domenica 23 giugno 2019

PROGRAMMA DESTABILIZZANTE ED EVERSIVO IN ATTO



Il demonio non ha nel suo pensare nessuna ortodossia perché non possiede nessuna verità, ma possiede al massimo grado il genio della guerra. Si accanisce ogni giorno più a separare ciò che Diounisce e a unire ciò che Dio separa per intralciare e vanificare, se fosse possibile, il piano di salvezza di Dio. E questo un tratto caratteristico dal quale si riconosce l’azione demoniaca. Dio unisce due sposi nel matrimonio e il demonio fa di tutto per separarli col divorzio, con la separazione, con l’adulterio. Dio separa i sessi in vista della procreazione e il demonio fa di tutto per metterli insieme in quella contaminazione tanto cara agli esoteristi di oggi.

Gli esempi si possono moltiplicare. Li vogliamo esaminare in breve sintesi nei diversi settori della vita e dell’attività umana con speciale attenzione a ciò che avviene tutti i giorni accanto a noi e sotto i nostri occhi.

Dio creando l’uomo non ha pensato soltanto a dargli l’essere per poi abbandonarlo al suo destino senza più interessarsi di lui, ma ha provveduto anche a ciò che serve a continuare la sua vita sulla terra, a ordinaria con sapienti e pratiche norme, a organizzarla nelle sue strutture e ad aiutarla a raggiungere il suo fine. Dio creando l’uomo gli ha dato la terra da dirigere e da lavorare per trovare in essa i mezzi necessari alla sussistenza; gli ha dato la famiglia — l’inventore della famiglia è Dio — come aiuto alla sua solitudine e per la conservazione e propagazione della specie umana; gli ha dato il lavoro come mezzo di educazione ed elevazione personale e come fonte di ricchezza per venire incontro alle più urgenti necessità della vita e della famiglia gli ha dato la società, ossia la compagnia di altri individui coi quali dividere le fatiche e le gioie; gli ha dato lo stato fondato su norme di giustizia, su diritti e su doveri che tutti sono tenuti a rispettare, su leggi che tutti sono tenuti a osservare; gli ha dato finalmente una struttura religiosa, la chiesa, che unisce tutti insieme questi doni, famiglia, lavoro, vita individuale e vita sociale, economia e politica, educazione e cultura, in vista di un obiettivo da raggiungere a completamento delle sue aspirazioni più profonde epiù intime.

Quando Dio ebbe creato il cielo e la terra e tutto ciò che in essi è contenuto — dice la Sacra Scrittura — «Egli vide che tutto era cosa buona» (Gn 1,12). Se era «cosa buona» l’ordine meraviglioso da lui stabilito nella natura in generale, nel mondo inanimato, lo era in misura molto superiore e più perfetta nell’uomo fatto a sua immagine e somiglianza e costituito da lui re del creato. Tutte le volte che l’uomo è stato fedele a quest’ordine ha avuto la possibilità di assolvere ai suoi compiti e di raggiungere i propri destini; tutte le volte che se n’è allontanato ha creato la confusione e ha trovato la rovina.

Questo è il piano e l’ordine stabilito da Dio. Quale il piano di satana?

Evidentemente tutto il contrario. E siccome satana non è mai riuscito, né mai riuscirà a costruire qualche cosa, a creare, portare avanti e portare a termine nulla di buono, di positivo, di utile per l’uomo, è destinato solamente a distruggere. La sua opera sarà costantemente eversiva, negativa, destinata a impedire, a frustrare per insipienza e per odio quello che la sapienza e l’amore di Dio avevano costruito a beneficio dell’uomo. L’opera distruttrice si è fatta visibile alla sua prima apparizione nel mondo creato con la tentazione a Adamo e a Eva, e da allora in poi non si è fermato più, ha continuato con lo stesso accanimento, con lo stesso metodo e purtroppo con gli stessi risultati a danno dell’uomo.

La continuità di questo programma destabilizzante ed eversivo dell’opera di Dio si manifesta ai nostri giorni forse in misura molto superiore che in altri tempi. Almeno a noi sembra così anche perché i mali presenti ci toccano più da vicino dei mali passati che rimangono solo nel ricordo. 
Comunque sia è certo che oggi — a confessione di molti più autorevoli di noi - viviamo in un mondo assatanato. Ne ha fatto un accenno abbastanza chiaro anche papa Giovanni Paolo II il 24 maggio 1987 nel santuario di San Michele Arcangelo sul monte Gargano, Foggia:

«Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue l’arcangelo Michele, è attuale anche oggi perché il demonio è tuttora vivo ed operante nel mondo.

Infatti il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima non sono solo conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell’azione infestatrice ed oscura del satana, di questo insidiatore dell’equilibrio morale dell’uomo, che san Paolo non esita a chiamare “il dio di questo mondo” (2 Cor 4,4) in quanto si manifesta come astuto incantatore che sa ingannare nel gioco del nostro operare per introdurvi deviazioni tanto nocive quanto all’apparenza conformi alle nostre istintive aspirazioni»40.

E il 4 settembre 1988, parlando a Torino dove si era recato per il centenario della morte di san Giovanni Bosco, il papa accennava a «due realtà» tra loro inconciliabili anche «se vanno sempre insieme»:

«Dove c’è l’opera della salvezza, dove c’è l’attività dello Spirito Santo, dove ci sono i santi, là arriva anche un altro, cioè il demonio. Naturalmente non si presenta col proprio nome, cerca di trovare altri nomi... Qui a Torino si vive questa storia della salvezza come una sfida, come una provocazione dei nostri tempi, della nostra epoca». Torino, città di santi, è anche una città del diavolo? E il papa la pensa così?

I giornalisti, amanti sempre del nuovo e del sensazionale, l’hanno detto e scritto a chiare lettere. 
Certò è, caso mai, che «città del diavolo» non è soltanto Torino, ma molte altre città, grandi e piccole, d’Italia e di fuori Italia.

Il padre Denis Fahey, irlandese (1954), già da noi ricordato e citato diverse volte in queste pagine, compendia in sei punti le linee programmatiche dell’azione satanica per la distruzione dell’opera di Dio nel mondo: famiglia, stato civile e politico, vita internazionale, educazione della gioventù, distribuzione della ricchezza e della proprietà, missione e attività della chiesa cattolica.

La famiglia, come sappiamo, è la base insostituibile della società civile perché è la sede dove l’uomo, il singolo, vive, opera, si realizza, trova il suo sviluppo omogeneo interiore e esteriore. 
Famiglia sana vuol dire società sana, famiglia ordinata società ordinata e, per contrario, famiglia malata, disordinata, disunita, instabile, privata di quella forza interiore che sola può garantire la sua esistenza e la sua efficienza, vuol dire società in preda al disordine e destinata presto o tardi allo sfacelo, alla dissoluzione e alla rovina.

Dio ha corredato la famiglia umana, da lui voluta, di tre valori: unità, indissolubilità e fecondità. Unità, uno e una, contro la poligamia, la poliandria e l’adulterio; indissolubilità, «ciò che Dio ha unito l’uomo non lo separi» (Mt 19,6), contro il divorzio e la separazione; fecondità, contro l’aborto e i contraccettivi di tutte le specie.

Il demonio si è impegnato da sempre allo smantellamento di questi tre valori e nella promozione dei falsi valori opposti, adulterio, divorzio, controllo delle nascite, libero amore, aborto. Leone XIII  analizza così i disastri del divorzio:

«A causa del divorzio il contratto nuziale diventa un capriccio volubile e instabile, l’amore è indebolito, è dato incentivo all’infedeltà coniugale, è impedita la cura e l’educazione dei figli, è seminato nelle famiglie il seme della discordia, è diminuita e annullata la dignità della donna o, in caso estremo, è ridotta a solo strumento di piacere. E perché è vero che per la rovina della famiglia e la distruzione dello stato nulla è tanto fatale e determinante quanto la corruzione morale, è facile vedere come il divorzio, elemento di distruzione della famiglia, non lo sia meno come elemento di distruzione dello stato»41.

