mercoledì 10 maggio 2023

La preghiera miracolosa per i casi più difficili, importanti e urgenti

 

Ci sono migliaia di testimonianze della sua efficacia nel corso della storia.

Milioni di cattolici hanno recitato questa preghiera nel corso dei secoli.

Ci sono migliaia di testimonianze dei miracoli ricevuti. Testimonianze di santi la cui vita è cambiata.

Non è una delle tante preghiere che si dice siano miracolose. Questo è veramente miracoloso.

Qui parleremo di una preghiera fondamentale che i cristiani pregano nei casi difficili, quando la situazione non può più aspettare, e quando l'argomento è importante.

Mostreremo miracoli compiuti ai santi, che avranno un impatto su di te, e ti insegneremo a recitarli correttamente.

Nel 1587, il ventenne studente di teologia Francis de Sales era stato catturato in uno strano pensiero spaventato dalla teoria della predestinazione di Giovanni Calvino. "E se Dio mi avesse giudicato indegno? E se Dio mi abbandonasse?"

Questi pensieri divennero un'ossessione.

Perdita di appetito, perdita di sonno e desiderio di qualsiasi cosa. La vita gli sembrava insopportabile.

Sembrava che non ci fosse luce alla fine del tunnel.

Fu un attacco del maligno e una sofferenza purificatrice permessa da Dio.

Questa agonia dell'anima sarebbe durata per sei lunghe settimane.

tale era la sua condizione interiore che diceva persino a Dio qualcosa di insignificante: "Signore, anche se il mio destino è l'inferno, concedimi almeno la grazia di amarTi anche lì!"

E quando tutto sembrava buio, più morto che vivo e rosicchiato dall'angoscia, il giovane Francesco di Sales entrò nella chiesa di Notre Dame de la Victoire, Nostra Signora della Vittoria, in un pomeriggio di gennaio.

inginocchiato davanti alla statua della Vergine Maria, aprì il suo cuore e pregò con tutto il fervore della sua anima il Memorare. "Ricordati, o piissima Vergine Maria..."

Dopo aver recitato questa preghiera Francesco ha sperimentato un grande miracolo.

Quella nuvola densa e scura che lo avvolgeva nella disperazione si dissipò improvvisamente.

Il sole irruppe tra le nuvole e la sua malinconia e depressione si trasformarono in pace e gioia.

Ora poteva sentire il canto degli uccelli e sentire il profumo fragrante dei fiori.

Dio aveva finalmente tirato fuori Francesco da quelle che sembravano essere le sabbie mobili della disperazione quando pregò il Memorare.

Poi offrì la sua verginità a Dio e alla Madonna, in testimonianza della quale si impegnò a pregare il Rosario ogni giorno della sua vita.

Con questo evento Dio preparava il giovane Francesco ad un ruolo estremamente importante nella Chiesa, e nel mondo in generale. ?

Ma il Memorare non solo poteva condurre un credente fuori dai suoi pensieri oscuri e dai suoi attacchi malvagi, ma poteva anche convertire un ebreo, ateo e milionario.

Questo accadde il 20 gennaio 1842 in una piccola chiesa di Roma.

E non solo Alfonso di Ratisbona si convertì, ma fu poi ordinato sacerdote nel 1847.

E come è potuto accadere? Lo ha raccontato lui stesso.

Proveniva da una famiglia di banchieri di Strasburgo, ma suo fratello Teodoro si dichiarò cristiano.

E poco dopo, nonostante la desolazione familiare causata, andò oltre e fu ordinato sacerdote.

Questo comportamento dispiacque terribilmente ad Alfonso e cominciò a odiare la sua tonaca.

Considerava di essere stato attaccato dalla follia, il prodotto del fanatismo dei cattolici.

È che Alfonso pensava solo ai piaceri, alle feste, ai divertimenti.

Era ebreo di nome, non credeva nemmeno in Dio, così come la sua famiglia. 

E poco prima del suo matrimonio, programmato con una nipote di 10 anni più giovane, si è dedicato a viaggiare in Europa.

L'8 gennaio incontrò a Roma il barone Teodoro di Bussiéres, il maggiore e capo di una famiglia distinta.

Che aveva abbandonato il protestantesimo per convertirsi al cattolicesimo.

Il barone gli mostrò Roma mentre gli parlava della grandezza del cattolicesimo.

Al che Alfonso rispose con ironia e con le accuse che aveva letto.

E ad un certo momento il signore di Bussiéres gli disse: "Poiché detesti la superstizione, professi dottrine molto liberali e hai uno spirito coraggioso e molto illuminato, avresti il coraggio di sottoporti a una prova innocente?"

E poi propone di portare con sé la Medaglia Miracolosa e di pregare quotidianamente il Memorare.

E Alfonso accetta, pensando che anche se non gli avrebbe giovato, non lo avrebbe nemmeno danneggiato.

Ma misteriosamente cominciò a ripetere all'infinito le parole di "Ricorda" da lì.

Non poteva ignorarli, venivano costantemente alla sua memoria, come certe melodie musicali che ti inseguono involontariamente.

la notte del 19 gennaio si svegliò di soprassalto perché aveva visto davanti a sé una grande croce nera, ma senza il Cristo. 

Ha cercato in tutti i modi di allontanare questa immagine, ma non ha potuto farne a meno.

E infine prima di prendere il treno per lasciare Roma, incontrò il barone di Bussiéres nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte, mentre stava organizzando il funerale di un amico.

Alfonso ha poi visitato la Chiesa per passare il tempo.

Ma improvvisamente l'intera chiesa scomparve dalla sua vista.

Solo una cappella era illuminata e c'era l'immagine vista nella Medaglia Miracolosa, che prese vita, e fece un segno con la mano per inginocchiarsi.

Una forza irresistibile lo spinse verso di Lei, la stessa che lo portò a pregare incessantemente il Memoran.

Cadde in ginocchio e guardando le sue mani, vide l'espressione del perdono e della misericordia e capì tutto.

Si confessò a un sacerdote che entrò nel tempio, e 10 giorni dopo fu battezzato e accolto nella Chiesa cattolica dal cardinale Patrizi.

Il Memorare che portò San Francesco di Sales fuori dalla depressione, e contribuì alla conversione di Alfonso di Ratisbona, è l'arma segreta che Madre Teresa di Calcutta installò nelle Missionarie della Carità, per risolvere qualsiasi problema.

Madre Teresa usava costantemente questa preghiera per le sue richieste: per la guarigione di un bambino malato, prima di discussioni importanti, per chiedere l'aiuto celeste quando le scorte finivano, ecc.

E dato l'enorme numero di problemi che doveva risolvere e il ritmo con cui viaggiava, spesso non era semplicemente possibile permettersi di fare una novena per una risposta celeste.

Poi ha creato la Novena Veloce o Novena Volante, che è quello di pregare 9 Memorie, una dopo l'altra.

E dava l'aiuto del cielo così per scontato, che aggiungeva sempre un decimo Memorare, in ringraziamento per il favore ricevuto.

Anche quando la Congregazione delle Missionarie della Carità aveva bisogno di un edificio per la casa madre, Madre Teresa offrì alla Vergine Maria di pregare 85.000 Memoreres e ci riuscì.

C'è una grande quantità di testimonianze da parte delle Suore della Carità sull'efficacia del Memorare nella sua missione.

Questa è la preghiera del Memorare, che è stata attribuita a San Bernardo di Chiaravalle.

 "Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai sentito parlare che nessuno di coloro che sono venuti alla tua protezione, implorando il tuo aiuto e reclamando il tuo aiuto, è stato abbandonato da te.

Animato da questa fiducia, vengo anch'io a te, o Madre, Vergine delle Vergini, e gemendo sotto il peso dei miei peccati oso apparire davanti alla tua sovrana presenza.

O Madre di Dio, non respingere le suppliche che ti presentiamo nel bisogno, ma ascoltale e accoglile con gentilezza. Amen".

Ebbene, fin qui quello che volevamo raccontare è di tre impressionanti testimonianze dell'efficacia della preghiera del Memorare per casi difficili, importanti e urgenti.

Fori della Vergine Maria

Il nuovo Eden, cari figli, è ormai in vista; non chiudete gli occhi o non vedrete la luce.

 


Nostra Signora della Luce Perpetua 


Amatevi gli uni gli altri


Vedo tante persone in tanti posti e vedo solo pochi volti sorridenti.

Avete notato che il mondo è cambiato?

