sabato 1 novembre 2025

La Trinità interiore: fonte di ogni santità

 


Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in Se Stesso. È quindi la fonte di tutti gli altri misteri della fede, la luce che li illumina. È l'insegnamento più fondamentale ed essenziale nella “gerarchia delle verità di fede.” L'intera storia della salvezza è identica alla storia del modo e dei mezzi attraverso i quali l'unico vero Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, si rivela agli uomini e “riconcilia e unisce a Se stesso coloro che si allontanano dal peccato.”


Il messaggio di Nostra Signora d'America è totalmente incentrato su questo straordinario mistero che ci rivela la vera natura interiore di Dio e definisce la nostra stessa natura in termini della definizione che Dio dà di Se Stesso come Amore, come Vita. Nella sovrabbondanza dell'amore del Padre siamo stati creati. Attraverso l'amore incondizionato e supremo sacrificio del Figlio siamo stati redenti. E attraverso l'amore misteriosamente trasformante e santificante dello Spirito Santo siamo invitati nella gloria interiore del Dio Eterno e Trinitario, che è la Santità stessa. Siamo chiamati a essere santi come Lui è. Cominciamo a comprendere questa chiamata e questa felicità attraverso il grande dono dell'Abitazione della Santissima Trinità nelle nostre anime, iniziato nel Battesimo e aumentato ad ogni momento in cui ci arrendiamo più profondamente alla Sua grazia infinita.  

Nostra Signora ha trasmesso questa realtà a Suor Mildred Mary Neuzil con queste parole:  

La Santa Trinità ha dimorato con noi in un modo che supera di gran lunga qualsiasi cosa si possa immaginare. Perché la nostra era il paradiso terrestre dove Dio camminava ancora tra gli uomini.  

La Divina Trinità dimorerà in mezzo a voi solo se sarete fedeli nella pratica delle virtù della nostra vita a Nazareth. Allora, anche voi, miei figli, anche voi diventerete un altro paradiso. Dio camminerà allora tra di voi e avrete pace.  

(Diario, Nostra Signora d'America, Sr. Mildred Mary Neuzil, pg. 8.)



Nel novembre del 1957, Nostra Signora si mostrò a Suor Mildred come l'“Immacolato Tabernacolo del Dio che Abita”, affermando “tutta la gloria della figlia del Re è dentro di lei.” Si definì “Nostra Signora della Divina Dimora, serva di Colui che abita dentro.” Suor Mildred descrive il suo aspetto come “pervaso da un morbido bagliore di luce che sembrava provenire da dentro di lei. Sembrava permeare e, per così dire, saturare tutto il suo essere, anche i suoi abiti e le rose. 

Tutta la vera santità proviene dall'interno. È questa Presenza Divina nelle nostre anime che ci santifica. È l'azione di grazia di Dio, non la nostra, che ci rende santi e ci porta nel regno della Sua gloria. La santità è direttamente proporzionale alla resa delle nostre volontà a quelle di Dio e dei nostri modi ai Suoi. Questo messaggio di Nostra Signora sottolinea questo fatto ripetutamente; enfatizza la primazia della preghiera rispetto alla nostra attività. Dio è sempre Primo Amore e Donatore e Dono. Non abbiamo nulla da dare a Lui che non ci abbia prima dato. È il puro grido del cuore che invita il nostro eterno Dio a entrare nel umile tabernacolo dei nostri esseri e a farne il Suo luogo di dimora, la Sua sala del trono, un santo dei santi, la Sua camera nuziale per la Sua unione più intima con ogni anima. Attraverso la Sua azione nelle nostre anime, anche noi saremo pervasi e saturati con la gloria di Dio. Questo è il motivo per cui siamo stati creati e questo è ciò che siamo stati chiamati a conoscere. È il destino di tutti coloro che Lo amano e non resistono a quell'amore che non può contenersi ma cerca la Sua espressione in noi. Dio Trinità è una magnifica storia d'amore e noi siamo i personaggi di quella storia che Gli permettono di essere Dio—Amore insondabile per noi.


O caro Dio, osiamo chiederti di fare di noi ciò che desideri. Glorificati nella nostra umiltà! Sia lodato per sempre il tuo Santo Nome, Padre ,

Figlio e Spirito Santo! 


L'abbandono dei tabernacoli

 


VI. In mare aperto


148. Tutto ciò che ho detto e scritto riguardo a quel male dell'abbandono del Santuario, non è nulla rispetto a ciò che resta da dire.  

E male riuscirei a conseguire il fine che mi propongo scrivendo queste righe, se per paura di sprecare inchiostro e tempo, smettessi di dipingere quel male con tutta la straziante proprietà che si dà alla mia povera penna.  

Voglio, dunque, immergermi nei mari dell'abbandono del Santuario e raccontarvi con tutta sincerità le impressioni di questo viaggio a...  


Gli abissi dell'abbandono  

149. Se l'Eucaristia è il miracolo della permanenza perpetua di Gesù Cristo, l'abbandono dell'Eucaristia è la frustrazione pratica di quel miracolo e con essa, quella dei fini misericordiosi e altissimi della sua permanenza.  

L'Eucaristia abbandonata è, per quanto si possa dire di Dio: Gesù Cristo contraddetto dalla più amara delle contrarietà, e le anime e le società private di fiumi e di mari di beni.  

Non è che non esistano o ci importino poco altri mali che offendono Dio e affliggono i nostri fratelli, ma lasciamo ad altre Opere o Istituzioni nate o specializzate per questo, il rimedio di questi altri mali, che dopo tutto non sono altro che effetti o sintomi di quel gravissimo e trascendentale male dell'abbandono.  


Coloro che fanno il danno  

150. L'ho già detto: è male innanzitutto dei cattolici, non di eretici né di empî, che questi odiano. È male di coloro che non conoscono Gesù Cristo dovendo conoscerlo, di coloro che non lo trattano o lo trattano male dovendo trattarlo molto e bene. Di coloro che sanno che si sacrifica Lui per loro in ogni Messa che si celebra, e loro non si sacrificano per Lui assistendo a una sola o con il corpo soltanto. Di coloro che sanno che Egli è alimento dell'anima che sazia tutte le loro fame e preferiscono morire di inedia e non comunichino o comunichino male. Di coloro che sanno che il Santuario è la casa dove Gesù è rimasto a vivere per stare vicino ai suoi figli e accompagnarli tutti i giorni della loro vita, e lo lasciano solo giorni e giorni, anni e anni...  

L'abbandono è il male di coloro che sanno che Gesù ha occhi e non si lasciano vedere da Lui. E orecchie e non gli parlano. E mani e non si avvicinano a raccogliere i suoi doni. E un Cuore che li ama ardentemente, e non lo vogliono né gli danno gusto. E dottrina di tutta verità e la disdegnano o la interpretano a loro capriccio. E esempi di vita e non li copiano. È male di prossimi e amici!  


Come offende il Cuore di Gesù  

151. E mi soffermo principalmente sul Cuore di Gesù, quando ritraccio e lamento il male dell'abbandono, perché, senza trascurare gli altri mali, credo e sento che questo va più direttamente contro il suo Cuore.  

Altre offese sono forse più rumorose, visibili, scandalose, allarmanti. Questa, senza manifestazioni ostili, senza attacchi positivi, senza organizzazioni pensate, senza odi sistematici, pone nel Cuore di Gesù tutto ciò che è afflittivo di quelle, togliendo il bene del disagravio o allontanando la speranza del rimedio.  

