venerdì 7 giugno 2019

"Coloro che si pentono saranno salvati, ma gli altri che rifiutano di pentirsi verranno inghiottiti dalla terra che si aprirà sotto i loro piedi".



"Figlia Mia, il Padre Eterno è lieto delle tue offerte, perché tu riconosci la tua piccolezza e sei sempre pronta ad accettare i tuoi peccati.
Devi santificare te stessa ed offrirti per la conversione delle anime, anche se ti costa lacrime.
Ravvisa in ogni volto la Mia espressione di quando ero crocifisso.
Devi morire per tutti e vivere in profonda umiltà.
Ti imploro di pregare sempre di più.
Solo attraverso la preghiera una parte del mondo sarà salvata.
Coloro che si pentono saranno salvati, ma gli altri che rifiutano di pentirsi verranno inghiottiti dalla terra, che si aprirà sotto i loro piedi".

"Io ti parlo fra le lacrime e le Mie parole sono per questa umanità peccatrice e senza scrupoli.
Che dolore vedere i Miei...portare le anime alla perdizione.
Hanno gli occhi bendati e non vedono che stanno distruggendo il mondo con le loro mani.
Il potere satanico è in mezzo a loro.
Sono comandati da una legione demoniaca e distruggono la mano di Dio pesa sul loro capo.
Il mondo cadrà preda di calamità come il diluvio se non vengono offerte molte preghiere.
Ascolta la Mia chiamata che vi invita a pregare, presto, prima che sia troppo tardi.
L'umanità è indebolita e corrotta da bestemmie e peccati di ogni genere.
Non fanno altro che commettere crimini.
Stai in guardia, figlia Mia.
Il demonio istiga molti a credere che il Padre Eterno e l'inferno non esistono.
Tutta questa confusione viene creata per impedire che le anime si pentano, ma Io, con la Mia pietà, chiamo e aspetto tutti coloro che ritorneranno per poterli abbracciare.
Beati coloro che in questo momento credono e tornano a Me.
Figlia Mia, prega ed obbedisci, seguendo ciecamente il Mio amato servo.
Parla e conserva le sue parole nel tuo cuore.
Lui ti illuminerà.
Io lo guido. Benedico lui e te con il Mio amore infinito".

14 novembre 1987  suor Anna Alì

IL DILETTO



O mio Amore, dove sei? Chi ha visto il mio Diletto? Io l'ho cercato e non l'ho trovato. O mio Amato, io corro, mi affretto, gemo e non ti trovo da nessuna parte. Gesù, mio Amore, io non posso vivere senza di te. Dove sei, mio Diletto? Chi ha visto il mio Gesù? Chi ha trovato il mio fedelissimo amico? Tu lo sai, mio Amore, la terra intera per me non conta nulla senza di te. Tutta l'acqua del mare non basterebbe ad estinguere la sete del mio cuore. Chi ha consolato il mio cuore? Solo tu, Diletto del mio cuore. Chi ha placato la mia nostalgia? Solo tu, mio Amore. Basta Gesù, o morirò di dolore e di estasi!

Beata Mirjam di Gesù Crocifisso

I Dieci Comandamenti



Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta

Il quarto Comandamento: “Onora il padre e la madre”. 



Gesù ha sempre onorato il Padre Suo del Cielo, come la Madre e il padre putativo della terra. 

Il rapporto di rispetto e di amore del Figlio di Dio verso il Padre lo possiamo ritrovare – a livello umano – nel rapporto fra Gesù Uomo-Dio e la Madre nonché nei confronti del proprio padre putativo, Giuseppe, come dice anche S. Luca: 251…e stava loro sottomesso.  
Un’idea perfetta la possiamo avere rileggendo la morte di S. Giuseppe51 e il comportamento che tenne Gesù in quella triste vicenda. Inoltre noteremo la perfetta padronanza che Gesù – nel lavorare manualmente - aveva dei suoi movimenti, sempre ordinati, che riflettevano la “calma” ed il divino ordine interiore.  
 
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5 febbraio 1944, ore 13,30.  
 
(Prepotentemente, mentre sono dietro a correggere il fascicolo, e precisamente quel dettato sulle pseudo-religioni di ora, entra in me questa visione. La scrivo mentre la vedo.)  
 
