mercoledì 24 maggio 2023

Vergine Illuminata

 


Già fin dal dialogo con l'angelo Gabriele appare in Maria vergine il dono dell'intelletto. Essa non si esalta, riflette, interroga e risponde con penetrazione e misura. Al di là delle sue parole, sobrie e sapienti, si intravvede un'intelligenza superiore. Essa è illuminata dallo Spirito Santo.

1. Da «intus légere» (leggere dentro), il dono dell'intelletto è l'intuito per cui l'uomo spirituale penetra le profondità della fede e anche delle verità naturali, cogliendone (légere) i significati reconditi e ultimi alla luce dello Spirito Santo.

Gesù rimprovera agli Apostoli: «Anche voi siete senza intelletto?», quando non capiscono che l'uomo viene contaminato non da ciò che mangia, ma da ciò che esce dal cuore, oppure quando rimangono alla materialità delle sue parole senza penetrarne il significato (Mt 15, 16). E manda loro lo Spirito Santo perché capiscano le Scritture e li conduca verso la verità intera. Implicitamente o espressamente Gesù condanna l'intelligenza farisaica che rimane superficiale ed esibizionistica. L'asino e il bue hanno riconosciuto il loro padrone, ma il popolo non ha riconosciuto il suo Dio, e con tutta la loro intelligenza i sapienti non hanno ravvisato il Verbo di Dio.

È proprio dell'intelletto penetrare, intuire, analizzare, discernere sia nelle verità di fede che in quelle naturali. Atto particolare dell'intelletto è il discernimento spirituale per cui «l'uomo spirituale giudica ogni cosa» (1 Cor 2, 15) in ordine alla sua bontà o cattiveria di fondo.

La penetrazione lucida delle cose di fede è beatitudine promessa a coloro che hanno il cuore puro: essi vedranno Dio all'origine e al termine di ogni cosa, vedranno la sua impronta nelle creature.

L'intelletto è offuscato dal peccato (come accadde a Davide con Betsabea), soprattutto da certi vizi e passioni che sconvolgono l'equilibrio generale della persona: satanismo, medianità, dissolutezza, spiritismo, magia, adesione a gruppi atei, alcoolismo, droga, ecc.

Vizi contrari all'intelletto sono l'ottusità, la grossolanità di giudizio, la passionalità, ecc.

2. Appare evidente che Maria non è soggetta a simili squilibri mentali, e che il suo intelletto, così penetrante, fruisce più di ogni altro della beatitudine dei puri di cuore. Essa è l'Immacolata e la Vergine, è la Madre di Dio, è la Sposa dello Spirito Santo. Il dono dell'intelletto le compete per vari titoli in misura eccezionale, come appare dal suo comportamento.

Alle nozze di Cana essa intuisce l'imbarazzo d'una famiglia che rischia una brutta figura per l'esaurirsi del vino. D'altra parte, consapevole della divinità del Figlio, non vuole forzare la vicenda in modo indiscreto. Essa si limita a far presente la situazione: «Non hanno più vino».

Al di là della battuta evasiva di Gesù («E che c'entriamo noi, o donna?») essa intravvede la condiscendenza del Figlio e dice ai servi: «Fate quello che egli vi dirà». E Gesù compie il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino.

L'intelligenza di Maria si rivela nel suo contegno con Giuseppe in seguito all'annuncio dell'Angelo: essa è consapevole di quanto avviene nel proprio corpo e della sorpresa che ne avrà Giuseppe quando si accorgerà del suo essere incinta; non vuole tuttavia anticipare una confidenza che avrà bisogno di una garanzia pari all'ímportanza eccezionale dell'evento. Allora lascia alla Provvidenza la soluzione del caso, e l'Angelo interviene a rassicurare Giuseppe che «ciò che in lei è generato, è opera dello Spirito Santo».

Per quanto acuta, l'intelligenza umana ha bisogno di riflessione, di analisi, di attesa di conferme: «La madre conservava tutte queste cose in cuor suo» (Lc 2, 51) ; «Maria si teneva bene a mente tutte queste cose meditandole in cuor suo» (Lc 2, 19).

3. Il dono dell'intelletto rifulge in pienezza nella condizione gloriosa di Maria: la Regina del mondo esercita una supercomprensione materna sugli eventi della Chiesa, intervenendo con intelletto d'amore in aiuto di quanti ricorrono a lei.


Maria conduce a Gesù

«Nella Vergine Maria tutto è relativo a Cristo e tutto da lui dipende: in vista di lui, Dio Padre da tutta l'eternità la scelse Madre tutta santa e la ornò di doni dello Spirito a nessun altro concessi. Certamente la genuina pietà cristiana non ha mai mancato di mettere in luce l'indissolubile legame e l'essenziale riferimento della Vergine al divin Salvatore. Tuttavia, a Noi pare particolarmente conforme all'indirizzo spirituale della nostra epoca, dominata ed assorbita dalla "questione di Cristo", che nelle espressioni di culto alla Vergine abbia speciale risalto l'aspetto cristologico e si faccia in modo che esse rispecchino il piano di Dio, il quale prestabilì "con un solo e medesimo decreto l'origine di Maria e l'incarnazione della divina Sapienza". Ciò concorrerà a rendere più solidale pietà verso la Madre di Gesù e a farne uno strumento efficace per giungere alla "piena conoscenza del Figlio di Dio, fino a raggiungere la misura della piena statura di Cristo" (Ef 4, 13)» (Marialis Cultus 25).


