martedì 23 febbraio 2021

La battaglia continua 2

 


 LA MESSA ECUMENICA DI PAOLO VI 

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Di quanto abbiamo detto sulla “nuova Messa”, elaborata accuratamente in un contesto socio-religioso e tutta impregnata di spirito irenico ecumenico, risulta in contrasto con la fede definita dal Concilio tridentino, e innegabilmente molto equivoca!

Quindi, siccome un Concilio non può essere in contrasto con un altro, tanto più questo Vaticano II (che è un “Concilio pastorale”!) può pretendere di annullare il Concilio tridentino, che è dogmatico, e perciò “de fide”! Del resto, non aveva detto anche papa Giovanni XXIII che il Vaticano II doveva solo «trasmettere pura e integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti»?19 Perciò, bisogna tener presente la dottrina cattolica circa l’oggetto, l’estensione e la natura del Magistero, quale è sempre stato esercitato nei passati Concili, e come è stato definito dal Vaticano I. Perciò, il “Novus Ordo” di Paolo VI non può chiamare in causa l’infallibilità pontificia, perché l’oggetto primario dell’infallibilità sono le “Verità”, formalmente rivelate, concernenti la FEDE e i Costumi20; e l’oggetto secondario dell’infallibilità sono quelle altre Verità che, anche se non formalmente rivelate, sono però strettamente connesse con quelle rivelate21, ossia: conclusioni teologiche, fatti storici, verità di ragione naturale, canonizzazioni dei Santi. 

Ora, il “Novus Ordo Missae” di Paolo VI non entra affatto nel campo dottrinale, perchè, in esso, non v’è stata definita alcuna dottrina. Al contrario, vi sono state taciute alcune Verità cattoliche definite, e sono state espresse altre in forma ambigua, a scopo di riavvicinare i protestanti. Ne consegue, quindi, che il “Novus Ordo” non è frutto del primato dottrinale, ma solo dell’attività pastorale di Paolo VI, per la quale non c’è alcuna promessa di infallibilità, come lo dimostrano anche le varie “omissioni” e “ambiguità” che contiene! Ne è prova anche il fatto che, dopo le “osservazioni” critiche dei due Cardinali, Ottaviani e Bacci, Paolo VI dovette  correggere (purtroppo ancora malamente!) il famoso art. 7, manifestamente eretico, e che Lui aveva già sanzionato con la Sua firma! Quello che poteva salvare Paolo VI fu solo l’assistenza dello Spirito Santo, che Gli impedì di cadere definitivamente nell’errore mediante quei forti richiami dei due Cardinali! (proprio come Gli accadde anche con l’“Humanae vitae”, in cui Paolo VI ha condannato la pillola, mentre, in precedenza, ne era stato personalmente favorevole!). “Rebus sic stantibus”, resta evidente che San Pio V sapeva quel che diceva quando segnò un limite invalicabile, “in perpetuo”, anche per i suoi Successori (compreso Paolo VI!). Infatti, la Sua Costituzione “Quo Primum” non fu né un atto disciplinare, né un atto di Governo Pastorale da potersi mutare per le circostanze storiche. La Sua Costituzione era una Codificazione definitiva di ciò che fu fin dai tempi apostolici, ossia: di sostanza dogmatica, immune, quindi, da eresia o errori dottrinali; di concetto teologico della Liturgia in genere, ma sopratutto della definizione dogmatica della Messa, come “Sacrificio Eucaristico” (e non “cena”!) e della sua celebrazione, che non è affatto di natura “comunitaria”, come afferma, invece, l’articolo 14 della “Istitutio Generalis”, dopo il Vaticano II!), ma bensì solo “celebrazione ministeriale del Sacerdozio Sacramentale”. Infatti, la “partecipazione del popolo” al rito, non ha mai significato, in venti secoli di storia della Chiesa, come un “diritto del popolo” a partecipare attivamente alla Messa, perché, se così fosse, sarebbe invalida! La “partecipazione del popolo”, quindi, può significare solo una “concessione benigna” della Chiesa a partecipare, con “dialogo”, ad alcune parti e preghiere di valore cerimoniale, ma mai a partecipare a quelle di “valore ufficiale” e “consacratorio”, che spetta solo al sacerdote validamente consacrato col Sacramento dell’ORDINE, stabilito da Cristo stesso, per cui è “conditio sine qua non” “ad validitatem… sacrificii Eucharistici”!

Fu per questi motivi che San Pio V potè concludere la Sua Costituzione Apostolica “Quo Primum” con queste solenni e terribili parole:

«NULLI, ERGO, OMNIUM “HOMINES” (compresi i Suoi Successori!) LICEAT HANC PAGINAM NOSTRAE PERMISSIONIS, STATUTI, ORDINATIONIS, MANDATI, PRAECEPTI, CONCESSIONIS, INDULTI, DECLARATIONIS, VOLUNTATIS, DECRETI ET INHIBITIONIS, INFRINGERE,… vel EI… AUSU TEMERARIO… CONTRARE (!)… “SI QUIS autem HOC ATTENTARE PRAESUMPSERIT… INDIGNATIONEM OMNIPOTENTIS DEI ac BEATORUM PETRI ET PAULI, APOSTOLORUM EIUS… SE NOVERIT INCURSURUM…».

Allora, a questo punto, ci si può chiedere se anche Paolo VI, successore di San Pio V, aveva previsto le “scomuniche” (anathema sit!) comminate a tutti coloro che “delinquono”, nel senso condannato dai Canoni 1°, 2°, 3°, 6°, e 9° della Sessione XXII del Concilio Tridentino!.. A rileggerli, mi sono chiesto se Paolo VI li conosceva questi Canoni tridentini, sì da farsi un serio esame di coscienza davanti a Dio e alla Chiesa, che Lui tradiva così pesantemente, e proprio come la voleva l’eretico massone Lutero, quando scrisse:

 «La Messa non è un sacrificio o l’azione del sacrificatore. Dobbiamo considerarla un sacramento o un testamento. Chiamiamola benedizione, eucarestia, mensa del Signore, memoriale del Signore. Le si dia qualunque altro nome, purché non la si macchi col nome di “sacrificio”».

E ancora: 

«Quando la Messa sarà stata rovesciata, io sono convinto che avremo rovesciato con essa il papismo… Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, gli assassini e gli adultèri, sono meno malvagi di quella abominazione che è la messa dei papi!». 

