lunedì 26 settembre 2022

LE 24 ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

 


DICIOTTESIMA ORA 

Dalle 10 alle 11 del mattino Gesù prende la croce e si avvia al Calvario, dove è spogliato 


Mio Gesù, amore insaziabile, vedo che non Ti dai pace, sento le tue smanie d ’amore, i tuoi dolori; il cuore Ti batte forte, ed in ogni palpito sento scoppi, torture, violenze d’amore. E Tu, non potendo contenere il fuoco che Ti divora, Ti affanni, gemi, sospiri, ed in ogni gemito Ti sento dire: Croce! Ogni goccia del tuo Sangue ripete: Croce! Tutte le tue pene, nelle quali come in un mare interminabile Tu nuoti dentro, ripetono fra loro: Croce! E Tu esclami: 

“ O croce diletta e sospirata, tu sola salverai i miei figli, ed Io in te concentro tutto il mio amore ”. 


[ Gesù è incoronato di spine per la seconda volta]  

Intanto i tuoi nemici Ti fanno rientrare nel pretorio, Ti tolgono la porpora, volendoti rivestire delle tue vesti. Ma, ahi, quanto dolore! Mi sarebbe più dolce il morire che vederti tanto  soffrire! La veste si attacca alla corona e non possono tirarla su; quindi, con crudeltà non mai vista, Ti strappano tutto insieme e vesti e corona. Allo strappo crudele molte spine si spezzano e restano infisse nella tua santissima Testa; il Sangue a ruscelli Ti piove, ed è tanto il tuo dolore che Tu gemi. Ma i nemici, non curando le tue torture, Ti mettono la veste di nuovo, ritornano a metterti la corona, e, premendola fortemente sul tuo Capo, le spine giungono negli occhi, nelle orecchie; sicché non c ’è parte della tua santissima Testa che non senta le trafitture di esse. E’ tanto il tuo dolore, che vacilli sotto quelle mani crudeli, tremi da capo a piè, tra spasimi atroci stai per morire; e con i tuoi occhi languidi e ripieni di Sangue a stento mi guardi, per chiedermi aiuto in tanto dolore. 

Mio Gesù, Re di dolori , lascia che Ti sostenga e Ti stringa al mio cuore. Vorrei prendere il fuoco che Ti divora per incenerire i tuoi nemici e metterti in salvo, ma Tu non vuoi perché le ansie della croce si fanno più ardenti e vuoi su di essa subito immolarti, anche per i tuoi stessi nemici. Ma mentre Ti stringo al mio cuore, Tu, stringendomi al tuo, mi dici: “Figlia mia, fammi sfogare il mio amore, ed insieme con Me ripara per quelli che fanno il bene e Mi disonorano. Questi giudei Mi vestono delle mie vesti per screditarmi maggiormente innanzi al popolo, per convincerlo che Io sia un malfattore.

Apparentemente l ’azione di vestirmi era buona, ma in sé stessa era cattiva. Ah! Quanti fanno opere buone, amministrano Sacramenti, li frequentano, con fini umani ed anche cattivi. Ma il bene, fatto malamente, porta alla durezza. Ed Io voglio essere coronato una seconda volta, con dolori più acerbi della prima, per frangere questa durezza e così, con le mie spine, attirarli a Me. Ah, figlia mia! Questa seconda coronazione Mi è ben più dolorosa. Mi sento la Testa come nuotare dentro le spine e, ad ogni movimento che faccio, o urto che Mi danno, tante morti crudeli Io subisco. Riparo così la malizia delle offese; riparo per quelli che in qualunque stato di animo si trovano, invece di pensare alla propria santificazione, si dissipano e rigettano la mia grazia, ritornando a darmi spine più pungenti , mentre Io sono costretto a gemere, a piangere con lacrime di Sangue e a sospirare la loro salvezza. 

Ah, Io faccio di tutto per amarle, e le creature fanno di tutto per offendermi! Almeno tu non lasciarmi solo nelle mie pene e nelle mie riparazioni”. 


[ Gesù prende la croce] 

Straziato mio Bene, con Te riparo, con Te soffro. Ma vedo che i tuoi nemici Ti precipitano dalle scale, il popolo con furore ed ansie Ti aspetta; già Ti fanno trovare pronta la croce che con tanti sospiri Tu cerchi, e Tu con amore la guardi e con passo franco Ti avvicini ad abbracciarla. Ma prima la baci, e correndoti un brivido di gioia per la tua santissima Umanità, con sommo tuo contento ritorni a guardarla e ne misuri la lunghezza e la larghezza. In essa già stabilisci la porzione per tutte le creature; le doti sufficientemente per vincolarle alla Divinità con nodo di sposalizio e renderle eredi del Regno dei Cieli. Poi non potendo contenere l’amore con cui le ami, ritorni a baciare la croce e le dici: 

“ Croce adorata, finalmente ti abbraccio! Eri tu il sospiro del mio Cuore, il martirio del mio amore; ma tu, o croce, tardasti finora, mentre i miei passi sempre verso di te si dirigevano. Croce santa, eri tu meta dei miei desideri, lo scopo della mia esistenza quaggiù. In te concentro tutto l’essere mio, in te metto tutti i miei figli, e tu sarai la loro vita e la loro luce, la difesa, la custodia, la forza; tu li sovverrai in tutto, e gloriosi Me li condurrai nel Cielo. Oh, croce, cattedra di sapienza! Tu sola insegnerai la vera santità; tu sola formerai gli eroi, gli atleti, i martiri, i santi. Croce bella, tu sei il mio trono, e dovendo Io partire dalla terra, tu rimarrai in vece mia; a te do in dote tutte le anime: custodiscimele, salvamele, a te le affido ”. 


Così dicendo, ansioso, Ti fai mettere la croce sulle tue santissime spalle. Ah, mio Gesù! La croce per il tuo amore è troppo leggera, ma al peso della croce si unisce quello delle nostre colpe, enormi ed immense quanto la distesa dei cieli. E Tu, affranto mio Bene, Ti senti schiacciare sotto il peso di tante colpe; la tua anima inorridisce alla vista di esse e sente la pena di ogni colpa, la tua Santità resta scossa di fronte a tanta bruttezza e perciò, addossando la croce sulle tue spalle, vacilli, affanni, e dalla tua santissima Umanità trafila un sudore mortale. 