AFFETTI

 


O Spirito Santo, eterno Amore, questa povera anima non trova parole per esprimere la dolce meraviglia e la riconoscenza che prova pensando come Voi, o Altissimo Dio, vi degnate occuparvi di sì meschina creatura e di farle continuamente del bene. Ve ne ringrazio di cuore; ma al tempo stesso sento bisogno di domandarvi perdono per avere sì poco apprezzato e sì mal corrisposto fin ora all'amoroso vostro operare nell'anima mia. Deh!, Voi che mi ricolmate di favori, e favori sì grandi che non valgo neppure a comprenderli, aggiungete un altro favore, che tanto mi è necessario quello di farmi apprezzare, o Divino Spirito, i benefizi del vostro amore e di aiutarmi a corrispondervi fedelmente. Quella luce, di cui siete origine e fonte, apra, o Spirito Santo, gli occhi della mia mente, e facendomi meglio conoscere gli effetti dell'infinito amore che mi portate, muova il cuor mio a verace e costante corrispondenza. Un Pater, Ave e Gloria.

Di Suor Elena Guerra (Beata)


Premessa del Padre 38 - Parte 3, Messagio di Giovanni nel luogo santo

 


Il 04.05.2023 nel luogo santo

Messaggio di Giovanni

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, sono venuto qui oggi per dirti quanto segue e per istruire te e i figli del tempo finale.

Figlia Mia. Il santo Angelo del Signore e Creatore Mi mostrò molte immagini raccapriccianti ma anche di quelle speranzose, si immagini, situazioni e avvenimenti belli, figlia Mia. Egli disse:

“Giovanni, Mio amato figlio. Comunica ai figli della terra alla fine dei tempi quanto il Padre gioisca per tutti i figli di Dio veramente fedeli.

Sono coloro, Mio amato figlio, che amano sinceramente Gesù.

Solo grazie ad essi, Mio amato figlio, c’è ancora speranza e luce in questo mondo -del -tempo finale!

Senza di loro, Mio amatissimo figlio, tutto sarebbe disperato e orribile.

Per Lui, il Creatore di tutti i figli di Dio e Creatore di tutto l’essere, sono “ un raggio di luce” SOLO, e ripeto SOLO, questi figli realmente amanti di Suo Figlio, che si fidano di LUI e restano saldi nella fede, che trattengono la Sua mano punente opponendosi all’agire del maligno con la loro preghiera, figlio Mio, con la loro costanza, la loro speranza, il loro fidarsi e supplicare per tutta l’umanità; infatti grazie a loro, alle loro preghiere, al loro sacrificarsi, accettare sofferenze, sacrifici ed espiare, ancora molti si convertono e questo tempo, Mio amato figlio, viene prolungato dal cuore amorevole del Padre finché anche questi figli non ce la fanno più, cioè EGLI corre in loro soccorso prima che il livello di malvagità diventi insostenibile per i Suoi figli veramente fedeli che sono fortemente ancorati nella fede in Suo Figlio.

Poi, Mio amato Giovanni, il Padre interverrà, perché EGLI ama indicibilmente questi figli, talmente profondo è il suo amore paterno, e LUI l’Onnipotente SPERA nella conversione di ancora molte anime, perché EGLI le ha create tutte per puro amore, profondo amore paterno e non desidera e sospira nulla più ardentemente che il ritorno di questi figli e di tutti a LUI, loro Padre e Creatore. Amen.

Comunica dunque questo ai figli del tempo finale, perché “l’aspettare”, diventerà lungo per loro.

Molti, molti cedono, Mio amato figlio, ma questo dipende dal fatto che non si sono veramente preparati. Il Padre concesse a TUTTI i figli un lungo periodo di preparazione, ma solo pochi hanno accettato e preso sul serio la loro preparazioni. Tutti loro si crogiolarono nelle cose terrene invece che impegnarsi per ciò che è importante: la loro preparazione.

I figli sentono, alla fine dei tempi, che qualcosa è “diverso”, ma solo pochi lo ricollegano all’Apocalisse conservata nella bibbia. È il Libro, Mio caro figlio, che viene donato ai figli, affinché si dirigano e si ridonino completamente a Dio il loro Creatore.

Figlio Mio. La fine sarà indicibilmente terribile ma i figli del tempo finale se ne avvedranno solo troppo tardi. Il Padre però provvede e tutti quei figli che accettano, fanno fruttare, e attuano le ultime “chance” per la loro conversione, ritorneranno a LUI, al loro Creatore.

Il Padre mantiene la Sua mano protettrice su tutti quelli che sono realmente abbandonati e fedeli a Suo Figlio. Questo EGLI lo fa in ogni momento, ma verso la fine si osserverà in modo particolarmente evidente.

