signore Onnipotente, è l’unica via per il Nuovo Tempo, che sarà ricolmo di pace e di amore e là il male non esisterà più. Non giocatevi la possibilità di ricevere questa gloriosa eredità per un po’ di brividi di esaltazione dati dal diavolo, perchè egli non trama nulla di buono, Mio Figlio invece vi porta all’Eternità del Signore.

Sarete pienamente realizzati, tutti i vostri desideri saranno esauditi, avrete tutto quello a cui aspirate. Nessun desiderio resterà inesaudito, perchè siete alla presenza del Signore e non avrete nulla da temere. Vivrete senza più preoccupazioni e completamente accuditi nel Nuovo Regno di Mio Figlio, perché Dio Nostro Padre ha pensato a tutto e manderà i Suoi santi Angeli, affinchè si curino di voi e restino con voi.

La vostra amorevole Mamma Celeste.

Mamma di tutti figli di Dio e Madre della salvezza.


Non abbiate paura, perché il Mio Amore per voi è più grande che qualsiasi peccato che avete commesso.

Il vostro Gesù che vi ama.


“Io sono pronto a combattere per ciascuno di voi, non importa su quali cattive strade vi troviate.

Pentitevi nei vostri cuori e guardate la luce del Signore.

Regalate a LUI il vostro SI e poi invocate Me, il vostro sant’Arcangelo Michele.

Io verrò a liberarvi dall’oscurità più profonda, non abbiate paura quindi, perché quando regalate a Gesù il vostro SI, il diavolo perde potere su di voi!

Abbandonatevi a Lui! PregateLo! ImplorarteLo! Perché LUI Gesù, il Figlio di Dio, non vi lascerà soli.

Riflettete sulle Nostre parole:

La Mia spada è più potente di Satana, ed egli Mi teme moltissimo. Per questo invocateMi, affinché Io combatta per voi e così accadrà.

Vi dovete però sinceramente voler allontanare dalle vie sbagliate che percorrete o che avete percorso, perché Io accorrerò in aiuto solo a chi con cuore sincero, si vuole salvare in Gesù.

Così sia, Miei amati figli.

Sono pronto a intervenire in vostro favore, non importa quanto vi siate allontanati dal Signore, non importa quanto siate vicini alla bestia.

Chi è sincero e vuole cambiare strada, chi dimostra rimorso e si dichiara per Gesù, può invocarMi e contare sul Mio aiuto.

Io vi amo.

Il vostro sant’Arcangelo Michele. Amen.”


“Oh, figlia Mia. Le grazie del Cielo sono talmente grandi! Chi si converte, riceverà l’aiuto, non importa quanto si sia allontanato. Per favore dì questo ai Nostri figli. Non devono avere paura di scappare dalle cerchie della bestia, perché il Sant’Arcangelo Michele è pronto ad aiutarli con la Sua potente spada. Amen.

La tua Mamma Celeste.”

mercoledì 15 gennaio 2020

IL MISTERO DEL PURGATORIO


II
QUALI ANIME SOFFRONO DI PIÙ NEL PURGATORIO E QUALI DI MENO?

