domenica 23 novembre 2025

“Credete e perseverate nella preghiera

 


Utilizzate la Forza della Preghiera


Credete e perseverate nella preghiera. E’ un compito particolarmente alto che vi è stato posto per la vita terrena e dall’esaudimento di questi dipende una maturità dell’anima molto più elevata che l’uomo sulla Terra possa raggiungere. Dio ve ne darà la Forza che vi serve se non Lo dimenticate e Gli chiedete il Suo Aiuto. Che cosa è la vita terrena? Soltanto un fuggente attimo nell’Eternità. Cosa sono le sofferenze e le preoccupazioni sulla Terra a confronto con la Beatitudine che vi attende quando camminate nella fede e vivete in Dio. Ma vivere in Dio significa stare nell’amore, vivere in Dio significa darsi a Lui, premettere a Lui tutto il pensare ed agire e far ciò che Egli vi chiede, dare amore ai vostri prossimi. Chi vive in Dio non baderà più a sé stesso, ma sarà sempre attivo per altri perché Dio E’ Amore. Vivere in Dio significa essere quindi totalmente compenetrati dall’Amore divino. Ma chi è attivo amando, è in intima unione con Dio. Egli E’ in lui, appena Dio E’ in ognuno che si è formato nell’amore attraverso l’esercizio di opere d’amore. Che ora, siete messi davanti a dei compiti che richiedono grande amore e gioia di sacrificio, lo dovete imparare a considerare una Grazia che vi deve procurare lo sviluppo verso l’Alto dell’anima. Non dovete mai credere che il Signore fa incontrare gli uomini sconsideratamente per portare sofferenza su di loro, ma che Egli vi vuole formare nella maturità più elevata dell’anima. Sovente i problemi sono così gravi che minacciate di fallire e malgrado ciò tali prove vi devono essere poste perché in ciò viene fortificata la vostra forza. Ovunque avete da vincere delle resistenze, la vostra anima percorre la via dello sviluppo verso l’Alto appena voi stessi siete attivi per diventare padroni di quelle resistenze. La vita terrena presto è passata, nell’Eternità verrete ricompensati per ciò che avete sacrificato per i vostri prossimi. E vi ringrazierà l’anima di colui al quale avete fatto del bene. Ma quello che fate, lo dovete fare nella pazienza e nell’amore. Dovete adeguarvi rassegnati in tutti i colpi del destino, dovete sempre e continuamente desiderare l’aiuto dai vostri amici spirituali che vi assistono sempre dove ne avete bisogno. Li dovete chiamare affinché vi possano assistere in ogni miseria dell’anima e del corpo. E se avete sempre soltanto Dio davanti agli occhi e nel cuore, se credete saldi ed irremovibili che Egli Sia il Signore al quale tutto è sottoposto nel Cielo e sulla Terra, se cercate di conquistare il Suo Amore, allora avete anche il potere e sarete padroni su tutti i disaccordi, crescerete in Forza e Vigore ed anche la vostra sorte terrena sarà ora più facile, perché chi vince le prove, non ha da temere nulla in eterno perché la sua fede e la sua preghiera lo aiuta in tutte le miserie, benché possa sembrare come se le prove fossero insuperabili; avete sempre un Aiutante a fianco quando desiderate il Suo Aiuto. Ma Costui ha un gran Potere ed impiegherà davvero anche il suo Potere quando vi minaccia un pericolo. Perciò credete e perseverate nella preghiera.

Amen

8. maggio 1941


LIBERAZIONE

 


LIBERAZIONE

Sulla Confessione


Forse già sai qual è il metodo della psicanalisi. Esso consiste nello scavare nel fondo della psiche del paziente e fare a lui rivelare le oscure cause delle sue angosce. Man mano che il paziente le va scoprendo e dicendo si va liberando; almeno cosí dicono gli psicanalisti.

Non sempre il metodo riesce; tuttavia ha la sua validità. Moltissime volte non riesce perché il paziente sa bene cosa lo angustia, ma ha paura delle sue responsabilità per i peccati o per i delitti commessi.

L'unica cosa che può sempre riportare la pace e l'equilibrio in una persona turbata è la certezza di essere stata perdonata da Dio: ciò si può raggiungere soltanto con la confessione.

Tanti hanno paura di dire i propri peccati al confessore. Non riflettono che il rivelarli è una liberazione davanti a Dio e davanti alla propria coscenza. (« Giudicatevi e non sarete giudicati »).

Per tal motivo bisogna stare attenti a far coincidere il proprio giudizio col giudizio di Dio e a non minimizzare la gravità dei propri peccati. Dio non fa cose inutili; quando il tuo giudizio coincide col suo, egli chiude la partita. Per tua tranquillità tale chiusura la fa espressamente manifestare al suo ministro, cioè al sacerdote in confessione; quando egli ti assolve, lui pure ti assolve e non ti giudicherà piú.

Quante volte mi son sentito dire da uomini e da donne dopo la confessione:

- Grazie! Ora mi sento leggero. Oppure:

- Mi son tolto un grosso peso dalla coscienza!

Durante questa seconda guerra mondiale un vecchio capitano romagnolo mio amico, col quale avevo avuto un po' di conversazioni religiose, un giorno mi disse:

- Mi vorrei confessare; ma mi sento estremamente confuso. Non mi confesso da 37 anni. Dovrei scrivere tutto un libro di peccati; e non so neanche da dove cominciare.

- Non ti preoccupare, gli risposi. Hai volontà di cambiare e di diventare religioso?

- Oh, questo sí!

- Per il resto ci penso io. Ti confesso in due minuti. Io ti vado dicendo i dieci comandamenti. Tu mi dirai: « In questo ho peccato », oppure « in questo no ». Quindi ti chiederò il numero dei peccati; tu mi dirai: « Piú o meno 5 o 10 o 20 in un giorno, o in una settimana, o in un mese, o in un anno ».

Cominciai alla svelta a dire i comandamenti; e lui a rispondermi. In due minuti ci sbrigammo. Gli suggerii quest'atto di dolore, che lui recitò compunto assieme a me:

« O Gesú d'amore acceso, non t'avessi mai offeso! O mio caro e buon Gesú, non ti voglio offender piú! ».

Quindi gli diedi l'assoluzione. Egli allora, alzandosi, mi strinse affettuosamente la mano e mi disse: « Ti ringrazio! Mi son tolto un grosso macigno dall'animo. Non credevo che fosse cosí facile e cosí bella la confessione! ».

Quel capitano divenne fervorosissimo. Camminando per ispezionare continuamente le postazioni delle batterie, non faceva altro che pregare recitando il rosario che io gli avevo insegnato a dire. Altrettanto, appartandosi, quando era libero. Per non farsi vedere teneva sempre la corona in mano e la mano in tasca. Un giorno mi avvicinò preoccupato e, nella sua semplicità di neofito, mi disse:

- Ho perduto tanto tempo, troppo tempo nella mia vita; ora lo voglio sia pure in piccola parte riguadagnare. Quando vado in città o sono con altri ufficiali, specialmente se superiori, non posso stare con la mano in tasca, né tanto meno farmi vedere con la corona in mano. Posso pregare senza corona?

- Ma, certo!

- Ora sono piú contento. Cosí potrò pregare sempre e non perdere piú il minimo tempo.

C'è il caso opposto a quelli che non si vogliono confessare: è quello di coloro che si vogliono confessare ogni giorno. Costoro sono psichicamente ammalati e fanno il giudizio inverso dei primi: credono grave ogni minimo peccato. È difficile per costoro guarire, perché non vogliono guarire e non vogliono stare al giudizio del confessore. Se volessero guarire il rimedio per essi sarebbe uno solo: scegliere un buon confessore; «piú dotto che santo », direbbe s. Teresa di Gesù; confessarsi solo quando lo dice lui e stare al suo giudizio. Mi consta, per esperienza, che tanti, facendo cosí, sono guariti.

Di Padre Ildebrando A. Santangelo


Nutritevi con il Cibo che vi sazierà da non avere più fame e dissetatevi con l'Acqua viva per non avere più sete.

 


Sia lodato Gesù! Miei cari figli e figlie! Mi rallegro intensamente per tutti voi che con fede ricorrete mediante il mio Cuore al Cuore del Figlio. Di nuovo vi invito: nutritevi con il Cibo che vi sazierà da non avere più fame e dissetatevi con l'Acqua viva per non avere più sete. Soltanto in forza di questo cibo e di questa bevanda scoprirete i segreti del mio Cuore e del Cuore del Figlio. Di questo avete bisogno per essere in grado di camminare su questa strada e arrivare alla meta. Nelle anime di tutti quelli che non conoscono i tesori contenuti nei nostri Cuori vi è una grande povertà.

In forza di quel Pane e di quella Bevanda potrete essere fedeli alle promesse che avete fatto a Dio e alla Chiesa.

Invito tutte le mie figlie e i miei figli ad amarsi a vicenda e ad amare i propri sacerdoti. Venite da me, io sarò sempre con voi. Non abbiate paura delle nuvole scure.

Sacerdoti, amati figli miei! Vi sono grata per la vostra obbedienza e fiducia. Accendete la torcia dell'amore per il mio Cuore e il Cuore del Figlio negli altri sacerdoti che sono ancora tiepidi nei miei confronti e nei confronti del loro ministero sacerdotale. Questo fa molto male ai nostri Cuori.

Sono grata a tutti voi che rispondete ai miei richiami. Le folle in mezzo alle quali vivete hanno bisogno di luce, trasmettetela, siate luce! Io, vostra Madre, sono con voi.

Benedico tutti e prego insieme a voi per quelli che mi avete affidato. Rimanete miei figli fedeli.

Kurescek, 8.6.1991 

IL MISTERO DELLA NOSTRA INTIMITÀ CON DIO

 


“Dio ti cerca. Lasciati trovare”. 


Non è una delle nostre minori gioie, nella convivenza con le anime del nostro tempo, la constatazione di un appello misterioso udito da molte di esse, per entrare in una vita di preghiera autentica, sostenuta e vivificata da una vera fedeltà alle ispirazioni dello Spirito Santo.

Noi le incontriamo in tutti i mezzi. Esse si sentono come trascinate, rapite da una grazia, la cui natura non sempre sanno spiegare, ma le cui esigenze valutano poco a poco.

Queste anime cercano veramente Dio. Desiderano ardentemente trovarlo e vivere per lui. Visibilmente, il Signore lavora in loro.

Hanno percepito vagamente alcune volte, che non deludono la loro speranza. Vogliono corrisponderle con tutto l'amore di cui si sentono capaci.

Le riflessioni che presentiamo qui non mirano se non ad aiutarle a trovare Dio. Questo lavoro desidererebbe chiarirle sul cammino che hanno intrapreso, aiutarle a discernere la vera via che conduce al Signore, evitare che si perdano tra le difficoltà di un'impresa delicata che richiede un senso soprannaturale acuto e un veemente desiderio di stare con Dio.

Tale è il nostro proposito e il senso dei tentativi che iniziamo in queste righe.


Un "mistero" che può essere percepito solo dalla fede.


È un "mistero", in effetti - e uno dei più autentici - quello di vivere nell'intimità di Dio. È stato intenzionale che abbiamo scelto la parola "mistero"; nessun'altra può tradurre così pienamente ciò che si intende esprimere qui.

Un "mistero", cioè, una realtà segreta della quale non si intravede il valore se non poco a poco, man mano che si entra nella luce della fede per apprenderlo in tutta la sua ricchezza, per viverlo, soprattutto, perché esso non si rivelerà veramente se non a coloro che lo faranno entrare nella loro vita.

Questo vuole dire che nessuno può intraprendere questo cammino senza essere disposto a ciò con un'iniziazione appropriata.

Accade con il Signore lo stesso che con le persone che incontriamo nel nostro cammino: non entriamo di improvviso nell'intimità delle loro vite. È necessaria, molte volte, una lunga convivenza, avvicinamenti successivi, molta pazienza, accettazione rassegnata dei ritardi, delle freddezze, delle incomprensioni apparenti. Non è se non al termine di un'esperienza, molte volte dolorosa, che anime fatte per amarsi arrivano ad aprirsi e liberare alcuni dei segreti che portavano con sé e la cui possesso custodivano gelosamente. 

Quanti vivono fianco a fianco senza mai conoscersi veramente e senza scoprire l'intimità nascosta delle loro anime!


Sarà sufficiente visitare Dio con assiduità?


Visitare assiduamente Dio e vivere nella sua intimità sono due realtà ben differenti

È necessario essere convinti di questo. Non basta pregare vocalmente, cantare salmi, partecipare a un'azione liturgica per incontrare Dio.

Quanti si ingannano rotondamente su questo argomento.

È necessario dirlo: c'è una verità che non si pone forse abbastanza in evidenza nella nostra epoca, nella quale la rinnovazione liturgica si afferma ogni giorno di più.

Senza una vita di preghiera costante, senza una ricerca fervorosa di Dio attraverso la sua parola, tutta la celebrazione rischia di rimanere esterna alle anime e non arriva a creare altro che un automatismo più o meno consapevole. I più lucidi lo avvertono, ed è in questa percezione soprannaturale che si deve cercare la causa del ritorno, così commovente, alla preghiera silenziosa, alla assidua convivenza con Dio, alla ricerca della sua intimità.

Fare gesti religiosi, adempiere al rito del culto, mantenere atteggiamenti totalmente esterni di fede, questo non può essere sufficiente per incontrare Dio. È necessario superare questo comportamento, per quanto eccellente possa essere, per dargli un'anima, un impulso spirituale, una vitalità che può essere fornita solo da un'intimità vissuta con Dio. Questa funzionerà come il "brodo di cultura" dove i fermenti divini depositati dalla partecipazione liturgica, dallo studio sacro, dalla lettura della Sacra Scrittura e dalla riflessione personale potranno svilupparsi e espandersi. Se non si diventa consapevoli di questa verità, si rimane fuori dalla vera via di unione con Dio e si inganna se stessi.

Tutte le anime veramente soprannaturali lo sentono e cercano di approfondirsi nella religione con un'inquietudine che nulla può attenuare. Soffrono quando percepiscono un disequilibrio qualsiasi tra i gesti che compiono e il vuoto spirituale che li accompagna, come una mancanza di correttezza, di lealtà verso il Signore. Si tratta per loro di essere "veritiere" nella loro convivenza con Dio. Ora, tutto ciò che non procede dalla pienezza di una vita di intimità con lui sarà solo un'ipocrisia illusoria. Lo stesso accadrà nel caso dell'attività apostolica che ha le sue radici interamente nell'unione con Dio, da dove attinge la sua forza, il principio della sua generosità e la sua più eccellente fecondità.


Le dimensioni del "mistero"


È in questo "mistero" del nostro incontro con Dio che ci accingiamo a entrare. È necessario, a tal fine, molta umiltà, perché solo Lui può istruirci. A Lui spetta iniziarci in questa via, rivelarci tutte le ricchezze e spingerci verso di esse, attraverso l'invito segreto della grazia, affinché ci impegniamo senza riserve.

Su questo argomento del "mistero" stabiliremo quattro questioni:

1. Perché ci viene proposto questo "mistero" dell'intimità divina?

2. In cosa consiste l'intimità divina?

3. Per quali motivi non si realizza nelle nostre vite?

4. Come viverlo concretamente nella nostra vita quotidiana?

Man mano che la riflessione prosegue, scopriremo i molteplici aspetti di questa realtà così alta nella quale Dio, nella sua bontà, ci invita a entrare, perché è suo sogno che la viviamo. Così apprezzeremo meglio anche le sue incomparabili ricchezze.

L.- J. CALLENS, O. P. 


Ti ho gettato nel forno della carità, per purificarti da tutti i tuoi peccati.

 


Gesù: „Ti ho gettato nel forno della carità, per purificarti da tutti i tuoi peccati. Ti ho scelto per bere il calice con Me, che Mi è stato offerto da Mio Padre. Vieni, figlia mia, vieni, Mia sposa, vieni oggi con Me a Roma.“

Barbara: „O mio Gesù, Ti prego, proteggi il capo della Chiesa, il Tuo rappresentante visibile sulla terra. Non permettere che a lui e a uno dei suoi servitori venga tolto un solo capello! O io percorro il mondo intero e cerco tutte le anime che hanno la mia stessa intenzione, che credono in Gesù, sperano in Lui e si fidano di Lui, affinché Tu, per loro, abbia pietà del mondo. Risparmia il Tuo popolo e il mondo per amore dei giusti. Hai detto che se a Sodoma ci fossero stati cinque giusti, avresti risparmiato la città per il loro bene. O risparmia anche ora il mondo, l'umanità povera e peccatrice, per amore dei giusti. Tieni a freno il braccio punitivo della Tua giustizia.

O Eterno Padre, per il sacrificio che ogni giorno viene offerto sui nostri altari, risparmia il Tuo popolo.

O cara Madre Maria, stendi il Tuo mantello sulla santa Chiesa. O non permettere che i suoi nemici prevalgano.“

O che confusione è questa, come se l'inferno si fosse aperto e fosse apparso sulla terra. Luce dal cielo! Leone XIII. Vedo il Santo Padre riunito con i suoi cardinali e unito in preghiera. O quale contrasto! Luce dal cielo e oscurità dall'inferno. Chi avrà la vittoria?

„O santo arcangelo Michele, vieni in nostro aiuto nella battaglia, o voi santi angeli, voi santi di Dio tutti, affrettatevi ad aiutarci.

O Tu, vincitrice degli increduli, o vergine celeste, vieni in nostro aiuto in questa lotta. Tuo Figlio ci ha promesso che le porte dell'inferno non prevarranno sulla Chiesa e Tu schiaccerai la testa del serpente. Per Te la vergine di Orléans ha vinto, per Te anche la santa Chiesa vincerà sui nemici. Mi unisco a tutti i pii nel mondo, a tutti coloro che soffrono persecuzione, a tutti coloro che seguono il Tuo cammino della croce, a tutte le vergini, ai sacerdoti, a tutti i sacerdoti religiosi che si adoperano per la Tua gloria e per il bene del popolo. Mio Gesù, misericordia per l'umanità povera e peccatrice, per tante anime che il diavolo ha tutte nella sua bocca.“

O un fiume si riversa sulla terra, portando via tutto, ed è l'incredulità! O la gioventù nella sua leggerezza, si perde, se non si realizza un'altra trasformazione, ma solo attraverso la croce e nella croce la Chiesa vincerà. Vedo la croce eretta dalla terra fino al cielo. Perseverate, o buone e fedeli anime, unitevi a me; aiutatemi ad amare Gesù, o certo, vinceremo; perché abbiamo il Dio vivente, il vero Dio con noi nel Santissimo Sacramento dell'Altare, Egli che ha preso su di Sé la morte per noi. O abbiate fiducia e non temete, o anime fedeli, saremo salvati e con noi tutto il mondo. O gioite con me.

Canto: Lode e gloria...

Vedo un trono eretto come di puro avorio, e su di esso siede l'amore infinito e la misericordia infinita e giudica l'umanità. Il trono rappresenta la Sua santa Chiesa sulla terra. Sì, essa regnerà su tutta l'umanità attraverso l'amore e la misericordia; perché la misericordia sarà mostrata a tutti coloro che si avvicinano a lei e si rifugiano sotto la sua protezione e amore a tutti coloro che non la amano. Non ripagherà l'odio con odio, ma l'odio con amore. Abbraccerà tutti con amore, perdonerà tutti e cercherà di salvare tutti. E l'avorio rappresenta la sua innocenza e la sua pura integrità con cui governa. Sarà pura e senza macchia, come il suo sposo, perché è la Sua sposa.

O noi, figli della Chiesa, quanto siamo felici di poter essere i suoi figli protetti. O lodate con me il Signore, essere custoditi nel seno della santa Chiesa. O che felicità!

Vedo il mio sposo celeste, mentre tende la Sua mano verso Roma. O mio Gesù, cosa significa tutto questo? O mio Gesù, misericordia. Ecco, si avvicina al Santo Padre e gli porge la mano, in compagnia con me e gli dà la promessa.

Gesù: „Abbi fiducia, Mio figlio, sarai ancora incoronato con la corona della vittoria. La vittoria è vicina!“

Barbara: „E voi tutti, che credete in Lui, o unitevi a me, o non vergognatevi di difendere i Suoi diritti e di confessare che siete discepoli di Gesù. O voi sacerdoti, perseverate! O voi servitori del Signore, perseverate in questa dura lotta. Vincerete, e ci sarà un ovile e un gregge con un solo pastore. O io voglio soffrire volentieri, completamente in segreto per Te, anche se nessuno crede e riconosce. O mio Gesù, voglio anche sacrificarmi completamente a Te. O ti prego, mantieni tutto nascosto qui a Magonza.

O voglio soffrire proprio come ho fatto finora. O è meglio che io sottometta completamente la mia volontà alla Tua, come vuoi Tu. Sì, se potessi salvare un'anima attraverso la mia preghiera e il mio sacrificio e le mie sofferenze espiatorie, o quanto vorrei farmi portare al mercato, se ciò Ti fosse gradito e fosse la Tua volontà.

Sì, o uomini, dovete vedere quanto sei buono, o mio Gesù. O stendi la Tua mano protettrice sulla gioventù. O ti prego in modo particolare per i miei parenti vivi, o non lasciare che nessuno venga travolto dal vortice, per tutti coloro che abitano nella nostra casa, o fortificali.

O lascia che coloro che non Ti amano capiscano quanto sia vana la vita. O ti prego per tutti coloro che si uniscono a me, che Tu possa cancellare i loro errori attraverso il pentimento e le lacrime di penitenza, affinché possiamo salvare molte anime.

Ti prego anche per il monastero in N. Tu hai grande gioia per questo monastero, ci sono anime sante, due o tre, che sono completamente nella luce e attirano molte grazie per l'intero ordine. Qui a M. ci sono anche molti monasteri, o fa' che il giusto spirito dimori in essi, guai a loro se non disprezzano lo spirito del mondo. O quale dolore per Te, che anche nei monasteri ci siano coloro che aspirano ai beni terreni e portano con sé lo spirito del mondo. In generale, si cerca molto di più il bene nel mondo. Tu ne hai gioia. Accade raramente, molto raramente, che un'anima si perda vivendo in una comunità!“

Gesù: „Ecco perché si deve rimanere uniti, ecco perché voglio rivelarmi a te, affinché il mondo riconosca che lo amo, e voglio riversare grazie speciali su tutti coloro che si uniscono a te, attirandoli con un amore particolare verso di Me. Voi benedirò i vostri passi che farete per il Mio amore. O perseverate, figlie mie, perseverate! La Santissima Trinità riposa con particolare compiacimento su di voi.“

Barbara: Sì, Egli vuole benedire tutti i nostri passi, o che fortuna, non ci si deve stancare di raddoppiare tutti i sacrifici che portiamo. N. ha grande zelo, i nostri mucchietti di buone opere sono ancora più piccoli.

Gesù: „Persevera, Lieschen, persevera! Continua così, più piccoli sono i tuoi tesori sulla terra, più grandi saranno in cielo. Tutto è vano, tutto è nulla.“

Barbara: „E io e Luise vogliamo seguirti, ma facciamo ancora piccoli passi, siamo ancora bambini, dobbiamo seguirti come i piccoli bambini, ma anche i bambini crescono con la Tua grazia. O mio Gesù, quanto sei buono.“ (A Barbara furono mostrati le buone opere delle sue due amiche Lieschen e Luise, così come le proprie, sotto forma di pacchetti chiusi accumulati.) „Perché non posso restare con Te e devo tornare sulla misera terra, o lasciami per favore prendere la Tua mano. Sai quanto sono povera, o che io non Ti dimentichi mai.“

Gesù: „Sii di buon cuore, ti do Mia Madre come esempio. Quanto è povera, quanto è piccola, quanto è insignificante sulla terra! Eppure, quanto poco ha confidato in Se stessa. Lei è tua Madre, Regina e Signora; sotto il Suo governo camminerai tranquillo, sicuro e soddisfatto.“

Barbara: „Allora forza, care sorelle! La decisione è presa, sotto una guida andiamo, sotto un governo, solo avanti, solo in avanti, non correremo mai più rischi, non torneremo mai più indietro. Siamo unite da un legame triplice. Avanti, oh quanto siamo felici!“

Gesù: „Non lasciate mai sorgere un dubbio, quando una è esposta alle tentazioni, l'altra la sostiene, perché Satana ha grande collera su di voi. E guardate anche al Mio esempio, perché se Io dovessi essere tentato, come potreste voi esserne esenti? Incontrerete molti dubbi, paure e tentazioni. Perciò siete avvolte da un legame triplice, affinché l'una sostenga l'altra. Avanzate nella croce. Nella croce vincerete. Molti vi guarderanno e si edificheranno, coloro che vogliono servire a Me. Perciò seguite la Mia voce, non appena la sentite, senza dubbio fate ciò che vi dico. Non vi abbandonerò.“

Barbara Weigand

Kirchenbedrängnis 1895

APPARIZIONI MARIANE ATTRAVERSO I SECOLI

 


ERESIE ANTIMARIANE


L'eresia è un errore in materia di fede, sostenuto con persistenza. Le eresie antimariane nella storia della Chiesa si classificano in avversari della maternità divina o umana della Vergine; avversari della sua perpetua verginità, della sua santità, della sua immacolata concezione, della sua gloriosa assunzione, della sua missione di corredentrice e mediazione universale e, infine, i nemici del culto mariano.

Durante la Chiesa di Efeso ci furono eresie che negarono la maternità divina o umana di Maria. Ci sono i doceti, i quali sostenevano che, al momento della nascita di Cristo, si rompesse il sigillo della verginità della Vergine Maria. Dopo il parto, affermavano che Maria ebbe altri figli oltre a Gesù e non necessariamente con una concezione o parto virginale. Tra i propagatori di questa eresia ci sono i giudaizzanti, ebioniti, Teodoro di Mopsuestia e il gnostico Valentino, tra gli altri.

Fin dai primitivi apologisti e padri della Chiesa è stata dimostrata la vera maternità di Maria, la sua divinità e la sua perpetua verginità: “Ante partum, in partu, post partum”, poiché Ella vestì Cristo di carne umana e fu vestita da Lui di luce divina. Coloro che rifiutano il vero nascere di Maria, e gli ebioniti, che fecero di Maria la madre terrena di un semplice uomo chiamato Gesù. Da queste due eresie si originò la maggior parte degli errori contro la nostra Signora.

Tra le principali eresie della Chiesa primitiva, da un lato, ci sono: i gnostici, i marcionisti e i manichei, che combattono la divinità di Gesù Cristo e la maternità divina; dall'altro lato, si trovano gli antidicomarianisti: Elvidio e Joviniano, i quali, negando la perpetua verginità di Maria, si accordarono con i giudei per accusarla di donna pubblica e smentire così l'origine divina del Redentore. Attribuiscono vari figli alla nostra Signora, con ciò maleinterpretando il Vangelo che parla dei “fratelli del Signore”, e ignorano che in ebraico questo termine significa parente (cfr. Marco 3, 31-35). Gli adozionisti, fondati da Paolo di Samosata, parlano di Gesù come un figlio adottivo di una certa Maria.

Avversari della perpetua verginità di Maria. Prima del parto. Gli ebrei diffusero l'errore che il profeta Gesù fosse nato da un rapporto carnale tra Giuseppe e Maria, o che fosse figlio di un soldato romano chiamato Pantera e di Maria. Inoltre, oltre agli ebioniti, ci sono i carpocraiti e Cerinto, tra gli altri eretici del primo e secondo secolo della nostra era.


Il problema del male

 


STORIA DEL PROBLEMA


LA PREISTORIA

Per seguire in tutte le sue trasformazioni il problema del male, nelle civiltà e allo stesso tempo nelle opere, dovremmo esaurire il contenuto della letteratura universale. Non è questo, come è naturale, il nostro intento.

Non cercheremo nemmeno di stabilire un equilibrio fittizio tra i diversi titoli dei nostri commenti. In alcuni luoghi esiste molto; in altri, meno. Certi aspetti della questione sono sfuggiti del tutto a gruppi interi o a pensatori che hanno urtato e trattengono altre considerazioni. Non ci registreremo, per simmetria, nei loro documenti per estrarre da essi, mediante la forza, considerazioni che abbondano in altri. Maggiore ragione non ci arresteremo in mere ipotesi dove certezze a priori sembrano imporsi non appena si pensa a esse. Tale è il caso del problema del male nella preistoria.

La storia inizia con l'invenzione della scrittura. Prima di questo, cioè, per migliaia e migliaia di anni, nessun popolo né gruppo possedeva annali, e attraverso tutto il paesaggio umano scorreva il fiume dell'oblio. Esistono ancora oggi popoli simili. Non sono evoluti. I loro ricordi si riducono a una memoria umana. Dietro a ciò, che c'è riguardo alla questione attuale? Forse molta complessità, forse anche, guardando dall'alto, cose molto semplici e abbastanza facili da assicurare.

La natura, all'inizio, doveva apparire sempre «agli uomini come una mescolanza confusa di beni e mali. Il male in sé non può essere sicuramente afferrato: è una nozione troppo astratta; ma il male, per noi, l'essere o il fatto ostile, aveva ancora più di oggi la sua evidenza e il suo potere terribile.

Si rappresenta l'uomo nudo o sommariamente nudo, avanzando passo dopo passo, senza difesa proporzionata al pericolo, tra mostri accanto ai quali la sua statura era minuscola, cacciando, cacciato, dormendo nella caverna, avventurandosi per i boschi, temendo gli animali che forse lo temevano, e affrontando i enormi orsi per impadronirsi della loro pelle, con pericolo di morte. Che sentimento non doveva avere quell'uomo del male minaccioso, della natura crudele?

L'oscurità, le tempeste, gli eclissi, così come i enormi sauri e le bestie selvagge, inquietavano il suo animo. Potenze immaginarie popolavano davanti ai suoi occhi le acque, le selve, le rocce, l'atmosfera, e da esse si attendevano beni e anche mali. Lo stesso accadeva con i loro morti, che si apparivano in sogni e potevano dare testimonianza di favore o di ostilità.

Per quanto riguarda il male morale, l'oscurità della coscienza primitiva offuscava senza dubbio la sua nozione; ma quello non saprebbe essere assente là dove sussistesse il minore fulgore di ragione, e già si ode dire all'anziano di quei tempi, come oggi si dice e si dirà sempre: «Vivere è male, figli; questa età è molto triste».

L'idea di tabù e quella di impurità, comuni nelle razze primitive, non sono già schizzi di concezioni morali? È ciò che non conviene toccare, ciò che macchia, chi suggerisce all'istante l'idea di ciò che è male. Conviene aggiungere a questo ciò che non si deve, in ragione di precetti nati dall'esperienza e notificati dai capi o fissati dalla tradizione. Le terribili necessità di vite così esposte dovevano mantenere le violenze. Ai primi schemi del commercio e dei cambi benevoli si mescolava la rapina e l'assassinio con vista a essa. Oggi ancora, le tribù dei deserti sudanesi e altre in numero considerevole, non si consegnano a lotte selvagge per dei pozzi o per dei depositi di sale? Questo non poteva legittimarsi se non per la passione; il rispetto per l'altro e per il bene dell'altro si trova nella stessa natura.

Quando la vita errante dei primi uomini lasciò spazio alla vita sedentaria con vista a un'appropriazione regolare dei prodotti del suolo, coloro che si stabilivano così, insediati mediante questo fatto sotto un regime di proprietà, dovettero difendersi allo stesso tempo dai proprietari concorrenti e dalle incursioni di genti erranti e nomadi. Da qui la sicurezza di grandi mali come di grandi ingiustizie.

Un altro tanto diremo della guerra organizzata, che deve essere stata contemporanea delle prime formazioni sociali. Infatti, se la storia propriamente detta registra gli scontri dei popoli come l'evento principale delle sue cronache, con maggior ragione deve esserlo stata quando la vita era meno stabilizzata e più irregolare, più dipendente dalle influenze climatiche e dalle risorse alimentari dei vari ambienti. Il godimento di migliori luoghi e regioni più favorevoli era l'equivalente di ciò che per i nostri civilizzati di oggi è il possesso di miniere d'oro o di giacimenti petroliferi! Quali scontri non dobbiamo supporre; quali domesticazioni reciproche o estinzioni delle bande per privazione violenta delle condizioni elementari della vita! Il turbamento nel lavoro, modificando continuamente le possibilità della sua esistenza qui o là, doveva moltiplicare anche le cause dei conflitti.

È molto probabile che la lotta per la vita o per il prestigio regnasse tra gli esseri umani per lunghi periodi di tempo, come la vediamo regnare tra le bestie. Non potevano sorgere costumi più civilizzati se non dopo esperienze di vita sociale lente a prodursi e, soprattutto, a stabilizzarsi. L'antropofagia, in queste condizioni, deve essere stata comune. In essa non si percepiva alcun male, anche se, forse, solo la passione poteva far dimenticare agli esseri umani che atri simili non sapevano essere una preda per loro. L'umanità non sarà una teoria se non dopo lunghi millenni; ma potrebbe essere, in ogni tempo, un felice istinto.

Dubbiamo collocare sotto il segno del male i sacrifici umani che furono tradizionali in tutte le popolazioni che ci permette di sospettare la storia. Quelle ecatombi terribili, orribili in sé stesse, erano perpetrate pietosamente. Si trattava di un bene superiore le cui condizioni sconosciute lasciavano spazio a superstizioni sanguinose. Quanto più lontano si risale nella preistoria, nelle epoche paleolitica e archeolitica, si trovano tracce del culto ai morti, e quindi, di una credenza nella sopravvivenza in qualsiasi modo venga rappresentata. A questa idea si mescolava quella di una retribuzione postuma per le buone e le cattive azioni della vita, che non si può affermare con certezza, anche se le tradizioni più lontane dell'Egitto, per esempio, possiedono tracce di essa.

Nelle stesse epoche, più specialmente nell'epoca neolitica, vediamo praticato il sacrificio delle donne sulla tomba dei loro mariti, come oggi avviene in India, essendo anche una falsa pietà quella che lì si esercita. Con le loro donne si procura ai morti un complemento di vita, allo stesso modo in cui si forniscono loro cibo e utensili e si tingono i loro resti, come essi coloravano i loro corpi. 

Sopravvivenza sempre, e resistenza dei poveri viventi al male supremo della loro condizione temporale, che è la morte. Non bisogna chiedere a questi primi esseri umani di riferire il bene e il male a una fonte prima, rispetto alla quale il bene sarebbe una derivazione, e il male un limite o un avversario. Il Bene-Unico di Platone non è di questi tempi! Il Dio unico, santo e autore di santità, dovrà manifestarsi lui stesso, e questa non era la sua ora. Tutte le religioni preistoriche sono politeiste. Quando apparve, più tardi, il monoteismo, come in Egitto, solo i sacerdoti e alcuni fedeli vi si unirono completamente; la plebe rimase legata alle antiche credenze. Il popolo ebraico è il primo popolo monoteista in generale e come comunità nazionale. Ancora si ignorano le sue costanti infedeltà.

Quanto è lontana la vita umana normale da quest'altra vita primitiva, e come il piano della creazione appare lì coperto di ombre! È necessaria al contemplatore una visione del futuro animata di fiducia per non ignorare e disprezzare questo piano. «La fede in Dio—scrive Amiel—, in un Dio santo e misericordioso» paterno è il raggio divino che accende questa fiamma. Oh, come sento—aggiunge—la profonda e terribile poesia dei terrori primitivi che hanno originato le teologie! In che modo la storia delle forze scatenate, del caos selvaggio e del mondo nascente, è diventata completamente la mia vita e la mia sostanza! Come si chiarisce tutto e si trasforma nel simbolo del profondo pensiero immutabile, del pensiero di Dio sull'universo! Come mi si presenta l'unità di tutte le cose, in modo sensibile dentro la coscienza! Mi sembra di intravedere il motivo sublime che, nelle sfere infinite dell'esistenza, sotto tutti i modi dello spazio e del tempo, tutte le forme create riproducono e cantano nel seno dell'eterna armonia.

A . D . S E R T I L L A N G E S


Vergine Maria: come Madre della Salvezza, il Mio ultimo titolo dal Cielo, lasciate che vi aiuti.

 


Figlia Mia, la valle di lacrime che inonda ogni nazione in tanti modi è stata preannunciata più volte.

Eppure non hanno ascoltato gli avvertimenti che ho dato ai veggenti nel corso dei secoli.

Alcuni di coloro che conoscono le promesse del Signore, il quale disse che sarebbe venuto di nuovo a governare in un mondo senza fine, sono in grado di riconoscere i segni.

La maggior parte delle persone non ne è in grado perché non conosce i Vangeli.

Bambini, questi tempi sono molto difficili e confusi. Io, la vostra Madre amata, vi offro una protezione contro Satana, se solo Me lo chiedete.

Mi è stato concesso il potere di schiacciarlo. Se richiedete il Mio aiuto posso alleviare il vostro tormento.

Figlia Mia, la sua influenza sta diventando chiara a molti di voi che aprite gli occhi.

La sua malvagità si é manifestata in molti dei figli di Dio.

Omicidi, assassinii insensati, guerre, avidità, persecuzione, immoralità e peccati dilaganti che rompono ognuno dei comandamenti di Dio, stabiliti da Mosè, sono lì visibili a tutti.

Per chi ha poca fede e dice cosa importa è necessario conoscere il danno che Satana infligge alla vostra anima.

Egli è come una malattia che è difficile da curare. Una volta che vi afferra porta altre malattie, anche peggiori della prima in un modo tale che una cura non è sufficiente.

Egli avvelena l’anima, la mente e il corpo così rapidamente che è molto difficile liberare se stessi.

Figli, non vi rendete conto quanto egli sia potente e vendicativo. Una volta che infesta l’anima, non la lascia in pace in modo che l’anima in questione quasi perde la sua mente.

In alcuni casi queste anime non controllano più i propri impulsi.

Come Madre di tutti i figli di Dio, ho il potere di aiutare a salvare la vostra anima.

Come Madre della Salvezza, il Mio ultimo titolo dal Cielo, lasciate che vi aiuti.

È necessario dire il Mio Santo Rosario tutti i giorni per la protezione e Satana lascerà voi e i vostri cari da soli.

Non sottovalutate mai questa preghiera contro Satana, la sua forza diminuisce non appena la si recita.

Bambini la potenza di Dio è lasciata in eredità a coloro che invocano Mio Figlio, Gesù,  per dare la forza per vivere in questi tempi. Non vi può essere data a meno che non la chiedete.

Ecco la prossima Crociata di preghiera che dovete recitare per cercare la protezione da Satana.


Crociata di Preghiera (68) Proteggimi dall’influenza di Satana


Madre di Dio, Madre della Salvezza coprimi con il tuo mantello santissimo e proteggi la mia famiglia dall’influenza di Satana e dei suoi angeli caduti Aiutami a confidare nella Misericordia Divina del Tuo Figlio diletto, Gesù Cristo, in ogni momento.

Sostienimi nel Mio amore per Lui e non permettermi di allontanarmi dalla verità dei suoi insegnamenti, non importa quante tentazioni sono posti davanti a me.

Amen.


Pregate, pregate, pregate sempre per la protezione contro il male, perché provoca un terribile male, danni e miseria nella vostra vita.

Se non chiedete non potete ricevere queste grazie.

Fidatevi di Me, la vostra Madre, Sempre poiché è il mio ruolo aiutare Mio Figlio a salvare le anime di tutti i figli di Dio.

La vostra Madre che vi ama

Regina della Terra

Madre della Salvezza

23 Luglio 2012 

- Prima e seconda bestia: la prima è la Potenza umana, la seconda la Scienza unicamente umana.

 


Dice Gesù

«Ti ho detto un giorno che l’eterno invidioso cerca di copiare Dio in tutte le manifestazioni di Dio. Dio ha i suoi arcangeli fedeli. Satana ha i suoi. Michele: testimonianza di Dio, ha un emulo infernale e così l’ha Gabriele: forza di Dio.

La prima bestia, uscente dal mare, che con voce di bestemmia fa proclamare agli illusi: “Chi è simile alla bestia?”, corrisponde a Michele. Vinta e piagata dallo stesso nella battaglia fra le schiere di Dio e di Lucifero, all’inizio del tempo, guarita da Satana, ha odio di morte verso Michele, e amore, se d’amore può parlarsi fra i demoni - ma è meglio dire: soggezione assoluta - per Satana.

Ministro fedele del suo re maledetto, usa dell’intelligenza per nuocere alla stirpe dell’uomo, creatura di Dio, e per servire il suo padrone. Forza senza fine e senza misura è usata da essa per persuadere l’uomo a cancellare, da se stesso, il mio segno che fa orrore agli spiriti delle tenebre. Levato quello, col peccato che leva la grazia, crisma luminoso sul vostro essere, la Bestia può accostarsi ed indurre l’uomo ad adorarla come fosse un Dio ed a servirla nel delitto.

Se l’uomo riflettesse a quale soggezione si dona collo sposare la colpa, non peccherebbe. Ma l’uomo non riflette. Guarda il momento e la gioia del momento, e peggio di Esaù baratta la divina genitura per un piatto di lenticchie.

Satana, però, non usa soltanto di questo violento seduttore dell’uomo. Per quanto l’uomo poco rifletta in genere, vi sono ancora troppi uomini che, non per amore, ma per timore del castigo, non vogliono peccare gravemente. Ed ecco allora l’altro ministro satanico, la seconda bestia. Sotto veste d’agnello ha spirito di dragone. È la seconda manifestazione di Satana e corrisponde a Gabriele, perché annuncia la Bestia ed è la sua forza più forte: quella che smantella senza parere e persuade con finta dolcezza che è giusto seguire le orme della Bestia.

È inutile parlare di potenza politica e di terra. No. Se mai potete riferire alla prima il nome di Potenza umana e alla seconda di Scienza umana. E se la Potenza di per se stessa produce dei ribelli, la Scienza quando è unicamente umana, corrompe senza produrre ribellione e trae in perdizione un numero infinito di adepti. Quanti si perdono per superbia della mente che fa loro spregiare la Fede e uccidere l’anima con l’orgoglio che separa da Dio! Ché se Io mieterò all’ultimo giorno la messe della terra, già un mietitore è fra voi. Ed è questo spirito di Male che vi falcia e non fa di voi spighe di eterno grano, ma paglia per le dimore di Satana.

Una, una sola scienza è necessaria. Lo ripeterò mille volte: conoscere Dio e servirlo, conoscerlo nelle cose, vederlo negli avvenimenti e sapere distinguere Lui dal suo antagonista per non cadere in perdizione. Invece vi preoccupate di aumentare il sapere umano a detrimento del sapere sovrumano. Io non condanno la Scienza. Ho anzi piacere che l’uomo approfondisca col sapere le cognizioni che è andato accumulando, per potere sempre più comprendere ed ammirare Me nelle mie opere. Vi ho dato l’intelligenza per questo. Ma dovete usarla per vedere Dio nella legge dell’astro, nella formazione del fiore, nel concepimento dell’essere, e non usare l’intelligenza per violentare la vita o negare il Creatore.

Razionalismo, Umanismo, Filosofismo, Teosofismo, Naturismo, Classicismo, Darvinismo, avete scuole e dottrine di tutti i generi e di tutte ve ne preoccupate, per quanto la Verità sia molto snaturata o soppressa in esse. Solo la scuola del Cristianesimo non volete seguire ed approfondire. Naturale resistenza, del resto. Approfondendo la coltura religiosa sareste obbligati o a seguire la Legge e non lo volete fare, o a confessare apertamente che volete calpestare la Legge. E anche questo non lo volete fare. Perciò non volete divenire dotti nella Scienza soprannaturale.

Ma poveri stolti! E che ve ne farete delle vostre scuolette e delle vostre parolette quando dovrete sostenere il mio esame? Avete spento in voi la luce infinita della Scienza vera e avete creduto di illuminare le vostre anime con dei surrogati di luce; così come dei poveri pazzi che pretendessero di spegnere il sole facendo di tanti fanalini un nuovo sole. Ma se anche le nebbie nascondono il sole, il sole c’è sempre nel mio firmamento. Ma se anche con le vostre dottrine create nebbie che velano il Sapere e la Verità, Verità e...

DA: I QUADERNI DEL 1943


ORAZIONE A MARIA PER UNA BUONA MORTE

 


OH MARIA, CONCEPITA SENZA MACCHIA DI PECCATO, PREGATE PER NOI CHE CI RIVOLGIAMO A VOI. OH RIFUGIO DEI PECCATORI, MADRE DEGLI AGONIZZANTI, NON CI ABBANDONATE NELL'ORA DELLA NOSTRA MORTE, MA OTTENETECI UNA PERFETTA CONTRIZIONE, SINCERA COMPUNZIONE, PERDONO DEI NOSTRI PECCATI, DEGNO ACCOGLIMENTO DEL SANTO VIATICO E FORZA MEDIANTE IL SACRAMENTO DELL'ESTREMA UNZIONE, AFFINCHÉ CON FIDUCIA POSSAMO PRESENTARCI DAVANTI AL TRONO DEL SUPREMO GIUDICE, GIUSTO E MISERICORDIOSO, NOSTRO DIO E REDENTORE.

Che la preghiera sia sempre il vostro strumento di elevazione, di riparazione e di vita.

 


MESSAGGIO MENSILE DELLA VERGINE MARIA, ROSA DELLA PACE, TRASMESSA NELLA COMUNITÀ-LUCE FIORE DEL SACRO TEPUI DI RORAIMA, BOA VISTA, RORAIMA, BRASILE, ALLA VEGGENTE SORELLA LUCÍA DE JESÚS


13 Novembre 2025

Che la preghiera sia sempre il vostro strumento di elevazione, di riparazione e di vita.

Che la preghiera sia il balsamo che vi mantiene uniti a Dio ed il soffio che vi concede la vita spirituale.

Che nella preghiera, figli Miei, riceviate e sosteniate i doni e la presenza dello Spirito Santo di Dio.

Che cerchiate nella preghiera il discernimento, la saggezza, le risposte ad ognuna delle questioni che oggi angosciano i vostri cuori. 

Non cercate in voi stessi, nelle vostre menti, nei vostri sentimenti e nel vostro discernimento umano, perché questo è superficiale e, per quanto a volte sia convincente e sembri corretto, potrebbe non portarvi alla manifestazione della Volontà Superiore.

Che, prima di qualsiasi decisione, come di qualsiasi attitudine, i vostri cuori cerchino la risposta nella preghiera, in una preghiera vera e costante che vi manterrà in connessione con Dio, anche nei tempi più dissociativi del pianeta.

In questo ciclo del mondo, figli Miei, l'avversario semina nei cuori il desiderio di autosufficienza ed autorealizzazione affinché sentiate che possiate prendere da soli qualsiasi decisione e fare qualsiasi passo e che questo sarà evolutivo e corretto.

Ma oggi Io vi dico che un cuore che non prega e una mente che non è in connessione con Dio e con te dimensioni superiori, assorbiranno dalla collettività dell'umanità solo ciò che è ovvio ed accettabile per le menti umane, ciò che è seminato dal principe del mondo e che vuole condurre le coscienze a rimanere nella superficialità.

Per questo, figli Miei, sono ancora qui ed insisto ogni giorno affinché siate e rimaniate nella preghiera, per mantenere accesa dentro di voi la connessione con le dimensioni superiori dell'esistenza e che questa connessione non sia solo una memoria di un'esperienza vissuta in qualche ciclo delle vostre vite, ma che sia la realtà in ogni istante.

Questi tempi vi chiamano ad uno sforzo trascendente, mentre il mondo vi porta nella direzione di sforzarvi per quello che è davanti ai vostri occhi: promesse superficiali di crescita, di prestigio, che si dissolveranno come polvere quando verrà il tempo.

Il vostro più grande sforzo, figli, deve essere nella trascendenza della vita, nella connessione con quello che è immateriale, con i Raggi dell'Universo, con le Leggi Superiori, con la Vita Maggiore che è il prossimo passo di quelli che sono disposti a viverlo.

Non permettete al mondo di chiamarvi e spingervi solo per le sue promesse perché queste passeranno, ma ciò che è vero ed eterno, non passerà. Siete in un tempo cruciale in cui dovete essere attenti alla prossima tappa della vostra evoluzione, al prossimo passo che farete dopo questa vita.

È tempo di costruire e consolidare il nuovo essere con tutto ciò che avete già ricevuto e conosciuto, e la preghiera, figli Miei, per quanto semplice vi sembri, sarà la protezione e la porta sicura per la costante elevazione della coscienza.

La preghiera è la base che vi darà la possibilità di raggiungere gradi più elevati di trascendenza e di elevazione, ma è necessario pregare e pregare davvero e di cuore.

Che gli impulsi della vostra Madre Celeste vi ricollocano giorno dopo giorno nel vero proposito delle vostre vite.

Aggrappatevi alle Mie Mani; sono qui per condurvi al Padre.

Io vi benedico e vi ringrazio per essere oggi con Me.

Vostra Madre, la Vergine Maria, Rosa della Pace