mercoledì 25 dicembre 2019

PREGHIERA A GESÙ BAMBINO



Ricordati, o Santo Bambino Gesù, di quella promessa tanto cara che facesti alla tua tenera discepola, la venerabile Margherita del Santissimo Sacramento, quando le rivolgesti le soavi parole che infondono un balsamo di celeste consolazione nell' animo affranto: «Fa' ricorso al mio Cuore, e ogni volta che vorrai ottenere una grazia, chiedila per i meriti della mia santa infanzia, ed io non te la rifiuterò».
Pieno di fiducia nella tua promessa, eccomi ai tuoi piedi, o divino Bambinello, a esporti le mie necessità. Aiutami a condurre una vita santa, affinché possa giungere un giorno alla Patria celeste; e per i meriti della tua santa infanzia, pèr l' intercessione dell' amabilissima tua Madre e dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele, degnati di concedermi la grazia che imploro.
Te la chiedo con la più viva speranza perché sai quanto ne ho bisogno. O dolce Bambino, non deludere la mia speranza! Mi affido alla tenerezza ed alla misericordia del tuo Cuore divino, sicuro che ascolterai la mia preghiera. Così sia.
3 Gloria al Padre

Oggi un Bambino è nato ed il Suo Nome è Consigliere Ammirabile, Dio Potente, Padre Per Sempre, Principe della Pace;





Prega per quelli che si ritengono dottori della Legge, che il loro spirito diventi umile e povero; prega che tutte le nazioni raggiungano la Mia Luce e che sia strappata la vendetta che rode il loro cuore, affinché Io possa avvolgere il loro cuore nella Mia Pace; prega che l’est faccia la pace con l’ovest ed il nord con il sud; prega che l’eccessivo orgoglio e l’alterigia che si sono impadroniti di alcuni Miei pastori, siano sostituiti dall’umiltà; prega perché capiscano che cosa ho voluto dire con: “Colui che vorrà diventare grande tra voi, deve essere vostro servo; e colui che vorrà essere il primo tra voi, deve essere vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’Uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la Sua vita in riscatto per molti”;


imitate Me, vostro Signore, e vivrete...


martedì 24 dicembre 2019

LA NASCITA DI GESU’ NELLA DIVINA VOLONTA’




(Tratta da: Brani scelti dai Volumi di Luisa Piccarreta)

Come far nascere e crescere Gesù nel nostro cuore

Figlia mia, il miglior modo per farmi nascere nel proprio cuore è vuotarsi di tutto, perché trovando il vuoto possa mettervi tutti i miei beni ed allora posso rimanervi per sempre, se c'è luogo per potervi trasportare tutto ciò che mi appartiene, tutto il mio, in essa.
...... La seconda cosa per farmi nascere e accrescere la mia felicità è che tutto ciò che l'anima contiene, sia interno che esterno, tutto dev'essere fatto per Me, tutto deve servire per onorarmi, per seguire i miei ordini.
Se anche una sola cosa, un pensiero, una parola, non fosse per Me, Io mi sentirei infelice perché dovendo far da padrone, mi renderebbero schiavo, posso Io tollerare tutto questo?
La terza è amore eroico, amore ingrandito, amore di sacrificio, questi tre amori faranno crescere in modo meraviglioso la mia felicità, perché l'anima si offre ad opere superiori alle sue forze, facendole con la sola mia forza; l'amore ingrandito farà in modo che non solo essa, ma anche gli altri mi amino; e giungerà a sopportare qualunque cosa, anche la stessa morte, per poter trionfare in tutto e potermi dire: «Non ho più niente, tutto è solo amore per Te».
Questo modo non solo mi farà nascere, ma mi farà crescere e mi formerà un bel paradiso nel proprio cuore.              


