domenica 30 agosto 2020

Presto a Roma, precisamente nel Vaticano, il papato rimarrà vacante e quella sedia dalla quale è stata governata la Mia Chiesa per tanti secoli, sarà trasferita in un altro luogo, perché l’Italia si vedrà coinvolta in una rivoluzione, durante la quale sarà bruciata e totalmente distrutta e non rimarrà alcuna vestigia della Mia Chiesa



Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo, dato a Discipulo, il 9 settembre 2018

Amata umanità, state assistendo al momento più terribile della storia della Chiesa, con due parti che si stanno confrontando, in manifesta opposizione.
La parte di coloro che appartengono al regno delle tenebre, dell’oscurità e la parte di coloro che appartengono al regno della Luce dello Spirito Santo e dei guerrieri che lottano ogni giorno, per conservarsi saldi e fedeli nella Mia Parola.

Cari figli, tra poco tempo l’umanità intera si troverà di fronte a grandi accadimenti che divideranno il mondo della storia, con una nuova storia che verrà descritta come la più cruenta persecuzione di tutto quello che è sacro.
Ora, amata umanità, state assistendo alla demolizione ed allo smembramento del Mio Corpo Mistico.
Questo è molto doloroso e causa una grande afflizione al Mio Cuore, perché il tesoro della Verità è stato sottratto e ne hanno fatto un cattivo uso, andando in cerca di beni personali, cercando il progresso dell’umanità e tutto questo ha allontanato i cuori da Me, che Sono la Verità e la Luce.

Per questo il tempo che iniziate ora, di 40 giorni di deserto spirituale, comincia oggi, in questo giorno. Questi giorni che sono necessari alla vostra crescita spirituale, perché impariate a valorizzare le cose sacre ed in questo modo vi fortifichiate per la prova che dovrete attraversare, tanto necessaria per la vostra santificazione e purificazione.

Nel mondo ci sarà un grande odio, ci saranno grandi divisioni…

Nella Mia Chiesa ci saranno scontri terribili, che in breve tempo causeranno il Grande Scisma, che dividerà la Mia Chiesa in due settori, in due parti, come Io, il Signore, vi avevo detto.

Quelli che vengono ritenuti buoni, accuseranno gli altri e quelli che vengono ritenuti cattivi, continueranno nella malvagità, perché continueranno ad essere ingannati dal demonio, con lacci che non sono in grado di sciogliere, perché non confidano in Me, perché non pregano, perché non mettono in pratica i Miei messaggi, perché qualcuno di loro sta pensando che queste cose non succederanno o che manca molto tempo prima che succedano.
Ah… quegli scellerati che dubitano dei messaggi! Perché non hanno ascoltato la voce di allerta che è risuonata al momento giusto per mezzo dei Miei angeli e dei Miei profeti.

San Michele sta formando un gruppo nel mondo, un grande esercito per combattere contro le forze devastatrici della massoneria, che hanno invaso la Mia Chiesa ed è questo il cancro che Io non riesco a togliere in questo momento, perché è necessario che, secondo il Piano di Mio Padre, avvengano tutte queste cose, cosicchè si definiscano quelli che sono i veri figli della Luce e quelli che sono i veri figli delle opere delle tenebre.

Pertanto, le due fazioni stanno entrando in una battaglia campale.

Al vostro nemico, il diavolo, è stato permesso di guadagnare terreno, ma voi non abbiate paura, perché oggi più che mai, inclusi coloro che si sentono più preparati e che occupano cariche importantissime nella gerarchia della Mia Chiesa, saranno confusi, perché non hanno ascoltato lo Spirito di Verità, perché hanno chiuso i loro orecchi ai messaggi e si sono tappati gli occhi per non vedere gli accadimenti che si sono sviluppati in tutto il mondo.

La macchia nera del comunismo sta invadendo l'America Latina. Ecco perché tutti quei sacerdoti che sono fedeli alla mia dottrina e alla mia Parola soffriranno molto, molto.


Presto a Roma, precisamente nel Vaticano, il papato rimarrà vacante e quella sedia dalla quale è stata governata la Mia Chiesa per tanti secoli, sarà trasferita in un altro luogo, perché l’Italia si vedrà coinvolta in una rivoluzione, durante la quale sarà bruciata e totalmente distrutta e non rimarrà alcuna vestigia della Mia Chiesa, dove un tempo aveva la sua sede, dove venne stabilita la Cattedra di San Pietro, sede che Petrus Romanus ricoprirà alla fine con grande valore e la difenderà con cappa e spada.
A lui darò collaboratori santi e forti nello spirito, abili e con sufficienti conoscenze, perché siano i suoi più stretti collaboratori.

Quando in America Latina si sentiranno grida di guerra e le famiglie cominceranno ad uscire dalle frontiere dei paesi vicini, allora sappiate che tutto questo è giunto e che presto verrà annunciato il Grande Scisma e si conosceranno pubblicamente i traditori che hanno usurpato il Mio Trono ed i traditori che Mi hanno voluto scacciare dalla Mia Chiesa.

Verrà permesso loro di governare e regnare per un momento. Per un tempo molto breve.
 
E sarà allora che Michele, Gabriele e Raffaele, gli Arcangeli, proteggeranno l’opera della Mia Chiesa, quello che è santo, quello che è sacro, quello che è puro.

Quando gli Altari saranno profanati, quando i Miei Tabernacoli saranno chiusi, vi vedrete obbligati ad andare nelle caverne, sui monti, nelle valli e
sulle montagne. Quando non potrete trovare da nessuna parte la vera
Celebrazione Eucaristica, nella quale Mi do come Alimento, allora starete vivendo il deserto spirituale.

A partire da adesso, inizia il tempo in cui dovrete tenere in mano lo Scudo della Fede, perché il demonio, il Mio nemico, va in giro come leone ruggente, cercando qualcuno da divorare e finirà con l’attaccare tutto quello che è Sacro e col togliere tutto quello che è benedetto dalla Mia Chiesa, con una persecuzione talmente terribile, che molti saranno assassinati o spariranno.
Se un vescovo si converte in un apostata ed in un eretico non sta più servendo il Mio Regno, perché allora starà guidando tutto il gregge all’abisso, assieme ai suoi sacerdoti che dirigono le comunità, le parrocchie, le chiese.
Ma se un vescovo rimane nella Verità, mantiene i suoi sacerdoti nella Verità ed i fedeli saranno sul cammino della Verità, ma tristemente molti sacerdoti dovranno fuggire, protetti dall’ombra dell’oscurità della notte, a causa di persecuzioni terribili.
Allontanatevi da quei luoghi dove è tornato ad imperare il satanismo. La testa del dragone infernale sarà nuovamente schiacciata dalla Mia Madre Celeste, che è Regina e Signora del Resto Fedele.

O voi, Miei soldati, uscite dall’ignominia, mettetevi in ginocchio e pregate di non entrare in tentazione e che lo Spirito Santo sia in voi e possiate difendere con coraggio i tesori inestimabili della Fede, che la Vera Dottrina della Mia Chiesa vi ha consegnato lungo i secoli con i santi, con i santi pastori, con i Patriarchi e con i Dottori della Chiesa.