152. L'abbandono interiore, infatti, per ciò che è in sé stesso, riversa sulla piaga di quel Cuore l'amarezza del disprezzo, la nerezza dell'ingratitudine, il freddo gelido dell'indifferenza, la stanchezza della speranza mai realizzata, del desiderio mai o quasi mai soddisfatto e della richiesta mai ascoltata. La durezza della rozzezza dei sentimenti, la tristezza della solitudine... E che cosa sono questi elementi se non forme varie di una stessa essenza, l'essenza dell'amore non corrisposto? Amore non corrisposto ingiusto, ti somigli tanto all'odio! Perché, quell'essenza e quelle forme differiscono molto da quelle costituite dalle negazioni dell'empio, dalle ostinazioni dell'eretico, dalle alterigie del blasfemo? Con l'aggiunta che l'odio dei cattivi allarma i buoni, li risveglia, li fa reagire, li eccita a combattere e spinge al disagravio. Ma l'abbandono dei buoni, di coloro che dovrebbero esserlo o figurano tra coloro che lo sono, toglie al Cuore dissetato delle sue amare essenze, la speranza e il conforto della protesta energica, del risveglio coraggioso, del disagravio riparatore...  

Amore non corrisposto ingiusto dell'abbandono, sei carnefice del mio Padre e al contempo assopitore dei miei fratelli affinché non lo sentano né lo piangano! Ma carnefice, non per uccidere il mio Gesù, con coltello né ascia, ma con fame non soddisfatta di amori di figli, con isolamento di cuori, con inattività a forza di non comunicargli e allontanargli le anime, con stanchezza di aspettare coloro che non finiscono di venire o vengono senza voglia...


Come danneggia le anime  

153. E se questo sei per Lui, che sarai per le anime? Non sei torrente che devasta in un istante, ma goccia che lentamente ammorbidisce, decompone, allenta e rovina. Non sei fulmine che rovescia le torri e squarcia i tetti dei templi, ma roditore nascosto delle loro fondamenta. Non sei leone, né elefante, né mostro feroce che minaccia di morte, ma tarma che corrode, microbo che infesta, urina che corrode. Non sei attività instancabile, ma pigrizia solo attiva per contagiare. Non sei cecità, ma ristrettezza di vista. Non sei oscurità che terrorizza, ma nebbia che non allarma. Non sei veleno, ma sì seme di zizzania che soffoca e secca la vita della fede, il succo della dolce fiducia, la linfa della carità e la gioia e l'aroma e la fecondità di tutte le virtù, di tutti i sani ottimismi e generosità. Non sei la parola non voglio, ma quest'altra detta mentendo: non posso, e che equivale a quest'altra vera: non faccio.  

Abbandono del Cuore di Gesù, tu non sei l'odio, è vero, ma l'odio più accanito non potrebbe mai vantarsi di fare tanto danno al suo maggiore nemico quanto tu fai alle anime in cui ti alberghi e a cui chiami ancora il tuo Amico! e... il tuo Padre! e... il tuo Dio!

Manuel González


DIO - Ascolta, Generazione, Io Sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, il passato, il presente e il futuro, l'Onnipotente.

 


Ascolta, Generazione, Io Sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, il passato, il presente e il futuro, l'Onnipotente. 

Non ci sono altri dei oltre a Me e non ci saranno mai! 

Io Sono la Voce dei Profeti, che riecheggia nei secoli dei secoli! 

Mia amata Creazione, cosa ti è successo? Sei come ubriaca, barcollando da una parte all'altra. Non c'è più rispetto per il Creatore, figuriamoci per la creatura! 

So cosa ti è successo, umanità! L'avidità di volere di più! Sempre di più...

Volete essere padroni di tutto e anche padroni di tutti! 

Come è raro trovare cuori umili, ancora più raro è trovare in essi la vera fede. Cuori disposti a donarsi in sacrificio per i propri fratelli. 

Le vostre preghiere sono vuote di saggezza, molti sanno solo chiedere per se stessi, è da tempo che non sanno pregare per i propri fratelli. Solo una piccola parte si sacrifica e prega per i propri fratelli. 

Generazione, Generazione, devi svegliarti ora, non c'è più molto tempo, le Scritture si stanno adempiendo. 

Sono ancora un Padre amorevole, zelante e misericordioso, ma molti mi disprezzano e mi rinnegano pubblicamente con scherno. Molti fanno appello al Mio Amore, dimenticando la Mia Giustizia. 

La verità è che non conoscono il significato della parola DIO, sempre pronunciata, ma senza alcun valore per molti. Solo nella morte questo significato diventa spesso una grande afflizione, un vero e proprio timore! La parola morte nella vita è sempre più temuta della parola Dio. Se credessero veramente nella Mia Presenza, se Mi amassero davvero, non temerebbero mai la morte e il timore verso di Me si trasformerebbe nel rispetto di un figlio verso un Padre amato. 

Mio amato messaggero, hai timidamente iniziato a scrivere, mescolando le parole senza sapere che Io le dettavo nel tuo cuore di bambino. Sappi che queste locuzioni penetreranno nei cuori, li apriranno dall'interno verso l'esterno, avverranno miracoli, Io li farò, ma ci deve essere FEDE! 

Molti vogliono essere messaggeri, cercano la propria gloria personale. Io regolerò i conti nel Giorno della Mia Giustizia. Pensano che sia giusto parlare nel Mio Nome? Chi pensano che Io sia? Causatori di grande confusione, narratori di favole, hanno raffreddato la fede di molti, hanno soffocato la vera Voce dei Profeti. Cosa si aspettano dalla Mia Santa Chiesa di fronte a tanti falsi profeti e false profezie? Non hanno letto le Sacre Scritture per questo tempo? 

Quando Dio parla, i cuori riconoscono la Sua Voce, i Veri e pochi Profeti di questo Tempo riconosceranno che parlo attraverso di te, Mio amato messaggero.

Tu non cercherai alcun riconoscimento, né gloria personale. Non calpesterai la Mia Fondazione, qualunque cosa accada, IO SONO! E le porte dell'inferno non prevarranno su di Essa! 

I miei veri sacerdoti leggeranno e rifletteranno su queste parole, ma io non dico e non chiedo loro nulla che già non sappiano per ispirazione del mio Santo Spirito. Ma come bambini che contemplano il cielo, possano anche loro alzare i loro volti al cielo e desiderare sempre più il Cielo! 

Per tuo libero arbitrio puoi rivelare o meno queste Mie Parole ai tuoi fratelli. Abbi fiducia che le ascolteranno. Io parlerò e toccherò i cuori di molti, ma sarà per un breve periodo. C'è poco da dire, tutto è già stato detto! Non aspettatevi molti messaggi, leggeteli come se fossero gli ultimi! 

Figlio mio, ti do la visione del Mondo, non perché tu profetizzi il futuro, che appartiene a Me. Ma condividi con Me la visione sofferente di un'umanità senza fede e spietata con i propri fratelli...


IO SONO !