Deh, Amor mio! Non mi regge l ’animo di lasciarti solo, voglio dividere insieme con Te il peso della croce, e per sollevarti il peso delle colpe mi stringo ai tuoi piedi. Voglio darti, a nome di tutte le creature, amore per chi non Ti ama, lodi per chi Ti disprezza, benedizioni, ringraziamenti, ubbidienza per tutti.

Protesto che in qualunque offesa che riceverai, io intendo offrirti tutta me stessa per ripararti, fare l’atto opposto alle offese che le creature Ti fanno e consolarti coi miei baci e continui atti di amore. 

Ma vedo che sono troppo misera, ho bisogno di Te per poterti riparare davvero. Perciò mi unisco alla tua santissima Umanità, ed insieme con Te unisco i miei pensieri ai tuoi, per riparare i pensieri cattivi miei e di tutti; i miei occhi ai tuoi, per riparare gli sguardi cattivi; la mia bocca alla tua, per riparare le bestemmie e i discorsi cattivi; il mio cuore al tuo, per riparare le tendenze, i desideri e gli affetti cattivi. In una parola, voglio riparare tutto ciò che ripara la tua santissima Umanità, unendomi all’immensità del tuo amore per tutti, ed al bene immenso che fai a tutti. 

Ma non son contenta ancora; voglio unirmi alla tua Divinità, e questo mio nulla lo sperdo in Essa, e così Ti do il Tutto. Ti do il tuo amore per ristorare le tue amarezze; Ti do il tuo Cuore per ristorarti delle nostre freddezze, in corrispondenze, ingratitudini e poco amore delle creature. Ti do le tue armonie per rinfrancarti l’udito dagli assordamenti che ricevi con le bestemmie.  

Ti do la tua bellezza per rinfrancarti delle bruttezze delle anime nostre quando ci infanghiamo nella colpa. Ti do la tua purità per rinfrancarti delle mancanze di rettitudine d’intenzione e del fango e del marciume che vedi in tante anime. Ti do la tua immensità per rinfrancarti delle volontarie strettezze in cui si mettono le anime. Ti do il tuo ardore per bruciare tutti i peccati e tutti i cuori, affinché tutti Ti amino e nessuno più Ti offenda. Insomma Ti do tutto ciò che sei Tu per darti soddisfazione infinita, amore eterno, immenso ed infinito. 


[ La salita al Calvario] 

 Mio pazientissimo Gesù, vedo che fai i primi passi sotto il peso enorme della croce, ed io unisco i miei passi ai tuoi; e quando Tu, debole, svenato e vacillante starai per cadere, io sarò al tuo fianco per sorreggerti, presterò le mie spalle sotto di essa per dividerne insieme con Te il peso. Tu non disdegnarmi, ma accettami per tua fedele compagna. 

 O Gesù, Tu mi guardi, e vedo che ripari per quelli che non portano con rassegnazione la propria croce, anzi imprecano, s’irritano, si suicidano e fanno omicidi; e Tu impetri a tutti amore e rassegnazione alla propria croce. 


[ Gesù cade per la prima volta]  

Ma è tanto il tuo dolore, che Ti senti come stritolare sotto la croce. Sono appena i primi passi che muovi, e già Tu cadi sotto di essa, e mentre cadi, urti nelle pietre: le spine si conficcano di più nel tuo Capo, mentre tutte le piaghe s’inaspriscono e danno nuovo Sangue; e siccome non hai forza per alzarti, i tuoi nemici, irritati, con calci e con spinte cercano di metterti in piedi. Caduto Amor mio, lascia che Ti aiuti a metterti in piedi, Ti baci, Ti rasciughi il Sangue, ed insieme con Te ripari per quelli che peccano per ignoranza, per fragilità e debolezza; e Ti prego di dare aiuto a queste anime. 


[ Gesù incontra la sua Santissima Madre]  

Vita mia, Gesù, i tuoi nemici, facendoti soffrire spasimi inauditi, sono giunti a metterti in piedi, e mentre barcollando Tu cammini, sento il tuo respiro affannoso. Il tuo Cuore batte più forte, e nuove pene  Te lo trafiggono intensamente; già scuoti la Testa per sgombrare i tuoi occhi dal Sangue che li riempie e ansioso guardi . Ah, mio Gesù! Ho capito tutto: la tua Mamma che, come gemebonda colomba va in cerca di Te, vuol dirti un’ultima parola e ricevere un tuo ultimo sguardo; e Tu senti le sue pene, il suo Cuore lacerato nel tuo ed intenerito e ferito dal suo e dal tuo amore. 

Già la scorgi che, spingendosi attraverso la folla, a qualunque costo vuol vederti, abbracciarti e darti l ’ultimo addio. Ma Tu resti più trafitto nel vedere la sua pallidezza mortale, tutte le tue pene per forza di amore riprodotte in lei; se essa vive, è solo miracolo della tua onnipotenza. 

Già Tu muovi i passi incontro ai suoi, ma a stento Vi potete scambiare gli sguardi. Oh, schianto di cuori d’ambo le parti! I soldati avvertono e, con urti e spinte, impediscono che Mamma e Figlio Vi diate l’ultimo addio.


[ Gesù cade per la seconda volta]  

È tanta l’ambascia d’entrambi, che la tua Mamma resta impietrita dal dolore e quasi sta per soccombere. Il fedele Giovanni e le pie donne la sorreggono, mentre Tu di nuovo cadi sotto la croce . Allora la tua dolente Mamma, ciò che non fa col corpo, perché impedita, lo fa con l’anima: entra in Te, fa suo il Volere dell’Eterno e, associandosi in tutte le tue pene, Ti fa l’ufficio di mamma, Ti bacia, Ti ripara, Ti lenisce ed in tutte le tue piaghe versa il balsamo del suo doloroso amore.  

Mio penante Gesù, anch ’io mi unisco con la trafitta Mamma. Faccio mie tutte le tue pene ed in ogni goccia del tuo Sangue, in ogni piaga voglio farti da mamma; ed insieme con Lei e con Te, riparo per tutti gli incontri pericolosi, e per quelli che si espongono alle occasioni di peccare, o, costretti dalla necessità ad esporsi, restano allacciati nel peccato. 

