ASSISI - BIS
24 Gennaio 2002
I rapporti tra Chiesa cattolica e
Islam sono tornati alla ribalta di
nuovo dopo l'annuncio di Giovanni Paolo II per una seconda
riunione con “i rappresentanti
delle altre religioni del mondo”
per “un incontro di preghiera
per la pace”, come l'aveva già fatto il 27 ottobre 19861. Le considerazioni che faremo in
questo nostro articolo, hanno la loro importanza, in questo tempo
post-conciliare, in cui si taccia di
“integralismo” la Fede di chi è
ancora cattolico e rimane nella sua
pietà religiosa di ante Vaticano II.
11 SETTEMBRE 2001
Gli avvenimenti che sono venuti
dopo quell'11 settembre 2001 ci
hanno fatto ricordare, tra l'altro,
anche quella celebre frase: “il XX°
secolo sarà religioso”, ma non
certo nel modo d'Assisi, anche se
molti lo credono un gesto legittimo,
data la grave situazione politicasociale in cui si trova tutto il genere umano. Comunque, io non credo che sarà davvero quello spettacolo di Assisi, con quelle 12 religioni (?), a manifestare al mondo il viso
autentico dell'uomo religioso! Si può davvero dubitarne!.. Il gesto di Giovanni Paolo II non è scevro di ambiguità di fondo
mediatico. Ed è senz'altro un po' anche
spettacolo questo caos di religioni che si
attaccano al carro trionfale del Papa! Ma
al di là di questa impressione che non pochi hanno, al di là di ogni preconcetto del
fatto, questo gesto papale muove un inquietante problema di teologia e di pastorale che non va minimizzato.
Il Papa l'aveva comunque, già detto in un
suo discorso alla Curia di Roma il 22 dicembre 1986, quando manifestò "l'unità
radicale, basilare e determinante del
genere umano”, per cui - secondo Lui -
in questa prospettiva, le religioni non cristiane sarebbero come delle “limitazioni
dell'unico disegno divino di salute”.
Secondo Giovanni Paolo II, cioè, l'unità
del genere umano fu immediatamente e
di fatto soprannaturale; tutte le religioni,
perciò, sarebbero in qualche modo - che
lo sappiano o che l'ignorino, che l'accettino o che lo rifiutino - delle manifestazioni incomplete del Mistero cristiano. È
facile pensare, qui, che questa linea teologica è un tutt'uno con la teoria del “cristiano anonimo” dell'eretico gesuita Karl
Rahner, per il quale ogni uomo sarebbe
un “cristiano”, anche se egli lo ignora.
In ogni uomo, quindi, ci sarebbe, preesistente, un germe già soprannaturale.
Se questo fosse vero, però, ci potremmo
chiedere: che cosa ha da dire, allora, il
predicatore del Vangelo?.. e quale “Buona Novella” dovrebbe apportare al mondo?.. e di quale “novità” la Fede cristiana sarebbe segno efficace? E se tutti gli uomini sono già “cristiani”, anche senza saperlo, perché, allora,
Gesù ha insistito per la nostra
conversione? E la nuova nascita, quella che viene dall'Alto e dallo Spirito Santo, ha ancora un
senso in questo nuovo quadro di
teologia? E l'infusione della Grazia Santificante, vera partecipazione alla vita trinitaria, quale utilità avrebbe in questa nuova versione teologica?..
Son domande imbarazzanti, certo,
ma che non hanno ancora avuto
alcuna risposta. Rimane, perciò,
sempre valida la verità del Vangelo: “chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo. Chi non crederà,
sarà condannato” (Mc. XVI, 16).
Mentre sul piano pastorale ogni
tentativo di spiegare sarebbe inadeguato e inaccettabile. Infatti: se
tutte le religioni si uniscono, nessuna di esse può pretendere di liberarsi da quello che Cristo chiama “la verità tutt'intera” (Jo. V,
13), perché ciascuno si presenta
ad Assisi come “una parte” di verità, come “un modo” di incarnare la verità spirituale universale.
Ma allora, come si potrà esigere
che la gente abbandoni la sua vita
privata, le sue convinzioni personali, i
suoi punti di vista particolari, per proclamare delle verità parziali? Forse che l'appartenere a una religione si realizza a
tappe, come l'immagina anche il card.
Ratzinger? E un cattolico, può essere
una mezza fede o averne solo un quarto?
Così, allora, si cadrebbe nel soggettivismo; ma allora, il giudizio sgorgherebbe
delle proprie impressioni, dalle proprie
opinioni, che poi volano via!.. Può, forse,
l’“esperienza spirituale privata” rimpiazzare la Fede, così da poter dire: “ciascuno ha la sua fede”! o anche: “ciò
dipende dalle varie fedi”?..
Un tale procedere farebbe sparire l'Assoluto per una credenza tutta relativa, o non
potrebbe essere che un punto di vista
tra tanti altri!..
Quindi, il raduno di Assisi, sia quello del 1986 che quello del 2002, non può essere che un segno negativo, anzi, un segno
di morte: ossia, l'abbandono, da parte
delle religioni, dell'Assoluto, che solo giustifica la loro esistenza, il che, per il cattolico, sarebbe perdere l'unica via della salvezza!
L'Assoluto del cristiano, infatti, è il Dio
d'Amore, venuto per salvare chi era perduto, donando la propria vita per riscattare l'uomo dal peccato. È questo che distingue il Dio vero dagli altri “dei”, o demoni, come lo afferma la stessa Sacra
Scrittura: “... omens dii Gentium daemonia” (Salmo 95). Ora, qesto, è ancora
peggio che protestantizzare la Chiesa
cattolica!
Ma direi di più: la si sta dissolvendo, per
arrivare a formare quella “Super-Ecclesia Universale”, voluta dall'ebraismo
massonico, e già in esecuzione dagli
USA!
Da ricordare: la preparazione a questa
fusione delle religioni si iniziò con
Paolo VI. Prima, col concedere al clero di
vestirsi col clergimen protestante; poi,
si passò a permettere, tacitamente, un
vestirsi da borghese, anche in maglione, al fine di sopprimere la separazione
tra prete e laico; il prete non guida più,
predisseguo! In seguito, si mise una tavola al posto dell'altare, come fu fatto nella
Riforma protestante nel 1548, dall'arcivescovo Thomas Cranmer e questo perché l'altare richiamava il Santo Sacrificio, mentre la tavola, richiama la Cena e
introduce questa grande inversione: il
prete che celebra la Messa con la faccia
verso il popolo, voltando la schiena a Dio!
L'umanismo di Paolo VI era anche questo!
Seguì subito la soppressione del “latino”. La Chiesa cattolica di rito latino, così perse la sua unità e la sua immutabilità
della sua dottrina. La Chiesa cattolica,
così, entrò nell'area della “democrazia universale”! Infatti, le “traduzioni” variano da paese a paese, e questo fu persino imposto! Mentre il latino era l'unico
mezzo per far comunicare assieme tutti i
fedeli e tutte le Nazioni nella stessa Fede, senza il latino, invece, la Chiesa fu
sfasciata in molte “sètte” e in molte
“chiese di base”, che furono veri scismi!..
Dopo tutto questo fu più facile dar battaglia ai dogmi, vale a dire alle Verità rivelate!
Per far piacere ai protestanti si è attaccato, soprattutto, il Culto dell'Eucarestia,
perché i protestanti non credono, in maggioranza, alla “Presenza Reale”. E così,
i tabernacoli furono rimossi dall'altare e
portati in luoghi sempre più separati, come pure furono aboliti tutti i segni di
adorazione (genuflessioni, inchini, incensazioni...) e tutte le azioni di grazie!..
Alla fine ecco arrivare la “nuova Messa”! Ma a stendere la “nuova liturgia”
vennero chiamati cinque protestanti
(cosa mai vista nella Chiesa cattolica!):
due anglicani (uno, inglese; l'altro, americano), un membro della Federazione
Mondiale Luterana; un membro del
Consiglio Mondiale delle Chiese, e un
luterano di Taizé. Alla fine del lavoro,
Paolo VI volle persino essere fotografato
in mezzo a loro! Alla sua destra aveva
Frère Max Thurian, di Taizè. Ora, questo, provava che Paolo VI aveva fatto
del suo meglio per protestantizzare la
Messa cattolica, anche se fece di tutto
per nascondere il suo gioco, secondo la
sua tattica abituale dei due passi in avanti e uno indietro!..
Il passo in avanti fu la “Institutio generalis”, d'ossatura prettamente protestante. Basta leggere il primo testo di Paolo
VI: “La CENA del Signore, o messa, è
l'assemblea o l'assembramento del
popolo di Dio che si riunisce assieme,
sotto la presidenza di un prete, per celebrare il MEMORIALE DEL SIGNORE”. È chiaro: la Messa non sarebbe più
altro che una cerimonia comunitaria, e
non più il SACRIFICIO incruento della
Croce, con la PRESENZA di Nostro Signore nell'OSTIA!
Il “passo indietro” di Paolo VI - dopo il
deciso intervento dei cardinali Bacci e Ottaviani - Paolo VI lo fece nel “Proemio”,
dove aggiunse un larvato Santo Sacrificio, ma senza cambiare altro nel contenuto della Messa. Un “contenuto”, comunque, che “s'allontana in modo impressionante, nell'assieme, come nel
dettaglio, dalla teologia cattolica della
Santa Messa”2.

Entreremmo in un vero ginepraio se
avessimo spazio, quì, per trattare sul
contenuto di quella “nuova Messa” di
Paolo VI, imbevuta di naturalismo calvinista, (come: “questo pane, frutto della
terra e del lavoro dell'uomo” ... “questo vino, frutto della vigna e del lavoro
dell'uomo”), e di auto-critica da democrazia popolare (“confesso ai nostri
fratelli”... ) ecc...
Comunque, questo, - a Dio piacendo! - lo
documenteremo in un altro specifico libro
sulla Santa Messa!
Però, anche qui, bisogna pur riconoscere
che Paolo VI riuscì nel suo intento di
“Riforma protestante” perché lo stesso
“Osservatore Romano” del 13 ottobre
1969 ebbe a scrivere: “La riforma liturgica ha fatto un passo notevole in
avanti: essa si è avvicinata alle forme
liturgiche della Chiesa luterana”: perfetto! Quindi, per Paolo VI, non erano più
i protestanti che si dovevano convertire al
cattolicesimo, ma erano i cattolici che si
dovevano “protestantizzare”!..
Ora, questo, è proprio quello che l'ebraismo massonico voleva; indebolire la Fede; dividere la Chiesa in chiese nazionali
in sètte, come lo sono i protestanti... perché così sarebbe stato più facile integrarle in una “Super-Ecclesia” di tutti le religioni. Ma è anche un'opera luciferina, già
sognata da Lutero: “L'ora verrà, in cui
noi potremo celebrare insieme la Cena
di Gesù Cristo”! Il che significa che, in
quel momento, la vera Chiesa di Cristo
avrebbe finito di esistere! E questo dovrebbe essere proprio il risultato dell'ecumenismo in atto!
UN ECUMENISMO
MASSONICO
A conferma di ciò, cito un estratto dal periodico “HUMANISME” del “Centro di
Documentazione del Grand'Oriente di
Francia”3: “... Non è il patibolo che attende il Papa, ma la proliferazione delle chiese locali che si organizzano democraticamente, rifiutando le barriere
tra clerici e laici, creando dei loro propri dogmi, vivendo in una completa indipendenza dai rapporti con Roma”. Il
che significa: confondersi, in piena anarchia, con le sètte protestanti. Collegialità
nazionali che approdano in una religione
sintetica, la famosa O. R. U. (Organizzazione delle Religioni Unite). Un'altra conferma la si può avere anche da un’altra rivista massonica, il “SIMBOLISMO”4, dove si legge: «Non lasciamo dire, miei
fratelli, che la framassoneria è l'AntiChiesa; questo non è che una frase di
Circostanza; fondamentalmente, la
framassoneria vuole una “Super-Ecclesia” che le riunirà tutte».
E così la Chiesa cattolica sarà anch'Essa
alla pari con le altre religioni! Per questo,
Paolo VI, il 23 giugno 1970, fece questa
dichiarazione: «... mentre che i contatti
con i rappresentanti delle altre religioni si fanno più frequenti, specialmente
con i giudei, i musulmani e i buddisti, un dialogo difficile, complesso e delicato (però condannato da tutti i Papi! -
ndr.) si annoda anche con diversi rappresentanti dell'Umanismo».
Ora, questo umanismo non è altro che
una delle tante maschere con cui si trasforma la framassoneria!
Ebbene di questo “Umanismo Umanitario” si tenne, a Bièvres, l'8 aprile 1970,
una viva Sessione. In “Carrefour” del 17
marzo 1971, c'era questa informazione:
«La riunione ecumenica di Montgeron,
con l'accordo dell'Arcivescovo di Parigi, ebbe come simbolo la croce, la
mezzaluna, una iscrizione ebraica e lo
stemma con falce e martello»!..
Ancora: nel maggio 1970, a Ginevra, s'era tenuto un altro Congresso per la “Organizzazione delle Religioni Unite”,
durante il quale, tutti i congressisti si riunirono nella cattedrale San Pietro per
pregare insieme, perché “i credenti di
tutte le religioni erano invitati a coesistere nel culto del medesimo Dio”. Il
che significava chiaramente che i cristiani
devono rinunciare a credere nella SS,
Trinità e in Gesù Cristo, la seconda Persona della SS. Trinità, che s'è incarnato
per portarci la Rivelazione e, mediante
essa, salvarci!
Un tradimento della nostra Fede, quindi!
In effetti, per mettere insieme il Giudaismo, l'Islamismo e il Cristianesimo, bisognerebbe credere che Cristo ha mentito
quando ci ha detto: “Chi ha visto Me, ha
visto il Padre”; “Nessuno viene al Padre se non per Me”5; “Chiunque nega
il Figlio, non ha più il Padre”6; “Io e il
Padre siamo Uno”7... Di conseguenza, è falso affermare che
il Giudaismo, l'islamismo hanno lo
stesso Dio come noi cristiani!.. come pure è errato far credere che i Giudei e i musulmani, senza convertirsi,
possono essere in comunione con noi
cristiani nel culto di un medesimo
Dio!..
Perciò, per realizzare un ecumenismo “Super-Confessionale”, bisogna sopprimere tutti i dogmi della nostra religione cattolica! Il che sarebbe un autentico tradimento della nostra Fede!
Eppure fu Paolo VI che ha permesso il
Congresso di Bruxelles (settembre
1970) in cui si cercò proprio di abbattere i
dogmi della Chiesa cattolica. Quel Congresso era presieduto dal card. Suenens, massone (che, poi, fu anche invitato da un rabbino della loggia B'naîBrith, nemica dichiarata della Chiesa!);
ed era animato dall'eretico domenicano,
padre Schillebeekx, il quale dichiarò che
“la teologia deve ridursi a un umanesimo sociale”.
Basta dogmi, quindi! Per questo, Paolo VI
aveva già sostituito il “docete” (=insegnate) di Cristo, con il “dialogo”, che
met-te tutto in stato di “ricerca”, ma che
è un eretico pretesto per poter attaccare
e demolire ogni dogma, uno dopo l'altro;
per cui anche la Chiesa cattolica potrà
entrare nella “CHIESA UNIVERSALE”8. Una Chiesa Universale, però, che sarà
forzatamente nelle mani del “GOVERNO
MONDIALE”, quello che stanno già preparando con questa “inutile” e “criminale” guerra che è in corso, mascherata con l'islamico “terrorismo”!..
Ma noi di Chiesa Viva combattiamo
per questo: in difesa della nostra vera
Fede, che il nemico-demonio vuol mescolare con le altre religioni e annullarla
per sempre!
Il “Nuovo DIRITTO CANONICO” scomunica più nessuno, (come già l'aveva voluto Paolo VI!): non più scomuniche per
la “massoneria”, ben vista ormai anche
dalla Gerarchia attuale; non più scomunica per gli apostati, per gli eretici, per
gli scismatici..., e si arriverà anche a
una generale amnistia per tutti gli scomunicati del tempo passato, come Lutero, Calvino, Huss, ecc., quando ci
sarà (ben presto!) quella “SUPER-CHIESA” senza dogmi, senza Messa, senza
alcun impegno di Fede!..
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1 Cfr. “L'Osservatore Romano”, 27-28 gennaio 1986.
2 Cfr: “Lettera” dei cardinali Bacci-Ottaviani a Sua Santità Paolo VI; dal titolo “Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae”.
3 Cfr. Novembre-Dicembre 1969, p. 72.
4 Cfr. Maggio 1962. È citata in “Restauration chrétienne” di Montréal, Vol. I, 1967.
5 Cfr: Gv. VIII, 6-9.
6 Cfr. San Gv. I.a Lettera, 2-23.
7 Cfr. San Gv. XIV, 11-30.
8 È una “mens” che è ormai congestionata in molte teste di frati e di preti. A Bordeaux, (Francia) per esempio, i Francescani hanno già una loro Rivista del titolo: “Apostolat de l'Eglise Universelle”.
“Chiesa Viva” *** Marzo 2002
sac. dott. Luigi Villa