Locuzione a A.P.T.F il 31/03/2004


Abigail, la donna ripudiata dal tetrarca Filippo - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anna Caterina Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE

(Dalla fine della prima Pasqua alla prigionia di San Giovanni Battista)


Abigail, la donna ripudiata dal tetrarca Filippo


Da Ephr6n, Gesù andò con i suoi discepoli e alcuni pubblicani per circa cinque ore a Nord-Est, verso Betharamphta-Julias, una bella città situata in alto. Durante il cammino insegnò con l'ausilio di un laboratorio di metalli dove si estraeva il rame lavorato a Ephr6n. A Betharamphta c'erano anche pubblicani e alcuni sacerdoti. Quelli di Ephr6n mi sembrano subordinati a questi. La città è grande e spaziosa attorno alla montagna. La parte Ovest è abitata dagli ebrei e quella dell'Est, in alto, dai pagani. Entrambe sono separate da un cammino di mura e un parco con viali. In alto, sulla montagna, c'è un bellissimo castello con torri, giardini e alberi. Lì vive una donna ripudiata dal tetrarca Filippo, che riceve le tasse raccolte nella città. Ha cinque figlie già cresciute con sé e discende dai re di Gessur. Si chiama Abigail; è una donna di età, di bella presenza, forte e di carattere molto gentile e compassionevole. Filippo era più anziano di Erode di Perea e Galilea. Era un uomo dai modi pacifici e buoni, secondo il modo dei pagani, e mezzo fratello dell'altro Erode nato da un'altra madre. Era stato sposato prima con una vedova che aveva una figlia. In quel periodo il marito di Abigail dovette andare in guerra o a Roma e lasciò la moglie alla corte di Filippo. Questa fu nel frattempo sedotta da Filippo, che poi si sposò con lei, motivo per cui il marito morì di pena e dolore. Quando dopo alcuni anni la prima moglie ripudiata da Filippo stava per morire, questa pregò il tetrarca di prendersi cura almeno di sua figlia. Filippo, stanco di Abigail, sposò sua figliastra e relegò Abigail con le sue cinque figlie a Betharam, che era anche chiamata Julias in onore di un imperatore romano. Abigail viveva quindi qui dedicandosi a opere buone; era molto amica degli ebrei, con un grande desiderio di salute e di conoscere la verità. Era sempre sotto la sorveglianza di alcuni impiegati di Filippo. Filippo aveva anche un figlio; la sua nuova moglie era molto più giovane di lui. Gesù fu ben accolto a Betharam e servito. Nella mattina del suo arrivo guarì molti malati tra gli ebrei; nel pomeriggio insegnò nella sinagoga, e la mattina seguente sui dieci e sui primogeniti di Mosè (V, 26-29), e su Isafas (cap. 60). Abigail era in ottimi rapporti con gli abitanti, che la stimavano; inviava spesso regali agli ebrei per servire i discepoli di Gesù. Il primo giorno di Tisri era la festa dell'inizio dell'anno e si suonavano tutti i tipi di strumenti dall'alto della sinagoga. C'erano arpe tra questi e trombe con varie aperture. Ho visto di nuovo quel strano strumento composto da vari altri che avevo visto a Cafarnao: era a mantice e si soffiava dentro. Tutto era adornato con frutti, foglie e fiori. C'erano diverse usanze secondo le varie razze o tribù di popoli. Durante la notte le donne, vestite con lunghe tuniche, pregavano sulle tombe, con le luci coperte. Ho visto che tutti si lavavano, le donne nelle loro case e gli uomini nei bagni pubblici. Gli uomini sposati erano sempre separati dai giovani, come le donne sposate dalle giovani. Questi frequenti bagni tra gli ebrei avvenivano con economia, poiché l'acqua non abbondava ovunque. Per questo ho visto che a volte si sdraiavano a pancia in giù in un recipiente e versavano l'acqua sul corpo con una tazza: più che altro si lavavano che si bagnavano. Oggi si bagnavano fuori dalla città, in acqua completamente fredda. Ho anche visto che oggi tutti si scambiavano regali: i poveri furono generosamente soccorsi. Prima fu data loro una grande cena, c'erano lì lunghe file di regali in vestiti, coperte e cibo che vennero distribuiti. Ognuno che riceveva regali da un amico dava qualcosa ai poveri. I pubblicani presenti ordinavano tutto e osservavano ciò che ognuno distribuiva ai poveri. Avevano tre rotoli di scritti, dove annotavano le virtù di ogni donatore senza che essi se ne accorgessero. A uno dei rotoli lo chiamavano il libro della vita, a un altro il libro della via di mezzo, e al terzo il libro della morte. I pubblicani avevano varie di queste occupazioni, e nel tempio erano i portieri, i responsabili del conteggio e del calcolo, e specialmente cantori, come facevano nella festa di oggi. Anche Gesù ricevette regali di vestiti, coperte e monete, che fece distribuire tra i poveri.


Preghiera per Tutti i Santi

 


Signore Dio,

in questo giorno in cui celebriamo la festa di Tutti i Santi, ti ringraziamo per questa grande famiglia spirituale, la comunione dei santi, che trascende il tempo e lo spazio. Ti lodiamo per tutti coloro che hanno vissuto nella fede, per i santi conosciuti e sconosciuti, che sono entrati nella Tua gloria e ora condividono la luce del Tuo Regno.

In questo giorno ricordiamo il loro esempio, il loro coraggio e il loro amore incrollabile per Te. Con la loro testimonianza, ci mostrano la via verso di Te, una via di fiducia e di fedeltà, nonostante le prove di questo mondo. Che intercedano per noi, affinché anche noi possiamo essere rafforzati nel nostro cammino verso di Te.

Possa questa comunione di santi ricordarci che non siamo mai soli. Che questo legame invisibile ci unisca ai nostri fratelli e sorelle qui sulla terra e a coloro che sono già vicini a Te, affinché possiamo vivere in una solidarietà piena di speranza, riflettendo il Tuo amore per ogni essere.

Ti preghiamo, Signore, affinché possiamo, a nostra volta, essere testimoni viventi della Tua grazia. Dacci la forza di seguire il loro esempio, amando come loro hanno amato, perdonando come loro hanno perdonato e sperando nella Tua promessa di vita eterna.

In comunione con tutti i santi,

Ti lodiamo e ti benediciamo,

ora e per sempre.

Amen.

La Grande Tribolazione!

 


Mio amato messaggero, ripongo in te la mia fiducia, tu non fallirai dove molti hanno fallito. Il mio nemico è come un serpente strisciante che lentamente si avvicina alla sua preda e poco a poco la avvolge completamente. Io scelgo i miei messaggeri, ma non posso influenzare le loro decisioni, è stato così fin dall'inizio, ho dato il libero arbitrio a ciascuno, anche i profeti hanno avuto la libertà di scelta.

Sono triste per molti messaggeri, che hanno perso l'umiltà, hanno voluto essere ciò che non potevano essere, sono stati colti di sorpresa dalla vanità.

Solo Io posso giudicare e alzare la spada.

Non li giudicherò perché non è ancora giunto il momento, dovete comprenderlo. Seguite il Mio esempio.

La Spada della Mia Santa Giustizia è per gli uomini malvagi, quelli che per libero arbitrio vogliono seguire Satana. Verrà il tempo di alzare la Spada, ma non ora, le Scritture devono essere adempiute.

Poi verrà il Giudizio definitivo, le Mie pecore saranno separate dai capri.

Da molto tempo parlo, attraverso alcuni dei Miei veri messaggeri, della terribile tribolazione che l'umanità dovrà affrontare. Una dura prova che è già molto vicina, sarà un dolore che molti non sopporteranno, solo con la fede e la perseveranza potranno alleviare la sofferenza che verrà.

Oggi molti non credono nella fine dei tempi, ma le Scritture si adempiranno, voi vivete l'Apocalisse, nulla sfuggirà al vortice che si sta formando, tutto sarà inghiottito, buoni e cattivi, giusti e ingiusti potranno cadere fianco a fianco. Alcuni per la perdizione eterna, altri si risveglieranno davanti alla Mia Presenza, per contemplare la Mia Gloria, saranno partecipi della Grande Vittoria, abitanti della Nuova Gerusalemme Celeste, la Terra e il Cielo saranno veramente uniti in Comunione con la Santissima Trinità.

Guai agli abitanti della Terra, i Miei Angeli tremano davanti alla Santa Giustizia che cadrà sulla Terra.

Chi potrà placare l'Ira di Dio?

