domenica 9 febbraio 2020

FUGGITA DA SATANA



MICHELA 

La mia lotta per scappare dall'Inferno


La lettera di Ratzinger

II giorno dopo Chiara chiamò il vescovo per raccontargli l'accaduto e confrontarsi con lui su come aiutarmi e proteggermi. Io intanto, durante quella nottata, avevo avuto la sensazione che degli artigli  mi graffiassero il corpo: di fatto, quando sono andata a fare la doccia, ho visto profondi segni rossi su tutto il torace. Mi sono spaventata, perché non sapevo a cosa attribuirli, né potevo pensare di essermeli fatti da sola senza aver avvertito alcun dolore: le unghiate erano belle profonde! Nessuno mi aveva mai parlato di questi fenomeni, e a quel punto ero terrorizzata dall'escalation di situazioni che stavo vivendo.
Mi ricordo che attesi con ansia di parlare con Chiara, perché sentivo che il mio destino era ormai legato alle decisioni che avevano preso il vescovo e lei. Ero praticamente certa che la setta mi stava cercando per uccidermi. L'unica mia possibilità di salvezza era confessarmi e comunicarmi: così almeno avrei potuto salvare almeno l'anima, se non il corpo.
Sapevo anche che, se i miei ex confratelli si fossero resi conto che avevo ricevuto l'eucaristia, non avrebbero più cercato di ammazzarmi, perché a quel punto sarei divenuta una martire e sarei andata dritta in paradiso. Lo avevo capito bene qualche tempo prima, quando fummo convocati all'improvviso in una serata che non era di sabato né precedeva qualche festa significativa. Il Sacerdote si limitò a dirci che sospettava il tradimento da parte di uno dei membri e che questo significava un grande pericolo per tutti. Fu messa in votazione la proposta di ucciderlo: eravamo nove presenti, ma con il cappuccio rosso erano in tre. Soltanto loro potevano votare e la decisione fu unanime: farlo fuori, purché si avesse la certezza che non si era avvicinato ai sacramenti, altrimenti per noi sarebbe stata una sconfitta, un'anima definitivamente sfuggita a Satana.
Un paio di giorni più tardi seppi che in un viale della città era stato trovato un cadavere, con a fianco un uccello morto. Gli inquirenti ipotizzavano la pista satanica, ma poi il caso fu archiviato. Anche in quella circostanza la Dottoressa non mi fece tornare a casa, ma mi ospitò per un paio di giorni da lei. Sotto terapia mi spiegava che era giusto esserci comportati in tal modo, mi forniva una giustificazione che allora mi sembrava ragionevole. Dunque anche per quanto riguardava il mio caso ritenevo logico che al tradimento che stavo compiendo dovesse corrispondere la pena di morte.
In quel 18 gennaio avevo da poco finito di mangiare, quando vidi Chiara salutarmi con un bel sorriso. Siamo andate in cucina e d'improvviso mi sono scagliata a prendere un coltello e ho cercato di colpirla. In quel momento non ero padrona delle mie azioni perché ricordo ben poco di quel mio gesto, so solo che non sono riuscita a colpire Chiara perché lei si è messa subito a pregare e la forza diabolica che era in me è stata costretta a bloccarsi, limitandosi a proferire improperi contro di lei. Gli spiriti erano davvero furibondi e continuavano a ripetere con rabbia: «Tanto non ci scapperà, la ammazzeremo. Abbiamo lavorato a lungo per averla completamente in nostro potere. Non ti permetteremo di strapparcela. Ce la pagherai, ti distruggeremo!». Questo mi è stato raccontato dopo parecchio tempo da chi ha assistito alla scena da film; io di ciò che facevo e dicevo quando queste misteriose presenze si manifestavano attraverso il mio corpo non ricordo quasi niente. Mi rendevo solo conto che era successo in me qualcosa di strano e inspiegabile soprattutto dai dolori che provavo nel corpo: a volte era come se mi avessero bastonato a sangue ed effettivamente chi ha assistito a questi momenti aveva l'impressione che ci fosse qualcuno che mi stesse torturando.
Subito dopo mi sono messa a correre per prendere le chiavi dell'automobile e fuggire, come se i demoni avessero istigato in me una volontà autolesionistica. Mi hanno raccontato che, quando sono riusciti a bloccarmi, io parlavo con la mia voce normale, ma continuavo a dire: «Devo andare via, fatemi entrare in macchina, devo morire».
In sostanza sembrava che fossi in me, ma in realtà ero fuori di testa in quel momento, perché le forze che mi possedevano stavano cercando di condurmi al suicidio. Perdevo continuamente conoscenza e, quando rinvenivo, mi ritrovavo sdraiata a terra, con Chiara che pregava per me e mi rassicurava di «non avere paura di nulla... l'Amore di Dio è più forte, il Signore ti sosterrà e ti darà la forza per vincere questa battaglia». Chiara mi aveva portato nella sua stanza e non lasciava che nessuno dei ragazzi entrasse, voleva evitare che si spaventassero assistendo alle scene decisamente impressionanti dei momenti in cui gli spiriti a cui mi ero consacrata avevano il controllo del mio corpo e della mia voce. In quei momenti avevo una tale forza che neanche in cinque tra i ragazzi più forti riuscivano a tenermi... Soltanto la forza della preghiera riusciva a contrastare la forza inumana che mi possedeva, quindi Chiara preferiva restare sola con me, affiancata in alcuni momenti solo da due responsabili della comunità. In uno dei rari momenti in cui ero lucida, chiesi a Chiara di potermi confessare. Così fu chiamato un sacerdote che ci raggiunse quello stesso pomeriggio. Le tre ore fra la mia decisione di confessarmi e l'arrivo del prete furono terrificanti. Chiara mi ha sempre detto che ebbe davvero l'impressione che questa mia decisione avesse mandato su tutte le furie i miei "ospiti": la potenza degli inferi si era scatenata come non mai. Si trattò di un combattimento all'ultimo sangue, in cui i demoni cercavano di uccidermi lanciandomi per aria e cercando di farmi sbattere da tutte le parti; sembrava inoltre che proseguissero a torturarmi terribilmente perché io continuavo a contorcermi, a lanciare urla e lamenti inumani... Soltanto la forza della preghiera riusciva a fronteggiare la loro azione potente, tanto che Chiara non poteva lasciarmi sola neanche per un istante.
Non fu una confessione facile, sia per i gravissimi peccati che dovevo raccontare, sia per le ostilità messe in atto dalle forze demoniache. Il sacerdote mi disse che una delle azioni che avevo compiuto, il furto e la profanazione di ostie consacrate, poteva essere assolta soltanto dopo un particolare permesso della Congregazione per la Dottrina della Fede. Prese carta e penna e scrisse una relazione sulla mia storia, che il giorno dopo consegnò in Vaticano.
A stretto giro di posta, con una rapidità assolutamente inconsueta, arrivò una lettera firmata dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI, con l'autorizzazione ad accostarmi all'eucaristia, in una cerimonia che racconterò dettagliatamente più avanti (anche perché, in maniera misteriosa, la vicenda andrà ad accavallarsi alla duplice comparsa della suora di madre Teresa). Nella lettera mi veniva prescritto di studiare per un anno il catechismo e di essere seguita da un sacerdote che fosse garante del mio comportamento cristiano. E poi, con mia grande gioia, il testo affermava: «Oggi la Chiesa è in festa perché un figlio è tornato a casa».

