Eravamo in tempo di guerra. Da Pescara erano venuti alcuni pellegrini, ancora sotto choc per l'avventura loro capitata: durante un bombardamento una bomba aveva sfondato il palazzo nel cui scantinato si erano rifugiati e si era conficcata a terra, proprio vicino a loro, senza esplodere. Avevano la certezza di essere stati salvati dall'intervento di Padre Pio, del quale una donna teneva sempre in mano una fotografia e che tutti invocavano continuamente: «Padre Pio, salvateci!».
Il giorno seguente Padre Pio narrò a P. Agostino che, mentre stava pregando al coro, di sera, aveva sentito un passo cadenzato e continuo dinanzi alla chiesa. Affacciatosi alla finestra, aveva visto un uomo avvolto in un ampio mantello e col cappello insaccato sul capo, che faceva su e giù sul piazzale, proprio dinanzi al convento.
«Al vederlo - disse Padre Pio - ebbi paura perché pensai: E se quest'uomo ha una bomba nascosta sotto il mantello e me la getta? Mica io ho la fotografia di Padre Pio... ».
P. Costantino Capobianco - «Detti e aneddoti di P. Pio»

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