La preghiera nel cuore dei giusti è già alla fine. La Mia Santa Madre non ha più modo di trattenere la Mano del Padre. I peccati si accumulano senza sosta, tutto viene consumato dal peccato.

Guai a te, Gerusalemme, quando il vento freddo soffierà su di te, la terra sarà lacerata come la lama che taglia la foglia secca. Il tuo pianto non sarà ascoltato, le tue grida saranno dimenticate, il tuo lamento sepolto.

Gerusalemme, Gerusalemme, commetti ingiustizie, sei spietata, attiri su di te il peccato e la perdizione, perché ecco, io vengo, sono alle porte, io come Giusto Giudice ti condanno.

I tuoi abitanti perversi, le tue razze di vipere, i tuoi falsi idoli, li seppellirò e li ridurrò in polvere. Non avete avuto amore e compassione per i più piccoli, non potrò darvi il Mio Amore e la Mia Compassione in questo momento. La Mia Giustizia sarà proclamata su di te e il Mio Amore sarà il tuo dolore nell'eternità della tua condanna.

Mio amato messaggero, condivido con te la sofferenza del Mio Sacro Cuore, puoi vedere l'agonia del Mio popolo, la disperazione dei Miei figli, l'afflizione della Mia Santa Madre e delle madri di questo tempo.

Gerusalemme, Gerusalemme, dove sono i tuoi figli? Senti i gemiti, i lamenti e il pianto dei tuoi fratelli?

Ecco, vengo presto, porto la ricompensa, a chi la darò? Il tempo del raccolto è giunto!

Venite a Me, oppressi, voi che il mondo ha disprezzato. Asciugherò le vostre lacrime, vi siederete con Me alla tavola e ceneremo insieme.

Sono alla porta e busso, Mi sentite?


Io Sono!

Locuzione all'A.P.T.F. il 29/03/2004.


La guerra Europea e le Profezie



Lettera (41) di S. Francesco di Paola all’istesso Montalto. 

« Signor mio, fratello in G. C. Signor Nostro. « Viva la Divina Maestà in ogni luogo, cioè in cielo, in terra e nell’inferno. 0 ciechi degli occhi dell’anima coloro che pongono il loro fine nelle cose terrene, niente pensando alle cose di Dio! Oh sventurati ! Peggio assai degli animali bruti che vivono secondo il senso, perchè in loro non può essere ragione; magli uomini ragionevoli, per aver dimesso l’uso della ragione, sono divenuti bestiali, vivranno sempre in confusione. Apparecchinsi pertanto i principi del mondo ad aspettare il grandissimo flagello sopra di loro: e da chi ? Prima dagli eretici e dagl’infedeli e poi dai fedelissimi eletti dall’Altissimo santi Crociferi, i quali non potendo vincere gli eretici con lettere, si moveranno impetuosamente con le armi. Molte città e villaggi saranno rovinati con la morte d’ infinito numero di tristi e buoni. Gl’infedeli ancora contro i cattolici e contro gli eretici, uccideranno, rovineranno e saccheggeranno la parte maggiore della cristianità. Finalmente si muoverà l’esercito detto della Chiesa, ossia li santi Crociferi, non contro i cristiani e nemmeno contro la cristianità, ma contro gl’ infedeli nei paesi pagani; conquisteranno tutti quei regni con la morte d’infinitissimo numero d’infedeli. Dopo si volgeranno contro i mali cristiani, ed ammazzeranno tutti i ribelli di Gesù Cristo. Questi regneranno e domineranno il mondo santamente sino alla fine dei secoli. Del vostro seme sarà il gran fondatore di tal gente santa.  Ma quando sarà tal cosa ?  Quando si vedranno le croci con le stimmate, e si vedrà sopra lo stendardo  il Crocifisso.  Viva Gesù Cristo benedetto. Gaudeamus omnes, che siamo nel servizio dell’Altissimo, poiché si accosta e si approssima la gran visita e riformazione del mondo, e sarà un solo ovile ed un solo pastore. Addio ecc. « 25 Marzo 1490. « Fr. Francesco di Paola ». 

venerdì 31 ottobre 2025

Domande sul senso e lo scopo della vita terrena

 


Qual è il senso e lo scopo della vita terrena?


I vostri pensieri dovrebbero sempre essere occupati con il sondare il senso e lo scopo della vita terrena, finché non vi verrà una chiara risposta che Io lascio pervenire anche ad ogni uomo che desidera seriamente una risposta. Ma i vostri pensieri sono rivolti di più alla materia terrena, tendete al suo possesso e siete presi oltremodo dal benessere del corpo, che è solamente l’involucro esteriore di quello che è in sostanza la quintessenza del vostro essere come uomo, l’anima, che non può svanire. Ma prima che vi occupiate con tali pensieri, non può essere dato nessun chiarimento, perché una tale risposta premette anche una domanda, che è una dimostrazione che l’uomo si occupa del tutto seriamente con questi pensieri. Perché in Verità, Io vi risponderò, quando riconosco in voi questa domanda, quando volete sapere che cosa è preceduto alla vostra esistenza come uomo, e quando siete pronti a trarre le conseguenze da un sapere che Io ora vi fornisco. 

Voi non sapete che innumerevoli esseri di Luce aspettano che tali domande vengano inviate nell’Infinito, per farvi pervenire ora la risposta, non sapete, che le vostre guide spirituali cercano di rispondervi continuamente, affinché vi occupiate con delle questioni spirituali, che una volta vi stacchiate dal mondo e tutte le cose terrene, per dare uno sguardo al Regno spirituale. Ma chi crede ancora in un Regno che è al di fuori dalla Terra, che è il Regno, che potete considerare la vostra vera Patria, chi crede, che siete soltanto temporaneamente sulla Terra, che poi entrerete in quel Regno e che vi entrerete nello stato che vi siete creati da voi stessi? Chi crede che il vero senso e scopo della vita terrena è la ritrasformazione nell’amore, che l’uomo deve esercitare in mezzo al mondo terreno? Voi tutti considerate il mondo come scopo a sé stesso e non pensate, che è soltanto un mezzo per raggiungere il vero scopo. 

Per questo voi stimate anche troppo alto il mondo e vedete solo tutte le cose, che vi servono per il benessere corporeo. Ma se riconosceste il senso e lo scopo della vita e vi domandaste, in quale misura pensate alla vostra anima, se le forniste il giusto nutrimento di cui ha bisogno per la maturazione, soltanto allora avreste compreso il vero senso e sareste già sulla giusta via che conduce alla perfezione. Soltanto allora imparereste a disdegnare la materia, provvedereste sempre soltanto a ciò che l’anima riceva ciò di cui ha bisogno e retrocedereste il corpo. Porreste delle domande spirituali, a cui ricevereste la risposta, e la vostra vita non sarebbe una corsa a vuoto, allora potreste ricevere la Luce ed irradiare di nuovo Luce sui vostri prossimi, che si occupano come voi con pensieri spirituali. 

Ponetevi soltanto quest’unica domanda, qual è lo scopo della vostra esistenza sulla Terra, e ricevereste una tal risposta dai vostri assistenti spirituali, che le vostre domande non finirebbero più, perché Sono Io Stesso, il Quale vi risponde tramite i messaggeri di Luce, se desiderate seriamente la risposta. Perché Io attendo da voi solamente quest’unica domanda, ma deve essere posta in tutta serietà, anche se questo avviene soltanto mentalmente. Perché con queste domande vi aprite a tutte quelle forze, che sono attive per Me, che vogliono il vostro bene e sono sempre pronti ad aiutare, che vogliono condurvi sulla retta via e che cercano di indurvi di percorrere la via della fede e dell’amore, che conduce sempre a Me, Che Sono l’Amore dall’Eternità. Allora anche il vostro desiderio per il mondo terreno diminuirà, finché alla fine potrete superare totalmente la materia, finché il vostro sguardo è rivolto soltanto ancora verso l’Alto, dov’è la vostra vera Patria. 

