lunedì 24 febbraio 2020

L’Assicurazione della pura Verità



Se vi do sempre di nuovo l’Assicurazione, che potete ricevere da Me soltanto la pura Verità,  questo vi deve bastare per poterla dare con tutta la sicurezza anche agli altri, perché dovete pensare che state poco dinanzi alla fine e che esaurisco tutte le possibilità per portare a voi  uomini Luce e Chiarezza, affinché troviate la via d’uscita dal buio che l’avversario ha steso su di  voi. Ed ho davvero anche a disposizione i mezzi per poter guidare la Verità anche agli uomini che la  desiderano e, quando riconosco urgentemente necessario l’apporto della Verità, per sceglierMi per  questo anche i giusti vasi, che Mi danno la garanzia di una ricezione della Mia Parola dall’Alto  secondo la Verità. Inoltre Io Stesso vi dico: “Esaminate tutto e trattenete il meglio ....” E lo spirito in  voi vi farà stupire anche là dove vi assalgono dei dubbi sulla Verità. Ed allora chiedete nuovamente  a Me che vi dia il Chiarimento, affinché comprendiate tutto nel modo giusto. Ma affinché nel tempo  della fine non siate guidati nell’errore, Io Stesso vi voglio istruire attraverso il Mio Spirito, ed il  Mio avversario non vi può più sedurre, perché riconoscete il suo gioco da mestierante, ed i vostri  occhi sono sempre rivolti a Me. La lotta fra la Luce e la tenebra dura già eternamente e continuerà  ancora per tempi eterni, perché la Luce può affermarsi solamente là, dove la Redenzione ha già  avuto luogo, perché allora l’avversario è messo fuori combattimento. Ed ovunque la Mia Parola  irradia giù sulla Terra, là l’avversario ha perduto il suo potere, e proprio là infurierà e cercherà di  spegnere la Luce. Ma Io ho posto dei portatori di Luce che lo superano in Forza, contro i quali non  può combattere, perché lo abbagliano con la sua Luce. Lui sopporta tutto, ma non la Luce, perché lo  scopre, perché scopre tutti i suoi vizi e perciò fugge nella tenebra. E dato che la fine è così vicina, si  tratta di uscire con la Verità e di portare la Luce ovunque viene accolta volentieri, dove gli uomini si  sentono oppressi dall’oscurità. Ma potete ricevere la Verità soltanto da Me, Che Sono la Verità  Stessa e la elargisco a tutti coloro che soffrono sotto l’oscurità dello spirito, che aprono i loro cuori  per accoglierla, ed ai quali posso parlare, perché riconosco i loro cuori, perché so che sono  volonterosi d’amare e che cercano Me Stesso, dato che cercano la Verità. E costoro verranno sempre  provveduti da Me, e provvederò affinché Mi possano servire attraverso la diffusione della Verità,  perché dev’essere portata ovunque un uomo desideroso invia i suoi pensieri, che solo Io posso  rispondergli. Allora riceverà anche il Chiarimento, e sarà sempre pieno di convinzione di possedere  la pura Verità. Perciò non lasciatevi guidare nell’errore, quando voi stessi avete la sensazione di  possedere la piena Verità, perché questa è anche la Mia Voce che vi parla, ed allora siete istruiti  dall’interiore, dalla scintilla spirituale che è la Mia Parte, che spinge verso di Me e che cerca di  unirsi con Me. (26.07.1965) per poter servire Me, dovete avere in voi stessi la convinzione di  ricevere null’altro che la pura Verità, per ora poterla anche rappresentare con convinzione. Perché questa è l’ultima occasione che vi viene data, per portare agli uomini la Luce. E che la Luce è  chiaramente riconoscibile, a questo provvederò Io Stesso, ed illuminerò tutto ciò che contraddice  questa Verità, cosa che potete quindi marchiare come errore. Ma a voi stessi non lascerò giungere  nessun errore, perché questo lo impedisce il Mio Amore, che Io assicurò ad ogni figlio terreno che  Mi vuole servire seriamente. Che non siete ancora in grado di penetrare definitivamente in tutti i  Miei Messaggi dall’Alto, vi fa a volte dubitare di questa Verità, ma quando una volta vi siete dati a  Me, quando una volta conosco la vostra volontà che si ribella contro un sapere non-vero, vi posso  anche proteggere da questo, perché con ciò testimoniate anche la vostra predisposizione d’animo  verso colui che è il padre della menzogna, e questa vostra volontà Mi dà il Diritto di prendere del  tutto possesso di voi e di porvi fuori come portatori di Luce, che ora devono diffondere la Luce su  Incarico Mio, affinché l’umanità spiritualmente cieca venga guidata fuori dal buio della notte.  Credete sempre più fermamente nel Mio infinito Amore, che non permetterà davvero, che voi vi  troviate nell’errore, che vi difendete contro lo stesso. Quello che farà un padre terreno, che non vi  riferisce delle cose non-vere, lo farò davvero Io Stesso, e perciò potete lasciar cadere ogni  preoccupazione. Perché vi dico sempre di nuovo: Ho bisogno di voi per questo lavoro, e più voi  stessi avete il desiderio per la pura Verità, migliori servi siete per Me, ed adempite davvero al  meglio la vostra attività. Perciò non dubitate mai della Verità di ciò che vi viene offerto dall’Alto. E  che vi viene offerto dall’Alto, lo potrete riconoscere nel contenuto dei Miei Messaggi, che non vi  predicano altro che amore e che rappresentano l’Opera di Redenzione di Gesù Cristo. E chi ha  ricevuto con una tale precisione il Chiarimento proprio sull’Opera di Redenzione, costui è anche  penetrato nelle Rivelazioni divine, che è protetto dall’influenza di forze maligne, perché la sua  predisposizione d’animo verso Gesù gli è la più sicura Protezione. Dovete sempre di nuovo  immaginarvi, che il divino Redentore Stesso ha già preso possesso di voi, che vi adoperate per Lui,  e che poi è del tutto impossibile, che siate aperti per un errore che procede quindi dal Mio  avversario. E questo è particolarmente necessario nel tempo della fine sapere questo, perché verrete  ancora aggrediti sovente da coloro che dubitano della Verità delle vostre comunicazioni, ed a questi  devono essere opposte quegli argomenti. Credetelo, che conosco precisamente la volontà del  ricevente della Mia Parola e che perciò ho scelto per Me un tale, che riconosceva subito ogni errore  si difendeva contro l’accoglienza dello stesso, appunto perché si tratta del tempo della fine, dove  soltanto la Luce della Verità può ancora portare Salvezza agli uomini che si vogliono lasciar salvare.  Ed infine splenderà una grande Luce per confermare tutto ciò che è stato diffuso con la Verità. Ma  allora la fine non è più lontana, perché allora verrò Io Stesso nelle Nuvole, come l’ho promesso.