***
Ci sono anime che neppure in punto di morte ri¬conoscono che talvolta hanno fatto male: non lo  vogliono riconoscere, per non piegare il proprio or¬goglio.
Le anime che sono macchiate di peccati vera¬mente gravi e se ne pentono troppo poco, o non li  riconoscono abbastanza seriamente, giungono, dopo essere state salvate dalla misericordia di Dio,  nel Purgatorio di punizione.
Qui il buon Dio, con particolare severità, mostra loro ciò che hanno commesso. E qui non riesco a  parlare di punizione, ma solo di grazia amorosa: tutto ciò che vedo appare così pieno di misericordia.
Ci sono anche anime che a mala pena vengono salvate, poiché Dio nella sua misericordia è anche  longanime. Esse soffrono grave tormento, molto più lontane da queste divine consolazioni, e si  sen¬tono come nel profondo di un eterno abisso. Ep¬pure queste anime sono piene di gratitudine  verso l'amore misericordioso ed il Sangue Prezioso. Ma¬lizie così indurite hanno bisogno di un  energico Purgatorio: il rimprovero divino si posa sulle anime e le penetra bruciandole. Ci sono  situazioni diver¬se in quel benedetto luogo di purificazione, ine¬splicabili situazioni che io non  sono in grado di de¬scrivere.
Questi sono solo pochi accenni che io quasi non oso di esporre qui.
Ma l'entrata nel cielo di una povera anima è co¬sa indicibilmente bella. Così bella che non si può  contemplare senza lacrime.
Quanto più un'anima diventa povera, tanto più si avvicina alla luce divina. Quando il suo involucro  si spezza, allora l'anima viene come inghiottita dalla luce divina; diviene essa stessa come una  piccola luce, nella luce divina, minuscola scintilla della vita divina. E la piccola vita diviene  interamente la Sua vita, la piccola luce diviene interamente la Sua luce. In questa luce eterna, in  questa eterna pace è immessa allora la piccola anima. È l'amplesso di un amore infinitamente  tenero, meravigliosa festa di riconciliazione e di liberazione. Oh, il grazie del¬l'anima al suo  liberatore, il grazie per la sua Pas¬sione e la sua Morte e per il suo Sangue Prezioso, come è  commovente! II Salvatore e l'anima, am¬bedue così beati, ora, che si posseggono piena¬mente l'un  l'altro. Il cielo è a tal punto meraviglioso che persino chi è puro non è puro abbastanza per entrarvi. Questa patria è così pura e bella che davvero de¬ve esserci una speciale purificazione, perché l'anima divenga degna della sua maestà.
Se noi potessimo penetrare nel cielo con il nostro involucro di amor proprio, non potremmo essere  beati: non ci accorgeremmo neppure di essere in cielo.
Dio ha in ogni cosa le sue leggi e secondo le sue leggi dirige la nostra anima alla pura beatitudine  del cielo.
Contemplare lo spettacolo che si svolge nell'e¬ternità è conturbante! I libri non possono  abbrac¬ciare quello che l'anima qui abbraccia.
Dio ha mirabili vie per salvare le anime. Ci sono sentieri che conducono sopra tormenti d'inferno. Dio è buono: Egli non vuole abbandonare le sue anime.
Quanto spesso si pensa che un'anima sia per¬duta: ma Dio solo conosce come l'ha salvata: sono i  taciti prodigi dell'amore misericordioso dei quali Egli gioisce nel suo cuore divino. Gesù trattiene le  sue anime con i fili più tenui; ha tanto amore, tanto amore. Quale ferita deve essere per il Cuore di  Ge¬sù che un'anima voglia andare nell'inferno. Io in¬tuisco solo sommessamente questo dolore del  Salvatore; deve essere incomparabilmente tre¬mendo. Come deve avere patito il suo cuore sulla  Croce per noi anime, per strapparci dall'abisso!
L’amore di Dio è il Purgatorio attraverso cui dob¬biamo passare noi, povere anime. Possiamo conoscere questo amore di Dio, quale Purgatorio già su questa terra.