Vedo un interno di laboratorio da falegname. Ma sembra che due delle pareti di esso siano formate da pareti di roccia, come se si fosse approfittato di grotte naturali per formare vani di casa. Qui sono precisamente i lati nord e ovest quelli che sono di roccia, mentre le altre due pareti, sud e est, sono di intonaco come le nostre.  
Nel lato nord, in un insenatura della roccia, è stato ricavato un focolare rudimentale, sul quale è un pentolino con della vernice o colla, non capisco bene. Le legna, bruciate da anni in quel posto, hanno tinto la parete che pare incatramata tanto è nera. Un buco nella parete, sormontato da una specie di grosso tegolone ricurvo, vorrebbe fare da camino aspirante il fumo delle legna. Ma deve aver fatto male il suo compito, perché anche le altre pareti sono molto annerite dal fumo, e una nebbia fumosa è anche in questo momento sparsa nella stanza.  
Gesù lavora ad un tavolone da falegname. Sta piallando delle tavole che poi addossa al muro dietro a Sé. Poi prende una specie di sgabello, stretto a due lati in una morsa, lo libera dalla stessa, guarda se il lavoro è esatto, lo squadra in tutti i sensi, poi va al camino, prende il pentolino e vi fruga dentro con un bastoncino o pennello, non so; io vedo solo la parte che sporge e che è simile a un bastoncino.  Gesù è vestito di nocciola scuro e ha la tunica piuttosto corta, le maniche rimboccate oltre il gomito e una specie di grembiule davanti, nel quale si sfrega le dita dopo aver toccato il pentolino. È solo. Lavora assiduamente ma con pacatezza. Nessuna mossa disordinata, impaziente. È preciso e continuo nel suo lavoro. Non si infastidisce di nulla, né di un nodo nel legno che non si lascia piallare, né di un cacciavite (mi pare) che gli cade due volte dal banco, né del fumo sparso che gli deve andare negli occhi.  
Ogni tanto alza il capo e guarda verso la parete sud, dove è una porta chiusa, come ascoltando. A un dato momento si affaccia, aprendo una porta che è nella parete est e che dà sulla via. Vedo uno squarcio di viuzza polverosa. Sembra che attenda qualcuno. Poi torna al lavoro. Non è triste, ma è serio. Rinchiude l'uscio e torna al lavoro.  
Mentre è occupato a fabbricare qualcosa che mi sembrano pezzi di cerchio di ruota, entra la Mamma. Entra da una porta della parete meridionale. Entra affrettatamente e corre verso Gesù.  
È vestita di azzurro cupo è senza nulla sul capo. Una semplice tunica, tenuta stretta alla vita da un cordone d'uguale colore. Chiama con affanno il Figlio e gli si appoggia con ambo le mani ad un braccio con mossa di supplica e di dolore.  
Gesù la carezza passandole il braccio sulla spalla e la conforta, poi si avvia con Essa lasciando subito il lavoro e levandosi il grembiule.  
Penso che lei voglia sapere anche le parole dette.  
Ben poche da parte di Maria: «Oh! Gesù! Vieni, vieni. Sta male!». Vengono dette con labbra che tremano e con un luccichìo di pianto negli occhi arrossati e stanchi. Gesù non dice che: «Mamma!» ma vi è tutto in quella parola.  
Entrano nella stanza accanto, tutta ridente di sole che entra da una porta spalancata su un orticello pieno di luce e di verde, nel quale svolazzano dei colombi fra uno sventolìo di panni stesi ad asciugare. La stanza è povera ma ordinata. 
Vi è un giaciglio basso, coperto di materassini (dico materassini perché sono certe cose alte e morbide, ma non è un letto come il nostro). Su esso, appoggiato a molti cuscini, è Giuseppe.  
È morente. Lo dice chiaramente il volto di un pallore livido, l'occhio spento, il petto anelante e l'abbandono di tutto il corpo.  
Maria si mette alla sua sinistra, gli prende la mano rugosa e livida nelle unghie, la strofina, la carezza, la bacia, gli asciuga con un pannilino il sudore che fa righe lucide alle tempie incavate, la lacrima che si invetra nell'angolo dell'occhio, gli bagna le labbra con un lino intinto in un liquido che pare vino bianco.  
Gesù si mette a destra. Solleva con sveltezza e cura il corpo che si affossa, lo raddrizza sui cuscini che accomoda insieme a Maria. Carezza sulla fronte l'agonizzante e cerca di rianimarlo.  
Maria piange piano, senza rumore, ma piange. I lacrimoni rotolano lungo le guance pallide sino sulla veste azzurro cupo e sembrano zaffiri lucenti.  
Giuseppe si rianima alquanto e guarda fisso Gesù, gli dà la mano come per dirgli qualcosa e per avere, al contatto divino, forza nell'ultima prova. 
Gesù si china su quella mano e la bacia. Giuseppe sorride. 
Poi si volge a cercare con lo sguardo Maria e sorride anche a Lei. Maria si inginocchia presso il letto cercando di sorridere. 
Ma le riesce male e curva il capo. Giuseppe le mette la mano sul capo con una casta carezza che pare una benedizione.  
Non si sente che lo svolazzìo e il tubare dei colombi, il frusciare delle foglie, un chioccolìo di acqua e, nella stanza, il respiro del morente.  
Gesù gira intorno al letto, prende uno sgabello e fa sedere Maria chiamandola ancora e unicamente: «Mamma». Poi torna al suo posto e riprende nelle sue la mano di Giuseppe. 
È così vera la scena che io piango per la pena di Maria. Poi Gesù, curvandosi sul morente, gli mormora un salmo. So che è un salmo, ma ora non posso dirle quale. Comincia così:  "Proteggimi, o Signore, perché in Te ho posto la mia speranza...  
A pro dei santi che sono nella terra di lui ha compiuto mirabilmente tutti i miei desideri... 
Benedirò il Signore che mi dà consiglio...  
Io tengo sempre dinnanzi a me il Signore. Egli mi sta alla destra perché io non vacilli.  
Per questo si rallegra il mio cuore ed esulta la mia lingua, anche il mio corpo riposerà nella speranza.  
Perché Tu non abbandonerai l'anima mia nel soggiorno dei morti, né permetterai che il tuo santo veda la corruzione.  