L’immoralità che minaccia da vicino la famiglia d’oggi prende diversi nomi: la stampa in generale, i mass media, i giornali, i rotocalchi, la radio, la televisione, i teatri, i cinema a luci rosse e non rosse, la pornografia, la propaganda sessuale portata fino all’esasperazione (cioè la propaganda dell’impurità), certe forme dell’arte detta realistica, in pratica adatta solo a eccitare nell’animo i più dannosi e pericolosi sentimenti, la propaganda dei contraccettivi e dell’aborto per impedire il sorgere di nuove vite o per sopprimere quelle che stessero per affacciarsi alla vita, con un crimine che prima di gridare vendetta al cospetto di Dio segna la più degradante bassezza a cui può arrivare l’animo di due genitori, specialmente di una madre.

La crisi della famiglia che si è sempre più allontanata da quella linea che a salvaguardia della sua dignità era stata tracciata da Dio, ha le sue prime fatali ripercussioni nello stato civile:

«Beato il popolo di cui il Signore è Dio», dice il salmo (Sai 143,15), ma quando Dio è allontanato dalla famiglia, necessariamente è allontanato anche dallo stato. Quando il governo civile non tien conto, anzi si oppone e combatte il governo religioso, la chiesa cattolica, combatte Dio e le conseguenze si fanno subito visibili: «Se il Signore non custodisce la città — dice ancora il salmo che è la vera scuola di economia e politica — invano si sforzano i suoi custodi» (Sal 126,2). Al posto dell’ordine troviamo l’anarchia, al posto del progresso il regresso, al posto dell’edificazione la distruzione. Quanto è stata, e continua a essere fatale per lo stato la sua separazione dalla chiesa!

I disastri del liberalismo e della falsa tolleranza, dell’accettazione indiscriminata di tutte le religioni purché siano, mettendole tutte sullo stesso piano, il pluralismo incontrollato, il riconoscimento dei diritti dell’uomo, ai quali si dà tanta importanza senza mai accennare al contrappeso dei doveri, la cui importanza non è minore, anzi, la persecuzione spesse volte condotta, direttamente o indirettamente, contro la chiesa cattolica, e tutto ciò (persone, riti, associazioni, luoghi sacri) che a lei si riferisce — come è capitato per tanti anni nei paesi dell’Europa orientale e in altri — non sono stati certamente strumenti e spinte al progresso materiale e civile, alla pace e concordia tra i cittadini, al benessere e alla collaborazione reciproca per la difesa contro i comuni pericoli e per il conseguimento dei comuni scopi.

Perché l’uomo, il cittadino comune, il responsabile della conduzione della cosa pubblica, non avverte questi disguidi e non corre ai ripari? La risposta è ovvia: perché c’è una regia occulta che tiene le fila della politica umana e la conduce come vuole e dove vuole, a cui nessuno non sa, o non può, o non vuole in qualche modo sottrarsi.

La stessa regia occulta di questa politica eversiva si riscontra nelle relazioni internazionali tra i popoli della terra. Tutti essi formano, o dovrebbero formare una sola famiglia tenuta insieme dall’amore, dalla mutua comprensione, dal mutuo aiuto materiale e morale. La ricchezza, dove abbonda, dovrebbe venire in aiuto alla povertà in modo da ristabilire l’equilibrio che è la premessa indispensabile della pace sociale. Non esiste una razza superiore, un «popolo eletto» destinato a dominare, e una razza inferiore condannata a obbedire, né un governo superiore, un governo mondiale dotato di soli diritti senza doveri, al quale tutti debbano sottostare. Il dominio universale del mondo è stato l’obiettivo di sempre dei governi dominati dal maligno. Le tecniche sovversive adottate da questi governi sono: infiltrarsi segretamente in tutte le strutture sociali per disintegrarle dall’interno; scatenare una folle esigenza di libertà tra i popoli; impadronirsi dei mezzi di comunicazione sociale per orientare e disorientare, per informare e disinformare l’opinione pubblica; creare il caos a ogni livello per disorientare le intelligenze; provocare il caos legislativo e amministrativo; creare la divisione; creare il disordine nel mondo del lavoro per ricattare le masse operaie; annientare l’influsso della chiesa nelle masse.

Questa è la vera «politica». Non bisogna avere scrupoli di sorta nell’uso dei mezzi. Il fine giustifica,anzi «santifica» i mezzi, come diceva Adam Weihaupt, fondatore degli Illuminati di Baviera, ripetendo e allargando il detto di Machiavelli.

«Franchezza e onesta, attributi dei regni cristiani, in politica rappresentano vizi perché rovesciano i troni meglio del più potente nemico. In politica vale la spregiudicatezza e la forza; l’astuzia e l’ipocrisia devono essere la regola per i governi che non vogliono il potere nelle mani di una forza nuova. Il male è l’unico mezzo per arrivare al bene. Ecco perché non dobbiamo indietreggiare di fronte alla corruzione e al tradimento ogni volta che possono servire al nostro scopo»42.

Com’è possibile la pace internazionale con queste premesse?

Satana ha una speciale predilezione per i giovani. Tutte le età lo interessano senza eccezione e senza distinzione di sesso, di condizione, di lingua, di colore, di religione, ma, è evidente, la gioventù è più facile ad essere adescata e, inoltre, essa è il domani della società. Chi riesce a conquistare la gioventù ha in mano il mondo. Ma conquistare la gioventù vuoi dire, da parte di satana, indirizzarla sulla via del male. Per questo saranno necessarie due cose: tenerla costantemente lontana da coloro che potrebbero indirizzarla sulla via del bene e, secondo, ubriacarla con la corruzione di tutte le forme. Dopo aver sconsacrato e profanato la famiglia, sacrario primo in cui la gioventù cresce e si forma, satana ha sconsacrato la scuola dalle classi minime all’università: «la scuola se non è tempio è tana», ha lasciato detto Nicolò Tommaseo. Messe fuori combattimento la famiglia e la scuola, comincia l’offensiva dell’immoralità. Quest’offensiva prende il nome di droga, di violenza, di liberoamore, di pansessualismo, di cinema, ditelevisione, di discoteca, di pornografia, di matrimoni selvaggi, di prostituzione, di sequestri di persone, di malavita, di contestazione e ribellione: tutti fenomeni che trovano attuazione soprattutto nell’ambiente giovanile. E chiaro che in tutta questa problematica destabilizzante la parte della massoneria, del marxismo, della politica in genere non è poca.

Un altro elemento destabilizzante non meno grave dei precedenti è l’ingiusta distribuzione dei danaro tra i membri della società.

La ricchezza concentrata nelle mani di pochi che la usano e la manipolano ad arbitrio lasciando i più, le masse, nella povertà più vergognosa e impedendo loro di migliorare la propria condizione, è la mina sotterranea che a poco a poco, lentamente ma sicuramente, si avvia all’esplosione finale. Il liberalismo ha portato all’individualismo, come il collettivismo ha portato al comunismo, due mali parimenti gravidi di conseguenze che tengono in allarme e col fiato sospeso il mondo, dove il demonio, tramite i suoi più prossimi collaboratori, gioca allegro la sua partita sicuro di vincere.

Ma c’è l’asso nella manica che il demonio tiene in serbo per le grandi occasioni: la lotta e la persecuzione contro la chiesa cattolica.

