domenica 22 dicembre 2019

Il problema dell'ora presente. Antagonismo tra due civiltà



GUERRA ALLA CIVILTA' CRISTIANA


DICHIARAZIONE DI GUERRA ALL'ORDINE SOCIALE

Le parole di Waldeck-Rousseau, di Viviani e degli altri, sono l'espressione d'un pensiero che trovasi dappertutto. La Francia, il Belgio, la Svizzera, l'Italia, la Germania le avevano udite in tutti i Conventi massonici e in tutti i Congressi democratici tenuti da mezzo secolo in qua. Alcune brevi citazioni finiranno, crediamo, di rischiarare la situazione. Seguiremo l'ordine cronologico.

Nell'agosto 1857, il Giornale d'Anversa ricordò queste parole pronunciate nel Convento delle logge del Belgio il 2 luglio 1846 e in quella del 24 giugno 1854: "Invano, coi secolo XVIII, ci siamo lusingati di avere schiacciato l'infame: l'infame rinasce ... Bisognerà che il paese finisca col farne giustizia, dovesse anche ricorrere alla violenza per guarire da questa lebbra".

Dieci anni più tardi, il 26 dicembre 1864, nel medesimo luogo e nelle medesime circostanze, Van Humbieeck, venerabile della loggia Les Amis de l'Union du Progrès, disse: "Si è rimproverato alla Rivoluzione di scavare un abisso. Non è vero: la Rivoluzione non ha scavato un abisso, bensì una fossa, e l'ha scavata per seppellirvi il cadavere del passato (la civiltà cristiana). Ciò che è vero della Rivoluzione, è pur vero della massoneria, di cui la Rivoluzione non è che la formula profana. Sì, un cadavere havvi nel mondo; esso sbarra la via al progresso (al ritorno della civiltà pagana): questo cadavere dei passato, per chiamarlo col nome che gli si addice, è il cattolicismo".

L'anno seguente, 1865, si tenne a Liegi il congresso degli studenti. Da questo congresso uscirono dapprima lo stato maggiore dell'Internazionale, poi gli ausiliari di Gambetta. Più di mille giovani di Germania, di Spagna, d'Olanda, d'Inghilterra, di Francia, di Russia erano presenti. Si mostrarono unanimi nei loro sentimenti di odio contro i dogmi e anche contro la morale cattolica; unanimità di adesione alle dottrine e agli atti della Rivoluzione francese, compresovi il 1793; unanimità di odio contro l'attuale ordine sociale "che non tiene conto di due istituzioni fondate sulla giustizia", parole pronunciate alla tribuna da Arnould, redattore del Précurseur d'Anversa, e applaudite clamorosamente dall'assemblea. Un altro oratore, Fontaine, di Bruxelles, terminò il suo discorso con queste parole: "Noi, rivoluzionari e socialisti, noi vogliamo lo svolgimento fisico, morale e intellettuale del genere umano. Notate che io dico prima fisico, poi intellettuale. Noi vogliamo nell'ordine morale, colla distruzione dei pregiudizi di religione e di Chiesa, arrivare alla negazione di Dio e al libera esame. Noi vogliamo, nell'ordine politico, coll'attuazione dell'idea repubblicana, arrivare alla federazione dei popoli e alla solidarietà degl'individui. Nell'ordine sociale vogliamo, mercé la trasformazione della proprietà, l'abolizione dell'eredità, l'applicazione dei principi d'associazione e la mutualità, arrivare alla solidarietà degli interessi e alla giustizia! Noi vogliamo, colla emancipazione dapprima dell'operaio, poi del cittadino e dell'individuo, e senza distinzione di classi, l'abolizione d'ogni sistema autoritario".

Altri parlarono nel medesimo senso. Imperocchè la distruzione del cristianesimo non può concepirsi senza la previa rovina di tutte le istituzioni nate da lui e sopra di lui fondate; gli uomini logici lo comprendono, gli uomini franchi lo dicono.

In questo stesso congresso di Liegi, Lafargue domandava: "Che cosa è la Rivoluzione?" E rispondeva: "La Rivoluzione è il trionfo del lavoro sul capitale, dell'operaio sul parassita, dell'uomo su Dio. Ecco la Rivoluzione sociale, di cui sono gravidi i principi dell'89, i diritti dell'uomo portati
all'ultima espressione". Egli diceva ancora: "Sono quattrocento anni che noi scalziamo il cattolicismo, la macchina più forte che sia stata mai inventata in fatto di spiritualismo; essa è solida ancora, disgraziatamente!". Poi, nell'ultima seduta, egli mandò questo grido d'inferno: "Guerra a Dio! Odio a Dio! Il progresso sta qui! Bisogna sfondare il cielo come una volta di carta".

La conclusione di Lafargue fu: "Di fronte ad un principio così grande, così puro come questo (totalmente sbarazzato del soprannaturale e di tutto ciò che ha costituito fin qui l'ordine sociale) bisogna odiare o provare che si ama".

Altri Francesi domandarono con lui che la separazione si facesse più netta e più intera tra quelli che odiano e quelli che amano, tra quelli che odiano il male ed amano il bene, e quelli che odiano il bene ed amano il male. Regnard, parigino. disse dove la massoneria pone il male e il bene: il male nello spiritualismo, il bene nel materialismo. "Noi ci schieriamo sotto la bandiera degli uomini che proclamano il materialismo: ogni uomo che sta per il progresso è altresì per la filosofia positiva o materialista".

Allorchè queste parole "progresso" ed altre simili cadono dalle labbra massoniche, vi sono dei cattolici che le raccolgono con una specie di rispetto e d'ingenua fiducia, credendo di vedervi delle aspirazioni verso alcunchè di desiderabile. Lafargue e Regnard ci dicono quello che la setta, la quale le mise in giro, ha inteso di farvi entrare.

Germain Casse: "E' necessario che uscendo di qui noi siamo di Parigi o di Rema, o gesuiti, o rivoluzionari". E come sanzione, domanda "l'esclusione totale, completa d'ogni individuo che rappresenti, in qualsiasi grado, l'idea religiosa". Condizione indispensabile perchè possa stabilirsi e soprattutto sussistere il nuovo ordine di cose voluto e proseguito.

E' inutile prolungare queste citazioni stenografate dai redattori della Gazette de Liège sui banchi medesimi del congresso. Gli altri giornali ebbero paura di riprodurre queste parole in tutta la loro crudezza. Il cittadino Fontaine le ricordò per amore della verità: "Un solo giornale - egli disse - uno solo è stato di buon fede, la Gazette de Liège, e ciò perchè essa è francamente cattolica, apostolica, romana. Essa pubblicò un'analisi completa delle discussioni".

L'anno seguente, nel congresso di Bruxelles, il cittadino Sibrac, francese, fece appello alle donne per la grand'opera; e per attrarle disse loro "Fu Eva che gettò il primo grido di ribellione contro Dio". Si sa che uno dei gridi di ammirazione della framassoneria è questo: "Evviva Eva!".

Ivi anche il cittadino Brismée disse: "Se la proprietà resiste alla Rivoluzione, fa duopo, per mezzo di decreti del popolo, distruggere la proprietà. Se la borghesia resiste, bisogna uccidere la borghesia". E il cittadino Pèlerin: "Se seicentomila teste fanno ostacolo, ch'esse cadano!".

Dopo i congressi di Liegi e di Bruxelles ve n'ebbe uno a Ginevra, composto di studenti e di operai come a Bruxelles. Anche là Dio e la religione vennero sbanditi di comune accordo, le idee religiose furono dichiarate funeste al popolo e contrarie alla dignità umana, la morale fu proclamata indipendente dalla religione. Si parlò d'organizzare degli scioperi immensi, invincibili che debban metter capo allo sciopero generale.

Siamo brevi. Un altro congresso internazionale si tenne all'Aja nel 1872. Il cittadino Vaillant disse pure che la guerra al cattolicesimo e a Dio non aveva ragione di esistere senza la guerra alla proprietà ed ai proprietari.

"La borghesia - disse - deve aspettarsi presto una guerra più seria che la lotta latente a cui l'Internazionale è attualmente condannata. E noti sarà lontano il giorno della rivincita della Comune di Parigi!

"Sterminio completo della borghesia: ecco il primo atto della futura rivoluzione sociale" (Chi desidera citazioni più numerose e più estese potrà trovarle nell'opera Les sociétés secrétes et la société del Deschamps, continuata da Claudio Jannet).

Se volessimo dare un'idea di ciò che si disse e si stampò in questi ultimi trent'anni, non la finiremmo sì presto. E' noto a tutti che il regime repubblicano, massime in questi ultimi tempi, ha lasciato entrare ed anche ha propagato in tutte le classi della società le idee più sovversive.

Le loggie posseggono tutti questi discorsi (il supporto presentato da Prache, deputato di Parigi alla XI Commissione delle petizioni della Camera dei deputati, sulla petizione contro la framassoneria, pubblica a pp. 186 e 218, dei fatti e dei testi che noi qui non riproduciamo. Questo rapporto è dei più istruttivi: stampato a Parigi, Bureaux de la Patrie Française, 15 agosto, rue d'Argenteuil) che abbiamo riferiti; sembra anzi che quanti se ne leggono alla tribuna e nei clubs siano tratti di là.

Nel 1870, un manifesto fu pubblicato a Parigi, nella sede del Grand'Oriente, sotto il titolo: Dio
davanti alla scienza, o Religione e Framassoneria. Vi si leggeva: "Il cattolicismo, questo nemico accanito della framassoneria, le cui dottrine sono intieramente opposte alle sue, tiene in questo momento le sue grandi assise sotto il nome di concilio ecumenico. Necessita che, secondo le circostanze, il nostro ordine affermi di nuovo e più che mai, le sue idee, le sue tendenze e lo scopo a cui aspira". E non vi ha mancato.

In questo medesimo anno, fin dal mese di luglio e al principio di agosto, un congresso, a cui presero parte le logge di Strasbourg, Nancy, Vesoul, Metz, Chilons-sur-Marne, Reims, Mulhouse, Sarreguemines, in una parola tutto l'Est, fu tenuto a Metz. Vi si pose la questione dell'"Essere supremo", e le discussioni che ne seguirono si propagarono di loggia in loggia.

Per porvi un termine, le Monde maçonnique, numeri di gennaio e maggio, fece questa dichiarazione: "La framassoneria ci fa conoscere che non havvi che una sola religione vera, e per conseguenza una sola naturale, il culto dell'umanità. Poichè, miei fr., quest'astrazione che, eretta in sistema, servì a formare tutte le religioni, Dio, non è altro che il complesso di tutti i nostri istinti più elevati ai quali abbiamo dato un corpo, una esistenza distinta, questo Dio non è infine che il prodotto di una concezione nobile, ma erronea dell'umanità, che si è spogliata a profitto d'una chimera". Niente di più chiaro: l'umanità è Dio, i diritti dell'uomo devono sostituire la legge divina, il culto degl'istinti dell'umanità deve pigliare il posto del culto reso al Creatore, la ricerca del progresso nelle soddisfazioni dei sensi, sostituirsi alle aspirazioni della vita futura.

Che piaccia ai framassoni rinnegare ogni religione, anche la fede nell'esistenza di Dio, è affare loro; ma non si limitano a questo, essi vogliono altresì indurre gli altri a pensare a loro modo.

Il Fr. Mauro Macchi, deputato al Parlamento italiano, membro del Consiglio superiore, scriveva nella Masonic Review, il 16 febbraio 1874: "La chiave di volta d'ogni sistema opposto alla massoneria, è il sentimento ascetico e trascendentale che trasporta gli uomini al di là della vita presente e fa che si considerino come pellegrini sulla terra. Finchè questo sistema non sia distrutto dal martello della massoneria, avremo una società di povere creature ingannate, che tutto sacrificano per ottenere la felicità in una esistenza futura".

Un altro deputato italiano, Petruccelli della Gattina, otto anni più tardi, nel 1882 diceva: "Noi dobbiamo combattere la preponderanza cattolica nel mondo, dappertutto e con tutti i mezzi. La guerra al cattolicismo su tutta la superficie del globo dev'essere la base granitica della nostra politica".

I framassoni di Francia non la pensano diversamente. In una seduta delle riunite logge di Lione, tenuta il 3 maggio 1882, il cui resoconto è stato pubblicato nella Chaine d'Union dell'agosto 1882, il Fr. Régnier diceva: "Fa duopo non s'ignori ciò che non è più un mistero: che da lungo tempo due eserciti stanno di fronte, che la lotta ferve attualmente in Francia, in Italia, nel Belgio, nella Spagna tra la luce e l'ignoranza, e che l'una avrà ragione dell'altra. E' mestieri si sappia che gli stati maggiori, i capi di questi eserciti, sono da una parte i gesuiti (leggi il clero secolare e regolare), e dall'altra i framassoni".

Nel 1900, nell'occasione dell'Esposizione universale, si tenne a Parigi un congresso massonico internazionale. Era la quarta volta che tutti gli Orienti e tutte le logge venivano invitate ad un congresso internazionale. Il primo ebbe luogo nel 1889, il secondo ad Anversa nel 1894, il terzo all'Aja nel 1896.

A Parigi, trattavasi di studiare i mezzi onde stabilire "delle relazioni continuate tra le diverse potenze massoniche del globo, prescindendo da ogni obbedienza e da ogni rito, col fine di un reciproco appoggio per la ricerca delle verità scientifiche, filosofiche e sociologiche".

Il presidente Fr. Lucipia, ex-comunardo, nel suo discorso d'apertura, fece questa esortazione: "Lavoriamo, miei fr., portiamo la nostra pietra per la costruzione dei Tempio dell'umanità, sulla facciata dei quale, quando sarà terminato, si scriverà: La solidarietà governa il mondo".

Il Fr. Blatin, nel suo rapporto, disse che queste relazioni già esistevano. "Non hanno tutti i massoni l'onore di portare al mondo profano la grande idea morale, solidarista, basata, astrazion fatta d'ogni formula religiosa, sopra un altruismo ponderato ?" Nondimeno si conchiuse che quest'accordo non bastava, ma erano necessarie tra gli Orienti relazioni effettive e continue. Alcuni giorni dopo, il Convento annuale si riunì al Grand'Oriente, e l'oratore, facendo conoscere questa decisione, la motivò così: "Il Vaticano è la sede d'una internazionale malefica, ed è assolutamente necessario opporle una federazione di tutte le obbedienze massoniche".

Dopo aver in tal guisa risoluto di restringere in tutto il mondo i vincoli che uniscono tutte le società segrete contro la Chiesa, il congresso internazionale si occupò dei "profani".

Il Fr. Blatin chiese che si diffondesse l'insegnamento massonico nelle "masse profane, che abbandonano a poco a poco le religioni del passato" e che loro si dessero le "soddisfazioni che richiedono".

Il Fr. Cocq fu più esplicito: "E' la religione stessa che bisogna distruggere, è la credenza alle superstizioni e al soprannaturale, è il dogma". (Applausi). Per giungervi, fa duopo soprattutto "convertire le donne alle idee massoniche". "La tolleranza - aggiunse - è un principio fondamentale del nostro ordine, ma tolleranza non significa inazione ... bisogna distruggere la religione stessa".

Il Fr. Orateur deplorò che "il mondo non siasi ancora purgato dello spirito di fanatismo" e che il congresso "non abbia trovato una soluzione definitiva". Egli acclamò, coi delegati, la Repubblica universale.

Al banchetto che seguì, il Fr. Lucipia, che n'era il presidente, brindò alla salute di ciascuno dei delegati che i diversi paesi avevano inviato. Li incoraggiò "a proseguire la lotta che noi sosteniamo

- disse - nel nostro paese". E terminò anch'egli col grido: Viva la Repubblica universale! Vedremo ciò che questo grido annuncia e promette al mondo.

Il voto formulato al congresso dell'Esposizione relativamente all'azione da esercitarsi sui profani", era già osservato da molti anni, ma sembra che i massoni lavorino adesso con maggior energia.

Il 6 ottobre 1901, fu tenuto a Tolosa il I congresso d'una Federazione regionale dei Gruppi antireligiosi del Sud- Ovest, cioè di quelle società che i framassoni di alto grado hanno il compito di formare dovunque per diffondere le idee che la setta vuol propagare. L'Alta Garonna era rappresentata dal Libero Pensiero e dalla Ragione e Pensiero Libero di Tolosa e anche da altri Liberi Pensieri di villaggio, le Tarn e Garonne, dal Libero Pensiero e dalla Gioventù laica di Montauban; i Pirenei orientali dal libero Pensiero di Perpignano; l'Aude dai liberi Pensatori di Narbona; l'Hérault dalla Lega antireligiosa di Cette; il Var aveva delegato il Libero Pensiero di Tolone, ed erano venuti dei liberi pensatori anche da Angouléme (Il Libero Pensiero contava in Francia, tredici anni fa - non abbiamo statistica più recente - seicento gruppi, la cui formazione è dovuta per la maggior parte all'azione diretta della framassoneria; cfr. Bulletin du Grand'Orient de France, aoút-septembre 1891, p. 602).

Per una coincidenza significante, simili associazioni erano sorte nel medesimo tempo in diversi altri punti del territorio.

Il 20 settembre, l'Unione dei Gruppi antireligiosi di Marsiglia e delle Bocche del Rodano celebrava la sua fondazione mediante una riunione pubblica in cui prendevano la parola il deputato Boyer e il sindaco Flaissière; il primo consigliava di opporre al dogma religioso il dogma scientifico, il secondo annunziava il disegno "di estirpare non solo il clericalismo, ma lo stesso sentimento religioso".

Il 23 ottobre, nel consiglio generale delle Bocche del Rodano, il sindaco di Marsiglia, appoggiando un voto contro le associazioni religiose ch'egli dichiarava doversi sbandire non solo dalla società, ma dall'umanità, così si esprimeva: "Io affermo categoricamente che si dovrà venire alla soppressione dei sentimento religioso... Noi vogliamo dichiarare guerra accanita e senza quartiere, a questo cumulo di errori sotto il cui peso l'umanità si è curvata fino al presente...".

Nelle feste di Natale del 1903, si tenne a Parigi il congresso del libero pensiero. Cinquecento delegati vi erano intervenuti, e Berthelot vi tenne un discorso. L'assemblea invocò, tra molte altre cose, la pronta e completa secolarizzazione dell'Assistenza pubblica, la soppressione dei Piccoli Seminari, la separazione delle Chiese dallo Stato colla confisca degli edifici religiosi, l'abolizione "d'ogni spirito religioso", l'edizione d'un manuale del Libero Pensiero, la creazione d'una fabbrica di immagini antireligiose, di cartoline postali, di quadri per i municipi, di statue, ecc., infine la preparazione del prossimo congresso da tenersi in Roma nel settembre 1904.

La lista che abbiamo fatta, benchè non sia completa, lascia intravedere il numero e l'attività di coloro che si sono arruolati per la guerra alla Chiesa e a tutto l'ordine sociale. All'indomani della pubblicazione dell'Enciclica, colla quale i Leone XIII denunziò nuovamente al mondo la framassoneria come l'agente segreto di questa guerra, il Bollettino della grande Loggia simbolica scozzese espresse in questi termini il pensiero della setta: "La framassoneria non può fare a meno di ringraziare il Sommo Pontefice della sua ultima Enciclica. Leone XIII, con un'autorità incontestabile e con grande lusso di prove, ha dimostrato una volta di più che esiste un abisso insuperabile tra la Chiesa, di cui egli è il rappresentante, e la Rivoluzione, di cui la framassoneria è

il braccio destro. E bene che gli esitanti cessino di nutrire vane speranze. Fa duopo che tutti si abituino a comprendere esser venuta l'ora di scegliere fra l'ordine antico che si appoggia sulla Rivelazione e l'ordine nuovo che non riconosce altri fondamenti che la scienza e la ragione umana, fra lo spirito di autorità e lo spirito di libertà" (Citato da Dom Sarda y Salvany, Le mal social, ses causes, ses remédes).

Questo pensiero fu manifestato di nuovo nel Convento del 1902, dall'oratore incaricato di pronunciare il discorso di chiusura: "... Che cosa ci divide? Un abisso; abisso che non sarà colmato se non il giorno in cui trionferà la massoneria, instancabile fautrice di progresso democratico e di giustizia sociale ... Finchè ciò non si ottiene, nessuna tregua, nessun riposo, nessuna conciliazione, nessuna concessione ... E' l'ultima fase della lotta della Chiesa e della Congregazione contro la nostra società repubblicana e laica. Dev'essere lo sforzo supremo... Un primo colpo è stato dato: La legge sulle associazioni ha un po' sorpreso, stordito l'avversario. . . Se questo primo vantaggio non è seguito da una esecuzione paziente, metodica e radicale, dalla volontà di farla finita in questo duello più volte secolare, dobbiamo rinunziare alla supremazia dello stato laico".

D'allora in poi la Lanterne, che tutti sanno essere l'organo ufficioso dei nostri governanti (di Francia) non ha cessato un sol giorno di dire su tutti i toni: "Prima d'ogni altra questione, prima della questione sociale e politica, è mestieri finirla colla questione clericale. E' la chiave di tutto il resto. Se noi commettessimo il delitto di capitolare, di rallentare la nostra azione, di lasciarci sfuggire l'avversario, la sarebbe ben presto spacciata e per il partito repubblicano e per la Repubblica. La Chiesa non ci permetterebbe di ricominciare l'esperimento. Oggi ella sa che la Repubblica sarà la sua morte, e se questa non l'uccide, essa ucciderà la Repubblica. Fra la Repubblica e la Chiesa è un duello a morte. Affrettiamoci a schiacciare l'infame o rassegniamoci a lasciar soffocare per dei secoli la libertà".

I nostri governanti non parlano diversamente. Nel discorso che pronunciò come introduzione alla sessione d'ottobre 1902 il primo ministro Combes ha pur detto: "Si tratta di sapere, nell'ora presente, chi la vincerà, se la Rivoluzione personificata nella Repubblica, o la contro-rivoluzione, incarnata nella reazione clericale o nazionalista".

Già nel 1877, il 18 marzo egli aveva spiegato a Lione che "la massoneria deve succedere alle religioni ormai vecchie" (Resoconto dei lavori del Grand'Oriente, maggio, giugno 1889).

Pelletan, ministro della marina, nel discorso che pronunciò a Boulogne-sur-Mer, il 27 novembre 1904, buttò via anch'egli la maschera di clericalismo e disse francamente ciò che voleva il governo repubblicano: "Voi conoscete la nostra politica; è innanzi tutto una politica di lotta contro la Chiesa cattolica.

"Noi lavoriamo contro questa Chiesa... perciò abbiamo soppresso le Congregazioni che i nostri padri dei '93 aveano disciolte prima di noi; perciò faremo la separazione della Chiesa dallo Stato; perciò romperemo il patto di vergognosa schiavitù conchiuso colla teocrazia romana".

Coteste non sono vane parole. La Lanterne, Combes e Pelletan, come gli oratori dei congressi e delle logge ci fanno conoscere la voce d'una potenza la meglio organizzata, la più forte che esista al presente sulla terra. Combes è stato per un momento il braccio che eseguiva ciò che questa potenza gli ordinava per giungere allo scopo da lungo tempo nascosto, al presente assai manifesto; altri l'aveano preceduto, altri lo seguono e lo seguiranno.

Questo scopo è quello che il celebre pubblicista Louis de Haller segnalava già nel 1847 alla fine del suo libro La Franc-Máçonnerie et son infuence, pubblicato a Lucerna "Dal fondo delle aspirazioni

massoniche esce una luce sinistra che ci mostra, come obbiettivo d'un lavoro ostinato, l'annientamento d'ogni religione, il rovesciamento d'ogni autorità, l'abolizione d'ogni diritto naturale!"

E' egli possibile che uomini si diano una tale missione e che si associno per compierne l'esecuzione? E, se è così, come spiegare una tale aberrazione dì mente, una tale perversione di volontà e l'accordo in un delitto, il più grande che possa perpetrarsi contro il genere umano?

Per trovare la risposta a questa domanda è necessario interrogare la natura umana in ciò che ha di più profondo e la storia in ciò che ebbe di più segreto in questi ultimi secoli.

Delasuss, Henri

LE ANIME DEL PURGATORIO MI HANNO DETTO…



Bisogna perdonare al di là della tomba?

Un contadino venne un giorno a vedermi per lamentarsi: "Sto costruendo una stalla. Ogni volta che il muro arriva ad una certa altezza cade dall'altra parte. Noi abbiamo esaminato la cosa; non ci sono difetti, deve esserci qualcosa di soprannaturale lì dentro. Che si può fare?" Gli domandai: "Hai forse un defunto che aveva qualcosa contro di te, o che era animato da sentimenti ostili nei tuoi riguardi?" Rispose: "Per questo, sì! Pensavo giustamente che non potesse essere che lui che, anche sotto terra, non mi lasciava tranquillo". "Chiede solamente - gli dico - che tu gli perdoni, null’altro". "Cosa? perdonargli? a lui che mi ha fatto tanti torti da vivo? perché possa andarsene in cielo? No, no! non ha che da espiare". Dovetti calmarlo: "Non se ne andrà subito in cielo; dovrà ben espiare questo torto, ma sopporterà più facilmente la sua pena. Non ti lascerà più riposo finché tu non gli abbia perdonato dal fondo del cuore. Non voleva saperne. Gli domandai allora: "Perché dici dunque nel Padre Nostro: «perdona le nostre offese come noi perdoniamo a coloro che ci hano offeso?» Di fatto tu dici a Dio: «non mi perdonare, perché anch'io non perdono al mio prossimo». "Solo adesso capisco veramente", confessò. Potei ancora indurlo a raccogliere tutte le sue energie per dichiarare: "Sì, in nome di Dio, voglio perdonare, affinché Dio mi perdoni".

MARIA SIMMA 

PREGHIERE CHE SCONFIGGONO I DEMONI



  Superare e dividere le confederazioni demoniache 
           
 Rompo e divido ogni confederazione demoniaca contro la mia vita nel nome di Cristo. 
              Rilascio confusione verso ogni confederazione demoniaca diretta contro la mia vita, la 
famiglia, e la chiesa nel nome di Gesù. 
              Dividi e disperdi coloro che sono uniti contro di me. 
              Lego e rimprovero tutti i rinforzi demoniaci inviati da Satana per attaccare la mia vita. 
              Rendi gli spiriti dominanti di queste confederazioni che siano come Oreb, Zeeb, Zeba, e 
Salmunna (Sal 83:5-11). 
              O mio Dio, rendili come la ruota, come le stoppie prima del vento (Sal 83:13). 
              Perseguitali con la tua tempesta, e spaventali con la tua bufera (Sal 83:15). 
              Siano confusi e turbati per sempre. Siano svergognati e periscano (Sal 83:17). 
              Rilascia confusione, e falli attaccare a vicenda nel nome di Gesù (2 Cron. 20:23). 

PER CHI E' CONTRO IL SIGNORE ( LA MESSA NELLE SCUOLE, I PRESEPI, IL CROCIFISSO...)



Il Signore vi darà quello che vi meritate

“La nascita della salvezza”



Figlia Mia. Con un ritmo incazante gli avvenimenti si susseguono in tutto il mondo, per questo utilizzate questi giorni di raccoglimento per raggiungere un po’ di calma nella vostra vita, per tornare in voi stessi, recuperare dallo stress quotidiano e per ricordarvi di quello che è importante: la preparazione per il Signore e la celebrazione della festa di Natale nell’amore, nella cura, nella gioia e nella speranza che il Signore vi regala. Egli, infatti, più di 2000 anni fa vi mandò Suo figlio e questa “nascita della salvezza” voi la festeggiate il giorno di Natale.

Figli Miei. È una delle feste più belle che avete durante l’anno, perché vi è donata la benedizione del Signore! L’amore del Padre, quest’amore così travolgente e totale, vi ha regalato il Salvatore, celebrate quindi questa festa in quest’amore, in questa gioia e “nella speranza del Dio incarnato”, perché il Signore vi ha regalato Suo Figlio e attraverso di LUI la liberazione dal peccato e dalla miseria. Chi, infatti, segue Gesù risorgerà ed entrerà nella Gloria del Signore.

Figli Miei. Ritiratevi nel silenzio e nella grazia, nella speranza e nella gioia portate da questa festa e regalate a Mio Figlio, il vostro Gesù, il vostro SÌ! In questo modo si realizzerà ciò che è stato predetto e la vostra eredità cioè il Nuovo Regno sarà vostro.

Celebrate questa festa, come se fosse la vostra ultima e unitevi completamente al Signore. In questo modo la vostra anima guarirà e vivrete questa festa per quello che è nella gioia e nella riconoscenza, nella vera speranza e realizzazione e nell’amore onnipermeante del Signore.

Così sia.

La vostra Mamma Celeste che vi ama.

Mamma di tutti i figli di Dio.

L‘Al di là di tutto




( I  qq. 1ss) 

(Il problema ―dell‘esistenza‖ di Dio in S. Tommaso) 

Il primato che san Tommaso riconosce a Dio nell‘organizzazione del sapere teologico appare già dal primo colpo d‘occhio al piano della di teologia. Che si tratti della stessa essenza divina o della  distinzione delle persone, oppure del modo in cui si può comprendere la creazione, è sempre Dio Trinità che è preso in considerazione, in sè o nella sua opera. Al teologo cristiano non è possibile, senza mutilare il mistero, trattare di Dio nella sua unità o della sua creazione, e fare astrazione dalla sua vita tripersonale. Il cristiano non conosce altro Dio se non quello della rivelazione e questa luce illumina tutto il  suo sforzo d‘intelligenza della fede.  
Il modo in cui Tommaso abborda il suo soggetto è un po‘ sconcertante per un lettore non informato; e risulta nondimeno illuminante per la sua intenzione: «Occorre innanzitutto chiedersi se Dio esista; poi come egli sia o meglio come non sia; infine bisognerà interrogarsi sulla sua operazione: la sua scienza, la sua volontà, la sua potenza»45. É quindi necessario stabilire innanzitutto l‘esistenza di Dio. Cosa già affermata con parole molto forti nella Somma contro i Gentili: «Alla considerazione di Dio in sè stesso, si deve premettere, come fondamento necessario di tutta l‘opera, la dimostrazione della sua esistenza. In mancanza di questa, infatti, ogni ricerca intorno alle cose di Dio non si reggerebbe»46. 
Non bisogna tuttavia sbagliarsi sul perché di questo modo di procedere. Non si tratta di simulare l‘inesistenza di Dio, di fare «come se» Dio non esistesse. Tommaso non ha alcun dubbio a tal proposito, nemmeno metodologico. Nella sua fede, egli accoglie questa verità come la prima che confessa nel Credo. E incessantemente si riferisce alla Scrittura rivelata. E molto significativo, per esempio, che l‘articolo in cui sviluppa le cinque vie che devono stabilire l‘esistenza di Dio, prenda il suo punto di partenza nella teofania del roveto ardente: «Io sono Colui che sono»47 . Si farebbe un gran torto all‘ispirazione della sua ricerca considerandone soltanto l‘armatura filosofica. Suo scopo è accertarsi con la ragione di ciò che crede per fede ed elaborare in quanto teologo il contenuto della rivelazione fatta a Mosè. Al contrario di ciò che penseremmo spontaneamente, il suo procedimento è meno diretto contro l‘ateismo che contro chi pretende che l‘esistenza di Dio sarebbe evidente e che non sarebbe necessario stabilirla. A costoro Tommaso replica: in sé essa è evidente, ma non per noi48. 
Ne è prova il fatto che gli increduli sono numerosi. Ma se occorre che il teologo almeno mostri che non è irragionevole credere, è ancora più importante, forse, ch‘egli stesso prenda coscienza di ciò che implica il primo articolo della professione di fede.  
Senza rifare qui il procedimento, che continua a mettere alla prova la sagacia degli interpreti49 utile ricavarne la struttura e il senso. Tommaso non parte dalla soggettività religiosa, ma piuttosto dall‘osservazione del mondo esteriore, ed è per questo che la prova basata sul movimento occupa il primo piano. Non il puro movimento fisico, che non è che un punto di partenza, ma il movimento metafisico inferito, riscontrabile in ogni passaggio dalla potenza all‘atto. Col rischio di risalire all‘infinito, da tale passaggio dalla potenza all‘atto osservabile in tutto il mondo creato, si deve arrivare ad ammettere l‘esistenza di un primo «motore» che non ha alcun bisogno d‘essere mosso da qualche altro, dato che esso è totalmente in atto. Ed è questo che tutti intendono dire parlando di Dio. Le altre quattro vie esplorano i diversi aspetti sotto i quali si realizza l‘universale causalità di Dio nella creazione: l‘efficienza, il possibile e i necessario, i gradi nell‘essere e il governo del mondo; la struttura delle vie resta però fondamentalmente la stessa e si è condotti in ognunt all‘esistenza di un Primo, che è l‘unica causa esplicativa del mondo, poiché ne è contemporaneamente il primo Principio e il Fine ultimo.  
Il significato religioso e spirituale di questo metodo è anch‘esso molto chiaro. L‘impresa di Tommaso per stabilire l‘esistenza di Dio non è pretesa razionalista, ma confessione di umiltà: l‘uomo non dispone di Dio50. I fiumi d‘inchiostro versati a proposito delle prime questioni della 
 Somma non possono riuscire a sommergere ciò che una lettura «semplice» permette facilmente di constatare: non solo Tommaso si sente obbligato a stabilire che Dio è, ma in più si riconosce incapace di giungere a possedere di lui una conoscenza completa; senza sosta egli ripete lo stesso ritornello: di Dio noi non possiamo sapere «ciò che egli è» (quid est), ma soltanto «ciò ch‘egli non è» (quid non est). Se non rinuncia all‘impresa, dovrà tuttavia confessare che Dio è conosciuto come sconosciuto51. E se osa dirne qualcosa lo dirà «come balbettando». 52

a cura di P.Tito S. Centi  e P. Angelo Z. Belloni 

sabato 21 dicembre 2019

Una promessa di fedeltà alla Volontà Divina



O Dio, l’Altissimo, O Padre Celeste, 
Ti prometto la mia ferma fedeltà di onorarTi 
e obbedirTi in tutte le cose unendomi alla tua Divina Volontà sulla terra. 
Attraverso il Sacro Sangue del Tuo Unico Figlio Diletto, il Vero Messia, 
offro la mia mente, il mio corpo e la mia anima a nome di tutte le anime, 
affinché possiamo unirci come uno nel Tuo Regno Celeste che verrà 
così che la Tua Divina Volontà sia fatta sulla terra come in Cielo. 
Amen. 

IL PADRE NEGLI ULTIMI TEMPI



«VOGLIO ESSERE COME UN BAMBINO PICCOLINO... »
 "Voglio essere come un bambino piccolino... che tira la veste al suo Papà e con il sorriso gli chiede le cose più semplici, che al mondo possono sembrare le più impossibili..."
La piccolina del Padre


Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, ovvero il trionfo del Padre

12) «Vedranno il Figlio dell'uomo venire con grande potenza e gloria». 
Sarà il Padre a venire nel Figlio al quale passerà tutta la Sua potenza. La "potenza" è l'attributo specifico di Dio Padre: "Dio Padre onnipotente" diciamo nel Credo.
Con quale tipo di "potenza" verrà? Con quella che gli è propria: potenza creatrice, rigeneratrice, potenza d'Amore, potenza di Luce. Non verrà certo a distruggere, perché il Padre crea, non distrugge; non verrà a punire, perché è Padre di Misericordia; non verrà ad aggiungere tenebra a tenebre, perché è Padre di Luce che genera Luce e che ci ama "grazia su grazia ".
Verrà e "strapperà il velo che copriva la faccia di tutti popoli e la coltre che copriva le genti" (Is 25,7) e che impediva agli uomini di vederLo e perciò di amarLo. Finalmente vedremo Dio quale è: Padre, solo Padre, infinitamente Padre, capace solo di amare e di esercitare la Sua onnipotenza di amore per sciogliere in amore il "male" che Gli aveva strappato i figli e per stringerli tutti a Sé. Per donarsi tutto a ciascuno dei suoi figli, per fare di tutti loro uno con Sé, con il Figlio e con l'Amore.
Sarà il trionfo della Misericordia del Padre che "dona il Suo cuore ai figli" immersi nell'ombra della morte e del peccato, perché la sua misericordia "è più potente del peccato, più potente del male, più potente della morte" (Dives in Misericordia).