C'è poco amore e tanto odio.


È così difficile dire a qualcuno: ti amo, sinceramente!

E se quel cuore soffre, il vostro abbraccio può aiutarlo a guarire!

Siete tutti fratelli e sorelle nel Padre; e come il Padre vi ama, così amatevi gli uni gli altri!


Ricordate, cari figli, che siete tutti una creazione di Dio! Egli vi ama tutti senza riserve.

E vi ha dato, cari figli, la libertà di scegliere: potete fare la vostra volontà o aiutare Dio a compierla.


Come potete, cari figli, stare insieme a Dio se amate solo chi vi piace di più?

Dio, cari figli, vi chiede di tendere la mano e di aiutare a guarire.


Il nuovo Eden, cari figli, è ormai in vista; non chiudete gli occhi o non vedrete la luce.


Se non riuscite a camminare con gli altri mano nella mano, non raggiungerete, cari figli, la nuova terra promessa.


Ci sono molti ostacoli e deviazioni davanti a voi; cari figli, sulla via di Dio, non lasciatevi fuorviare.

Non abbandonate, cari figli, il vostro rosario, perché queste perle alla fine saranno i gioielli della vostra corona.

"Così sia!"

18 novembre 2004

COME I BEATI SALIRANNO IN CIELO DOPO IL GIUDIZIO.

 


Quando la terra si sarà aperta e avrà inghiottito le anime perdute, gli angeli e i beati esulteranno e si rallegreranno. Esalteranno la giustizia di Dio e confesseranno che i reprobi hanno pienamente meritato il loro destino. San Giovanni, nella sua Apocalisse, dà una bella descrizione di come i beati si rallegreranno e magnificheranno la giustizia di Dio". Vidi un angelo scendere dal cielo, con grande potenza, e la terra fu illuminata dalla sua gloria. E gridò con voce forte, dicendo: "Babilonia la grande è caduta, è caduta, è caduta": Babilonia la grande è caduta, è caduta ed è diventata dimora di demoni. Perché i suoi peccati sono arrivati fino al cielo e il Signore si è ricordato delle sue iniquità. Rendete a lei quanto essa ha reso a voi, e raddoppiatela secondo le sue opere. Quanto si è glorificata e ha vissuto nelle delizie, tanto tormento e dolore le date. Rallegratevi per lei, o cielo, o santi apostoli e profeti, perché Dio ha giudicato il vostro giudizio su di lei. 

" Dopo queste cose, udii come una voce di molto popolo in cielo che diceva: "Alleluia! Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono per il nostro Dio. Perché veri e giusti sono i suoi giudizi, che ha giudicato la grande prostituta che ha corrotto la terra con la sua fornicazione e ha vendicato il sangue dei suoi servi per mano di lei".  E di nuovo dissero: Alleluia! E i quattro e venti antichi caddero e adorarono Dio che siede sul trono, dicendo: "Amen! Alleluia! E una voce uscì dal trono dicendo: Date lode al nostro Dio, voi tutti, suoi servi e voi che lo temete, piccoli e grandi. Alleluia! Perché il Signore nostro Dio, l'onnipotente, ha regnato. Rallegriamoci, esultiamo e rendiamo gloria a Lui, perché le nozze dell'Agnello sono giunte e la sua sposa si è preparata. Beati quelli che sono chiamati alla cena delle nozze dell'Agnello". Queste parole presentano davvero una prospettiva deliziosa. Quanto sarà eccellente il canto di trionfo dei santi quando entreranno come invitati alle nozze dell'Agnello! Come canteranno dolcemente l'Alleluia! Con quanto fervore ringrazieranno Dio per averli liberati dalla dannazione eterna e per averli annoverati tra i suoi eletti! Poi avverrà l'ascensione al cielo. Si può azzardare a descrivere anche questo? Le più dolci note musicali riempiranno l'aria. San Michele guiderà la gloriosa processione, portando la croce su cui Cristo è morto. La croce e tutti gli altri strumenti della Passione saranno conservati in cielo, almeno così pensano diversi dotti teologi. Dopo queste sacre reliquie verrà il primo coro di angeli, insieme ai membri della compagnia dei salvati, ai quali la sentenza di Cristo ha assegnato un posto nel più basso dei cori angelici. 

I bambini morti in tenera età e le anime che hanno perseverato nel peccato fino all'ultimo, ma che sono state salvate grazie all'infinita misericordia di Dio e alla loro reale contrizione, saranno con il primo coro degli angeli. Con quanto fervore loderanno il loro Dio per la sua indicibile compassione! Seguirà il coro degli arcangeli e con loro i santi che hanno meritato un posto in questo secondo coro angelico. Sposi timorati di Dio, vedove devote e altre persone pie che hanno vissuto nel mondo, adornate di meravigliosa bellezza, loderanno e magnificheranno Dio con gli arcangeli.  Al terzo posto verrà il coro delle potenze, tra cui ci saranno tutti i sacerdoti che hanno condotto una vita santa sulla terra. Seguirà il coro dei principati, con tutti i santi vescovi e prelati che hanno governato la Chiesa a gloria di Dio e per la salvezza di coloro che sono stati loro sottoposti. Il coro delle virtù verrà al quinto posto con i dottori della Chiesa e tutti coloro che, con la loro dottrina e predicazione, hanno convertito gli increduli e li hanno portati alla conoscenza della vera fede. Al sesto posto ci sarà il coro delle dominazioni, con i confessori che hanno subito grandi persecuzioni per la fede e sono morti nella miseria e nell'indigenza per amore di Cristo. Seguirà il coro dei troni, con i santi martiri che hanno versato il loro sangue e hanno dato volentieri la vita per il nome di Cristo.

L'ottavo coro è quello dei cherubini, tra le cui fila ci saranno quelle sante vergini che non solo hanno mantenuto intatta la loro castità, ma che, consumate dalla carità divina, hanno condotto una vita di altissima perfezione. Il nono e più alto dei cori angelici è quello dei serafini. Con loro ci saranno i santi apostoli e i servi di Cristo che, seguendo le orme del Redentore, hanno vissuto sulla terra una vita da angeli. In altre parole, ognuno dei beati avrà il suo posto in quello dei cori angelici per il quale le sue virtù lo rendono più adatto. Come sarà gloriosa la processione dei cori e come saranno melodiosi i cantici celesti che canteranno! Le parole ci vengono meno quando cerchiamo di descriverlo. E a chiudere il corteo trionfale arriva il Re del cielo e della terra, coronato di splendore, Cristo, il Figlio primogenito del Padre celeste, accompagnato dalla sua beatissima Madre, la Vergine Maria. È circondato da una tale bellezza e maestosità, che il cielo e la terra, gli angeli e gli uomini sono colpiti dallo stupore. In effetti, questa ascensione al cielo sarà accompagnata da ogni aspetto da una tale grandezza e gloria, sarà così inesprimibilmente sublime e bella, che persino le labbra di un angelo non riuscirebbero a darne un'idea adeguata. Considerate quale sarà l'estasi dei redenti quando si libreranno nell'aria, sia con l'anima che con il corpo, come se fossero puri spiriti, salendo sempre più in alto, oltre gli splendenti globi del cielo con il loro splendore dorato, avvicinandosi sempre più alla Gerusalemme celeste, la città di Dio. E quale gioia estatica li inebrierà quando entreranno attraverso le porte d'oro e si troveranno davanti lo splendore e la magnificenza della città di Dio. La regina di Saba, quando vide la magnificenza del palazzo di Salomone, rimase ammutolita dallo stupore. Ma c'è un uomo più grande di Salomone e la maestosità e la bellezza del palazzo del Re dei re è infinitamente più grande di quella di qualsiasi monarca terreno. Possiamo quindi immaginare quale sarà l'estasi dei beati quando sarà loro concesso di vedere ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano. Non desideri, o pio cristiano, abitare con i redenti e godere delle indicibili delizie della città di Dio, la Gerusalemme celeste? Certo che lo desideri. Tutti noi abbiamo dentro di noi un impulso potente, un desiderio ardente di felicità e di godimento. Oh, non cercare quella felicità, non sforzarti di ottenere il godimento di cui la tua anima ha sete in questa valle di lacrime. Alza gli occhi verso la terra che sta in alto, che sia la tua meta, e un giorno salirai in alto con canti di giubilo. Dio conceda a te e a me, lettore, che per Sua grazia questa felice sorte sia la nostra porzione.