Tutte le religioni monoteistiche sono per il demonio un pugno negli occhi, ma protestanti, giudei, maomettani, gli danno poco fastidio, talvolta egli trova li i suoi più validi collaboratori. Dove concentra i suoi sforzi e usa la più violenta e subdola lotta con satanica astuzia è contro la chiesa cattolica, l’unica vera chiesa «cristiana» fondata da Gesù Cristo. La strategia della lotta è diversa secondo i luoghi e secondo i tempi e secondo i gusti delle persone: la persecuzione aperta come è avvenuto al tempo degli imperatori romani, o nella rivoluzione francese del 1789, o bolscevica nel 1917, o spagnola nel 1936, o comunista nei paesi dell’est europeo e in Cina dopo il 1945; la disgregazione interiore come è avvenuto — per limitarci ai casi più vicini a noi — nel 1968 e negli anni Settanta con la contestazione dei fedeli, dei religiosi, delle religiose, dei sacerdoti, dei teologi progressisti e ribelli all’autorità del magistero e della disciplina della gerarchia, con conseguente e logica apostasia in massa dalla chiesa, calo delle vocazioni religiose e sacerdotali, crisi di seminari, di parrocchie, di missioni estere, sbandamento dei fedeli, calo di frequenza religiosa a percentuali bassissime, e intensificazione dell’attività eversiva dei nemici esterni, framassoni, laicisti, agnostici e atei; e finalmente il pullulare delle sette ereticali, delle nuove correnti pseudoreligiose, zizzania mescolata al buon grano, che cerca di contaminare, di soffocare e di distruggere la fede pura e semplice predicata dal vangelo e insegnata dalla chiesa.

Il fenomeno della proliferazione delle sette, vera minaccia per la Chiesa d’oggi, è tipicamente moderno e proprio dei paesi cristiani. Solo in Italia ci sono più di seicento tra sette, associazioni e gruppi magico-esoterici che si occupano di parapsicologia, ufologia, esoterismo, ma anche di magiasatanica a sfondo sessuale. A questi seicento gruppi si aggiungano la massoneria del Grande Orientee quella di rito scozzese, la così detta chiesa di scientologia — Dianetics Institute — e quella «unificazionista», del «reverendo» Moon, una quindicina di gruppi religiosi di ispirazione orientale e altrettanti di ispirazione apocalittica, tra i quali il più noto è quello dei così detti testimoni di Geova. I dati che emergono da questa ricerca mettono in evidenza un mondo magico che prolifera con impressionante velocità in tutti gli strati sociali e in tutte le regioni italiane soprattutto nel Nord43.

Questa massiccia offensiva satanica contro la chiesa cattolica presenta aspetti variegati e prende forma a seconda delle circostanze: ostruzionismo all’insegnamento religioso nelle scuole, propaganda per l’aborto, critica ai discorsi e ai viaggi del papa, sostegno e difesa degli ex preti, ma dove le batterie più esplosive sono gettate in campo è nella propaganda della sporcizia sotto tutti gli aspetti e dell’immoralità nella forma più sfacciata. Riportiamo un documento vecchio di centocinquant’anni, ma sempre nuovo e attuale nella sua applicazione, che fa vedere fino a qual punto può arrivare la perfidia e la malizia degli odiatori di Dio e del suo Cristo. Si tratta di una lettera di Vindice, pseudonimo di un membro della carboneria e dell’Alta Vendita, scritta da Castellammare di Stabia, Napoli il 9 agosto 1838 a Nubius, altro carbonaro nascosto da pseudonimo. Dopo aver deplorato e condannato il facile ricorso al pugnale e al delitto per far fuori inemici della carboneria — la chiesa cattolica e la monarchia, l’altare e il trono — perché «i martiri non fanno che aumentare la gloria degli avversari», espone senza eufemismi gli estremi della nuova strategia da adottare:

«Il cattolicesimo (ecco il nemico da abbattere!) non ha più paura di uno stiletto bene affilato, e neppure la monarchia, ma queste due basi dell’ordine sociale possono crollare sotto i colpi della corruzione. Non dobbiamo perciò stancarci mai di corrompere. È stato deciso nelle nostre assemblee di non voler vedere più cristiani al mondo, ma di non fare più dei martiri, e piuttosto di rendere popolare il vizio tra le masse. Che lo respirino, il vizio, da tutti e cinque i sensi, che ne sianosaturi fino al collo. Questa terra, l’Italia, è sempre stata disposta a ricevere gli insegnamenti più lubrici. Riempite i cuori del vizio e non avrete più cattolici. Allontanate il prete dal suo ministero, dall’altare e dalla virtù, cercate con l’astuzia di occupare in altre cose il suo pensiero e il suo tempo,fate che viva nell’ozio, nella ricerca della buona tavola, interessato della politica sotto il pretesto delpatriottismo, egli diventerà presto ambizioso, intrigante, perverso. In questo modo voi avrete raggiunto il vostro scopo e assolto il vostro compito mille volte meglio che se aveste affilato i vostripugnali e li aveste immersi nelle carni di qualche povero prete. È la corruzione in grande la nostra principale impresa, la corruzione del popoio attraverso il prete, e la corruzione del prete attraverso noi, la corruzione che ci deve dare un giorno la gioia di aver seppellito la chiesa. Ho sentito giorni fa un amico dirmi ridendo: «Per abbattere il cattolicesimo bisogna cominciare col sopprimere la donna». La cosa sta veramente così, ma siccome non è possibile sopprimere di colpo la donna, cerchiamo di corromperla per mezzo della chiesa. Corruptio optimi pessima. Il fine è troppo bello per lasciare freddi e indifferenti uomini come noi. Il migliore pugnale per colpire al cuore la chiesa è la corruzione morale. Rimbocchiamoci le maniche, quindi, amico mio, e mettiamoci all’opera subito per portarla avanti fino in fondo!»44. 

All’oscuro Vindice di un secolo e mezzo fa si avvicenda un suo emulo dei nostri giorni, l’ebreo Emiljan Jaroslawski, presidente della Lega dei senza-dio russa, che ha l’impudenza di dire essere lo scopo dei senza-dio fare del Vaticano, fra 100 anni, il più grande museo antireligioso del mondo in cui si potranno vedere nella stessa sala il fantoccio che simboleggia l’ultimo papa e il fantoccio dell’ultimo prete idolatra tibetano.

A tanto può arrivare l’odio incarnato di satana — e dei suoi alleati — contro la chiesa di Cristo!

Citiamo a conclusione e a conferma del fin qui detto altre espressioni sporadiche, provenienti da fonti diverse, tutte autentiche e tutte in perfetta consonanza col programma satanico di destabilizzazione del piano di salvezza divina:

«Il cattolicesimo deve essere distrutto in tutto il mondo. La nostra cospirazione è soltanto contro Roma» (Tigrotto, membro dell’Alta Vendita della carboneria italiana).

«Los von Rom!», “via da Roma”: motto del Kulturkampf tedesco del 1870.

«No popery! Abbasso il papato!»: motto degli anglicani del secolo scorso.

«Setta di perdizione», Pio VI a proposito della massoneria giacobina.

«Sinagoga di satana», Pio IX a proposito del liberalismo massonico.

«La lotta tra cattolicesimo e massoneria è una lotta a morte, senza tregua e senza pietà»45.

«La lotta contro il papato è una necessità sociale e costituisce il dovere costante della massoneria».46

«Morale è ciò che è utile al partito comunista. Per fornire attività comunista in ogni modo bisogna essere pronti ad ogni sacrificio anche ad usare metodi illegali, a occultare la verità. Può darsi che unmascalzone ci diventi utile appunto perché mascalzone» (Lenin).