Il mondo materiale vi è stato soltanto aggiunto in più per la prova, chi la supera, ha sostenuto la prova ed ora potrà certamente entrare nel Regno spirituale, ma chi si fa dominare dal mondo terreno, rimane nel potere del Mio (suo) avversario, al quale appartiene il mondo terreno, E per costui passerà ancora molto tempo prima che lo liberi, anzi è in pericolo di ricadere di nuovo definitivamente a lui e di diventare di nuovo ciò che aveva già da tempo superato, dura materia, a cui sulla Terra aspirava come desiderabile, e poi la sua sorte è di nuovo la Relegazione nella Creazione della nuova Terra. Amen 

24. maggio 1965

La primavera non viene per sé, viene per gli uomini; ed Io vengo per le anime, vengo a preparar per esse i frutti di un autunno fecondo.

 


SUPREMO APPELLO


La primavera non viene per sé, viene per gli uomini; ed Io vengo per le anime, vengo a preparar per esse i frutti di un autunno fecondo.

Le anime hanno bisogno - di Amore, alimentatele con l'Amore - l'Amore è sempre fecondo. Gettate lontano il polline dei vostri fiori, raggiungete le terre più lontane, siate le mie fresche anime primaverili irrorate dalla rugiada della Grazia, esalanti il mio olezzo - anime dai pensieri celestiali, sorelle degli Angeli.

Inneggiate con essi al vostro Dio nel vostro cuore, fategli una festa d'amore, invitatelo sotto la vostra tenda, date riposo e ristoro al vostro Gesù. Tanti cuori son chiusi, tanti cuori freddi, tanti cuori scettici, tanto materialismo è in certe anime, tanta terra le ingombra, tanta ottusità spirituale le allontana da Me! Siate voi le mie oasi refrigeranti nell'arido deserto di questo povero mondo... le mie piccole oasi luminose, ove mi possa fermare a contemplare l'opera mia. Io mi amo in voi, o mie dilette, piccoli specchi tersi che riflettete la mia immagine. Ed anche il Padre mio vi ama: mi ama in voi. Io pascolo tra i miei gigli, Io passeggio tra le mie aiuole, e gli Angeli accorrono a dividere la mia gioia. Insieme andiamo, contempliamo, ammiriamo, come fate voi nei giardini di quaggiù. Il mondo delle anime è uno spettacolo sempre nuovo e bello e vario di cui i miei Angeli non si stancano mai; è il campo di azione di Dio, l'efflorescenza dovuta al mio Sangue di cui son pregne le zolle, il cielo (Regno!) dello Spirito Santo che si compiace di farvi la sua dimora e di operarvi meraviglie. Il creato è una idea ben languida di quello che è il mondo delle anime, mondo conteso dal Cielo e dall'inferno, che se lo disputano a vicenda.

SUPREMO APPELLO


Maria Vergine: Io sono l’interceditrice. Attraverso Me porterete le vostre preghiere davanti al Mio Prezioso Figlio.

 


Figlia Mia, devi sapere che poiché i messaggi di Mio Figlio dati a te cambiano e rivelano eventi passati e futuri sarai attaccata di più. 

Il Verbo Santo di Mio Figlio sarà sempre respinto da coloro che si rifiutano di ascoltarLo.  L‟opinione umana non è importante. 

Le comunicazioni di Mio Figlio al mondo, in questo momento, sono troppo importanti per permettere a coloro che si oppongono a questi messaggi di ritardare e deviarti da questa opera. 

Ora è il momento di riflettere sull‟umile passione di Mio Figlio sulla Croce. 

I Miei figli devono onorare il sacrificio che fece per l’umanità intera, dedicando a Lui il loro sacrificio privato durante la Settimana Santa. 

Pregate, pregate, pregate bambini per la pace nel mondo. 

Pregate anche per la protezione del Papa in questi tempi di feroce opposizione alla Chiesa Cattolica. 

Sono necessari preghiera, umiltà e semplice lealtà verso Mio Figlio per essere vicini al Suo Cuore. 

Io sono l‟interceditrice. Attraverso di Me porterò le vostre preghiere davanti al Mio prezioso Figlio. 

Attraverso di Me vi aiuterò ad amarLo di più e darGli il conforto di cui ha bisogno in questo momento in cui il mondo commemora la Sua Morte sulla Croce. 

La Vostra Madre amata, Madre della Salvezza. 

30 Marzo 2012 

IL CRISTO E L' ANTICRISTO

 


Faraone e Nabucodonosor

figura dell'ultimo Anticristo.


***

Non solo nel mondo vi sono e vi furono molti Anticristi, ma vi esistettero inoltre molte figure del medesimo. L'ultimo Anticristo sarà un re empio, superbo, prestigiatore, e terribile persecutore dei buoni. Or bene, non pochi re ed imperatori in ciò lo precedettero, e perciò lo prefigurarono, ed i principali che più gli rassomigliarono sono Faraone, Nabucodonosor, Antioco e l'imperatore Nerone. Iddio permise che questi mostri prefigurassero l'ultimo vuoi per i buoni, vuoi per i cattivi; per i buoni in prima affinché conoscendolo prima nelle sue figure non si spaventassero di troppo alla sua comparsa, e pei cattivi affinché vedendo quali castighi sopraggiunsero alle figure sapessero quali attendono il reale Anticristo ed i suoi, non aderiscano poi al medesimo, ma lo fuggano se non vorranno essere colti dagli stessi mali.

Se ne stavano i buoni figli d'Abramo, il popolo eletto del Signore, figura del popolo cristiano, da più anni nell'Egitto, ed erano amati da tutti gli Egiziani, vuoi per la robustezza degli uomini, vuoi per la perizia delle donne nell'arte del tessere e del tingere, vuoi specialmente per la loro bontà, e vuoi molto più per le grandi cose a loro pro operate da Giuseppe. Quando salì sul trono un re, non più come gli antichi, buono, ma di un'altra famiglia, cattivo, il quale ignorando quanto aveva operato Giuseppe, figura del Cristo, a pro degli Egiziani, non voleva più osservare le leggi saggiamente istituite dal medesimo, ma ne voleva fare delle nuove, e perciò era un re nuovo d'origine, di pensieri, di abitudini, di costumi e di governo. Surreait interea rea novus super Aegyptum, qui ignorabat Ioseph. (Exod. I).

Costui, vero tipo dei tiranni e dei persecutori, scorgendo come crescesse il popolo santo, e quanto fosse forte, temendone il potere, stabilì di opprimerlo ed umiliarlo. Raunatisi perciò attorno i principali Egiziani, si parlò loro: ecco che il popolo d'Israele è numeroso, ed è più forte di noi; su via cerchiamo d'opprimerlo con astuzia affinché non si moltiplichi più; ed affinché, se ci accada qualche guerra non si unisca ai nostri nemici, e dopo averci vinti se ne parta da noi. Piacque agli Egiziani il previdente consiglio del re, ed egli prepose agli Israeliti dei prefetti, i quali li costringevano a lavorar molto per indebolirli e farli così perire; ma quanto più costoro li vessavano tanto più si moltiplicavano e cresceano in numero. Deluso in questa sua aspettazione l'empio re chiamate le levatrici ordinò loro che uccidessero tutti i figli maschi degli Ebrei che sarebbero nati. E non facendolo quelle per timore di Dio, crescendo in barbarie, comandò che si gettassero nel fiume tutti i neonati maschi, e si riserbassero solo le figlie. Praecepit ergo Pharao omni populo suo dicens: quidquid masculini sexus matum fuerit, in flumen proicite: quidquid foeminini reservate. (Exod. I).

