giovedì 7 febbraio 2019

L'ULTIMO DI TUTTI



La realtà di una formazione spirituale inquinata dalla superbia

Ci sono certamente alcuni, numerosi più di quanto si creda, che hanno fatto crescere la loro vita spirituale sotto l'influsso più o meno attivo di un orgoglio inconscio. Sono forse anch'io nel loro numero?
Come? La superbia mi avrebbe fornito aiuto nel prendere le abitudini di una vita pia e virtuosa e io non me ne sarei accorto? Sì, c'è una superbia che si nasconde e non si fa vedere, una superbia di cui forse sono stato anch'io vittima inconsapevole.
Certo attuale rilassamento, certa insistente tiepidezza, certe ricadute nella colpa, possono forse dipendere dal fatto che le mie virtù furono poggiate, in larga parte, sul fondamento falso e fragile della superbia? Anima mia, stai attenta e prega...
Forse non ho riservato abbastanza attenzione alle conseguenze di due fattori psicologici:
- l'uomo è essenzialmente un imitatore;
- l'uomo subisce l'influsso dell'ambiente che lo circonda e vi si adatta.
Devo rivisitare il periodo della mia formazione spirituale tenendo conto di questi due dati.
Da quali persone ero circondato? Quali erano le idee dell'ambiente in cui sono vissuto: famiglia, casa di formazione, seminario, noviziato o altro ambiente? Sicuramente si trattava di persone scelte e di un ambiente di virtù e di pietà. La vita spirituale vi era tenuta in onore; si parlava con ammirazione degli atti eroici dei santi e si circondavano di venerazione le persone che manifestavano qualche segno di santità. Libri e colloqui concorrevano a sviluppare la felice impressione. Avevo stima di queste cose e provavo invidia per quelli che mi passavano avanti nella edificazione.
Erano puri, del tutto puri, i sentimenti che allora mi hanno spronato al bene? Una analisi rigorosa non vi può scoprire qualche traccia di inquinamento? Il desiderio di entrare in un tipo di vita circondato dalla stima generale, non ha avuto probabilmente una larga parte nello slancio che mi ha spinto? La contentezza nel servizio di Dio non risentiva forse del compiacimento di me stesso e soprattutto della coscienza più o meno chiara del posto che conquistavo nella stima degli altri? Chi sarà in grado di sondare questo abisso che solo Dio conosce?
La mia stessa umiltà non ha forse subìto, almeno in parte, le ispirazioni e gli impulsi di una certa superbia? È perfettamente possibile.
In un ambiente virtuoso si stima e si ammira l'umiltà in sommo grado, la si riconosce come la principale virtù dopo la carità. È quasi impossibile non adottarne le forme e le espressioni fino ad una specie di sentimento interno: credersi umili diventa un bisogno.
Una tale umiltà può essere vera, senza dubbio, perché quei benefici influssi ne favoriscono meravigliosamente la crescita. Ma può anche, e assai facilmente, farsi più apparente che reale, più fittizia che sincera. Una persona naturalmente orgogliosa scambia in fretta le cose e dell'umiltà che le cammina davanti, persegue soltanto l'aureola.
Ancora una volta, chi sonderà un tale mistero?

 I segni rivelatori di questa realtà

Il divino Maestro ha detto: «Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere» (Mt 7, 20). Che frutti ha prodotto la mia formazione spirituale? Passando ad altro ambiente, l'ardore si è forse raffreddato? Il mio zelo per la perfezione, e particolarmente per l'umiltà, è forse scaduto? E in questo stato deplorevole non sono precipitato assai presto, senza opporre resistenza, senza particolari scosse?
Il nuovo ambiente in cui mi sono venuto a trovare dimostrava ancora, anche se in proporzione minore, stima e ammirazione per le stesse cose; ma vi regnavano altre idee e aspirazioni diverse. Così, troppo consenziente alla legge della mia natura fragile, mi sono adattato alla nuova situazione nella maniera più confacente all'amor proprio.
Altro segno ugualmente tipico di una formazione spirituale fuorviata dalla superbia, è la reazione di fronte alle contraddizioni, agli insuccessi, alle ingiustizie e alle disapprovazioni patite. Turbamenti, preoccupazioni, tristezze: ecco le tracce di virtù imperfette, fondate più o meno sulla superbia. Scoraggiamento profondo, collera, animosità, gelosia, rivolta: ecco gli indizi di una superbia radicata e imperante.
La mia era dunque un'umiltà di facciata e i miei sentimenti soltanto dei surrogati? Un'umiltà vera e profonda mi avrebbe ispirato la calma e la rassegnazione e addirittura quella contentezza superiore e quella gioia sublime che provavano gli apostoli oltraggiati per amore di Gesù (cf. At 5, 41).
Grazie, mio Dio, di rischiarare il profondo dell'anima mia. Devo confessarlo? Soffro nel vedermi quale mi rivela la tua luce. Mi chiedo se tutto in me sia da rifare. Forse le mie virtù sono apparenti, semplice effetto dell'ambiente in cui attualmente vivo. Che cosa sarei se intorno a me cambiassero le cose: posizione, funzioni, persone?
Al pensiero dell'isolamento morale in cui mi verrei a trovare, sento l'estremo bisogno di nascondermi in Te, come mio unico rifugio. Dio mio, crea in me uno spirito nuovo, veramente umile!
Dice san Girolamo: «Dell'umiltà molti ricercano l'ombra, pochi la realtà». Voglio essere nel piccolo numero di costoro.

Dio permette al demonio i malefici!



Sia a chi è provato e soffre duramente la possessione diabolica, sia a chi la vede come osservatore compassionevole, sorge una domanda: “Perché Dio permette al demonio una presenza malefica su persone innocenti, vittime dell’odio, dell’invidia, o dell’egoismo di persone cattive, perverse?”.  
Tentiamo di dare una spiegazione. Non è fuori luogo ricordare che anche Cristo, innocente, è stato tentato e vessato dal diavolo, specie nella Passione e morte di Croce. Inviato dal Padre a realizzare il Piano di salvezza, è odiato da persone cattive e perverse. Con la sua sapienza e potenza divina sa 
allontanare il demonio nelle tentazioni, togliere le catene dei posseduti e ritornarli alla libertà.  
Dio ha lasciato e lascia all’uomo la libertà anche quando opera il male e rende schiave altre persone. 
La mafia nazionale e internazionale usufruisce della libertà nel mercato delle adolescenti per la prostituzione, nella pedofilia, sfruttamento dell’accattonaggio, mercato di organi, schiavitù nel lavoro.  
Con un breve sguardo storico ricordiamo la schiavitù dei neri, il colonialismo, le tante guerre con mire espansionistiche, per interessi economici e per sete di diversi tipi di oro. Fare del male con le armi, con le ingiustizie, con i ricatti, con le fatture in collaborazione con il demonio, è sempre fare del male.  
Ci chiediamo: perché il silenzio di Dio, perché non parla, non condanna? Dio non approvacertamente, condanna ogni male e chiederà conto, ma non interviene per fermare la mano omicida o l’azione perversa del demonio in combutta con i satanici o i fattucchieri malvagi. Interviene in alcuni casi particolari e in risposta alla preghiera di esorcisti, specie dei santi. 
La Chiesa esercita l’autorità avuta da Cristo di cacciare il demonio, ma non è sempre facile, o perché i demonici conservano l’odio e rifanno le fatture malefiche, o perché hanno venduto l’anima al demonio per ottenere l’effetto di distruggere l’avversario che ostacola i loro loschi interessi.  
L’autorità, data agli Apostoli e ai loro successori, i Vescovi, viene esercitata normalmente dai sacerdoti esorcisti, i quali per essere più efficaci sono chiamati a praticare la preghiera, il digiuno e la penitenza, e ad essere più santi possibile.  
Infatti con S. P. Pio, i posseduti dal demonio vengono più facilmente liberati, anche se qualche volta ne paga il prezzo con le percosse ricevute dallo stesso demonio. P. Pio sapeva guadagnare moneta pregiata attraverso la preghiera, le sofferenze, le prove per convertire le anime, per guarire i malati, 
per liberare gli indemoniati, per illuminare i giovani sul dono della vocazione alla vita consacrata. 
Si può quindi fermare la cattiveria del demonio e dei demonici con l’esorcismo e la preghiera, tuttavia si sa quando la possessione comincia, ma non quando finisce. Per un esorcismo più efficace ci vuole la collaborazione fra santità e preghiera dell’esorcista, e grazia, fede, vita cristiana coerente e generosa del posseduto esorcizzato.  
Vengono invitate molte persone alla preghiera, a cominciare dai familiari, come già ricordato, perché siamo dentro all’economia divina, secondo la quale più anime di fede pregano, maggiori difficoltà creiamo al demonio, più presto lo stanchiamo e lo costringiamo ad andarsene.  
Ho letto con piacere in fra Benigno che avvengono molte più liberazioni dal demonio nella sua attività di esorcista, fra i posseduti in Sicilia, rispetto al Nord Italia. Alcuni casi di posseduti dal demonio e seguiti dalle cure pastorali di esorcisti del Nord, sono stati liberati dagli esorcismi e preghiere di esorcisti del Sud.  
L’attività di esorcista di Fra Benigno è sostenuta dalle preghiere di molte comunità Religiose e parrocchiali sensibilizza-te sul problema, tanto da formare una catena di solidarietà nella preghiera che copre tutte le ore del giorno.     
Spetta a Dio, in risposta alle nostre preghiere e digiuni, concedere la liberazione dal demonio e dalla sofferenza. Non è certo programmabile dall’esorcista, né dal suo grado di santità perché per la liberazione intervengono molte altre componenti.  
È importante che la stessa vittima prenda la croce, come permessa da Dio, dalla quale Egli lo libera a tempo opportuno. 
Prima lo aiuta a conseguire il maggior bene spirituale per sé, o per le anime da salvare, a cominciare da quelle più care.  
Solo in cielo comprenderemo il valore di quella sofferenza, malattia, disgrazia, possessione diabolica, specie se santificata con la fede e unita alla Croce di Cristo. 
È facile consigliare, aiutare riflettere sui valori e principi spirituali, ma portare, vivere certe croci di possessione diabolica o di prove umane, è veramente molto arduo. Nell’animo sorgono tanti sentimenti, pure perversi che non è facile gestire e coniugare con la fiducia in Dio, con l’amore alla sua volontà, con la preghiera e la vita cristiana.  
A volte si scatenano sentimenti di ribellione, di sfiducia in Dio, di disperazione e tentazione al suicidio. La preghiera più bella da innalzare dalle persone amiche e dall’interessato è questa: “Signore, aumenta la nostra fede, donaci un grande amore a Te per santificare ogni dolore. Ci abbandoniamo alla tua volontà, e insieme speriamo contro ogni speranza nella tua bontà e nel giorno della liberazione”. 

FRATELLO ESORCISTA 

PREGHIERA PER LA PACE



Dio dei nostri Padri, grande e misericordioso, 
Signore della pace e della vita, Padre di tutti. 

Tu hai progetti di pace e non di afflizione, 
condanni le guerre 
e abbatti l’orgoglio dei violenti. 

Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù 
ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani, 
a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe 
in una sola famiglia. 

Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,  
supplica accorata di tutta l’umanità: 
mai più la guerra, avventura senza ritorno, 
mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza,  
minaccia per le tue creature 
in cielo, in terra e in mare. 

In comunione con Maria, la Madre di Gesù, 
ancora ti supplichiamo: 
parla ai cuori dei responsabili 
delle sorti dei popoli, 
ferma la logica della ritorsione 
e della vendetta, suggerisci con il tuo Spirito 
soluzioni nuove, gesti generosi e onorevoli, 
spazi di dialogo e di paziente attesa 
più fecondi delle affrettate scadenze 
della guerra. 

Concedi al nostro tempo  
giorni di pace. Mai più la guerra.  
Amen. 

L‟uomo risponde all‟amore con l‟amore, proprio come l‟odio genera l‟odio



Mia amata figlia diletta, lascia che oggi Io porti grandi Benedizioni al mondo, poiché Io dono lo Spirito d‟Amore, ad ogni nazione, grazie alla Potenza dello Spirito Santo. 

Questo Dono d‟Amore avvolgerà molti uomini, compresi coloro che non Mi accettano; pertanto, il mondo sarà testimone di grandi gesti di carità. Quando sentirete parlare di questi miracoli, come per esempio, quando alcune nazioni aiuteranno delle altre nazioni che versano in grande bisogno, allora riconoscerete tutto ciò come dei segni dal Cielo. 

Il Mio Amore attirerà parecchi uomini, non appena verrà propagato attraverso il Mio Intervento Straordinario, durante questo eccezionale momento. AscoltateMi, Miei amati discepoli, poiché voglio che voi sappiate, che quando pregherete per la pace, Io vi donerò la Mia Pace, mentre quando pregherete perché l‟amore vinca l‟odio, Io vi darò il Mio Amore. Quando pregherete per far crescere la vostra fede, Io riverserò su di voi il Mio Amore e la vostra fede crescerà e quando la vostra fede sarà aumentata, voi diffonderete la Mia Parola attraverso l‟esempio. Nel momento in cui voi mostrate amore per gli altri, senza condizioni, camminate nel Mio Nome. Tramite le vostre azioni, altre persone seguiranno il vostro esempio. 

L‟uomo risponde all‟amore con l‟amore, proprio come l‟odio genera l‟odio. Per vincere l‟odio voi dovete replicare sempre con l‟amore, poiché l‟amore indebolisce lo spirito del male. Se un numero sufficiente di persone mostrasse amore reciproco sotto ogni aspetto della propria vita, allora l‟odio non potrebbe prosperare. 

Il Mio Amore sta aumentando in mezzo a voi, portatelo con voi e diffondetelo, in quanto darà vita a tutti quanti, compresi quelli che ne hanno maggior bisogno. 

Il vostro Gesù 

5 Luglio 2014

mercoledì 6 febbraio 2019


GESU’ OSTIA



La fede della Chiesa


Due secoli dopo, San Tommaso d'Aquino, sull'errore di Berengario ribadisce: «La reale presenza del corpo e del sangue di Cristo in questo sacramento non può essere conosciuta dai sensi, ma solo dalla fede, che si fonda sull'autorità divina».
Ma la vita della Chiesa riceve un lacerante scossone la mattina dell'1 novembre 1517. Alle porte della chiesa universitaria di Wittemberg si trovano affisse 95 tesi in latino; contestano: le indulgenze concesse dal Papa a favore dell'erigenda chiesa di S. Pietro in Roma, l'efficacia delle indulgenze per le anime del Purgatorio, la stessa autorità del Romano Pontefice.
L'autore delle tesi è il trentaquattrenne professore di sacra Scrittura, l'agostiniano Martin Lutero.
Quella mattina segna l'inizio di una triste storia: discussioni, insurrezioni sanguinose, repressioni violente agitano tutta la Germania, poi la Svizzera, la Francia, l'Olanda, il Nord Europa.
Si assommano fattori religiosi, politici, economici, sociali e culturali che corrodono i pilastri dell'unica fede.
A Lutero, in Germania, si affiancano Zwingli e Calvino, in Svizzera. Nascono le Chiese della Riforma, che con spirito missionario approdano in America, in Africa e negli altri continenti.
I punti dottrinali sono: solo Dio (Egli opera da solo, e solo a Lui spetta il nostro culto); solo Cristo (l'unico mediatore fra Dio e gli uomini); solo la grazia (non i meriti e le opere dell'uomo); solo la fede (è l'unica risposta che l'uomo può dare); solo la Scrittura (non la tradizione, non l'intermediazione, ma solo ciò che nella Scrittura è contenuto).
Dalla Riforma viene rivisitata pure la dottrina eucaristica. Lutero rifiuta la trasformazione di TUTTA la sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo. Egli formula che la presenza reale di Cristo coesiste con la sostanza del pane e del vino.
Zwingli interpreta le parole di Gesù: "Questo è il mio corpo", "questo è il mio sangue", in senso simbolico: 'è' vuol dire «significa», quindi riduce l'istituzione eucaristica ad una semplice commemorazione, perché mostra e ricorda la grazia della salvezza già avvenuta e ricevuta.
Calvino coniuga la presenza reale di Cristo della dottrina luterana, con quella simbolica della dottrina zwingliana. Egli, infatti, parla di presenza reale ma spirituale di Cristo, insegnando che la «carne» del Signore è mangiata spiritualmente, per fede, senza che vi sia mutamento di sostanza.
Se la presenza sacramentale di Cristo differisce nella maniera in cui è manifestata e realizzata, per tutti i riformatori la conservazione del pane e del vino rimasti dopo la santa cena non ha senso: la presenza di Cristo non è in alcun modo legata agli elementi del pane e del vino usati, ma si realizza nell'incontro della nostra fede con la parola di Dio predicata.
Viene così messa pure in discussione la devozione al SS. Sacramento, consolidatasi nel corso dei secoli.
Significativa, a questo proposito, è l'espressione di Erasmo da Rotterdam (1466-1536), umanista olandese, considerato il più grande intellettuale del suo tempo, che interviene nel dibattito e, contro le argomentazioni della Riforma, scrive in tono arguto: «Non mi sono mai potuto persuadere che Gesù, la Verità e la Bontà stessa, abbia permesso che per tanti secoli la sua sposa, la Chiesa, abbia adorato un pezzo di pane in sua vece»5.
La Chiesa di Roma non sta a guardare. All'attacco esplicito e massiccio dei riformatori, che minacciano la sua organizzazione e la sua stessa funzione di guida del cristianesimo, risponde con una reazione altrettanto massiccia che troverà il suo momento culminante nel Concilio di Trento (1545-1563).
Sulla dottrina eucaristica si riaffermano con vigore i princìpi della fede antica, rimasti immutati fino ad oggi.
Solo sul piano pratico, nell'età odierna, sono subentrati dei cambiamenti: il messale di Pio V, composto secondo le direttive di Trento nel 1570, è stato sostituito dal messale di Paolo VI, sulla base del Concilio Vaticano II.

Ogni giorno la provvidenza di Dio sorge prima del Sole.



Abbandono in Dio

Se crediamo che Dio è amore e che ci ama con tutto il suo infinito amore, la conclusione è che possiamo abbandonarci tranquillamente nelle sue mani, sapendo che lui pensa a noi e ci guida e vuole il meglio per noi. Abbandonarsi è fidarsi di Dio. è accettare la sua volontà in ogni istante, e non ribellarsi ai suoi progetti su di noi. è lasciarsi portare senza domandarsi dove, né perché. è consegnargli la vita. Qualcosa come firmargli un assegno in bianco. Abbandonarsi vuol dire stare in permanente ascolto e aperti alla sua volontà ogni istante. è rimanere totalmente nei suoi progetti. è abbandonarsi al suo amore come una gocciolina nel mare. è credere fiduciosamente alla sua provvidenza amorosa. Per questo ti chiedo: sei disposto ad accettare una malattia o qualsiasi altra disgrazia umana senza ribellarti contro di lui? Allora, perché hai paura di abbandonarti? Non ti fidi? Non sei disposto ad accettare la sofferenza? Vuoi solamente ricevere beni e gioie? Lascia che lui pensi quello che è più conveniente per te. Lascialo fare e confida in lui. Puoi essere sicuro che sarà la migliore decisione della tua vita, perché Dio ha bisogno di avere le mani libere per fare della tua vita un’opera d’arte spirituale. Lui ti dice: “Io non ti lascerò né abbandonerò mai” (Gs 1, 5 ; Eb. 13, 5 ). Puoi star sicuro che lui mai ti farà sbagliare, né ti ingannerà. Perciò, accetta i suoi progetti su di te. Consegnagli la responsabilità della tua vita. Vale la pena di abbandonarsi nelle braccia di un Dio così buono e misericordioso. Se fai così, vedrai meraviglie nella tua vita.
Ricordati di Abramo. Dio gli disse: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò” (Gen. 12, 1). E Abramo lasciò tutte le sue sicurezze umane e si lanciò in un’avventura sconosciuta, solamente confidando in Dio. E Dio lo benedisse, dandogli una discendenza numerosa. Benedì anche Mosè che accettò di andare a parlare con il faraone, nonostante la sua balbuzie (Es. 4); e benedì Noè che eseguì tutto come Dio gli aveva ordinato (Gen. 6, 22). E Dio salvò lui e la sua famiglia. Abbandonati nelle sue braccia come la figlia di quel chirurgo che aveva paura di farsi operare, ma avendo fiducia in suo padre si lasciò operare. Vale la pena abbandonarsi senza condizioni. E nei momenti difficili, quando tutto sembra oscuro e non senti la mano di Dio nella tua vita, quando sembra che si sia dimenticato di te, di’ a te stesso:
“Mio Padre, Dio, mi ama e ha cura di me. Lui conosce tutto quello che mi succede e conosce i miei bisogni. Confido in lui, e so che sta già prendendo i mezzi necessari per aiutarmi e risolvere i miei problemi”.

Signore, quanto è grande la Tua Bontà



Benedetto sia nostro Signore 
che per me fa meraviglie d’amore.
Signore, quanto è grande la Tua Bontà
per coloro che Ti temono,
concessa a quelli 
che cercano riparo in Te,
perché tutta l’umanità la veda!

Gioite nel Nostro Signore e Salvatore,
esultate, voi virtuosi,
urlate di gioia, voi tutti dal cuore retto!

Date loro idoli ed essi saranno i primi ad adorarli, ma date loro ciò che è Sacro e loro se Ne prenderanno gioco;



La pace sia con voi;

Io sono il Signore, sentite la Mia Presenza, discernete la Mia Presenza; oggi Io vengo a voi, parlando per mezzo della Mia serva; Io sono sempre con voi, in ogni momento della vostra vita; il Mio Sacro Cuore gioisce nel sentire il vostro amore per Me; agnelli Miei, quanto ho sempre desiderato di radunare voi tutti fra le Mie Braccia e proteggervi dal male! vi amo, Io vi amo con un amore eterno, un amore geloso che comprenderete solo quando sarete in Cielo;

tuttavia, nonostante il Mio Incommensurabile Amore, la maggior parte dei Miei figli Mi ha voltato le spalle... ha dimenticato la Mia Passione; e con il progresso il Mio Nome non ha alcun senso per loro ora; date loro idoli ed essi saranno i primi ad adorarli, ma date loro ciò che è Sacro e loro se Ne prenderanno gioco;

Io, il vostro Santo, soffro ed il Mio Corpo è mutilato dalla disobbedienza, dalla impurità e dall’iniquità di questo mondo oscuro! ah creazione! il Mio Grido di sofferenza scuote il Cielo intero, lasciando i Miei angeli tremanti e prostrati; non Mi avete ancora sentito, figlie e figli Miei? le Mie Grida dall’alto lasciano stupiti perfino i demoni per la vostra sordità … Lacrime di Sangue inondano i Miei Occhi, giorno e notte, ora dopo ora, incessantemente Io vi aspetto, avete respinto per sempre il Mio Spirito? la Mia Voce riecheggia in questo devastante deserto, senza un solo pascolo per riposarsi, senza una sola sorgente di acqua viva che vi rinfreschi;

dal Mio Trono discendo in quelli che furono i Miei Pascoli per ritrovarli trascurati e sterili; i Miei fiori, che piantai con tanto amore e con le Mie Stesse Mani, muoiono uno dopo l’altro; le Mie aiuole sono state trascurate e si sono inaridite; i Miei pozzi sono ora soltanto buche vuote, scure e polverose, nidi di vipera; dove sono andati i Miei guardiani? perché hanno trascurato il Mio giardino? troverò almeno un fiore al Mio ritorno?

il Mio Spirito è schiacciato dalla mancanza d’amore, dalla mancanza di fede, dalla mancanza di pace; figli del Mio Sacro Cuore, ascoltate il Mio Grido in questo deserto; riconoscete la Mia Voce, almeno riconoscete i Tempi! venite, tutti voi che non vi siete riconciliati con Me, venite ora e riconciliatevi; le vostre iniquità hanno trafitto tutta l’eternità facendovi allontanare da Me; non fate il male e nessun male vi colpirà; siate buoni gli uni con gli altri, amatevi l’un l’altro, perdonate i vostri nemici; ripeto le Mie Parole che voi tutti conoscete, ma quanti di voi le mettono in pratica?

pregate con il cuore; ho bisogno d’amore; venite e adornateMi con preghiere che sgorghino dal vostro cuore, venite ad attingere dal Mio Cuore che è un Abisso d’Amore e colmate il vostro; Io vi dico molto solennemente, le ore fuggono, carissime anime, ritornate a Me; pace! pace! pace! Implorate la pace alle nazioni, la pace per unirsi! la pace per amare! la pace per glorificarMi! sta venendo il giorno in cui ogni visione che i Miei veggenti hanno avuto si avvererà, perché ciò che dico lo porto sempre a compimento; pregate, Miei diletti, per il Mio Pietro; pregate per tutti i Miei sacerdoti;1 pregate affinché il Mio Gregge sia uno, come il Padre e Io siamo Uno e Uguale; pregate perché i Miei agnelli ritornino in un unico Ovile sotto la guida di Pietro, fino al Mio ritorno;

Oh, se voi solo ascoltaste ed obbediste! volete pregare ora il Padre Nostro? vi ascolto, (…) e Io vi prometto che il Mio Regno verrà e la Mia Volontà sarà fatta in terra come in Cielo; figli Miei, portate frutti in Pace; Io, il Signore, amo voi tutti e vi benedico;

29 Marzo, 1989

ONORE AL CROCIFISSO



I MARTIRI

SANT'IGNAZIO (... + 107).

Secondo successore di S. Pietro nella Cattedra di Antiochia, l'anno 106, sotto l'imperatore Traiano, fu arrestato e condotto a Roma. Tra le lettere che scrisse alle varie Chiese durante il viaggio, la più celebre è quella ai Romani, con la quale li prevenne a non interporre i loro uffici per liberarlo dal martirio, da lui sì vivamente bramato. In essa dice: « Che nulla m'impedisca di ottenere l'eredità che mi è riserbata! Io temo la vostra carità. Voi non perdete nulla, e io perdo Iddio, se riuscite a salvarmi. Lasciatemi essere il nutrimento delle belve, dalle quali mi sarà dato di godere Dio. Io sono frumento di Dio: è necessario che io sia macinato dai denti delle belve, affinchè sia trovato puro pane di Cristo. Pregate il Signore per me, affinché di queste membra sia fatto un sacrificio a Dio. Ora comincio ad essere un vero discepolo. Fuoco o croce, mandre di belve, slogamento d'ossa, mutilazione di membra, tritamento di tutto 9 corpo, che tutti i supplizi del demonio cadano su me, purchè possa godere Gesù Cristo. Io cerco Colui che è morto per noi, e voglio, voglio Colui che per noi è risorto. Lasciatemi essere imitatore della Passione del mio Dio» 
(P. Allard: Storia Critica delle Persecuzioni – Libr. Editr. Fiorentina. 1923. Vol 1).

La sete ardente di morire per Cristo e l'entusiasmo del martirio, per i primi duecento anni, f u l'anima del Cristianesimo: e lo sarà sempre, sino alla fine dei secoli, anche in mancanza di persecutori esterni, se nel cuore dei cristiani arderà viva la fiamma della carità per Iddio e per il prossimo: è difatti proprio della carità perfetta anelare al martirio.

X. COMANDAMENTO



EGO TE ABSOLVO 


Non desiderare la roba d'altri 

L'ultimo comandamento ci proibisce il desiderio delle ricchezze e del benessere del prossimo.
Questo comandamento ci ordina di essere giusti e moderati nel desiderio di migliorare la propria condizione, e di soffrire con pazienza e ristrettezze le altre miserie permesse dal 
Signore secondo la Sua Eterna Sapienza al nostro merito poiché: « Al regno di Dio 
dobbiamo arrivare per via di molte tribolazioni. » (Atti XIV. 21) 
Il nono comandamento vieta i peccati interni che si commettono con il desiderio delle 
ricchezze. 
Ogni peccato interno riveste quella specie di malizia e gravità, che propria dell'opera 
esterna a cui si riferisce. Se il desiderio, di furto, frode che forma oggetto del desiderio è 
cosa leggera, il peccato interno è veniale. Se il danno che desidera fare è grave, il 
peccato del desiderio è grave. 
Il mondo giudica le persone non da quelle che sono, ma da quello che hanno. Gesù 
invece dice: « Che giova mai all'uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde l'anima? » 
« Beati i poveri... di questi è il regno dei cieli ». 

G. Crux

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta... 

É un momento questo, in cui Padre Pio sente che il suo corpo è allo stremo; e 
quell'esaustione si propaga alle qualità spirituali, tanto che teme di soccombere al nemico: 
«... Mio Dio! quegli spiriti maligni padre mio, fanno tutti gli sforzi per perdermi; vogliono 
vincermi con la forza; sembra che approfittino proprio della mia debolezza fisica per 
maggiormente sfogare contro di me il loro livore e in tale stato veder se sia loro possibile 
strapparmi dal petto quella fede e quella fortezza che mi vien dal padre dei lumi. In certi 
momenti mi veggo proprio sull’orlo del precipizio, sembrami allora che la pugna sia per 
arridere a quei birbaccioni; mi sento proprio tutto, tutto scuotermi; un agonia mortale 
attraversa il mio povero spirito, riversandosi pure sul povero corpo e tutte le membra me le 
sento rattrappirsi. La vita allora davanti a me la veggo come se mi si arrestasse: ella è 
sospesa» (30 ottobre 1914). 

É proprio allora che il fraticello reagisce, dedicandosi alla guida di una donna, una che 
potremmo quasi definire una «proto-figlia spirituale», la prima di una catena infinita di 
anime. Assistiamo allora allo svilupparsi di un altro “modello” della battaglia: l'attacco alle 
persone vicine e amiche di Padre Pio. Scrive a padre Agostino il 16 febbraio 1915: «... Non 
saprei dirvi poi quanta rabbia prova contro di me quel brutto animalaccio di Satana per la 
provvisoria direzione che ho assunto io di quell'anima. Me ne fa di tutti i colori. Anche a quella 
poverina le sta facendo guerra e fra i tanti dispetti che a lei ha fatto, uno è stato questo. Nel 
leggere le mie lettere cerca di perturbarle la fantasia e in una di queste volte nel leggere una 
mia lettera, si sentì gridare da lui all'orecchio: “Non sentire a quel mentitore”. Ma l'anima di 
Dio, senza scomporsi, gli fece una forte risata in viso e così scoperto si diede alla fuga. 
Purtroppo quella bestiaccia è convinta di non poterla avere per sé e quindi, non potendo avere 
il più, fa tutti gli sforzi di avere il meno, impedirle una maggiore perfezione». 

MARCO TOSATTI 

NON DIMENTICHIAMOLI



PREGHIAMO 
PER I SACERDOTI DEFUNTI

Maria, Madre di Gesù eterno Sacerdote, Madre
della Misericordia, Regina degli apostoli, volgi il
tuo sguardo di pietà verso le anime dei sacerdoti,
vescovi, cardinali, religiosi e religiose defunti, per
le quali ti preghiamo.

O Maria, dolce Regina del Paradiso, Madre della
Chiesa, mostra la tua potenza e libera queste
anime che soffrono nel Purgatorio, per i meriti del
Preziosissimo Sangue di Gesù.

S. Giuseppe, S. Michele Arcangelo, Santi
Apostoli e anime beate del Paradiso intercedete
anche voi perché al più presto possano raggiun-
gervi in Cielo. 

E voi, anime sante del Purgatorio, intercedete
per noi, e otteneteci la grazia..... affinché possia-
mo far conoscere a tutti la vostra potente inter-
cessione, per la gloria di Dio e per la nostra sal-
vezza.

Padre Nostro, Ave Maria, Eterno Riposo

Dio Padre: Io Sono la Verità. Prendete la Mia Mano e seguiteMi. Ogni Vita proviene da Me



Mia carissima figlia, l‟uomo ha il controllo del proprio destino, poiché gli è stata 
concessa la libertà di scelta, come Dono da parte Mia. 

Alcuni scelgono la strada giusta in direzione del Mio Regno Celeste, che passa 
attraverso il Mio Unigenito Figlio, Gesù Cristo, mentre altri fanno scelte insensate.
causa dei doni dell‟uomo, che includono l‟intelligenza, la conoscenza ed il libero 
arbitrio, molti diventano orgogliosi, altri cercano delle cose sbagliate e grandi doni 
materiali, che il mondo rende possibili, finché, alla fine, per loro diventano 
importanti solo i propri desideri immediati. Essendo egocentrici, essi attuano delle 
azioni e dei comportamenti egoistici e, attraverso la ricerca della realizzazione personale, a 
scapito degli altri, condannano sé stessi a causa del peccato che li rende schiavi. 

Cari figli, rifiutando di accettare il Dono della Vita Eterna, che Io porto a tutti voi che 
prenderete parte al Mio Regno, sarete separati da Me per l‟eternità. Io vengo, in questo 
tempo, con lo scopo di intervenire, a causa del vostro profondo interesse per il mondo, il quale 
ha eliminato dai vostri cuori, tutto l‟amore per Me. Io vengo a portarvi la Verità, la 
conoscenza del Mio Regno e a ricordarvi le due scelte che vi verranno presentate: la 
prima scelta è quella di accettare la Mia Mano di Misericordia e vivere una vita 
gloriosa condividendo la Vita Divina nel Mio Nuovo Regno, mentre la seconda 
scelta è quella di scegliere le tenebre eterne e diventare in tal modo, schiavi 
dell‟abisso, dove Satana rimarrà per sempre. 

Molti di voi rifiutano il Mio Amore, la sapienza che vi ho dato attraverso Mia Santa Parola e 
gli ammonimenti trasmessi a voi dai profeti. Non crediate che oggi il mondo sia diverso 
rispetto al tempo passato, poiché sulla Terra, l‟umanità non è mai cambiata. Il peccato è 
ancora la vostra maledizione e sarà solo combattendo il nemico, il quale vi porta la miseria e il 
dolore, che voi diventerete capaci di accettare la Vita che ho creato per voi. 

Ora ascoltate poiché vi ricordo la Mia Promessa: Ho creato un Paradiso Eterno che 
appartiene a voi. Esso vi darà la Vita Eterna del corpo e dell‟anima. Esso vi aspetta, 
non sprecate la vostra eredità. Se lo farete, Mi si spezzerà il Cuore e vi pentirete di questa 
decisione per l‟eternità. 

Ascoltate ora la Mia Chiamata, perché Io vi manderò ogni segno, ogni Miracolo e ogni 
Grazia, in modo da risvegliare i vostri cuori affaticati, fino a quando Io non infiammerò, 
dentro di voi, la conoscenza della Verità. 

Io Sono la Verità. Prendete la Mia Mano e seguiteMi. Ogni Vita proviene da Me. 

Il vostro Padre Eterno 

Dio l‟Altissimo 

3 Luglio 2014

martedì 5 febbraio 2019

Il mîracolo della vita




Mentre ero in preghiera ebbi una visione interiore. Vidi una lunghissima fila di donne. Camminavano in colonna, una dietro l'altra: molte piangevano disperate; alcune avevano uno sguardo come di ghiaccio, impietrite da un qualcosa che le costringeva ad andare avanti; altre, poche, ridevano incoscienti. Attorno a quella fila di donne c'era un gran movimento di uomini ed altre donne. Alcune di queste persone cercavano di strappare dalla triste colonna, purtroppo il più delle volte senza riuscirci, le donne che evidentemente conoscevano, essendone mariti, amici, o amiche.
Altre persone, invece, svolgevano un'attività affatto diversa, ricacciando a forza nella fila alcune poverette che cercavano di allontanarsene. Altre persone, infine, camminavano semplicemente accanto a quelle disgraziate, ridendo e chiacchierando come per distrarle.
Sul petto di ciascuna di quelle donne incolonnate si vedeva, come se fossero state trasparenti, il cuore e dentro i cuori c'erano minuscoli bimbi irraggianti una gran luce tutt'intorno. Ma, nonostante quella luce, i volti di quelle madri restavano terrei.
La colonna delle donne, di cui non si scorgeva la fine, avanzava verso una buia e spaventosa caverna. "Io" proseguì frate Alberto, "cominciai a sentirmi male. Ero inquieto. Improvvisamente mi ritrovai ad osservare quel che accadeva allo sbocco di quella caverna che, come una galleria, attraversava da parte a parte un costone roccioso.
Le donne che vi erano passate attraverso ne uscivano invecchiate, prostrate, disperate. Lì dov'erano fino a poco prima i bimbi risplendenti come fiammelle di luce divina, non c'era più nulla se non un buco, vuoto, muto, scuro. Sulle fronti di quelle disgraziate era tracciata una piccola croce scura, di sangue. Anche coloro che le avevano spinte nella caverna e ve le avevano allegramente accompagnate avevano mutato definitivamente aspetto. Su di loro scorgevo il marchio di Satana, di colui che è omicida e menzognero fin dal principio".
Ricordando quella visione interiore, frate Alberto cominciò a tremare e a piangere sommessamente, ma continuò a raccontare. A quel punto, terrorizzato, caddi con la faccia a terra. Udii interiormente una voce che attribuii al Signore: "Ho bisogno delle tue preghiere e delle tue sofferenze in riparazione del terribile delitto dell'aborto. Vuoi aiutarmi a salvare queste anime? Verrà il tempo in cui saranno tante, tante, troppe davvero!". Pensavo al volto addolorato del Salvatore e nei suoi occhi, divini e bellissimi, mi sembrava di scorgere tutti i richiami della Grazia a quelle anime. Ripensando alla scena che avevo interiormente contemplato considerai che quelle donne avevano chiuso le loro orecchie per non sentire il vagito del piccolo Gesù nella mangiatoia di Betlemme; in quel vagito avrebbero infatti potuto udire anche la tenera voce dei propri piccoli figli. Avevano chiuso i loro occhi, per non vedere che nella dolorosa passione di Cristo trovava il suo posto anche il martirio delle loro inermi piccolissime creature. Avevano chiuso i loro cuori, per non lasciarvi entrare la compassione della Madre di Dio, compassione che era stata capace di sostenere l'offerta della vita dei proprio Divin Figlio perché fosse salvata la vita dei fratelli del suo Gesù, anche di coloro che, fra tutti, sono i più piccoli e i più poveri.
Compresi che per salvare quelle anime, non restava che la Divina Misericordia.
Nel mio cuore risposi al Signore: "Io sono tuo, mio Signore! Con il tuo aiuto sono pronto a sopportare qualsiasi cosa pur di strappare queste povere anime dalle fauci del Dragone infernale. Ma dimmi, ti prego, che ne è di quei piccoli bimbi?". "Conosci le Scritture" udii interiormente, "anche se queste donne si dimenticassero dei loro bambini, io invece non ti dimenticherò mai e non mi dimenticherò di questi piccoli innocenti martiri" (cf Is 49,15).
Ancora interiormente contemplai il Signore, che allargò le braccia e spalancò il proprio manto. Io vidi attorno a lui miriadi e miriadi di anime di minuscoli bambini. Erano tanti da non potersi contare, ma io vedevo che ciascuna di quelle piccole anime era nel centro stesso del Cuore di Gesù, abbracciata e avvolta da un inconcepibile e purissimo Amore. Il dialogo interiore con Gesù continuò. "Sono salvi" esclamai piangendo dalla gioia. "Salvi" sentii che la voce ripeteva in me: "Il mio popolo ha rigettato i propri figli perché ha rigettato Me. Quei piccoli bimbi sono stati sacrificati sull'altare degli dei falsi e bugiardi: le ideologie, l'egoismo, il piacere, il potere, la viltà. Chi li ha uccisi, in loro voleva uccidere Me. Quei bimbi uccisi nel grembo delle loro madri sono dei piccoli martiri, come quelli che presero il mio posto sotto i colpi delle spade dei soldati dell'empio re Erode. Sono i miei prediletti, perché fra tutti e più di tutti gli altri martiri manifestano l'Amore inerme ed incondizionato dell'Altissimo Dio".
E non solo sono salvi, ma intercedono per la conversione dei propri genitori e di quanti hanno collaborato ad ucciderli. Intercedono unendosi alla preghiera che dalla Croce ho rivolto al Padre: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34).
Mi ritornò alla mente la spaventosa visione di quella lugubre colonna, in marcia verso la morte del corpo dei propri bambini e delle proprie anime.
"E per loro c'è possibilità di perdono?" chiesi al Signore Gesù.
"Forse che io ho piacere della morte del malvagio - dice il Signore Dio - o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?" (Ez 19,23). Ma se il malvagio si ritrae da tutti i peccati che ba commesso e osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà" (Ez 18,21).
Ecco, dunque, anche costoro potranno salvarsi. Non ho forse concesso ai sacerdoti il potere di assolvere da ogni peccato per il quale ci sia sincero e profondo pentimento e volontà di riparazione? Costoro potranno salvarsi grazie ai sacramenti, con la preghiera e tanta, tanta penitenza. "Scorsi allora che molte di quelle madri e di quei padri, e di quei falsi amici, e di quelle false amiche, toccati dalla Grazia divina, pentiti, si gettavano a terra ai piedi di numerosi sacerdoti comparsi improvvisamente, e lì imploravano il perdono dei propri figli, ormai viventi come angioletti in Cielo, e la misericordia di Dio.
E vidi che, con l'assoluzione del sacerdote, scendeva in maniera efficace anche la benedizione dei piccoli bimbi morti al mondo ma viventi in Dio; e la croce di sangue impressa in fronte alle madri diveniva luminosa; e il segno della Bestia era sostituito dal Santo Nome dell'Agnello; ed a ciascuno veniva donato un cuore nuovo". "Penitenza", ripetei incerto.
"Penitenza. E la più grande è quella dell'amore. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15, 13).
Sentii che quelle parole erano rivolte anche a me, personalmente.
(Dal libro "L'eremita del Monte Contessa, Sant’Alberto da Sestri Ponente" Capitolo XIII, pp. 103-109)

di don Felice Traversa

RIMANETE NEL MIO AMORE



Dio sia benedetto.


Dio é carità… 
«Rimanete nel mio amore» S. Giov. 15, 9 
   «Tu hai bisogno di un cuore che ti comprenda e che ti ami; sappi che questo può essere soltanto il cuore del tuo Dio; rivolgiti unicamente a Lui come faresti con un amico al quale niente tieni nascosto, perchè sai che ti comprende e condivide le tue pene. Tu senti talvolta la necessità di avere qualche persona che con il suo esempio ti stimoli alla pratica della virtù; mi offro Io stesso quale tuo modello, sul quale ti devi studiosamente formare.
 Io ti amo più di quanto una madre può amare il suo bambino, con la differenza che la madre, benchè ami molto il bambino, può fare solo ciò che può: Io, invece, posso fare ciò che voglio.
Ti amo con un amore infinito, come se tu fossi sola al mondo.
«Ti amo». Leggila, questa parola, sul pane che mangi, sull'acqua che bevi, sul letto su cui dormi; è perchè ti amo che ti ho preparato il pane, che ti do l'acqua da bere, che ti preparo il letto per riposare; in tutto ciò che ti capita in mano, leggi dappertutto: «Ti amo».
Leggilo, questo amore, nella ferita del mio Cuore: la lancia è stata come la chiave con la quale te ne ho aperta la porta. Leggilo nelle mie mani: le ho volute trapassate dai chiodi per espiare le tue mancanze commesse con le mani. Leggilo nei miei piedi: li ho voluti trapassati dai chiodi per espiare le colpe commesse con i piedi. Leggilo sulla mia fronte circondata di spine: così ho voluto, per meritare a te la grazia di vincere le tentazioni.
Ogni tentazione vinta è una vittoria, e ogni vittoria merita una corona.
Tu sei un piccolo niente, tanto piccolo che neppure ti si vede; eppure il tuo Gesù ti vede, ti guarda e ti ama.
Tu non puoi formarti un giusto concetto dell'amore che ti porto, perchè non conosci ancora perfettamente Dio. Egli è il tuo tutto e non desidera altro da te che il tuo cuore tutto intero.
Una sola cosa è necessaria: conoscere la bontà, la compassione, la misericordia, l'amore del tuo Gesù.
Avrai sempre da pentirti di non aver amato abbastanza Dio, mai di averlo amato troppo.
Tu cammini speditamente anche contro corrente, perchè hai un buon pilota.
Credi all'amore, spera nell'amore, confida nell'amore, abbandonati all'amore, ruba l'amore.
Sperare nell'amore è da serva, confidare nell'amore è da sorella, abbandonarsi all'amore è da figlia, rubare l'amore è da sposa, perchè la sposa «ruba il cuore del suo sposo con uno dei suoi occhi, con uno dei suoi capelli». (Cantica)
Sai perchè desidero che le mie creature mi amino? Per renderle felici nel tempo nell'eternità.
L'amore è Dio, l'amore è Gesù. E che cosa farà in te l'amore? Ti purificherà, ti istruirà, ti santificherà. Perchè amo l'uomo, sono disceso da cielo in terra, sono salito sul Calvario sto nel Sacramento del mio amore.
Io sono la via nella quale tu devi camminare, sono la verità che tu devi cercare sono la vita che tu devi conseguire.
Sono la via che conduce al Padre, sono la verità che illumina la mente e infiamma il cuore; sono la vita della grazia.
In questa via tu devi seguirmi da vicina. 
   Quando mi hanno flagellato, mi hanno legato perchè non fuggissi, ma non sarei fuggito anche se mi avessero lasciato libero. L'amore è più forte delle funi. Con la mia onnipotenza le avrei potute rompere invece l'amore ha resistito. Sei disposta a darmi tante prove d'amore, quante da te ne esigo e chiedo? Sei disposta a lasciarti stritolare corporalmente e spiritualmente.
   Quando Dio ama un'anima e questa ama Dio, tra loro vi è un'unione molto più intima di quella che vi è tra anima e corpo. L'anima vivifica il corpo a cui è unita, e Dio dà la vita soprannaturale all'anima.
   Tu sei, per bontà di Dio, tanto amata dalla SS. Trinità: sei amata dal Padre come sua figlia, sei amata dal Figlio come sua sposa, sei amata dallo Spirito Santo come beniamina del suo amore.
   E' vero che c'è una distanza infinita tra Me e te, ma l'amore l'ha superata; quando Io amo un'anima, non guardo più niente; purchè quell'anima mi ami, Io dimentico tutto».

Suor Benigna Consolato Ferrero

La Madre della Salvezza: Presto diventerà illegale dichiarare di seguire Gesù Cristo



Cari figli, se gli uomini dovessero vedere la Maestà di mio Figlio, Che siede sul Trono Celeste 
alla destra del Padre Eterno, sarebbero mortificati per la vergogna e il rimorso. 

Il mio diletto Figlio, Gesù Cristo, è adorato, onorato e glorificato con grande amore dagli 
angeli e dai santi in Cielo. Sulla Terra si mostra ben poco rispetto verso Colui che ha sofferto 
una morte terribile per salvare il genere umano dal peccato. Quanto piangono i Cieli in questo 
momento della storia, in cui viene fatto ovunque ogni tentativo per cancellare dalla terra 
qualsiasi simbolo che rappresenta mio Figlio. Non contenti di bandire le manifestazioni 
pubbliche della Santissima Croce, presto diventerà illegale dichiarare di seguire Gesù Cristo. 

Verrà mostrata pochissima tolleranza  ai Cristiani che rimangono leali alla Parola e 
che seguono il cammino verso Dio. Anche i servitori consacrati, che professano di 
servire Gesù Cristo, saranno troppo deboli per difendere il Cristianesimo e saranno 
costretti ad accettare queste leggi. In molti casi, i traditori presenti tra di loro, 
favoriranno l‟abolizione della Croce e della Verità del Cristianesimo. Con il tempo, 
adoreranno tutti una falsa dottrina, insieme alle altre fedi che non provengono da Dio. Dal 
momento che essi sceglieranno la via dell‟errore, per loro libera volontà, ne conseguirà che si 
rifiuteranno di accettare la Misericordia di Dio, e condanneranno sé stessi all‟oscurità. 

Non dovete mai tradire mio Figlio, per nessuna ragione, poiché Egli è la Via della Verità e solo 
Lui può portarvi la Salvezza Eterna. 

La vostra amata Madre 

La Madre della Salvezza 

2 Luglio 2014

Preghiera per i nostri figli alla Madonna della Divina Provvidenza



O Signora della Provvidenza, madre mia, a te confido i bambini che Dio mi ha affidato.Tienili al sicuro nel corpo e nell'anima. Quando le responsabilità e le prove della vita vengono a loro, continua con la loro madre provvidenziale. Soprattutto, o Maria, sii con i miei figli nell'ora della morte e conduci nell'eternità, così che con te, possano lodare per sempre il Creatore, il Redentore e lo Spirito Santo. Amen.