domenica 27 settembre 2020

“Il Vicario” di Hochhuth e il vero Pio XII

 


L’AZIONE SILENZIOSA DI SALVEZZA DI PIO XII 

Il Pontificato di Pio XII fu di una grande e santa politica, nel significato più sano della parola, e cioè: come scienza e arte di procurare il bene comune, nella vita pubblica nazionale e internazionale.1 Chi più di Pio XII, infatti, si adoperò, in ogni modo, prima, per evitare la guerra, e poi, per limitarne gli orrori? Chi più di Lui si adoperò per il ristabilimento della pace? Chi, come Lui, più sapientemente, indicò ai Governanti e ai popoli le vie della civiltà e del vero progresso? 

Del resto, quando la politica umana tocca l’Altare, la Chiesa ha il diritto e il dovere di intervenire. E non solo si è toccato l’Altare, ma, addirittura, si è attaccato l’Altare! La Chiesa, infatti, è stata perseguitata; si sono messi in prigione Vescovi, clero e fedeli; si si sono chiusi e profanati i templi; distrutta la libertà di coscienza; si sono usate arti diaboliche per annientare le resistenze psicologiche delle vittime; degradata sempre più la famiglia; si è continuato con le discriminazioni razziali; si è dato sempre maggiore spazio all’immoralità; si è idolatrata la tecnica; si sono create forme di materialismo; si è dato fondo a tutto il sudiciume delle passioni; in una parola, si è calpestato il Vangelo, la legge di Dio, si è irriso alla Chiesa, si è criticato il Papa... Ora: chi tocca Cristo, tocca la Chiesa, tocca il Papa! Pio XII è insorto, per questo; ha parlato, ha stigmatizzato, ha condannato, anche i Partiti politici, talvolta; non per immischiarsi in misere competizioni personali o di parte, ma per combattere deleterie ideologie che detti Partiti hanno seguito e propugnato; come: il materialismo, l’ateismo, l’indif ferentismo, il laicismo. Pio XII, però, non si è fermato alla parola. Per lenire le innumerevoli e inenarrabili miserie, conseguenze della guerra, donò tutto se stesso. Mobilitò la diplomazia e la radio; creò la “Pontificia Commissione di Assistenza”2; accolse nei palazzi pontifici 3 e negli Istituti e case religiose,4 gli sfollati, i perseguitati politici d’ogni colore 5; sfamò e salvò Nazioni intere coi suoi interventi; come sfamò e salvò Roma (che, poi, Lo proclamerà “Defensor Civitatis”); corse a S. Lorenzo e a S. Giovanni, dopo i bombardamenti; istituì gli “Uffici di ricerca”6 per i dispersi; ordinò ai “Suoi Rappresentanti” di visitare e recare aiuti ai prigionieri; of frì, Lui stesso, l’oro richiesto dai nazisti, per la salvezza degli ebrei; intercedette per i deportati, i condannati a morte; ecc. ecc. 7

La Sua coscienza era tranquilla; veramente, tutto quello che poteva e doveva fare, per la pace, per gli ebrei, per tutti, lo aveva voluto e fatto. «Ad imitazione del Redentore Divino, Noi stessi, da quando il Signore volle elevarci, sebbene indegni al Sommo Pontificato, nulla abbiamo omesso per difendere la pace, per avvertire reggitori e popoli dei pericoli della guerra, per proporre norme, atte ad evitare nuovi conflitti, per circoscrivere e mitigarne le disastrose conseguenze. Veramente, in spirito di sincerità, Noi possiamo chiederci: «Quid est quod ultra debuimus facere, et non fecimus? (Is. 5, 4) Che cosa potevamo fare di più, e non abbiamo fatto?» 8. Pio XII sacrificò anche se stesso, per unirsi ai poveri, e per provare Lui stesso la loro indigenze. Ridusse il suo cibo; moltiplicò le penitenze; si vietò qualsiasi riscaldamento nelle stanze. Alle fine della guerra, era così dimagrito, per i digiuni e le penitenze, da essere ridotto a solo 57 chilogrammi di peso! 9 Rolf Hochhuth, tutto questo non lo ha accertato? 

Non ha accertato che quando, nel luglio 1938, anche il Governo Fascista italiano emanò la “Carta della Razza”, e i conseguenti provvedimenti antisemiti, subito, si costituì, a Roma, un “Comitato” per l’assistenza degli ebrei perseguitati dal fascismo? Gli ebrei italiani, infatti, avevano subito compreso che, per loro, non c’era altra speranza di salvezza che nella Chiesa Cattolica! E fu così. Tutti i Vescovi si prodigarono in loro difesa, salvando tutti quelli che poterono salvare. «E questo avvenne per le disposizioni che Pio XII ebbe a dare alla Santa Sede, per noi». ( Raffaele Cantoni, membro onorario dell’Esecutivo mondiale ebraico, e che ricoprì la carica di Presidente del “Comitato d’Assistenza per gli ebrei d’Italia”, dal luglio 1938 al 1943). Fin da quando i regimi di Hitler cominciarono a guardare a noi ebrei come a dei cani appestati che avrebbero potuto infettare la razza ariana, subito noi guardammo e pensammo ad una protezione da parte della Chiesa e del Papa. Noi eravamo certi che avremmo potuto Contare sul Papa e sulla Chiesa nell’ora del pericolo, e non ci ingannammo». Rolf Hochhuth non ha accertato che, nella sola Roma, tra il 1940 e il 1944, circa 25.000 ebrei trovarono scampo e aiuto nell’“Opera San Raffaele”10, sostenuta e protetta dal Vaticano?

