martedì 8 ottobre 2019

MISTICA CITTA’ DI DIO



Vita della Vergine Madre di Dio


Saluto alla Beata Vergine Maria

Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria, che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ave, suo palazzo ave, suo tabernacolo, ave, sua casa.
Ave, suo vestimento, ave, sua ancella, ave, sua Madre.
E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate.

San Francesco d’Assisi


SUOR MARIA DI GESÙ DI AGREDA (1602-1665)

Infanzia e gioventù

I genitori di suor Maria furono Francesco Coronel e Caterina de Arana. La madre, sebbene nata in Agreda, era oriunda di Vizcaya, come la stessa Venerabile ricorda. Nel convento di Agreda si conserva infatti ancora il documento di nobiltà degli Arana, del 1540.
Francesco e Caterina ebbero undici figli, però sette morirono in età precoce. Sopravvissero soltanto due figli e due figlie: Francesco, Giuseppe, Maria e Geronima.
La Venerabile stessa ci ha lasciato un ritratto dei suoi genitori: aspetto, costumi e altre caratteristiche. Dice che la madre aveva un carattere molto più attivo e vivace del padre, ma entrambi erano profondamente religiosi.
 La famiglia Coronel-Arana frequentava molto i francescani di San Giuliano; così si chiamava l'antico convento francescano, situato alla periferia della città. La madre aveva lì il suo confessore e andava ogni giorno alla Messa nella chiesa del convento. Così non passava giorno senza che frati francescani visitassero la famiglia.
La Venerabile confessa che, nella sua prima infanzia, sembrava molto timida e incapace e, allo scopo di stimolarla, sua madre la trattava con durezza. «In verità posso dire che nella mia vita li vidi (i genitori) col volto sereno solo dopo che fui religiosa». La spiegazione che suor Maria ci dà di questo suo comportamento nella sua prima infanzia è molto diversa da quello che i suoi buoni genitori potevano comprendere. Ci dice, infatti, che in età che lei non può precisare, che dovette però coincidere con lo spuntare dell'uso di ragione, senza che precedesse informazione esteriore né insegnamento di creature, perché ancora non aveva l'età conveniente, ricevette una conoscenza di Dio, del mondo e della condizione dell'uomo peccatore i cui effetti le sarebbero rimasti per tutta la vita.
Come reazione a quella conoscenza, concepì un timore che mai l'abbandonò: timore di offendere Dio e perdere la grazia. Al cessare dell'insegnamento passivo rimase come sospesa. Si vedeva circondata da pericoli, piena di miserie, non osava parlare con le creature che riteneva tutte superiori a sé. Atterrita da tale conoscenza, si recava in luoghi nascosti. Per tutto questo, i genitori la giudicavano insensata e vana e tenevano con lei l'atteggiamento burbero che abbiamo detto. «Che dobbiamo fare di questa creatura che non è adatta per il mondo né per la religione?».
A tutto questo si aggiunsero diverse infermità, che a tredici anni la condussero alle soglie della morte: «Si scavò la fossa per la mia sepoltura», dice lei. Però sopportava tutte le sofferenze con grande forza d'animo, perché riconosceva di essere figlia di una razza peccatrice, obbligata a soddisfare Dio per i suoi peccati".
Dunque, al principio la trascuravano e non apprezzavano la sua riservatezza e poca grazia, però presto impararono a rispettarla; dopo imparò a leggere con prontezza, ed era obbediente.
Quando compì dodici anni, cominciò a parlare di farsi religiosa. La prima idea fu di prendere l'abito tra le carmelitane scalze di Tarazona; i suoi genitori se ne stavano già interessando, quando sopraggiunse una circostanza totalmente imprevista, che avrebbe cambiato il corso della sua vita.
La madre della Venerabile, Caterina de Arana, ebbe una rivelazione, confermata dal suo confessore, fr. Giovanni di Torrecilla, secondo la quale avrebbero dovuto trasformare la casa in convento ed entrare in esso, come religiose, la madre con le due figlie, mentre il padre e i due figli sarebbero entrati come religiosi nell'Ordine di san Francesco. In realtà i due figli maschi erano già religiosi in detto Ordine. Prima di questo, Maria si conformò al nuovo piano e decise di non andare a Tarazona. Però l'idea era così strana che incontrò la resistenza del padre e più ancora quella di un fratello di lui, Medel. Anche l'opposizione del vicinato fu, in un primo tempo, generale. Dicevano «che era un'offesa al santo matrimonio»
Così trascorsero tre anni. Tuttavia, a poco a poco si superarono le opposizioni e le difficoltà; il padre cambiò parere e nel 1618, dopo alcuni lavori di adattamento, la casa di Francesco Coronel fu trasformata in convento di monache. Francesco, seguito poi dal fratello Medel, entrò francescano, in qualità di fratello laico, nel convento di Nalda (Soria).
Suor Maria considera il tempo trascorso, prima che il progetto della nuova fondazione si trasformasse in realtà, come un periodo di dispersione. L’entusiasmo per il progetto e i lavori vari la distraevano troppo dalla sua vita spirituale, e arrivò al punto di cedere alla tentazione di vanità.
Il nuovo convento doveva essere dell'Ordine della Immacolata Concezione. Senza dubbio il fervore immacolista, che in Spagna conosceva allora uno dei suoi momenti migliori, fu la causa di questa preferenza. Però tra le Concezioniste c'erano due rami: uno di calzate e l'altro di scalze. Madre e figlia si decisero per l'istituto delle scalze. Ma siccome nell'area della provincia francescana di Burgos, alla quale apparteneva la fondazione di Agreda, non c'erano Concezioniste scalze ma solo calzate, si commise l'anomalia di far venire da Burgos tre monache Concezioniste calzate, in qualità di fondatrici di un convento che doveva appartenere all'altro ramo scalzo. Per questa ragione suor Maria dirà che la fondazione non ebbe buon principio, poiché le fondatrici venute da Burgos dovevano insegnare un modo di vita che esse non avevano professato né praticato.
Quando prese l'abito, insieme alla madre e alla sorella, suor Maria aveva sedici anni. Subito ci furono nuove vocazioni. In questa prima epoca la abbadessa era tra quelle venute da Burgos in qualità di fondatrici.
Una volta vestito l'abito, suor Maria reagisce contro la dissipazione precedente e si dedica tutta alla vita spirituale. Fatta la professione nel 1620, comincia nella sua vita un periodo di infermità, tentazioni e straordinarie fatiche, che sarà seguito peraltro da fenomeni spirituali rilevanti.