Questa volta vengo a rinnovare la Terra per ristabilire il Mio Regno sulla Terra.

 


AMORE DI DIO


Mia amata figlia prediletta, molti potrebbero chiedersi come Dio, Padre Onnipotente Creatore di tutto ciò che è e sarà per sempre, possa soffrire. La verità è che Mio Padre, perfetto in tutto ciò che può essere, è infuso di Amore. Poiché Egli è il Creatore dell‟Amore, quando viene rifiutato questo provoca molto dolore nel Suo Cuore. 

I figli di Dio hanno respinto il suo Grande Dono del Paradiso con il peccato di Adamo ed Eva, quando essi persero il Suo Favore. Al contrario, essi si lasciarono sedurre dall‟astuto inganno posto davanti a loro dal maligno. Quanto ha sofferto Mio Padre allora a causa di questo tradimento e quanto Egli soffre ancora a causa del peccato di tradimento nel mondo di oggi . Nulla è cambiato, tranne il miracolo della Redenzione che Egli ha lasciato in eredità al mondo con il Mio Sacrificio per l‟umanità. 

L‟Amore di Mio Padre per tutti voi è così Grande che il Suo Dolore, causato dalla cecità e dal rifiuto della Sua Grande Misericordia da parte dell‟uomo, è comunque un Suo Dono all‟umanità. A causa del Suo Dolore, Egli si strugge per le anime e, così, cerca e afferra anche i non credenti più restii. A coloro che non credono in Dio, ma che vogliono una prova e un segno che porteranno conforto alla loro miseria, dico questo. Io, Gesù Cristo, sono venuto la prima volta non solo per salvare coloro che accettavano la Verità, ma sono venuto per salvare anche coloro che erano incapaci di credere in Dio. Faccio lo stesso ora. Mentre i credenti litigano tra di loro, discutendo se sono Io, Gesù Cristo, o no, che in questo momento comunico con il mondo, Io vi prometto questo. Vi dimostrerò, per il Mio Amore per voi, che sono davvero Io che vi parlo adesso e che sono stato mandato, ancora una volta, dal Padre Mio per salvarvi.  

Questa volta vengo a rinnovare la Terra, per ristabilire il Mio Regno sulla Terra – il Paradiso creato dal Padre Mio, per Adamo ed Eva. L‟alba di quel giorno giungerà presto, e prima che giunga quel momento, Io illuminerò la vostra mente, il vostro corpo e la vostra anima. Io vi stupirò con il Mio Potere, la Mia Divinità, ma voi sentirete un tale slancio d‟amore che non avrete alcun dubbio che questo non possa che venire da Me. Questa è la Mia Promessa. Sono i figli di Dio che non Lo conoscono e non credono in Lui, che Io raggiungerò per primi. La maggior parte di loro arriverà correndo da Me, perché non avranno idee preconcette che possono derivare da troppa conoscenza di questioni spirituali. Allo stesso tempo, voglio raggiungere quelle anime che sono in un grande buio, che sono disperate, perdute e colme di grande dolore nei loro cuori. Così, quando sarete pronti ad ascoltare la Mia Parola qui contenuta, sappiate che i Miei Messaggi non sono destinati solo a quelli che Mi amano ma che vengono dati anche per arrivare a voi. 

Vi dono la pace. Vi porto una grande notizia, poiché ho preparato per voi un futuro glorioso, in cui la morte non avrà più alcun potere su di voi. Attendo quel giorno con grande gioia. Vi prego di aspettare con pazienza e fiducia perché, quando aprirò il vostro cuore, le vostre preoccupazioni non esisteranno più. 

Il vostro amato Gesù. 

29 Aprile 2014

NON FATEVI INGANNARE! UOMO O DONNA

 


SUL MATRIMONIO, LA FAMIGLIA,  MATERNITÀ E SULL'EUTANASIA.


IL MATRIMONIO 

Se finora abbiamo visto come l'Ideologia del Genere sia un'ideologia assolutamente amorale, priva di buon senso, è nell'ambito del matrimonio e della famiglia che l'Ideologia del Genere renderà le cose ancora più difficili.  

Per questa ideologia, infatti, il matrimonio è una forma di violenza permanente contro le donne e quindi un'istituzione da combattere. Se una donna vuole sposarsi e avere figli, è perché è stata sedotta e ingannata dagli uomini e non sa cosa è bene per lei, essendo la sua decisione una scelta non libera. Le donne sono esseri oppressi e la loro liberazione è al centro di qualsiasi attività di liberazione. La sessualità, per questo femminismo radicale, è una relazione di potere e il matrimonio è l'istituzione che gli uomini hanno usato per opprimere le donne. Quanto alla maternità, essa subordina le donne, rendendole un secondo sesso dipendente dagli uomini per assecondare il loro egoismo. La rivoluzione sessuale mira alla liberazione sessuale, all'inibizione di tutte le repressioni della società contro l'istinto sessuale. 

Il fondamento etico di questa concezione è il relativismo e il marxismo applicato alla sessualità. La lotta di classe del marxismo diventa ora una lotta dei sessi, con l'uomo come oppressore e la donna come oppressa. L'ideologia di genere concepisce la coppia umana come una sfera di conflitto, trasformando quella che dovrebbe essere una relazione d'amore in una relazione di conflitto. La relazione tra i sessi non si basa sull'amore, ma sulla lotta permanente, essendo il matrimonio e la famiglia due modalità di violenza permanente.  

 Per porre fine a questa violenza, si elimina l'idea che gli esseri umani siano divisi in due sessi e si difende la libera scelta in materia di riproduzione e stile di vita. Le donne non dovrebbero avere relazioni socialmente legittimate e stabili come il matrimonio, ma dovrebbero essere autosufficienti ed evitare di stabilire dipendenze esclusive. Per capirci, un giorno ho incontrato un compagno di classe e gli ho spiegato l'ideologia gender così: "Per lei, puoi andare a letto con chi vuoi, tranne che con una persona: tua moglie". 

Per il credente, invece, il matrimonio è un modo per portare l'amore delle persone che lo compongono alla sua pienezza, perché è al servizio della felicità e della vita e, se si tratta di un matrimonio cristiano, anche della santità. Nel vero matrimonio, gli sposi non si sposano perché si amano, né si separano perché non si amano più, ma si sposano per amarsi e per fondare una famiglia. La libertà acquista senso e significato quando è libertà per qualcosa.  L'amore è dunque l'essere stesso del matrimonio, nella misura in cui il matrimonio può essere considerato come l'istituzione dell'amore coniugale o come l'amore coniugale istituzionalizzato. È una vocazione che viene da Dio ed è un'istituzione necessaria per l'amore della coppia, anche se non può, ovviamente, essere ridotta a un mero ordine giuridico. 

Pedro Trevijano 


 


GESU' CRISTO, TABERNACOLO VIVENTE

 


SAN MICHELE, GESU' CRISTO, TABERNACOLO VIVENTE 



Io, San Michele Arcangelo, Principe delle Milizie Celesti, vengo a chiamarvi all'unione con Cristo Gesù, che abiterà come tabernacolo vivente, nei cuori che lo accolgono; lì vivrà perché non sarà più nei tabernacoli. 

Abiterà in ogni uomo che l'avrà ospitato nel suo cuore e si lascerà possedere dallo Spirito Santo del Bene e della Verità. 

Questa posizione dei cuori sta per iniziare; prima dell'inizio della grande tribolazione, gli uomini cominceranno a decidere se scegliere Gesù Cristo o Satana. 

La decisione finale sarà data nell'Avvertimento e nel Miracolo, ma d'ora in poi le due parti cominceranno a separarsi: i figli della Luce e i figli delle tenebre. 

L'opportunità di decidere per Cristo Gesù vi è stata data, fatela vostra e lasciate che Egli abiti nel vostro cuore. 

I cuori freddi e tiepidi saranno facile preda dell'avversario. 

In questi giorni inizierà il processo di decisione tra il bene e il male. Gli uomini, senza rendersene conto, annideranno nel loro cuore più bene o più male. 

Coloro che non accettano Gesù Cristo saranno più degradati; coloro che accettano Gesù Cristo diventeranno più virtuosi. 

Questo processo inizierà prima della grande tribolazione, quindi manca ancora qualche giorno, per cui la convivenza tra lupi e pecore sarà ogni giorno più difficile e persino pericolosa. 

È per questo che dovreste allontanarvi il più possibile dai lupi famelici, che sono molto astuti e facili a essere posseduti da Satana. 

