martedì 13 ottobre 2026

UNA BAMBINA

 


GESÙ E SATANA


UNA BAMBINA 

Una pia signora narrava con semplicità: - All'età di tre o quattro anni i miei genitori la sera mi mettevano a letto. Io mi sforzavo di non dormire. Quando mi accorgevo che papà e mamma si erano addormentati, piano piano scendevo dal lettino, m'inginocchiavo a terra e pregavo. Dicevo a Gesù e alla Madonna: Fate divenire buoni i cattivi! Non mandateli all'Inferno! Vi prego con tutto il cuore! - Ora ho cinquantacinque anni, sono madre di famiglia e dico a me stessa: Ma a quell'età come potevo comprendere l'importanza della preghiera e il dovere di pregare per i peccatori? Certamente era Gesù che suscitava in me tali sentimenti, superiori alla mia età. Gesù ha lavorato in me sin dai primi anni. - 


LO SCOMUNICATO 

Gesù fa sentire la sua dolce voce a tutte le sue pecorelle; non ne trascura una sola; vive di loro, come il buon pastore vive del suo gregge. 

Se una pecorella rallenta il passo, Gesù la sollecita a camminare; se si smarrisce, fa di tutto per ritrovarla; gioisce il suo Cuore Divino quando può riabbracciarla. 

D'ordinario Gesù ritrova le pecorelle smarrite per mezzo del dolore e del rimorso. Allora l'anima peccatrice, memore delle tenerezze divine, esclama: Ritornerò a Gesù! Gli dirò: Ho peccato! ... Egli non mi rigetterà, anzi mi abbraccerà come il padre abbracciò il figliuolo prodigo! - 

Un tale era un cattolico praticante; in seguito prevaricò; la sua bella intelligenza gli fu di rovina. Insegnò in diverse Università d'Italia. Alcune sue idee in fatto di Cristianesimo furono false. La Santa Sede lo richiamò; egli non volle retrocedere ed ebbe la scomunica. 

Per più di quarant'anni rimase fuori della Chiesa Cattolica. Chi scrive, poté avvicinare questo professore. Cominciai a pregare per lui ed esortai altri a pregare. Avevo fiducia del suo ritorno a Dio, tanto più che avevo saputo della sua carità. Infatti, quando percepiva il mensile dell'insegnamento universitario, ne mandava una parte alla sorella, dicendo: Questo denaro dàllo ai poverelli, ma non sappiano che lo mando io. - 

Proprio oggi 17 settembre 1961, mentre scrivo questa pagina, ho saputo quanto segue: Il professore... si è convertito. Tempo addietro fu ricoverato in una clinica ed ebbe amputata una gamba. Nel dolore e nella riflessione trovò la salvezza. Senti il rimorso del male fatto, apri il cuore alla fiducia in Gesù e rientrò nell'ovile del Signore. Al presente sta a letto e soffre ed ha detto: Scriverò un libro dal titolo « Come mi sono convertito! » 

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Quante conversioni prodigiose avvengono, forse tutti i giorni, di cui s'ignora la storia; però tutte sono frutto del lavorio che Gesù di continuo svolge in ogni cuore, anche se peccatore. 

Don Giuseppe Tomaselli


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