di Suor Maria di Gesù

LA VERGINE MARIA negli scritti di Luisa Piccarreta



La Passione di Gesù riempì continuamente l’anima di Maria 

“Figlia mia, alla mia cara Mamma mai sfuggì il pensiero della mia Passione e a forza di ripeterla si riempì tutta, tutta di Me. Così succede all’anima: a forza di ripetere ciò che Io soffrii, viene a riempirsi di Me”. (11°, 24-3-1913) 

NON DIMENTICHIAMOLI



 “...i peccati commessi in vita...”

“Come ben sappiamo, il motivo per cui tante anime soffrono in Purgatorio è per i peccati commessi in vita. La loro sofferenza nasce dalla consapevolezza dell’entità e del numero dei loro peccati”.

O Gesù, mio Signore e Salvatore, con il mio peccato anch’io ho spesso meritato l’Inferno e l’idea di essere dannato per l’eternità mi turba profondamente. Ti amo e ti adoro per la tua infinita Misericordia. Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore di averti ferito e offeso e propongo di migliorare. Concedimi, o mio Dio, il tuo perdono e la tua grazia. Abbi pietà di me ed abbi pietà dei nostri fratelli del Purgatorio.
O Maria, Madre di Dio, dispensatrice di tutte le grazie, Madre dell’eterna pace, vieni in aiuto delle Anime del Purgatorio mediante la tua potente intercessione. Gesù, tuo amatissimo figlio e nostro Signore, conceda loro di partecipare alla sua gloria.
Padre Nostro, Ave Maria, Eterno Riposo

La Nuova Gerusalemme vi aspetta, quindi preparate la vostra anima. Convertitevi e pentitevi delle vostre azioni peccaminose



Maria Madre di Dio

Io, la vostra Mamma ceteleste oggi vorrei dire a te e a tutti i Nostri figli che il tempo, come lo conoscete ora, volge al termine e che solo i puri di cuore, saranno portati nella Nuova eternità, cioè nel Nuovo paradiso che è stato creato da Dio, il Nostro amorevole Padre, per tutti i Suoi figli, per vivere insieme in armonia, amore, sicurezza e felicità.

Là dove i cieli e la terra si fondono per essere uno, la vostra anima può vivere in perfetta felicità e appagamento. Sarete veri figli di Dio, cioè potrete finalmente vivere il vostro amore, che è stato dato a ogni figlio di Dio e starete bene.
Là dove il cielo si fonde con la terra, per voi la vita sarà meravigliosa,, perché la cattiveria e l'odio, il dolore e la sofferenza, non ci saranno più. Pertanto, Miei amati figli, purificate voi stessi e pentitevi dei vostri peccati, preparate la vostra anima prima di questo tempo meraviglioso, perché quando Gesù viene in alto nel Cielo, dovete essere pronti per LUI, e i vostri cuori  puri.
Così sia.


La Nuova Gerusalemme vi aspetta, quindi preparate la vostra anima. Convertitevi e pentitevi delle vostre azioni peccaminose, e poi venite nelle Mie Sante braccia paterne!
Ritornate tutti a Me, al vostro Padre e Creatore celeste!
Vi aspetto con tutto il Mio Amore, la Mia benedizione e Mi rallegro per questo grande momento!
Vi amo. Amo ognuno di voi.
Il Padre vostro che è nei Cieli con Gesù.