I cuori posseduti dal bene o dal male saranno dichiaratamente rivali tra loro; non ci saranno vie di mezzo: o si appartiene a Dio, o si appartiene a Satana. 

I tiepidi e gli indecisi si inchineranno a Satana. 

Tutti i cuori saranno presi e si formeranno due campi: i figli della luce e i figli delle tenebre. Mancano pochi giorni all'inizio di questo processo di svilimento dei peccati o di esaltazione delle virtù. 

Non ci sarà più una sana convivenza tra lupi e pecore; è stata dichiarata la guerra che andrà avanti fino alle ultime conseguenze. 

Preparate dunque il vostro cuore affinché Gesù Cristo sia un Tabernacolo vivente in voi, ed Egli vi prenda e vi faccia suoi. 

Per fare vostro questo incarico di Gesù Cristo, e per ordine di Lui, dobbiamo pregare così: 

Amato Gesù Cristo: 

mi prostro ai piedi della tua Santa Croce e mi inchino davanti ad essa, chiedendoti umilmente di prendere come tuo possesso il mio corpo, la mia mente, la mia anima, il mio spirito e soprattutto il mio cuore; prendilo e fallo tuo. 

Ti invito ad abitare in esso e ad essere un tabernacolo vivente nel mio cuore. Caro Gesù Cristo, mi abbandono alla tua Santa Volontà, dandoti tutto ciò che ho e soprattutto la mia missione per questa fine dei tempi, affinché tu mi guidi con sapienza e dia al mio povero cuore la felicità di essere posseduto da te, a gloria di Dio. 

Mi prostro ai tuoi piedi e ti do il timone della mia vita. Cambia il mio cuore con il tuo, in modo che sia tu ad abitarlo e non io; che la mia presenza diminuisca sempre di più e la tua presenza aumenti sempre di più in me. 

Prendetevi il tempo di pregarlo ogni giorno e state lontani dai lupi che, sebbene ci sia poco tempo per la misericordia, ogni giorno sarà più difficile per gli uomini tornare a Dio. 

Piccolo resto fedele, unitevi come la famiglia reale che siete e date il vostro Fiat prima di iniziare la vostra preghiera. 

Chi è come Dio! Nessuno è come Dio! 

Messaggio dato a Lorena il 15 agosto 2016 

La Vita nascosta di Gesù a Nazaret

 


- Per quale motivo dobbiamo considerare quanto Gesù ha fatto, e concretamente la sua vita di trent’anni in famiglia, a Nazaret? Il Signore indica quello che noi dobbiamo fare di fronte ad ogni periodo della sua vita, e in modo specifico rispetto alla sua vita occulta:  

“Figlia mia, ogni periodo della mia vita riscuote dall’uomo distinti e speciali atti e gradi d’imitazione, d’amore, di riparazione ed altro”. (Vol. IV: 3-7-1902)


Nel suo quaderno di “Memorie dell’infanzia” (1925), Luisa dice :  

«…Fin d’allora (da quando lei aveva 12 anni) l’amabile Gesù mi faceva nel mio interno lezione sulla Croce, sulla mansuetudine, sull’ubbidienza, sulla sua Vita nascosta... A tal proposito della sua Vita nascosta, ricordo che mi diceva: “Figlia mia, la tua vita deve essere in mezzo a Noi nella casa di Nazaret. Se lavori, se preghi, se prendi cibo, se cammini, devi avere una mano a Me, l’altra alla Mamma nostra e lo sguardo a S. Giuseppe, per vedere se i tuoi atti corrispondono ai nostri, in modo da poter dire: faccio prima il mio modello sopra ciò che fa Gesù, la Mamma Celeste e S. Giuseppe, e poi lo seguo. A seconda del modello che hai fatto, Io voglio essere ripetuto da te nella mia Vita nascosta; voglio trovare in te le opere della Mamma mia, quelle del mio caro S. Giuseppe e le mie stesse opere.”   

Io restavo confusa e gli dicevo: “Mio amato Gesù, io non so fare”.  

E Lui: “Figlia mia, coraggio, non ti abbattere; se non sai fare domandami, che Io ti insegni, ed Io subito t’insegnerò, ti dirò il modo come facevamo, le mie intenzioni, l’amore continuo di tutti e tre, che Io come mare e loro come fiumicelli eravamo sempre gonfi, in modo che uno straripava nell’altro, tanto che poco tempo avevamo di parlarci; tanto eravamo assorbiti nell’amore. Vedi quanto stai dietro? Molto hai da fare per raggiungerci; ti conviene molto silenzio e attenzione, ed Io non ti voglio dietro, ma in mezzo a Noi.” 

Onde quando non sapevo fare domandavo a Gesù e Lui m’insegnava nel mio interno. Cercavo quasi sempre, quanto più potevo, di appartarmi dalla famiglia per starmi sola, per mantenere il silenzio; prendevo il mio lavoro e chiedevo alla mamma che mi permettesse di andarmene sopra, e lei me lo concedeva. Sicché la mia mente stava nella casa di Nazaret, ed ora guardavo l’uno, ora l’altro, e mi confondevo nel vederli così attenti nei loro umili lavori, così assorbiti nelle fiamme d’amore, che s’innalzavano tanto in alto che i loro lavori restavano incendiati e trasformati in amore ; ed io, meravigliata, pensavo tra me: “Loro amano tanto, ed il mio amore qual è? Posso dire che i miei lavori, le mie preci, il cibo che prendo, i passi che faccio, sono fiamme che s’innalzano al trono di Dio e, formando fiume, straripano nel mare di Gesù?”  2

E vedendo che non lo erano, restavo afflitta; e Gesù nel mio interno mi diceva: “Che hai? Non ti affliggere; a poco a poco giungerai. Io ti starò sopra, e tu seguimi e non temere”.» 

negli scritti della “Serva di Dio” Luisa Piccarreta

L'ultimo Papa canonizzato



Il Beato Pio X, del Padre Girolamo DAL GAL Ofm c. 


CANCELLIERE VESCOVILE 

Mons. Sarto era Cancelliere Vescovile, ma di una Curia dove il Vescovo, per  le sue precarie condizioni di salute, non poteva esercitare la sua antica attività; dove il Vicario Generale era oramai vecchio ed malaticcio e dove  l'unico Coadiuvatore di Curia era quasi sempre ammalato. 

Gli affari della Diocesi - eccettuata la corrispondenza privata del Vescovo -  erano tutti nelle sue mani. Ed erano in buone mani, perché a Mons. Sarto  nulla sfuggiva. 

 “Era un incanto - affermava chi più volte lo aveva veduto al suo tavolo di  lavoro - osservarlo nel suo stanzone a piano terra del Palazzo Vescovile nei  giorni e nelle ore di maggiore affluenza, specialmente nel Martedì, in cui i  Parroci e i Cappellani della Diocesi, cogliendo l'occasione del grande  mercato cittadino, andavano in Curia. 

"Con il capo leggermente inclinato e con una inimitabile espressione di  mitezza accoglieva tutti, ascoltava tutti con il medesimo umore, con  semplicità e naturalezza, con lo stesso vigile e costante controllo di sé. Poche  parole sommesse.... risposte pronte, conciliative, tranquillizzanti che  ispiravano fiducia e confidenza .... misure spicce e risolute .... un largo  sorriso che gli veniva dal cuore .... e quei Reverendi se ne andavano tranquilli  e contenti” 218. 

Si sarebbe pensato che in tutta la sua vita non avesse fatto altro che il  Cancelliere di Curia. 

L'intuizione pronta delle cose che egli aveva, la rapida percezione dei mezzi  più efficaci, il giudizio sicuro e l'inarrivabile sua accortezza ed abilità  sorprendevano tutti. Tutti ne erano meravigliati, tutti lo portavano in palma di  mano e tutti avevano di lui “un concetto come di un uomo senza eccezione”  219, “animato da una rettitudine addirittura ammirabile” 220. 

Ma più di ogni altro il Vescovo, Mons. Federico Zinelli, il quale, soddisfatto  di non essersi ingannato nello scegliere nel Parroco di Salzano il suo  Cancelliere, non cessava dal ripetere di “non avere mai conosciuto un  Cancelliere così assiduo, così laborioso, così pronto, così abile e così destro  nel trattare con ogni ordine di persone e nel risolvere i casi più delicati e le  più complicate difficoltà, come Mons. Sarto” 221. 