Comunica tutto questo quindi ai figli del tempo finale, alla fine dei tempi, perché è in gioco la salvezza della loro anima e perché si tratta della realmente più grande” battaglia che mai ci fu sulla terra. Verrà scritta “la storia”, figlio Mio, ma in modo diverso da come pensano i figli della terra.

Questo “avvenimento”, questo evento non è mai avvenuto prima.

Il “Cielo”, Gesù farà tantissimi miracoli, ma i figli della terra continueranno a lasciarsi sedurre e ingannare da coloro che non li amano ma vogliono la loro rovina, i veri figli del Signore Gesù Cristo invece li riconosceranno, capiranno e accetteranno TUTTI gli avvenimenti che il Signore dona loro e a tutti prima che avvenga l’ultimo combattimento e aiuteranno tante tantissime persone , ma troppe sono troppo pigre e tiepide e desiderano riconoscimenti e lusso, la loro comodità è per loro più importante della vita eterna con il Signore e Padre e così divengono tiepide e cedono e il maligno con il suo anticristo ha gioco molto facile con loro.

Veramente “eroici” sono i figli umili perché grazie al loro resistere e alle loro preghiere riescono a fare tantissimo bene. Essi mitigano, cambiano gli eventi perché il Padre ascolta OGNI preghiera che GLI viene rivolta in modo sincero e devoto.

Figlio Mio. Fai conoscere tutto questo ai figli nei tempi della fine. Ti amo molto. Il tuo Angelo del Signore e Creatore. Amen. “

Figlia Mia. Questo è ciò che a Me, il tuo Giovanni, l’Angelo disse e ordinò di riferire. Anche questo è parte della terza parte del libro che tu scrivi per Me e il Padre.

Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù.

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martedì 23 maggio 2023

Adorazione


 

La natura di Dio è una, non due. Se il cristiano non attesta la potenza dell’amore che è la natura divina, è segno che Lui non è con il suo Dio.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 

3 Salvaci con i tuoi prodigi, da’ gloria al tuo nome, Signore. 

Al Signore si chiede ora di intervenire con i suoi prodigi. La salvezza non è un fatto naturale. Essa è l’azione più sconvolgente di Dio. 

Salvaci con i tuoi prodigi, da’ gloria al tuo nome, Signore . La salvezza è un prodigio perenne del Signore, opera portentosa del suo grande amore. 

C’è opera più portentosa della croce di Gesù Signore? Essa ci rivela fin dove può spingersi l’amore di Dio per l’uomo. Dio dona la sua vita per noi. 

Compiendo l’opera della salvezza, vero prodigio del suo amore, il Signore dona gloria al suo nome. Mostra quanto è grande il suo amore.  

Ognuno agendo rivela il suo nome. Satana mostra superbia e odio. L’uomo rivela stoltezza e insipienza. Dio manifesta tutta la potenza del suo amore. 

È dai frutti che si deve riconoscere la verità del nostro Dio. Ma anche il confronto con gli “altri dèi” – in verità altri non esistono – è sempre sull’amore. 

Avendo Dio, nel battesimo, partecipato la sua natura all’uomo, l’uomo deve attestare visibilmente la superiorità del suo Dio con le opere di Dio. 

La natura di Dio è una, non due. Se il cristiano non attesta la potenza dell’amore che è la natura divina, è segno che Lui non è con il suo Dio. 

LIBRO DEL PROFETA DANIELE 

CHIAMO I MIEI FIGLI SACERDOTI

 


Gesù

Devi dire ai Miei figli Sacerdoti che Io desidero che la loro vita sia serena e raccolta. Che amino  la preghiera contemplativa e i luoghi tranquilli, senza distrazioni. Nella quiete, osservino come la  grazia lavora nella loro anima. Che amino pensare a Me, che Mi raccontino le loro pene e le loro 

preoccupazioni; Mi facciano compagnia e conversino con Me. Che al momento santo della grazia  mistica, riposino in Me e vedranno le grazie così guadagnate.

Devi dire che Io voglio unirmi a loro, non unicamente nel momento del Sacrificio dell'Altare,  ma anche nella pesante vita quotidiana, quando per causa Mia vengono aggrediti ingiustamente. Imparino a vivere in libertà, poiché da una persona libera nascerà un essere disponibile; dalla  generosità nascerà il dono e dalla povertà nascerà l'amore.

Riassumendo, quando si sono liberate tutte le energie legate all'egoismo, rimanete disponibili  per il servizio al prossimo; già lo sapete che non c'è più grande gloria, che dare la vita con amore per  il fratello.

Che significa Misericordia? Sentire con il cuore e aiutare con tutto ciò che si possiede.

Non potete rimanere seduti all'ombra della tranquillità, poiché l'amore che non si dona in  permanenza, va lentamente morendo. Io vi dò l'incarico di far partire le macchine della bontà e  della carità, poiché il mondo si salverà solo con il diluvio d'amore.

Vivete di preferenza per gli ultimi e i rifiutati, per gli oppressi e i reietti. Quanti ospedali,  carceri e postriboli avete visitato nell'ultimo anno? Non voglio che i poveri si limitino a spigolare  qua e là i resti della messe per causa vostra.