Quando l'uomo pensa all'amore di Dio che ci vie¬ne incontro dappertutto, allora diventa così povero, riconosce chiaramente che è ingrato e che sa ricambiare tanto poco questo amore. Niente fa  sof¬frire l'anima quanto il pensiero che il Redentore è così benigno e noi siamo figli cattivi che  nuova¬mente lo avrebbero crocifisso. Quando accogliamo i raggi del suo amore, dobbiamo  bruciarne e di¬ventare povere anime nel Purgatorio del suo amo¬re divino... Quanto più conosciamo Dio ed il suo amore, tanto più conosciamo anche noi stessi, e quanto più conosciamo  noi stessi, tanto più cono¬sciamo l'amore misericordioso. Quanto più ci avvi¬ciniamo all'amore  divino, tanto più esso ci annien¬ta: così diventiamo «povere» anime.
Sì, comprendo sempre di più che si può patire l'amore di Gesù.
Per questa via ho accettato che la mia anima fos¬se martirizzata, e che la bontà divina mi facesse  così povera.
Nella mia vita ho sofferto soprattutto per l'anni¬chilimento e la povertà. Perciò son diventata una  sola cosa con le povere anime e sono stata con¬solata dalla loro consolazione.
Mi rassomiglio ad una macchia oscura nel mez¬zo del sole dell'amore misericordioso.
Posso lamentarmi solo con Dio di quello che ho sofferto e ancora sempre soffro per questa unica  struggente nostalgia, di non negare nessun desi¬derio del suo amore, di accontentarlo in ogni cosa. Giorno e notte languivo in questo unico deside¬rio, ed esso è divenuto il grido della mia anima. La  mia anima grida e grida: ha sete di purezza, ed io non posso più riposare; persino nel sonno la mia  anima implora la sua conversione.
Dio, come posso capire il tormento delle povere anime! Quanto ho già sofferto per l'amore divino,  che mi ha così trafitto di contrizione; quanto ho già pianto e come mi sono dibattuta! AI Signore che  nel Santissimo Sacramento dell'Altare ci mostra tanto amore, noi dovremmo dare gioia. Ma io sono  così povera, così povera; tutta miseria e debolez¬za, e sento tanto male in me. Eppure vorrei esse¬re  buona, così buona che non il più piccolo desi¬derio del Redentore rimanesse inappagato. Vorrei  essere buona per amore del suo amore, solo per questo, perché gli voglio bene e non vorrei mai  of¬fendere il suo delicato amore. Il suo amore e la sua bontà mi struggono nel desiderio di far bene.  Tutti i miei desideri sono morti; una sola cosa desidero ancora: appagare i suoi sottili desideri.
Ho così paura di me stessa, così paura, così paura della mia presunzione, e del mio amor pro¬prio.  Devo fuggire da me, altrimenti non resisto più al mio io.
Quanto spesso invidio le povere anime nel Pur¬gatorio! Quanto spesso vorrei cambiarmi con loro!  Esse possono essere soltanto buone, non devo¬no più essere cattive. La minaccia che viene dalla  malizia della natura decaduta non pesa più su di loro. Le povere anime possono essere buone.  Spesso penso che il mio Paradiso sarà l'essere una buona volta sicura di poter essere buona. Non  penso più ad altra beatitudine, non penso più ad una mia personale felicità. Solo l'essere totalmente  buona, il poter conoscere ed appagare final¬mente tutti i desideri di Gesù, può ancora formare la  mia felicità, la mia gioia. Oh Dio, quale ardente desiderio brucia in me! Sarei così contenta se,  in¬vece che in Paradiso, potessi andare semplice¬mente nel Purgatorio per essere laggiù  eterna¬mente buona, retta come il Signore desidera. Que¬sto sarebbe il mio Paradiso. Solo i  desideri di Ge¬sù devono essere appagati: allora anche i miei si acquieteranno. Solo la beatitudine  di Gesù, la con¬solazione di Gesù, la gioia di Gesù sono il mio Pa¬radiso. Oh, se fossi nel  Purgatorio, dove si può dav¬vero essere totalmente buoni, come sarei felice!
Questa mia brama ardente dice al Redentore il mio amore. Non con molti atti e molte parole, solo  gli mostro il mio spasimo ed il mio desiderio... Niente in Cielo e sulla terra mi attira quanto que¬sto  unico pensiero che mi strugge in ogni momen¬to della mia vita: come sarà il mio Paradiso, quan¬do  saprò il mio Signore contento di me! Che cosa non farei per raggiungere questo... Volentieri rinuncerei per questo a tutte le gioie eterne. Scrivo queste parole tra le lacrime ed il mio cuore freme  di desiderio.