Madre Teresa di Calcutta



La Parola di Dio diventa carne durante la giornata, nella meditazione, nella Santa Comunione, nella contemplazione, nell'adorazione, nel silenzio. La Parola che è in voi, voi la donate agli altri. ~ indispensabile che la Parola sia viva dentro di voi, che voi capiate la Parola, che voi amiate la Parola, che voi viviate la Parola. 
Non sarete in grado di vivere la Parola se non la sapete donare agli altri. 

Ogni giorno la provvidenza di Dio sorge prima del Sole.



I Santi e la provvidenza

San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) è un santo che credeva in modo speciale nella provvidenza di Dio. La sua vita di carità ed amore per i più poveri ed infermi iniziò il 2 settembre 1827. Una donna francese, Anna Maria Gonnet, arrivò a Torino con suo marito ed i loro cinque figli. Era incinta e molto malata e non la vollero accogliere in nessun ospedale della città, tanto che morì dopo poche ore. Don Giuseppe Cottolengo era accorso a darle l’unzione degli infermi, e davanti alla sua salma, ispirato da Dio, sentì la necessità di creare ospedali per curare quei malati che nessuno voleva. Così inizia la sua opera sociale, basata sulla divina provvidenza. All’inizio fu solo una piccola casa, che dovette chiudere per ordine del governo, ma dopo ne iniziò una nuova nei sobborghi di Torino: La piccola casa della divina provvidenza. Attualmente, vi sono cento case come questa, piccoli cottolenghi in Italia, Stati Uniti, India e Africa. 
Per curare i suoi malati fondò una congregazione di religiosi ed una di religiose. Aprì inoltre vari conventi di vita contemplativa. Durante la sua vita, curava centinaia di malati, ai quali dava da mangiare gratuitamente con l’aiuto di benefattori, che per lui erano la mano della divina provvidenza. Senza dubbio, a volte, la provvidenza lo faceva attendere ed in alcune occasioni lo denunciarono per non aver pagato. Ma, di fatto, tutti i suoi creditori furono pagati e con lui tutti fecero dei buoni affari. Si può dire, veramente, che tutte le sue opere sociali le fece a credito e in nome della divina provvidenza. 
Una volta, i debiti ammontavano a 100.000 lire; allora un operaio guadagnava una lira e mezza al giorno ed un medico guadagnava da mille a duemila lire in tutto l’anno. In quel tempo, davano da mangiare e curavano gratuitamente 900 malati tutti i giorni. Alcuni creditori lo denunciarono al vescovo e alla giustizia. Ma in meno di due mesi pagò il debito. Il re gli inviò 5.000 lire, il canonico Valletti lasciò 36.000 lire in eredità ed il senatore Giuseppe Roberi gli diede una proprietà di 40.000 lire. Essi furono, in questa occasione, gli strumenti della provvidenza per pagare i debiti. 
Al momento della sua morte, tutti i debiti che aveva furono pagati con l’eredità del canonico Anglesio, che succedette al santo nella conduzione dell’opera sociale. 
Di san Giuseppe Cottolengo era facile sentir dire che aveva più fede in Dio e nella sua provvidenza che tutti gli abitanti di Torino messi insieme. Egli diceva ai suoi collaboratori: “Se conserviamo il pane ed il denaro per domani, per il mese prossimo o per l’anno che verrà, offendiamo la divina provvidenza, poiché questa è la stessa oggi, domani e sempre”. Diceva anche: “Il Signore pensa a noi più di quanto noi pensiamo a lui e fa le cose infinitamente meglio di quello che noi possiamo pensare. La sua provvidenza fa sempre tutto bene”. 
Nominò la Vergine, Signora e Patrona della “Piccola casa della divina provvidenza”.

