mercoledì 15 gennaio 2020

I NOSTRI MORTI



Come vederli
Come aiutarli
Come ci aiutano


I vari aspetti della morte 

La parola di Dio ci prospetta altri «tipi» di morte, oltre quella fisica: la morte dello spirito, dovuta al peccato. Del figlio, tornato alla casa paterna, il padre disse: Facciamo festa perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita (Lc. 15,25). Si tratta di una morte analoga a quella fisica in quanto il peccato distrugge la grazia divina nell'anima e rende vana la redenzione. Questa morte è chiamata da san Giovanni la seconda morte (Ap. 20,14). 
           Nella pedagogia di Gesù entra una seconda prospettiva della morte, cioè il morire a se stessi mediante l'accettazione, in chiave redentiva, della molteplice sofferenza umana che trasforma questa terra in una valle di lacrime. La parola di Gesù è chiara: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua (Lc. 9,23). Il primo Adamo, quello terrestre, con il peccato assoggettò l'uomo alla morte e ai dolori che la preparano; il secondo Adamo, quello celeste, Gesù Cristo, si sottomise volontariamente ai dolori e alla morte redentrice per la salvezza dell'uomo. Con la sua morte espiò i peccati e con la sua risurrezione distrusse la morte per divenire il Signore dei morti e dei vivi (Rm. 14,9). In questo dualismo «peccato-morte» e «croce-vita» si svolge il dramma quotidiano della vita cristiana. Spetta al credente decidere di se stesso. Ecco: accettare il nuovo Adamo con la sua croce, caparra di vita, significa accettare la vita come frutto della morte di croce, secondo le parole chiare, trasparenti e senza alternative di Gesù: Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna (Gv. 12,25). Al contrario, chi non vuole accettare il nuovo Adamo, Gesù Cristo e la sua croce, caparra di vita, si dispone alla seconda morte, quella «totale e definitiva». 
          La fede e soprattutto l'ascetica cristiana presentano il battesimo come «un morire con Cristo». È una realtà meravigliosa! Infatti i battezzati formano un solo «corpo» con Cristo, una nuova stirpe: la stirpe dei redenti! L'uomo è liberato dal peccato e dalle potenze del male mediante la vita battesimale vissuta in Cristo Gesù. L'apostolo Paolo, riferendo a se stesso questa rinascita, scrive: Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me. Questa vita che io vivo nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me (Gal. 2,20). Non bisogna però illudersi! La fede e la vita cristiana non sono formule magiche. Tutto dipende da quella scelta fondamentale che il cristiano deve fare per Cristo. Ecco allora la dimensione teologica della vita del battezzato: Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste due cose si oppongono a vicenda (Gal. 5,16-17). E con più forza, scrivendo ai Romani: Noi siamo debitori, ma non verso la carne, per vivere secondo la carne; poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece, con l'aiuto dello Spirito, voi fate morire le opere del corpo, vivrete (Rm. 8,12-13). 

Del Padre francescano Pasquale Lorenzin

I doni profusi dallo Spirito Santo su PADRE PIO




 




G. C.

Cammino di perfezione



Non pensate, sorelle e amiche mie, che siano molte le cose che vi raccomanderò.  Piaccia, infatti, al Signore che osserviamo quelle che i nostri santi Padri hanno ordinato  e adempiuto, giacché percorrendo questa strada hanno meritato il nome di santi. Sarebbe  un errore cercarne una diversa per nostra iniziativa o istruiti da altri. Mi limiterò a parlarvi solo di tre cose inerenti alle stesse Costituzioni, essendo molto importante intendere l’obbligo rigoroso di osservarle per avere la pace interna ed esterna, che il Signore ci  ha tanto raccomandato: la prima è l’amore reciproco, la seconda, il distacco da tutte le  creature, la terza, la vera umiltà che, sebbene sia da me nominata per ultima, è la virtù  principale e le abbraccia tutte.

S. Teresa d’Avila

PREGHIERA PER LE FAMIGLIE



O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, ti presentiamo le nostre famiglie.  
Importante è la famiglia per la Chiesa e per il mondo.  
O Madre della Famiglia di Nazaret, tu conosci le difficoltà, i problemi, i pericoli di  tutte le famiglie.  
Tu vedi la crisi che travaglia oggi la famiglia: corruzione, infedeltà, discordie,  divorzio, aborto, egoismo...  
O Madre e Regina, tieni lontano dalle nostre famiglie questi mali.  
Regni sempre nelle nostre case il rispetto e l'amore tra figli e genitori, tra fratelli e  sorelle.  
Regni sempre nelle nostre case l'amore di Dio e vi fiorisca ogni giorno la preghiera.  
O Regina della famiglia, tieni sotto il tuo manto i genitori, gli sposi, i figli, i nonni, e  soprattutto i bambini.  
Per questo, o Madre di Dio e Madre nostra, prega per noi il tuo Gesù.  

MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA 12 GENNAIO 2020



 Amato Popolo Mio:

VI AMO CON AMORE ETERNO.

Miei amati, dedicare tempo umano per calcolare la data del compimento delle Mie Rivelazioni e di quelle della Mia Madre Santissima, è frutto dell’impazienza dell’uomo e non della Fede.

Tutto quanto vi Ho rivelato, quanto Mia Madre vi Ha rivelato, quanto il Mio Amato San Michele Arcangelo vi ha rivelato, TUTTO SI COMPIRÁ.

VI STATE CHIEDENDO QUAL’È LA CONDIZIONE SPIRITUALE
IN CUI VI TROVATE?
DI QUANTI PANNI VECCHI VI SIETE LIBERATI LUNGO IL CAMMINO?
I PANNI VECCHI DELL’EGO UMANO CHE PRIMEGGIA SULLE MIE RICHIESTE, CHE IMPERA SULL’AMARMI COME DOVRESTE FARLO.

Popolo Mio, sono tanti i segni di questo momento e voi siete talmente ciechi, che i lamenti che seguiranno si sentiranno in tutta la Creazione.

Ritornate a Me con urgenza, state vivendo così lontani da Me, annebbiati da quello che non spetta a voi, caricate il vostro vivere quotidiano con una moltitudine di obblighi che non sono vostri e per questo il peso vi opprime.

SIATE CONSAPEVOLI CHE PER AMARMI DOVETE CONOSCERMI ATTRAVERSO LA MIA PAROLA, CON UNA RELAZIONE PERSONALE CON ME, MOMENTO DOPO MOMENTO, RICEVENDOMI NELL’EUCARISTIA, “STARE DA SOLI CON ME” E NELLA PACE E NELL’AMORE PER I VOSTRI SIMILI.

Amato Popolo Mio: avete bisogno di tanta FEDE quanto “un granello di senape” (Cfr. Lc 17,6), così non vi dispererete nell’attesa.

Dovete fortificare lo spirito e in fretta, non rimandate al domani niente di quello che abbia a che vedere con la salvezza dell’anima: il domani Mi appartiene.

Popolo Mio, prestate attenzione: la terra sta continuando a spostarsi dal suo asse. Le acque dei mari invaderanno una grande parte delle coste e nell’acqua succederanno fenomeni inspiegabili. Tutta la terra tremerà sotto un sole implacabile.

I vulcani stanno eruttando e gli uomini non ci fanno caso, cercano di minimizzare quello che sta succedendo e dicono che l’attesa è lunga, mentre dovreste ringraziare Mia Madre che sta intercedendo per l’umanità.

Allo stesso modo in cui la terra trema, viene scossa la Mia Chiesa, nell’accogliere modernismi che non sono la Mia Volontà.

Considerandomi lontano, stanno cercando di annullarmi nella Mia stessa casa, Mi assegneranno un posto lontano ed in seguito negheranno che IO SONO VIVO, PRESENTE E PALPITANTE NELL’EUCARISTIA, NEGANDO LA MIA TRANSUSTANZIAZIONE. Mia Madre, la negheranno ancora di più.

IL MIO POPOLO DEVE ESSERE FORTE, DEVE RESISTERE E
NON DEVE PERDERE LA FEDE.

Come lupi si scaglieranno contro i Miei e li perseguiteranno.

Popolo Mio, siate perseveranti e non dimenticate che “IO SONO CON VOI” (Cfr. Mt 28,20).

POPOLO MIO, NELLE CALAMITÀ, NEGLI ATTACCHI DELLA NATURA, NELLE PERSECUZIONI, NELLE CALUNNIE, NELLE INGIURIE E QUANDO VI ALLONTANERANNO DA ALCUNI LUOGHI, NON DIMENTICATEVI CHE “LA NOSTRA TRINITÀ SACROSANTA È CON VOI E CHE IL MIO POPOLO NON PATIRÀ PER SEMPRE”.

Amato Popolo Mio, le minacce tra le nazioni continueranno, le morti continueranno, gli atti terroristici continueranno, l’uomo accrescerà la sua sete di vendetta e gli uni e gli altri si colpiranno a morte in reiterate occasioni.

POPOLO MIO, I MIEI FIGLI INNOCENTI NON PATIRANNO QUELLO CHE LA MAGGIORANZA PATIRÀ, IO LI PROTEGGERÒ.

Riunitevi in gruppi, che siano familiari, di preghiera, di solide amicizie e preparatevi dei luoghi dove riuscirete a stare uniti nei momenti di forte persecuzione o di guerra. Immagazzinate le cose indispensabili perché vi possiate restare fino a quando i Miei Angeli ve lo faranno sapere.

Questi RIFUGI, saranno protetti dall’invasione.

Ricordatevi che l’unione fa la forza; se uno si debilita nella Fede, l’altro lo risolleverà, se uno si ammala, l’altro fratello lo assisterà, IN UNITÀ.

Attendete con FEDE, di modo che, irrobustita, sia una preparazione per quando vi perseguiteranno.

Amato Popolo Mio, Io ti conduco per mano, SONO TUO PADRE E NON TI LASCERÒ SOLO.

IO SONO COLUI CHE SONO (Cfr. Es 3,14; Gv 8, 58; 4, 26), NON DISPERATE.

LA MIA PACE È IN CIASCUNO DI VOI.

Vi amo, vi benedico, Miei fedeli.

Il vostro Gesù

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Ci troviamo in un momento in cui dobbiamo aumentare la nostra Fede nel SOLO ED UNICO DIO, SIGNORE DEI CIELI E DELLA TERRA.

Da cosa si distinguevano i primi cristiani? Dall’AMORE. 

È quello che stiamo vedendo in questo momento?
Fratelli, questo è il momento in cui, più che in ogni altro, dobbiamo mantenere la pace, la solidarietà, la speranza, la carità e non dobbiamo perdere la Fede.

Come giustamente dice Nostro Signore Gesù Cristo, non rimandiamo a domani, facciamo il bene oggi; non aspettiamo, perché la nostra vita ha un Signore e Lui solo sa quale sarà il nostro ultimo giorno.  

Amen.

I MIEI COLLOQUI CON LE POVERE ANIME



Federico il pecoraio ucciso

11 Giugno 1923. Allo svegliarmi si curvò su di me una lunga figura scura, tutta avvolta nella nebbia; non so dire se uomo o donna, comunque niente di simpatico. Sono molto spaventata. Non si sentono più rumori.
14 Giugno. Il fantasma era di nuovo in camera quando volli andare a dormire. Allora ho recitato a voce alta le mie preghiere della sera, durante le quali esso mi venne molto vicino. Se non avessi le braccia direi che è come un albero del bosco. Si fermó circa venti minuti ma poi ritornó alle quattro.
16 Giugno. Fu una cosa molto penosa. Egli prese a scuotermi per le spalle. E' un momento terribile. Io gli diedi un pugno e dissi: "Non puoi toccarmi!" Dopo di che si tirò indietro in un angolo. Quando gli diedi quel pugno non sentii niente di corporeo, era come un fazzoletto bagnato con acqua calda. Penso che non sarei riuscita a sopportare di frequente un simile spavento.
18 Giugno. Di nuovo quella cosa mostruosa. Voleva prendermi per il collo. Strabuzzai gli occhi. Nella mia angoscia io pregai e presi in mano la mia reliquia della S. Croce. Dopo egli rimase in piedi davanti a me grande e grosso. Alle mie domande non diede alcuna risposta; poi uscì dalla porta che lasciò aperta.
19 Giugno. Ora riesco a capire che è un uomo. Rimase qui assai poco. Ho rivisto ancora anche le donne nella Chiesa, pare siano di un altro secolo.
Non risposero nulla; io ho chiesto loro se forse avevano rubato delle candele.
21 Giugno. Il mostro rimane nella mia stanza più di un'ora, durante la notte continua ad andare in su e in giù. Porta capelli irsuti e neri ed ha occhi che mettono paura e ribrezzo. Vidi anche la donna seduta nel pollaio guardarmi. Essa si fa sempre più amabile, non risponde però. Io me la guardai a lungo dalla casetta delle galline e vidi qualche cosa di strano: venne verso di lei dalla strada un gatto. Questo fece di colpo un salto spaventato in disparte. Come se avesse notato la donna.
Io sono felice, perché almeno il gatto vede come me! (9)
Nota 9). E' un fatto che gli animali dimostrano paura da certi posti dove ci furono apparizioni. E' celebre la sicura e provata apparizione in un cortile della canonica, dove il cane evitava la sommità di una scala, sopra la quale era stata vista più volte una apparizione. Mentre di solito il cane seguiva il suo padrone daperttutto.
Nota del traduttore: In una stalla una mucca giovane guarda con gli occhi atterriti in dietro per traverso, spaventata, poi benché legata alla catena nella mangiatoia con tutti e quattro i piedi mugulando e a rischio di strangolarsi. Viene poi calmata, si butta acqua santa, si riesce a riportorla, alzandola, al suo posto dopo averla slegata con molta difficoltà.
A.F. (TN) dove io fui Parroco per 22 anni i rumori di sera e di notte in canonica erano quasi continui tranne brevi pause. Una sera come tante si era in cucina, io e mia nipote - due gatti dormivano nello scaldapiatti del forno, erano le nove e trenta suppergiú, un rumore di fuori e un salto sulla maniglia fuori sulla porta di cucina, succedeva spesso. Le due bestiole fecero un salto fuori e quasi volavano spaventate miagolando, si aprì la porta e uscirono precipitandosi su nel sottotetto. Fuori non c'era nessuno. Non son fantasie!

22 Giugno. Resta in camera vicino a me dall'una fino alle cinque, fu una cosa pesantissima. Egli si piegò più volte su di me, sedette sul mio letto. Ho perfino pianto per il terrore e l'angoscia, poi per non doverlo più vedere ho recitato la preghiera delle ore. Dopo egli corse di nuovo su giù e incominciò a sospirare paurosamente. Adesso mi si presenta un po' più riconoscibile, però no riesco ancora a capire chi possa essere. lo sono diventata molto paurosa perchè talvolta devo fare uno sforzo per andare nella mia camera. Tuttavia di solito posso addormentarmi bene e dormire bene.
24 Giugno. Egli venne di nuovo, mi ha preso per le spalle. Io dissi: "Ma dimmi che cosa vuoi e poi non venire più da me." Nessuna risposta; prese di nuovo a correre alcune volte per la stanza e poi se ne andò. Ma la pace se ne era andata del tutto.
Alle sei del mattino tornò. Di giorno fa ancora più paura, resiste combatte, appartiene ad una delle più miserevoli categorie di spiriti che vennero sinora. Io dissi: "non disturbarmi, devo prepararmi per la S. Comunione!" Allora mi venne vicinissimo e alzò le mani come pregando. Mi fece tanta compassione, che gli promise tante cose, poi dissi: "Non puoi parlare?" Egli scosse il capo. "Soffri molto?" Egli sospirò spaventosamente. Io lo aspersi con tanta acqua santa. Poi se ne andó.
27 Giugno. Venne di nuovo di notte, mi pare di conoscerlo; mi rompo il capo pensando chi sia. Non è affatto simpatico.
28 Giugno. Vidi nuovamente le due donne in Chiesa.
29 Giugno. Quando andai a dormire era di nuovo in camera. Potrebbe essere Federico, il pecoraio ucciso. Gli chiedo subito ma egli non reagisce. Ho pregato con lui, poi mi fissó così duramente che io ebbi proprio paura. Lo pregai di andarsene ed egli se ne andò davvero.
30 Giugno. Venne per pochissimo tempo, mi hanno svegliato i suoi singhiozzi. Ma il suo viso è così nero, che duro fatica a riconoscere. La statura però, il naso e gli occhi, sono proprio "lui" l'ho visto tante volte quando era in vita.
2 Luglio. E ritornò di nuovo, non aveva più uno sguardo così brutto e cattivo e non si fermò a lungo. Io parlai con lui come il "Federico, il pecoraio" cosa che egli trovò, sembra, molto naturale. 
3 Luglio. Venne pochi minuti. Io gli domandai: "Sei Federico? il pastore pecoraio assassinato?" Egli disse molto chiaro "Si!". 
4 Luglio. Egli venne da me al mattino, mi guardò triste e poi se ne andò di nuovo, ma non mi diede alcuna risposta.
5 Luglio: Ebbi l'impressione che tutto fosse più luminoso in lui. Durante la preghiera egli fece il Segno della Croce.
6 Luglio. Sono contentissima, perché adesso egli può parlare. Io gli chiesi: "Perché vieni sempre da me?" Lui: "Perché tu hai sempre pregato per me" (E' vero perché quel povero uomo mi aveva sempre fatta tanta pena, aveva sempre uno sguardo così strano, fino da bambino). Io: "Che cosa ti ha salvato?" Lui: "Riconoscimento e pentimento." Io: "Allora tu non sei morto subito?" Lui: "No". Io: "Sarai liberato presto?" Lui: "No, a lungo ... ancora". Allora io dissi che poteva venire ancora, se ciò gli faceva bene. Come è strano che una persona mentre da viva era così rozza, una volta separata dal corpo, parli così.  Ora non ho più paura di lui, io vorrei aiutarlo con tutte le mie forze. Quanto è Misericordioso Iddio! 
Nota. Il Parroco Sebastiano Wieser osserva: "Il comportamento di questa apparizione è come un eco della vita terrena. Io ho conosciuto molto bene il pecoraio Federico. "Egli era un montone in Parrocchia. Descriverlo non interesserebbe a nessuno. Qui appare soltanto, perché è giusta l'osservazione: "Come un albero è - era così - e gli si conviene proprio. Poi perché in lui appare e si manifesta veramente la grande misericordia di Dio. In Chiesa appariva raramente. Aveva un figlio solo che già nella scuola si era mostrato falso e bugiardo e diede un sacco di dispiaceri ai suoi superiori.
Se il giovane veniva castigato, il vecchio tirava fuori tutti i registri della ribellione contro maestro e parroco. Io gli dissi prima che un giorno o l'altro egli avrebbe ricevuto le botte da questo unico figlio!" A 17 anni questo figlio grande e grosso, verso mezzanotte, uccise suo Padre e fu condannato a morte." Federico il pecoraio entrò nell'eternità vittima di una tragedia familiare. Nessuno seppe, se era morto sul colpo o se poté ancora tornare in sé. Pare che così effettivamente sia stato. Il parricida lo aveva abbattuto nel fienile e abbandonato al suo destino. Soltanto al mattino fu trovato il povero morto. Ritorniamo ora indietro "al morto con i capelli arruffati e neri e occhi che incutevano terrore", irriconoscibile fino al 27 Giugno. E da allora la sua figura si fa sempre piú chiara e il 6 Luglio egli racconta che non era morto sul colpo che "riconoscimento e pentimento dei suoi peccati" lo hanno salvato dalla dannazione!
Il 12 Luglio dice: "Io ardo," preme il suo dito sulla mano della Principessa e vi lascia sopra una scottatura rossa che io stesso ho visto.

8 Luglio. Egli venne per poco.
9 Luglio. Venne alle sei, mi diede un pugno su una spalla e così mi svegliò. Altrimenti mi sarei riaddormentata. Io: " Ti interessa tanto che io vada a messa?" Lui: "Così tu mi puoi aiutare molto". 
11 Luglio. Solo pochissimo.
12 Luglio. Abbiamo pregato insieme poi: "Che cosa devi soffrire?" Lui: "Io ardo!" Poi mi si avvicinó e prima che mi potesse guardare, egli premette un dito sulla mia mano. Io fui tanto spaventata e mi fece tanto male, che gridai. Ora io ho una macchia rossa, che spero vada via presto. E' una cosa, è una sensazione del tutto insolita ed eccezionale, avere questo segno visibile dell'altro mondo.  
Nota. Ci sono parecchi libri dove si parla di impronte di fuoco lasciate dalle povere anime, Cfr. Libro: "Vivono i morti? di X. famoso il libro di devozione, sul quale una mano si è marcata a fuoco attraverso diversi fogli.
Il dottor Guillet lo ha potuto avere in mano.

EUGENIA VON DER LEYEN

Giurare fedeltà al magistero di Bergoglio?



CONFERME STORICHE

Il contenuto dei messaggi della Madonna e di Gesù, purtroppo, sono ormai storia e sotto gli occhi di tutti.

L’INVASIONE MASSONICA

Fu nel secondo incontro con Padre Pio, nel 1963, che Don Luigi Villa si sentì dire: «Coraggio, coraggio, coraggio perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria» e «La Massoneria è già entrata nelle pantofole del Papa (Paolo VI». E l’incarico ricevuto da Padre Pio era chiaro: «Dedicare tutta la tua vita per combattere l’opera della Massoneria ecclesiastica»! Padre Pio, in quell’incontro, diede a Don Villa il suo obiettivo principale: Paolo VI.
Per avere un’idea dell’invasione della massoneria nella Chiesa, ai tempi di Paolo VI, è sufficiente scorrere la “Lista Pecorelli” dei 121 prelati iscritti alla Massoneria, pubblicata sotto il regno di Papa Luciani, per fermare la candidatura a papa del card. Casaroli, capo di 4 Logge massoniche in Vaticano.
Fu proprio la Massoneria a far eleggere Anti-papa Montini, infatti, nel conclave del 1963, fu eletto Papa il card. Giuseppe Siri, già eletto papa anche nel 1958, quando prese il nome di Gregorio XVII, ma fu fatto dimettere con terribili minacce e sotto l’incubo di continue esplosioni di ordigni nucleari, da parte degli USA e dell’URSS, per tutta la durata del Conclave. Ecco cosa scrisse, sul suo diario, il Presidente del Conclave del 1963, principe Scotersco: «Durante il Conclave, un Cardinale uscì dalla Cappella Sistina, incontrò i rappresentanti dei B’nai B’rith (Alta Massoneria Ebraica – nda) annunciò loro l’elezione del card. Siri. Essi risposero dicendo che le persecuzioni contro la Chiesa sarebbero riprese immediatamente. Ritornato al Conclave, egli fece eleggere Montini»!
Poiché chi viene eletto papa, una volta accettato l’incarico e scelto il nome, rimane Papa legittimo anche se con qualsiasi mezzo viene fatto dimettere, Paolo VI, che fu imposto con la minaccia di sterminio nucleare del Conclave, fu “imposto” come Anti-papa.

del dott. Franco Adessa

martedì 14 gennaio 2020

NEI GIUDIZI SI DEVE CERCARE LA TESTIMONIANZA DELLA PROPRIA COSCIENZA



La testimonianza della coscienza corregge il giudizio degli uomini

E' inutile essere onorati esteriormente tra gli uomini, se la coscienza interiormente ci accusa. Così pure non abbiamo niente da perdere se siamo biasimati o perseguitati esteriormente, quando in noi stessi ci sentiamo innocenti, irreprensibili, inoffensivi. Anzi, noi avremo allora mille ragioni di rallegrarci pazientemente, silenziosamente, tranquillamente nel Signore.

 L'avversità non è mai nociva, là dove non domina l'iniquità.

S. Alberto Magno

“Signore, insegnaci a pregare!”



preghiere della Serva di Dio LUISA  PICCARRETA


Preghiera con Gesù nella Divina Volontà 

“Figlia mia, preghiamo insieme. Ci sono certi tristi tempi in cui la mia Giustizia, non potendo  contenersi per i mali delle creature, vorrebbe allagare la terra di nuovi flagelli e perciò è necessaria la preghiera nella mia Volontà, che, allargandosi su tutti, si mette a difesa delle creature  e con la sua potenza impedisce che la mia Giustizia si avvicini alla creatura per colpirla”. 
Come era bello e commovente il sentir pregare Gesù! E siccome Lo stavo accompagnando  nel doloroso mistero della Flagellazione, si faceva vedere diluviante sangue, e sentivo che  diceva... (Vol. 17°, 01.07.1924). 

a cura di D. Pablo Martín

GESU' EUCARISTIA



l’amico che ti aspetta sempre


MARIA E IL SACERDOTE

Il sacerdote deve essere consapevole della sua grande missione nel mondo. Egli è parte attiva nell’opera di Redenzione degli uomini, assieme alla Vergine. Anche Lei, in qualche modo, è stata sacerdote offrendo Gesù e offrendo se stessa con lui nella Messa del Calvario. Perciò in ogni Messa anche Maria è presente. Dobbiamo celebrare la santa Messa in comunione con Maria, nel suo Cuore Immacolato.
D’altra parte, anche il sacerdote, con il suo fiat (sì), nel momento della Consacrazione, rende presente Gesù, rinnovando così il mistero dell’Incarnazione; proprio come fece Maria con il suo fiat  il giorno dell’Annunciazione. Quel giorno Gesù e Maria divennero UNO, come il sacerdote e Gesù sono UNO nella Consacrazione.
Da allora Gesù e Maria sono inseparabili, perché Maria riceve costantemente da Gesù la sua unione con la divinità e Gesù riceve da Maria la sua unione con la natura umana. Nello stesso modo Gesù e il sacerdote devono essere sempre intimamente uniti e unire così la loro vita e il loro stesso sangue nel torrente di sangue che, uscendo dalla Croce, continua a salvare gli uomini.
Maria fu corredentrice ai piedi della Croce e continua ad adempiere la sua missione offrendosi con Gesù in ogni Ostia consacrata. Molti cristiani non pensano che insieme a Gesù nell’ostia c’è anche Maria. Lì vi troveranno la Madre. Ella è corredentrice per sempre. Allo stesso modo, anche il sacerdote deve essere corredentore e fare della sua vita un’offerta permanente. Mai il sacerdote è più sacerdote di quando, nella Messa, si offre con Gesù. Se fosse soltanto protagonista materiale e inconsapevole del mistero che sta celebrando, e non volesse offrirsi, non fosse disposto a consegnargli la sua vita con le difficoltà e incomprensioni, sofferenze... come fece Gesù, allora molte benedizioni sarebbero perse per il mondo. Ma, se si offre con Gesù e Maria... che unità sublime, stupenda e meravigliosa! Il Padre lo vedrà come suo Figlio! Maria come Gesù! E lo Spirito Santo lo trasformerà e trasfigurerà perché nella Messa sia veramente GESU'!
Allora Maria lo offre ad ognuno di noi come fosse suo «Figlio». Ella è Madre specialmente dei sacerdoti, i suoi figli prediletti e vuole che siano puri, molto puri per potersi identificare con Gesù. Se i sacerdoti amano Maria, giungeranno ad amare sempre più Gesù. Lei li ama con lo stesso affetto e tenerezza con cui amò lo stesso Gesù. Ella li concepì tutti quando concepì nel suo seno Gesù, Sommo Sacerdote. E come direbbe la venerabile Concepción Cabrera de Armida.: «I sacerdoti occupano un posto speciale nel Cuore di Maria e sono per loro i battiti più amorevoli e materni del suo Cuore».
Personalmente, posso dire che nei momenti di crisi in cui pensavo di abbandonare il ministero, l’amore di Maria ha salvato il mio sacerdozio. Ora le sono «infinitamente» riconoscente e recito quotidianamente il Rosario. Il sacerdote non deve mai dimenticarsi dell’amore per la Vergine, né di celebrare la Messa nell’altare del Cuore di Maria né di fare quotidianamente la Comunione in unione con Lei.

Vieni, Spirito Santo, 
fammi vero sacerdote di Gesù, 
trasformami in Gesù in ogni Messa 
e donami un amore immenso per Maria, 
Madre di Gesù e Madre mia.

Angel Peña

VI PRESENTO L'AMORE



IL FONDAMENTO

Avrete udito ripetere queste parole sciocche:
— L'uomo deriva dalla bestia; e perciò deve amare i propri simili.
Non ci vuole molto ingegno per comprendere che dal fondamento  dell'evoluzionismo, non può derivare l'amore.
— Quale è il fondamento dell'evoluzionismo?
E' condensato in queste parole di Carlo Darwin: nella lotta per l'esistenza, sopravvive  il più forte e muore il più debole.
Da questa premessa è impossibile che derivi l'amore per gli altri, se questi altri  devono scomparire, sconfitti nella lotta per l'esistenza.
Prendete invece le mosse dal fondamento che l'uomo non viene dalla terra, ma viene  dal cielo, e allora troverete che è non soltanto possibile ma doveroso amare gli altri.  Parole dell'evangelista S. Giovanni, pronunciate da Cristo Signore: «Vi dò un nuovo  comandamento: amatevi l'un l'altro. Come io ho amato voi, così voi amatevi l'un  l'altro. A questo segno, la gente conoscerà che voi siete dei discepoli, se voi avete amore l'uno per l'altro ». (1334-35)
Ecco come l'amore per gli altri diventa ragionevole: 1) perché il Dio dell'amore ci ha  creati: 2) perché il Dio dell'amore ci ha riscattati; 3) perché il Dio dell'amore ci ha  santificati.

Che senso ha la frase « Dio è amore »?

Per comprenderla, bisogna approfondire il concetto di amore.
L'amore è un mutuo donarsi che tende a realizzare se stesso.
Anzitutto, l'amore implica reciprocità e alterità. Un amore che non diffonda se stesso  non è amore, perché l'amore raggiunge il suo più alto potere nella mutua donazione di  se stesso.
Per conseguenza, ogni amore implica il generare; cioè implica non un dare ciò che  uno ha ma il dare ciò che uno è.
L'amore perfetto, quindi, è un Atto. L'amore sterile ed egoistico è la negazione  dell'amore. Un amore che si rifiuti di propagarsi, non è amore. La bontà è sociale, per  necessità.
L'amore perfetto, però, non è solamente mutua dedizione, perché, se così fosse,  dovrebbe finire nell'esaurirsi. A l'idea del dare bisogna unire, quindi, l'idea del  ricevere.
Pensate, per fare un esempio, alla sorgente, al fiume, e al mare. La sorgente dà acqua;  il fiume la riceve e la porta via; il mare riceve il fiume e arricchisce la sorgente. Il  mare, quindi, mentre dà l'acqua, riceve anche l'acqua. Il mare è un dare senza perdere  un ricevere per dare di nuovo.
E ora, portiamoci più in alto, cioè portiamoci a Dio Infinito. L'amore che genera, si  chiama Padre. L'amore che è generato eternamente, si chiama Figlio. Ma l'amore, per esser tale, deve ritornare circolarmente su se stesso. Questo eterno slancio di amore  che unisce il Padre e il Figlio è chiamato Spirito, cioè soffio.
Questa sublime verità si può esprimere con altre parole.
Contemplando l'universo io posso conoscere qualche cosa relativa all'esistenza di  Dio, alla sua infinita potenza, alla sua vita, alla sua bellezza. Ma per conoscere  qualche cosa del suo pensiero segreto e del suo amore, è necessario che Dio stesso lo  manifesti, perché le cose da lui create ne danno soltanto un'oscura nozione.

Risposta a una domanda di Platone.

Venticinque secoli or sono, il più grande fra i filosofi, il greco Platone, muoveva a se  stesso questa domanda:
— Se c'è soltanto un Dio, a che cosa pensa? Se è un essere intelligente, Dio deve  pensare a qualche cosa. Se c'è soltanto un Dio, chi amerà, dal momento che per essere felici bisogna amare?
A questa domanda nessun uomo poteva dare una risposta. Essa poteva venire soltanto  da Dio stesso, e difatti venne, quando Cristo Signore scese in terra e rivelò l'intima  vita di Dio. Rivelò, cioè che in Dio ci sono tre persone: Dio Padre, Dio Figlio, Dio  Spirito Santo. Questo tremendo mistero si chiama il mistero della Trinità.
Dopo questa rivelazione, fu possibile rispondere alla domanda di Platone. Egli  certamente avrebbe goduto di sentirsela dare, se fosse vissuto nell'era cristiana,  mentre morì circa quattro secoli prima di Cristo.
Riprendendo la domanda di Platone, per dare una risposta chiara, sarà bene esaminare  l'uomo, perché esso è creato a immagine e somiglianza di Dio. Se approfondiamo il  pensare e il volere dell'uomo, potremo dire qualche cosa sul pensare e sul volere di  Dio.
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FULTON J. SHEEN

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Ottava apparizione, sabato 20 maggio 

Il 20 maggio, Adelaide, accompagnata dal parroco don Cesare Vitali e dalla cugina Maria, va dal vescovo di Bergamo per riferirgli il segreto della Vergine. 
Maria parla al vescovo dell'annuncio dato da Adelaide di  un miracolo che sarebbe venuto alla fine del primo ciclo delle apparizioni. Il vescovo nel suo diario, in data 20 maggio 1944,  scrive: "La cugina è stata molto prudente. Chiede che si debba  fare, se accompagnare o no la bambina stasera. Ha detto che ci  sarà un miracolo domani e se non fosse sarebbe un colpo per la  fede di molti. Io dico di non potermi pronunciare". (v.  D. Argentieri, o.c., p. 96). 
La sera è vicino ad Adelaide anche il dott. Giulio Loglio, medico condotto di Bonate Sopra (Bergamo), che da oggi sarà  presente, eccetto il giorno 28, alle apparizioni, e del quale riferirò giorno per giorno, parte della sua relazione, inviata il 30  settembre 1944, al vescovo di Bergamo. 
Egli scrive: 
"20 maggio: Vi era già notevole folla e parecchi erano  anche coloro che attendevano grazia di guarigione. Pur fra gli applausi e le invocazioni notai come la Roncalli mantenesse piena indifferenza; dopo un breve periodo di preghiera, ebbe inizio la visione. Tenne lo sguardo fisso alla cima di un albero,  il viso si fece un po' cianotico ed abbondante sudorazione le  scendeva dalla fronte, a tratti ammiccava gli occhi e sembrava  bisbigliasse parole non udite. Con uno spillo provai a punzecchiarla leggermente sul collo e sulle mani, senza ottenere reazioni visibili; con la punta di un foglietto di carta saggiai la reazione congiuntivale: essa fu assai vivace. Leggeri pizzicotti la  lasciarono indifferente. Non ho cronometrato né il polso, né la  durata della visione, la fanciulla, fu subito portata via e non la  potei interrogare". 
Alle osservazioni del dott. Loglio, la dott.ssa Maggi  aggiunge che la bambina, durante l'estasi, non avvertì né l'urlo  che si alzò dalla folla dinanzi ai fenomeni celesti, né i colpi di  fucile che venivano sparati per calmare questa. 
Adelaide scrive: 
"Come tutte le altre sere andai sulla pietra in attesa della cara Madonna. Apparve di nuovo la Sacra Famiglia e la Madonna mi disse: "Domani sarà l'ultima volta che ti parlo, poi  per sette giorni ti lascio pensare bene quanto ti ho detto. Cerca  di capirlo bene perché fatta più grandicella ti servirà molto se  vorrai essere tutta mia. Dopo questi sette giorni ritornerò ancora  quattro volte". La sua voce era tanto armoniosa e bella che per  quanto io abbia cercato d'imitarla non riuscii mai. 
Durante l'apparizione si videro fenomeni straordinari nel  sole e nel cielo. Previtali Olimpia, di Paderno d'Adda (Como), guarì improvvisamente da una paralisi che la torturava da quattro  anni. Nell'abitazione del sig. Verri, la Previtali veniva sottoposta  ad un primo controllo medico dal dott. Loglio. Questi, attese le  condizioni precedenti della malata rivelate dalle sue  deposizioni, credette di poter concludere l'esame obiettivo,  dinanzi al parroco ed all'ing. Villa allora giunti, con queste  parole: 
"Io non sono un cattolico fervente, ma se questo non è un  miracolo, bisogna negare tutti i miracoli di tutti i santuari" (v. L.  Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 85). 

Severino Bortolan

Preghiere per la benedizione dell'Eden



Fa che tutte le mie rovine diventino come l'Eden e il mio deserto come il giardino del Signore (Is. 51:3). 
              Non c'è rovina nella mia vita, ma ricevo e cammino nella benedizione dell'Eden. 
              Fa che sia come l'Eden, come un giardino irrigato e come una sorgente d'acqua, la cui acqua non manca mai (Is. 58:11). 
              Fa che la Parola seminata nella mia vita faccia germogliare le sue semenze, e fa che diventi come l'Eden (Is. 61:11). 
              Signore, io desidero che Tu cammini con me sul far della sera, come hai fatto con Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden (Genesi 3:8). 

Coloro, che sono stati mandati dal maligno, OGGI si trovano sulla vostra terra in posizioni di grande importanza!



Chi ora non si alza, chi non segue Mio Figlio e non guarda in faccia ai segni del tempo, sarà trascinato dalle masse, che mal guidate e smarrite, corrono dietro al diavolo. Quelli, infatti, che sono stati mandati dal maligno in persona, si trovano oggi sulla vostra terra e sono in alte posizioni, hanno grandissima influenza su di voi, sui vostri mezzi di comunicazione e se non aprite occhi e orecchie correte direttamente nelle trappole del diavolo e vi sbarrate il cammino per Eternità con il Signore.

Svegliatevi quindi Miei amati figli e incominciate finalmente ad ascoltare la Nostra Parola, che vi diamo da così tanto tempo.

Io vi amo.

La vostra amorevole Mamma Celeste,

Mamma di tutti figli di Dio e Madre della salvezza. Amen.


Dio Padre:
“Figli Miei, attenzione, perché la fine si avvicina. Tempi brutti giungeranno, ma la fine sarà gloriosa per quelli che seguono Mio Figlio. Credete e abbiate fiducia perché sarà così.


Gesù:
“Figlia Mia. I tempi si oscurano. Presto soltanto i Miei fedeli figli, proveranno gioia e allegria, quelli però che si allontanano da Me, presto saranno travolti dalla sofferenza della tribolazione.

GESU’ OSTIA



La Comunione spirituale

È una pratica che consente di unirsi con Gesù presente nell'Eucaristia quando, animati da un vivo desiderio, si è nell'impossibilità di riceverlo sotto forma di Sacramento.
L'autore de "L'Imitazione di Cristo" spiega: «Infatti questo invisibile ristoro dell'anima, che è la comunione spirituale, si ha ogni volta che si medita con devozione il mistero dell'incarnazione e della passione di Cristo, accendendosi di amore per lui. Chi si prepara soltanto perché è imminente il giorno festivo, o perché sospinto dall'abitudine, è molto spesso tutt'altro che pronto» (Lib. IV; cap. 10).
Madre Mectilde de Bar, alle sue figlie che si trovano nell'impossibilità della comunione sacramentale, consiglia: «[...] dobbiamo supplire, comunicandoci spiritualmente, cioè col desiderio, con l'amore, con l'unione e la partecipazione al Sacrificio, insieme al sacerdote. Ma dico di più: insieme a Gesù, poiché noi siamo parte del suo corpo, che Egli sacrifica nella santa Messa».
«Questa comunione spirituale - insegna Sant'Alfonso Maria de' Liguori - si può praticare più volte al giorno, quando si fa l'orazione, quando si fa la visita al SS. Sacramento, e specialmente quando si assiste alla Messa nel punto che si comunica il sacerdote». E, nella "Pratica di amar Gesù Cristo", riporta le parole della Beata Agata della Croce, che eseguiva tale esercizio per duecento volte al giorno: «Se il confessore non mi avesse insegnato questo modo di così comunicarmi più volte il giorno, io non mi sarei fidata di vivere».
La comunione spirituale, a differenza di quella sacramentale, si può ripetere tutte le volte che si vuole, e può sostituire - ma non con la stessa efficacia - la comunione sacramentale.
In merito, Padre Pio così risponde a una figlia spirituale: «Vi rammaricate che, per causa della malattia, siete costretta a rimanervi digiuna della santissima Eucaristia; ed in ciò vi comprendo e non vi do torto. Conviene rassegnarsi e non cessare di supplicar Gesù che venisse a visitarvi spiritualmente. La comunione spirituale, quando la sacramentale addiviene impossibile, supplisce in parte alla reale».
Quali benefici porta? «La Comunione spirituale - scrive il card. Elia Dalla Costa (1872-1961), arcivescovo di Firenze - non ci fa ricevere realmente Gesù, ma ci dà un aumento di grazia, una forza nuova per preservarci dal peccato e per avere una più intima unione con Gesù Cristo».

Preghiera al Padre per mitigare l’impatto della Terza Guerra Mondiale



O Padre Celeste, nel nome del Tuo Figlio diletto, Gesù Cristo, 
che ha molto sofferto per i peccati degli uomini,  
Ti preghiamo di aiutarci in questi tempi difficili che ci aspettano. 
Aiutaci a sopravvivere alla persecuzione programmata da governanti avidi e da coloro che vogliono distruggere le Tue Chiese e i Tuoi figli. 
Ti supplichiamo, Caro Padre,  
di aiutarci a nutrire le nostre famiglie e a salvare le vite di coloro che si troveranno costretti a una guerra contro la loro volontà. 
Ti vogliamo bene, Caro Padre. 
Ti preghiamo di soccorrerci nel momento del bisogno. 
Salvaci dalla morsa dell’anticristo. 
Aiutaci a sopravvivere al suo marchio, il marchio della bestia,  
rifiutandoci di accettarlo.
Aiuta coloro che Ti amano a rimanere sempre fedeli alla Tua Sacra Parola  
in modo che Tu possa darci le grazie necessarie  
per sopravvivere nel corpo e nell’anima. 
Amen. 

Chi accetta il marchio della bestia e non il Sigillo di Mio Padre andrà con la bestia all’inferno!



Chi non si prepara per Me e per la Mia Seconda Venuta, Miei tanto amati figli, non potrà venire con Me. Solo chi Mi ama, chi Mi riconosce per quello che IO SONO, chi Mi onora nella sua vita e vive con Me e secondo la volontà del Padre Mio Onnipotente, sarà degno di entrare con Me nel Mio Nuovo Regno. Chi invece segue l’impostore, chi non si dichiara per Me, chi porta il numero della bestia sotto la sua pelle e brama il denaro, la fama, il riconoscimento e il potere, non raggiungerà il Mio Regno, perché ESSO è destinato ai figli che Mi seguono sinceramente e fedelmente. Quelli invece cui non importa, di come “sopravvivono” su questa vostra terra per i quali il peccato va bene e sono indifferenti e in opposizione ai Comandamenti del Padre nostro Signore, questi figli soffriranno, perché si aprirà loro l’abisso e vi saranno gettati dentro, poiché non si sono dichiarati per Me, ma hanno agito contro di Me e contro il volere di Mio Padre. Hanno accettato i metodi della bestia e quindi ora ricevono, alla fine dei loro giorni, ciò che hanno seminato. Chi non semina amore, pace e giustizia non potrà neanche raccoglierle e chi accetta il marchio della bestia e non accetta il Sigillo di Mio Padre, che vi fu profetizzato centinaia e migliaia di anni fa e che ora vi è stato regalato, andrà all’inferno con la bestia, e NON sarà innalzato a Me nel Mio Regno.

Figli Miei. Convertitevi, perché ora c’è ancora tempo per farlo. Presto, molto presto, sarà troppo tardi.

Io vi amo dal profondo del Mio santissimo cuore di Salvatore.

il vostro amorevole Gesù e la Mia santissima Mamma che è con Me. Amen.