Piangenti d'inframezzo alle loro fatiche i figliuoli d'Israele, alzarono le loro preghiere al Signore, il quale, ricordatosi dei medesimi, mandò loro Mosè ed Aronne a liberarli. Entrati essi da Faraone sì gli parlarono: queste cose dice il Signore Iddio d'Israele; lascia andare il mio popolo affinché sacrifichi a me nel deserto. Cui superbamente Faraone: chi è il Signore che io ascolti la sua voce e lasci andare Israele? non conosco punto il Signore e non lascerò andare Israele. Quis est Dominus, ut audiam vocem eius, et dimittam Israel? nescio Dominum, et Israel non dimittam. Ed essi: il Dio degli Ebrei ci ha chiamati, affinché andiamo nella solitudine e sacrifichiamo al Signor nostro. Ed egli: perché, voi Mosè ed Aronne, allontanate il popolo dal suo lavoro? andate alle vostre fatiche. Questo popolo è numeroso, vedete che la turba crebbe, molto più ciò avverrà se gli date riposo dal lavoro. E comandò in quel giorno stesso ai prefetti che più non dessero la paglia per i mattoni, come per lo innanzi, ma che fossero costretti a procurarsela essi stessi, e che stabilissero il numero dei mattoni che ciascuno doveva fare, e che non lo diminuissero punto. Imperocché diceva egli: perché stanno oziosi van dicendo: andiamo e sacrifichiamo al Dio nostro; siano oppressi col lavoro e lo facciano, affinché non credano a parole mendaci (Exod. V).

Iddio mandò di nuovo Mosè ed Aronne a Faraone, col potere di far miracoli onde provare la divinità della loro missione. Come gli furono innanzi, fatta di nuovo l'ambasciata, avendo egli domandato loro dei segni in prova della verità della loro asserzione, Mosè presa in mano la sua verga la gettò innanzi al re, ed essa si convertì tosto in serpente. Non si arrese Faraone al miracolo, ma fatti chiamare i sapienti ed i maghi, essi con incantazioni e misteri, loro solo noti, gettate le loro verghe restarono anch'esse serpenti. Ma quel di Mosè di voratili tutti restò di nuovo verga come prima.

Non cedendo ai miracoli, Dio mise mano ai castighi, l'ultimo dei quali fu terribilissimo ed operato dallo stesso Cristo. Essendo Mosè ed Aronne comparsi di nuovo innanzi a Faraone, così gli parlarono: queste cose dice il Signore: Israele è il mio Figliuolo primogenito. Io ti ho detto di lasciare andare il mio figliuolo affinché mi serva; e non hai voluto lasciarlo partire. Ecco che io darò morte al tuo figliuolo primogenito (Es. IV). 

Il che avvenne e si estese il castigo ai primogeniti di tutti gli Egiziani e fino a quelli delle loro bestie. Ma ascoltiamo la Sacra Scrittura. Mentre un tranquillo silenzio occupava tutte le cose, e la notte facendo il suo corso era alla metà del viaggio, la onnipotente tua Parola (il Cristo), o Signore, dal cielo, dal trono reale, quale terribile campione discese in mezzo alla terra destinata allo sterminio. Essa, come acuta spada portante il tuo irresistibile comando, al suo venire empì tutto di morte. Cum enim quietum silentium continerent omnia, et noa in suo cursu medium iter haberet, omnipotens Sermo tuus de coelo a regalibus sedibus, durus debellator in mediam extermini terram prosilivit, gladius acutus insimulatum imperium tuum portans, et stans replevit omnia morte. (Sap.-XVIII).

Tutto spaventato per questo castigo, Faraone e tutti i suoi consiglieri, fatti chiamare Mosè ed Aronne, in sul momento disse loro: alzatevi ed uscite dal mio popolo, voi e i figli d'Israele; andate e sacrificate al Signore, come dite, e partendovene beneditemi. Gli Egiziani poi facevano loro fretta, dicendo loro: partitevene affinché non moriamo tutti. E perché pentitosi di poi si mise ad inseguire il popolo santo, il Signore lo distrusse egli ed i suoi e li seppellì tutti in questo modo. Aveva Faraone col suo esercito in numero di cinquantamila cavalieri e duecentomila pedoni, secondo scrive Giuseppe, raggiunto gli Israeliti vicino al Mar Rosso, quando essendosi essi cacciati nel medesimo, diviso a mo'di canale, da Mosè, Faraone con tutto il suo esercito, accecato e non badando al miracolo, si gettò anche nel medesimo. Come gli Ebrei raggiunsero l'opposta riva, essi già erano nel mezzo del mare, quando il Signore dalla nube, guardando sdegnato Faraone co' suoi, li gettò giù dai loro cavalli, e sconvolse i loro carri. Un sol grido si fece allora sentire: fuggiamo Israele perché Dio combatte per esso contro di noi; ma non furono nemmeno più in tempo a rialzarsi, che le onde riunitesi li seppellirono. (Esod. XIV).

Lo stesso sarà dell'Anticristo; egli sarà in prima un re nuovo, nuovo nei suoi disegni, nuovo nelle sue opere, e nuovo nei suoi pensieri, e nella sua fede; egli non crederà come quelli che lo precedettero, in Dio e nel suo Cristo, ché anzi egli lo conoscerà nemmeno; egli perseguiterà il popolo cristiano, e sebbene sarà pregato e minacciato a desistere da un tanto male dal Papa, da Enoch e da Elia, egli non cesserà punto, e come Faraone loro risponderà: Quis est Dominus ut audiam vocem eius? nescio Dominum. Che anzi agli innumerevoli miracoli operati dal Signore a provare, che egli è il Cristo, ed a quelli che egli opererà per Enoch ed Elia egli opporrà i suoi prestigi diabolici, e quelli de' suoi ministri, onde provare che è lui stesso il Cristo! Ma come Faraone, co' suoi anch'egli perirà.

Uno fra i più grandi re dell'antichità fu Nabucodonosor, a lui diceva Daniele: tu sei il re dei regni, e il Dio del cielo ha dato a te regno e fortezza, e impero, e gloria. E al tuo potere ha assoggettato tutti i luoghi dove abitano i figliuoli degli uomini, e le bestie del campo, e gli uccelli dell'aria ha dato in tuo potere e sotto il tuo dominio ha poste tutte le cose. Tu re sei divenuto grande e la tua grandezza è cresciuta e si è innalzata sino al cielo, e la tua possanza sino all'estremità di tutta la terra. Vedendosi sì grande e non iscorgendo alcuno che si opponesse ai suoi voleri, pensò di farsi adorare per Dio. A tal fine, l'anno trentesimo settimo del suo regno, fece una statua d'oro, alta sessanta cubiti e larga sei, e la fece innalzare nella campagna di Dura, provincia di Babilonia. Nabuchodonosor rea fecit statuam auream altitudine cubitorum sexaginta, latitudine cubitorum sex, et statuit eam in campo Dura, provinciae Babylonis. (Dan. II et III).

Il che fatto, mandò a raunare i satrapi, i magistrati e i giudici, i capitani, i dinasti, e i prefetti, e tutti i governatori delle provincie affinché tutti insieme si recassero alla dedicazione della statua da lui alzata. Venuti da ogni parte e stando raunati attorno alla medesima, il banditore si mise a gridare ad alta voce. S'ordina a voi popoli, tribù e lingue, che nel punto istesso in cui udirete il suono della tromba, del flauto, della cetra, della zampogna, del saltero, del timpano, e degli strumenti musicali d'ogni genere, prostrati adorate la statua eretta dal re Nabucodonosor. 