Amen

Bertha Dudde 26 luglio 1965

Regina della Famiglia



La Vergine prega il Rosario con Adelaide 

Quel Rosario che la Vergine porta sempre, nella terza  apparizione lo usa per dire la preghiera con la bambina. Essa  dice, riferendosi alla Madre di Dio: "Recitò una decina del rosario con me". Qui, sorge una domanda: quale preghiera è il Rosario, se la Madre di Dio ci esorta tanto a farla, dandocene l'esempio? San Pio V così risponde: "Il Rosario o salterio della beatissima Vergine Maria è un modo piissimo di orazione e di preghiera a Dio, modo facile alla portata di tutti che consiste nel  lodare la stessa beatissima Vergine ripetendo il saluto angelico  per centocinquanta volte, quanti sono i salmi del salterio di  David, interponendo ad ogni decina la preghiera del Signore, con  determinate meditazioni illustranti l'intera vita del Signore nostro  Gesù Cristo (v. Bolla Consueverunt romani Pontifices —
17.09.1569). La definizione del Papa San Pio V contiene in  mirabile sintesi l'essenza e la forma del Rosario che diciamo noi.  Di San Pio V ricordo ancora la Bolla Salvatoris Domini, con la  quale istituiva la festa liturgica della Beata Vergine Maria del  Rosario, nell'anniversario (1572) della vittoria navale riportata  dai cristiani a Lepanto, e attribuita all'aiuto della Madre di Dio  invocata con la recita del Rosario. Se si guarda la storia del  magistero pontificio su questa materia, si rimane impressionati  per il numero, la varietà e la costanza degli interventi dei Papi,  da San Pio V fino a Giovanni Paolo II, sul Rosario. Il Rosario è  preghiera evangelica perché dal Vangelo vengono prese sia le  preghiere, sia la formulazione dei misteri che ci presentano le  tappe fondamentali della vita di Cristo: incarnazione, passione e  gloria. Mentre meditiamo sulla vita di Gesù, siamo invitati a  considerare tutto ciò che Maria ha fatto, unita al Figlio per la nostra salvezza. Il Rosario è la preghiera dei poveri, non solo  perché è praticabile dagli umili ma soprattutto perché insegna il  cammino verso la semplicità e povertà di spirito. La ripetizione  delle "Ave" per alcuni è un ostacolo più immaginario che reale.  Il ripetersi delle "Ave" è come una lunga "Ave Maria" che si  espande sempre di più, una lode che continueremo oltre l'ora  della nostra morte nella patria beata. Sono ripetizioni di un atto  di amore, come quello del bambino che dice alla mamma che le  vuole bene e la mamma non si stanca mai di sentire. 

Il Rosario è una preghiera che ci porta a confrontare la  nostra vita con quella di Gesù, Signore della vita e maestro dell'esistenza. In questo confronto si attua una purificazione che ci  rende più aperti e pronti a fare la volontà di Dio. È forse un caso  che i grandi missionari e gli artefici di profonde riforme nella  Chiesa erano persone che pregavano il Rosario? Infine, il Rosario oltre che preghiera è anche un metodo semplice e popolare  di predicazione e di presentazione della fede. È una forma di  pedagogia e di catechesi, e come tutte le opere ispirate, unisce  alla semplicità il valore della riproposizione dell'annuncio di  Cristo unico salvatore. 

Severino Bortolan

LEGGENDA PERUGINA



( COMPILAZIONE DI ASSISI )


ULTIME VOLONTÀ

17. In quei giorni stessi e proprio nella celletta dove aveva così parlato a messer  Bonaventura, una sera fu preso da conati di vomito, a causa della sua malattia di  stomaco. E nel violento sforzo che fece per rigettare, mandò fuori sangue, e ciò per tutto  il corso della notte, fino al mattino.
I suoi compagni, vedendolo in procinto di morire per lo sfinimento e i dolori della  malattia, con molta angoscia e piangendo gli dissero: «Padre, che facciamo? Dona la tua  benedizione a noi e agli altri tuoi fratelli. E lascia ai tuoi fratelli un memoriale della tua  volontà, affinché, se il Signore ti vorrà chiamare da questo mondo, possano sempre  tenere in mente e ripetere: “ Il nostro padre, sul punto di morire, ha lasciato queste  parole ai suoi fratelli e figli!»».
Francesco disse: «Chiamatemi frate Benedetto da Piratro». Era questi sacerdote, uomo  equilibrato e santo, ascritto all’Ordine fino dai primordi, e talvolta celebrava per  Francesco in quella stessa cella. Infatti il Santo, sebbene infermo, sempre e volentieri, quando gli era possibile, voleva ascoltare devotamente la Messa.
Arrivato Benedetto, gli disse Francesco: «Scrivi che io benedico tutti i miei frati che  attualmente sono nell’Ordine e quelli che vi entreranno sino alla fine del mondo». Era  abitudine di Francesco alla fine di tutti i Capitoli, quando i frati erano riuniti, di dare la benedizione a tutti i presenti e agli altri che facevano parte dell’Ordine, e benediceva  altresì tutti coloro che vi sarebbero entrati in futuro. E non solo in occasione dei  Capitoli, ma molto di frequente benediceva tutti i frati, sia quelli già nell’Ordine, sia quanti vi sarebbero venuti in seguito.
Francesco riprese: «Siccome per lo sfinimento e le sofferenze della malattia non posso  parlare, esprimo brevemente ai miei fratelli la mia volontà in questi tre ricordi. In  memoria della mia benedizione e della mia ultima volontà, i frati sempre si amino e  rispettino l’un l’altro; amino e rispettino sempre la santa povertà, nostra signora; sempre  siano lealmente sottomessi ai prelati e a tutti i chierici della santa madre Chiesa».
Era solito ammonire i frati a temere ed evitare il malesempio. E malediceva tutti quelli  che, a causa dei loro pravi e malvagi esempi, provocavano la gente a imprecare contro  l’Ordine e i frati, anche quelli santi e pieni di bontà, che così ne soffrivano vergogna e  afflizione.