*** 

Per i sacerdoti era tutto premure, tutto cuore. Si prestava del suo meglio per  loro, portava e raccomandava al Vescovo i loro desideri, i loro bisogni. Li  favoriva in tutti i modi, ma, rigido custode del loro onore e del loro prestigio  nell'adempimento del dovere e nel dare buon esempio, quando la forza delle  circostanze lo obbligava a richiami o ad ammonizioni, una nube di mestizia gli scendeva sulla fronte, si faceva serio in volto e quel suo occhio, rivelatore  di dolcezza, diventava severo. Allora era la sua fermezza che parlava, era la  sua indomita volontà che si imponeva. 

E guai se qualche prete avesse osato erigersi a censore del Vescovo, di cui  egli - come di tutti i Vescovi - aveva un culto profondo! Era inflessibile  perché nessuna cosa provocava in lui un giusto sdegno come un prete che  non obbedisse ai propri Superiori o che non si diportasse da prete 222. 

*** 

Una volta un suo intimo amico lo interessò per il miglioramento delle  condizioni di un Cappellano. Mons. Sarto accolse la raccomandazione con la  benevolenza dell'amicizia. Ma quando l'incauto patrocinatore ritornò per  sapere che cosa fosse avvenuto della sua raccomandazione, il Servo di Dio,  guardandolo fisso, gli disse: 

- Oh! sei qua tu, avvocato delle cause perse? Già il Cappellano da te  raccomandato .... Ma non sai? ... - e gli fece intendere quanto bastava per  persuaderlo che quel Cappellano non era da raccomandarsi. 

- Povero uomo! ... - sfuggì all'amico. 

- Povero uomo davvero! - riprese con tono energico Mons. Sarto - e non  soltanto povero, ma pazzo e disgraziato .... Pregare per lui, sì!... aiutarlo, fare  per lui di nascosto quanto esige la carità, sì.... ma pubblicamente,  ufficialmente, no: non è giustizia, sarebbe scandalo. Taci e non parlarne più  né al Vescovo, né a me 223. 

*** 

Ma non erano soltanto preti che Mons. Sarto riceveva nel suo stanzone di  Cancelliere. Non erano soltanto cose curiali che egli trattava. 

Erano anche poveri, diseredati dalla Fortuna, miserabili affranti dalle  traversie della vita che andavano a lui per confidargli segrete angustie,  sofferenze, miserie, situazioni pericolanti, casi pietosi. Ed egli aveva per tutti  una dolce parola di fede, di serena speranza e di coraggio cristiano, mentre a  tutti apriva il suo cuore e la sua mano con una larghezza così generosa che a  Treviso si diceva ad una voce che il Beneficio Canonicale di Mons. Sarto  “non era suo ma dei poveri” 224; mentre tutti riconoscevano quanto fosse  bene intesa e bene ordinata la sua carità, perché, non venendo mai meno alla  giustizia ed ai sacri doveri della pietà filiale, alla mamma dilettissima ed alle  sorelle che continuavano a lavorare nella loro umile casetta di Riese “non  faceva mancare mai il necessario, modesto sì, ma sufficiente” 225. 

*** 

E quanta delicatezza, quanta comprensione nel soccorrere personalmente per  un sentimento di carità coloro che altri avrebbero dovuto soccorrere per  dovere di giustizia! 

Un povero tipografo che aveva un credito con la Curia Vescovile, era alla  disperazione. I suoi affari andavano male e gli scadeva d'urgenza una  cambiale di 4.000 lire. Gli mancavano mille lire per arrivare alla cifra voluta.  Si rivolse al Cassiere della Curia, ma questi, temporeggiando, gli diede  soltanto parole. Non vi era tempo da perdere: una dilazione sarebbe stata la  sua rovina. Pallido e come fuori di sé, si presentò a Mons. Sarto,  esponendogli con le lagrime agli occhi la dolorosa situazione. 

Il pietoso Cancelliere si raccolse un momento, come pensando. Poi,  guardando con occhi di compassione il povero tipografo, gli disse: 

- Coraggio, il Signore c'è per tutti, anche per i poveretti e non abbandona mai  chi in lui confida. Io, come sempre, non ho un centesimo, ma ben volentieri  vi verrò in aiuto. 

E, continuando a rivolgergli parole di conforto, si ritirò in una stanza vicina.  Aprì e chiuse cassetti, scatole, pacchetti di tela, involti e buste, levando da  tutte del danaro e ponendovi in ognuna un biglietto per memoria. 

 “Muto e commosso - così raccontava lo sventurato tipografo - con il cuore  gonfio di riconoscenza, io seguivo ogni movimento del pietoso Monsignore.  "Finalmente, mi si avvicina, e, porgendomi il danaro che mi occorreva, tutto  lieto e contento, esclamò: 

- “Ecco i mille franchi che vi mancano: il Signore vi benedica e pregate per  me” 226. 

Così il Cancelliere Vescovile di Treviso, intendeva la carità: sacrificando se  stesso fino a ridursi a vestire poveramente e più ancora a vendere qualcuno  dei suoi magri campicelli di Riese per aiutare tutti e soccorrere tutti 227.  Chi poteva non volergli bene? 


Lì, nel Tabernacolo, vi attendo per avvolgervi con il mio sguardo d'amore.

 


14 dicembre 2009 

Gesù dice: 

Figli miei, vi siete nutriti del mio Corpo e del mio Sangue. Avete unito il vostro cuore al mio Cuore divino. Cuore che è diventato, in questo momento, un Tabernacolo del mio Amore Divino. Cuore che è ornato, impreziosito dalla mia presenza. 

Vi invito ad essere anime adoranti del Santissimo Sacramento dell'Altare. Lì, nel Tabernacolo, vi attendo per avvolgervi con il mio sguardo d'amore. Lì, nel Tabernacolo, vi aspetto per sussurrarvi parole d'amore all'orecchio; parole che penetreranno nel profondo del vostro essere e vi riempiranno della mia Divinità, della mia pace, della mia squisita fragranza; parole che vi rapiranno in un'estasi di Amore Divino. 

Come vorrei che tutti gli uomini comprendessero questo grande Mistero eucaristico. Un Mistero compreso e accettato dai piccoli e dagli umili. 

Come vorrei che tutti gli uomini mi adorassero in spirito e verità. 

Come vorrei che tutti gli uomini entrassero nelle profondità del mio Tabernacolo, nei silenzi di Dio, si immergessero nei sentieri della contemplazione e mi adorassero, mi glorificassero e mi riconoscessero come il Signore della loro vita, come il Re dei re, come il Re di altissima stirpe che si rende presente nella semplicità e nella semplicità dell'Ostia consacrata, come il Re dei re, come il Re di altissima stirpe che si rende presente nella semplicità dell'Ostia consacrata. 

Come vorrei che tutti gli uomini riparassero a tutte le vessazioni, a tutte le mancanze di rispetto, a tutte le irriverenze che ricevo nel Santissimo Sacramento dell'Altare. Ci sono tante anime che vengono a Me in peccato mortale; anime che bevono e mangiano la loro stessa dannazione, la loro stessa distruzione. Ci sono tante anime che non hanno purificato il loro cuore nel Sacramento dei Fiumi di Grazia, cioè nel Sacramento della Confessione, e vengono a Me per ricevermi.  

Il peccato deforma l'anima, il peccato produce un odore nauseabondo, il peccato è la zavorra del mondo e il veleno letale del diavolo. 

Figli miei, quando venite al Tabernacolo: piegate le ginocchia per adorarmi; i Santi Angeli sono estasiati alla mia presenza, i Santi Angeli cantano gli inni e i canti più belli accompagnati dal suono delle cetre e delle arpe. 

Anche voi siate sopraffatti dall'amore davanti a questo Mistero Eucaristico e siate anime di riparazione perché molti uomini Mi maltrattano; molti uomini Mi riducono a simbolo; molti uomini dubitano della Mia vera presenza nel Pane Consacrato. Voi che vi siete lasciati sedurre dalla mia voce, voi che avete fede, voi che camminate sui miei passi: vi aspetto nel Tabernacolo per conversare con il Divino Amore, per intrattenerci con le cose del Cielo. 

Figli miei: fate dell'Eucaristia il più straordinario degli eventi, anzi l'evento più meraviglioso che possa accadere sulla terra, nel mondo intero; il Cielo incontra la terra. 