Mi farai conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia colla tua faccia". (Salmo 15) 
Giuseppe si rianima tutto e con uno sguardo più vivo sorride a Gesù e gli stringe le dita.  
Gesù risponde con un sorriso al sorriso e con una carezza alla stretta, e continua dolcemente, curvo sul suo padre putativo:  
"Quanto sono amabili i tuoi Tabernacoli, o Signore.  
L'anima mia si consuma di desiderio verso gli atrii del Signore.  
Anche il passero si trova una casa e la tortorella un nido per i suoi nati.  
Io desidero i tuoi altari, Signore. Beati coloro che abitano la tua casa... Beato l'uomo che trova in Te la sua forza.  
Egli ha disposte nel suo cuore le ascensioni dalla valle delle lacrime al luogo eletto.  
O Signore, ascolta la mia preghiera...  
O Dio, volgi il tuo sguardo e mira la faccia del tuo Cristo...". (Salmo 83) 
Giuseppe con un singhiozzo guarda Gesù e fa il moto di parlare come per benedirlo. Ma non può. Si comprende che capisce, ma ha la parola impedita. È però felice e guarda con vivacità e fiducia il suo Gesù.  
«"O Signore" continua Gesù. (Salmo 84) 
"Tu sei stato propizio alla tua terra, hai liberato dalla schiavitù Giacobbe... 
Mostraci, o Signore, la tua misericordia e donaci il tuo Salvatore.  
Voglio sentire quel che dice dentro di me il Signore Iddio.  
Certo Egli parlerà di pace al suo popolo per i suoi santi e per chi di cuore torna a Lui.  
Si, la tua salute è vicina... e la gloria abiterà sulla terra...  
La bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate. La verità è spuntata dalla terra e la giustizia ha guardato dal Cielo.  
Si, il Signore si mostrerà benigno e la nostra terra darà il suo frutto. La giustizia camminerà dinnanzi a Lui e lascerà nella via le sue impronte".  
Tu l'hai vista quest'ora, padre, e per essa ti sei affaticato. 
Tu hai aiutato quest'ora a formarsi, e il Signore te ne darà premio. Io te lo dico» aggiunge Gesù, asciugando una lacrima di gioia che scende lenta sulla guancia di Giuseppe.  
Poi riprende (Salmo 131):  "O Signore, ricordati di Davide e di tutta la sua mansuetudine.  
Come egli giurò al Signore: io non entrerò dentro alla mia casa, non salirò sul letto del mio riposo, non concederò sonno agli occhi miei, non riposo alle mie palpebre, non requie alle mie tempie finché non ho trovato un posto al Signore, una dimora per il Dio di Giacobbe...  
Sorgi, o Signore, e vieni al tuo riposo, Tu e l'Arca della tua santità (Maria comprende e ha uno scoppio di pianto).  
Sian rivestiti di giustizia i tuoi sacerdoti e faccian festa i tuoi santi.  
Per amore di Davide tuo servo non negarci il volto del tuo Cristo. 
Il Signore ha giurato a Davide la promessa e la manterrà: 'Porrò sul tuo trono il frutto del tuo seno'.  
Il Signore l'ha scelta a sua dimora... 
Io farò fiorire la potenza di Davide preparando una fiaccola accesa per il mio Cristo".  
Grazie, padre mio, per Me e per la Madre. Tu mi sei stato padre giusto, e te ha posto l'Eterno a custodia del suo Cristo e della sua Arca. Tu fosti la fiaccola accesa per Lui, e per il Frutto del seno santo hai avuto viscere di carità. Va' in pace, padre. La Vedova non sarà senza aiuto. Il Signore ha predisposto perché sola non sia. Vai sereno al tuo riposo. Io te lo dico».  
Maria piange col volto curvo sulle coperte (sembrano mantelli) stese sul corpo di Giuseppe, che si raffredda. Gesù affretta i suoi conforti, perché l'anelito si fa più affannoso e lo sguardo torna a velarsi.  
"Felice l'uomo che teme il Signore e pone nei suoi comandamenti ogni diletto...  
La giustizia di lui rimane nei secoli dei secoli. 
Fra gli uomini retti sorge fra le tenebre come luce il misericordioso, il benigno, il giusto...  
Il giusto sarà ricordato in eterno... La sua giustizia è eterna, la sua potenza si alzerà fino alla gloria..." (Salmo 111) 
Tu l'avrai questa gloria, padre. Presto verrò a trarti, coi Patriarchi che ti hanno preceduto, alla gloria che ti attende. 
Esulti il tuo spirito nella mia parola.  
"Chi riposa nell'aiuto dell'Altissimo vive sotto la protezione del Dio del Cielo". (Salmo 90) 
Tu vi sei, padre mio.  
"Egli mi liberò dal laccio dei cacciatori e dalle aspre parole.  
Ti coprirà colle sue ali e sotto alle sue penne troverai rifugio.  
La sua verità ti circonderà come scudo, non temerai i notturni spaventi...  
Non si avvicinerà a te il male... perché ai suoi angeli ha dato l'ordine di custodirti in tutte le tue vie.  
Ti porteranno sulle loro palme, affinché il tuo piede non urti nei sassi.  
Camminerai sopra l'aspide e il basilisco e calpesterai il dragone e il leone.  
Perché hai sperato nel Signore, Egli ti dice, o padre, che ti libererà e ti proteggerà.  
Perché hai alzato a Lui la tua voce ti esaudirà, sarà teco nella tribolazione ultima, ti glorificherà dopo questa vita, facendoti vedere già da questa la sua Salvezza", e nell'altra facendoti entrare, per la Salvezza che ora ti conforta e che presto, oh!, presto verrà, te lo ripeto, a cingerti di un abbraccio divino e a portarti Seco, alla testa di tutti i Patriarchi, là dove è preparata la dimora del Giusto di Dio che mi fu padre benedetto.  
Precedimi per dire ai Patriarchi che la Salvezza è nel mondo e il Regno dei Cieli presto sarà a loro aperto. Va', padre. La mia benedizione ti accompagni».  
La voce di Gesù si è elevata per giungere alla mente di Giuseppe, che sprofonda nelle nebbie della morte.  
La fine è imminente.  
Il vecchio ansima a fatica.  
Maria lo carezza, Gesù si siede sulla sponda del lettuccio e cinge e attira a Sé il morente, che si accascia e si spegne senza sussulti.  
La scena è piena di una pace solenne. Gesù riadagia il Patriarca e abbraccia Maria, che in ultimo si era avvicinata a Gesù nello strazio che la angosciava. 
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a cura del Team Neval 