Persino il cardinale Prefetto della Congregazione per la Fede, il cardinale Ratzinger, ebbe il coraggio di ammetterlo, quando scrisse sul suo libro “La Mia Vita”, queste chiare parole:

 «LA RIFORMA LITURGICA, QUELLA VOLUTA DA PAOLO VI E REALIZZATA CON IL CONTRIBUTO E LA SODDISFAZIONE DI TEOLOGI PROTESTANTI, HA PRODOTTO DANNI ESTREMAMENTE GRAVI PER LA FEDE!»22.

Ergo... davanti alle macerie di questa povera Chiesa del Vaticano II, possiamo ben ricordare ancora quella stupenda “SEQUENZA” che si cantava, ante Vaticano II, davanti al “Tumolo”:

 «DIES ILLA... DIES IRAE... CALAMITATIS ET MISERIAE... DIES MAGNA... ET AMARE VALDE!»…

sac. Luigi Villa






Obbediscono ai governi, ma non a me

 


Nostro Signore al Servo di Dio Luisa Piccarreta il 25 maggio 1915:

“Figlia mia, il castigo è fantastico. Tuttavia, le persone non si muovono; piuttosto, rimangono quasi indifferenti, come se dovessero essere presenti in una scena tragica, non in una realtà. Invece di venire tutti come uno a piangere ai miei piedi, implorando misericordia e perdono, sono invece attenti a sentire cosa sta succedendo [per esempio. Nelle news]Ah, figlia mia, quanto è grande la perfidia umana! Guarda come sono obbedienti ai governi: preti e laici non chiedono nulla, non rifiutano sacrifici [per loro]e devono essere pronti a dare la propria vita [per il governo]… Ah, solo per Me non c'è obbedienza e niente sacrifici. E se fanno qualcosa, sono più pretese e interessi. Questo perché il governo ricorre alla forza. Ma da quando uso l'Amore, questo Amore è ignorato dalle creature; rimangono indifferenti come se non mi meritassi niente da loro! "

Mentre diceva questo, scoppiò in lacrime. Che crudele tormento vedere Gesù piangere! Poi ha continuato: “Il sangue e il fuoco purificheranno ogni cosa e ristabiliranno l'uomo pentito. E più ritarda, più sangue verrà versato e la carneficina sarà tale che l'uomo non ha mai contemplato ". Mentre diceva questo, ha mostrato la carneficina umana ... Che tormento vivere in questi tempi! Ma sia sempre fatto il Voler Divino. —Libro dei Cieli, Volume 11

ALLA SCUOLA DELL'AMORE

 


LA MATERNITÀ DI MARIA E LA NOSTRA MATERNITÀ


Responsabilità

È ben grande la vostra responsabilità davanti al Signore, grande come la dignità a cui Dio vi ha chiamate.

Non importa se il mondo non vi conosce. È così di fatto che Dio opera, così non altrimenti; solo quando il Cristo apparirà; apparirà anche la vostra grandezza, solo allora. Ora d6\!de vivere questa grandezza nel sacrificio, nella semplicità, e nell'umiltà, nel nascondimento più fondo, come Maria. Chi la conobbe fin tanto che visse quaggiù sulla terra? Ma ella è creazione nuova, che in sé tutti ci aduna perché tutti siamo nel suo seno, perché tutti siamo nel suo cuore.

E così tutti devono ricevere da voi la vita, che è Cristo Signore. Viviamo la partecipazione al mistero della Vergine; a questo ci chiama la nostra vita consacrata.

Don Divo Barsotti


I Dieci Comandamenti

 


ALLA LUCE DELLE RIVELAZIONI A MARIA VALTORTA 


Il sesto Comandamento: “Non commettere atti impuri”. 


La prova. 

Quando l'uomo si destò dal suo primo sonno e trovò al suo fianco la compagna, sentì che la sua felicità era stata resa da Dio completa. 

Era già tanto grande anche prima. Tutto in Adamo ed intorno ad Adamo era stato fatto perché egli godesse una felicità completa, sana e santa, e la delizia, ossia l'Eden, non era soltanto intorno ma anche dentro all'Adamo.  

Lo circondava il giardino pieno di bellezze vegetali, animali ed equoree, ma entro di lui un giardino di bellezze spirituali fioriva con virtù d'ogni genere, pronte a maturarsi in frutti di santità perfetta; e vi era l'albero della scienza adatto al suo stato, e quello della vita soprannaturale: la Grazia; né vi mancavano le acque preziose della divina fonte che si divideva in quattro rami e irrorava di sempre nuova onda le virtù dell'uomo, onde crescessero giganti, a farlo sempre più specchio fedele di Dio. 

Come creatura naturale godeva di ciò che vedeva: la bellezza di un mondo vergine, testé uscito dal volere di Dio; godeva di ciò che poteva: la sua signoria sulle creature inferiori. 

Tutto era stato messo da Dio al servizio dell'uomo: dal sole all'insetto, perché tutto gli fosse delizia. 105 

Come creatura soprannaturale godeva — un'estasi ragionante e soavissima — della comprensione della Essenza di Dio: l'Amore; dei rapporti d'amore fra l'Immenso che si donava e la creatura che lo amava adorando.  

La Genesi adombra questa facoltà dell'uomo e questo comunicarsi a lui di Dio, nella frase: " avendo udito la voce di Dio che passeggiava nell'Eden nel fresco della sera 106 ". 

Per quanto il Padre avesse dato ai figli adottivi una scienza proporzionata al loro stato, pure ancora li ammaestrava.  

Perché infinito è l'amore di Dio, e dopo aver dato anela a nuovamente dare, e tanto più da quanto più la creatura gli è figlia.  

Dio si da sempre a chi a Lui si da generosamente. 

Quando, dunque, l'uomo si svegliò e vide la donna sua simile, sentì che la sua felicità di creatura era completa avendo il tutto umano e avendo il Tutto soprumano, essendosi l'Amore dato all'amor dell'uomo. 107 

Unica limitazione messa da Dio all'immenso possedere dello uomo era il divieto di cogliere i frutti dell'Albero della Scienza del bene e del male. Raccolto inutile, ingiustificato, sarebbe stato questo, avendo l'uomo già quella scienza che gli era necessaria, e una misura superiore a quella stabilita da Dio non poteva che causare danno. 

