LA VITA DI GESÙ CRISTO E
DI SUA MADRE SANTISSIMA
(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli
fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena)
Gesù ad Abez e a Dabrath, vicino al Tabor
Gesù e i discepoli avevano appena attraversato la valle verso una bella sorgente, circa un quarto d'ora a est di Abez. Diverse donne erano in piedi accanto ad essa, essendo uscite dalla città per attingere acqua. Quando videro Gesù che si avvicinava, alcune di loro corsero alle case vicine e presto tornarono accompagnate da diversi uomini e donne. Portarono catini e asciugamani, pane e frutti piccoli in cesti; lavarono i suoi piedi, e lui diede da mangiare a loro e ai discepoli. Molti altri si erano uniti al piccolo gruppo, e Gesù impartì loro un insegnamento. Poi si diresse verso la città dove fu accolto alla porta da bambini, ragazze e ragazzi, che portavano ghirlande e festoni di fiori. Lo circondarono in segno di trionfo, e ad ogni passo, ad ogni angolo della strada il loro numero aumentò. I discepoli, pensando che la folla fosse troppo grande, volevano mandare via i bambini. Ma Gesù esclamò: "Lasciateli stare, e permettete ai più piccoli di avvicinarsi!" Udendo queste parole i bambini intorno a lui si strinsero più strettamente di prima. Li abbracciò, li strinse al suo cuore, e li benedisse. Le madri e i padri guardavano dalle porte e dagli ingressi dei loro cortili. Alla fine arrivò alla sinagoga, dove predicò a un'assemblea piena di gente. Quella sera guarì alcuni malati nelle loro case. Un pasto fu preparato sotto un albero in occasione della Festa delle Capanne, e molte persone della città vi parteciparono. Tommaso era tornato a Afeca da Endor. Qui ad Abez vidi alcune donne che soffrivano di un flusso di sangue. Si mescolarono con la folla, scivolarono dietro Gesù, baciarono l'orlo del suo mantello, e furono guarite. Nelle grandi città queste donne erano tenute a distanza, in luoghi più piccoli non erano così scrupolosi. Un messaggero di Cana si avvicinò a Gesù ad Abez. Il sindaco della città lo pregò di vedere suo figlio, che era gravemente malato. Gesù lo rassicurò e gli disse di aspettare ancora un po'. Poi arrivarono due messaggeri ebrei da Cafarnao. Erano stati inviati a lui da un pagano che, attraverso i discepoli, aveva già implorato l'aiuto di Gesù per il suo servo malato. Lo pregarono con insistenza di tornare subito con loro a Cafarnao, perché il servo era vicino alla morte. Gesù rispose che sarebbe andato al momento giusto, che l'uomo non stava morendo. I messaggeri, udendo ciò, rimasero per l'insegnamento. Gli abitanti di Abez erano principalmente Galaaditi di Jabes. Si erano stabiliti qui, al tempo del Sommo Sacerdote Eli, a seguito di una lotta sorta tra gli abitanti di Galaad. Il giudice dell'epoca fu consultato sulla questione, e decise che alcuni dei Galaaditi dovevano trasferirsi ad Abez. Saul fu ferito vicino al pozzo di Abez e, su una delle alture verso sud, esalò l'ultimo respiro. Da questa circostanza il pozzo fu chiamato Pozzo di Saul. Il popolo di Abez apparteneva alla classe media della società. Facevano cesti e stuoie di giunchi che crescevano in abbondanza nelle paludi vicine formate dai ruscelli delle montagne. Preparavano anche lavori di vimini per costruire capanne leggere, e dedicavano un po' di attenzione all'agricoltura e alla pastorizia.

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