A partire dal 1977, la salute di Sheen comincia a peggiorare. Viene operato a cuore aperto, il che non è ancora mai stato tentato su un uomo della sua età. Non appena possibile, un sacerdote viene a celebrare la Messa ai piedi del suo letto. L’arcivescovo sofferente riesce a sussurrare le parole della consacrazione e, ansimando, dà una spiegazione della Messa a una delle infermiere che non è cattolica. Persino in questa situazione estrema, prende sul serio la frase dell’apostolo Paolo : "Guai a me se non annuncio il Vangelo!" (cfr. 1Cor 9,16). Una sera, mentre si trova in terapia intensiva ed è appena cosciente, sente un’infermiera parlare di un altro paziente che sta morendo in un letto vicino. Incapace di alzare la mano, Sheen alza il dito e traccia il segno di croce verso il moribondo, dandogli così l’assoluzione sotto condizione alle soglie dell’eternità.
(Fulton J. Sheen)

Nessun commento:
Posta un commento