Considerate: Dio non proibisce di cogliere i frutti dell'albero della Vita, perché di essi l'uomo aveva naturale bisogno per vivere una esistenza sana e longeva, sino a che un più vivo desiderio divino di svelarsi totalmente al figlio d'adozione non facesse pronunciare a Dio il: "Figlio, ascendi alla mia dimora e inabissati nel tuo Dio", la chiamata, senza sofferenza di morte, al celeste Paradiso. 108 

L'Albero della Vita che si incontra al principio del Libro della Grande Rivelazione (Genesi c. II v. 9 e c. III v. 22), e che si ritrova nuovamente alla fine del Libro della Grande Rivelazione: la Bibbia (Apocalisse di Giovanni c. XXII v. 2 e v. 14), è figura del Verbo Incarnato — il cui frutto, la Redenzione, pendé dal legno della croce — di quel Gesù Cristo che è Pane di Vita, Fonte d'Acqua Viva, Grazia, e che vi ha reso la Vita con la sua Morte, e sempre potete mangiare e bere di Lui, per vivere la vita dei giusti e giungere alla Vita eterna. 


Dio non proibisce ad Adamo di cogliere i frutti dell'Albero della Vita, ma vieta di cogliere quelli, inutili, dell'Albero della Scienza. Perché un eccesso di sapere avrebbe svegliato la superbia nell'uomo, che si sarebbe creduto uguale a Dio per la nuova scienza acquisita e stoltamente creduto capace di poterla possedere senza pericolo, con il conseguente sorgere di un abusivo diritto di auto-giudizio delle azioni proprie, e dell'agire, di conseguenza, calpestando ogni dovere di filiale ubbidienza verso il suo Creatore — dato che ormai gli era simile in scienza — del suo Creatore che gli aveva amorosamente indicato il lecito e l'illecito, direttamente o per grazia e scienza infuse. 
La misura data da Dio è sempre giusta.  
Chi vuole più di quanto Dio gli ha dato, è concupiscente, imprudente, irriverente. Offende l'amore.  
Chi prende abusivamente è un ladro e un violento. Offende l'amore.  
Chi vuol agire indipendentemente da ogni ossequio alla Legge soprannaturale e naturale è un ribelle. Offende l'amore. 
Davanti al comando divino i Progenitori dovevano ubbidire, senza porsi dei perché che sono sempre il naufragio dell'amore, della fede, della speranza. 
 Quando Dio ordina, o agisce, si deve ubbidire e fare la sua volontà, senza chiedere perché ordina o agisce in quel dato modo.  
Ogni sua azione è buona, anche se non sembra tale alla creatura limitata nel suo sapere. 
Perché non dovevano andare a quell'albero, cogliere quei frutti, mangiare di quei frutti? Inutile saperlo. Ubbidire è utile, e non altro. E accontentarsi del molto avuto. L'ubbidienza è amore e rispetto, ed è misura di amore e rispetto. Tanto più si ama e si venera una persona e tanto più la si ubbidisce. 
Ora qui, essendo Colui che ordinava Dio — l'infinitamente Grande, il Buono, il Benefattore munifico dell'uomo — l'uomo, e per rispetto e per riconoscenza, doveva dare a Dio non "molto"  amore, ma " tutto " l'amore adorante di cui era capace, e perciò tutta l'ubbidienza, senza analizzare le ragioni del divino divieto. 
Le discussioni presuppongono un autogiudizio e una critica all'ordine od azione altrui. Giudicare è difficile cosa e raramente il giudizio è giusto; ma non lo è mai quando giudica inutile, errato, o ingiusto, un ordine divino. 
L'uomo doveva ubbidire. 
La prova di questa sua capacità, che è misura d'amore e rispetto, era nel modo con cui avrebbe o non avrebbe saputo ubbidire. 

a cura del Team Neval 

Riflessioni di Giovanna Busolini 

SU TUTTA LA TERRA

 


Venga il tuo Regno su tutta la terra,  

venga in ogni anima...  

Tutti gli uomini  

siano solleciti al tuo servizio,  

la tua grazia regni

padrona assoluta in ogni anima;

che tu solo agisca in ogni anima 

e tutti gli uomini  

non vivano che per mezzo di te  

e per te, perduti in te... 

Senza dubbio è la più grande felicità

di tutti gli uomini che sia così: 

è ciò che c'è di più desìderabile per il  

prossimo e per me.

  

Charles de Foucauld, Meditazioni sui Vangeli


 

Giornata per la vita. Mons. Suetta: «Abrogare la 194»

 


Nel suo ultimo messaggio alla Diocesi in occasione della 43esima Giornata per la vita che si celebrerà domenica 7 febbraio ha usato parole chiare per definire l’aborto «un delitto, un omicidio che nel 2020 è stata la principale causa di morte nel mondo con i suoi 42,6 milioni di vittime».
Più dell’infarto (17,9 milioni), più del cancro (8,7 milioni) e più del covid con i suoi 1,8 milioni di morti. Ma ha denunciato che di fronte all’«atrocità di questa pratica spaventosamente diffusa (…) tanto “buonismo” e tante affermazioni di principio a tutela dei diritti umani vanno a schiantarsi contro la malvagia convinzione che sia possibile sopprimere una vita nel grembo materno».

Il vescovo di Sanremo e Ventimiglia Antonio Suetta (in fototeme soprattutto una cosa: «L’insistente propaganda che tende ad assuefare le coscienze» e il fatto che «molti cristiani si avventurano a dire sciaguratamente che sia legittimo o addirittura doveroso garantire una sorta di “diritto all’aborto”». La Bussola lo ha intervistato alla vigilia della ricorrenza.

—–

Eccellenza, che cos’è l’assuefazione all’aborto? 
È il diffondersi della legislazione sull’aborto a livello mondiale, che produce una mentalità dilagante che fa considerare che quello che viene autorizzato e approvato dalla legge civile sia automaticamente accettabile sotto il profilo morale.
Non è così, la legge naturale viene calpestata, si impone una concezione dell’uomo al centro dell’universo e i diritti dell’uomo vengono posti in una visione limitata e limitante. Si passa per diritto ciò che non è nemmeno un bisogno, è un capriccio.

Eppure, non se ne parla…
Noto purtroppo con grande preoccupazione che la vis polemica che era tipica di qualche tempo fa oggi è scomparsa.

Anche il mondo cattolico?
Spero che non sia per le stesse ragioni, ma credo che da parte di molti credenti ci sia l’idea di considerare questa come una battaglia persa. Molti pensano che tutto quello che si poteva dire sia stato detto, quello che si poteva fare sia stato fatto, d’altra parte il Catechismo e il Magistero sono molto chiari. E così si pensa, sbagliando, che sia ormai inutile e inefficace portare avanti questa battaglia.
C’è chi lo fa con la prospettiva che è quella di non esasperare o di non toccare i temi cosiddetti divisivi, però questo mi pare conduca a un grande equivoco, perché è vero che con molte persone di buona volontà noi cattolici possiamo condividere tante positive visioni della vita, ma non è possibile creare una sorta di livellamento in basso e al male oggettivo.

