venerdì 15 febbraio 2019

La Santa Messa



Testimonianza di Catalina Rivas

Si giunse poco dopo all’offertorio e la Santissima Vergine disse: «Recita così, (e io la seguivo): Signore, ti offro tutto ciò che sono, quello che ho, quello che posso, tutto pongo nelle tue mani. Eleva tu, Signore, quel poco che io sono. Per i meriti di tuo Figlio, trasformami, dio Altissimo. 
Intercedi per la mia famiglia, per i miei benefattori, per ogni membro del nostro Apostolato, per tutte le persone che ci combattono, per quelli che si raccomandano alle mie povere preghiere... Insegnami a umiliare il mio cuore affinché il loro cammino sia meno duro...! E così che pregavano i santi e così voglio che facciate.


E questo che Gesù vuole che si faccia: che umiliamo il nostro cuore affinché loro non sentano la durezza, ma che invece alleviamo loro il dolore del venire calpestati. Anni dopo, ho letto un libretto di preghiere di un Santo che amo molto: José maria Escrivà de Balaguer; lì trovai una preghiera simile a quella che mi aveva insegnato la Vargine. Certe volte questo Santo al quale mi affido, rendeva omaggio alla Vergine Santissima con quelle preghiere.



All’improvviso, cominciarono ad alzarsi in piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se dal fianco di ogni persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse un’altra persona; la Cattedrale si riempì così di varie persone giovani e belle, vestite con tuniche bianchissime. Si diressero fino al corridoio centrale procedendo poi verso l’Altare.



Disse nostra madre: «osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si trovano qui. è il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre offerte e preghiere all’Altare del Signore.»



In quel momento, ero completamente in preda a un grande stupore, perché quegli esseri avevano un volto tanto bello e tanto raggiante da non potersi immaginare. I volti risplendevano bellissimi, quasi femminili, benché senza alcun dubbio, l’aspetto generale del corpo, delle mani e la statura fosse di uomo. I piedi nudi non poggiavano al suolo, ma piuttosto andavano come scivolando, come se scorressero via. Era una processione bellissima.



Alcuni di loro portavano come un vassoio d’oro con qualcosa che risplendeva di una forte luce bianco dorata. Disse la Vergine: «Sono gli Angeli Custodi delle persone che stanno offrendo questa Santa Messa per molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al Signore...»


In questo momento, offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che la Messa ha un valore infinito, quindi siate generosi nell’offrire e nel chiedere.»

Dietro ai primi Angeli, le venivano degli altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote. Disse la Vergine: «Sono gli Angeli delle persone che pur essendo qui, non offrono mai niente, che non sono interessate a vivere ogni momento liturgico della Messa e non hanno offerte da portare all’Altare del Signore.»

Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi. «Sono gli Angeli Custodi delle persone che pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che sono venute per forza, che sono venute perché si sentono obbligate, ma senza nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno tristemente perché non hanno niente da portare all’Altare, salvo le loro proprie preghiere.»

«Non intristite il vostro Angelo Custode... Pregate molto, pregate per la conversione dei peccatori, per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre preghiere. Pregate, pregate molto, non solo per voi ma anche per gli altri.»

«Ricordatevi che l’offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come olocausto, così che Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? 
Il nulla e il peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, fate una offerta gradita al Padre.»

Quello spettacolo, quella processione era così bella che difficilmente potrebbe essere paragonata ad altro. Tutte quelle creature celesti davanti all’Altare facevano una riverenza, alcune ponendo la loro offerta al suolo, altre prostrandosi in ginocchio con la fronte quasi a terra, e dopo essere giunte lì, sparivano alla mia vista.


"Si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente"



Il Signore mi riempì con parole di verità,
perché la proclamassi.
Come il flusso dell'acqua,
la verità fluì dalla mia bocca,
le mie labbra manifestarono i suoi frutti.
Il Signore moltiplicò in me la sua conoscenza,
ché la bocca del Signore è il Verbo verace,
la porta della sua luce.
L'Altissimo inviò la sua Parola nel mondo:
i cantori della sua bellezza,
gli araldi della sua gloria,
i messaggeri del suo disegno,
i predicatori del suo pensiero,
gli apostoli delle sue opere.
La sottigliezza del Verbo
è inesprimibile ...
Il suo cammino non ha confini:
Mai esso cade, ma sta in piedi sicuro;
nessuno conosce la sua discesa o il sentiero di esso...
E' luce e chiarore del pensiero:
per mezzo suo il mondo ha cominciato ad esprimersi.
E quelli che prima erano in silenzio
hanno trovato in lui la Parola,
perché da lui vengono l'amore e la concordia.
Spinto dal Verbo,
ogni essere creato può dire ciò che è.
Tutti riconobbero il loro Creatore
e trovarono in lui l'armonia,
poiché a loro parlò la bocca dell'Altissimo.
Dimora del Verbo è il figlio dell'uomo
e la sua verità è amore.
Felici quelli che per mezzo di lui
hanno compreso ogni mistero
e conoscono il Signore nella sua verità. Alleluia!
Odi di Salomone (testo cristiano ebraico del 2° secolo)
N° 12