Paolo Calliari

GESÙ BAMBINO NEGLI SCRITTI DI LUISA PICCARRETA



«Continuando il mio solito stato, è venuto il benedetto Bambino Gesù e dopo essersi messo fra le mie braccia, mi ha benedetto con le sue manine e mi ha detto: “Figlia mia, essendo la razza umana tutta una famiglia, quando uno fa qualche opera buona e mi offre qualche cosa, tutta l’umana famiglia partecipa a quell’offerta e mi è presente come se tutti me la offrissero. Come oggi, nell’offrirmi i Magi i loro doni, Io ebbi presenti nelle loro persone tutte le umane generazioni e tutti parteciparono al merito della loro opera buona. La prima cosa che mi offrirono fu l’oro, ed Io, in contraccambio, diedi loro l’intelligenza e la conoscenza della verità. Ma sai tu qual è l’oro che voglio adesso dalle anime? Non l’oro materiale, no, ma l’oro spirituale, cioè, l’oro della loro volontà, l’oro degli affetti, dei desideri, dei propri gusti, l’oro di tutto l’interno dell’uomo; questo è tutto l’oro che l’anima possiede e lo voglio tutto per Me. Ora, per darmi questo all’anima riesce quasi difficile senza sacrificarsi e mortificarsi, ed ecco la mirra, che qual filo elettrico lega l’interno dell’uomo e lo rende più risplendente, gli dà la tinta di variopinti colori, dando all’anima tutte le specie di bellezza. Ma questo non è tutto, ci vuole chi mantenga sempre vivi i colori, la freschezza, che quasi [come] profumo e venticello spiri dall’interno dell’anima, ci vuole chi offra e chi ottenga doni maggiori di quelli che dona, come pure ci vuole ancora chi costringa a dimorare nel proprio interno Colui che riceve e Colui che dona e tenerlo in continua conversazione e in continuo commercio con lui. Onde, chi fa tutto questo? L’orazione, specie lo spirito di orazione interiore, che sa convertire non solo le opere interne in oro, ma anche le opere esterne, e questo è l’incenso.” (Vol. 6°, 06.01.1904) 

Pablo Martín Sanguiao 

Per il Dono della Santa Comunione



Oh Ostia Celeste, riempi il mio corpo con il nutrimento di cui ha bisogno. 
Riempi la mia anima con la Divina Presenza di Gesù Cristo. 
Dammi la grazia di compiere la Santa Volontà di Dio. 
Colmami della pace e della tranquillità che vengono dalla tua Santa Presenza. 
Non permettere mai che io dubiti della Tua Presenza. 
Aiutami ad accettarTi in Corpo e Anima e, per la Santa Eucaristia,  
fa che le grazie concesse mi aiutino a proclamare  
la gloria del Signore Nostro Gesù Cristo. 
Purifica il mio cuore. 
Apri la mia anima e santificami quando ricevo  
il grande Dono della Santa Eucaristia. 
Accordami le grazie e i favori che dai a tutti i figli di Dio  
e concedimi l’immunità dal fuoco del Purgatorio. 
Amen. 

Partecipando ogni giorno alla Messa quotidiana e ricevendo il Corpo e il Sangue di Mio Figlio nella Santa Eucaristia, avrete garantita l’immunità dalla purificazione nel fuoco del Purgatorio.



Maria Madre di Dio

I favori concessi a coloro che ricevono ogni giorno il Suo Corpo e il Suo Sangue includono la salvezza dal Purgatorio. Mio Figlio, nel momento della vostra morte, vi porterà tra le sue braccia lontani dal fuoco del Purgatorio.

La Santa Messa inoltre, che offre il vero Corpo di Mio Figlio in onore del Padre Mio, porta con sé grandi benefici.

Partecipando ogni giorno alla Messa quotidiana e ricevendo il Corpo e il Sangue di Mio Figlio nella Santa Eucaristia, avrete garantita l’immunità dalla purificazione nel fuoco del Purgatorio.

Quelli di voi che rifiutano la presenza reale di Mio Figlio nella Santa Eucaristia, negano un grande Dono. Non saranno condannati per aver rifiutato il Suo Corpo nella Santa Messa, ma non riceveranno le grazie che Egli intende concedere a tutti i Figli di Dio.

La Santa Comunione che ricevete deve essere consacrata correttamente. Quando ricevete il Suo Corpo, Egli vi colma di un amore profondo e umile che rafforzerà la vostra fede e vi porterà alla Vita Eterna.

La Santa Eucaristia è il dono che vi garantisce la Vita Eterna. Non dimenticatelo mai.
Mio Figlio ha sofferto profondamente per donare al mondo questo grande Dono, il passaporto per il Cielo. Non lo respingete. Non sfidate la Sua Generosità. Non sottovalutate il potere dell’Ostia Santa.

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta... 

Non era facile neanche per i confratelli di Padre Pio, credere, all’epoca, a quanto avveniva. Il protagonista di queste vicende straordinarie era ai loro occhi soltanto un giovane frate come molti altri, e di cui si sapeva solo che aveva vissuto molto tempo fuori del convento, con il permesso dei superiori, per una malattia grave, che probabilmente lo avrebbe presto portato via. 
In seguito furono raccolte altre testimonianze. Per esempio, padre Nazareno D’Arpaise, che all’epoca era padre Superiore del Convento di Sant’Anna, ha descritto così ciò che accadde una sera in cui Padre Pio, all’ora di cena, si era ritirato nella sua celletta mentre la comunità sedeva ancora in refettorio: «Si intese una forte detonazione nella sua stanzetta, ch’era sulla volta del refettorio. Mandai fra Francesco da Torremaggiore alla stanza di Padre Pio, immaginando che avesse bisogno di qualche cosa e avendo chiamato invano pensai avesse lanciato una sedia in mezzo alla stanza per essere inteso. Il fratello andò su e domandò di che cosa avesse bisogno, ma Padre Pio rispose: “Non ho chiamato, né ho bisogno di niente”. 
Assicuratomi che non aveva bisogno di niente, si continuò a cenare. Nelle sere successive la detonazione avveniva egualmente. A refettorio i frati incominciarono a immaginare e a fantasticare». 
Aggiunge padre Nazareno nella sua relazione: «Una volta mi raccontò che il demonio lo tentava con tutte le forze e avveniva tra loro una forte colluttazione ma egli mi diceva: “Grazie a Dio vinco sempre”». Un’altra annotazione riporta a quello che ha testimoniato padre Paolino da Casacalenda: «Dopo la detonazione, cioè la “lotta” tra il maligno e Padre Pio, si trovava in un bagno di sudore e bisognava cambiarlo da capo a piedi. Ricordo, e non esagero, che una volta con le sole mutande riempii quasi un bacile d'acqua». 