LA VERGINE MARIA



La amarissima Passione redentrice di Gesù iniziò dal seno di sua Madre, che ne prendeva parte 
“Vedi, figlia mia, con che eccesso d’amore amai la creatura. La mia Divinità fu gelosa di affidare alla  creatura il compito della Redenzione, facendomi soffrire la Passione. La creatura era impotente a farmi  morire tante volte per quante creature erano uscite e dovranno uscire alla luce del creato e per quanti  peccati mortali avrebbero avuto la disgrazia di commettere. La Divinità voleva vita per ciascuna vita di  creatura, e vita per ciascuna morte che col peccato mortale si dava. Chi poteva essere così potente su  di Me, a darmi tante morti, se non la mia Divinità? Chi avrebbe avuto la forza, l’amore, la costanza di vedermi tante volte morire, se non la mia Divinità? La creatura si sarebbe stancata e venuta meno. E non  ti credere che questo lavorio della mia Divinità incominciò tardi, ma non appena fu compiuto il mio concepimento, fin nel seno della mia Mamma, che molte volte era a giorno delle mie pene, e restava martirizzata e sentiva la morte insieme con Me. Sicché fin dal seno materno la mia Divinità prese l’impegno  di carnefice amoroso, ma perché amoroso più esigente ed inflessibile, tanto che neppure una spina fu  risparmiata alla mia gemente Umanità, né un chiodo, ma non come le spine, i chiodi o i flagelli che  soffrii nella passione che Mi diedero le creature, che non si moltiplicavano: quanti Me ne mettevano,  tanti ne restavano. Invece, quelli della mia Divinità si moltiplicavano ad ogni offesa; sicché tante spine  per quanti pensieri cattivi, tanti chiodi per quante opere indegne, tanti colpi per quanti piaceri, tante  pene per quanta diversità di offese. Perciò erano mari di pene, spine, chiodi e colpi innumerevoli. 
Innanzi alla passione che Mi diede la Divinità, la passione che Mi diedero le creature nell’ultimo dei  miei giorni non fu altro che ombra, immagine di ciò che Mi fece soffrire la mia Divinità nel corso della  mia vita. Perciò amo tanto le anime, sono vite che Mi costano, sono pene inconcepibili a mente creata.  Perciò entra dentro della mia Divinità e vedi e tocca con mano ciò che soffrii”. (12°, 4-2-1919)  