"In verità vi dico:
Chi non onora Mio Padre, non sarà degno di entrare nel Mio Regno.
Chi non Mi regala il Suo SI’, non lo potrò portare con Me.
Vi amo. Ognuno di voi. E vi perdono! Ma voi dovete pentirvi.
Il vostro Gesù che vi ama.
Redentore di tutti i figli di Dio".

lunedì 7 ottobre 2019

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



LE PENE DELL'INFERNO

Checché sia di questa questione, diavoli e anime in stato di dannazione soffrono l'assenza di Dio (la cosiddetta pena del danno) e ogni genere di inimmaginabili tormenti sensibili (la cosiddetta pena del senso).

a. L'assenza di Dio

Il più grande tormento dei dannati è il non poter più vedere Dio. Per coloro che vivono sulla terra, immersi come sono nei sensi e distratti da mille cose, il non poter vedere Dio potrebbe ritenersi come qualcosa di insignificante quasi. Finché infatti si vive quasi solo di materia, l'uomo può vivere anche senza Dio, come se egli non esistesse affatto. E purtroppo così vivono milioni di uomini, tutti ingolfati nel lavoro, nei piaceri della terra, nel guadagno di denaro e di beni dalle mille attrattive. Spogliato però del suo corpo e venuto del tutto meno il mondo delle cose passeggere, si avvertirà da tutti il peso di quella irresistibile innata tendenza a Dio che è l'eterno, l'infinito, la pienezza, la vera felicità che soddisfa in tutto.
Nel cuore del dannato c'è questa indistruttibile e fortissima tendenza verso Dio, e allo stesso tempo una spaventosa e irresistibile avversione che lo porta a odiarlo con odio inestinguibile, a bestemmiarlo incessantemente. E come un'onda portata inesorabilmente sulla spiaggia, egli tende e si slancia verso Dio e sempre ne è ricacciato. Quel Dio, mille volte offertosi nell'amore e nell'abbraccio del perdono, e mille volte rifiutato, ora per il dannato è il vero bene dal quale si sente per sempre escluso. La sua infelicità e la sua disperazione stanno soprattutto qui.
Tutto ciò è presentato dal Faber in una splendida pagina, - che riportiamo qui integralmente, scusandoci con i lettori per la sua lunghezza - nella quale si chiede a che cosa si può assomigliare questa pena. "... Vediamo a che somigli, poiché fortunatamente eccede ogni immaginazione a concepirne la tremenda realtà.
Supponiamo che noi potessimo vedere gli ingenti pianeti e le ponderose stelle rotanti la loro orrenda massa con spaventevole e forse con rumorosa velocità, tuonando nei campi del firmamento con furioso moto gigantesco, quale viene debolmente raffigurato da una valanga, e descrivendo con deviazioni che spaventano e con evoluzioni che fanno rabbrividire, le orbite per forza centripeta e centrifuga; noi vedremmo nella nudità delle sue ingenti operazioni la legge divina di gravità.
In pari modo noi scorgeremmo le vere relazioni tra Dio e noi, il vero significato e valore della sua benefica presenza, se potessimo vedere un'anima dannata al momento della sua riprovazione finale e giudiziale, pochi istanti dopo la sua separazione dal corpo, ed in tutto il vigore d' un'anima sciolta dall'ingombro del corpo e nell'orrore d'un penare senza fine.
Nessuna belva feroce nelle selve, nessuna chimera dell'immaginazione pagana potrebbe essere così orribile. Appena tirata l'insuperabile barriera tra essa e Dio, ciò che i teologi chiamano amore radicale della creatura per il Creatore erompe in una vera tempesta di incessanti sforzi. Cerca il suo centro, e non lo trova. Balza verso Dio, ed è di nuovo piombata al basso. Si lancia e batte contro le pareti di granito della sua prigione con tale incredibile forza che il pianeta deve essere ben saldo nel suo equilibrio per non spostarsi all'urto di quella violenza spirituale. Ma la legge di gravità è ancora più forte, ed il pianeta oscilla lievemente nella sua splendida atmosfera. L'anima sciolta dal corpo non può impazzire, altrimenti l'idea di un insuperabile desiderio di Dio, e l'inefficace attrazione della gloriosa Divinità, basterebbero a far dare volta alla ragione.
Percorrendo la sua bruciante gabbia, quello spirito colle sue molte facoltà ed accresciuta intelligenza spende la sua tormentosa immortalità variando, sempre ricominciando e compiendo con monotonia, come belva ingabbiata contro le ferree sbarre, un triplice movimento, non tre movimenti successivi, ma simultanei, un triplice movimento disperato.
Nella sua rabbia vorrebbe raggiungere Dio, ed afferrarlo e detronizzarlo, ucciderlo e distruggerlo. Nella sua agonia vorrebbe soffocare la sua interna sete di Dio, che la inaridisce, la dissecca e la brucia, con tutto il furente orrore d'una sfrenata frenesia. Nelle sue furie vorrebbe spezzare le sue strette catene di rodente fuoco che fissano e rendono immobile il suo amore radicale del Sommo Bene, e la sospingono sempre indietro con urli crudeli, rendendo vana la sua disperata tendenza verso il Centro Increato. Con questi continui e vani tre sforzi passa la sua vita d'interminabili orrori. La veemenza con cui lancia le sue imprecazioni contro Dio è vana; esse ricadono senza salire molto alte, restando molto al di sotto del suo tranquillo e festeggiato trono.
Finalmente le passa innanzi l'immensità di Dio, che per lei è improfittevole e senza consolazione; questa non è una vera immagine, ma solo un'ombra informe, ma pur l'anima conosce che è Dio. Con uno strido che dovrebbe essere udito in tutto il creato si slancia su tale ombra, ed urta, benché puro spirito, contro terrori materiali. Tenta afferrar l'ombra di Dio, ed invece abbraccia scottanti fiamme. Si rialza per altra riscossa contro di lui, ma si vede innanzi dei ceffì satanici. Si slancia presso quell'ombra quanto è lunga la propria catena, ed urta un'atterrita folla di anime maledette e dannate come lei. Così si contorce sempre col sentimento di essere la tormentatrice di se stessa. Così non passa ora del nostro tempo, non istante delle nostre stellate notti, non intervallo nelle vibrazioni delle nostre selve rischiarate dalla luna, non ondulazione d'aure profumate dai nostri giardini, non nota di delizia musicale per noi, senza che quella sciagurata e non commiserevole anima non si senta nuovamente venir meno per l'opprimente sentimento che tutto quanto la circonda è eterno. Tutto questo non è che l'assenza della dolce presenza di Dio nella sua creazione".
S. Agostino, a sua volta, afferma: "L'essere respinto dal regno di Dio, l'essere esiliato dalla città di Dio, l'esser privati della vita di Dio, mancare della grande abbondanza della dolcezza di Dio... è pena così grande che non può essere paragonata a nessuna altra pena che si conosca".
"Allontanatevi da me, maledetti" (Mt 25,41). Questa parola che il Giudice supremo dirà a tutti gli esclusi dal paradiso, pesa già come una montagna sul dannato e per sempre. Una tragedia che le più patetiche situazioni umane - come quella della madre tutta tesa verso la sua creatura che non può vedere; o come quella dell'esule che muore di nostalgia e di rimpianto per la sua terra amata che non vedrà mai più - non ne sono che immagine sbiadita. 