Maria Corredentrice negli scritti di Luisa Piccarreta



 La Redenzione si deve alla ferma fedeltà della Vergine Regina: “Figlia mia, la Redenzione si deve alla fedeltà della Vergine Regina. Oh, se non avessi trovato questa eccelsa creatura che nulla mi negò, né mai si tirò indietro a qualunque sacrificio…! La sua fermezza nel chiedere la Redenzione senza mai esitare, la sua fedeltà senza mai stancarsi, il suo amore ardente e forte senza mai fermarsi, sempre al suo posto, tutta del suo Creatore, senza mai spostarsi per qualunque cosa o incidente che potesse vedere da parte di Dio e da parte delle creature, formò tali vincoli tra il Cielo e la terra, acquistò tale ascendenza, tale dominio presso il suo Creatore, che si rese degna di far scendere il Verbo Divino sulla terra. Ad una fedeltà mai interrotta e alla stessa nostra Volontà Divina, che aveva il suo regno nel suo vergine Cuore, non bastò la [nostra]forza per rifiutarci. 
La sua fedeltà fu la dolce catena che mi avvinse e mi rapì dal Cielo in terra. Ecco perché ciò che le creature non ottennero in tanti secoli, lo ottennero per mezzo della Sovrana Regina. Ah, sì, fu Lei sola la degna che meritò che il Verbo Divino scendesse dal Cielo in terra e che [questa] ricevesse il gran bene della Redenzione, in modo che, se vogliono, tutti possono ricevere il bene di essere redenti.”  (Vol. 28°, 7-10-1930) 

Pablo  Martín  Sanguiao 

INVOCAZIONE AL PADRE



Padre, liberaci dal male, cioè dal maligno, la persona e la potenza che 
è tutto male.  

Il maligno è stato sconfitto dal tuo Figlio Gesù, crocifisso e risorto, e 
dalla sua Madre, la Vergine Maria, la Nuova Eva, l'Immacolata.  

Ora si avventa contro la sua Chiesa e contro tutta l'umanità, perché non 
giunga alla salvezza.  

Anche noi siamo sotto la sua pressione, siamo in tempo di lotta.  

Liberaci da ogni sua presenza e influenza. Fa' che non cadiamo sotto la sua schiavitù. 

Padre, liberaci dal male.  

Padre, liberaci da tutti i mali che ci fa il maligno. Liberaci dal vero grande male delle 
nostre anime, il peccato, al quale ci tenta in tutti i modi.  

Liberaci dalle malattie del corpo e della psiche, che egli causa o sfrutta per farci 
dubitare del tuo amore e farci perdere la fede.  

Liberaci dai malefici che ci fanno i maghi, i fattucchieri, i seguaci di satana.  

Padre, liberaci dal male.  

Padre, libera le nostre famiglie dai mali che provengono dal maligno: divisioni tra 
sposi, tra genitori e figli, tra fratelli, danni sul lavoro e la professione, corruzione 
morale e perdita della fede.  

Libera le nostre case da ogni insidia, da ogni infestazione, da ogni presenza del 
diavolo, a volte sensibile con rumori e disturbi.  

Padre, liberaci dal male.  

LA VITA DI SAN BENEDETTO



Il fratello del monaco Valentiniano

Ho fatto più sopra il nome di Valentiniano. Questo monaco aveva un fratello che viveva nel mondo ma era tanto timorato di Dio. Ogni anno partiva digiuno da casa sua e si recava a piedi al monastero per ricevere la benedizione del santo e allo stesso tempo fare una visitina al fratello.

Un giorno mentre era appunto in viaggio verso il monastero, gli si accompagnò un viandante che portava qualcosa con sé da mangiare strada facendo.

Ad ora abbastanza avanzata lo sconosciuto gli rivolse l'invito: "Senti, fratello, vogliamo prendere un boccone? Altrimenti le forze ci verranno meno per via". Ma egli rispose: "Mi dispiace proprio, fratello, ma non posso; ho preso l'abitudine di presentarmi sempre digiuno al venerabile Padre Benedetto".A questa risposta il compagno per il momento non osò insistere: ma fatto un altro pezzetto di strada di nuovo ripete l'invito. L'altro tenne duro perché a qualunque costo voleva arrivare digiuno al monastero. Anche questa volta il primo la smise di insistere e si adattò a seguitare digiuno anche lui ancor per un poco.