negli scritti di Luisa Piccarreta

La Chiesa



Come siamo felici di posare sulla roccia di Pietro: su questa roccia incrollabile che è la nostra santa Chiesa cattolica.
*
Siamo l'esercito della Chiesa che va là dove maggiore è il pericolo... Non ci è lecito di avere interessi personali e di cercare proprie soddisfazioni... Dobbiamo essere leggere come pedine sulla scacchiera, senza attaccarci alle persone, al luogo, al lavoro – spostate oggi qui, domani là – come una vera avanguardia.
*
Quando è molto difficile, penso al Santo Padre e offro le mie piccole croci affinché la grande croce del Santo Padre sia meno pesante...


MADRE ORSOLA LEDÓCHOWSKA

Utilizzate le vostre “armi silenziose”!



La vostra conversione può risparmiarvi molte cose! La vostra preghiera può impedire molto male! Utilizzate le vostre “armi silenziose” che Noi, il Cielo, vi regaliamo e impiegatele per il bene sulla vostra terra!

Queste spaventose guerre sono state pianificate da molto tempo da menti umane, infatti, esse fanno parte del piano diabolico per la presa di potere da parte del Male. Soltanto quando starete veramente male, chi è stato insediato dal diavolo, interverrà come eroe, negli avvenimenti mondiali e voi, figli Miei, lo seguirete esultanti.

Guardate dietro le quinte e cominciate a vedere gli avvenimenti mondiali così come sono: tutto è stato programmato nei minimi dettagli dal gruppo d’elite, avviato e messo in atto!

Quelli che adorano il diavolo non lasciano niente al caso! Tutto ciò che accade sulla vostra terra, è stato prima pianificato a tavolino da loro! Essi tengono abilmente le fila dei loro piani, posizionano la loro gente nelle posizioni più alte e da molto tempo ormai hanno in mano il comando.

Centinaia di anni fa, quando la massoneria cominciò, furono scritti i piani per il dominio del mondo da parte del diavolo. Per molto  tempo tutto è stato pianificato sotto le intelligenti istruzioni del serpente, che vuole impadronirsi del trono del mondo!

Figli Miei. Aprite i vostri occhi! Guardate con attenzione! E non siate stupidi! Credete veramente di venire a conoscenza e di vedere la verità attraverso la televisione, i giornali e altri mezzi d’informazione? I retroscena sono molto diversi e quando un paese è in controversia con un altro e comincia fra loro la guerra, questo era già programmato con la nascita dei massoni e degli illuminati! Essi tengono le fila degli avvenimenti mondiali nelle loro mani! Tutti gli altri sono marionette al loro servizio, marionette cui è stato promesso un pezzo della grande torta!

Guardate, figli Miei e non mettete la testa sotto la sabbia! Non appena guardate con attenzione, veramente con attenzione ciò che accade e come accade, sarete pronti! Sarete pronti a scendere da questa giostra e a seguire la vostra strada.

L’unica via per uscire da questo circolo vizioso del diavolo è Mio Figlio! E prima lo comprendete, prima sarete di nuovo o finalmente felici!

Figli Miei! Chi si nasconde davanti alla Verità, non potrà essere aiutato da Mio Figlio. Dovete uscire e guardare la realtà negli occhi. Allora vi avvicinate a Mio Figlio perché LUI vi metterà sulla strada giusta! Oppure potete andare direttamente verso Gesù e quindi sulla giusta via e -attraverso Gesù sarete rafforzati e pronti ad accettare anche la peggiore delle verità -riconoscerete ciò che avviene sulla vostra terra!

Figli Miei. Solo chi esce dal tram tram quotidiano, raggiungerà il Regno di Mio Figlio, chi invece preferisce non fare nulla per pigrizia, per paura, perché si sente sovraccaricato e non importa per quale altro pretesto, sarà divorato dal diavolo e dai suoi demoni.

Svegliatevi! Venite a Gesù e pregate! La vostra preghiera è l’arma per fermare tutta la cattiveria, la vostra preghiera è la cosa più potente che possediate! Utilizzatela!

