domenica 14 giugno 2026

Cambiamento di Confessore. La prima cosa che il nuovo Confessore le ingiunse per obbedienza fu di assoggettarsi al patire soltanto con la sua autorizzazione

 


Dopo questo ebbi un’altra mortificazione, e fu il dover cambiare confessore, perché essendo lui religioso fu chiamato in convento. Io ero contenta di lui e la maggior parte di quei fracassi 71 detti di sopra succedevano quando lui stava in campagna, specialmente l’ultimo anno che fu confessore,  per il colera che stava nel paese, e vi dimorò sei mesi. 

Onde il mio Confessore non faceva tante parti 72; mi faceva stare un giorno in quello stato di sofferenze e poi veniva. [89] Quindi non stette neppure un mese dacché si era ritirato dalla campagna e si intese che se ne partiva. Questo fu doloroso per me, non perché ci avessi attaccamento, ma per la necessità che avevo. Onde andai dal Signore e gli dissi la mia pena, ed Egli mi disse: “Non volerti affliggere per questo; o sono il padrone dei cuori e posso volgerli e rivolgerli come a Me pare e piace. Se lui ti ha fatto del bene, non è stato altro che un porgitore, che riceveva da Me e lo dava a te. Così farò degli altri: di che temi dunque? Mia cara, fino a tanto che tu avrai l’occhio ora a destra, ora a sinistra, e lo lascerai posare ora sull’una e ora sull’altra cosa e non avrai l’occhio fisso in Me, non potrai camminare spedita per la via del Cielo, ma andrai sempre zoppicando e non potrai seguire l’influsso della Grazia. Perciò voglio che con santa indifferenza guardi tutte le cose che intorno a te succedono, stando tutta intenta a Me solamente”.   

[90] Onde dopo queste parole, il mio cuore acquistò tanta forza, che poco o niente soffrii una tanta perdita di chi tanto bene aveva fatto all’anima mia.  

Così successe che cambiai confessore e ritornai al Confessore che mi confessava quando ero piccola 73. Ma sia sempre benedetto il Signore, che si serve di quelle stesse vie che sembrano a noi contrarie e quasi che dovrebbero portare danno all’anima nostra, per il maggior bene nostro e per la sua gloria. Così avvenne che incominciai ad aprire l’animo mio, ché fino a quel punto non avevo detto niente a nessuno; per quanto sforzo facessi, non ci riuscivo, anzi, più impotente mi vedevo a dire le cose del mio interno. Era tanto il rossore che sentivo al solo pensare di dire queste cose, che vedevo essere più facile dire i più brutti peccati 74. Donde procedesse, non so dirlo: da parte [91] del Confessore credo di no, perché egli era tanto buono, fiducioso, dolce, paziente nel sentire; prendeva una cura esattissima dell’anima, aveva l’occhio su tutto, affinché si potesse camminare dritto. Da parte mia, neppure, perché mi sentivo un intoppo sull’animo e avevo tutta la volontà di liberarmi e    di sentire almeno come la pensava il Confessore, ma mi sentivo impossibilitata a farlo. Per me,   credo che ci fu una permissione del Signore. 

Onde, trovandomi col nuovo Confessore, incominciai a poco a poco ad aprire il mio interno. Il Signore molte volte mi comandava che manifestassi al Confessore ciò che Lui mi diceva, e quando io non lo facevo, il Signore mi riprendeva, mi rimproverava severamente e delle volte giungeva a dirmi che se ciò non avessi fatto, Lui non sarebbe più venuto. Questa è per me la pena più amara, [92] che tutte le altre pene, confrontate con questa, non mi sembrano altro che fili di paglia. Perciò, era tanto il timore che ancora veramente non ci venisse, che facevo quanto più potevo a manifestare il mio interno. È vero che delle volte mi costava molto, ma il timore di perdere il mio caro Gesù mi faceva superare tutto. Da parte del Confessore ero pure spinta a dirgli donde procedesse un tale stato, che cosa mi succedeva quando stavo in quell’assopimento, quale ne era la causa. Ora mi comandava di manifestarlo, ora mi costringeva coi precetti d’ubbidienza ed ora mi metteva innanzi il timore che potessi vivere nell’illusione e nell’inganno, vivendo a me stessa, mentre se avessi manifestato al Sacerdote, avrei potuto stare più sicura e tranquilla, perché il Signore non permette mai che il sacerdote s’inganni quando l’anima è obbediente. Così Gesù Cristo mi spingeva da una parte, il Confessore dall’altra. Mi pareva delle volte che se la intendessero [93] tutti e due insieme, il Confessore e Gesù Cristo. Così riuscii a manifestare l’animo mio. Ciò non faceva il Confessore passato, non mi faceva nessuna domanda, non cercava di sapere che cosa mi succedeva in quello stato di assopimento, donde io stessa non sapevo come uscire a parlare di queste cose. La cura che si prendeva era che stessi rassegnata, uniformata al volere di Dio, a sopportare la croce che il Signore mi aveva dato, tanto che, se delle volte mi vedeva un po’ infastidita, ne soffriva grande dispiacere. 

Dunque, avvenne che passai circa un altro anno con questo Confessore nello stesso stato detto di sopra. Onde, siccome il Confessore sapeva donde procedesse quello stato di sofferenza, mi diceva che quando Gesù Cristo volesse che mi venissero le sofferenze, andassi da lui a chiedere l’obbedienza.