VERGILIO GAMBOSO

Geremia



Geremia è imprigionato

1Il sacerdote Pascur, figlio di Immer, era il capo delle guardie del tempio. Dopo aver udito Geremia che annunziava queste cose, 2lo fece frustare e lo lasciò incatenato vicino alla porta superiore, detta di Beniamino, dalla quale si entra nel tempio. 3Il giorno dopo ritornò e fece liberare il profeta dalle catene. Allora Geremia gli disse: 'Pascur, il Signore ti cambia nome. Ti chiamerai 'Spavento da ogni parte'. 4Infatti il Signore ha detto: Ti renderò motivo di spavento per te e per tutti i tuoi amici. Essi cadranno sotto la spada dei nemici e tu assisterai alla loro morte. Consegnerò tutti gli abitanti di Giuda al re di Babilonia. Li deporterà nel suo paese e ne farà morire molti. 5Gli consegnerò le ricchezze degli abitanti di Gerusalemme, il prodotto del loro lavoro, le cose più preziose e perfino il tesoro dei re di Giuda. I nemici faranno man bassa di tutto, saccheggeranno e porteranno il bottino a Babilonia. 6Tu stesso, Pascur, e quelli che stanno con te, sarete fatti prigionieri e deportati a Babilonia. Là morirai e sarai sepolto insieme a tutti i tuoi amici ai quali hai annunziato tante menzogne'.

PERCHÉ DIO HA DETTO “BASTA!” ALL’UMANITÀ DI OGGI



RIVELAZIONI DI DIO SUL DILUVIO “UNIVERSALE” 

(GFD/3/138) 1. Il re Uraniele ebbe sette figli dalle sue due mogli,  e precisamente cinque figlie e due figli; le figlie erano straordinariamente belle, e i maschi erano dei veri e propri giganti. Però né i  figli, né le figlie erano stati educati nella casa ad Hanoch, bensì  sull’altura. 

2. Infatti quando Uraniele [che inizialmente era ispirato da Dio]  nella sua grande tribolazione si rivolse di nuovo al Signore e Lo  pregò di cambiare le misere condizioni della città di Hanoch, delle  altre città e di tutto il paese nella pianura, allora il Signore gli disse:  

3. “AscoltaMi, cieco, se tu Mi avessi pregato all’incirca settantasette anni fa, allora Io avrei ancora potuto esaudire la tua preghiera;  ora però è troppo tardi! 

4. Ebbene, un popolo cieco e stolto, come all’inizio era quello che  si trovava sotto Lamec, è facile convertire, perché accanto alla sua  cecità esso conserva tuttavia un cuore aperto e credente; ma un  popolo dell’industria di così alta cultura si considera più sapiente di  Me. Anzi esso ritiene di non aver assolutamente bisogno di Me,  perché, secondo la sua opinione, il mondo si è creato da sé e nel suo  sorgere si sono gradatamente e necessariamente sviluppate anche le  sue leggi, sotto le quali esso sussiste, e così pure tutte le cose su di  esso. Ma che cosa posso mai fare Io per un popolo così? 

5. I Miei figli hanno abbandonato le loro alture già da tempo e  nella pianura si sono presi delle mogli con cui hanno generato dei  figli robusti e colmi dell’intelletto del mondo, i quali, attraverso la  loro forza come pure attraverso la loro abilità intellettiva, sono  diventati signori e maestri di tutto il mondo e di tutte le cose. Vedi,  cosa posso fare Io di fronte a ciò? 

6. Io dunque non posso aiutarti! Ma poiché Mi hai indotto a  parlarti e considerato che sono ormai sette anni che Mi preghi di  aiutarti, allora Io voglio darti un consiglio per il bene dei tuoi figli. 

7. Ecco, sull’altura vivono ancora Matusalemme, Lamec, suo  figlio Noè e tuo padre e tua madre! Affida a costoro i tuoi figli  perché li educhino, perché se tu li lasciassi qui, essi ti verrebbero  uccisi nello spirito e nel corpo, dato che i tuoi consiglieri tendono ad  accentrare sempre più ogni potere su se stessi. 

8. Se tu invece li mandi sull’altura, allora farai un piacere ai tuoi consiglieri!

9. Essi ti toglieranno poi certamente ogni potere di governo del  popolo e ti terranno prigioniero come un uccello in gabbia, ma Io  infonderò vigore ai tuoi figli sulla pura altura e poi, quando tu non  camminerai più su questa Terra, li invierò quaggiù quali poderosi  insegnanti. 

10. Se il popolo si convertirà, allora Io tirerò indietro la Mia  destra punitrice, ma se esso scaccerà gli insegnanti, allora Io  giudicherò e ucciderò tutto il popolo che esiste sulla Terra, dai  grandi ai piccoli, dai giovani ai vecchi, e così pure tutti gli  animali, e poi porrò per Me un’altra stirpe sulla Terra  purificata!”. 

11. E quando Uraniele ebbe appreso tali cose, fece subito in modo  che i suoi figli si trasferissero sull’altura assieme alle due mogli, in  compagnia di alcuni fra i suoi amici fidati. 

12. Tutta questa famiglia visse poi sull’altura in casa di Mutaele e  venne allevata in ogni amore e timore di Dio dalla madre Purista; ed  anche Lamec, ancora vivente, e in modo particolare Noè e suo  fratello Mahal, si occuparono moltissimo di educare quei figli in  maniera grata a Dio. 

13. Quando però, come già menzionato, re Uraniele morì nella  pianura, i mille consiglieri si divisero l’immenso regno tra di loro e  cominciarono, con la loro potenza, ad opprimere terribilmente tutto  il popolo, fondarono dei principati in numero ancora più grande e  pretesero poi un tributo esorbitante dai principi. 

14. Infatti era loro intenzione ingrandire Hanoch tanto da poter  incorporare nella città principale tutte le altre dieci città minori. 

15. Fu in questa occasione che Io mandai i due poderosi figli di  Uraniele giù alla pianura perché vi predicassero. 

16. Ma i figli vennero ben presto presi, legati e poi poderosamente  frustati, e infine vennero cacciati via con l’avvertimento di non  ritornare mai più, perché il popolo di Hanoch conosceva Dio meglio  di loro che erano un paio di stolti balordi della montagna! 

17. Se avessero provato a ritornare ancora un’altra volta ad  Hanoch quali annunciatori di Dio, essi avrebbero fatto la conoscenza  delle altalene della morte! 