b. La pena del senso

Alla pena del danno è congiunta pure la pena del senso, e cioè quell'insieme di sofferenze che affligge il corpo dell'uomo attraverso i suoi cinque sensi: vista, udito, gusto, odorato e tatto. I dannati, pur spogliati del corpo, le soffrono come se lo avessero. Il Signore - dice Teresa d'Avila - volle farmi sentire in ispirito quelle pene ed afflizioni (= dell'inferno), come se le soffrissi nel corpo.
Perciò i dannati vedono continuamente immagini e spettacoli orrendi, sono frastornati da clamori e urla spaventose, sentono fetori da non dire; come pure sono cruciati da contatti e pressioni e cose del genere per tutto l'essere.
Le pene del senso consistono prima di tutto e soprattutto nel fuoco che brucia e tortura i dannati fin nelle radici stesse del loro essere.
Si obietterà: come può il fuoco torturare l'anima, lo spirito? A parte che Dio può tutto e quindi può fare pure che il fuoco tocchi e tormenti lo spirito; si deve ricordare che il fuoco dell'inferno, pur essendo vero fuoco come insegna la Chiesa, non è della stessa natura del nostro fuoco materiale.
La S. Scrittura parla soprattutto di fuoco ardente e di zolfo, di arsura dilaniante, di pianto spaventevole, di tenebre esteriori, di rimorsi laceranti (per grazie sciupate, per il tempo dedicato a futilità e peccati, per le tante possibilità di bene perdute ecc.: verme che non muore), di odori ributtanti e fetori che emanano come da corpi in putrefazione (geenna). In particolare, Giobbe parla di "luogo tenebroso coperto dalla caligine di morte, di regione di miseria e delle tenebre, dove regna l'ombra di morte, il disordine e l'orrore sempiterno" (Giob 10,21.29).
Perché anche una pena del senso oltre quella del danno?
Perché il peccato, oltre ad essere offesa di Dio, è indebito godimento ed esaltazione folle delle creature.
"Ogni peccato, dice S. Agostino, è aversio a Deo et conversio ad creaturas", e cioè allontanamento da Dio per andare verso le creature. E perciò il peccato va castigato sia per il colpevole allontanamento da Dio e sia per la disordinata preferenza accordata alle creature anziché a Dio.
Lo stesso pensiero, più o meno, in S. Tommaso che scrive: "La pena è proporzionata al peccato. Nel peccato vi sono due aspetti: la separazione dal Bene increato, che è infinito (per questo il peccato è infinito), e l'adesione a un bene effimero, e pertanto il peccato è finito, sia perché un bene effimero è finito, sia anche perché l'adesione stessa è finita, non potendo gli atti delle creature essere infiniti. In quanto il peccato è separazione da Dio, risponde alla pena del danno, che è pure infinita, esso è infatti la perdita di un bene infinito, Dio; in quanto è una disordinata adesione alle creature, risponde alla pena del senso, che è finita". 
***
Padre Antonio Maria Di Monda

Preghiera per coloro che rifiutano la Misericordia



Gesù, Ti esorto a perdonare i peccatori con l’anima così buia  
che rifiutano la luce della Tua Misericordia. 
Perdonali Gesù,  
Ti supplico di redimerli dai peccati che trovano così difficile  
da estrarre da se stessi. 
Ricopri i loro cuori con i Tuoi raggi di Misericordia  
e consenti loro la possibilità di tornare al tuo ovile. 
Amen. 


domenica 6 ottobre 2019

Per comprendere la Parola di Dio, c’è bisogno di un cuore veramente puro.