Ma la via era sempre più lunga, l'ora già tarda e camminando si sentivano veramente stanchi. Ad una curva della strada si offri ai loro occhi un bel prato e una  fontanella  d'acqua,  proprio  quello  che  ci  voleva  di  meglio  per  riposare finalmente le membra. E compagno esclamò: "Oh, guarda, guarda; qui c'è acqua, c'è un bel prato: è proprio il posto ideale per mangiar qualche cosa e riposarci un pochino. Dopo, ristorati, potremo riprender cammino". -

Quelle parole erano proprio lusinga all'orecchio, come il luogo lo era per gli occhi: si lasciò quindi persuadere da questo terzo invito e acconsenti a mangiare.

Verso sera giunse al monastero.

Presentatosi al venerabile Padre, lo pregò che gli desse la benedizione. Ma il santo senza indugi lo rimproverò di quel che aveva fatto durante il viaggio. Gli disse: "Come mai, fratello? Ti sei fatto vincere dal maligno nemico, che ti parlava per bocca del tuo compagno di viaggio! Al primo tentativo non c'è riuscito, al secondo nemmeno, al terzo ti ha superato e, purtroppo, ti ha piegato a quello che voleva lui!".

Il pio uomo riconobbe allora la sua colpevole debolezza e gettandosi ai piedi del santo, prese a piangere vergognoso e confuso, soprattutto perché aveva capito che, anche lontano, aveva commesso questa colpa sotto gli occhi del Padre Benedetto.

Pietro: ancora una volta, in questo fatto di trovarsi presente ad un discepolo  assente, io vedo nell'uomo di Dio lo stesso spirito del Profeta Eliseo.

Gregorio: è bene, Pietro, che tu per adesso non m'interrompa, perché tu possa conoscere prodigi ancor più rilevanti.

tratto dal Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno

Preghiera di San Francesco Saverio per la conversione degli infedeli



ETERNO Iddio, Creatore di Tutte le cose, ricordatevi che Voi solo creaste le anime degli infedeli e le faceste ad immagine e similitudine vostra. Mirate, o Signore, come si riempie di quelle l’inferno e ricordatevi che il vostro Figliuolo Gesù¹ Cristo sparse tutto il Suo Sangue e tanto patì per esse. 
Non permettete che il vostro Figliolo e Signor nostro sia più¹ lungamente sprezzato dagli infedeli e dai peccatori, ma, anzi placato dalle orazioni della Chiesa, che del benedetto vostro Figliuolo è la carissima Sposa, movetevi a pietà  di loro, e, dimenticando la loro idolatria, infedeltà  e malizia, fate che amino anch’essi di tutto cuore il comun Redentore Gesù¹ Cristo, che è la nostra vita e la nostra resurrezione, l’autore e il conservatore della nostra liberta e di ogni nostro bene a cui sia gloria e benedizione per tutti i secoli dei secoli. cosi sia. 


