sabato 24 ottobre 2026

IL MISTERO DELLA NOSTRA INTIMITÀ CON DIO

 


PER QUALE MOTIVO L'INTIMITÀ DIVINA NON SI REALIZZA NELLE NOSTRE VITE?


È una temibile questione, quella che ora andiamo ad affrontare. Esigerà da noi uno sguardo lucido e leale sulla nostra vita, una confessione delle nostre miserie, delle nostre insufficienze, delle nostre viltà, delle nostre freddezze verso Dio. Più di una constatazione sarà umiliante per il nostro amor proprio. Ma che importa! A volte è necessaria una luce forte per non smarrirsi nel cammino e soprattutto per ritornare sulla rotta sicura, se eravamo deviati.

Andiamo, dunque, a porci di fronte alle nostre vite così come si sviluppano attualmente, nella nostra vocazione, con ciò che comportano di lavori umani, di preoccupazioni, di attività apostoliche, così come ci trovano con tutte le nostre risorse umane e spirituali. In una parola: ciò che forma l'intimo della nostra anima con le sue gioie, le sue prove interiori, le sue speranze, tutto ciò che ci compone oggi sotto lo sguardo di Dio. E solleviamo questa questione: perché mai l'intimità divina, di cui ricordiamo le grandezze e le esigenze, non si realizza concretamente nelle nostre vite? Perché le anime di preghiera sono relativamente rare ai nostri giorni o poco numerose tra i cristiani? Proviamo a trovare e a nominare le ragioni di ciò.


PRIMO MOTIVO:

A volte abbiamo un'idea sbagliata riguardo all'intimità divina.

Cosa significa questo? Suppongo che abbiate letto attentamente le pagine precedenti, che vi siate soffermati su di esse e le abbiate meditate. Avete sentito, forse confusamente, che in esse si trovava ciò di cui avevate bisogno. Man mano che la vostra riflessione proseguiva, avete percepito quanto sarebbe desiderabile che tale ideale si realizzasse nella vostra vita. Un invito segreto della grazia, che mantenete in segreto, vi spinge fino a impegnarvi senza riserve. Non è questa la vera via che conduce a Dio? Non è questo il grande sogno che deve nutrire un cuore che ama veramente? Perché questa prospettiva non potrebbe essere vostra e perché non la realizzereste nella vostra vita?


Dubbi? Impossibilità?

Tuttavia, un dubbio vi ossessiona. È doloroso e frena il vostro entusiasmo. "A dire il vero, questa intimità con Dio serve a me? Eminemente desiderabile di per sé, non è un'utopia per quanto mi riguarda? Come possono pretendere che, con una vita come la mia, io possa corrispondere a questa intimità? Capite cos'è la mia vita? Le sue attività professionali, le sue responsabilità familiari, le sue preoccupazioni, i suoi obblighi verso una società molte volte tirannica, l'atmosfera deleteria che respiriamo frequentemente e che si presenta, anche per i migliori tra noi, come deprimente e contraria a ogni vita spirituale continua? Riservate questa intimità a certe anime elette che hanno facilità che noi non conosceremo mai. Hanno, per questo, il tempo di cui dispongono liberamente, la possibilità di astrarsi dal mondo e di pregare con calma, l'assenza di preoccupazioni maggiori che le lasciano libere dalle cure che noi abbiamo tante volte. Devo confessare, questa intimità con il Signore, come è stata appena descritta, non è per me. Forse sarà la mia parte, un giorno, quando la mia missione sarà compiuta, ma ora è impossibile pensare a questo."

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L.- J. CALLENS, O. P.


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