Io vi amo.

La vostra Mamma Celeste. Amen.

Il Legame del Cielo …. con la Terra



Una soave Poesia

     Ora voi pure offrite in sacrificio a Me





“IL CIELO E LA TERRA SONO CONGIUNTI”
(2 - Gennaio)
1. “Cosa significa ciò?” – Vedete, le spiegazioni in proposito sono parecchie. Io voglio indicarvene alcune, e perciò ascoltate: “Che cosa è il Cielo? Forse il firmamento il quale allieta sempre lo sguardo di chiunque sia buono?” – Oh, no! Bensì l’immedesimarsi nel Buono e nel Vero, il destarsi dell’Amore, l’accoglimento della Sapienza e della percezione superiore e divina che ne deriva, entro il cuore dell’uomo. - Questo è il Cielo.
2. Non è per voi un senso di beatitudine quando percepite che Io, il Padre, ho preso col Mio Amore possesso dei vostri cuori, e vi ho fatto il Mio ingresso per dimorarvi sì a lungo quanto sarà la vita vostra? Vedete, nessuno si scioglie da Me quando a Me si è abbandonato; e nessuno vuol lasciarMi una volta che Mi abbia riconosciuto per il vero ed autentico Consolatore e Donatore. Non si è forse in questo caso congiunto il “Cielo con la Terra” ovvero con la carne?
3. Ma ecco ancora un esempio: - Sulle montagne, dove la vegetazione è rappresentata soltanto molto scarsamente e dove l’aria è più pura a motivo della diminuita popolazione animale, lassù di rado giunge l’uomo, perché di solito la via che vi conduce è molto ripida e faticosa. Ma se qualcuno proprio brama di salirvi per godere del magnifico panorama (Io non parlo già dei fanatici che si dedicano alla montagna per bravata), si può essere certi che un tale, arrivato in alto, si sentirà molto più libero e leggero, per la ragione che si sarà sottratto alla pressione che l’aria della pianura esercita su di lui.
4. In questo suo stato di leggerezza e di libertà egli, allora, anche se non è ancora destato nello spirito, sente o presente benissimo che vi deve essere un Ente superiore, ed involontariamente il suo pensiero si rivolge a Me ed alla Mia bontà, la quale ha fatto la Terra tanto bella da sollevare, beatificare e rendere estatico il cuore e l’occhio. DiteMi dunque: “Non si congiunge anche qui il mondano nell’uomo col Padre celeste?”.
(3 - Gennaio)
5. Quando un figliolo della vostra Terra va in cerca di verità e di chiarezza, ma non la può trovare fra coloro che gli son vicini, poiché egli è circondato da ciechi nello spirito, egli viene trascinato fra gli errori e le confusioni del mondo fino a tanto che non ha imparato a conoscere l’immondizia e le scorie del mondo stesso.
6. Egli allora si rivolge con orrore dal mondo, ed apparentemente resta così, abbandonato; però a questo punto egli è maturo a ricevere la Parola spirituale. Soltanto ora gli viene offerto il Calice della Verità e dello spirituale puro. Egli accoglie amorosamente il Padre nel proprio cuore, e poi resta per l’eternità congiunto a Lui. Ma, in tal modo, resta un tale figliolo escluso dal Legame col Cielo? – Certamente no!
7. In un angolo della Terra, lontano dalla vostra dimora, giornalmente sale un cantico di lode a Me, il Padre di tutti, da parte di più di mille volte mille anime. Anch’esse Mi conoscono quale Padre, Maestro, Guida, Dio e Signore. Allo stesso modo esse sono a cognizione del tempo della Mia vita e delle Mie sofferenze. Questi figlioli sono il punto centrale intorno al quale si gira la Terra, vale a dire l’elemento spirituale della stessa.
8. In mezzo a loro, esse hanno un grande maestro. Io l’ho mandato affinché dichiari loro ciò che avrà da accadere nel tempo nel quale Io intendo di condurre insieme a loro la piccola schiera dei Miei cari. – Essi sono pronti alla partenza ed attendono gli avvenimenti e la chiamata che Io, il Signore, lancerò loro. E come un giorno Io comandai al popolo d’Israele che togliesse da sé il pane azzimo, cioè che lasciasse indietro ogni scoria, così sono pure i Miei figlioli pronti per il viaggio nel paese che Io Mi riservo di indicar loro. Dite, non Mi sono Io, così, congiunto con i Miei figlioli, per salvar voi, ovvero la carne di questa Terra? - “Credete, Io tutti vi salvo”.