18. E così i due figli di Uraniele, addolorati, fecero ritorno  sull’altura e là raccontarono quello che era accaduto loro. 

Jakob Lorber – Giuseppe Vesco 

Santi Martiri del I – II e III Secolo



Dalla Gerarchia Cardinalizia di  Carlo Bartolomeo Piazza e dalle Rivelazioni Private della mistica Maria Valtorta


La profezia sul martirio di Marziam e degli  Apostoli. 

Prima di parlare della vicenda sulla morte di Pietro e Paolo (tratta Dal libro: Gerarchia Cardinalizia Carlo Bartolomeo  Piazza) vediamo di scoprire che cosa ci racconta Maria Valtorta  nella sua opera principale20 a riguardo del martirio di Marziam  (nome che sarà poi cambiato da Gesù in Marziale, in ricordo di un  piccolo romano ucciso in odio a Lui), di Pietro e degli Apostoli. 

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1 dicembre 1945. 

Non camminano più, ma corrono nella nuova aurora ancor più ridente e schietta delle precedenti, tutta un brillio di rugiade  che piovono, insieme a petali multicolori, sulle teste e sui prati, a  mettere altri colori di fiori sfogliati presso quelli innumeri dei  fioretti dritti sugli steli delle prode e delle zolle, e ad accendere  nuovi diamanti sui fili dell'erba novella. Corrono fra canti di  uccelli in amore e canti di brezza leggera e di acque ridarelle che  sospirano o che arpeggiano, scorrendo fra i rami, carezzando i  fieni e i grani che si alzano giorno per giorno, oppure fluendo  via fra le sponde, piegando dolcemente gli steli che toccano l'acque limpide. Corrono come andassero a un convito d'amore.  Anche gli anziani come Filippo, Bartolomeo, Matteo, lo  Zelote, condividono la fretta ilare dei giovani. E così è fra i  discepoli, dove i più vecchi emulano i più giovani nel  camminare veloce.  
E ancora non sono asciugate le rugiade sui prati quando raggiungono la zona di Betsaida, stretta nel poco spazio fra il lago, il fiume e il monte. E dal bosco del monte scende per un  sentiero un giovanetto curvo sotto un fascio di ramaglie.  Scende svelto, quasi correndo, e per la sua posizione non vede  gli apostoli... Canta felice, correndo così sotto il suo fascio di  legna e, giunto sulla via maestra, alle prime case di Betsaida,  getta a terra il suo carico e si raddrizza per riposare gettando  indietro i capelli morati. É alto e snello, diritto, forte nel corpo e nelle membra agili e magre. Una bella figura di giovinetto.  
«È Marziam», dice Andrea.  
«Sei matto? Quello è un uomo ormai», gli risponde Pietro.   Andrea mette le mani ad imbuto alla bocca e lo chiama  forte. Il giovinetto, che stava curvandosi per riprendere il peso,  dopo essersi stretta la cintura alla corta tunica che appena gli  giunge al ginocchio e che è aperta sul petto, perché  probabilmente non lo contiene più, si volge in direzione del  richiamo e vede Gesù, Pietro, gli altri che lo guardano, fermi  presso un gruppo di salici piangenti che sciolgono le loro  chiome sulle acque di un largo ruscello, l'ultimo affluente di  sinistra del Giordano avanti il lago di Galilea, sito proprio al  limite del paese.  
Lascia ricadere la fascina, alza le braccia e grida: «Il mio  Signore! Il padre mio!», e si slancia a corsa.  
Ma anche Pietro si lancia a corsa, guada il ruscello senza  neppure levarsi i sandali, limitandosi a raccogliere le vesti, e poi  corre sulla via polverosa, lasciando le larghe impronte umide  dei suoi sandali sul terreno asciutto.  
«Padre mio!».  
«Figlio caro!».  
Sono nelle braccia l'uno dell'altro, e veramente Marziam è  alto come Pietro, di modo che i suoi capelli morati spiovono  sul volto di Pietro nel bacio d'amore, ma sembra più alto, così  snello come è. Però Marziam si scioglie dal dolce abbraccio e riprende la corsa verso Gesù, che è ormai al di qua del rio e  viene avanti lentamente fra la corona degli apostoli.  
Marziam gli cade ai piedi, a braccia alzate, e dice: «Oh! mio  Signore, benedici il tuo servo!».  
Ma Gesù si china, lo rialza e se lo prende sul cuore  baciandolo su ambe le guance e augurandogli «continua pace e  aumento in sapienza e in grazia nelle vie del Signore».  
Anche gli altri apostoli festeggiano il giovinetto e, specie quelli che non lo vedevano da mesi, si congratulano con lui del  suo sviluppo.  
Ma Pietro! Ma Pietro! Se lo avesse procreato lui non se ne compiacerebbe tanto! Gli gira intorno, lo guarda, lo tocca e  chiede a questo e a quello: «Ma non è bello? Ma non è ben  fatto? Guardate come è dritto! Che petto alto! Che gambe  diritte!... Un po' magro, con poco muscolo ancora. Ma  promette bene! Proprio bene! E il viso? Guardate se sembra  più quell'esserino che mi sono portato in braccio lo scorso  anno, e mi pareva portare un uccellino stento, scuro, triste,  pauroso... Brava Porfirea! Ah! è proprio stata brava con tutto il  suo miele, burro, olio, uova e fegati di pesce. Merita proprio  che glielo dica subito. Mi lasci, eh! Maestro?, andare dalla mia  sposa?».  
«Vai, vai, Simone. Io ti raggiungerò presto».  
Marziam, che è ancora per mano di Gesù, dice.: «Maestro,  certo il padre mio ora ordina convito alla mamma. Lascia che io ti lasci per aiutarla...»  
«Va'. E Dio ti benedica perché onori chi ti è padre e madre».  
Marziam corre via, riprende il suo fascio di legna, se lo  carica e raggiunge Pietro, camminando al suo fianco.  
«Sembrano Abramo e Isacco mentre salgono il monte», osserva Bartolomeo. 
«Oh! povero Marziam! Ci mancherebbe quella!», dice Simone Zelote.  
«E povero mio fratello! Non so se avrebbe forza di fare l'Abramo...», dice Andrea.  
Gesù lo guarda e poi guarda il capo brizzolato di Pietro che si allontana vicino al suo Marziam, e dice: «In verità vi dico  che un giorno verrà che Simon Pietro gioirà sapendo  imprigionato, percosso, flagellato, messo in procinto di  morte il suo Marziam, e che avrebbe animo di stenderlo  di sua mano sul patibolo per rivestirlo della porpora dei  Cieli e per fecondare col sangue del martire la Terra,  invidioso e dolente solo per un motivo: di essere non lui  al posto del figlio e dipendente, perché la sua elezione a  Capo supremo della mia Chiesa lo obbligherà a riservarsi  per essa finché Io gli dirò: "Va' a morire per essa". Voi  non conoscete ancora Pietro. Io lo conosco».  
«Prevedi il martirio per Marziam e per mio fratello?».  
«Te ne duoli, Andrea?».  
«No. Mi dolgo che Tu non lo preveda anche per me».  
«In verità, in verità vi dico che sarete tutti rivestiti di porpora meno uno».  
«Chi? Chi?».  
«Lasciamo il silenzio sul dolore di Dio», dice mesto e solenne Gesù.  
E tutti tacciono intimoriti e pensosi.   
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A cura di Mario Ignoffo 