Perché Mi riconoscano, dirai loro che il desiderio infinito di adorazione ritornerà a mettere  insieme acqua e calce, per elevare, non templi di pietra, ma di silenzio, nella profondità dell'essere,  nella remota latitudine dello spirito.

Io vivo in voi misticamente, perché la gloria del Padre Mio possa essere rivelata. I cuori degli  uomini muoiono di sete e, tuttavia, la fonte zampilla nella profondità del loro spirito.

Catalina Rivas  - 5 marzo 1995

Come è stato il Silenzioso Aiuto delle Anime Vittime all'opera di Madre Teresa di Calcutta

 

Il contributo nascosto delle Anime Vittime all'Opera di Madre Teresa di Calcutta.

Sarebbe impensabile che Madre Teresa di Calcutta avrebbe potuto portare avanti la sua imponente opera senza cercare e trovare l'aiuto di Dio.

Gesù Cristo e la Vergine Maria le hanno dato la missione e l'hanno dotata di un talento per l'azione.

Ma come ha fatto Madre Teresa a mantenere quell'aiuto attivo in modo permanente? Era attraverso la preghiera.

E il Cielo ha sostenuto ancora una volta il lavoro delle Suore della Carità con una rete mondiale di preghiera di anime vittime.

Qui parleremo di come Dio ha messo a disposizione dell'opera delle Suore della Carità una rete di anime missionarie vittime, che hanno contribuito con la loro preghiera all'opera.

C'è un vecchio aforisma spagnolo che dice "a Dio mendicando e con il mazzuolo che dà".

Perché l'azione e lo sforzo umano non bastano, ma anche la supplica a Dio nella preghiera è necessaria per ottenere grandi risultati.

Le due cose vanno insieme.

E il successo monumentale delle Suore della Carità di Madre Teresa nell'aiutare i più abbandonati sarebbe stato impossibile se non fosse stato per la preghiera che esse stesse fanno e quella delle anime vittime che pregano per il loro lavoro dietro le quinte.

Partiamo dal presupposto che siamo tutti consapevoli dell'opera di Santa Teresa di Calcutta.

Madre Teresa iniziò il suo lavoro in India nel 1929, come insegnante missionaria, presso la scuola femminile della congregazione delle Suore di Loreto a Calcutta.

Ma nel 1946, il Signore e la Beata Vergine gli chiesero, attraverso locuzioni, di lasciare il convento e aiutare i più poveri mentre vivevano in mezzo a loro.

Nel 1950 fondò la congregazione delle Missionarie della Carità, la cui missione è prendersi cura "degli affamati, degli ignudi, dei senzatetto, degli zoppi, dei ciechi, dei lebbrosi, di tutte quelle persone che si sentono indesiderate, non amate, trascurate da tutti, persone che sono diventate un peso per la società e che sono rifiutate da tutti".

la sua espansione fu tale che, al momento della morte di Madre Teresa nel 1997, 610 missioni erano già operative in 123 paesi.?

Ma non si sa che il grande polmone di preghiera di Madre Teresa fosse Jacqueline de Decker, conosciuta anche come "Suor Nirmala", un nome datole da Madre Teresa.

Jacqueline De Decker, di origine belga, incontrò Madre Teresa nel 1948 e sentì la chiamata a servire i poveri di Calcutta, ma a causa di problemi di salute, non fu in grado di farlo fisicamente.

De Decker e Madre Teresa svilupparono quelle che sono conosciute come le "Missionarie contemplative della carità".

Questa organizzazione è composta da persone che, per vari motivi, non possono fare carità attiva, ma vogliono comunque dedicare la loro vita al servizio dei poveri e dei malati in senso spirituale.

In realtà sono anime vittime, cioè persone che accettano la loro sofferenza come un modo per aiutare altre persone o opere come in questo caso.

De Decker divenne il capo di questo gruppo e trascorse il resto della sua vita pregando per i poveri e i malati, e offrendo la sua sofferenza per loro, in unione con le Missionarie della Carità di Madre Teresa.

Jacqueline De Decker nacque nel 1913 in una famiglia della borghesia cattolica belga e ebbe un'infanzia felice e agiata, circondata dai suoi otto fratelli e tre domestici.

Ma ben presto sentì la chiamata ad essere missionaria al servizio dei poveri.

Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nella Croce Rossa e partecipò attivamente alla resistenza belga.

Passò molto tempo ad aiutare le vittime dei bombardamenti tedeschi e i soldati britannici fuggitivi che cercavano di tornare in Inghilterra.

E quando la guerra finì, aiutò a prendersi cura dei sopravvissuti dei campi di concentramento nazisti e ricevette sette medaglie d'onore.

Ma non ha mai dimenticato il suo più grande desiderio, andare in India.

Con l'aiuto della Provvidenza, Jacqueline apprese che il vescovo di Madras chiedeva l'aiuto di un'infermiera per creare un centro medico-sociale.

E con il sostegno morale e finanziario del suo padre spirituale gesuita, partì con entusiasmo per l'India.