Non ha accertato che oltre 40.000 altri ebrei furono “ospitati”, con falsi nomi, in case religiose? Non ha accertato che fu Pio XII ad assicurare il Gran Rabbino, Herzog, rifugiato in Asia Minore, che la Santa Sede avrebbe fatto ogni sforzo per venire in aiuto agli ebrei? Non ha accertato che Pio XII, nel discorso ai Cardinali, del 2 giugno 1943, ribadì il diritto della Chiesa a difendere gli ebrei, «destinati... a costrizioni sterminatrici»? 11 Non ha accertato che tutta l’opera diplomatica della Santa Sede, in quegli anni di guerra, era rivolta, in tutti i Paesi d’Europa, senza alcuna eccezione, a difesa degli ebrei e di tutti gli internati politici?12 Non ha accertato che la “legge anti-ebraica”, applicata nella Croazia del Nord, fu “ostacolata dall’opposizione italiana”, nel sud; e che questa opposizione “era validamente appoggiata dal Nunzio di Zagabria”; e che lo stesso Ambasciatore Kasche la spiegò come dovuta “ampliamente all’influenza del Vaticano”?13 Non ha accertato che, occupata la Francia dagli eserciti tedeschi, la Chiesa protesse gli Israeliti contro lo stesso Governo, tanto che il 13 maggio 1941, il “Paris Soir” si chiedeva: «Chi comanda ai cattolici: il Papato o gli ebrei?»; e il periodico “Je suìs partout”, il 30 ott. 1942, sottolineava: «Tutto è accaduto e continua ad accadere come se la Chiesa sia degli ebrei». Anche la “Oeuvre” del 22 ottobre 1942, scriveva: «Non ci illudiamo: l’alleanza dei grandi arrivisti della Chiesa cattolica con la comunità giudaica resta totale, assoluta» 14.

Rolf Hochhuth non ha accertato che, appunto per questo, Vescovi e Cardinali francesi furono insultati; si chiese, perfino, la testa del Card. Gerlier , e più tardi, anche quella di Mons. Feltin. Il Governo francese comunque, nella persecuzione antisemita, attribuì il suo scacco alla Chiesa. Ed era vero! Ma Hochhuth era un ragazzino, quando capitavano queste cose; quando, alle frontiere svizzere, furono respinti in braccio ai loro persecutori, oltre 40.000 ebrei; quando la Chiesa sola sottraeva Ebrei, quanto più poteva, alla persecuzione, al massacro, ai campi di concentramento e di eliminazione; quando tutto l’Episcopato reagiva e protestava, reiteratamente, per attutire, almeno, la persecuzione. 15

Hochhuth era un ragazzino quando la sera del 16 ott. 1943, le S.S. naziste catturarono, in Roma, più di mille ebrei e Mons. Luigi Hudal, tedesco, per ordine diretto di Pio XII, scriveva al comandante della città: «... Nell’interesse del pie-no accordo tra il Vaticano e l’Alto Comando militare tedesco... io la prego di voler dare ordini perché, immediatamente, vengano sospesi questi arresti, sia a Roma che nelle vicinanze; diversamente, io temo che il Papa prenda, pubblicamente, posizione contro tali arresti; il che darebbe armi alla propaganda»16. Hochhuth era ancora un ragazzino quando Pio XII ordinava ai suoi Nunzi Apostolici di rilasciare “passaporti protettivi” vaticani, a tutti gli ebrei perseguitati dal nazismo;17 quando Pio XII fece organizzare dal clero, d’ogni Paese interessato, un “movimento clandestino”, per sottrarre alla furia nazista e alla deportazione, migliaia e migliaia di ebrei. 18 Hochhuth, inoltre, non ha mai letto le “coraggiose Encicliche”19 di Pio XII, né le chiare “Pastorali” dei Vescovi che denunciavano all’umanità i crimini nazisti, né ha mai letto i famosi “14 discorsi” di Pio XII alla nazione tedesca. Come pure ha ignorato la “decisione” di Hitler, nel 1941, di arrestare, in massa, tutto l’Episcopato cattolico tedesco... (segno evidente, questo, che, anche in Germania, le Gerarchie, dietro chiare direttive pontificie, si erano spinte fino al punto massimo nella loro attività caritativa verso gli Ebrei! Hochhuth ha ignorato che, nei soli anni 1933-39, la Santa Sede ha inviato ben “55 Note” di “proteste” ufficiali, alla Cancelleria tedesca; ha ignorato che Mons. Borgoncini-Duca, Nunzio Apostolico in Italia, riuscì a impedire il trasferimento nei campi di sterminio di quegli ebrei stranieri che i tedeschi avevano rastrellato, in Italia. Ma, forse, Hochhuth ha voluto anche ignorare la macabra frase di Adolf Eichmann: «Io salterò, ridendo, nella tomba perché l’impressione di avere sei milioni di vite sulla coscienza è, per me, la fonte di una soddisfazione straordinaria»! 20