Maria Madre di Dio

Per comprendere la Parola di Dio, c’è bisogno di un cuore veramente puro. Senza un cuore puro, vi riuscirà sempre difficile, perché è il cuore, il vostro cuore, che vi permette di capire il mistero di Dio.

Chi non è libero dal peccato, cioè chi non si pente dei suoi peccati, non troverà la via verso Dio, perché il suo cuore è impuro e lo ostacola nel trovare Dio. Egli non capirà quanto sia facile la via per la felicità e per la gloria, perché porta il male in sè, perché non si pente.
Figli Miei è importante che apriate i vostri cuori e facciate spazio in voi per Mio Figlio e Dio Padre! Dovete prepararvi, perché solo con un'anima pura potrete accogliere degnamente Mio Figlio, solo con il cuore aperto EGLI sarà  in grado di salvarvi e vi condurrà a casa, dove il male non esiste, dove c’è solo l'amore, che la vostra anima tanto desidera.
Con tutti i peccati, di cui non vi pentite, vi chiudete la strada verso la gloria. Mettete da soli degli ostacoli, apparentemente insormontabili, sulla vostra strada. E ' come se faceste un passo sulla via verso Dio Padre e poi vi buttaste delle pietre, davanti  ai piedi così da rendervi la via sconnessa e inutilmente più difficile. Molti di voi costruiscono davanti a loro un enorme muro in modo da non poter ovviamente fare un altro passo avanti sulla via di ritorno verso il Creatore.
Abbattete i muri! Togliete  di mezzo le pietre! Il modo più facile per farlo è con la confessione, perché lì, Miei amati figli, Mio Figlio vi perdona, attraverso il sacerdote da LUI consacrato, tutti i peccati anche quelli di cui voi forse non vi ricordate già più. Ma devete mostrare rimorso, dovete dispiacervi per il male fatto, e dovete cercare di non commettere di nuovo questi peccati di cui vi siete pentiti e che avete confessato!
Non servirà a nulla confessare i peccati, di cui non vi pentite!
Non servirà a nulla confessare i peccati, se avete già l’intenzione di commetterli di nuovo!
Pentitevi e siate buoni
, Miei tanto amati bambini, e la via nel Regno dei Cieli sarà facile anche per voi!


"In verità vi dico:
Il peccato non sarà perdonato, a  chi non ha alcun rimorso nel suo cuore,.
Chi pecca subito di nuovo, senza almeno volere evitare il peccato, non sarà perdonato.
Chi non chiede perdono e quindi non riceve il perdono, stenterà a trovarMi. Egli starà in piedi di fronte a porte chiuse, perché le porte del Cielo non si apriranno per lui.
Ma a chi si pente delle sue opere peccaminose, sarà concessa l’ingresso, ma prima anche la sua anima deve essere purificata.
Quindi, siate buonoi nella vostra vita terrena, figli Miei, perché altrimenti vi aspetta prima il purgatorio. Esso vi purifica fino a quando sarete liberi e puri.
Ma guai a chi non si pente. Gli verranno aperte le porte del mare di fuoco, e la sua caduta non potrà essere fermata.
Quando ormai stà cadendo anche se si rende conto e vuole pentirsi, perché riconoscerà i propri errori, sarà troppo tardi, e gli toccherà l'agonia eterna. Non c'è più salvezza per lui, perché si è lasciato imbrogliare dal diavolo.
Dichiaratevi per Me, il vostro Gesù, e guadagnatevi la vita nella gloria del Padre Mio.
Io vi amo molto.
Il vostro Gesù che vi ama.
Redentore di tutti i figli di Dio".

LA PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO






sabato 5 ottobre 2019

I VANTAGGI DELLE AVVERSITA'



 1.   E' bene per noi che incontriamo talvolta difficoltà e contrarietà; queste, infatti, richiamano l'uomo a se stesso, nel profondo, fino a che comprenda che quaggiù egli è in esilio e che la sua speranza non va riposta in alcuna cosa di questo mondo. E' bene che talvolta soffriamo contraddizione e che la gente ci giudichi male e ingiustamente, anche se le nostre azioni e le nostre intenzioni sono buone. Tutto ciò suol favorire l'umiltà, e ci preserva dalla vanagloria. Invero, proprio quando la gente attorno a noi ci offende e ci scredita, noi aneliamo con maggior forza al testimone interiore, Iddio.   
2.   Dovremmo piantare noi stessi così saldamente in Dio, da non avere necessità alcuna di andar cercando tanti conforti umani. Quando un uomo di buona volontà soffre tribolazioni e tentazioni, o è afflitto da pensieri malvagi, allora egli sente di aver maggior bisogno di Dio, e di non poter fare nulla di bene senza di lui. E si rattrista e piange e prega, per il male che soffre; gli viene a noia che la vita continui; e spera che sopraggiunga la morte (2 Cor 1,8), così da poter scomparire e dimorare in Cristo (Fil 1,23). Allora egli capisce che nel mondo non può esserci completa serenità e piena pace. 