La Giornata per la vita nasce dopo l’approvazione della legge 194 che liberalizza l’aborto. Ma è una giornata ormai solo di semplice testimonianza. Quando secondo lei il mondo cattolico ha abbandonato le armi?
Ho vissuto da seminarista la stagione della lotta contro la legge nel ’78, la Chiesa combatté coraggiosamente, ho vissuto nel mondo della scuola i dibattiti, io da insegnante di religione, con i docenti, spesso di Filosofia e di Sinistra. E con la testimonianza di Santa Madre Teresa di Calcutta e gli esempi del grande movimento pro-life americano abbiamo toccato vette di dialettica importanti, poi però, direi dopo la morte di San Giovanni Paolo II questo spirito si è andato un po’ perdendo. Non perché i pontefici che gli sono succeduti abbiano trascurato di dire una parola chiara, anzi, ma forse perché la cultura dominante ha impoverito la riflessione, cercando di distogliere l’attenzione.

In che modo?
La cultura che è frutto della scristianizzazione e nello stesso tempo punta a una ulteriore e definitiva cancellazione dei cristiani ha pensato di poter sferrare un attacco decisivo.

Quando?
Ad esempio il mondo cattolico è stato aggredito dalla questione della pedofilia. Questione che andava affrontata, perché è una piaga consistente e distruttiva dentro la vita della Chiesa certo, però mi pare che da parte dei poteri dominanti e nella maggior parte dei media in mano a questi poteri, si sia usato questo argomento per screditare la Chiesa nel tentativo di toglierle voce e autorevolezza su tutte le altre questioni su cui è chiamata a pronunciarsi.

Il risultato oggi è che dire che l’aborto è un omicidio è fonte di impopolarità e a volte di rischio.
La forma del linguaggio ha il suo valore dal punto di vista della comunicazione. Oggi si tende a parlare di omicidio e si intendono determinati avvenimenti, poi si parla di efferati delitti e se ne intendono altri, quelli che sono da tutti riconosciuti come delitti efferati, come la violenza sul minore o sulle donne, poi però sembra che l’aborto, da un punto di vista lessicale, sia relegato a una categoria a sé stante: questa mancanza di chiarezza da punto di vista linguistico serve a supportare quella concezione sbagliata per cui ciascuno, credente o no, sia libero di ritenere l’aborto lecito o non lecito, ma ritenga che tuttavia sussista una sorta di diritto all’aborto da parte di chi lo richiede. Questo non è accettabile. Il fatto stesso che l’argomento dell’aborto sia relegato alla voce “salute riproduttiva” è improprio.

Non trova che il problema sia anche politico? Oggi nessun partito è davvero contrario all’aborto, I pochi che ne parlano in termini negativi si fermano al sostegno alle donne che decidono di non abortire. Lodevole, ma insufficiente…
Uno dei fattori dominanti nella vita politica è quello di cercare il consenso. Chi fa politica vuole realizzare i suoi programmi, ma si ferma a una considerazione troppo superficiale della popolarità che fa ritenere che quello che non riscuote successo, o peggio che viene deriso e emarginato perché ritenuto oscurantista, non possa essere detto. Dovremmo interrogarci anche noi su questo.

In che senso?
L’unico modo per combattere efficacemente questa attitudine sbagliata è quello che la Chiesa insista sempre di più nel presentare diffusamente la dottrina. Dobbiamo porci il problema non solo di avvicinare le persone a un senso di Dio, a una spiritualità, alla preghiera e al servizio del prossimo, ma nello stesso tempo bisogna rendere consapevoli i credenti che la fede ha un suo patrimonio nel depositum di verità che va praticata. Se la vita non è più concepita secondo la prospettiva evangelica diventa più difficile per chi si impegna in campo politico individuare correttamente il bene comune.

Oggi dell’aborto sappiamo tante cose: conosciamo le sue ricadute psicologiche, abbiamo gli strumenti per aiutare le donne, la scienza toglie anche le “scuse” che un tempo erano usate. Eppure, parlare di abrogazione della legge 194 è ancora tabù.
È vero. Le donne che hanno affrontato la tentazione dell’aborto testimoniano di aver compreso l’errore e le donne che sono cadute nella trappola dell’aborto hanno capito il male profondo che sta dentro questa scelta contro la vita, i grandi progressi della scienza medica, sono tutti fattori che dovrebbero essere a favore della scelta per la vita. Le condizioni per superare questo tabù ci sono tutte, nulla ci deve impedire di parlare serenamente di un superamento della legge sull’aborto. Non solo evitare il ricorso a essa, ma anche la sua stessa abrogazione dal punto di vista legislativo.

Perché ancora questo tabù, allora?
Il tabù dipende da una posizione ideologica, che è assolutamente rigida e tragica, la quale dipende da una concezione utilitaristica della vita. Sotto sotto, anche se si dice nella maniera più elegante, ma passa l’idea che il rimanere in pochi, sani e belli per stare tutti bene e felici, sia la soluzione migliore. È questa l’idea che oggi serpeggia. È una prospettiva utilitaristica non solo sbagliata, perché mortifica la dignità dell’uomo, ma è miope. Infatti, le società più opulente e progredite sono anche le società più vecchie e spente demograficamente.

Abbiamo scritto di un sacerdote siciliano, padre Bruno De Cristofaro che è stato “linciato” mediaticamente per aver paragonato l’aborto all’olocausto. È anch’egli un martire della verità?
Il cattolico è sempre chiamato a dare testimonianza con la disponibilità di dare anche la vita, ma anche laddove non si raggiungano questi fenomeni di persecuzione fisica e cruenta, la persecuzione ideologica è una sorta di ostracismo assoluto nei confronti dei cristiani da parte dell’intellighenzia e dei media. Credo che la vicenda di padre De Cristofaro, a cui va la mia solidarietà, la mia comprensione e la mia condivisione, sia emblematica di questa situazione.

Aborto come l’olocausto?
È un paragone, non significa negare una tragedia, non significa dire che una tragedia è peggiore di un’altra, ma è un sottolineare come la diversità delle modalità o del contesto non possano essere mai un’attenuante rispetto all’aggressione della vita umana.

È stato attaccato per aver parlato di Mengele…
Il ragionamento di De Cristofaro era giusto, ha fatto riferimento alla barbarie di Mengele, il quale aveva tracciato una linea sul muro e usava quella linea come criterio di selezione. Non ha avallato in nessun modo, né ha attenuato la tragedia dell’Olocausto, che, ribadisco anche io in tutta la sua gravità e la sua vergogna. Ma la stessa cosa va detta anche oggi: l’aborto c’è e, pur nella diversità di contesto, ha lo stesso valore in gioco, la stessa responsabilità.

fonte: https://www.lanuovabq.it/it/il-vescovo-suetta-aborto-basta-tabu-abrogare-la-194

 

C’è assuefazione all’aborto, molti cattolici pensano che ormai la battaglia sia persa. Invece i tempi sono maturi per superare il tabù dell’abrogazione della legge 194». Intervista al vescovo di Sanremo, Suetta, alla vigilia della 43esima Giornata per la vita. «I partiti cercano il consenso, ma se la Chiesa non insiste sulla vita in prospettiva evangelica, è difficile che il politico individui il bene comune». La solidarietà al prete “linciato” per il paragone tra aborto e Olocausto: «Ha ragione, il suo è come un martirio, la persecuzione ideologica è l’ostracismo assoluto».

lunedì 22 febbraio 2021

Robert F. Kennedy Jr smaschera i traffici di Bill Gates in India

 


Robert F. Kennedy Jr, il nipote dell’ex presidente americano John F. Kennedy, in un lungo pezzo ha esposto le attività di Bill Gates in India e la sua “ossessione per i vaccini”

Sulla base di un rapporto di intelligence intercettato, scoppiò una controversia in Nigeria in cui fu rivelato che Bill Gates offrì 10 milioni di dollari per un programma di vaccinazione per il Coronavirus alla Camera dei Rappresentanti nigeriana.

Le parole di Robert Kennedy Jr:

I vaccini, per Bill Gates, sono una filantropia strategica che alimenta i suoi numerosi affari legati ai vaccini (compresa l’ambizione di Microsoft di controllare un’impresa globale di ID di vaccinazione) e gli danno il controllo dittatoriale della politica sanitaria globale.

L’ossessione di Gates per i vaccini sembra essere alimentata da una convinzione di salvare il mondo con la tecnologia.

Promettendo la sua parte di 450 milioni di dollari su 1,2 miliardi di dollari per sradicare la polio, Gates ha preso il controllo del National Technical Advisory Group on Immunization (NTAGI) dell’India che ha imposto fino a 50 dosi (vedi tabella 1di vaccini contro la polio attraverso programmi di immunizzazione sovrapposti ai bambini prima dei cinque anni.

I medici indiani incolpano la campagna Gates per una devastante epidemia di paralisi flaccida acuta non polio (NPAFP) che ha paralizzato 490.000 bambini oltre i tassi previsti tra il 2000 e il 2017

Nel 2017, il governo indiano ha ridimensionato il regime di vaccini di Gates e ha chiesto a Gates e alle sue politiche sui vaccini di lasciare l’India. I tassi di NPAFP sono scesi precipitosamente.

Nel 2017, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ammesso a malincuore che l’esplosione globale della polio è prevalentemente un ceppo vaccinale.

Le epidemie più spaventose in Congo, Afghanistan e Filippine, sono tutte legate ai vaccini. Infatti, 

Nel 2018, il 70% dei casi globali di polio erano di ceppo vaccinale.

Nel 2014, la Fondazione Gates ha finanziato test di vaccini HPV sperimentali, sviluppati da Glaxo Smith Kline (GSK) e Merck, su 23.000 ragazze( ovvero circa il 5%) in remote province indiane. Circa 1.200 hanno subito gravi effetti collaterali, tra cui disturbi autoimmuni e di fertilitàSette sono morte.

Le indagini del governo indiano hanno accusato i ricercatori finanziati da Gates di aver commesso violazioni etiche diffuse: pressioni sulle ragazze dei villaggi vulnerabili per la sperimentazione, prepotenza dei genitori, falsificazione dei moduli di consenso e rifiuto delle cure mediche alle ragazze ferite. Il caso è ora alla Corte Suprema del paese.

Nel 2010, la Fondazione Gates ha finanziato un trial di fase 3 del vaccino sperimentale contro la malaria della GSKuccidendo 151 neonati africani e causando gravi effetti avversi tra cui paralisiconvulsioni convulsioni febbrili a 1.048 dei 5.949 bambini (vale a dire circa il 18%).

Durante la campagna MenAfriVac di Gates del 2002 nell’Africa subsahariana, gli operatori di Gates hanno vaccinato con la forza migliaia di bambini africani contro la meningite. Circa 50 dei 500 bambini vaccinati hanno sviluppato la paralisi

I giornali sudafricani si sono lamentati:

Siamo cavie per i produttori di farmaci

L’ex economista senior di Nelson Mandela, il professor Patrick Bond, descrive le pratiche filantropiche di Gates come 

“spietate e immorali”.

Nel 2010, Gates ha impegnato 10 miliardi di dollari per l’OMS dicendo: “Dobbiamo fare di questo il decennio dei vaccini!

Un mese dopo, Gates ha detto in un Ted Talk che i nuovi vaccini “potrebbero ridurre la popolazione

Bisogna avere il coraggio di dire le cose, in pratica, Adolf Hitler era un principiante nella mefistofelica arte della morte, direi che Bill Gates lo stia surclassando con diabolica perversione.

Nel 2014, l’associazione dei medici cattolici del Kenya ha accusato l’OMS di aver sterilizzato chimicamente milioni di donne keniote riluttanti con una campagna di vaccini contro il “tetano“. Laboratori indipendenti hanno trovato una formula di sterilità in ogni vaccino testato. 

Dopo aver negato le accuse, l’OMS ha finalmente ammesso di aver sviluppato i vaccini contro la sterilità per oltre un decennio. Accuse simili vennero dalla Tanzania, Nicaragua, Messico e Filippine.

Uno studio del 2017 (Morgenson et. al. 2017) ha dimostrato che il popolare vaccino DTP dell’OMS sta uccidendo più bambini africani delle malattie che previene. Le bambine vaccinate al DTP hanno subito un tasso di mortalità 10 volte superiore a quello dei bambini che non avevano ancora ricevuto il vaccino.

L’OMS ha rifiutato di ritirare il vaccino letale che impone ogni anno a decine di milioni di bambini africani.

I sostenitori della salute pubblica globale in tutto il mondo accusano Gates di allontanare l’agenda dell’OMS dai progetti che hanno dimostrato di contenere le malattie infettive: acqua pulita, igiene, nutrizione e sviluppo economico. La Fondazione Gates spende solo circa 650 milioni di dollari del suo budget di 5 miliardi di dollari in queste aree. Dicono che ha deviato le risorse dell’agenzia per servire la sua filosofia personale che la buona salute arriva solo in una siringa.

Oltre a usare la sua filantropia per controllare l’OMSl’UNICEFGAVI PATH, Gates finanzia una società farmaceutica privata che produce vaccini, e inoltre sta donando 50 milioni di dollari a 12 società farmaceutiche per accelerare lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus.

Nelle sue recenti apparizioni sui media, Gates sembra fiducioso che la crisi del Covid-19 gli darà ora l’opportunità di forzare i suoi dittatoriali programmi di vaccinazione sui bambini americani.

Permetterai che Bill Gates e i suoi compagni di merenda si arrichiscano vendendo questo siero malefico dagli effetti collaterali irreversibili e che il tuo governo ti forzi ad iniettarti questa sostanza sperimentale nel tuo braccio? La tua vita vale meno di quella di Bill Gates e soci?

Tratto da: databaseitalia

Comunione sulla mano? NO! é sacrilegio!

 


Risposta alle principali obiezioni


Ma la “Comunione sulla lingua” non è forse contraria all’igiene? 

Si è cercato di far credere anche questo: che la “nuova prassi” della “Comunione sulla mano” è più… igienica! Ma è del tutto pretestuoso, perché il toccare la lingua a un fedele che si comunicava era talmente raro che non poteva certo giustificare un cambio di metodo! Comunque, si può benissimo affermare che mai, in tutta la storia della Chiesa, si siano trasmesse malattie attraverso la “Comunione nella bocca”! Poi, è assolutamente falso che la saliva sia, per se stessa, un veicolo di trasmissione di malattie. Se così fosse, bisognerebbe abolire le banconote, i libri, le riviste; bisognerebbe non baciare più nessuno, neppure i parenti; bisognerebbe non parlare neppure con chi ti spruzza addosso saliva, e via dicendo! Ma poi, è forse “igiene” dare in mano l’ostia consacrata a persone che, prima, hanno toccato maniglie, passamani di case e di negozi, sostegni su autobus e taxi, hanno stretto le mani ad amici, hanno maneggiato denaro che pure accumula milioni di bacilli sui polpastrelli e sulle mani? E che “igiene” si osserva dando la “Comunione in mano” a zingari, a mendicanti, a barboni, a semi-dementi… abitualmente lerci e con mani sudice?.. Una volta, invece, con la distribuzione della “Comunione sulla lingua”, il sacerdote, prima di celebrare, doveva, ancora in sagrestia, lavarsi le mani; e questo gesto lo doveva ripetere ancora all’inizio della “liturgia eucaristica”, come era espressamente prescritto dalla “Institutio Generalis”134. Inoltre, il sacerdote, se gli doveva succedere di toccare la lingua del fedele comunicante, si lavava subito le dita con l’acqua dell’ampollina, sempre disponibile sull’altare. E non parliamo, qui, anche del permesso di dare la Comunione sotto le due specie, perché, permettendo ai singoli di intingere la particola nel calice, è pure facile che avvenga la caduta di gocce del “Sangue di Cristo”; ciò che direi quasi inevitabile somministrandola ai timidi, ai malati di nervi, ai frettolosi, ai disattenti, ai faciloni, ai maleducati e ai… malintenzionati!..

del sac. dott. Luigi Villa

Il Messaggio di Fatima contro la Linea del Partito

 


La Battaglia  Finale del Diavolo

Qual è stato l’effetto dei repentini e drammatici cambiamenti avvenuti  nella Chiesa nel XX secolo? Come hanno osservato diversi scrittori  Cattolici, lo spettacolo al quale hanno assistito i fedeli, specialmente  negli ultimi 40 anni, rappresenta una sorta di “stalinizzazione della  Chiesa Cattolica Romana,” che assomiglia preoccupantemente a quel  processo di “Adattamento” che all’epoca vide l’Ortodossia Russa chinarsi  alle richieste del regime Stalinista.

La sovversione della Chiesa Ortodossa da parte di Stalin è  sicuramente uno degli sviluppi che la Madonna di Fatima aveva  previsto in Russia. Fu proprio per questo genere di eventi che la Vergine  era giunta per chiedere la consacrazione della Russia al Suo Cuore  Immacolato: affinché la Russia abbracciasse l’unica vera religione e  l’unica vera Chiesa, e non quella scismatica Ortodossa basata su di  una ribellione umana contro Roma e causata dal suo abbandono del  Corpo Mistico di Cristo più di 500 anni fa, e quindi costituzionalmente  incapace di evitare il suo Adattamento totale allo Stalinismo.

Quest’Adattamento degli Ortodossi ebbe ufficialmente inizio  quando il Metropolita della Chiesa Russo Ortodossa, Sergius, pubblicò  un “appello” sull’Isvestia del 19 agosto 1927. (Sergius fu uno dei pochi  sacerdoti Russo-Ortodossi sopravvissuti alle persecuzioni Staliniste.  Nel 1917 esistevano in Russia circa 50,000 sacerdoti Russo-Ortodossi,  mentre nel 1935 il loro numero si era ridotto a 500).

L’appello di Sergius pose nuove basi per l’attività della Chiesa  Russo Ortodossa. Il laico russo Boris Talantov lo descrisse come “un  Adattamento alla realtà atea presente in Unione Sovietica”. In altre  parole, la chiesa dovette trovare, per così dire, i suoi spazi vitali  all’interno di quella “realtà atea” che si era instaurata nella Russia di  Stalin. Sergius propose quello che sarebbe stato poi conosciuto come  “l’Adattamento”.

Questo Adattamento consisteva in primo luogo in un’erronea  separazione tra i cosiddetti bisogni spirituali dell’uomo, cioè le sue  esigenze di carattere puramente religioso, ed i suoi bisogni sociopolitici. In altre parole, una separazione definitiva tra Chiesa e Stato. La  Chiesa Ortodossa avrebbe quindi dovuto soddisfare i bisogni puramente  religiosi dei cittadini dell’Unione Sovietica, ma senza toccare la struttura  socio-politica costruita dal Partito Comunista.