Inutile voler nascondere alla Storia da quale parte pende la paurosa responsabilità morale di quell’eccidio che non ha riscontro (almeno come durata e numero!) nella storia dei popoli, anche più barbari! Il “successo” di quell’ignobile lavoro da scarabeo, che avvoltola lo sterco fuori del proprio recinto, è avvenuto proprio in quegli ambienti sui quali pesa il fatto di aver eliminato21 i sei milioni di ebrei, due milioni dei quali erano bambini! “Il Vicario” ha fornito un “alibi” al tremendo peso della loro coscienza, la quale “sapeva” che c’era tutto un esercito di medici, di infermieri, di soldati aguzzini, impegnati in questo sterminio! Solo Pio XII ha avuto il coraggio evangelico di “condannare” il nazismo e la sua teoria razzista, divenendo, così, il più grande e sincero protettore, il più valido aiuto dei poveri perseguitati. Nel discorso che, il 2 giugno 1948, festa di S. Eugenio, tenne agli Em.mi Cardinali, disse: «... Terrena non metuit! Non temé nulla sulla terra! Ecco il tratto caratteristico che riepiloga la vita e l’attività di tutti i grandi Papi; il tratto di cui la Chiesa ha voluto fare il titolo di onore di tutti i Papi santi. Dal primo momento in cui, nonostante la Nostra indegnità, fummo chiamati a porci al loro seguito, Noi lo abbiamo sentito come un perenne ammonimento per la Nostra condotta, ne abbiamo fatto l’ideale, verso il quale, con tutte le Nostre deboli forze, dobbiamo tendere. In un tempo come il nostro, agitato e agitante, in un tempo in cui la verità e l’errore, la fede di Dio e la negazione di Dio, la supremazia dello spirito e il predomi-nio della materia, la dignità umana e l’abdicazione di questa dignità, l’ordinamento della ragione e il caos della irragionevolezza si af frontano su tutta la superficie del globo, in una lotta definitiva, la missione della Chiesa e del Suo Capo visibile, non può svolgersi ed adempiersi... se non sotto la divisa: terrena non metuit. Aver timore? e di che cosa?». E veramente, la Storia attesta, ormai, come Pio XII si elevò a fermezza apostolica, sempre, nella coscienza di un bene superiore, oltre ogni viltà e opportunismo, proclamando la verità in ogni direzione, e condannando l’errore in ogni sua manifestazione, facendosi difensore della Fede contro ogni materialismo e ateismo. Certo, per un Papa, non è mai facile tracciare un sentiero che passi attraverso il terreno viscido dei partiti e degli Stati. Ma la Chiesa di Cristo, con la sua riga divina e il suo compasso, ancorato all’eterno, ha sempre saputo esplorare e disegnare una sua linea personale, incisiva, che le dà il sicuro movimento della Storia. «Abbracciando, con uno sguardo d’assieme, i trascorsi anni del Nostro Pontificato... Ci sembra che la Divina Provvidenza abbia inteso assegnarci la particolare missione di contribuire a ricondurre, con paziente e quasi estenuante azione, la umanità sui sentieri della pace» 22. Oggi, la Storia, può dare solenne testimonianza a queste Sue parole, a questa Sua generosa, eroica fedeltà con cui adempì alla sua grande missione!

sac. Luigi Villa













L'INFERNO VISTO DAI SANTI

 


Nell'inferno regna pure la tenebra, la notte fonda: in tutte le visioni si parla di tenebre. "Non v'era luce ma tenebre fittissime; eppure quanto poteva dar pena alla vista, si vedeva ugualmente nonostante l'assenza della luce" (S. Teresa). Luogo oscurissimo (S. Veronica). Non c'è che dire, è sempre in atto la stessa logica: il peccato è la negazione di Dio che è luce, vita, bellezza, la verità, l'amore, la fonte in una parola di tutti i valori. Coloro perciò che hanno rifiutato la luce, saranno perennemente nelle tenebre più fitte, perché l'opposto alla luce è appunto la tenebra, la notte, il simbolo di ogni negazione. Chi rifiuta la luce non può che vivere nella tenebra. Tenebra già nella vita terrena e tenebra paurosa nell'inferno. Ma pur nel buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio. 

Nell'inferno è bandito l'amore. Nelle cavernose prigioni e orrendi deserti e laghi dell'inferno - dice la Emmerick - ferve l'eterna e terribile discordia dei dannati. Nell'inferno cioè non può esistere l'amore, perché vi predomina assoluto l'odio verso tutto e verso tutti e anche tra dannato e dannato. Senza amore vi ferve la discordia. La discordia è il contrario della concordia, che è un effetto della carità, dell'amore. La concordia infatti "deriva dal fatto che la carità unisce i cuori di persone in una data cosa, che è principalmente il bene divino, e secondariamente il bene del prossimo". "La discordia è figlia della vanagloria, perché ciascuno degli oppositori si fissa sul proprio punto di vista, senza cedere all'altro; ed è una proprietà della superbia e della vanagloria cercare la propria eccellenza". Nell'inferno non può esserci né pace né amore, e perciò, non potendovi esistere né compagnia né associazione di sorta, vi regna pure la più spaventosa solitudine. Non per nulla è stato detto del diavolo che egli è l'essere non più capace di amare. Ma lo stesso deve dirsi di tutti i dannati. Deve dirsi allora che l'inferno sono gli altri, come ha scritto Sartre. Ciò è vero in pieno proprio nell'inferno dove l'inferno sono gli altri ai quali si vuol fare del male e dai quali si riceve tutto il male possibile. Che se è avvenuto, e può sempre accadere, che qualche dannato - rifacendoci a fatti storici - avverte parenti o amici e conoscenti di stare nell'inferno, esortando a cambiare la vita per non fare la stessa fine, ciò non è dettato da amore o sana preoccupazione. Si tratta solo di misteriosi interventi che i dannati spesso sono costretti a fare, solo perché così vuole Dio nei suoi imperscrutabili disegni. Anche per questo le pene dell'inferno mai potranno attenuarsi: l'amore, da solo, sarebbe già un grande lenimento alle orrende sofferenze. 

Padre Antonio Maria Di Monda

Spirito di sconfinata apertura

 


Vieni ad aprire sull'infinito le porte del nostro spirito e del nostro cuore.  

Aprile definitivamente e non permettere che noi tentiamo di richiuderle.  

Aprile al mistero di Dio e all'immensità dell'universo. Apri il nostro intelletto agli stupendi orizzonti della divina sapienza.  