Ma quando arrivò a Bombay, apprese della morte del suo padre spirituale e dovette rinunciare alla creazione del centro medico-sociale.

E ha scelto di rimanere in India.

Per due anni ha vissuto una vita itinerante in tutto il paese, vestita con un sari tradizionale, contribuendo con la sua esperienza di infermiera e assistente sociale.

E un sacerdote gesuita gli ha raccontato di una giovane religiosa di Calcutta, suor Teresa, che ha dedicato la sua vita come lei, al servizio dei più poveri del popolo indiano.

Incontrò Suor Teresa nel 1948.

Ed entrambe scoprirono di condividere lo stesso ideale e decisero di unire le forze per fondare una nuova comunità di suore.

Ma le sue condizioni di salute peggiorarono, a causa di una malattia iniziata all'età di 17 anni.

È tornata d'urgenza in Belgio per le cure.

Sulla barca di ritorno a casa, aveva la terribile sensazione che non sarebbe mai stato in grado di tornare in India.

In Belgio ricevette una diagnosi che avrebbe cambiato per sempre il suo destino, una rara malattia spinale.

Che anni dopo avrebbe chiamato una "malattia data da Dio", riconoscendo che il vuoto, il fallimento e la debolezza erano i mezzi con cui Dio la usava per la Sua opera.

Subì decine di trapianti che non riuscirono a prevenire i peggiori effetti della sua malattia e rimase disabile per il resto della sua vita, imprigionata in un corsetto di gesso.

Nella sua lunga notte spirituale, sentendosi rifiutata da Dio, scrisse una straziante lettera d'addio alla sua amica a Calcutta: "Il mio sogno di unirmi a te e tornare in India è appena stato spento".

Ma nel 1952, Teresa gli scrisse una lettera che gli cambiò letteralmente la vita.

La invitò ad unirsi spiritualmente alle Missionarie della Carità, offrendole sofferenze e preghiere, e partecipando così spiritualmente ai loro meriti, preghiere e opere.

Le chiese di diventare la sua "sorella spirituale" con il suo "corpo in Belgio ma la sua anima in India".

"Oggi ti proporrò una cosa. Hai desiderato ardentemente essere un missionario.

Perché non ti unisci spiritualmente alla nostra società che ami così tanto?

Mentre lavoriamo nelle baraccopoli, voi condividete le preghiere e il lavoro, con la vostra sofferenza e le vostre preghiere.

Il lavoro qui è enorme e abbiamo bisogno di lavoratori, è vero, ma abbiamo anche bisogno di anime come la vostra per pregare e soffrire".

Nel mezzo della notte oscura la luce era diventata ed egli rispose alla lettera di Madre Teresa, "la sofferenza unita alla Passione di Cristo diventa un dono prezioso. Non sto cercando una spiegazione per la mia sofferenza. Ci ho trovato un significato".?

Così Madre Teresa fondò la rete dei malati e dei sofferenti nel 1950, che chiamò il suo "secondo sé" e il "vero motore spirituale" della congregazione.

È composto da coloro che non possono partecipare fisicamente al servizio dei più poveri a causa della loro malattia o disabilità, e donano la loro preghiera e sofferenza.

E Jacqueline de Decker è stata il capo di questa organizzazione per 40 anni, fino alla sua morte nel 2009.

Dalla sua casa di Anversa è riuscita per 4 decenni a guidare questa parte del lavoro delle Missionarie della Carità.

E come Santa Teresa di Lisieux che non ha mai lasciato il suo convento, Jacqueline ha sperimentato che non è necessario andare fino ai confini della terra o avere una salute robusta per essere un missionario.

Bene, fin qui quello che volevamo parlare del polmone della donazione della sofferenza e della preghiera delle Suore della Carità.

Fori della Vergine Maria

Dio terrà i suoi eletti nel palmo della sua mano

 


Madonna della Luce Perpetua - 5 marzo 2005


Il tempo sta arrivando, il tempo sta arrivando.

Poiché l'umanità ferisce continuamente Dio, la misericordia di Dio finirà. Voi avete rifiutato la misericordia di Dio e avete ignorato i miei consigli, e ora pagherete il prezzo delle vostre azioni.

Presto vi renderete conto di ciò che occorre per sopravvivere senza la misericordia di Dio, che da tempo vi tiene in vita.
Come pensate di trovare la vostra zona di comfort quando Dio non è più al vostro fianco e camminate da soli?

Non rimarrà nemmeno un filo d'erba che rifletta i peccati dell'umanità e che gli uomini macchiano su questa terra.
Dio terrà i suoi eletti nel palmo della sua mano e li proteggerà quando la sua spada inizierà a purificare questa terra.

Sia fatta la Sua volontà.