Quando verrà il momento, o mio Dio, in cui io Ti potrò donare un'anima pura e bella che ti appartenga tutta! Io sono come avviluppata da questo unico pensiero che è il battito della mia vita... O  Si¬gnore, io confido illimitatamente in Te, che Tu compia in me il Tuo desiderio... perché per Te  solo, o Si¬gnore, è tutto quello che io imploro.
Quando il peso del peccato originale mi avrà schiacciata e giungerà l'ultima ora della mia vita,  l'ultima durissima ora, sarà la prima ora lieve della mia vita. Splenderà nella mia anima la prima  tota¬le consolazione. Perché io bramo di morire, per di¬ventare buona. Io bramo di morire per sapere mor¬to il mio amor proprio, la mia natura peccatrice: per essere certa che non farò più del  male al mio Re¬dentore. Questo «io», che in vita non posso quasi più tollerare, quando sarò morta  non potrà più far del male al suo Signore. Io ho paura del mio «io». Ma confido in Te, o Gesù!  Come penso volentieri alla mia ultima ora: essa è già per me come un Pa¬radiso. Io riconoscerò il  richiamo del Redentore. Egli dirà: vieni, figlia del mio amore misericordioso, ora puoi essere buona. Sarà il momento in cui io riposerò per la prima volta nella mia vita. Mi inabisserò con lacrime di  gioia nel Cuore di Gesù. Già mentre scrivo di que¬sto sono inebriata di felicità: non posso pensare  ad alcuna altra felicità, che non sia quella di essere buona per amore del Signore, che ha un cuore  co¬sì tenero e che io amo così, che nulla mi atterrisce quanto la preoccupazione di fargli del male. Vorrei avere tanta cura del tenero cuore di Gesù, vorrei essere così delicata, fasciare le sue ferite e  non farle dolere... e invece sono ancora tanto roz¬za col mio dolce e tenero Salvatore, e grossolana  senza riguardo alcuno, e penso troppo più all'«io» che al «tu».
Oh, Signore, il mio cuore quasi sanguina di do¬lore e di amore e brucia in ardente desiderio! Oh,  Signore... Tu lo sai... Gesù...!
Ora mi sono inoltrata in un tema assolutamente diverso. Mi sono riposata un po' e torno indietro al  Purgatorio.
Le anime, che muoiono completamente riconci¬liate con Dio, ed hanno avuto confidenza grande  nell'amore misericordioso, spesso passano appe¬na accanto al Purgatorio sfiorandolo, ovvero lo attraversano. Queste anime, che sono state così coerenti e brave, possono spesso rimanere setti¬mane  e mesi nel passaggio dal Purgatorio al Pa¬radiso.
Gesù è loro particolarmente vicino ed esse gu¬stano già la felicità celeste. Gradatamente si  ele¬vano verso la luce divina. Perciò non soffrono mol¬to: attendono in una felice aspettativa e  insieme piene di pentimento, fino a che il pentimento sia to¬tale.
Capita talvolta che un'anima entri direttamente nel Cielo. Sono anime che anelavano al Cielo e che  già sulla terra avevano, in misura sufficiente, un pentimento fiducioso. Dobbiamo mantenerci in uno  spirito di pentimento, pensando che il Signore è morto per noi.
Un'anima pentita può diventare, per amore mi¬sericordioso, di un candore abbagliante, allora es¬sa  ha già fatto il suo Purgatorio. Gesù vuole solo la povertà, poi Egli ci dona il regno dei Cieli. Anime  che sulla terra altro non hanno amato che Gesù e le sue leggi, possono volare direttamente fra le  braccia di Dio nel Cielo. Esistono queste anime meravigliose, ma sono molto rare ed hanno già attraversato sulla terra il loro Purgatorio.
Infine, devo dire ancora qualche cosa che quasi non oso scrivere. Ma io scrivo queste note solo per  ubbidienza.
Il più tremendo Purgatorio lo hanno i preti che non sono stati fedeli e hanno dato cattivo esempio ed  hanno cagionato molto dolore al Signore. Se non hanno la grazia di soffrire molto prima della lo¬ro  morte e di pentirsi amaramente e totalmente, hanno un atroce Purgatorio. Avviene spesso che anche  i sacerdoti si convertano interamente e dia¬no ancora gioia a nostro Signore. Ma quando man¬cano  questa radicale conversione e coscienza, quando il cammino al cuore di Dio è ancora troppo lungo,  quando c'è solo una vaga preparazione al¬l'eternità, solo un debole riannodarsi all'amore  mi¬sericordioso: oh, quanto Nostro Signore ha da dire nel suo santo giudizio! Ma come sono felici  que¬sti sacerdoti, perché non si sono perduti! Ci sono sacerdoti che devono rimanere nel Purgatorio  fino alla fine dei tempi. Con nessuno è il buon Dio così severo, perché nessuno può peccare quanto  un sacerdote che dimentichi il suo dovere.
Ma con i sacerdoti solitari e distaccati dal mondo Dio è così buono, così amoroso, che essi presto,  presto giungono in Cielo. Anche con i sacerdoti pentiti, ai quali molto deve perdonare, Egli è tanto  buono: ma tutto deve essere espiato... Non posso descrivere quanto Dio è severo davanti al dovere  sacerdotale, e quanto severamente saranno giudi¬cati i sacerdoti...
Un sacerdote che ha una volontà interamente buona non deve avere mai timore: egli esperimen-terà  inattese ed inimmaginate tanta clemenza e bontà di Dio. Se un sacerdote ha inteso sempre agire  rettamente e non ha avuto attaccamenti pro¬fani, si troverà bene e così un sacerdote che abbia attinto la sua gioia solo in Gesù Sacramentato. Queste anime saranno semplicemente sciacquate dal  Sangue Prezioso, poi sollevate nel Cielo. Ma io non oso, quasi non posso guardare, quando vedo  tanti preti nelle più lontane profondità dei Purgato¬rio, quando vedo che hanno fatto tanto male al  buon Dio, stringendo legami col mondo e cogli uo¬mini, dimentichi della loro dignità. Mio Dio,  questi preti stanno tremanti davanti al loro Dio ed espiano una colpa terribile. Ma quando il  pentimento li ha trapassati, il Buon Dio diviene nuovamente be¬nigno e li riconduce alla patria...  Così amorosa¬mente...