TRATTATO SULL’INFERNO



ESORCISMO DEL 16/3/1982 


AUTOACCUSA DI GIUDA ISCARIOTA

Esorcista - Di' la verità e solo la verità in nome di Dio.

Giuda (NOTA - Oggi si tende a riscattare Giuda e a minimizzare la sua colpa: ben pochi si dicono certi della sua condanna eterna; quasi tutti sostengono non si possa affermare con sicurezza che Giuda sia all'inferno. Come è possibile sostenere questo se si pensa a quanto Gesù ha detto di lui: "Sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato" (Mc 14,21)? Starebbero ancora in piedi queste parole se, per vie diritte o storte, alla fine Giuda finisse in paradiso?) - Io ero superbo; il peccato della superbia mi guastava la mente e il cuore. Quando sono andato da Lui (Si riferisce a Gesù) per chiedergli di accettarmi tra i suoi, non è stato per umiltà e per spirito di servizio, ma per salire, per arrivare in alto. Era solo questo il mio intento. Io mi sono fatto consacrare apostolo con questa superbia nel cuore e, superbo com'ero, non ho voluto pentirmi dei miei peccati. Poi è venuta la disperazione, perché io sapevo di aver tradito il Sangue innocente. Ma la disperazione non è stato il mio peccato più grave, perché Lui avrebbe avuto pietà di me anche vedendomi così disperato. Lui avrebbe voluto aiutarmi, ma per me era troppo tardi, troppo tardi, troppo tardi (Lo grida con infinita tristezza). Magari io non fossi mai nato ... mai nato! Chiunque trova il coraggio dell'umiltà e va da Lui con il cuore pentito e si getta nella polvere, viene perdonato. Ma io non ho voluto perché ero troppo superbo, perché i demòni e l'inferno ormai mi possedevano. Io non potevo più (Lo urla con voce disperata), non potevo più, non potevo ... non volevo più! Io accuso me stesso.  E voi non dite, quasi a mia giustificazione, che ero disperato. E' stata la mia smisurata  superbia a impedirmi di chiedergli perdono. E' la superbia il peccato più grande! Un uomo può cadere nella disperazione con molte attenuanti, perché qualcun'altro lo ha spinto in quel baratro, ma la superbia no, è solo opera dell'uomo che ne è vittima. L'uomo superbo che osa mettersi al di sopra dell'Altissimo e di ogni altra persona, che confida solo in se stesso, che non ha compassione di nessuno, che giudica con durezza gli altri e li condanna senza nemmeno ascoltare le loro ragioni, è in gravissimo pericolo, perché è già in preda a un sentimento che gli acceca lo spirito. Io l'ho sperimentato su me stesso. Io ero superbo, disprezzavo l'umiltà, non ho voluto essere umile (Lo dice con voce debole). Non ho voluto, non ho voluto, non ho voluto! E' questo che mi ha portato all'impiccagione.

L'INFERNO E' IL PEGGIORE DEI MALI

Esorcista - In nome di...

Giuda - Io vorrei (Sospira affannosamente), io vorrei anche per mille e mille anni  sopportare le sofferenze più lancinanti, i dolori più tremendi, le agonie della morte, le pene più strazianti
... pur di uscire dall'inferno, pur di avere anche solo l'ultimo posto in paradiso. Sopporterei con gioia migliaia, milioni di anni di sofferenze, le più dolorose, pur di uscire da qui. Ma per me non c'è più speranza: io sono immerso in una grande tenebra, negli spasimi più atroci. E il mio dolore è di molto accresciuto per il fatto che io ero apostolo. La consacrazione e la dignità sacerdotale di cui ero insignito sono ancora in me e lo saranno per sempre ed è per questa consacrazione che io brucio e soffro più degli altri che non sono consacrati. Sono costretto a dirvi: avvertite i vescovi e i sacerdoti, avvertiteli e dite loro che la consacrazione che hanno ricevuto, se in Cielo sarà per loro un titolo di maggior onore, qui all'inferno diventerà un  motivo in più di dolore. Per noi consacrati i peccati pesano molto di più che per gli altri uomini. Questo vale oltre che per i vescovi e i sacerdoti anche per i religiosi e le religiose. Fatelo  sapere nei monasteri (Lo dice con voce angosciata). Anche l'ultimo dei consacrati, quello che si trova nel posto di minor importanza, davanti all'Altissimo ha, per i suoi peccati, una responsabilità molto più grande degli altri uomini.

MORTE AL CLERICALISMO o RISURREZIONE DEL SACRIFICIO UMANO



 Monsignor Gaume

COLLOQUI EUCARISTICI



A - "Che cos'è la semplicità?"