 L'Imitazione di Cristo

LEGGENDA PERUGINA



( COMPILAZIONE DI ASSISI )

IL FRATELLO TENTATO

Un frate, uomo di viva spiritualità e anziano nell’Ordine, era molto amico di Francesco. Gli avvenne, in un periodo della sua vita, di essere torturato per lunghi giorni da  gravi  e  crudeli  suggestioni  del  diavolo,  così  che  stava  per  inabissarsi  in  una disperazione profonda. Ne era assillato ogni giorno, e più si angosciava perché provava vergogna a confessarsi ogni volta. E si accaniva a punirsi con astinenza, veglie, lacrime e battiture.
Da molti giorni durava questo supplizio, quando, per disposizione divina, Francesco giunse a quel luogo. E mentre il Santo passeggiava non molto discosto dal convento insieme con un fratello e con quel povero tribolato, allontanandosi a un certo punto dal primo, si accostò al tentato e gli disse: «Carissimo fratello, voglio e ordino che non ti angosci a confessare quelle suggestioni e irruzioni del diavolo. Stai tranquillo: non hanno fatto alcun danno alla tua anima. Ogni volta che ne sei assalito, ti suggerisco di recitare sette volte il Padre nostro».
Fu tutto esultante il frate al sentire tali parole, che cioè non era tenuto a confessare le tentazioni, soprattutto perché si vergognava di doverlo fare ogni giorno, cosa che aggravava il suo tormento. Ammirò la santità di Francesco che, per mezzo dello Spirito Santo, aveva conosciuto le sue tentazioni, che lui non aveva confidato a nessuno, fuorché ai sacerdoti; e aveva mutato spesso confessore, per la vergogna di far sapere sempre allo stesso tutta la sua infermità interiore.
E subito che Francesco gli ebbe rivolto la parola, egli si sentì liberato, dentro e fuori, da quella terribile prova, sofferta per lungo tempo. Con l’aiuto di Dio, grazie ai meriti del Santo, egli ritrovò una gran serenità e pace d’anima e di corpo.

Traduzione di VERGILIO GAMBOSO

ORA TI RENDE PARTECIPE DELLA SUA GLORIA



Maria è assunta in cielo. "E' questa la festa del suo destino di pienezza e di beatitudine, della glorificazione della sua anima immacolata e del suo corpo verginale, della sua perfetta configurazione a Cristo risorto" (MC 6).
Tutto ciò che Maria ha ricevuto su questa terra, la sua "pienezza di grazia", si traduce nella gloria del cielo e nell'unione beatificante con il Figlio. Maria è l'unica creatura umana - dopo Gesù Cristo - che è entrata in corpo ed anima nella beatitudine del cielo dopo aver terminato il corso della vita terrena.
San Giovanni Damasceno, che di Maria fu devotissimo, dice: "Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio e che fosse onórata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio".

Non credete ai teologi e alle guide della Chiesa che non sono fedeli alla Parola di Dio, perché non vengono da Dio.



Maria Madre di Dio

Non credete ai teologi e alle guide della Chiesa che non sono fedeli alla Parola di Dio, perché non vengono da Dio. Vogliono catturare la vostra attenzione, avere il controllo su di voi, e vi mentono facendovi  credere che il male sia il bene, ma ciò non sarà mai. Ascoltate solo Dio, il Padre vostro Celeste, il Signore e Creatore di tutto l'essere, e credete a Suo Figlio, perché Egli verrà e adempirà le profezie di Giovanni.

Non lo vedete? Le state già vivendo, ci siete in mezzo. Io, un Santo Angelo del Signore voglio mettervi in guardia contro i bugiardi del vostro tempo. Credete in Gesù e fidatevi sempre di Dio, il vostro Signore. Io annuncio la Sua Parola, se vengo, è perché LUI Mi ha incaricato di farlo.

Un Angelo del Signore.

venerdì 4 ottobre 2019

Alfonso Maria de' Liguori




Tutto il bene consiste nell'amar Iddio. E l'amare Dio consiste nel far la sua volontà.