Voi, meravigliatevi della mia grandezza; voi, meravigliatevi della mia semplicità, della mia vera presenza nell'Ostia consacrata. Sono davanti a voi; vi arricchisco con il mio amore; trasverbero i vostri cuori con i raggi della mia Divinità. Creo in voi più fame e sete di Me, affinché sentiate il bisogno di unire la vostra parte umana alla mia Divinità nell'Ostia consacrata. 

Voglio mostrarvi i sentieri che vi portano al Cielo. 

Voglio mostrarvi le vie diritte che vi portano a prendere possesso di una delle dimore del mio regno; ma per prendere possesso di una di esse dovete far vivere, nella vostra vita, la mia Parola; dovete incarnare il Vangelo; dovete praticare i dieci comandamenti della legge di Dio; dovete assomigliare al mio modo di vivere, al mio modo di pensare, al mio modo di agire. 

I sentieri che vi portano al Paradiso sono sentieri sassosi, stretti, ma sicuri, sui quali non vi perderete mai. 

Figli miei: non lasciatevi deviare né a destra né a sinistra; camminate sempre in linea retta, perché al lato della strada vi aspetto per depositare nelle vostre mani il premio d'oro, il premio che apre le porte e i cancelli del Paradiso, una serpentina di diversi colori. 

È a questo che vi chiamo, miei piccoli: a dare gloria al mio Santo Nome con la vostra vita di santità; a dare gloria al mio Santo Nome con la vostra vita coerente secondo i miei principi, secondo i miei insegnamenti, secondo le mie norme; a dare gloria al mio Santo Nome camminando sulle mie orme, lasciandovi sedurre dalle mie parole, abbracciando il mistero della croce. 

Dare gloria al mio Santo Nome: purificando i vostri cuori, lasciandovi sedurre dalle mie parole, abbracciando il mistero della croce. 

Purificando i vostri cuori, lasciandovi purificare come l'oro e la pianta. 

Date gloria al mio Santo Nome: tagliando la vita del peccato, separandovi dalle cose del mondo. 

Date gloria al mio Santo Nome: essendo docili all'azione dello Spirito Santo. 

Date gloria al mio Nome Santo: lasciandovi prendere nelle mani vergini di mia Madre Maria, lasciandovi avvolgere nelle pieghe del suo Sacro Mantello e lasciandovi cullare nel sonno come bambini che hanno bisogno di addormentarsi tra le braccia di una madre. 

Date gloria al mio Santo Nome: vivete in Maria, con Maria, attraverso Maria e per Maria. 

Date gloria al mio Santo Nome: riconoscendo e accettando che siete nel tempo di Maria e nel tempo dello Spirito Santo.

14 dicembre 2009

La madre di Giuseppe va al Tempio per purificarsi e a presentare suo figlio secondo il comandamento della Legge; e Giuseppe ricevette una speciale grazia nell'essere presentato e offerto a Dio

 


VITA DI SAN GIUSEPPE 


La madre di Giuseppe va al Tempio per purificarsi e a presentare suo figlio secondo il comandamento della Legge; e Giuseppe ricevette una speciale grazia nell'essere presentato e offerto a Dio  


Al Tempio – Passati i giorni stabiliti dalla legge per le donne che si dovevano purificare, i genitori del nostro Giuseppe andarono a Gerusalemme; la madre per purificarsi e per offrire il loro fanciullo e poi riscattarlo, così come era ordinato nella legge. Essi portarono grandi doni al Tempio: non solo quello che erano soliti portare gli altri, ma molto di più, in atto di gratitudine per il beneficio ricevuto da Dio della sospirata prole. Il nostro Giuseppe in questo viaggio si fece vedere con un’insolita allegrezza e giovialità di volto, che fu ben avvertita dai suoi genitori, tanto che anche loro si riempirono di consolazione nel vedere il loro piccolo bambino tanto allegro e festoso. Capivano molto bene come la grazia divina si andava diffondendo nell’anima del loro figliolo, e che se tanto operava in quella tenera età, tanto maggiormente avrebbe fatto dei progressi nel crescere. Di questo ne rendevano grazie all’Altissimo e ne traevano motivo per crescere anche loro nell’amore e nella gratitudine verso Dio, ed applicarsi sempre più nella pratica delle virtù.  

Purificazione e presentazione – Arrivati al Tempio, la madre di S. Giuseppe si purificò, e in quell’atto ricevette grandi lumi da Dio, per mezzo dei quali conobbe più chiaramente come Dio avesse arricchito suo figlio di doni. Lo presentò al sacerdote, e il sacerdote, nel riceverlo nelle sue braccia e presentarlo ed offrirlo a Dio, sperimentò un’insolita allegrezza e consolazione del suo spirito; fu illuminato interiormente da Dio e capì quanto fosse caro a Dio quel fanciullo che egli presentava. Il nostro Giuseppe accompagnò l’offerta di se stesso a Dio con il donarsi tutto a Lui e di buon cuore. In quest’atto aprì gli occhi verso il cielo e stette per tutto il tempo in una posizione come astratto ed assorto in Dio. Ricevette allora da Dio la grazia santificante con un chiarissimo lume da riconoscere il nobile e sublime dono che Dio gratuitamente gli faceva, nell’atto in cui egli si era donato tutto a Lui. Conosciuto il grande dono si mostrò grato al suo Dio e lo ringraziò affettuosamente. 

Il riscatto – I suoi genitori riscattarono il figliolo con le solite monete che per questo si davano, ed il sacerdote, nel rendere il figlio alla madre disse che lo allevasse pure allegramente e ne avesse una cura particolare, perché aveva capito che quel fanciullo era molto caro a Dio e che sarebbe stato un grande uomo, e che avrebbe apportato una consolazione a chi avesse trattato con lui, per la nobile indole che in lui si scorgeva. E questo si avverò perché, non solo apportava consolazione a chi trattava con lui, ma l’apporta anche a tutti i fedeli suoi devoti, avendolo Dio destinato come avvocato dei moribondi, come si dirà a suo tempo, e serve a tutti questi di grande consolazione e conforto nelle loro agonie.  

Progresso di Giuseppe nelle virtù – I suoi genitori, ricevuto il fanciullo, resero grazie a Dio, lacrimando per la tenerezza di affetto e il giubilo dei loro cuori, e lo condussero alla loro patria come un tesoro e un dono sublime dato loro da Dio. Il nostro Giuseppe se ne stava tutto tranquillo, come assorto, facendo atti di ringraziamento al suo Dio, godendo e giubilando per la grazia ricevuta, per mezzo della quale andava facendo grandi progressi nell’amore verso il suo Dio, crescendo sempre a passi da gigante nella virtù. E nonostante a quella tenera età non gli fosse permesso di praticare quelle virtù che già tanto amava, tuttavia le andava praticando col desiderio, finché fatto poi adulto le praticò con le opere, operando sempre con tutta la perfezione, come si dirà in seguito. 

Serva di Dio  Maria Cecilia Baij O.S.B. 

Amare e pregare



09 Maggio 2023 

Figli miei carissimi,

Voi che siete impazienti di non ricevere più lettere dal vostro amato Signore, vi benedico.

Non vi dimentico, sapete che non posso dimenticarvi! Ma nel frattempo, invece di leggere le mie parole su questo sito, rileggete i miei Vangeli, quelli di San Matteo, San Marco, San Luca e San Giovanni. Tutto quello che dovete sapere è lì; e se volete sollevare il velo del futuro, rileggete il libro dell'Apocalisse, che vi è stato dato per il vostro tempo: troverete lì tutto ciò che è necessario per le vostre anime e per la vostra curiosità. Questa curiosità è buona quando è pia e devota, perché scoprirete in essa tutte le attenzioni del vostro Dio.

Vi amo tanto, figli miei carissimi, ve l'ho dimostrato prendendo su di me tutta la riparazione e la soddisfazione per i vostri peccati, e Dio Padre vi ha perdonato. Dio Spirito Santo ha poi riversato la Divina Misericordia sulla terra e su tutte le anime, perché la Sua Giustizia è stata soddisfatta. Ora tocca a voi, figli miei, fare la vostra parte, la vostra santità è assolutamente necessaria per entrare nel mio Paradiso, se non siete santi, non potete entrare.

Vi guardo, vi amo e vi dono tutte le mie grazie di santità perché, seguendo il mio esempio e quello della mia Santissima Madre, voglio che siate santi.

Dio vi benedica, la mia matita risponde alle lettere, è anche un grande lavoro che richiede tempo e poiché vi amo tutti, voglio anche rispondervi individualmente quando ne avete bisogno. 