Un dettato ricevuto a mezzo di M. Sp. a G. nell’anno (1886

LA PERSECUZIONE CONTRO LA CHIESA



La gloria del martirio

Il giorno 11 gennaio 1815 la mattina, nelle tre ore di orazione che soglio fare subito levata, passai circa un’ora e mezza senza poter raccogliere lo spirito. Finalmente ad un tratto fui sopraffatta da interna quiete, fu al momento trasportato il mio spirito in luogo ameno e magnifico. Trovai questo luogo ripieno di splendida luce, mi intesi rapire lo spirito, penetro dunque la luce, mi inoltro, e mi fu manifestata in questo luogo la gloria grande che gode un religioso spagnolo, fratello del mio confessore, morto fucilato per sostenere i diritti della Chiesa cattolica.
Il mio confessore mi aveva detto di fare alla suddetta anima qualche suffragio. Quando lo vidi apparire, cinto di luce risplendente assai più del sole, con ricca palma in mano, corteggiato da molti angeli e dai suoi confratelli religiosi, lo vidi occupare un posto bene alto, vicino all’augusto trono di Dio.
Oh quanto mai mi rallegrò il mio spirito nel vedere anima tanto gloriosa, mi congratulai con lui per vederlo tanto glorioso. Allora mi pregò di unire i miei ringraziamenti ai suoi, per rendere così grazie a Dio per averlo sublimato a gloria sì grande.
Mi fu mostrato ancora il posto che Dio tiene preparato a un certo religioso a me cognito, e questo mi fu mostrato dal santo martire religioso suddetto. Mi dette a conoscere ancora quanto grande era il suo desiderio di vedere occupato quel nobile posto dal religioso suddetto a me cognito.
La povera anima mia fu sopraffatta dalla gioia e dal gaudio, per la compiacenza che prese il mio spirito nel conoscere quanto è propenso Dio nell’amare l’accennato religioso.

Beata Elisabetta Canori Mora

Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!



 DUE ASPETTI DELLA DIVINITÀ 

l due aspetti della divinità sono: 

1) l'aspetto di Ente supremo, purissimo spirito, infinito, eterno, Creatore e Signore dell'universo; 
) l'aspetto di "natura trinitaria", rivelata da Gesù  Cristo, e manifestata agli uomini con l'Incarnazione di Nostro Signore. 

1 Aspetto: "Ente supremo": 
Sotto l'aspetto di Ente supremo è evidente che Dio è il  Creatore e Signore di tutti gli uomini, nonostante tutti gli  "errori" che le false religioni contengono; errori grossolani e  aberranti intorno al culto e alla morale che ne deriva. 
Ma è solo in questo senso che i monoteisti possono dire di  avere lo stesso Dio. (purché non lo intendano come "idolo"!).  Tuttavia, questo cambia radicalmente quando si considera la  Divinità alla luce del dogma della SS. Trinità nella sua mani­ festazione, specie nel Verbo Incarnato. 
Ora, la dottrina della Chiesa intorno alla Divinità, come ci fu  rivelata da Dio stesso e insegnata dalla Chiesa cattolica, è  questa: che la natura divina trinitaria, ossia: vi è un Dio solo  ma in tre Persone, uguali e distinte: Padre, Figlio e Spirito  Santo. Distinte, perché sono tre Persone, ma non separate.  Certo, è un mistero che, anche dopo la Rivelazione, la  ragione umana non è in grado di arrivare ad una intrinseca  conoscenza. C'è sempre il velo della Fede! Tuttavia, la ragione  ha la capacità di intendere ed esporre il vero senso del  dogma. 
Ebbene, la dottrina cattolica è magistralmente presentata da  Sant'Atanasio nel suo magnifico "Simbolo", che riporto, qui,  quasi integralmente, almeno nella prima parte, in cui vi è  descritta la natura trinitaria di Dio. Tale conoscenza della SS.  Trinità è una premessa indispensabile per comprendere Gesù  Cristo come Dio, ben di verso, quindi, da quella degli Ebrei e dei  Musulmani! 