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Ti unirò al Padre e allo Spirito con la forza del Sangue

Oh, l'incontro con Gesù! Egli gradisce talmente di ritrovare la sua piccola anima nella materia nella quale si opera la misteriosa Transustanziazione, che, avvolgendomi di luce, di sangue e di amore, mi dice:

- Come in questo mistero tu adori la mia unione alla croce, rappresentata da questa sostanza, così io ti ricambio unendoti realmente a Dio, al Mistero della sua Unità. E come il tuo cuore contempla, piangendo e adorando i chiodi spietati che mi hanno straziato le membra, e raccogli con pietà, con desiderio, per riparazione e per impetrazione il Sangue che ne esce, così il mio Cuore, confortato e sollevato, ti unisce prodigiosamente, con vincoli occulti, inconcepibili al Mistero della Trinità. Quante volte tu ripeterai questa unione al mio Mistero, altrettante sarai partecipe dei meriti della mia Passione e altrettante io ti unirò al Padre ed allo Spirito Santo con la forza del mio Sangue. Insegna a tutti questo mio desiderio di manifestare il prezzo, i tesori, i prodigi del mio Sangue. - q. 12

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

DITE SI AL MIO AMORE



Gesù

Quanta nostalgia ho di abbracciare tutti i Miei figli. Ho mandato Mia Madre a cercarli, a chiamarli e a prepararli. Ma sento che sono molto pochi quelli che desiderano amarmi, che desiderano confidare in Me e seguirmi fino a incontrarci nel Regno del Padre Mio.
Questo è un periodo di tempo sacro. Se farete ciò che fece Ninive al tempo di Giona, la Giustizia Divina sarà mitigata.
Non Mi respingete, non parlate per parlare, senza pensare. Io vedo i vostri cuori, cerco cuori capaci di amarmi; ne incontro molto pochi, poiché avete una fede tiepida.
Risvegliate la vostra fede che è il regalo del vostro Dio per voi, camminate sempre verso la santità, poiché presto, il male sarà tolto dalla terra. Allora, il Mio gregge si unirà.
Vigilate e attendete, pregate e lavorate nella Mia Vigna. Imploro tutti i chiamati, perché si uniscano come i primi cristiani: vivendo in umiltà, semplicità e obbedienza: allora, fate unità con lo Spirito Santo e accompagnatemi sulla croce.
Confidate in Me, consolatemi, amatemi... Io verrò a reclamare il Mio Regno.

18 novembre 1994 

Catalina Rivas 

I Dieci Comandamenti



Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta

IL QUINTO COMANDAMENTO: “NON UCCIDERE”. 

“La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione 
creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il 
Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua 
fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di 
distruggere direttamente un essere umano innocente”60. 


Come ci testimonia la Sacra Scrittura, al gravissimo peccato commesso dai Progenitori, si va ad aggiungere, dopo pochi anni, un altro tremendo peccato quello dell’uccisione di un innocente e non da parte di uno sconosciuto ma dello stesso fratello. 
La Bibbia, nel riportarci l’uccisione di Abele da parte del fratello Caino61, ci rivela che fin dagli albori della storia umana, le conseguenze sull'uomo del peccato originale sono terribili. Collera, ira, invidia, cupidigia fanno ormai parte del genere umano. L'uomo non è più amico e fratello del suo simile. Ma ne è diventato il nemico più crudele.  
Dio dichiara la scelleratezza di questo fratricidio: “Che hai fatto? 
La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello”62. 
L'alleanza di Dio e dell'umanità è intessuta di richiami al dono divino della vita umana e alla violenza omicida dell'uomo: 
 
“Del sangue vostro, ossia della vostra vita, io domando conto…  
Chi sparge il sangue dell'uomo, dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio egli ha fatto l'uomo63. 

L'Antico Testamento ha sempre ritenuto il sangue come un segno sacro della vita64. Questo insegnamento è quindi sempre valido in ogni luogo e per ogni tempo. 

a cura del Team Neval

Riflessioni di Giovanna Busolini 
 


Dottrina dei Padri e Dottori della Chiesa relativa allo Spirito Santo



Lo Spirito Santo è il Santificatore delle anime.

San Cipriano afferma che nessuno può essere santo senza il Divino Spirito che lo santifichi, nessuno forte s'Egli non lo avvalora, e nessuno felice s'Egli non lo consola. Da ciò si conchiude che il seme della virtù non può rendersi in noi fecondo di buoni frutti senza il Fuoco dell'Eterno Amore. Però s. Cirillo Alessandrino ha potuto asserire che Cristo è formato in noi dallo Spirito Santo, il quale ci partecipa una specie di forma divina per la santificazione e giustificazione. (Dal Siniscalchi).
Ed ecco come san Bernardo espone l'opera del Paracleto sulle potenze dell'anima umana. Lo Spirito Santo, ei scrive, ammonisce, insegna e muove: ammonisce la memoria, insegna alla ragione, muove la volontà... Nè solamente è necessario essere ammoniti e ammaestrati, ma anche esser mossi e stimolati al bene da questo Spirito che ci porge aiuto nella nostra infermità, e per il quale nei nostri cuori la carità si diffonde, che è il bene della volontà.
E ciò conferma anche san Pier Damiani (Ser. de Sp. S.) dicendo:
Lo Spirito Santo è venuto a perfezionare tutte le potenze dell'uomo, dando lume all'intelletto affinchè conosciamo il bene, impulso alla volontà affinchè lo abbracciamo, e vigore al nostro spirito affinchè lo possiamo eseguire. E però san Bernardo esclama: « Vedi come l'Apostolo San Paolo pone lo Spirito Santo in mezzo alla vir« tù, essendo egli quello che tutto fa, tutto ordina e tutto vivifica, appunto come il cuore nel mezzo al corpo ». - E veramente, continua lo stesso Dottore il molteplice Spirito tanto variamente si effonde nei figli degli uomini e in loro si moltiplica colle divine comunicazioni della sua grazia, sicchè non avvi chi resti privo dei suoi benefici influssi ».