Tu intanto gemi, caduto sotto la croce . I soldati temono che Tu muoia sotto il peso di tanti martiri e per lo spargimento di tanto Sangue. Ciò non pertanto a via di frustate e calci, stentatamente giungono a metterti di nuovo in  piedi. Così ripari le ripetute cadute nel peccato, i peccati gravi commessi da ogni classe di persone, e preghi per i peccatori ostinati e piangi con lacrime di Sangue per la loro conversione. 


[ La piaga profonda nella spalla di Gesù]  

Affranto Amor mio, mentre Ti seguo nelle riparazioni, vedo che non reggi sotto il peso enorme della croce. Già tremi tutto; le spine, ai continui urti che ricevi, penetrano sempre più dentro la tua santissima Testa; 

la croce per il suo grave peso si addentra nella spalla, tanto da formare una piaga così profonda da scoprire le ossa, e ad ogni passo mi sembra che muori e quindi impossibilitato di andare più avanti. Ma il tuo amore che tutto può, ti dà forza; e come Ti senti penetrare la croce nella spalla, ripari per i peccati nascosti che, non essendo riparati, accrescono l’acerbità dei tuoi spasimi. Mio Gesù, lascia che metta la mia spalla sotto la croce per sollevarti, e con Te ripari tutti i peccati occulti. 


[ Il Cireneo è costretto a portare la croce di Gesù]  

Ma i tuoi nemici, per timore che Tu muoia sotto di essa, costringono il Cireneo ad aiutarti a portare la croce, il quale, mal volentieri e brontolando, non per amore Ti aiuta, ma per forza. E nel tuo Cuore allora fanno eco tutti i lamenti di chi soffre, le mancanze di rassegnazione, le ribellioni, le ire e i disprezzi nel soffrire. Ma molto più resti trafitto nel vedere che le anime a Te consacrate, che chiami a compagne ed aiuto nel tuo dolore, Ti sfuggono; e se Tu le stringi a Te col dolore, ah!, esse si svincolano dalle tue braccia per andare in cerca di godimenti, e così lasciano Te solo a dolorare . Mio Gesù, mentre riparo con Te, Ti prego di stringermi fra le tue braccia, e tanto forte, che non ci sia pena che Tu soffra di cui non prenda parte anch’io, per trasformarmi in esse e per rifarti dell’abbandono di tutte le creature.

 

[ La Veronica rasciuga il Volto di Gesù] 

Affranto mio Gesù, a stento cammini e tutto incurvato. Ma vedo che Ti soffermi, e cerchi di guardare. Cuor mio, che c ’è, che vuoi? Ah! È la Veronica che nulla temendo, coraggiosamente con un panno Ti rasciuga il Volto tutto coperto di Sangue, e Tu ve lo lasci impresso in segno di gradimento. Mio generoso Gesù, anch’io voglio asciugarti, e non con un panno, ma voglio esibire tutta me stessa per sollevarti. Voglio entrare nel tuo interno e darti, o Gesù, palpiti per palpiti, respiri per respiri, affetti per affetti, desideri per desideri. Intendo tuffarmi nella tua santissima Intelligenza e, facendo scorrere tutti questi palpiti, respiri, affetti e desideri nell’immensità della tua Volontà, intendo moltiplicarli all’infinito. Voglio, o mio Gesù, formare onde di palpiti per fare che nessun palpito cattivo si ripercuota nel tuo Cuore, e così lenire tutte le sue interne amarezze . 

Intendo formare onde di affetti e di desideri, per allontanare tutti gli affetti e i desideri cattivi che potrebbero menomamente contristare il tuo Cuore. Intendo ancora, o mio Gesù, formare onde di respiri e di pensieri, per allontanare qualunque respiro e pensiero che potrebbe menomamente dispiacerti. Starò bene in guardia, o Gesù, affinché nulla più [Ti] affligga e aggiunga alle tue pene interne altre amarezze. O mio Gesù, deh! Fa ’ che tutto il mio interno nuoti nell’immensità del tuo; così potrò ritrovare amore sufficiente e Volontà sufficiente per far che non entri nel tuo interno amore cattivo, né volontà che potrebbe dispiacerti. Intanto i nemici, mal vedendo quest’atto della Veronica, Ti frustano, Ti spingono e Ti mettono in via. 


[ Gesù consola le pie donne] 

Altri pochi passi e Ti fermi ancora. Il tuo amore, sotto il peso di tante pene non si arresta e, vedendo le pie donne che piangono per causa delle tue pene, Tu  dimentichi Te stesso e le consoli col dir loro: “ Figlie, non piangete sulle mie pene, ma sopra i peccati vostri e sopra i figli vostri”. 

 Che insegnamento sublime! Come dolce è la tua parola! O Gesù, con Te riparo le mancanze di carità, e Ti chiedo grazia di farmi dimenticare me stessa, perché non ricordi altro che Te solo . 


[ Gesù cade per la terza volta]  

Ma i tuoi nemici, sentendoti parlare, vanno in furia: Ti tirano per le funi, Ti spingono con tanta rabbia che Ti fanno cadere e, mentre cadi, urti nelle pietre. Il peso della croce Ti crucia 1 , e Tu Ti senti morire. Lascia che Ti sostenga e faccia riparo con le mie mani al tuo santissimo Volto. Vedo che tocchi la terra e boccheggi nel Sangue. Ma i tuoi nemici Ti vogliono mettere in piedi: Ti tirano con le funi, Ti alzano per i capelli, Ti danno calci, ma tutto invano. Tu muori, mio Gesù! 

Che pena! Mi si spezza il cuore per il dolore! E quasi trascinandoti, Ti conducono al monte Calvario. Mentre Ti trascinano, sento che ripari tutte le offese delle anime a Te consacrate, che Ti danno tanto peso che, per quanto Tu Ti sforzi per alzarti, Ti riesce inutile. E così trascinato e calpestato, giungi al Calvario, lasciando da dove passi, rossa traccia del tuo Sangue prezioso. 


[ Gesù è spogliato e coronato di spine per la terza volta]  

Ma qui nuovi dolori Ti aspettano: Ti spogliano di nuovo e Ti strappano vesti e corona di spine. Ah! Tu gemi nel sentire strappare da dentro la tua Testa le spine. E mentre Ti strappano la veste, Ti strappano pure le carni lacere attaccate ad essa. Le piaghe si squarciano, il Sangue a rivi scorre fino a terra, ed è tanto il dolore, che, quasi morto, Tu cadi.  

Ma nessuno si muove a compassione di Te, mio Bene. Anzi con bestiale furore di nuovo Ti mettono la corona di spine, Te la battono ben bene, ed è tanto lo strazio per i laceramenti e per lo strappo che fanno ai tuoi capelli ammassati nel Sangue coagulato, che solo gli Angeli potrebbero dire ciò che Tu soffri, mentre, inorriditi, ritorcono i loro sguardi celesti e piangono. 

Spogliato mio Gesù, permettimi che Ti stringa al mio cuore per riscaldarti, perché vedo che tremi, ed un sudore gelido di morte invade la tua santissima Umanità. Quanto vorrei darti la mia vita, il mio sangue per sostituire il tuo, che hai perduto per darmi vita. Gesù intanto, quasi guardandomi con i suoi occhi languidi e moribondi, par che mi dica:  “ Figlia mia, quanto Mi costano le anime! Qui è il luogo dove tutti aspetto per salvarli, dove voglio riparare i peccati di quelli che giungono a degradarsi al di sotto delle bestie, e si ostinano tanto nell ’offendermi, che giungono a non saper vivere senza fare peccati. La loro ragione resta cieca e peccano all’impazzata; ecco perché una terza volta Mi coronano di spine. E con lo spogliarmi, riparo per quelli che indossano vesti di lusso e indecenti, per i peccati contro la modestia, e per quelli che sono tanto legati alle ricchezze, agli onori, ai piaceri, che ne formano un dio per i loro cuori. Ah, sì!, ognuna di queste offese è una morte che sento e, se non muoio, è perché il Volere dell’Eterno mio Padre non ha decretato ancora il momento della mia morte” 

Denudato mio Bene, mentre con Te riparo, Ti prego di spogliarmi di tutto con le tue santissime mani, e non permettere che nessun affetto cattivo entri nel mio cuore; Tu vigilamelo, circondamelo con le tue pene, riempimelo del tuo amore. 

La mia vita non sia altro che la ripetizione della tua, e rafferma con la tua benedizione il mio spogliamento. Benedicimi di cuore e dammi la forza d’assistere alla tua dolorosa crocifissione, per rimanere crocifissa insieme a Te. 


Riflessioni e Pratiche  

Gesù porta la croce. L ’amore di Gesù alla croce, il suo ansioso ardore di morire sulla stessa per salvare le anime, sono immensi. E noi, amiamo come Gesù il patire? Possiamo dire che i nostri palpiti fanno eco ai suoi palpiti divini, e che anche noi chiediamo la nostra croce?  

Quando soffriamo, abbiamo noi l ’intenzione di farci compagni a Gesù, per alleggerirgli il peso della sua croce? Come lo accompagniamo? E negli insulti che riceve, siamo sempre pronti a dargli il nostro piccolo patire per sollievo delle sue pene?  

Nell ’operare, nel pregare, e quando sotto il peso di pene interne sentiamo lo stento nel nostro patire, facciamo volare la nostra pena a Gesù, che come velo, asciugandogli i sudori, lo rinfranchi, facendo nostro il suo stento? 

 

O mio Gesù, chiamami sempre a Te vicino, e fa ’ che Tu sia sempre presso di me, perché Ti conforti sempre con le mie pene. 


Mio Signore Crocifisso

 


Sangue di Cristo

che apri la mente dell’uomo

agli spazi infiniti dell’eternità

entra dentro il nostro cuore di carne

e rendilo capace di captare

la presenza di Dio 

che si rivela nella nostra storia quotidiana. 

La testimonianza della nostra fede

sia riverbero di quell’amore totale

che ti fece fluire dal costato trafitto 

del mio Signore crocifisso,

per irrorare tutta la terra 

della forza sanante del Redentore. 

La nostra fedeltà all’Amore sia il segno 

che la nostra società può, ancora oggi, 

uscire dalla palude del razionalismo 

e dell’indifferenza. Amen.

ORA SI MANIFESTERÀ L’ANTICRISTO E QUESTO SARÀ IL SEGNO DELLO SCONTRO CONTRO LA BESTIA.

 


Carbonia 21 settembre 2022 (ore 16.21 – locuzione)

Ora si manifesterà l’Anticristo
e questo sarà il Segno dello scontro contro la Bestia.

Sono la Vergine Addolorata, sono qui in mezzo a voi figli miei e vi nutro dell’Amore di Gesù; vi insegno le Cose di Dio e vi porto con Me all’Altissimo.

Amati bambini miei, procedetecome semprecon la preghiera; siate forti nella preghiera e puri nello spirito! Dio ha fretta di realizzare il suo Progetto sulla Terra; ha fretta di riprendere in Sé tutti i suoi figli.

Il suo popolo ora entrerà nella dimensione nuova e godrà dei doni dello Spirito Santo, mentre, chi è lontano da Dio, chi si è messo contro Dio, dovrà subire la grande tribolazione che verrà.

Il sole ormai sta riscaldando la Terra! Le piogge sono torrenziali, figli miei, e la grandine cadrà sui campi già pronti con i loro germogli!

Amati bambini miei, è tempo che i vostri occhi vedano le Cose di Dio e trascurino le cose di questo mondo, perciò pregate, pregate! … Pregate perché questo succeda ora, in questo tempo in cui Gesù vi sta parlando, in questo tempo in cui Io sono qui in mezzo a voi perché presto Gesù non ci sarà più qui sulla Terra.

L’uomo verrà abbandonato al suo destino! … Coloro che si sono allontanati da Lui, saranno abbandonati al loro destino, mentre i figli di Dio saranno nella dimensione nuova dove pace, amore e fedeltà assoluta daranno al loro Dio.

Amati figli, il mio Cuore è a pezzi!