R - "La semplicità è sorella dell'umiltà perché è non voler apparire quello che non si è. È non volersi rivestire delle cose e delle apparenze del mondo che nascondono il fango di cui esso è impastato. È rifiutare certa moda scollacciata e immorale e certi divertimenti in ambienti che promettono allegria e sono lampo che prelude alla tempesta interiore.
Semplicità è mettere il mio Amore al di sopra di tutti gli affetti del mondo e ordinare questi in funzione del mio Amore infinito e salvatore.
Semplicità è amare gli altri senza malizia, senza interessi e sacrificarsi per essi con generosità. 
Semplicità è non voler essere capiti, ma voler capire; è non voler prendere, ma voler dare con generosità incondizionata.
Semplicità è non voler addolorare nessuno, ma soccorrere ogni dolore.
Semplicità è non voler bere ad ogni costo il nettare dell'appagamento. Ne rimarresti avvelenato.
Semplicità è non stancarsi di amare, sia che la gente parli bene, sia che parli male; è non addolorarsi per le maldicenze degli sciocchi.
Semplicità è non esaltarsi per il piacere, non turbarsi per il dolore, non spaventarsi per la solitudine, non scoraggiarsi per la rinuncia.
Semplicità è agire con la forza morale di una volontà legata a Me da un amore vero, fecondo, costruttivo. 
Semplicità è chiudere l'anima all'errore che tenta, alla passione che sconvolge, alla mentalità del mondo che seduce, all'orgia del mondo che sembra vincere, per immolare a Dio tutte le proprie energie.
Semplicità è avere la certezza che Io solo vinco e che vale la pena buttare la propria vita per costruire il mio Regno.
"Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna" (Gv. 12 - 25)
Nel mondo si spegne la fede perché i miei più cari hanno frantumato l'amore. Anche l'amore eucaristico è dimenticato e allora prevale il rancore, la maldicenza, la calunnia, la divisione.
Nel mondo imperversa l'odio, l'orrore, il sangue, perché i miei più cari, calpestando la mia legge, hanno dimenticato l'imprescindibile dovere di donare l'amore. Voi dovete essere i donatori del mio Amore operando una vera trasfusione di esso nelle vostre famiglie e nel corpo sociale.
C'è tanta ingiustizia e tanto egoismo nel mondo, perché si è voluto ignorare l'amore insegnato dal Vangelo, si è voluto dimenticare che solo il mio Cuore e il Cuore della Madre mia sono le sorgenti della vera e feconda giustizia. Si è creato il mito delle rivendicazioni, e si è volutamente ignorato che le rivendicazioni autentiche e costruttive sgorgano dal Sangue di un Dio crocifisso e dal martirio della Madre Sua. Sono queste le sole sorgenti capaci di dare comprensione, solidarietà e collaborazione, prime e indispensabili condizioni per costruttive rivendicazioni.
"Io sono la via, la verità, la vita" (Gv. 14 - 6)
"Cercate dapprima il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta" (Mt. 6 - 33)
Ma chi cerca il regno di Dio, che è il regno dell'amore del Padre, contraccambiato dai figli che lo amano con tutte le loro forze e che amano i propri fratelli perché nei loro cuori si realizzi il mio regno?
Chi cerca la giustizia di Dio che è odio al peccato: causa di tutti i mali che vi affliggono, perché la natura si ribella e perché la giustizia divina non può non punire i figli ostinati che si ribellano?"

LA SS. TRINITÀ VI CHIAMA AL RISPETTO DELLA LEGGE DI DIO! NON SCIUPATE QUESTO APPELLO. È L’ULTIMO APPELLO PRIMA DEL DISASTRO CHE STA PER COLPIRE LA TERRA. “AVANTI O POPOLO MIO, IL VOSTRO RIFUGIO È IN ME, IO VI SOLLEVERÒ E VOI SARETE AL SICURO IN ME”.



La SS. Trinità vi chiama al rispetto della Legge di Dio!
Non sciupate questo appello.
è l’ultimo appello prima del disastro che sta per colpire la Terra.

“Avanti o popolo mio, il vostro rifugio è in Me,
Io vi solleverò e voi sarete al sicuro in Me”.

Sono gli ultimi istanti di vita su questa Terra, per i miei figli si apre il mondo nuovo, un mondo che appartiene a Me, il Dio Amore e Creatore.
Salite a Me figli miei benedetti, venite a Me, raccontatemi tutto il vostro amore, tutto il vostro sì sincero, nulla vi appartiene su questa Terra, tutto si spegnerà e polvere tornerà.
State per assistere alla fine di questo mondo di male,
state per inoltrarvi nella vita vera.

Il sole è ai suoi ultimi battiti, il suo cuore presto esploderà e il buio invaderà la Terra. Avrete un buio profondo, mai conosciuto, il cielo sarà senza stelle e la luna non darà più la sua luce.
Satana ha distrutto questa Umanità, ne sta facendo bottino, ma ecco che Io vengo!
Io DIO, intervengo a rimettere ogni cosa in Me, lascerò sulla Terra solo coloro che a Me non appartengono, quelli che Mi hanno rinnegato, che hanno preferito le cose di questo mondo, hanno seguito il mio nemico e con lui si sono alleati per distruggere ogni cosa che a Me appartiene.

Basta! Basta! Basta! Il tempo è ormai segnato.
Il Padre mio dichiara la fine di questa storia di male: …il vento entrerà forte e il buio sarà tremendo assieme al freddo che entrerà nei cuori di coloro che sono lontani da Me, che non vogliono riconoscermi quale unico e vero Dio.

Oh, mondo crudele! Umanità perversa, …tutto deve essere purificato, tutto!
Il mio Sacro Cuore trasformerà ogni cosa, l’uomo conoscerà la verità in Dio ma sarà troppo tardi, la sua tribolazione dovrà attraversare su questa Terra, dovrà riconoscere, nella sua sofferenza, la mia Potestà, … Io Sono! … Non il mondo è!

Purificate il vostro cuore, mettete tutto in Me;
il vostro essere sia in Me donazione.
Per la salvezza dei vostri fratelli, offritevi figli miei,
abbandonate tutto ciò che è impuro.

Ora l’economia cadrà completamente, ci sarà il dissesto economico! …a cosa serviranno i soldi messi nel cassetto? … non serviranno che per accendervi il fuoco, …
se avrete le condizioni per farlo!

Sia ben capito: … tutto è finito! Io capovolgerò ogni cosa. Chi Mi avrà negato il suo contributo, anche Io lo rinnegherò al momento che Mi chiederà l’aiuto, solleverò a Me solo quelle creature che in Me hanno creduto, che Mi hanno seguito con fedeltà e amore vero e non hanno mai avuto pensieri diversi dalla mia volontà.
Questo tempo è un tempo di verità,
attendo da voi la vera conversione, uscite allo scoperto.
Il sole presto si spegnerà!

Oh, uomini, non avrete più la possibilità di vedere le mie bellezze, le mie ricchezze!
L’amore è amore, e l’amore è in Me. Chi si è donato a Me sarà grande in Me, Io lo risusciterò e lo metterò al mio trono, con Me guiderà una grande moltitudine di genti, una nuova generazione santa.
Busserò ora alla porta del cuore di molti, chi Mi aprirà il proprio cuore e Mi permetterà di entrarvi sarà salvo, diversamente morirà.
Luce ai miei occhi siete, figli miei. Oh voi che Mi ascoltate e vi beate alle mie parole; oh voi che celebrate nei vostri cuori il mio nome e dichiarate tutto il vostro amore per Me.
Grande entrerà la tribolazione per questa Umanità ipocrita, senza amore, senza cuore.