Loro diedero la vita per Me, per il Mio Vangelo e per la Mia Chiesa. Si consumarono come si consuma una candela, come quando arde davanti alla Mia Presenza. Loro illuminarono quelli che vivevano nell’ignoranza.

Ora è giunto il tempo in cui Sono stato nuovamente legato con le corde e vengo portato nuovamente al pretorio per essere giudicato dagli uomini.

Ma il giudizio degli uomini non può fare nulla contro di Me.
Il Giudizio che Mio Padre farà di tutti gli abitanti della terra nel giorno dell’illuminazione delle Coscienze, sarà terribile! Ed il Mio Sangue che avete profanato, invocherà giustizia davanti a Mio Padre e tutti coloro che Mi avranno rinnegato davanti agli uomini, anch’io li rinnegherò in quel momento, davanti a Mio Pare.

Pertanto, amati figli, umanità tutta e tutti voi che ascoltate questi messaggi, armatevi di coraggio e non piangete, perché la vostra liberazione è vicina.

Il nemico traditore non ha nessun potere, se voi confidate in Me.
Confidate pienamente in Me perché Io non vi abbandonerò mai nel deserto spirituale. Io vi darò la Mia Parola, vi darò la forza del Mio Spirito e vi darò sacerdoti Santi se il Popolo me lo chiederà, se sarà fedele gli darò sacerdoti santi.  
E quel Mio popolo che non chiede sacerdoti santi, non li avrà e quel Mio Popolo che non cerca la voce dei profeti, non riceverà le Mie Parole che giungevano loro attraverso gli orecchi dei profeti, perché Io li porterò in altre terre, in altri luoghi e li nasconderò alla vista, nel Grande Silenzio che Mio Padre stabilirà fra poco, in tutte le regioni della terra.  

E allora voi, o razza insensata, vi chiederete… dove sono i profeti? Vogliamo sentire la voce di Dio, perché siamo confusi e non sappiamo cosa fare, né dove andare.
Vi risponderà il silenzio, perché i Miei profeti per Mio ordine non parleranno più, perché tutto è stato detto attraverso questi messaggi.

Guai a quei sacerdoti che li hanno proibiti nelle loro parrocchie, guai a quei vescovi che non hanno lasciato ascoltare la voce del Mio Spirito attraverso i profeti, perché così come le mani di un consacrato sono consacrate a Me, allo stesso modo le labbra e la lingua di un profeta sono consacrate a Me, come qualcosa di sacro e di benedetto.
Questa è la voce degli ultimi tempi!

Allerta umanità, perché a partire da questo giorno, accadranno cose terribili in tutta la terra ed ogni giorno vi troverete davanti a notizie allarmanti, notizie che vi sorprenderanno e non ci sarà più la possibilità di tornare indietro, perché chi prende l’aratro e sta arando la terra dietro a Me, non può guardarsi indietro, non può guardare alla sua vita passata.

Ah… figli Miei, che vivete nel peccato e che non avete nemmeno un pizzico di pentimento, non sapete che il Giudizio particolare che sta arrivando con l’Illuminazione delle Coscienze, sarà terribile per voi?
Che questo giorno non vi trovi nel peccato, nell’odio, nel sudiciume, nella disobbedienza, nel male, nell'impurità, nell'ignominia, nella tristezza, nel dolore.

Per tutti quelli che hanno confidato in Me e che implorano costantemente il Mio Ausilio ed il Mio Aiuto, apro invece un panorama differente. Io non lascerò nessuno solo in questo deserto spirituale, né i consacrati, né i profeti, né i laici, né i giovani, né le famiglie, perché sono il Mio Resto Fedele…

Perché Io so che hanno lottato assieme agli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, in questa grande battaglia spirituale per guadagnare anime. 
Oggi è iniziato il conto alla rovescia…
Presto vi troverete nascosti nella densa nube dell'ignoranza, nella nube oscura dell'intellettualismo, di coloro che usano molto la ragione e che disprezzano la parola della Fede, mediante la quale i Miei santi e le Mie sante hanno operato prodigi e miracoli.
Svegliati, oh America Latina… oh… tutto il continente americano, svegliatevi o nazioni europee… svegliatevi paesi asiatici, paesi africani, svegliatevi, perché una Luce sta già sorgendo in mezzo all’oscurità… è la spada di San Michele Arcangelo, che sta mobilitando il suo esercito.  

Per questo, in tutto il mondo, alcuni sentiranno il bisogno di alzarsi presto per pregare e per fare riparazione. Nelle ore dell’alba è quando le preghiere hanno più potere, nel silenzio, nell’oscurità della notte, le vostre preghiere sono come raggi e scintille folgoranti che distruggono il male ed ottengono la conversione di molti peccatori.

Si fermano le forze del male e gli spiriti di impurezza di Jezabel, gli spiriti di Asmodeo e tutti gli spiriti di idolatria fuggono, nel sentire la forte preghiera degli Angeli nelle ore dell’alba.

Quando qualcuno non riesce a conciliare il sonno è perché Io lo sto svegliando, perché si unisca al grande esercito di intercessione delle anime oranti in tutto il mondo… perché la Mia Chiesa sta affrontando la prova della divisione e lo Scisma più grande e l’ultimo di tutta la storia, da quando Io la istituii.
In questo momento la sta ancora assistendo lo Spirito Santo, ma quando il Mio Santo Spirito non l’assisterà più, sarà perché la Mia Chiesa si sarà contaminata con il sentire del mondo e con le dottrine eretiche introdotte dalla massoneria e dal comunismo ateo.

Io so che voi siete guerrieri coraggiosi. Io so che voi non permetterete che contaminino il Mio Corpo Eucaristico, perché molti tabernacoli e molte chiese stanno venendo abbandonate e profanate in questo momento.  
Io confido in voi, figli Miei.
Vi benedico con l’Amore del Mio Cuore, vi benedico con il Mio Sangue!
Abbiate la Pace, Io Sono Gesù, Giudice dei vivi e dei morti.    
Giudice e Re di tutte le nazioni… shalom… (parole in lingua)… shalom… shalom…. (parole in lingua).

Ave Maria Purissima… concepita senza peccato
Ave Maria Purissima… concepita senza peccato
Ave Maria Purissima… concepita senza peccato

ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE



Che l'aver gran desiderio del nostro profitto è un mezzo molto principale ed una disposizione assai grande per ricever grazie dal Signore. 


Prove della Scrittura.

Nel capo sesto della Sapienza ci si fa anche più chiaramente intendere questa verità; poiché parlandosi ivi della Sapienza, ch'è l'istesso Dio, si dice: «È facilmente veduta da quelli che l'amano, ed è facilmente trovata da quelli che la cercano» (Sap. 6, 13). Sapete quanto facilmente? «Previene coloro che la bramano, ed ella la prima ad essi si fa vedere» (Ibid. 14). Non avete incominciato voi a desiderarla, che già si trova con voi. «Chi di gran mattino andrà in cerca di lei, non avrà da stancarsi; poiché la troverà assisa alla sua porta» (Ibid. 15). La prima cosa nella quale s'incontrerà nell'aprire la propria porta sarà questa Sapienza divina, che è lo stesso Dio. Oh bontà e misericordia infinita di Dio! Non si contenta solamente d'andar egli cercando noi altri e di dar una o più bussate alla nostra porta, acciocché gli apriamo: «Ecco che io sto alla porta e picchio», dice nell'Apocalisse (Ap3, 20); e nei Cantici: «Aprimi, sorella mia» (Cant. 5, 2). No, non si contenta, dico, solamente di questo; ma, come stanco di battere, si mette a sedere alla nostra porta, dandoci a conoscere che già sarèbbe entrato, se non avesse trovata la porta chiusa; e che con tutto ciò non se ne va via, ma si mette ivi a sedere, acciocché, aprendo tu, subito t'incontri con lui. Sebbene hai tardato ad aprir il tuo cuore a Dio e a rispondere alla sua buona ispirazione; egli con tutto ciò non s'è partito ancora, avendo più voglia d'entrare di quel che tu pensi; sta a sedere alla porta, aspettando che tu gli apra. «Aspetta il Signore a fin di usarvi pietà» (Is30, 18), perché non vi è amico che tanto desideri entrare in casa d'un altro amico, quanto desidera Dio di entrar nel tuo cuore. Maggior voglia ha egli di comunicarsi a noi e di farci delle grazie, di quella che noi possiamo avere di riceverle; ma sta aspettando che lo desideriamo e che ne abbiamo questa fame e questa sete: «A chi ha sete io darò gratuitamente della fontana dell'acqua della vita» (Ap21, 6). «Chi ha sete venga a me, e beva» (Gv7, 37). Vuole il Signore che abbiamo gran desiderio della virtù e della perfezione, acciocché quando egli ce ne darà qualche parte, la sappiamo stimare e conservare come cosa molto preziosa: perché quello che poco si desidera, poco si suole stimare dopo che si è ottenuto. E così una delle principali cagioni, per le quali ci avanziamo poco nella virtù e restiamo tanto indietro nella perfezione, è perché non abbiamo fame e sete di essa: la desideriamo con tanta tiepidezza e languore che i nostri desideri paiono più tosto morti che vivi. 

ALFONSO RODRIGUEZ 

Mons. Crepaldi: pillola omicida e aborto-fai-da-te



Noi cristiani, celebrando con una liturgia solenne l’Assunzione di Maria in cielo, affermiamo la vittoria della vita sulla morte e il valore inestimabile della vita stessa.
Purtroppo dobbiamo constatare, con sconcerto, che chi ci governa va in direzione opposta.

Infatti, con un atto amministrativo a cura della Direzione generale intitolato Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine, conosciuta come pillola RU 486, il Ministro della Salute ha allargato le maglie dell’interruzione volontaria della gravidanza, cioè dell’aborto, consentendola con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana di gravidanza.
Il tutto presentato come una conquista di civiltà.
Su questo punto è bene essere chiari.

Non c’è nessun progresso umano e civile quando con l’aborto si favorisce l’uccisione di un individuo della specie umana nel grembo che lo accoglie, invece di prodigarsi per la difesa dell’essere più indifeso che ci sia.
Non c’è nessun progresso umano e civile quando l’interruzione della gravidanza è talmente banalizzata da essere equiparata a un semplice intervento farmacologico.

Non c’è nessun progresso umano e civile quando, soprattutto con le nuove disposizioni, la donna viene abbandonata a se stessa in una solitudine sanitaria, psicologica e morale di fronte alla scelta esistenziale, tragica e pericolosa, dell’interruzione della gravidanza.
Non  c’è nessun progresso umano e civile quando si percorre la strada dell’aborto al posto di quella dell’aiuto alla maternità, in una situazione di preoccupante contrazione demografica che rende incerto il futuro del nostro Paese.
Sostenuti dalla grazia di contemplare l’Assunzione di Maria al cielo, a questa cultura mortifera e decadente, vogliamo rispondere con l’annuncio liberante del Vangelo della vita, promovendo sempre e ovunque l’amore e il rispetto della vita, di tutta la vita e della vita di tutti.

Trieste, 15 agosto 2020

da: https://www.vanthuanobservatory.org/ita/crepaldi-no-alle-linee-guida-sullaborto-del-ministro/

Preghiera al Padre




Padre, alimenta il mio cuore in modo che io possa essere alimento per tanti cuori: che vivano colmi d'amore per l'eternità.

Con Te nel cuore mi sento una roccia: guidami e non lasciarmi mai solo, fa' di me uno strumento del Tuo amore.

Gesù Ti chiedo perdono per tutta l'umanità, per il male che Ti abbiamo fatto e per quello che continuia...mo a farTi.

Ti prego affinchè la vita che mi hai donato possa essere strumento per alleviare il dolore che tanto dilaga nel mondo.

Spirito Santo accogli la mia preghiera, ascoltala, effondi su tutti noi i Tuoi doni. Amen.


SE QUELLI CHE DICONO DI ESSERE MIEI SI COMPORTANO IN QUESTO MODO, COME AGIRANNO QUELLI CHE SI SONO CONSEGNATI AL DEMONIO?



MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA

25 AGOSTO 2020

Amato Popolo Mio:

CONTINUO A TENERE IL MIO SGUARDO SU DI VOI E NON LASCIO PASSARE INOSSERVATO NEMMENO UN SINGOLO ATTO O UNA SINGOLA OPERA DI QUESTO MIO POPOLO CHE AMO.

L’umanità sta andando avanti senza riconoscere i segni ed i segnali di questo momento in cui, l’Amore Trinitario, sta creando un nuovo evento perché apriate gli occhi e la mente e vi convertiate, non attribuendo a quello che succede pretesti umani, perché ogni evento sarà peggiore di quelli accaduti in passato.

Io vi invito alla conversione, al cambiamento spirituale, perché sono le uniche cose che potranno mantenervi vivi nel mare di distruzione.

“CHI VUOLE ESSERE MIO DISCEPOLO, CHE PRENDA LA SUA CROCE E MI SEGUA.” (Mt 16,24).

I Miei figli fedeli sono perseguitati (1), calunniati, incompresi, diffamati e quelli che si comportano con i Miei figli in questo modo, vivranno nella loro coscienza quanto si erano sbagliati e quando riconosceranno di essersi sbagliati, gemeranno in una valle di lacrime.

Non c’è vera via senza croce, quindi dovete discernere e considerare questo aspetto. I Miei veri strumenti camminano sugli sputi, sugli schiaffi, sull’invidia dei loro fratelli, sulle calunnie e sulle ingiustizie di quelli che si definiscono loro fratelli. (Cf. Lc 4,24)

SE QUELLI CHE DICONO DI ESSERE MIEI SI COMPORTANO IN QUESTO MODO, COME AGIRANNO QUELLI CHE SI SONO CONSEGNATI AL DEMONIO?

Questa è la ragione per cui ci sono costanti minacce alla pace mondiale, che è appesa a un filo e per questo è importante la Fede nella protezione Divina alla quale, come Mio Popolo, vi siete affidati e per questo dovete rimanere vigilanti, attenti, in stato di allerta spirituale, per non cadere nella superbia e per non rendere vuota la preghiera.

Dovete stare attenti ai Miei Appelli, assolutamente attenti e rimanere fedeli al Mio Amore, alla Mia Verità, alla Mia Legge per non fare vostre le novità che ci sono nella Mia Chiesa, quelle che non sono la Mia Volontà, ma una volontà umana mirata a distogliere dalla Mia Parola ed in questo modo allontanare i Miei figli da Me.

È il momento della più grande sfida dell'uomo verso il suo Signore e il suo Dio, questo è il momento in cui la Fede deve crescere e come lievito, moltiplicarsi nei confronti dei fratelli (Cf. Mt 13,33-35) perché non cadere nei tentacoli di Satana.

Pregate figli Miei, pregate, di fronte alle molte cose che stanno per arrivare sull’umanità.

Pregate figli Miei, pregate, perché quelli che Mi disprezzano feriranno il Mio Corpo Mistico.

Pregate figli Miei, pregate, la terra tremerà intensamente, il cinturone si tingerà di sangue.

Pregate figli Miei, pregate, convertitevi, convertitevi!

Pregate in ogni momento, pregate con il cuore, mettendoci l’amore che avete nel vostro cuore.

Mia Madre ed Io vi accogliamo con Amore e la Mia Misericordia vi sta aspettando. Non temete. Io rimango con voi.

Vi benedico.

Il vostro Gesù.

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

In questi momenti che sono decisivi per l’umanità, la preghiera deve essere l’alimento che ci porta a vivere in Cristo e per Cristo e quindi ad aumentare la Fede nel nostro Signore Gesù Cristo e vivere nella Sua Volontà. 

Fratelli, il nostro amato Signore ci permette di sapere che, quello che i geologi chiamano “il cinturone di fuoco”, entrerà in azione con una forza colossale, al punto che la faglia tettonica che si muoverà, tingerà la terra di sangue.

Contemporaneamente mi ha parlato delle lune di sangue che vedremo e mi ha detto:

“l’uomo guarda la luna rossa, anche chiamata luna di sangue, (*) come un evento astronomico spettacolare e lo è, tuttavia le lune rosse segnano il passo di grandi eventi per l’umanità.”

Dobbiamo stare anche attenti a quello che è estremamente importante per il cammino spirituale del Popolo di Dio: siccome veniamo allertati su quello che succederà, è importante rimanere fedeli alla Tradizione della Chiesa.

Non dobbiamo comunque avere paura, la Trinità Sacrosanta e la Madonna stanno proteggendo il loro Popolo, ma il Popolo deve essere fedele e verace.

Amen. 


GESù EUCARISTIA l’amico che ti aspetta sempre



VISITA QUOTIDIANA A GESU'

Prima era l’uomo che attendeva Dio, ora è Dio che attende l’uomo e questi nemmeno se ne accorge. Per questo non perdiamoci la nostra visita quotidiana al Santissimo. «La visita al Sacramento è una prova di gratitudine, un segno di amore e un dovere di adorazione verso Cristo, Nostro Signore» (Cat 1418). La Chiesa concede l’indulgenza plenaria al fedele che visita Gesù per adorarlo nell’Eucaristia per mezz’ora. Quante benedizioni attirerà nella nostra vita la visita quotidiana a Gesù! Se la fai al mattino prima di andare al lavoro, sarà come un cumulatore elettrico, poiché durante tutto il giorno ti irradierà amore, pace e gioia. Riempiti di energie al mattino davanti al Santissimo! E se vai verso sera, dopo una giornata di lavoro faticoso, allora ti sembrerà che una valvola di sicurezza si apra e libererà le tue tensioni, ti rasserenerà e ti darà tranquillità per dormire meglio. È forse troppo chiedere di visitare il tuo Dio ogni giorno? Forse non c’è nulla oggi di cui ringraziare Dio? Proprio niente?

Visitare Gesù Eucaristia ogni giorno significa esporre la nostra anima malaticcia e anemica alle irradiazioni invisibili del suo amore. In questo modo la nostra anima comincerà a rinnovarsi con una nuova vitalità, fiorirà come in primavera e sbocceranno con vigore pace e gioia nel nostro cuore.

«Gesù è un Dio vicino, un Dio che ci aspetta, un Dio che ha voluto rimanere con noi per sempre. Quando si ha fede nella sua presenza reale, come è facile stare con lui, adorando l’Amore degli amori! Com’è facile capire le espressioni di amore con cui lungo i secoli i cristiani hanno circondato l’Eucaristia» (Giovanni Paolo II, Lima 15 maggio 1988).

Sant’Alfonso Maria de Liguori scrisse il suo famoso libro «Visite al SS Sacramento e a Maria Santissima», che superò le 2000 edizioni, e dice così: «Dove le anime sante presero le più belle risoluzioni se non ai piedi del Santissimo? E chi sa se tu risolverai le tue dandoti tutto a Dio in questo Sacramento? Che gioia parlare amorosamente con il Signore che, sull’altare, prega per noi l’Eterno Padre ardendo in fiamme d’amore!… quest’amore che lo fa rimanere nascosto, sconosciuto e, persino, sprezzato dagli uomini. Ma perché parlare? Gustate e vedete. “Venite e vedrete”» (Gv 1, 39).

Qualcuno mi dirà: le chiese sono chiuse. È vero che questo succede troppo spesso. Quante grazie e benedizioni perse per le persone e le loro famiglie, per la Chiesa e per il mondo in generale, solo perché i fedeli non possono facilmente visitare Gesù! «La visita al Santissimo Sacramento è un gran tesoro della fede cattolica... e ogni riverenza, ogni genuflessione che fate davanti al Santissimo è importante, perché è un atto di fede in Cristo, un atto di amore per Cristo. Ogni segno di Croce, ogni gesto di rispetto fatto ogni qualvolta passate di fronte a una chiesa, costituiscono anche un atto di fede. Che Dio vi conservi questa fede nel Santissimo Sacramento» (Giovanni Paolo II, Omelia di Dublino, 29 settembre 1979).

Papa Pio XII nell’enciclica Mediator Dei chiede che «le chiese siano aperte il più possibile perché i fedeli, sempre più numerosi, chiamati ai piedi del Nostro Salvatore, ascoltino il suo dolcissimo invito: venite a me voi che siete affaticati e oppressi, Io vi ristorerò». E nel canone 937 ordina che «la chiesa in cui si conserva la Santissima Eucaristia deve rimanere aperta ai fedeli almeno alcune ore al giorno, eccezion fatta in caso di grave impedimento, perché possano recarsi in orazione davanti al Santissimo Sacramento». Queste stesse cose si dicono nell’Istruzione “Eucharisticum Mysterium” e nel Rituale dell’Eucaristia.

Ma la triste realtà è che la maggioranza dei fedeli non sente il desiderio di visitare Gesù durante la settimana, per cui non si vede la necessità di lasciare aperte le chiese. Così Gesù passa ore ed ore in attesa di qualche anima pia che lo consoli e gli dia la gioia di chiedergli le sue benedizioni. «Cristo, personalmente presente vicino alla luce tenue della lampada solitaria, continua a chiedere una risposta personale, invitando al dialogo coloro che con fede lo adorano» (Paolo VI, Congresso Eucaristico del Perù, 30 agosto 1965). Cristo non è nel tabernacolo in modo statico, come se dormisse, ma in modo vivo e dinamico. La sua presenza reale non è uno «stare lì» per caso, ma «essere lì per te». Ti sta aspettando. Fino a quando?

Nei primi secoli cristiani si conservava l’Eucaristia nelle case per portarla agli ammalati e ai cristiani che andavano incontro al martirio o ad altre chiese come segno di comunione. E con quanto amore la conservavano! Quando entri in una chiesa e vedi la fioca luce della lampada, ricorda che lì c’è Gesù; il tuo Dio, t’aspetta. Nell’Ostia santa c’è il più grande miracolo del mondo, un miracolo che la mente umana non può capire, perché è un miracolo di amore. Egli continua ad attenderci da duemila anni, nascosto nell’Ostia, piccola, invisibile, ma è lo stesso Gesù di Nazaret. Avvicinati a lui con amore e devozione come i pastori, i Magi, come Maria e Giuseppe in quel giorno di Natale. Dopo la santa Messa e la Comunione, la migliore ricetta che posso darti perché tu cresca in santità è: «Cinque minuti davanti al tabernacolo ogni giorno!».

Quando hai bisogno di Gesù, cercalo nel tabernacolo delle nostre chiese, fissalo, abbi sete di non perderlo di vista, di rimanere ai suoi piedi, di amarlo con tutto il cuore. Non stancarti di amarlo giorno e notte. Ogni ora alza il tuo sguardo verso il tabernacolo più vicino. Lì si trova il tuo amico Gesù. Lì si trova l’amore e la vita. Lì stanno la salute e la pace. Lì sta il tuo Dio. Quanti segreti di amore vi si rinchiudono! Quanta luce irradia il tabernacolo! Gesù Eucaristia deve diventare il centro della tua vita, l’amico più caro, il tesoro più caro. In lui troverai la tenerezza di Dio.

Guarda Gesù nel tabernacolo e lasciati amare da lui. Vai ogni giorno a visitarlo. Lì imparerai più che sui libri. Ascolta la sua Parola come la Maddalena che era ai piedi di Gesù. Metti nelle sue mani i tuoi problemi e le tue necessità. Parlagli della tua vita, dei tuoi familiari, del mondo intero, poiché tutto gli interessa. Sentirai una pace immensa che nulla e nessuno potrà darti mai. Egli pacificherà il tuo animo e ti darà le forze per continuare a vivere. Egli ti dirà come a Giairo: «Non temere, continua solo ad aver fede» (Mc 5, 36).

Benedetti i momenti passati vicino a Gesù nel tabernacolo! Quanto aiutano a crescere spiritualmente! … Qualcosa di sublime che non si può spiegare. Non perdere tanti tesori. Non dire di non avere tempo. Anche se per un momento solo, entra quando passi davanti a una chiesa e se fosse chiusa rivolgigli dall’esterno qualche parola di amore. Esprimigli il tuo amore e salutalo con un sorriso.
Nel tabernacolo è la vita, la sorgente della vita, ci sono correnti di vita, fonti di vita, fornaci misteriose di vita. Lì c’è Gesù, il Dio della vita. Lì riceverai le immense ricchezze di un Dio onnipotente che vuole essere il tuo amico e servirsi di te per salvare i tuoi fratelli.

O Santissima Eucaristia,
ammirabile santa divinità.
O Trinità adorabile,
ti adoro con tutto il mio cuore
e ti lodo con tutto il mio essere.
Ave, Santissimo Sacramento.
Ave mille e mille volte Gesù mio Eucaristia.

Angel Peña


Il problema dell'ora presente. Antagonismo tra due civiltà



(I Parte - Guerra alla civiltà cristiana) 


LE SOCIETÁ SEGRETE ALL'OPERA 

***

I. - Gli Enciclopedisti 

Fin dal 1743, Voltaire fu incaricato d'una missione segreta presso il Re di Prussia, allo scopo di  secolarizzare i principati ecclesiastici. 

In Francia non ci erano elettori ecclesiastici da spogliare ma eranvi degli Ordini da sopprimere. I  primi colpiti furono i Gesuiti. Choiseul diede la ragione di questa scelta. "Distrutta l'educazione  ch'essi impartiscono, tutti gli altri corpi religiosi cadranno da se medesimi". Si sa come arrivarono  alla loro soppressione. 

Il terzo mezzo fu il mestiere dei merciaiuoli ambulanti. La corrispondenza dei congiurati li mostra  solleciti d'informarsi reciprocamente delle opere ch'essi preparano contro il cristianesimo, del frutto  che ne aspettano, dell'arte con cui si travagliano per assicurarne il successo. Essi le facevano  stampare la maggior parte in Olanda, ed ogni mese ne comparivano delle nuove. 

Per ottenere la facoltà di diffonderle, avevano alla corte uomini potenti, persino dei ministri che  sapevano far tacere la legge e favorire questo commercio d'empietà. Per riconoscenza di questo  strano abuso dell'autorità che era loro confidata, Voltaire esclamava: "Viva il ministero di Francia!  Viva Choiseul!" (Lettera a Marmontel, 1767). Malesherbes, che avea la sopraintendenza della  libreria, era, per questa propaganda, d'accordo con d'Alembert. 

Nella loro corrispondenza, i congiurati si congratulano dei successi che ottengono in Svizzera, in  Germania, in Russia, in Spagna, in Italia. Il che dimostra che nel pensiero dei congiurati, la  cospirazione di annientare il cristianesimo non era limitata alla sola Francia. Brunetière lo fece  osservare, alcuni giorni sono, in una delle sue conferenze: l'Enciclopedia era un'opera  internazionale. Relativamente all'Inghilterra, essi non hanno alcun pensiero; essa ribocca, dicono  essi, di Sociniani. Per quanto riguarda la Francia, Voltaire e d'Alembert si lamentano degli ostacoli  che v'incontrano nelle altre regioni: là dove non potevano diffondere gli scritti apertamente empi o  licenziosi, ne pubblicavano di quelli che aveano per scopo di mettere in voga le grandi parole di tolleranza, ragione, umanità, che la setta non ha mai cessato di usare, fedele alla raccomandazione  di Condorcet che le diceva di farne il suo grido di guerra (Esquisse du Tableau historique des  progrès, Epoque 9). 

Bertin, cui era commessa l'amministrazione della casa particolare del Re, comprese il pericolo di  questa propaganda e portò la sua attenzione sui merciaiuoli ambulanti. Egli vide quali libri si  spargevano per le campagne. Interrogati da lui, dissero che questi libri non costavano loro niente,  che ricevevano delle balle senza sapere d'onde venivano, avvisati solamente di venderli nelle loro  scorrerie al più modico prezzo. Gli istitutori ne erano dei pari gratificati. In giorni ed ore assegnate,  riunivano gli operai ed i contadini ed uno di essi leggeva ad alta voce il libro che era servito a  corrompere lui stesso. E così si preparavano le vie alla Rivoluzione perfino nelle classi infime della  società. 

Le ricerche che fece Bertin per risalire alla sorgente di questa propaganda, lo condussero ad un  ufficio d'istitutori creato e diretto da d'Alembert. 

Quest'ufficio occupavasi ancora di procurare degli educatori nei villaggi e di porre dei professori  nei collegi. Gli adepti, sparsi da una parte e dall'altra, s'informavano dei posti vacanti, ne davano  avviso a d'Alembert ed ai suoi coadíutori e davano in pari tempo delle informazioni intorno a quelli  che si presentavano per occuparli. Prima di mandarveli, si tracciava loro la regola di condotta che  doveano seguire e le precauzioni che doveano prendere secondo i luoghi, le persone e le  circostanze. 

Per guadagnare il popolo, si fece ricorso ad altri mezzi ancora. Barruel indica particolarmente  quello adoperato da coloro che si facevano chiamare "Economisti", perchè si davano per amici del  popolo, solleciti dei suoi interessi, desiderosi di alleviare la sua miseria e di far osservare maggior  ordine ed economia nell'amministrazione. La razza non è punto perduta. "Le loro opere - dice  Barruel - sono piene di questi tratti che annunciano la risoluzione di far succedere una religione  puramente naturale alla Religione rivelata". In prova riferisce l'analisi che fa di essi le Gros,  prevosto di Saint-Louis du Louvre. 

Questi "Economisti" aveano persuaso Luigi XV che il popolo delle campagne e gli artigiani delle  città marcivano in una ignoranza fatale a se stessi ed allo Stato, e che era necessario creare delle  Scuole Professionali. Luigi XV, che amava il popolo, afferrò con prontezza questo progetto e si  mostrò disposto a privarsi delle proprie entrate per fondare queste scuole. Bertin lo distolse. "Era  gran tempo, - egli dice - ch'io teneva d'occhio le diverse sètte dei nostri filosofi, e compresi che  trattavasi assai meno di dare ai figli del contadino e dell'artigiano delle lezioni d'agricoltura che  d'impedirli di ricevere le istruzioni consuete del loro catechismo o della religione. Non esitai di  dichiarare al Re che le intenzioni dei filosofi erano ben differenti dalle sue". 

Bertin non s'ingannava. Barruel riferisce le confessioni e i rimorsi che espresse, tre mesi prima della  sua morte, un gran signore che aveva compiuto l'uffizio di segretario di questo club di  "Economisti": "Noi non ammettevamo nella nostra società se non coloro dei quali eravamo ben  sicuri. Le nostre assemblee si tenevano regolarmente nell'albergo del barone d'Hobach. Per tema  che se ne sospettasse lo scopo, ci appellavamo economisti. Avevamo Voltaire per presidente  onorario e perpetuo. I nostri membri principali erano d'Alembert, Turgot, Condorcet, Diderot, La  Harpe, Lamoignon, guardasigilli, e Damilaville, a cui Voltaire dà per carattere speciale l'odio di  Dio". Per finire d'illuminare il Re, Bertin gli spiegò il senso di queste mezze parole: Ecr. l'inf., (Ecrasez l'infáme. Schiacciate l'infame) colle quali Voltaire terminava moltissime delle sue lettere. 

Egli aggiunse che tutti quelli che ricevevano da Voltaire lettere che terminavano con l'orribile  formula erano o membri, del comitato segreto, o iniziati ai suoi misteri. 

Questo club era stato fondato tra il 1763 e il 1766. Nel mornento in cui scoppiò la Rivoluzione, esso  lavorava già da ventitre anni almeno a sedurre il popolo, sotto lo specioso pretesto di venire in suo  aiuto e di alleviare i suoi mali.  

Per raggiungere il grande scopo della loro congiura, i settari credettero non essere sufficiente di  usare i mezzi generali di cui abbiamo parlato e coi quali tutti doveano concorrere mercè uno sforzo  comune. Essi si attribuirono ciascuno un'opera particolare a cui si dedicarono in modo speciale.   Voltaire s'era incaricato dei ministri, dei duchi, dei principi e dei re. Quando non poteva accostare il  principe, lo circonveniva. Egli aveva messo presso Luigi XV un medico, Quesnay, che seppe così  bene impadronirsi della direzione delle idee dei Re che questi lo chiamava il suo "pensiero". 

E il mezzo scelto dal pensatore per insinuarsi nell'animo dei Re era quello usato dagli economisti:  richiamare la sua attenzione su ciò che poteva fare la felicità del popolo. 

D'Alembert fu incaricato o s'incaricò di reclutare giovani adepti "Procurate - gli scriveva Voltaire -  procurate, dal canto vostro - d'illuminare la gioventù quanto vi sarà possibile (15 settembre 1762)".  Nessuna missione fu mai compiuta coli destrezza, zelo e attività maggiore. D'Alembert si fece il  protettore di tutti i giovani che vennero a Parigi forniti di talento e di mezzi di fortuna. Egli se li  affezionava colle corone, coi premi, coi posti accademici onde disponeva quasi da sovrano, sia  come segretario perpetuo, sia per i suoi intrighi. La sua influenza e le sue manovre in questo genere  si estendevano ben più lontano di Parigi. "Io mi adopro - scriveva egli a Voltaire - a far entrare nell'  Accademia di Berlino Helvetius e il cavaliere de Jaucourt". Egli si prendeva cure particolari di  coloro che destinava a formare degli altri adepti facendo che loro venissero affidati gli uffici di  professori o di precettori. Riuscì a collocarne in tutte le provincie dell'Europa e tutti lo tennero al  giorno della loro propaganda filosofica. "Ecco, mio caro filosofo - scriveva egli a Voltaire nella  gioia della sua anima perversa - ecco ciò che fu pronunciato a Cassel addì 8 aprile (1772) alla  presenza del langravio di Hesse-Cassel, di sei principi dell'impero e di numerosissima assemblea da  un professore di storia ch'io diedi al langravio". Lo scritto inviato era un discorso pieno d'invettive  contro la Chiesa e contro il clero. 

Ed ai congiurati premeva soprattutto di porre presso i giovani principi, destinati a governare i  popoli, istitutori iniziati ai loro misteri. 

La loro corrispondenza mostra la grande attenzione che avevano di non trascurare un mezzo così  potente. Usarono tutte le astuzie per porre presso l'erede di Luigi XVI un prete disposto ad ispirare i  loro principii al suo illustre alunno. Erano riusciti a porre l'ab. de Condillac presso l'Infante di  Parma. 

Barruel consacra i capitoli XII al XVI dei suo primo volume a far conoscere le conquiste (2) che  fecero tra le teste coronate, i principi e le principesse, i ministri, i grandi signori, i magistrati, i  letterati ed anche, ohimè! nel clero. Vero è che i congiurati tratti dal corpo ecclesiastico erano quasi  tutti di quelli che si chiamavano gli "abati di corte". Barruel rende un omaggio ben meritato al  complesso del clero di Francia alla vigilia della Rivoluzione. Egli loda particolarmente gli  ecclesiastici che, coi loro scritti, si sforzano d'impedire la corruzione degli animi così ardentemente  promossa dai congiurati.

Delasuss, Henri;

Fedeli, pronti ed ubbidienti.



 22 agosto 1979. Festa di Maria Santissima 
Regina.

«Sono la vostra Regina.

Vi chiamo, figli prediletti, a diventare tutti i miei sudditi fedeli, pronti ed ubbidienti. Siete  fedeli se osservate sempre quanto vi domando, se ascoltate la mia voce, se vi lasciate  condurre da Me con docilità.

La vostra fedeltà deve crescere ogni giorno nella perfetta fedeltà ai doveri del vostro stato. In questo dovete essere a tutti di buon esempio.

Chi mi è fedele fa della sua vita uno specchio in cui Io possa riflettere la mia immagine, e  diffonde attorno a sé il profumo di tutte le mie virtù.

Chi è fedele procede con fiducia e abbandono sulla strada che vi ho tracciato, senza guardare ad alcuna creatura, senza attendersi umane approvazioni, senza cercare appoggi o incoraggiamenti, ma, entrando sempre più nell'intimo del mio Cuore Immacolato, si lascia  condurre da Me sulla via della Croce fino a giungere sulla vetta del Calvario.

Dal modo con cui saprete soffrire, tacere e offrire, si potrà misurare il grado della vostra  fedeltà che desidero portare fino all'eroismo.

Siete pronti se seguite subito e senza perplessità i miei ordini.
In questi anni vi ho delineato il cammino che dovete compiere: perché non lo percorrete con  sicurezza e fiducia?

Perché alcuni di voi si fermano ancora incerti e insicuri?

Il mio Avversario riesce a fermarvi con i dubbi e vi paralizza con la sfiducia. Vi ho già svelato  il mio piano di battaglia, mentre vi ho formato e vi ho condotto per mano per prepararvi al  grande combattimento che ci attende.

Siete pronti se usate delle armi che vi ho dato: la preghiera, la vostra sacerdotale preghiera,  la recita frequente del santo Rosario, la sofferenza, e la vostra sacerdotale immolazione.

Ora dovete essere pronti agli ordini della vostra Regina, perché si sta per entrare nel periodo  più doloroso e decisivo. Fra poco tutto potrebbe precipitare. Sarete chiamati a vivere  momenti gravi, seguendo Colui che Dio ha messo a capo della mia schiera, il Vicario di mio  Figlio Gesù, che con fortezza e coraggio procede verso la sua perfetta immolazione, a cui da tempo l'ho preparato, pronto a donare per Me e per voi la sua stessa vita.

Siete ubbidienti se date a tutti la testimonianza di una perfetta docilità alle norme che la  Chiesa prescrive per i Sacerdoti.

Questa è la vostra divisa, e con essa vi voglio tutti rivestire per rendervi invulnerabili nel  combattimento: la vostra silenziosa, umile, perfetta ubbidienza.

Ubbidienti al Papa, ai Vescovi a Lui uniti, alle norme che regolano la vostra vita sacerdotale.

Vi voglio disciplinati in tutto, anche nelle cose più piccole. Dite sempre e con prontezza il  vostro "sì" al Padre che vi chiama a seguire suo Figlio Gesù che si fece per voi esempio  perfetto di ubbidienza fino alla morte di croce.

Se tutti sarete fedeli, pronti e ubbidienti, potrò veramente regnare in ciascuno di voi. Per  mezzo vostro potrò regnare anche in tutto il mondo, preparando la strada su cui Cristo Re sta  per giungere per instaurare fra voi il suo glorioso Regno di amore».

“IL VICARIO” “IL VICARIO” DI HOCHHUTH E IL VERO PIO XII



***

Non era, certo, pavidità!
Dai taccuini, pubblicati in francese, dei “resoconti”, stenografici, delle “conferenze” che Hitler, ogni giorno, teneva ai suoi generali, a Berlino, risulta che il Fuhrer, dopo il 25 luglio 1943, aveva deciso di occupare il Vaticano e far prigioniero il Papa, per deportarlo all’estero. 
Pio XII era al corrente, ma si mantenne sempre sereno, di animo inalterato, tutto abbandonato alla Divina Provvidenza che sempre vigila a difesa della Sua Chiesa. 
Il Papa, lontano dal Vaticano, significava la distruzione di Roma, e, anche, la cessazione di tutta l’opera caritativa della Santa Sede verso le vittime del nazismo. 
Ma rimase, e Roma fu salva; e gli ebrei continuarono ad avere in Lui il loro più grande “benefattore”!28
In breve: il così detto “silenzio” di Pio XII, voluto da Rolf Hochhuth, non esiste, se non quello che entra nella legge della diplomazia e della Carità 29. 
Una vita umana, (compresa ogni vita ebrea!), vale ben più di un qualsiasi discorso e di una qualsiasi “protesta” verbale, anche se pontificia! 


E Pio XII, il difensore strenuo delle libertà umane e della vita di ogni singolo come di ogni popolo, non poteva correre il rischio, parlando da tribuno, di provocare altre stragi maggiori. 
Chi dirige ed è a capo di responsabilità deve saper considerare, anche le “circostanze” e i “momenti” particolari in cui deve parlare o agire. Nessuno, del resto riesce a fare più di quello che la Storia gli acconsente! 
Un appello pubblico - qualora fosse andato a vuoto, (e con la “testa pazza” di Hitler lo sarebbe stato, senz’altro!) - avrebbe reso, dopo, impossibili tutti i delicati interventi diplomatici e l’opera, ancor più preziosa, della Carità! 30
Mons. Orsenigo, Nunzio in Germania, poté scrivere: «... nessuno, qui, può opporsi alla forza materiale, sfrenata, della Gestapo...». 
Mons. Tardini, in un suo appunto delle “note quotidiane”, dice, in data 24 luglio 1942: «La Santa Sede compie un’azione discreta, nascosta, ma continua ed efficace. Il parlar troppo, pubblicamente, può gravemente compromettere l’attività preziosa della Santa Sede...». 

Dunque: Pio XII ha parlato “come” e “quando” e nel “modo” che poté farlo, per la sua altissima posizione e delicata responsabilità.
Il 30 aprile 1943, al Vescovo di Berlino, Konrad von Preysing, scriveva: «Ti siamo riconoscenti, Venerabile Fratello, per le chiare e aperte parole che hai rivolto, in diverse occasioni, ai tuoi fedeli, e, in tal modo, alla pubblica opinione. Pensiamo, tra l’altro, alle tue dichiarazioni sulla concezione cristiana dello Stato, a quelle sul diritto alla vita e alla carità di ogni uomo, ed, in modo particolare, alla lettera pastorale dell’Avvento, sui diritti di Dio, sui diritti dei singoli e delle famiglie...».
Poi, più avanti, leggiamo ancora: «Noi lasciamo ai singoli Pastori d’anime delle diverse Diocesi, ponderare se sia il caso, “ad maiora mala vitanda”, mantenere un certo riserbo nel denunciare le misure repressive... Ed è questo uno dei motivi perché Noi ci siamo imposti dei limiti nelle Nostre dichiarazioni. L’esperienza che abbiamo fatto... giustifica, per quanto possiamo vedere, la Nostra condotta...». 
Eppure solo Lui, Pio XII, in quelle ore di terrore e di minacce, non si piegò mai, né a minacce né a imposizioni. Solo da Lui, il Vicario di Cristo, partiva la parola della verità e, soprattutto, della carità! 
Lo stesso statista italiano, F. S. Nitti, tutt’altro che tenero verso la Chiesa, ebbe a scrivere: «Nella terribile guerra che ha devastato l’Europa, il Vaticano ha avuto una ammirevole condotta, soprattutto, per opera personale di un grande spirito: il Papa Pio XII. Quando più imperversava la violenza razzista, Egli ha detto grandi e nobili parole umane. Ma ha fatto assai più, accogliendo in Vaticano e dando ordine di accogliere, nelle chiese, nei monasteri e nei conventi, tutti i perseguitati, anche ebrei, comunisti, massoni». 
Sì, Pio XII ha parlato; e le sue parole, allora, furono talmente chiare e forti da irritare tutti gli avversari del papato; e giunsero dovunque c’era chi avesse orecchie da intendere; in alto e in basso, nei palazzi delle cancellerie come nelle povere case. 

Nelle eclissi di tutte le autorità, restava, sempre, e solo, quel bianco e abbagliante Uomo, Vicario di Cristo, come unico punto di riferimento e di orientamento... tutti sentirono quella “voce”; tutti videro quel suo gesto di “Angelico Pastore” che apriva il cuore e le braccia a tutti i bisognosi, a tutti i derelitti, a tutti gli sbandati e perseguitati. 
E tutti, allora, Lo riconobbero, lo attestarono, con unanime consenso. Nessun Gli negò la legittimità dei titoli “Defensor Civitatis”, e “Pastor Angelicus”!
Ma la sua figura indifesa e innocente, è putroppo poi diventata lo scandalo dei pusilli e dei deboli. Contro di Lui si grida il “crucifige”, si lanciano sputi… A parte l’ignobiltà degli accusatori e denigratori, l’ingratitudine e la falsità dei calunniatori, la campagna contro Pio XII richiama la sua conformazione al Suo Signore e modello: Cristo Gesù! 
«Anch’io voglio essere martire - aveva detto da bambino-: ma senza chiodi»!
Il suo, infatti, fu tutto e sempre un martirio interiore; ma che ci ha reso più trasfigurata la sua santa memoria e più fulgida la sua gloria immortale! 

sac. Luigi Villa

GESÙ BAMBINO NEGLI SCRITTI DI LUISA PICCARRETA



«Continuando il mio solito stato, mi son trovata fuori di me stessa insieme con Gesù  Bambino. Questa volta pareva che avesse voglia di scherzare, si stringeva al mio petto,  nelle mie braccia, e mentre mi guardava con tanto amore, ora mi stringeva, ora con la  sua testolina mi spingeva quasi urtandomi, ora mi baciava così forte che pareva che mi  volesse chiudere ed immedesimare dentro di Sé, e mentre ciò faceva io sentivo gran  dolore, tanto che mi sentivo venire meno, e Lui, ad onta che mi vedesse soffrire così non  mi dava retta, anzi, se vedeva nel mio volto che mostravo di soffrire, perché io non  ardivo dirgli niente, si faceva più forte, mi faceva soffrire di più. 
Ora, dopo che si è sfogato ben bene, mi ha detto:

“Figlia mia, Io sono il padrone di te e posso fare di te quello che voglio. Ora sappi che, essendo tu cosa mia, non sei più  padrona di te e se ti arbitri disponendo tu di qualche cosa, anche di un pensiero, di un  desiderio, di un palpito, sappi che mi fai un furto”.  

In questo mentre ho visto il Confessore che, non stando bene, voleva come sgravare le sue sofferenze su di me, e Gesù tutto in fretta con la mano lo respingeva e ha detto: 

“Prima devo sgravarmi Io delle mie pene, che sono molte, e poi tu”.  

E mentre ciò diceva si è avvicinato alla mia bocca e ha versato un liquore amarissimo; ed io poi gli ho raccomandato il Confessore, pregandolo che lo toccasse con la sua manina e che lo facesse star bene.
Lo ha toccato e ha detto: 

“Sì, sì”, ed è scomparso.»

(Vol. 7°,05.10.1906)

Pablo Martín Sanguiao

E non c'indurre in tentazione: fa che non cediamo alla tentazione, nascosta o manifesta, improvvisa o insistente. Ma liberaci dal male: passato, presente e futuro.



Parafrasi del Padre nostro


O santissimo Padre nostro: Creatore, Redentore, Consolatore e Salvatore nostro.
Che sei nei cieli: negli angeli e nei santi, illuminandoli alla conoscenza, perché Tu, Signore, sei luce;
infiammandoli all'Amore, perché Tu, Signore, sei Amore;
ponendo la tua dimora in loro e riempiendoli di beatidutine, perché Tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun bene.
Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di Te, affinché possiamo conoscere l'ampiezza dei tuoi benefici, l'estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi. Venga il tuo regno: perché Tu regni in noi per mezzo della Grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la visione di Te è senza veli, l'amore di Te è perfetto, la comunione di Te è beata, il godimento di Te è senza fine.
Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra: affinché Ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a Te; con tutta l'anima, sempre desiderando Te, con tutta la mente, orientando a Te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore;
con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell'anima e del corpo a servizio del tuo Amore e non per altro;
e affinché possiamo amare i nostri prossimi come noi stessi, trascinando tutti, secondo ogni nostra possibilità, al tuo Amore, godendo del bene altrui come del nostro e nel male soffrendo insieme con loro e non recando offesa a nessuno.
Il nostro pane quotidiano, il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria, comprensione e riverenza dell'Amore che Egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì.
E rimetti a noi i nostri debiti:
per la tua ineffabile Misericordia, per la potenza della Passione del tuo Figlio diletto e per i meriti e l'intercessione della beatissima Vergine e di tutti i tuoi eletti.
Come noi li rimettiamo ai nostri debitori: e quello che non sappiamo pienamente perdonare, Tu, Signore, fa' che pienamente perdoniamo, così che, per Amore tuo, amiamo veramente i nemici e devotamente intercediamo presso di Te, non rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in Te ad essere di giovamento a tutti.

E non c'indurre in tentazione: fa che non cediamo alla tentazione, nascosta o manifesta, improvvisa o insistente. Ma liberaci dal male: passato, presente e futuro. 

San Francesco d'Assisi; 1181/82-1226