Riflessioni di Giovanna Busolini  

Per i peccatori perduti e indifesi



O Gesù, aiutami perché io sono un peccatore perduto,  
inerme e nelle tenebre io sono debole e non ho il coraggio di cercarTi. 
Dammi la forza di invocarTi ora,  
in modo che possa rompere il buio dentro la mia anima. 
Portami verso la Tua luce Caro Gesù, perdonami. 
Aiutami a diventare tutto nuovo  
e portami verso il Tuo Amore, la pace e la vita eterna. 
Ho fede in Te completamente  
e Ti chiedo di portarmi in mente, corpo e anima  
mentre mi abbandono alla Tua Misericordia Divina. 
Amen. 

Una volta entrata nella Chiesa, la confusione creerà discordia. Sappiate che questo non viene da Dio.



Mia amatissima figlia, il Libro della Rivelazione è stato aperto e ogni punto viene rivelato al mondo. Qualsiasi chiesa sulla terra, in cui si onora Dio, lotta al suo interno per mantenere viva la propria fede in Lui. Ogni chiesa è stata attaccata ed è stata coperta di vergogna da coloro i quali hanno commesso dei peccati terribili, al suo interno, e che poi hanno giustificato le proprie azioni, dichiarando che esse avvenivano secondo la Volontà di Dio. Nessuna chiesa che propugna la Volontà di Dio è stata risparmiata là dove la malvagità ha fatto presa, e dove purtroppo la Verità verrà sostituita con ogni genere di scusa, allo scopo di negare Dio in tutta la Sua Gloria. 