Suor Beghe

L'adorazione dei servi dei Re - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anne Catherine Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE 

(Dalla nascita di Maria Santissima alla morte di San Giuseppe).


L'adorazione dei servi dei Re 


Terminata l'adorazione del Bambino, i re tornarono alle loro tende con i loro accompagnatori. I servi e le serve si prepararono a entrare nella grotta. Avevano scaricato gli animali, montato le tende, riordinato tutto; ora aspettavano pazientemente davanti alla porta con grande umiltà. Erano più di trenta; c'erano alcuni bambini che indossavano solo pochi panni intorno alla vita - e un mantello. I servi entrarono a cinque a cinque in compagnia di un personaggio principale, che servivano; si inginocchiarono davanti al Bambino e lo adorarono in silenzio, infine entrarono tutti i bambini, che adorarono il Bambino Gesù con la loro gioia innocente. I servi non rimasero a lungo nella grotta, perché i re tornarono per fare un altro ingresso più solenne. Erano vestiti con lunghi e fluenti mantelli e portavano in mano degli incensieri. Con grande rispetto incensarono il Bambino, la Madre, Giuseppe e tutta la grotta del Presepe. Dopo essersi inchinati profondamente, si ritirarono. Questo era il modo di adorare della gente di quel paese. 

Per tutto questo tempo Maria e Giuseppe furono pieni di dolce gioia.  Non li avevo mai visti così: spesso versavano lacrime di gioia, perché li confortava immensamente vedere gli onori tributati dai Re al Bambino Gesù, che avevano così poco ospitato e di cui conoscevano in cuor loro la suprema dignità. Si rallegrarono del fatto che la Divina Provvidenza, nonostante la cecità degli uomini, avesse predisposto e preparato per il Bambino della Promessa ciò che essi non potevano dargli, inviando da terre lontane coloro che gli rendevano l'adorazione dovuta alla sua dignità, soddisfatta dai potenti della terra con tanta santa munificenza. Essi adorarono il Bambino Gesù insieme ai re santi e si rallegrarono dell'omaggio reso al Dio Bambino. 

- Le tende dei visitatori furono piantate nella valle dietro la Grotta del Presepe fino alla Grotta di Maraha. Gli animali erano legati a dei pali, separati da corde. Vicino alla tenda più grande, sul lato della Collina della Mangiatoia, c'era uno spazio coperto di stuoie. Qui avevano lasciato parte del bagaglio, poiché la maggior parte era stata riposta nella grotta della tomba di Maraña. Le stelle brillavano quando "tutti passarono alla grotta di adorazione". I re si riunirono in cerchio presso il terebinto che si trovava sopra la tomba di Maraña e lì, alla presenza delle stelle, intonarono alcuni dei loro canti solenni. È impossibile dire quale impressione fecero quei bellissimi canti nel silenzio della valle quella notte! Per tanti secoli gli antenati di questi re avevano guardato le stelle, pregato, cantato, e ora il desiderio di tanti cuori era stato esaudito. Cantavano pieni di esaltazione e di santa gioia. 

Nel frattempo Giuseppe, con l'aiuto di due anziani pastori, aveva preparato un pasto frugale nella tenda dei re. Portarono pane, frutta, favi di miele, alcune erbe e coppe di balsamo; misero tutto su un tavolo basso coperto da una tovaglia. Giuseppe aveva preparato tutte queste cose al mattino per ricevere i re, di cui aspettava la venuta, perché la Vergine l'aveva annunciata in anticipo. Quando i re tornarono nella loro tenda, vidi che Giuseppe li ricevette molto cordialmente e li pregò di accettare il cibo semplice che offriva loro, poiché erano suoi ospiti. Prese posto accanto a loro e iniziarono a mangiare. Giuseppe non mostrò alcuna timidezza, ma era così felice che versò lacrime di pura gioia. Quando ho visto questo ho pensato al mio defunto padre, che era un povero contadino e che, in occasione della mia vestizione, era seduto a tavola con molte persone illustri. Nella sua semplicità e umiltà aveva dapprima avuto molta paura; poi era diventato così felice da piangere di gioia: senza volerlo, aveva preso il primo posto al banchetto.  Dopo quel piccolo pasto Giuseppe si ritirò. Alcune delle persone più importanti andarono in una locanda di Betlemme, gli altri si sdraiarono sui loro letti in cerchio sotto la grande tenda e lì si riposarono dalle loro fatiche. Giuseppe, tornato alla grotta, pose tutti i doni a destra del Presepe, in un angolo, dove aveva messo un tramezzo per nascondere ciò che c'era dietro. La cameriera di Anna, che era rimasta indietro dopo la partenza della sua padrona, rimase nascosta nella grotta laterale per tutto il tempo della cerimonia e non riapparve finché non se ne furono andati tutti. Era una donna intelligente e di spirito molto tranquillo. Non ho visto né la Sacra Famiglia né questa donna guardare con soddisfazione mondana i doni dei Re: tutto è stato accettato con umile riconoscenza e quasi subito distribuito caritatevolmente tra i bisognosi. 

Questa sera c'è stata molta confusione in occasione dell'arrivo della carovana nella casa dove si pagava la tassa. Più tardi c'è stato un gran viavai in città, perché i pastori, che avevano seguito il corteo, stavano tornando ai loro posti. Ho visto anche che mentre i Re, pieni di gioia, adoravano il Bambino e offrivano i loro doni nella grotta della mangiatoia, alcuni Giudei si aggiravano intorno, sbirciando da lontano, mormorando e confabulando a bassa voce. Più tardi li ho visti di nuovo andare e venire da Betlemme e riferire. Ho pianto per questi disgraziati. Ho visto la malvagità di queste persone che, allora come oggi, osservano e mormorano quando Dio si avvicina agli uomini, e poi diffondono menzogne, frutto di malizia e di malvagità. Oh, come mi sembravano degni di pietà quegli uomini! Avevano la salvezza tra loro e l'avevano rifiutata, mentre questi re, guidati dalla loro fede sincera nella Promessa, erano venuti da così lontano per cercare la salvezza. 

Oggi a Gerusalemme ho visto Erode in compagnia di alcuni scribi che leggevano dei rotoli e parlavano di ciò che i Re avevano raccontato. Poi tutto è tornato a tacere, come se ci fosse un interesse a tacere su questa vicenda. 


Non separatevi dalla preghiera, non separatevi da tutto il bene che potete fare in molti modi, io sono con voi.

 


Rosario - Messaggio UNICO


Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo a J. V.


20 Aprile 2023

Nostro Signore Gesù Cristo parla.

Figlioli, ringrazio quelli di voi che sono con me, quelli di voi che mi hanno accompagnato in questi ultimi momenti della mia agonia, delle mie sofferenze. So che anche molti di voi stanno attraversando momenti difficili, che portate con voi diversi tipi di problemi e che sentite di portare anche una croce, una croce dolorosa. Io vi accompagno, e come voi avete accompagnato Me, ora accompagno anche voi, con problemi personali, familiari, economici, sociali, di salute, con tanti problemi che avete!

Ma voglio chiedervi molto di più, perché come ho dato Me stesso per voi, per la vostra salvezza, anche voi ora avete un "problema", che ho ereditato da voi in quel momento: che superiate voi stessi e vi diate anche per la salvezza dei vostri fratelli. Ci sono tanti, tanti vostri fratelli a tutti i livelli: nella Chiesa, nella società, nella politica, nel mondo intero, nelle campagne, che non sono con Me! Molti di loro mi attaccano, altri mi odiano, altri cercano di evitarmi nella loro vita.

Sono così tanti i dolori che ancora ricevo dal mondo che se ve li facessi vedere e sentire tutti, anche voi morireste di dolore, come sono morto di dolore per la vostra salvezza e per la salvezza di coloro che sapevo non si sarebbero salvati, nonostante la mia donazione per la loro salvezza.

Sì, piccoli Miei, le pene continuano, le pene con cui Mi fate tanto soffrire continuano. Sì, sono sceso all'inferno e poi sono salito al cielo, sono risorto per mostrare al mondo il mio potere divino, ma non vogliono capire. Avranno ancora un po' di tempo, che darò loro, affinché possano comprendere tutto il bene che è stato riversato per la vostra salvezza, per tutte le generazioni.