Soffro per tutti coloro che dovranno attraversare il periodo della grande tribolazione; non posso far niente, Io piango, prego e supplico il mio Signore che intervenga prima che questo succeda affinché siano toccati gli animi di queste persone, che possano ravvedersi e tornare a Colui che li ha creati … abbandonare le cose del mondo … abbandonare Satana … abbandonarsi a Dio e basta!

Figli miei, voi siete stati creati per essere figli di Dio, per appartenere a Dio, non per essere nel mondo e per fare i comodi di Satana! Lui vi sta usando figli miei, voi siete i suoi birilli: lui è il burattinaio. Vi gestisce, fa quello che vuole nei vostri confronti; vi sta rendendo schiavi, giorno dopo giorno, offendendo Dio, Dio che tanto ama la sua creatura, e la voleva vedere felice e libera anche qua sulla Terra.

Amo infinitamente i miei figli, e li voglio portare sani e salvi dinnanzi all’Altissimo, perciò sono qui in mezzo a voi e mai vi abbandonerò! Vi prenderò sempre per mano! Le mie mani saranno congiunte alle vostre per sempre, finché finalmente un giorno Gesù si manifesterà nella sua Gloria e vi aprirà il Giardino benedetto.

Oggi voglio gratificarvi, figli miei, voglio dirvi che siete graditi agli Occhi di Dio! … Che siete puri nei vostri cuori, nonostante le vostre cadute … (diciamo) umane, siete desiderosi dell’amore di Dio, e di …“essere di Dio”!

Con voi Io camminerò! Con voi Io farò meraviglie, figli miei, perché, a breve, noi assieme combatteremo Satana … assieme andremo a schiacciargli la testa!

Siamo arrivati al dunque! Ora si manifesterà l’Anticristo e questo sarà il Segno dello scontro contro la Bestia. Avanti!

Vi benedico nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Avanti con forza! Avanti con serenità, figli miei! Avanti con gioia, perché Voi siete amati da Dio! Voi siete stati chiamati da Dio! Voi siete i prescelti di Dio! Nulla potrà l’uomo iniquo su di voi: … sì, vi porterà dolore, … vi porterà scompensi, ma non potrà mai avervi. Amen!


 


domenica 25 settembre 2022

SULL'ORLO DELLA NUOVA GERUSALEMME - Vi invito a unirvi all'Apostolato della Riparazione

 


Vi invito a unirvi all'Apostolato della Riparazione 


Maria Santissima dice: 

Figlioli, vi invito a unirvi all'Apostolato della Riparazione perché la sofferenza dei Sacri Cuori Uniti è grande, l'ingratitudine degli uomini verso Dio è grande. È urgente che l'Apostolato della Riparazione si diffonda in tutto il mondo, perché il fumo di Satana è entrato nella Chiesa. La legalizzazione dell'aborto in molti Paesi sta togliendo la vita a molte anime innocenti. L'umanità sta entrando nella desolazione più totale, nel più basso livello di degrado morale. 

Figlioli, pregate e riparate perché il peccato cessi. Pregate e riparate affinché tutti gli uomini possano tornare a Dio. 

Pregate e riparate affinché le leggi di Dio siano vissute. Pregate e riparate affinché le forze del male siano annientate, affinché tutte le creature chiudano le porte alle seduzioni del demonio. 

Pregate e riparate perché molte anime muoiono in peccato mortale: anime che ricevono il giusto pagamento per le loro azioni malvagie, per essere reprobi davanti al Tribunale della Giustizia Divina. 

L'Apostolato della Riparazione risveglierà il vostro spirito assopito, vi unirà al Mistero della Croce. 

L'Apostolato della Riparazione vi renderà anime elette agli occhi dell'Eterno Padre perché avete saputo trionfare sullo spirito del male. 

L'Apostolato della Riparazione vi incorpora nei ranghi dell'Esercito Vittorioso dei Cuori Trionfanti, rendendovi soldati coraggiosi, guerrieri invincibili. 

L'Apostolato della Riparazione copre vari argomenti perché la varietà dei peccati è grande, l'ignominia degli uomini è grande. 

L'Apostolato della Riparazione attenua un po' l'ira di Dio, vi prepara a sopportare giorni terribili nel tempo della tribolazione. 

L'Apostolato della Riparazione ammorbidisce i cuori dei peccatori più induriti, di coloro che sono più lontani dalla via del Signore. 

L'Apostolato della Riparazione strappa molte anime dalle grinfie di satana, le porta al pentimento, a modificare la loro vita. 

L'Apostolato della Riparazione scatena una pioggia di benedizioni e grazie; cadono come il sussurro di una brezza leggera sui cuori aridi e sterili delle anime in peccato. 

L'Apostolato della Riparazione abbrevia i tempi, attenua le sofferenze della grande prova e porta le anime di coloro che sono in peccato.

L'Apostolato della Riparazione risveglia nell'anima riparatrice: aneliti di santità, desideri di rimanere sul Monte Golgota a curare le ferite del Corpo adorabile di Gesù, raccogliendo il Sangue prezioso che sgorga dalle sue ferite. Sangue prezioso che inebria di Amore Divino. Sangue prezioso che purifica, che libera. 

L'Apostolato della Riparazione fa di voi i miei figli prediletti; figli che avvolgo affettuosamente sotto il manto del mio Manto Celeste. Figli che proteggo con zelo dalle insidie del nemico. 

L'Apostolato della Riparazione ravviva la vostra spiritualità, vi consuma con ferventi desideri di essere buoni. 

L'Apostolato della Riparazione trasforma la vostra preghiera in canti degli Angeli, rinnova la vostra vita interiore. 

L'Apostolato della Riparazione vi conduce al perfetto adempimento dei vostri doveri secondo il vostro stato di vita, perché il vostro unico scopo è riparare al Cuore morente di Gesù. Cuore che non è amato e adorato da tutti gli uomini. 

Un cuore che è stato trafitto da spine per i peccati dell'umanità. 

Un Cuore che è nel fuoco dell'ingratitudine e della slealtà di molti dei miei figli. 

Cuore che presto trionferà, regnerà su tutta la terra. 

Cuore che presto giudicherà con misericordia ma anche con giustizia. 

29 novembre 2009 

Profezia di una Chiesa delle tenebre nel 3° Segreto di Fatima

 


Profezie dell'attacco interno alla Chiesa e del 3° Segreto di Fatima.