MARCO TOSATTI 

Il Sacro Cuore



La richiesta del Sacro Cuore al Re di Francia


Una richiesta non esaudita

Non sappiamo se Luigi XIV ricevette effettivamente questa richiesta. E’ molto probabile che sia stata trasmessa dalla madre De Saumaise alla madre Croiset, e che questa l’abbia trasmessa al padre De La Chaise. Ma non è sicuro che questi l’abbia a sua volta trasmessa al Re. Quello che è certo, è che la richiesta del Sacro Cuore non venne esaudita. Come mai questo fallimento?
Il motivo non è chiaro. Tuttavia bisogna tener presente che Luigi XIV, benché sinceramente cattolico, in quel tempo aveva rapporti difficili con la Santa Sede; egli infatti promuoveva una politica che spesso sottometteva le questioni religiose ai suoi sogni di potenza. E’ quindi probabile che il suo confessore non abbia ritenuto opportuno rivolgergli il messaggio di Margherita Maria. Glielo avrà rivolto più tardi, dopo il 1693, quando il nuovo Papa Innocenzo XII stabilì migliori rapporti con lui? Non lo sappiamo. In ogni caso, non se ne fece nulla. 
Comunque siano andate le cose, c’è un fatto innegabile: le conseguenze di questa inadempienza furono tragiche. Gli anni che seguirono la mancata corrispondenza di Luigi XIV alle richieste del Sacro Cuore segnarono l’inizio della decadenza del regno, con l’arrivo di umiliazioni e sconfitte. Dopo la sua morte, quella Francia che avrebbe dovuto diventare promotrice della riscossa cristiana, cedette alla crescente influenza del razionalismo e del libertinismo, che la indebolirono spiritualmente e moralmente. Ma anche l’intero continente entrò in un lungo periodo di crisi, indicato dagli storici come inizio della decadenza europea, e che sfociò nella tragedia della Rivoluzione Francese 44.
Tuttavia, nel XVIII secolo, alcuni membri della Corte francese vennero a conoscenza delle divine richieste e diventarono apostoli della nostra devozione. Ad esempio, la Regina Maria Leczinska e suo figlio, il Delfino (cioè erede al trono) di Francia, fecero erigere a Versailles una cappella in onore del Sacro Cuore, inaugurata però molto tardi, nel 1773, quando l’erede era morto prima di salire sul trono. Successivamente anche la principessa Maria Giuseppa di Sassonia trasmise questa devozione al figlio Luigi XVI; eppure nemmeno questo pio sovrano esaudì le richieste rivolte al suo avo.
Toccò proprio allo sfortunato Luigi XVI la drammatica sorte di pagare le conseguenze di queste inadempienze. Nel 1789 scoppiò la terribile Rivoluzione Francese. 1789: esattamente un secolo dopo il messaggio del Sacro Cuore al «Re Sole»! Tre anni dopo, nel 1792, mentre era prigioniero dei rivoluzionari, il deposto Luigi XVI, diventato ormai il «cittadino Luigi Capeto», si ricordò del messaggio di santa Margherita Maria. Allora, in uno scritto commovente, promise che, se fosse scampato alla morte e tornato sul trono, avrebbe consacrato se stesso e il regno al Sacro Cuore, promovendone il culto ed erigendo una basilica 45. Ma, come dirà poi Gesù stesso in una sua rivelazione a Suor Lucia di Fatima, era troppo tardi. La famiglia regale, pagando le colpe dei suoi avi, venne sterminata; a Luigi XVI, che si rifiutò di eseguire le leggi anticristiane imposte dalla Rivoluzione, restò la grazia di morire da martire, come proclamò subito dopo papa Pio VI.

Guido Vignelli

SPIRITO SANTO



Vieni, o Divino Spirito, sempre pacifico, sempre eguale; e togli da noi quell'irrequieta instabilità di mente, di cuore e di voleri, che tanto ci nuoce, e fissa in Te tutte le potenze dell'anima nostra. 

MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA 20 GIUGNO 2019



Amati di Dio:

IL NOSTRO RE E SIGNORE GESÚ CRISTO VI BENEDICE ED IN QUANTO SUOI FIGLI, VI SOLLECITA A RINNOVARVI IN SPIRITO E VERITÀ.

Questo è l’appello: AFFRETTATEVI! Se non accelererete il passo, non riuscirete a fare il necessario per poter resistere alle prove del male.

La battaglia spirituale contro il Popolo di Dio si sta inasprendo ed Io vengo inviato a chiedervi di correggere la vostra vita. Mi è stato chiesto di chiamarvi alla santità, di chiedervi di cambiare completamente il vostro modo di comportarvi e di agire.

Voi non vedrete diluvi di acqua ma, a causa della malvagità presente in moltissime persone, nei membri del Popolo di Dio che si ostinano ad agire contro lo stesso uomo, vedrete cadere il fuoco dal Cielo REAGITE, SIA COME GENERAZIONE CHE COME ESSERI CREATI DA DIO!

INVOCATE IL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO E CHIEDETE AI VOSTRI ANGELI CUSTODI DI MANTENERVI IN UNA COSTANTE ADORAZIONE, COSICCHÈ NON VI DISTRAIATE CON IL MALE.

Figli della Nostra Madre e Regina di tutto il creato, siate astuti, questa battaglia che il demonio sta portando avanti contro le anime con ferocia, svela il suo obiettivo principale: la disunione. Quindi, divide e una volta che ha separato attacca con maggior forza: divide le famiglie, la società, i gruppi che all’interno della Chiesa si impegnano a diffondere una particolare devozione, divide coloro che appartengono agli Ordini Secolari, divide i servitori all’interno delle Chiese, divide i gruppi che evangelizzano tra il Popolo di Dio, divide e divide, per vincere. Divide l’uomo nella sua psiche, per fare in modo che predomini l’ego, divide il cuore dell’uomo perché predomini l’ego, divide la ragione dell’uomo sempre perché predomini l’ego, divide la parte terrena della vita dell’uomo, cosicché si dibatta tra due stadi: quello di Dio e quello del “io sono fatto così”. (Cfr. Mt 12,25; I Cor 1,10-13; I Cor 11,18).

Non permettete a satana di deformarvi l’anima, non permettete che il cuore si indurisca, non guardate alle debolezze altrui con mancanza di umiltà in voi, non dovete vivere intrappolati nello stato di ricerca dei difetti altrui, perché questo è pericoloso per l’anima.

Cercate la pace come se cercaste un tesoro, impostate la vita in un modo diverso, utilizzando la memoria per ottenere il massimo profitto. La memoria è un grande regalo di Dio, non infangatela con il passato, di fronte ai ricordi dolorosi la risposta che guarisce deve essere un ricordo divino, questo vi obbligherà ad agire a somiglianza del Dio Compassionevole, del Dio Misericordioso, del Dio Amore, di quel Dio che permette che l’aria venga respirata sia dai giusti che dagli ingiusti, di quel Dio che permette al sole di brillare sui giusti e sugli ingiusti. (Cfr. Mt 5,45-48).

Non vivete di una memoria inferiore, ma di quella che vi fornisce lo Spirito Santo, di una memoria che non ferisce, che perdona e che vi eleva.

Siate astuti di fronte agli attacchi del male, del quale conoscete bene i trucchi ed il suo impegno contro tutti i figli della Nostra Regina, perché il demonio ha come obiettivo finale quello di distruggere i figli della Nostra e vostra Regina e Madre. Non combattete con le armi mondane, ma con quelle spirituali. (Cfr. II Cor 10,3-4; Rom 13,12-14).

LA RISPOSTA È UNA, NON CE N’È UN’ALTRA: L’AMORE.

È urgente che vi svegliate e che guardiate sempre il mondo con un’ottica realistica, attraverso la quale scoprirete la disastrosa condizione spirituale, morale, sociale e culturale dell’umanità, dove il male regna dappertutto, unito a un vandalismo satanico di morte.

Non insistete nella vostra testardaggine di voler continuare a vivere di quello di cui vive il mondo, voi dovete alimentarvi d’Amore, dell’Unico Amore Divino.

Combattete utilizzando l’Amore Divino, è in questo modo che si differenziano i figli della Luce dai figli delle tenebre.

L’umanità non ha saputo prevedere il momento attuale, invece ha distrutto la maggior parte della Dote che Dio aveva dato all’uomo ed in questo momento sta vivendo una guerra passiva nella quale sono impegnate le grandi Potenze: in diversi paesi c’è la guerra del dominio ideologico, la guerra della persecuzione religiosa, la guerra della fame, la guerra tecnologica e la guerra economica, tramite la quale il potere domina e decide.

Amati di Dio, l’umanità soffrirà, NON PER VOLONTÀ DI DIO, MA A CAUSA DEI PROPRI ATTI ED OPERE AL DI FUORI DELLA VOLONTÀ DI DIO.

Pregate, la peste diventerà una pandemia e l’uomo limiterà il suo agire nel mondo. Preparatevi.

Pregate, i continenti tremeranno fortemente.

Pregate figli di Dio, l’economia passerà dall’essere una necessità dell’uomo ad essere un dio in più per questa generazione e per la sua sopravvivenza.

Pregate figli di Dio, da Roma uscirà quello che lascerà attonito il mondo intero, la lancia trapasserà nuovamente il Costato del Nostro e vostro Re.

Amati di Dio, io sono un Messaggero ed in quanto Messaggero vi sollecito a mantenere la pace, cosicché di fronte agli sconvolgenti eventi della natura, la pace vi porti la serenità d’animo.

IN OGNI GENERAZIONE DIO ALLERTA, L’UOMO NON ASCOLTA 
E LO NEGA.

L’uomo soffre a causa della sua stoltezza e la Misericordia Divina si mostra nel Suo Splendore a coloro che continuano ad avere Fede e si sforzano di essere migliori in ogni ambito.

Apostoli degli ultimi tempi, siate tenaci, siate forti nella Fede e non dimenticatevi che l’orologio umano non sta avanzando ma sta retrocedendo.

Non dimenticatevi che LA TRINITÀ SACROSANTA E LA NOSTRA E VOSTRA REGINA, HANNO SETE DI ANIME.

CHI È COME DIO?

In Nome del Dio Uno e Trino.

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO


COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Analizziamo questo appello di San Michele Arcangelo: il nucleo è l’Amore di Dio presente e palpitante nell’uomo, che dovrebbe essere al centro di questa generazione che si trova di fronte ad un grande bivio. 

Stiamo vivendo in un tempo peggiore del tempo del Diluvio; non sono io a dirlo ma è il Cielo che ce lo ha detto ripetutamente e veniamo continuamente avvertiti di non solo leggere questi messaggi, ma se si crede, è necessario mettere in guardia i fratelli che stanno vivendo nel peccato.

Noi non siamo santi, ma abbiamo il compito di allertare i nostri fratelli.

Siamo consapevoli di vivere in un tempo difficile e ogni giorno cresce lo sbigottimento di fronte alle astuzie impiegate dal demonio per catturare le anime, una delle quali è la falsa chiesa, che aumenterà la confusione e la divisione del Popolo di Dio.

Preghiamo ed in questo mare di distruzione, dobbiamo essere una piccola goccia di quell’Amore che Cristo ha per noi.

Amen.

venerdì 21 giugno 2019

"I massoni Mi hanno gravemente insultato. Questa è l'ora buia in cui essi cercano di abolire la Mia presenza. Insultano anche il Mio Vangelo".



"Figlia Mia, sii paziente ed ascoltami. Tu sai cosa ti chiedo: preghiere e penitenza. Veglia e tieni esposto il Mio divin Sacramento. Queste sono ore difficili per Me, perché sono veramente tenebrose. Satana opera con...per corromperli, instillando nelle loro menti che il Santo Sacrificio della Messa debba essere abolito. Il diavolo è molto astuto".

"Che sofferenza per Me! Stanco di vegliare sull'umanità giorno e notte, resto in attesa tra i veli sacramentali. Io amo l'umanità e sono venuto a chiamarla. Desidero che tutti gli uomini siano salvati. Voglio che si rendano conto della terribile verità. I massoni Mi hanno gravemente insultato. Questa è l'ora buia in cui essi  cercano di abolire la Mia presenza. Insultano anche il Mio Vangelo. La loro malvagità è ripugnante! Gridano "non vogliamo Cristo" e Mi girano a testa in giù. Satana ha incatenato le loro anime".

"Figlia Mia, unisci il tuo cuore alle Mie lacrime. ContemplaMi nel Mio divin Sacramento. Che grande dolore! Come posso far capire loro che li amo? Ecco perché Mi rendo visibile".

"I massoni stanno preparando la loro esecuzione con le loro stesse mani. L'inferno li aspetta! Prega molto e senza sosta. Devi sempre essere ubbidiente, serena ed umile; sii pronta a tutto".

"Figlia Mia, fai attenzione a lui per il bene delle anime. Il Padre Eterno vuole così. Voglio che tu segua ciò che ti dico. Ti ho preparata in tanti anni. Prega. Molto si deve ancora compiere: veglia con Me e tieni l'umanità racchiusa nel tuo cuore".

"Mi rendo visibile per mendicare preghiere e penitenza al fine di convertire le anime e portarle al pentimento. Prega molto ed unisciti ad esse".

"Ti benedico".

11 dicembre 1987  

dettati da Gesù a Suor Anna Ali

Il cammino cristiano di Tobia



Dopo la Cresima Tobia aveva abbandonato la pratica cristiana e viveva in piena libertà come troppi giovani di oggi. 
Anche i familiari sono poco praticanti. Sostenuto da una famiglia benestante conduce una vita splendida, moralmente libera, con tanto sport, con amici e amiche. Il giovane riconosce che viveva come se Dio non esistesse.  
Dopo tutti i tentativi per scoprire le misteriose malattie, con grande dispendio di denaro, senza aver ottenuto alcun risultato, anzi ridotto in una carrozzina, sente il bisogno di rivolgersi a Dio, di riprendere la preghiera e la pratica religiosa con crescente impegno e generosità. Riconosce lealmente che se non avesse incontrate tante difficoltà, prove e sofferenze non si sarebbe convertito.  
Addirittura sfida chiunque se, dinanzi a tanta sofferenza, non si convertirebbe per sperare nell’aiuto di Dio. Si sente come costretto a farlo, e sarebbe stolto non farlo! Si accusa di non essere un cristiano sincero, di fare tante preghiere non proprio per amore del Signore, ma per avere il suo aiuto: una fede interessata più che convinta. 
È certamente il demonio che gli suggerisce simile pensiero, come ha già fatto nei confronti di Giobbe, per allontanarlo dalla pratica religiosa, dalla fede, per impedirgli di arrivare alla liberazione; non vuole perderlo. Il demonio lo considera ormai suo e aspetta di portarlo all’inferno perché i satanici gli hanno venduto l’anima per una fattura di morte. 
Questo giovane oggi vive interamente nella castità, nella grazia di Dio con ricchissima pratica religiosa. Inizia la giornata il mattino alle 6 con la recita delle Lodi con i Frati; partecipa alla santa Messa e poi si ferma ancora per un primo Rosario. Durante la settimana alla sera partecipa a qualche 
ora di adorazione con Sara.  
Prega con gli esorcisti più volte la settimana nella prima parte dell’incontro, finché il demonio glielo permette, e poi diviene preghiera la sua sofferenza. Il venerdì sera va a S. Martino di Schio per la via Crucis sul monte e rimane fino al mattino in adorazione al Cenacolo, anche se fortemente sofferente e disturbato dal demonio. Si accosta spesso al Sacramento del perdono quasi con scrupolo. 
Ma il demonio non è contento di questo e Tobia paga cara ogni esperienza religiosa con la sofferenza. Torna come bastonato sia dagli esorcismi e dalle benedizioni, sia dopo la notte trascorsa in preghiera a Schio, sia dopo altre esperienze di preghiera e di adorazione. Ultimamente il demonio cerca di creargli sempre più confusione e ribellione interiore.  
Non sente più fiducia in Dio, gli sembra di essere stato da Lui tradito, ingannato, dimenticato e quindi subentra la tentazione di non pregare più.  
Essendo un giovane molto attivo, volitivo e orgoglioso, nella vita ha sempre cercato di fare da sè, vuole emergere con le sue forze. Dopo la conversione ha cercato di fare molto nella preghiera per ottenere l’aiuto di Dio e la liberazione. Vede che sono passati 8 anni e tutte le sue preghiere e sacrifici non hanno ancora avuto una risposta: questo lo ha deluso e lo rattrista.  
Diventa nervoso anche al pensiero della età sua e della ragazza; si stanno avvicinando ai 40 anni. Si chiede: “Se la situazione non cambia nel prossimo futuro, quale famiglia potrò formare? Andandosene il demonio, tornerà l’amore?”.  
 Accanto alla prova fisica il demonio altera i suoi sentimenti e gli semina nel cuore tentazioni di diverso genere per creargli confusione, per ossessionarlo, per spingerlo a qualche gesto insano. È quello che il demonio aspetta e spera! 