Quest’Adattamento in Russia richiese una nuova amministrazione  della chiesa, secondo le linee guida che erano state proposte dopo la pubblicazione dell’appello di Sergius. Fondamentalmente, si giunse  ad un accordo per cui la chiesa non avrebbe più criticato la linea del  partito225 dell’Unione Sovietica di Stalin. Questo si sarebbe riflettuto  in tutte le attività in cui era coinvolta la Chiesa. Qualsiasi forma di  opposizione al regime Sovietico da parte della Chiesa Russo Ortodossa,  pertanto, sarebbe stata vista come una deviazione dalle attività  puramente religiose che le competevano e quindi come una specie di  contro rivoluzione, tutte cose che non le erano più permesse né tollerate. In effetti la Chiesa Ortodossa, con il suo silenzio, divenne  un‘estensione dello stato Sovietico. Sergius, infatti, sarebbe arrivato a  tal punto nel difendere questo tradimento, da chiedere addirittura la  condanna ai campi di concentramento per i suoi ex confratelli Ortodossi  colpevoli di presunte attività anti rivoluzionarie. Talantov, che condannò  l’intero concetto di Adattamento, lo descrisse in questa maniera: “Tutte  le attività religiose furono ridotte in pratica a meri riti esteriori. La  predicazione ecclesiastica di quei religiosi che aderivano strettamente  all’Adattamento era assai remota dalla vita reale e quindi non aveva  alcuna influenza sul popolo. A causa di ciò, la vita intellettuale, sociale  e familiare dei credenti e la crescita delle nuove generazioni avvenne al  di fuori dell’influenza religiosa. Non si può adorare Cristo ed allo stesso  tempo mentire nella società ed in famiglia, compiere atti ingiusti, usare  violenza e sognare un paradiso in terra”.226

Ecco cosa fu l’Adattamento: La chiesa avrebbe taciuto i mali del  regime stalinista, sarebbe rimasta silente in presenza della Linea del  Partito - ripetuta ossessivamente dal regime - e sarebbe diventata una  mera comunità “spirituale” e “astratta”; non si sarebbe più opposta  al regime Comunista, non ne avrebbe più condannato gli errori e le  menzogne e sarebbe quindi diventata la Chiesa del Silenzio, come fu  spesso definita la Cristianità all’interno della Cortina di Ferro.

L’appello di Sergius causò una spaccatura all’interno della Chiesa  Russo-Ortodossa. I veri credenti che avevano rifiutato l’Adattamento,  denunciato l’Appello ed erano rimasti fedeli al Metropolita Joseph  piuttosto che a Sergius, furono arrestati ed inviati ai campi di  concentramento. Talantov stesso sarebbe morto in prigione, prigioniero  politico del regime stalinista. Nel frattempo, la Chiesa del Silenzio  veniva trasformata a tutti gli effetti in un organo del KGB. Stalin decimò  la Chiesa Russo Ortodossa; tutti i fedeli Ortodossi realmente credenti  vennero inviati nei campi di concentramento, assassinati, o rimpiazzati  da membri del KGB.

Poco prima di morire, nell’agosto del 1967, Talantov scrisse quanto segue, nei riguardi dell’Adattamento: 

L’Adattamento all’ateismo compiuto dal Metropolita Sergius è stato portato a termine dal tradimento della Chiesa Russo Ortodossa,  nella figura del Metropolita Nikodim e di altri rappresentanti  ufficiali del Patriarcato di Mosca che vivevano all’estero. Questo  tradimento è provato, irrefutabilmente, dai documenti citati e deve  essere messo a conoscenza di tutti i credenti in Russia e all’estero,  perché una tale attività del Patriarcato, basata sulla cooperazione  con il KGB, rappresenta un grave pericolo per i fedeli. In verità, i leader atei del popolo Russo ed i principi della Chiesa si sono  riuniti assieme per combattere il Signore e la Sua Chiesa.227

Talantov si riferisce al Metropolita Nikodim, che aveva convinto  il Vaticano ad entrare nel famigerato Accordo Vaticano-Mosca, grazie  al quale (come abbiamo visto nel Capitolo 6) la Chiesa Cattolica fu  obbligata a tacere sul Comunismo, durante il Concilio Vaticano II. Così, quello stesso prelato ortodosso che aveva tradito la Chiesa Ortodossa fu  strumentale a quell’ accordo, grazie al quale anche la Chiesa Cattolica  venne tradita. Alcuni elementi della Chiesa, presenti al Vaticano II ed in  accordo con Nikodim, permisero quindi che anche la Chiesa Cattolica si  trasformasse in una Chiesa del Silenzio.

Sin dal Concilio infatti, la Chiesa Cattolica è rimasta quasi sempre  in silenzio, non solo in merito agli errori del Comunismo – errori che  la Chiesa ha quasi completamente cessato di condannare, persino nei  riguardi della Cina Comunista, dove riceve persecuzioni malvagie e  senza tregua – ma anche in merito agli errori del mondo in generale.  Non dobbiamo dimenticare le parole pronunciate da Papa Giovanni, all’  apertura del Concilio, con le quali il Pontefice ammetteva liberamente  che il Concilio (e quasi tutta la Chiesa insieme ad esso) non avrebbero  più condannato gli errori del mondo, ma si sarebbero anzi aperti ad  esso attraverso un presentazione “positiva” dei Propri insegnamenti agli  “uomini di buona volontà”. Ciò che seguì a quest’impostazione non fu  certo, come aveva sperato Papa Paolo VI, la sperata conversione degli  “uomini di buona volontà” bensì, per usare le stesse parole di Paolo VI,  “una chiara invasione nella Chiesa da parte del pensiero secolare”. In  altre parole, per quanto è possibile che accada nella Chiesa Cattolica  (che non potrà mai venir meno del tutto alla Sua missione), si verificò  una specie di Adattamento di tipo Sergiano del Cattolicesimo Romano.

Nel 2000, seguendo fedelmente questo Adattamento della Chiesa  Cattolica, il Messaggio di Fatima fu piegato con fermezza alle esigenze  del nuovo orientamento della Chiesa. Era stato ormai deciso da alcuni  membri dell’apparato Vaticano che la Russia non avrebbe dovuto più  essere nominata in una qualsiasi cerimonia di consacrazione che il  Papa potesse intraprendere in risposta alle richieste della Vergine di  Fatima. Nel novembre del 2000, la rivista Inside the Vatican riportò  un’affermazione di un eminente cardinale, che la rivista indicava come  “uno dei consiglieri più vicini al Papa” (successivamente, il direttore della rivista affermò che si trattava del Cardinale Tomko), il quale  aveva affermato che: “Roma è preoccupata che i Russi Ortodossi  possano ‘offendersi’ se si dovesse nominare specificatamente la Russia  in una simile preghiera, come se la Russia avesse bisogno di un aiuto  particolare, mentre è il mondo intero, tra cui anche l’occidente Cristiano,  ad affrontare problemi assai gravi …”228 Lo stesso Cardinale-Consigliere  aveva aggiunto: “Cerchiamo d’evitare di diventare troppo letterali”.