Geremia



Ostinazione nel male

4Il Signore mi mandò a dire al suo popolo: 'Quando uno cade, forse non si rialza? Se uno perde la strada, non torna forse indietro? 5Perché invece il mio popolo si è allontanato da me e non torna indietro? Sono ostinatamente malvagi e non vogliono tornare a me. 6Ho ascoltato attentamente, ma non dicono la verità. Nessuno rinunzia a commettere il male, nessuno riconosce di avere sbagliato. Ognuno tira dritto per la sua strada come un cavallo lanciato in battaglia. 7Anche la cicogna nel cielo sa quando è tempo di migrare; la tortora, la rondine e la gru sanno quando è tempo di tornare. Invece il mio popolo non sa riconoscere l'ordine stabilito dal Signore. 8Come potete credervi saggi soltanto perché avete la legge del Signore, dal momento che gli stessi vostri maestri l'hanno completamente falsata? 9I sapienti saranno coperti di vergogna, saranno confusi e fatti prigionieri. Essi hanno disprezzato la parola del Signore: quale sapienza possono avere? 10Perciò darò le loro mogli ad altri e i loro campi ai conquistatori perché tutti, poveri e ricchi, cercano solo di far denaro. Profeti e sacerdoti sono una massa di imbroglioni. 11Curano le piaghe del mio popolo come se si trattasse di un semplice graffio. 'Va tutto bene', dicono, e invece non va bene niente. 12Dovrebbero vergognarsi per queste malvagità disgustose, ma non si vergognano affatto, non arrossiscono. Perciò cadranno come sono caduti altri; quando io li punirò, saranno abbattuti. Io, il Signore, ho stabilito così'.

La concretezza della Parola di Dio



L’adulterio 

Esodo - cap. 20 
[14]Non commettere adulterio.  

Levitico - cap. 20 
[10]Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l'adultero e l'adùltera dovranno esser messi a morte.  

Deuteronomio - cap. 5 
[18]Non commettere adulterio.  

Sapienza - cap. 14 
[24]non conservano più pure né vita né nozze e uno uccide l'altro a tradimento o l'affligge con l'adulterio.  

Sapienza - cap. 14 
[26]confusione dei buoni, ingratitudine per i favori, corruzione di anime, perversione sessuale, disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza.  

Siracide - cap. 23 
[23]Prima di tutto ha disobbedito alle leggi dell'Altissimo, in secondo luogo ha commesso un torto verso il marito, in terzo luogo si è macchiata di adulterio e ha introdotto in casa figli di un estraneo.  

Geremia - cap. 5 
[7] Perché ti dovrei perdonare? I tuoi figli mi hanno abbandonato, hanno giurato per chi non è Dio. Io li ho saziati ed essi hanno commesso adulterio, si affollano nelle case di prostituzione.  

Geremia - cap. 7 
[9]rubare, uccidere, commettere adulterio, giurare il falso, bruciare incenso a Baal, seguire altri dei che non conoscevate.  

Geremia - cap. 29 
[23] Poiché essi hanno operato cose nefande in Gerusalemme, hanno commesso adulterio con le mogli del prossimo, hanno proferito in mio nome parole senza che io avessi dato loro alcun ordine. 
Io stesso lo so bene e ne sono testimone. Oracolo del Signore>>.  

Osea - cap. 4 
[2]Si giura, si mentisce, si uccide, si ruba, si commette adulterio, si fa strage e si versa sangue su sangue.  

Osea - cap. 4 
[13]Sulla cima dei monti fanno sacrifici e sui colli bruciano incensi sotto la quercia, i pioppi e i terebinti, perché buona è la loro ombra. Perciò si prostituiscono le vostre figlie e le vostre nuore commettono adulterio.  

Vangelo secondo Matteo - cap. 5 
[27]Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;  
[28]ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.  

Vangelo secondo Matteo - cap. 5 
[32]ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.  

Vangelo secondo Matteo - cap. 19 
[18] Gesù rispose: <falso,  Vangelo secondo Marco - cap. 10 
[19]Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre>>.  

Vangelo secondo Luca - cap. 18 
[20]Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre>>.  

Lettera ai Romani - cap. 13 
[9]Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.  

Lettera di Giacomo - cap. 2 
[11]infatti colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere. 

Apocalisse - cap. 2 
[22]Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato.  
 