Gabriele, Raffaele, Michele Arcangeli potenti per noi



SAN MICHELE

Michele (Mi-kha-el) vuol dire chi come Dio. Alcuni hanno visto san Michele nell’apparizione a Giosué, poiché si presenta con una spada sguainata in mano, esattamente come viene rappresentato san Michele. Egli disse a Giosué: Sono un principe dell’esercito di Yahvé... togliti i calzari, perché il luogo che calpesti è santo (Gs 5, 13-15).

Quando il profeta Daniele ebbe una visione e rimase come morto, disse: Però Michele, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto e io l’ho lasciato là presso il principe del re di Persia (Dn 10, 13). Io ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro della verità. Nessuno mi aiuta in questo se non Michele, il vostro principe (Dn 10, 21).

In quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, che non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo (Dn 12, 1).

Nel Nuovo Testamento, nella lettera di san Giuda Taddeo, sta scritto: L’arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosé, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore! (Gd 9). 
Ma è soprattutto nel capitolo dodicesimo dell’Apocalisse che appare chiaramente la sua missione di capo degli eserciti angelici nella lotta contro il diavolo e i suoi demoni:
Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del Sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la vita fino a morire (Ap 12, 7-11).

San Michele arcangelo è considerato il patrono speciale del popolo di Israele, come sta scritto in Daniele al capitolo 12, versetto 1. Inoltre è stato nominato patrono speciale della Chiesa cattolica, il nuovo popolo di Dio del Nuovo Testa­mento.

Viene acclamato anche come patrono dei giudici e di coloro che esercitano la giustizia, infatti lo si rappresenta con la bilancia in mano. E poiché è il capo degli eserciti celesti nella lotta contro il male e contro il diavolo, viene considerato patrono dei soldati e dei poliziotti. Poi è stato scelto come patrono dei paracadutisti e dei radiologi e di tutti coloro che curano per mezzo del radio. Ma è specialmente potente contro Satana. Per questo gli esorcisti lo invocano come un difensore fortissimo.

Vediamo un caso storico che ispirò il film L’esorcista e che accadde a Washington, nell’ospedale di San Alejo, nel 1949, secondo le ricerche svolte dalla rete televisiva nordamericana Abc. Il bambino, non bambina come nel film, di circa 10 anni, era figlio di una famiglia luterana, che ricorse alla Chiesa cattolica per chiedere aiuto.
Il padre gesuita James Hughes e un altro sacerdote che lo aiutava, fecero l’esorcismo diverse volte finché cacciarono il diavolo. Il bambino venne liberato e visse molti anni come una persona normale, si sposò e formò una famiglia. I sacerdoti esorcisti vissero anch’essi molti anni ancora e il diavolo non si vendicò di loro, perché Dio non glielo permise.

In realtà non ci furono tutti quei fenomeni spettacolari e tragici che il film mostra. Pochi sanno ciò che veramente accadde. Il demonio, per mezzo della voce del bimbo, disse: Non me ne andrò finché non venga pronunciata una certa parola, ma il bambino non la dirà mai. L’esorcismo continuò e all’improvviso il bambino parlò con una voce chiaramente autoritaria e di­gnitosa. Disse: Sono san Michele e ti ordino, Satana, di abbandonare il corpo nel nome di Dominus (Signore, in latino), in questo stesso momento. Allora si udì un suono simile a una grande detonazione, che venne sentita da molte persone nell’ospedale di San Alejo, dove si tenevano gli esorcismi. E il bambino posseduto venne liberato per sempre. Il piccolo non ricordò più nulla tranne una visione di san Michele che lottava contro Satana. Così si concluse felicemente quella battaglia nel corpo del posseduto, con la vittoria di Dio per mezzo dell’arcangelo.

In caso di possessione diabolica bisogna ricorrere a Maria, pregando il rosario, usando l’acqua benedetta, il crocifisso e altri oggetti benedetti, ma sempre invocando san Michele.

Il Rituale degli Esorcismi recita:

Gloriosissimo Principe delle celesti milizie, arcangelo san Michele, difendici nella battaglia contro le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia. Vieni in aiuto di noi, che fummo creati da Dio e riscattati con il Sangue di Cristo Gesù, suo figlio, dalla tirannia del demonio. Tu sei venerato dalla Chiesa quale suo custode e patrono e a te il signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti. Prega, dunque, il Dio della pace a tenere schiacciato Satana sotto i nostri piedi, affinché esso non valga né a fare schiavi di sé gli uomini né a recare danni alla Chiesa. Presenta all’Altissimo con le tue le nostre preghiere perché discendano su di noi le sue divine misericordie. Incatena Satana e ricaccialo negli abissi donde non possa più sedurre le anime. Amen(30).

Ascolta, Signore, la supplica di san Michele arcangelo e di tutti gli angeli che ti servono. Dio onnipotente, scaccia le forze del maligno; Dio di verità e di perdono, allontana le sue fallaci seduzioni; Dio di libertà e di grazia, sciogli le catene del male (31).

È noto che prima del Concilio Vaticano II si recitava, alla fine di ogni messa, la preghiera San Michele arcangelo. 
Quest’orazione ebbe origine da una visione di papa Leone XIII nel 1884. Il Papa vide il demonio che sfidava Dio, dicendogli che poteva distruggere la Chiesa e portare il mondo all’inferno, se gli si concedevano cent’anni per farlo. Il sommo pontefice comprese che, se il demonio non fosse riuscito nel suo proposito, avrebbe patito una sconfitta umiliante. 
Vide l’arcangelo San Michele che si presentava in unione agli angeli buoni per lottare contro Satana e i suoi. Dopo que­sta visione, Leone XIII si chiuse nella sua stanza e scrisse la preghiera San Michele, disponendo poi che si recitasse in ogni messa come muro di contenimento contro il male. Purtroppo questa preghiera venne soppressa con le riforme liturgiche. Ma sarebbe cosa buona che ogni cristiano la recitasse, almeno in privato, per chiedere la protezione del santo arcangelo nei momenti difficili della vita. L’orazione è questa:
San Michele arcangelo, difendici nella battaglia; sii tu no­stro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo, che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’inferno Satana e gli spiriti maligni, i quali errano nel mondo per perdere le anime.

William Wagner afferma: Conosco una psicologa  che lavora nell’apostolato tra i drogati e le prostitute nelle vie di Vancouver, Columbia britannica, in Canada. Tra quei giovani è molto diffuso il satanismo e molti portano nomi o immagini sataniche sulle loro magliette. In genere lo fanno perché credono che il diavolo sia un essere potente. Questa dottoressa dice  loro che molto più potente di lui è san Michele arcangelo che lo ha cacciato dal Cielo. E offre loro una medaglia di san Michele. Essi la ricevono con gratitudine e incominciano a invocarlo e a ricevere la sua protezione (32).

P. ángel Peña

Per impetrare i doni dello Spirito Santo



Vieni, o Spirito di Sapienza, che la moltitudine dei figli di Adamo, essendo caduta in tanta stoltezza da apprezzare più i beni temporali che gli eterni, ha bisogno d'essere da Te richiamati a più savio sentire; deh! infondi in tutte le anime, o Santo Spirito, amore e gusto pei beni eterni, e la grazia di preferirli sempre ai beni temporali. Pater, Ave e Gloria.
Vieni, o Spirito d'Intelletto, vieni a togliere le tenebre dell'errore e dell'ignoranza dalla mente dei figli degli uomini, e rischiararla cogli splendori delle celesti verità. Deh! innalzala con santi pensieri fino al Cielo, dove troverà pascolo verace e santo riposo in Dio. Pater Ave e Gloria.
Vieni, o Spirito di Consiglio, ed abbi pietà di tanti sconsigliati ed erranti, che corrono le vie di perdizione. Deh! fa loro sentire i salutari impulsi della tua grazia, rendili docili alle tue ispirazioni e riconducili sulle vie dell'eterna salute. Pater Ave e Gloria.
Vieni, o Spirito di Fortezza, e soccorri a tante anime fiacche, trascinate a perdizione da quel cattivo spirito che ora impera nell'umana società: vieni e a tutti infondi quella santa Fortezza di cui abbiamo bisogno per combattere e vincere i nostri spirituali nemici. Pater Ave e Gloria.
Vieni, o Spirito di Scienza, e rimetti in amore a tutti i Cristiani le tue sante Dottrine (ora purtroppo così neglette) e fa che noi, seguendo Te, o infallibile Maestro delle anime, mettiamo in pratica i tuoi santi insegnamenti e giungiamo felicemente al porto della salute. Pater Ave e Gloria.
Vieni, o Spirito di Pietà che abiti nei cuori puri e fervorosi; vieni, e col tuo soffio onnipotente sgombra dal cuor nostro ogni vizioso affetto, accendivi i tuoi santi ardori, e stabilisci in noi, o dolcissimo Ospite dell'anima, la tua dimora per sempre. Pater Ave e Gloria.
Vieni, o Spirito di santo Timore, e infondi nel cuore degli uomini quel filiale e amoroso Timor di Dio che apre la via alla vera sapienza; e questo santo Timore fa che regoli e governi la nostra volontà e c'induca a fuggire ad ogni costo il peccato, per non più amareggiare il Cuore del Celeste Padre. Pater, Ave e Gloria.
Vieni Spirito Santo a rinnovare la faccia della terra.

Di Suor Elena Guerra 

Verrà il giorno in cui molti fedeli saranno confusi, perché un ordine sarà dato e molti abbandoneranno le vesti sacre.



Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 14/02/2019

Cari figli, verrà il giorno in cui molti fedeli saranno confusi, perché un ordine sarà dato e molti abbandoneranno le vesti sacre. Le Case religiose saranno chiuse e molti abbandoneranno la fede. Sarà un tempo di dolore per i giusti. Soffro per quello che viene per voi. Vi chiedo di intensificare le vostre preghiere. Questo è il tempo dei dolori per coloro che amano e difendono la verità. Il vostro cammino di fede sarà pieno di ostacoli, ma il Mio Gesù camminerà con voi. Cercate forze nel Vangelo e nell'Eucaristia. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera e lasciate che il Mio Signore vi parli. Avanti nell'amore e nella verità. Chi rimarrà fedele fino alla fine riceverà il Cielo come ricompensa. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 14 febbraio 2019

E' solo attraverso la Croce che tutti possono essere salvati.



8 febbraio 2019

Maria Madre Dio:
 "Caro figlio, molti miei consacrati non si rendono conto di quanto Satana li fuorvia... tanti sono ingannati dalle false dichiarazioni del falso profeta. Presto molti si renderanno conto di quanto siano stati ingannati... Presto la Luce verrà su questa terra affinché i miei figli comprendano l'errore madornale della "falsa Chiesa". Solo Gesù ha il potere di unire tutti i miei figli, ed è solo attraverso la Croce che tutti possono essere salvati. Nessun'altra via porta alla vita eterna! Tutti devono passare attraverso la vittoria di Sangue che Gesù ha versato su questa terra. Nessun essere umano può rendersi conto di ciò che mio Figlio ha compiuto ... Sii paziente, perché è attraverso l'amore che conquisterò tutti i cuori. La verità si svelerà gradualmente perché il male si rivolterà contro coloro che l'hanno causato. Presto sarete tutti con me in un posto che ho creato, affinché possiate attendere che questa Terra sia purificata. Figlio mio, credimi, tuo Padre Celeste purificherà definitivamente questa terra da ogni male, e quelli che mi sono fedeli ritroveranno la pace e l'amore..."


LA POSSESSIONE DIABOLICA



La possessione diabolica, cioè la presenza demoniaca in coloro che generalmente prendono il nome 
di indemoniati o di energumeni, è molto più impressionante della semplice infestazione perché dura
più a lungo, talvolta anche anni, ed è accompagnata da fenomeni visibili e controllabili da altri 
testimoni esterni sia durante sia fuori dell’esorcismo è tuttavia meno pericolosa e più rara. Tra 
l’infestazione e la possessione troviamo una differenza sostanziale: la prima è costituita da una serie
di assalti esteriori del demonio, mentre nella seconda — come dice il nome — abbiamo una vera e 
propria presa di possesso del corpo della vittima da parte di satana.
Secondo il rituale romano la possessione diabolica è l’intrusione dispotica e violenta del demonio 
nel corpo di un uomo che egli, poi, dirige e maneggia a suo arbitrio come fosse il proprio corpo. Il 
demonio non ha corpo, ma può compiere tutti gli atti corporei in un corpo altrui, di cui si è 
impossessato muoversi, agire, parlare.
La chiesa riconosce questi fenomeni come autentici e autorizza l’esorcista a porre delle domande, 
alle quali il demonio non solo può, ma è obbligato a rispondere. E questo il mezzo più sicuro per 
stabilire se veramente si tratta di possessione diabolica. Le domande, sempre secondo il rituale 
romano, non saranno né superflue nè inutili, né dettate da vana curiosità, ma saranno limitate alla 
sola necessità del momento per sapere il nome e il numero degli eventuali demoni presenti nel 
corpo dell’ossesso, anzi queste ultime domande non potranno mai essere omesse.
Durante la possessione diabolica il paziente perde la conoscenza di ciò che fa e di ciò che dice e, 
passata la crisi, non ricorda più nulla di quello che ha fatto e detto. Amnesia completa che ha una 
certa somiglianza con lo stato di ipnosi nel quale l’ipnotizzato perde totalmente la coscienza e la 
memoria dei suoi atti. L’analogia tra lo stato di crisi diabolica e di ipnosi è molto affine. I punti di 
somiglianza sono molto più numerosi di quelli della dissomiglianza. Nell’una e nell’altra la 
responsabilità degli atti è da attribuirsi non all’ipnotizzato, che è incosciente di quello che fa, ma 
all’ipnotizzatore che lo domina e lo dirige in tutto. Tuttavia il caso della possessione diabolica, 
considerato in tutti i suoi elementi, deve ritenersi molto superiore all’ipnosi per la forza e la 
violenza del demonio che è simile, ma non uguale a quella di un semplice ipnotizzatore.
La possessione diabolica, anche se rara, è non solo possibile, ma, in certi casi più controllati e 
esaminati, talmente certa che, secondo alcuni teologi, diventa materia di fede. Metterla in dubbio 
vorrebbe dire porsi ai margini del dogma col rischio di gettare un’ombra anche su altre verità 
connesse con l’esistenza degli spiriti del male.
Molte testimonianze del vangelo insistono sull'esistenza della possessione diabolica. Uno dei 
caratteri più impressionanti della missione di Gesù è il dominio da lui esercitato sui demoni, i suoi 
frequenti interventi contro di essi e il potere dato ai suoi apostoli, e attraverso loro alla chiesa 
cattolica, di cacciare i demoni: «Curate gli infermi... cacciate i demoni» (Mt 10,8). Gesù Cristo 
incontra spesso quei poveri posseduti dal demonio e domanda con autorità: «Qual'è il tuo nome?» e 
il demonio è costretto a rispondere: «Il mio nome è legione perché siamo molti» (Mc 5,9) e lo 
obbliga ad abbandonare la sua vittima: «Taci! esci da quest’uomo» (Mc 2,21). I casi di indemoniati 
liberati da Gesù sono molto frequenti. Il vangelo ne riporta solo alcuni riassumendoli alla fine in 
una frase generica: «Portarono a lui quelli che avevano i demoni ed egli li curò» (Mt 4,24). Dato 
che il Vangelo parla a chiare lettere di «demonio», di «indemoniati», di «spiriti immondi», e cita 
fatti e miracoli di liberazione di indemoniati ricordando l’atteggiamento e le parole di Gesù con 
espressioni che non possono lasciare dubbi ragionevoli sull’entità del male curato e dei personaggi 
interessati, sarebbe molto pericoloso e temerario dar loro un’interpretazione diversa o contraria da 
quella che il sacro testo ha inteso. Pensare che Gesù si sia ingannato o per lo meno che si sia 
adattato al linguaggio e alla mentalità del tempo chiamando opera del demonio quello che era 
semplicemente effetto di isteria o di turbi psichici di origine naturale, significherebbe 
compromettere la divinità stessa di Gesù Cristo. Colui che si definirà «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6),
che era venuto a rendere testimonianza alla verità (Gv 18,37), non poteva ingannare i suoi uditori 
facendo loro credere il falso per vero. Egli che era venuto «per distruggere l’opera del diavolo» (1 
Gv 3,8) e che affidava ai suoi discepoli il compito di cacciare i demoni, non poteva lasciar dubbi su 
una verità così importante e fondamentale.
Lo stesso potere esercitato da Gesù sui demoni è trasmesso agli apostoli, legato con la loro missione
di evangelizzare e convertire tutti i popoli, e tramite loro alla chiesa. Nella storia della chiesa, dai 
primi secoli, dai tempi apostolici fino ai giorni nostri, i casi di possessione diabolica debitamente 
controllati e autenticati sono esistiti sempre e i santi e gli esorcisti sono intervenuti spesso a liberare 
le infelici vittime. Per questo la chiesa ha istituito gli esorcismi ufficiali contro satana contenuti nel 
rituale romano e nel Pontificale romano, dei quali sia fa uso anche oggi dopo ottenuta licenza dal 
vescovo del luogo. Per questo sarebbe temerario, con rischio anche di eresia, negare per idee 
preconcette o per altri motivi, la realtà della Possessione diabolica.
La possessione diabolica è costituita da due elementi, dalla presenza del demonio nel corpo 
dell’ossesso e dal dominio dispotico che egli esercita sul corpo, e, attraverso il corpo, sull’anima. Il 
demonio invade, per speciale permissione di Dio, il corpo di un uomo o di una donna e ne muove 
gli organi a suo arbitrio come se si trattasse di cosa propria.
La presenza del demonio nel corpo dell’indemoniato non è perciò da identificare con la presenza 
dell’anima che è la forma sostanziale del corpo: è una penetrazione violenta, una presa di possesso 
fatta con forza, spesso — ma non sempre — contro la volontà della vittima. San Tommaso la 
paragona a un motore esterno, al nocchiero che guida la nave18, ma che non è immedesimato con la 
nave, limitato al solo corpo senza entrare nell’anima che rimane libera e indipendente nei suoi atti. 
Il demonio agisce direttamente sul corpo e solo indirettamente sull’anima e sulle sue facoltà per 
quel tanto che nell’operare esse dipendono dal corpo. Anche se per l’invasione diabolica, sempre 
dispotica, l’esercizio della vita cosciente è sospeso, l’anima non ne è invasa e resta libera. Solo Dio 
ha il potere di penetrare nella sua essenza con la sua virtù creatrice e di stabilirvi la sua dimora con 
l’unione speciale della grazia.
C’è una domanda che spesso si è presentata alla nostra mente e che forse si è presentata anche al 
lettore: la possessione diabolica avviene nelle donne o negli uomini? o piuttosto è più frequente 
nelle prime che nei secondi?
Nei casi di ossessione riportati dai vangeli sono più numerosi gli ossessi maschili che femminili. 
L’ossessa più conosciuta è Maria di Magdala, la Maddalena, da cui Gesù aveva cacciato sette 
demoni (Lc 8,2), ma non è l’unica. Tuttavia gli ossessi maschili si incontrano nelle sacre pagine più 
spesso. Dopo il vangelo però sembra che avvenga il contrario. Nei cinque casi di possessione 
riportati nella parte seconda di questo nostro lavoro i protagonisti sono quattro donne di diversa età, 
condizione e ambiente, e due bambini di circa dieci anni. Anche in altri casi recenti di possessione 
diabolica le vittime sono principalmente donne. Tutto farebbe pensare quindi che il demonio riesce 
a trovare più facile adito nel sesso debole o nei bambini, in soggetti cioè che non siano in grado di 
opporre grande resistenza ai suoi soprusi e alla sua violenza. Léon Bloy ha scritto: «Il demonio è un
superbo zerbinotto che va in cerca di donne»19. Altri autori recenti, per quanto non lo affermino 
apertamente, lo lasciano facilmente intuire da calcoli statistici. Si può dunque dire che ci sia nella 
donna una particolare predisposizione a essere posseduta dal demonio, superiore a quella che si 
potrebbe trovare nell’uomo? La domanda non ha una facile risposta. Il demonio non ha sesso e per 
lui è l’uomo, creatura di Dio, e l’anima che interessa, non il sesso a cui appartiene. Le statistiche 
stesse non ci possono aiutare a rispondere a questi perché. Al più potrebbero dirci che, data la 
particolare psicologia della donna, più frequenti in campo femminile sono le possessioni false, 
effetto di isteria o di altri disturbi psichici. Le anomalie, le esagerazioni della sensibilità, 
dell’emotività, sono più facili nella donna che per sua natura è più emotiva e sentimentale 
dell’uomo, e quindi più vicina a quei limiti oltre i quali ha inizio l’anormalità20.
Nella possessione diabolica troviamo due fasi distinte, quella di crisi e quella di calma.
— la fase di crisi è quella in cui la presenza diabolica si manifesta nella sua forma più deteriore, in 
cui il demonio esercita il suo tirannico dominio imprimendo al corpo un’agitazione febbrile che si 
palesa in contorcimenti, in atti, in scoppi di rabbia, in parole empie, oscenità e bestemmie 
innominabili. E il momento in cui il demonio si rivela apertamente e la stessa violenza di queste 
manifestazioni ne impedisce la continuità e la durata. Vogliamo tornare più sotto, in un capitolo a 
parte, su questo rilevante aspetto della possessione diabolica che, come si è detto, è tra tutti il più 
impressionante e in certo senso il più pauroso, anche se il meno pericoloso e il meno frequente. I 
casi in cui l’indemoniato conserva la coscienza dei suoi atti durante la crisi diabolica sono molto 
rari. Il più celebre è quello del padre Jean Surin, gesuita del Seicento, l’esorcista delle Orsoline di 
Loudon, episodio celebre di possessione diabolica collettiva, non sempre rettamente presentato 
dagli storici e soggetto di un film di questi ultimi anni, il quale, per meglio capire lo stato delle 
indemoniate da lui esorcizzate, chiese a Dio di essere lui stesso posseduto dal demonio, e rimase in 
quello stato per dodici anni. In una lettera al confratello padre Attichy del 3 maggio 1635 descrive 
ciò che sentiva e che avveniva in lui durante le crisi diaboliche: sentiva la sua anima come divisa in 
due, aperta per un senso alle impressioni diaboliche e per l’altro abbandonata all’azione di Dio. 
Mentre il corpo ruzzolava per terra sotto l’azione violenta del demonio, la sua anima si rivolgeva a 
Dio nella preghiera: «Il mio stato è tale — egli scrive — che mi restano ben poche azioni in cui io 
sia libero... Io non so dire quello che passa in me durante questo tempo né come tale spirito si 
unisca al mio senza togliermi né la conoscenza né la coscienza né la libertà. Egli sta là come un 
altro io, mi pare allora di avere due anime, una delle quali contempla quello che fa l’altra»21.
— la fase di calma, al contrario, non rivela per nulla la presenza del demonio nel corpo dell’ossesso,
il quale anzi si direbbe che si sia ritirato. Spesse volte però si è costatato in questi ossessi una specie
di malattia diventata cronica che esula dalle categorie patologiche registrate dalla scienza medica e 
contro cui poco o nulla possono i rimedi ordinari della medicina. Anche la malattia, a titolo di 
conseguenza del peccato è un’altra manifestazione di satana (Lc 13,16). Così gli esorcismi del 
vangelo avvengono spesso in forma di guarigione (Mt 9,32; Lc 13,10).
Dal fin qui detto risulta che la possessione diabolica non è sempre continua. Il demonio che ha 
preso possesso di un corpo, ne può uscire per un certo tempo e tornare quando vuole per continuare 
le sue vessazioni finché dura la permissione divina.
Ma la durata o la continuità di questa presenza non è la parte essenziale della possessione. Elemento
essenziale è un diritto che ha lo spirito maligno di risiedere in un corpo e di farlo agire in qualche 
maniera secondo la sua volontà e a suo arbitrio. La continuità o meno di questa presenza, la 
violenza o meno della sua manifestazione, il disagio o meno che questa presenza e quella violenza 
producono sul paziente, sono elementi accessori che si aggiungono e completano l’elemento 
essenziale.
Non è infrequente il caso in cui parecchi demoni siano insediati nella stessa persona, il che dimostra
chiaramente la loro debolezza. Infedeli a Dio, sono stati vinti da Cristo venuto a liberarci dalla loro 
schiavitù. Armati della sua forza liberante i cristiani possono ormai lottare contro di essi con tutta 
fiducia, anche se sono in molti a occupare il corpo. Il vangelo di Marco dice che la Maddalena fu 
liberata da sette demoni (Mc 16,9) e che l’indemoniato di Gerasa fu liberato da «una legione» di 
demoni, che chiesero e ottennero da Gesù di entrare nella mandria di duemila porci (Mc 5,9-13). 
Esempi simili a questi si trovano in abbondanza nella storia di altri indemoniati antichi e recenti, 
dove i demoni, costretti dall’esorcista, hanno dovuto confessare il loro nome, il loro numero, per 
quanto le dichiarazioni del demonio, padre della menzogna, debbano sempre essere prese con 
cautela e con beneficio di inventario.
Di solito la possessione diabolica avviene nei peccatori. Le eccezioni sono piuttosto rare. I santi, 
amici di Dio, sono colpiti generalmente da tentazioni e da infestazioni, come si è verificato più 
volte, ma rarissimamente da possessioni propriamente dette. La causa più comune della possessione
è il peccato. Dio non permette questo grande male se non per castigare il peccato e per ispirare un 
grande orrore al peccato. L’elenco dei peccati che attirano sul colpevole questo castigo è piuttosto 
lungo: l’infedeltà, l’apostasia, l’abuso della santissima Eucarestia, le messe nere, la bestemmia, 
l’orgoglio, la lussuria, l’invidia, l’avarizia, la persecuzione della chiesa e degli uomini di chiesa, il 
disprezzo di Dio e delle cose sante, il patto col diavolo sottoscritto col proprio sangue. La storia 
registra numerosi esempi di questi spaventosi castighi che rappresentano per i peccatori l’inferno 
anticipato.
Non è raro il caso che la possessione sia conseguenza di una maledizione o di un maleficio. Ne 
parleremo più dettagliatamente nel corso di questo studio. In questa materia
— notiamo anche questo — è necessario procedere con molta prudenza e cautela perché è troppo 
facile cedere alla superstizione o alla fantasia. Non tutto ciò che sembra diabolico viene dal diavolo,
ma da cause naturali e comuni. Tuttavia è accertato che alcune forme di maledizione e di scongiuri 
raggiungono quasi sempre il loro effetto. Così si dica delle maledizioni pronunziate da un padre o 
da una madre sui propri figli e nipoti, o delle maledizioni pronunziate da un sacerdote. Queste due 
maledizioni sono le più pericolose generalmente seguite da conseguenze disastrose e difficilmente 
sanabili anche con esorcismi.
Altra causa di possessione diabolica è la volontà stessa dell’indemoniato che l’ha chiesta con 
sottoscrizione volontaria firmata col proprio sangue. Casi di questo genere si sono verificati e 
costatati più volte, anche se anche qui, come si è detto sopra, è necessaria molta prudenza quando si
citano casi particolari.
Un’altra osservazione: Dio si serve talvolta della possessione diabolica per purificare meglio 
un’anima, abbandona il corpo dei suoi servi alla crudeltà di satana per santificarlo maggiormente 
come si legge nella Sacra Scrittura del paziente Giobbe, o più recentemente del già citato padre 
Surin, o di suor Maria Crocifissa, carmelitana araba, morta a Betlemme nel 1878, beatificata nel 
1983. Questa terribile prova ha una meravigliosa efficacia per ispirare orrore al demonio e al 
peccato, timore del giudizio di Dio, umiltà e spirito di orazione. Essa è utile anche al prossimo che 
assiste allo spettacolo di queste sofferenze atroci, di questa rabbia del demonio contro Dio e contro 
l’uomo, e infine dell’intervento di Dio a favore dei suoi servi. La liberazione degli indemoniati 
attraverso l’esorcismo mette in risalto la divinità di Gesù Cristo, il trionfo di Maria sui demoni, la 
potenza della chiesa, il credito dei santi. Il nome di Gesù è invocato negli esorcismi, fa tremare i 
demoni e li costringe ad abbandonare i corpi che tormentano. Dio permette il male per trarne del 
bene.

Paolo Calliari

La Vergine vuole salvare a qualsiasi prezzo, insieme a suo figlio Gesù, il maggior numero possibile dei suoi figli. Le sue lacrime ci testimoniano il suo dolore e quello di Dio.



 «Sono una mendicante, aiutatemi».

IN TE OGNI NOSTRA FIDUCIA, O SANTA PROVVIDENZA DEL SIGNORE!



O Divina Provvidenza, o Divina Provvidenza! Nulla è più amabile e adorabile di Te, che
maternamente alimenti l'uccello dell'aria e il fiore del campo: i ricchi e i poverelli! Tu apri le vie diDio e compi i grandi disegni di Dio nel mondo!

In Te ogni nostra fiducia, o Santa Provvidenza del Signore, perché tu ci ami assai più che noi
amiamo noi stessi! No, che col divino aiuto, non ti voglio più indagare: no, che non ti voglio più
legare le mani: no, che non ti voglio più storpiare; ma solo voglio interamente abbandonarmi
nelle tue braccia, sereno e tranquillo. Fa' che Ti prenda come sci, con la semplicità del
bambino, con quella fede larga che non vede confini! "Fede, fede, ma di quella... ", di quella del
Beato Cottolengo, il quale trovava luce dappertutto, e vedeva Dio in tutto e per tutto! Divina
Provvidenza! Divina Provvidenza!

Dà a me, povero servo e ciabattino tuo, e alle anime che pregano e lavorano in silenzio e
sacrificio di vita intorno ai poverelli, dà ai cari benefattori nostri quella latitudine di cuore, di
carità che non misura il bene col metro, né va con umano calcolo: la carità che è soave e dolce,
che si fa tutta a tutti: che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri silenziosamente: la carità che edifica e unifica in Gesù Cristo, con semplicità e candore

O Santa Divina Provvidenza! Ispiratrice e madre di quella carità che è la divisa di Cristo e dei
suoi discepoli: anima Tu, conforta e largamente ricompensa in terra e in cielo quanti, nel nome
di Dio, fanno da padre, da madre, da fratelli, da sorelle agli infelici.

S. Luigi Orione

Per impetrare i Frutti dello Spirito Santo



O Eterno Spirito, Luce, Verità, Amore e Bontà infinita, che abitando qual Ospite dolcissimo nell'anima cristiana, la rendete atta a produrre frutti di santità, i quali derivando da Voi, o Principio sempre fecondo della vita soprannaturale, si chiamano appunto frutti dello Spirito Santo, noi anime sterili, vi supplichiamo a infonderci quella vitalità e fecondità che produce e matura i vostri santi Frutti. Amen.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di Castità perfetta.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di angelica Continenza.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di cristiana Modestia.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti d'operosa e costante Fedeltà.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di celestiale Dolcezza.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di santa Longanimità.
Vieni o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di vera e costante Bontà.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di soprannaturale Benignità.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, e Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di serena e generosa Pazienza.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di celeste Pace.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di santa e permanente Gioia.
Vieni, o Fuoco di Paradiso, o Alito della Divinità, e fa che in noi maturino frutti di Carità divina.

I veri difensori di Mio Figlio Gesù saranno buttati fuori e trattati come nemici.



Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 12/02/2019

Cari figli, giorni difficili verranno per coloro che amano la verità. I veri difensori di Mio Figlio Gesù saranno buttati fuori e trattati come nemici. Non tiratevi indietro. Il Mio Gesù ha bisogno della vostra testimonianza pubblica e coraggiosa. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Io sarò con voi. Cercate forze nelle Parole del Mio Gesù e nell'Eucaristia. Non cercate le glorie di questo mondo. La vostra ricompensa verrà dal Signore. Avanti nella difesa della verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.