In altre parole, “Roma” – ovvero qualche membro dell’apparato  Vaticano che fa da consigliere al Papa – ha deciso di non onorare le  specifiche richieste della Madonna di Fatima per paura di recare offesa  alla Chiesa Russo Ortodossa. “Roma” non desidera dare l’impressione  che la Russia debba essere convertita alla Fede Cattolica tramite la sua  consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, perché questo sarebbe in  aperto contrasto con il nuovo “dialogo ecumenico” lanciato dal Vaticano  II. La consacrazione e la conversione della Russia richiesta dalla Madre  di Dio sarebbero inoltre in contrasto con gli accordi diplomatici del  Vaticano (contenuti nella dichiarazione di Balamand del 1993),  secondo i quali il ritorno degli Ortodossi scismatici a Roma sarebbe solo  “ecclesiologia datata” – un’affermazione che, come abbiamo già visto,  contraddice apertamente i dogmi Cattolici infallibilmente definiti,  secondo i quali gli eretici e gli scismatici non possono ricevere la  salvezza eterna al di fuori della Chiesa Cattolica. Tenendo fede a questa  tendenza ad allontanarsi sempre più dagli insegnamenti Cattolici,  l’amministratore apostolico Vaticano per la Russia, l’Arcivescovo Tadeus  Kondrusiewicz, ha affermato pubblicamente, nel gennaio 1998, che “Il  Concilio Vaticano II ha dichiarato che la Chiesa Ortodossa è la nostra  Chiesa Sorella ed ha gli stessi mezzi per ottenere la salvezza. Non vi è  quindi ragione di continuare una politica di proselitismo”.229

Per via di questo abbandono de facto  del costante insegnamento  della Chiesa, che abbiamo esaminato nel capitolo precedente, secondo  il quale gli eretici, gli scismatici, gli Ebrei ed i pagani se vogliono salvarsi  devono entrare a far parte della Religione Cattolica, una Consacrazione  della Russia al Cuore Immacolato di Maria che comporti la conversione  della Russia al Cattolicesimo doveva essere esclusa a priori – almeno  per coloro che promuovono questo nuovo orientamento della Chiesa.  Così, il 13 maggio 1982 ed il 25 marzo 1984, il Papa consacrò  il mondo al Cuore Immacolato, ma non nominò la Russia. In nessun  caso i vescovi del mondo vi parteciparono230. Pertanto, nessuno dei  due requisiti richiesti, che Suor Lucia aveva confermato più volte  durante la sua vita, fu soddisfatto. Il Papa stesso, riconoscendo questo  fallimento, alla cerimonia del 1984 e dinanzi a 250.000 persone rilasciò  un‘affermazione chiarissima. Durante la cerimonia, infatti, davanti alla  grande folla assiepata a Piazza San Pietro, egli aggiunse queste righe, di  sua spontanea volontà, al testo preventivamente preparato: “Illumina  specialmente quei popoli di cui Tu aspetti la nostra consacrazione e il  nostro affidamento”231. Alcune ore dopo la cerimonia, come riportato  sull’ Avvenire, quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, il Santo  Padre pregò all’interno della Basilica di San Pietro davanti a 10.000  fedeli, chiedendo alla Madonna di benedire “quei popoli per i quali Tu  stessa aspetti la nostra consacrazione ed il nostro affidamento”.232 La  Russia non era stata consacrata al Cuore Immacolato di Maria, ed il  Papa lo sapeva. Persuaso probabilmente dai propri consiglieri, Giovanni  Paolo II rivelò al Vescovo Cordes, a capo del Pontificio Concilio per i  Laici, di aver omesso esplicitamente qualsiasi riferimento alla Russia  perché “sarebbe stata interpretata come una provocazione da parte dei  leader Sovietici”.233

Padre Paul Kramer,

Adesso lo Spirito Santo scenderà su di voi, vi voglio purificare tutti, fatevi trovare pronti perché non riuscirete a sopportare quello che vi aspetta. Perché insistete con le cose del mondo?

 


Trevignano Romano 20 febbraio 2021
Messaggio di Gesù

Figli miei, quanto soffro, Io sono tra voi, piango per tutte le sofferenze che mi stanno causando. Figli adorati, oh quanto soffro! Cosa mi sta facendo la mia Chiesa! Sono già qui e l’umanità ancora non crede, non capisce quanto dolore sento e quanto dolore per questa mia Chiesa; mi ha voltato le spalle, eppure io l’ho edificata insieme a Pietro, è la mia Chiesa e non lascerò che il demonio ne prenda possesso, ma rinascerà nella Gloria. Figli miei, fate attenzione alle false dottrine, non cadete in questa trappola. I miei prediletti (sacerdoti) renderanno conto per ciò che stanno facendo! Pregate per i veri sacerdoti, quelli di Gesù Cristo, perché la persecuzione è in atto. Cantate inni al Signore vostro Dio, lamentatevi per tutto ciò che accadrà e urlate che Io sono qui. Figli miei convertitevi adesso, pregate, pregate, pregate tanto, i tempi che arriveranno saranno per la purificazione della terra, nulla di ciò che conoscete rimarrà su questa terra e voi che pensate ancora alle cose terrene. Confessatevi e tenetevi pronti perché il tempo è al limite. Tenetevi pronti nella preghiera, siate nella mia Grazia. Figlia mia, porta con gioia la mia sofferenza, questa sarà una Pasqua speciale. Guarda figlia mia, guarda questo sangue prezioso, è per tutti anche per i miei figli ingrati e per i peccatori che non capiscono. Figlia mia, quanto soffrirai in questa Pasqua, quanta sofferenza per tutti i peccatori, aiutami amore mio, aiutami, fallo con gioia per il tuo Signore. Io sono qui per purificarvi. Adesso lo Spirito Santo scenderà su di voi, vi voglio purificare tutti, fatevi trovare pronti perché non riuscirete a sopportare quello che vi aspetta. Perché insistete con le cose del mondo? Perdonate, amate, abbiate carità, non siate indifferenti. Il mio Spirito è tra di voi e resterà con voi. Figli miei, state insieme più di prima, aiutatevi perché presto tutto sarà perduto. Il fuoco e l’acqua si stanno preparando, ma voi verrete rapiti dai miei Angeli e portati in un luogo sicuro finché non risorgerà come un paradiso: in una nuora era, in una nuova terra, con nuovi cieli. Seguite me e le mie orme, Io sono la verità, la via e la vita. Questa casa è benedetta, dove i miei angeli dimoreranno per proteggervi. Figli miei, non abbiate timore di nulla, io vi ho segnati uno ad uno, come satana ha segnato i suoi fedeli. Figli, quante anime avete radunato a me, quante anime! Ora passerò uno per uno per benedirvi, inginocchiatevi e chinate il capo, abbiate la vita eterna, nel nome del Padre, nel Mio nome e dello Spirito Santo, Amen.

Il vostro caro Gesù