Le numerose frasi bibliche che ho appositamente riportato dimostrano in modo inequivocabile che l’adulterio costituisce eternamente un grave peccato agli occhi di Dio il quale, non dobbiamo dimenticarlo, sarà il supremo e giusto giudice nei confronti di ogni uomo. Ciascuno di noi, infatti, verrà giudicato in base all’eterna Parola di Dio e non secondo la sociologia umana. Una strategia diabolica tende, grazie a certe teorie propagate da molti mass media, a convincere invece il genere umano riguardo alla leggerezza o addirittura al diritto, pur essendo sposati, a cambiare partner. Tale opera di convinzione a volte viene diffusa con argomentazioni, espresse con risonanza, da alcuni cosiddetti "esperti" ed altre volte in maniera più larvata (es. telenovela, gossip, film, pubblicità ecc.). Un esempio conosciuto da tutti può essere considerato il caso Clinton-Lewinski. Per settimane, noiosamente, molti mass media ci hanno relazionato sulle prodezze del presidente USA, ma quasi nessuno (neanche in campo cattolico) ha stigmatizzato come adultero il comportamento di Clinton. Di conseguenza è "sottilmente" penetrato in ogni casa il concetto che quanto commesso da Clinton  con la sua segretaria "erano affari suoi". Il medesimo discorso vale per  altri personaggi politici più o meno noti le cui gesta extraconiugali appaiono su vari mass media. Secondo invece la morale divina universale il comportamento adulterino di tali personaggi è da stigmatizzare in quanto violativo dell’eterna Parola di Dio. 
Ma perché il peccato d’adulterio, in mancanza di richiesta di perdono del medesimo, è così grave da comportare l’inferno? (Mt. 19,17 seg. - 1 Cor. 6,10) 
La risposta, a mio parere, è assai semplice: è un peccato contro il prossimo! (Lv. 20,10-Sap. 14,24-Sir. 23,23-Ger. 29,23-Rm 13,9) 
Tale comportamento provoca infatti odi, rancori, dissidi, violenze verbali e fisiche, sfiducia, depressione e lacerazioni all’interno della coppia in cui si verifica. E tale atmosfera ovviamente si ripercuote sui figli che ne subiscono indirettamente le conseguenze con gravi problemi, da parte degli stessi, di adattamento sociale e di corretta percezione di un rapporto di coppia. Le separazioni poi attivano un processo di cambio partner, con ulteriori conseguenze etiche e sociali-familiari, a loro volta foriere di ulteriori peccati. 
Ecco perché il diavolo "cura" particolarmente la disobbedienza al sesto comandamento di Dio che il Signore ha stabilito per il bene di ciascuno "Tuttavia, per il pericolo dell'incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito" (1 Cor. 7,2) - "Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne" (Gen. 2,24).  
Commettere adulterio è come gettare un sasso in uno stagno: provoca reazioni peccaminose a catena. 

LA NASCITA DI GESU’ NELLA DIVINA VOLONTA’




(Tratta da: Brani scelti dai Volumi di Luisa Piccarreta)


25 dicembre 1921 - Vol. 13

Il gelo dell’ingratitudine che trovò Gesù nel nascere.

Il mio dolce Gesù si è fatto vedere da Bambinello, tutto intirizzito dal freddo, e gettandosi nelle mie braccia mi ha detto: “Che freddo, che freddo! Riscaldami, per pietà, non Mi lasciare più gelare!” Io me L’ho stretto al cuore, dicendoGli: “ Nel mio cuore posseggo il Tuo Volere, sicché il calore di Esso è più che sufficiente per riscaldarTi ”. E Gesù, tutto contento, mi ha detto: “ Figlia mia, il Mio Volere contiene tutto, e chi Lo possiede può darMi tutto. La Mia Volontà fu tutto per Me: Mi concepì, Mi formò, Mi fece crescere e Mi fece nascere. Se la Mia Mamma contribuì col darmi il Sangue, lo potette fare perché era la Mia Volontà assorbita in Lei che lo conteneva. Se non avesse avuto il Mio Volere, non avrebbe potuto contribuire a formare la Mia Umanità, sicché la Mia Volontà diretta e quella assorbita nella Mia Mamma Mi diedero la Vita. L’umano non aveva potere su di Me per darMi nulla, ma solo il Volere Divino col suo alito Mi alimentò e Mi diede alla luce.
Ma credi tu che fu il freddo dell’aria che Mi gelò? Ah, no! Fu il freddo dei cuori che M’intirizzì, e l’ingratitudine, che al primo uscire alla luce mi fece piangere amaramente. La Mia diletta Madre Mi quietò il pianto, sebbene pianse anch’Essa. Le nostre lacrime si mescolarono insieme, e dandoCi i primi baci Ci sfogammo in amore. Ma la nostra vita doveva essere il dolore ed il pianto, e Mi feci mettere nella mangiatoia per ritornare al pianto, chiamando i miei figli con i miei singhiozzi e con le mie lacrime. Volevo intenerirli con le mie lacrime e coi miei gemiti, per farMi ascoltare …”


CONSACRAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA



Gesù, Maria, Giuseppe, che avete composto la più casta, la più perfetta, la più Santa Famiglia che ci sia mai stata, per essere il modello di tutte le altre, io (nome) alla presenza della Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo e di tutti i Santi e Sante del Paradiso, oggi scelgo voi e i santi Angeli per miei protettori, patroni e avvocati e mi dono e consacro interamente a voi, facendo un fermo proposito e una forte risoluzione di non abbandonarvi mai né di permettere che sia detta o fatta alcuna cosa contro il vostro onore, per quanto è in mio potere. Vi supplico dunque di ricevermi per vostro servitore, o servo perpetuo; assistetemi in tutte le mie azioni e non abbandonatemi nell'ora della morte. Amen.

lunedì 23 dicembre 2019

Vivete la festa di Natale nell’amore nella gioia e lasciate che accenda in voi una nuova speranza!



Figlia Mia. La tendenza dei tempi è sempre più triste perchè sempre più dei Nostri figli, si allontanano da Noi. Indulgono nei piaceri terreni e non si accorgono come il diavolo li allontana, con questi astuti trucchi, sempre di più da Noi.

Il diavolo è furbo e dovete costantemente stare all’erta. Molte, molte anime sono già state ammaliate e queste anime soccomberanno con lui, se nessuno prega per loro.

La vostra preghiera è IMPORTANTISSIMA! Se solo sapeste, quanto è potente ,preghereste giorno e notte per salvare tutte le anime smarrite cui non resta altro che l’oscurità nell’inferno del diavolo e quindi l’agonia, la miseria e la sofferenza eterna.

Figli Miei. La vostra preghiera fatta con amore, e speranza è in grado di “spostare le montagne” ciò vuol dire che ciò che è senza speranza diviene pieno di speranza ciò che è inguaribile diventa improvvisamente curabile, chi è condannato a morire ritorna a vivere, chi è disperso viene ritrovato e così via. La lista è infinita ma voi dovete cominciare A CREDERCI e a impiegare la vostra preghiera come un’arma a favore del bene nel vostro mondo.

 Vivete la festa di Natale nell’amore e nella gioia e lasciate che accenda in voi una nuova speranza. Pregate lo Spirito Santo affinché EGLI entri a far parte della vostra vita e vi metta a conoscenza  dei misteri della nascita di Cristo.

Figli Miei. Vivete questi giorni nel raccoglimento e lasciate perdere il consumismo e l’allegria di questo mondo dell’apparenza, poichè sono i cuori tristi che cercano la loro gioia nell’esteriorità perché non hanno trovato la via per Mio Figlio.

In profondo amore e comunione.

La vostra Mamma Celeste.

Mamma di tutti figli di Dio. Amen.


Visione: Dio Padre e Gesù guardano tristamente il fraustuono natalizio. Mi mostrano il vuoto nel cuore di molte persone. La loro gioia è appariscente ma il loro cuore è vuoto. Essi mi mostrano anche l’esuberante sfrenatezza creata dall’alcool e quanto siano vuote queste persone una volta che rientrano a casa.

Figlia Mia. Pregate per queste persone che vivono accanto alla Verità senza conoscerla. Pregate che essi trovino la via per Mio Figlio in modo che i loro cuori si sentano realmente  realizzati . Amen.

Preghiera 

Caro Dio, manda il tuo Spirito Santo ai cuori di tutti i Tuoi figli in modo che EGLI li illumini e che il calore, la protezione e l’amore divino riempiano anche il loro cuori.
Fa che deventino consapevoli dell’esistenza di Gesù in modo che anche nei loro cuori insorga la gioia divina.

Amen.

Questa preghiera,  Miei amati figli, è un meraviglioso regalo di Natale per tutti quelli che non hanno ancora trovato la via per Mio Figlio.

Pregate questa preghiera per loro. Amen.

Un regalo più bello non esiste. Amen.

Don Bosco




Iddio dà molte benedizioni a chi si occupa a pro dei fanciulli ed è grande consolazione il salvarsi in compagnia di altri salvati da noi, mentre è poltroneria volersi salvare da soli. V,909. 

La battaglia continua



VATICANO II: 
UNA VERA RIVOLUZIONE

Certo, non posso fare, qui, che uno schema sommario su questa avvenuta “scristianizzazione” nel mondo cattolico.
Basta il “buon senso”per convincersene. Pensate anche solo alla già avvenuta liberalizzazione del divorzio, all’aborto, all’eutanasia, al liberalismo, al socialismo, al comunismo, alla droga, alla pornografia, al modernismo, al progressismo… per persuadersi che stiamo vivendo una vera “RIVOLUZIONE SATANICA”!.. un abbruttimento del mondo intero!
E questa “scristianizzazione” non è il frutto di “ragioni storiche”, di forze cieche, ma è il frutto di un lento, preparato e voluto lavorio di disgregazione spirituale, uscito da un umanesimo paganeggiante, dal “libero esame” luterano, dal filosofismo fumoso del XVIII secolo, dall’idealismo e dal positivismo del XIX secolo (Pio XII, 20.04.1941). E, in sintesi, le «tenebre spirituali d’oggi sono il frutto dell’umanesimo, del protestantesimo, del liberalismo e del materialismo» (Pio XII).

sac. Luigi Villa

MADONNA DE LA SALETTE


Preghiera Portare il cielo alla terra




Che cosa è la preghiera



Una semplice definizione 

Consideriamo una definizione molto semplificata di 
preghiera. 

La preghiera è il mettere una situazione davanti al 
Signore, ascoltare la Sua risposta, e parlare della volontà 
di Dio davanti alla situazione. Pregare è portare il cielo 
alla terra. 


Ci saranno gravi conflitti nella Casa di Dio. Molte verità saranno rigettate e molti abbracceranno falsi insegnamenti. Molti fervorosi nella fede si ritireranno per paura delle persecuzioni.




Cari figli, Io vi amo come siete e vengo dal Cielo per chiamarvi alla conversione sincera. Ritornate, pentiti, a Colui che è il vostro tutto. La strada della santità è piena di ostacoli, ma voi non siete soli. Il Mio Gesù cammina con voi. Voi siete nel mondo, ma non siete del mondo. Non siate schiavi del demonio. Siete liberi per essere del Signore. Non vi allontanate dal cammino che vi ho indicato. Quando vi sentite stanchi, cercate forze nella preghiera e nell'Eucaristia. Camminate per un futuro doloroso. Ci saranno gravi conflitti nella Casa di Dio. Molte verità saranno rigettate e molti abbracceranno falsi insegnamenti. Molti fervorosi nella fede si ritireranno per paura delle persecuzioni. Non vi dimenticate: non c'è vittoria senza croce. Conosco ciascuno di voi per nome e pregherò il Mio Gesù per voi. Siate docili. DateMi le vostre mani e Io vi condurrò per il cammino del bene e della santità. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.