Il Cuore Eucaristico di Gesù è nuovamente ferito dai suoi, nella sua Casa, nello stesso luogo ove ha posto la sua divina dimora fra voi.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 7 giugno 2026



Figli prediletti,
purtroppo in questi tempi la tenebra ha oscurato anche il Tabernacolo: attorno vi è tanto vuoto, tanta indifferenza.
Il Cuore Eucaristico di Gesù è nuovamente ferito dai suoi, nella sua Casa, nello stesso luogo ove ha posto la sua divina dimora fra voi.
Tornate ad essere gli adoratori perfetti. Mi rivolgo ai ministri ai quali ogni giorno aumentano i dubbi, le negazioni e i sacrilegi.
Siate ferventi nell’amare Gesù Eucaristico che, per mezzo di voi, ancora si rende presente, ancora si immola e si dona alle anime.
Portate tutti a Gesù nell’Eucaristia: all’Adorazione, alla Comunione, ad un amore più grande.
Aiutate i vostri fratelli ad accostarsi a Gesù Eucaristico in maniera degna, con l’invitarli a presentarsi alla Comunione sacramentale in stato di grazia, con l’educarli alla confessione frequente, la quale diventa necessaria, a chi si trova in peccato mortale, per ricevere l’Eucarestia.
Insegnate a non aver paura di Gesù ma a chiedere nell’Adorazione.
Figli, aprite i vostri cuori affinché possiate sentire la Sua voce. Gesù vi ama, vi attende e vi protegge. Siate benedetti nel nome di Gesù Cristo.
Vostra Madre.


***


Riflessione sul messaggio:
I Padri della Chiesa dicevano che non esiste Chiesa senza l’ Eucarestia. Essa ne è l’essenza stessa, è il sacramento per eccellenza su cui si fonda la Chiesa. La Madonna, pertanto, oltre a ricordarci i numerosi sacrilegi che vengono perpetuati al Corpo di suo Figlio, ci ricorda ancora una volta il compito di ciascuno di noi, suoi nuovi apostoli: portare la gente a Cristo, per farlo conoscere e trasformare la vita di chi vive nel peccato in una creatura nuova. Noi che siamo già in Cristo dobbiamo educare chi è ancora lontano dal Suo amore.
La Madonna ci ricorda l’importanza della virtù teologale della “fede” e del primo comandamento: come si ama Dio? Con l’Adorazione, con la Confessione, con la Preghiera e con l’Eucarestia ricevuta correttamente.
La Madonna ci svela, infine, un segreto prezioso: durante l’Adorazione eucaristica possiamo presentare a Gesù le nostre richieste.


ANGELI E DEMONI LA LOTTA CONTRO IL POTERE DELLE TENEBRE

 


Ecco i santi angeli, principi degli eserciti del Signore, ma anche nostri amici e protettori.


IL MERAVIGLIOSO MONDO ANGELICO


Potere degli angeli sulla materia


È alquanto misterioso per noi il modo in cui gli angeli, esseri spirituali, possano muovere la materia.

Tuttavia tale potere è formalmente rivelato, come si può vedere, ad esempio, nel libro di Daniele. Il profeta fu gettato nella fossa dei leoni affinché perisse; per azione divina, gli animali non gli fecero del male: “Il mio Dio ha mandato il suo angelo e ha chiuso le fauci dei leoni, e questi non mi hanno fatto alcun male” (Dan 6, 21). Tuttavia, per nutrirlo, Dio volle servirsi del profeta Abacuc, condotto fino alla fossa da un angelo.

Narra la Scrittura: “Il profeta Abacuc si trovava allora in Giudea, e aveva preparato una minestra, e spezzato del pane in una ciotola, e stava per portarlo ai mietitori che erano nei campi. E l’angelo del Signore disse ad Abacuc: Porta questa refezione che hai a Babilonia, per darla a Daniele che è nella fossa dei leoni. E Abacuc rispose: Signore, io non ho mai visto Babilonia e non so dove sia la fossa. Allora l’angelo del Signore lo prese per la sommità del capo e, tenendolo per i capelli, lo portò con l’impeto del suo spirito fino a Babilonia, sopra la fossa” (Dan 14, 32-35).

Lo stesso Salvatore si lasciò trasportare dal demonio fino all’alto monte per essere tentato (cfr. Mt 4, 5-8).

In San Matteo, sulla Resurrezione di Nostro Signore, è scritto: “Un angelo del Signore scese dal cielo, e, avvicinatosi, rotolò la pietra, e stava seduto su di essa” (Mt 28, 2).*

*Cfr. Summa Teologica, 1,qq. 52, 107,110-112.

Sebbene la questione, come abbiamo detto, sia alquanto misteriosa, cercheremo di sintetizzare qui la dottrina di San Tommaso d’Aquino al riguardo.

Prima di tutto, conviene ricordare ciò che insegna il santo Dottore riguardo al modo in cui gli angeli si trovano in un luogo: mentre gli esseri corporei manifestano la loro presenza in un luogo circoscrivendolo attraverso il contatto fisico del loro corpo con il luogo occupato, le creature incorporee delimitano il luogo mediante un contatto operativo. Vale a dire: esse si trovano nel luogo dove agiscono.

Gustavo Antônio e Luiz Sergio Solimeo


Figli miei, San Paolo quando parlava dei morti non era solo riferito ai vostri parenti o amici che sono andati in un altro luogo ma parlava in un senso più ampio: si riferiva a quelli che non hanno dentro Dio. Sono coloro che non vivono con Dio e per Dio, questi sono i morti che sono in vita.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 3 giugno 2026


Figli cari,
grazie per essere qui riuniti per la preghiera a me tanto cara e grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore.
Figli miei, sono la vostra mamma e vi chiedo di pregare tanto, viste le vicissitudini del mondo.
Figli miei, San Paolo quando parlava dei morti non era solo riferito ai vostri parenti o amici che sono andati in un altro luogo ma parlava in un senso più ampio: si riferiva a quelli che non hanno dentro Dio. Sono coloro che non vivono con Dio e per Dio, questi sono i morti che sono in vita.
Allora vi dico che è questo il momento di lavorare insieme fianco a fianco, affinché il nome di Gesù possa risuonare in tutto il mondo, in tutte le famiglie, chiese domestiche.
Figli cari, il mio Gesù non vi lascia soli se voi sarete pronti per questa battaglia in attesa che Lui venga come Re e Giudice.
Ora vi lascio con la Speranza nei vostri cuori e con la mia benedizione materna, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Pregate per un forte terremoto che farà tremare l’Italia.