La SS. Trinità vi chiama al rispetto della Legge di Dio.
Non sciupate questo appello.
è l’ultimo appello prima del disastro che sta per colpire la Terra.

Avanti, o popolo mio, il vostro rifugio è in Me,
Io vi solleverò e voi sarete al sicuro in Me.

Vi amo, vi attendo al mio fianco nella battaglia che ora si accenderà, ora che le forze di Satana si scontreranno con quelle celesti.
è tempo di vita nuova per i figli di Dio, ecco che Io compio l’ultimo mio atto d’amore per la vostra salvezza: rimanderò Satana all’Inferno.
Avrete la libertà vera e godrete per l’eternità di tutto il mio Bene.

Carbonia 22-02-2020

RIMANETE NEL MIO AMORE



«ASPIRATE AI CARISMI PIU' GRANDI! E IO VI MOSTRERO' UNA VIA MIGLIORE DI TUTTE ». 1 COR. 12, 31


   « lo vorrei dare, ma non posso, perchè le anime non vogliono le mie grazie. Preferirei dar loro tutto, farle ricche, anzichè dovermi tenere per forza i miei tesori. Purtroppo fanno conto di tutto, eccetto che di me: corrono dietro a tutto, salvo che a me; s'industriano per acquistare tutto, all'infuori di me.
Chi viene a me, non va via con poco soltanto: Io do subito molto.
   Il mese di giugno è un mese nel quale mando un diluvio di grazie sulla terra, ma non tutti i cuori sono nelle disposizioni necessarie per riceverle.
   Ho le mani piene di grazie, piene che traboccano. Prendine fin che vuoi; prendine in favore della Chiesa, dei Sacerdoti, dei Vescovi in particolare. Ho tanto desiderio di dare le mie grazie, ma non trovo anime abbastanza fedeli.
   Io sono l'abisso infinito della misericordia e tu sei il posto dove lo posso posare i miei favori.
   Le persone del mondo non sanno che fare delle mie grazie, le considerano come una merce di scarto; Io do a chi ha già e sovrabbonderà; a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.
   Io ho ancora grazie grandi da farti, ma non te le posso fare perchè non sei ancora del tutto distaccata da te. Ho bisogno di fartele, queste grazie, ma non basta la purità della coscienza, voglio trovare in te una grande confidenza.
   Vedere che le anime hanno bisogno di me e non si curano di me! Pazienza, se potessero farne a meno, ma non lo possono, perchè lo son loro indispensabile. Io le vedo perire, mentre avrei i mezzi per soccorrerle, e non lo vogliono!
   Nelle tue pene, nei tuoi dubbi, nelle tue difficoltà, nelle tue incertezze, ricorri a me. Io ti darò non solo quello che cerchi, ma ti darò di più, per farti vedere che mi fai piacere.
   Chiedi molto; chiedi più di una volta, e tutto otterrai.
   La mortificazione che pratichi senza riserva, secondo il mio desiderio, ti è caparra per ottenere grazie.
   Non posso mancare di parola; ti ho detto che sempre ti avrei concesso tutto ciò che mi avresti domandato, purchè non fosse contrario alla maggior gloria di Dio e alla salute delle anime, e hai ragione di pretendere che lo ti conceda ciò che non si oppone a questi santi fini.
   Tu sei Maria per chiedere, lo sono Gesù per donare. Non restringere le tue domande a un numero limitato di persone, estendile a tutto il mondo.
   Tu ti accontenti di quanto chiedi, ma lo non mi accontento. lo voglio che tu mi chieda di più, perchè lo posso disporre di tesori inesauribili.
   Dilata il tuo cuore con la confidenza e con l'abbandono assoluto in me; hai molto da ricevere dal tuo Dio, non restringermi il Cuore, costringendolo a limitarti i suoi favori.
Spera molto e riceverai molto.
   I grandi ghiacciai delle alte montagne non finiscono di fondersi, che viene di nuovo altra neve. lo sono infinito, sono Dio: le grazie che ti faccio derivano dalla mia divina carità, e siccome la mia carità è infinita, anche le mie grazie sono illimitate.
   Devi ricevere le grazie con attenzione, con amore, con riconoscenza.
   Le grazie che lo faccio a un'anima non ne privano un'altra. Perchè do poche grazie straordinarie? Perchè c'è poca preparazione alle mie grazie ordinarie.
   Chiedimi le grazie che vuoi: lo già le conosco, ma voglio che tu me le chieda. 
   Pensa al numero degli uomini che vivono nel mondo e pensa che lo ho espiato, ho sofferto, sono morto per tutti, e vedo tanto trascurato il grandissimo beneficio della redenzione.
   La speranza deve essere fondata su due stabili princìpi: la conoscenza della bontà infinita di Dio e la conoscenza della vostra miseria. Solo pensando alla prodigalità santa di Dio e al desiderio che ha di beneficare le sue creature, si può trovare motivo di sperare; egli stesso l'ha detto: «Domandate e otterrete».
   Quando si ha più bisogno della divina Provvidenza, è quando si vede più potente il suo aiuto.
   Procura di non avere a rimproverarti, alla fine della tua vita, d'aver troppo poco usato dei tesori del mio Cuore a vantaggio di tutti.
   Che cosa vuol dire affidarsi al Cuore di Gesù? Tutti quelli che ricorrono al mio Cuore, per qualunque cosa vengano, ricevono non solo quello che vogliono, ma ancora di più.
   La mia onnipotenza non verrà mai meno.
La base sulla quale devi fondare la corrispondenza alle mie grazie, è l'amore; e un mezzo per eccitare l'amore è il ricordo delle mie grazie, non solo di quelle generali, ma anche delle particolari.
   Poichè non trovo in tutti i cuori la strada aperta, mi riverso con maggior abbondanza su quelli che mi aprono le porte. Fortunato chi si mette in grado di ricevere le mie grazie.
   Se si vuol ottenere una virtù soda, la si deve attendere dal Cuore di Gesù. Chi vuol avere la vera salvezza, non ha che da venire a rifugiarsi in quest'arca benedetta; di qui si contempla la tempesta senza venirne scossi, senza esserne minacciati.
   Si tratta di domandare con confidenza e con la certezza di ottenere, e allora si ottiene ciò che si vuole.
   Se tu sapessi quante grazie ho da farti! Un fiume porta molte acque, ma le porta adagio; un torrente si precipita; ebbene, il numero delle grazie che ho da farti, è come il numero delle gocce d'acqua di un torrente.
Quando un'anima è unita a me mediante la grazia, mediante l'adesione perfetta alla mia volontà, mediante la sofferenza, quell'anima è nella disposizione di ricevere le grazie.
   Io ho bisogno di trovare cuori vuoti per versarvi le mie grazie; non posso fare grazie straordinarie alle anime come vorrei, perchè non le trovo abbastanza amanti dell'umiltà.
   Io sono di ogni anima a misura della sua capacità e della sua fedeltà: a misura che un'anima mi vuole, mi cerca, mi desidera, mi ama, si occupa di me.
   Non mi puoi fare maggior piacere che disporti a ricevere grazie maggiori; il mio Cuore prepara continuamente delle grazie e quando trova un'anima fedele, la colma.
   Le mie grazie ti purificano e ti ornano, perchè esse sono luce, sono forza, sono istruzione.
   Quando vuoi ottenere una grazia, considerala come fatta e ringraziamene.
   Il 1° venerdì del mese è un giorno nel quale il mio Cuore dà tante grazie.
   Quando un'anima concepisce un sentimento di gratitudine verso di me, in quello stesso istante Io le preparo già nuove grazie, perchè il mio Cuore è un tesoro inesauribile.
   Abbi confidenza e tutto andrà bene. lo solo basto all'anima; le creature, per quanto sante e virtuose, non sono che i canali che servono a trasmettere le mie grazie; se lo tolgo i canali, non è per privare l'anima di quelle grazie, ma per dargliele direttamente, e l'anima non ne riceve di meno.
   Il ringraziarmi delle grazie ricevute è una caparra per riceverne delle nuove. Ci facciamo un piacere in due: lo a donare e tu a ricevere.
   Io sarò la forza della tua debolezza, il lume della tua ignoranza, il riparatore delle tue miserie.
   Chiedimi di vivere momento per momento, ora per ora, giornata per giornata, completamente rimessa alla mia divina Provvidenza, senza timori, senza pene, lasciandomi il dolce incarico di provvederti di tutto: lo lo faccio volentieri.
   Quanto io godo che vi siano anime che si gettano a occhi chiusi nelle mie mani, o per meglio dire nel mio Cuore! Queste anime, in certo modo, mi costringono dolcemente a pensare a loro, perchè esse non ci pensano. Una mamma che abbia un bambino cieco non lo lascia un momento: così lo provvedo alle anime umili.
   Non sanno gli uomini chiedermi le grazie: domandano molte cose, e non chiedono la grazia più importante che compendia tutte le altre: la grazia del mio santo amore. Questa è, infatti, la grazia per eccellenza, il dono che lo faccio ai miei eletti. Sapermi amare vuol dire molto, vuol dire tutto, per un cristiano. Chi mi ama, crede in me e spera in me, soffre con pazienza, accetta il dolore, si vince per mio amore.
   Chi mi ama, non desidera altro che la mia volontà, l'ama e l'adempie perfettamente per quanto gli è possibile. Chi mi ama, non cerca ricompensa e non ne desidera: gli basta il pensiero di piacere al suo Dio.
   Chi mi ama, gode già anticipatamente le delizie del paradiso, perchè lo pure l'amo e gli dimostro l'amore che gli porto, in modo sensibile e soave.
I miei santi non avevano che un desiderio: di conoscermi per potermi convenientemente amare, e avevano ragione, perchè nell'amare Iddio consiste la vera e unica felicità».