IL SIMBOLO ATANASIANO  

"Chiunque voglia salvarsi, innanzitutto gli è necessario conservare la fede cattolica: se non la conserverà integra ed inviolata, senza  dubbio perirà in eterno". (Parole chiare e  tremende, che dovrebbero far riflettere i pro­ gressisti innovatori !). 
"La fede cattolica è questa: che sia venerato  l'unico Dio nella Trinità, e la Trinità nel­ l'Unità, senza confondere le Persone (che sono distinte) e senza separarne la natura (che è una per tutte e tre)". 
"Altra è la persona del Padre; altra, del Fi­glio; altra, dello Spirito Santo. Ma, sia del  Padre, come del Figlio, come dello Spirito  Santo, una è la divinità, uguale la gloria, coeterna la maestà". 
"Quale è il Padre, tale è il Figlio, tale lo Spirito Santo". 
"lncreato il Padre, in creato il Figlio, in creato lo Spirito Santo". 
"Immenso il Padre, immenso il Figlio, im­ menso lo Spirito Santo". 
"Eterno il Padre, eterno il Figlio, eterno lo  Spirito Santo". 
"E tuttavia, non tre eterni, ma uno eterno.  Come non tre increati, né tre immensi, ma uno increato e uno immenso". 
"Allo stesso modo, onnipotente il Padre, on­ nipotente il Figlio, onnipotente lo Spirito  Santo; e tuttavia non tre onnipotenti, ma uno onnipotente". 
"Dio il Padre, Dio il Figlio, Dio lo Spirito  Santo", ma non tre Dei, bensì un solo Dio".  "Signore il Padre, Signore il Figlio, Signore lo Spirito Santo, ma non tre Signori, bensì uno è il Signore". 
"Infatti, come la verità cristiana ci obbliga a  credere Dio e Signore singolarmente ciascu­na delle tre persone, così la religione catto­lica ci proibisce di considerarle tre Dei e  Signori". 
"Il Padre non è stato né creato né generato. 
Il Figlio non è stato creato, ma solo generato dal Padre, (una generazione eterna, senza  principio e senza fine). Lo Spirito Santo, né  creato, né generato, ma procedente dal Padre e dal Figlio .•. ". "E in questa Trinità, nessuno viene prima e nessuno viene dopo; nessuno è  maggiore e nessuno è minore, ma tutte e tre le  Persone sono coeterne e coeguali, così che, come si è già detto, sia venerata l'Unità nella  Trinità e la Trinità nell'Unità". 
"Chi, dunque, vuole essere salvo, così deve  credere della Trinità". 
Come si vede, il santo Dottore, dopo aver descritto la natura  trinitaria di Dio, parla dell'Incarnazione del Verbo, unico vero  Dio insieme col Padre e con lo Spirito Santo. 
Quindi, Gesù, incarnandosi, ha assunto, sì, la natura umana,  ma senza lasciare la Sua natura divina; cioè, si è fatto Uomo  restando Dio! 
Ora, poiché le due nature sono inseparabili, riconoscendo e  adorando Gesù-Uomo, noi riconosciamo e adoriamo anche Gesù-Dio. Di conseguenza, chi non riconosce né adora Cristo  come Dio, ma Lo riconosce solo come Uomo, non ha lo stesso  nostro Dio. 
Per la stessa ragione, Gesù, essendo stato ucciso dai Giudei  come Uomo, è stato ucciso anche come Dio. Per questo, l'ucci­ sione di Gesù Cristo è stata, teologicamente, un vero "deicidio"! 
***
sac. Luigi Villa