Gli uomini hanno rifiutato l'Amore di Dio e un grande castigo cadrà sulla Terra.




Cari figli, Io sono la vostra Madre e vengo dal Cielo per condurvi a Colui che è il vostro Unico e Vero Salvatore. Dite a tutti che Dio ha fretta e che questo è il Tempo della Grazia. Valorizzate i tesori della fede che il Signore vi ha concesso. Ricevete con gioia tutto ciò che il Signore vi offre. Verrà il giorno in cui molti avranno da pentirsi della vita trascorsa senza la Grazia di Dio, ma sarà tardi. Soffro per quello che viene per voi. Gli uomini hanno rifiutato l'Amore di Dio e un grande castigo cadrà sulla Terra. Ritornate pentiti e cercate la Misericordia di Dio per mezzo del Sacramento della Confessione. Dio vi ama. La Mia Presenza in mezzo a voi è segno dell'Amore del Signore per voi. Siate giusti. La vostra ricompensa verrà dal Signore. Voi siete nel mondo, ma non siete del mondo. Allontanatevi da tutto quello che vi allontana da Dio. Quello che dovete fare, non lasciatelo per il domani. Coraggio. Qualunque cosa accada, rimanete nella verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 3 ottobre 2019

Come farete a stare davanti a LUI, se la vostra anima non è pura?



Quando sarà il momento, vi rivelerò perché siete nati e ciò che Dio, Nostro Padre ha previsto per voi.

Sarete figli felici e con Me nel Mio Regno, starete davvero finalmente bene. Resistete e diffondete la Mia Santa Parola, perché ancora molte anime devono essere salvate.
Il Mio Cuore è pieno di dolore e sofferenza per chi non verrà con Me. Mi duole per le loro anime, perché vedo già ora, il dolore e l'angoscia che essi proveranno.
Vi amo, Miei cari figli, e non vorrei perdere neanche uno di voi, ma dovete dare a Me, il vostro Gesù, e il vostro SI e dichiararvi in Mio favore. Già un singolo SI cambierà la vostra vita. Credete e abbiate fiducia. La Mia parola è Santa.
Amo ognuno di voi.
Il vostro Gesù che vi ama.
Redentore di tutti i figli di Dio.



Figlia Mia. Di ai Nostri figli che il tempo per convertirsi sta per scadere. Devono preparare la loro anima al Mio Santo Figlio, altrimenti non saranno in grado di sopportare la Sua presenza, perché Mio Figlio è  puro amore, come Io stesso lo sono, e quest’amore vi farà piangere, quando EGLI verrà a voi per mostrarvi che cosa dovete cambiare.
Figli Miei. Come farete a stare davanti a LUI, se la vostra anima non è pura? Sarà terribile per molti di voi, se non preparate, lavostra anima e non cambiate la vostra vita. Pentitevi ora, di ciò che avete sbagliato, e rivolgetevi ora a Me. Io, il vostro Santo Padre perdono tutti i peccati, eccetto la bestemmia di cui oggi si rendono colpevoli "celebrità conosciute " nel vostro mondo, quindi non parlate mai contro il Figlio Mio, contro il Mio Spirito Santo, perché chi fa questo, m’imbratta con sporcizia, IO, CHE SONO TUTTO, il Principio e la Fine, il Creatore di tutto l'essere, l'Onnipotente, Padre di tutto e di tutti, perché IO SONO Mio Figlio, IO SONO il Mio Spirito Santo. IO SONO Dio, il solo vero e onnipotente, il Creatore, vostro Padre. IO SONO l'Amore e IO SONO.
Quindi non rendetevi colpevoli di blasfemia, perché questo non deve essere, e siate avvertiti voi "lupi travestiti da agnelli ", perché i vostri giorni sono contati. Ben presto vi renderete conto, ma allora sarà troppo tardo. Non peccate ancora di più e pentitevi delle vostre azioni scellerate. Chi nuoce ai Miei Figli, chi ha peccato contro di loro e non si pente con tutto il suo cuore, vivrà la Mia punizione, come la proveranno tutti quelli, che pensano di vivere la loro vita senza di Me e contro di Me, a scapito di altri, nella fornicazione, nella violenza e senza l'amore nei loro cuori.
Convertitevi quindi, prima che sia troppo tardi, e rallegratevi per il Mio Amore onnipotente che perdona e guarisce ogni ferita che portate nel vostro cuore, ogni ferita, che avete inflitto agli altri.
Tornate da Me dal vostro Padre che vi ama moltissimo, e la Mia gioia sarà grande.
Io vi amo molto.
Il vostro Padre che è nei Cieli.
Creatore di tutti i figli di Dio.