FRATELLO  ESORCISTA

MONDO NUOVO PROFETIZZATO




TRASFORMAZIONE DEL MONDO RIVELATA.


Lo “Scandalo della Croce”: la versione del tempo presente.

Oggi, come due mila anni fa, si rinnova lo scandalo della Croce, col Mistero d’Iniquità, ma al posto di Cristo c’è il suo Corpo mistico, la Chiesa.

Nei suoi “Quaderni”, Maria Valtorta ci apprende che nel momento della crocifissione della Chiesa ognuno di noi finirà per partecipare al nuovo Sacrificio d’immolazione secondo i sentimenti che si sarà abituato a coltivare in fondo alla propria anima. Questo condurrebbe alla formazione di tre categorie di persone:

1) quella dei veri amici di Cristo,

2) quella dei veri nemici di Cristo,

3) quella degli indifferenti a Cristo.

I sentimenti che ognuno si sarà abituato a coltivare in fondo al proprio cuore, anche se nascosti lo spingeranno a far parte di uno di questi gruppi, e il quadro finale avrà le stesse caratteristiche di quello che due mila anni fa si formò alla morte di Cristo. Ma noi sappiamo che in quell’ora un apostolo su dodici, uno solo, ha avuto il coraggio di seguire Gesù lungo il Calvario: Giovanni. Uno su
dodici ha scelto di tradire, per poi suicidarsi: Giuda Iscariota. Dieci su dodici sono spariti dalla scena, dandosi chi più e chi meno alla fuga. [61]

Se Maria Valtorta dice il vero, c’è da aspettarsi che nell’ora fatale, che è prossima, non tutti i vescovi sapranno imitare l’apostolo Giovanni, e non tutti i laici sapranno imitare il Cireneo, la Veronica, Maria Maddalena, le pie Donne. Un consacrato su dodici seguirà l’esempio di Giuda, il traditore. Uno su dodici farà come l’apostolo Giovanni, che ha seguito il Condannato sulla strada del Calvario, ed è rimasto davanti alla Croce fino alla fine del grande Sacrificio. Dieci su dodici, presi da timore, cercheranno riparo lontano dagli sguardi feroci delle masse. Ciò che eventualmente ci sarà dato di vedere nell’ora della “morte” della santa Chiesa di Dio è questo: un Corpo mistico odiato, tradito, torturato, beffeggiato, oppure un Corpo mistico amato, sostenuto, difeso, e pianto, come avvenne con Cristo due mila anni fa. Con ogni probabilità questo è quanto si riprodurrà alla “morte” della santa Chiesa di Dio.

A quei dieci Consacrati che si nasconderanno, o che per paura si daranno alla fuga, sarà comunque concessa, ma più tardi, una possibilità di ripresa: la grazia del martirio, la stessa che fu concessa pure agli Apostoli, che al termine della loro missione terrena accettarono di morire per Cristo. L’apostolo Giovanni è l’unico cui Dio non chiese il martirio cruento, visto che lo aveva già vissuto in modo incruento ai piedi della Croce. (Giovanni visse il martirio in modo spirituale).

di: Johannes De Parvulis

S. Bernardo di Chiaravalle




Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto e pieno affetto del cuore, amalo con tutta la vigilanza e circospezione della ragione, amalo anche con tutte le forze, tanto da non temere neppure di morire per amor suo.

LA REDENZIONE CONTINUA




Figlio mio, scrivi
(...) È ben noto che in Dio non vi sono e non vi possono essere contraddizioni, che Dio è immutabile; Io, Dio Uno e Trino, sono infinitamente semplice.
In Me non vi sono attributi più perfetti, altri meno. Io sono la verità, la sapienza e la potenza, la giustizia e la misericordia, la luce e la vita.
L'inferno, creato per i reprobi, non è contro la misericordia, ed è conforme alla giustizia. Io, vero Dio e vero Uomo, essendomi addossato tutte le colpe dell'umanità, con la mia tremenda Passione e Morte, ho soddisfatto e la giustizia e la misericordia. Atto d'infinita misericordia il Mistero della mia Incarnazione, atto d'infinita giustizia il Mistero della Passione e Morte.
« Justitia et misericordia osculatae sunt. » La vostra Passione
lo sono il Capo della mia Chiesa, voi ne siete le membra vive, libere e responsabili. Io Capo ho aderito alla volontà del Padre, con atto di misericordia. Voi con Me formate un solo corpo.
Il Mistero della Redenzione è in atto, continua. Per nulla si oppone alla Misericordia divina il fatto che le membra dovranno, come il Capo, subire la loro passione.
V'è poi una cosa di grande importanza. La Madre mia e vostra, che è Madre di misericordia e specchio di giustizia, ha già ripetutamente avvertito l'umanità che, qualora non si verificassero le condizioni richieste di pentimento e di conversione, un tremendo castigo si sarebbe abbattuto sulle Nazioni.
La Madre mia vi ha avvertito che numerosissime sono le anime che vanno all'Inferno. Posso allora Io, l'Amore infinito, permettere che le anime da Me riscattate con un prezzo infinito di sofferenza, in un crescendo pauroso abbiano a dannarsi?
Se nulla su di loro ha potuto la misericordia e l'amore, posso Io impedire che l'afflizione dovuta ai loro peccati, ed il caos da loro stessi provocato, abbiano da essere da Me convertiti in strumenti di salvezza di una umanità in sfacelo? No, figli miei. Purtroppo l'ora tremenda della purificazione è già in atto, ma la cecità degli uomini impedisce loro di vedere; l'ateismo è cecità profonda. L'ora si avvicina; diventa inevitabile solo per l'ostinatezza di questa generazione incredula che ama l'errore, che rifiuta la giustizia ovunque lesa ed offesa.
Io voglio una Chiesa rigenerata, ove giustizia, pace ed amore abbiano a risplendere con luce mai vista. Io voglio porre termine alla emorragia di anime che vanno perdute, Io voglio ristabilire l'ordine turbato.
Io voglio che il mio popolo torni ad essere il popolo di Dio, e tutto questo Io l'otterrò valendomi della stoltezza e della iniquità degli uomini.
Mostrerò alle generazioni quanto sia buono e misericordioso il loro Dio.

3 gennaio 1976 

Confidenze di Gesù a un Sacerdote (Mons. Ottavio Nichelini)

PADRE PIO DA PIETRELCINA



 I DIRETTORI SPIRITUALI


  Padre Agostino da San Marco in Lamis 

Padre Agostino (nato il 9 gennaio 1880), fu compaesano e collaboratore di padre Benedetto nella restaurazione della provincia cappuccina di Foggia e nella direzione spirituale di padre Pio. 
Al termine degli studi ginnasiali, il 19 agosto 1897 indossò l'abito cappuccino e dopo il noviziato fu inviato dai superiori nella provincia Toscana per compiere gli studi superiori ecclesiastici. Ordinato sacerdote il 15 marzo 1903, tornò nella provincia di Foggia, seguì corsi di specializzazione in greco e in francese nelle scuole statali e vinse il concorso interno dell'Ordine per la cattedra di filosofia.  
L'attività religiosa e sacerdotale di padre Agostino si proiettò in tre direzioni: formazione della gioventù cappuccina, direzione spirituale delle anime e governo delle comunità. Preparato culturalmente e spiritualmente al difficile compito di educatore dei giovani religiosi, vi si dedicò con impegno, competenza ed assiduità; insegnò con diligente scrupolosità lingue e scienze, filosofia e teologia per molti anni e spesso fu rettore degli studentati della provincia.  
L'attività apostolica, svolta da padre Agostino con frutti lusinghieri dal pulpito, ebbe il suo compimento nella direzione delle anime al confessionale e per iscritto. Molte di esse compariranno nelle pagine seguenti.  
I religiosi cappuccini della provincia lo elessero più volte superiore conventuale, per 24 anni consigliere del superiore della provincia, per 9 anni ministro provinciale e per quattro volte delegato al capitolo generale dell'Ordine. Il suo governo fu caratterizzato da illuminata prudenza, imperturbabile fermezza, tenace amore alla regolare osservanza e largo senso di paternità. 
Partecipò alla guerra 1915 1918, meritando la medaglia di benemerenza "per lodevole servizio prestato nelle Unità Mobilitate della C.R.I." (giugno 1919). 
Dal 1944 al 1953 fu superiore del convento di San Giovanni Rotondo, dimorandovi, poi, dal 1959 sino alla morte, avvenuta il 14 maggio 1963 1.  
Verso la fine d'ottobre 1907 padre Agostino e fra Pio si incontrarono a Serracapriola; il primo era professore di teologia ed il secondo iniziava allora il primo anno teologico. Tra maestro e discepolo si stabilì ben presto una relazione di vicendevole comprensione e stima, che doveva prolungarsi per oltre mezzo secolo.  
Nel maggio 1909 padre Agostino, da Montefusco, nuova sede del corso teologico, accompagnava fra Pio, costretto a interrompere il corso regolare degli studi, presso la sua famiglia a Pietrelcina; il 14 agosto 1910 vi si recava di nuovo per tener il discorso di circostanza alla prima messa solenne del discepolo. 
Dalla fine d'ottobre sino al 7 dicembre 1911 vissero insieme nel convento di Venafro e fu allora che padre Agostino si accorse dei primi fenomeni soprannaturali, assistette a parecchie estasi e a molteplici vessazioni sataniche. Durante i quasi sette anni di permanenza di padre Pio in famiglia, padre Agostino gli fu "angelo consolatore", sia attraverso le lettere di direzione e sia con frequenti visite personali.  
Padre Pio amava il suo maestro e direttore, lo rispettava, si confidava volentieri con lui e gli domandava consigli ed assicurazioni sulla vita spirituale; fu e restò sempre il suo  "padre lettore" ed era più confidenziale con lui che con padre Benedetto, presso del quale più d'una volta padre Agostino diventava quasi arbitro e intermediario.  
Da parte sua, padre Agostino ricambiava a cuore aperto la stima e l'amore per il discepolo d'una volta ed aveva per lui un'autentica venerazione. Abbagliato, forse, dai doni straordinari riscontrati in lui, qualche volta esagerava alquanto nel sollecitarlo al ricorso dell'intervento divino per risolvere problemi connessi al suo apostolato e alla sua condotta personale. Ciò non sempre fu gradito né a Gesù né a padre Pio; bisogna però riconoscere che lo fece sempre con la massima cautela e prudenza e mai per faciloneria o curiosità. 
Da quanto siamo venuti dicendo - e che sarà ampiamente confermato dalla lettura della corrispondenza epistolare - sorprende la risposta che nel 1946 padre Pio avrebbe dato a un suo confratello di passaggio per San Giovanni Rotondo: "Ho domandato - è il cappuccino padre Giovanni da Baggio che parla - se si può fare senza il direttore spirituale. Mi ha risposto che può bastare anche il semplice confessore e quando questi non sia capace a comprendere certe situazioni dello spirito, ci si rimette alla bontà di Dio [...]. "E tu l'hai il direttore spirituale?". "L'avevo ed era il padre Benedetto, ma da quando me lo levarono, sono rimasto senza". "Ma non hai per confessore padre Agostino?" "Sì, ma non mi capisce, ed io tiro avanti confidando in Dio""2.  
Non sapremmo dire se la risposta sia stata raccolta esattamente e riferita nel suo vero contesto. Possiamo però assicurare che non trova conferma nel periodo di tempo a cui si riferisce il nostro epistolario. Anzi nei dodici anni di corrispondenza si avverò quanto padre Pio scriveva il 21 ottobre 1912:  
"Il padre lettore fu sempre il mio direttore ordinario e nessun uomo come lui conosce sì a fondo il mio interno; a lui son ricorso sì frequente aprendogli tutte le piaghe dell'anima mia senza ritegno e senza timore alcuno, ciò che non è stato possibile di fare con altri; e né mi è possibile di farlo. Prego a non chiedermene il perché".  
Ed in questa linea di apertura fiduciosa e schietta perseverò sempre, come si ricava dagli appunti intimi di padre Agostino.  
Il nostro epistolario contiene complessivamente 377 lettere: 197 di Padre Agostino e 180 di padre Pio.  
Nella problematica spirituale, padre Agostino introduce spesso e volentieri aspetti personali. Le sue lettere, dottrinalmente più semplici e letterariamente meno eleganti di quelle di padre Benedetto, sono però più affettuose e più umane, più intime e più comprensive e rivelano una maggiore compenetrazione di affetti e sentimenti.  
Aveva la delicatezza di mettersi discretamente in disparte, allorché prevedeva che la sua opera poteva intralciare l'indirizzo di padre Benedetto; ma bisogna pur riconoscere che agirono sempre, i due direttori, nella stessa linea, tutti e due animati da un autentico senso soprannaturale.  
Sospesa la direzione spirituale per iscritto, padre Agostino e padre Pio rimasero sempre uniti nella sofferenza, nella preghiera e nel consiglio.  
In quattro quaderni manoscritti, conservati nell'archivio di San Giovanni Rotondo, senza titolo, ma che noi citiamo come Notizie su padre Pio, padre Agostino ci tramanda notizie preziose e inedite sulla vita e l'itinerario spirituale del suo diletto discepolo. 
 
note: 
1 Cf. Analecta Ord. Fr. Min. Cap. 79 (1963), pp. 174 176; CIPRIANO DA SERRACAPRIOLA, Necrologia cit., p. 319. 
2 Cf. GIOVANNI DA BAGGIO, Padre Pio visto dall'interno, p. 50.  
fine note. 
 


SPIRITO SANTO



Vieni, o Pace di Paradiso, liberaci da ogni turbamento, e fa che il nostro spirito in te sempre tranquillamente riposi, levandosi al disopra di tutte le umane vicende. 

Per amore della Sua Chiesa, Lui ha voluto rimanere con voi; Non ha lasciato per voi un oggetto di valore affettivo, ma la Realtà di Sé Stesso. L'Eucaristia è la Vittoria della Chiesa.




Cari figli, verrà il giorno in cui i fedeli cercheranno il Prezioso Alimento, ma il Tavolo sarà vuoto. Soffro per quello che viene per voi. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Ricordatevi sempre che il Mio Gesù è presente nell'Eucaristia con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Per amore della Sua Chiesa, Lui ha voluto rimanere con voi; Non ha lasciato per voi un oggetto di valore affettivo, ma la Realtà di Sé Stesso. L'Eucaristia è la Vittoria della Chiesa. La Presenza del Mio Gesù nell'Eucaristia è una verità non negoziabile. Il demonio vuole ingannarvi. State attenti. Ascoltate i Miei Appelli e rimanete fedeli al vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. Non permettete che nulla o nessuno vi allontani dalla verità. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Solamente con la forza della preghiera potete sopportare il peso delle prove che verranno. Io vi amo e sarò sempre al vostro fianco. Avanti nella difesa della verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 20 giugno 2019

Ave, Maria,



Ave, Maria, creatura celeste, avvolta nella luce di Dio: prega il tuo Figlio perché non si arresti mai il nostro cammino verso il Paradiso.