Vi amo, Miei piccoli, e mi lascerei crocifiggere di nuovo per la vostra salvezza e soprattutto per coloro che non si interessano a Me, affinché Io possa entrare nella loro vita. Voi sprecate tanto, tutto il bene di un Dio che si prende cura di voi, che vi ama, che vi protegge da tanto male, da tanto errore, da tanta ingiustizia che avete intorno.

È satana che ha diffuso il suo male ovunque. Dal Cielo potete sentire il fetore satanico che avete intorno a voi; ma purtroppo la stragrande maggioranza di voi si è abituata a quel fetore satanico, a quegli attacchi di satana alla vostra esistenza, al male e alle ingiustizie che subite giorno per giorno. Certo, vedete che, per quanto facciate, i potenti di questo mondo, guidati da satana, non ricevono alcun tipo di punizione per le barbarie che compiono, perché si approfittano di tutti voi. Ma non disperate, Miei piccoli, continuate a pregare per coloro che possono ancora essere salvati, ma coloro che sono diventati i rappresentanti di satana qui sulla terra, come vi ho promesso, riceveranno certamente la loro punizione, una punizione esemplare, che vedrete. E non lo faccio perché lo vediate e vi rallegriate, perché è sempre doloroso, anche punire i cattivi, ma molte opportunità vi sono state date e non hanno risposto come miei figli o come vostri fratelli e non meritano di entrare nel Regno dei Cieli, anzi, loro stessi non lo vogliono.

La Grande Purificazione arriverà per tutti voi, ma per loro sarà qualcosa di più forte, perché hanno causato a Me molto dolore e hanno causato a voi molto dolore, coloro che sono diventati attori del male tra di voi.

Continuate a pregare, Miei piccoli, affinché questo cammino verso il Calvario, che avete tutti, finisca, anche se, certamente, la morte deve ancora venire, la morte spirituale che subirete, e quei tre giorni, quando tutto sarà avvolto nel dubbio tra di voi. Saranno momenti difficili, sarà qualcosa che questa umanità non ha mai avuto, ma quelli di voi che sono con Me, saranno in grado di superarli, perché la mia Grazia è con voi. Vi accompagnerò, come mia Madre, Giovanni, Maria, Maria Maddalena e coloro che con il loro sostegno, pur essendo nascosti, per paura dei Romani, hanno pianto per i miei dolori e sono stati con Me. Anch'io sarò con voi e anch'essi saranno con voi.

Non disperate, saranno momenti difficili che passeranno, e poi verrà la Risurrezione; un nuovo cambiamento in questo mondo e nell'intero Universo.

Vi ho detto di mettere tutta la vostra Speranza e la vostra Gioia, già ora, in quei momenti che verranno dopo.

Che grande gioia avrete, perché tutto sarà un nuovo inizio, il più bello, per gli eletti, per coloro che hanno amato la mia Presenza tra voi, continuate ad amarla e a seguire i miei passi, continuate a vivere il mio Amore e continuate a trasmetterlo ai vostri. Non separatevi dalla preghiera, non separatevi da tutto il bene che potete fare in molti modi, sono con voi e sarò con voi anche in questi momenti che presto passeranno.

Vi amo, Miei piccoli e vi benedico.

Grazie, Miei piccoli.


Dalla verità di Cristo Gesù, nasce la verità dell’uomo, nasce la sua moralità, la sua ascetica. Nasce la pastorale della Chiesa, per la Chiesa.

 


SAN GIOVANNI APOSTOLO APOCALISSE


[19]Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo.

L’ordine è chiaro, esplicito.

Giovanni deve scrivere tutte le cose che ha visto, come le ha viste. Le deve scrivere secondo pienezza di verità.

Deve scrivere tutto ciò che è dinanzi ai suoi occhi, secondo la verità dello Spirito che illumina i suoi occhi a vedere l’intima essenza di esse.

Non solo deve scrivere ciò che attualmente sta vedendo.

Il Signore gli sta concedendo un’altra grazia, la grazia cioè di scrivere anche le cose che accadranno dopo.

In fondo il Signore gli sta donando lo spirito della vera profezia. Giovanni diviene così il profeta della storia.

Lui vede la storia. La narra. La scrive però in versione profetica, non in versione storica.

La versione profetica non è mai identificabile. Si dice ciò che sta per avvenire, ma nessuno mai potrà identificare un evento in ciò che è scritto in questo libro.

In questo libro sono scritti tutti gli eventi della storia, ma nessuno di essi in particolare potrà mai essere identificato.

Questa è l’essenza vera della scrittura degli eventi in versione profetica.

Lui è il profeta della verità della storia.

[20]Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d'oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese.

Gesù custodisce la Chiesa con il suo potere regale. Esercita questo potere per mezzo di Angeli.

Gli Angeli sono inviati a custodire la Chiesa di Dio nella verità e nella grazia di Cristo Gesù.

Gli Angeli che custodiscono la Chiesa di Cristo Gesù sono i Vescovi.

Gesù non è fuori della Chiesa. Lui è in mezzo ad essa, in essa, con essa.

Gesù non abbandona la sua Chiesa a se stessa. Neanche l’ha posta in mano ai suoi “Angeli”.

I sette angeli sono nella sua mano destra. Sono cioè in suo potere per l’esercizio del suo potere di grazia e di verità.

Gesù non è fuori della sua Chiesa, come se la Chiesa fosse sulla terra e Lui nel Cielo.

Lui è una cosa sola con la Chiesa. La Chiesa è il suo splendore, la sua gloria, la sua stessa vita.

Questa mirabile unità che c’è tra Cristo e la Chiesa fa sì che la Chiesa sia sempre nelle mani di Cristo Gesù.

È Lui che la governa, la dirige, la guida, le fa l’esame di coscienza, la corregge, la ammonisce, la sorregge, la salva, la libera, la protegge, la consola, la rimette sempre sulla giusta via.

È Lui il Signore della Chiesa e nessun altro. Nessuno ha potere sulla Chiesa di Dio.

È Cristo il vero mistero della Chiesa. È dalla vita di Cristo la vita della Chiesa. È dalla sua volontà il governo di essa.

Poi viene l’ascolto, l’obbedienza dell’uomo.

È in questa verità e grazia di Cristo, in questo potere eterno di Cristo e in questo ascolto, o obbedienza dell’uomo, che si compie la salvezza.

Sempre però la Chiesa è posta da Cristo Gesù nella condizione di essere nella sua pienezza di grazia e di verità.

Osservazione conclusiva: è giusto concludere questo primo capitolo con una nota di chiarificazione essenziale: Giovanni inizia la sua profezia presentando alla sua Chiesa chi è il suo Maestro e Signore nella verità più piena.

Questa metodologia è fondamentale per ogni annunzio che si vuole donare alla Chiesa di Cristo Gesù.

Se non si inizia con il presentare Lui, il Signore, nella sua verità più grande, tutto alla fine diventerà inutile, vano.

Siamo dalla sua verità. Se la sua verità non è chiara in noi, tutto in noi diventerà buio, tenebra, caligine.

Siamo dalla sua verità per incarnare la sua verità. Se non conosciamo secondo verità Lui, che è la fonte della nostra verità, come possiamo incarnare la verità che è il fine della nostra missione?

Siamo per la sua verità. Se noi per primi ci siamo distaccati dalla verità, non siamo più per la verità, come possiamo pensare di avvicinare qualcuno alla verità di Gesù Signore?

Siamo nella verità di Cristo Gesù. Se noi ci siamo posti nella menzogna, nell’errore, nella confusione, nell’ambiguità, come possiamo sperare di accompagnare qualcuno in quella verità dalla quale noi siamo fuggiti?

Non c’è azione pastorale vera se non si parte dal dono della verità di Cristo alla Chiesa. La nostra vita è da Cristo. Chi conosce Cristo conosce se stesso, conosce l’uomo, conosce la verità, conosce la falsità. Chi non conosce Cristo, non si conosce, non conosce. Ciò che lui fa, ha fatto, farà è sempre opera di tenebre e non di luce.

Dalla verità di Cristo Gesù, nasce la verità dell’uomo, nasce la sua moralità, la sua ascetica. Nasce la pastorale della Chiesa, per la Chiesa.

Giovanni, partendo dalla verità di Cristo, dalla verità assoluta con la quale vede uomini ed eventi, opere e pensieri, azioni e idee, comportamenti e valutazioni, offre un vero esame di coscienza a tutta la Chiesa, perché si disponga ad entrare tutta nella verità del suo Maestro e Signore.

È questo il significato delle sette lettere che scrive ai sette Angeli delle sette Chiese.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI