venerdì 10 gennaio 2020

CONTEMPLIAMO IL MISTERO DELLA SS. TRINITÀ E, NELLA DIVINA TRINITÀ, MARIA




* * *
 LA PRECEDENTE MEDITAZIONE SI BASA


NEI DATI DELLA RIVELAZIONE PUBBLICA E NEI VOLUMI DI LUISA:

L’Essere Divino o Divinità

01.
–Volume II: (28-2-1899) In che modo Luisa vede Dio. Tutto il Creato è un’ombra di Dio, ma in modo speciale Lo adombra il Sole: Fuoco Luce Calore, ma Uno è il Sole”.
–Vol. IV: (14-10-1901) Dio contiene tutti i beni possibili ed immaginabili e i suoi attributi sono infiniti ed ineffabili.
–Vol. VI: (29-11-1904) La Divinità è discesa nellabisso più profondo di tutte le umiliazioni nellUmanità SS. di Gesù, santificando e divinizzando anche i più piccoli e bassi atti umani.
–Vol. IX: (14-10-1909) L’Essere Divino è ineffabile per la creatura. (4-11-1909) Che cosa è la Beatitudine dell’Essere Divino.
–Vol. XI: (29-6-1914) L’Essere Divino è sempre in un solo Atto, senza principio fine, vecchio e nuovo. (11-11-1915) La Divinità, nel dare lesistenza alla creatura, restò come ferita d’Amore per essa. (8-9-1916) L’Essere Divino, essendo semplicissimo, è un Atto solo, ma un Atto che contiene tutto e dà vita a tutto e a tutti.
–Vol. XII: (25-4-1918) La Divina Volontà è tutta la sostanza dell’Essere Divino. Se la creatura la prende, prende interamente Dio, ma se prende i suoi attributi Lo prende solo in parte.
(4-2-1919) La Divinità, mare immenso di Luce, di Amore e di pene.
–Vol. XIII: (23-12-1921) L’Essere Divino è portato dalla forza irresistibile del suo Amore al moto, allopera, e solo chi vive nella Divina Volontà al Signore la possibilità di animare anche i più piccoli atti del Volere Divino (5-1-1922) L’Essere Divino è portato da una forza irresistibile a comunicarsi alla creatura.
–Vol. XIV: (14-7-1922) “La nostra Divinità è portata naturalmente alla generazione; non fa altro che generare continuamente, e tutte le cose da Noi create portano con sé la virtù di generare.

Le tre Divine Persone in Dio


02.
–Volume II: (28-2-1899) Nel Sole è adombrato Dio; il fuoco, la luce ed il calore rappresentano la SS. Trinità.
–Vol. III: (22-12-1899) Dio attira la creatura ad amarlo a forza di benefici, di simpatie e di persuasione e si manifesta allanima mediante la Potenza, la Notizia e l’Amore. (9-5-1900) Tre Soli nel cielo, che formano uno solo: simbolo della SS. Trinità.
–Vol. IV: (23-10-1900) L’Amore eterno della SS. Trinità si compiace di continuare nelle creature; così, nellunione tra Gesù, Luisa e il Confessore (13-11-1900) Luisa vede nel suo interno la SS. Trinità, raffigurata in Tre Bambini. (3-12-1900) Il mistero della SS. Trinità, raffigurata in un Bambino che diventa Tre, al tempo stesso. (25-12-1900) Le Tre Divine Persone non si sono mai lasciate, neanche nellIncarnazione del Verbo, perché il vero Amore non si disunisce mai. (31-12-1902) Gesù, pur essendo Uno con la SS. Trinità ed amandosi con un Amore eterno ed indissolubile, si fece abominevole davanti alla sua stessa Divinità, perché aveva preso tutti i peccati del mondo, e così arrivò a sentirsi abbandonato da Dio. (13-1-1903) Tutta la Vita della SS. Trinità e tutto il bene che esce da Essa consiste in una sola cosa: Amore.
–Vol. VI: (6-6-1904) Luisa vede nel suo interno le Tre Divine Persone in profondo silenzio e nel presentare i suoi atti di adorazione, ecc., lo fa insieme con il Figlio.
–Vol. VII: (4-10-1906) La Potenza del Padre, la Sapienza del Figlio e l’Amore dello Spirito Santo.
–Vol. IX: (14-10-1909) Luisa ha in braccio il Bambino Gesù, che da Uno diventa Tre.
–Vol. XI: (17-3-1914) L’Amore eterno con cui, nella SS. Trinità, Uno rapisce lAltro, lUno forma il contento dell’Altro, e non potendo contenere questo Amore, le Divine Persone escono in opere esterne. (19-3-1914) Chi si diffonde nella Divina Volontà forma il trastullo della SS. Trinità. (8-2-1915) Lunità e la felicità delle Tre Divine Persone sta nella loro Volontà.
–Vol. XII: (8-4-1918) Vivere nel D. Volere è prendere parte a quell’Atto solo ed Eterno, che contiene tutti gli atti, e prendere l’Amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, per farlo proprio e darlo alle Divine Persone come proprio. (10-2-1919) La Maestà Suprema, Luce inaccessibile, immensa, variata, di bellezza incomprensibile e dalla quale tutto dipende... Davanti ad Essa, la stessa Umanità SS. di Gesù rimaneva piccola.
–Vol. XIII: (14-1-1922) La SS. Trinità, Luce inaccessibile e Fuoco divorante, fa scendere i suoi raggi –che sono le divine virtù– su tutti.
–Vol. XIV: (13-4-1922) La Vita Divina della SS. Trinità è essere in Atto continuo di formare nuove Loro immagini, che La somiglino. (6-8-1922) Nella Divina Volontà sta l’equilibrio, l’ordine, l’armonia: “Ecco perché tanta armonia, ordine e somiglianza nelle Tre Divine Persone”.
–Vol. XV: (16-12-1922) “È vero che si dice che il Verbo restò concepito, ma il mio Celeste Padre e lo Spirito Santo erano inseparabili da Me; è vero che Io ebbi la parte agente, ma Loro la ebbero concorrente... Onde, mentre quella stessa Trinità restava in Cielo, Io restavo concepito nel seno di questa nobile Regina.

  Il Padre

02.01
–Volume VI: (16-4-1904) Luisa supplica e ottiene Misericordia dall’Autorità suprema del Padre.
(6-11-1905) Nella sua Passione Gesù si occupò di compiacere il Padre e di redimerci, e il Padre, compiaciuto, riversò nella sua Umanità tutti i tesori della Divinità.
–Vol. VII: (2-9-1906) Il Padre si manifesta in realtà attraverso Gesù: Luisa sta nelle sue braccia, come una piccola bambina.
–Vol. VIII: (19-8-1908) “La mia Bontà è tanto grande, che molto male fa chi Mi a conoscere come severo e molto esigente rigorista; oh, che onta fanno al mio Amore!”
–Vol. IX: (10-3-1909) Il Padre e il Figlio sono un solo Dio. Gesù fa ciò che fa il Padre. (16-3-1910) “Non Mi tengono per quell’Essere grande, immenso, interminabile, potente, infinito in tutte le mie perfezioni”.
–Vol. X: (10-2-1912) Ancora è il Padre che parla per bocca di Gesù: “Io, Padre benevolo, sto sempre a guardia del cuore umano..
–Vol. XI: (21-12-1914) Dopo lIncarnazione di Gesù, il Padre non fu così inesorabile verso le creature, ma più mite, perché le loro offese non Gli arrivavano direttamente, ma continuamente Lo riparava l’Umanità SS. di Gesù. (9-12-1916) Gesù vuole trovare in chi vive nel suo Volere ciò che in Lui tro il Padre: gloria, compiacimento, amore, soddisfazioni intere e perfette, a bene di tutti.
–Vol. XII: (12-5-1917) Di nuovo è il Padre che parla per bocca di Gesù: Il dispiacere del Padre quando un suo figlio dubita del suo Amore e pensa di non essere figlio per Lui. (14-8-1917) Gesù viveva e faceva tutto nel Padre, era il portatore del Padre, totalmente in balia della Volontà del Padre. Così chi vive nel Divin Volere: “questa figlia è impossibile trovarla senza il Padre, il Padre senza di lei, e non solo esternamente, ma tutto il suo interno si vede come intrecciato con l’interno del Padre, trasformato, sperduto tutto, tutto, in Dio. (6-12-1917) Gesù diede al Padre atti completi a nome di tutti, affinché il Padre riconoscesse e amasse tutti, vedendoli reincorporati in Gesù. (14-3-1919) “... Sarai insieme con Me l’agnellina uccisa dalle mani del Padre mio... Resterai con Me crocifissa dalle Mani eterne, per ricevere in te l’impronta delle pene eterne, immense e divine”. (23-4-1921) I figli cattivi non solo offendono, ma vorrebbero uccidere il loro Padre. Egli invece, esiliato dai propri figli, ritorna in mezzo a loro per porre rimedio a tutti i loro mali, portando loro la pace e la felicità.
–Vol. XIII: (6-9-1921) Il Padre racconta per bocca di Gesù la parabola di stesso, che va rivelando poco a poco i suoi beni ai suoi figli, diventati maggiorenni, per costituirli eredi. (21-9-1921) Ancora il Padre, per bocca di Gesù, spiega il suo immenso dolore causato dall’ingratitudine dei suoi figli, che rifiutano i suoi beni e preferiscono restare nella più grande miseria, fino a perire. Chi sono i figli che cambiano il suo dolore in gioia. (5-1-1922) Il Padre possiede la pienezza di tutta la felicità e vuole rendere felici tutti i suoi figli. Perciò, se vede che un figlio soffre ed è triste per motivo dellamore che ha per il Padre, Questi non si pace finché non vede ritornare quel figlio alla Sua felicità.
–Vol. XIV: (9-2-1922) Gesù fa come un Padre –quindi rappresenta il Padre– che ama molto suo figlio, il quale è cieco, deforme, zoppo; il Padre si priva degli occhi, delle gambe, della pelle, pur di vedere che suo figlio vede con i suoi occhi, cammina con le sue gambe, è bello con la sua bellezza... Così ha fatto Gesù, ma il suo più acerbo dolore lo riceve dall’ingratitudine di chi disprezza e rifiuta questi rimedi. (8-4-1922) Il Padre Celeste, come Atto primo, ha dotato lanima di volontà libera, indipendente, comunicandole la sua Potenza, Santità e Altezza. (3-10-1922) Il Padre Celeste fu l’Autore ed il primo spettatore delle pene interne di Gesù: Se mio Padre non avesse visto e non avesse saputo nulla, come potevo soddisfarlo, dargli la gloria e piegarlo alla vista delle mie pene a Misericordia per il genere umano?”
–Vol. XV: (29-5-1923) Dio Padre ha creato, Lui direttamente, luomo, anima e corpo, accentrando in essi tutta larmonia e felicità che sboccano dallEterno, per fare dell’uomo il suo Paradiso celeste personale. Perciò, siccome il peccato sconvolse l’armonia e fece perdere la felicità, per riparare il debito delle creature, il Padre creò nell’Umanità SS. di Gesù il corrispondente dolore.
–Vol. XVII: (11-10-1924) Anche se parla Gesù, qui, esplicitamente, parla il Padre Celeste del suo Amore per tutte le creature

Il Figlio


02. 02
–Vol. VI: (25-10-1904) Verbo significa “parola”; cioè manifestazione, comunicazione, unione.
–Vol. XI: (15-4-1916) Gesù è il Verbo, cioè la Parola che si moltiplica in tutti gli atti di tutte le creature.
–Vol. XIV: (8-4-1922) Il Figlio di Dio, come Atto secondo, ha dotato lanima d’intelletto, comunicandole la sua Sapienza e la scienza di tutte le cose.

Lo Spirito Santo


02. 03
–Vol. III: (3-6-1900) Luisa è trasformata in Gesù per mezzo del suo Alito divino, lo Spirito Santo.
–Vol. VI: (2-9-1904) Il soffio incessante dello Spirito Santo tiene Luisa sempre accesa e la consuma per amore di Gesù.
–Vol. XIV: (21-3-1922) “Il mio Alito onnipotente ti dà la Vita del mio Volere, perché a chi fa la mia Volontà il mio Volere le somministra il suo Alito per vita, e come l’alito, le allontano tutto ciò che a Me non appartiene, e lei non respira altro che l'aria della mia Volontà... È un continuo ricevere Me e un darsi in ogni respiro a Me. (8-4-1922) Lo Spirito Santo, come terzo Atto ha dotato lanima di memoria perc si ricordasse dei suoi benefici e potesse comunicarle il suo eterno Amore.
–Vol. XVIII: (5-11-1925) I gemiti dello Spirito Santo nei sette Sacramenti.

Padre Martin Sanguiao

CHIEDIAMO UNA NUOVA EFFUSIONE DELLO SPIRITO SANTO


O Spirito Santo, grazie, che nel Nome del Padre e del Figlio e spinto dal tuo amore,  sei disceso dal cielo e sei venuto sulla terra.  
Sei venuto per continuare l'opera di Gesù, per comunicare la salvezza ad ogni  persona, per essere l'anima di ogni fedele e di tutta la Chiesa.  
Sei venuto per essere consolatore e sostegno, maestro e guida, santificatore e forza  degli apostoli.  
Sei venuto con potenza, segni e prodigi.  
Sei venuto ricco di doni e di carismi per tutti. Grazie, o Spirito Santo.  
O Spirito Santo, dal giorno di Pentecoste la tua effusione continua sempre sul mondo,  sulla Chiesa, su ogni persona che ti apre il cuore.  
Sì, vieni! C'è bisogno di Te, oggi come allora. Anzi oggi più di allora. Senza di Te  non c'è vita. Vieni e la faccia della terra sarà rinnovata.  
Vieni sulla Chiesa, sulla comunità, sui vescovi, sui sacerdoti, sui laici: santifica,  riunisci, rianima.  
Vieni, o Spirito Santo, vieni.  
O Spirito Santo, vieni sulle famiglie: rendile focolari di amore e di vita.  
Vieni sui peccatori: perdona, purifica, converti, rinnova. Vieni sugli infermi: guarisci,  risana, consola.  
Vieni su tutti i sofferenti: dona loro la forza di portare la croce per il bene loro e per  la salvezza del mondo.  
Vieni su di noi, su ciascuno di noi che ti apriamo il cuore per accoglierti.  
Vieni, o Spirito Santo, vieni. 

ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE



Della stima e del prezzo in che abbiamo da tenere le cose spirituali. 


Più che convertire anime. 

Or se questo diciamo noi, e lo dice lo stesso Cristo, delle occupazioni e ministeri spirituali di guadagnare e convertir anime, cioè, che non per questo abbiamo da scordarci di noi stessi, perché non ci gioverà niente, ancorché convertiamo tutto il mondo; che sarà delle altre occupazioni? Non è ragionevole che il religioso stia tanto immerso e perduto negli studi, né che si carichi tanto d'occupazioni esteriori, che si dimentichi del suo proprio profitto, della sua orazione, dell'esame della sua coscienza, dell'esercizio della mortificazione e della penitenza, e che le cose spirituali abbiano l'ultimo luogo, e il tempo peggiore si riservi per esse, e se qualche cosa si ha da tralasciare, siano queste; perché ciò sarebbe un vivere senza spirito e non da religioso. 
 Si racconta che S. Doroteo aveva fatto infermiere il suo discepolo Dositeo e che questi era molto diligente nel suo ufficio: teneva gran cura degl'infermi, i letti molto rassettati, le stanze molto ben composte ed ogni cosa molto netta e pulita. Ora andando S. Doroteo a visitare l'infermeria, Dositeo gli disse: Padre, mi viene un pensiero di vanagloria, che mi dice: quanto bene tieni ogni cosa! quanto resterà soddisfatto di te il tuo Superiore! Ma S. Doroteo gli rispose una cosa, colla quale gli levò bene la vanagloria di capo: «Molto buon servente, gli disse, sei riuscito, o Dositeo; molto buon infermiere, e molto diligente; ma non sei riuscito buon religioso» (In Vita S. Dosithei, n. 10). Procuri dunque ciascuno, che non si possa dir questo stesso di lui: sei riuscito molto buon infermiere, o molto buon portinaio; ma non sei riuscito buon religioso: sei riuscito un buon studente o un gran lettore, o un grande predicatore; ma non già un buon religioso: ché non siamo venuti qua per questo, ma per farci buoni religiosi: questo è quello che abbiamo da stimare, da procurare e da tener sempre avanti gli occhi; e tutte le altre cose le abbiamo da prendere come accessorie e come per giunta, rispetto al nostro profitto; secondo quelle parole di Cristo: «Cercate adunque in primo luogo il regno di Dio e la sua giustizia: e avrete di soprappiù tutte queste cose» (Mt 6, 33; Lc 12, 31). 

ALFONSO RODRIGUEZ 

PREGARE CON MARIA



Meditazione sul Magnificat


La preghiera di Maria

Per comprendere bene questo sacro cantico, occorre tenere presente che la beata Vergine Maria parla dopo aver fatto un'esperienza personale, nella quale lo Spirito Santo l'ha illuminata ed ammaestrata. Nessuno, infatti, può comprendere bene Dio e la Parola di Dio se non per dono diretto dello Spirito Santo. Nessuno, d'altra parte, può ricevere questo dono dallo Spirito Santo senza sperimentarlo, gustarlo e provarlo ed è in questa esperienza che lo Spirito Santo ci ammaestra; egli ne fa la sua propria scuola, fuori della quale nulla si può apprendere che non sia parola vuota e chiacchiera. Facendo personalmente l'eperienza di Dio che opera in lei grandi cose, la Vergine Santa che pur è così umile, così nascosta, così povera, un essere che apparentemente non conta impara dallo Spirito Santo una preziosa scienza e sapienza, ella impara che Dio è un Signore che ha per unica preoccupazione quella di elevare ciò che è basso, di abbassare ciò che è elevato, di distruggere ciò che è costruito e costruire ciò che è distrutto (pp. 33‑34).
La dolce madre di Dio... ci insegna col suo esempio e le sue parole come si deve conoscere, amare e lodare Dio; quando la vediamo, mentre la sua anima trasale di gioia, glorificando e lodando Dio di essersi curvato a guardare la sua bassezza e il suo niente, noi potremmo pensare ch'ella avesse genitori poveri, di poco conto e di basso rango (pp. 38‑39).
Ci sono due generi di false mentalità incapaci di cantare il Magnificat come si deve. Ci sono, prima di tutto, quelli che non lodano Dio se prima non hanno ricevuto i suoi benefici... Questi sembrano voler veramente lodare Dio, ma poiché non vogliono in alcun modo sopportare carichi o umiliazioni, sono incapaci di sperimentare le vere opere di Dio e, di conseguenza, non potranno mai amare e lodare Dio in modo conveniente... Si cantano gli splendidi Magnificat, ma, malgrado questo, penosamente si constata come un canto tanto sublime sia spesso privo di forza e di vitalità; ciò accade a noi tutti quando ci rifiutiamo di cantare se prima non abbiamo constatato che tutte le nostre cose vanno veramente bene. Appena le nostre cose vanno male, non si canta più; non si stima più Dio; si pensa che Dio non può o non vuole fare più nulla per noi e si congeda il Magnificat.
Non trovi che sia meraviglioso questo cuore di Maria? Ella sa di essere madre di Dio, elevata al disopra di tutti gli uomini eppure rimane così semplice, così tranquilla che tutto questo non le farebbe considerare inferiore a sé una qualunque serva. Poveri noi! Quando possediamo un bene anche minimo, o un piccolo potere, un po' di onore o, semplicemente, quando siamo un po' più belli di altri, siamo incapaci di porci a livello di una persona meno favorita di noi e il nostro orgoglio non conosce limiti. Che cosa faremmo se possedessimo dei beni così grandi e così eminenti?...
Il nostro umore si gonfia o si abbassa secondo che i beni ci siano dati o ci sfuggano. Il cuore di Maria, invece, rimane costante e uguale sempre; ella lascia che Dio faccia in lei la sua opera secondo la sua volontà, e non vi attinge, per se stessa, null'altro che una buona consolazione, gioia e fiducia in Dio.
Dovremmo, forse, fare anche noi così; questo sarebbe cantare un vero Magnificat ” (Martin Lutero, Magnificat).

JEAN‑MARIE SÉGALEN

Trattato di Demonologia



 I DUE FRATELLI TEOBALDO E JOSEF BURNER

Illfurt, Alsazia, 1864-1869

***
Avversione al sacro

Uno dei segni di possessione diabolica può essere anche, e talvolta lo è, l’avversione al sacro: la  quale tuttavia può derivare anche da cause naturali e quindi non può essere sempre presa come  criterio sicuro della presenza diabolica. Nei due piccoli pazienti di Illfurt questa avversione al sacro  si manifestò moltissime volte in diversa maniera e intensità.

Nei frequenti scatti di collera in cui cadevano, nel delirio di furore che improvvisamente  manifestavano, guai avvicinare loro qualche oggetto benedetto, un crocifisso, una medaglia,  un’immagine sacra, una corona del Rosario, o pronunziare i nomi di Gesù, di Maria, della  Santissima Trinità, dello Spirito Santo o di altri santi, specialmente di san Michele arcangelo. Si  vedevano trasalire, impallidire, tremare come foglie. Fantasmi visibili solo a loro apparivano e li  riempivano di paura e di terrore. Quando erano invitati, o obbligati, a entrare nella chiesa o in altro  luogo sacro, per la preghiera, o per assistere alle funzioni religiose, opponevano una feroce  resistenza che non sempre era possibile superare. In quei momenti uscivano dalla loro bocca  imprecazioni, bestemmie, parole volgari e oscene non imparate da nessuno e che prima non si erano mai sentite pronunziare da loro. Una volta vennero loro regalati fichi, benedetti a loro insaputa. Non li accettarono: «Buttate via queste teste di topi, gridarono, il pretaccio (in tedesco Pfaf li ha avvelenati con le sue smorfie!» Se mentre dormivano qualcuno posava un rosario benedetto sul loro letto essi sparivano a un tratto sotto le coperte e non c’era verso di cavarveli se prima il rosario non  era stato allontanato.

Un giorno Monsignor Strumpf— che più tardi fu nominato vescovo di Strasburgo — passò vicino a  Teobaldo portando su di sè la teca del Santissimo Sacramento nascosta sul petto. Il piccolo si scosse come a una scarica elettrica e cercò di nascondersi in tutti gli angoli. Solo quando il sacerdote si  avviò verso la cappella per riportarvi il Santissimo egli si alzò e lo seguì da lontano per sputare sulla traccia dei suoi piedi. Un solido crocifisso fu messo al collo di Josef ma appena sentito il contatto il  ragazzo si contorse a forma di X, conservandola finché il crocifisso rimase sul suo petto. Uno  scapolare posato sulla sua spalla volò in alto e descrivendo un ampio cerchio andò a cadere sul  casco del poliziotto Werner entrato per caso nella camera in quel momento. Josef non si era  minimamente mosso.

Un venerdì, giorno di astinenza, Teobaldo volle ad ogni costo e insistentemente che gli fosse portata la carne:

«Portatemi della carne altrimenti mi getto dalla finestra!», disse in tono minaccioso. Si dovette  accontentarlo per evitare il peggio. Mai prima di allora aveva fatto una simile richiesta. 

L’avversione al sacro si faceva più evidente specialmente in riferimento a persone sacre, sacerdoti,  religiosi, suore, che sempre affrontava e nominava con titoli offensivi, volgari, osceni. Egli sapeva  trovare per deriderli e umiliarli le parole più inverosimili e spesso usava quelle dei più accesi anticlericali di allora e di oggi: corvo, porcello, cornacchia, sacco di carbone e peggio. Oggetto di  odio speciale era il padre Strumpf già ricordato: «Sto andando dal piccolo Strumpf il letamaio»,  diceva per tormentarlo. E poco dopo gridava trionfante: «Glicl’ho fatta, possa crepare!».

Ogni oggetto religioso era definito «sporcizia», la chiesa e la cappella erano «il porcile», le suore  «teste ammalate coperte di sporcizia», i cattolici in genere «gli untori».

Un giorno disse al signor Tresch, sindaco di Illfurt:

«Quando vi recate al porcile (la chiesa), e alzate le mani e ragliate (pregate) vi dirigete verso l’alto  (il cielo), ma quelli che non lo fanno, quelli vengono da noi». Una signora di Bettendorf gli posò sul petto un rosario. Mentre gli si tenevano ferme le mani cominciò a gridare: «Se mai riesco a prendere le tue cacherelle di capra (i grani del rosario), romperò in cento pezzi la coda del gatto (la corona),  ma non ho il diritto di toccare l’immagine della “Grande Signora” che vi è appesa».

Una cosa interessante, degna di essere sottolineata, era il rispetto, o piuttosto la paura che il  demonio sempre dimostrò verso Maria Santissima. La liberazione dei due piccoli ossessi avverrà  alla fine, come vedremo, per un visibile intervento di Maria. Mentre il demonio derideva nella  forma più volgare e senza ritegno le cose più sante, non escluso Dio stesso e la persona di Gesù  Cristo, non osò mai insultare la Madonna. Mai uscì dalla sua bocca il nome di Maria. Egli la  chiamava con diversi titoli, «la Grande Signora», e altri, ma mai per nome. Essendogliene stata  domandata la ragione rispose: «Non ne ho il diritto. La “Marionetta sulla croce” (Gesù Cristo) me  l’ha proibito». Un’avversione non meno accentuata il demonio dimostrò sempre nei riguardi  dell’acqua benedetta, dell’olio benedetto e dell’incenso, avversione che spesse volte divenne vera  paura. Il suo furore raggiungeva il parossismo se qualcuno gli buttava addosso acqua benedetta.  Una volta il Tresch, sindaco, gettò sulle dita di Teobaldo qualche goccia di acqua benedetta. Egli si  agitò bruscamente, si lasciò cadere a terra in preda a convulsioni e si nascose sotto la tavola quando  vide che non si poteva salvare in altro modo.

Nel 1868, come diremo, Teobaldo era stato ricoverato in un istituto di suore per essere meglio  assistito e curato. Se la suora gli fosse passata vicina con un oggetto sacro dava subito in smanie  terribili. Se poi essa lasciava cadere di proposito una goccia di acqua benedetta nei cibi a lui  destinati, egli che non lo poteva sapere per non essere mai entrato nella cucina, se ne accorgeva  subito, allontanava il vassoio e rifiutava il cibo: «Non ho fame, c’è della sporcizia dentro, è veleno».
E per farlo mangiare bisognava portargli altri cibi. Così per le bevande.

L’acqua benedetta, così avversata dai due piccoli pazienti, era d’altra parte un rimedio efficacissimo per i molti inconvenienti che ogni giorno si rinnovavano e per fare tornare alla calma e alla  normalità i due fanciulli. Quando nella stanza si sprigionava quel calore insopportabile a cui  abbiamo accennato, la mamma aspergeva d’acqua benedetta il letto, i mobili, i muri e i ragazzi  stessi. La temperatura si abbassava sensibilmente e tornava normale. Le suore infermiere fecero più  volte la stessa esperienza. Il padre dei ragazzi afferma che certi fenomeni scomparivano solo con  l’aspersione dell’acqua benedetta.
***
Paolo Calliari

“Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio”. (Romani 8,14)



LUCE BEATISSIMA ...

Vieni, Santo Spirito  manda a noi dal cielo 
un raggio della tua luce.  Vieni, padre dei poveri,  vieni, datore dei doni,  vieni, luce dei cuori. 
Consolatore perfetto;  ospite dolce dell'anima, 
dolcissimo sollievo.  Nella fatica, riposo,  nella calura riparo,  nel pianto conforto.
O luce beatissima,  invadi nell'intimo 
il cuore dei tuoi fedeli. 
Senza la tua forza 
nulla è nell'uomo,  nulla senza colpa. 

Abbandonatevi completamente nella custodia di Mio Figlio, perché così Egli agirà attraverso di voi, parlerà attraverso di voi e vi mostrerà la via



L’anticristo è pronto e non passerà molto tempo e lui sarà visibile nei vostri media. Voi che avete una fede profonda, lo riconoscerete, ma dovrete comunque continuare a comunicare con Noi e a invocare sempre lo Spirito Santo.

Figli Miei. Il maligno ha pianificato tutto già da molto, molto, molto tempo e ora si rende conto di essere giunto alla fine del suo tempo. Abbiate sempre presente che Gesù verrà, così sarete rinforzati da speranza e gioia e sarete in grado di sopportare i mali che ora verranno.

Saranno tempi duri, figli Miei, anche se molti di voi questo (ancora) non lo vedono. Molti fratelli e sorelle nel Signore soffrono perché persecuzioni e oppressioni sono imposte loro già da molto tempo. Essi però restano forti, perché credono nel Signore! E Mio Figlio porta i pesi per loro in modo che essi possano sopportare e non vengano “schiacciati “da questo carico, quest’umiliazione, cui sono esposti.

Figli Miei. Resistete e opponetevi, perché le bugie del maligno sono abilmente. camuffate Egli le utilizza in modo così abile, mirato e calcolato che voi non potete fare nulla e dire nulla contro di esse, perché le sue bugie sono pianificate da molto tempo e adesso egli tira le corde delle sue insidie. Voi, che avete una fede profonda riconoscerete l’astuzia ma è difficile, molto difficile opporsi a essa, difendersi e affrontarla.

Figli Miei. Abbiate sempre fiducia Nel Cielo in Noi i vostri celesti aiutanti, perché siamo sempre qui per voi e vi aiutiamo quando voi Ci chiedete di farlo! Abbandonatevi completamente nella custodia di Mio Figlio, perché così Egli agirà attraverso di voi, parlerà attraverso di voi e vi mostrerà la via in questi ultimi tempi così difficili.

Chi si abbandona a Mio Figlio sopravviverà, chi invece si unisce agli uomini perirà. Cadrà nella disperazione, nella paura e nella depressione e non riconoscerà nessuna via d’uscita. Pregate quindi ora lo Spirito Santo affinché EGLI agisca in voi, in tutti i figli di Dio.

Chi dubita non è con Mio Figlio! Abbiate fiducia abbandonatevi a LUI consacratevi a LUI, perché così resterete preservati dal male. Il diavolo non avrà potere su di voi, perché voi avete donato il vostro SI a Gesù, guai, però a chi segue la guida della Chiesa che non è fedele alla Parola di Dio, perché sarà portato su vie sbagliate e andrà facilmente perduto, molto facilmente!

Abbiate completa fiducia in Mio Figlio e non seguite MAI le masse, perché queste sono guidate dal diavolo, che ha inviato i suoi lupi travestiti da agnelli! State attenti quindi! La gloria è in Mio Figlio! EGLI è la Verità, la luce e l’amore, è la vostra via per l’Eternità al fianco del Signore. Così sia.

In profondo amore e comunione,

La vostra Mamma Celeste che vi ama.

Mamma di tutti i figli di Dio.

Apocalisse di S. Giovanni



IL SETTIMO SIGILLO

Il settimo Sigillo, o la settima èra dell’Apocalisse, è quella del regno dell’Anticristo in cui viviamo oggi.  S. Giovanni ha descritto l’Anticristo come l’insieme del Drago, della Prima Bestia venuta dal mare con dieci corna e sette teste, e della Seconda Bestia venuta dalla terra, con due corna simili a quelle di un agnello, che però parla come un drago e che costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia.
Ecco dunque l’Anticristo che, per realizzarsi, doveva attendere la venuta della Seconda Bestia (capo del potere spirituale mondiale), la quale, dopo aver giurato fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa, lo ha tradito, l’ha odiato, gli ha mosso guerra, adora la Bestia, ricevendone il marchio, e si è prostituita al potere temporale, dominato da Satana (il drago) e dall’Imperatore del Mondo (la prima bestia, capo del potere politico mondiale).
«Essa esercita tutto il potere della Prima Bestia in sua presenza e costringe la terra e i sui abitanti ad adorare la Prima Bestia (...) Operava grandi prodigi (...) per mezzo di questi prodigi (...) sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla Bestia. (...) Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché questa statua persino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della Bestia. Faceva sì che tutti (...) ricevessero un marchio sulla mano e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della Bestia o il numero del suo nome» (Ap. 13, 12-13).
Il nome della bestia è: Anticristo; il suo numero: 666.

Ecco, però, la maledizione di Dio per gli adoratori della bestia e della sua statua: «Chiunque adora la Bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte, o sulla mano, berrà il vino dell’ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato col fuoco e zolfo al cospetto degli Angeli, Santi e dell’Agnello. Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la Bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome» (Ap. 14, 9-11).

a cura del dott. Franco Adessa