sabato 8 febbraio 2020

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



La visione di S. Giovanni Bosco 

S. Giovanni Bosco nacque a Castelnuovo d'Asti il 16 agosto 1815, e morì il 31 gennaio 1888. È da tutti conosciuto il suo straordinario carisma di educatore dei giovani per i quali istituì pure l'Ordine dei Salesiani. Anch'egli ebbe una visione dell'inferno che egli stesso raccontò ai giovani. "Mi trovai con la mia guida (l'Angelo Custode), infondo ad un precipizio che finiva in una valle oscura. Ed ecco comparire un edificio immenso, avente una porta altissima, serrata. Toccammo il fondo del precipizio; un caldo soffocante mi opprimeva, un fumo grasso, quasi verde, s'innalzava sui muraglioni dell'edificio e guizze di fiamme sanguigne. Domandai: Dove ci troviamo? Leggi, mi rispose la guida, l'iscrizione che è sulla porta! C'era scritto: Ubi non est redemptio! cioè: dove non c'è redenzione. Intanto vidi precipitare dentro quel baratro... prima un giovane, poi un altro ed in seguito altri ancora; tutti avevano scritto in fronte il proprio peccato. Esclamò la guida: Ecco la causa precipua di queste dannazioni: i compagni, i libri cattivi e le perverse abitudini. Gli infelici erano giovani da me conosciuti. Domandai: Ma dunque è inutile che si lavori tra i giovani, se tanti fanno questa fine? Come impedire tanta rovina? Coloro che hai visto, sono ancora in vita; questo però è il loro stato attuale e se morissero, verrebbero senz'altro qui! Dopo entrammo nell'edificio; si correva con la rapidità del baleno. Lessi questa iscrizione: Ibunt impii in ignem aeternum! Cioè: Gli empi andranno nel fuoco eterno! Vieni con me! - soggiunse la guida -. Mi prese per una mano e mi condusse davanti ad uno sportello, che aperse. Mi si presentò allo sguardo una specie d'immensa caverna, piena di fuoco. Certamente quel fuoco sorpassava mille e mille gradi di calore. Io questa spelonca non ve la posso descrivere in tutta la sua spaventosa realtà Intanto, all'improvviso, vedevo cadere dei giovani nella caverna ardente. La guida disse: 'La trasgressione del sesto comandamento è la causa della rovina eterna di tanti giovani'. `Ma se hanno peccato, si sono però confessati'. 'Si sono confessati, ma le colpe contro la virtù della purezza le hanno confessate male o taciute affatto. Ad es., uno aveva commesso quattro o cinque di questi peccati, ma ne disse solo due o tre. Vi sono di quelli, che ne hanno commesso uno nella fanciullezza ed ebbero sempre vergogna di confessarlo, oppure l'hanno confessato male e non hanno detto tutto. Altri non ebbero il dolore e il proponimento; anzi, taluni, invece di fare l'esame di coscienza, studiavano il modo di ingannare il confessore. E chi muore con tale risoluzione, risolve di essere nel numero dei reprobi e così sarà per tutta l'eternità... Ed ora vuoi vedere perché la misericordia di Dio qui ti ha condotto? La guida sollevò un velo e vidi un gruppo di giovani di questo Oratorio, che io tutti conoscevo, condannati per questa colpa. Fra essi vi erano di quelli che in apparenza tengono buona condotta. Continuò la guida: Predica dappertutto contro l'immodestia! - Poi parlammo per circa mezz'ora sulle condizioni necessarie per fare una buona confessione e si concluse: Mutare vita!... Mutare vita! 
Ora, soggiunse l'amico, che hai visto i tormenti dei dannati, bisogna che provi anche tu un poco di inferno! Usciti dall'orribile edificio, la guida afferrò la mia mano e toccò l'ultimo muro esterno; io emisi un grido... Cessata la visione, osservai che la mia mano era realmente gonfia e per una settimana portai la fasciatura". In questo sogno di Don Bosco c'è da rilevare, tra l'altro, quanto segue: 

a) L'inferno appare come un'immensa caverna piena di fuoco, racchiusa come in un immenso edificio con porta altissima serrata, sulla quale si legge l'iscrizione: ubi non est redemptio (dove non c'è redenzione). Caverna impossibile a descriversi in tutta la sua spaventosa realtà. 

b) Nell'inferno non c'è redenzione e cioè non c'è più alcuna possibilità di salvezza. Satana con i suoi angeli e i dannati, sono ormai perduti per sempre. 

c) I dannati sono condannati al fuoco eterno (Ibunt impii in ignem aeternum!) che sorpassa mille e mille gradi di calore, tanto che Don Bosco, pur stando ancora fuori, è oppresso da un caldo soffocante, e vede che un fumo grasso, quasi verde, s'innalza sui muraglioni dell'edificio con guizze di fiamme sanguigne. 

d) Le anime si dannano soprattutto per peccati impuri e le immodestie: peccati magari confessati pure, ma non assolti perché non confessati bene, o non confessati tutti o taciuti in confessione, o confessati senza vero dolore e proponimento. 

e) Tutti avevano scritto in fronte il proprio peccato. In effetti è il peccato che danna l'anima. La visione di D. Bosco vuol dire pure forse che ognuno si può dannare anche per un solo peccato mortale, se la morte dovesse accadere senza aver potuto liberarsi da tale stato. Ma generalmente ci si danna soprattutto per un peccato predominante nella vita terrena, dal quale proliferano tante altre male erbe. Don Bosco è invitato dalla guida che l'ha condotto all'inferno a predicare dappertutto contro l'immodestia. Il sogno viene a ribadire quanto continuamente si insegna e si predica dalla Chiesa e dai sacerdoti, tra l'irrisione magari di spiriti evoluti e cattivi: il peccato e specialmente il peccato impuro, con le mode invereconde e le immodestie che lo fomentano in tutti i sensi apre la via alla dannazione eterna. 

Padre Antonio Maria Di Monda

Al di là della sofferenza



Signore, ora che sono infermo, 
lascia che il mio cuore ti cerchi
e si sfoghi con te.
Scendi con il tuo amore fino alle mie paure,
le mie oscurità, 
i miei dubbi.

Riempi con la tua presenza 
i miei silenzi vuoti. 
Rianima la mia speranza sfiorita,
aiutami ad abbandonarmi a te,
e a ringraziarti in ogni momento.