Che se alcuno non si prostra ed adora, nello stesso punto sarà gettato in una fornace di fuoco ardente: se qualcuno infatti non si prostrerà ad adorare, sarà gettato nella fornace di fuoco ardente. Sentito ciò, tutti quei vili si prostrarono e la adorarono: tutti i popoli adoravano la statua d'oro che Nabucodonosor aveva eretta. (Dan. III). Tra tanti vili si trovarono tre uomini coraggiosi, i quali credevano nel vero Dio ed avevano fede nel suo Cristo; essi erano Ebrei, e prefetti della provincia di Babilonia, i quali non si inginocchiarono affatto. La cosa fu subito riferita al re, il quale si adirò e ordinò che fossero condotti davanti a lui. Quando li vide, così parlò loro: è vero, o Sidrach, Misach ed Abdenago, che voi non rendete culto ai miei Dei e non adorate la statua d'oro eretta da me? Ora, se siete disposti a farlo, bene per voi; ma se no, sarete nello stesso punto gettati in una fornace di fuoco ardente, e chi è quel Dio che vi possa sottrarre dalla mia mano? A cui essi risposero: non è necessario che ti diamo risposta su questo; poiché certamente il nostro Dio, che noi adoriamo, può liberarci dalla fornace di fuoco ardente e sottrarci al tuo potere, o re. E se non vorrà, sappi tu, re, che noi non rendiamo culto ai tuoi Dei, né adoriamo la statua d'oro da te eretta. Se non lo farà, sappi che noi non adoriamo i tuoi Dei, e non adoriamo la statua d'oro che hai eretta. A quella risposta libera e nobile, Nabucodonosor andò in furia e comandò che si facesse il fuoco nella fornace sette volte di più di quanto si suole fare, e ordinò a uomini fortissimi del suo esercito di gettarli vivi dentro. (Dan. III). Fu subito ubbidito, perché l'ordine del re era pressante, ma le fiamme uscite dalla fornace bruciarono quei scellerati ministri e tutti i curiosi spettatori. E l'Angelo del Signore disceso con essi allontanò da loro la fiamma del fuoco, e fece sì che nel mezzo della fornace soffiasse come un umido vento e il fuoco non toccasse in alcun modo, né li afflisse, né diede loro molestia alcuna. A quel miracolo, estatici, sciolsero le loro lingue e così iniziarono a lodare il Signore. Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, lodevole e glorioso, ed esaltato sopra tutte le cose per i secoli. Piogge e rugiade, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo sopra tutte le cose per i secoli. Venti di Dio, benedite tutti il Signore, lodatelo ed esaltatelo sopra tutte le cose per i secoli. Fuochi e calori, benedite voi il Signore, lodatelo ed esaltatelo sopra tutte le cose per i secoli. E voi Anania, Azaria e Misael, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo sopra tutte le cose per i secoli. Poiché egli ci ha liberati dall'inferno, e ci ha salvati dalle mani della morte, e ci ha tratti di mezzo all'ardente fiamma, e ci ha cavati di mezzo al fuoco. Rendete grazie al Signore perché egli è buono, perché la sua misericordia è eterna. (Dan. III). 

Dio castigò la superbia di Nabucodonosor facendolo restare, senza però cessare di essere uomo, nella figura e negli istinti di una bestia. Prese nella faccia un aspetto ferino, e gli crebbero tanto i capelli da coprire tutto il corpo. Lasciato il camminare retto proprio dell'uomo, prese a camminare curvo sui piedi e sulle mani come i quadrupedi, s'inselvì e si mise come le bestie a mangiare l'erba delle selve. Uguale, anzi più grande sarà la superbia dell'Anticristo, scorgendosi il più grande e potente re del mondo, e vedendosi da tutti i suoi vilmente adulato, vorrà essere adorato per Cristo e per Dio. Farà quindi innalzare ovunque la sua statua, che vorrà essere adorata da tutti i suoi sudditi sotto pena di morte. Ma Dio umilierà la sua superbia, come e molto più di quella di Nabucodonosor.

DEL PADRE VIATORE C0MBA


La visitazione di Gesù in Israele

 


Maria 

Tu non hai bisogno di un intelletto acuto per vedere cosa è dinnanzi, lo scontro delle nazioni. In questo momento, lotte interne stanno consumando le energie di molte nazioni in Medio Oriente. Quando questo processo sarà finito e Satana avrà posto in atto coloro che lui vuole per servirlo, si muoverà nella prossima fase del suo piano. 

Afghanistan e Pakistan 

Questo avverrà in particolare in Afghanistan e, soprattutto, in Pakistan. Le turbolenze in entrambi questi paesi non hanno ancora portato al rovesciamento di questi governi, ma, ovviamente, non possono sopravvivere al grande numero di dissidenti che riempiono i loro paesi. Mentre le truppe americane lasciano l’Afghanistan, l’intera area diventerà facile preda dei terroristi. Essi rapidamente reclameranno tutto. Nessuno si opporrà loro ed entrambi i paesi cadranno sotto il loro controllo. Ciò porrà nuovi problemi enormi, insieme con il programma di crescita nucleare in Iran, l’ascesa dei Fratelli Musulmani in Egitto e la nuova direzione della Turchia. 

Le nazioni sono in tumulto, ma Dio non è soltanto nei suoi cieli. Egli vorrebbe aiutare l’uomo e vuole la sopravvivenza di Israele. Egli vuole stabilire in Israele la grande “luce delle nazioni”, mio Figlio, Gesù Cristo. Questa è la battaglia dietro le quinte. 

Il nuovo ruolo di Israele 

Israele, il popolo che ha generato il Messia, sta per avere un nuovo posto tra le nazioni. Sul suo territorio, e in particolare a Gerusalemme, il mondo intero è stato redento dalla morte sacrificale di mio Figlio. Il mondo intero è stato sollevato nuovamente alla vita con la sua risurrezione. Il mondo intero è stato santificato con l’effusione del suo Santo Spirito. Da Gerusalemme, la parola salvifica di Dio si è propagata per tutto il mondo. Queste sono le verità registrate nel Nuovo Testamento. Ma questa buona notizia non è mai stata accettata da Israele. Mio Figlio lo avrebbe salvato dai romani, ma Gerusalemme non riconobbe il tempo della sua visitazione. 

Un nuovo momento 

Ora arriva un altro momento. Israele non è circondato da un esercito straniero che proviene da Roma, ma da forze che vivono intorno ad esso, una minaccia molto più grande. Per Israele, dico: “I tuoi momenti più bui ti sono davanti. La tua salvezza non verrà dai tuoi eserciti, o dalle armi dateli in dotazione da altri. La tua salvezza verrà solo da mio Figlio, Gesù”. Con queste parole, ti risveglio alla vera fonte della tua libertà. 

Non aspettare. Ora è il momento di rivolgersi a lui. È carne della tua carne e sangue del tuo sangue e ti tiene nel suo cuore. Ben presto, egli verrà a te in una visitazione nuova. Speriamo che, questa volta, tu lo accetti quando verrà. 

Commento: Maria svela i crescenti problemi per Israele e la promessa di una nuova visitazione. 

12/03/2012 

Santità dolce

 


A refettorio avevano passato dei confetti. Padre Pio, ancora con un confetto in bocca, stava andando a confessare gli uomini nella sacrestia vecchia.

Giunto alla porta trattiene il confratello che stava per aprirla: «Aspetta, fammi finire prima il confetto. Sennò la gente dice: che razza di santo è questo..., mangia pure i confetti!».