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Tu sei la vita di Dio trasfusa in noi

O Sangue di Cristo, Tu sei la più superba creazione di Dio! Tu hai in te stesso le arcane meraviglie dei cieli, le forze occulte della terra, tutti i bagliori della luce e tutta la potenza del fuoco... Tu sei per le anime ciò che è il sole, l'acqua, l'aria per la vita del corpo. Tu sei la partecipazione diretta della grazia, della soprannaturalità, dell'amore di Dio.
Tu sei la vita stessa di Dio trasfusa in noi, sei la sorgente di ogni bene, il bene stesso manifestato alla mente, al cuore e allo spirito.
Ah! non c'è altra ricchezza al mondo, altra scienza, altra felicità. Noi possiamo attingere da te la pace, la verità, la soavità; possiamo vedere ciò che non è concesso che in Cielo perché, abbeverandoci alla sorgente del Cuore di Cristo, possiamo contemplare la carità sovrana del Padre celeste, intento a darci, con il Sangue del Figlio, la virtù dello Spirito Santo [...].
Ma ció che più è ammirabile, è l'impulso che dà alle virtù interne, alla vita soprannaturale. Quale gradazione infinita tra la semplice fede e lo spirito, la vita, l'unione (per la fede) nei Misteri!
Ciò è frutto del Sangue Divino.
A conferma Gesù m'invita a immergere le mie virtù teologali nelle sue piaghe adorabili.
Nel Sangue del Capo divino immergo la fede: nel Sangue degli occhi; la speranza; nel Sangue della bocca, la carità. Quali insegnamenti da questi contatti intimi, soprannaturali. Quale aumento, quale forza, quale vita per le virtù!
Nel Sangue che sgorga dalle mani e dai piedi devo ritemprare le mie virtù cardinali: larve di virtù per il mio poco lavoro intorno ad esse, ma promettenti largo aiuto nella via dei Misteri se le alimenterò col Sangue del Redentore.
Nel Costato immergo le virtù morali. Così la vita dell'intelletto, della volontà, tutta la vita del cuore si rinnova e si ricrea. q. 1 : 1 agosto.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

I Dieci Comandamenti



Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta


Il Quinto Comandamento: “Non uccidere”. 


“L’aborto” e le sue conseguenze, alla luce delle rivelazioni a Maria Valtorta.   