Vari mistici hanno avuto visioni di una lotta interna alla Chiesa, tra coloro che apostatizzano dalla fede e vogliono portarla ad essere l'ingranaggio dell'ecumenismo, e coloro che sostengono che sia un riflesso della fede trasmessa dagli apostoli.

E questo è presente anche nel terzo segreto di Fatima, anche in quella parte rivelata dal Vaticano nell'anno 2000, quando viene letto tra le righe.

Qui parleremo della profezia di Anne Catherine Emmerick del parziale trionfo della Chiesa dalle tenebre e poi della restaurazione della vera Chiesa, e di come il 3° segreto di Fatima mostri questa stessa battaglia interna all'interno della Chiesa.

Anne Catherine Emmerick descrive nel 1820 un periodo della Chiesa in cui ci saranno due papi che coesisteranno, uno vero e uno falso, che è il leader di quella che lei chiama la chiesa delle tenebre.,

"Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta progredendo e vedo la terribile influenza che ha sulle persone", dice.

Olivita Arias, la mistica colombiana, ha anche detto che dovremmo preoccuparci quando abbiamo visto due papi a Roma.

Anne Catherine Emmerick è stata mostrata ai nemici della Chiesa abbattendola e cercando di costruirne una nuova su piani strettamente umani.

E che questi cospiratori sarebbero riusciti nella loro apostasia e nell'installazione dell'ecumenismo.

Ma il suo trionfo sarebbe stato di breve durata, perché in seguito ebbe una visione della restaurazione della Chiesa.

E descrive un nuovo Papa che condurrà la Chiesa al più grande splendore della storia..

Quindi la più grande crisi della Chiesa verrebbe quando un gruppo di persone all'interno della Chiesa, e nelle posizioni più alte, vuole cambiare la Chiesa, e non con un attacco dall'esterno.

Ma che il suo trionfo sarebbe stato fugace.

Ed è approvato da diversi personaggi rilevanti, che è ciò di cui tratta il terzo segreto di Fatima.

Alberto Cosme do Amaral, vescovo di Fatima dal 1972 al 1993, disse nel 1984 che il Segreto di Fatima non parla né di bombe atomiche né di disastri naturali, ma che il suo contenuto riguarda solo la nostra fede.

Qualcosa di simile è stato detto da padre Malachi Martin che ha letto il terzo segreto e ha detto che il suo contenuto era l'apostasia della Chiesa.

padre Gabriele Amorth, figlio spirituale di Padre Pio, ha detto che ciò che tormentava Padre Pio era la grande apostasia all'interno della Chiesa ed è per questo che ha offerto le sue sofferenze negli ultimi anni della sua vita.

E interpretò questo come il contenuto del Terzo Segreto di Fatima.

Cioè, verrebbe un tempo in cui avremmo una falsa Chiesa preponderante, che sarebbe basata sull'ecumenismo.

Quindi la chiave di tutto questo è nel terzo segreto di Fatima.

Ha due parti, una rivelata dal Vaticano nel 2000, dove Suor Lucia racconta le due visioni che ha avuto.

E una seconda parte, che è un foglio aggiuntivo, che non è ancora stato rivelato, dove racconta l'interpretazione che la Vergine gli ha dato di quelle visioni, dove avrebbe parlato dell'apostasia nella Chiesa.

Ma anche così, le visioni di Suor Lucia pubblicate dal Vaticano ce lo raccontano tra le righe.

Ci sono due immagini lì.

Il primo è un angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra che emette fiamme che sembravano stessero per incendiare il mondo.

Ma si estinsero a contatto con lo splendore che la Madonna, mentre l'angelo, indicando la terra, diceva a gran voce: Penitenza, Penitenza, Penitenza!

Una visione che ci parla di un giudizio negativo di Dio e di una punizione che pesa sull'umanità per i suoi peccati, che non si materializza ancora per intercessione della Vergine Maria, e che deve condurci alla penitenza.

E l'altra immagine diffusa dal Vaticano è la meno popolare, ma potrebbe riguardare più direttamente la visione della Beata Anna Caterina Emmerick della demolizione e del restauro della Chiesa.

I pastorelli dicono di aver visto in una luce immensa ciò che è Dio, in modo simile a come le persone in uno specchio vedono quando passano davanti a lui, un Vescovo vestito di Bianco, che hanno avuto la sensazione che fosse il Santo Padre.

E anche ad altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose per scalare un monte, in cima al quale c'era una grande Croce di boschi aspri come se fossero di quercia da sughero con la corteccia.

Quindi i pastorelli non erano sicuri se fosse il Papa o un Vescovo vestito di bianco, il che potrebbe suggerire l'immagine di un falso Papa, ma poi scelgono di chiamarlo Papa nel resto della loro visione.

Dicono che questo personaggio attraversò una grande città per metà in rovina, tremando con un passo esitante, afflitto dal dolore e dalla tristezza, pregando per le anime dei cadaveri che incontrò lungo la strada.

E in cima, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, fu ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono diversi colpi di armi da fuoco e frecce.

E allo stesso modo morirono uno dopo l'altro i Vescovi sacerdoti, uomini e donne di varie classi e posizioni.

E conclude dicendo che sotto le due braccia della croce c'erano due angeli, ognuno con una giara di vetro in mano, in cui raccoglievano il sangue dei martiri e innaffiavano con esso le anime che si avvicinavano a Dio.

Al riguardo sono state fatte tre diverse interpretazioni.

Il primo è quello convenzionale, che non tiene conto del confronto interno della Chiesa e della lotta tra apostati e conservatori della fede degli apostoli.

E che vede nell'immagine un attacco esterno di grande successo alla Chiesa, simboleggiato in quanto vengono a uccidere il Papa.

Quindi questa parte del segreto descriverebbe l'attacco del mondo esterno alla Chiesa, di cui non suggerisce che ci sia un dissenso interno.

Ma le altre due interpretazioni tengono conto dell'apostasia interna della Chiesa e della battaglia tra la vera Chiesa e quella delle tenebre, che Anna Catherine Emmerich descrive.

Si interpreta la visione come una descrizione della distruzione della Chiesa da parte di nemici interni, che liquidano il vero Papa.