5 marzo 2005

Padri del deserto

 


Vita n. 2

La vita di Antonio

di Atanasio, vescovo di Alessandria


53. Qualche giorno dopo, mentre lavorava (perché era attento a lavorare sodo), qualcuno si affacciò alla porta e tirò la treccia che stava lavorando, perché era solito intrecciare cesti, che dava a coloro che venivano in cambio di ciò che gli portavano. E alzandosi vide una bestia simile a un uomo fino alle cosce, ma con gambe e piedi come quelli di un asino. Antonio si firmò e disse: "Io sono un servo di Cristo. Se sei stato mandato contro di me, ecco che sono qui".  Ma la bestia, insieme ai suoi spiriti maligni, fuggì, cosicché, a causa della sua velocità, cadde e morì. E la morte della bestia fu la caduta dei demoni. Infatti, essi cercarono in tutti i modi di condurre Antonio dal deserto e non ci riuscirono. 

54. E una volta che i monaci gli chiesero di scendere a visitare loro e le loro dimore dopo un certo tempo, egli si mise in viaggio con quelli che venivano da lui. E un cammello portò loro i pani e l'acqua. Tutto il deserto, infatti, è arido e non c'è acqua adatta a bere, se non su quel monte da cui attingevano l'acqua e in cui si trovava la cella di Antonio. Così, quando l'acqua venne a mancare durante il cammino e il caldo era molto forte, furono tutti in pericolo. Infatti, avendo fatto il giro del quartiere e non trovando acqua, non poterono camminare oltre, ma si sdraiarono a terra e, disperati, lasciarono andare il cammello. Ma il vecchio, vedendo che erano tutti in pericolo, gemendo di profondo dolore, si allontanò un po' da loro e, inginocchiandosi, stese le mani e pregò. E subito il Signore fece sgorgare l'acqua dove egli si era fermato a pregare, e tutti bevvero e si rianimarono. Dopo aver riempito le bottiglie, cercarono la cammella e la trovarono, perché la corda si era impigliata in una pietra ed era rimasta bloccata. Dopo averla condotta e abbeverata, posero le bottiglie sul suo dorso e conclusero il viaggio in sicurezza. Quando arrivò alle celle esterne, tutti lo salutarono, guardandolo come un padre.  E anche lui, come se portasse provviste dalla montagna, li intrattenne con le sue parole e diede loro una parte di aiuto. E di nuovo c'era gioia tra i monti, zelo per il miglioramento e consolazione grazie alla loro fede reciproca.  Anche Antonio si rallegrò quando vide la serietà dei monaci e sua sorella invecchiata nella verginità, e che anche lei era a capo di altre vergini.

55. Così, dopo alcuni giorni, entrò di nuovo sul monte. D'ora in poi molti ricorsero a lui e altri che soffrivano si arrischiarono a entrare. A tutti i monaci che si recavano da lui, quindi, impartiva continuamente questo precetto: 

'Credete nel Signore e amatelo; tenetevi lontani dai pensieri immondi e dai piaceri della carne e, come è scritto nei Proverbi, non lasciatevi ingannare "dalla pienezza del ventre [a]". Pregate continuamente; evitate la vanagloria; cantate i salmi prima di dormire e al risveglio; conservate nel vostro cuore i comandamenti della Scrittura; fate attenzione alle opere dei santi, affinché le vostre anime, ricordando i comandamenti, si armonizzino con lo zelo dei santi".  E soprattutto consigliava loro di meditare continuamente sulla parola dell'apostolo: "Non tramonta il sole sulla vostra ira? E riteneva che questa frase si riferisse a tutti i comandamenti in comune, e che non solo sull'ira, ma anche su qualsiasi altro nostro peccato, dovesse tramontare il sole. Perché era bene e necessario che né il sole ci condannasse per un male di giorno, né la luna per un peccato di notte, e neppure per un pensiero cattivo. Affinché questo stato si conservi in noi, è bene ascoltare l'apostolo e osservare le sue parole, poiché egli dice: "Provate voi stessi e mettete alla prova voi stessi [4]". Ogni giorno, dunque, ciascuno prenda da sé il racconto delle proprie azioni, sia di giorno che di notte; e se ha peccato, smetta di farlo; se invece non ha peccato, non si vanti. Ma rimanga in ciò che è buono, senza essere negligente, senza condannare il prossimo e senza giustificare se stesso, "finché non venga il Signore che scruta le cose nascoste [5]", come dice il beato apostolo Paolo. Spesso, infatti, facciamo inconsapevolmente cose che non conosciamo, ma il Signore vede tutto.  Perciò, affidando a Lui il giudizio, siamo solidali gli uni con gli altri. Portiamo i pesi degli altri [6], ma esaminiamo noi stessi e affrettiamoci a colmare ciò che ci manca. E come salvaguardia contro il peccato, osserviamo quanto segue. Annotiamo e scriviamo ciascuno le nostre azioni e gli impulsi della nostra anima come se dovessimo raccontarli l'uno all'altro. E siate certi che, se dovessimo vergognarci di farle conoscere, ci asterremo dal peccato e non coveremo nella nostra mente alcun pensiero meschino. Infatti, chi desidera essere visto mentre pecca? O chi non preferisce mentire dopo aver commesso un peccato, per non essere notato? Come allora, mentre ci guardiamo l'un l'altro, non commettiamo il peccato carnale, così se registriamo i nostri pensieri come se stessimo per dirceli l'un l'altro, ci terremo più facilmente lontani da pensieri ignobili per la vergogna di non essere conosciuti. Perciò lasciamo che ciò che è scritto sia per noi al posto degli occhi dei nostri compagni eremiti, affinché arrossendo nello scrivere come se fossimo stati catturati, non pensiamo mai a ciò che è sconveniente. In questo modo saremo in grado di tenere il corpo sottomesso, di piacere al Signore e di calpestare le insidie del nemico.