Signore, ora che vivo nell’avversità,
fa’ che i miei occhi non cessino di mirarti,
poiché nella croce troverò le forze 
per continuare ad amarti 
al di là della sofferenza.

Signore, che il tuo amore mi inondi
e la tua luce mi illumini,
per continuare a sperare contro ogni speranza
in questo lungo cammino della mia infermità.
Amen.


..Padre Angel Peña

Geremia



La vita di Geremia è un segno per il popolo

1Il Signore mi disse ancora: 2'Non devi prendere moglie e avere figli in questo paese. 3Voglio confidarti che cosa accadrà ai bambini che nascono in questo luogo e ai genitori che hanno dato loro la vita: 4moriranno tutti straziati da mali orribili; resteranno senza funerali e senza sepoltura; saranno come concime nei campi; saranno uccisi in guerra o moriranno di fame; i loro cadaveri verranno lasciati in pasto agli uccelli rapaci e alle bestie selvatiche. 5'È inutile che tu entri in una casa dove si fa lutto per unirti ai pianti o per portare conforto: perché io ho ritirato da questo popolo la prosperità che gli avevo dato. Non lo amo più, non ne ho compassione. 6In questo paese moriranno tutti, senza distinzione, e non saranno rimpianti né sepolti. Nessuno si graffierà per la disperazione o si taglierà i capelli in segno di lutto. 7Nessuno andrà a mangiare e a bere con chi è afflitto per consolarlo della morte di persone care, nemmeno se si tratta del padre o della madre. 8'Non entrare in una casa dove c'è un pranzo di nozze, non fermarti a mangiare e a bere con gli invitati. 9Voglio confidarti che cosa accadrà fra poco, e tutti ne saranno testimoni: farò cessare in questo luogo i canti di gioia e di allegria, la voce dello sposo e della sposa. Lo dico io, il Signore dell'universo, Dio d'Israele. 10'Quando riferirai alla gente tutte queste cose, essi ti domanderanno perché ho deciso di punirli così duramente. Vorranno sapere quali colpe hanno commesso, quali peccati hanno fatto contro il Signore loro Dio. 11Allora tu dirai queste mie parole: I vostri padri si sono allontanati da me per andare dietro ad altre divinità, le hanno adorate e si sono inginocchiati davanti ad esse; mi hanno abbandonato e non hanno seguito i miei insegnamenti. 12Ma voi vi siete comportati anche peggio. Ognuno di voi si è ostinato nel seguire i suggerimenti del suo animo malvagio e rifiuta di ubbidirmi. 13Perciò vi scaccerò da questa vostra terra e vi farò andare in una regione che non conoscete. Nemmeno i vostri padri ne hanno mai sentito parlare. Laggiù servirete divinità straniere giorno e notte, perché io non avrò più misericordia di voi'.

LE OPERE FATTE PER AMORE



Non si deve fare alcun male, per nessuna cosa al mondo né per compiacenza verso chicchessia; talora, invece, per giovare a uno che ne ha bisogno, si deve senza esitazione lasciare una cosa buona che si sta facendo, o sostituirla con una ancora più buona: in tal modo non si distrugge l'opera buona, ma soltanto la si trasforma in meglio. 

A nulla giova un'azione esterna compiuta senza amore; invece, qualunque cosa, per quanto piccola e disprezzata essa sia, se fatta con amore, diventa tutta piena di frutti. In verità Iddio non tiene conto dell'azione umana in sé e per sé, ma dei moventi di ciascuno. Opera grandemente colui che agisce con rettitudine; opera lodevolmente colui che si pone al servizio della comunità, più che del suo capriccio. Accade spesso che ci sembri amore ciò che è piuttosto attaccamento carnale; giacché è raro che, sotto le nostre azioni, non ci siano l'inclinazione naturale, il nostro gusto, la speranza di una ricompensa, il desiderio del nostro comodo. Chi ha un amore vero e perfetto non cerca se stesso, in alcuna sua azione, ma desidera solamente che in ogni cosa si realizzi la gloria di Dio. Di nessuno è invidioso colui che non tende al proprio godimento, né vuole personali soddisfazioni, desiderando, al di là di ogni bene, di avere beatitudine in Dio. Costui non attribuisce alcunché di buono a nessuno, ma riporta il bene totalmente a Dio; dal quale ogni cosa procede, come dalla sua fonte e, nel quale, alla fine, tutti i santi godono pace. Oh, chi avesse anche una sola scintilla di vera carità, per certo capirebbe che tutto ciò che è di questa terra è pieno di vanità. 

L'Imitazione di Cristo

LETTERE D'UN EREMITA


di J. E. DE CAMILLE