PREGHIERA

«Mio Gesù, mio unico, mio tutto, io ti scongiuro di chiudermi nel tuo Sacro Cuore, che io non ne possa uscire mai più. Parla per la mia bocca, ascolta nelle mie orecchie, ama nel mio cuore, affinchè io possa fare tutto il bene che tu desideri.
Mio Gesù, svelami sempre più il tuo Sacro Cuore, fa' che penetri nei tesori della tua misericordia, fa' che entri sempre più nella tua intimità».

Suor Benigna Consolato Ferrero

SUPREMO APPELLO



Voi non potete che sfiorare quaggiù l'idea della sua santità - sarà come un Cielo a parte per voi in Paradiso. Oh! amate la Madre mia, onoratela - non potete onorarmi meglio che dividendo col vostro Gesù questo culto filiale per Maria. Più ci s'impregna di Lei, più ci s'impregna di Dio. Nessuno meglio di Lei sa a rendere a Dio quel che è di Dio ». E' il suo deposito sacro - è la Lira meravigliosa al cui tocco risponde Iddio. Se vi attira a sé è sempre per darvi a Me. E nessuno è più abbandonato di Lei a questo Padre celeste. Voialtri siete terribilmente frettolosi. Ella non previene mai Dio - sta nelle sue Mani - sta, in Lui, immobile e dipendente dai suoi cenni, tutta passata in Lui. La semplicità del suo abbandono è di ammirazione agli Angeli stessi - non ha uno sguardo per sé, neppure l'ombra di un pensiero personale. Essa è veramente la Trasparenza di Dio!

CONSACRAZIONE ALLE SS PIAGHE DI GESU’ CRISTO



Dio Onnipotente che hai voluto incarnarTi In una delle tue creature per Amor mio alfine di sopportare l'insopportabile, io Ti consacro la mia vita e la mia eternità.
O Sante Piaghe delle mani di Gesù Cristo, io vi consacro le mie mani per lavorare sempre alla vostra Gloria.
O Sante Piaghe dei piedi di Gesù Cristo, io vi consacro i miei piedi per poter camminare sempre al vostro seguito.
O Sante Piaghe della schiena di Gesù, io vi consacro la mia carne, affinché sia sempre sottomessa alla Tua Santa Volontà.
O Sante Piaghe del capo di Gesù Cristo, io vi consacro il mio spirito, affinché la mia intelligenza non sia un ostacolo alla mia santificazione.
O Sante Piaghe del Cuore di Gesù Cristo, io vi consacro il mio cuore, affinché, ormai unito al Tuo, trabocchi d'Amore per gli uomini, miei fratelli.
O Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo, io Ti consacro tutto il mio sangue, affinché d'ora innanzi nelle mie vene non scorra altro che Fede, Speranza e Carità.