giovedì 29 ottobre 2026

LE CATTIVE CONFESSIONI SONO LA STRADA PER L'INFERNO PER MOLTI

 


“V. Padre Martin del Rio racconta che nella provincia del Perù viveva una giovane indiana di nome Caterina, che prestava servizio presso una signora di buona reputazione. La sua padrona la convinse a ricevere il battesimo e a frequentare i sacramenti. Andava spesso a confessarsi, ma nascondeva alcuni dei suoi peccati. Poco prima di morire si confessò nove volte; ma tutte quelle confessioni furono sacrileghe. Dopo la confessione disse alle sue compagne di servizio di aver nascosto i propri peccati. Queste lo riferirono alla padrona, la quale, interrogandola, scoprì che quei peccati erano atti di impurità. Ne informò quindi il confessore, il quale tornò da lei ed esortò la penitente a confessare tutti i suoi peccati. Ma Caterina rifiutò ostinatamente e cadde in uno stato di tale disperazione che si voltò e disse al suo confessore: «Padre, lasciami; non disturbarti più: stai solo perdendo tempo»; poi gli rivolse il viso e cominciò a cantare alcune canzoni profane. Quando era vicina alla fine, le sue compagne la esortarono a prendere il crocifisso. Lei rispose: «Quale crocifisso? Non conosco Cristo crocifisso e non desidero conoscerlo». 

E così morì. Il rumore e il fetore durante la notte furono così intensi che la padrona fu costretta ad abbandonare la casa. La defunta apparve in seguito a una delle sue compagne e le disse che era dannata a causa delle sue cattive confessioni.


“VI. Padre Francesco Rodriguez racconta che in Inghilterra, quando la religione cattolica fioriva in quel paese, il re Augubert aveva una figlia che, per la sua rara bellezza, era corteggiata da molti principi. Quando il padre le chiese se desiderasse sposarsi, ella rispose di aver fatto voto di castità perpetua. Il padre ottenne una dispensa dalla Santa Sede, ma lei rifiutò risolutamente di accettarla, dicendo che non desiderava altro sposo se non Gesù Cristo. Chiese solo a suo padre il permesso di vivere una vita solitaria nella sua casa. Il padre, poiché le voleva bene, acconsentì alla sua richiesta e le assegnò un sostentamento adeguato. Nel suo ritiro iniziò a condurre una vita santa fatta di meditazione, digiuno e opere di penitenza, frequentando i sacramenti e recandosi spesso negli ospedali per assistere i malati. Mentreviveva in questo modo, si ammalò in giovane età e morì. Una certa signora che le era stata governante, mentre una notte pregava, udì un gran rumore e vide un’anima sotto le sembianze di una donna avvolta in un fuoco ardente e incatenata, in mezzo a una moltitudine di diavoli. L’anima disse: «Sappi che io sono l’infelice figlia di Augubert». «Come!» rispose la governante; «sei dannata dopo una vita così santa?»

«Sì», rispose l’anima; «sono giustamente dannata per colpa mia». «E perché?»

«Devi sapere che in gioventù provavo piacere nell’ascoltare uno dei miei paggi, per il quale nutrivo un affetto, mentre leggeva un certo libro». Una volta, dopo avermi letto il libro, il paggio mi baciò; il diavolo cominciò a tentarmi, finché alla fine commisi peccato con il paggio. Andai a confessarmi e cominciai a raccontare il mio peccato; il mio indiscreto confessore mi rimproverò immediatamente, dicendo: «Come! Una regina si è resa colpevole di un simile peccato?». Allora, per la vergogna, dissi che era stato un sogno. In seguito cominciai a compiere opere di penitenza e a fare elemosina, affinché Dio potesse perdonarmi senza che io confessassi il peccato. In punto di morte dissi al confessore che ero una grande peccatrice; egli mi disse di scacciare quel pensiero come una tentazione. Dopo di che esalai l’ultimo respiro, e ora sono dannata per tutta l’eternità». Scomparve poi in mezzo a un tale frastuono che sembrava che il mondo intero stesse cadendo a pezzi, e lasciò nella stanza un fetore intollerabile, che durò per molti giorni.


Nessun commento:

Posta un commento