giovedì 30 maggio 2019

Conversazioni Eucaristiche



Invenerunt illum in templo! 

Ecco dove si trova sempre Gesù! Ecco dove noi lo possiamo vedere e visitare ogni qualvolta lo desideriamo: nel Tempio! nelle sue Chiese! Là, ne’ suoi tabernacoli sta come in trono d’amore per ascoltare le dimande de’ suoi fedeli, ed in Cattedra di Sapienza, per ammaestrarli nella dottrina tutta celeste, che emana dal suo Divin Spirito vivente nel Cuore di Lui, e per Lui 

Quando la di lui Madre Santissima col suo Sposo, dopo di averlo trovato nel Tempio, gli diresse la parola per sapere del perchè si fosse ivi fermato, senza darne loro avviso; Gesù rispose: Nesciebatis quia in his, quæ Patris mei sunt, aportet me esse?… Altrettanto anche attualmente Egli sta nel SS. Sacramento dell’altare per riparare agl’interessi offesi della gloria del suo Divin Padre, pur troppo da tanti ingrati ed empî conculcati, contrastati e maledetti. E Gesù non solo con la preghiera, con la sua dottrina e con gli esempi, ma perfino con Sacrificio incruento di sè stesso, quotidianamente si offre al Padre Suo, per mano di sacerdoti, in espiazione di tutte le offese ed ingiurie che riceve dagli uomini. 

Ecco dunque il principal insegnamento che l’amorevole Gesù ci dà dall’Eucaristia: cercare pria di tutto, in tutto, e sopra tutte le cose la maggior gloria di Dio Padre: quæ Patris mei sunt. Sì, quærite primum regnum Dei, non risparmiando a studî, disagi, e fatiche; esponendoci ancora, quando occorra, con Lui al Sacrificio della vita, in difesa ed a sostegno della sua dottrina, della sua chiesa e di tutto ciò che interessa e si riferisce alla gloria del suo Divin Padre e nostro Creatore, Conservatore e Santificatore. Procuriamo dunque di ribattere e distruggere per quanto possiamo gli errori delle false dottrine, che empî, increduli e scellerati, gonfi di superbia e di spirito satanico, tentano di seminare tra il volgo ignorante, specialmente contro il SS. Sacramento dell’Altare. Studiamo ad istruire nei Dommî di nostra sacrosanta Religione questi miserabili ed ignoranti; facciamo loro conoscere Gesù Cristo, che è Luce e Verità, quæ illuminat omnem hominem venientem in hunc mundum. Sì, Egli è la stessa luce: Ego sum lux mundi: Egli è la stessa Verità: Ego sum Veritas!… Chi tien di mira alla sua luce impara a scorgere ed a scansare i pericoli, che i nemici di Gesù e nostri usano di tramare insidiosamente lungo le vie da tenersi per arrivare a quella Vita Beata, ch’Egli ci spianò con la sua Carità. 
 
Ah, Gesù mio, non vi bastò di lasciarvi trasportare dall’eccessiva vostra carità a rimanere tra noi per nostro conforto nella SS. Eucarestia, che voleste creare tra gli uomini, ed averne dei privilegiati, onde farli arbitri perfino della vostra stessa carità e persona! Foste Voi, che ad un numero eletto di essi conferiste l’autorità di chiamarvi dal cielo quotidianamente in Anima e in Corpo, e di offerirvi in sacrificio al Vostro Divin Padre, onde placare la sua giustizia dalla maggior parte degli uomini a castigarli con svariati flagelli. Ma almeno poi che cotesti Privilegiati sentissero e mostrassero gratitudine a tanta vostra predilezione, e corrispondessero con amore all’eccesso di tanto vostro amore. Ma, o Dio, che purtroppo da talun di costoro vi vediamo posposto ai loro interessi materiali, ai loro passatempi, ai loro vizî, ed alle loro scandalose soddisfazioni! Oh Dio! come li potete tollerare?… Ahi, che lo scandalo dei Ministri del Santuario si trasfonde ben presto nella gente del secolo: e per ciò si deplora e si piange che sienvi di coloro che vi maltrattano, v’insultano e vi strapazzano perfin nelle vostre chiese e sui vostri altari! Ahi, che gente inimica del Vostro Nome e della Vostra Gloria ha interdetto ancora agli Ecclesiastici di portarvi trionfalmente per le nostre contrade e città a riscuotere gli omaggi e gli ossequi, che i buoni cristiani usavano tributarvi nelle vostre maggiori solennità! L’avete forse permesso Voi stesso, perchè v’erano degli indegni che vi provocavano a giusto furore… Ah, Gesù mio, non private i buoni vostri fedeli ed amorosi adoratori di poter soddisfare al loro affetto e desiderio con le pubbliche dimostrazioni della lor fede e del lor amore! Gradite gli atti della loro venerazione, le loro solennità di gioia e di riconoscenza! non castigate gl’innocenti per i peccatori: non ci private della vostra personale e sacramentale assistenza, e della vostra inesauribile carità! Siete pazienza infinita ed infinito amore: propter nirniam charitatem, qua dilexisti nos, tradidisti teipsum pro nobis!… Se a tanto v’indusse l’amore per noi, è troppo giusto che noi vi contraccambiamo con tutto l’ardore dell’amor nostro. 
 
Anima mia, ammira il magnanimo esempio di pazienza e di caritatevole mansuetudine che ti presenta Gesù in questo suo ammirabile Sacramento: esempio da praticare e d’imitare verso gl’ingrati e gli offensori, e verso tutti coloro che, da te ben amati e beneficati, ti contraccambiano con affronti, ingiurie, maldicenze, tradimenti, ed altri modi dispiacenti, = pregare per essi: offerirti con Lui, e come Lui, in sacrificio all’Altissimo per la loro resipiscenza e salute! = 
 
O mio Gesù, datemi grazia di saper profittare di questa vostra quotidiana lezione, di saperla e poterla praticare a merito nelle occasioni che mi si presenteranno; cioè, di far bene a chi mi farà del male, e di parlar bene di quelli che dicessero male di me, raccomandandoli tutti al Vostro Cuore amatissimo! Sì, il Vostro Cuore, Gesù mio, li saprà compatire e perdonare per me, e meglio di me; come dalla Croce compatì, scusò e perdonò a coloro che l’avrebbero squarciato. Bramo che li benefichiate spiritualmente e corporalmente assai più di quanto lo potessi far io. Fin d’adesso, o mio pazientissimo e mansuetissimo Signore, io ve li raccomando. Benediteli d’una benedizione che gl’illumini, li ravveda e li ravvivi nella vostra grazia. 
Raccoglieteli attorno ai vostri altari a lodarvi ed amarvi in questa vita, per ammetterli poi nel tempio della vostra gloria a godervi beati per tutta l’eternità. 
 
Io ammiro la vostra Bontà nel tollerare tanti ingrati, sacrileghi ed empî. 
Io vi adoro per essi, e per tutti coloro che vi dimenticano, o che in qualsivoglia modo vi offendono. Vi credo, mio Dio, vivo e vero in queste Eucaristiche specie, vi amo, ma non vi comprendo. Oh quanto sono ammirabili e misteriose le operazioni della vostra grazia in questo Sacramento, ove siete l’Autor della grazia e il Datore di essa! Quam magnificata sunt opera tua, Domine; nimis profundæ factæ sunt cogitationes tuæ. Io le ammiro, ma non le comprendo. L’uomo mondano non arriverà mai a comprendere il pregio di tanta vostra bontà: vir insipiens non cognoscet, et stultus non intelliget hæc. Ma io principio per vostra graziosa operazione a provare un gran diletto nell’assoggettare l’intelligenza naturale alla vostra rivelazione con la fede in Voi tutto Divino e Soprannaturale. Sebbene che cosa sto io a fare qui nel vostro cospetto? Come potete aggradire la mia insulsa compagnia? Eppure m’imponete di starvi qui d’accanto per investirmi della vostra grazia e del vostro spirito: sedete hic, donec induamini virtute ex alto! Ubbidisco, Gesù mio, e mi confesso troppo onorato di tanto favore. Però contento Voi, contento anch’io, quantunque tema di riuscirvi a tedio ed a schifo. Temo che finirete di scacciarmi da Voi, perchè sono troppo tiepido ed insensibile. Parmi d’essere un tronco arido e sterile. Eppure mi desiderate, mi volete appresso di Voi. Oh bontà, oh degnazione divina! Ci vuole un Dio così buono come Voi, che si degni di usarmi tanta carità Ah, Signore, giacchè non sono da tanto di poter conoscere l’intensità del vostro amore in questo Divin Sacramento, lasciate che inviti tutti gli Angeli ed i Santi a lodarvi, a benedirvi, amarvi ed adorarvi per me! Venite, exultemus Domino: jubilemus Deo Salutari nostro! Præoccupemus faciem ejus in confessione, et in psalmis jubilemus ei!… Venite, adoremus, et procedamus ante Eum; ploremus coram Domino in sæcula sæculorum. Amen. 

Francesco Spinelli

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