Quindi la croce sarebbe la verità della rivelazione di Gesù Cristo, che si raggiunge attraverso gli sforzi per scalare una montagna.

Mentre i soldati che uccidono, sarebbero gli apostati che hanno ucciso l'anima di molti cristiani, trasformandoli in cadaveri.

E che liquidano il Papa e i consacrati e i laici, di vera fede che lo seguono.

Quindi questa immagine descriverebbe la visione di Emmerick dell'ascesa e del trionfo della Chiesa dalle tenebre.

Che prima di prendere il pieno controllo, deve porre fine alla Chiesa tradizionale.

Ma c'è un'altra interpretazione di questa immagine, che si basa sul fatto che i pastorelli non sapevano se fosse il vero Papa o un falso Papa, perché l'immagine era come in uno specchio, il che significherebbe il contrario.

E poi, colui che scala la ripida montagna sarebbe un falso Papa, cioè un'immagine speculare del vero Papa.

Che metaforicamente si eleva verso un'impresa difficile, quella di raggiungere un'unica religione mondiale, che contraddice la vera fede e ha logiche resistenze interne.

Il trionfo è rappresentato dal raggiungimento di una grande croce di tronchi di sughero, cioè di un materiale non nobile, che simboleggia che si tratta di una falsa croce.

Quella croce è il simbolo di una fede allargata, ma come il sughero, vuota, leggera, fragile e, soprattutto, inadeguata a sostenere il peso di un uomo ad essa inchiodato.

Che per definizione rifiuta il Figlio di Dio crocifisso dall'umanità.

Quella falsa croce sarebbe il consolidamento di una Chiesa ecumenista, dove la fede cattolica sarebbe diluita all'interno delle altre religioni.

I cadaveri tra cui passa questo personaggio sarebbero i veri fedeli cattolici che sono stati cancellati e martirizzati nell'ascesa della Chiesa dalle tenebre.

I vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici che accompagnano questo falso Papa sono gli altri apostati a Lui associati, all'interno del Vaticano alcuni e altri semplicemente con il sostegno della sua opinione.

i soldati che li uccidono sarebbero i veri cattolici, che si ribellano e che con questo atto porrebbero fine alla Chiesa delle tenebre.

E liquidano il falso Papa proprio mentre sta per raggiungere l'apice della realizzazione del suo progetto della nuova religione mondiale.

Proprio mentre stava per coronare il suo sogno davanti alla falsa croce di sughero, viene ucciso prostrato in ginocchio, cioè pregando per esaudire il desiderio sbagliato della sua vita.

In questo modo, il vescovo vestito di bianco viene simbolicamente annientato e con lui muoiono uno dopo l'altro quelli che lo accompagnano, cioè perdono potere, reputazione, non solo tutti i loro prelati e sacerdoti, ma anche molti laici che hanno sponsorizzato il falso Papa.

Bene, finora quello che volevamo parlare della visione della beata Anne Catherine Emmerick del trionfo effimero delle tenebre all'interno della Chiesa, e del suo ripristino alla vera fede, e di come questo sia ancora presente nella parte del terzo segreto di Fatima che è stata rivelata dal Vaticano.

Forum della Vergine Maria.

La guerra avanza senza pietà, le acque invaderanno le città e i vulcani faranno sentire la loro forza.

 


Trevignano Romano 24 settembre 2022

Cari figli benedetti, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, non abbiate timore, conosco i vostri cuori e so che sono immersi nella paura per tutto ciò che vi sta circondando. Figli cari, se la vostra fede sarà forte, avrete la pace nei vostri cuori altrimenti l’ansia prenderà il sopravvento. Pregate per i sacerdoti,  il fetore della casa di satana arriva fino alla Chiesa di Pietro. La guerra avanza senza pietà, le acque invaderanno le città e i vulcani faranno sentire la loro forza. Figli, pregate insieme, siate uniti fortemente, pregate Gesù affinché operi nei vostri cuori. Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen.

LA VERGINE MARIA

 


L’Immacolata Concezione (II). L’anima di Maria fu concepita nei meriti infiniti del Redentore

Stavo pensando all’Immacolato Concepimento della mia Mamma Regina, e il mio sempre amabile Gesù,  dopo aver fatto la santa Comunione, si faceva vedere nel mio interno, come dentro di una stanza tutta luce, e in  questa luce faceva vedere tutto ciò che aveva fatto in tutto il corso della sua vita. Si vedevano schierati in  ordine tutti i suoi meriti, le sue opere, le sue pene, le sue piaghe, il suo sangue, tutto ciò che conteneva la vita di  un Uomo e Dio, come in atto di prevenire un’anima a Lui tanto, tanto cara, da qualunque minimo male che  potesse ombrarla. Io stupivo nel vedere tanta attenzione di Gesù, e Lui mi ha detto:  

“Alla mia piccola neonata voglio far conoscere l’Immacolato Concepimento della Vergine, concepita senza peccato. Tu devi prima sapere che la mia Divinità è un atto solo. Tutti gli atti si concentrano in uno solo. Questo significa essere Dio, il portento più grande della nostra Essenza Divina,  non essere soggetto a successione di atti; e se sembra alla creatura che ora facciamo una cosa e ora  un’altra, è piuttosto che facciamo conoscere ciò che c’è in quell’atto solo, ché essendo la creatura  incapace di conoscerlo tutto di un solo colpo, glielo facciamo conoscere a poco a poco.  

Ora, tutto ciò che Io, Verbo Eterno, dovevo fare nella mia assunta Umanità, formava un solo atto  con quell’atto solo che contiene la mia Divinità. Sicché prima che questa nobile creatura fosse concepita, esisteva tutto ciò che doveva fare sulla terra il Verbo Eterno. Onde nell’atto che questa Vergine  fu concepita, si schierarono intorno al suo concepimento tutti i miei meriti, le mie pene, il mio sangue,  tutto ciò che conteneva la vita di un Uomo e Dio, e restò concepita negli interminabili abissi dei miei  meriti, del mio sangue divino, nel mare immenso delle mie pene. In virtù di essi restò immacolata, bella  e pura. Al nemico restò sbarrato il passo dagli incalcolabili meriti miei, e non potette recarle nessun  nocumento. Era giusto che chi doveva concepire il Figlio di un Dio dovesse essere prima Lei concepita  nelle opere di questo Dio, per poter avere la virtù di concepire quel Verbo che doveva venire a redimere  il genere umano. Sicché Lei prima restò concepita in Me ed Io restai concepito in Lei. Non restava altro  che a tempo opportuno farlo conoscere alle creature, ma nella Divinità era come già fatto. Perciò,  quella che più raccolse i frutti della Redenzione, anzi, che ebbe il frutto completo, fu questa eccelsa  creatura, che, essendo concepita in essa, amò, stimò e conservò come roba sua tutto ciò che il Figlio  di Dio operò sulla terra.  Oh, la bellezza di questa tenera piccina!  Era un prodigio della Grazia, un  portento della nostra Divinità. Crebbe come figlia nostra, fu il nostro decoro, la nostra allegrezza,  l’onore e la gloria nostra”. 