Padre Andrea D'Ascanio

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Attingi dal cuore il Sangue

- L'acqua spegne le fiamme, ma l'acqua della grazia le aumenta, le rende gigantesche, inestinguibili.
Attingi quest'acqua divina dal Costato che ti accoglie e attingi ancora dal Cuore che ti rinchiude, il Sangue della rigenerazione, atto a portarti fino al Cuore di Dio.
Così unita al mio olocausto, in tutti gli istanti, ci sarà la tua piccola consumazione. - q. 12 : 23 agosto

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

LA NASCITA DI GESU’ NELLA DIVINA VOLONTA’




(Tratta da: Brani scelti dai Volumi di Luisa Piccarreta)


25 dicembre 1927 - Vol. 23

La Madre Celeste, tutta velata di Luce e, nelle sue braccia, il Bambinello Gesù fuso nella stessa Luce.

Vedevo la mia Madre Celeste tutta velata di Luce - scrive Luisa - e nelle sue braccia il Bambinello Gesù fuso nella stessa Luce… e Gesù stringendo le sue piccole manine al mio collo mi ha detto: “ Figlia mia, non appena uscii dal seno della Mia Mamma, Io fissai i miei sguardi, uno alla Mia Mamma, né potei fare a meno di guardarLa perché c’era in Lei la forza rapitrice della Mia Volontà Divina ed il dolce incanto della bellezza e luce fulgidissima del Mio FIAT, che eclissandomi la pupilla, restavo fissato in Colei che possedeva in virtù di Esso la Mia stessa Vita. Nel vedere la Mia Vita bilocata in Lei Mi rapiva e non potevo spostare il mio sguardo dalla Celeste Regina, perché la mia stessa forza divina Mi costringeva a fissarLa. L’altro sguardo lo fissai in chi doveva fare e possedere la Mia Volontà.
Erano due anelli congiunti in uno: la Redenzione ed il Regno della Mia Volontà Divina, inseparabili tutti e due.              
La Redenzione doveva preparare, soffrire, fare; il Regno del FIAT doveva compire.              
L’Uno e l’Altro di somma importanza…” .

Preghiere per la benedizione e il favore di Dio



 Permettimi di essere altamente favorito (Lc 1,28) 
              Fammi vedere la tua meravigliosa e amorevole benignità (Sal 17.7). 
              Ricordati della Tua misericordia e bontà nella mia vita (Sal 25:6). 
              La tua amorevole benignità è davanti ai miei occhi (Sal 26:3). 
              Ricevo la tua preziosa benevolenza (Sal 36:7). 
              Fa giungere la tua benevolenza nella mia vita (Sal 36:10). 
              Fa che la tua bontà e la tua verità mi custodiscano sempre (Sal 40:11). 
              Concedi la tua grazia di giorno (Sal 42:8). 
              La tua grazia è benefica: vòlgiti a me nella tua grande misericordia. (Sal 69:16). 
              Rendimi la vita secondo la tua bontà (Sal 119:88, KJV). 
              Ascolta la mia voce secondo la tua bontà (Sal 119:149). 
              Tu mi hai disegnato con la tua benevolenza (Ger. 32:18). 
  

MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA 10 DICEMBRE 2019



Popolo di Dio:

IO VI TRASMETTO QUESTA PAROLA NEL NOME DEGLI ESERCITI CELESTI E PER VOLONTÀ DIVINA.

Le benedizioni non si faranno attendere per coloro che si sforzano di continuare a fare il bene e che continuano ad aderire al Vangelo, essendo amore, come la Trinità Sacrosanta è AMOREcome la Nostra Regina e Madre del Cielo e della Terra è Amore e come Noi siamo Amore.

In mezzo a tanta confusione che caratterizza la prossimità della FINE DI UN’ERA” e “NON DELLA FINE DEL MONDO”, voi continuate a vivere in turbolenze che non hanno fine, in un costante insorgere di contrarietà che nascono per fare in modo di mantenervi dispersi e al di fuori dell’UNITÀ con la Trinità Sacrosanta.

In quanto figli di Dio, dovete riconoscere il male, che attualmente è impegnato in una dura lotta contro il Popolo di Dio, per distrarvi e per portarvi a disertare nella Fede.

Coloro che si sono addentrati su un percorso spirituale, riescono a percepire quanto sia grave questo momento in cui tutti i demoni si trovano sulla terra e stanno tentando gli uomini per farli cadere.

ANCORA NON VI RENDETE CONTO CHE L’UMANITÀ È ESASPERATA ED HA SOLO BISOGNO DI UN PICCOLO MOTIVO PER SCAGLIARSI CONTRO I PROPRI FRATELLI!

Tutto lo scenario è stato preparato da coloro che schiacceranno l’umanità con il loro potere e che le hanno rubato la mente con l’inganno, spingendola ad agire e a comportarsi come sta facendo l’uomo attuale.

I sollevamenti ed il caos in atto, non sono nati in questa generazione ma è il male che ha gestito questa condizione dell’umanità perché diventasse realtà nel presente in cui vivete. SVEGLIATEVI!

Il piano demoniaco della massoneria e delle ideologie contrarie al bene è quello di separare l’uomo dal suo Creatore e di sottrargli il sostentamento spirituale del Sacrificio Eucaristico, affinché cada nei peccati più spregevoli.
Sono moltissimi quelli che, ingannati dal demonio, cadono nella trappola del male, dando retta a quanti rinunciano e rinnegano la Trinità Sacrosanta.

AHIMÈ! … QUANTI, INGANNATI DAL DEMONIO, CADRANNOLUNGO IL CAMMINO!

Cercate la Fede, la libertà?... Procedete tenendo per Mano la Nostra Regina e Madre, affinché vi conduca al bene, Lei è la prediletta del Padre.

Stiamo vedendo uomini che attaccano Chiese in onore della Trinità Sacrosanta e della Nostra Regina e Madre e in Cielo Noi tremiamo per un così grave peccato e il prossimo peccato sarà ancora più grave, perché passeranno dall’attaccare le Chiese costruite per adorare la Trinità Sacrosanta ad attaccare il Popolo di Dio e quindi seguirà la persecuzione che è stata tanto annunciata fin dai tempi passati.

VOI LEGGETE IL LIBRO DELL’APOCALISSE COME UN BAMBINO LEGGE UN LIBRO DI STORIA. NO, NO, NO! IL LIBRO DELL’APOCALISSE SI COMPIRÀ, COSÌ COME SI È COMPIUTA LA SACRA SCRITTURA.

CHI NEGA L’APOCALISSE, NEGA TUTTA LA SACRA SCRITTURA!
(Cfr. II Tim 2,16).

Preparati Popoli di Dio, eleva lo spirito all’unione con la Trinità Sacrosanta, unisci i sensi del corpo fisico con i sensi spirituali, cosicché ci sia sincronia tra l’operare e l’agire e non siate quei sepolcri imbiancati (Cfr. Mt 23,2-32) che di fronte alle avversità si dimenticano della Parola Divina e si rintanano, per non essere visti oppure per non mettersi in causa e per non guardarsi dentro.

Non mettete da parte alimenti da destinare ai luoghi che alcuni hanno preparato per i momenti di persecuzione e di tribolazione, se prima non vi preparerete spiritualmente e con il discernimento dato dallo Spirito Santo, di modo che rinunciate al male con Fede salda e vi salviate l’anima.

Non vi serviranno a niente né gli alimenti, né i medicamenti, né il denaro, né tutto quello di cui vi rifornirete se non siete VERI TEMPLI D’AMORE.  (Cfr. I Cor.6,19).

Popolo di Dio: si stanno avvicinando momenti durissimi per il Popolo di Dio. Non saranno momenti come altri che avete vissuto, questi saranno la prova nella Fede, nel vero amore, nella vera speranza, nella carità senza uguali, tempi in cui alcuni saranno facilmente ingannati e non perché non conoscano le Scritture, non perché non conoscano la Parola Divina, non perché non preghino o perché non ricevano il Corpo ed il Sangue di Cristo, Nostro Re e Signore, ma perché si sono abituati a definirsi Cristiani e a praticare i loro doveri, ma fare mente locale sulla DIVINITÀ DAVANTI ALLA QUALE SI TROVANOsono inconsapevoli e perfino privi di Fede.

L’ABITUDINE PORTA LE CREATURE DI DIO A PERDERE LA
VITA ETERNA.

POPOLO DI DIO, LA BATTAGLIA NON È CONTRO GLI UOMINI, È CONTRO GLI SPIRITI DEL MALE, SPARSI NEL MONDO (Cfr. Ef. 6,12), 
VI TROVATE IN UNA BATTAGLIA AGGUERRITA CHE È CONTRO IL BENE, QUINDI INCONTRERETE COLORO CHE SI SOLLEVERANNO CONTRO IL POPOLO DI DIO, DOVE MENO LO PENSATE.

L’umanità verrà provata, sommamente provata, specialmente nella fede in cui l’uomo di Dio crede in un Solo ed Unico Dio, per fare in modo che in seguito l’uomo, ormai senza fede, accetti di appartenere ad una religione unica che si muoverà:

  • nel sociale, cosicché l’umanità perda la sua identità.
  • nella politica, cosicché l’umanità si unisca alle ideologie capeggiate dal demonio e che travolgeranno gli uomini con crudeltà, senza compassione.
  • nell’economia, perché satana sa bene che l’uomo, quando si sente destabilizzato economicamente, è capace di tutto e si dimentica del bene. 

LO SCENARIO È STATO SCRUPOLOSAMENTE DISEGNATO E IL POPOLO DI DIO, POCO A POCO, HA CEDUTO AI CAPRICCI DEL MALE.

ORMAI SAPRETE CHE LE MIE PAROLE NON SONO VANE, QUINDI ADESSO CIASCUNO DI VOI SI APPELLI ALLA MISERICORDIA DIVINA E SI PENTA PROFONDAMENTE!

Questo momento è terribilmente perturbante per i tiepidi, ma per i figli di Dio che sono saldi nella Fede, questo è il momento di elevare la loro fede.

Popolo di Dio, vi convoco alla preghiera. Vi convoco a pregare per la Pace mondiale che è minacciata anche se voi non ve ne rendete conto e nemmeno i mezzi di comunicazione ne parlino.

Popolo di Dio, vi convoco a pregare. L’uomo si renderà conto del tremore della terra ed entrerà in panico.

Pregate, sollecitate la Misericordia Divina per i paesi che il Cielo vi ha menzionato. Pregate per gli eventi cosmici che influiranno sulla terra.
Popolo di Dio, vi convoco alla preghiera, la Chiesa SARÀ SCOSSA,
non perdete la Fede.

Popolo di Dio, vi convoco alla preghiera, l’Argentina piangerà a
causa del trambusto che sta vivendo.

Popolo di Dio, siete chiamati ad essere figli fedeli; mangerete, berrete, vi sposerete (Cfr. Lc 17,26-28) senza badare agli appelli Divini? E quando il Re arriverà, che ne sarà dell’uomo?

Voi adesso vedete il sole, la luna, le stelle, ma non le vedrete più…  le tenebre che ci sono nell’anima dell’uomo, saranno le stesse in cui si immergerà la terra. 

Prestate attenzione, figli di Dio, trasformate la vostra vita e contribuite a salvare i vostri fratelli, non disprezzate gli Appelli.

Aiutate i vostri fratelli che soffrono a causa della natura.

UNITI NELLA CELEBRAZIONE DELLA NOSTRA REGINA E MADRE, IMPERATRICE DELLE AMERICHE, PREGATE DIO CHE VI SVELI IL MISTERO: IN LEI SI CULLA L’ANGELO DI PACE. (1)

CHI È COME DIO?
NESSUNO È COME DIO!

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Il nostro amato San Michele ci sta dando ancora una volta un richiamo d’allerta perché si accetti Cristo come Dio, Re e Salvatore degli uomini e del mondo intero.

Come ai tempi di Noè: “mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.” (Luca 17, 27).

La base del bene è: L’AMORE DI DIO, VIVO ED OPERANTE NELLA PERSONA.

La verità è in Dio e Dio È la Verità, così come l’amore di Dio in noi ci mette in grado di mettere in pratica quotidianamente il Comandamento dell’Amore e quest’ultimo diventi quello che Dio ci chiede.

Fratelli, San Michele Arcangelo ci chiama con urgenza ad imparare a vivere bene e per farlo dobbiamo amare in Dio, che è una grande verità cristiana, vale a dire che il vivere bene non è solo parlare bene e scrivere bene, ma vivere bene significa esaminarci interiormente per fare un bilancio dell’amore che abbiamo in noi. 

Festeggiando la Madonna di Guadalupe, La imploriamo di concederci la Sua Protezione e la Sua Benedizione e La imploriamo nella Divina Volontà, affinché a Suo tempo il Mistero ci venga svelato.

Amen.