Come siete ingrati voi umani!

 


Festa: Annunciazione del Signore

SAN LORENZO DE EL ESCORIAL


La Madonna:

Figlia mia, gli uomini non cessano di offendere Dio. Chiedi al Padre Eterno di fermare la sua ira. Il mondo è pieno di peccati e l'ira divina sta per abbattersi su tutta l'umanità; chiedigli di fermarsi. Ci saranno grandi siccità, terremoti, uragani ed eruzioni su tutti gli abitanti della terra. Chiedete, figli miei. Fate penitenza per coloro che non fanno penitenza, chiedete al Padre Eterno di fermare il suo braccio, di avere pietà di tutti gli uomini.

Gli uomini non cessano di commettere peccati di impurità, di profanare il Corpo di Cristo. Fate penitenza. Pregate il santo Rosario. Non hanno compassione del mio Divin Figlio. Il suo Cuore sanguina per tutti i peccatori; abbiate pietà di Lui, figli miei. Chiedete misericordia per tutti i peccatori. Non voglio che vi condanniate... (Qui, per qualche minuto, parla una lingua strana).

Questa lingua, figli miei, nessuno la capirà; è celeste. I miei avvertimenti sono molto affrettati, figli miei, rispettate i miei messaggi, confessate le vostre colpe; siate pronti per il giorno del Giudizio delle nazioni. Il mio Cuore Immacolato è addolorato da tante offese fatte a mio Figlio. Fate penitenza. Siate umili. Le dimore sono preparate. È la vostra eredità e la otterrete con la preghiera e il sacrificio. Togliete un po' di agonia a mio Figlio con la vostra preghiera e penitenza.

Come siete ingrati voi umani! Non corrispondete al dolore del Cuore della vostra Madre Immacolata. Dite a tutti di pentirsi, di chiedere perdono, di cercare di essere in grazia di Dio nel giorno del grande castigo; sarà orribile, si sentiranno suoni così terribili che sembrerà la fine del mondo, ma i cuori degli uomini rimarranno induriti, non vorranno vedere né sentire. Quanto siete ingrati, quanto mi dispiace per voi!

Addio, figlia mia. L'umiltà è una base molto importante per raggiungere il Paradiso.

Prado Nuevo - 25 marzo 1982

Tempio dell'eterna Sapienza

 


1. Il dono della Sapienza ha un implicito riferimento all'eterna Sapienza inneggiata nei libri sapienziali (Prov 8, 22 s ecc.) che si rivelerà nel Verbo di Dio quale «Irradiazione dello splendore del Padre» (Eh 1, 3).

Etimologicamente la sapienza vien dal latino sàpere che indica «sapore» in senso passivo e anche attivo. In forza della congenialità con Gesù la sapienza ci porta a «gustare» le cose di Dio, ad assaporare il Vangelo e a conformarci a Gesù fino ad avere in noi «gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù» (Fp 2, 5); in tal modo diventiamo «sale della terra» (Mt 5, 13) e diffondiamo il sapore di Cristo. L'uomo di Dio «sa» di Cristo, in senso analogo a una cosa che «sa» di incenso o altro.

Sul piano conoscitivo questa congenialità porta a «gustare come è buono il Signore» (Sal 33, 9), a discernere istintivamente («per quandam connaturalitatem», dice S. Tommaso) ciò che viene da Dio e ciò che da Dio non viene. Sul piano operativo porta ad agire secondo lo spirito di Cristo, ad «osservare la sua parola» (Gv 14, 23), a gravitare verso Cristo con tutto il cuore fino ad «essere messo a parte dei suoi patimenti, trasformato in immagine della sua morte» (Fp 3, 11 s),

2. Singolarmente ricca di sapienza è Maria in quanto è Madre della Sapienza incarnata e Sposa dello Spirito Santo, perfettamente conformata a Gesù nel suo modo di sentire e di operare. Il suo essere Immacolata la fa gravitare verso Gesù con una forza singolare. Essa è tutto ascolto della Parola di Dio, che è lo stesso Verbo incarnato, conserva nel suo cuore le parole di Gesù, le medita, le mette in pratica (Lc 2, 51).

Tutto il modo di agire di Maria, a sua volta, diventa irradiazione dello Spirito di Gesù, espressione della Sapienza Incarnata e dello Spirito di Sapienza, come appare in vari passi del Vangelo: nel dialogo con l'angelo Gabriele, nel comportamento con Elisabetta, nel canto del Magnificat, nel contegno con Giuseppe, alle nozze di Cana e soprattutto ai piedi del Crocifisso.