***

Riflessione sul messaggio:
La Madonna ci invita nuovamente a pregare tanto per le situazioni drammatiche che affliggono il mondo e soprattutto ci ricorda la situazione interiore di tanti uomini, che sono come morti viventi, cioè vivono senza Dio, dediti alle opere della carne, come dice San Paolo.
L’unica salvezza è nel nome di Gesù, per questo è importante annunciare a tutti la Sua parola. Nel chiederci di lavorare fianco a fianco, la Madonna ci ricorda che siamo noi le mani di Gesù protese in questo mondo.
Facciamoci apostoli anche noi, con la certezza, dataci dalla Mamma celeste, che Gesù sarà con noi se saremo pronti a combattere per Lui.

 


PER TUTTI I DEFUNTI

 


O DIO, CREATORE E REDENTORE DI TUTTI I FEDELI, CONCEDI ALLE ANIME DEI TUOI SERVI E DELLE TUE SERVE LA REMISSIONE DI TUTTI I LORO  PECCATI, AFFINCHÉ, PER LE UMILI SUPLICHE DELLA CHIESA, OTTENGANO IL PERDONO CHE HANNO SEMPRE DESIDERATO; PER NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. AMEN. 

«Le vostre paci non sono che raccolte di forze e di mezzi per future e più demoniache guerre».

 


Dice Gesù: 

«…E finché rimarrete la generazione perversa che siete, nemica a Dio e allo spirito e amica della carne e del sangue e dell’Aizzatore della carne e del sangue, non godrete della vera pace. Vera: non illusoria come la stasi di un male cronico che altro non è che segreta raccolta di nuove tossine destinate a traboccare poi nel sangue per dare aggravamento sempre più forte al male che uccide. 

Le vostre paci sono uguali. Non sono che raccolte di forze e di mezzi per future più demoniache guerre. Ve l’avevo detto100 e fatto dire dalla santa Madre mia, da miei servi a cui era svelato il futuro. Ma voi negate il miracolo, voi negate la rivelazione, voi negate Dio. 

Cosa non negate voi? Tutto quello che non è frutto della vostra superbia negate, e agite non secondo le luci che vengono dall’alto, ma secondo i fumi che escono dal vostro essere acceso dalla superbia, aizzato dalla prepotenza, insatanassato dalla triplice lussuria. 

Ed Io che sono curvo come un Padre, che sono Amore per chi m’è fedele, non posso benedire i vostri disegni ed essere reggitore delle vostre imprese. E, ricordatelo, chi non ha Dio con sé perisce.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


State pronti, figli Miei, state per conoscere il Pianeta dell’Amore!

 


Carbonia 13 giugno 2026

Lo Spirito Santo opera sui Suoi figli, la Gemma celeste brilla su ognuno di loro. Accantonate tutto ciò che appartiene al mondo, state fermi nella santa dottrina della Chiesa, coltivate le Leggi di Dio, siate ligi ai Suoi Comandamenti.

Figli amati, avvicinatevi all’Amore, stringetevi all’Amore e abbracciate Maria, Colei che ora prenderà posto tra di voi e vi guiderà, istruiti nelle Cose di Dio, alla fine della battaglia.

Aprite il vostro cuore all’Amore, santificatevi, o uomini, la tenda di Giacobbe è già aperta per ricoverare coloro che si metteranno al seguito di Dio!

Maria SS.ma chiede ai Suoi figli l’abbandono totale allo Spirito Santo affinché possano essere rinnovati, ricolmati dei doni celesti.

Solo in Dio si trova la salvezza, o uomini, fate in fretta a tornare a Lui, siate severi con voi stessi, il tempo è chiuso, ora vedrete precipitare ogni cosa sulla Terra, conoscerete il dolore che il peccato ha procurato.

Dio attende per riabbracciarvi tutti a Sé, per questo motivo vi chiede la vera conversione, l’abbandono delle cose del mondo per poter godere di quelle celesti.

Ave santa Vergine del Carmelo! …ecco, noi bramiamo il Tuo arrivo, siamo al Tuo seguito, Ti attendiamo per essere guidati da Te, per essere vittoriosi in Tuo Figlio Gesù.

Miriadi di luci si muovono verso la Terra, preparano il campo per il Rapimento!

È l’ora della Grande Rivelazione! Dio è pronto a manifestarsi a questa Umanità perché si ravveda e torni a Lui. Il tempo è giunto, l’attesa è finita, tutto è in atto.

Un grande esercito di angeli celesti, guidati da san Michele, già discende, …l’appostazione è comandata da Dio!

Voi siete figli dell’Unico e vero Dio, non sarete abbandonati agli artigli di Satana. Pregate, abbandonatevi a Lui, credete in Lui, obbedite a Lui, affinché si compia la Sua santa volontà.

Tremano le mura di Roma! Addio, figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta, il Demonio vi ha agguantati e voi avete seguito il suo comando mettendovi contro il vostro Dio Amore. Conducete una vita da sciagurati traditori, non avete il benché minimo rispetto di Colui che vi ha creati. Poveri uomini!

Ah! Quanto si diverte l’aguzzino guardando la vostra caduta! Ah! Quanto sarete umiliati!

Ah, quanto sarete seviziati, usati per il suo maledetto piano contro il Dio Creatore, …che disastro! Che disastro siete, figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta. Pietà! Pietà di voi! Il Mio Cuore è a pezzi, gronda sangue: …la Mia Parola è stata cancellata per onorare la bestia! Che sciagura su di voi!

Con tutto il Mio amore ora chiamerò a Me i Miei figli, separerò il grano dalla pula, li solleverò a Me e li poserò dove tutto è amore.

State pronti, figli Miei, state per conoscere il Pianeta dell’Amore!

Vi unirete all’Amore e diverrete in Lui divini! Amen.

IL DOGMA DEL PURGATORIO

 


Sollievo delle anime: la S. Messa. - S. Teresa e Bernardino di Mendoza. - Molteplicità delle messe e pompa delle esequie, - Sante cerimonie della Chiesa e corone profane colle quali si copre il feretro. 

_______ 


    Terminiamo quanto dicemmo della santa Messa col racconto di S. Teresa, intorno a Bernardino di Mendoza. Narra il fatto nel suo libro delle Fondazioni (capitolo X). 

     Il giorno dei morti, Bernardino di Mendoza aveva dato a S. Teresa una casa ed un bel giardino, posti a Valladolid, per fondarvi un monastero in onore della Madre di Dio. «Due mesi dopo, scrive la santa, quel gentiluomo d'un tratto cadde infermo e subito perdette la favella di modo che non poté confessarsi, sebbene con segni dimostrasse il desiderio di farlo e la viva contrizione che provava dei suoi peccati. 

    «Non tardò a morire, lungi dal luogo ove io mi trovava a quel tempo; ma Nostro Signore mi parlò e mi fece conoscere che era salvo, sebbene avesse corso grande pericolo di non esserlo. Su di lui si era diffusa la misericordia di Dio, per i doni fatti al convento della S. Vergine: tuttavia la sua anima non doveva uscire dal Purgatorio prima che nella novella casa fosse celebrata la prima messa. 

    «Tanto profondamente sentii i patimenti di quell'anima che, ad onta del mio vivo desiderio di terminare il più presto la fondazione di Toledo, immediatamente partii per Valladolid. 

    «Un giorno che stava pregando a Medina del Campo, Nostro Signore mi disse di far presto, perché l'anima di Mendoza era in preda ai più vivi dolori. Perciò ripartii tosto, sebbene non vi fossi preparata, ed arrivai a Valladolid il giorno della festa di S. Lorenzo. 

    «Chiamai subito i muratori per alzare senza indugio i muri di clausura: ma siccome ciò richiedeva assai tempo, chiesi ad un vescovo l'autorizzazione di fare una cappella provvisoria per l'uso delle suore che mi avevano accompagnato. Avendola ottenuta, vi feci celebrare la messa, e alla comunione, nel momento in cui lasciai il mio luogo per avvicinarmi alla sacra mensa, vidi il nostro benefattore, il quale, colle mani giunte e col volto risplendente, mi ringraziava di quanto aveva fatto per trarlo dal Purgatorio. In seguito lo vidi pieno di gloria salire al Cielo. Ne fui tanto più contenta dacché non ardiva sperare un tal successo; poiché sebbene Nostro Signore mi avesse rivelato che la liberazione di quell'anima avrebbe tenuto dietro alla prima messa celebrata nella casa, pensava che ciò dovesse intendersi della prima messa, in cui il santo Sacramento sarebbe rinchiuso nel tabernacolo ». 

    Questo bel passo ci fa vedere, non soltanto l'efficacia della santa Messa, ma anche la tenera bontà colla quale Gesù Cristo s'interessa per le anime ed arriva sino a domandare in loro favore i nostri suffragi. 

    Giacché il divin Sacrifizio è tanto prezioso, qui si potrebbe domandare se un gran numero di messe arrechi alle anime maggior sollievo che non un numero minore, ma compensato da magnifiche esequie, e da abbondanti limosine. La risposta a questa domanda si deduce dallo spirito della Chiesa, che è lo spirito dello stesso Gesù Cristo e l'espressione della sua volontà. 

    Ora la Chiesa esorta i fedeli a fare per i defunti preghiere, limosine ed altre buone opere, ad applicar loro le indulgenze, ma sopratutto a far celebrare la santa Messa ed assistervi. Dando sempre un posto particolare al divin Sacrifizio, approva ed usa (vari generi di suffragi, secondo le circostanze, la divozione e la condizione sociale del defunto e dei suoi eredi. 

   È un'usanza cattolica, che fin dalla più remota antichità religiosamente osservavano i fedeli, quella di far celebrare per i defunti solenni esequie e funerali splendidi, per quanto lo permettono i loro mezzi. La spesa che per ciò fanno è una limosina alla Chiesa, limosina che agli occhi di Dio sommamente innalza il prezzo del divin Sacrifizio ed il suo valore soddisfattorio pel defunto. 

   Tuttavia è buona cosa il regolare i funerali in modo da lasciar sempre mezzi sufficienti per un numero conveniente di messe e per limosine ai poveri. 

Ciò che si deve evitare, si è che venga dimenticato il carattere cristiano dei funerali e riguardate le funebri esequie, più che un grande atto di religione, una dimostrazione di mondana pompa. 

   Ciò che ancora devesi evitare sono i simboli di duolo al tutto profani e che non sono conformi alle cristiane tradizioni. Tali sono le corone di fiori, di cui con grandi spese si carica il feretro del morto. 

È una innovazione a giusta ragione disapprovata dalla Chiesa, alla quale Gesù Cristo confidò di regolare il culto e le sante cerimonie senza eccezione delle funzioni funebri. Quelle di cui si serve alla morte dei suoi figli sono venerabili per la loro antichità, piene di senso e di consolazione per la fede. Tutto l'apparecchio spiegato agli occhi dei fedeli, la croce e l'acqua benedetta, i lumi e l'incenso, le lagrime e le preghiere, inspirano la compassione per le anime, la fede nella divina misericordia e la speranza nell'immortalità. 

    Che mai avvi di somigliante nelle fredde corone di viole? Dicono niente all'anima cristiana; tutt'al più presentano un simbolo profano della vita mortale, simbolo che contrasta colla santa immagine della Croce e che è estraneo ai sacri riti della Chiesa. 

Padre F. S. SCHOUPPE d. C. d. G. 


11° "LE PERSONE CHE PROPAGHERANNO QUESTA MIA DEVOZIONE AVRANNO IL LORO NOME SCRITTO NEL MIO CUORE E NON NE SARÀ MAI CANCELLATO".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


11° "LE PERSONE CHE PROPAGHERANNO QUESTA MIA DEVOZIONE AVRANNO IL LORO NOME SCRITTO NEL MIO CUORE E NON NE SARÀ MAI CANCELLATO".

Questa si potrebbe definire la promessa della gratitudine divina; infatti, se la dodicesima è un eccesso della misericordia, l'undicesima è un eccesso della riconoscenza del Cuore di Gesù.

L'amante del Cantico dei Cantici si incide sul braccio un segno dell'amata. Gesù, il vero amante delle anime nostre, non sul braccio pone un «segnacolo» dei suoi prediletti, ma scrive i nomi nel Cuore! Certo avere scritto il proprio nome in queste pagine rosseggianti del Cuore di chi ci ha creato e redento, di chi ci deve giudicare è una gioia immensa e dona tanta pace all'anima.

Infatti l'aver il proprio nome scritto nel Cuore di Gesù, vuol dire godere un intimo scambio di interessi, ossia un alto grado di grazie. Ma il privilegio straordinarissimo che rende la promessa «la perla del Sacro Cuore», sta nelle parole «e non ne saranno mai cancellati». Se si cadesse in un peccato mortale, almeno temporaneamente quella intimità cesserebbe e verrebbero cancellati quei nomi con la perdita dello stato di grazia; quindi se quei nomi non verranno mai cancellati vuol dire che le anime che portano quei nomi scritti nel Cuore di Gesù, saranno continuamente in stato di grazia e godranno, per così dire, del dono di impeccabilità. (P. Agostini).

Forse è un privilegio riservato a pochi, a poche anime scelte, innocenti e sante... NOI Dipende da noi. Il Signore ha messo una condizione facile: propagare la devozione al Cuore di Gesù. Ciò è possibile a tutti, in tutte le condizioni.

In famiglia, in ufficio, nella fabbrica, fra gli amici... Basta un po' di buona volontà; e la ricompensa è bellissima.

Facciamo perciò di tutto per costringere dolcemente Gesù a registrare i nostri nomi nel Cuore suo che è il libro della vita, è il libro dell'amore.


QUESTA UMANITÀ SENZA DIO NON È DIRETTA VERSO ALCUNA BUONA VIA, MA È NELLE MANI DI COLUI CHE È L'USURPATORE, L'INGANNATORE DELL'UMANITÀ.

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA
11 GIUGNO 2026


Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:
 
VENGO PER VOLONTÀ DIVINA, PER PORTARVI PACE E BENE NEI MOMENTI NEI QUALI AVRETE BISOGNO DELL'AIUTO DIVINO.


La maggior parte dell'umanità disprezza quello che è Sacro, disprezza il Divino e la Nostra Regina e Madre.
Quale sarà il destino di questa generazione?


QUESTA UMANITÀ SENZA DIO NON È DIRETTA VERSO ALCUNA BUONA VIA, MA È NELLE MANI DI COLUI CHE È L'USURPATORE, L'INGANNATORE DELL'UMANITÀ.


Voi siete figli del Re! Ma Lo abbandonerete ancora di più per rimanere assorbiti, giorno dopo giorno, in sogni momentanei, senza ritagliarvi uno spazio per adorare la Trinità Sacrosanta e senza pregare la Nostra Regina e Madre.
Ogni cosa a suo tempo e a sua misura figli. Non potete abbandonare il vostro Signore e il vostro Dio per qualcosa che poi porterà al mondo a soffrire.
 
Non dimenticatevi della malattia, tenetevi pronti...
Non dimenticatevi che il male si approfitta della tiepidezza spirituale per invadere e per rendersi presente con quello che ha già precedentemente minacciato di fare.


TUTTA L'UMANITÀ SOFFRIRÀ A CAUSA DI QUELLO CHE HA DIMENTICATO E CHE HA NEGATO POTESSE SUCCEDERE.


Senza Dio, nessun uomo riuscirà ad andare oltre quello che i suoi sensi umani gli consentiranno; è lo Spirito Divino che colma l'uomo, è lo Spirito Divino che concede Doni e Virtù:


DONI:


SAGGEZZA: un Dono che vi permette di analizzare le cose come Dio le giudicherebbe.
INTELLETTO: un Dono che vi permette di approfondire la Verità Divina e anche di comprendere il proposito di Dio.
CONSIGLIO: un Dono che vi permette di agire con rettitudine e con determinazione nei momenti di dubbio.
FORTEZZA: un Dono che vi permette di essere coraggiosi e costanti in tutti i momenti difficili, senza perdere la Fede.
SCIENZA (O CONOSCENZA): Viene elargita dallo Spirito Divino affinché, illuminati dalla Luce dello Spirito Divino, possiate conoscere Dio, voi stessi e l'umanità.
PIETÀ: questo Dono è speciale, perché conferisce all'uomo un cuore disposto ad amare Dio, a rispettarLo come Padre e ad obbedirGli e allo stesso tempo abilita l'uomo ad amare il prossimo senza distinzioni.
TIMORE DI DIO: un grandissimo Dono, che poche anime possiedono, il timore di offendere Dio, avendo una chiara coscienza del peccato e dell'irriverenza nell'offendere Dio.

Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

Siate cauti nel giudicare, l'uomo non deve agire con leggerezza.
Questa generazione ha attribuito un diverso significato alla Parola di Dio ed è talmente implacabile con il prossimo, che vuole essere giudice e al tempo stesso fare parte della giuria.

L'AVVERTIMENTO (1) NON SI È ALLONTANATO, È PRESENTE NEL TEMPO DI DIO e sembra che voi abbiate tralasciato di guardarvi dentro e di esaminarvi quotidianamente, avete tralasciato di confessare i vostri peccati.
Vi siete dimenticati delle tenebre e quanto vi pentirete di averlo fatto!

Le malattie (2) e i rimedi del Cielo (3) sono stati messi da parte, piangerete anche per questo figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo; la malattia apparirà e voi piangerete.

Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, io non voglio che voi soffriate, la Trinità Sacrosanta ha impiegato gran parte di questa Missione per fornirvi qualcosa con cui difendervi quando, in tempo di crisi, non avrete nulla con cui alleviare la malattia. 


Ancora non avete capito che l'Amore Divino va al di là di ogni comprensione e vi dà in anticipo i mezzi e quello che serve perché vi prepariate.
Ascoltate figli, fatelo!
 
Fate attenzione al movimento insolito del sole (4) e prendete le precauzioni che già sapete. Preparatevi!
 
Aiutatevi l'un l'altro in ogni momento.
 
Cercate di essere persone del bene e siate il riflesso dell'amore che vive nei vostri cuori.


IO VI DIFENDO CON LA MIA SPADA, VI PROTEGGO CON LE MIE ALI, VI ILLUMINO CON LA MIA LUCE.


Amate la Regina e Madre, lasciate che sia la Nostra Regina d'Amore e di Misericordia a guidarvi.
 
Voi non siete soli, rimanete saldi nella fede.
 
Amen.


San Michele Arcangelo


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO




COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:
 
Sappiamo bene che non è obbligatorio credere nelle Rivelazioni Private, ma verranno momenti in cui a molti verrà in mente quello che avevano disprezzato, allora comprenderete che la preparazione spirituale e prudente non era paura, ma obbedienza, non era un'esagerazione, ma un Appello dell'Amore Divino.

Chi ascolta, si umilia e obbedisce, sarà rafforzato.
Chi deride, ritarda e indurisce il suo cuore, piangerà per non aver risposto quando c'era ancora tempo.

Questa è l'ora in cui l'uomo deve scuotersi dalla sua indifferenza, perché non ci sarà rifugio sicuro per chi chiude il cuore a Dio.

Non basta ascoltare, bisogna convertirsi, pregare, riparare e tornare con umiltà sulla via del Signore.

L'anima che oggi si aggrappa al mondo, domani scoprirà il vuoto di aver disprezzato la grazia; ma l'anima che si inginocchia, che riconosce il suo peccato e che cerca l'Aiuto Divino, sarà sostenuta anche in mezzo alla prova.

Che ogni cuore comprenda che l’Appello non è una minaccia, ma Misericordia, non è una paura vuota, ma un amorevole avvertimento del Cielo affinché nessuno si perda.

Uomo di questa generazione, torna a Dio prima che il dolore ti costringa a cercarlo tra le lacrime!
Amen.


Sappiate che il dolore del rifiuto sarà esattamente come quello che Io e i Miei apostoli dovemmo soffrire durante il Mio Tempo sulla Terra.

 


PERSECUZIONI 

Mia amata figlia prediletta, nessun uomo tra voi ha una anima così pulita da poter giudicare gli altri, nel Mio Nome. Tuttavia sappiate questo, quelli di voi che sono leali a Me e coloro che seguono i Miei Insegnamenti – dovrete sopportare molto dolore, quando sarete testimoni della più grande abominazione del male, a cui il mondo dovrà far fronte. 

In nome della giustizia e della compassione sociale, il falso profeta stabilirà, quello che il mondo crederà essere, di evangelizzare e creare una nuova chiesa moderna. Questa chiesa, verrà vista raggiungere tutti i peccatori ed abbracciare quei peccatori i cui peccati non sono accettabili da Me. 

Voi, Miei amati seguaci, verrete visti come una setta eretica, in quanto continuerete a proclamare la Verità. Tutti i tentativi di rimanere fedeli a Me, verranno attaccati vigorosamente. Verrete emarginati e dichiarati come dissidenti conservatori. Qualsiasi tentativo di mantenere le tradizioni delle Sacre Cerimonie verrà ignorato. 

Il potere di coloro che inganneranno le Mie chiese sulla Terra, non deve essere sottovalutato, poiché milioni di consacrati abbracceranno queste nuove false dottrine. Essi, erroneamente, crederanno che queste siano una forma di evangelizzazione. Il loro supporto, come servi consenzienti all‟abominazione, renderà tutto molto difficile per quei Cristiani che conoscono la Verità. Le loro voci saranno come sussurri, in mezzo alle urla di coloro che diverranno schiavi delle falsità, create in Mio Nome. 

Sappiate che il dolore del rifiuto sarà esattamente come quello che Io e i Miei apostoli dovemmo soffrire durante il Mio Tempo sulla Terra. I sacerdoti di quei tempi, che dicevano di amare Dio, non ebbero alcuna esitazione a mettere a tacere la voce dei Miei discepoli che portavano loro la novella su Chi Io fossi. Questa volta, mentre proclamo la Mia Seconda Venuta, i Miei profeti ed i Miei discepoli troveranno straziante quando le loro voci verranno respinte e saranno accusati di blasfemia. 

Sebbene i Miei seguaci si espanderanno e cresceranno, saranno come poveri che salgono la Collina del Calvario – nudi, senza nulla, tranne la fede. Mentre manterranno la Fiamma della Mia Luce accesa, nella Mia Chiesa – La Mia Vera Chiesa – non devieranno mai dalla Verità e porteranno sulle loro spalle, una croce pesante. Questa è la croce della salvezza poiché nelle loro povere schiene logore, porteranno i peccati di coloro che Mi hanno abbandonato. La loro sorte sarà dura. A causa del loro amore per Me, soffriranno a causa degli altri, al fine di salvare le loro misere anime. 

Queste anime, non meritano di essere salvate. Queste verranno risparmiate, solamente in quanto Io scelgo di farlo. Costoro Mi avranno insultato, avranno causato una terribile sofferenza ai Miei fedeli seguaci e tormentato il Mio Esercito Rimanente. Nonostante ciò, Io le salverò, a causa della fede di coloro che sono nel Mio Esercito Rimanente. 

A quelle persone che hanno venduto le loro anime alla bestia, sappiate questo. Potrete anche non credere all‟Inferno, ma Io vi rivelerò la sofferenza che esso vi causerà. Il giorno in cui vi mostrerò  i livelli di tortura dell‟Inferno, ciò vi terrorizzerà e molti urleranno per avere la Mia Misericordia. Ed Io vi salverò, se Mi chiederete di perdonarvi. Lo farò, durante il Giorno del Mio Grande Avvertimento. Coloro che testimonieranno i fuochi brucianti dell‟Inferno, ma che non si rivolgeranno a Me – non sopravviveranno all‟Avvertimento e il momento in cui Mi rifiuteranno, sarà il loro ultimo. 

A tutti coloro che rimarranno fedeli a Me e leali alla Mia Parola – sebbene soffrirete – il vostro futuro avanti a voi sarà di grande gloria. 

A coloro che invece non presteranno attenzione al Mio Avvertimento o non ascolteranno la Verità, sappiate che siete in grande pericolo. 

A quelli di voi, che idolatreranno la bestia e che seguiranno il falso profeta nella nuova religione mondiale, verrete gettati nelle fiamme ardenti dell‟Inferno, da vivi, assieme a questi due. 

La Verità è amara da sentire, ma quando l‟accetterete, essa vi porterà la Vita Eterna, dove godrete del Mio Regno, per sempre, assieme ai vostri amati. Non tagliate il vostro cordone ombelicale con la Vita Eterna, poiché soffrirete una terribile sofferenza e non vi verrà mai dato alcun sollievo. 

Il Vostro Gesù. 

10 Agosto 2013


sabato 13 giugno 2026

Sant'Antonio di Padova: Il Santo dei Miracoli






 

Parole profetiche nel Tempio

 


Maria 

Venne il tempo di portare il bambino al tempio, che era una struttura impressionante, piena di bellezza naturale e soprannaturale. Giuseppe ed io andammo al tempio, come tanti altri genitori avevano fatto, ma sapevo che mio Figlio era diverso. Le leggi ebraiche di offrire il primo maschio nato perché era santo per Dio e poi riscattarlo, erano solo una immagine della realtà. Le coppie volentieri acquistavano la redenzione del loro bambino con un paio di tortore o due giovani colombi. 

Giuseppe ed io abbiamo fatto la stessa cosa, ma sapevamo entrambi, senza comprendere appieno, che le leggi ebraiche e la messa a fuoco sul maschio primogenito era tutta diretta a questo momento, quando il primogenito di Dio sarebbe stato portato al tempio. 

Simeone e Anna 

Dopo aver adempiuto a tutti i riti ebraici, un sant’uomo di nome Simeone e la santa profetessa di nome Anna improvvisamente sono venuti da noi. Erano come Elisabetta e Zaccaria. Sapevano. Hanno capito. Lo Spirito Santo li ha condotti. Avevano le parole che Dio voleva farci sentire. Simeone parlò per primo in un modo molto personale. La sua vita santa era ormai completa, egli aveva visto “la gloria di Israele”. Andò oltre Israele e parlò di Gesù come della “luce delle nazioni”. Egli ci ha detto che Dio gli aveva rivelato i suoi misteri. Il bambino sarebbe stato un “segno di contraddizione”, determinando “l’ascesa e la caduta di molti in Israele”. Lui ci ha benedetto e mi ha parlato: “Una spada trafiggerà la tua anima”. 

Le parole profetiche 

Ha parlato per pochi e brevi momenti, ma non ho mai dimenticato quelle parole profetiche - Il segno di contraddizione - l’ascesa e la caduta di molti in Israele - la spada che avrebbe trafitto il mio cuore. Tanto era contenuto in quel breve incontro. Giuseppe, inoltre, aveva sentito quelle parole. Sono entrate nel suo cuore. 

Anna, inoltre, aveva avuto una visione chiara. Questo bambino era per la redenzione di Gerusalemme. Abbiamo lasciato il tempio tenendo Gesù nelle nostre braccia, ma sapevamo che il Padre lo aveva dato a noi solo per qualche tempo. Il Padre teneva la sua mano su Gesù e sarebbe arrivato un momento in cui Gesù avrebbe lasciato la nostra casa di Nazareth e sarebbe andato al Giordano. Dopo essere stato unto dallo Spirito, avrebbe cominciato la sua missione. 

Il compito di un genitore 

Per tutti i genitori, dico questo. Dio vi ha affidato i suoi figli e figlie. Essi appartengono al Padre. Li mette semplicemente nelle vostre mani per alcuni anni. Il vostro compito è quello di risvegliarli a Dio e prepararli per l’attività del Padre celeste. Il vostro lavoro è santo e lo potete effettuare solo se siete santi. 

Guardate ai vostri figli. Un giorno, lasceranno la vostra casa. Essi vi annunceranno la loro decisione. A quel punto, sarà troppo tardi. Saranno in grado di lasciare la vostra casa per adempiere lo scopo di Dio o per soddisfare le ambizioni egoistiche e mondane? Saranno in grado di lasciare la vostra casa con chiarezza o con confusione? Con il Dio vero o uno falso? 

Con desideri propri o impropri? Guardate avanti. Rendetevi conto che il momento arriverà quando non saranno più nelle vostre mani e non vivranno più in casa vostra. 

Mentre sono ancora con voi, date loro la vostra fede. Lasciate che vedano la santità di Dio nella vostra vita e imparino le verità di Dio con i vostri insegnamenti. Essi, inoltre, possono portare avanti la gloria di Dio e la salvezza delle nazioni. 

Commento: Per i prossimi trent’anni, Gesù avrebbe vissuto con Maria. Lei gli avrebbe insegnato le Scritture e il più puro stile di vita. Avrebbe formato il suo intelletto umano e la volontà, proprio come qualsiasi madre. Chiede a tutti i genitori di fare lo stesso con i loro figli. 

30 Marzo 2012 


“Oh carne, e voi, mie membra, nelle quali ho la mia abitazione, io mi rallegro di cuore di essere stata messa in voi, perché se voi sarete sempre d’accordo con me, mi porterete voi all’eterna ricompensa”.

 


ILDEGARDA  DI  BINGEN


Il movimento dell’anima ragionevole è l’opera del corpo con i suoi sensi, perché, dice Ildegarda,“Tutto l’uomo è, anima e corpo. Il corpo e i sensi del corpo devono muoversi in pieno accordo con l’anima, perché l’anima riceve dal corpo le sensazioni e non può fare a meno del corpo nel tradurre queste sensazioni in pensieri intellettualmente o spiritualmente e il corpo può realizzarsi soltanto se è sollecitato dall’anima. In questo modo vanno in pieno accordo con tutte le loro forze e danno luce sia in alto che in basso. Tutto l’uomo viene illuminato in ogni sua opera se agisce concordemente, anima e corpo. Questo è l’ottimo stile di vita dell’uomo che in verità è ben educato”. Riflettendo su quello che Ildegarda dice sul rapporto tra l’anima e il corpo, notiamo che, secondo lei, il corpo non solo prende parte al movimento dell’anima, con la quale è in rapporto, ma pure si sente partecipe di una responsabilità comune. La natura è indifferente all’anima, ma il corpo, no.

“Se l’anima non avesse questa conoscenza del bene e del male, questo ordine di valori non si manifestasse negli ambiti corporei, allora il corpo sarebbe uno strumento messo a disposizione del piacere. Sarebbe come un soffietto con il quale il fabbro non può incominciare il suo lavoro”.

Il corpo non è un semplice strumento, esso è in rapporto con l’anima e deve essere in accordo con l’anima. Se il corpo agisse di per sé, come uno strumento, non ci sarebbe più l’uomo. Abbiamo parlato della malattia, quando la reazione affettiva comincia, opera di un momento, e poi continua a mettere in movimento tutto l’organismo. La melanconia è il sostrato di ogni affezione patologica all’interno dell’organismo. Nella costituzione degli umori, l’uomo non è più capace di reggere il suo corpo. Ogni cambiamento porta con sé un intimo malcontento e con questo fa crescere il male.

Questa intima discordia, questo malumore, è il fondamento dell’affezione fisica, come anche di un danno spirituale. L’uomo allora ondeggia, tra l’incertezza e la fiducia, ha le sue ore improduttive e a volte poi riprende il coraggio. Ma la situazione affettiva del momento può produrre una disposizione, sia positiva che negativa. Ad esempio, qualcosa è mal riuscita: l’uomo si deprime, s’irrita e senza accorgersene, quasi, s’irrita di più. Nel corso di questo movimento affettivo, perde il suo equilibrio biologico, se non riesce a dominarsi e la sua situazione. Se continuano le condizioni che possono aumentare la sua eccitazione, il suo stato peggiora sempre di più.

Quando le emozioni agiscono in lui, trovano la strada al fegato e al cuore, per lasciarvi i loro stimoli e questi a loro volta rivolgono ai vari organi specifici e il circolo vizioso continua. La reazione iniziata viene mantenuta da stimoli esterni; da riguardi sociali, può essere mitigata, può essere soffocata, stimolata di nuovo dall’esterno e così avanti, se non si riesce a fermarsi al primo momento. Poi, si arriva allo stato della malattia o della depressione, e allora la via di ritorno riesce difficile. La persona può riprendere la padronanza di sé,  stabilizzarsi psichicamente, ma con grande difficoltà. Per questo è sempre meglio cominciare subito a porre un freno. Ildegarda dimostra  con saggezza e con acutezza come e con quali fasi si svolga il processo patologico. Per lei questo processo non è considerato come un avvenimento, semplicemente come qualcosa che accade, ma come un’omissione: andava fatto qualcosa che si è rifiutato di fare. È un rifiuto, un’azione mal riuscita. Questo velo di tristezza, quasi una nebbia, che avvolge il cuore, stimola l’umore bilioso, la bile attacca il cervello e provoca la confusione della coscienza.

Si depositano sugli organi della digestione, mettono sottosopra le viscere, e così l’uomo è attaccato dal capo ai piedi. Egli non si riconosce più e fa cose di cui non si può più dire responsabile.

Tuttavia, una tale situazione succede solo se ci si lascia andare. Ildegarda insiste che bisogna avere dominio su se stessi. Un dominio che non deve essere violento, perché non si deve fare nulla con violenza, ma con dolcezza e ragionevolmente. Bisogna persuadersi, se si è capaci di farlo, che è un bene. Può verificarsi anche il contrario, che un organo sia malato: questo fatto mette in azione la parte intellettuale, spirituale, ma anche qui il rimedio è sempre lo stesso. Non è un rimedio che si possa acquistare da qualche parte, è un rimedio che dobbiamo trovare in noi stessi. Ildegarda ci mostra come gli affetti sono profondamente implicati nell’apparato del corpo e nel macchinario della corporeità e l’interpreta in maniera del tutto positiva, come lo dimostra il canto dell’anima alla carne: “Oh carne, e voi, mie membra, nelle quali ho la mia abitazione, io mi rallegro di cuore di essere stata messa in voi, perché se voi sarete sempre d’accordo con me, mi porterete voi all’eterna ricompensa”.

Sr. ANGELA CARLEVARIS osb


OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"

 


Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


8-V-1968 Gesù. Per te, figlia mia, si sono Padre, ed ho pena per te che sei la mia creatura. Io voglio renderti felice, tanto felice nel mio Regno. È bene per ora che tu soffra le agonie del mio Cuore; che tu condivida con Me il dolore causato dal peccato. Ora devi soffrire per te stessa, per la purificazione della tua anima. Domani soffrirai le stesse sofferenze per altre anime. Ma allora sarai più forte, e saprai vedere, pur tra le croci e le aridità, il mio Volto. Asseconda la Grazia perché Io sono per te, soprattutto, Padre. Perché a te parlo, e ad altre anime, anche se belle e pure, non parlo? Io sono venuto per i poveri, per i malati, per i peccatori. C'è un punto dal quale tu ti senta esclusa? Sei povera, sei malata, sei peccatrice. Il mio Amore è così immenso, che ha cercato in questo mondo piagato chi era più bisognoso delle mie Cure. Io sono il Medico della tua anima: voglio curarla! Io sono ricco, e voglio farti partecipe delle mie Ricchezze, dei miei Doni, poiché tu non hai nulla. Io sono la Vittima Santa che può cancellare le tue colpe col mio stesso Sangue. Ora sai perché ho cercato te senza alcun merito da parte tua, e tutto ti è stato dato e ti si dà per dono gratuito. Io ti affido alla mia Mamma. Ti porterò a Lei sempre più vicino, e tu, Vera, tu, figlia mia, amami e confida in Me: impara a fidarti di Me. Io non ti inganno perché queste parole scorrono dal fiume della mia Grazia. La mia Opera sorgerà: Io te lo prometto. Arriverà in ogni parte del mondo, perché fa parte della mia Redenzione: perché è la Volontà. Nel riposo custodirò la tua anima come un Padre la sua creatura. Ora Gesù è con te: riposa anima mia; povera e piccola! Sono con te: non ti lascio in questo mese, perché Io so sempre obbedire alla mia Mamma. Io ti mando a Lei, e Lei ti dà Me. Amala, amala molto; onorala, falla conoscere e amare. Ella ti amerà di più. Io ti benedico dalla Croce, dal S. Tabernacolo, dalla mano del Sacerdote, perché tu venga a Me.