Una volta entrata nella Chiesa, la confusione creerà discordia. Sappiate che questo non viene da Dio. Una volta ammesse differenti interpretazioni della Verità, la strada che conduce al Mio Celeste Padre sarà cosparsa di erbacce che si moltiplicheranno rapidamente. Quando questo accadrà, ne risulterà una strada melmosa e impraticabile. Il cammino verso il Mio Regno Celeste è già stato fatto conoscere all‟uomo. Si tratta di un percorso semplice e libero da qualsiasi ostacolo, se si cammina insieme e con il cuore fiducioso. I Miei nemici cercheranno sempre di ostacolare il vostro cammino, e se darete retta alle loro provocazioni, vi farete coinvolgere nelle loro menzogne e permetterete ai dubbi di annebbiare il vostro giudizio; a quel punto troverete questo viaggio assai tortuoso. 

La Parola di Dio oggi rimane quella che fu da sempre, ed inoltre i Dieci Comandamenti sono chiari e non potranno mai cambiare. La via verso Dio resta quella di rimanere saldi su ciò che Egli insegnò. Dio non fa compromessi, né tollera i tentativi fatti da parte dell‟uomo allo scopo di modificare la Verità. Se credete in Dio, seguirete i Suoi Comandamenti, accoglierete la Parola come è contenuta nella Sacra Bibbia, e rimarrete sull‟unica e vera via che porta al Suo Regno. Benedetto sia l‟uomo retto, poiché egli, mediante la sua sottomissione a Dio, riceverà le Chiavi per il Paradiso. 

Non dovete dare fiducia a chiunque cerchi di persuadervi ad accettare ciò che è al di fuori della Verità. Abbiate fiducia solamente in Dio e non lasciatevi mai tentare di deviare dalla Sua Parola poiché, se soccomberete a questa pressione, sarete perduti per Me. 

Il vostro amato Gesù 

4 Novembre 2014




giovedì 6 giugno 2019


"I massoni insultano il Mio Vangelo! La loro malvagità è ripugnante. Stanno preparando la loro esecuzione con le loro stesse mani".



"...L'ora dell'Apocalisse".


"Figlia Mia, prega molto ed espia.
Il Mio cuore è trafitto dalla sofferenza perché l'umanità non si pente.
Regna l'avarizia e la brama di acquisire nuove terre per poi dominarle come ladri e lupi.
Vengo gravemente insultato.
Il mondo è nel dolore.
La desolazione e la morte avanzano.
L'intero mondo sarà in guerra, verrà invaso dalla rovina e dalla morte.
Le armi mortali non solo stermineranno gli eserciti, ma distruggeranno anche le cose più sante e sacre, i bambini, gli anziani e gli infermi.
Che pena, figlia Mia!
Le leggi ingiuste delle nazioni hanno spezzato la legge di Dio.
Il diavolo infiltrerà i suoi poteri malvagi all'interno delle nazioni e ad un dato momento distruggerà la parte migliore del gregge.
Sono agonizzante per...I leader sono responsabili dell'umanità, della salvezza del mondo o della sua distruzione".

"I massoni insultano il Mio Vangelo!
La loro malvagità è ripugnante!
Gridano "noi non vogliamo Dio".
Eppure molti...Satana ha incatenato le loro anime.
Figlia Mia, unisci il tuo cuore alle Mie lacrime di sangue.
GuardaMi!
Che pena rattrista il Mio Cuore!
Stanno preparando la loro esecuzione con le loro stesse mani e il fuoco eterno li aspetta.
Non temere nulla".
"Ti benedico".

12 novembre 1987  suor Anna Alì 

Beata Elisabetta della Trinità



Ho trovato il mio cielo sulla terra in questa cara solitudine del Carmelo dove sono sola con Dio solo. Fo' tutto con lui e a tutto vado con una gioia divina. O che spazzi, o che la vori, o che sia all'orazione, tutto trovo bello e delizioso, perchè è il mio. Maestro che vedo dappertutto!

CONSACRATEVI A ME IO VI AMO



"Per essere vicini a Me, dovete avere fiducia in Me: è il vostro completo abbandono. 

Vincete la tentazione della paura, dello scoraggiamento, della tristezza. La sfiducia paralizza le vostre attività e ciò molto giova al Mio avversario. Siate sereni, siate nella gioia. Si, figli Miei, nella gioia del Mio Cuore Immacolato, che tutti vi racchiude. Il Mio Cuore di Mamma sarà per voi il luogo della vostra pace, mentre fuori infurierà la più grande tempesta, Anche se sarete rimasti feriti, anche se sarete spesso caduti. Anche se avrete dubitato, anche se, in certi momenti, avrete tradito, non scoraggiatevi, perché IO VI AMO. Quanto più il Mio avversario avrà voluto su di voi infierire, tanto più grande sarà il Mio Amore per voi. Sono Mamma e vi amo ancora di più, figli, perché Mi siete stati strappati. E la Mia gioia è di fare di ciascuno di voi, dei figli così purificati e fortificati, che ormai più nessuno riuscirà a strapparvi dall'Amore di Mio Figlio Gesù. Per questo siate contenti, siate fiduciosi, siate totalmente a Me abbandonati. Siate sempre in preghiera con Me. Vi domando di rinnovare e di vivere pienamente la consacrazione al Mio Cuore Immacolato ed Addolorato". 

I MISTERI DELL’ALDILA’ SVELATI A JOSEFA



4 maggio 1923
Vide il cielo aprirsi e Gesù splendente di indescrivibile bellezza irradiare lo spazio. Ghirlande di anime lo circondavano: erano i cori delle Vergini e in ogni gruppo brillava la Fondatrice attorniata dalle anime più sante del proprio Ordine; molti posti erano ancora vuoti e segnati da stelle. Josefa riconobbe la Società del Sacro Cuore alla destra di Gesù e Santa Maddalena Sofia al centro del gruppo serbava anche in Cielo il suo umile atteggiamento. Un meraviglioso raggio di luce uscendo dal Cuore Divino si divideva in due, uno sulle anime della Società del Sacro Cuore e l'altro sulle Religiose della Visitazione, di fronte a Gesù, fra le quali Santa Margherita Maria sfolgorava come una regina. Altri gruppi erano illuminati dai raggi uscenti dalle Sante Piaghe.

Per favore, Vi imploro di non cedere alle lusinghe di Satana



Ogni scusa viene offerta dall’uomo quando si tratta della vita di un altro ma nessuna  di esse verrà accettata come cosa giusta in nessun caso.

Questo vale per la pena capitale, il peccato dell’aborto e l’eutanasia. Alzatevi tutti ora e ricordate che sarete giudicati duramente se doveste trasgredire al più sacro di tutti i Comandamenti del Padre Mio: Non Uccidere. Ricordate che c’è un unico Dio e che solo Lui può decidere quando la vita può essere presa.

Rompete questo Comandamento in piena coscienza di ciò che state facendo e soffrirete il tormento dell’Inferno per l’Eternità.

Per favore, Vi imploro di non cedere alle lusinghe di Satana il quale continuamente incoraggia l’assassinio in modo da rubare le anime che altrimenti sarebbero destinate al Glorioso Regno del Padre Mio.

L‟eutanasia è un atto detestabile ai Miei Occhi



Mia amatissima figlia, l‟eutanasia è un peccato mortale e non può essere perdonato. Colui che aiuta, assiste o decide di togliere la vita delle persone, per qualsiasi ragione, commette un peccato terribile agli Occhi di Dio. 

Togliere la vita ad una persona e poi dichiarare che la morte volontaria assistita sia una buona cosa, è uno dei peccati più grandi. Tra le numerose azioni che sono state attentamente pianificate contro Dio, e che vengono deliberatamente mostrate al mondo, in questo momento, per incoraggiare le persone a peccare contro Dio, è compreso il peccato di eutanasia. Non vi sbagliate: l‟eutanasia è un atto detestabile ai Miei Occhi, e porta con sé gravi conseguenze per coloro che vi partecipano. 

Uccidere una qualsiasi anima e ciò include sia le anime dal momento del loro concepimento, sia quelle che vivono i loro ultimi mesi sulla terra, é un peccato mortale. Nulla può giustificare la soppressione della vita umana, quando viene commessa nella piena consapevolezza che la morte giungerà in un dato momento. La morte causata ad un altro essere vivente nega l‟esistenza di Dio. Se coloro che si rendono colpevoli di questo atto, riconoscono l‟esistenza di Dio, allora compiendolo, infrangono il 5° Comandamento. 

Esiste un piano, in questo momento, per incoraggiare milioni di persone ad accorciare la vita dell‟uomo, sia quella del corpo sia quella dell‟anima. Se doveste partecipare volontariamente ad un atto che contamina la sacralità della vita umana, allora non avreste più alcuna vita, nessuna Vita Eterna, e di conseguenza, la salvezza non potrebbe mai essere vostra. 

Il vostro Gesù 

3 Novembre 2014 

Il Sacro Cuore



Nel Medioevo, una devozione gloriosa e trionfale

Dall’epoca carolingia fino al XIII secolo, la devozione al Sacro Cuore fu caratterizzata da uno stile trionfale. Come il Redentore era spesso raffigurato in modo regale e luminoso, così anche gli aspetti della sua Umanità erano presentati con caratteristiche gloriose. Basti ricordare le immagini che raffiguravano Gesù inchiodato sulla Croce, ma vestito con fastosi paramenti da sommo Pontefice e con una corona regale sulla testa. «Il Sacro Cuore, percepito dalle vergini di Helfta nelle loro ore di pia contemplazione, era un Sacro Cuore trionfante che attraeva irresistibilmente tutti i cuori. Esse lo contemplavano glorioso, vincitore, amante, teneramente amato, raggiante»
Questo «trionfalismo» era allora giustificato. Nel Medioevo, nonostante le sue manchevolezze, gli scismi e i disordini, la Chiesa guidava lo spirito dei popoli, esercitando una influenza benefica anche sulla vita sociale. Così Papa Leone XIII descrive quei secoli di Fede: «Vi fu un tempo in cui la filosofia del Vangelo governava gli Stati. In quell’epoca, l’efficacia propria della sapienza cristiana e la sua divina virtù erano penetrate nelle leggi, nelle istituzioni, nella morale dei popoli, impregnando tutte le classi e i rapporti sociali» 16. Vi erano numerosi santi, molti uomini tendevano alla perfezione e moltissimi vivevano abitualmente in stato di grazia, spandendo il «buon odore di Cristo». Era l’epoca delle grandi cattedrali, degli splendidi monasteri e abbazie, degli austeri e imponenti castelli, delle laboriose corporazioni professionali, dei coraggiosi ordini cavallereschi, delle crociate e delle prime missioni, del dotto insegnamento teologico e delle prime scoperte scientifiche, delle nascenti letterature nazionali e di numerosi capolavori artistici. Re e regine santi governavano non poche nazioni, l’aristocrazia si sentiva impegnata sulla via della perfezione evangelica, sia vivendo nel mondo che rifugiandosi nei conventi, la nascente borghesia incominciava a sensibilizzarsi all’opera della caritatevole assistenza ai bisognosi. Nell’ atmosfera sociale della Cristianità medioevale, il Redentore era come in casa propria, circondato da rispetto, obbedienza e amore.

Guido Vignelli

Ave, Maria,




Ave, Maria, raccolta in preghiera al centro della Chiesa: prega il tuo Figlio perché la Chiesa ottenga pregando il costante dono dello Spirito.

MEDITIAMO SULL’ABORTO



Un giorno, padre Pellegrino chiese a Padre Pio: "Padre, lei stamattina ha negato l’l'assoluzione per un procurato aborto ad una signora. Perché è stato tanto rigoroso con quella povera disgraziata?".
Padre Pio rispose: "Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l'orrore dell'aborto, sarà un giorno terribile per l'umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore. L'aborto non è soltanto omicidio ma pure suicidio. E con coloro che vediamo sull'orlo di commettere con un solo colpo l'uno e l'altro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra fede? Vogliamo recuperarli si o no? "Perché suicidio?" chiese padre Pellegrino.
"Assalito da una di quelle insolite furie divine, compensato da uno sconfinato entroterra di dolcezza e di bontà, padre Pio rispose: "Capiresti questo suicidio della razza umana, se con l'occhio della ragione, vedessi "la bellezza e la gioia" della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se riflettessi, allora sì che capiresti la duplice gravità dell'aborto: con l'aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori. Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà.
Sarebbe un abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini. Cosi diceva San Pio di Pietrelcina a Padre Pellegrino...
Ogni secondo. nel mondo, avvengono quattro aborti ... meditiamoci su!

Argomento scritto e curato da Jessica Mauta consacrata delI' Immacolata

LO SVILUPPO NELL'UTERO



Handbook sull’aborto


Per determinare se questa vita nel grembo materno sia umana o no, o quando divenga umana, è fondamentale rifarsi ai fatti scientifici sullo sviluppo intrauterino di cui attualmente disponiamo. Molte sono le scoperte degli ultimi anni. Quali sono i fatti? cosa sappiamo?  

Lo sperma ha vita. L'ovocita ha vita. Perché ognuna di queste vite è diversa da quando le stesse si uniscono diventando un ovocita fecondato?  

Lo sperma ha vita, ma non è indipendente; esso partecipa alla vita del corpo del padre. Dal punto di vista cromosomico e genetico lo sperma viene identificato come una cellula del corpo del padre. Ha raggiunto il suo punto massimo di maturazione, non può riprodursi. È destinato a fecondare un ovocita o a morire. È giunto al termine del suo ciclo.  

L'ovocita ha vita, ma non è indipendente; esso partecipa alla vita del corpo della madre. Dal punto di vista cromosomico-genetico l'ovocita viene identificato come una cellula del corpo della madre. Ha raggiunto il suo punto massimo di maturazione, non può riprodursi. È destinato ad essere fecondato o a morire. Anch'esso è giunto al termine del suo ciclo.  

Ma quando lo sperma e l'ovocita si uniscono, si ha la creazione di un nuovo essere vivente, un essere che mai prima d'ora è esistito e che non esisterà più nel futuro, un essere non al termine del suo ciclo ma all'inizio, un essere completamente intatto e contenente in sé tutto ciò che sarà in futuro, un essere che progredisce in un processo ordinato di crescita e di maturazione, un essere destinato a vivere otto mesi e mezzo nella madre e ben 95 anni fuori di essa.  

Questo essere vivente dipende dalla madre quanto a alloggiamento e alimentazione, mentre per ogni altra cosa è un essere totalmente nuovo, diverso, unico ed indipendente.  

L'ovocita fecondato non è un essere umano soltanto potenziale?  

No. È piuttosto un essere umano con un enorme potenziale.  

Ma se muore subito dopo la fecondazione era o no umano?   

La morte umana può sopravvenire in qualunque momento durante il nostro viaggio attraverso la vita: pochi minuti o 95 anni dopo la fecondazione. La morte umana non è altro che la fine della vita umana.  

Taluni sostengono che ben il 30% degli ovociti fecondati viene perduto nella prima settimana. Se le cose stanno effettivamente così, ciò significa che alla prima settimana di vita si ha un tasso di mortalità del 30%. Questo però non è rilevante ai fini della domanda se si tratta o meno di una vita umana: in nessun caso la mortalità neonatale giustifica l'infanticidio, né la morte in tarda età l'eutanasia, né le vite umane perse negli incidenti stradali un argomento a favore della pena di morte.  

Quando e dove avviene la fecondazione? 

Lo sperma entra nel canale vaginale della madre, risale la cavità uterina e passa attraverso la tuba. Finalmente un solo spermatozoo penetra nell'ovocita che viene così fecondato.  

Cosa avviene dopo la fecondazione? 

L'ovocita fecondato risale lentamente lungo la tuba e dopo circa una settimana si annida nella parete interna dell'utero, che gli assicura il necessario nutrimento.  

Quante settimane dura una gravidanza e come vengono misurate?  

Convenzionalmente la gravidanza viene fatta iniziare dal momento in cui l'ovocita comincia a maturare, cioè dal primo giorno dell'ultima mestruazione della donna. Dopo circa 2 settimane di sviluppo l’ovocita viene liberato dall'ovaio e può avvenire la sua fecondazione. Ciò ha luogo circa due settimane prima dell'inizio presunto del periodo mestruale successivo. Nel momento in cui salta la prima mestruazione sono già passate 4 delle 40 settimane di gravidanza.  

Ma l'embrione è una semplice creatura simile a un pesce.  

"Il corpo di un feto che si trova nell'utero materno è più complesso del nostro. 
Prima della nascita il corpo del feto ha diverse parti che gli necessitano soltanto durante la vita nel grembo materno. Egli ha la propria capsula spaziale, cioè il sacco amniotico, il cordone ombelicale; il proprio sistema di radici, cioè la placenta. Tutto ciò appartiene al bambino e non alla madre, ed è sviluppato dalla sua cellula originaria".    ***

The secret world of a baby  
Day & Liley, 1969, Random House  


Dr. Jack C. Willke e Barbara Willke


Maria Regina del Preziosissimo Sangue



O Maria, noi ti salutiamo 
e ti veneriamo Regina del Preziosissimo Sangue, 
perché il Sangue redentore di Gesù 
è il titolo supremo della tua regalità 
sul mondo intero. 
Tu l’hai donato nell’incarnazione 
al Figlio di Dio e tuo, 
sicché giustamente può dirsi 
che il Sangue di Gesù è anche Sangue tuo. 
Nella tua vita di serva del Signore, 
ti sei unita costantemente all’offerta di Gesù, 
Agnello immacolato, 
che dal primo istante della sua vita terrena, 
con lo Spirito Santo, 
offrì il suo Sangue 
per la remissione dei peccati del mondo 
e per stabilire la nuova ed eterna alleanza. 
Per questo sei stata proclamata 
dal Figlio tuo sulla croce 
Madre dei suoi discepoli nell’ordine della grazia 
e sei dispensatrice dei frutti della redenzione 
sui tuoi figli qui in terra 
e sulle anime del purgatorio. 
Ascolta la nostra preghiera, 
o Regina del Preziosissimo Sangue! 
Con la tua molteplice intercessione 
nella gloria celeste, 
ottieni un’abbondante effusione 
dei benefici del Sangue Divino 
sul Papa, sui Vescovi, sui sacerdoti, 
sui missionari, 
sulle persone consacrate, 
sui fedeli del popolo di Dio, 
su coloro che soffrono e sul mondo intero. 
Vivificati dallo Spirito Santo, 
primo dono del tuo Figlio Redentore, 
possano essere strumento di riconciliazione, 
di comunione e di pace qui in terra 
ed essere ammessi al termine della loro vita 
al gaudio perfetto della comunione trinitaria, 
per cantare eternamente con te, 
con gli angeli e i santi del cielo 
la gloria di Dio Padre, 
che con il Sangue Prezioso del Figlio unigenito, 
nella potenza dello Spirito Santo 
e con la tua speciale cooperazione 
ha redento il mondo. Amen.