Onde, mentre ciò diceva il mio dolce Gesù, io pensavo nella mia mente: “È vero che la mia Regina  Mamma fu concepita negli interminabili meriti del mio Gesù, ma il sangue e il corpo furono concepiti nel seno  di S. Anna, la quale non era esente dalla macchia d’origine; dunque, come può essere che nulla ereditò dai  tanti mali che tutti abbiamo ereditato dal peccato del nostro primo padre Adamo?”  

E Gesù: “Figlia mia, tu non hai capito ancora che tutto il male sta nella volontà. La volontà travolse  l’uomo, cioè, la sua natura, non la natura travolse la volontà dell’uomo, sicché la natura restò al suo  posto, quale fu da Me creata; nulla cambiò, fu la sua volontà che si cambiò e si mise, niente meno,  contro una Volontà Divina, e questa volontà ribelle travolse la sua natura, la debilitò, la contaminò e la  rese schiava di vilissime passioni. Successe come ad un recipiente pieno di profumi o di cose  preziose: se si svuota di ciò e si riempie di marciume o di cose vili, forse cambia il recipiente? Cambia  ciò che si mette dentro, ma esso è sempre quello che è. Al più si rende più o meno apprezzabile a  seconda di ciò che contiene Tale fu dell’uomo. 

Ora, alla mia Mamma l’essere concepita in una creatura della razza umana non le recò nessun  nocumento, perché la sua anima era immune da ogni colpa. Tra la sua volontà e Quella del suo Dio non  c’era divisione, le correnti divine non trovavano intoppo né opposizione per riversarsi su di Lei e in  ogni istante stava sotto la pioggia dirotta di nuove grazie. Onde con questa volontà e quest’anima tutta  santa, tutta pura, tutta bella, il recipiente del suo corpo che prese dalla sua madre, restò profumato,  riabilitato, ordinato, divinizzato, in modo da restare esente anche da tutti i mali naturali di cui è invasa  la natura umana. Ah, sì, fu proprio Lei che ricevette il germe del «FIAT VOLUNTAS TUA, come in Cielo, così  in terra», il quale la nobilitò e la restituì al suo principio, quale fu da Noi creato l’uomo prima che  peccasse, anzi, glielo fece sorpassare, la abbellì di più ancora ai continui flussi di quel ‘FIAT’, il solo che  ha virtù di riprodurre immagini tutte simili a Colui che le ha creato. E in virtù di questa Volontà Divina  che agiva in Lei, si può dire che ciò che Dio è per natura, Lei lo è per grazia. La nostra Volontà tutto può  fare e dovunque giungere, quando l’anima Ci dà libertà di agire e non interrompe con la sua volontà  umana il nostro operato”.  (16°, 8-12-1923) 

 negli scritti di Luisa Piccarreta

“Lei oggi non parte!”

 


Padre Pio a Padre Paolino: “Lei oggi non parte!” 

Il Padre Paolino da Casacalenda, quello stesso che era Superiore del Convento di S. Giovanni  Rotondo quando Padre Pio ricevette le stigmate, e che in seguito era divenuto Ministro  Provinciale, aveva una sorella a S. Giovanni. Quivi si recava spesso, sia per rivedere Padre  Pio, sia per intrattenersi con la sorella.   

Un giorno vi si recò col tempo contato e perciò, dopo avere pranzato insieme coi suoi  confratelli, vedendo che Padre Pio se ne usciva dal refettorio senza salutarlo, gli disse: “Beh,  Padre Pio, te ne vai così, senza darmi un bacio?” E Padre Pio: “Molto Reverendo, lei oggi  non parte!” Padre Paolino lo rassicurò che sarebbe partito: la macchina con l'autista era già  pronta davanti alla casa della sorella. Ma Padre Pio gli ripeté che egli quel giorno non sarebbe  partito: se voleva, di baci gliene avrebbe dati anche due, ma egli non sarebbe partito.  

Padre Paolino convinto che Padre Pio volesse scherzare, salutò e si avviò verso la casa della  sorella. Quivi giunto, trovò che l'autista stava armeggiando intorno alla macchina per un  guasto giudicato di poco conto e che perciò non avrebbe impedito la partenza.   

Ma che è e che non è, il guasto non si rimediava e la macchina non voleva partire; alla fine si  rese chiaro che c'era bisogno del meccanico e si dovette ricorrere a lui, con la conseguenza  che prima del giorno seguente non si sarebbe partiti. Al Padre Paolino non rimase che  tornare al convento per pernottare, ma quando il Padre Pio lo vide, gli disse: “Molto  Reverendo, che le avevo detto?!...” 32 33 

Giuseppe Caccioppoli 

Nella Chiesa fondata da Pietro, mio Figlio non si riconosce più.

 


Trevignano Romano 20 settembre 2022

Cari figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, quanto vorrei che in tutte le famiglie prevalesse la fede, l’amore e la speranza e tutto andrebbe meglio, invece di far entrare il demonio menzognero che porta zizzania, dubbi e lotte. Figli, guardate intorno a voi, la natura si sta ribellando, i vulcani si accenderanno, la terra tremerà tanto. Figli miei, nella Chiesa fondata da Pietro, mio Figlio non si riconosce più. Io sento i vostri dolori e vi chiedo di lasciarli in questo luogo Benedetto, ed Io interverrò. Figli miei, ora vi lascio con la mia benedizione materna nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen.