lunedì 1 luglio 2019

IL VANGELO DALLA SINDONE



L'OPERA DEL PADRE


1. La creazione dell'universo

L'opera specifica del Padre è la creazione, è il «Fiat lux» (sia fatta la luce) con cui fece esplodere la luce, lanciandola in tutte le direzioni e materializzandola lungo questa corsa, cosí da formare i quasars e le galassie; le stelle dentro le galassie, e i sistemi planetari attorno alle stelle, almeno quello nostro attorno al sole.
Oggi tutti sappiamo che i quasars sono lo stadio primordiale delle nebulose; che la loro luce, giungendo a noi dopo miliardi di anni dagli estremi confini dello spazio, ci rivela come essi erano quando da essi partí; che tale luce ci fa conoscere come era nello stesso tempo la nostra nebulosa.
Oggi tutti sappiamo che esistono almeno un miliardo di nebulose; che il diametro dell'universo esplorato è di circa 15 miliardi di anni luce; che ogni nebulosa ha da 50 a 200 miliardi di stelle; che ogni stella è oltre un milione di volte piú grande della nostra terra; che in ogni nebulosa ci sono meraviglie che qui non è il luogo di descrivere (le stelle giganti, le nane, i pulsar, i buchi neri, i buchi bianchi); che la nostra nebulosa è formata da circa 200 miliardi di stelle; che esse sono distanti l'una dall'altra molti anni luce; che il diametro della nostra nebulosa è di oltre 100.000 anni luce; che il nostro sole è di 1.300.000 volte piú grande della terra e dista dalla terra appena 8 minuti - luce.
Giustamente dice Eccles, premio Nobel per le Scienze: «La mia idea è che nell'origine e nella storia dell'universo si manifesti un grande disegno. Noi non siamo semplici creature del caso e della necessità ma partecipiamo in un ruolo centrale al grande dramma cosmico».
Il grande disegno è quello del Padre che tutto prepara per creare e far vivere gli uomini.
Il grande dramma cosmico è quello della Croce. 

2. La creazione della terra

Non abbiamo ancora imparato a meravigliarci, e tutto quello che vediamo non ci dice nulla.
Lo scienziato è colui che si sa meravigliare. Egli si meraviglia delle minime cose e dei minifenomeni che osserva, cerca di darsene una spiegazione, risale alle cause prossime e cosí fa le sue scoperte.
Il mistico è colui che guarda stupito tutto ciò che vede, il vento e l'acqua, le pianure e i monti, i fiori e le stelle, risale alla causa prima, Dio e lo loda e lo ringrazia. Come ha potuto Dio da un mare di fuoco ricavare l'acqua, la neve, i fiori, le pecorelle e tutto quanto esiste? Tutto il creato è cosí meraviglioso che, conoscendolo bene, non si finisce mai di sbalordirci.
E tutto è in rapporto a noi, tutto è creato per darci la possibilità di nascere, di vivere e di svilupparci: la grandezza dell'universo, il sistema solare, la grandezza della terra, i minerali della crosta terrestre, i vegetali, gli erbivori, i carnivori, ecc.
Tutto era necessario, indispensabile per la nostra esistenza. Tutto all'occhio superficiale sembra semplice, ma tutto è complicato all'inverosimile: l'intima costituzione di un atomo, la formazione delle acque, delle nubi, dei ghiacci, dei venti nel pianeta terra, la struttura di un filo d'erba, di un albero, di un fiore, di un frutto, di un insetto, di un animale, della serie infinita di vegetali e di animali, e la loro reciproca universale interazione. Ma dove le meraviglie raggiungono il culmine è soprattutto nell'uomo. Per conoscere a fondo i vari membri, i vari organi, i vari sensi dell'uomo, la loro intima costituzione, la loro interazione, l'interazione tra corpo e psiche si è resa ormai necessaria una grande quantità di specializzazioni. L'uomo intelligente, informato di quanto oggi si conosce, onesto, non può che sbalordirsi ovunque posi lo sguardo, non può trovare altra spiegazione di tutto che in Dio, nella sapienza e nella provvidenza infinita di lui e di tutto lo loda e lo ringrazia. Aveva ben ragione S. Francesco d'Assisi di rimanere estatico dinanzi alla natura e esplodere in quel meraviglioso cantico delle creature che ogni cristiano dovrebbe imparare a memoria e recitare spesso: Altissimo, onnipotente, bon Signore tue so' le laude, la gloria e l'onore et onne benedizione. Ad te solo Altissimo, se confano et nullo omo ene dignu te mentovare. Laudato si, mi Signore, cum tucte le tue creature, spezialmente messer lo frate sole, lo quale jorna, et allumini per lui; et ellu è bellu e radiante cum grande splendore; de te, Altissimo, porta significazione. Laudato si, mi Signore, per sora luna e le stelle; in celu l'hai formate clarite et pretiose et belle. Laudato si, mi Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et omne tempo, per le quale a le tue creature dai sustentamento. Laudato si, mi Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et umile et preziosa e casta. Laudato si, mi Signore, per frate focu, per lo quale enallumini la nocte, et ellu è bello, et jucundo et robustoso e forte. Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sostenta et guberna e produce diversi fructi, con coloriti fiori et erba. Laudato si, mi Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore e sustengono infermitate e tribolazione. Beati quelli che sosterranno in pace, ca de te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si, mi Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullo omo vivente po' scappare. Guai a quilli, che morranno ne le peccata mortali. Beati quilli che se troverà ne le sue sanctissime volutanti; ca la morte secunda no'1 farrà male. Laudate et benedicite mi Signore, e ringraziate, e serviteli con grande umilitate.
Tutti questi stupendi capolavori di Dio non potevano essere destinati a scomparire.
Questo universo immenso e questo mondo bellissimo nei quali viviamo, e questi nostri corpi cosí meravigliosi non potevano avere la sorte del fiore del campo che oggi è, e domani non è piú.
Ecco perché Dio nella sua infinita sapienza e nel suo infinto amore ha voluto la resurrezione nostra. E alla nostra resurrezione creerà la cornice adatta per la nostra felicità e cioè «Cieli nuovi e terra nuova» (2Petr. 3,13) immensamente piú belli di quelli esistenti.

3. L'amore infinito del Padre

Gesú ci parla del tenerissimo amore del Padre per spingerci ad amarlo e a collaborare all'opera sua di salvezza che coincide col suo regno.
« Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale piú del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non cantate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste cosí l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai piú per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt. 6, 25-33).
Quindi ci rivela il culmine di tale amore, che è la passione di Gesú. «Cosí Dio ha amato il mondo da dare per esso il suo Figlio» (Gv. 3,16). 
Qui ci troviamo dinanzi all'inconcepibile. Immagina un re che, per risparmiare un gruppo di suoi sudditi ribelli rei di morte, propone al suo dilettissimo unico figlio di morire in loro vece; e il figlio accetta. Non sappiamo se ammirare di piú il Padre o il Figlio. Veramente l'amore di Dio è infinito. «Dio è amore (Gv. 4,16).

4. La novità del cristianesimo

Il celebre naturalista ateo Jan Ronstand, richiesto se fosse stupito dalla presenza del male sulla terra, rispose: «Non che esista il male. Al contrario, il bene mi stupisce. Che talvolta appaia, come dice Schopenhauer, il miracolo della pietà. È piuttosto il bene che mi fa dire che non tutto è molecolare. La presenza del male non mi disturba, ma i piccoli lampi di bontà, questi lampi di pietà costituscono per me un grande problema ».
Non esiste in natura qualcosa non orientata e non finalizzata alla propria esistenza e alla propria conservazione: sia nei minerali che nei vegetali, sia negli animali che nell'uomo.
Ora il piú delle volte in natura « la morte tua è la vita mia », come nel pesce grosso che vive mangiando il pesce piccolo. Questo principio universale lascia tranquillo Ronstand per la presenza del male nella terra.
È l'amore disinteressato ciò che la terra non può produrre. Esso è la grande rivelazione che ci viene dalla passione di Gesú; e comincia nella terra per esso l'opera diretta dall'esempio e dal comandamento di Gesú.
La novità del cristianesimo è tutta li: nella rivelazione dell'amore disinteressato di Dio verso l'uomo che lo porta a dare il suo figlio unigenito per salvarci; è nell'amore disinteressato dell'uomo, che porta l'uomo ad amare Dio non piú per averne un'utilità (salute, benessere, ecc.), ma perché Dio merita di essere amato, e ad amare il prossimo altrettanto gratuitamente, non per averne un contraccambio o un'utilità qualsiasi, ma soltanto per pietà verso lui e per amore verso Gesú presente in ogni uomo. A tal fine Gesú esorta tutti i suoi discepoli a pregare ogni giorno cosí: « Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosí in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male ».

Preghiera per salvarci dalla persecuzione



Oh Gesù salva i figli di Dio dall’Anticristo. 
Proteggici dai piani per il controllo della terra. 
Signore, salvaci dalla persecuzione. 
Proteggi le anime scure dall’anticristo,  
in modo che possano essere riscattati ai Tuoi occhi. 
Aiutaci nella nostra debolezza. 
Rafforzaci nello spirito per crescere e portarci a vicenda,  
mentre marciamo nel Tuo esercito verso le porte del Paradiso. 
Ho bisogno di Te Caro Gesù. 
Ti amo Caro Gesù. 
Glorifico la Tua presenza sulla terra. 
Rifuggo le tenebre. 
Ti adoro e Mi abbandono nel corpo e nello spirito, 
in modo che Tu possa rivelarmi la verità della Tua presenza  
in modo da avere sempre fiducia nella Tua Misericordia in ogni momento. 
Amen. 

Lo spirito maligno di Gezabele farà tutto il possibile per infiltrarsi nella Mia Chiesa sulla terra



Mia amatissima figlia, lo spirito maligno di Gezabele ha programmato un grande assalto contro la Mia Missione per salvare le anime. 

Questa traditrice e distruttrice, dei profeti di Dio, si è stabilita sulla terra quale insegnante di Dio e si manifesta in mezzo al Mio popolo per sedurlo e condurlo lontano dalla Mia Chiesa, in quella che sarà la più grande apostasia di tutti i tempi. Ella sarà responsabile dell‟adulterio che la Mia Chiesa commetterà con i principi di un mondo laico, adulterio che porterà ad un‟unione che per Dio è non solo ripugnante ma addirittura un abominio ai Suoi Occhi. 

Presente sia nel cuore degli uomini che delle donne, Gezabele è uno dei demoni più malvagi, intelligenti e furbi nella gerarchia di Satana, e lavora in molti modi per indurre in errore il Mio popolo. Ella lavora con un gruppo che afferma di essere Mio, ma che è coinvolto in una setta satanica. Esperta in teologia, questo spirito demoniaco parla a questo gruppo facendo uso di diversi linguaggi e provoca grande confusione, ferite e divisioni tra coloro che hanno accettato il Mio Calice. Questi sedicenti esperti della Mia Parola non vengono da Me e, mentre il loro odio verso di Me è evidente dalle oscenità che fuoriescono dalle loro bocche, ci sono altri modi con cui cercheranno di danneggiare la Mia Missione finale. 

Riconoscerete questo nemico di Dio dai continui tentativi di dichiarare che i suoi seguaci sono profeti di Dio. Molti di loro si faranno avanti e dichiareranno che Io, Gesù Cristo, parlo attraverso di loro. Gezabele prospererà e genererà menzogne, trasmettendo il suo spirito malvagio ed arrogante ai sedicenti profeti, che tenteranno allora di strumentalizzare questa Missione per dare legittimità alla loro voce. 

Lo spirito maligno di Gezabele farà tutto il possibile per infiltrarsi nella Mia Chiesa sulla terra, servendosi di ogni tattica inimmaginabile. Attraverso la sua influenza, porterà lontano da Me molte anime buone appartenenti alla Mia Chiesa e minerà la Parola di Dio. Lavorando in mezzo agli uomini ed alle donne, ella farà uso della magia e della stregoneria, per creare la sensazione di fare dei miracoli. Esso sarà ancora un altro Mio avversario che, sotto l‟influenza di Baal, cercherà di danneggiare gli autentici veggenti e profeti di Dio nella battaglia finale per la salvezza delle anime. 

Guardatevi da coloro che si vantano della loro conoscenza della teologia e che hanno il coraggio di dire che vengono da Me, quando tutto ciò che esprimono scaturisce dalla gelosia e da un odio intenso verso i profeti di Dio. Tali anime possedute cercheranno di manipolarvi e di intimidire chiunque si opponga a loro. Se continuerete a seguire la Mia missione finale sulla terra per la salvezza delle anime, esse faranno tutto il possibile per sfinirvi. 

Coloro che sono sotto l‟influenza dello spirito di Gezabele lavoreranno senza sosta, per attaccare Me. Questo spirito malvagio, attraverso le anime deboli che cattura, si servirà di diabolici strumenti per calunniare, sminuire ed incitare all‟odio contro coloro che Mi seguono. 
Fuggite, quando vi trovate di fronte a queste anime infestate. Non li sottovalutate, perché, sotto l‟influenza di Gezabele, cercheranno di causare dei danni inimmaginabili a coloro che cercheranno di affrontarli. 

Imparate a riconoscere il perfido spirito di Gezabele, perché lei parlerà di Me con grande autorevolezza, attraverso quelli che possiede. Essi parleranno con una profonda conoscenza dei Santi Sacramenti e useranno estratti della Sacra Bibbia, ma solo per mistificarli, con lo scopo di minare la Mia Parola. Vedrete Gezabele assalire questa Missione con un piacere perverso. I suoi devoti seguaci sono testardi, prepotenti, pieni di orgoglio e profondamente invischiati con questo Mio avversario che ha rapito le loro anime e le tiene sotto la sua potente influenza. Non dovete mai entrare in contatto con lo spirito di Gezabele, poiché, nel caso in cui lo faceste lei vi annienterebbe, proprio come ha fatto con le persone appartenenti al suo gruppo. 

Diffidate di chiunque si fa avanti dicendo di essere stato inviato da Me, percollaborare a diffondere la Mia Parola. Sappiate che Io non ho nominato che un solo profeta per comunicare la Mia Parola nel mondo, da quando cominciò questa Missione. Ma questi falsi profeti spunteranno fuori in massa, cercando ognuno di superare l‟altro. Tenteranno quindi di strumentalizzare questa missione per procurarsi degli appoggi allo scopo di poter diffondere delle falsità. Tutti coloro che potranno essere sedotti dallo spirito maligno di Gezabele, e che risponderanno in qualche modo a questo spirito, scopriranno presto che tutto l‟amore che nutrono per Me finirà improvvisamente. Metterete la vostra anima in grave pericolo se cadrete a causa delle menzogne di Gezabele, inviata in questi tempi, dalle viscere dell‟abisso, per distruggere la Mia Chiesa ed i Miei Profeti. 

Il vostro Gesù 

23 Novembre 2014

LA SANTISSIMA EUCARESTIA



L'EUCARISTIA E LA GLORIA DI DIO
Io onoro il mio Padre. (Giovanni, VIII, 49).

Nostro Signore non tu pago di restare sulla terra con la sua grazia, la sua verità, la sua parola: vi è rimasto in persona. Noi possediamo lo stesso Signore Gesù Cristo che fu visto nella Giudea, sebbene sotto un'altra forma di vita. Si è coperto di un manto sacramentale, ma è pur sempre lo stesso Gesù, Figlio di Dio e Figlio di Maria.
La gloria del Padre, che Nostro Signore soprattutto cercò durante la sua vita mortale, è sempre l'oggetto di tutti i suoi desideri nel Sacramento: si può dire che Gesù Cristo si è posto nello stato sacramentale per continuare sulla terra a onorare e a dar gloria al Padre suo.

I. - Per mezzo della Incarnazione il divin Verbo ha riparata e ripristinata la gloria del Creatore, offuscata nel creato dalla caduta dell'uomo, dall'orgoglio. Il Verbo si è umiliato sino ad unirsi alla nostra natura umana; è disceso in Maria, si è annientato, ha rivestito la torma di schiavo.

Dopo avere pagato il riscatto dell'uomo, reso al Padre una gloria infinita con gli atti della sua vita, purificata la terra con la sua presenza, Egli è risalito glorioso al Cielo; la sua opera era finita.

Gran giorno per il Cielo quello dell'Ascensione trionfante del divin Salvatore! Ma triste assai per la terra che vede andarsene il suo Re, il suo Riparatore. Non deve essa temere di divenire presto, per il Cielo, una terra di ricordo, poi di dimenticanza, e forse di collera e di tempeste?

Gesù, è vero, lascia agli uomini la sua Chiesa, i santi Apostoli, ma essi non sono il buon Maestro! Vi saranno sempre dei Santi, imitatori del divin modello; ma al postutto saranno uomini come gli altri, deboli, imperfetti e soggetti a cadere anche molto in basso.

Se dunque la riparazione operata da Gesù Cristo, la gloria conquistata al Padre con le sue fatiche e i suoi patimenti è lasciata nelle mani degli uomini, non vi è a temere che sia in grande pericolo? Lasciata in mano ad uomini sì imperfetti ed incostanti, non sarebbe troppo esposta l'opera della Redenzione e della glorificazione di Dio?

No, non si abbandona così un regno conquistato a prezzo di Sacrifici inauditi, a costo della Incarnazione e della morte di un Dio! Non si espone così la Legge divina dell'amore.

II. - Che farà dunque il divin Salvatore? Resterà sulla terra: vi continuerà il suo uffizio di adoratore, di glorificatore del Padre. Farà di Sé stesso il Sacramento della gloria di Dio.

Ecco Gesù sull'altare, nel tabernacolo: che fa? Adora il Padre, lo ringrazia e continua il suo ufficio d'intercessore a pro degli uomini. Si fa vittima di propiziazione, ostia di riparazione della gloria di Dio oltraggiata. Dimora sul mistico suo Calvario ripetendo quella grande preghiera: Padre, perdonate loro. Ed offre il suo Sangue e le sue piaghe. Si moltiplica dovunque c'è bisogno di espiare. E là dove si forma una famiglia cristiana Gesù viene a stringere con essa società di adorazione e a glorificare il Padre adorandolo e facendolo adorare in spirito e verità.

L'eterno Padre soddisfatto, degnamente glorificato, fa dire dal suo profeta: Il mio nome è grande tra le genti; da levante a ponente, si offre al nome mio un'oblazione monda!

III. - Ma, oh, meraviglia dell'Eucaristia! Gesù rende al Padre, nello stato sacramentale, un nuovo omaggio, un omaggio che il Padre non ricevette mai da alcuna creatura, più grande, direi, di quanto il Verbo incarnato abbia fatto sulla terra durante la sua carriera mortale.
E qual è questo singolare omaggio? E' l'omaggio del Re della gloria, coronato in Cielo, che nel Sacramento viene a immolare al Padre tutta insieme la sua gloria divina e la gloria della sua umanità risuscitata.

Non potendo onorare in Cielo il Padre con tale sacrificio, Gesù Cristo ridiscende sulla terra, s'incarna di nuovo sull'altare, cosicché l'eterno Padre può ancora contemplarlo povero come a Betlemme, sebbene sia veramente Re del Cielo e della terra, umile e obbediente come a Nazareth, sottomesso ai suoi nemici, ai suoi profanatori, sino all'ignominia della comunione sacrilega, dolce Agnello che non si lamenta! tenera Vittima che si lascia immolare in silenzio! dolcissimo Salvatore che non si vendica! Or perché tutti questi eccessi di abbassamento?

Per glorificare l'eterno Padre con la continuazione mistica delle più sublimi virtù, col sacrificio perpetuo della sua libertà, potenza e gloria, che il suo amore tiene legate nel Sacramento sino alla fine del mondo. Gesù che su questa terra fa colle sue umiliazioni contrappeso all'orgoglio dell'uomo e rende al Padre una gloria infinita! che spettacolo per il Cuore di Dio! Tra le ragioni della presenza eucaristica, la più degna fra tutte è l'amore di Gesù Cristo per il suo divin Padre! 

di San Pietro Giuliano Eymard

L'UNIONE CON DIO



Il religioso deve elevare sempre la sua anima a Dio, cioè pregare sempre

Quando l'anima si sarà liberata dal fango delle miserie umane, aspirerà a Dio, dal quale l'uomo non dovrebbe mai allontanare i suoi pensieri; specialmente il religioso dovrebbe considerare la minima separazione dal bene supremo, assai più funesta della più crudele morte; quando l'anima avrà fatto regnare in sé la pace e sarà perfettamente libera dalle sue passioni, per unirsi strettamente al solo Bene supremo, allora si avvererà la parola dell'Apostolo: “Pregate senza tregua” (65) e “in ogni luogo, elevando le mani pure, senza agitazioni, senza inquietudini” (66).
Infatti quando questa purezza avrà vinto le attrattive che abbassano l'uomo verso la materia e l'anima, liberatasi dalla terra, si sarà come trasformata, a somiglianza dei puri spiriti o angeli, allora tutto ciò che le accadrà o la preoccuperà o farà, non sarà più che una preghiera purissima e perfetta.

S. Alberto Magno

Ogni giorno la provvidenza di Dio sorge prima del Sole.



Cristo, Maria e la Chiesa

Secondo Teilhard de Chardin, l’amore di Dio guida l’evoluzione dell’universo verso Cristo. Cristo è il punto di convergenza di tutte le energie dell’universo verso Dio Amore. Per questo il processo evolutivo dell’universo e dell’umanità intera è un processo di cristianizzazione continua, per accentrare tutto in Cristo, e da Cristo nel Padre. Lo stesso san Paolo dice: “Poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra... tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. Perché piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli” (Col 1, 16-20).
Cristo è il principio e la fine, l’alfa e l’omega, il centro ed il culmine di tutto ciò che esiste. Per questo, l’amore di Dio passa attraverso Cristo fino a noi e da noi va al Padre per mezzo di Cristo, Cristo è il ponte, la via, verso il Dio Amore. Il nostro processo di santificazione deve essere una trasformazione in Cristo, un essere Cristo in continuazione, un riempirci dell’amore di Dio per mezzo di Gesù Cristo. Allora, la provvidenza di Dio ha voluto darci un mezzo ammirabile e meraviglioso per unirci a Cristo: l’Eucaristia. Cristo ci attende nell’Eucaristia come un amico vicino con tutto il suo amore divino. Cristo si lascia mangiare da noi per assimilarci meglio a lui. Cristo si fa vicino, come lo fu duemila anni fa, per lasciarsi toccare, per lasciarsi amare. E, nel momento della comunione eucaristica, ci trasforma in lui e siamo tutt’uno con lui. Per questo, l’Eucaristia è il mezzo migliore che Dio ci ha regalato, per godere del suo amore in Cristo e per Cristo. Se ci comunichiamo frequentemente, Cristo ci renderà somiglianti a lui ed arriverà ad essere il centro della nostra vita. Nell’Eucaristia abbiamo la Trinità intera, che ama l’anima e si lascia amare dalla creatura, nel modo migliore in questo mondo. Che grande forza di trasformazione è l’Eucaristia! Ascoltiamo Teilhard de Chardin: “Al contatto eucaristico reagirò mediante l’intero sforzo della mia vita, della mia vita di oggi e della mia vita di domani, della mia vita individuale e della mia vita unita a tutte le altre vite. In me, periodicamente, potranno svanire le sante specie. Ogni volta mi lasceranno un po’ più immerso profondamente nelle mani della sua Onnipotenza: vivendo e morendo, in nessun istante smetterò di avanzare con te, Signore. Pertanto si giustifica con un vigore e rigore insospettabile il precetto implicito della Chiesa che è necessario comunicarsi sempre e dovunque. L’eucaristia deve invadere la mia vita. La mia vita deve farsi, grazie a questo sacramento, un contatto con te senza limite e senza fine ... La mia vita si scopre ora come una Comunione mediante il Mondo con te. Il sacramento della vita. Il sacramento della mia vita, della mia vita ricevuta, della mia vita vissuta, della mia vita abbandonata”(24). 
Sì, la mia vita, vissuta e abbandonata nelle mani di Gesù, con il quale devo vivere la mia vita in ogni istante, ma che la farà più vita e più piena quanto più sarò unito a lui nell’Eucaristia. La mia vita, solamente allora, avrà senso pieno nell’unione totale con Cristo sulla terra e per tutta l’eternità. Per mezzo di Cristo giungerò al Padre e a Cristo arriverò con il potere dello Spirito Santo. In questo processo mi aiuteranno anche tutti i santi e gli angeli.

Ed allora, non dimentichiamoci di Maria, la madre di Gesù e madre nostra. Lei è la creatura più pura e santa che Dio ha creato. è la persona umana più perfetta che sia esistita, esiste ed esisterà. Lei è più santa e pura di tutti i santi e i serafini. Lei è l’unica creatura che, guardando il divino Gesù, gli ha potuto dire: Il tuo sangue è il mio sangue, la tua vita la mia vita. L’unica creatura che ha potuto dire al suo Dio: Tu sei mio Figlio. Lei entrava nei piani della provvidenza divina come parte del progetto di salvezza. Senza di lei, la creazione sarebbe rimasta incompleta, secondo il piano voluto da Dio. Dice Teilhard de Chardin: “Quando arrivò il momento dell’Incarnazione, Dio ebbe bisogno di suscitare nel mondo una virtù capace di attirarlo verso di noi. Era necessaria una Madre che lo generasse nelle sfere umane. E che cosa fece allora? Creò la Vergine Maria. Fece in modo che apparisse sulla terra una purezza talmente grande da poter essere sommerso in questa trasparenza e purezza fino alla venuta al mondo come un piccolo bambino. La potenza della purezza di Maria fece nascere Dio fra di noi”(25).  
E fece Maria, Vergine e Madre. Fece in modo che la sua purezza fosse più feconda di tutte le madri del mondo e la fece Madre di tutti gli uomini. Per questo, Maria fa parte della provvidenza di Dio nel mondo e tutti quelli che vogliono prescindere dal suo amore e dalla sua protezione materna saranno privati di moltissime benedizioni che Dio voleva dar loro per mezzo di lei. Lei è la Madre della divina provvidenza. Lei fu la persona che visse meglio la sua unione totale con Cristo. Lei fu un tabernacolo vivente durante i mesi che lo portò nel suo seno. Tutta la sua vita fu un vivere per Gesù e con Gesù. Gesù era il centro della sua esistenza. Qualcosa di simile fu anche per san Giuseppe, che fu colui che visse più vicino a Gesù con Maria. Per questo, gli uomini, nella misura in cui vivono questa unione intima con Gesù, specialmente nell’Eucaristia, potranno realizzare il loro ideale di santificazione e perfezione personale. 

Ed ancora, Dio ci offre l’Eucaristia nella Chiesa e per la Chiesa, che è il nuovo popolo di Dio nel Nuovo Testamento. Per questo, la Chiesa cattolica è parte fondamentale della provvidenza di Dio nel suo progetto di salvare il mondo. La Chiesa è lo strumento della redenzione universale (Vat. II, LG 9), pensato da Dio per portare tutti gli uomini alla pienezza. Diceva papa Giovanni Paolo II che “la pienezza del mistero salvifico di Cristo appartiene anche alla Chiesa inseparabilmente unita al suo Signore” (Dominus Jesus n. 16). Così la Chiesa Cattolica è chiamata ad essere il mezzo ideale affinché gli uomini giungano a Cristo e a formare in Cristo e con Cristo il popolo di Dio. 
La Chiesa “è il progetto visibile dell’amore di Dio per l’umanità, che vuole la costituzione di tutto il genere umano nell’unico popolo di Dio” (CCC 760). Per questo possiamo dire che Dio creò il mondo in vista della comunione alla sua vita divina che “si realizza mediante la Chiesa che è il fine di tutte le cose” (CCC 760). 
La Chiesa viene ad essere l’autostrada d’amore per arrivare più rapidamente alla pienezza di Cristo. Con lei siamo sicuri di camminare con passo saldo verso la patria definitiva, guidati dalla mano del nostro Dio Padre, che ha voluto la Chiesa come Madre e guida per tutti gli uomini. Che grande grazia essere cattolici! Viviamo la nostra fede in pienezza e diamo grazia a Dio per questo grande dono che ci ha dato con la sua infinita misericordia. 

SPIRITO SANTO



Vieni, o Amore Eterno, che (appunto perchè sei Amore) riempi di Te stesso la mente dei fedeli e ne fai il santuario della verità e della grazia; deh! ci metti, o Santo Spirito, nel -numero dei tuoi veri divoti, e fa che l'anima nostra conseguisca tutti i frutti delle amorevoli visite che ti degni di farle. 

La Grande Imbarcazione incontrerà grande ostacolo e i Miei poveri figli berranno il calice amaro del dolore.




Cari figli, piegate le vostre ginocchia in preghiera. Camminate per un futuro di grande confusione e divisione nella Casa di Dio. La Grande Imbarcazione incontrerà grande ostacolo e i Miei poveri figli berranno il calice amaro del dolore. In questo tempo difficile, testimoniate la vostra fede e annunciate il Vangelo del Mio Gesù a tutti coloro che sono lontani. Voi siete nel mondo, ma non siete del mondo. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Non vivete lontani dalla Luce del Signore. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera. Se vi capita di cadere, cercate forze in Gesù. Lui è il vostro tutto e solamente Lui dovete seguire e servire. State attenti. Quando siete lontani da Gesù, voi tornate bersaglio del demonio. Pregate. Pregate. Pregate. Io sono la vostra Madre e vengo dal Cielo per portarvi al Cielo. AscoltateMi. Non voglio obbligarvi, ma quello che dico deve essere preso sul serio. Coraggio. Io pregherò il Mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 30 giugno 2019

Gesù e Dio padre





Gesù e Dio padre:Pentimento è penitenza sono  la via verso il mio Regno in Cielo”

PENSIERI SULLA FEDE



Nessuna vergogna!

Si commette colpa contro la Fede quando, possedendola, la si nasconde o si evita di farne pubblica professione nel timore di doverne arrossire dinanzi agli altri che la criticano. Esempi di questo comportamento sono: tenere nascosto il distintivo della propria associazione religiosa, astenersi dal mostrare la corona del rosario, non scoprirsi il capo dinanzi alla cosa sacra, accettare l'invito a sorbire un caffé per paura di dire che si voleva fare la Comunione, non difendere la Chiesa ingiustamente accusata, non farsi il segno di croce in momenti significativi, non disapprovare l'immoralità, e via di questo passo!
Chi _agisce così commette sciocchezza e tradimento, e con l'andar del tempo si rende schiavo.
È uno sciocco perché si fa prendere da una paura assolutamente ingiustificata di persone che non meritano considerazione nelle cose spirituali per il fatto di essere ignoranti o incompetenti o nemiche della Religione, e perché si pasce dell'illusione di chiudere la bocca ai criticoni mentre non fa che allargarla sempre di più. Vorrebbe piacere a Dio, ma senza dispiacere ai nemici di Lui! Perde la stima dei buoni e non acquista quella dei cattivi, anzi di questi si attira il disprezzo riservato ai vili.
È un traditore perché, mentre internamente sa di dover e poter reagire con tanti possibili mezzi in obbedienza al Signore e in armonia con la Chiesa, cede poi esternamente, e ipocritamente, non facendo l'opera religiosa che pur vorrebbe, e facendo invece l'opera contraria che non vorrebbe. Si dimostra anche sleale verso i propri compagni di Fede danneggiandoli.
È uno schiavo, perché vorrebbe fare o non fare un'azione, e intanto un altro lo costringe contro la sua volontà obbligandolo a vedere pericoli anche là dove non sono e ad agitarsi in crescente ansietà.
Ha tutta la ragione Gesù Cristo nel pronunciare la severa sentenza: "Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi" (Mc. 8,38).
Perché mai vergognarsi della propria Fede? Se la si crede falsa', non resta che rinnegarla apertamente e completamente perché il praticarla sarebbe davvero una vergogna. Ma se la si crede vera, e la Religione di Cristo è l'unica vera, non c'è alcun motivo per arrossire nel professarla, come l'eroe non arrossisce delle medaglie conseguite al valore, o il letterato della sua scienza. Giosué Borsi non esitò a sbottonarsi la giubba dinanzi agli ufficiali derisori per mostrare lo scapolare e la cordicella di san Francesco affermando: "Sono terziario francescano".
Il vergognarsi della propria Fede pare un difetto tipico dei cristiani. Non lo si riscontra infatti, o almeno non così diffusamente, tra i seguaci delle altre religioni i quali anzi - ad esempio, i musulmani - mostrano in fatto di religiosità una ostentazione certamente criticabile. , Eppure proprio i cristiani dovrebbero essere in grado per la loro formazione spirituale di capire meglio e di applicare alla loro professione di Fede ciò che Emile de Gerardin affermava in campo politico-militare: "Una bandiera che si nasconde in tasca, non è più una bandiera, ma un fazzoletto".

Sac. Pasquale Casillo 

Cosa fare con questi diavoli



LA LOTTA FRA LUCE E TENEBRA 


LA LUCE SI SCONTRA CON LE TENEBRE 

Cristo è la Luce per gli uomini: indica la strada giusta, il cammino della salvezza. Giovanni ne parla chiaramente all'inizio del suo Vangelo. La Luce è la prima qualifica dell'inviato del Padre: «Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1, 9). 
Egli è pieno di Vita, questa pienezza è la Luce per gli uomini: «In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. La Luce splende nelle tenebre ma le tenebre non l'hanno accolta» (Gv 1, 4). 
Non è così ovvio che sulla terra si irradi tanto dono di luce di vita. C'è già un regnante che domina sulla terra: è satana, il potere delle tenebre. 
Il regno delle tenebre è regno di morte, sventura e lacrime mentre il regno della luce è vita, felicità e pace. Matteo saluta infatti l'inizio della vita pubblica di Gesù con le parole di Isaia: 
«Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e in ombra di morte una luce si è levata» (Mt 4, 16). 
Ma l'arrivo della luce di salvezza e di liberazione scatena la violenta reazione del regno dell'odio, del male e della morte. La potenza di satana si scaglia contro Cristo e la sua opera. 
Nel Vangelo di Giovanni tutta la realtà dell'opera di Cristo viene letta nella luce di questo scontro. In particolare l'Evangelista gli dedica il cap. 9: il cieco riacquista la vista, ma anche la sua anima si illumina della luce di Cristo. 
«Gesù chiese al cieco: 'Tu credi nel Figlio dell'uomo?'. Egli rispose: "E chi è Signore, perché io creda in lui?". Gesù gli rispose: 'Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui'. 
Ed egli disse: "Io credo, Signore!". Egli si prostrò innanzi» (Gv 9, 35-38). 
Ma i farisei, più il miracolo è chiaro e innegabile, più si ostinano nell'odio contro Cristo. 
Gesù pronuncia contro di loro parole durissime: «Io sono venuto nel mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi» (Gv 9,39-41). 
Gesù nel tempio, poco prima di affrontare la morte, disse: «Io sono la Luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8, 12); (sotto questo versetto c'è una nota molto intensa nella Bibbia di Gerusalemme dalla quale ho attinto). 
Ci sono dunque due mondi opposti: quello del bene e quello del male; due imperi, rispettivamente sotto il dominio di Cristo e di satana. Anche gli uomini, secondo il linguaggio evangelico, si dividono in «figli della luce o figli delle tenebre» secondo che vivano sotto l'influenza della luce di Cristo o delle tenebre di satana. 
In questa lotta tra la luce, simbolo dell'amore di Dio per l'uomo, e le tenebre, simbolo dell'odio di satana per l'uomo, non vi è la «terra di nessuno». Tutto il mondo è avvolto nella realtà di questa situazione: si è nella luce o nelle tenebre. 
Il biblista padre Alberto Salvatore Panimolle, dopo quindici anni di appassionata ricerca scientifica e di approfondita meditazione sul Vangelo di Giovanni, ha espresso chiaramente questa realtà. 
«In effetti la luce e l'amore del Figlio di Dio suscitano spontaneamente l'odio del mondo satanico che ha fatto l'opzione fondamentale per le tenebre e il male. Di qui la situazione di conflitto permanente e insanabile fra il Cristo e il principe di questo mondo, fra il popolo del Signore e i satelliti di satana. Il simbolismo dell'antitesi "luce-tenebre" appare in merito molto eloquente e significativo. In effetti le due realtà espresse da questo binomio si escludono a vicenda: l'una combatte l'altra, se avanza l'una, retrocede l'altra» (A.S. Panimolle, L'Evangelista Giovanni, Boria, Roma 1985, p. 358). 
Con questa attenzione leggiamo ora la realtà della società italiana di oggi. Ci serviamo di un esempio: L'esempio delle finestre. 
A sera inoltrata guardiamo dall'esterno una bella villa con dieci stanze e le relative finestre. 
Inizialmente ognuna delle dieci finestre è illuminata: segno che nell'interno tutta la villa è nella luce. Poi da cinque finestre non viene più luce: vuol dire che metà della casa è ormai all'oscuro, mentre l'altra metà è illuminata. Passa del tempo e da due sole finestre promana all'esterno la luce; valutiamo che ormai solo il 20% della villa è internamente illuminato, mentre l'80% è nell'oscurità della notte. 
Rapportiamo l'esempio alla religiosità della nostra popolazione. Dal dopoguerra ad oggi, in meno di mezzo secolo, la religiosità della nostra comunità è diminuita con una imprevedibile rapidità: nella visione della vita e nella pratica religiosa. 
Siccome non vi è «terra di nessuno», non c'è fascia neutra di terra che non sia né nella luce né nelle tenebre. O si è nella luce, dice la Scrittura, o nelle tenebre. O nel regno di Cristo o in quello di satana. Perciò, per quanto è diminuita la religiosità negli ultimi decenni, di altrettanto si è esteso il regno di satana. 
La mia esperienza: vivo in una grande diocesi, la più grande della mia regione. Prima di me non c'è mai stato un esorcista incaricato dal Vescovo. 
Da giovane, studiando in seminario, parlavamo a volte di indemoniati, ma come di cose strane e rare. A memoria di uomo non c'era mai stato un caso in diocesi. Ora, invece, ci lavoro quasi a tempo pieno e non basta. Solo di ossessioni vere e proprie, escludendo forme minori e più diffuse, ne incontro molte, più o meno una media di una decina all'anno. 
Altro elemento: in genere chiedo a quelli che vengono da me, dove sono stati prima. Fino a qualche anno fa mi facevano sempre gli stessi nomi di maghi e fattucchieri, oggi sento parlare di nomi nuovi, in continuazione; c'è una vera proliferazione. 
La visione biblica della luce e delle tenebre viene ampiamente confermata dagli studi e dalle statistiche dei mezzi moderni di ricerca sociale. 
L'ISPES è un istituto statale, un po' simile al CENSIS, le cui iniziali significano: Istituto di Studi Politici Economici e Sociali. Nella prima decade di ottobre 1989 ha pubblicato un volume di 700 pagine dal titolo: Rapporto Italia '89; a pagina 661 c'è la scheda 57 che dedica alcune pagine alle ricerche sul mondo dell'occulto. Le vie della ricerca su questo argomento sono riportate ampiamente su un quaderno a parte, dal titolo: I soldi del diavolo. 
Dalla Premessa di tale opuscolo, riporto solo qualche breve stralcio. 
Innanzitutto c'è un'affermazione esplicita sulla vastità del fenomeno della magia e dell'occulto in Italia. 
«Nell'ambito del costume, poi, la tradizione magica è ben viva e fiorente: la moda dell'occultismo e dell'astrologia, della parapsicologia e dell'esoterismo non si è mai spenta nella cultura contemporanea. Sono proprio i canali di una fiorente industria della superstizione. Il mago "moderno" è una persona "istruita" che ostenta diplomi e attestati accademici, che utilizza il computer per preparare gli oroscopi, che si fa pubblicità sulle 'pagine gialle' e sui giornali specializzati, che tiene rubriche di successo alla radio e alla televisione. La magia è oggi un affare che muove un vertiginoso giro di miliardi. Le tariffe sono le più differenziate: possono andare dalle 20.000 lire per un consulto, alle 80.000 lire per togliere il malocchio, fino a 20 milioni per una 'fattura a morte'» (I soldi del diavolo a cura dell'ISPES, via Terme di Traiano 5, Roma, 1989). 
Nel tentativo di spiegare questa improvvisa proliferazione, si accenna a due motivi di fondo: 
l'insoddisfazione per l'eccessivo tecnicismo, che non risolve i problemi esistenziali della vita umana e l'allontanamento dalla pratica e dalla concezione religiosa della vita; esattamente come dicevo anch'io poco prima. 
Da I soldi del diavolo leggiamo ancora: 
«L'industria dell'occulto ripropone esplicitamente l'ideologia che vede il mondo "tradito" dalla scienza e dal pensiero razionale, considera la natura "violata" dalla tecnica e l'uomo abbandonato in un cosmo che non comprende e che è votato alla rovina. Ecco allora riaffiorare l'idea sotterranea dell'onnipotenza del desiderio e il vecchio tentativo di forzare la realtà con pratiche rituali. Tali idee hanno raggiunto il pubblico di massa e sono penetrate nella visione del mondo di migliaia di persone. L'esigenza di spiegazioni totalizzanti, la ricerca di salvezza dal dolore e dal rischio dell'esistenza, la ricerca di consolazione e rassicurazione, le incertezze del, danno in parte ragione delle attuali regressioni verso il pensiero magico. A ciò va aggiunta la perdita del fascino che la religione istituzionale ha subìto, il suo supposto 'svuotamento' della carica salvifica interiore». 
Il 3 marzo 1991 si è concluso a Perugia un importante convegno sul tema «Magia, spiritismo e razionalità a confronto». Promotrice ne è stata la prof. Cecilia Trocchi Gatto, docente di antropologia culturale all'Università di Perugia e autrice dell'affermato volume: Magia ed esoterismo in Italia. Nel corso del Convegno sono emerse queste cifre: 
«L'universo dell'esoterico attira per credulità, curiosità o addirittura iniziazione, ben 12 milioni di italiani e produce un fatturato annuo di 1.000 miliardi, mentre 170.000 sarebbero gli operatori del settore» (dalla «Stampa»). 
Queste parole andrebbero riascoltate: porgono l'inquietante interrogativo del perché la cultura laica e agnostica sul dilagante fenomeno dell'occultismo, sia pure qualche rara volta, riesca a dire con tanta chiarezza quello che si vergognano di ammettere certi ambienti ecclesiali. 

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci

Maria, donna della Nuova Alleanza



O Maria Santissima,
Donna della Nuova Alleanza,
ai piedi della croce di tuo Figlio
hai partecipato al dono della Sua Vita
e hai accolto tutti noi
come figli redenti dal Sangue Prezioso.
Tu ci sei vicina come madre e modello.
Intercedi per noi
perché siamo resi capaci
di amare profondamente e sempre
e di portare nel mondo
il fuoco dello Spirito
e il perdono del Padre. Amen.

Pentimento e penitenza, sono necessari, per poter entrare nel regno di Dio



Maria Madre di Dio

Nella preghiera c'è, e troverete la forza.

Essa è la cosa più potente che possedete.

Una preghiera può spostare le montagne, se solo credete veramente in lei. Questa frase l'avranno già sentita in tanti e molti adesso scuoteranno la testa dicendo: a questo non credo.” È così che vi negate da soli la forza che avreste nel recitare una preghiera con vera fede. 

Voi avete una missione, qui sulla terra ed è quella di servirLo. Servendo Dio Padre l'Altissimo lo aiutate a realizzare i suoi piani e siate certi che questi piani sono per il benessere di tutti i suoi figli.

 Delitti, crisi, fame, cattive condizioni di vita, ecc. avidità, cupidigia, passioni indeboliscono la morale che una volta avevate e aprono le porte a Satana e alle sue azioni oltraggiose. 

Figli miei, Dio Padre vi ama. Vi amo moltissimo e ama ognuno singolarmente. Al suo amore non importa se avete peccato, egli vuole solo che facciate ritorno a Lui, e che facciate di, affinche’ questo si realizzi.

Egli non approva nessun peccato, al contrario li disprezza, ma Egli comunque ama ogni peccatore non importa che peccato Egli abbia commesso. In questi tempi, ricolmi di vizi Egli desidera ardentemente il ritorno di TUTTI I SUOI  figli e offre ad  ognuno il suo inesauribile amore.

Per far sì che, più figli di Dio possibile, possano tornare a Lui, Egli vi regala, ormai da tempo, il tempo della misericordia. Questa un tempo in cui tutti figli di Dio possono tornare a Lui facendo penitenza. I figli, fra voi, che vogliono tornare al Padre ricevono così, il loro “biglietto d'ingresso”.

Dopo il pentimento e la penitenza viene la purificazione. La purificazione è un processo automatico, quindi qualcosa che non fate voi di persona ma a cui venite sottoposti. Il pentirsi e la penitenza invece è ciò che voi dovete fare di vostra volontà. Quando avete portato a termine anche la purificazione, allora potete inoltrarvi nella preparazione, e anche questa non la fate da soli, ci sono molti santi celesti aiutanti, che vi stanno accanto e vi istruiranno.

Figli miei, credetemi, che per molti di voi sarà molto difficile anche solo provare di nuovo dei sentimenti. Molti sono così contaminati dalle scelleratezze di Satana che i  loro sensi sono resi insensibili e non riescono più a provare altro, al di fuori del desiderio del  proprio piacere personale. Aiutate queste anime attraverso le vostre preghiere. Pregate che possao recuperare la loro naturale sensibilità, creata da Dio Padre, e che riescano a provare pentimento. Recuperata la loro sensibilità, essi possono allontanarsi dai vizi e pentirsi. Pregate poi anche per la penitenza, così l'anima può tornare a Casa.

LA VITA DI SAN BENEDETTO



tratto dal Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno


L'acqua dalla pietra

Tra i monasteri che aveva costruiti ce n'erano tre situati in alto tra le rupi dei monti e per i poveri fratelli era molto faticoso dover discendere tutti i giorni al lago per attingere l'acqua; tanto più che essendo il fianco della montagna tagliato a precipizio,  C'era  da  aspettarsi  prima  o  dopo  qualche  grave  pericolo  per  chi discendeva.  Si  misero  dunque  d'accordo  i  monaci  dei  tre  monasteri  e  si presentarono al servo di Dio. "Noi - dissero - dobbiamo scendere tutti i giorni fino al  lago  per  prender  l'acqua  e  questo  lavoro  sta  diventando  un  po'  troppo difficoltoso: noi saremmo del parere che i nostri tre monasteri siano trasferiti altrove". Egli li consolò con dolcezza e con un sorriso li congedò.
Nella stessa notte, preso con sé quel piccolo Placido, di cui ho già parlato più sopra, salì su quei rapidi monti, e si fermò lungamente a pregare.
Terminata la preghiera collocò in quel punto tre pietre, come segno e senza che nessuno si accorgesse di nulla, fece ritorno al suo monastero.
In uno dei giorni seguenti i monaci tornarono da lui per sentire cosa avesse deciso sulla necessità dell'acqua. Rispose: "Andate qua sopra, su questi monti, e dove troverete tre pietre poste una sull'altra, lì scavate un poco. A Dio Onnipotente non  manca  la  possibilità  di  far  scaturire  acqua  anche  sulla  cima  di  questa montagna, degnandosi di liberarvi dalla fatica di un viaggio tanto pericoloso. 
Andate".
Partirono e trovarono la rupe del monte che Benedetto aveva descritta: era già tutta trasudante acqua. Vi scavarono una buca che subito rigurgitò di acqua e questa scaturì così abbondante che fino ad oggi copiosamente scorre lungo le pendici, scendendo fino alla valle.

La Stolta Superbia e Soave Umiltà



ISRAELE

“Nel Popolo eletto si dovrebbero trovareanime pronte a ricevere il Messia nella cui attesa si sono consumati d’ansia i Patriarchi e i Profeti, questo Messia finalmente arrivato, preceduto, accompagnato da tutti i segni profetici, questo Messia la cui figura spirituale si delinea sempre più chiara attraverso i miracoli visibili e invisibili sugli elementi, sui corpi, sulle anime che si convertono e sui pagani che si volgono a Dio. Invece così non è! La prontezza a seguire il Messia è fortemente ostacolata proprio nei figli di questo Popolo e, doloroso a dire, lo è tanto più, quanto più si sale nelle classi sociali più alte. Vi dico questo non per scandalizzavi, ma per indurvi a riflettere e a pregare”.
“Pagani e peccatori fanno più strada sulla via di Dio. Perché questi accolgono e quelli non accolgono il Salvatore, la sua Parola.
Perché i figli d’Israele sono ancora incrostati come ostriche perlifere al banco sul quale sono nati. Perché sono ricolmati, saturati, obesi della loro scienza, non sanno fare posto alla mia sapienza, gettando via il superfluo per fare posto al necessario. Gli altri non hanno questa zavorra: sono poveri peccatori e pagani disancorati come navi alla deriva. Sono poveri che non hanno tesori propri, ma solo fardelli di errori e di peccati di cui si spogliano con gioia, appena riescono a capire cosa sia la Buona Novella, il Vangelo. Sentono il suo miele corroborante, ben diverso dal disgustoso miscuglio dei loro errori e peccati! La caparbietà d’Israele è frutto di un eccessivo attaccamento alle proprie idee, dottrine, al proprio “io”. Il rifiuto del Vangelo è sintomo di superbia intellettuale, come la sua accettazione è effetto di povertà, di miseria interiore riconosciuta con umiltà” (Poema 3°, p. 254).
“Vi è in Israele una stolta superbia, quella di giudicare bestemmia il Nome del nostro Dio su labbra pagane. Si giunge a proibire ai gentili di accostarsi al Dio vero, perché si giudica ciò sacrilegio. Il Dio d’Israele è lo stesso Dio che ha creato tutti gli uomini. Perché impedire che le creature sentano l’attrazione del loro Creatore? Credete voi che i pagani non sentano qualcosa nel fondo del cuore, qualcosa d’insoddisfatto che si agita, grida e cerca? Chi? Il Dio ignoto! Credete voi che se un pagano si tende verso l’altare del Dio ignoto, a quell’altare incorporeo che è l’anima in cui è sempre un ricordo del suo Creatore, credete voi che Dio respinga il suo anelito come una profanazione? L’anima umana aspetta, difatti, di essere posseduta dalla gloria di Dio come l’antico Tabernacolo, e piange finché tale possesso non la colmi. Credete voi che sia peccato quel desiderio interiore suscitato da appelli celesti, quel sospiro dell’anima che dice: “vengo”, al Dio che le dice. “Vieni?”...
Che sia santità il corrotto culto dell’ebreo credente che offre al Tempio quanto avanza delle sue gozzoviglie, entrando al cospetto di Dio e nominando l’Essere santissimo con uno spirito e un corpo che è tutto una verminaia di colpe?
Allora solo i bambini potranno chiamare Dio, poiché ogni uomo è peccatore! E’ invece dai peccatori che il Signore va invocato, da coloro che si sentono strozzati da Satana e vogliono liberarsi dal Seduttore e dal peccato.
Vogliono! Il volere guarire, ecco ciò che cambia il sacrilegio in culto di Dio, in orazione.
Bisogna invocare l’Onnipotente per fugare il tentatore, per essere perdonati e guariti! Non è nominare invano il nome di Dio, quando, come il battito del cuore, ogni minuto del giorno, ogni bisogno o tentazione vi riporta sulle labbra la parola di filiale amore: “Aiuto, Signore!” (Poema 2°, p. 539).
“Conoscete gli idoli e le eresie d’Israele, idolatra e eretico da secoli. I gentili (pagani) saranno migliori, per questo non li ho esclusi, respinti. Ricordate i Profeti, predissero la vocazione dei Gentili e la durezza dei Giudei.
Perché chiudere le porte del Regno a coloro che mi amano e vengono alla Luce che la loro anima cerca? Non li dovete credere più peccatori di voi (ebrei), perché finora non hanno conosciuto Dio.
Spesso sono migliori di voi, perché senza avere la giusta religione, sanno essere giusti.
Non mancano i giusti in nessuna nazione, religione. Dio osserva le opere, non le parole degli uomini. Se vede un pagano fare naturalmente, per giustizia di cuore, ciò che la Legge del Sinai comanda, perché dovrebbe guardarlo come abietto? Non è più meritorio che un uomo che conosce il comando di Dio, si vieti da sé ciò che la sua coscienza disapprova come male, rispetto al merito molto relativo di chi, conoscendo Dio, il fine dell’uomo e la Legge che aiuta a conseguirlo, fa continui compromessi e calcoli per adeguare la perfetta Volontà di Dio alla propria volontà malvagia?
Credete che l’Altissimo apprezzi le scappatoie messe da Israele all’ubbidienza per non avere a molto sacrificare la propria concupiscenza?
Quando un pagano uscirà dal mondo, giusto agli occhi di Dio per avere seguito la retta legge imposta dalla sua cocienza, credete che sarà giudicato demonio? Dio giudicherà le azioni degli uomini, e Cristo, supremo Giudice, premierà coloro che dal fondo dell’anima aspiravano all’unione col Dio ignoto, ma intuito oltre il falso scenario dell’Olimpo.
Troppo spesso il nome di Dio è stato deriso per colpa delle opere del Popolo di Dio. Non credetevi i tesorieri esclusivi dei miei doni e meriti. Sono morto per tutti, per gli ebrei e per i pagani. Il mio Regno sarà di tutte le Genti.
Non abusate della pazienza con cui Dio vi ha trattati, dicendovi: “A noi tutto è concesso!”
Non è vero, perché ormai non c’è più questo o quel popolo, ma soltanto il mio Popolo nel quale hanno lo stesso valore i vasi consumati al servizio del Tempio e quelli che verranno deposti sull’altare del Signore. Anzi, molti vasi consumati al servizio del Tempio, ma non di Dio, verranno gettati via e sostituiti sull’altare da quelli che non hanno mai conosciuto incenso, olio o balsamo, ma sono desiderosi di esserne riempiti per servire alla gloria di Dio.
Non esigete, quindi, molto dai Gentili.
Bastano la fede e l’ubbidienza alla mia Parola, poiché una nuova circoncisione del cuore, o meglio, dello spirito, sostituisce quella antica.
Al sangue della circoncisione, simbolo della purificazione dalla concupiscenza, che ha privato Adamo e l’Umanità dalla figliolanza divina, si sostituisce ora il mio Sangue to, valido per tutti, circoncisi e incirconcisi, purché ricevano il nio battesimo e rinunzino a Satana, al mondo e ai vizi per amor mio. Non disprezzate gli incirconcisi, pensando a quanti peccati sono giunti i circoncisi” (Poema 10°, p. 224).

René Vuilleumier

Godiamo di Te, Gesù!



Gli disse Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi 
quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro 
nel cielo; e vieni! Seguimi!” (Mt 19,21).


Tu sei il gioiello prezioso, 
nascosto dentro i nostri cuori. 
Ogni uomo può godere della tua brillantezza, 
della tua luce. 
Godiamo di Te, Gesù! 
Sei Tu la perla colorata dal Sangue; 
la vita pura e calda che bagna 
e lava i cuori degli uomini. 
Godiamo di Te, Gesù! 
Dentro la nostra terra 
ti sei nascosto, perla preziosa.
E noi ti abbiamo trovato, gioiosa scoperta 
che salva la vita. 
Godiamo di Te, Gesù! 
In ogni goccia del tuo Sangue amoroso 
ogni uomo ritrova se stesso. 
Il fiume di vita raggiunga ogni uomo, 
reso prezioso, come il tuo Sangue! 
Godiamo di Te, Gesù! Amen.