Questa singolare sapienza si manifesta in lei dopo la Pentecoste, rendendola guida del gruppo apostolico, che ricorre a lei per un retto comportamento nella vita e nell'apostolato.

La Chiesa pone sulle nostre labbra l'invocazione: «Sedes Sapientiae, ora pro nobis», perché Maria aiuti i credenti a crescere in età, sapienza e grazia, come Gesù e come lei stessa, davanti a Dio e agli uomini.

3. Per opposizione la sapienza porta a una incompatibilità naturale con lo spirito del mondo, che è il riflesso dell'anticristo. Paolo mette in risalto 1'irriducibilità dei due spiriti: «La parola della croce è stoltezza per coloro che se ne vanno in perdizione; ma per noi, che siamo sulla via della salvezza, è forza di Dio, perché fu scritto: Manderò in rovina la sapienza dei saggi e renderò vana l'intelligenza degli intelligenti... Non ha forse Dio resa stolta la sapienza di questo mondo? Infatti, non avendo il mondo, con tutta la sua sapienza, conosciuto Dio nelle opere della sapienza divina, piacque a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione» ( 1 Cor 1, 18 s; cf. anche Gal 3, 1 s).


DEPONGO AI TUOI PIEDI L’ADORAZIONE DI TUTTI

 


Gesù, depongo ai tuoi piedi l’adorazione, la sudditanza di tutta l’umana famiglia, depongo sul tuo Cuore il bacio di tutti, nelle tue labbra imprimo il mio bacio per suggellare il bacio di tutte le generazioni, con le mie braccia Ti stringo per stringerti con le braccia di tutti, per portarti la gloria di tutti, le opere di tutte le creature. (preghiera dettata da Gesù a Luisa Piccarreta = Cfr. Vol. 12 – 22.5.1919)


PER LA VOSTRA SUPERBIA ATTRAVERSERETE LA GRANDE TRIBOLAZIONE!

 


Carbonia 21.05.2023

Per la vostra superbia attraverserete la grande tribolazione!

Battetevi il petto oh voi tutti che siete nel peccato!
Usatemi misericordia, o uomini!

Sia in voi il pentimento; umilmente prostratevi a Me e chiedete il mio Perdono. Io sono Colui che tutto può: nella mia grande Misericordia opererò su coloro che con cuore contrito Mi chiederanno perdono.

Figli miei, siete voi che dovete tornare a Me, Io sono sempre pronto a perdonarvi: fatevi puri, perché il vostro Dio Creatore vi riabbracci a Sé e vi doni di Sé.

Questa Umanità si pentirà di non aver accolto i miei insegnamenti e i miei appelli di conversione! La superbia dell’uomo cadrà quando si troverà di fronte alla morte!

Oh, uomini! …

  • senza di Me non potete nulla, sono Io che vi ho creati e solo in Me sarete salvi.
  • Uscite dalle vostre iniquità, o uomini, guardatevi attorno, vi state flagellando con le vostre stesse mani,
  • avete creduto di essere all’altezza di creare ma non siete Dio!
  • Io vi creai per essere Immagine e Somiglianza di Me, ma col vostro rifiuto avete fallito, avete preteso di prendere il mio posto e questo non sarà mai possibile, …
  • solo IO SONO!!!

Figli miei, oh voi che Mi state combattendo:

  • sappiate che nulla potrete ottenere di buono gestiti da Satana,
  • avete fallito nella vostra scelta, ancora avete sbagliato,
    i vostri errori vi si ritorceranno contro.
  • L’allontanamento da Me, la disobbedienza a Me, vostro Dio Creatore, vi porterà ad essere “nudi”!!!
  • Perderete tutto Figli miei!
  • Per la vostra superbia attraverserete la grande tribolazione:
    lì sarete forgiati come oro al crogiuolo.
  • Vi renderò ”nuovi”; vi farò capire che solo Io sono DIO e che a Me appartenete perché Io vi ho creati per Me.

Piegate le vostre ginocchia: “ora”!

Non tardate: la luna nera non porta nulla di buono!            

Lo sconvolgimento è in atto!

Questo vostro Pianeta ha subìto i vostri maltrattamenti:

  • avete avvelenato la terra, l’acqua e l’aria,
  • ora non avrete che il resoconto di tutto questo male.
  • Quando vi troverete nella situazione di non aver né cibo, né acqua,…
  • quando l’aria sarà divenuta irrespirabile,
  • quando ormai tutto sarà avvelenato, cosa farete?
    Come sopravvivrete?

Avete pensato a questo?

  • Il cibo sintetico che l’uomo sta creando è un cibo mortifero:
    il vostro corpo non sarà nutrito e perirà.
  • Figli miei, è giunta l’ora di aprire bene i vostri occhi e fare discernimento!
  • Non siate burattini nelle mani del maledetto “burattinaio”.
  • Non fatevi abbattere come birilli!
  • Riprendete in mano la vostra vita, dite “BASTA” a questo sporco gioco del Demonio.
  • Rinunciate a Satana! Rinunciate a tutte le sue seduzioni!

Vi attendo ravveduti, nuovamente capaci di gestire voi la vostra vita.

Amen!