Chi ha letto gli scritti di Maria Valtorta, sa molto bene che l’aborto è un peccato gravissimo, non solo perché va contro il quinto Comandamento, ma principalmente perché leva  a Dio la gioia di avere subito con sé le anime dei bambini mai nati o peggio mai voluti, che andranno infatti nel Limbo.  
Nonostante quanto abbiamo più volte sentito strombazzare dai vari giornalisti, più o meno seri, il Limbo non è in effetti mai stato cancellato, perché la Chiesa non può certo permettersi di far sparire all’improvviso e ufficialmente uno dei quattro Regni di Dio: Paradiso, Inferno Purgatorio e Limbo.  
A questo riguardo posterò più sotto un dettato tratto da I Quaderni del 1945-1950, dove questo concetto della “sofferenza” di Dio è chiarissimo. 
La Commissione Teologica Internazionale (che Giovanni Paolo II aveva costituito per studiare teologicamente la sorte dei bambini mai nati e quindi non battezzati) concluse infatti il suo documento dicendo semplicemente, all’art. 103: 

(sottolineature e grassetti sono i miei) 

Ciò che ci è stato rivelato è che la via di salvezza ordinaria passa attraverso il sacramento del Battesimo.   
Nessuna delle considerazioni sopra esposte può essere addotta per minimizzare la necessità del Battesimo né per ritardare il rito della sua amministrazione.  

Piuttosto, come vogliamo qui in conclusione ribadire, esistono forti ragioni per sperare che Dio salverà questi bambini, poiché non si è potuto fare ciò che si sarebbe desiderato di fare per loro, cioè battezzarli nella fede e nella vita della Chiesa. 

a cura del Team Neval

Riflessioni di Giovanna Busolini 

CONSACRAZIONE DELLE SCUOLE ALLA SACRA FAMIGLIA



O Gesù, Maria, Giuseppe, o Famiglia santissima che mai si è più vista su questa terra! O modello perfettissimo di ogni virtù, noi in questo giorno solenne alla presenza degli Angeli e di tutti i Santi, ci poniamo sotto la vostra protezione e ci consacriamo spontaneamente, totalmente ed irrevocabilmente al vostro servizio. Vogliate benedire dal cielo le nostre anime, i nostri corpi, le nostre occupazioni, i nostri studi, le nostre pratiche di pietà, l'intera famiglia, la vita presente e quella futura. Impartite una particolare benedizione su questo sacro Luogo, nel quale viene formata alla pietà e alla scienza la tenera gioventù; impartitela sopra ogni scuola dove maestri e discepoli giornalmente si raccolgono. Fate che questa scuola sia un'immagine della vostra casa di Nazareth.
O Gesù, qui rifulgano tutte le tue virtù, ma specialmente la docilità, la sottomissione, l'amore alla fatica, la prontezza alla preghiera da te praticata nella casa Nazarena.
O Giuseppe, risplenda la tua protezione specialmente su chi presiede ed insegna.
O Maria, in tutti dimori la tua carità, la tua modestia, la tua l'umiltà e la tua dolcezza cosicché riescano la copia più esatta della tua santità.
Regni in ognuno con l'amore fervente verso di voi, un desiderio continuo di imitare la vostra ammirabile vita. E con noi benedite tutti i giovani studenti dell'universo, tutti gli insegnanti, affinché sotto i vostri auspici crescano a decoro della Religione, al bene delle famiglie e a sostegno della Società.
E così dopo aver sperimentato il vostro patrocinio in vita, possiamo meglio sperimentarlo nel momento supremo della morte. Amen.

Camminate per un grande naufragio nella fede. La mancanza di amore per la verità causerà grande confusione e divisione tra i Miei poveri figli.




Cari figli, sono la vostra Madre Addolorata. Vi chiedo di essere fedeli a Mio Figlio Gesù e al vero Magistero della Sua Chiesa. Camminate per un grande naufragio nella fede. La mancanza di amore per la verità causerà grande confusione e divisione tra i Miei poveri figli. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Questo è il tempo dei dolori per gli uomini e le donne di fede. Qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Testimoniate ovunque che siete del Signore. Non permettete che nulla vi allontani dal cammino che vi ho indicato. Rimanete sempre con Gesù. CercateLo nell'Eucaristia, perché solamente così potete raggiungere la vittoria. Non vi dimenticate: la Presenza di Mio figlio Gesù in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nell'Eucaristia è una verità non negoziabile. Stete attenti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.