Apri i nostri giudizi alla luce trascendente del tuo giudizio sovrano.  

Apri il nostro modo di pensare perché sia pronto ad accogliere i molteplici punti di vista diversi dai nostri.  

Apri la nostra simpatia alla diversità dei temperamenti e delle personalità che ci circondano.  

Apri il nostro affetto a tutti quelli che sono privi eh amore, a quanti chiedono conforto.  

Apri la nostra carità ai problemi del mondo, a tutti i bisogni della umanità.  

Apri la nostra attività alla collaborazione con tutti coloro che si adoperano per un medesimo fine.  

Apri il nostro essere, così da renderlo capace di abbracciare tutta la realtà.  

L’Ora di Dio Padre corona la Gloria di Suo Figlio Gesù Cristo e la Gloria di Dio Padre, attraverso l’Amore Trinitario e la Fiamma d’Amore dell’Immacolato Cuore di Maria.

 


Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo, ricevuto da Discipulo in Bolivia. 

12 novembre 2017.



“Differenze tra Petrus II e l’antipapa” 

(L’antipapa è la bestia della terra che prepara la strada all’anticristo. 

L’anticristo è la bestia che emerge dal mare).

Apocalisse 13, 1 anticristo.

Apocalisse 13, 2 antipapa.

È giunta l’Ora di Dio Padre per questa Era (1000 anni, per questa terra che sta agonizzando rantolante).

L’Ora di Dio Padre corona la Gloria di Suo Figlio Gesù Cristo e la Gloria di Dio Padre, attraverso l’Amore Trinitario e la Fiamma d’Amore dell’Immacolato Cuore di Maria. 

Il Sacro Cuore di Gesù regnerà in un nuovo mondo purificato dal fuoco, un fuoco di due nature, un fuoco materiale, un fuoco che brucia e trasforma tutto in cenere e permette che l’elemento acqua si fonda, aderisca e si aggiunga, fondendo l’elemento aria con l’elemento terra. 

L’acqua e l’aria hanno una natura materiale e per questo motivo questi elementi sono contaminati dalle radiazioni solari e nucleari.

 

Quando Io parlo di un Fuoco che Devo portare sulla terra, Mi riferisco al Fuoco intenso dello Spirito Santo che farà ardere le ossa ed il cuore, un Fuoco purificatore che lascerà le anime bianche, lucide, trasparenti e risplendenti.
Sarà una Seconda Pentecoste, che avverrà sulla terra per mezzo della Fiamma Ardente del Cuore Immacolato e Dolce della Mia Santa Madre, un fuoco interiore, cocente, che porterà molti Miei figli a una conversione totale, a un pentimento sincero, un potente Miracolo che sarà evidente, si renderà presente, sarà palpabile a vista d’occhio. 

Allora il Sacramento della Riconciliazione farà parte della Verità che Sono IO.

 

Ho atteso per tanto tempo questo meraviglioso evento che si verificherà su tutta l’umanità, affinché Mio Padre mostri al mondo la Mia Gloria ed Io Sia adorato in ciascuna della Mie creature, che torneranno ad essere immagine viva e somigliante al loro Creatore.  

 

Sono IO che parlo, Discipulo Mio, non ti stupisca l’inizio di questo messaggio in cui menziono il mio nemico, l’anticristo, che si è infiltrato in modo terribile attraverso la massoneria segreta, portando un modernismo ateo ed eretico che causerà la separazione della Mia Chiesa, di coloro che sono e che rimarranno nella Verità. 


Il Mio Cuore sofferente dovrà sopportarlo ancora, come se tornassi a vivere la Mia Agonia sulla Croce!
 

I Miei nemici massoni ed eretici, intendono cancellare da questa terra la Mia Vera Chiesa, quella del Mio Petrus, il Pescatore, intendono cancellarmi da ogni luogo ed impiantare una dottrina eretica, senza dogmi, senza sacrifici, senza leggi, senza Sacramenti, senza Santi, senza Angeli e senza Mia Madre. 

 

Ah… Discipulo, Io Sono il tuo Signore, il tuo Re e la tua Guida. Ho unito il tuo destino al Mio e vedrai risplendere la Mia Gloria quando la falsa chiesa ecumenica mondiale emergerà di sorpresa, dal nulla.

Io Gesù, darò la Mia Grazia, la Mia Forza ed il Mio Potere in abbondanza.
 

Io, il Signore, l’Ho detto e tu sai, figli Mio, che Io faccio sempre quello che prometto. 

 

Ci sarà un’Era di Pace, voluta da Mio Padre, una Venuta Intermedia, un Regno Mistico e Spirituale: il Regno Trionfante dei Sacri Cuori. 

 

Ma prima il Mio Resto Fedele, che è già sul piede di guerra, della guerra spirituale contro i poteri occulti e sinistri delle tenebre, dovrà soffrire la massima prova d’amore che il Mio Cuore Amorevole reclama dalle anime che vegliano e che pregano.

Sono molti i Miei amati figli del Resto Fedele che, con il Rosario in mano, stanno aiutando e stanno facendo voti, penitenze e sacrifici per la causa della Mia Venuta Intermedia Trionfante. 

 

Discipulo Mio, te l’ho già detto, te l’ho già fatto vedere in visioni, poveri quei figli e quelle figlie Mie, anime consacrate o non consacrate, che hanno ignorato i Messaggi Divini del Cielo, ma così dice la Sapienza di Mio Padre, vostro Padre: 

 

… “manderò loro dei profeti, ma li scacceranno, li perseguiteranno, li uccideranno e non li ascolteranno. Susciteranno astute calunnie sostenute da falsi testimoni e molti crederanno di fare una buona cosa nell’espellerli dai loro territori e dalle loro regioni.”

C’è un grande male nella Mia Chiesa, si sono infiltrate molte correnti moderniste, pagane ed eretiche. 

Molti dei Miei consacrati dicono che Io, Gesù, non posso criticare la Mia stessa Chiesa. 

Io voglio dirvi che posso, perché Io Sono il suo Dio e Fondatore, il suo Re, la sua Guida, il suo Pastore e il suo Maestro! E quelli che sono i Miei fedeli servitori lo comprendono immediatamente. 

 

Ancora meno costoro accettano che con il fuoco e la contaminazione di “Eros”, l’asteroide, si starà dando inizio all’Era di Mio Padre, che nella Sua Giustizia, Ha voluto riunire tutto in Me, restaurando tutto in Me!

Ma la Mia stessa Chiesa Mi sta scacciando e Mi sta ferendo in un modo straziante. Questo è il motivo delle lacrime della Mia Santissima Madre Maria. 

 

Io Ho compassione del Mio Popolo, perché Sono Giusto e Santo. 


Ah… anime insensibili indolenti, apatiche, fredde ai Miei Messaggi! 

Ascoltate il Mio grido! 

Io vi Ho dato tutto perché otteneste la Salvezza Eterna: la Mia Croce, le Mie Piaghe ed il Mio Sangue!

Sono pochi, pochissimi, quelli che vengono a Me e si abbandonano alla Mia Divina Volontà, mentre sono molti quelli che vengono e Mi dicono: Signore, Signore, abbi compassione di me! 

Sì che avrò compassione, ve lo assicuro, ma non riusciranno ad arrivare al Cielo Nuovo e alla Terra Nuova, rimarranno lungo il cammino alla mercé dei lupi rapaci, non vestiti con pelli di pecora per confondere i Miei, ma rivestiti dalle corna dell’agnello, con sinistri filatteri che si mettono sulle spalle e nel loro cuore.   


Ah… Resto Fedele, Mio Popolo amato, reggiti in piedi e non venire meno, perché si verificherà un grande male.  Presto, molto presto avrà inizio una dichiarazione pubblica di guerra. Il dragone del governo nord coreano ed il dragone del popolo degli Stati Uniti, hanno ricevuto il fuoco perfido, letale e distruttore di satana, preparatevi tutti figli Miei della terra, perché la spada è pronta ed Io userò questa stessa spada per vincere.

Per oggi basta, piccolo Mio, continuerai a scrivere anche se su di te pesa l’accusa ed il falso discredito. 


Io Gesù firmo come sempre questi messaggi,

Ixtus


 

sabato 26 settembre 2020

Card. Eijk: abbiamo seguito il politicamente corretto e cercato il plauso del mondo, e oggi….

 


Oggi, in Olanda, la Chiesa Cattolica è praticamente estinta: «in macerie».
Eppure, nonostante tutto, Dio si è fermato in Olanda


Il titolo è impegnativo perché, detta così, non lo diresti: «Dio vive in Olanda».
Ma come? Nel Paese europeo che si è scristianizzato per primo?
Nella terra dove la prostituzione è stata completamente liberalizzata, la cannabis promossa in tutti i modi?
La nazione dove l’eutanasia e l’aborto sono fenomeni endemici?
Eppure, è questo l’intento che si prefigge il cardinale arcivescovo di Utrecht Willem J. Eijk (foto in basso) che si è confidato con il giornalista Andrea Galli.

Il libro, in uscita in questi giorni per le edizioni Ares è il racconto – a tratti disincantato, a tratti speranzoso, ma di quella speranza come virtù cristiana – di come la Chiesa si sia ridotta in Olanda, ma anche di quelli che sono i germogli che si vedono nascere: «Il suo è il racconto che parla di una Chiesa che fu gloriosa e dopo il Concilio – fattasi avanguardia delle aperture più scriteriate – è finita in macerie», ha spiegato al Timone, Galli. «Però un piccolo resto è sopravvissuto alla catastrofe, un piccolo resto fedele alla dottrina cattolica, che è come un seme che fa intravedere un futuro… di rinascita. Quello che sta emergendo è che la Chiesa “progressista” si estingue, l’altra, anche se non può vantare  performance, resiste e si rigenera».

Nel libro infatti, Eijk, amico del compianto cardinal Caffarra, parte dallo sfacelo degli anni Sessanta: Dice: «I punti più sensibili, che generavano scontri, riguardavano la morale e la liturgia. Per esempio, celebrare la prima Comunione con una preghiera eucaristica di quelle esistenti e approvate, cioè non una inventata di sana pianta, seguendo anche per le altre parti il messale romano, implicava spesso un combattimento noioso con i genitori responsabili della cerimonia ed esigeva molta diplomazia. Lo stesso valeva per la celebrazione dei Matrimoni, quando la coppia voleva a ogni costo letture non bibliche e altre cose liturgicamente inaccettabili, fino a formule che escludevano l’indissolubilità del Matrimonio. Capitava che chi non vedeva esaudite le proprie richieste andava poi da un altro prete, in una parrocchia vicina, che era pronto ad accettare tutto».

Questo sono stati i “formidabili” anni ’60 della Chiesa post conciliare olandese. E di questo vediamo i frutti: «Oggi i problemi che avevamo trent’anni fa con i Matrimoni si sono spostati sui funerali: sono gli esponenti della stessa generazione, invecchiati, che pretendono di modellare a proprio piacimento le liturgie funebri».

Ma il punto di caduta individuato da Eijk è proprio sulla devastazione sacramentale: «Mi sembra che crediamo tutti poco alla forza dei sacramenti. Gesù vuole continuare la sua vita in noi, come affermava san Jean Eudes. Con il Battesimo veniamo trasfigurati così da somigliare a Gesù. Questo è confermato nella Cresima, in cui lo Spirito Santo ci dà la forza di essere testimoni di Gesù in questo mondo. E il sacramento dell’Eucaristia alimenta la nostra trasfigurazione in Gesù. Mentre il nutrimento ordinario è trasformato nelle sostanze del nostro corpo, nel caso dell’Eucaristia succede l’opposto: noi, ricevendola, siamo trasformati in Eucaristia, cioè in Cristo. E Cristo continua in noi la sua vita terrena, per cui noi, assomigliando a lui, incontriamo le stesse difficoltà che ha avuto lui, per esempio nelle sue numerose dispute con gli scribi e i farisei. I martiri gli assomigliano nella morte violenta, che subiscono per la loro fede in lui. Gesù vive in noi anche la sua vita celeste, che si manifesta fra l’altro in una profonda gioia spirituale, una forza grandissima per un essere umano».

«La società, con tutta la tecnologia di cui è capace, può darci comodità e piaceri, ma non la gioia spirituale. Questa può donarcela solo Cristo, perché si tratta di un dono celeste. Chi ha gustato una volta questa gioia spirituale non vuole perderla facilmente, e una volta gustata, ma persa, sentirà sempre una mancanza nella sua vita. Questa gioia, frutto di uno stretto rapporto con Gesù, non soddisfa i sensi ma la persona nella sua totalità, corpo e anima. Si può sentire solo a volte, ma non importa, è una forza profonda che aiuta il credente a rimanere un seguace fedele di Cristo».

Importante poi il nesso che il cardinale olandese individua nella crisi della fede partita dalla crisi della liturgia, un nesso già dimostrato da Papa Benedetto XVI e che, così come vale in negativo, è valido anche per il positivo: «L’esperienza insegna che il numero più alto dei veri credenti, chiamiamoli così, si trova nelle parrocchie che hanno mantenuto anche durante la tempesta rivoluzionaria degli anni ’60 e ’70 un carattere veramente cattolico nel modo di celebrare la liturgia. E qui si vede la profondità delle parole «lex orandi, lex credendi», cioè che la legge della preghiera ha il suo corrispettivo nella legge del credere.

Inoltre, queste parrocchie hanno mantenuto anche una buona catechesi, nel senso che dicevo. Tutto questo è dipeso spesso dalla presenza prolungata, anche di decenni, di qualche bravo parroco, coraggioso e ortodosso, come è stato don Giorgio Laan nella parrocchia del paese dove sono nato.

Oggi i giovani o le famiglie che credono, non trovando nella propria parrocchia una liturgia celebrata degnamente o una buona catechesi le cercano altrove. I giovani non si curano dei limiti fisici della parrocchia dove abitano, ma si guardano intorno finché non trovano un ambiente adatto a loro».

Ebbene, in questo sfacelo allora dove può essere la speranza?  Eccola: «Se penso ad altre gioie mi viene in mente l’aver avuto nelle due diocesi dove sono stato dei seminaristi che poi ho ordinato sacerdoti. Tutti sono olandesi, tranne uno che è colombiano. Abbiamo poche vocazioni ma buone, anche per l’età media. E se penso al futuro, ai prossimi 50 anni, questo mi dà speranza e gioia, sapere che avremo un numero ristretto di preti, ma ci saranno. I preti sono necessari per celebrare l’Eucaristia. E per dare la possibilità alle persone di incontrare Gesù nel Santissimo Sacramento».


fonte: https://www.iltimone.org/news-timone/eppure-nonostante-dio-si-fermato-olanda/

PREGHIERA PER TAGLIARE LEGAMI MALEFICI E GENERAZIONALI

 


Iniziare con il prologo del Vangelo di San Giovanni (molto potente contro Satana)  


In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. 

Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, 

e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. 

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; 

la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. 

Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. 

Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, 

perché tutti credessero per mezzo di lui. 

Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. 

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. 

Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, 

eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, 

ma i suoi non l'hanno accolto. 

A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: 

a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, 

né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. 

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; 

e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, 

pieno di grazia e di verità. 

Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: 

Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». 

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia. 

Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, 

la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. 

Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, 

che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato. 


Recitare il SIMBOLO APOSTOLICO 


Io credo in Dio, Padre onnipotente, 

creatore del cielo e della terra; 

e in Gesù Cristo, 

Suo unico Figlio, nostro Signore, 

il quale fu concepito di Spirito Santo, 

nacque da Maria Vergine, 

patì sotto Ponzio Pilato, 

fu crocifisso, morì e fu sepolto; 

discese agli inferi; 

il terzo giorno risuscitò da morte; 

salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; 

di là verrà a giudicare i vivi e i morti. 

Credo nello Spirito Santo, 

la santa Chiesa cattolica, 

la comunione dei Santi, 

la remissione dei peccati,  

la risurrezione della carne, 

la vita eterna.  AMEN. 


Recitare l’ATTO DI DOLORE 


Mio Dio,  

mi pento e mi dolgo  

con tutto il cuore dei miei peccati, 

perché peccando ho meritato i Tuoi castighi 

e molto più perché ho offeso Te, 

infinitamente buono 

e degno di essere amato sopra ogni cosa. 

Propongo col Tuo santo aiuto 

di non offenderTi mai più 

e di fuggire le occasioni prossime del peccato. 

Signore, Misericordia, perdonami. 


O Gesù, d'amore acceso, non t'avessi mai offeso! O mio caro e buon Gesù, con la Tua Santa  Grazia non ti voglio offendere più, né mai più disgustarti, perché ti amo sopra ogni cosa.  Gesù mio misericordia, perdonami! 

Nel Nome di Gesù io perdono con tutto il cuore tutte le persone che hanno fatto qualcosa  di male contro di me durante tutta la mia vita. (ripetere 3 volte). 

  Signore Gesù, ricorro a Te, oggi, per chiederti la grazia di perdonare tutti coloro che mi  hanno offeso durante la mia vita. So che Tu mi darai la forza di perdonare. 

Ti ringrazio, perché Tu mi ami più di quanto io ami me stesso e vuoi la mia felicità più di  quanto io possa desiderarla. 

Signore Gesù, voglio essere liberato dai risentimenti, dalle angosce e dalle inflessibilità che  ho avuto nei tuoi confronti 

…rinuncio in virtù del mio battesimo a Dan, spirito di distruzione e di autodistruzione  (degli affetti, del matrimonio, della famiglia, della salute e del lavoro) ora e per sempre. 

…rinuncio in virtù del mio battesimo ai legami medianici e occulti con i miei genitori,  antenati e parenti, vivi e defunti; (ad ogni legame generazionale; medianico, occulto,  maligno, spiritico, di stregoneria, magico, malefico, satanico, diabolico e demoniaco con  tutti i miei antenati (i nostri antenati): dalla prima alla settima generazione (ripetere una  per una le generazioni interessate). 

…rinuncio in virtù del mio battesimo al legame medianico occulto di maledizione col  matrimonio dei miei genitori, con la mia gestazione, con mio padre e gli antenati paterni,  con mia madre e gli antenati materni, con i miei fratelli e sorelle (in particolare con…).  …rinuncio in virtù del mio battesimo a tutte le maledizioni da parte di mio padre e di mia  madre, dei miei antenati, di mio suocero e mia suocera… (nome) sulla mia persona, la mia  vita, la mia esistenza, il mio sesso, i miei affetti e il matrimonio, sulla procreazione, sulla  gestazione, sulla mia salute, sul mio lavoro, sulla mia carriera, sui miei figli, sulla  discendenza ecc…. 

…rinuncio in virtù del mio battesimo ai legami occulti sui miei studi, sugli esami, sul  lavoro, sulla mia casa (camera e letto matrimoniale), sui miei beni, sui soldi e sui risparmi  e numero di conto bancario. 

…rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti i demoni (Satana, Belzebul e Dan) a tutte le  legioni della miseria, a tutti gli spiriti di fallimento e di debiti, ora e per sempre. 

…rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti i traumi affettivi, sentimentali, sessuali e per  la morte di persone care vissute nella mia vita (infanzia, adolescenza, giovinezza,  matrimonio). 

…rinuncio in virtù del mio battesimo allo spirito di adulterio, di aborto…

Don Leonardo Maria Pompei 

Oltre la morte

 


Maria Simma

e le anime del purgatorio

***

c) Fateci uscire da qui

Questo è il titolo del libro scritto da Nicky Eltz delle sue interviste con Maria Simma. Vediamo un riassunto di quello che dice Maria Simma.

«Vi è molta differenza tra evocare i morti come fanno gli spiritisti e invocare i morti per chiedere loro aiuto e pregare per loro. Lo spiritismo è un peccato e in esso è satana che risponde alle domande. Noi chiediamo aiuto ai defunti e preghiamo per loro. Nel mio caso io non le chiamo mai perché vengano. Vengono loro, perché Dio glielo permette.

Il purgatorio è un tempo di speranza in cui le anime sopportano la grande sofferenza della nostalgia di Dio e l’immenso desiderio di amarlo con tutto il cuore. In purgatorio esistono molti livelli, differenziati come lo sono le infermità sulla terra.Ogni anima è “castigata” o soffre in quello o per quello che l’ha fatta peccare o l’ha fatta allontanare da Dio. In una certa misura questo succede anche sulla terra. Se uno mangia in eccesso, soffre le conseguenze del mal di stomaco. Se uno fuma troppo, si intossica e ha problemi ai polmoni, eccetera. Possiamo dire che ci sono tanti livelli quante sono le anime, perché non vi sono due persone o due anime uguali. Ogni anima porta il suo purgatorio con sé. Quando un’anima viene a trovarmi, non viene “fuori” dal purgatorio, ma viene “con” il suo purgatorio. Le anime che vengono a trovarmi sono quelle che sono più prossime ad essere liberate. Ai livelli più bassi, satana può far soffrire le anime, ma non può soggiogarle e vincerle. Queste anime dei livelli più bassi a volte si presentano sotto forme di animali orribili. Ma l’anima può passare dal livello più basso e andare direttamente al cielo senza passare per i livelli intermedi se sono aiutate da un’indulgenza plenaria o da molte sofferenze, messe e preghiere. Quello che è certo è che nessuna anima vuole tornare alle tenebre della terra, ora che hanno conosciuto l’amore di Dio.

Dobbiamo avere ben chiaro che non è Dio che le colloca in questo o in quel livello, ma sono esse stesse, poiché vogliono purificarsi totalmente prima di presentarsi davanti a Dio. Esse vogliono purificarsi come l’oro nel crogiolo. Immaginiamo una ragazza che volesse andare al suo primo ballo in pubblico tutta sporca e spettinata. Ebbene, le anime hanno un’idea di Dio così elevata, sono così coscienti della sua meravigliosa e luccicante purezza che neppure tutte le forze dell’universo sarebbero sufficienti per indurle a presentarsi davanti a lui mentre ancora sussistono queste macchie che imbruttiscono la loro anima. Solo un’anima pura e luminosa può osare di avvicinarsi alla bellezza e alla santità divina per poter contemplare Dio senza timore e amarlo in pienezza per tutta l’eternità.

Il purgatorio è uno stato di ogni anima, ma in un certo senso è anche un luogo dove alcune anime si riuniscono per stare insieme in un determinato luogo, ad esempio vicino agli altari delle chiese o nel luogo dove sono morte. Ma non è il purgatorio un solo luogo. piuttosto sono molti luoghi differenti e molte condizioni differenti di ogni anima. Il fuoco esiste solamente nei luoghi più bassi, e tocca solamente l’anima, poiché non è un fuoco fisico come quello che noi conosciamo. Per questo alcune anime compaiono circondate dal fuoco.

Non le ho mai viste ridere; hanno piuttosto un aspetto sofferente e paziente. Di solito mi appare una sola anima; ma certe volte me ne sono apparse diverse, perché avevano necessità della stessa cosa per essere liberate. Sono stata visitata da anime di tutti i continenti, che mi parlavano in un tedesco con accento straniero.

In alcune circostanze sono stata visitata da suicidi, che non sempre sono condannati automaticamente. La maggior parte di loro sono indotti al suicidio da circostanze che limitano di molto la loro libertà, ovvero condizionati da infermità psichiche. Ma tutti si accorano molto per essersi accorciata la vita e per tutto quello che avrebbero potuto fare se non l’avessero fatto. Tutti vedono che non è stata una soluzione e ammettono di aver commesso un gravissimo errore.

Naturalmente mi hanno visitato persone di tutte le religioni, poiché anch’esse vanno in cielo, anche se la fede cattolica è la migliore per conquistarsi il cielo. Mi sono comparsi anche gli omosessuali. Non sono necessariamente condannati, ma devono soffrire molto per esere purificati, poiché, anche se l’inclinazione omosessuale non è peccato, ogni attività omosessuale è certamente peccato, come dice la Chiesa. Essi devono pregare molto e chiedere fortezza per vivere la loro castità e pregare san Michele arcangelo che è un grande difensore contro il maligno.

Una cosa molto importante è accettare prima di morire tutte le sofferenze che Dio ci ha inviato. Conobbi una donna e un sacerdote che erano nello stesso ospedale con tubercolosi. La donna disse al sacerdote: Io ho chiesto al signore che mi dia l’opportunità di trascorrere qui il mio purgatorio. Il sacerdote le disse: Io non oso chiedere tanto. Una suora ascoltò questa conversazione. Quando morirono, il sacerdote apparve alla religiosa e le disse che la donna era andata direttamente in cielo e che lui doveva trascorrere ancora molto tempo in purgatorio per non aver accettato le sue sofferenze. Da qui l’importanza che le nostre sofferenze siano offerte con amore. Le sofferenze della terra valgono di gran lunga di più in riparazione dei nostri peccati rispetto alle sofferenze del purgatorio. Per questo, una grande infermità prima di morire può essere una grande benedizione e una grazia di Dio».

P. Angel Peña


ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE

 


Che l'aver gran desiderio del nostro profitto è un mezzo molto principale ed una disposizione assai grande per ricever grazie dal Signore. 


Velleità della perfezione, cosa inutile.

Dice S. Bonaventura ( Op. cit. p. 173-74) che vi sono alcuni che hanno buoni proponimenti e desideri, ma non finiscono mai di vincersi, né di fare sforzo per metterli in esecuzione, secondo quel detto dell'Apostolo: «Il volere è in mano mia, ma l'operare il bene, no; non lo trovo in me» (Rom. 7, 18). Questi molte volte non sono veri proponimenti, né veri desideri, ma certe velleità di persone che vorrebbero, ma non vogliono. «Il pigro vuole e disvuole», dice il Savio; come pure: «I desideri uccidono il pigro: perché le mani di lui non hanno voluto far nulla: egli tutto il giorno non fa altro che desiderare ed appetire» (Prov13,4; 21, 25, 26). Così che ogni cosa se ne va in desideri, come dice S. Gerolamo (Ep. 125, ad Rusticum). 

Il padre maestro B. Giovanni D'Avila paragona molto bene questi tali a coloro, ai quali in sogno pare di far cose grandi; ma quando poi sono desti e si ricordano di ciò che hanno sognato, fanno tutto il contrario, secondo quello che dice Isaia: «Come uno che ha fame, si sogna di mangiare, e svegliato che è si sente vuoto» (Isa. 29, 8). Il medesimo accade a costoro, ai quali nell'orazione pare di desiderar di patire e di essere disprezzati e poco stimati; ma usciti dall'orazione, presentandosi loro l'occasione, fanno ogni cosa a rovescio. Questo avviene perché se lo sognavano, e non erano i loro, veri desideri. Altri vi sono che paragonano costoro ai soldati dipinti, i quali stanno sempre colla spada addosso al nemico, né mai finiscono di scaricare il colpo. In questa maniera alcuni non fanno altro in tutta la vita loro che minacciare di mettersi in positura di menare le mani, senza mai percuotere. 

San Girolamo sopra quelle parole di S. Matteo: «Ma guai alle partorienti, o che avranno bambini al petto in quei giorni» (Mt 24, 19), dice in sostanza: «Guai a coloro che non eseguirono i buoni desideri, che concepirono nel loro cuore» (In Matth. 24, 19; L. cit. V. 26, col. 173) ma là dentro li affogarono appena concepiti. Poiché il non mandarli alla luce dell'esecuzione è affogarli e ucciderli dentro di sé. Guai a costoro, la vita dei quali se ne va tutta in desideri, e poi la morte li trova senza operazioni! perché allora non solo non gioveranno loro i desideri che ebbero, ma anzi saranno castigati, perché non posero in esecuzione le buone ispirazioni date loro dal Signore. 

ALFONSO RODRIGUEZ