P. Benedetto Narducci - S. Giovanni Rotondo


Premessa del Padre -09 - Il libro di Giovanni parte 1

 


Il libro di Giovanni parte 1


Nel luogo santo il 17 febbraio 2023

Messaggio di Giovanni


Figlia Mia. Io, il tuo Giovanniti ti voglio istruire.

Ciò che vidi e ciò che scrissi fu uno shock per Me. Gesù, il Nostro Salvatore, aveva appena sopportato tantissima sofferenza per riscattare con la Sua morte in croce la salvezza tua, Mia e di TUTTI e poi vidi ciò che l’Angelo Mi mostrò e dovetti piangere, si piangere amaramente, perché pensai che la SUA opera di redenzione fosse stata inutile visto che il mondo andò in rovina, come Mi fu mostrato….

Fu molto triste per Me, ma sappiamo che la SUA opera redentiva non fu MAI inutile!

Così tanti figli hanno già raggiunto la vita eterna al Suo fianco e con il Padre nel Cielo. Ci sono state tantissime conversioni e ce ne saranno ancora! Attraverso Gesù Cristo Nostro Salvatore e Signore -LUI che È-molte persone hanno potuto sperimentare tanto, puro, vivo, divino amore.

Comunque, allora ero molto triste e afflitto e Mi doleva lo stomaco per l’amarezza che il libro Mi procurò.

Voi, figli della terra, verrete ingannati in modo diabolico e questo figli Miei sta’ già accadendo!

Riconoscerete la frode quando per la maggioranza di voi sarà già troppo tardi!

Solo la conversione vi preserva dalla morte eterna e dalla sofferenza nell’inferno con tormenti atroci e tremende pene!

Voi sarete gli insetti della terra, che Io vidi e che caddero nell’ inferno perché non voleste ascoltare ,perché foste duri di cuore e ostinati, perché non voleste credere e vedere  perché preferiste credere e dare potere al maligno invece che al vostro Messia, Gesù Cristo, che vi ha riscattato sulla croce  con il Suo preziosissimo e santissimo sangue!

Non voleste ascoltare e sarete gli insetti che Io vidi e per i quali Mi sentii così triste.

Il Mio libro fu scritto, ma è modificabile. Esso contiene le verità del vostro tempo ma non fu mai sigillato.

L’angelo Mi mostrò ciò che sarebbe successo alla fine dei tempi se i figli (gli uomini) non si convertivano.

Egli Mi mostrò la grande apostasia, le guerre e le epidemie.

Vidi come i santi Angeli del Padre proteggevano i figli che sono elencati nel

Libro della vita.

Vidi quale potere avevano le preghiere di quei figli che erano del tutto con Gesù.

Vidi come tutto era ancora modificabile con la preghiera insistente e che le suppliche dei figli credenti potevano cambiare tutto.

Vidi però anche l’indifferenza, l’egoismo e la tiepidezza degli altri. Vidi la perversione e la decadenza della vostra moralità. Vidi le uccisioni della vita innocente.

Vidi così tante atrocità e Mi rattristai, Mi rattristai moltissimo e Mi ammalai (ero angosciato)

Chiesi all’Angelo del Signore: Perché (tutto questo)?

Ed Egli Mi rispose: perché l ‘umanità usa il suo libero arbitrio contro Dio invece di amarLO.

Figli Miei. Potete ancora cambiare le cose con la vostra preghiera.

La vostra conversione è il presupposto per non morire, come Io vidi, così come insetti.

Vidi la terra a pezzi, vidi fuoco, terremoti e catastrofi di natura non umana e vidi come essa veniva purificata e distrutta da mano non umana, vidi come su di essa morirono i figli della morte e come i figli della luce di Gesù, i fedeli, i credenti e amorevoli figli venivano elevati.

In un momento tutto era finito, il tremendo combattimento tra gli inferi e il Cielo. Così tanto terrore. Così tanta paura. Ma c’erano figli che pregavano davanti a candele uniti nelle loro o nella casa dei vicini. Pregarono per tre giorni. Continuarono a pregare per tre notti . E poi tutto si rischiarò e c’era un Mondo Nuovo. Solo i figli della preghiera e della fede sopravvissero. Parlo del Nuovo Regno del Signore.

Ciò che dovete sopportare diverrà pesante. Ciò che vivrete sarà difficile e pauroso. Ciò che dovete superare ucciderà molti. Ciò che dovete subire non sarà semplice.

Credete in Gesù Cristo e non sarete soli!

Credete in Gesù Cristo e non cadrete come mosche/ insetti nell’inferno del diavolo!

Credete nel Signore, abbiate fiducia e siate completamente con Lui e supererete questo tempo.

Quei figli che sono completamente abbandonati al Signore Gesù Cristo raggiungeranno il Nuovo Regno. Amen.

Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen. 

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Angoscia e pace - Frustrazione

 


CAPITOLO 1 

Frustrazione  

Se le anime non vengono salvate, nulla sarà salvato. Non ci potrà essere pace nel mondo, se non c'è pace nell'anima. Le guerre mondiali non sono altro che proiezioni dei conflitti che si svolgono dentro le anime degli uomini moderni, poiché nulla accade nel mondo esterno che non sia prima accaduto dentro un'anima.  

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Pio XII disse che l'uomo del dopoguerra sarebbe cambiato più della mappa dell'Europa del dopoguerra. E questo uomo deluso del dopoguerra, o anima moderna, è ciò che ci interessa in questo volume.  

Si mostra, come il Santo Padre aveva predetto, diverso dagli uomini di epoche più remote. E questa differenza sta nel fatto che l'anima moderna non cerca più di scoprire Dio nella natura. In altre generazioni, l'uomo, contemplando tutta la vastità della creazione, la bellezza del firmamento e l'ordine dei pianeti, deduceva da ciò il potere, la bellezza e la saggezza di Dio che ha creato e mantenuto questo mondo. Sfortunatamente, però, l'uomo moderno è ostacolato da vari impedimenti in questa ricerca. Si mostra molto meno impressionato dall'ordine della natura rispetto al disordine del proprio pensiero, che diventa la sua principale preoccupazione. La bomba atomica ha distrutto il suo timore di una natura che l'uomo può ora manipolare, tanto da poter distruggere altri uomini quanto da commettere suicidio cosmico. E, infine, la scienza della natura è troppo impersonale per questa era concentrata su se stessa. L'antica ricerca non solo rende l'uomo un mero spettatore della realtà, invece che il suo creatore, ma richiede anche che la personalità di chi cerca la verità non si intrometta nell'indagine. Ma è la personalità umana e non la natura che realmente interessa e turba gli uomini di oggi.  

Questo cambiamento nei nostri tempi non significa che l'anima moderna abbia abbandonato la ricerca di Dio, ma ha abbandonato il percorso più razionale – e persino il più normale – per scoprirLo. Non l'ordine nel cosmo, ma il disordine in se stesso; non le cose visibili del mondo, ma le delusioni invisibili, i complessi e le ansie della propria personalità, ecco il punto di partenza dell'uomo moderno, quando si rivolge interrogativamente alla religione. In giorni più felici, i filosofi discutevano il problema dell'uomo; ora discutono l'uomo come un problema.  

E tutti sapevano esattamente cosa dovevano fare e come dovevano comportarsi, al fine di elevarsi da un mondo corruttibile a una vita incorrottibile e gioiosa. Una vita simile non ci sembra più reale, nemmeno nei nostri sogni. La scienza naturale ha da tempo stracciato quel bel velo. Quest'era è così distante nel passato come l'infanzia, quando il padre di tutti noi era indiscutibilmente l'uomo più bello e più forte della terra.” (1)

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Fulton J Sheen